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Non si fa (più) credito
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La velocità degli eventi supera quella della dattilografia con cui si cerca di segnalarli. Si comincia a scrivere: Ecco cosa avverrà..., ed è già avvenuto. Motus in fine velocior, domina la paura. Solo qualche spunto.

«I leader delleurozona hanno tramutato un problema greco di solvibilità da 50 miliardi in una crisi esistenziale da 1.000 miliardi. Non so se ridere o piangere»: così David Miliband, ex ministro degli Esteri britannico.tttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttt ttttttttttttttttt ttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttt ttttttttttttttttt ttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttt

Angela Merkel (quella a cui allude Miliband) ha fatto appello per una riorganizzazione dell’Unione Europea, naturalmente nel senso di una maggiore integrazione, come piace alle oligarchie.

«Ha sostenuto legami politici più stretti e norme più rigorose per i bilanci».

Nelle stesse ore, la tedesca CDU – il partito della Merkel – riunito nel suo annuale congresso, ha approvato una mozione da far diventare legge, che permette l’uscita dall’euro senza che ciò comporti esclusione dalla UE. Il che sembra un tantinello in contrasto con quel che la Merkel ha appena detto.

Berlino continua invece a vietare alla BCE di comprare i debiti pubblici che giungono a maturità e non trovano nè compratori nè rifinanziatori sui mercati, con moneta creata ex-nihilo. Ciò è male, finalmente lo dicono tutti – persino Berlusconi s’è accorto che la Banca Centrale Europea non è una vera Banca Centrale, perchè non può fare il prestatore di ultima istanza.

Ma come sempre, è in ritardo. Quando tutti finalmente capiscono che la monetizzazione è la soluzione, ha cessato di esserlo. Le cose sono cambiate in una notte. Una cosa era monetizzare (stampando moneta) piccoli debiti giunti a maturità, come quello di Grecia o Portogallo; tutt’altra cosa monetizzare il debito dell’Italia, il terzo debitore del mondo.

A questo punto, la compra da parte della BCE di BOT e di BTP a interessi bassi, farebbe qualcosa per consentire all’Italia di tornare sui mercati a tassi d’interesse sostenibili? È escluso: c’è una corsa da parte delle banche francesi e tedesche, oltre alle altre istituzioni e fondi, a liberarsi della loro esposizioni ai debiti sovrani, e per ora nulla li fermerà.

Avanza il dubbio che stia per implodere la più grossa bolla della storia, risultato di bolle accumulate negli ultimi 20 anni e rimediate (da Greenspan ad esempio) con la fornitura di denaro a tassi bassissimi, che creavano nuove bolle; anche l’Europa marginale ha vissuto di tassi bassi (quelli dei BOT germanici) indebitandosi allegramente; che questa piaga purulenta si curi semplicemente con la monetizzazione, stampando moneta, è solo illusione.

Sui mercati è apparso il cartello: Non si fa credito.

Il sistema bancario, stracolmo di titoli di credito e cambiali svalutate, non fa credito, e questo solo fatto fa sparire la liquidità, in quanto oggi sono le banche a creare moneta, indebitando. Hanno smesso di indebitare, ed è la deflazione. Ossia il congelamento e il crack dell’economia reale, del lavoro, delle vite, dei risparmi, dei valori immobiliari e mobiliari.

Per la prima volta nella storia, su un giornale britannico (il Guardian, è vero, di sinistra intelligente) appare un articolo dove si denuncia che la produzione della moneta, questa funzione essenziale dello Stato «è stata privatizzata». È un argomento principe dei cospirazionisti che denunciano da decenni questa usurpazione delle banche, e la truffa del credito frazionale, omologo alla falsificazione di banconote; è anche uno degli argomenti più censurati dai media. È un po’ tardi, ma meglio tardi che mai. (Money has been privatised by stealth)

I tedeschi vietano alla BCE di monetizzare per motivi uno più ottuso dell’altro: non vogliono pagare per le spese allegre dei Paesi-cicala, inseriscono il discorso moralistico («punire Atene, punire Roma, non condonare lazzardo morale») con cui mascherano loscamente i loro interessi più miopi di creditori. Ma anche loro, le loro banche, meritano di essere punite per il loro azzardo morale, aver prestato troppo e senza controllo alle cicale. Ed ora pensano di salvarsi da soli, abbandonando i debitori.

David Miliband è ottimista: la crisi non è da mille miliardi, sono almeno 3 mila miliardi (tre trilioni) di cattivi debiti quelli che sono nella pancia d’Europa. Debiti che – lo si capisce sempre più chiaramente ogni ora che passa – sono inesigibili.

Se la BCE stampasse i 3 trilioni di euro per salvare banche e detentori di titoli, allora pagheranno i popoli che vivono di salari e pensioni in euro: pagheranno in potere d’acquisto diminuito di quei 3 mila miliardi, e inoltre pagheranno come contribuenti obbligati a fornire denaro per mantenere la finzione della solvibilità della stessa BCE.

Nessuno dei grandi media solleva ancora (magari fra un mese, o fra una settimana, chissà) l’argomento-tabù: perchè non cancellare quei 3 trilioni di debiti marci?

S’intende, non è una soluzione indolore, non ci sono soluzioni indolori al giorno d’oggi: siccome ogni euro di debito è un euro di attivo nei conti di qualcun altro, cancellare i debiti significa azzerare gli attivi.

Chi deve assorbire quella perdite? Tutto il vorticoso bordello visto fin qui ha lo scopo di far assorbire il debito alle masse, che i loro salari se li sono guadagnati col lavoro, anzichè a chi ha profittato speculando su attivi folli, come il debito greco o italiano. È questa la madre di tutti gli azzardi morali: sono coloro che hanno preso questi rischi per profitto privato che dovrebbero accollarsi le perdite.

Ciò significa che avrebbero danni i risparmiatori in BOT e in BTP (ma ai piccoli potrebbe essere data qualche garanzia) i fondi pensione e le assicurazioni; soprattutto, una quantità di banche sarebbero spazzate via e chiuse, ma la vita continuerebbe, anzi migliorerebbe non solo in termini di equità, ma di ripresa economica.

«Una botta e via», come diceva il boia Mastro Titta al Rugantino con il collo già sul ceppo.

L’alternativa è invece, che per mantenere al valore irreale i BOT e i BTP, ci facciano morire della tortura cinese dei mille tagli, sotto il lento strangolamento della torchia fiscale, sempre più stretta per strizzarci l’ultima finanziaria, visto che la precedente non è bastata a calmare i mercati… Se no perchè Monti avrebbe nominato ministro dello Sviluppo Carlo Passera, capintesta di Banca Intesa?... Le banche vogliono la vostra libbra di carne. Depressione sopra depressione, senza alcuna prospettiva d’uscita.

La Germania ha visto ancora una crescita relativamente buona nel terzo trimestre, più 0,5% rispetto al secondo. Ma gli ordini industriali tedeschi sono caduti del 4,3% da agosto a settembre, e gli ordinativi provenienti dalla zona euro sono crollati del 12,1%.

Ed Anton Boerner, il capo della BGA, la confederazione di 120 mila piccolo-medio industrie tedesche, dichiara: «La nostra economia è robusta. Il problema sono i Paesi sud-europei. Non è la Germania che deve affrontare la crisi, è lItalia. Il problema è un problema italiano, è la loro società».

Insomma: se la Germania non esporta abbastanza, è colpa degli Stati del Sud, dell’Italia a cui la Germania ha portato via il 40% delle sue quote di mercato, grazie all’euro forte. È che deve risolvere l’Italia, dice. Eppure il calo degli ordini gli sta dicendo che il problema si ripercuote sulla Germania troppo dipendente dall’export; il prezzo che Berlino non vuol pagare, lo pagherà in altro modo.

Questo Boerner dice anche alla BBC: «Quello di cui abbiamo bisogno è un mercato comune, non una moneta comune». Comodo, no? In ogni caso, la frase indica che davvero gli ambienti tedeschi che contano stanno progettando di cacciare fuori dall’euro i Paesi-cicala. Si tengono il mercato comune su cui spadroneggiano – così pensano loro – senza doversi accollare la moneta comune.

Intelligente, questo teutonico.

Ma per noi andrebbe meglio. Lo deduco da un’analisi di David McWilliams, un giornalista economico abbastanza reputato in Irlanda, che parla della fine dell’euro, e valuta: per noi andrebbe meglio di oggi. Ovviamente, il discorso vale anche per l’Italia, e vale la pena di citarlo.

David McWilliams
  David McWilliams
McWilliams comincia a ricordare che, quando l’Irlanda aveva la sua valuta nazionale agganciata al marco tedesco (come la lira italiana, eravamo nel serpentone europeo) «abbiamo svalutato sei volte in 13 anni nello sforzo di restare competitivi rispetto ai tedeschi. Per contro, quando siamo entrati nelleuro e non possiamo più svalutare, abbiamo perso il 30% di competitività rispetto alla Germania». L’Italia ha perso il 40%.

Continua McWilliams:

«È chiaro che tutti (si noti quel tutti) i Paesi periferici necessitano di un cambiamento del valore delle valute per rendere le nostre imprese più competitive, e più esportatrici. Abbiamo anche bisogno di rendere le importazioni più costose, in modo da non importare troppo. Il tasso di cambio debole realizza entrambe queste cose. La svalutazione funziona».

E ricorda come la Finlandia e la Svezia abbiano conquistato una competitività stabile (non temporanea) dopo aver svalutato nel ‘92.

Senza svalutare, continua l’irlandese, «non possiamo tener testa alla Germania e questo rende la promessa UE di convergenza economica difficile da ottenere senza prendere pesantemente in prestito... Adesso nessuno di noi riesce a ripagare questi prestiti».

Pura e semplice realtà, quale nessuno che conti in Italia sta dicendo.

La proposta che ne viene è limpida:

«Quindi ci occorre un condono del debito o qualche rinegoziazione di esso. Il nuovo euro (del Sud, o dei Paesi periferici) andrebbe accompagnato da una massiccia cancellazione del debito, perchè se si riduce il valore della moneta in cui la gente viene pagata senza proporzionalmente ridurre il valore dei loro debiti in essere, la gente semplicemente non sarà in grado di pagare e il Paese farà default dopo la svalutazione. Le due cose vanno fatte insieme».

McWilliams preconizza ovviamente un euro-debole separato dall’euro-forte, che resterebbe ai tedeschi e ai loro satelliti.

«Il nuovo euro-debole si negozierebbe, diciamo, al 70% del vecchio. Il che significa che, in rapporto ai tedeschi, il nostro livello di vita sarebbe ridotto di un terzo da un giorno allaltro».

Tragedia sociale? Sì, ammette l’irlandese. Ma non dimentichiamo che le politiche attualmente imposteci dalla UE, dalla Germania e dal Fondo Monetario puntano esattamente a farci arretrare nel livello di vita.

«Otterremmo in un giorno ciò che le attuali politiche cercano di fare in cinque anni».

«Una botta e via»: è meglio della lenta garrota eurocratico-bancaria. In compenso, «diverremmo un luogo che attrae investimenti perchè il nostro costo del lavoro sarebbe a più buon prezzo». Naturalmente non si deve dimenticare che i redditi della gente sarebbero ridotti di altrettanto.

Un bel vantaggio sarebbe nella riduzione di tutti i debiti del 30%. Le banche che hanno prestato in euro forti, e dovessero essere ripagate in euro deboli, «sopporterebbero grosse perdite di cambio». Ma le banche nei Paesi passati alla nuova moneta potrebbero emettere titoli garantiti dalla UE e riscattabili in nuovi euro (deboli) presso la BCE.

«Questi titoli possono essere considerati capitale, in modo che le banche non falliscano».

McWilliams si preoccupa anche dei risparmiatori, che hanno i risparmi in euro-forte e li vedrebbero convertiti in euro-deboli, al 30% in meno. E prevede una soluzione:

«Ai risparmiatori si possono dare nuovi bond indicizzati sullinflazione emessi dallo Stato e redimibili presso la BCE, ma non immediatamente».

Ciò non è anormale, in quanto generalmente la gente lascia dormire i risparmi in banca; bisogna dare un incentivo a questo comportamento, e gli Stati «dovrebbero assicurarsi che i nuovi titoli siano credibili abbastanza, che i detentori non desiderino incassarli a tambur battente».

Non è una prospettiva allegra? Ma non c’è mai il miglior modo di uscire dalla crisi, «solo il meno peggiore». Quello dei due euro a due velocità, «almeno, scongiura il caos di unimplosione caotica e il ritorno in fretta e furia a troppe diverse valute».

Perchè è questo che avverrà, per come si sono messe le cose, e per come si applicano le terapie per conto del sistema bancario: una implosione caotica dell’euro, la vaporizzazione, e il ritorno confusionario e tragico a tante valute, ciascuno per sè.

McWilliams propone invece un’alleanza monetaria fra i Paesi periferici, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda, con una sola moneta, un euro-debole, e un taglio coordinato e controllato dei loro debiti tutti insieme.

E chi doveva chiamare a raccolta i Paesi vittime della Germania? Il più grosso dei periferici, ossia l’Italia. Se avesse avuto un minimo di autorità politica e una qualche credibilità internazionale.

Perciò non posso sopportare che Berlusconi oggi faccia sapere: «Vedete? Nominato Monti, lo spread non è sceso. Dunque non ero io la causa della crisi». Sì, è stato lui. Lui che negli anni di bonaccia non ha ridotto il debito pubblico, ma l’ha dissennatamente aumentato con spese da pessimo amministratore, mentre era prevedibile che il Paese col terzo debito del mondo, che faticava a servirlo negli anni buoni, alla prima crisi finanziaria seria si sarebbe trovato nei guai grossi, ossia senza credito. È stato lui a tralasciare quell’accordo e coordinamento fra Paesi periferici, che oggi bisognerà fare in fretta, e che nessuno qui sembra in grado di fare (noi pendiamo dalle labbra dei tedeschi, del FMI, della Goldman).

I giornali che il Cavaliere paga (Il Giornale e Il Tempo, Il Foglio e Libero) si sono scoperti una vena complottista svergognata: proprio loro che deridevano chi indicava le trame dei potere forti, strillano che i banchieri e Goldman Sachs ci hanno rubato «la democrazia» togliendo la poltrona a Berlusconi. Accade persino che alla Radio RAI di Stato si parli apertamente dei «tre di Goldman», Draghi, Monti e Papademos, si dia voce a persone che denunciano il gruppo Bilderberg, si fa il nome della Commissione Trilaterale, che fino a ieri nessun giornalista pronunciava o scriveva…

Come autori di volumi dal titolo Complotti, dovremmo rallegrarci? Invece no. Quando le teorie cospirative arrivano sui media, da una parte vuol dire che hanno perso la loro forza politica, dall’altra sono luoghi comuni fasulli: agitati oggi dal berlusconismo ormai impotente, e dalla classe politica in generale, come alibi per il suo fallimento.

Monti delegato di Goldman Sachs? D’accordo: ma voi avete forse fatto meglio? Avete fatto peggio. Saccheggio dei beni pubblici, ostacoli al Paese che lavora, mantenimento di eserciti di parassiti, fantastiche «lotte allevasione», servilità verso le lobby interne ed estere, mancanza di visione e prospettiva, e incompetenza; la mignotto-crazia di Berlusconi è stata solo l’ultima ditata (di cacca) sulla bancarotta della nostra vita politica. A tal punto, che la maggioranza oggi spera di farsi salvare da Monti e da Draghi proprio perchè hanno alle spalle Goldman Sachs.

Saranno delusi. Perchè ormai il crack avanza ad una tale velocità, che è dubbio che anche i poteri forti ultra-sovrani stiano agendo in base a un progetto, e non siano invece sotto l’effetto del panico.

Siamo nella fase che un famoso economista, Rudy Dornbusch (morto nel 2002) descriveva così:

«La perdita di fiducia ci mette più tempo ad apparire di quanto si pensi, ma poi compare più rapidamente di quanto ognuno possa credere. Gli Stati riescono a finanziarsi finchè, di colpo, non ci riescono più. Il non-rischio resta non-rischio finchè è solo rischio».

Era almeno dal 2007, quando scoppiò la Lehman, che bisognava approntare le difese, che bisognava denunciare Goldman Sachs e vietarne per legge le invenzioni speculative e le frodi. Oggi è tardi per credere di nuovo nella classe politica. Anche nella vita pubblica è appeso il cartello: Non si fa più credito.



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Commenti  

 
# carlogi 2011-11-16 23:19
Segnalo il sito di questa Philippa Malmgren, consigliera strategica per banche d'affari e fondi d'investimento ed ex consigliera finanziaria della Casa Bianca nel 2001-2002 e membro del CFR, la quale sostiene che i tedeschi stiano segretamente stampando marchi per essere pronti al ritorno alla loro moneta senza preavviso. http://www.pippamalmgren.com/79.html
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# Boromir 2011-11-16 23:43
Una domanda al Direttore:
1) Poco prima dell'entrata nell'euro, mi pare di ricordare che la Germania (Kohl) facesse di tutto per evitare che l'Italia entrasse nella moneta comune. Allora si parlo di "euro a due velocità". Furono Ciampi e Prodi a fare il diavolo a quattro per entrarci. Insomma siamo stati noi a voler far parte dell'euro. Non vedo perchè addossare alla Germania anche questa nostra scelta.
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# Scipio emiliano 2011-11-17 11:13
Già, infatti pur avendo conoscenza delle porcate Goldman Sachs con la Grecia ed Italia, le ha accettate tutte e due. Perchè spingere i Paesi cicala ad indebitarsi affermando che tanto l'interesse era basso? (Il debito pubblico italiano è passato dai 700 miliardi di euro fine prima repubblica ai 1.900 miliardi di euro della fine seconda). Per favore, ognuno ha le sue colpe.
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# licio 2011-11-17 17:58
Quando si tolgono i controlli per forza la spesa esplode...
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# publied 2011-11-17 17:42
Citazione Boromir:
Poco prima dell'entrata nell'euro, mi pare di ricordare che la Germania (Kohl) facesse di tutto per evitare che l'Italia entrasse nella moneta comune


Al contrario. Nel 1996 Kohl affermò: “Un’Italia fuori dall’euro farebbe una concorrenza rovinosa all’industria tedesca. L’Italia deve quindi essere subito parte dell’euro, alle stesse condizioni degli altri partner”.
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# amsicora 2011-11-17 18:07
Ma Kohl faceva gli interessi dei tedeschi, Ciampi e Prodi idem.
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# ROGAR 2011-11-20 13:55
Esattamente così, ma uno è diventato un padre della patria e l'altro ha fatto il presidente del Consiglio.
Questa è l'Italia.
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# ROGAR 2011-11-20 13:53
Mi permetto di dissentire in parte: la Germania voleva l'Italia dentro l'euro perchè temeva la concorrenza delle aziende italiane nell'export, infatti l'Italia ha perso il 40% nelle edsportazioni in favore dei tedeschi. La banda bassotti contemporaneame nte premeva di entrare nell'euro, perchè a parer loro rappresentava la panacea di tutti i nostri mali, ovvero significava finanziare ulteriore debito a tassi tedeschi, perchè l'euro è nientaltro che il marco adottato e imposto a tutta la comunità europea. Ecco mi sembra l'entrata in scena dei fratelle Derege d'altri tempi, soltanto che la parte del cretino la facciamo noi italiani.
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# albertotardivo 2011-11-16 23:47
Ringrazio il Direttore per i suoi articoli.
E' ora di darsi da fare. Quanti sono i lettori? Se ognuno dà un contributo possiamo organizzarci e iniziare ad agire...
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# licio 2011-11-16 23:56
DIRETTORE QUALCHE ISTRUZIONE PER NOI COMUNI MORTALI DA LEI CE L'ASPETTIAMO...
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# henri 88 2011-11-17 00:07
I 3 goldman sono all'opera solo per garantire che i rispettivi governi onorino i debiti contratti con certe istituzioni finanziarie di cui essi sono stati dipendenti.
Dopo che queste ultime saranno rientrate dei loro investimenti, a quel punto (e solo allora) gli Stati saranno autorizzati a ristrutturare il debito.
Sarà un fare l'elemosina coi soldi degli altri; cioè, a rimetterci saranno solo i numerosissimi risparmiatori che sul titolo di Stato hanno investito liquidazioni e risparmi di una vita.
Anche il Vangelo ci mostra che l'iniziativa di rimettere il debito è del creditore, e non del debitore.
Quando tutto questo accadrà (vedi Argentina 2001), ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di ricordarlo?
Saluti.
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# gib 2011-11-17 09:33
Forse, però penso che l'incarico di Monti sia quello di finire di svendere e depauperare ogni nostra ultima risorsa, in modo da lasciarci completamente in mutande, proni a qualunque supposta al vetriolo ci rifilerà il prossimo salvatore di turno.
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# henri 88 2011-11-17 22:46
Non vogliono abbattere l'albero, ma raccoglierne i frutti dai rami.
E penso al risparmio degli italiani.
Saluti
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# pelzen 2011-11-17 00:38
Questo amaro sfogo di Blondet mi fa comprendere che una qualche speranza in quell'uomo di Berlusconi, in parte, l'aveva riposta, ma a torto.
Il detto dice "non scambiare lucciole per lanterne", vecchio detto contadino, la sapienza terrena che sempre prevale e sempre conduce alla verità.
Stando invece alle dichiarazione dell'economista irlandese credo che vi sia un problema di fondo che in parte è stato affrontato.
Le attività ed i bilanci di un Stato sappiamo che si basano su concetti molto semplici e nascono dal differenziale tra ciò che si esporta e quello che si importa. Il differenziale deve ovviamente essere a favore delle esportazioni, ma deve anche tener conto del volano interno del Paese che lavora non solo per queste due voci, molto importanti ma componenti dell'intero bilancio.
L'Italia è un Paese di trasformazione che importa buona parte delle sue materie prime, le lavora e poi una volta trasformate cerca di piazzarle nel mercato interno ed all'estero. Nella realtà è molto più complesso, perché se importo la gomma per le suole delle scarpe accade che spesso venga inviata all'estero per poi importare come semilavorato il prodotto semifinito che poi venderò sul mercato interno ed estero (Geox, Prada, Gucci et altri). Ma nella realtà il gravissimo problema dell'euro zona è il costo enormemente più alto della manodopera, troppo alto per poter competere con i mercati dell'India, della Cina, dell'America del Sud. L'irlandese prevede una certa forma di protezionismo, ma come sappiamo è un sistema che si ritorce sulle economie interne. Non è così semplice come la fa l'irlandese ed anche se appare così, nella realtà manca una unità politica che accomuni formiche e cicale sullo stesso problema.

Io credo che nell'ottica di una unione europea unita la prima pietra che dovrebbe essere messa è quella dell'unione politica, senza la quale la moneta e gli accordi finanziari non hanno nessun valore se non quello per le quali i grandi istituti finanziari stanno adesso giocano.
Senza una unità politica ongi altro tentativo è solo un grande casinò dove si scommetterà sul perdente.
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# Pietro G 2011-11-17 14:48
Il problema della svalutazione è proprio questo: il rincaro delle materie prime e quindi l'aumento del costo dei prodotti lavorati che rischia di annullare il vantaggio della svalutazione. Per non parlare poi dei milioni di pensionati e degli operai che saranno spinti nella miseria a causa dell'aumento del costo della vita. Non c'è modo di competere direttamente con i Paesi asiatici, occorrono dazi e chiusura del mercato.
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# pelzen 2011-11-17 19:30
Capisco quanto affermi, ma come speriamo di chiudere un mercato come quello orientale di svariati migliaia di miliardi di dollari?
Una volta aperta una falla e lasciato scorrer l'acqua non ci sono dighe che tengono. E' necessario quindi convogliare quest'acqua in zone meno pericolose, ovvero se questo fiume immane di materie, prodotti che importiamo a costi irrisori dovrebbero forse essere esportati nei Paesi che ne hanno bisogno
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# ROGAR 2011-11-20 14:24
Condivido con quanto esposto dal signor Pietro G.
Occorrono e veloci dazi doganali per le merci asiatiche, cinesi-indiane in particolare. Anche se è troppo tardi temo.
Abbiamo lasciato permeare il mercato italiano di manufatti e cianfrisaglie cinesi, senza regolamentazion i, senza verificare nulla. Sono morti interi distretti del tessile, dell'abbigliamento, delle calzature, nel biellese, nel pratese, nel chierese e in ogni dove del territorio. Questi arrivavano, copiavano e vendevano a costi non minimamente eguagliabili per le aziende italiane. Hanno utilizzato lavoratori di etnia asiatica sottopagati e sfruttati per invadere il nostro mercato. Hanno prodotti scadenti, fuori norma, in barba alla CEE. Perchè è stato consentito questo? Quasi settimanalmente l'informazione locale porta in evidenza laboratori ssmantellati e perquisizioni inoltrate nelle varie chinatown italiane. Prodi e compari ci hanno detto che era un'opportunità quella di aprire il mercato alle merci cinesi, perchè le nostre aziende sarebbero poi sbarcate nella nazione celeste a vendere il made in Italy. Già, ma quali aziende e con profitto di chi? E soprettutto sbaracare in Cina e fare business dopo aver delocalizzato o per intenzione o a causa concorrenza sleale, a chi giova?
Non alle aziende piccole-medie che ormai non esistono più, non ai lavoratori che hanno perso il lavoro, sicuramente converrà alle multinazionali o ai brand forti che potranno vendere il prodotto griffato ai "nuovi" ricchi di quei Paesi. Ma quel che è andato perduto non è più rientrato e non rientrerà più. Provate a contraffarre un marchio o copiare un prodotto USA e vedrete la potenza di fuoco che si leverebbe, legale e penale. Qui in Italia hanno permesso e concesso tutto e ancor di più. E poi si piange la fine di di tanti troppi distretti un tempo operativi e produttivi... Ma ci facciano un piacere... si tolgano dalle... loro e il loro volano.
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# BERTIEBOY 2011-11-17 00:44
Non sono d'accordo sul fatto che sia inutile lanciare l'allarme sull'escalation dei Poteri Forti: se sui giornali e alla radio si comincia (timidamente) a parlare di Bilderberg, Trilaterale e della santa Goldman e del sistema bancario mondiale può essere utile per il Popolo per conoscere il nome del suo carnefice.
Il Sistema Bancario parassitario rappresenta l'usura legalizzata che aspira la linfa vitale del popolo che lavora.
Il Sistema Bancario Internazionale, la Speculazione Globale, i Paradisi Fiscali disseminati per il mondo e le Borse delle Materie Prime rappresentano le teste dello stesso MOSTRO: Il MERCATO.
L'Unione Europea (che assomiglia sempre più alla vecchia Unione Soviertica) è la forma istituzionale della Dittatura delle popolazioni europee.
Aver affidato il Governo dell'Italia ad un Apostolo iperliberista del Mostro Mercato e della Nomenklatura europeista significa aver commesso da parte dell'illustre inquilino del Colle un errore (voluto) madornale. Significa dare l'aurea di Salvatore della Patria ad un esponente di quei Poteri (economici e istituzionali) che fanno di tutto per affossare il Paese con selvagge speculazioni e norme assurde.
Comunque adesso abbiamo un governo formato da banchieri, rettori, economisti e ambasciatori: tutte persone che conoscono molto da vicino le problematiche della vita quotidiana.
La torre eburnea dove vivono questi signori deve essere altissima.
Il professor Monti (ridotto di Tre) si terrà oltre la presidenza del Consiglio anche il dicastero fondamentale dell'Economia. Per ora si è mantenuto solo sul binario di dichiarazioni saldamente attestate sul "Vuoto Pneumatico " più assoluto. Purissima aria fritta sul programma che pende sulla testa degli ancora ignari italioti: il churcilliano "Lacrime e sangue" qui declinato con un più verace "Lacrime Napulitane" dal nome dell'autorevole e arzillo designatore del nuovissimo presidente del Consiglio.
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# Pierpaolo 2011-11-17 00:47
Monti ha solo una settimana per lanciare un segnale: uscire dall'Afghanistan, ridurre del 20% gli stipendi a Deputati e Senatori (e, conseguentement e, a giudici e pubblici ministeri), porre fine ai progetti demenziali nella Val Susa ed allo Stretto di Messina.
Ha una settimana di tempo per dire ai parlamentari: o così o me ne vado. Entro una settimana potrebbero accettare di autoridursi lo stipendio; dopo gli risponderebbero : vattene!
Sarebbe risolutivo? No, c'è ben altra carne da tagliare ai piani alti, ma servirebbe per acquisire credito.
Il credito degli italiani, che per l'Italia e per chi la vuole governare è essenziale.
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# licio 2011-11-17 08:40
Il ponte dello Stretto di Messina è forse l'unico investimento produttivo... almeno allo stato attuale... solo che mentre noi parliamo di ponti da molti lustri in altri sistemi più moderni ed avanzati opere come quella di Messina vengono portate a termine nel breve volgere di massimo un lustro... è questa la dice lunga sul nostro sistema Paese che è davvero inguardabile... a parte il disgusto...
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# Pierpaolo 2011-11-18 19:39
Produttivo?
Certamente per i costruttori.
La flotta dei traghetti non può essere smantellata perché comunque il ponte non sarebbe agibile 365 giorni all'anno. In caso di forti venti (che non mancano di certo) il traffico dovrebbe essere sospeso, per ragioni di sicurezza.
http://www.youtube.com/watch?v=dGcw_XJow4o&feature=related
E la flotta, anche se inattiva, dovremo pagarcela noi.
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# Giovanni Silvano 2011-11-17 01:52
E' un buon articolo però ci sono dei soliti luoghi comuni, LA GERMANIA NON HA VOLUTO L'EURO, GLIELO HANNO IMPOSTO!

Adesso coloro che hanno imposto l'Euro alla Germania si lamentano dell'Euro?
Ma siamo alla farsa, alla pura farsa!!!

Questo: che l'Euro avrebbe fatto esplodere l'export tedesco è un'altro falso luogo comune: la Germania è il primo esportatore mondiale dalla fine degli anni '60, cioè esportava a tutto spiano anche col fortissimo marco!!!

La Germania non è il primo partner commerciale solo dei Paesi dell'area Euro, ma è il primo partner commerciale di mezzo mondo, dalla Russia, alla Cina ad esempio: la Cina è nell'Euro???
Prima di fare affermazioni superficiali andare a vedere la tabella delle esportazioni tedesche negli ultimi 50 anni.

Il capo della BGA ha ragione il problema sono i Paesi mediterranei a cui nessuno ha chiesto loro di entrare nell'Euro, ma hanno voluto entrarci a tutti i costi, anche falsificando i dati della loro ecoonomie, a tutti i costi ed adesso si accorgono che l'Euro non riescono a reggerlo.

Ridicolo anche continuare ad affermare che l'Euro è la moneta tedesca cioe una specie di marco cammuffato:

Ma cari signori una moneta comune con la Germania come puo non essere un marco cammuffato???
Qualcuno non ha ancora capito che la Germania riunificata è diventata una superpotenza economica di rango mondiale, la vera superpotenza economica mondiale è la Germania, non la Cina, la Cina esporta merce ordinaria o di scarsa qualità, se la Cina dovesse pagare gli operai come li pagano in Germania e dovesse lavorare con una moneta forte come l'Euro: La Cina non esporterebbe un TUBO!
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# vitt.max 2011-11-17 08:48
Infatti, a volte bisogna essere davvero obiettivi e non essere sempre pronti a scaricare ad altri le colpe ricordiamoci sempre chi ci ha fatto entrare nell'euro alle peggiori condizioni.
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# dubbioso 2011-11-17 10:05
E ricordiamoci anche di chi non ci ha fatto uscire dall'euro quando lo si poteva fare con un diverso rapporto di forze, prima di aver ceduto le ultime briciole di sovranità.
Questa è una colpa ancora più grave perchè, mentre chi ci fatto entrare nell'euro continua ottusamente a vantarsene, chi non ci ha fatto uscire ha, più o meno apertamente, sempre espresso perplessità nelle istituzioni finanziarie europeee. Se i primi si possono considerare cretini, i secondi si sono rivelati inetti senza spina dorsale. Fa bene il nostro direttore a far notare il cambio di rotta di certi giornali che solo adesso danno spazio alle versioni "complottiste": Che indecenza.
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# Scipio emiliano 2011-11-17 11:20
Ricordo che se non ci fossero i Paesi Piigs, il marco-euro sarebbe così forte che i crucchi non venderebbero neanche un chiodo. Ciò che dici è parzialmente vero, rimane il fatto che per la Germania il primo partner commerciale è l'Europa stessa. Mentre per l'Italia il mercato principale è oltreoceano. Fatto sta che nel momento in cui una Pirelli cerca di comprare la Contineal, la Fiat l'Opel si sente dire nein. Il contrario invece è sempre un sì. Qui non si tratta di scaricare le colpe sulla Germania. Si tratta di comprendere che la Germania non ha la veste candida.
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# Giovanni Silvano 2011-11-17 14:43
Citazione Scipio emiliano:
Ricordo che se non ci fossero i Paesi Piigs, il marco-euro sarebbe così forte che i crucchi non venderebbero neanche un chiodo. Ciò che dici è parzialmente vero, rimane il fatto che per la Germania il primo partner commerciale è l'Europa stessa. Mentre per l'Italia il mercato principale è oltreoceano. Fatto sta che nel momento in cui una Pirelli cerca di comprare la Contineal, la Fiat l'Opel si sente dire nein. Il contrario invece è sempre un sì. Qui non si tratta di scaricare le colpe sulla Germania. Si tratta di comprendere che la Germania non ha la veste candida

Dici cose inesatte Scipio, il primo mercato dell'Italia non è oltreoceano (da oltreoceano caso mai importiamo) il primo mercato per l'Italia è la Germania, il secondo la Francia, in sostanza il 70% delle esportazioni dell'Italia vanno in Europa!!! Non oltreoceano!
Qui in Italia negli operatori economici c'è letteralmente il terrore di essere sbattuti fuori dall'Europa, perche se ci sbattono fuori, l'Italia torna economicamente agli anni '50.
Prova a chiedere ai tuoi genitori come si viveva bene negli anni '50, o com'era il tenore di vita in quegli anni in Italia.
Ti ricordo anche che la Germania era il nostro primo partner commerciale anche quando c'era la Lira, la Germania era il primo partner commerciale di tutti i Paesi europei anche quando in Germania c'era il fortissimo marco, moneta ancora più forte dell'Euro! Era il primo partner commerciale di tutti esattamente come adesso!
Perche questo? Perche dalla Germania i Paesi europei non importano banane, noci o pigiamini, importanto impianti industriali, tecnologia, chimica ed elettronica industriale avanzatissima, tutta roba di cui nessun Paese avanzato può fare a meno, se vuol continuare ad essere un Paese avanzato. Tutta roba che se non la compri dai tedeschi, non ci sono molte probabilità di trovarla altrove nel mondo (cosa che fa esattamente anche la Cina, primo mercato mondiale dei prodotti tedeschi).
Caro Scipio devi informarti un pochino su come stanno le cose, o c'è qualcuno che ti sta raccontando delle cose non del tutto esatte.
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# Scipio emiliano 2011-11-17 18:42
Dati ISTAT sull'esportazione italiana 2005: unità: milioni di euro. eu ~112 mondo: ~191.

Nella concitazione ho omesso il mercato "per l'export italiano", piuttosto che solo mercato e tutto questo con una moneta che non la rappresenta, l'euro.

Quanto all'alta-tecnologia tedesca, all'alto livello teconologico delle sue industrie, beh devo dire che grazie al mio Paese ed ai suoi nepotismi, conosco molto bene la realtà teutonica dato che ho lavorato nel suo istituto di ricerca più importante. Nella cosiddetta Prima Repubblica, l'industria italiana della chimica era prima nel mondo. I tedeschi ed i francesi si univano agli italiani per sviluppare il nucleare civile (gli italiani ci mettevano le competenze che solo loro avevano), più in là nel tempo un certo Perotti della Olivetti inventava il personal computer.
I miei genitori hanno vissuto gli anni Sessanta e Settanta, e non sono dovuti andar via per lavorare e fare una famiglia come invece ho fatto io.
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# Giovanni Silvano 2011-11-18 12:12
Scipio i primi mercati all'esportazione per l'Italia sono nell'ordine: GERMANIA, FRANCIA, REGNO UNITO, OLANDA,... USA... BELGIO.
Solo la Germania da sola assorbe il 30% del nostro export, la Germania come gli altri Paesi elencati non sono Paesi d'oltremare (tranne gli USA che sono però quinti) mi sembra, al MASSIMO SIANO D'OLTRALPE.
Ti sei confuso invece d'oltralpe hai capito d'oltremare, non è niente di grave. Capita.
I Paesi d'oltralpe assorbono il 70% del nostro export.
D'oltre mare sono i mercati di importazione, di materie prime ed agro/alimentari, tranne il metano portato coi gasdotti dalla Russia, quello è gas che non viene da oltremare.
L'industria chimica italiana è stata la prima al mondo, devo prendere la cosa come una barzelletta prenatalizia???
Se c'è stato e c'è proprio un settore dove i tedeschi non hanno mai avuto e non hanno letteralmente rivali è la chimica.
BASF, Hoechst, Bayer, Hennkel, messi assieme danno cappotto non all'Italia ma al resto del mondo messo assieme.
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# ROGAR 2011-11-20 14:46
Bella risposta che condivido pienamente.
Italiani e tedeschi da sempre legati da amore-odio. Ricordate i tempi di guerra il detto generali tedeschi e soldati italiani, il meglio di un esercito.

L'Italia paga la mancanza di leadership politica ad alto valore, capace, professionale e patriottica. Se avessimo avuto anche questa saremmo come i tedeschi, ma purtroppo l'individualismo nostrano e l'eccesso di criminalità organizzata non ha permesso la nascita e la crescita di una classe politica autonoma, non servile e abile nel governare.
Quanto alla Germania, basta dire che ha imparato molti vizietti italici nel tempo... La Cassa Depositi Prestiti tedesca non figura nel debito pubblico e non è la sola furbata in salsa mediterranea dissepolta tra i dettati contabili di questo grande Paese.
Ma la Germania è un grande Paese nazionale, che difende i suoi interessi, che non sono quelli buoni o giusti, sono i suoi interessi e lo sta facendo bene, al meglio per lei e ai danni dei partner. Forse la guerra non è mai completamente finita, alle armi convenzionali si sono sostituite armi di distruzione di massa, finanza derivata e debiti sovrani. A ciascuno il suo.
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# cattolicocritico 2011-11-17 02:57
Direttore dice Immanuel Wallerstein nel suo ultimo articolo sulla situazione mondiale che l'Euro non scomparirà. Di seguito metto il link. Wallerstein non è certo uno sprovveduto che ne pensa direttore?

http://www2.binghamton.edu/fbc/commentaries/archive-2011/317en.htm
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# Der Beobachter 2011-11-17 09:30
Quoto Giovanni Silvano, anche se detto da me potrebbe sembrare di parte.
Finchè ho vissuto in Italia infatti, non potevo capire il problema italico, come lo si può invece osservare e comprendere quando si vive e si lavora all'estero
e soprattutto non da italiani (quindi con amor di patria), come nel mio caso specifico.
Le usuali osservazioni del Direttore su un certo, non di tutti, ma troppo spesso presente menefreghismo e poca voglia di lavorare e pagare le tasse nel Bel Paese, fa ben capire
perchè i poteri forti e le elite hanno scelto nel XX secolo di sovvenzionare per poi far distruggere non l'Italia, ma la Germania, essendo questa una scomoda quanto "pericolosa" locomotiva.
Anche ora è comunque la stessa cosa. Non è volontà, ma imposizione. Chi tira le redini non è certo la Merkel... questo penso sia innegabile. E qui lo sanno in molti.
Cosi come non si può certo rinnegare il fatto oggettivo, che in Italia (ad esempio) le Audi vengano preferite alle Lancia perfino dai politici, che danno in questo caso non un pessimo esempio di partriottismo, ma confermano il valore di un sistema, quello tedesco appunto, basato sullo spirito di sacrificio, sulla efficenza e la disciplina.
Virtù che troppo spesso sono uccel di bosco in un Italia, Paese dell'unione europea (scritto apposta in piccolo), dove non solo la ADSL è per molti ancora un sogno nel cassetto.
Un saluto dalla Baviera
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# Franco_PD 2011-11-17 09:50
Più passa il tempo più gli articoli di economia di Blondet sono profondi e precisi. Ma quando scende nella politica italiana mi lascia perplesso. Via, pretendere che Berlusconi avviasse "quell'accordo e coordinamento tra Paesi periferici" fa ridere. Già, una sorta di sobria convention a base di rosolio con peccatori impenitenti stile Esercito della Salvezza. La Grecia truccava scientemente i propri conti con gli strumenti forniti direttamente da Goldman Sachs, che ora le impone anche il presunto salvatore (suo uomo). La Spagna vantava tronfia i propri successi taroccati basati sulla bolla immobiliare che ho verificato sul posto e di persona. Una congrega di magliari che vivevano alla giornata. Contentiamoci del respiro che qui avemmo con l'eliminazione dell'ICI sulla prima casa e le tasse di successione (chi è passato per questa dolorosa parentesi - in tutti i sensi - sa che vuol dire). Rendiamoci conto che Berlusconi non poteva fare NULLA, se non provvedimenti di dettaglio, e neppure i suoi ministri. Erano mediocri è vero, ma non cambia nulla. Il mito delle maggioranze plebiscitarie sulla carta onnipotenti si è sempre scontrato con la realtà dei pesi e contrappesi (sui quali qui mi ha pure ripreso a ragione e di recente lo stesso Blondet e pure di persona) coi quali non fai nulla. Sparare ai barconi dei migranti? E con la Caritas-Migrantes come la mettiamo poi? Forestali pagati a migliaia per far nulla? Che fai quando poi bruciano i boschi? La Gelmini diceva che ci sono più bidelli che carabinieri e le scuole sono sporche. Cacciarli o farli lavorare? E quando i sindacati ti scendono in piazza con gli studenti e le loro famiglie imbecilli al seguito cosa ti inventi? La Sanità è dissanguata dagli stranieri regolari e no? Far loro pagare ciò di cui usufruiscono senza avere alcuno storico (né presente spesso) di contribuzione al suo mantenimento? Raccontalo alle sinistre, alla Chiesa e anche al mio medico di base, pure berlusconiano assatanato, che sugli extracomunitari ci campa avendone a pacchi tra i suoi assistiti. Non c'era nulla da fare e non ce ne fu mai. Ora al contrario della commedia di Beckett è arrivato il Godot tanto atteso. Il Teatro dell'Assurdo può quindi tramutarsi finalmente in farsa. E il popolino, più di bocca buona come si può già vedere dai giornali, si divertirà certo di più.
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# Pompili 2011-11-17 14:16
Caro Franco_PD, quando la leggo... ... mi leggo.
Saluti
Marco
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# Litoldo 2011-11-17 09:59
ieri sera a "Le Iene" Ilary Totti (!) ha citato (molto fugacemente!) il fenomeno del "signoraggio"... roba da non crederci!!!
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# seventhwave 2011-11-17 10:58
Aggiungo che l'autore dell'articolo del Guardian è peraltro Ben Dyson, ideatore del gruppo di riforma monetaria "Positive Money".
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# Saturn 2011-11-17 11:04
Giusto per farsi una risata...

http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_fotogallery-47560/358996.htm
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# seventhwave 2011-11-17 11:05
la Germania esporta merce di grande qualità... vale anche per i discount tedeschi pieni di cibo spazzatura, che sono comparsi in Italia proprio a partire degli anni '90?
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# Andrea V. 2011-11-17 20:29
Citazione seventhwave:
la Germania esporta merce di grande qualità... vale anche per i discount tedeschi pieni di cibo spazzatura, che sono comparsi in Italia proprio a partire degli anni '90?


Quei discount hanno fatto abbassare il prezzo di parecchi alimentari italiani e non che venivano venduti a prezzi eccessivi.
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# shaula 2011-11-18 03:01
Citazione seventhwave:
la Germania esporta merce di grande qualità... vale anche per i discount tedeschi pieni di cibo spazzatura, che sono comparsi in Italia proprio a partire degli anni '90?

Quello che dici è senza senso. Oltre ai prezzi, anche la qualità, spesso e volentieri, è migliore. Dai discount tedeschi abbiamo tutto da imparare. Oltre che per tutto il resto.
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# Pierpaolo 2011-11-18 19:44
Nei discount tedeschi in Italia si riesce a vendere pure la pommarola fatta in Germania.
Quanti sono i supermercati italiani che vendono, non dico lucaniche, ma almeno pastasciutta in Italia?
Non è che all'Italia manchi solo il primato tecnico-produttivo.
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# Saturn 2011-11-17 11:15
"La nomina di Terzi è stata accolta con soddisfazione negli ambienti dell'Amministrazioon e americana e da molti esponenti di spicco della politica israeliana. Ma il nuovo ministro degli Esteri può contare su rapporti privilegiati con il Quirinale, con il Pd (quando Massimo D'Alema resse la Farnesina nel 2006) e su una relazione particolare con l'attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini, per il quale curò fin nei dettagli (trasformandola in un successo politico) la storica visita dell'ex leader di AN in Israele nel 2004".

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-16/farnesina-nomina-terzi-santagata-211406.shtml?uuid=AaTpNBME

Pronti per la campagna d'Iran prossima ventura!
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# Pompili 2011-11-17 11:16
SOLO ed ESCLUSIVAMENTE un evento può "rifondare" un Paese come il nostro...
Saluti
Marco
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# cgdv 2011-11-17 11:35
Caro Blondet vogliamo il capro espiatorio? Ebbene sia pure Berlusconi, che per me non esiste più da quando ho capito che l'accordo con i gelidi economisti e banchieri si stava perfezionando non certo dal giorno delle sue strane dimissioni.
In effetti come giudicare chi permette di arrivare a questo tipo inedito di governo tecnico della finanza, privo di opposizione?
Certamente l'opera dei traditori dell'Italia è stata continua ed assidua, ma garantire loro anche l'appoggio con il mio voto è insopportabile.
Giuliano
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# milvus 2011-11-17 11:36
Bravissimi Silvano e Der...! La verità va detta, sebbene vi siano rarissime eccezionali persone,come mio padre, mia madre, che lottano contro altri italiani il cui scopo nella vita non è nè il sacrificio, nè l'effcienza e tantomeno la disciplina. Lo scopo dell'italiano è nascere, lavorare poco per andare in pensione presto, ecco perchè la Grecia è fallita. Chi ha finanziato i danni del terremoto in Abruzzo? I tedeschi, chi ha aiutato Belusconi a ripulire Napoli dallo scandalo immondizia, i tedeschi. Perchè in Germania le case costano meno che qui, ed in più vorrebbero rimettere l'ICI, che Berlusconi tolse? Comunque non mi sembra che i Piggs siano sconteni dell'euro, i greci per primi, visto che sono stati anche presi in giro con un plebiscito, mica fessi rispondere a certe domande! Adesso a noi hanno imposto di dipendere da una banca di loschi affari, americana, così come ai tedeschi fu imposto l'euro. Se si nasce con desiderio di lavorare, formarsi una famiglia onesta, con i figli consentiti dal trend (due, uno, mezzo?) non solo ti prendono in giro, ma ti sfruttano come se uno fosse il fesso di turno. Ringrazio per le vostre informazioni, sempre.
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# Rafael 2011-11-17 11:45
Condivido le opinioni di Giovanni Silvano e di Der Beobachter sulla Germania. Ho lavorato a lungo all’estero e ho avuto vari rapporti con ditte e persone tedesche. Il nostro A. D. era solito dire: Stiamo correndo in pista con loro alla pari, ma loro sono almeno 5 giri avanti. Non c’è niente da fare, sono i migliori e nessuno riesce a stargli dietro. Quando devi competere in pista non si possono fare alchimie (euro forte e debole, aree nord e sud, i mercati, export, cambi, banche, etc). “It is the economics...” se hai fiato, capacità, resistenza, corri, altrimenti rimani indietro. Perchè, se la Germania è così forte, è entrata nella UE? Io penso che i tedeschi abbiano un senso di colpa per la 2a Guerra Mondiale e hanno aderito per non sentirsi esclusi e in un certo senso per farsi perdonare. Si diceva negli anni passati: la nostra economia e quella europea vanno bene: “Se tira la locomotiva tedesca...”. Ma la Germania sarebbe andata bene anche da sola, le penisole mediterranee con la loro astuzia levantina hanno tentato di farsi tirare senza sprecare energie e senza pagare il conto.
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# shaula 2011-11-18 03:30
La Germania non deve farsi perdonare un bel niente. Anzi, proprio la tremenda crisi mondiale attuale, uguale a quelle precedenti che hanno poi trascinato il mondo in guerra, ha finalmente aperto gli occhi di molta gente la quale ha capito chi sono i veri protagonisti delle miserie di intere collettività ed in particolare di quella germanica anteguerra che, indotta dalla disperazione, ha reagito come sappiamo al progetto di annichilirla.
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# remox 2011-11-17 11:50
Euro debole o forte è esattamente la stessa cosa. Ciò che conta è la sovranità monetaria, ovvero chi effettua le scelte di politica monetaria. Una volta ristabilito questo principio si può intervenire sui meccanismi dell'emissione monetaria.
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# psanfilippo 2011-11-17 11:57
Direttore,
a cosa serve un euro a 2 velocità se è sempre la BCE a decidere quando e se svalutare l'euro debole rispetto a quello forte?
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# Nieuport 2011-11-17 11:59
In aggiunta a quello che dice Pierpaolo: e rinunciare all'acquisto dei 131 bombardieri F-35, al costo iniziale di 13 miliardi (ma saranno di più) e al costo finale, con ricambi, funzionamento, ecc. di 50 miliardi.
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# Pierpaolo 2011-11-18 19:46
Se lo facesse il senatore Monti sarei disposto a fargli credito. E con me pure più di qualcuno in Europa.
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# Franco_PD 2011-11-17 12:24
Sallusti su Il Giornale di oggi scrive: "Ce la potranno raccontare in mille modi, ma nessuno riuscirà a convincerci che il primo banchiere d’Italia, con un reddito che ha anche superato i sei milioni l’anno, molli tutto per andare a fare qualche mese (al massimo 16) il ministro a 150 mila euro l’anno. Va bene lo spirito di servizio, va bene salvare la Patria in difficoltà, va bene essere sobri, ma qui nessuno è fesso. Usciamo di metafora. Corrado Passera in cuor suo e non solo suo, punta diritto a essere il prossimo presidente del Consiglio, magari in coincidenza con il passaggio di Mario Monti al Quirinale (i tempi delle due elezioni coincidono)". E' naturalmente tutto vero. Mi viene da ridere - penso d'accordo con Blondet - che questa gente che gestiva fino a ieri una specie di succursale del Jerusalem Post oggi cada dal pero. E' vero che già qualcosina nei mesi scorsi l'avevano lasciata trapelare nei loro articoli, ma quando era il momento di battere sul tamburo NON l'hanno fatto. E non era questo il momento, era tempo fa che si doveva strillare. Quando sei che la tagliola c'è, non devi attendere che scatti per denunciarne l'esistenza.
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# Pietro G 2011-11-17 15:10
Il discorso di Monti è stato modesto e senza sorprese. Ha esposto il programma economico della sinistra: il solito tassa e spendi. Il PdL è caduto nel trappolone teso da Napolitano: fare un governo tecnico che porti avanti il programma del Pd senza che questo ci metta la faccia. Nessun risparmio sulle missioni militari all'estero, aumento generalizzato delle tasse che rischiano di far crollare i consumi e quindi di portare il Paese in recessione (e poi in default), nessun accenno ad una riforma del sistema finanziario. Almeno la CDU (democristiani tedeschi) ha osato sfidare la City inglese proponendo la Tobin tax, da noi niente. Nessun accenno ad uno stop delle quote di immigrazione (e dei ricongiungiment i familiari) mentre tutti piangono il 30% dei disoccupati giovani. La diminuzione dei costi del lavoro sarebbe utile, specie per l'export, se non ci fosse già una quasi stagnazione mondiale. In questo clima internazionale occorrerebbe puntare sul consumo interno e non aumentare le tasse in un Paese che è già tassato troppo. Per quanto riguarda la Germania sono d'accordo con l'intervento di Der Beobachter che saluto.
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# Franco_PD 2011-11-17 17:50
Sono assolutamente d'accordo.
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# shaula 2011-11-18 03:44
Tanto più che lo stesso Giornale ospita regolarmente gli articoli demenziali della Nierenstein con tutto il suo codazzo di fanatici rimbambiti che approvano i vaneggiamenti della grande sionista.
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# SUPERCECCHI 2011-11-17 12:31
Quando fallì Lehman Brothers e il dollaro quotava 1,6 sull'euro, gli economisti si affannavano a scrivere che il dollaro sarebbe sparito. Anche Martin Wolf parlò di "dollar demise".
Adesso si parla di fine dell'Euro.
Io penso che dollaro ed euro spariranno lentamente insieme:
un colpo al dollaro, un colpo all'euro, per finire con un "morphing" che si chiamerà SDR.
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# sal 2011-11-17 15:37
In tutta sincerità questi argomenti sull'economia mi trovano del tutto impreparato, non riesco a trovare il bandolo della matassa per almeno tentare di iniziare a capire qualche cosa; ho un cugino laureato in Economia e ho chiesto lumi a lui, ma ne ho ottenuto risposte vaghe ed evasive.
E' tutto un pullulare di opinioni tra economisti (a proposito avete notato quanti ne sono spuntati in questi anni) giornalisti, blogger.
L'economia si dimostra sempre più una non scienza alla mercè dei vari interpreti che si affollano sulla scena vorrei sentire un parere di altri lettori.
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# san 2011-11-17 22:01
E' la scienza dei cretini. Pensate che fanno
studiare nelle facoltà le curve d'indifferenza che sono delle boiate fantascientific he, come lo è stato il concetto di economia marginalista.
Questi presunti palloni gonfiati che si fanno chiamare economistici, concettualizzan o l'assurdo.
Perchè la gente si fa impressionare da ombre del nulla?
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# Scipio emiliano 2011-11-17 16:03
Mi domandavo: in Francia, si studiano i metodi di guerra finanziaria ad esempio. Potrebbe essere solo una tempesta creata ad hoc per costringere ad applicare quelle riforme liberiste nei Paesi cicala? Forse il pericolo di default non è mai esistito?
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# henri 88 2011-11-17 22:57
Si, forse è tutto un bluff.
Speriamo.
Saluti
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# robotron2084 2011-11-17 17:07
Chiedete a un operaio:
- preferisce lo sconto del 30% sull'iPad o tenere il lavoro?
In sostanza ci hanno imposto il primo in modo ufficiale dal 1997.
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# Edmund Kiss 2011-11-17 17:46
Intanto la cicciona Merkel dice tranquillamente , sbattendosene di quello che pensano i suoi cittadini, che "la Germania è pronta a perdere una quota della sua sovranità"... Per salvare l'Euro?
E la gente cosa ne pensa di queste ipotesi dittatoriali sbandierate da banchieri e politici criminali?
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# Franco_PD 2011-11-17 18:01
Un piccolo dettaglio, che non so ancora come valutare (io sono pieno di pregiudizi... che volete). Abbiamo ascoltato a casa all'ora di pranzo il primo intervento pubblico di Monti nell'edizione straordinaria che gli ha dedicato il TG1. Tutti i presenti attorno a me erano abituati male. A passionalità, a calore umano, a qualcosa che si faceva se non guardare almeno ascoltare. E ti appare invece un premier che incespica sulle parole, con il carisma di un portaombrelli, con l'anda di un professore bolso perchè ignorante. Ed un eloquio soporifero e spento. Al confronto Napolitano è uno spumeggiante Roger Rabbit. E Monti appare poi circondato da vecchie mummie - i suoi ministri - che nel confronto la Prima Repubblica poteva sembrare il circo Orfei. Per gli astanti che avevo intorno era come se fosse atterrato un UFO e avesse scaricato degli alieni vecchi. Impresentabili. Incredibili. Inattendibili. E soprattutto privi di qualsiasi autorità. Come dire: "Il ministro chi?". Ridicolo, assolutamente ridicolo.
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# kaiuss 2011-11-17 18:18
La Germania - a causa della struttura mentale dei tedeschi, che sono molto intelligenti, ma anche molto rigidi - non potrà mai accettare uno sconto sul debito dei Paesi cicala. Per loro è una questione di principio sul quale non sono capaci di transigere. Sono in maggioranza protestanti: sine glossa!
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# Pierpaolo 2011-11-18 19:55
Se vuoi mandare furori dai gangheri un commerciante tedesco, cattolico o protestante che sia, basta solo chiedergli di farti uno sconto.
Se non ti compatisce perché conosce personalmente l'Italia, non sa nemmeno come reagire ad una domanda così oscena.
E' come dirgli che l'hai scoperto a rubare.
La formazione del prezzo è parte integrante della professionalità del commerciante.
Lui sa quanto gli costa l'approvvigioname nto, l'affitto del locale, le spese di ogni genere che devono essere ripagate e sa quale è il valore aggiunto che costituisce la merce per il cliente.
La "professionalità " del commerciante italiano, invece... è farsi bello convincendoti all'acquisto con uno sconto (dopo, beninteso, aver gonfiato il prezzo).
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# ilvecchiosatrapoinfedele 2011-11-17 19:46
@ Direttore
Io penso che tutto ciò sia fortissimamente voluto.
Quando in tutti gli Stati, a partire dai periferici fino alla grande Germania nel prossimo marzo, sarannno installati tutti i Monti di ogni rispettivo Paese, allora e solo allora avremo la catastrofe economica necessaria per avere il definitivo passaggio della sovranità nazionale ai super poteri europei. E nessuno sarà in grado di opporsi in quanto tutti saremo impauriti e confusi e alla fine grati a chiunque porterà un po' di speranza nelle nostre esistenze.
Questo perchè (lo dice Attali nei suoi libri) solo nei grandi pericoli gli uomini e i popoli fanno il decisivo salto di qualità.
Avremo quindi finalmente il superstato delle dimensioni necessarie per poter competere con l'unione americana o con la Cina. E sarà una dittatura più o meno morbida, tale e quale gli altri due contendenti. Ma sopratutto (forse) non avremo più guerre nei territori dell'Europa che da Carlomagno (ma anche prima) in poi sono state conseutudini fino al 1945.
Credo in buona sostanza che pagheremo col portafoglio la assenza di guerre in Europa per i prossimi secoli.
E tutto ciò è giusto e desiderabile qualsiasi sia il prezzo.
Perchè sono solo soldi anzichè vite.
Questo spiega la frase del nanoleone il mese scorso.
Che ne pensa?
Il satrapo infedele
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# san 2011-11-17 21:53
Illusioni. Si legga il Mondo nuovo di Huxley, è quello il mondo che ci aspetta.
Forse una guerra tra Cina-Russia e USA è molto più probabile. Altro che pace!
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# cgdv 2011-11-17 21:37
Il capogruppo della Lega al Senato Bricolo ha chiarito con poche parole il pensiero di molti:
... presidente Monti questo governo farà gli interessi dell'Italia o delle banche che rappresenta?
Si è parlato molto del conflitto di interessi di Berlusconi ma si parlerà più a lungo del conflitto di interessi di questo governo...
Io la penso esattamente come Bricolo, ognuno giudichi come gli pare.
Giuliano
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# san 2011-11-17 21:47
Questo articolo crea solo confusione.
E' quello che vogliono i tedeschi. Mi meraviglia che esperti come Blondet non riescano a vedere e a capire la natura del popolo tedesco. I tedesci di fronte alla storia si sono sempre comportati come dei vili.
Oggi dovrebbero comportarsi da veri leader europei, si comportano come traditori, meschini, taccagni, senza nessuna capacità di guida.
Questa è la radice del male.
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# shaula 2011-11-18 03:58
Merita l'Oscar del commento più strampalato.
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# francob 2011-11-17 22:17
Ogni Stato dovrebbe fare da solo, ma il sistema bancario li obbliga ad avere rapporti superiori alle reali possibilità. Il default arriverà entro 6 anni. Premariamoci senza paraocchi.
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# henri 88 2011-11-17 22:58
Esageri!
Ciao
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# geppino 2011-11-17 23:05
Direttore, se riducessimo tutte le tassazioni al 33%, toglieremmo tasse sui consumi e riportassimo al 18% l'IVA e contestualmente riducessimo dell'80% gli emolumenti alla casta politica-burocratica parassitaria potremmo farcela ad uscire dalla crisi..? Spero di essermi spiegato. Grazie
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# urbano 2011-11-17 23:45
Salve, ma è possibile che tutti voi fate analisi e diagnosi corrette, ma mai una terapia? A leggervi mi viene la depressione. C'è qualcuno che mi sappia dare delle speranze (oltre alla preghiera che tutti in famiglia facciamo)? Quasi quasi vado a lavorare in Germania. Carissimo Der Beobachter mi puoi dare qualche consiglio per lavorare in Baviera?
Comunque preferisco conoscere queste cose che fare finta che tutto vada bene. Grazie a tutti!
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# Sergio64 2011-11-17 23:52
Credo sia un sintomo della crisi il fatto di leggere opinioni così diverse tra loro...
I tedeschi sono troppo forti... no sono dei vili...
E' tutto un complotto organizzato dai poteri forti... no, anche loro non sanno che pesci prendere...
Mi sa che la realtà ha raggiunto ormai un tale livello di complessità che nessuno sa veramente come andrà a finire.
Io non credo alla profezia dei Maya sul 2012, ma mi sa che la fine del mondo non sia poi così lontana.
Del resto prima o poi deve succedere, e allora forse conviene iniziare a prepararsi spiritualmente.
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# Antonio A. 2011-11-18 04:02
Ad alcuni non andrà giù che si parli di certe cose in articoli di questo tipo. Mi spiace, ma basta il buon senso per capire che non è la matematica a "condannarci", bensì certe distonie spirituali.

Si vada un po' più in profondità e si tenti di spiegare quanto sta avvenendo in maniera diversa. Sono d'accordo con chi dice che la realtà è talmente complessa, che le varie porzioni forniteci da certi seppur illuminanti commenti non sono sufficienti.

Solo non capisco il perché di tutta questa foga da Armageddon. Maya, 2012, etc. Suvvia, i nostri giorni sono contati, con o senza "asteroidi" che si schiantano sul suolo terrestre. Per tanti, troppi nell'arco della storia questo mondo è già finito da un pezzo. Tra questi, tantissimi lo hanno assaporato anche meno e peggio di come l'abbiamo fatto noi.

La presunta imminenza di una catastrofe non sia una scusa. Ci si prepari a prescindere, perché se la Storia è andata a put... ciò è avvenuto proprio perché si era spazientita di attendere la propria fine. Sappiamo che ci sarà per ciascuno di noi. Questo dovrebbe essere sufficiente.

Per il resto, forza Monti! Alla sua età potrebbe godersi la pensione ed invece è lì, quasi contro la propria volontà (così si evince da chi parla del suo discorso), a servire quei padroni che niente potranno garantirgli. Fa il suo gioco, l'unico che certi figuri di dura cervice possono apprendere e ripetere a mo' di automi. Lui a qualcuno, almeno, è fedele.
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# giorgio 2011-11-18 01:30
Per Urbano
Che scarsi cattolici siamo!
Cristo dirige la storia, del mondo e le vicende nostre personali.
Nella tempesta abbiamo questa certezza: non venne forse la grande e luminosa epoca della Cristianità dopo il buio dei barbari feroci e selvaggi? Confidiamo in Chi può tutto, senza tuttavia pensare alla storia come fosse un cartone animato di Walt Disney. Il parto del nuovo mai è indolore.

Anche noi in fondo siamo mondialisti e vogliamo il Nuovo Ordine Mondiale... e che bella sorpresa per i satanisti massonici, verrà fondato con la croce di Cristo al centro!
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# prodigus 2011-11-18 09:08
Questi i dati del rapporto Germania Euro:
L'80% del surplus commerciale tedesco è nei confronti degli altri Paesi europei.
Nel 1998, il 27% del fatturato Siemens era rivolto ai Paesi europei, nel 2010 la percentuale era salita al 38%.
"L'euro - ha ammesso il direttore finanziario di Munich Re - è un colossale strumento di sostegno all'export".
Il successo della Germania si è basato anche sulle importazioni da parte degli altri Paesi euopei, spesso a debito e spesso con debiti contratti con le banche tedesche.
Ci sarebbe poi il graficodella bilancia dei pagamenti dal quale vedreste cge il divario inizia a prodursi proprio a partire dal 2002.
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# Giovanni Silvano 2011-11-18 11:56
Citazione prodigus:
Questi i dati del rapporto Germania Euro:
L'80% del surplus commerciale tedesco è nei confronti degli altri Paesi europei.
Nel 1998, il 27% del fatturato Siemens era rivolto ai Paesi europei, nel 2010 la percentuale era salita al 38%.
"L'euro - ha ammesso il direttore finanziario di Munich Re - è un colossale strumento di sostegno all'export".
Il successo della Germania si è basato anche sulle importazioni da parte degli altri Paesi euopei, spesso a debito e spesso con debiti contratti con le banche tedesche.
Ci sarebbe poi il graficodella bilancia dei pagamenti dal quale vedreste cge il divario inizia a prodursi proprio a partire dal 2002

Cosa intendi per altri Paesi Europei???
L'export tedesco verso i Paesi della UE assorbe il 48,7% dell'export totale tedesco.
La Russia ad esempio è un Paese Europeo ma non è nella UE e nemmeno nell'Euro.
L'export tedesco per sua caratteristica essendo quasi totalmente un export tecnologico, si è sempre rivolto prevalentemente verso Paesi altamente industrializzat i, più che verso Paesi del Terzo Mondo.
La Germania dal 1967 è il primo Paese esportatore mondiale, era il primo esportatore mondiale col marco ed è il primo esportatore mondiale con l'Euro, per cui chi attribuisce all'Euro il colossale avanzo commerciale tedesco di 200 miliardi di Euro l'anno, RACCONTA DELLE SONORE FESSERIE.
I tedeschi non volevano l'Euro, e se potessero ne uscirebbero volentieri anche adesso. La loro economia è talmente forte che non avrebbero problemi nemmeno ritornando al Marco come non ne hanni mai avuti, anche prima.
Dal 2011 il loro primo mercato all'esportazione non è più la Francia ma la Cina, devo informarmi se in Cina c'è l'Euro.
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# milvus 2011-11-18 11:33
Per il momento vedrei come unica soluzione ritirare il contante dalle banche, prima che vada a finire nel dischetto dei loro computer, poi,con il denaro in mano, forse si decide meglio cosa fare. Emotivamente e nel dolore, le soluzioni arrivano, se si aspetta da questa gente qui una soluzione alla realtà del quotidiano vivere, credo sia solo a loro vantaggio. Berlusconi si fa sempre scippare il governo.
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# Pierpaolo 2011-11-18 20:01
All'idea delle due monete, una più forte e l'altra meno, se non sbaglio ci era già arrivato Bossi, almeno per quanto riguardava l'Italia.
Ora viene autorevolmente estesa all'Europa.
Ma i tirolesi meridionali si accontenterebbe ro dell'Euro debole? Ragionevolmente , io credo, pretenderebbero quello forte. Non da meno i tirolesi italiani, né i veneti, ne i lombardi. E nemmeno emiliani, romagnoli, piemontesi e liguri. Agli altri le fiches del Club Mediterranee.
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