>> Login Sostenitori :              | 
header-1

RSS 2.0
menu-1
TUTTI |0-9 |A |B |C |D |E |F |G |H |I |J |K |L |M |N |O |P |Q |R |S |T |U |V |W |X |Y |Z

Archivio Articoli FREE

Occupy Wall Street prova a darsi una moneta
Stampa
  Text size
David De Graw, uno degli organizzatori del movimento (d’ora in poi OWS) ha pubblicato sul sito Ampedstatus un comunicato che suona:

  «Lassemblea generale ha cominciato i lavori per cercare di attuare una moneta per questo movimento. Le banche di Wall Street e i loro maggiori clienti, le multinazionali, controllano la fonte e il flusso dei $. Vi invitiamo ad unirvi al progetto in corso! Cincontreremo alle 11 di mattina ogni giorno, ogni settimana fino alla conclusione, al cubo rosso, allangolo sud-orientale di Liberty Park». (OccupyWallStreet to Create a New Currency – This Is What Revolution Looks Like!)




Torna una tradizione americana. Come ha ammesso la Federal Reserve di Cleveland, più volte nella storia – e specialmente durante la Grande Depressione – moltissime aziende, miniere, compagnie di trasporti e ferroviarie hanno creato propria moneta privata per contrastare la deflazione, la scarsità di moneta ufficiale, e la paralisi dei consumi; e questo ha aiutato l’economia a funzionare degli anni più duri, specie favorendo i consumi locali di merci prodotte in loco. (Private Money in Our Past, Present, and Future)

Già nel 2009, come ha informato USA Today, una decina di piccoli municipi gravemente colpiti dalla crisi hanno visto nascere una moneta locale, acquistabile con uno sconto (tipicamente, 95 dollari per 100 privati) e spendibile presso negozi che accettano questa moneta. (Communities print their own currency to keep cash flowing)

Forse più insidioso per il sistema, a settembre, s’è svolto a Salt Lake City un Utah Monetary Summit per la sovranità monetaria dello Stato. (Draft 6: Utah Monetary Declaration)

Del resto lo Utah ha varato già un Legal Tender Act che autorizza l’uso di monete d’oro e d’argento nello Stato. (CURRENCY AMENDMENTS, 2011 GENERAL SESSION, STATE OF UTAH)

Legislatori di altri Stati, presenti al summit, stanno considerando leggi similari. L’intento, altamente polemico, è dichiarare l’indipendenza monetaria dalla Federal Reserve.



 
Guarda commenti | Nascondi commenti

Commenti  

 
# nicolas 2011-10-14 17:33
Se tutti questi fermenti sono, come dire, genuini, si spiega perchè tutto ad un tratto la priorità per i gaglioffi governanti americani diventa uno Stato di massima attenzione all'Iran.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# EMERICH 2011-10-14 19:39
Beh caro Direttore questa mi pare cosa buona e giusta, o no?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cgdv 2011-10-14 21:20
Carissimo Blondet, questi fatti come si pongono rispetto a quanto letto sino a questo momento sulla probabile manipolazione del movimento?
Con i migliori saluti da Giuliano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# raff 2011-10-15 07:58
E' evidente che di fronte al conclamato fallimento del dollaro, ma anche dell'euro, tutto il sistema si muova verso un cambiamento e una nuova struttura finanziaria che, gattopardescame nte, cambi tutto perché tutto rimanga come prima, magari con l'aiuto e il sostegno delle "masse".
Non sarebbe il primo caso nella storia.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# raff 2011-10-14 21:41
L'emissione di nuove monete in alcuni Stati (legale negli USA), conferma la profonda sfiducia nei confronti del dollaro, dell'istituto di emissione, FED, e in generale del sistema finanziario che fa capo a Wall Street. Tale sfiducia è ampiamente giustificata dalla situazione contabile dello Stato federale. Basta un'occhiata all'andamento dei parametri contabili del debito americano per capire che il dollaro è già fallito, vedi:
http://www.usdebtclock.org/#
Il dollaro sopravvive, nella tenda a ossigeno, del suo carattere di moneta di riserva per le transazioni internazionali, soprattutto per il petrolio. Tutto questo naturalmente finché dura l'accordo del 1973 con la monarchia saudita e l'armata imperiale controlla le altre principali riserve (Iraq e Libia). Rimane insoluta, per ora, la riserva iraniana i cui dirigenti pare si dedichino a complotti, guarda caso, contro ambasciatori sauditi. Stiano accorti gli ayatollah, la "giustizia" americana arriverà presto anche da loro, naturalmente con tutto l'armamentario di "democrazia" e "diritti umani".
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Lisa 2011-10-14 22:53
Non so se mi è sfuggito o erano nascosti ma nei cartelli degli indignati italiani non ne ho visto nessuno che boicottasse il signoraggio. Come mai? Possibile, con tutto il parlare che se ne fa, che non ne siano a conoscenza?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Occidente 2011-10-15 10:38
Finché la protesta la faranno i "giovani" dei centri sociali non nascerà niente di buono. Sappiamo chi li dirige e li fomenta... e talvolta chi li ricatta. La testa del movimento è sempre quella formata da vecchi arnesi del '68 che non hanno saputo fare mai niente di utile nella vita e che propongono vecchie formule ormai decotte, già sconfitte mille volte dal capitalismo che combattono, o meglio, dicono di combattere. Non si può scendere in piazza travestiti da buffoni per combattere un esercito agguerrito e potente.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# CESCO 2011-10-15 20:20
E' vero che non c'è più etica nella finanza, è vero che si arricchiscono sempre più una piccola parte della popolazione, mentre gli altri si impoveriscono, è anche vero che si specula su tutto senza pensare il male che si fa alla gente più povera, ecc., ecc. Ma è anche vero che il signoraggio è una bufala (Auriti non ne ha mai parlato in questi termini).
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cittadino_solitario 2011-10-16 08:56
Ma di alternative locali ce ne sono e anche di clamorose.
Prendete ad esempio il comune-principato di Filettino con il suo Fiorito.
E' un espediente mediatico-folcloristico e anche turistico per tentare di arrivare a fine mese.
Con l'approvazione di illustri figuri quale l'ex ministro Taormina.
Non mi meraviglierei di trovare altri esempi così ben pubblicizzati.
Del lato sociale e morale nemmeno una parola anche se ce ne fosse stata l'occasione di parlarne.
Buona giornata a tutti
Marco
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# portoazzurro 2011-10-17 16:01
I governi asiatici di antica data basavano il loro potere sulla canalizzazione dell'acqua. Chi era dalla parte del potere l'aveva chi no veniva tagliato fuori. La liquidità è "potere sovrano" anche se si tratta di moneta. L'economia ha bisogno di "comandare lavoro" tramite la moneta. La linea di galleggiamento di questa liquidità è adesso decisa dalle banche che sono capaci di farci affondare caricando oltre misura la "barca" di prestiti a chi non li saprà restituire. Dobbiamo creare moneta dal nulla in maniera sovrana per dare liquidità a chi se la merita. e la Barca tornerà a galleggiare. La legge Glass Steagall semplicemente obbliga le banche a non superare la linea di galleggiamento.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# portoazzurro 2011-10-17 16:50
Benché Adolf Hitler sia citato con infamia nei libri di storia, egli fu popolare presso il popolo tedesco. Stephen Zarlenga, in The Lost Science of Money, afferma che ciò era dovuto al fatto che egli salvò la Germania dalle teorie economiche inglesi. Le teorie secondo le quali il denaro deve essere scambiato sulla base delle riserve aurifere in possesso di un cartello di banche private piuttosto che stampato direttamente dal governo. Secondo il ricercatore canadese Henry Makow, questo fu probabilmente il motivo principale per cui Hitler doveva essere fermato; egli era riuscito a scavalcare i banchieri internazionali e creare una propria moneta. Makow cita un interrogatorio del 1938 di C. G.Rakowsky, uno dei fondatori del bolscevismo sovietico e intimo di Trotzky, che finì sotto processo nell’URSS di Stalin. Secondo Rakowsky, “[Hitler] si era impadronito del privilegio di fabbricare il denaro, e non solo il denaro fisico, ma anche quello finanziario; si era impadronito dell’intoccabil e meccanismo della falsificazione e lo aveva messo a lavoro per il bene dello Stato. Se questa situazione fosse arrivata a infettare anche altri Stati, potete ben immaginare le implicazioni controrivoluzio narie” (Henry Makow, “Hitler Did Not Want War”, www.savethemales.com).
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# portoazzurro 2011-10-17 16:52
Hitler e i Nazional-Socialisti, che arrivarono al potere nel 1933, si opposero al cartello delle banche internazionali iniziando a stampare la propria moneta. In questo presero esempio da Abraham Lincoln, che aveva finanziato la Guerra Civile Americana con banconote stampate dallo Stato, che venivano chiamate “Greenbacks“. Hitler iniziò il suo programma di credito nazionale elaborando un piano di lavori pubblici. I progetti destinati a essere finanziati comprendevano le infrastrutture contro gli allagamenti, la ristrutturazion e di edifici pubblici e case private e la costruzione di nuovi edifici, strade, ponti, canali e strutture portuali. Il costo di tutti questi progetti fu fissato a un miliardo di unità della valuta nazionale. Un miliardo di biglietti di cambio non inflazionati, chiamati Certificati Lavorativi del Tesoro. Questa moneta stampata dal governo non aveva come riferimento l’oro, ma tutto ciò che possedeva un valore concreto. Essenzialmente si trattava di una ricevuta rilasciata in cambio del lavoro e delle opere che venivano consegnate al governo. Hitler diceva: “Per ogni marco che viene stampato, noi abbiamo richiesto l’equivalente di un marco di lavoro svolto o di beni prodotti“. I lavoratori spendevano poi i certificati in altri beni e servizi, creando lavoro per altre persone.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# portoazzurro 2011-10-17 16:53
Di Hjalmar Schacht, che era all’epoca a capo della Banca Centrale tedesca, viene spesso citato un motto che riassume la versione tedesca del miracolo del “Greenback”. Un banchiere americano gli aveva detto: “Dottor Schacht, lei dovrebbe venire in America. Lì abbiamo un sacco di denaro ed è questo il vero modo di gestire un sistema bancario“. Schacht replicò: “Lei dovrebbe venire a Berlino. Lì non abbiamo denaro. E’ questo il vero modo di gestire un sistema bancario” (John Weitz, Hitler’s Banker, Warner Books, 1999).
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# portoazzurro 2011-10-17 17:24
A marzo del 2011 il 93% dei cittadini islandesi ha detto no al pagamento del debito. Ma non solo: sono stati emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell’esecutivo.
Ricordiamoci che: Prodi ha svenduto le banche nazionali e Ciampi ha collocato il debito anche all'estero: risultato che dobbiamo negoziare con gli strozzini il debito.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# portoazzurro 2011-10-17 17:39
Cito Massimo Amato:
Questa non è la crisi dell’economia di mercato, ma di un’economia in cui i mercati dei beni tendono sempre di più a diventare le appendici di un mercato finanziario che ha sempre meno bisogno di servire l’economia reale, per produrre una rendita da distribuire sempre più a pioggia, in modo da tacitare ogni mugugno, ma al prezzo di una crescente instabilità. Così l’Economist del 16 maggio: “il prezzo pagato per salvare la finanza è stato quello di creare un sistema ancora più vulnerabile e instabile di prima”.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Libreria Ritorno al Reale

EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.

Servizi online EFFEDIEFFE.com

Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.

Lettere alla redazione : Scrivi a
EFFEDIEFFE.com

Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE

Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.



Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com

Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.

RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds

effedieffe Il sito www.effedieffe.com.non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata", come richiede la legge numero 62 del 7 marzo 2001. Gli aggiornamenti vengono effettuati senza alcuna scadenza fissa e/o periodicità