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Come vincere la Depressione
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Questo articolo va inteso come una nota, e correzione, del mio precedente pezzo su Goldman-Draghi. Lì ho criticato la politica della lesina monetaria compiuta dalla BCE, e di Draghi, con la congiunta imposizione di austerità atroci, sostenendo implicitamente che è più adeguata la politica contraria della Federal Reserve, che crea trilioni di moneta dal nulla per inondarne il sistema. Ora uno studio originale rivela che si tratta di due errori.tttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttt ttttttttttttttttt ttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttt ttttttttttttttttt ttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttt

Ben Bernanke è un noto accademico, celebre come profondo studioso della Grande Depressione del 1929-1939. Sulla base di un’idea di Milton Friedman, Bernanke è giunto alla conclusione che la causa fondamentale di quella Grande Depressione, come di quella presente, sia stata la mancanza o insufficiente fornitura di «moneta-base». È questa la moneta che creano le Banche Centrali – detta M0 – e che, fornita alle banche private, forma la loro riserva. Grazie al meccanismo del credito frazionale, possono dare crediti molte volte più grandi delle loro riserve, creando denaro che non esisteva prima. Si tratta di moneta-credito, M1, M2, M3, che accelera con la sua abbondanza la crescita economica e l’occupazione. Ma è innescata dall’emissione del moltiplicatore generato dalla Banca Centrale.

È in base a questa teoria – la più ufficale e accettata – che Bernanke ha fatto dire al suo golem negro, Obama, per giustificare i salvataggi bancari, che «un dollaro di capitale in una banca può produrre otto o dieci dollari di prestiti alle famiglie e alle imprese».

Il fatto è che stavolta la teoria non ha funzionato. I 1.300 miliardi di dollari (1,3 trilioni) che Helicopter Ben ha iniettato nel sistema non hanno aumentato adeguatamente la moneta in circolazione. A forza di TARP e di salvataggi, l’aumento della moneta M0 è stato del 110%; ma non ha dato l’aumento di liquidità nell’economia reale dell’800-1000% sognato dal Golem abbronzato, bensì a malapena del 20%.

Ora, una nuova teoria sostiene che l’operazione-elicottero è fallita perchè la scarsezza di M0 non è la vera causa della crisi. La vera causa è «Il collasso della domanda finanzata a debito», che fu anche quella che provocò la Grande Depressione.

Steve Keen
  Steve Keen
A sostenerlo è il professor Steve Keen, un economista australiano – ed uno dei pochi ad aver previsto l’attuale crisi finanziaria (laddove Bernanke e l’OCSE prevedevano un periodo di «grande moderazione», con crescita stabile) e ad aver dato l’allarme. Nel 2005, con tempo economico apparentemente sereno, incaricato di una perizia legale, Keen studiò la crescita dell’indebitamento privato nella sua Australia in rapporto al PIL (Prodotto Interno Lordo): scoprì che esso era salito in modo esponenziale. Lo stesso risultato fu l’esame del rapporto debito-PIL in America. Subito, egli avvertì che era in atto la condizione per una grave recessione economica. Ovviamente è rimasto inascoltato.

Keen dice che in economie moderne, la domanda aggregata è costituita dal PIL più il livello del debito di famiglie e imprese. Più alta è la quota dell’indebitamento rispetto al PIL, più il sistema diventa instabile. E ad una certa quota, l’indebitamento assume sempre più la forma di una piramide finanziaria o schema Ponzi, dove si prende sempre più denaro a prestito per pagare gli interessi sul debito precedente, o – il che è lo stesso – per la speculazione finanziaria anzichè per la produzione di beni o servizi.

In USA, dimostra Keen, l’indebitamento privato cominciò a superare il PIL già dagli anni ‘60, per arrivare al picco del 2008, data dell’inevitabile crollo. Il collasso del tasso d’indebitamento ha fatto cadere la domanda aggregata del 14%, innescando la recessione. Aggiunge che negli anni ‘20 il debito privato crebbe solo del 50%; mentre tra il 1999 e il 2009 è cresciuto del 140%. Il che gli fa affermare che «le forze deflazioniste sul debito» scatenate oggi sono «molto più potenti di quelle che causarono la Grande Depressione» del 1929-1939.

Ovviamente il discorso vale anche per l’Italia, dove le famiglie si sono indebitate poco; ma si è super-indebitato il settore pubblico in tutti i suoi numerosi strati, divorando ricchezza con la torchia tributaria per mantenere le note caste parassitarie, tanto più strapagate quanto più sono inadempienti alla loro funzione. Il risultato è lo stesso: di fronte alla crisi, davanti allo spettro della disoccupazione, davanti alle austerità che la UE impone allo Stato-cicala, all’insicurezza e alla riduzione dello Stato sociale unita all’aumento delle tasse, le famiglie restringono le spese e dunque, la domanda privata.

Benchè infarcito di grafici ed equazioni, il saggio di Keen, Debunking Economy, giunge alla conclusione cui economisti più tradizionali alludevano mezzo secolo fa, quando annunciavano che «il cavallo non beve»: la liquidità c’è ma non viene usata, visto che le banche preferiscono tenere i fondi che ricevono a tasso zero dalla Banca Centrale anzichè prestarli (o al massimo investendoli in Buoni del Tesoro, onde lucrare sul differenziale del tasso d’interesse, oggi assai alto nei Paesi come Italia e Grecia...); ma del resto famiglie e imprese, stante la recessione, nemmeno chiedono quella liquidità perchè non è il momento di indebitarsi, ma piuttosto di rientrare dai debiti, tutti insieme. «Il cavallo non beve», appunto.

Se Keen ha ragione, allora le enormi somme spese in USA ed in Europa per rifinanziare le banche sono uno spreco assoluto.

Come dice George Monbiot sul Guardian, «quelle cifre non hanno innescato nè innescheranno la ripresa, perchè la iniezione di moneta M0 non è il fattore determinante».

Il fattore determinante è l’immenso processo di dis-indebitamento che, per amore o per forza, i privati devono affrontare, e che vengono imposti agli Stati-cicala dai poteri oligarchici, simultaneamente.

Ne segue che i programmi di austerità come quelli raccomandati da Mario Draghi, o imposti alla Grecia dai virtuosi tedeschi, sono anch’essi la ricetta sbagliata, ancora una volta, con l’eccezione dell’Italia, dove la situazione è più difficile: effettivamente, qui il settore pubbblico sprecone ha bisogno di una cura di austerità; contro cui però le caste parassitarie, che difendono i propri privilegi, resistono con successo (1); e contemporaneamente lanciare il cosiddetto sviluppo dell’economia reale e privata... .

La ricetta di Keen per scongiurare o alleviare un’altra Grande Depressione è semplice e non sorprendente per i lettori: si deve ridurre il livello dell’indebitamento privato, dice, «attraverso la cancellazione unilaterale, o un giubileo. I prestiti irresponsabili fatti dalle banche non vanno onorati».

Ciò farà fallire diverse banche, ma l’alternativa ineluttabile è «il solito metodo tradizionale» delle grandi crisi: «Fallimenti e bancarotte in massa, peggioreranno la depressione».





1) Non a caso, uno dei giovani black bloc arrestati per le violenze di Roma è figlio di un dirigente di Bankitalia. Contrariamente ad Occupy Wall Street, il movimento italiano – composto dei soliti girotondini, arcobaleni, popolo viola, sindacalisti pubblici, eccetera – chiede l’assunzione dei precari, protesta contro i tagli alla scuola e alla cultura; insomma pretende più spesa pubblica e il mantenimento dei suoi privilegi indebiti, non meno.



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Commenti  

 
# Daltanius 2011-10-18 13:09
Almeno in Italia qualcuno resiste... e pure con successo!
Daltanius
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# Franco_PD 2011-10-18 13:28
Leggo oggi un Blondet particolarmente brillante e la cosa mi rasserena alquanto. Mi si scuserà poi perchè qui si parla di cose serissime e gravi, ma quando ho letto che "... Bernanke ha fatto dire al suo golem negro, Obama..." e più sotto si accenna ancora ad un "Golem abbronzato" mi sono buttato via dal ridere. Queste sono troppo belle. Me le segno.
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# remox 2011-10-18 13:37
La soluzione è il giubileo concordato. Si annullano reciprocamente i debiti, punto. Fino a che la somma algebrica sia zero (in questo modo si può annullare un quarto od un terzo del monte debitorio attuale). Questo può portare ad una contrazione monetaria certo, ma a questo si risponde con una maggiore immissione di moneta. La moneta tuttavia non va emessa a debito, ma direttamente ed orizzontalmente nel sistema.
Ma, inutile a dirlo, non si farà mai.
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# Alfio200 2011-10-18 13:46
Ricordiamo che la crisi è stata prevista con largo anticipo anche dal "nostro"...
------------------------------------------------------------
Cinque anni dopo il "nostro" Blondet.
La redazione
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# Boromir 2011-10-18 18:50
Citazione Alfio200:
Ricordiamo che la crisi è stata prevista con largo anticipo anche dal "nostro"...
------------------------------------------------------------
Cinque anni dopo il "nostro" Blondet.
La redazione

Se non erro il primo articolo di Blondet sui mutui subprime è del febbraio del 2005.
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# EdoardoCas 2011-10-18 14:00
Ma quelli preferiscono:
MUOIA SANSONE CON TUTTI I FILISTEI!
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# Lorenzo 2011-10-18 14:03
Oooh finalmente un economista che richiama al giubileo, magari venisse ascoltato.
Ma io mi chiedo... non sarebbe un vantaggio anche per le banche? Perchè se non si è tanto stupidi ed avidi si capisce benissimo che, sì, non riavrai indietro i soldi dei prestiti che hai fatto ma, finalmente, potrai farne di nuovi con molta più sicurezza che ti vengano ripagati, visto che la macina da mulino verrà tolta dalle spalle di tutti... anche dalla banca stessa.
E invece si parla del gold standard... ora... quando tutto l'oro e stato depredato dai soliti noti (j).
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# rosalina 2011-10-18 14:41
Convincere i privati a non indebitarsi ancora di più? E' un'utopia! A Roma non saprei, ma la realtà qui a Brasilia è la seguente: il 60% (almeno) dei brasiliani sono indebitati con le banche, questo risulta evidente dal fatto che il contante non "gira" nel senso che il brasiliano consumano a debito, ossia con la carta di credito. Spesso si vedono brasiliani pagare una bottiglia di Coca Cola - sono schiavi (anche) della pubblicità - con carta di credito o debito (bancomat). Imbonitori da strapazzo vendono dei catorci Fiat "made in Brazil" - anche peggiori di quelle europee - a prezzi fuori mercato; i consumatori le acquistano caricandosi di rate per tutto il resto della loro vita. Insomma, il brasiliano vive al di sopra delle proprie possibilità, a prescindere dal suo reddito. Hanno grande fiducia nei propri governanti, nonostante da una recente ricerca risulti che la corruzione politica brasiliana degli ultimi anni sia costata al Brasile quanto un anno di PIL della Bolivia. Infine, come altre repubbliche delle banane, il Brasile è "dollarizzato", ossia agganciato al dollaro; se la quotazione dollaro/real brasiliano supera il rapporto di 1.50 a favore del dollaro, Dilma si strappa i capelli, con buona pace delle imprese che con un real così sopravvalutato non esportano più nulla!
Saluti,
A. R.
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# rinus 2011-10-18 15:20
Direttore, il finale della fine del suo articolo mi trova contrario. Il dramma di tantissimi giovani, e meno giovani, che credendo di essersi laureati in lettere, archeologia e via suonando, e che dopo tanti sacrifici alla fine non cavano un ragno dal buco. Niente lavori per tanti laureati ... impossibile... però bisogna mettere mano a questo stupido modo di pensare. Ma, cosa fare di quei poveretti e poverette, che si trovano queste lauree... vagano esausti e rimangono a carico del padre pensionato... devono pur vivere. Il lavoro non si trova per tutti, perchè le campagne si sono spopolate, le fabbriche sono tutte robottizzate e di persone ne hanno bisogno poche. Inoltre preferiscono gli stranieri che pagano in nero e meno... allora ritorniamo sempre a Pound... se le macchine rubano il lavoro bisogna abbassare l'orario del lavoro. Quanta pubblicità sulle auto proprio quando nessuno compra auto... Cosi chiudono altre fabbriche... altri disoccupati... questo credo almeno in FdF.: SIAMO TUTTI consapevoli. Dimenticavo, se non fanno pubbicità, vanno a casa tanti giornalisti e chi è impegnato nel ramo della pubblicità. Ritorno al passato, arte & mestieri.
P.S.: Volevo dare ragione ad Amsicora, anche Tremonti fa parte della banda del buco. Mi dispiace per il fratello. I miei saluti.
Sal. Ricc.
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# viator87 2011-10-18 16:13
Citazione rosalina:
Convincere i privati a non indebitarsi ancora di più? E' un'utopia! A Roma non saprei, ma la realtà qui a Brasilia è la seguente: il 60% (almeno) dei brasiliani sono indebitati con le banche, questo risulta evidente dal fatto che il contante non "gira" nel senso che il brasiliano consumano a debito, ossia con la carta di credito. Spesso si vedono brasiliani pagare una bottiglia di Coca Cola - sono schiavi (anche) della pubblicità - con carta di credito o debito (bancomat). Imbonitori da strapazzo vendono dei catorci Fiat "made in Brazil" - anche peggiori di quelle europee - a prezzi fuori mercato; i consumatori le acquistano caricandosi di rate per tutto il resto della loro vita. Insomma, il brasiliano vive al di sopra delle proprie possibilità, a prescindere dal suo reddito. Hanno grande fiducia nei propri governanti, nonostante da una recente ricerca risulti che la corruzione politica brasiliana degli ultimi anni sia costata al Brasile quanto un anno di PIL della Bolivia. Infine, come altre repubbliche delle banane, il Brasile è "dollarizzato", ossia agganciato al dollaro; se la quotazione dollaro/real brasiliano supera il rapporto di 1.50 a favore del dollaro, Dilma si strappa i capelli, con buona pace delle imprese che con un real così sopravvalutato non esportano più nulla!
Saluti, A. R.


Io vivo in Argentina ed il panorama é perfettamente lo stesso. Saluti P. C.
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# gianfranco56IT 2011-10-18 16:36
Ottimo articolo - come sempre - del nostro caro direttore.
Mi conforta l'analisi sull'Italia che, effettivamente dovrebbe essere messa meglio se si conta il debito pubblico ( a eliminare quanto prima) e i risparmi privati.
Nel mio piccolo penso che gli italiani siano dei risparmiatori.
Rosalina ci parla del Brasile.
Si legge che è economia emergente.
Tempo al tempo e ne vedremo delle belle anche lì.
La fotografia che ha fatto la nostra amica non mi sorprende.
I brasiliani, consumano a debito, questo è ciò che dovrebbe essere evitato.
Purtroppo l'uomo è debole e non sa resistere alle tentazioni.
Vede una cosa e la vuole.
Poi finisce come la vicenda mutui subprime.
Le case a tutti ed anche a chi non ha una lira (dollaro)
Così va il mondo.
Io ripongo la fiducia sugli italiani come me, ovvero che risparmiano.
Scusate se me la tiro e me la canto.
Buon pomeriggio a tutti.
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# rosalina 2011-10-18 18:28
@ viator87: Sì, ho amici a Rosario che sono stati colpiti dall'inflazione a due cifre. In questi giorni in Argentina si vota. Sarà un Cristina 2?
@gianfranco56T: Rosalina è un nome utente scelto da un componente femminile della mia famiglia, infatti sono un uomo. Un'idea del Brasile di oggi ho provato a darla grazie ad FdF nei mesi scorsi. La storiella del Brasile Paese emergente o Brasile Paese membro del Brics farebbe pensare ad un Paese che cresce e propone un suo modello di crescita alternativo. Niente di più falso. Per dare un'idea 50 milioni di brasiliani vivono al di sotto della soglia di povertà. Il modello economico è quello del turbo capitalismo a stelle e strisce; l'adesione al Brics avvantaggia la Cina, che acquista dal Brasile acciaio, minerali e suini. Ecco, al massimo il Brasile può esportare maiali!
A. R.
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# Catello 2011-10-18 17:12
Le crisi sono state dovute a una quantitativo insufficiente di soldi in mano alla gente la rende incapace di servire il debito, privato e pubblico, e contemporaneame nte sostenere la domanda.
Nella crisi attuale se l’America anziché aumentare la liquidità nell’economia reale del 20% l’avesse aumentata del 50%, e avesse creato continuamente nuovo denaro per mantenerla costante, la crisi sarebbe in via di superamento, perché la gente potrebbero pagare i debiti e sostenere la domanda contemporaneame nte.
Infatti con l’aumentare dell’inflazione i debiti si svalutano anche se sono a tasso variabile e non se ne fanno altri perché i tassi diventano proibitivi; inoltre aumentano le esportazioni per il calo del valore della moneta e si riducono le spese del personale, perché i salari verrebbero rivalutati in ritardo sulla stessa.
Così il mantenimento degli utili contrasterebbe i licenziamenti, evitando che la disoccupazione raggiunga il limite che fa cadere tutto il sistema nella depressione, che è una situazione gravissima dalla quale non si può più uscire stampando moneta, perché caduto l’apparato produttivo, in mancanza di beni da acquistare, stampare moneta anziché causare una benefica inflazione causerebbe una rovinosa iperinflazione.
Naturalmente l’aumento di liquidità deve essere ottenuto non più a debito, ma elargendo redditi di cittadinanza o tessere per i poveri. Mentre i debiti pubblici dovrebbero essere monetizzati dalle Banche Centrali, perché se no alle banche si aggiungerebbero gli Stati a risucchiare la liquidità circolante con le tasse, non per rimetterla nel sistema con le spese, ma per farla finire in mano agli speculatori e da qui in gran parte nei paradisi fiscali.
Certo che in mancanza di una liquidità sufficiente per pagare i debiti e sostenere la domanda, allora sarebbe meglio lasciar fallire le banche, non servendo il debito, con un giubileo che eviti una macelleria sociale, piuttosto che deprimere la domanda.
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# grafica 2011-10-18 17:19
Questi govenanti stralaureati super economisti e alti studiosi di finanza sembra che in generale nell'applicazione delle loro teorie monetarie abbiano fatto qualche piccolo errore e abbiano causato in generale a molti Paesi del mondo diversi guai... Forse se seguissero a volte il principio del buon senso popolare che 1+1 fa due forse le cose andrebbero un po' meglio per tutti... Tutto sommato è un calcolo elementare e anche i bambini sanno farlo... Ma chi ci sta amministrando, chi sta al governo del mondo??? Un superman super intelligente o un super idiota con manie di onnipotenza divina??? Ritornare ai valori di sempre, onestà, rettitudine e anche timor di Dio... Questa crisi finanziaria ed economica prima di tutto è una crisi morale e spirituale... I problemi non si risolveranno mai se prima non si tornerà ai valori morali e spirituali di sempre che sempre hanno retto il mondo.
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# AlessandroV 2011-10-18 19:40
Chi governa il Mondo sa esattamente quello che sta facendo, e l'obiettivo è la riduzione demografica e l'abbassamento drastico dei livelli di vita.
Ai vertici ci sono persone estremamente colte ed intelligenti, lucide e ciniche, sottovalutarli è da stupidi.

Quanto al potere, esso non ha mai conosciuto morale, essa è per la famiglia: il potere agisce per opportunità e convenienza. E' sempre stato così, Machiavelli ci ha illuminato, ma anche il più sintetico Sun Tzu ha indicato la via ai governanti più cinici.
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# gjovi 2011-10-18 17:22
Come avrebbe potuto avere effetto moltiplicativo la massa monetaria M0 se gli americani sono indebitati sopra ogni limite? (Tanto per capirci molti per pagare il debito di una carta di credito ne aprivano un'altra). Impossibile con tale indebitamento, prendere nuovi prestiti ed innescare gli altri aggregati monetari M2... (infatti, nonostante la grande imissione di liquidità, in USA non c'è inflazione). Il peccato originale di questo meccanismo è che si tratta sempre di "moneta debito", il debito cresce esponenzialment e (anche se in America i tassi da anni sono prossimi a 0). Credo che oggi il problema dei potenti sia quello di rifar partire "il giochetto" resettando un po' la situazione (mini giubuleo e/o guerra). Certo la fase transitoria è rischiosa, potrebbero perdere il controllo della valvola di imissione della moneta. Certo che se la controparte sono gli "indignati" italiani, la plutocrazia finanziaria non corre alcun pericolo.
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# cgdv 2011-10-18 17:56
Mi devo scusare ma non posso fare a meno di dire che Steve Keen in definitiva ha scoperto l'acqua calda o se vogliamo l'ombrello.
Inoltre, la faccenda del giubileo o della cancellazione unilaterale andrebbe forse anche benino: si faccia però avanti chi oserà farlo per primo sia a livello privato che eventualmente imponendolo per decreto.
Resta comunque interessante l'ottima precisazione di Blondet: Italia, Stato con debito privato relativamente basso, ma debito pubblico abnorme.
Sulle cause del debito pubblico è inutile disquisire visto che le conosciamo a memoria. Ritengo più interessante scoprire quelle del basso debito privato. Italiani risparmiatori premium? Con lo straordinario tasso di macchine di lusso, barche, seconde e terze case, vacanze all'estero, elevatissima percentuale di griffati sin da bambini, ristoranti con obbligo di prenotazione, ecc., ecc., io mi pongo qualche domanda. E voi?
Giuliano
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# Pietro G 2011-10-18 18:06
- La soppressione di impieghi produttivi e lo spostamento nei Paesi emergenti di buona parte della produzione rende insicuro il prestito ai privati, impiegati in gran parte nel settore terziario.
- La necessità di mantenere la concorrenza con i Paesi asiatici comprime i salari (vedere ad esempio la Germania e l'Europa in generale).
- Il ceto medio basso e quello operaio si possono permettere solo prodotti a buon mercato importati dalla Cina.
- La produzione di merci diminuisce e si innesca una spirale dove un parte sempre crescente della popolazione perde potere d'acquisto.
- Sia i privati che lo Stato sono costretti ad indebitarsi, i privati per cercare di mantenere un livello di vita accettabile, lo Stato perchè deve far vedere alle clientele elettorali che le conquiste sociali sono eterne.
Da questa situazione non se ne esce senza una rivoluzione finanziaria ed economica.
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# Franco_PD 2011-10-18 21:09
Mi capita di pensare, banalmente se volete, a cosa accadrebbe se realmente si seguissero i consigli che sento arrivare in continuazione dai vertici più alti delle istituzioni ma anche dalla Chiesa. Austerità. Risparmio. Sobrietà. Economia. Formichine. Mi piace pensare (come semplice esempio diciamo "in scala") se tutto il mio quartiere di Padova seguisse alla lettera questi richiami etico-economico-religiosi. Lasciamo perdere la ridicolaggine di chi li fa, soffermiamoci sui risultati se lo si facesse davvero. E poi immaginiamo di allargare il tutto su fronti più ampi. So benissimo - mi è capitato di farlo per scelta esistenziale mia, indipendente da contingenze economiche reali - che si può vivere con pochissimo. Sul serio. Lo fai e (se lo fanno tutti) l'intera economia (nel caso specifico quella del mio quartiere) crollerebbe nel giro di un mese o due. Cominci a non acquistare più giornali e riviste, superflue. Limiti la spesa alimentare al minimo indispensabile con acquisti di pochi euro (pane, latte, scatolame pochissima carne e pesce) e scegli sempre ciò che costa meno. L'auto la usi il meno possibile e la cambi poi solo quando è ormai da rottamare. Niente ristorante ovviamente nè cinema. Men che mai il dolcetto domenicale, o il gelato, o il caffè al bar. Non parliamo poi di vacanze ecc... E gli abiti li sostituisci solo quando sono lisi e impresentabili. Chiuderebbero praticamente tutti. Nessun commercio potrebbe reggere, assolutamente, con simili livelli di spesa della popolazione. E sarebbe la catastrofe sociale ed economica, a cascata, in un effetto domino che si allargherebbe ad un indotto immenso. E i soldi risparmiati? In banca? Ah ah ah... Faccio notare che se non sbaglio non ho fatto altro che descrivere qualcosa di simile alle misure che vorrebbero imporre alla Grecia... Le mie conoscenze di economia sono modeste. Ma non mi sembra di aver descritto nulla di irreale: non è un ragionamento truccato. E mi chiedo perchè nessuno - in questi termini - ci rifletta mai.
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# rosalina 2011-10-19 14:16
Citazione Franco_PD:
Mi capita di pensare, banalmente se volete, a cosa accadrebbe se realmente si seguissero i consigli che sento arrivare in continuazione dai vertici più alti delle istituzioni ma anche dalla Chiesa. Austerità. Risparmio. Sobrietà. Economia. Formichine. Mi piace pensare (come semplice esempio diciamo "in scala") se tutto il mio quartiere di Padova seguisse alla lettera questi richiami etico-economico-religiosi. Lasciamo perdere la ridicolaggine di chi li fa, soffermiamoci sui risultati se lo si facesse davvero. E poi immaginiamo di allargare il tutto su fronti più ampi. So benissimo - mi è capitato di farlo per scelta esistenziale mia, indipendente da contingenze economiche reali - che si può vivere con pochissimo. Sul serio. Lo fai e (se lo fanno tutti) l'intera economia (nel caso specifico quella del mio quartiere) crollerebbe nel giro di un mese o due. Cominci a non acquistare più giornali e riviste, superflue. Limiti la spesa alimentare al minimo indispensabile con acquisti di pochi euro (pane, latte, scatolame pochissima carne e pesce) e scegli sempre ciò che costa meno. L'auto la usi il meno possibile e la cambi poi solo quando è ormai da rottamare. Niente ristorante ovviamente nè cinema. Men che mai il dolcetto domenicale, o il gelato, o il caffè al bar. Non parliamo poi di vacanze ecc... E gli abiti li sostituisci solo quando sono lisi e impresentabili. Chiuderebbero praticamente tutti. Nessun commercio potrebbe reggere, assolutamente, con simili livelli di spesa della popolazione. E sarebbe la catastrofe sociale ed economica, a cascata, in un effetto domino che si allargherebbe ad un indotto immenso. E i soldi risparmiati? In banca? Ah ah ah... Faccio notare che se non sbaglio non ho fatto altro che descrivere qualcosa di simile alle misure che vorrebbero imporre alla Grecia... Le mie conoscenze di economia sono modeste. Ma non mi sembra di aver descritto nulla di irreale: non è un ragionamento truccato. E mi chiedo perchè nessuno - in questi termini - ci rifletta mai


Il suo ragionamento è molto logico ma - mi perdoni - difetta di contatto con la realtà attuale. A quanto risulta, alcuni commercianti e negozianti al dettaglio hanno già dovuto chiudere i battenti in Italia, taglieggiati dalle tasse e annichiliti dalla concorrenza sleale della grande distribuzione (vedi il proliferare di outlet, ipermercati e via dicendo) che, come sappiamo, è in mano alle banche. Per esempio, la COOP è anche una banca, con sede in Svizzera. In questo il Brasile è un modello - negativo si intende - nel senso che qui o fai la spesa da Unilever (multinazionale USA) o la fai da Carrefour (multinazionale francese), non esistendo alimentari. Tornando all'Italia, come si giustifica quindi il tenore di vita di certe persone, lussuoso per questi tempi, che lei non si spiega? Almeno dalla realtà che c'era a Roma fino a due anni fa, la risposta che mi sono dato è che c'è un grande consumo e spaccio di droghe, prostituzione ed anche il contrabbando di armi è in aumento. Per esempio, ho letto un reportage sui Balcani in cui si raccontava la storia di un mitra. In pratica, ci sono delle persone che per 100 Euro ti portano a casa tua in 2 giorni un kalashnikov da Sarajevo a Milano o a Parigi. Il tutto avviene alla luce del sole, l'arma viaggia nel portabagagli di un auto, tranquillamente . Poi, l'arma servirà a proteggere il capitale (la droga) o a portare a segno i "colpi" (rapine, furti, ecc.). Ho fatto un esempio forse estremo, ma se ci pensiamo bene come fa a continuare a consumare un Paese come l'Italia che ha 5 milioni di disoccupati?

A. R.
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# Franco_PD 2011-10-19 18:28
Gentile Rosalina, lei mette insieme almeno due questioni diverse: gli aspetti della cosiddetta grande distribuzione legata alle multinazionali e il tenore di vita di molta gente (tantissima diciamolo pure) che risulta sproporzionato alle attuali condizioni dell'economia. Intanto (visto che ho in famiglia chi segue certe faccende economiche) le posso assicurare che già oggi ipermercati, ecc... non se la passano molto bene. Gli incrementi di fatturato sono minimi e per correre dietro ai consumi calanti debbono lanciare promozioni in continuazione (concordate certo coi produttori) tipo tre per due, addirittura 1+1 e via dicendo. Cose che vediamo tutti qui nelle quintalate di depliant che ci invadono le cassette della posta. Taluni, nonostante le apparenti "quote carrello" "battute di cassa" ed altro nel loro gergo stranissimo sono spesso sul filo del rasoio economico. E quanto ho scritto su un possibile crollo degli acquisti avrebbe al limite effetti ancor più dirompenti su QUEL mercato che sul piccolo negozio che serve il quartiere, soprattutto se a gestione familiare e se i quattro muri come si dice sono suoi. Qui si può stringere ancora un po' la cinghia e scegliere nella contingenza magari un profilo più basso di esposizione nella merce. L'ipermercato ha ragione di esistere sulla varietà dell'offerta e sul "grande" in tutti i sensi, oltre che nei prezzi che NON sempre poi sono vantaggiosi. Se scricchiola qualcosa sono cavoli amarissimi, mi dicono. E ci sono anche esposizioni bancarie da alzare da terra una mandria di elefanti. La seconda questione non me la so spiegare neppure io in verità. Tutti poveri ma tutto esaurito ad agosto e nelle vacanze natalizie. Non credo siano tutti spacciatori di droga e trafficanti d'armi. Penso invece che ci sia "un'altra" economia, quella reale che non entra nelle statistiche, e assai diversa. Fatta forse da cambialone, usura e quant'altro, ma anche risorse insospettate e non legali (tanto ma tanto "nero" ad esempio...) o forse altro di non conosciuto.
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# epound 2011-10-18 22:11
"Et dimitte nobis debita nostra
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris".
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# amsicora 2011-10-22 15:23
Lo chiese, invano, il Papa per l'ultimo giubileo.
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# Der Beobachter 2011-10-19 08:49
@ AlessandroV
E allora quelli stessi, geniali e spietati, forse addirittura "non-umani" (secondo certe teorie ed agende che non vado qui nemmeno a considerare) faranno sapere alla massa di ogni nazione, attraverso i loro ambasciatori e golem, che la
soluzione finale ed unica al problema sarà quella di una moneta unica, che porterà pace e prosperità... quella sarà davvero la prova del fuoco.
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# AlessandroV 2011-10-19 11:17
Moneta unica, certamente, ma anche psico-Polizia, politica fiscale centralizzata, riduzione draconiana delle libertà personali (in nome di un mito, la 'Sicurezza'), lavoro fino alla morte, una nuova religione e nessuna possibilità di scegliere rappresentanze politiche.

Ci governeranno con una qualche forma di socialismo bancario e saremo anche contenti, perchè non mancheranno mai gadget tecnologici quali cellulari, TV 3D, auto e moto per tutti, da acquistare a debito. Insomma saremo contenti di portare le catene.
Proprio come ora, ma con moltissima più repressione che scambieremo per protezione.
Siamo all'alba di una nuova era e non abbiamo nessuna possibilità di fuggire nè di combattere, troppo divisi, troppo ignoranti.
Il dubbio che il deus ex machina non sia umano è lecito, ma c'è di peggio... la maggiorparte dell'umanità dimostra quotidianamente di essere sub-umana.
Questo è il problema più grande.
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# raff 2011-10-19 15:36
Citazione Blondet

"La ricetta di Keen per scongiurare o alleviare un’altra Grande Depressione è semplice e non sorprendente per i lettori: si deve ridurre il livello dell’indebitame nto privato, dice, «attraverso la cancellazione unilaterale, o un giubileo. I prestiti irresponsabili fatti dalle banche non vanno onorati»".

Questa affermazione mi lascia perplesso, dal momento che la recessione del 2008 fu innescata proprio dall'insolvenza dei mutui subprime, cioè proprio dalla cancellazione unilaterale del debito da parte dei debitori (anche se forzata), che mise in crisi il sistema bancario.

La deflazione che ne seguì non tardò a manifestarsi sull'economia reale con il crollo dei consumi, la caduta della produzione industriale e la disoccupazione in costante crescita (vedi grafici su: www.assbb.it/CMI/2011_02_03.pdf).

Le politiche di Quantitative Easing 1 e 2 messe in atto dalla FED, se pure hanno creato l'illusione di una effimera ripresa, nel lungo periodo non sembrano efficaci nel contrastare una crisi del sistema monetario e finanziario, che è, sia strutturale che globale.

Quanto alla riduzione dell’indebitame nto privato, perché sia efficace nel rilanciare consumi e attività produttive, dovrebbe essere realizzato incrementando sostanzialmente i redditi di operai, impiegati e perché no, dei pensionati.
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# Catello 2011-10-19 19:48
Io di economia non me ne intendo, come neanche di nessuna altra cosa, solo tento di capire quello che vedo, a prescindere dai giornali e dagli esperti.
La somma di denaro che è stata prestata dalle banche con mutui subprime e non è stata restituita dai mutuatari penso che sia rimasta in tasca di chi ha venduto loro le case, che hanno così potuto pagarsi le spese ed ottenere un guadagno. E’ una cifra colossale, esente da debito, che sarebbe mancata al sistema economico, ed alle stesse banche che hanno finanziato i costruttori, se le case fossero rimaste invendute. Inoltre le banche hanno fabbricato dei titoli tossici che incorporavano questi mutui inesigibili e li hanno venduti anche all’estero portando altri soldi freschi nel sistema economico americano.
Quindi il fatto è che NONOSTANTE l’enorme boccata di ossigeno dovuta al mancato pagamento dei mutui subprime la situazione era talmente malandata, a causa dell’enorme debito privato verso le banche e pubblico verso l’estero, che in America va ancora verso depressione e le banche sono ancora in pericolo, nonostante che continuino ad approvvigionars i dalla FED, e dall’estero con ogni sorta di speculazioni.
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# Pietro G 2011-10-19 20:49
Raff, il problema è che non è possibile aumentare i salari, e quindi neanche le pensioni, in regime di globalizzazione . Se il marocchino all'angolo vende le mele a 0.99€ al chilo tu non puoi venderle a 2€ perchè non te le compra nessuno. Anche la forza lavoro costa e quando questa è a disposizione sul mercato globale il costo tende ad andare al valore medio pesato, cioè un po' più alto del salario cinese ma molto al di sotto di quanto sarebbe necessario per vivere in un Paese come l'Italia. L'indebitamento degli Stati e, in parte, la brutta condizione delle banche europee sono proprio il risultato del tentativo di sostituire il reddito vero, da lavoro, con in debito. Io sto leggendo sui siti dei giornali europei articoli sempre più apocalittici che descrivono il leader europei in preda al panico. Nessuno di questi giornalisti o leaders politici ha però il coraggio di avanzare proposte che vadano contro gli interessi della lobby finanziaria internazionale; per esempio la de-mondializzazion e, la separazione di banche di investimento e quelle di deposito, il divieto di alcuni derivati e di ottenere credito per attività puramente speculative, ecc. Questi dovrebbero essere i passi necessari prima di procedere oltre altrimenti i fondi salva Stati non servono a niente.
Quanto poi ai contestatori dell'ultima ora, ho visto lunedì sul programma di Gad Lerner le loro proposte: una cosa semplicemente penosa. Spero solo che questi giovani non arrivino mai a posizioni di responsabilità perchè allora è finita davvero.
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# Franco_PD 2011-10-20 05:44
Del tutto d'accordo. La frase poi "sostituire il reddito vero, da lavoro, con il debito" è veramente centrata, e illuminante dell'insieme.
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# Lukas 2011-10-20 14:05
Cito un piccolo esempio cui sono a conoscenza diretta. Mi rialaccio al commento di Franco_Pd su un'altra economia. Vi sono parecchi mie colleghi che hanno un doppio lavoro, il più delle volte in nero e sono persone non bisognose o costrette al secondo lavoro per campare. Questo sistema moltiplicato per un numero x è enorme. Si tratta di lavoro sommerso non conteggiato che sfugge ai controlli alle statistiche e importante toglie lavoro a chi ne è privo.
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# Franco_PD 2011-10-20 14:28
Io mi sono fatto l'idea che certi statali (e non solo) doppiolavoristi in nero intendano il loro lavoro ufficiale solo come fonte di futura pensione. Ma i quattrini li facciano con il nero, in realtà. Conobbi molti anni fa un simpatico "lettore del gas" che si dichiarava disponibile a controlli e manutenzioni sull'impianto per una cifra modica, e ritengo fosse anche bravo. Per non parlare di chi venne a montare la linea telefonica nel mio ufficio, che mi prospettò la possibilità (chiamando la squadra extralavoro) per modifiche vantaggiose allo stesso, che dubito fossero legali, ma mi assicurarono che "sarebbero state eseguite a regola d'arte...". Allontanai questi soggetti sordidi.
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# amsicora 2011-10-22 15:27
Sì, contrariamente alla vulgata de sinistra secondo la quale "i dipendenti pubblici sono gli unici che pagano le tasse fino all'ultimo centesimo", in realtà molti fanno il doppio lavoro in nero.
Non è nemmeno vero che "pagano le tasse fino all'ultimo centesimo", perché accade l'esatto contrario.
I dipendenti pubblici sono pagati con le tasse versate dai lavoratori del settore privato.
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# aloisius 2011-10-20 16:33
@ Alessandro V

"Ai vertici ci sono persone estremamente colte ed intelligenti, lucide e ciniche, sottovalutarli è da stupidi".

Bisogna vedere quello che si intende per cultura e intelligenza. La sete inestinguibile di potere che si basa esclusivamente sulla menzogna e la distruzione, sono piuttosto un segno di alienazione diabolica.
Quella sì che non è da sottovalutare.
La verità che c'è dietro alle quinte sfugge alla stragrande maggioranza.
Il colto Churchill diceva che la verità è un bene così prezioso da doverla nascondere.
E' un cinismo squisitamente british che ha fatto e fa sempre testo e predomina su tutto il resto.
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# AlessandroV 2011-10-20 17:41
La menzogna e la distruzione sono "mezzi" atti a raggiungere uno scopo.
Chi non si fa scrupoli ad usarli è "cinico".
L'intelligenza e la cultura servono ad avere una "visione" strategica del presente (senza trascurare nulla della Storia) dalla quale partire per pianificare tattiche per raggiungere uno o più obiettivi.

Il "potere" non può essere compreso ne tantomeno anticipato, se si continua a ragionare con la morale, la religione o qualsiasi altro limite umano.
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# essebi 2011-10-20 23:58
Mi rifaccio all'ultima parte dell'articolo.
L'ultimo Geab di Europe2020 prevede la sparizione tra il 10% e il 20% delle banche entro il 2013.
Che possa esserci il mini giubileo?
Tra l'altro mi par di ricordare che Francia e Germania stiano litigando su quanto far perdere alle loro banche...
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# aloisius 2011-10-21 16:09
Il "potere" non può essere compreso ne tantomeno anticipato, se si continua a ragionare con la morale, la religione o qualsiasi altro limite umano.

Bingo. L'arroganza è quel velo sottile dietro al quale solitamente si nasconde il nulla.
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# Katto 2011-10-23 08:25
Direttore, ha letto questo documento? Buona domenica

http://www.linkiesta.it/sites/default/files/uploads/articolo/troika.pdf
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