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Un Pound di nome Ezra
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Vita e morte del crociato che combattè l’usura del greenback

Ezra Pound è forse l’artista più imbarazzante, più rimosso e meno seriamente giudicato della letteratura occidentale contemporanea: e ciò perché nel suo caso riesce impossibile l’operazione, vagamente filistea, che si è fatta con tutti gli autori sedotti dalla tentazione fascista, Celine in testa: quella di separare la loro arte dalla loro ideologia sconfitta e maledetta.

Le idee economiche di Pound, allo stesso titolo del suo fascismo fanno corpo unico con la sua poesia.

Ma potrebbe essere il momento di guardare dentro quelle idee. Non stupirà sapere che queste idee non erano delle più balzane; oltre tutto egli non volle o non riusci mai ad organizzarle in uno scritto pienamente comprensibile: le sue opere ne sono piene, ma a sprazzi, a lampi.

Sappiamo che Pound fu sedotto dal concetto di «moneta prescrittibile», lanciato negli anni Dieci da Silvius Gesell, un economista eretico tedesco, che fu ministro delle Finanze dell’effimero governo socialrivoluzionario che s’instauro in Baviera nel 1919; Gesell pensò a banconote che per mantenere il loro valore liberatorio, dovessero essere «rivalutate» ogni mese con l’apposizione di un bollo pari a un centesimo del valore facciale della banconota: sicché in cento mesi la tassa avrebbe uguagliato il valore della moneta, e la moneta stessa sarebbe stata annullata.

Tra il 1 agosto 1932 e il 10 settembre 1933 una moneta del genere circolò effettivamente nella zona di Woergl, in Austria, e fu soppressa per intervento statale. Per Gesell, la moneta prescrittibile aveva il vantaggio di non poter essere tesaurizzata e quello aggiuntivo di battere l’inflazione, perché ogni giorno una certa quantità di banconote usciva automaticamente dalla circolazione.

Pound, folgorato da quell’invenzione, vide in essa lo strumento che avrebbe restituito ai popoli e agli Stati una «vita sana», non corrotta da falsi valori.

In Lavoro ed Usura cosi immaginò l’uso di quella moneta in Utopia, «Un paese placido giacente fuori dalla geografia presente»: «(gli abitanti) attribuiscono la loro prosperità a un semplice modo di raccoglier le tasse, o meglio la loro unica tassa, che cade sulla moneta stessa. Perché su ogni biglietto del valore di cento, sono costretti ad affiggere una marca del valore di uno, il primo giorno di ogni mese. E il governo, pagando le sue spese con moneta nuova, non ha mai bisogno di imporre imposte, e nessuno può tesaureggiare questa moneta perché dopo cento mesi essa non avrebbe alcun valore. Cosi è risolto il problema della circolazione. E cosi la moneta non godendo poteri di durabilità maggiori di quelli posseduti da generi come le messi, le patate, i tessuti, il popolo è arrivato a giudicare i valori della vita in modo più sano. Non adora la moneta come un dio, e non lecca le scarpe dei panciuti della Borsa e dei sifilitici del mercato. E, naturalmente, non è minacciato d’inflazione, né costretto a fare guerre a piacer degli usurai...».

L’altro idolo economico di Pound era la teoria di Clifford H. Douglas, battezzata «social credit». Douglas era un ingegnere ferroviario scozzese; nemico del capitalismo liberale, secondo lui dominato da una cricca di banchieri-parassiti, giunse a concepire un macchinoso sistema che avrebbe dovuto impedire ai banchieri di sfruttare il lavoro della gente modificando a piacimento le masse monetarie in circolazione.

Più che questo sistema economico (che ebbe pure seguaci nella sinistra americana e inglese), Pound sposò delle idee di Douglas il concetto secondo cui la ricchezza di un popolo e il credito di cui può godere derivino dalla «eredità culturale» del popolo stesso, dal complesso di nozioni scientifiche e tecniche che possiede, dal suo lavoro e dalla sua onestà.

«Il tesoro di un popolo è la sua onestà».

Come si vede, l’economia era per Pound anzitutto una questione morale. E’ stato già notato che Pound fu essenzialmente un moralista, e precisamente un moralista americano, erede di quella tradizione protestante, minoritaria ma sempre viva in America, che si oppone all’«etica del capitalismo» in nome dei valori del lavoro, dell’agricoltura, dell’idea (d’origine quacchera) di una vita armoniosa, operosa e senza violenza.

La stessa sensibilità di Ezra per le questioni monetarie e del credito non si capisce se non si dice che esse crearono problemi drammatici ai primi coloni d’Oltreatlantico. Per decenni nelle colonie americane lungo tutto il ‘700, per far fronte alla scarsità artificiale di moneta creata dall’Inghilterra, furono mezzi di pagamento le pelli di castoro, le collanine indiane di conchiglie dette «wampum», monete messicane e spagnole; in parte la storia degli Stati Uniti può essere letta come la lunga lotta di un popolo operoso e semplice contro la spregiudicatezza dei finanzieri londinesi.

In questo senso nel 1750 la Pennsylvania cominciò a battere una sua propria moneta, da prestare
«a scopo di bonifica agli agricoltori, fino al valore di metà delle terre (...) chiedendo il ripagamento in dieci rate annue»: questo esperimento, che ancorava il valore della moneta insieme alla terra e al lavoro di chi la coltivava, risanò i bilanci della Pennsylvania, ma fu soppressa dal governo britannico.

Più tardi la lotta continuò con il conflitto fra il biglietto di Stato (il greenback) e la banconota emessa da banchieri e speculatori, che negli Stati Uniti mostrarono una spudoratezza e una spregiudicatezza senza limiti: e naturalmente Ezra era per i biglietti di Stato, uno Stato concepito (cosa anche questa tipicamente americana) come il garante dell’onestà del popolo; governo del popolo e per il popolo.

«Lo Stato ha il credito», e non ha bisogno di chiederlo alle banche - ripeteva Pound - «La moneta non può essere simbolo di lavorosenzaltra qualifica. Può essere certificato di lavoro compiutoa condizione che questo lavoro sia fatto dentro un sistema. La validità del certificato dipenderà dallonestà del sistema, e dalla competenza di chi certifica, e bisogna che il certificato indichi un lavoro utile, o almeno piacevole, alla comunità. Lo Stato lavora’ (perché organizza il sistema’) e dunque può battere moneta, può prestare, può avere credito come ha credito un onesto imprenditore, che lo garantisce con tutti i suoi beni».

Ezra amava ricordare che suo nonno, Thaddeus Coleman Pound, stampando una propria carta «moneta» «pagabile al portatore in merce o legna», raccolse fra i boscaioli di Chippewa un credito bastante a costruire un lungo tratto di ferrovia.

 
È dubbio che queste idee si siano mai organizzate, nella mente di Ezra, in un sistema coerente e organico: gliene mancava la competenza. È stato Fernando Ritter, un economista che Pound conobbe e ammirò, e il cui destino ricalca singolarmente quello poundiano (svizzero di nascita, Ritter si fece italiano per ammirazione di Mussolini), a dare una forma più esplicita alle convinzioni economiche di Ezra. Ritter le espose in un libro, Lo pseudocapitale, pubblicato da Scheiwiller anni fa.

Lo «pseudo-capitale» è la moneta bancaria, quella che non ha altra realtà che le scritture contabili delle banche. Il sistema bancario «traffica in debiti»: appena concede un prestito, ottiene un credito pari alla somma prestata, più gli interessi; questo credito in «pseudo-capitale», può essere di nuovo trasformato in prestiti e cosi via.

«La banca lucra interessi dal denaro che crea dal nulla», ripeteva Pound. Il circolo vizioso si alimenta a prezzo di accelerare il ciclo, di stimolare la produzione di beni più o meno superflui, di cattiva qualità, destinati a rapidissima obsolescenza o distruzione; il sistema bancario alimenta, per il suo profitto, la società dei consumi, o crea scarsità artificiali, artificiali bisogni e sprechi, provocando guerre. L’importante è che gli interessi sui debiti continuino a essere pagati, perché i crediti bancari possano essere considerati esigibili.

Queste erano le idee, giuste o sbagliate, a cui credeva Pound. Sono sottese alle sue oscure invettive, ai suoi appassionati consigli.

Egli cita una frase di Rothschild che, secondo lui, smaschera lo sporco gioco: «Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprendono saranno occupati nello sfruttarlo, e il pubblico non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi».

Cita Chesterton: «I grandi affari dipendono dai grandi banchieri, che governano lInghilterra come una filiale di New York, pur essendo essi stessi non abbastanza americani da poter entrare a far parte di un circolo statunitense».

E batteva, nei suoi Discorsi da Radio Roma, durante la guerra, su quella che a lui pareva la prima libertà: «La libertà di non indebitarsi»: «Una nazione che non vuole indebitarsi - diceva - fa rabbia agli usurai».

S’è ripetuto troppo poco che Pound commise il fatale errore di credere, senza alcun fondamento, che il fascismo fosse sul punto di incarnare le sue idee economiche, e Mussolini il «genio» capace di metterle in atto. In realtà, egli vide soprattutto nel fascismo e nella sua politica di autarchia, di grandi bonifiche, di stretto controllo monetario, quella «volontà di non indebitarsi» che andava predicando.

Nel fascismo vide il catalizzatore di virtù antiche dell’Italia: già il nome della banca di Siena, il Monte dei Paschi, lo estasiava, facendogli intendere una forma di credito concessa sui «pascoli», sui campi, su ricchezze reali rese fruttifere dal lavoro.

«La base valida del credito
scrive in ‘Lavoro ed Usura fu conosciuta e affermata al principio del Seicento dai fondatori del Monte dei Paschi. Fu, ed è, labbondanza, ovvero la capacità produttiva della natura, presa insieme con la responsabilità di tutto un popolo». E chissà come sghignazzarono i dirigenti del Monte, se lessero il saggio.

Certo è che Pound sperò in Mussolini, vi sperò nel suo modo onirico ed eccessivo. Più volte cercò di mettersi in contatto con lui: Niccolò Zapponi, ne LItalia di Ezra Pound, ha ricostruito questi ingenui tentativi. Pound chiese un colloquio al duce attraverso la segreteria di Palazzo Venezia il 23 aprile del ‘23, senza esito. Tornò alla carica nel dicembre ‘32, proponendo il copione di un film sulla nascita del fascismo; pochi giorni dopo, con più sagacia, chiese di nuovo di parlare a Mussolini «per rispondere ad alcune critiche al libro di Ludwig, ‘Colloqui con Mussolini’, apparse sui giornali americani».

Per il duce quello era un punto dolente: il 16 febbraio ‘33, ricevette il «giornalista americano Pound». Di questo colloquio resta la testimonianza, estasiata, di Ezra, riportata nel Canto 41. Il duce sfogliò i Cantos e li trovò «divertenti». («Ma questo/disse il Capo/, ‘è divertente’/cogliendo il punto prima che gli esteti lo cogliessero»).

Certamente Pound parlò a Mussolini dei suoi studi sugli ideogrammi cinesi, del concetto confuciano che bisogna «mettere ordine nelle parole», trovare giuste definizioni per mettere ordine nelle idee. Mussolini gli chiese: «Perché volete mettere ordine nelle vostre idee?», e anche questa parve a Pound una domanda geniale.

Non ci furono altri incontri, ma ormai Ezra era conquistato. Nel luglio del ‘35, Pound inviò al duce il suo saggio Jefferson and/or Mussolini, nell’ottobre, un suo piano per la fondazione di una nuova Società delle Nazioni, piano che la segreteria del duce rubricò con questa nota: «Si tratta di un progetto strampalato concepito da una mente nebbiosa, sprovvista di qualunque senso della realtà. Tenuto conto dellaffetto che il Pound porta allItalia e dellentusiasmo che lo anima, basterà fargli presente quanto segue, ecc.».

Pound, che ignorava questo giudizio, continuò ad inviare alla segreteria lettere. Riuscì ad attrarre l’attenzione del duce con un’ennesima missiva, datata 10 maggio 1943, in cui alludeva in modo oscuro alla moneta geselliana. Mussolini vide la lettera e chiese spiegazioni su Pound e su «questa sua moneta prescrittibile». La segreteria stilò poco dopo una nota per il duce in cui erano esposte oggettivamente le caratteristiche e i presunti vantaggi della moneta col bollo.

La cosa mori lì. Altri eventi, del resto, incalzavano. La guerra infuriava.

Dal 1941, Ezra Pound aveva chiesto con insistenza di essere incluso fra i collaboratori delle trasmissioni di Radio Roma per la propaganda verso gli Stati Uniti e l’Inghilterra; era stato ammesso, nonostante un parere contrario del SIM. Da allora, in media ogni tre giorni, «lamico Ezra» continuò a parlare ad improbabili ascoltatori americani: trasmissioni cariche di allusioni oscure e di bagliori, di invettive contro «gli usurai ebrei» e di ricordi letterari o di indecifrabili esperienze personali.

Soprattutto, continuava a battere e a ribattere sulle sue idee economiche, sulla «libertà di non indebitarsi», sulla guerra «voluta dagli usurai».

E’ assai dubbio che gli eventuali ascoltatori d’Oltreatlantico potessero capire quei discorsi; è certo che chi potè ascoltarli dovette trarre conclusioni infauste sulla
salute mentale del poeta. I soli che potevano comprendere le sue allusioni alla «congiura finanziaria» erano, forse, quegli stessi potenti della finanza che lui malediceva e insultava.

Nel luglio 1943, Ezra fu accusato ufficialmente di tradimento negli Stati Uniti. Gli eventi dell’8 settembre non frenarono l’entusiasmo del poeta: ancora nel ‘44 e persino nel ‘45 Ezra continuerà a scrivere alla segreteria di Mussolini rivolgendo al dittatore di Salò pressanti appelli per la riforma del sistema monetario.

Il resto è noto: crolla la Repubblica Sociale, arriva il giorno della liberazione. Le copie di una traduzione poundiana di un’opera di Confucio, Chung Yung, lasse che non vacilla, appena stampate a Venezia, vengono date alle fiamme perché credute materiale di propaganda per l’Asse.

Il 3 maggio 1945 due partigiani prelevano Ezra e lo consegnano agli Alleati. Settimane d’interrogatori. Il 24, la Polizia Militare americana lo interna in un campo di concentramento presso Pisa, chiudendolo in un’atroce gabbia. Vi resterà tre settimane, esposto al sole di giorno, accecato dai riflettori la notte.

In quella prigionia da belva incatenata concepirà i Canti Pisani: in cui torneranno, come incubi, l’immagine di «Ben e Claretta», appesi per i piedi in Piazzale Loreto, l’orrore della «sua» Europa vinta e schiacciata.

«Formica solitaria da un formicaio distrutto/dalle rovine dEuropa, ego scriptor».

In seguito, a Washington, il processo per tradimento, interrotto - forse misericordiosamente - dai giudici che dichiarano il poeta «infermo di mente e incapace di provvedere alla propria difesa». Ezra, che era rimasto muto fin dalla prima udienza, sarà rinchiuso nel manicomio criminale di Saint Elizabeth. Vi resterà dodici anni.

In quei dodici anni, Pound scriverà, comporrà infaticabilmente. A poco a poco, lo scandalo del «pazzo» che canta dalla sua prigione muoverà un vasto schieramento di intellettuali, italiani, americani, inglesi a chiedere la sua liberazione.

Il 18 aprile 1958, liberato, Ezra torna in Italia. Non è più «lApollo da operetta di Offenbach, barbetta fulva, occhio lampeggiante», del ritratto che ne fece Mario Praz: non è più il parlatore «in un italiano insaporato di idiomi liguri, generoso, focoso, stroncatore, imbroccatore di cantonate, amante sfortunatissimo della precisione. Ora è un vecchio fragile, dalla candida barba veneranda; un profeta ammutolito».

E muto assiste alla crescita della fama, controversa e sofferta, del suo poema oscuro, dei suoi Cantos e dei Canti Pisani: architetture dantesche spezzate, collages di inglese, italiano, provenzale e ideogrammi cinesi, comprensibili solo a bagliori, in cui è giocoforza ammettere che le idee economiche e la sua fede fascista costituiscono la materia, il corpo, il filo conduttore.

Si è cercato, ovviamente, di accreditare la tesi che Pound, nei suoi ultimi anni, abbia abiurato quelle sue idee, le abbia riconosciute un errore, anzi una follia. È anche questo un modo di rimuovere lo «scandalo Pound».

A impedire però che questa rimozione abbia successo bastano, credo, due versi del Canto CXVI, che il fragile vecchio Ezra ha scritto, quasi come sommessa protesta e lancinante compendio della sua vita: «Ma la bellezza non è la pazzia/benché i miei errori e relitti mentano su di me (But the beauty is not the madness/Thomy errors and wrecks He about me)».

Maurizio Blondet

(Articolo pubblicato su EFFEDIEFFE.com il 29 ottobre 2008)



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Commenti  

 
# NOMEN 2011-09-12 14:17
Per documentarsi ulteriormente, su questo davvero "KRUCIALE+KAPITA LE" tema, a tutt'oggi non a caso avvolto da una densissima cortina fumogena, atta ad impedire ai più di prenderne contezza, pena la fine del presente diabolico e satanico, degenerato e parassitario "presente stato delle cose"... niente di meglio che sentire IL NOSTRO DIVINO AURITI, nei numerosi suoi video messi su YOU TUBE... buona visione e buon ascolto... AD MAJORA!!!
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# Lemmy 2011-09-12 17:59
Bellissimo.
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# cangrande 2011-09-12 18:55
Mio padre era nel campo di concentramento di Coltano (non Pisa, ma comunque lì vicino) e ha conosciuto il Poeta. Da quel poco che so (mio padre è mancato che io ero piccolo) era rimasto colpito dalla sua enorme fierezza e dignità. Nello stesso compo erano prigionieri, tra gli altri, Raimondo Vianello, Walter Annichiarico (Chiari) e... Dario FO (!!!).
Per quanto riguarda l'assoluzione del Poeta per infermità mentale, per il sistema usurocratico era l'UNICO modo per svilire, quindi, le teorie di Pound.
Mi piace, infine, ricordare una sua stupenda massima: "Se un uomo non è disposto a combattere per le sue idee, o non valgono nulla le sue idee, o non vale nulla lui".
Un Grande!!!
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# Daltanius 2011-09-12 22:29
Cita "Per quanto riguarda l'assoluzione del Poeta per infermità mentale, per il sistema usurocratico era l'UNICO modo per svilire, quindi, le teorie di Pound".

Non a caso Gesù Cristo ha detto che chi dice "pazzo al suo fratello... non potrà sfuggire al fuoco della Ghenna".
Daltanius
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# alphiere12 2011-09-12 19:38
Sono abbastanza anziano da ricordare l'intervista di Ezra Pound che fu fatta da Pasolini, per conto della RAI, e mandata in onda proprio quasi alla vigilia della morte.
Purtroppo non ne ricordo il contenuto, nè ho avuto mai occasione di assistere ad eventuali repliche su RAI Storia.
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# SILVIO54 2011-09-13 14:54
http://www.youtube.com/watch?v=jrwIbjwbT0o
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# hylarion 2011-09-12 20:21
Molto bello.
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# rinus 2011-09-12 20:36
Ringraziando Blondet per aver accennato a Gesell ed alla sua grande intuizione: far girare il denaro per non pagare pegno, e quindi dare la possibilità a tutti di lavorare. Dal libro di Pound" ABC dell'economia" ho tratto la seguente frase che ho incorniciato: E' tuttavia dovere di ognuno di tentare di immaginare una economia sensata e di tentare di imporla con il più violento di tutti i mezzi, LO SFORZO DI FAR PENSARE LA GENTE.
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# abbelli 2011-09-13 01:55
Le idee e argomentazioni di Ezra Pound

La moneta non è prodotto della natura ma dell'uomo. È l'uomo che ne ha fatto uno strumento malefico, per mancanza di previdenza. Le nazioni hanno dimenticato le differenze fra animale, vegetale e minerale ovvero la finanza le ha fatto rappresentare tutte tre categorie naturali con un solo mezzo di scambio, negligendo di prendere in considerazione le conseguenze di tale atto. Il metallo dura, ma non si riproduce. Seminando l'oro non si raccoglie oro moltiplicato. Il vegetale esiste quasi per sé ma la coltivazione ne aumenta la sua riproduzione naturale. L'animale fa il suo contraccambio col mondo vegetale, concime contro cibo.

L'uomo ammirando il lustro d'un metallo ne ha fatto catene. Poi egli inventò una cosa anti-naturale, ovvero fece una rappresentazion e falsa, una rappresentazion e del mondo minerale che segue la legge dei mondi vegetale e animale.

L'ottocento, infame secolo dell'usura, andò oltre, creando una specie di messa nera della moneta. Marx e Mill, malgrado le loro differenze, sono d'accordo nell'attribuire alla moneta stessa proprietà quasi religiose. Si è perfino parlato dell'energia "concentrata nella moneta", come si parla della divinità nel pane benedetto. Ma il pezzo di cinquanta centesimi non ha mai creato la sigaretta o il pezzettino di cioccolato che usciva dalla macchina automatica.

La durabilità conferiva al metallo certi vantaggi commerciali, che le patate e i pomodori non posseggono. Chi possiede metallo può aspettare il momento buono per scambiarlo contro merce meno durevole. Quindi i primi strozzinaggi da parte dei detentori dei metalli, e specialmente dei metalli che scarseggiano e non sono soggetti alla ruggine.

Ma oltre questa potenzialità di agire ingiustamente che la moneta metallica assorbiva dall'essere metallo, l'uomo ha inventato una carta munita di tagliandi per fornire un quadro più visibile dell'usura. E l'usura è un vizio o reato condannato da ogni religione e da ogni moralista antico. Per es. nel De Re Rustica di Catone troviamo questo frammento di dialogo.

"E cosa pensate dell'usura?"
"Cosa pensate, voi, dell'assassinio!"

Shakespeare: "Il tuo oro è forse pecore e montoni?"

No! la moneta non è radice del male. La radice è l'avarizia, la brama del monopolio. "Captans annonam, maledictus in plebe sit!" tuonò Sant'Ambrogio: monopolizzatori del raccolto, maledetti fra il popolo!

La possibilità d'agire con ingiustizia fu già conferita ai detentori d'oro all'alba della storia. Ma quel che l'uomo ha creato, egli può disfare. Basta creare una moneta che non goda la potenzialità di aspettare nel forziere fino al momento che favorisce il detentore della detta moneta, e le possibilità di strozzare il popolo per mezzo della moneta, coniata o stampata, spariranno quasi da sé.

L'idea non è nuova. I vescovi del medioevo già emettevano una moneta che fu richiamata alla zecca per essere riconiata alla fine d'un periodo definito. Gesell, tedesco, ed Avigliano, italiano, quasi nello stesso tempo ideavano un mezzo ancora più interessante per arrivare ad una maggior giustizia economica. Essi proponevano una moneta carta sulla quale fu obbligo d'affiggere una marca del valore dell'un per cento del nominativo al principio di ogni mese.

Il sistema ha dato risultati così lodevoli in zone ristrette che un popolo chiaroveggente ha il dovere di meditarci sopra. Il mezzo è semplice. Non sorpassa le capacità intellettuali d'un contadino qualsiasi. Tutti sono capaci d'affiggere un francobollo alla busta d'una lettera, o una marca da bollo a un conto d'albergo.

Un vantaggio di questa tassa su tutte le altre tasse (dal punto di vista umanitario) è che non può incidere che sulle persone che hanno in tasca, al momento dell'incidenza, danaro d'un valore cento volte più grande della tassa stessa.

Un altro vantaggio è che non impedisce le operazioni di commercio, né di fabbricazione; cade solamente sulla moneta superflua, ovvero su la moneta che il detentore non è stato obbligato a spendere nel corso del mese precedente.

Come rimedio dell'inflazione, i suoi vantaggi devono essere immediatamente comprensibili. L'inflazione consiste in una superfluità della moneta. Col sistema gesellista ogni emissione di biglietti si consuma in cento mesi, cioè in otto anni e quattro mesi, ovvero porta al fisco una somma uguale all'emissione originale della moneta.

(Per rendere questo fatto ancora più chiaro, potete immaginare una nota messa in un forziere per cento mesi; cioè una moneta che fa sciopero, che per cento mesi non funziona come mezzo di scambio, non riempie il suo destino. Ebbene, la tassa su questa pigrizia uguaglia il nominativo. Invece un biglietto che passa di mano in mano può servire in centinaia d'operazioni ogni mese prima di venire tassato affatto).

Le spese dei vari uffici adesso incaricati di strappare imposte al pubblico potrebbero ridursi al minimo e quasi sparire. Gli impiegati non vanno in ufficio per divertirsi. Si potrebbe dare loro opportunità di andar a spasso, o ad alzare il livello culturale del loro ambiente, anche pagando i loro stipendi attuali senza diminuire la ricchezza materiale d'Italia d'un solo staio di grano, o d'un litro di vino. A chi non piace lo studio, sarebbe concesso il tempo di produrre qualche cosa d'utile.

Un grande errore dell'economia detta liberale è stato l'oblio della differenza fra cibo, e quel che non si può mangiare, né adoperare come vestito. Un realismo repubblicano richiamerebbe l'attenzione pubblica su certe realtà basilari.

L'errore è stato la danarolatria, cioè il fare della moneta un dio. Questo fu dovuto alla snaturizzazione cioè all'aver fatto della nostra moneta una rappresentanza falsa, dandole poteri che non doveva possedere.

L'oro dura, ma non si moltiplica da sé nemmeno se mettete insieme due pezzi d'oro uno in forma di gallina e l'altro in forma di gallo. È ridicolo di parlare di frutto o di frutta. L'oro non germoglia come il grano. Una rappresentazion e d'oro che pretende che l'oro possiede queste facoltà è una rappresentazion e falsa. È una falsificazione. E la descrizione "falsificazione della moneta" può derivarsene.

Ripeto: abbiamo bisogno d'un mezzo di scambio, e d'un mezzo di risparmio, ma non è necessario che lo stesso mezzo serva ad ambedue questi scopi. Non è necessario che il martello serva di lesina.

La marca da bollo affissa al biglietto serve da bilanciere. Nel sistema usurocratico il mondo ha sofferto ondate alternanti d'inflazione e di deflazione; del troppo danaro e del troppo poco. Ognuno capisce la funzione del pendolo e del bilanciere. Bisogna portare questa capacità d'intendimento nel dominio monetario.

Quando la moneta avrà un potere né eccessivo né troppo piccolo, allora ci avvicineremo ad un sistema sano dell'economia. Si è persa la distinzione fra commercio e l'usura. Si è persa la distinzione fra debito e debito ad interesse. Già nel 1878 si è parlato del debito non ad interesse; magari di debito nazionale non ad interesse. L'interesse che voi avete fruito nel passato è stato in gran parte illusione; ha funzionato a breve scadenza lasciandovi con un cifra di moneta superiore a quella che avete "risparmiata" ma posseduta in una moneta di cui quasi ogni unità valeva meno.

Dexter Kimball facendo censimento dei Buoni delle ferrovie americane durante un mezzo secolo ha fatto interessanti scoperte a proposito della quantità di queste obbligazioni che furono semplicemente annullate da cause contingenti. Se la memoria mi serve la cifra raggiungeva il 70%.

Un interesse è dovuto, giustamente, da industrie ed impianti che servono ad aumentare la produzione. Ma il mondo ha perso la distinzione fra il produttivo e il corrosivo. Imbecillità imperdonabile perché questa distinzione fu nota nei primi anni della storia conosciuta. Rappresentare un corrosivo come produttivo è falsificare. I gonzi credono alle false rappresentazion i. Ridurre la moneta ai giusti poteri, lasciarle una durata corrispondente alle durate esistenti nel mondo materiale, ed in più il suo proprio giusto vantaggio (cioè quello d'essere scambiabile contro qualsiasi merce in qualsiasi momento che la merce esiste) ma non dare alla moneta, oltre a questo vantaggio, poteri che non corrispondono né alla giustizia, ne alla natura delle merci rappresentate o corrisposte. Per questa via si potrebbe avvicinarsi alla giustizia sociale e alla sanità economica.

Il valor militare non può esistere in un clima di vigliaccheria intellettuale.

Nessuno deve arrabbiarsi se la collettività rifiuta di accettare le proposte sue, ma è vigliaccheria intellettuale non osare formulare i propri concetti sociali. Specialmente in un'epoca pregna d'opportunità, propriamente un'epoca che annuncia la formulazione di un nuovo sistema di governo. Ognuno che possiede una competenza storica ed una documentazione storica deve formulare i suoi concetti in relazione alla parte dell'organismo sociale che i suoi studi gli danno un diritto di giudicare.

Per formare tale competenza nelle generazioni future, si deve cominciare nelle scuole con l'osservazione di oggetti particolari, per poi progredire alla conoscenza dei fatti particolari della storia. Non è necessario che l'individuo abbia conoscenza enciclopedica, ma è necessario che ognuno che agisce pubblicamente possieda una conoscenza dei fatti essenziali del problema ch'egli tenta di trattare. Comincia col giuoco degli oggetti esposti per un istante davanti al bambino, nella mano che viene poi subito chiusa.

Il pensiero s'impernia sulla definizione delle parole. Testi: Confucio ed Aristotele. Terminerei gli studi obbligatori per ogni universitario con un confronto (anche breve) fra i due maggiori libri d'Aristotele, Etica Nicomachea e La Politica, e il tetrabiblon cinese (cioè i tre libri della tradizione confuciana, Ta S'eu ovvero Studio Maturo, l'Asse che non vacilla, le Conversazioni, e il Libro di Mencio).

Per educazione pubblica ed extra-universitaria basterebbe il semplice regolamento delle librerie, cioè che ad ogni libraio fosse fatto obbligo di tenere in vendita, ed, in alcuni casi importanti, di esporre in vetrina per qualche settimana dell'anno certi libri d'importanza capitale.

Chi conosce i capolavori, specialmente Aristotele, Confucio, Demostene, e il "Tacito" tradotto da Davanzati, non sarà abbindolato dalle porcherie. Per la moneta basta che ognuno pensi per sé al principio del bilanciere, ovvero agli effetti nazionali e sociali che deriverebbero dalla semplice affissione d'una marca da bollo nel punto dovuto. Meglio sul biglietto che sulla nota d'albergo.

Si è parlato del cavalieri di San Giorgio senza identificarli con dovuta precisione. Il danaro può ledere, ma la conoscenza economica oggi è piuttosto rozza, come fu la scienza medica quando si sapeva che una gamba rotta fa male, ma non si riconoscevano gli effetti dei microbi. Non è tanto il danaro che compra una volta un corrotto, ma
l'effetto segreto dell'interesse che rode dovunque. Questo non è l'interesse pagato al privato sul suo conto di banca, ma l'interesse sul danaro che non esiste, ovvero sul miraggio della moneta, un interesse che equivale al 60% e di più in confronto alla moneta che rappresenta lavoro onesto, o prodotti utili all'umanità.

L'ignoranza dei giochi non è prodotta dalla natura, anzi dall'arte. È stata aiutata dal silenzio della stampa, in Italia come altrove. Inoltre quest'ignoranza è stata pazientemente elaborata. La base vera del credito si rese nota già all'inizio del Seicento ai fondatori del Monte dei Paschi di Siena.

Questa base fu, ed è l'abbondanza, o produttività della natura congiunta al lavoro responsabile di tutto il popolo.

Banche e banchieri hanno funzioni utili e potenzialmente oneste. Chi fornisce una misura dei prezzi sul mercato e allo stesso tempo un mezzo di scambio, è utile alla nazione. Ma chi falsifica questa misura e questo mezzo è reo.

Una sana politica bancaria mira, e nel passato ha mirato come ha detto Lord Overstone, a "soddisfare i veri bisogni del commercio e a scontare tutte le cambiali che rappresentano affari legittimi".

Ma, a un certo momento verso il principio di questo secolo, Brooks Adams fu mosso a scrivere:

"Forse non è mai esistito un finanziere più capace di Samuele Loyd. Certo, egli ha capito come pochi, anche nelle generazioni seguenti, la macchina potente del "tallone unico". Egli comprese che, se i traffici aumentano, con una moneta non elastica (quantità in elastica della circolazione), il valore dell'unità monetaria aumenterà. Egli vide che, con mezzi sufficienti la sua classe potrebbe manovrare un rialzo quasi a piacer suo, e che, senza dubbio, potrebbe manipolarlo quando accade, valendosi dei cambi esteri. Percepì inoltre, che una volta stabilita, una contrazione della circolazione (circolazione fiduciaria) la si potrebbe portare all'estremo, e che, quando la moneta avesse raggiunto un prezzo fantastico, come nel 1825, i debitori si vedrebbero costretti a rilasciare la loro proprietà alle condizioni, quali si siano, dettate dai creditori".

È inutile mettere insieme una macchina se una parte manca o è difettosa. È necessario prima d'avere tutte le parti essenziali della macchina. Per capir bene le origini di questa guerra, giova sapere che:

Il Banco d'Inghilterra, una associazione per praticare l'usura al 60%, fu fondato nell'anno 1694. Paterson, l'ideatore della banca dichiarò chiaramente il vantaggio della sua trovata: la banca trae beneficio dell'interesse su tutto il danaro che crea dal niente. Nell'anno 1750 veniva soppressa la carta moneta nella colonia di Pennsylvania. Ciò significava che nel contempo (56 anni) l'associazione degli strozzini, non contenta del suo 60%, ovvero dell'interesse sul danaro creato dal niente, era divenuta tanto forte che aveva potuto mettere in moto il governo inglese per sopprimere illegalmente una concorrenza che, con un sano sistema monetario, aveva portato la prosperità alla detta colonia.

Dopo 26 anni, cioè nel I776, le colonie americane si ribellavano contro l'Inghilterra. Erano 13 organismi separati, pervasi da dissidi, ma favoriti dalla geografia e dalle discordie europee. Vinsero l'Inghilterra, ma la loro rivoluzione veniva tradita dai nemici interni. Le loro difficoltà potrebbero servire a stimolare gli italiani d'oggi; e i problemi d'allora potrebbero forse suggerire soluzioni all'Italia d'oggi.

L'imperfezione del sistema elettivo americano si dimostrò subito nella frode commessa dai deputati che speculavano sulle cambiali o "certificati di paga dovuta" emesse dalle singole colonie a favore dei veterani.

Il trucco era semplice, antico, ed equivalente al variare il valore dell'unità monetaria. Ventinove deputati, in combriccola coi loro amici comprarono i certificati al 20% del nominale; poi la nazione, ormai costituita in unità amministrativa "assunse" la responsabilità di pagare i detti certificati. al 100% del nominale.

La lotta fra finanza e popolo si rinnovò nella battaglia fra Jefferson ed Hamilton, e più chiaramente quando il popolo fu capeggiato da Jackson e Van Buren. La decade 1830-40 è quasi sparita dal libri di scuola. I fattori economici dietro la guerra americana "Civile" sono interessanti. Dopo le guerre napoleoniche, dopo quella "Civile", dopo Versaglia gli stessi fenomeni si sono verificati.

L'usurocrazia fa le guerre a serie. Le fa secondo un sistema prestabilito, con l'intenzione di creare debiti.

Una lettera dei Rothschild alla ditta Ikleheiner in data del 26 giugno 1863 contiene le parole di fuoco: "Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprendono saranno occupati nello sfruttarlo, e il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi".

I giuochi prediletti dell'usurocrazia sono semplici e la parola "moneta" non si definisce nel manuale per impiegati emesso dai Rothschild né nel vocabolario ufficiale "Sinonimi ed omonimi della terminologia bancaria". I giuochi sono semplici: raccogliere usura all'equivalente del 60% in su, e variare il valore dell'unità monetaria nei momenti comodi agli usurai.

Ecco, anche perché il Brooks Adams ha scritto: dopo Waterloo nessuna potenza ha potuto resistere alla forza degli usurai.

La guerra è il sabotaggio massimo. È la forma di sabotaggio più atroce. Gli usurai provocano le guerre per nascondere l'abbondanza, esistente o potenziale. Le fanno per creare carestia. È più difficile imporre un monopolio di materie abbondanti che di materie che scarseggiano. Gli usurai provocano guerre per imporre monopoli a loro vantaggio, e per poi strozzare il mondo. Gli usurai provocano guerre per creare debiti; per poi sfruttarne l'interesse, e per sfruttare i profitti risultanti dai cambiamenti nel valore delle unità monetarie.

Se questo non è chiaro al lettore neofita, lascio che egli mediti le seguenti frasi dell'Hazard Circular dell'anno 1862:

"Il grande debito che i nostri amici, i capitalisti dell'Europa, faranno in modo di far sortire da questa guerra, verrà adoperato per manipolare la circolazione (monetaria). Noi non possiamo permettere che i biglietti statali (greenbacks) circolino perché non possiamo regolarli (cioè la loro emissione ecc.)".

Di fatto, dopo l'assassinio del presidente Lincoln nessun tentativo serio contro l'usurocrazia venne fatto. L'ambizione di raggiungere una libertà economica, ovvero la libertà di non indebitarsi, fece scattare le sanzioni di bieca memoria.

Ma le grandi case editrici d'Italia, complici più o meno coscienti della stampa infida italiana, non hanno pubblicato in Italia gli autori quali Brooks Adams e Kitson che svelano questi fatti. La stampa è stata infida, e le grandi case editrici ne sono state complici coscientemente o incoscientement e secondo la loro competenza. Contro la malafede non si può lottare colla pubblicazione dei fatti, ma contro l'ignoranza si potrebbe lottare. Le case editrici hanno ricevuto le loro informazioni per tubature avvelenate, e hanno preso il loro tono dal Times Literary Supplement e dai volumi distribuiti per mezzo di Hachette, e di Smith and Son, o approvati dalla Nouvelle Revue Française.

Nulla o quasi nulla arrivò in Italia senza essere selezionato dagli usurai internazionali e dai loro servi biechi e ciechi. E il risultato si dimostrò negli snobismi, nell'ignoranza "creata". Il neo-malthusianesimo merita un esame. In Italia come altrove i libri gialli distrassero i loro lettori dal grande reato sottostante, cioè dal reato del sistema usurocratico stesso. Se agli uomini d'azione e della politica questo sembra senza importanza, è risultato nondimeno una vasta matassa di resistenza passiva proprio nei ceti detti "letterati" o "colti" che danno il colore alla materia stampata. Essi leggono, e poi scrivono ed il pubblico ne riceve la spazzatura. E da questo processo di sciacquatura deriva quella CREDULITÀ che rende gran parte del pubblico soggetto al mal inglese, cioè disposto a credere alle fandonie trasmesse da Londra e ridistribuite gratis dai creduloni indigeni.

Ai liberali (che non sono tutti usurai) domandiamo: perché gli usurai sono tutti liberali?

A coloro che chiedono la dittatura del proletariato domandiamo: il proletariato di un Paese deve imporre la dittatura al proletariato di un altro?

A coloro che si scagliano contro il concetto d'autosufficienza dicendo: ma costa tanto; il grano va comperato dove si può comprarlo più a buon mercato; si può rammentare che proprio l'importazione del grano dall'Africa a prezzo basso rovinò l'agricoltura italiana sotto l'Impero Romano. Ma se questo fatto sembra troppo lontano dai tempi nostri si può anche notare che chiunque parla di quella specie di libero commercio, finisce col parlare dell'esportazione del "lavoro" cioè dell'esportazione della mano d'opera, l'esportazione di esseri umani in contraccambio di derrate.

Bisogna capire che tutta la moda letteraria e tutto il sistema giornalistico controllato dall'usurocrazia mondiale è indirizzato a mantenere l'ignoranza pubblica del sistema usurocratico e dei suoi meccanismi. L'ignoranza di questo sistema e questi meccanismi non è prodotto naturale, fu creata.

Il liberalismo e il bolscevismo si accordano intimamente nel loro disprezzo fondamentale della personalità umana. Stalin comanda 40 vagoni di materia umana per lavori su un canale. I liberali finiscono per parlare di esportazione di mano d'opera.

Il liberalismo nasconde la sua economia nefasta sotto due pretesti: cioè la libertà della parola (parlata e stampata) e la libertà della persona, protetta, in teoria, dal processo aperto, garantito con la formula "habeas corpus". Domandate in India e in Inghilterra come sono rispettati questi pretesti. Domandate ad un giornalista americano, qualsiasi, quanta libertà di espressione gli è lasciata dagli "advertisers" (grandi ditte che comprano le pagine di pubblicità nei giornali americani).

Tutto il commercio passa attraverso alla moneta. Tutta l'industria passa attraverso alla moneta. La moneta è il perno. È il mezzo termine. Sta nel mezzo fra industria e operai. Può darsi che l'uomo puramente economico non esista, ma il fattore economico, nel problema della vita, esiste. Vivendo di frasi, e perdendo il senso delle parole, si perde "il ben dell'intelletto".

Il commercio ha portato la prosperità della Liguria, l'usura le ha fatto perdere la Corsica. Ma perdendo il senso della differenza fra commercio e l'usura si perde il senso del processo storico. Vagamente in questi mesi si è incominciato a parlare d'una forza internazionale, detta finanza, ma sarebbe meglio chiamare questa forza "usurocrazia" ovvero il dominio dei grandi usurai congregati e congiurati. Non i mercanti di cannoni ma i trafficanti del danaro stesso hanno creata questa guerra, hanno create le guerre a serie, da secoli, a piacer loro, per creare debiti, per poi sfruttarne l'interesse; per creare debiti in moneta a buon mercato, per poi domandarne il pagamento in danaro più caro.

Ma finché la parola moneta non viene chiaramente definita, e finché questa definizione non sia conosciuta dai popoli, i popoli entreranno ciecamente in guerra, senza conoscerne il perché.

Bisogna capire che cosa sia la moneta. La moneta non è uno strumento semplice come una vanga. Contiene due elementi: quello che misura i prezzi sul mercato, e quello che dà il potere di comprare la merce. Su questa duplicità gli usurai hanno giocato. Voi capite bene che un orologio contiene due principi, cioè quello della molla motrice, e quello della molla bilanciere, con un ingranaggio fra le due. Ma quando uno vi domanda cosa sia la moneta, voi non sapete cosa siano i biglietti da dieci lire e i pezzi di venti centesimi che avete in tasca.

Sino al Seicento prima del mille, quando un imperatore della dinastia T'ang emetteva i suoi biglietti di Stato (dico di Stato, non di banca) il mondo fu quasi costretto a adoprare come moneta una quantità determinata di qualche merce d'uso comune, sale o oro secondo il grado di sofisticazione dell'ambiente. Ma dall'anno 654 dopo Cristo, almeno, il metallo non era necessario agli scambi fra gente civile. Il biglietto statale dei T'ang dell'anno 856, che è ancora conservato, porta un'iscrizione quasi identica a quella che leggete sul vostro biglietto da dieci lire.

Il biglietto misura il prezzo, e non il valore; ovvero i prezzi vengono calcolati in unità monetarie. Ma chi vi fornisce questi biglietti? E su che direttive vengono messi in circolazione questi pezzi di carta? E, prima di questa guerra, chi controllava l'emissione della moneta mondiale? Se voi volete cercare le cause della guerra presente, cercate di conoscere chi controllava e come venne controllata la moneta mondiale.

Pel momento vi ripeto una sola indicazione presa dalla storia degli Stati Uniti d'America: il grande debito che i nostri amici (i capitalisti dell'Europa) creeranno con questa guerra, verrà adoperato per controllare la circolazione (vuol dire dominare la circolazione della moneta) "Noi non possiamo permettere che i "greenbacks" (biglietti statali) circolino, perché non possiamo averne il dominio".

Prima di discutere una politica monetaria, una riforma monetaria, una rivoluzione monetaria, dobbiamo essere ben sicuri della natura della moneta.

Il nemico è l'ignoranza (nostra). Al principio dell'Ottocento John Adams (pater patriae) vedeva che i difetti ed errori del governo americano derivavano non tanto dalla corruzione del personale, quanto da un'ignoranza della moneta, del credito e della loro circolazione.

Per combattere queste manovre del mercato dei metalli bisogna capire che cosa sia la moneta. La moneta è oggi un disco di metallo o una striscia di carta che serve di misura ai prezzi e che conferisce, a chi la possegga, il diritto di ricevere in contraccambio qualsiasi merce offerta sul mercato sino al prezzo pari alla cifra indicata sul disco o sulla striscia, senza altra formalità che il trasferimento della moneta da mano in mano. Cioè la moneta è qualche cosa di diverso da uno scontrino speciale come un biglietto di ferrovia o di ingresso al teatro.

Questa universalità conferisce alla moneta certi privilegi che lo scontrino speciale non può possedere. Su quei privilegi ritornerò un'altra volta.

Oltre a questa moneta tangibile, esiste una moneta intangibile, chiamata "moneta di conto", che serve nelle operazioni bancarie, e di contabilità Questa insostanzialità deve essere trattata in una discussione del credito piuttosto che in un trattato sulla moneta.

Nostro bisogno immediato è di chiarire le idee correnti a proposito della cosiddetta "moneta-lavoro" e di precisare che la moneta non può essere "simbolo di lavoro" senz'altra qualifica. Può essere "certificato di lavoro compiuto" a condizione che questo lavoro sia fatto dentro un sistema. La validità del certificato dipenderà dall'onestà del sistema, e dalla competenza di chi certifica, e bisogna che il certificato indichi un lavoro utile, o almeno piacevole, alla comunità.

Un lavoro non già compiuto servirebbe piuttosto come componente del credito che come base ad una moneta propriamente intesa. In un senso metaforico si potrebbe chiamare il credito: "Tempo futuro della moneta".

Tutta la perizia delle zecche è stata adoperata per garantire la quantità e qualità del metallo nelle monete metalliche; non minori precauzioni saranno necessarie per garantire, la quantità qualità e l'opportunità del lavoro che servirà come base alla moneta da chiamarsi moneta-lavoro (inteso di essere moneta-certificato-di-lavoro-compiuto).

Le stesse frodi di contabilità adoperate dagli strozzini nel passato per frodare il pubblico nel sistema monetario metallico, saranno, naturalmente tentate dagli strozzini di domani contro la giustizia sociale, sotto qualsiasi sistema di moneta che verrà istituita, e con uguale probabilità di successo finché la natura e i modi di questi processi siano chiaramente compresi dal pubblico o almeno, da una minoranza sveglia ed efficiente.

Un solo pantano sarebbe asciugato colla creazione della moneta-lavoro. Voglio dire che i vantaggi del sistema aureo vantati dai banchieri sono vantaggi ai banchieri soli, e, in verità, di una sola parte dei banchieri. La giustizia sociale domanda uguali vantaggi a tutti.

Il vantaggio della moneta-lavoro deriva principalmente da un fatto solo. Il lavoro non è monopolizzabile . E da questo solo fatto deriva l'accanita opposizione; tutto il chiasso, naturale ed artificiale che emana dal campo degli strozzini, internazionali ed autoctono.

Il lavoro non è monopolizzabile . La funzione del lavoro come misura comincia ad essere capita. Il pubblico italiano ha avuto opportunità di leggere chiare esposizioni del processo, per esempio l'operaio russo deve pagare trecentoottanta ore lavoro per un soprabito che un operaio tedesco può comprare con solo ottanta ore.

Uno scritto di Fernando Ritter parla della moneta non in terminologia astratta, e parole generiche come "Capitale e finanza" ma in termini di grano e concime.

In quanto alla validità della moneta primitiva ovvero la cambiale scritta su cuoio, C. H. Douglas ha lasciato la frase lapidaria: era buona quando l'uomo che emetteva la cambiale promettendo un bue, possedeva il bue.

Il certificato di lavoro compiuto sarà ugualmente valido quando l'utilità del lavoro compiuto sia onestamente stimata da autorità competenti. È da ricordare che la terra non ha bisogno di ricompense monetarie per le ricchezze strappatele.

La natura provvede con meravigliosa efficacia che la circolazione dei capitali e derivanti materiali si mantenga, e che quello che dalla terra viene, alla terra ritorni, con aulico ritmo, malgrado ingerenze umane.

Il dieci settembre scorso passai lungo la Via Salarla oltre Fara Sabina e dopo un certo tempo entrai nella repubblica dell'Utopia, un paese placido giacente fuori della geografia presente. Trovando gli abitanti piuttosto allegri, io domandai la causa della loro serenità e mi fu risposto che essa era dovuta alle loro leggi e al sistema d'istruzione ricevuta fin dai primi anni di scuola.

Dicono (e in questo sono d'accordo con Aristotele e altri saggi dell'antichità orientali e occidentali) che le nostre conoscenze generali derivano dalle conoscenze particolari, e che il pensiero s'impernia sulle definizioni delle parole.

Per insegnare ai piccoli ad osservare i particolari si fa una specie di gioco, tenendo nella mano chiusa un numero di piccoli oggetti, come per esempio tre chicchi di orzo, un soldino, un bottoncino azzurro, un grano di caffè ovvero un chicco d'orzo, tre bottoni diversi, ecc., poi si apre la mano un istante, e rinchiudendola subito, si domanda al bambino cosa abbia veduto. Poi per i ragazzi si fanno cose più complicate, e finalmente ognuno sa come vengono fatte le proprie scarpe o il cappello. E mi fu detto che, definendo le parole, questa gente è arrivata a definire, la loro terminologia economica, col risultato che diverse iniquità della Borsa e della finanza sono scomparse dal paese perché nessuno ci si lascia più abbindolare.

E attribuiscono la loro prosperità ad un semplice modo di raccogliere le tasse o, meglio, la loro unica tassa, che cade sulla moneta stessa. Perché su ogni biglietto del valore di cento, sono costretti ad affiggere una marca del valore di uno, il primo giorno d'ogni mese. E il governo, pagando le sue spese con moneta nuova, non ha mai bisogno di imporre imposte, e nessuno può tesorizzare questa moneta perché dopo cento mesi essa non avrebbe alcun valore. E così è risolto il problema della circolazione. E così la moneta, non godendo poteri di durabilità maggiori di quelli posseduti da genere come le patate, le messi e i tessuti, il popolo è arrivato a giudicare i valori della vita in modo più sano. Non adora la moneta come un dio, e non lecca le scarpe dei panciuti della Borsa e dei sifilitici del mercato. E, naturalmente, non sono minacciati d'inflazione monetaria, e non sono costretti a fare delle guerre a piacer degli usurai. Di fatto questa professione, o attività criminale, è estinta nel paese dell'Utopia, dove nessuno ha obbligo di lavorare più di cinque ore al giorno, perché molte attività burocratiche sono eliminate dal sistema di vita. Il commercio ha poche restrizioni. Scambiano i loro tessuti di lana e di seta contro arachidi e caffè dalla loro Africa, e i loro bovini sono così numerosi che il problema dei concimi si risolve quasi da sé. Ma hanno una legge molto severa che esclude ogni surrogato da tutta la loro repubblica.

Il popolo s'educa quasi ridendo, e senza professori superflui. Dicono che è impossibile eliminare libri idioti, ma che ne è facile distribuire l'antidoto, e questo fanno con un regolamento molto semplice. Ogni libraio è costretto a tenere in vendita i libri migliori; ed alcuni di valore eccelso, egli deve tenerli esposti in vetrina per qualche mese dell'anno. E così potendo conoscere i libri migliori, poco a poco le porcherie della "nouvelle revue française" e quelle selezionate dal "London Times" sono sparite dalle tavole delle signorine (maschi e femmine) più sciocche.

Stimano la perizia nelle opere agricole come nella mia gioventù io stimai la perizia del tennis o del calcio. Di fatto fanno la gara dell'aratro, per saper chi può fare il solco con maggior precisione. Per questo mi sentii troppo vecchio, ricordando un giovane amico, preso anch'egli da questa passione arcaica, che mi scrisse del suo primo iugero: "Pareva come se un maiale fosse passato sradicando".

Dopo aver ricevuto la spiegazione tanto semplice della felicità di questo popolo, io m'addormentai sotto le stelle sabine, meditando sugli effetti stupendi di queste modificazioni, in apparenza così piccine, e meravigliandomi della distanza trascorsa fra il mondo del novecento e quello della serenità.

Sopra il portone del loro Campidoglio si legge:

IL TESORO D'UNA NAZIONE È LA SUA ONESTÀ
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# rinus 2011-09-13 21:20
Omaggi ed inchini allo sconosciuto Abelli, al quale sommessamente batto le mani ed invito a riscrivere pezzi cosi ficcanti. Di norma salto i commenti lunghi, ma con una chiusura fatta come esca, sono andato a ritroso. Sono sicuro che anche il miracolato direttore avrà letto l'articolo e sa che finalmente ha trovato un degnissimo erede. Un commento cosi lo spedirei ai principali giornali, almeno uno forse potrebbe pubblicarlo? Se potessi trovare un libro su Gesell potrei capire meglio il discorso sulla validità della moneta per 100 mesi, qualcosa mi sfugge: più naturale sarebbe, alla scadenza dei 100 mesi, l'ultimo possessore va in banca a farsi cambiare la moneta vecchia con una nuova. Senza bolli e linda.
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# duxcunctator 2011-09-14 13:35
No, rinus.
Per il semplice fatto che l'ultimo possessore, al momento di accettare la banconota con 99 bolli, ha dato una quantità di servizi/prodotti/ricchezza fisica aventi un valore pari ad 1/100 del valore nominale della banconota.
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# DBF 2011-09-15 07:50
IL TESORO D'UNA NAZIONE È LA SUA ONESTÀ che va però chiuso in un forziere o in un manicomio e si riapre quando tutti i giochi sono stati fatti. Porta patens esto nulli. Claudatur honesto. L'Usura in fondo è servita per fare il mondo e ad abbassare la soglia genetica di onestà.
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# amerigo emerich 2011-09-13 07:24
Chiuso in una gabbia per tre settimane? American dream...
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# Cornelio 2011-09-13 14:38
Complimenti! Un commento molto interessante e dotto.
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# milvus 2011-09-13 11:11
Grazie abbelli, grazie direttore per aver tolto dalla naftalina queste idee sulla moneta, l'usura, un modo sincero, saggio ed onesto che si sarebbe dovuto esporre l'11 settembre, cioè domenica scorsa per commemorare il crollo delle Torri, sede delle banche usuraie.
Pound accenna a modo suo anche alla attuale Borsa Merci, ossia al mercato delle materie prime, un aspetto dell'economia importantissimo , di cui si preferisce nasconderne il valore, coprendolo con l'euro, il dollaro, le monete varie, ma che i Paesi che possono e che hanno a disposizione le principali fonti di materia prima, si stanno appunto rendendo conto della Grande Frode. Per ripudiare il debito pubblico nelle opinioni e commenti ormai si è detto di tutto, imitiamo l'Argentina del 2001-2002, ma questo Paese possiede petrolio e materie prime in abbondanza, e forse per questo motivo, ha potuto staccarsi dall'FMI e dalle banche mondiali usuraie in crediti-debiti.
L'Argentina oggi però vive una contraddizione forte, sebbene si sia ripresa molto economicamente gli ultimi anni dopo il crollo delle Torri, pianificata dalla stessa crisi che viviamo noi, giacchè anche la Borsa Merci è in mano alla speculazione tecnologica ed informatica.
Sono considerate Materie Prime:
prodotti agricoli
prodotti animali
prodotti tessili
minerali
metalli-legnami
poi c'è la materia seconda, ma la prima è la base per fabbricare e produrre altri beni attraverso uso, lavorazione, processo industriale, che permette poi di avere il prodotto desiderato, è il gresso originario, senza il quale non si va avanti. Hai voglia a stampare monete, pound, biglietti, carta...
Credo di capire, ma non sono certa, che è da questo anello della catena che si producono i più grandi posti di lavoro, la competizione sui costi salariali con Paesi che contano riserve nei settori addetti, tipo rurale, che hanno facilità di accesso al capitale o con Paesi che approfittano del risparmio altrui, oppure non hanno la possibilità di sviluppare scale di produzione senza dover stabilire una forte e pericolosa dipendenza di mercati di esportazione. Il mercato mondiale offre oggi, con il sopravvento ed il trionfo dell'informatica, possibilità speculative e non nel settore della materia prima, buone chanses ma anche scogli e può non aggiungere valore all'origine, se lo vuole, sopratutto se valuta quella materia prima di alto valore all'origine.
Lo slogan del mercato oggi è: "Il mondo necessita alimenti per combattere la fame", ciò in base al mercato è parzialmente vero e parzialmente falso, le mezze verità, che servono a produrre più materie prime in quei Paesi, tipo l'Argentina, che possiedono le risorse naturali più ampie, e purtroppo, nonostante la sua estensione in terre coltivabili, possibilità di applicare le tecnologie più sofisticate per produrle, con margini di rentabilità altissimi, ha sfide e conflitti insuperabili. Dove aggiungere valore, se all'origine o 10.000 km, dove la materia prima si converte in altro, che può essere un alimento, una bibita o un qualcosa al consumo dell'uomo, al mondo, in quanto mercato, non importa nulla di nulla, solo dove può speculare di più, o che abbia un prezzo bassissimo. In tal maniera la ricchezza potrebbe continuare a essere concentrata in mano a pochi senza essere redistribuita in modo equanime e conveniente.
Gli usurai sono furbi, attraverso i computer, già hanno operato delitti bancari, però potrebbero creare povertà atraverso la contraddizione di alti costi di industrializzaz ione e bassi costi relativi di produzione e commercializzaz ione delle materie prime, con margini enormi di rentabilità... per loro.
Per lo sviluppo umano, per l'umanità credo sia più importante questo aspetto del denaro in sè, nei dintorni dell'agro-industria, base di un popolo, senza la quale non potrebbe nemmeno pensare, si sviluppano le attività complementari che apportano al capitale tutte le migliorie necessarie alle attività agroindustriali , le biotecnologie pongono o sviluppo scientifico al servizio di tale produzioni, i prodotti chimici, e ogni anello della catena che riesca a trasformare, ma i beni capitali sono la base, l'unto, l'olio santo. Non lasciamoci confondere dal fascino del denaro, se poi ci moriremo di fame!
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# Annella 2011-09-13 11:49
PRESCRITTIBILME NTE, GRAZIE.
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# Gugliemo 2011-09-13 12:30
Chiuso in una gabbia per tre settimane? American dream...
I manicomi criminali a quanto pare non sono solo un'invenzione sovietica. La 'democrazia' ha avuto in ciò i suoi antesignani.
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# NOMEN 2011-09-13 19:36
Citazione Gugliemo:
Chiuso in una gabbia per tre settimane? American dream...
I manicomi criminali a quanto pare non sono solo un'invenzione sovietica. La 'democrazia' ha avuto in ciò i suoi antesignani


Di sicuro... e vedi quant'è magnanimo et justo et casto... "IL BEN ASSOLUTO"... che ti educa e... "ri-educa"... sempre per il tuo "bene", obvious, non per il suo... pensa se invece avesse vinto il ferocissimo, cattivissimo, temutissimo... "MAL ASSOLUTO"... ringraziamo, quindi, grati... "G-D"... ovvero..."GEOVA-DIO"... ovverossia... IL SOMMO GIOVE!
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# Pietro G 2011-09-13 13:57
La riflessione sullle idee economiche e finanziarie di Ezra Pound non può non citare anche il lavoro di Eustace Mullins sulla Federal Reserve: The Secrets of The Federal Reserve pubblicato nel 1952.
Mullins, che visitava spesso Pound al Saint Elizabeth’s Hospital, Washington, D.C., fu spinto a fare queste ricerche dallo stesso Pound. Nel libro descrive in dettaglio il modo con cui gli Stati Uniti sono arrivati a possedere, o meglio ad essere posseduti da una Banca Centrale: il Federal Reserve System. La segretezza delle trattative, i partecipanti e coloro che muovevano le fila da posizioni anonime e discrete. Una lettura certamente affascinante che fa luce su quella che può benissimo essere definita una operazione di conquista del Paese da parte della lobby usuraia e mondialista. La gestione del credito, unita al dominio sull'opinione pubblica tramite i mezzi di comunicazione di massa, hanno di fatto soggiogato il Paese imponendo valori estranei alla storia e alla cultura americana tradizionale e preparando la stagione delle grandi guerra che, a detta di Mullins, non sarebbero state a partecipazione americana senza un sistama finanziario centrale come il Federal Reserve.
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# epithalamion 2011-09-13 19:28
Veramente un pezzo egregio... di quelli che si leggono avidamente.
La vita letteraria del poeta non va dimenticato, comprende amicizie del calibro di W. B. Yeats, T. S. Eliot, J. Joyce e tutta una nutritissima lista di autori, poeti, artisti che hanno gettato il solco nel quale è fiorita la cultura contemporanea occidentale in cui il Poeta si prodigava con slanci vibranti nelle le sue grandi visioni. Se avrà rasentato la follia è stato comunque nel pieno dello spirito dell'epoca, tra i massimi poeti. Io che ho letto altrettanto avidamente Pasolini, nelle sue lettere scritte agli amici negli anni '50, diceva loro che non amava Pound probabilmente perché ancora si dibatteva a toni aspri su questo caso in un periodo di contrapposizion i fortissime tra i blocchi americano-sovietico. Ebbene Pasolini avrà successivamente per Pound un affetto smisurato, come si può vedere nel suo incontro personale, voluto direi, col poeta, che sottolinea come vi sia stata una completa rivalutazione da parte di uno dei più grandi intellettuali contemporanei italiani verso E. Pound.
Nel suo ultimo romanzo incompiuto "Petrolio", Pasolini ad un certo punto comincia a tratteggiare uno dei suoi personaggi descrivendo un intellettuale che va in giro con la sua inseparabile borsa che contiene tutto il suo sapere e nella borsa oltre tutto, vi è tutto Pound...
Sono questi a mio avviso i grandi ispiratori che hanno la capacità di liberare lo spirito a patto che si abbia veramente una grande consapevolezza di se stessi.
Con grande stima
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# NOMEN 2011-09-13 21:24
YOU TUBE..."Giacinto Auriti Ci dobbiamo incazzare"...

"INCAZZATEVI"... ben più forte e chiaro del politicamente corretto... "indignatevi"... che oggi va tanto di moda... e di quanta grancassa mediatica sta godendo, senza dar però lo menomo frutto, al di là della sua effimera spettacolarità!

Mentre nel memorabile, cristianissimo e cattolicissimo video summenzionato, IL NOSTRO DIVINO AURITI, rende omaggio a Pound ed invita l'allora cardinal Ratzinger a scender in campo, per pronunziarsi e testimoniare... "HIC BENE+DICTVS, HIC SALTA!... QVIA... NISI HODIE, QVANDO?"
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# sursumcorda 2011-09-13 22:31
Con le parole "But the beauty is not the madness" Pound si pone agli antipodi di Nietsche, preconizzando anche quella via pulchritudinis che intravide come una via di fuga dalla gabbia della follia che si stringeva intorno a lui. Poesia visionaria e profetica di un uomo che viveva in sé la presenza di quel Cristo che forse non incontrò mai.
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# Franco_PD 2011-09-14 13:40
Un articolo scorrevole, e tuttavia documentatissim o e IMMENSO. Incontrai di sfuggita Pound a Venezia. Incontrai è una parola grossa... Ero piccolo e camminavo tenendo la mano a mio padre. Sfiorai quell'uomo altèro e ieratico e mio padre mi disse in un orecchio: "Quello è Ezra Pound". La cosa allora non la capii, ora realizzo che mi era passata accanto la Grandezza. Circola, in giro, una foto particolare di Pound a Venezia. E' in bianco e nero, scattata in Piazza San Marco, anzi dopo le colonne, vicino ad un lampione con la laguna e delle gondole ormeggiate sullo sfondo. Non è una foto "pubblica": con Google ad esempio non la si trova. Ed io purtroppo non ce l'ho. Mi è capitato di trovarla presso qualche interlocutore nel mio mondo professionale. Incorniciata nell'ufficio. E' testimonianza di un modo di vedere il mondo ed il conversare con chi ce l'ha si rivela, chissà perchè, particolarmente piacevole...
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# NOMEN 2011-09-15 12:38
M'attendo, quindi, un altrettanto documentato, magnifico, luminifero articolo dal titolo, parafrasando... "Un Giacinto di nome Auriti"... QVIA... NISI HODIE... QVANDO?
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# Calogero 2011-09-15 13:52
Grazie Blondet.
Onore a Pound!
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# NOMEN 2011-09-15 15:43
Citazione Calogero:
Grazie Blondet.
Onore a Pound!


Certissimamente ... però è solo nel nome del NOSTRO DIVINO AURITI che si puote vincere, mon ami!
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# NOMEN 2011-09-15 20:57
You Tube... "Giacinto Auriti-La Quota 90"... VICISTI, AVRITII!!!
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# Grandguignol 2011-09-16 09:33
Il tono dell'articolo del Direttore non mi pare completamente favorevole a Pound. Probabilmente per ragioni estetiche (confronta l'arte moderna).
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# il toscano 2011-09-16 10:25
Grazie direttore, complimenti per la lucidità, ci dia notizie della salute non per curiosità ma per ricordarla più frequentemente nelle preghiere; onore a Pound, onore anche a mio nonno, internato senza motivo a Coltano dai vincitori.
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# picone 2011-09-16 11:51
L'articolo e i commenti sono molti interessanti.
Pur essendo la teoria Gesell molto convincente, mi chiedo:
quanta moneta a scadenza limitata bisogna far circolare?
Chi decide la quantità?
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# Mi manda picone 2011-09-17 11:37
Onore a Pound perchè ci ha aperto gli occhi e la mente alla più grande truffa di tutti i tempi.
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# NOMEN 2011-09-17 19:50
Ed intanto si moltiplicano I SUICIDI PER DISPERAZIONE... come drammaticamente già temeva e denunziava IL NOSTRO DIVINO AURITI...e cco a cosa sta portando la diabolica e satanica... "LEGGE DEL MERCATO"... VADE RETRO, SATANA!!!
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# milvus 2011-09-18 00:12
C'è un fattore che Ezra non prende in considerazione, l'inflazione. Purtroppo, se onestamente, quale tesoro di una nazione, si rimaneva nella dignità del made in Italy, con le lire, attraverso la fisiologia sana dell'inflazione, si potevano mano mano pagare sia i debiti dello Stato, che i debiti privati. In sostanza, se avessimo fatto come altri Stati, che non hanno aderito all'euro, i debiti si sarebbero pagati, così la grande truffa continua...
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# NOMEN 2011-09-18 01:06
DEBITI... DEBITI... DEBITI... è oramai una vera e propria ossessione... CREDITI... CREDITI... CREDITI... e vissero felici e contenti!!!
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# Klaatu 2011-09-18 21:06
... "invettive contro «gli usurai ebrei»..."
Inutile scervellarsi in teorie sulla moneta e sul suo impiego.
Il problema da rimuovere è solo quello degli usurai ebrei, oggi strutturati in un potentissimo consorzio sinarchico a livello mondiale.
Le teorie possono essere belle e affascinanti, ma distolgono l'attenzione dal reale problema che, senza mezzi termini, va sradicato con la forza.
E non ci vuole neppure tanto per farlo: solo Volontà (il trionfo della... bei tempi!).
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# NOMEN 2011-09-19 19:50
Citazione Klaatu:
... "invettive contro «gli usurai ebrei»..."
Inutile scervellarsi in teorie sulla moneta e sul suo impiego.
Il problema da rimuovere è solo quello degli usurai ebrei, oggi strutturati in un potentissimo consorzio sinarchico a livello mondiale.
Le teorie possono essere belle e affascinanti, ma distolgono l'attenzione dal reale problema che, senza mezzi termini, va sradicato con la forza.
E non ci vuole neppure tanto per farlo: solo Volontà (il trionfo della... bei tempi!)


Ocio, mon ami... perchè, così parlando, ti avvii, pure stavolta, ad una più che sicura, inesorabile, fatal sconfitta... ocio, quindi... REPETITA "NON" JUVANT... "STAVOLTA"!!!
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# milvus 2011-09-20 10:36
Il trattamento subito da Ezra non è consono, sebbene artista, a ciò che fu, è un'offesa a Dio, una moda del momento. Purtroppo non diresse lo sguardo verso la luce, ma verso la concupiscenza del denaro, privilegio di Satana, non ha diretto lo sguardo verso Gesù. Sembra che lo Stato del Texas, ad esempio, abbia Diocesi dove si adora il Santissimo Sacramento, e non è propaganda, i sacerdoti sono moltissimi, rispetto a chi non crede. Non avere fede, non credere ai miracoli, non deporre lo sguardo ed il corpo di Cristo, rappresentato nell'Ostia sacra, purtroppo non fa trovare l'equilibrio psichico. E' un p' come ritrovare la purezza dei bambini, ed entrare sempre nel regno dei cieli, l'impurità del denaro è riservata solo ai banchieri ebrei.
Il rapporto e la confidenza con il Signore, lo spirito Santo che vive in noi, va alimentato anche con l'ingenuità, mantenere lo spirito della Penitenza, preserva, la Madre è piena di purezza e la pulizia dell'anima.
Vediamo con senso dell'unorismo le invettive, di cui fa cenno il signor commentatore Klaatu.
Battiamo Satana sul suo terreno preferito.
Conoscenza ed esperienza dovrebbero servire a donare un po' di saggezza, purchè la persona le sappia amministrare. Certi anziani, che ogni giorno incrociamo per strada, hanno esperienza ma solo apportata dagli anni che gli pesano sul groppo, però gli anni possono anche anche non apportare conoscenza, è come essere zoppi in saggezza, una saggezza zoppa. Non tanto tempo fa il direttore scrisse un articolo quasi scandalizzato da coloro che dovrebbero essere i più saggi, la Corte Suprema dei Giudici, che noi pensiamo i più saggi, vecchi saggi, sebbene con conoscenza parziale, non sono saggi sebbene non lo palesino, sono solo alla fine avvocati anziani oberati dalla mole delle maestranze, come i portieri degli edifici di lusso. Si aumentano a giro, le pensioni di anzianità, per permettere al prossimo giudice, di averla. Gli avvocati, mano mano ache invecchiano, diventano giudici, forse solo i più atei e cattivi, quelli gneticamente portati, alla Helen Kagan, giudice americana cattivissima, specie con i neonati. In definitiva, attraverso le invettive ebree, Dio ha fatto pagare molto cara agli uomini la morte di suo figlio, per il fatto che l'uomo saggio è solo un'utopia. Le maledizioni ebree sono:
Aar, Qelel, Hala, Arar, Yerem, Nacab, gli ebrei sono maestri nell'arte del maledire gli altri, si maledicono fra loro, e sono l'invidia di qualunque zingaro (osservare le azioni di Hitler). Sono maledizioni per sempre, atemporali. Le maledizioni bibliche dell'Antico Testamento, che gli ebrei aggiunsero alla Torah sono dieci: sangue, rane, zanzare, animali selvatici, pestilenza, ulcere e pustole, fuoco e gelo, cavallette, buio, fatto di Satana, il Faraone d'Egitto era cattivo, e giacchè c'erano misero nel sacco anche tutti gli egiziani che si divertivano a trasportare macigni da 150 kg sul groppo e in testa per fare le Piramidi. Loro che lavoravano, che non c'entravano nulla, putroppo sono stati maledetti dagli ebrei.
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# Klaatu 2011-09-20 19:31
Citazione milvus:
.................
Vediamo con senso dell'unorismo le invettive, di cui fa cenno il signor commentatore Klaatu. ...


Non sono d'accordo: non c'è nessun umorismo nelle maledizioni giudaiche, che possono essere considerate vere e proprie armi.
La loro efficacia è notoria.
Ma non è tanto questo il punto.
La maledizione (invettiva per Pound) è il segno che si mette il dito sul nervo scoperto dell'ebraismo: ovvero che se l'albero della conoscenza è vietato per tutti non lo è per gli ebrei, in ragione del loro rapporto privilegiato con dio (minuscolo perchè io lo considero il loro dio privato).
In altre parole non si può ficcare il naso nell'albero della conoscenza a loro riservato, che è poi quello con il quale ottengono e amministrano il loro potere (dato da dio) sul resto dell'umanità.
Qualcuno venne a chiarirci le idee su questo inganno portandoci la luce (Lucifero), ma fu subito bloccato e demonizzato come il male satanico (quello praticato dagli ebrei è invece "volontà" di dio).
Visto che viene richiamato il tempo dell'Egitto dei faraoni, basta osservare come gli ebrei hanno depredato la loro conoscenza tecnologica (di derivazione atlantidea), portandosi via l'arca (energia elettrostatica) e le trombe (ultrasuono) perchè il loro albero della conoscenza deve consentirgli un dominio incontrastato.
Lo stesso accade oggi con l'industria del denaro e il mondo occulto della finanza usuraia ebraica: tante teorie e indici puntati, ma di fatto nessuno è riuscito a cogliere alcun frutto dall'albero della conoscenza.
E loro sono sempre là, a dominare e ad ammorbare il mondo.
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# NOMEN 2011-09-28 20:50
E, in conclusione... c'è da supporre che "ENTRAMBI" si sian risolutamente diretti verso lo "ZENTRUM" de lo "VORTEX", ovverossia, lo "VERTEX" de lo "KONO"... solo dopo aver posseduto contezza plena de li loro singulari... "NOMI"... "POUND+AURITI"... chissà... NOMEN... OMEN!
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# Francesco M 2011-10-05 19:27
Lettera a tutti gli italiani:
riprendiamo in mano la nostra vita e il nostro Paese.

La lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano altro non è che un ricatto.
Il ricatto è molto semplice: o accetti le condizioni che ti dettiamo noi (BCE), o noi (BCE) non ti compriamo i Buoni del Tesoro e ti facciamo fallire.
Facciamo un passo indietro e le cose saranno ancora più chiare.
Come è stato anche pubblicamente sottolineato (ad esempio, da Bersani), i fondamentali dell'Italia non sono assolutamente peggiori di un anno fa e non giustificano un attacco speculativo.
Perchè lo si fa?
Per due ragioni: la prima è l'eliminazione di Berlusconi (qualunque altro tentativo di scalzarlo è infatti fallito); la seconda è appropriarsi della ricchezza pubblica rimasta all'Italia e gradualmente anche di tutta quella privata (calcolata a spanne in otto trilioni di euro).
Evidentemente Berlusconi era, ed è, di ostacolo a questo.
Quindi, ad arte, è stata pilotata la sfiducia verso la capacità dell'Italia di rimborsare il debito (grazie alla complicità delle agenzie di rating controllate dalla stessa grande finanza internazionale) .
E così sono maturate le condizioni del ricatto.
Ricatto, che, si badi bene, non sarebbe possibile se l'Italia non avesse alienato in toto la propria sovranità economica con il trattato di Maastricht, il più grande golpe bianco che la storia ricordi.
L'Italia ha, infatti, ceduto anche la propria sovranità monetaria, cioè non può più finanziarsi emettendo moneta in proprio, come dovrebbe fare uno Stato Sovrano.
Se il nostro Paese potesse battere liberamente moneta, non potrebbe fallire e nessun ricatto sarebbe esercitabile dalla finanza internazionale, i cui interessi sono rappresentati da istituzioni fuori dal controllo democratico come la BCE, sulla quale, secondo la lettera di Maastricht, nessun governo - e quindi nessuna nazione e nessun popolo - può avere ingerenza.
È chiaro adesso, come funzione il sistema?
È chiaro il disegno della dittatura europea, attraverso la quale le grandi banche internazionali ci governano ricattandoci, al solo fine di impossessarsi assolutamente di tutto?
È chiaro che o ci riprendiamo in mano il potere, o perderemo tutto e torneremo indietro di secoli?
Che altro ci vuole a smuovere questo popolo che mai, sottolineo mai, ha fatto una rivoluzione?
Credete che i patrimoni dei genitori siano eterni, o che i vostri privilegi non verrano comunque toccati?
Siete degli illusi.
Oggi è il momento di fare fronte comune e costringere i nostri rappresentanti istituzionale a:
- Ripudiare il debito pubblico.
- Riapproprarsi della sovranità monetaria e battere nuovamente moneta attraverso una propria Banca Centrale pubblica (e non privata come la cosiddetta “Banca d'Italia”).
- Riformare integralmente il sistema bancario, nazionalizzando lo e imponendo una riserva frazionaria del 100% (ad oggi è solo del 2%, ecco perchè le banche falliscono: prestano denaro che non hanno). Il sistema bancario deve diventare un'agenzia di servizi che eroghi credito, questo deve essere il suo scopo e non il profitto.
- Uscire dall'Unione Europea.
- Ripristinare politiche protezionistich e a tutela dei prodotti e dell'economia italiana.

Con l'augurio che questa lettera faccia il giro d'Italia e serva ad unirci. Ora o mai più.
Noi, e non le Banche, siamo i padroni del nostro destino.
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# NOMEN 2011-10-06 12:25
Citazione Francesco M:
Lettera a tutti gli italiani:
riprendiamo in mano la nostra vita e il nostro Paese.

La lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano altro non è che un ricatto.
Il ricatto è molto semplice: o accetti le condizioni che ti dettiamo noi (BCE), o noi (BCE) non ti compriamo i Buoni del Tesoro e ti facciamo fallire.
Facciamo un passo indietro e le cose saranno ancora più chiare.
Come è stato anche pubblicamente sottolineato (ad esempio, da Bersani), i fondamentali dell'Italia non sono assolutamente peggiori di un anno fa e non giustificano un attacco speculativo.
Perchè lo si fa?
Per due ragioni: la prima è l'eliminazione di Berlusconi (qualunque altro tentativo di scalzarlo è infatti fallito); la seconda è appropriarsi della ricchezza pubblica rimasta all'Italia e gradualmente anche di tutta quella privata (calcolata a spanne in otto trilioni di euro).
Evidentemente Berlusconi era, ed è, di ostacolo a questo.
Quindi, ad arte, è stata pilotata la sfiducia verso la capacità dell'Italia di rimborsare il debito (grazie alla complicità delle agenzie di rating controllate dalla stessa grande finanza internazionale) .
E così sono maturate le condizioni del ricatto.
Ricatto, che, si badi bene, non sarebbe possibile se l'Italia non avesse alienato in toto la propria sovranità economica con il trattato di Maastricht, il più grande golpe bianco che la storia ricordi.
L'Italia ha, infatti, ceduto anche la propria sovranità monetaria, cioè non può più finanziarsi emettendo moneta in proprio, come dovrebbe fare uno Stato Sovrano.
Se il nostro Paese potesse battere liberamente moneta, non potrebbe fallire e nessun ricatto sarebbe esercitabile dalla finanza internazionale, i cui interessi sono rappresentati da istituzioni fuori dal controllo democratico come la BCE, sulla quale, secondo la lettera di Maastricht, nessun governo - e quindi nessuna nazione e nessun popolo - può avere ingerenza.
È chiaro adesso, come funzione il sistema?
È chiaro il disegno della dittatura europea, attraverso la quale le grandi banche internazionali ci governano ricattandoci, al solo fine di impossessarsi assolutamente di tutto?
È chiaro che o ci riprendiamo in mano il potere, o perderemo tutto e torneremo indietro di secoli?
Che altro ci vuole a smuovere questo popolo che mai, sottolineo mai, ha fatto una rivoluzione?
Credete che i patrimoni dei genitori siano eterni, o che i vostri privilegi non verrano comunque toccati?
Siete degli illusi.
Oggi è il momento di fare fronte comune e costringere i nostri rappresentanti istituzionale a:
- Ripudiare il debito pubblico.
- Riapproprarsi della sovranità monetaria e battere nuovamente moneta attraverso una propria Banca Centrale pubblica (e non privata come la cosiddetta “Banca d'Italia”).
- Riformare integralmente il sistema bancario, nazionalizzando lo e imponendo una riserva frazionaria del 100% (ad oggi è solo del 2%, ecco perchè le banche falliscono: prestano denaro che non hanno). Il sistema bancario deve diventare un'agenzia di servizi che eroghi credito, questo deve essere il suo scopo e non il profitto.
- Uscire dall'Unione Europea.
- Ripristinare politiche protezionistich e a tutela dei prodotti e dell'economia italiana.

Con l'augurio che questa lettera faccia il giro d'Italia e serva ad unirci. Ora o mai più.
Noi, e non le Banche, siamo i padroni del nostro destino


Chiaro, molto chiaro, chiarissimo... e solo un cretino, sia pur in bona fede, potrebbe non condividere quanto da te così ben lumeggiato... ma ti renderai conto che, oramai, solo un fatal intervento... "NON...UMANO"... potrebbe crear le condizioni necessarie e sufficienti affinchè il tuo programma, che condivido in toto, possa scender... DAL CIELO IN SU LA TIERRA, ovverossia, FARSI STORIA... ergo, giunti a 'sto punto, tocca al "FATVM" mettersi in moto, per spazzar via il presente diabolico, satanico... "Presente"... e che così sia, e così sarà... AMEN... ALLELUJA!!!
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# NOMEN 2011-10-19 12:06
Citazione NOMEN:
Citazione Francesco M:
Lettera a tutti gli italiani:
riprendiamo in mano la nostra vita e il nostro Paese.

La lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano altro non è che un ricatto.
Il ricatto è molto semplice: o accetti le condizioni che ti dettiamo noi (BCE), o noi (BCE) non ti compriamo i Buoni del Tesoro e ti facciamo fallire.
Facciamo un passo indietro e le cose saranno ancora più chiare.
Come è stato anche pubblicamente sottolineato (ad esempio, da Bersani), i fondamentali dell'Italia non sono assolutamente peggiori di un anno fa e non giustificano un attacco speculativo.
Perchè lo si fa?
Per due ragioni: la prima è l'eliminazione di Berlusconi (qualunque altro tentativo di scalzarlo è infatti fallito); la seconda è appropriarsi della ricchezza pubblica rimasta all'Italia e gradualmente anche di tutta quella privata (calcolata a spanne in otto trilioni di euro).
Evidentemente Berlusconi era, ed è, di ostacolo a questo.
Quindi, ad arte, è stata pilotata la sfiducia verso la capacità dell'Italia di rimborsare il debito (grazie alla complicità delle agenzie di rating controllate dalla stessa grande finanza internazionale) .
E così sono maturate le condizioni del ricatto.
Ricatto, che, si badi bene, non sarebbe possibile se l'Italia non avesse alienato in toto la propria sovranità economica con il trattato di Maastricht, il più grande golpe bianco che la storia ricordi.
L'Italia ha, infatti, ceduto anche la propria sovranità monetaria, cioè non può più finanziarsi emettendo moneta in proprio, come dovrebbe fare uno Stato Sovrano.
Se il nostro Paese potesse battere liberamente moneta, non potrebbe fallire e nessun ricatto sarebbe esercitabile dalla finanza internazionale, i cui interessi sono rappresentati da istituzioni fuori dal controllo democratico come la BCE, sulla quale, secondo la lettera di Maastricht, nessun governo - e quindi nessuna nazione e nessun popolo - può avere ingerenza.
È chiaro adesso, come funzione il sistema?
È chiaro il disegno della dittatura europea, attraverso la quale le grandi banche internazionali ci governano ricattandoci, al solo fine di impossessarsi assolutamente di tutto?
È chiaro che o ci riprendiamo in mano il potere, o perderemo tutto e torneremo indietro di secoli?
Che altro ci vuole a smuovere questo popolo che mai, sottolineo mai, ha fatto una rivoluzione?
Credete che i patrimoni dei genitori siano eterni, o che i vostri privilegi non verrano comunque toccati?
Siete degli illusi.
Oggi è il momento di fare fronte comune e costringere i nostri rappresentanti istituzionale a:
- Ripudiare il debito pubblico.
- Riapproprarsi della sovranità monetaria e battere nuovamente moneta attraverso una propria Banca Centrale pubblica (e non privata come la cosiddetta “Banca d'Italia”).
- Riformare integralmente il sistema bancario, nazionalizzando lo e imponendo una riserva frazionaria del 100% (ad oggi è solo del 2%, ecco perchè le banche falliscono: prestano denaro che non hanno). Il sistema bancario deve diventare un'agenzia di servizi che eroghi credito, questo deve essere il suo scopo e non il profitto.
- Uscire dall'Unione Europea.
- Ripristinare politiche protezionistich e a tutela dei prodotti e dell'economia italiana.

Con l'augurio che questa lettera faccia il giro d'Italia e serva ad unirci. Ora o mai più.
Noi, e non le Banche, siamo i padroni del nostro destino


Chiaro, molto chiaro, chiarissimo... e solo un cretino, sia pur in bona fede, potrebbe non condividere quanto da te così ben lumeggiato... ma ti renderai conto che, oramai, solo un fatal intervento... "NON...UMANO"... potrebbe crear le condizioni necessarie e sufficienti affinchè il tuo programma, che condivido in toto, possa scender... DAL CIELO IN SU LA TIERRA, ovverossia, FARSI STORIA... ergo, giunti a 'sto punto, tocca al "FATVM" mettersi in moto, per spazzar via il presente diabolico, satanico... "Presente"... e che così sia, e così sarà... AMEN... ALLELUJA!!!


E, per dirla tota, ma proprio tota... si dovrà "far... fora" tota la degenerata, parassitaria, nefasta... "RAPPRESENTANZA"... "LAICA, REPUBBLICANA ET... DEMOCRATICA"... JVSTVM EST, ERGO,NECESSE EST!!!
Realizzando così, finalmente, lo profetico sogno de illa filosofa "franceska", illa dell'opuscolo... "MANIFESTO PER LA SOPPRESSIONE GENERALE DE TOTI QUANTI LI PARTITI POLLITICI"... issa sì che me piase, tanto ma tanto... tantissimo!
E, sennò... che vada pur a remengo... TOTA LA TIERRA... como justo!!!
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# NOMEN 2011-10-22 21:04
Citazione NOMEN:
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Citazione Francesco M:
Lettera a tutti gli italiani:
riprendiamo in mano la nostra vita e il nostro Paese.

La lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano altro non è che un ricatto.
Il ricatto è molto semplice: o accetti le condizioni che ti dettiamo noi (BCE), o noi (BCE) non ti compriamo i Buoni del Tesoro e ti facciamo fallire.
Facciamo un passo indietro e le cose saranno ancora più chiare.
Come è stato anche pubblicamente sottolineato (ad esempio, da Bersani), i fondamentali dell'Italia non sono assolutamente peggiori di un anno fa e non giustificano un attacco speculativo.
Perchè lo si fa?
Per due ragioni: la prima è l'eliminazione di Berlusconi (qualunque altro tentativo di scalzarlo è infatti fallito); la seconda è appropriarsi della ricchezza pubblica rimasta all'Italia e gradualmente anche di tutta quella privata (calcolata a spanne in otto trilioni di euro).
Evidentemente Berlusconi era, ed è, di ostacolo a questo.
Quindi, ad arte, è stata pilotata la sfiducia verso la capacità dell'Italia di rimborsare il debito (grazie alla complicità delle agenzie di rating controllate dalla stessa grande finanza internazionale) .
E così sono maturate le condizioni del ricatto.
Ricatto, che, si badi bene, non sarebbe possibile se l'Italia non avesse alienato in toto la propria sovranità economica con il trattato di Maastricht, il più grande golpe bianco che la storia ricordi.
L'Italia ha, infatti, ceduto anche la propria sovranità monetaria, cioè non può più finanziarsi emettendo moneta in proprio, come dovrebbe fare uno Stato Sovrano.
Se il nostro Paese potesse battere liberamente moneta, non potrebbe fallire e nessun ricatto sarebbe esercitabile dalla finanza internazionale, i cui interessi sono rappresentati da istituzioni fuori dal controllo democratico come la BCE, sulla quale, secondo la lettera di Maastricht, nessun governo - e quindi nessuna nazione e nessun popolo - può avere ingerenza.
È chiaro adesso, come funzione il sistema?
È chiaro il disegno della dittatura europea, attraverso la quale le grandi banche internazionali ci governano ricattandoci, al solo fine di impossessarsi assolutamente di tutto?
È chiaro che o ci riprendiamo in mano il potere, o perderemo tutto e torneremo indietro di secoli?
Che altro ci vuole a smuovere questo popolo che mai, sottolineo mai, ha fatto una rivoluzione?
Credete che i patrimoni dei genitori siano eterni, o che i vostri privilegi non verrano comunque toccati?
Siete degli illusi.
Oggi è il momento di fare fronte comune e costringere i nostri rappresentanti istituzionale a:
- Ripudiare il debito pubblico.
- Riapproprarsi della sovranità monetaria e battere nuovamente moneta attraverso una propria Banca Centrale pubblica (e non privata come la cosiddetta “Banca d'Italia”).
- Riformare integralmente il sistema bancario, nazionalizzando lo e imponendo una riserva frazionaria del 100% (ad oggi è solo del 2%, ecco perchè le banche falliscono: prestano denaro che non hanno). Il sistema bancario deve diventare un'agenzia di servizi che eroghi credito, questo deve essere il suo scopo e non il profitto.
- Uscire dall'Unione Europea.
- Ripristinare politiche protezionistich e a tutela dei prodotti e dell'economia italiana.

Con l'augurio che questa lettera faccia il giro d'Italia e serva ad unirci. Ora o mai più.
Noi, e non le Banche, siamo i padroni del nostro destino


Chiaro, molto chiaro, chiarissimo... e solo un cretino, sia pur in bona fede, potrebbe non condividere quanto da te così ben lumeggiato... ma ti renderai conto che, oramai, solo un fatal intervento... "NON...UMANO"... potrebbe crear le condizioni necessarie e sufficienti affinchè il tuo programma, che condivido in toto, possa scender... DAL CIELO IN SU LA TIERRA, ovverossia, FARSI STORIA... ergo, giunti a 'sto punto, tocca al "FATVM" mettersi in moto, per spazzar via il presente diabolico, satanico... "Presente"... e che così sia, e così sarà... AMEN... ALLELUJA!!!


E, per dirla tota, ma proprio tota... si dovrà "far... fora" tota la degenerata, parassitaria, nefasta... "RAPPRESENTANZA"... "LAICA, REPUBBLICANA ET... DEMOCRATICA"... JVSTVM EST, ERGO,NECESSE EST!!!
Realizzando così, finalmente, lo profetico sogno de illa filosofa "franceska", illa dell'opuscolo... "MANIFESTO PER LA SOPPRESSIONE GENERALE DE TOTI QUANTI LI PARTITI POLLITICI"... issa sì che me piase, tanto ma tanto... tantissimo!
E, sennò... che vada pur a remengo... TOTA LA TIERRA... como justo!!!


... e non me se venga a recordar che illa citata "franceska" era "Juive"... QVIA... pur essendo mi "CRISTIANO", miga son "cretino", miga me fago fregar da li pregiudizii... e rasono come EL MAO... non vardo miga la razza, la lingua, la religion... vardo sol che illa "GHATA" la ghabia rason... e come se la gha rason, ostregheta!
E quello che propone la DEFUNTA "SIMONE WEIL" è proprio la SOLA, VERA, UNICA... RIVOLUZIONE... la sola che ci deve interessar per davvero e per cui battersi... BASTA "INTERMEDIARII"... NIENTE "ELETTI"... STOP "RAPPRESENTANTI"... FUCK OFF... VAFFA!!!
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# NOMEN 2011-12-16 15:25
Certo che... non ha di certo reso un bel servizio, alla memoria del... DEFVNCTO+POVND... RIP... quel tal avventato, sconsiderato, prima omicida e poi suicida, che s'è lasciato ingannare dal Diabolo, facendo quel che ha fatto, in quel di Fiorenza... davvero sprovveduto ed ingenuo... ERGO... "perdente"... QVIA... la Volonté c'est, d'abord, se retenir d'agir... e, poi, non è certo quello il vero bersaglio cui mirare, tutt'altro... ed ha perciò preso un colossale abbaglio, quel tizio, sbagliando bersaglio... dommage!
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# NOMEN 2011-12-17 21:02
Citazione NOMEN:
Certo che... non ha di certo reso un bel servizio, alla memoria del... DEFVNCTO+POVND... RIP... quel tal avventato, sconsiderato, prima omicida e poi suicida, che s'è lasciato ingannare dal Diabolo, facendo quel che ha fatto, in quel di Fiorenza... davvero sprovveduto ed ingenuo... ERGO... "perdente"... QVIA... la Volonté c'est, d'abord, se retenir d'agir... e, poi, non è certo quello il vero bersaglio cui mirare, tutt'altro... ed ha perciò preso un colossale abbaglio, quel tizio, sbagliando bersaglio... dommage!


... e, prova provata ne sia... proprio quest'oggi, ha fornito, grazie alla sua azione, l'occasione di montarci su una bella manifestazione... più "cretino" di così, se more... ed infatti è morto, il "suicida-omicida"... che, in fin dei conti, ha lavorato, senza volerlo e tantomeno prevederlo, proprio per tutti quelli che considerava suoi nemici, che così si son fatti veder belli, a spese sue... il che costituisce davvero il maximo possibile della fessaggine!!!
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