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I Paesi protezionisti sono nel boom
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La grande depressione che ci travaglia, non è di tutti: la crescita mondiale sarà del 5% nel 2012, secondo l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Vuol dire che ci sono Paesi che crescono. Cina, India, Russia, Brasile, Argentina. Come per caso, sono tutti Paesi che si sono sganciati dalla chiesa dogmatica liberista ed hanno adottato misure di protezione.

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L’Argentina, per esempio, ha una crescita per il 2011 dell’8,3%, un livello cinese. Dal dicembre 2001 quando dichiarò la bancarotta e bloccò i conti dei risparmiatori nelle banche per svalutare la moneta (che prima era agganciata al dollaro, dunque sopravvalutata) del 70% e passa, sono stati per la popolazione mesi terribili, sull’orlo della fame. Ruppe anche con il Fondo Monetario e con le sue ricette. Uno strillo si levò dai mercati finanziari globali: non vi faremo più credito! Sarete puniti! E così è stato.

Di fatto, essere tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali su cui indebitarsi, ha obbligato l’Argentina ad equilibrare il suo commercio estero, avendo di mira l’autarchia e per evitare di dover svendere i suoi attivi ai creditori. La sua popolazione ha dovuto stringere la cinghia per due anni, ma l’abbandono della macina da mulino del debito e la svalutazione l’ha resa più competitiva.

Cristina Kirchner
  Cristina Kirchner
La moneta forte agganciata al dollaro rendeva più conveniente comprare le merci all’estero che produrle in casa, con dissanguamento di valuta. Il governo Kirchner ha adottato una politica industriale autoritaria, che dà i suoi frutti: prima, importava dall’estero il 96% dei telefoni cellulari. Oggi il governo ha costretto la RiM (Research in Motion, multinazionale) – se non vuol perdere il mercato argentino – a produrre e ad assemblare in Argentina i suoi Blackberry, anche se il costo del lavoro è 15 volte superiore a quello asiatico. Come? Imponendo delle quote, ossia dei limiti, a queste importazioni al 20% del mercato.

Altre misure hanno mirato a ridurre la dipendenza estera di certi settori, dagli elettrodomestici al tessile e ai giocattoli. In quest’ultimo caso, la produzione locale è passata dal 5% dei consumi nel 2003, al 30% di oggi, e il governo punta a diminuire le importazioni del 45%. Come? Con una tassazione delle importazioni, e se non basta, con puri e semplici divieti: per esempio, è oggi illegale importare le bamboline Barbie, che si dichiarano americane, ma che sono fabbricate in Cina.

Nell’Argentina d’oggi, un’impresa è considerata straniera (e quindi soggetta a quote e dazi) dal momento che il 25% del suo capitale è detenuto all’estero. A certe aziende che importano prodotti di lusso – come la Nordenwagen, che vende le Porsche – è stato imposto di sviluppare in cambio attività da esportazione (nel caso, nel settore agricolo: vino, frutta, ortaggi).

Il governo ha recentemente posto limiti all’acquisto di terre da parte di stranieri. Ciò ha colpito (occorre dirlo?) la Cina, che ha risposto con ritorsioni, ponendo una sovrattassa all’olio di soia argentino.

È un prezzo che i dirigisti argentini ritengono di poter pagare, come l’inflazione all’8% (ma era del 45% nel biennio del dopo-default) che considerano una «necessità funzionale» in vista dei vantaggi di una moneta debole, del tasso di disoccupazione che è fortemente abbassato, e di molte attività industriali che sono state ri-localizzate in patria. (La fin de la mondialisation commence par l'Argentine)

Il Brasile, dal 2009 ad oggi, ha visto aumentare l’importazione di auto estere dal 16% al 23%. Rimedio subito trovato: ha imposto un dazio del 30% su tutti i veicoli fabbricati al di fuori del Mercosur, il mercato comune sudamericano. Altre tasse colpiscono l’elettronica di consumo, sicchè i tablets prodotti in Brasile sono di un terzo meno cari di quelli importati dall’estero. Foxconn (il gigante cinese che ha avuto qualche problema recente con i suoi dipendenti: suicidi in massa) ha annunciato che aprirà una fabbrica in Brasile per i suoi iPads.

Come l’Argentina, il Brasile ha posto severi limiti all’acquisizione di terreni agricoli nazionali, un’altra misura anti-cinese che è costata al Paese l’annullamento di 15 miliardi di dollari di investimenti nel settore. Anche l’estrazione del petrolio nazionale è sostanzialmente vietata alle multinazionali estere, alle quali si offre, al massimo, una quota di minoranza nella compagnia nazionale Petrobras.

La Cina è notoriamente un modello di protezionismo con tutti i mezzi anche sleali: approfitta dell’apertura commerciale di Europa ed USA per esportare, mentre protegge con metodi dichiarati ed impliciti i produttori nazionali. Lo fa anzitutto tenendo artificialmente sottovalutata la sua moneta (attualmente al 50% in meno rispetto all’euro) che se fosse abbandonata alle libere fluttuazioni dei mercati sarebbe oggi molto più forte – senza che, stranamente, l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) che suole sorvegliare l’adesione al liberismo americano-anglosassone, imponga le multe miliardarie che commina ad altri Paesi per violazioni meno patenti al sacro libero commercio.

Quando lo Stato cinese ha deciso di sviluppare un’industria automobilistica nazionale, ha posto un dazio sull’importazione di auto estere pari al 100% del prezzo. I fabbricanti esteri sono stati così obbligati ad aprire fabbriche sul posto; il governo ha imposto loro di affiancarsi un partner locale, detentore di metà dell’impresa, ciò che ha assicurato il trasferimento delle tecnologie. Non basta: anche le parti di ricambio sono state colpite da dazi gravosissimi, onde far venire nel Paese l’intera filiera automobilistica. Ottenuto il suo scopo, Pechino ha abbassato i dazi sull’import di auto (che restano tuttavia del 35%) anche se i produttori locali ormai producono ed esportano a pieno ritmo i loro veicoli, inizialmente copie spudorate dei modelli occidentali.

Stessa tattica è stata usata per il settore ferroviario: nel 2009, quando la francese Alstom ha cominciato a lamentare la chiusura cinese per i suoi TGV che fabbricava in Cina, la Cina già esportava i suo TGV copia conforme dei supertreni francesi. Dal 2010 i produttori cinesi di telecom vincono dei contratti (anche statali) in Europa a danno dei produttori nazionali, mentre al contrario, in Cina, le autorità hanno creato un catalogo di prodotti informatici che le amministrazioni (statali e locali) sono autorizzate ad acquistare: non stupirà sapere che sono rigorosamente prodotti i cui marchi e brevetti sono stati depositati inizialmente in Cina e detenuti da una azienda cinese.

I Paesi del Sud-Est asiatico, inutile dirlo, seguono l’esempio cinese con straordinario zelo. Dovunque in quell’area, il 95% delle auto in circolazione sono nazionali, contrariamente a quel che si vede in Europa ed USA. Hanno capito l’ovvio: ossia che se avessero aperto anarchicamente i loro mercati interni alle merci estere, non avrebbero mai potuto costruire una forte industria; come già insegnava il tedesco Friedrich List (il creatore dell’economia politica) un’industria nascente ha bisogno di protezione per potersi sviluppare e diventare concorrenziale sui mercati mondiali.

Una lezione che l’Europa ha insegnato al mondo, e che oggi ha dimenticato a favore del dogma ultra-liberista anglosassone enunciato da Adam Smith, il grande avversario di List.

Gli esempi sudamericani sono illuminanti: là si fabbricano Blackberry e iPads che nessuno pensa più di poter costruire in Europa, visto che conviene comprarli da Cina, Taiwan, Sudcorea. Come mostrano Argentina e Brasile, è questione di volontà politica. L’Europa potrebbe imporre dall’oggi al domani delle quote su tali importazioni, obbligando i produttori stranieri desiderosi di invadere l’enorme mercato europeo, Apple, RiM o Foxconn, a far assemblare i prodotti in Europa. Dopo due decenni di de-industrializzazione, sarebbe la re-industrializzazione, e la fine dell’emorragia di posti di lavoro.

La storia dell’Argentina è interessante anche per un altro motivo, perchè somiglia a quella dell’Italia sotto il tallone dell’euro. L’Argentina aveva agganciato il suo peso al dollaro sopravvalutato, noi siamo agganciati all’euro, che è il marco tedesco: gli effetti sono simili, calo drammatico dell’export, distruzione della possibilità di crescita, disoccupazione e (nonostante gli sforzi del succhia-sangue Equitalia) prossima riduzione dell’introito fiscale, conseguenza inevitabile della recessione e della perdita di reddito: dunque necessità di tagli alle spese sociali, come raccomandato dai Draghi e dai mostri eurocratico-liberisti.

Quando l’Argentina nel 2001 ha ripudiato il debito, il PIl è caduto di colpo del 10% a causa del panico finanziario conseguente. Ma si deve sapere che prima, quando la sua moneta agganciata al dollaro era forte, il PIL era già calato di un altro 10% dal 1998 al 2001. Il tasso di disoccupazione è sceso dall’orribile 23% del 2002, all’attuale 7%. E la crescita, dopo la svalutaziuone del 72% abbiamo visto, è sull’8%.

Si noti che da allora, ossia da circa dieci anni, l’Argentina non ha più chiesto un dollaro in prestito ai mercati finanziari internazionali. È una scelta politica, che ricalca quella della Russia di Putin di qualche anno fa (oggi la Russia ha scelto di tornare sui mercati, perchè è sicura di sè e sta accumulando oro fisico a man bassa nella sua Banca Centrale).

In generale, tutti i Paesi che sono in crescita adottano misure protezioniste; tutti i Paesi in crisi, Europa ed USA, adottano il liberismo (gli USA molto parzialmente sull’agricolura). Una classe politica responsabile e patriottica ne trarrebbe le conseguenze.

È l’euro, troppo forte, che ha fatto aumentare la disoccupazione in Italia, Spagna e Portogallo e Grecia, costringendo le industrie a delocalizzare (o a chiudere). È il servizio del nostro immane debito pubblico a strangolarci, con l’esborso di 90 miliardi di euro l’anno in interessi da pagare agli stranieri.

Credere che svendere il patrimonio pubblico sia la soluzione, è un miope errore, favorito dai suggeritori e dai complici (Draghi & Mostri) della finanza anglo-americana: se una famiglia non torna a guadagnare, la svendita dei gioielli di famiglia una tantum non risolve il problema, perchè esso si presenterà di qui a un anno. E non avremo più gioielli da vendere. E per crescere, bisogna che l’euro svaluti. O bisogna uscire dall’euro. O almeno minacciarlo.

E invece che facciamo?

L’accordo europeo non funzionerà.

Abbiamo accettato, con la lettera di Berlusconi, di tagliare, tagliare, tagliare, diventare più austeri, più flessibili... Nel quadro del cosiddetto accordo raggiunto da Sarkozy-Merkel, che ce lo impongono per il bene delle loro banche demenzialmente esposte.

  
Dopo questo accordo, le Borse hanno brindato salendo alle stelle, le banche hanno visto risalire le loro azioni a livelli stellari. Hanno brindato alla notizia che il FSEF (il cosiddetto fondo salva-Stati) è stato aumentato da 440 miliardi a 1.000 miliardi. Hanno ragione a brindare: per la speculazione, sono soldi che essa divorerà nei prossimi mesi, dopo di che tutto il problema tornerà come prima. Per le banche, il brindisi è dovuto alla loro ricapitalizzazione con soldi pubblici, 110 miliardi. I loro interessi sono stati protetti. I nostri no.

L’accordo non ha affrontato alcuno dei problemi strutturali che ci travagliano, ossia la crisi d’insolvenza e di contagio della zona euro. Vediamo perchè.

Le banche creditrici, così strombazzano i media, dovranno accettare un taglio del 50% sul debito greco, alleggerendo di altrettanto la povera Grecia. La cosa è diversa: sono sì tagliati della metà i crediti, ma quelli delle sole banche, non i prestiti avuti dalla BCE: un taglio di 100 miliardi e non di 180. Per la Grecia, l’allegggerimento è del 27,8%, non del 50% sul debito. Il debito greco sarà ridotto... al 120% del PIL.

Si è deciso che la Grecia è in grado di servire un debito così benignamente ridotto? E sia: pagherà, pagherà, servirà il debito, cioè restituirà il capitale e i suoi interessi (che sono saliti a livelli fantascientifici) e continuerà a pagare fino all’implosione sociale... Questo sarebbe il salvataggio della Grecia.

Il Fondo salva-Stati (cosiddetto: sarebbe il Fondo salva-banche) si trasforma in un fondo di garanzia: dei suoi teorici 440 miliardi, 200 saranno destinati a garantire il 20% dei nuovi debiti che contrarranno i Paesi in difficoltà, i PIIGS. È da qui che nasce il preteso aumento a mille miliardi strombazzato dai media.

Si tratta in realtà di un aumento della capacità di nuovo indebitamento (200 diviso 0,2), che è una follia: curare l’eccesso di debito con altro debito, e che naturalmente non basterà: lo stesso Barroso ha valutato che occorrevano 2.200 miliardi di euro per creare una paratia anti-speculativa per Grecia, Spagna e Portogallo. La speculazione internazionale avrà una garanzia parziale sul nuovo debito italiano, il che non le impedirà di continuare a pretendere il 6% (il doppio dei tedeschi) sui BTP decennali, esattamente come prima: soldi che divorerà come prima e più di prima, finchè il Fondo non si esaurirà.

La ricapitalizzazione delle banche: 110 miliardi. È insufficente; la stessa EBA, Agenzia Bancaria Europea, valuta il bisogno in 147 miliardi, e senza contare le norme strette di Basilea II, che aumentano l’obbligo di riserva dal 7% al 9% da giugno 2012. Ciò significa che le banche continueranno a negare il credito o a darlo col contagocce, perpetuando e aggravando il credit crunch che sta inabissando nella recessione l’intera Europa. È la conseguenza del fatto che l’emissione di moneta, invece che agli Stati, è stata demandate alle banche e al libero gioco del mercato. (A proposito: siete sicuri che il valore del vostro immobile, la prima o seconda casa, sia ancora quello del boom? Senza mutui facili, la vendita è resa impossibile; senza i mutui bancari, il mattone non è più l’investimento sicuro, liquidabile a piacere, in crescita continua...). (Sapir: l'accord signé ne fait que prolonger l'agonie de l'euro)

Inoltre, l’accordo Merkozy fa un patetico appello ai Paesi emergenti, Russia, Cina, Brasile, perchè contribuiscano al nostro salvatagggio. La Cina lo farà (Russia e Brasile no) il che significa che l’Europa si priva di ogni margine di manovra rispetto a Pechino: si vieta in anticipo ogni tentativo protezionista (l’ha notato persino Cohn Bendit) e si dichiara a gambe aperte un mercato-prostituta per le merci cinesi, un puro mercato sempre più de-industrializzato, con sempre meno posti di lavoro qualificati.

L’indipendenza d’Europa è resa impossibile anticipatamente, come forse volevano i britannici e gli americani. Ray Dalio, un commentatore principe del Financial Times, il 24 ottobre scorso ha scritto che l’attuale situazione sociale di frustrazione e di rabbia contro la palese impotenza dei governi europei è «lo stesso clima per cui nel 1933 fu eletto Hitler». Quel mostro che abolì la mediazione dei cambiavalute nel commercio internazionale attuando il baratto su scala globale, e che rese la Germania l’unico Paese a pieno impiego nel gelo della Depressione 1929-39. Un rischio che i brit-americani non vogliono più correre. (Risk on the rise as political leaders give in to mob rule)

A cosa serve dunque l’accordo, se condanna comunque la Grecia a pagare il debito, se mantiene l’euro troppo forte, il nostro indebitamento ad interessi passivi troppo alto e ci mette in mano alla Cina come mero mercato?

Serve a guadagnare sei mesi di tempo. Tanti quanti ne occorrono a Sarkozy per non presentarsi alle presidenziali del 2012 con l’aura dell’uomo che ha provocato il disastro, tanti quanti ne occorrono alla Merkel, tanti quanti ne occorrono a Berlusconi. Tutte elezioni e votazioni che avverranno nel 2012.

L’agonia dell’euro è prolungata fino ad allora. Poi, dovrà vedersela la prossima classe dirigente, cosiddetta.



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Commenti  

 
# amsicora 2011-10-28 16:01
Grazie al direttore apprendo che
1- in Italia, nonostante la spesa pubblica abbia raggiunto il 52% del PIL e la pressione fiscale il record del 44%, vige il liberismo...
2- Al governo non c'è il "competente ministro" bilderberg, ma Draghi, che ricordo, è stato mandato da bunga-bunga e da bilderberg alla Banca d'Italia prima e alla BCE poi.
3- Ci sono tagli alla spesa pubblica, anche se passerà dai 775 mld del 2008 agli 860 mld del 2014, con 120 miliardi di tasse in più ed Equitalia e agenzia delle entrate scatenate dal succitato "competente ministro" bilberberg; non si finisce mai di imparare...
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# amsicora 2011-10-28 18:16
errata corrige:
2- Al governo non c'è Draghi, che, ricordo, è stato mandato da bunga-bunga e da bilderberg alla Banca d'Italia prima e alla BCE poi, ma il "competente ministro" bilderberg.
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# Milo Dal Brollo 2011-10-28 18:29
Ma per forza da noi vige il liberismo-statalismo: Gianni Letta è stato eletto consulente della Goldman Sachs dal 2007, non lo sapevi?

Da un occhio a questi preparati e puntigliosi anarchisti: http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=451

Nemici sì, ma decisamente autentici e ben informati a quanto sembra!
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# sdmeffe 2011-11-10 08:55
Condordo. Più che nemici dovremo considerarli "preziosi avversari", con la sfumatura dell'accezione che lascio a te cogliere.
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# EsseDueComo 2011-10-28 16:17
Come mi piacciono questi suoi articoli Dottor Blondet..
Grazie, semplice ed efficace come sempre.
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# MarcoS 2011-10-28 17:09
Amsicora 28 ottobre 2001

Guardi che il direttore ha detto una cosa diversa: il dogma liberista - o meglio, liberoscambista - è quello che vige fra i nostri padroni angloamericani, e di conseguenza è fatto proprio dai loro maggiordomi italioti al governo - e all'opposizione... senza dimenticare il Badoglio al Quirinale - della colonia meglio nota col nome di repubblica italiana.
IN PIU' nella nostra colonia ci cucchiamo anche quello che dice lei: spesa pubblica ipertrofica e tassazione demente; ma si tratta semplicemente del prezzo che noi schiavi dobbiamo pagare per garantire gli appannaggi dei maggiordomi di cui sopra: al governo, all'opposizione, al Quirinale e giù giù fino alle municipalizzate e ai vari enti inutili...
Insomma cornuti e mazziati al quadrato: siamo vittime di una micidiale mistura di liberoscambismo -liberismo per i poveracci e di spesa pubblica+tassaz ione per le caste parassitarie che ci (s)governano per conto dei loro referenti stranieri... allegria!
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# amsicora 2011-10-29 10:27
Ora la tesi è più chiara.
Non dimentichiamoci che il vero problema è che l'Italia, coi trattati europei, ha perso prima la sovranità legislativa (le "leggi" europee decise dai burocrati di Bruxelles prevalgono su quelle votate dal parlamento, così come le sentenze della Corte di Giustizia Europea prevalgono su quelle dei giudici italiani) e poi la sovranità monetaria, al punto che oggi l'Italia non può più svalutare la propria moneta o stamparne altra.
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# PIERO61 2011-10-28 17:15
Salve,
quindi il "male assoluto" non era per niente male (almeno in campo economico).
Vado volutamente fuori tema... alluvione nello spezzino: morti, devastazioni, paesini cancellati, strade, ferrovie interrotte perchè i letti dei fiumi e dei torrenti non erano puliti dalle piante infestanti. Perchè? Perchè grazie alla sinistra ecologista e alle sue leggi non si può togliere neanche la legna secca dai boschi (così d'estate bruciano meglio) non si possono pulire o dragare i letti di torrenti o fiumi, non si possono NEANCHE raccogliere le foglie secche per concimare (solo ogni 5 anni), ottime per le patate. Ma forse sono meglio i concimi chimici delle multinazionali.
Finchè non passiamo a fil di spada questa gente, abbiamo ben poche speranze.
Cominciamo con gli ecologisti e finiamo con gli economisti.
Saluti
Piero e famiglia
... ah, io le foglie le prendo tutti gli anni... denunciatemi.
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# angeloderosa 2011-10-28 18:06
SEMPRE MOLTO PRECISO... COMPLIMENTI.
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# andrea.4463 2011-10-28 18:27
Con questo articolo ha dato una risposta a tutte le mie email, grazie.
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# sursumcorda 2011-10-28 18:31
Bel quadretto!
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# Kirk79 2011-10-28 18:37
Buongiorno direttore,
in questa ottica di imminente disastro ritiene opportuno acquistare metalli preziosi?
Se sì, è preferibile la forma cartacea (ETC) o la forma fisica (meno liquida ma più... REALE)?
la ringrazio anticipatamente
Claudio da Cremona
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# Maraffio 2011-10-28 18:45
A margine dell'articolo posso dire che il duo "Culona-Nanoleone" mi stia sul c... con la loro pretesa di essere il Direttorato di questa sfigata Europa?
Lo so benissimo che noi italiani abbiamo qualche grana in generale e non possiamo di certo tirare la prima pietra, ma ho un senso di fastidio nei confronti del duo sopracitato.

Tornando a bomba, mi sarò perso qualche articolo od ho una labile memoria, ai tempi in cui non esisteva FdF o in cui non ne ero a conoscenza di questo pregevole sito, potevo solo leggere articoli di giornale (ovviamente quelli soliti) in cui si magnificava il liberismo con le relative delocalizzazion i, cosa che permetteva il dissanguamento occupazionale italiano/europeo nei medi/lunghi tempi a favore dei Paesi del Terzo Mondo (Cina compresa, nonostante la loro ipertrofica crescita economica, grazie alla loro popolazione numerosissima disposta a lavorare per qualche briciola di pane), ma nessuno nelle alte sfere o chi per loro aveva un minimo dubbio sulle conseguenze??? C'è davvero la possibilità fattibile di fare il giusto protezionismo in questi tempi merdosi, al netto degli invertebrati italici/europodi politicamente corretti di cui ovviamente non ci dobbiamo affidare?
Mi ritengo fortunato di avere come armatura intellettuale gli articoli di questo sito con il Direttore Maurizio Blondet, insieme agli altri collaboratori; continuate così.
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# Pietro G 2011-10-28 18:55
Sono anni che dico che non si può più accettare questo mondialismo perchè comporta un trasferimento netto di ricchezza ai Paesi asiatici.
I nostri economisti da strapazzo queste cose le sanno benissimo ma fanno finta di non vedere, per motivi ideologici, che noi siamo (insieme agli americani) ormai da 30 anni i perdenti della mondializzazion e.
Il furto di tecnologia e di know how che c'è stato in questi anni è qualcosa che la grida vendetta e che si può spiegare solo con l'idiozia terzomondista e antirazzista che ha conquistato menti e cuori dei cosidetti leader occidentali dal dopoguerra ad oggi. Hanno ipotecato il futuro delle prossime generazioni e si sono dimostrati incompetenti e indegni di guidare un Paese.
E che dire dell'accordo salutato ieri con euforia dai mercati, euforia che è già sparita il giorno dopo? Per favorire l'ingresso della Cina nei Paesi creditori ci siamo sparati sui piedi perchè ormai sarà impossibile imporre dazi oppure chiedere che venga rivalutata la moneta cinese.
Quelli lì, come condizione per il finanziamento del debito, non solo vorranno libero accesso al mercato europeo ma anche libero accesso alla (o libero furto della) tecnologia europea, senza pagare niente. Da Paesi colonizzatori siamo diventati Peasi colonizzati. Per dirla come il Berlusca: sic transit gloria mundi.
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# Franco_PD 2011-10-28 19:08
Chiarissimo, bellissimo, tristissimo... Però, visto che dove SI VUOLE anche SI PUO'? Feroce e calzante il termine "Merkozy", un acronimo che dovrebbe divenire di uso corrente e spregiativo. Mi piacerebbe anche che il Direttore dedicasse uno spazio alle enormità delle novità sul fronte dei licenziamenti "facili" di cui si parla in questi giorni. Da professionista e nemico di quelli "col sedere nel burro" col posto blindato (statali ma non solo) ho sghignazzato inizialmente alla notizia. E i sindacati si preparano a dare battaglia, anche se all'estero certe misure sono già operative (basta chiederlo ai miei amici spagnoli ai quali ho portato io dei soldi...). Però poi ho ascoltato il TG1 delle 13,30 di oggi. Giornalista tronfio più universitario giuslavorista commentatore, giovane e rampante. Quelli che verranno fulminati saranno "i soggetti privi delle necessarie competenze". E verranno sostituiti da "giovani", ai quali sarà finalmente aperto il mondo del lavoro. Il concetto è stato ripetuto più volte, fino a farlo comprendere nel suo reale significato. Si intendevano gli "over"... Nel fondo schiena riceveranno il siluro gli oltre cinquantenni, è chiaro, candidati alla conseguente inoccupabilità. E con faccia di bronzo nelle scorse ore si è già parlato dello slittamento a 67 anni dell'età pensionabile. Dei poveracci ritenuti non più adeguati ai tempi verranno buttati per la strada con un po' di quattrini in mano (con i quali camperanno al massimo uno o due anni a cinghia stretta) e nel paio di lustri che li separeranno dalla pensione vivranno forse d'aria? Silenzio di tomba sulla questione. Anche la sinistra - che protesta - piani alternativi non ne propone, se non quello classico di derubare chi invece i quattrini se li è fatti, anche onestamente. Mi pare che dovunque si guardi si veda solo il peggio. E Blondet con tranquillità ci fa invece vedere che dove si vuole si può...
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# Antonio_1234 2011-10-31 09:17
Caro Franco_PD, a questo si aggiunga che i cosiddetti "gggiovani" saranno "neo-assunti" alle condizioni di oggi, ossia con contratti "atipici" e senza garanzia alcuna. Doppio vantaggio per chi specula sulla vita umana.
Ad ogni modo, quando vedo che la cosiddetta "capitale d'Ita(g)lia" viene sostanzialmente paralizzata per una mattinata intera causa apertura di un nuovo centro commerciale che vende gli smatphone e le televisioni LCD sottocosto, con gente che si è accampata la sera prima in tenda per non perdere la precedenza, non posso far altro che constatare che ci meritiamo tutto quello che stiamo vivendo e tutto quello che verrà.
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# AlessandroV 2011-10-28 19:23
Per i professionisti come me la pressione fiscale è presto calcolata:
fattura con totale di euro 121,00 di cui
euro 21,00 IVA
euro 20,00 ritenuta d'acconto
euro 26,00 INPS
quindi euro 121,00 - 67,00 = euro 54,00.
L'imposizione fiscale diretta è al 55,37%
Poi in fase di dichiarazione dei redditi ci sono altre tasse da pagare, che si aggiungono alle tasse locali.
L'imposizione totale supera il 70% del fatturato.
Fatico a vivere, ho la stessa auto da 20 anni, non vado in ferie da 10 anni, ma Equitalia insegue me e quelli come me, naturalmente.
Con questi parametri il governo italiano che tipo di crescita immagina?
Con quale prospettiva si decide di dissanguare e uccidere il cavallo che traina il carretto?
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# amsicora 2011-10-29 10:32
Probabilmente l'intenzione del governo (e dell'opposizione ancora più mondialista) è quella di far chiudere le piccole imprese ed i liberi professionisti perché "poco competitivi" (Marcegaglia dixit) ed evasori, ovvero "parassiti della società" (Tremonti) e trasformarli, proletarizzando li, in salariati della grande impresa.

P.S.: Ma se gli evasori sono "parassiti" chi ruba lo stipendio in una USL o a scuola cos'è?
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# henri 88 2011-10-29 16:19
Quelli alle dipendenze di USL e scuole hanno già una tassazione consistente alla fonte. Senza dimenticare che se questi milioni di connazionali non avessero la "sicurezza" dello stipendio sicuro a fine mese, i consumi nel Paese calerebbero di sicuro.
Diciamo che un tempo il posto statale non era troppo ambito perchè "arti e mestieri" vari erano ritenuti, e a ragione, più interessanti.
Ora che il vento è cambiato, e che dall'estero potremmo importare tutto senza produrre nulla in Italia, ecco che il disprezzato impiego statale acquista nuovo smalto.
Saluti
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# MarcoS 2011-10-30 00:00
"Dall'estero potremmo importare tutto senza produrre nulla in Italia"?!?!?!
Ah si? E con che cosa le paga le importazioni? Coi "servizi" resi dagli statali/dipendenti regionali/provinciali/comunali?!
Le burocrazie pubbliche in tanto servono IN QUANTO E NEI LIMITI IN CUI - appunto - SERVONO il Paese, o la Nazione, ovvero forniscono una serie di infrastrutture utili per l'operare del settore privato... se il PRIVATO CREPA, CREPA ANCHE IL PUBBLICO!!! Guardi la Grecia!
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# henri 88 2011-10-30 10:39
Infatti, è questo il problema.
Con che cosa pagare le importazioni, e gli stipendi pubblici?
Finchè qualcuno compra i nostri titoli di Stato, siamo a posto: poi...!
Non ho vedo una soluzione praticabile.
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# amsicora 2011-10-31 15:19
Non è vero che i dipendenti pubblici paghino le tasse alla fonte, perché si tratta di una partita di giro, in quanto i dipendenti sono pagati con le tasse versate dai lavoratori del privato.
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# henri 88 2011-11-01 03:11
Certo.
Ma, poi, chi acquista merci e servizi prodotti dal settore privato?
Se i quasi 4 milioni di pubblici dipendenti "abbassano" ancora il loro tenore/ritmo di acquisto si ferma l'economia.
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# ROGAR 2011-10-30 18:09
Ormai l'obbiettivo è chiaro e vetusto, trovare di volta in volta un capro espiatorio, fare di tutta un'erba un fascio, senza invece separare il grano dalla gramigna. Tutti parassiti, evasori, cattivi.. una volta i dipendenti pubblici, poi i commercianti, gli artigiani e così via... si salvano soltanto ovviamente le multinazionali pronte ad investire in Cina e delocalizzare. Occorreva creare lo scontro di classi, divide et impera ed è quello che sta accadendo in Italia da tempo. Ci siamo cascati in tanto aiutati da sindacato, Confindustria e casta politica. Si sono diffusi veleni generalisti agli occhi dell'italiano medio, senza analizzare e provvedere dove stanno disonesti, ladri, ladroni... Ma queste caste restano a dettare politiche e ricette dei poteri internazionali, ciascuno a difendere la propria torta, a curare il proprio interesse particolare... Se esploderà il conflitto sociale sarà una caccia alle streghe, italiani contro... ecco cosa volevano questi traditori rinnegati mondialisti.

Nel 1922 un uomo mandato dalla Provvidenza ruppe il gioco e riunì per un certo lasso di tempo il popolo italiano in una terza via, nazionale, patriottica, interclassita... pur con molti limiti, errori di valutazione... Ma eravamo un Paese povero, depauperato dalla guerra e poco industrializzat o. Seppe portarlo nella modernità senza abbandonare la tradizione e l'amore verso la propria terra.
Non ci sono altre vie per uscire da questo infimo ed infido mercato del pesce. Riprendiamoci il Paese, politicamente, economicamente, culturalmente, altrimenti il baratro è alle porte.
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# Franco_PD 2011-10-29 18:31
Alessandro... devo aver già postato la mia storia. Lo scorso anno le cose mi sembravano essere andate bene. Pimpante mi presento dal commercialista che (annunciandomi una mazzata di tasse che ho dovuto pagare a rate perchè i quattrini non li avevo), mi ha pure detto che "non ero congruo". In pratica quanto guadagno svanisce, si vaporizza tutto tra tasse e spese. E lo Stato pure, occhiuto, tramite il mio commercialista mi fa sapere che non è ancora soddisfatto, e che dovrei "guadagnare" di più per soddisfare la sua avidità. Ti prende rabbia e depressione, e non sai quale tra le due "scegliere".
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# cattolicocritico 2011-10-28 19:42
Caro Direttore, il governo Belrusconi navigherà fino al 2013 e la crisi non morderà così tanto da mettere in pericolo la stabilità del governo Berlusconi, che è come un calabrone, vola, ma non si sa come ci riesca. Infine debbo esprimere il mio scetticismo che il sistema capitalistico vada incontro ad una crisi epocale, perchè non ne vedo i presupposti pratici. Primo gli italiani sono ricchi e riempiono i ristoranti la sera, secondo l'edilizia convenzionata nella mia regione va che è un piacere, vicino a casa mia sta sorgendo un grosso complesso edilizio con il contributo regionale al 50%, terzo il numero dei SUV che mi tagliano arrogantemente la strada non accenna a diminuire, anzi crescono, quarto scendevo due settimane da Torino in aereo e vedevo che il volo Torino-Trapani era strapieno. Si rassegni direttore i selvaggi col telefonino sono ben lontani da aver problemi, il capitalismo ha superato ben più gravi crisi di questa brezza di grecale a cui hanno abbonato senza problemi il 50% del debito e nessuno in Francia e Germania sta soffrendo realmente. Saluti direttore, gradita sarebbe una sua replica.
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# Occidente 2011-10-29 11:07
Il giorno prima che Costantinopoli cadesse si accese una disputa davanti al basileus su chi nominare ambasciatore presso la Serenissima.
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# albertotardivo 2011-10-28 19:58
Organizziamoci ed agiamo!
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# oriundo06 2011-10-28 20:34
Non sono un economista e dunque chiedo venia, ma le cifre del debito mi paiono inquinate da due fattori difficilmente contestabili, almeno per me:
- I bilanci degli Stati sono tutti ampiamente truccabili o truccati 'sic et simpliciter'. Del resto chi li controlla sono organi statuali: per definizione organi di Stati sovrani, obbligati per legge al principio di subordinazione gerarchica. I dati veri non li sappiamo, oltretutto non è possibile controllare quelli ufficiali in dettaglio, posta per posta (almeno ch'io sappia, anno per anno e origine e destinazione...).
- Non conosciamo esattamente i beneficiari dell'incremento, fino al raddoppio, del debito italiano dall'introduzione dell'euro ad oggi. Non escluderei assolutamente sino a prova contraria che siano serviti sotterraneament e - e con il beneplacito obbligato degli altri partner europei se non addirittura a loro comando, date le 'buche' evidenti del sistema finanziario pubblico italiano, più idoneo a cammuffare ed a distrarne le poste che quello francese o tedesco - a finanziare le economie di cartapesta dei Paesi dell'Est, in primis la Polonia, ma anche ad esempio di Romania (ma forse anche il Paese del chiagni-e-fotti). Il tutto per continuare la farsa del 'capitalismo' privato 'buono', a differenza di quello pubblico, comunista e perciò cattivo...
Dunque infine: all'origine c'è sicuramente un problema contabile di minori entrate e maggiori spese per interessi dovuto alla crisi. Ma quando sento parlare di sacrifici, di tagli (specie all'istruzione, alla sanità e a quello che costituisce il nerbo della forza di una nazione) ecc., mi viene sempre in mente 'ghevurà' e chi manipola ad arte le leve dell'economia per asservire quei popoli ancora provvisorioriam ente liberi: in attesa di essere de-natalizzati e poi definitivamente annientati.
Che dite, sto diventando paranoico?
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# amsicora 2011-10-29 10:38
Una precisazione: quella dei "tagli all'istruzione, alla sanità e a quello che costituisce il nerbo della forza di una nazione" è una truffa!

Infatti taglio non vuol dire che quest'anno spendo 100 e l'anno prossimo spenderò 90.
Vuol dire che quest'anno ho speso 100, per l'anno prossimo era prevista una spesa di 120, ma, a causa dei "tagli" spenderò "solo" 110, che è certo un taglio di 10 rispetto ai 120 preventivati, ma è sempre più di quanto ho speso quest'anno.

Altrimenti non si spiegherebbe perché, dopo 20 anni di tagli, siamo nella stessa situazione del 1992.
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# Maurizio Blondet 2011-10-29 17:52
E' esattamente come dice lei. Le caste si danno una previsione di spesa da 100 a 120, poi accettano con alte strida "tagli del 10 per cento", e si accontentano di spendere "solo" 110. E' il trucco spiegato instancabilment e da Baldassarri, l'unico economista serio nel centro-destra, trascurato e purtroppo passato a Gianfranco Fini. Ma in un Paese serio, un governo serio chiamerebbe lui alle Finanze, o all'Economia.
Maurizio Blondet
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# CESCO 2011-10-28 20:42
Oggi Berlusconi con un ritardo di dieci anni, ha capito! Ma forse neanche tanto bene, dichiarando: Che l'euro forse non funziona tanto bene. Poveri noi!
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# cgdv 2011-10-28 23:13
Una classe politica responsabile e patriottica ne trarrebbe le conseguenze.
Esatto caro Blondet, ma soprattutto in Italia da dove potrà saltare fuori, visto che qualsiasi opinione politica si abbia occorre accontentarsi del meno peggio.
A sinistra stanno pensando al veltroniano Renzi che con quell'aria da tira c... se la gioca con la livida Serracchiani.
A destra, lasciando perdere Alfano, non saranno il grigio mediatore Letta o l'asmatico Maroni a risollevarne le sorti.
Il terzo polo è una finzione di ex giovanotti falliti, disponibile a tutte le bandiere.
Passando all'Europa Unita, non è altro che il laboratorio della globalizzazione governato dai banchieri e dalle multinazionali, con al servizio gli scarti, disposti a tutto, della politica di ogni Paese membro.
Sopra volteggiano gli illuminati e gli eletti con occhio acutissimo. Quindi niente da fare.

Giuliano
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# cgdv 2011-10-28 23:18
Dimenticavo: complimentissim i per la foto, che vista la situazione è una scelta capolavoro.
Giuliano
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# Maurizio Blondet 2011-10-29 17:56
Vero, complimenti al nostro art director Lorenzo. Si vede bene che Berlusconi "tocca troppo", la faccia, la giacca, invade lo spazio del corpo di Sarkozy... è un comportamento da maleducato che vuol essere un cordialone, e che a nord delle Alpi (a vero dire anche a Nord del Magra) dà estremo fastidio. Vedi alla voce: Italia incivile.
Maurizio Blondet
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# sursumcorda 2011-10-30 10:11
Direttore, si faccia curare quel dente dove le batte sempre la lingua, e ci spieghi a cosa serve rispettare il galateo del menga con tipi come il marito di Carla Bruni.
Se c'ero io al posto di Berlusconi gli scompigliavo i capelli e gli davo pure una scoppola sul collo. Poi gli appiccicavo un pesce d'aprile sulla schiena con un chewing-gum masticato. Sostiene che Berlusconi sia un buffone, però pretende che faccia il damerino a corte con i clown. Ma non vede che proprio questo lo renderebbe un buffone, anzi, un provinciale e un buffone.
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# Alfio200 2011-10-29 00:06
"(A proposito: siete sicuri che il valore del vostro immobile, la prima o seconda casa, sia ancora quello del boom? Senza mutui facili, la vendita è resa impossibile; senza i mutui bancari, il mattone non è più l’investimento sicuro, liquidabile a piacere, in crescita continua...)".

In realtà, il mercato è in una situazione di stallo totale.

Chi vende, si illude ancora ci poter vendere a 240.000 euro l'appartamento che ha acquistato a 200.000 euro che in realtà è quotato 180.000 (e quotato non significa venduto). Retaggio di quando il mattone era il miglior investimento (lira ultra svalutata di anno in anno e fenomeno euro "1.000 lire un euro" che è valso, in un primo tempo, anche per i 100 milioni lire 100.000 euro).
Chi compra, sa che va ad acquistare un immobile che tra qualche anno varrà molto meno per cui vuole il suddetto appartamento a 160.000 euro o meno.
Risultato... stallo totale con disperazione degli agenti immobiliari.
Bisognerà aspettare che chi vende si trovi costretto a svendere.
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# henri 88 2011-10-29 16:26
Giusto discorso.
Tremo quando penso che svenderanno immobili statali per ragioni di bilancio.
Tali immobili, invece, potrebbero essere trasformati in appartamenti per i senza lavoro il cui numero si avvia a crescere di anno in anno.
Inoltre, le ristrutturazion i (o ricostruzioni) darebbero slancio all'edilizia che sta agonizzando.
E poi come si fa a dire che gli immobili dello Stato valgono 5 miliardi di euro?
Li valgono quando c'è qualcuno disposto a sborsarli...
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# antonello pagani 2011-10-30 12:20
Citazione Alfio200:
"(A proposito: siete sicuri che il valore del vostro immobile, la prima o seconda casa, sia ancora quello del boom? Senza mutui facili, la vendita è resa impossibile; senza i mutui bancari, il mattone non è più l’investimento sicuro, liquidabile a piacere, in crescita continua...)".

In realtà, il mercato è in una situazione di stallo totale.
Chi vende, si illude ancora ci poter vendere a 240.000 euro l'appartamento che ha acquistato a 200.000 euro che in realtà è quotato 180.000 (e quotato non significa venduto). Retaggio di quando il mattone era il miglior investimento (lira ultra svalutata di anno in anno e fenomeno euro "1.000 lire un euro" che è valso, in un primo tempo, anche per i 100 milioni lire 100.000 euro).
Chi compra, sa che va ad acquistare un immobile che tra qualche anno varrà molto meno per cui vuole il suddetto appartamento a 160.000 euro o meno.
Risultato... stallo totale con disperazione degli agenti immobiliari.
Bisognerà aspettare che chi vende si trovi costretto a svendere

CHE SUCCEDE NON SI PUO' RISPONDERE realtà è quotato 180.000 (e quotato non significa venduto). Retaggio di quando il mattone era il miglior investimento (lira ultra svalutata di anno in anno e fenomeno euro "1.000 lire un euro" che è valso, in un primo tempo, anche per i 100 milioni lire 100.000 euro).
Chi compra, sa che va ad acquistare un immobile che tra qualche anno varrà molto meno per cui vuole il suddetto appartamento a 160.000 euro o meno.
Risultato... stallo totale con disperazione degli agenti immobiliari.
Bisognerà aspettare che chi vende si trovi costretto a svendere
Citazione henri 88:
Giusto discorso.
Tremo quando penso che svenderanno immobili statali per ragioni di bilancio.
Tali immobili, invece, potrebbero essere trasformati in appartamenti per i senza lavoro il a sborsarli...


Come esperto condivido sostanzialmente le brevi opinioni espresse da Alfio, ma aggiungerei una rapida pennellata al quadro delineato: la qualità e la posizione premiano ancora. Questi immobili, pur nella crisi attuale che continua a non demordere, sfuggono alle dinamiche generali. Un'annotazione ulteriore su cui riflettere e cioè il mattone tiene sostanzialmente i valori (con limature ma non perdite secche e con l'eccezione degli immobili costruiti negli anni fra il '50-'70 in posizioni di scarso rilievo) e, visto che la ricchezza degli italiani è investita soprattutto nella casa, il risparmio del cittadino è salvo e, forse, messo in cassaforte (o quasi). Certo vendere è comunque difficilissimo e bisogna dimenticarsi i valori drogati a cui eravamo abituati negli anni tra il 2004 e il 2007. Tutti devono adattarsi al nuovo mercato, altrimenti addio cassaforte
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# celtico 2011-10-29 00:21
In veneto si pagano tasse da svedesi per avere servizi da africa... i bambini ormai vanno a scuola portandosi la carta igienica dietro... in ogni caso vorrei ricordare tra la lista dei Paesi in boom economico e protezionisti anche l'Iran... e la Bielorussia...
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# vitt.max 2011-10-29 05:58
Che dire, vorrei che questo articolo trasformto in lettera fosse stato mandato alla Comunità Europea al posto di quella del governo sperando di aprire qualche mente lassù.
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# Pierpaolo 2011-10-29 07:32
"Si noti che da allora, ossia da circa dieci anni, l’Argentina non ha più chiesto un dollaro in prestito ai mercati finanziari internazionali".

Si noti, altresì, che l'Argentina non ha partecipato, in nessun modo ed a qualsiasi titolo, all'aggressione né all'invasione della Serbia, dell'Afghanistan, né dell'Iraq, né della Somalia, né della Libia.
Non è un Paese di ascari e non mi sembra cosa da poco. Come la Russia, del resto.
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# psanfilippo 2011-10-29 09:01
L'esempio dell'Argentina ha qualcosa di incredibile. Hanno proprio preso a schiaffi il neoliberalismo facendo esattamente l'opposto a suon di dazi.
Quando c'è una nazione si possono realizzare (passatemi il termine) miracoli come questo.
Si produce nel luogo dove si vende risolvendo il problema dello sbilanciamento del trade deficit.
E se le aziende alla fine portano in Argentina la produzione per il mercato locale singifica che meno profitto è comunque meglio di zero profitto.
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# SART+ 2011-10-29 09:45
Le banche che non possono fallire, io sospetto, sono quelle che posseggno la Federal Reserve, ovvero quell'istituto PRIVATO che emette la valuta statunitense.

Le banche in questione, quella dei Rothschild in testa, decidono quanti dollari vanno emessi tramite il loro strumento di emissione, la Ferderal Reserv, appunto. Ora, la Federal Reserve ha spedito, si apprende da presstv.ir, decine di bancali pieni di banconote da 100 dollari in Iraq, bilioni e bilioni di dollari, all'indomani dell'invasione. Quei soldi non sono più tornati e nessuno sa dove siano finiti.

Pertanto, si devono rifinanziare le banche che posseggono la Federal Reserve che ha sperperato bilioni e bilioni di dollari dandoli ai mercenari che hanno combattuto per USraele la guerra in Iraq. Immagino che la cosa stia accadendo a maggior ragione adesso in Afghanistan. Insomma, le banche da ricapitalizzare sono quelle che si sono svenate per pagare le guerre pro-Israele che si sono combattute e che si combattono adesso, oltre a tutte le rivoluzioni arabe e - o colorate, i cui "rivoluzionari" si beccano, pare, 1.000 dollari al giorno per fare anche solo i "manifestanti anti regime".
Il sangue che viene tolto a noi serve per questo, per le guerre in corso e quella, molto più grande, che si approssima; ovvero quella che si combatterà contro Siria, Libano ed Iran insieme.
Capito il gioco?
Schematizzado:

1. I banchieri ebrei posseggono la Federal Reserve che emette dollari americani.

2. La Federal Reserve stampa e spedisce una enorme quantità di dollari nelle zone dove è in corso una guerra anti araba od anti islamica. Per "guerra" si deve intendere anche una rivoluzione, che altro non è se non un colpo di Stato.

3. Le banche che danno i fondi alla Federal Reserve rischiano di fallire, per fin troppo ovvi motivi.

4. Tali banche vanno salvate con i nostri soldi.

Chiaro?
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# nicolas 2011-10-29 16:01
Piu che chiaro è abbagliante.
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# henri 88 2011-11-01 02:41
Limpidissimo, e agghiacciante.
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# Boleslaus 2011-10-29 09:56
Non sarei troppo dogmatico al riguardo. La questione in realtà è complessa, perché si può benissimo essere al contempo liberisti (all'interno) e protezionisti (verso l'esterno). Un Paese come la Cina è l'esempio di tale duplice politica economica. Anche il discorso sull'economia europea richiederebbe di distinguere tra la solidità e la competitività dell'area centro-settentrionale - composta sia da Paesi con l'euro (Germania, Olanda, Austria, Finlandia) che ancora dotati di moneta nazionale (Polonia, Svezia, Repubblica Ceca, Danimarca) - e la decadenza economica dell'area euro-mediterranea e balcanica, incapace di crescere e oberata dall'aumento del debito. La Francia si trova a metà strada tra i due gruppi.
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# Boleslaus 2011-10-29 10:28
La Russia a dicembre dovrebbe diventare il 154° Paese membro dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). E allora il protezionismo andrà a farsi benedire. Lo stesso Putin si è detto molto preoccupato della probabile invasione di vestiario cinese a basso costo, una delle conseguenze che l'adesione della Russia al WTO porterà inevitabilmente con sé. E questo in un Paese che invece avrebbe un disperato bisogno di incentivare la propria industria leggera (tra cui la tessile), il cui mancato sviluppo è sempre stato il tallone d'Achille dell'economia russa sin dai tempi dell'URSS, quando per ovviare alle mancanze interne si trovava costretta a importare milioni di partite di merci da Paesi "fratelli" quali Germania Est, Polonia e Cecoslovacchia. Nell'era del commercio globale sarà evidentemente la Cina a svolgere questo ruolo...
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# nicolas 2011-10-29 11:20
Eppur si muove!
Berlusconi ha dichiarato che l'euro, in siffatta guisa non va. L'ha buttato lì, per vedere l'effetto che fa, un concetto chiaro a tutti ma che nessuno osa dichiarare. Un evento, comunque ineluttabile, perchè o paghi gli interessi (dicasi 90 miliardi di euro l'anno!!!) oppure campi.
Dove il campare non è detto che debba essere sperpero di risorse per la presunta sanità e la scuola. Le maggiori risorse alla sanità vanno ad ingrassare sempre di più Big-Pharma con indottrinamenti e forti pressioni per vaccinazioni di massa che, nessuno me lo toglie dalla testa, segneranno la data di scadenza della vita umana. Per la scuola il decadimento è direttamente proporzionale ai maggiori finanaziamenti.
Meglio reindustrializz are.

In ogni caso, non sottovaluterei la sortita del Berlusca: il bravo imprenditore intuisce gli accadimeni futuri.
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# Catello 2011-10-29 12:43
Non tutte le monete sono del tipo "più ne stampi più diventi ricco", ma sia il dollaro che l'euro sono di questo tipo, entro certi limiti. Quindi se è vero che la BCE non può stampare euro, stiamo perdendo scioccamente il principale vantaggio dell'euro, mentre gli altri vantaggi di una moneta forte sono a doppio taglio, perché fanno aumentare troppo la fuoriuscita dell’euro dal sistema economico europeo, l’immigrazione, le importazioni e la delocalizzazion e, con relativo aumento della disoccupazione, calo della domanda e stagnazione.
C’è anche il pericolo di depressione a causa della debolezza degli Stati per mancanza di moneta per contrastare la disoccupazione ed il conseguente crollo della domanda.
Il fatto che l’euro non possa essere stampato induce anche l’attacco della speculazione ai debiti sovrani, mentre la predisposizione di un fondo salva Stati finanziato dagli stessi è quanto di più stupido si possa immaginare, perché è come dire alla speculazione, che vince sempre perché stampa dollari dal nulla, venite qui che c’è da prendere.
Quindi bisogna cambiare i trattati per fare in modo che la BCE o un altro ente, possano stampare nuovi euro in base alle decisioni del Consiglio dei leader dell’Eurozona.
Basterebbe monetizzare, facendoli scomparire con un click, tutti i debiti statali, accreditandoli ai creditori sottoforma di moneta, per poi fare i conti all’interno degli Stati dell’eurozona, e risarcendo anche gli inglesi, per quello che perderebbero in valore dell’euro nella loro partecipazione allo stesso, e le banche e gli Stati sarebbero salvi, mentre la speculazione sarebbe costretta ad andare far danno ad un altro che se lo lascia fare. Inoltre diventando l’euro un po’ più debole i vantaggi avvelenati di una moneta troppo forte rientrerebbero tutti nella norma, importazione, delocalizzazion i ed immigrazione compresi.
Inoltre ci vorrebbe anche un organismo internazionale che faccia diventare internazionali e faccia pagare agli inventori i brevetti da parte di chi ne usufruisce, anche solo poco e per poco tempo, dato che gli inventori devono impiegare centinaia di ore di lavoro per realizzare i relativi progetti in ogni dettaglio.
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# rosalina 2011-10-29 13:06
Complimenti, Direttore, per avere saputo esprimere con grande sintesi ed in modo brillante lo scenario macroeconomico internazionale. Da notare l'accanimento dell'Alta Finanza sulle nazioni definite - chissà da chi? - con disprezzo PIIGS, che sono le più cristiane d'Europa. Finora il giochetto ha avvantaggiato gli industriali che sostengono la Merkel, i quali ancora fino a qualche mese fa dichiaravano: "Krisis Welche Krisis?" (Crisi quale crisi?). Ora che anche la Germania è in ginocchio (il suo PIL nel 2010 è cresciuto più o meno quanto il nostro, cioè nulla), la Merkel liscia il pelo a Cina, Messico e Brasile dichiarando che questi Paesi "sono usciti rafforzati dalla crisi". Dal Brasile nessuno le ha risposto finora. Però da italiano in Brasile vorrei dire che il quadro qui non è tutto rose e fiori. Confermo che il PIL brasiliano negli ultimi anni è sempre cresciuto - tranne che nel 2009 in cui è stato negativo - ad un ritmo del 7-8% annuo, così come è vero che i dazi sui prodotti importati sono altissimi, per fare un esempio un cellulare made in Malaysia che da noi si vende a 100 qui è in vendita a 600. Anche la Fiat deve avere sentito il peso dei dazi, difatti aprirà vicino a Recife il suo primo stabilimento in Brasile. Però c'è anche da dire che leggendo i periodici di economia brasiliani - Exame su tutti - emerge che in fatto di produttività del lavoro, fatti 100 gli Stati Uniti nel 1960 il Brasile era a 18, nel 2010 gli USA sono ancora a 100, il Brasile è fermo a 18 mentre per esempio nazioni come la Corea del Sud, la Cina e l'India hanno quadruplicato la loro produttività. Sulla questione del petrolio i media brasiliani dicono esattamente l'opposto di quanto Lei riporta; ovvero le multinazionali canadesi hanno avuto le concessioni dal governo per perforare il suolo brasiliano, in gran parte ancora vergine. Tra l'altro il Brasile, la Petrobras, non ha il know-how necessario alla lavorazione del greggio, che attualmente viene lavorato in Venezuela, il che incide non poco sul costo e sulla qualità della benzina alla pompa. Tra l'altro il governo ha subito vari scandali legati alla corruzione, che hanno portato alle dimissioni di 4 ministri in pochi mesi (Dilma ha assunto a gennaio); anche a causa di questa corruzione le opere pubbliche legate agli eventi sportivi del 2012 e 2014 non sono ancora state avviate; lo scandalo è stato forte, tanto che la rivista Epoca di questa settimana è uscita in copertina con il titolo "PC do bolso" (Partito Comunista del portafogli) sullo sfondo la pagina rossa con falce e martello (da queste parti dichiararsi komunisti è ancora chic!).
Il fatto è che dovremmo avere il coraggio di prendere l'onestà come indice di ricchezza di una nazione - come ci insegna Pound - e allora sarebbero dolori per il Sudamerica! Come Lei ha scritto una volta, se dobbiamo cercare un esempio guardiamo al Nord Europa e, se vogliamo, anche alla Russia (in fondo Putin essendo di Pietroburgo è un nordico).
Saluti,
AR
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# Boleslaus 2011-10-30 10:12
"Ora che anche la Germania è in ginocchio (il suo PIL nel 2010 è cresciuto più o meno quanto il nostro, cioè nulla)..."

Informati meglio. Nel 2010, dopo un anno di recessione, la Germania è cresciuta del 3,6%, un tasso che l'Italia può vedere solo dal cannocchiale... Meglio della Germania hanno saputo fare solo Polonia e Svezia. La verità è che l'economia tedesca, grazie all'eccelsa qualità dei prodotti e alla competitività delle imprese, è stata capace di resistere anche in un contesto di economia aperta. Anzi, la sua forza risiede proprio nella capacità di esportare aggredendo i mercati emergenti. Da questo punto di vista la Germania è stata definita, non a torto, la "Cina dell'Europa", e non si può certo dire che sia stata penalizzata dalla globalizzazione . Anch'io sarei favorevole ad un'economia basata su aree di scambio interne a ben definiti blocchi continentali, ma questa è la realtà di fatto, di cui non possiamo che prendere atto.
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# albertbac 2011-10-29 13:47
Ma che ci farà Goldman Sachs con tutti 'sti consulenti?
Ogni qual volta leggo gli articoli del direttore, mi rendo conto in che razza di palude ci siamo impantanati. E non c'è via di uscita.
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# Catone 2011-10-29 13:59
Beh, secondo me i Paesi europei non possono fare quello che fanno altri semplicemente perchè vogliono distruggerci!
L'Europa, madre di ogni civiltà, deve essere ridotta a una pura espressione geografica. I bianchi autoctoni devono diventare una rarità: con questa crisi contano di non farci riprodurre più, mentre (miracolo!) gli immigrati trovano facilmente lavoro (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8571)!
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# amsicora 2011-10-29 16:19
E' la tesi dell'antropologa Ida Magli.
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# astrorosa1 2011-10-29 14:51
Siamo nelle mani di ipocriti fantocci.
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# dubbioso 2011-10-29 15:32
Nella Nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace:
"Per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un’Autorità pubblica a competenza universale" si legge:

"Gli Stati moderni, nel tempo, sono divenuti insiemi strutturati, concentrando la sovranità all’interno del
proprio territorio. Ma le condizioni sociali, culturali e politiche sono progressivament e mutate. È cresciuta la
loro interdipendenza – sicché è divenuto naturale pensare ad una comunità internazionale integrata e retta sempre più da un ordinamento condiviso –, ma non è venuta meno una forma deteriore di nazionalismo, secondo cui lo Stato ritiene di poter conseguire in maniera autarchica il bene dei suoi cittadini.
Oggi tutto ciò appare surreale e anacronistico. Oggi tutte le nazioni, piccole o grandi, assieme ai loro governi, sono chiamate a superare quello « stato di natura » che vede gli Stati in perenne lotta tra loro.
Nonostante alcuni suoi aspetti negativi, la globalizzazione sta unificando maggiormente i popoli, sollecitandoli a muoversi verso un nuovo «Stato di diritto » a livello sopranazionale, sostenuto da una collaborazione più intensa e feconda. Con una dinamica analoga a quella che in passato ha messo fine alla lotta «anarchic » tra clan e regni rivali, in ordine alla costituzione di Stati nazionali, l’umanità deve oggi impegnarsi nella transizione da una situazione di lotte arcaiche tra entità nazionali, a un nuovo modello di società internazionale più coesa, poliarchica, rispettosa delle identità di ciascun popolo, entro la molteplice ricchezza di un’unica umanità".

Personalmente sono scandalizzato. Mi chiedo se sanno quello che dicono.
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# amsicora 2011-10-29 16:21
Non mi stupisco. Già negli anni '60 Paolo VI benedisse l'ONU, con la sua sala di preghiera comune per cristiani e massoni, come embrione di un futuro governo mondiale...
Mala tempora currunt!
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# Maurizio Blondet 2011-10-29 18:18
Blondet. Sono scandalizzato anch'io. Si sente qui la penna del cardinal Bertone, che la vox populi assegna alla MAssoneria.

Citazione dubbioso:
Nella Nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace: "Per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un’Autorità pubblica a competenza universale" si legge:

"Gli Stati moderni, nel tempo, sono divenuti insiemi strutturati, concentrando la sovranità all’interno del
proprio territorio. Ma le condizioni sociali, culturali e politiche sono progressivament e mutate. È cresciuta la
loro interdipendenza – sicché è divenuto naturale pensare ad una comunità internazionale integrata e retta sempre più da un ordinamento condiviso –, ma non è venuta meno una forma deteriore di nazionalismo, secondo cui lo Stato ritiene di poter conseguire in maniera autarchica il bene dei suoi cittadini.

Blondet: purissima lingua di legno massonica, o della Trilateral: lo Stato nazionale è "superato" (lo dice Rockefeller), è diventato "naturale" pensare in termini globali...
Questa frase è l'esatta copiatura di quella pronunciata da David Rockefeller in una lontana riunione del Bilderberg:
il mondo, oggi, è molto più evoluto e preparato per proseguire il percorso verso un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di un’élite intellettuale e di banchieri internazionali è sicuramente preferibile all’autodetermi nazione nazionale praticata nei secoli passati”.

Quanto alla parola "interdipendenza ", non può mancare mai nel discorso dei globalisti. Naturalmente il cardinale Bertone sorvola sul fatto che è alla interdipendenza della finanza che dobbiamo la crisi attuale (e quella del '29).

Oggi tutto ciò appare surreale e anacronistico. Oggi tutte le nazioni, piccole o grandi, assieme ai loro governi, sono chiamate a superare quello «stato di natura» che vede gli Stati in perenne lotta tra loro.

Paragonare la convivenza di Stati sovrani allo "stato di natura", è una soperchieria intellettuale scandalosa. Gli Stati sanno e possono convivere, secondo il diritto pubblico europeo. Che la guerra sia la conseguenza degli Stati sovrani è la falsità tipica dei globalizzatori.

Nonostante alcuni suoi aspetti negativi, la globalizzazione sta unificando maggiormente i popoli, sollecitandoli a muoversi verso un nuovo «Stato di diritto » a livello sopranazionale, sostenuto da una collaborazione più intensa e feconda.

La mossa verso "lo Stato di diritto a livello sovrannazionale " è quella delle aggressioni umanitarie in Afghanistan Iraq, Libia... Strano, più si completa il globalismo, più le guerre del forte contro i deboli diventano frequenti, sanguinose e senza fine.

Con una dinamica analoga a quella che in passato ha messo fine alla lotta «anarchica» tra clan e regni rivali, in ordine alla costituzione di Stati nazionali, l’umanità deve oggi impegnarsi nella transizione da una situazione di lotte arcaiche tra entità nazionali, a un nuovo modello di società internazionale più coesa, poliarchica, rispettosa delle identità di ciascun popolo, entro la molteplice ricchezza di un’unica umanità".

Neo-lingua orwelliana. Naturalmente, il cardinal massone non dice che il diritto che si sta affermando, proprio perchè è globale, non è soggetto ad alcun controllo: è dunque semplicemente e puramente il diritto del più forte e del più armato. Come corollari di questo nuovo diritto elaborato dai centri finanziari, c'è il "diritto dei trans" alla affermazione del loro "gender", il "diritto" all'aborto (è sempre il forte che uccide il debole), il diritto a sposarsi fra omosessuali, ma non il diritto di un popolo di battere la propria moneta, di giudicare i suoi governanti, di cambiarli... Questo "diritto" in fieri emargina sempre più, fino ad eliminarle, le libertà politiche, quelle che veramente contano.

Personalmente sono scandalizzato. Mi chiedo se sanno quello che dicono


Oh sì, lo sanno, lo sanno...
Maurizio Blondet
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# DBF 2011-10-29 16:06
E' chiaro che è tutta una partita truccata. Nel 2003 quando la LEGA NORD era o appariva LEGA iniziò una battaglia per il protezionismo con il titolo UNA GRANDE MURAGLIA ORA DIFENDA L'EUROPA. Titoli del 3 settembre 2003: USA MALATI DI "FEBBRE GIALLA" L'export cinese cancella 2 milioni e mezzo di posti di lavoro in un anno". LE BANCHE ASIATICHE CONQUISTANO L'AMERICA - PECHINO CI FREGA ANCHE COL CAMBIO - "TARIFFE COMPENSATIVE" PER ANNULLARE IL VANTAGGIO DELLA CONCORRENZA SLEALE - I TIRANNI COMUNISTI E LA LOBBY MONDIALE DEGLI SPECULATORI. Sono passati 8 anni...
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# Franco_PD 2011-10-29 18:23
A dire la verità credo abbiano detto di più ancora. A Bossi in persona, mi pare, scapparono di bocca affermazioni sulla "finanza ebraica"... Quando ho affrontato in seguito la questione con qualche leghista mi si è risposto alludendo a "vecchi gloriosi tempi degli inizi..." con qualche sorrisino di sufficienza. Fate voi.
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# rinus 2011-10-29 19:03
Hai ragione DBF! Infatti qualcuno ha scritto: "Quando il passato è cancellato, non vi è più Avvenire! Noi non abbiamo più avvenire perchè abbiamo dimenticato! Qualcuno, in questo sito, si lamentava per la presenza di tanti nostalgici. Altro che duchi abruzzesi, io sono rimasto con i ragazzi di Bir el Gobi. Gli edifici si costruiscono su fondazioni solide.
La Lega Nord e Bossi hanno promesso, promesso... e lo stesso ha fatto il vecchio MSI con Almirante che poi ci ha regalato il signorino.
Per il resto dell'articolo del Direttore, sfonda una porta aperta. Manca solo il nuovo movimento con persone ad alta capacità ed onestà. Ma di questo ne abbiamo gia discusso. Saluti
Sal. Ric
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# madmax 2011-10-29 18:15
la riserva frazionata credo sia un sistema che ha consentito alle banche di dover tener ferma una liquidità minima e di poter mobilitare il grosso che restava... c'è un aspetto che forse è sfuggito alla gente comune come me: le banche, da istituti che prestano denaro del quale devono rispondere, sono così diventate di fatto mediatori che prestano il denaro di altri senza che questi altri lo sappiano e che ne siano remunerati... le banche si sono così mosse a rischio zero, o perlomeno questo pensavano... in un articolo di mesi e mesi fa, spiegavano che grazie alla riserva frazionata, una banca poteva arrivare a prestare - conuna serie di operazioni che non saprei minimamente spiegare - quantità di denaro pari a 50 volte la somma che dovevano detenere come frazione di riserva... poi ci sono i CDS e gli altri 'strumenti finanziari'... per farla breve, di fatto noi abbiamo prestato soldi alle banche e queste hanno fatto operazioni finanziarie di ogni tipo per un volume di centinaia - se non migliaia - di volte le somme depositate... poi qualcuno deve essersi accorto che le banche lo stavano facendo anche fra di loro e che, a quel punto, si stavano scambiando fra di loro il nulla... perchè titoli, CDS, denaro sono il nulla, se non ci siamo dietro noi - mazzati e cornuti - che con il nostro lavoro trasformiamo quei pezzi di carta in un qualcosa che ha un valore... ma se si sono scambiati 15 volte il PIL mondiale di un anno, come c... faremo mai a garantirlo? il problema non esiste, perchè l'unica cosa che conta, comunque stiano le cose - ed assodato che quindi non c'è nessuna 'crisi' ma c'è una montagna senza valore di pezzi di carta di ogni tipo e le banche lo sanno - l'unica cosa che conta è che le banche trovino il modo di incastrare noi cittadini per lasciarci col cerino acceso in mano... e sono tutti d'accordo a metterlo nelle mani di noi cittadini-servi perchè se non finisce in mano a noi, il cerino è già in mano a chi non 'deve'... non è una questione di ideologia o di economia, ma di diabolica ladroneria... hanno preso i nostri mucchietti di soldi, li hanno trasformati in un Himalaya di carta straccia ed adesso noi dobbiamo garantire per un Himalaya di soldi...
Massimo Frulla
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# Sergio64 2011-10-29 18:45
Ultimamente è successa una cosa interessante: il Berlusca ha detto una cosa vera, e cioè che l'euro è una moneta di nessuno, e che ciò crea un sacco di problemi, e tutti lo hanno crocifisso.
Questi sono i paradossi di una società dove la verità è schiacciata inesorabilemnte dalla propaganda.
Povero Berlusconi: lo prendono a martellate anche quelle poche volte in cui la fa giusta.
E lo dico io che sono un suo detrattore.
E che dire di quando disse che Obama era "abbronzato"?
Era una conferenza stampa con Medvedev, tutti a dargli addosso, nessuno parlò dell'aspetto realmente interessante: Berlusconi aveva criticato l'attacco della Georgia all'Ossezia.
Così vanno le cose in Occidente: la verità è inattingibile.
Meno male che c'è Effedieffe...
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# marco poletto 2011-10-30 17:51
Citazione Sergio64:
Ultimamente è successa una cosa interessante: il Berlusca ha detto una cosa vera, e cioè che l'euro è una moneta di nessuno, e che ciò crea un sacco di problemi, e tutti lo hanno crocifisso.
Questi sono i paradossi di una società dove la verità è schiacciata inesorabilemnte dalla propaganda.
Povero Berlusconi: lo prendono a martellate anche quelle poche volte in cui la fa giusta.
E lo dico io che sono un suo detrattore.
E che dire di quando disse che Obama era "abbronzato"?
Era una conferenza stampa con Medvedev, tutti a dargli addosso, nessuno parlò dell'aspetto realmente interessante: Berlusconi aveva criticato l'attacco della Georgia all'Ossezia.
Così vanno le cose in Occidente: la verità è inattingibile.
Meno male che c'è Effedieffe...

Beh per essere una moneta di nessuno, non c'è male, venerdi ha chiuso a 1.4148 sul dollaro, potrà anche essere di nessuno, ma è sempre la moneta più quotata al mondo, tra le tante fesserie che racconta, il Berlusconi dovrebbe anche dire che i mercati non attaccno l'Euro ma attaccano l'Italia per i suoi conti in disordine, ovviamente se l'Italia cade ci andrà di mezzo anche l'Euro, ma non è l'Euro la causa di quello che sta succedendo, la causa è l'Italia!!!
Per entrare nella moneta unica i conti non li ha truccati solo la Grecia, ma anche l'Italia!!!
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# amsicora 2011-10-31 15:25
Perché gli "speculatori cattivi" non attaccano anche il Giappone, che ha un debito molto superiore al nostro?

Perché i nipponici hanno mantenuto la sovranità monetaria, che è il potere dello Stato per eccellenza: battere moneta.
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# Boleslaus 2011-10-30 10:26
A proposito di economie emergenti, ecco le ultime previsioni per il 2012, non del tutto positive:
Europa Emergente, Medio Oriente e Africa: outlook
27 ottobre 2011

L’outlook di crescita della regione è peggiorato sensibilmente ma Polonia e Sud Africa realizzano risultati positivi
L’outlook di crescita della regione EEMEA (Europa Emergente, Medio Oriente e Africa) è peggiorato sensibilmente nell’ultimo mese, congiuntamente al declassamento dei Paesi europei core. La regione EEMEA dunque è di nuovo nell’occhio del ciclone per la crisi del debito sovrano e una possibile crisi bancaria che incombe minacciosa nell’area euro. Di conseguenza abbiamo abbassato le nostre previsioni di crescita della regione EEMEA di un intero punto percentuale per il 2012 e faremo ulteriori revisioni al ribasso per riflettere appieno le conseguenze di una debole domanda estera per le esportazioni EEMEA, di una probabile ulteriore moderazione dei flussi di capitale netto, di un crollo generale della fiducia delle imprese e dei consumi.
Per quanto riguarda le prospettive di breve termine, prevediamo che l’Ungheria sarà il Paese più colpito perché la domanda locale è già molto contenuta e non c’è spazio per una politica monetaria o fiscale accomodante.

La Polonia e il Sud Africa, al contrario, dovrebbero risultare come le due economie più elastiche a dispetto del rallentamento globale ed europeo. Entrambe le economie sono state supportate da uno sviluppo della domanda locale piuttosto solida nella prima metà dell’anno. Infatti, la crescita del PIL in Polonia non è rallentata nel secondo trimestre mentre in Sud Africa il rallentamento è da attribuire perlopiù alle interruzioni temporanee del settore manifatturiero e della produzione mineraria. Inoltre, entrambe le economie hanno margine per una politica monetaria o fiscale espansiva e in entrambi i casi l’indebolimento del tasso di cambio nelle ultime settimane ha favorito l’assorbimento dello shock della domanda estera.

L’outlook della Russia dipenderà dal futuro livello dei prezzi energetici. I prezzi del greggio sono scesi dai massimi del secondo trimestre ma si attestano ancora a +30% rispetto alla media dello scorso anno supportando quindi la crescita della Russia. Gli elevati prezzi del petrolio quest’anno hanno garantito una solida domanda domestica grazie al supporto della crescita dei salari reali (rimasta positiva malgrado un aumento significativo dell’inflazione ) e al margine per l’aumento della spesa fiscale prima delle doppie elezioni previste a dicembre 2011 e marzo 2012. Ma se i prezzi delle materie prime dovessero scendere in modo significativo, ed è probabile visto il rallentamento della crescita nell’Europa core, la Russia dovrà faticare per mantenere la crescita a +2,5% - 3% nel 2012. Come la Polonia e il Sud Africa comunque la Russia ha margine per correggere tanto la politica fiscale quanto quella monetaria.

In Turchia, la domanda domestica ha sorpreso al rialzo nella prima metà dell’anno per il forte investimento e la spesa in beni di consumo durevoli da parte delle aziende e famiglie in previsione di futuri rialzi dei tassi. Ma è evidente un simultaneo forte rallentamento della spesa per i consumi privati. I consumi privati, aggiustati stagionalmente, hanno subito in realtà una contrazione nel secondo trimestre – un rallentamento che precede l’implementazio ne dell’aumento della riserva obbligatoria ed altre misure di politiche restrittive macroprudenzial i da parte delle autorità a luglio. Prevedendo un ulteriore rallentamento domestico, la banca centrale ha reagito al deterioramento dell’outlook della domanda estera contraddistingu endosi come la prima banca centrale dei mercati emergenti che ha tagliato i tassi di interesse all’inizio di agosto. Crediamo che un ulteriore taglio dei tassi da parte della Banca Centrale turca sia decisamente improbabile perché le autorità cercheranno di impedire un ulteriore indebolimento della lira turca. Un indebolimento della valuta influenzerebbe negativamente l’outlook dell’inflazione e in passato si è rivelato negativo per la fiducia delle imprese e per i consumi (e quindi per la crescita) in Turchia.
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# Luigi B. 2011-10-30 10:32
Condivido l'analisi del Direttore nella sostanza: perfetta per l'Argentina, un modello per tutti noi, ma non così rosea per altri Paesi del BRIC. Crescere del 6-7% per dei Paesi che stanno sviluppando infrastrutture significa che la crescita reale, al netto delle infrastrutture, langue. E' il caso della Cina, che l'anno prossimo vedrà lo scoppio della sua bolla immobiliare, e anche del Brasile e della Russia, Paesi che oltretutto non sono ancora riusciti a ridurre la povertà e continuano a esportare le loro figlie. La cosa che ho invece trovato agghiacciante è lo schieramento della Chiesa coi mondialisti; non ne sapevo nulla e mi ha rattristato. Per gente di tale cultura, non può essere un incidente, ma una precisa scelta di campo.
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# marco poletto 2011-10-30 13:59
Mi permetto di fare presente al direttore che il benessere storicamente ineguagliabile che ha colpito tutti i Paesi dell'Occidente, è stato un fatto dovuto agli Stati Uniti che nel secondo dopoguerra hanno imposto l'apertura delle frontiere commerciali in Occidente.

I boom commerciali ed economici occdentali dal 1945 in poi, di cui hanno beneficiato Europa occidentale, Giappone, e Cina, sono dovuti alla fine dei protezionismi.
I protezionismi hanno sempre portato dei boom di corto respiro, in altre parole se poi vuoi fare il saldo di qualita devi comunque aprirti ai mercati mondiali.

Vada a chiedere in Germania ai tedeschi se sono diventati quello che sono grazie al protezionismo, e mi faccia sapere la risposta.
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# ROGAR 2011-10-31 09:11
@Marco Poletto 30 ottobre 2011
Mi permetto di fare presente al direttore che il benessere storicamente ineguagliabile che ha colpito tutti i Paesi dell'Occidente, è stato un fatto dovuto agli Stati Uniti che nel secondo dopoguerra hanno imposto l'apertura delle frontiere commerciali in Occidente.

Vero anche questo, ma si legga bene tutta la storia cosa sta dietro a questa filantropia economica USA a favore dei mercati europei e mondiali e vedrà che arriveremo ai frutti del nostro tempo.

Se il direttore ed FdF lo vorranno potremo approfondire ed analizzare la storia dei come e perchè. Mi permetto soltanto di osservare che la creazione di un nuovo ordine mondiale non nasce dal nulla e in poco tempo, ecco il tempo nella storia è un battito d'ali anche se per noi vuol dire passaggio di generazioni...
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# Giovanni Silvano 2011-10-31 11:47
Citazione ROGAR:
@Marco Poletto 30 ottobre 2011
Mi permetto di fare presente al direttore che il benessere storicamente ineguagliabile che ha colpito tutti i Paesi dell'Occidente, è stato un fatto dovuto agli Stati Uniti che nel secondo dopoguerra hanno imposto l'apertura delle frontiere commerciali in Occidente.

Vero anche questo, ma si legga bene tutta la storia cosa sta dietro a questa filantropia economica USA a favore dei mercati europei e mondiali e vedrà che arriveremo ai frutti del nostro tempo.

Se il direttore ed FdF lo vorranno potremo approfondire ed analizzare la storia dei come e perchè. Mi permetto soltanto di osservare che la creazione di un nuovo ordine mondiale non nasce dal nulla e in poco tempo, ecco il tempo nella storia è un battito d'ali anche se per noi vuol dire passaggio di generazioni...


Vero, Rogar, ci sarà stato dietro tutto quello che vuoi, ma sta di fatto che la genesi del benessere economico del dopoguerra è stata questa, tanto è vero che il sistema comunista è fallitto proprio per il suo protezionismo.

Ora è di moda parlare male dell'Unione Europea, ma tu sei convinto che senza prima la CEE e poi l'Unione, in Italia ci sarebbe stato lo spettacolare miracolo economico del dopoguerra???
Dal punto di vista della ricchezza personale quando mai gli italiani nella loro storia sono stati a questi livelli inimmaginabili sino a 60 anni fa? Mai!!!

Questo miracolo è stato possibile grazie all'unione doganale dal 1969 in poi.
Adesso le cose non stanno andando come dovrebbero andare perche storicamente siamo un Paese corrotto, dove non vige la meritocrazia, e perche siamo un popolo che da 2.000 anni non sa gestirsi.
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# Antonio_1234 2011-10-31 09:44
Da non esperto del settore, mi chiedo: "... I boom commerciali ed economici occidentali dal 1945 in poi, di cui hanno beneficiato Europa occidentale, Giappone, e Cina, sono dovuti alla fine dei protezionismi... "... oppure ai miliardi del "piano Marshall"?
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# Giovanni Silvano 2011-10-31 13:03
Il piamo Marshall è stato un'iniezione di liquidità a delle economie prostrate dalla guerra, come quella europea, ma poi quello che ha acceso il turbo è stata la liberalizzazion e dei mercati a cominciare dall'Europa.
Diciamo che il piano Marshall abbia accorciato i tempi iniziali della ripresa, ma il fattore decisivo in Europa è stata l'unione doganale che ha avuto il suo inizio il 1 luglio 1968.

Ovviamente la ripresa era iniziata molto prima, stimolata dalla domanda mondiale, la Germania nel 1955 aveva già superato largamente la produzione industriale del 1939: l'ultimo anno anteguerra.
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# Antonio_1234 2011-10-31 14:48
Grazie per la risposta.
Approfitto della cortesia e rilancio: ma quando hanno messo il turbo, si sono preoccupati del fatto che bisognava in qualche modo escogitare un limite di velocità per non finire schiantati, oppure qualcuno a un certo punto ha sabotato i freni e poi è sceso dal treno in corsa senza dire nulla?
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# onofrioalvise 2011-11-01 14:15
Dottor Blondet, e l'esposizione delle banche francesi verso la Grecia? Sarkarlà ha chiesto aiuto alla Merkel. L'asse Parigi-Berlino è comunque "nordico". I PIIGS sono comunque Paesi di grande tradizione cristiana, lontani dalla riforma protestante e dall'ateismo francese. Direttore, penso troppo male o ci prendo un poco?
A proposito del cardinale Bertone. Non dimentichiamoci la sua presenza alla ricorrenza di Porta Pia, che molti sacerdoti hanno giudicato positiva "perchè certe cose vanno superate". E poi vox populi, vox Dei...
Forse ci avete già pensato: perchè non scrivere un quotidiano, raggiungibile da un maggior numero di persone, che non abbia alcun timore a descrivere la realtà, che possa contribuire ad un pensiero nuovo, a dare vita
a idee nuove, ad una nuova cultura politica? Lei, Vassallo, Copertino sareste già un buon inizio! Non possiamo aspettare le prossime elezioni e poi rammaricarcene.
Grazie e Buon lavoro
O. A.
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# milvus 2011-11-01 23:10
Posto che noi ci troviamo nella stessa situazione monetaria dell'Argentina del 2001-2002 con l'euro forte, teoricamente dovremmo un po' studiare un qualcosina che ci faccia riprendere la crescita a livelli sostenibili. Durante la bancarotta argentina, le persone protestarono per le strade con pentole, davanti alle banche che trattennero i loro risparmi, però lo slogan fu: "que se vayan todos", cioè che tutti coloro che avevano portato il Paese a ciò, dovevano sparire, allora sì che avrebbero raggiunto un accordo. Non solo, il cittadino, se non vede più le facce del loro fallimento, allora è più incline a tirare la cinghia, ma se succede come in Italia, o in Grecia, che la classe politica continua a vivere nello spreco l'opulenza, perchè dovrebbero ottemperare al rigore dell'austerità?
Dopo il biennio di privazioni e stenti, eliminata la classe politica, potè individuare una luce nella coppia dei coniugi Kirchner, ma noi?
Patrizia Gucci, in galera da 14 anni dichiara: "Preferisco piangere in Rolls Royce che essere felice in bicicletta", le rimangono altri 15 da scontare in carcere, per aver assassinato il marito magnate della moda, per mano dei killer. Per buona condotta avrebbe oggi la possibilità di lavorare fuori dal carcere, ma la sua risposta, in base ai suoi principi misantropi, è stata "io non ho lavorato un sol giorno in vita mia e non penso di cambiare ora".
La sola idea di cambiare, di guardare il futuro, senza lo spreco di denaro pubblico che noi cittadini paghiamo per mantenerla in galera, la terrorizza, perchè? Perchè questa è gente che oramai è fuori dal mondo reale, è come uno zingarello che chiede l'elemosina, sporco e mal vestito, solo che il piccolo nomande è carico di futuro, mentre chi aveva e perde tutto all'improvviso, non ha nulla, non conosce l'ampiezza e nemmeno l'incertezza del futuro che gli spetta, allora si attacca dove si è abituato a vivere, nel potere.
Questa gente, tutta quanta, ha perso il controllo della propria vita, come potrebbero vedersi soli, sporchi, senza vestiti costosi, cene e pranzi luculliani, a chiedere l'elemosina? Sono personaggi, come li descrive il direttore, i nostri politici, tutti quanti, delle macchiette patetiche, ognuno è protagonista di loro storie incredibili, e pretendono pure di farle conoscere alla società globale. Tutti oramai hanno lasciato dietro la loro gioventù, gli anni migliori, come scrive Vassallo, a proposito delle idee di "destra" e di "sinistra", loro hanno già vissuto le loro vite nelle comodità e le loro fantasie sardanapolis, potrebbero adesso sopravvivere frugando dentro i sacchetti di plastica ecologica che le persone buttano nella rumenta? Eppure Olga Onassis, a 90anni, è stata fotografata a rovistare in pattumiere, per la crisi in Grecia. Prende con la crisi 300 euro di pensione, Athina non ha voluto più aiutarla, lei visse tra il lusso dei miliardi, e adesso, in commovente povertà. La sua però è una povertà provvisoria, senza futuro, mentre, spero di credere, che noi, almeno a quello non abbiamo rininciato, o no?
Allora: que se vayan todos", e vedremo i nostri cari politici ladroni a frugare nel rusco, le loro maschere cadrebbero senza fare nemmemo una rivoluzione.
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# milvus 2011-11-03 15:59
Vorrei aggiungere al commento precedente sul boom dei Paesi protezionisti, in special maniera l'Argentina, perchè è un misto tra italiani, spagnoli e tedeschi, alcuni emigrati per forza dopo la Seconda Guerra Mondiale e per ragioni politiche, più che lavorative. Inoltre in Argentina, credo non esista il divorzio e la legge sull'aborto, o perlomeno fino ad ora, e di base la religione è cristiana cattolica.
Una volta apparsa la coppia Kirchner, oggi, scomparso il marito della presidenta Cristina, è solo lei a carico della nazione, leggiamo che ha adottato misure "protezionistich e", cominciando dalla produzione delle Barbie, per passare mano mano all'assemblaggio della tecnologia cellulare, che è frutto di schiavismo cinese, e la strada sembra essere in discesa verso un futuro degno per un cristiano che abita questo benedetto pianeta terra, per ora.
Noi oggi coltiviamo ancora letame ed ogni tanto, nelle tornate elettorali, lo mescoliamo un pochino, per vedere se, senza sforzi, ne esca qualche diamante, ma ancora, si soffre il Karma di autocrati milionari che vivono bene, che viaggiano in auto blu o Maserati, che cambiano un cellulare ogni due giorni, che passeggiano beatamente per Cannes e Parigi di notte, e si permettono anche di disporre della vita e del patrimonio immbiliare dei propri cittadini, la proprietà privata.
Allora se vogliono i politici disporre delle tecnologie, degli Ipad, di macchine, di tutto ciò che loro hanno esportato altrove, togliendo il lavoro, delocalizzando all'estero per avere mano d'opera schiavista, e sfacciatamente, scrivono, sempre a fatti avvenuti, e nostra insaputa, che persino il pane hanno delocalizzato in Romania, perchè vendono a noi tutto quanto a prezzi rozzamente superiori? In più dobbiamo pagare l'IVA? Perchè oltre a negare il lavoro di assemblaggio, non contribuiscono loro adesso ad andarsere via?
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# tany 2011-11-07 21:54
Perché tutte queste cose non possono essere divulgate in TV, sui giornali, nei dibattiti... é fondamentale per la nostra salvezza...
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