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Clima, il Canada si ritira da Kyoto
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Primo Paese ad abbandonare il protocollo: "No alle penalità". La Cina protesta: "Deplorevole"

Il Canada si ritira dal protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici: «Non funziona», ha detto il ministro dell’ambiente canadese Peter Kent, aggiungendo: «Come abbiamo già detto, il Protocollo per noi è il passato». Il ministro non ha precisato quando il Canada uscirà ufficialmente «da Kyoto», diventando così il primo Paese a farlo, ma ha aggiunto che il suo governo farà ricorso al suo «diritto legale di ritirarsi formalmente dal Protocollo».

Il Canada rischierebbe di dover pagare altissime penalità se non si ritirasse da Protocollo, ha aggiunto il ministro, che così si è espresso al suo rientro da Durban, in Sudafrica, dove ha partecipato alla 17/ma conferenza mondiale sul clima. Una posizione già annunciata e una decisione attesa già dal summit Onu di Durban dove il "caso" Canada era già esploso provocando l’ «invasione» pacifica, nella sala ufficiale dove erano riuniti i rappresentanti dei 194 Paesi partecipanti ai negoziati, di sei attivisti poi allontanati dalle forze dell’ ordine. Immediata la replica del colosso cinese che in questi negoziati ci ha messo la faccia ottenendo un Kyoto2 come ponte verso il processo che porterà a un accordo globale, che include i grandi inquinatori nel 2015, per essere operativo a partire dal 2020. Una decisione «deplorevole che va contro gli sforzi della comunità internazionale nel momento in cui a Durban sono stati fatti importanti progressi assicurando una seconda fase di impegno al protocollo», ha detto in una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Liu Weimin.

Secondo notizie riportate dall’agenzia statale cinese, Xinhua, la decisione del Canada è «assurda» e «una scusa per sottrarsi alle responsabilità». Forte la reazione da parte della piccola nazione del Pacifico meridionale dell’isola di Tuvalu, una delle più a rischio per l’innalzamento del livello del mare causato dai cambiamenti climatici: «Per un paese vulnerabile come Tuvalu, quello del Canada è un atto di sabotaggio sul nostro futuro», ha detto il capo dei negoziatori Ian Fry in una mail inviata alla Reuters. Per l’India un funzionario ha dichiarato che la decisione del Canada potrebbe mettere a repentaglio le plusvalenze ottenute in occasione della riunione di Durban mentre il ministro dell’ Ambiente giapponese, Goshi Hosono ha esortato il Canada di rispettare i patti. Una «cattiva notizia» per la portavoce del ministero degli Esteri francese, Bernard Valero. Intanto partono già le petizioni contro il Canada. Ad invitare i cittadini a scrivere al Governo di Ottawa, il Kyoto Club in un appello da sottoscrivere online sul sito dell’ associazione. Il Canada, ha detto il direttore scientifico del Kyoto Club «rischia rischia 10 miliardi di dollari di sanzioni ed è a +23% di emissioni contro un impegno di riduzione del 6% rispetto ai livelli del 1990». Il Protocollo di Kyoto dà la possibilità legale di uscire dal Trattato entro un anno dalla scadenza (a fine 2012). «Delusione» è stata espressa dal Wwf. «È forte il sospetto che - ha sottolineato Mariagrazia Midulla, responsabile Policy Clima e Energia del Wwf Italia - la posizione canadese possa essere influenzata dalle riserve di sabbie bituminose presenti nel Paese, il cui sfruttamento presenterebbe enormi rischi per l’ ambiente e per il clima».

Fonte >  Stampa.it


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Commenti  

 
# Viktor-SS 2011-12-14 12:07
Hanno fatto bene, altro che!
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# NOMEN 2011-12-14 21:32
A proposito... secondo taluni, assai ben informati, dovrebbe pervenirci una ben altra, ben più alta... "sur+Prise"... dal Kanada, pardon,dal frànko+fòno... "KeBeK"... nel futuro proximo venturo... mah... chi vivrà, vedrà!!!
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# NOMEN 2011-12-14 21:32
A proposito... secondo taluni, assai ben informati, dovrebbe pervenirci una ben altra, ben più alta... "sur+Prise"... dal Kanada, pardon, dal frànko+fòno... "KeBeK"... nel futuro proximo venturo... mah... chi vivrà, vedrà!!!
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