>> Login Sostenitori :              | 
header-1

RSS 2.0
menu-1
TUTTI |0-9 |A |B |C |D |E |F |G |H |I |J |K |L |M |N |O |P |Q |R |S |T |U |V |W |X |Y |Z

Archivio Articoli FREE

Gesù sotto influenza?
Stampa
  Text size
Una risposta è dovuta a questo lettore:

«Lo so è una domanda rischiosa ma la faccio lo stesso. Vorrei capire. Dove meglio di EFFEDIEFFE e della sua comunità approdindire un tale Tema... Sicuramente molti di voi sanno che il Papa stesso in un suo libro afferma che Gesù aveva influenze’ essene. A questo proposito cè tutta una letteratura, molto ma molto vasta, che sembra affermare proprio il contrario di quanto qui affermato... Gesù era un esseno!...? Perchè un esseno non potrebbe essere stato investito da Dio per trasmettere la sua Parola? Quale è la prova che Gesù era quello che dice la Chiesa cattolica? Mi piacerebbe sapere il vostro parere. Cordiali saluti e buon 2012 a tutti».

Quando Gesù appare in pubblico, a trent’anni, mostra una dottrina così completa e matura e anticonformista, una cultura dei testi sacri così profonda e pronta, una «didattica» così metodica (l’insegnamento in parabole) una dialettica così sicura di sè, un atteggiamento di tale autorità, da suscitare stupore nelle folle, e sbalordimento nei vicini e nei parenti, come è attestato nei Vangeli: «Non è quello il figlio del falegname? E i suoi fratelli non sono fra noi?». E i farisei gli chiedono continuamente: «Con che autorità fai questo?».

Ora, chi – deliberatamente o no – tende a negargli la natura di Dio, deve per forza supporre che il Personaggio derivi la sua visione religiosa e culturale, così originale, alta e completa, da un «insegnamento» precedentemente ricevuto, da un qualche «corso di formazione», da qualche «scuola» frequentata; e che magari il Suo pensiero abbia subito una «evoluzione» nel corso degli anni della vita nascosta (vedete dove si annida l’evoluzionismo).

Pre-supposto (per pre-giudizio) che Costui doveva aver «imparato» ciò che predicava, come accade a tutti gli uomini normali, gli si attribuisce una permanenza nella comunità di Qumram, i cosiddetti esseni.

E perchè? Io credo, per due motivi. Il primo è che la comunità essena è la sola ad essere ben conosciuta dagli studiosi, non solo perchè documentata da autori antichi (Flavio Giuseppe, Plinio il Vecchio, Ippolito...) ma soprattutto grazie ai fortunati e clamorosi ritrovamenti archeologici della sua biblioteca manoscritta e dei resti degli insediamenti abitativi e cultuali, appunto, nelle grotte di Qumram (1).

Ma esistevano altri gruppi religiosi ebraici a margine dell’ebraismo egemone, di cui si sa poco: per esempio, Filone l’Ebreo (Filone di Alessandria) accenna a una setta di asceti giudaici stabiliti in Egitto, che chiama «terapeuti», sparsi in varie comunità isolate – Filone usa per la prima volta, a proposito dei loro luoghi di ritiro, il termine «monastérion» – e che, dice, praticavano una medicina che non si limitava a curare i corpi, ma anche l’anima.

Dovevano esistere altri gruppi di cui non si sa nulla, in quell’epoca di fermento quasi esplosivo di un ebraismo in attesa del Messia, dove sono attestati ogni genere di pratiche e credenze (fino ai sadducei, materialisti e «liberi pensatori», che non credevano nella resurrezione) dalle non volute influenze straniere (ellenistiche) insieme culturali e politiche, da una crisi sociale profondissima e persino dall’inquietudine generata negli ebrei da una cronaca politica che si allontanava dagli ideali della  prevista «storia sacra»: basti dire che l’indipendenza israelita era stata conquistata dai Maccabei, anzichè dall’atteso Messia discendente di Davide, e che costoro (gli Asmonei) si arrogarono anche l’autorità religiosa (grandi sacerdoti del Tempio) ciò che per i più pii giudei era un’usurpazione, non essendo gli Asmonei discendenti della stirpe di Sadoc, la sola famiglia grande-sacerdotale legittima secondo il profeta Ezechiele. E tuttavia i Maccabei e i loro discendenti, che liberarono la Giudea dalla Siria verso il 160 avanti Cristo e la mantennero indipendente per un secolo (fino all’entrata di Pompeo a Gerusalemme, 63 avanti Cristo) erano «patrioti», che il nazionalismo ebraico non poteva rifiutare e rinnegare.

La situazione di ambiguità religioso-nazionale si aggravò con il regno di Erode il Grande: fu lui a ricostruire grandiosamente il Tempio, eppure era di madre araba e di padre idumeo (un gruppo etnico integrato a forza nel giudaismo dagli Asmonei) quindi «illegittimato» quanto al Tempio; per di più, era «amicus» (satellite-alleato) di Roma, e totalmente imbevuto di cultura ellenistica e pagana, tanto da lasciar stabilirsi a Gerusalemme squadre di gladiatori e gilde dionisiache... Tutto ciò era vissuto, nelle coscienze ebraiche più scrupolose, come un divorzio tra la società così com’era e la «santità» del popolo santo per eccellenza. A questo malessere furono trovate molte e plurali soluzioni, tendenti alla «purificazione» come recupero della «santità»; quella degli esseni fu una di queste. Il movimento di Giovanni il Battezzatore ne fu probabilmente un altro, non necessariamente dipendente dagli esseni.

L’altro motivo che ha indotto alcuni studiosi a supporre una «formazione» di Gesù nella comune di Qumram (senza alcuna prova diretta) sono alcune assonanze di temi: per esempio, i settarii di Qumram si autonominavano «comunità della Nuova Alleanza», e qualche volta nei loro testi si dicono «i poveri», occasionalmente «poveri nello spirito», come nel discorso delle Beatitudini di Gesù riportato da Matteo; prendevano un pasto in comune che aveva il valore di un rituale sacro; si sottoponevano ad una specie di battesimo, eccetera.

Ma ciò significa sottovalutare le dissonanze radicali tra la dottrina di Gesù e quella di Qumram. La più enorme è che gli esseni o comunità di Qumram si erano separati volontariamente dagli altri ebrei, giudicandoli in blocco impuri; mentre Gesù andava in cerca di peccatori, pubblicani e prostitute. È ben documentata archeologicamente la vera ossessione degli abitanti di Qumram per i bagni rituali e le abluzioni di purificazione. Sono state trovate delle piscine d’abluzione munite di scale (si scendeva impuri da un lato e si risaliva purificati dall’altro, prima di entrare nella mensa comune e nella sala delle assemblee); altri bacini erano approntati per l’immersione degli abiti, altri ancora per il vasellame. Ben cinque lavatoi erano previsti per la preparazione dei cibi, che evidentemente necessitavano di una purificazione specialissima... Sarebbe grossa se Gesù avesse compiuto la sua «formazione» in questa comunità. È quel Gesù che dichiara «Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma ciò che ne esce», e che viene dai farisei rimproverato di lasciare che i suoi discepoli mangino senza prima lavarsi le mani, nonchè di farsi toccare da una peccatrice pubblica.

C’è da chiedersi piuttosto: dove ha «imparato» a fare il contrario degli Esseni?

Si aggiunga che la Regola della comune, di cui c’è rimasto il testo, consiste in «un insieme cogente di prescrizioni, di maledizioni e di scomuniche» per i minimi trasgressori. I rigidi divieti contro l’esogamia dei libri di Esdra e Neemia vengono ulteriormente induriti. Un solo esempio: chi dà la propria figlia in matrimonio ad uno estraneo d’Israele, uno straniero, dev’essere lapidato, e la figlia bruciata viva: «Non ci sarà nè oblio nè perdono», tuona l’orribile regolamento. L’odio per gli stranieri si trova ad ogni passo. Al punto che i piissimi settari non si fanno scrupolo di modificare i Testi Sacri per adeguarli alla loro ideologia: laddove nella Bibbia come la conosciamo Giacobbe finisce per riconciliarsi col fratello Esaù (a cui ha rubato la primogenitura) nei testi esseni Giacobbe ammazza Esaù: non a caso, Esaù è ancor oggi la figura archetipica dello «straniero» per i rabbini. Gesù cura «stranieri» e non esita a dichiararsi ammirato dalla fede del Centurione; è chiaro per lui che «la carne e il sangue» non contano tanto quanto lo «spirito e Verità».

Gli adepti di Qumram praticavano l’astrologia. Chi voleva essere ammesso veniva sottoposto ad un accurato oroscopo personale (accompagnato da un esame fisiognomico) perchè lì si credeva che il quadro zodiacale di nascita avrebbe decretato la predestinazione, alla salvezza o alla dannazione. Gesù non sembra altrettanto interessato, nè versato, all’astrologia; forse il suo pensiero ha avuto una «evoluzione»?

Non basta. I settarii erano rigidissimi osservanti del Sabato. Al punto che in quel giorno si astenevano dal defecare. Uno dei loro testi più importanti, lo Scritto di Damasco, recita: «Non si aiuti una bestia nel giorno di sabato; se cade in un pozzo o in una fossa, non la si sollevi nel giorno di sabato» (XI, 13-14). È clamoroso che Gesù dica l’esatto contrario, e lo fa come se citasse a rovescio l’ingiunzione essena: «Chi di voi che abbia una sola pecora, se cade in un buco nel giorno di sabato, non andrà a prenderla e a sollevarla?» (Matteo 12,11).

Dico e ripeto queste cose perchè colpito dal tono ingenuamente tendenzioso con cui il caro lettore dice: «Perchè un esseno non potrebbe essere stato investito da Dio per trasmettere la sua Parola? Quale è la prova che Gesù era quello che dice la Chiesa cattolica?».

C’è in queste domande l’implicita accusa alla Chiesa di aver scientemente travisato la figura di Cristo, censurando e sopprimendo presunte «verità» nascoste, per esempio, nei vangeli che ha definito «apocrifi». Non è colpa del lettore se sospetta questo; è l’effetto e il successo di decenni di propaganda anti-cattolica, massonica o protestante, spesso sostenuta da eruditi – come quella Elaine Pagels di Princeton, cui si deve la «riscoperta» dei vangeli gnostici, finanziata dalla Rockefeller Foundation. Una vasta letteratura divulgativa è riuscita a diffondere nel «senso comune» moderno quel tipo di sospetto.

Le domande del lettore rivelano però, come mi pare di aver provato, una non-conoscenza fondamentale sulla dottrina degli esseni e la sua divergenza da quelle di Gesù, e una ignoranza sui criteri con cui la Chiesa «scelse» i quattro Vangeli canonici, rifiutando gli altri.

Il criterio era basato sulla «Tradizione», che va intesa in modo molto preciso e perfino tecnico, come trasmissione fedele del «deposito della fede». Ciò è ancora ben noto nella Chiesa ortodossa bizantina, ancorchè alquanto dimenticato nella nostra. Ai grandi padri greci, di quarta o quinta generazione, da Cristo, era ancora possibile sapere che un loro maestro aveva avuto a sua volta un maestro, il quale era stato discepolo diretto di un apostolo, e aveva appreso il Vangelo dalle sue parole. Così Ireneo di Lione aveva appreso l’insegnamento di Cristo da San Policarpo, morto nel 155, che a sua volta era stato discepolo di San Giovanni, apostolo e testimone oculare di Gesù. Similmente Clemente d’Alessandria aveva avuto come padre spirituale Panteno, che a sua volta era un discepolo di un discepolo di Giovanni. Se dunque costoro asseriscono che quel tal vangelo è «di Giovanni», non è perchè ne hanno giudicato il testo omogeneo agli altri tre Vangeli (non lo è) ma perchè l’autenticità è attestata dalla trasmissione documentabile, e risalente al testimone oculare Giovanni.

Per questo la Chiesa, oltrechè cattolica, si chiama «apostolica»: perchè la sua tradizione viene fatta risalire direttamente agli Apostoli, senza variazioni nè interpolazioni – e da parte di credenti, interpolare le parole di Cristo con proprie idee sarebbe stato un crimine e un peccato gravissimo.

Come scrive Clemente Alessandrino, a proposito dei maestri e specie del suo, Panteno: «Questi maestri conservavano la vera tradizione della beata dottrina: essi lavevano ricevuta di padre in figlio (ossia per trasmissione orale da maestro a discepolo) accogliendola così direttamente dai Santi Apostoli Pietro e Giacomo, Giovanni e Paolo. In tal modo, grazie a Dio, sono giunti fino a noi, depositando anche in noi quei preziosi semi dei Padri e degli Apostoli» (Stromata, I, 11,3).

Se il vangelo gnostico di Tommaso avesse potuto esser fatto risalire davvero alle prediche dell’Apostolo Tommaso attraverso suoi discepoli diretti, o quello di Giacomo al «fratello di Gesù», attraverso la catena di tramissione da maestro a discepolo che abbiamo descritto, anche quelli sarebbero stati accolti fra i canonici. E le «stranezze» o gnosi di quei testi sarebbero oggi patrimonio della Chiesa. Perchè, voglio ripeterlo, i padri non si attentavano a giudicare i contenuti di quella che credevano parola di Gesù, ma si limitavano a conservare quei testi e contenuti – qualunque fossero, e basta considerare la profonda differenza tra il Vangelo di Giovanni e gli altri tre – che si potevano effettivamente far risalire a testimoni oculari, discepoli o Apostoli di Gesù, attraverso la catena di testimonianze sicure.

Non è una cosa tanto insolita. Anche nell’Islam si tramandano gli «hadith», i detti di Maometto non compresi nel Corano, facendoli precedere dalla lunga catena («silsila») di «garanti» trasmettitori, che risalgono fino a un Compagno o un Seguace che lo sentì direttamente dal Profeta.

Così funzionano le cose quando vige una fede forte: estremo scrupolo nella trasmissione, ricevuta da testimoni oculari e auricolari noti per la loro onestà, o addirittura santità – che non oserebbero quindi mai distorcere le parole del loro Messia o Profeta, convinti com’erano che, facendolo, si sarebbero dannati. Per questo sono convinto che Gesù è «proprio quello che dice la Chiesa cattolica», anzi apostolica (ossia direttamente discendente da quei testimoni diretti, detti Apostoli). Al punto che si può dire che la fede è non tanto la fede in Cristo, ma la fiducia in Pietro, Giovanni, Giacomo, e Paolo, e nella loro veridicità.

Oggi, il senso comune laicista che invade tutto, fa sì che questo tradizionale criterio di veridicità, questo tipo di prova (credo in Pietro e nel suo evangelista, che ne ascoltò la predicazione) non venga accettato – come non lo accetta il lettore. Egli crede invece alla «scienza», e in quello che ci ha rivelato degli esseni: e non si rende conto, che anche la sua è una «fede» in certi testimoni, che hanno fatto certe asserzioni in quanto «scienziati», archeologi, epigrafisti, eccetera.

Dunque anche la sua fede è basata su delle persone. Quanto siano credibili queste persone, quanto siano mosse da proprie motivazioni inconfessate o persino confessate – spesso sono protestanti anti-papisti, ebrei, massoni, o semplicemente ignoranti dei metodi di trasmissione chiamati «tradizione», è qualcosa che il lettore non sottopone ad esame (2). Egli crede, e basta. Complimenti.

Cosa poi creda degli esseni, lo fa capire la sua stessa domanda: egli, semplicemente, non sa cosa facevano e asserivano gli esseni, o ne ha un’idea molto vaga; si appella ad una «letteratura molto vasta», ma non dice quale. È ovvio che «Dio poteva scegliere un esseno per trasmettere la sua parola»; ma bisogna dimostrarlo. La dottrina degli esseni ha contenuti precisi. La dottrina di Gesù ha contenuti precisi. I due contenuti non coincidono, anzi divergono.

Anche evocare il Papa che «in un suo libro afferma che Gesù aveva ‘influenze’ essene», è – a parte la svaporata vaghezza – un tipico trucco disonesto usato dagli anti-cristiani contro i credenti. «Come osate non credere al Papa? Il Papa ha affermato la verità dell’evoluzionismo darwiniano; il Papa dice che Gesù aveva influenze essene... Vi state ribellando al Papa, infallibile?». Così dicono costoro, che al Papa non credono mai. Cercano di metterci in situazione di colpa come cattolici, per impedirci di discutere i luoghi comuni del tempo. È singolare che in questi casi invochino contro di noi l’autorità dogmatica (a cui sono ostili in ogni altro caso) e soprattutto, che ci esortino a rinunciare all’indagine sui fatti – nel caso degli esseni come del darwinismo è lo stesso – e a credere per fede «a quel che dice il Papa», ma solo quando il Papa concede ai luoghi comuni imperanti. E che ci venga rimproverato nello stesso tempo di essere «troppo creduli» nella Chiesa, e non abbastanza, pare francamente troppo.

La nostra fede non è di questa cattiva lega. La nostra fede è ragionevole, ed esige criteri di ragionevolezza, e non rinuncia all’indagine su ciò che è discutibile. E la scienza è discutibile per principio, e la discutono gli stessi scienziati; è la pseudo-scienza che si pretende indiscutibile, e chiude la bocca a chi – poniamo – discute il darwinismo, impedendogli di opporre la sua critica nello spazio pubblico. Con gli esseni è lo stesso. Lo stesso coi vangeli gnostici, a cui ci viene ingiunto di credere più che ai Vangeli canonici, o almeno ugualmente. Ora, i vangeli gnostici – di Tommaso, di Giuda perfino – sono tutti testi in lingua copta, neo-egizia, e già questo dovrebbe porre qualche dubbio almeno sulla natura indiretta della loro testimonianza.

Parlare di «influenze essene» da parte del Papa, se l’ha fatto, è di una genericità assoluta. Perchè non ipotizzare influenze «terapeutiche», ossia dalla setta dei Terapeuti che praticavano guarigioni? Anche Gesù era guaritore... E perchè non «influenze platoniche»? Dopotutto, il greco era molto conosciuto nella Palestina di allora; la lingua ufficiale e l’amministrazione del regno erodiano erano greche, il prestigio dell’ellenismo era stellare; i Vangeli furono scritti primariamente in greco – nel greco comune della gente comune – ed anche ammesso che Pietro povero pescatore galileo non conoscesse la lingua, già Paolo, studente rabbinico, la conosceva. E non è da escludere che la conoscesse Gesù.

Ma naturalmente, asserire «influenze platoniche» non sarebbe meno arbitrario che affermare «influenze essene». Nel secondo caso, però, è da notare la volontà di svalutare l’originalità di Gesù, di ridurlo all’alveo dell’ebraismo, per mettere tra parentesi la clamorosa rottura con il giudaismo che rappresenta. È un elemento di tutta l’ideologia giudaizzante che è di gran voga specie (se non esclusivamente) tra le alte gerarchie clericali, per cui pare necessario descrivere Gesù come «un buon ebreo», e nient’altro che un buon ebreo. Magari, un pò esseno, da cui aveva ricevuto qualche formazione a Qumram...

Il che – si capisca o no – significa in fondo dire che non solo Gesù era un buon ebreo, ma che era solo un uomo. Un uomo ha bisogno di imparare, di ricevere formazione, e magari influenze culturali. Ma un Uomo-Dio, il Logos incarnato, ha questo bisogno? Il Suo pensiero è passibile di evoluzione, di influenze?

Questo Personaggio, a 12 anni, fu ritrovato dai suoi angosciati Genitori nel Tempio, «seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava . E tutti quelli che ludivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte». Così attesta Luca, 41-45.

In piena disputa rabbinica, il ragazzino. E alla Madre che lo rimprovera dice:

«Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Già allora cosciente della sua natura di Figlio. Evidentemente senza alcuna «evoluzione».

Luca aggiunge che i genitori «non capirono le sue parole», ma che «sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore». Vi si sente l’eco della pudica testimonianza diretta – la più diretta possibile – che l’intraprendente Luca, il greco, strappò al riserbo della Madre, lei sì in via di «evoluzione», nel segreto del suo cuore. Questo cuore che ci è così caro.




1) E nonostante tutta la documentazione, ci sono studiosi i quali negano l’identità della comunità di Qumram con gli Esseni di cui scrivono gli antichi autori. A a tal punto la ricerca e la scienza sono ipotetiche e problematiche. Al contrario dei testi divulgativi sugli esseni, per lo più ispirati a sentimenti anticristiani.
2) Circolano ancora, fuori tempo massimo, polemiche calunniose, ormai radicalmente superate e smentite da tempo, secondo cui il Vaticano avrebbe sottratto alcuni manoscritti trovati a Qumram perchè «compromettenti per la fede cattolica». Cosa assurda, dato che dei libri di Qumram si è occupata una commissione internazionale scientifica, dove coi francescani (i più famosi archeologi di Terrasanta) operavano esperti d’altre fedi, fra cui israeliani della ufficialissima Aurotità per le Antichità. La fonte di queste calunnie è nota: il professor Robert Eisenman, della California State University, che indispettito per non far parte del gruppo esaminatore dei manoscritti, diffuse il sospetto che era in corso una sorta di monopolio culturale, che sottraeva i testi agli altri «scienziati». Eisenman si servì e fu affiancato da una certa stampa scandalistica (spiccano i giornalisti britannici Michael Baigent e Richard Leigh) che agitò il tema della sottrazione da parte del Vaticano di testi che sarebbero stati imbarazzanti: non stupirà apprendere che si insinuava fossero testi relativi ai rapporti di Gesù con la Maddalena... Einsenman pubblicò anche alcune traduzioni di testi sostenendo falsamente che erano del tutto inediti. Per mettere fine a queste polemiche, l’Autorità Israeliana per l’Antichità ordinò nel 1993 una riproduzione per microfilm di tutti i testi trovati a Qumram; da allora tutto il materiale è disponibile agli studiosi. E Eisenman è completamente screditato negli ambienti scientifici. Non però fra il vasto pubblico di lettori del «Codice Da Vinci» ed opere simili.



L'associazione culturale editoriale EFFEDIEFFE, diffida dal copiare su altri siti, blog, forum e mailing list i suddetti contenuti, in ciò affidandosi alle leggi che tutelano il copyright.   


 
Guarda commenti | Nascondi commenti

Commenti  

 
# MarcoS 2012-01-04 20:23
Bravo direttore!
Questa si chiama evangelizzazion e della miglior specie!
Il Signore la benedica!

P.S.: A proposito dell'episodio della disputa del Signore dodicenne nel Tempio, Luca dice: «Seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava»... se non sbaglio "ascoltare" e "interrogare" è proprio del DOCENTE nei confronti dei DISCENTI... non male per un Ragazzino che avrebbe imparato quello che sapeva dagli Esseni o da chissachi...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Fabio B 2012-01-04 21:13
Per quanto riguarda la 'Madre, lei sì in via di evoluzione' sarà bene precisare la sua consapevolezza, chiara fin dall'annuncio dell'Angelo, che suo figlio era Dio. Vero Dio e vero Uomo, appunto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# milvus 2012-01-04 21:39
Spiegazione bellissima, esaudiente, sostenuta e fondata dal reggiungimento di una grande Fede. Al posto del lettore, sarei rimasta di stucco. Comunque tutto serve per imparare a chi si deve, per varie ragioni, un supremo rispetto intellettuale, avendo dato la sua vita per questo. Grazie.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Elisabetta_Overdevest 2012-01-06 12:41
Sono totalmente d'accordo!
Bellisssimo articolo!
Approfitto anche per ringraziarla per il libro sull'anticristo, estremamente importante per capire... molte cose!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2012-01-04 21:42
Articolo molto bello che mi trova d'accordo al 100%. Un bell'esempio di come dovrebbe essere insegnata la religione cristiana.
In effetti, il descrivere Gesù come un buon ebreo, o un ebreo sui generis è il primo passo di un tragitto che sfocia nel Gesù come una specie di Budda mediterraneo e nel cristianesimo come un "conosci te stesso" riveduto e corretto. Benissimo fa il Direttore a marcare le differenze profonde tra queste credenze senza base e fondamento e il cristianesimo. La fede cristiana non è un "feeling", uno stato emozionale che viene e va, è fondata sulla ragione e, al contrario di altre religioni (l'islam ad esempio) è saldamente ancorata nella storia. È giustissimo, inoltre, far presente come nella vulgata scientifica moderna alcune teorie hanno acquisito una base fideistica che non è giustificata e non si ritrova nel metodo scientifico. Mi riferisco all'evoluzione e al modo con cui questa teoria viene trasformata in una specie di religione laica e imposta come verità assoluta nonostante le evidenti e gravissime discrepanze con i fatti sperimentali.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# matteo986 2012-01-04 22:35
Grazie, grazie e ancora grazie direttore!
Se questa è la fiducia nella Chiesa Cattolica e Apostolica siam messi male. Sveglia gente! Pensiamo con la nostra testa e usiamo la ragione che il buon Dio ci ha dato!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# EdoardoCas 2012-01-04 22:36
Grazie, Direttore!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# aledimat1971 2012-01-04 22:47
Iniziamo l'anno con una ventata di grazia...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ducadegliabruzzi 2012-01-04 23:44
Direttore, questi sono gli articoli che preferisco. A volte la troppa politica disturba la nostra Fede.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Miles79 2012-01-04 23:57
Grazie, direttore.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# abbelli 2012-01-05 00:32
Direttore, a proposito delle vere origini dell’insegnamen to di Gesù, che cosa ne pensa dei libri di misticismo, che secondo gli autori raccontano la storia originale di Gesù?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Maurizio Blondet 2012-01-05 09:01
Di quali libri di misticismo parla?
Maurizio Blondet
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# abbelli 2012-01-05 16:36
Ad esempio il libro: "L'altro volto di Gesù" Edizioni Amrita.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Valter22 2012-01-05 01:19
Tante GRAZIE (di cuore!) Direttore per avermi risposto e per avermi dato il suo autorevole punto di vista storico e non solo.
La ringrazio inoltre per aver incluso nel suo ottimo articolo il Vangelo apocrifo di Tommaso... facendomi capire (cosa che ignoravo... lo ammetto!) il criterio quasi tecnico della Tradizione cattolica.
Per quanto riguarda la sua affermazione:

Anche evocare il Papa che «in un suo libro afferma che Gesù aveva ‘influenze’ essene», è – a parte la svaporata vaghezza – un tipico trucco disonesto usato dagli anti-cristiani contro i credenti.
Non era mia intenzione però ribadisco quanto affermato e la rimando a questo link (dove riporto per nostra comodità un piccolo estratto).

http://gesudinazaret.ilcannocchiale.it/2010/03/31/per_papa_ratzinger_gesu_e_sgba.html

Nel primo capitolo del libro Gesù di Nazareth, Papa Ratzinger scrive quanto segue.
"Ci colpisce la devota serietà di questi scritti: sembra che Giovanni il Battista, ma forse anche Gesù e la sua famiglia, fossero vicini a questa comunità. In ogni caso i manoscritti di Qumram presentano molteplici punti di contatto con l’annuncio cristiano. Non è da escludere che Giovanni il Battista abbia vissuto per qualche tempo in questa comunità e abbia in parte ricevuto da essa la sua formazione religiosa".

Quindi Papa Ratzinger crede che Giovanni il Battista fosse esseno veramente, e Gesù almeno era un simpatizzante degli esseni (... cosi commenta quasi disgustato l'autore dell'articolo indicato!... e continua...)

"Gesù sapienza divina incarnata non aveva bisogno di maestri terreni eretici esseni, è blasfemo solo pensare queste diavolerie".

Chiaramente se il Papa in persona scrive cose del genere francamente non dovrebbe stupire che ci sia in giro - e lo ripeto! - «letteratura molto vasta».

GRAZIE ANCORA PER AVERMI RISPOSTO E PER AVERMI DATO LA SUA AUTOREVOLE OPINIONE!

Valter
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Maurizio Blondet 2012-01-05 09:12
Grazie per la citazione del Papa. L'insistenza, anzi l'ostinazione con cui si cerca di fare del Battista un esseno (o ex-esseno) è sconfortante. Anzitutto, il Battista battezzava "le folle" (così dicono i Vangeli), mentre gli esseni ammettevano adepti accuratamente selezionati uno per uno, dopo almeno un anno di noviziato e soppesati con l'oroscopo personale.
Poi sgrida i farisei che dicono "Abbiamo Abramo per padre, perchè vi dico che Dio è capace di suscitare figli di Abramo da queste pietre": frase che per gli esseni sarebbe stata inaccettabile e persino eretica.
Inoltre, fin dai primi cristiani (per lo più ebrei) si sottolineava che il battesimo di Giovanni era del tutto differente dalle abluzioni degli ebrei e degli esseni: queste avevano il significato di "purificazione", quello di Giovanni era un bagno di "rigenerazione", una chiamata alla conversione personale ed intima ("Fate dunque veri frutti di conversione, e non vi illudete dicendo: abbiamo Abramo per padre!"). E non a caso, le abluzioni degli esseni avvenivano in vasche d'acqua ferma, mentre Giovanni Battista battezzava nella corrente del Giordano, ossia in "acqua viva": e la differenza fra l'acqua del pozzo e l'acqua di vita che zampilla, la spiegherà Cristo alla Samaritana.
Maurizio Blondet
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2012-01-05 10:59
Il suo memorabile articolo che suonava Gesù per adulti... un commento orginale e significativo sul dialogo al pozzo con la Samaritana... lo ricordo benissimo.

Quando uscì ne feci una stampa e la feci leggere ad un amico non credente che da allora ha iniziato un cammino che dal dubbio prego possa condurre al più presto alla solida fede. Non mi dilungo sulla faccenda specifica, ma voglio ribadire quanto sia importante interpretare e spieagare e studiare nel solco della ortodossia, che poi non è un limite ma una risorsa.
Caro Direttore Lei non immagina quanto bene faccia perseverando... ma le garantisco che la Sua opera semina buon seme. Che Dio la sostenga e sia certo... sarà ricompensato!
Sempre sia lodato Gesù Cristo e ancora auguri di sante festività.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Valter22 2012-01-06 01:23
Direttore tante grazie per il suo prezioso articolo.
Non mi vergogno di dire che sono oramai assetato dei suoi insegnamenti.
Una domanda (anche se rischio... una seconda strigliata...) cosa pensa dell'opera di Edouard Schuré (Les grands initiés - 1889: il primo attacco della storia moderna/contemporanea alla figura divina di Gesù (by Rockefeller Foundation)?
Con immensa stima.
Valter
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi 2012-01-05 20:43
Citazione Valter22:
Tante GRAZIE (di cuore!) Direttore per avermi risposto e per avermi dato il suo autorevole punto di vista storico e non solo.
La ringrazio inoltre per aver incluso nel suo ottimo articolo il Vangelo apocrifo di Tommaso... facendomi capire (cosa che ignoravo... lo ammetto!) il criterio quasi tecnico della Tradizione cattolica.
Per quanto riguarda la sua affermazione:

Anche evocare il Papa che «in un suo libro afferma che Gesù aveva ‘influenze’ essene», è – a parte la svaporata vaghezza – un tipico trucco disonesto usato dagli anti-cristiani contro i credenti.
Non era mia intenzione però ribadisco quanto affermato e la rimando a questo link (dove riporto per nostra comodità un piccolo estratto).

http://gesudinazaret.ilcannocchiale.it/2010/03/31/per_papa_ratzinger_gesu_e_sgba.html

Nel primo capitolo del libro Gesù di Nazareth, Papa Ratzinger scrive quanto segue.
"Ci colpisce la devota serietà di questi scritti: sembra che Giovanni il Battista, ma forse anche Gesù e la sua famiglia, fossero vicini a questa comunità. In ogni caso i manoscritti di Qumram presentano molteplici punti di contatto con l’annuncio cristiano. Non è da escludere che Giovanni il Battista abbia vissuto per qualche tempo in questa comunità e abbia in parte ricevuto da essa la sua formazione religiosa".

Quindi Papa Ratzinger crede che Giovanni il Battista fosse esseno veramente, e Gesù almeno era un simpatizzante degli esseni (... cosi commenta quasi disgustato l'autore dell'articolo indicato!... e continua...)

"Gesù sapienza divina incarnata non aveva bisogno di maestri terreni eretici esseni, è blasfemo solo pensare queste diavolerie".

Chiaramente se il Papa in persona scrive cose del genere francamente non dovrebbe stupire che ci sia in giro - e lo ripeto! - «letteratura molto vasta».

GRAZIE ANCORA PER AVERMI RISPOSTO E PER AVERMI DATO LA SUA AUTOREVOLE OPINIONE! Valter


Caro Valter,
basta avere un po' di memoria o andare a rileggersi l'introduzione al primo libro di Ratzinger su Gesù. Il Papa in quell'introduzione ha detto - e la stampa all'epoca riportato - che i suoi, finora, due libri su Gesù NON SONO UN ATTO DI MAGISTERO e che dunque non obbligano per fede nessuno, sicché possono (lo afferma lui stesso chiaramente) essere oggetto di discussione e valutazione (educata naturalmente) da parte di tutti. I libri di Papa Ratzinger, in questione, sono soltanto un'opera privata, che tra l'altro il Papa aveva già iniziato a scrivere prima di diventare Papa (il che esclude oltretutto che egli "tramasse" per diventarlo, volendo invece solo finire i suoi giorni ritirandosi nel privato). In quei libri Ratzinger parla come studioso privato e non come Papa docente. Quindi esprime proprie personali valutazioni, per quanto autorevoli e culturalmente profonde nonché edificanti. Ti faccio poi notare che, in fondo, Ratzinger non dice nient'altro di diverso da quello che ha detto anche Blondet nell'articolo: ossia che per solo alcuni certi versi nell'essenismo erano presenti temi poi richiamati da Gesù. Ma questo non è strano, anche perché in altri gruppi ebraici del tempo altri temi, noti anche nella predicazione di Cristo, erano presenti. L'ebraismo intorno al I secolo avanti Cristo era una congeria di scuole delle quali alcune mettevano l'accento su certi retaggi tradizionali ed altre su altri, perdendo di vista l'unità della Rivelazione e cadendo nel tipico rigorismo degli "eretici" che fanno della parte il tutto sdradicandola dalla Sua Fonte Trascendente, Spirituale e Liberante, la quale poi è apparsa incarnata in Gesù, con grande "stupore", come ricorda Blondet, da parte dei contemporanei. Gli studiosi, non a caso, parlano di "ebraismi" più che di "ebraismo". Tra tutti quale era quello vero? O meglio, quello più in sintonia con la Rivelazione anticotestament aria perché completo e non settario? A meno di non voler credere a fandonie storiciste, il fatto che l'unico ebraismo sopravvissuto ad oggi sia quello "cristiano" (quello del giudaismo post-biblico è una invenzione successiva di due secoli, quando intorno al 200 dopo Cristo si elaborò il testo "masoretico" della Scrittura: prima gli stessi ebrei usavano la "Settanta" ossia la versione tradotta in greco) significherà pur qualcosa, visto che nessuna credenza, o forma sociale, antica è riuscita a sopravvivere negli ultimi due millenni. Ti invito, poi, a ricordarti degli ammonimenti di Cristo in persona sui falsi profeti dei tempi ultimi e di San Paolo a proposito dei tempi futuri nei quali per la pruderie di novità si abbandonerà la sana dottrina per credere alle favole. Alla luce di tante scempiaggini - la cui fonte (anche finanziaria: la stessa finanza speculativa e globale che ci sta distruggendo) Blondet ti ha citato - che si dicono su Cristo, la Chiesa, i Vangeli, non credi che quei tempi siano già arrivati?
Cari saluti.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Valter22 2012-01-06 00:56
Luigi Copertino: Alla luce di tante scempiaggini - la cui fonte (anche finanziaria: la stessa finanza speculativa e globale che ci sta distruggendo) Blondet ti ha citato - che si dicono su Cristo, la Chiesa, i Vangeli, non credi che quei tempi siano già arrivati?

Valter: Temo proprio di si!

Tante tante GRAZIE anche per il suo PREZIOSO insegnamento... un vero onore per me!
Valter
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Antonio A. 2012-01-05 03:28
Gesù poteva essere chiunque, eppure "è Colui che è". Quando manifestò tale Verità (Io sono Colui che sono) suppongo intendesse, tra le altre cose, scoraggiare proprio tutti questi sedicenti "ricercatori". Se fosse, infatti, la Verità quella che vanno ricercando, si limiterebbero a lasciare aperta ogni porta. Tuttavia è evidente che alcune di queste siano state chiuse, irrimediabilmen te. E su di esse, nove su dieci, campeggia la dicitura 'Chiesa Cattolica Apostolica Romana".

Più leggo San Tommaso d'Aquino (o di San Tommaso d'Aquino), più maturo la consapevolezza che se non è riuscito lui a "debellare" quantomeno un così rozzo metodo pregiudiziale, nessuno può riuscirci tra noi creature.

Qui mi ricollego a quanto Blondet scrive nel suo articolo. Gesù poteva anche essere un 'platonico', d'altra parte la Chiesa dei primi secoli pare andò sempre più convergendo verso questa direzione. Fu proprio l'Aquinate a dirimere la questione e riportare tutti sulla retta via, con buona pace degli agostiniani.

Ma se Gesù fosse stato semplicemente un discepolo della scuola platonica (e già l'idea di un "Gesù discepolo" lascia il tempo che trova, sotto ogni aspetto: teologico, scientifico, intellettuale, logico) la Sua Chiesa non sarebbe stata "smentita" da un Santo che veniva soprannominato il "Bue muto".

Iniettando del sano aristotelismo, previo rigoroso setaccio in salsa puramente tomista, la Chiesa è tornata al suo splendore, quello che le appartiene. Essendo però la sua storia anche affare terreno, è fin troppo logico che un periodo così gratificante registri tremende ricadute. Attualmente lo stato in cui versa la Sposa di Cristo ci induce a credere che non si aspetti altro che un picco verso l'alto, tanto precipitosament e sembriamo dirigerci verso il basso.

Quello che non fa a tempo il Direttore ad infilare nel suo pregevole scritto, è anche un'altra allusione, ossia quella che in Diritto si conosce con la dicitura di "diabolica probatio". Le mie vaghe e confuse reminiscenze di Diritto Privato evocano un esempio relativo alla Proprietà: quando andiamo a comprare un paio di scarpe in un negozio, come facciamo a sapere per certo che appartengano al proprietario dell'esercizio? Per essere formalmente certi, dovremmo prendere visione di un documento che lo attesti. Ma poiché, a sua volta, quel venditore ne ha acquisito la proprietà da un ulteriore proprietario, dovremmo rivolgerci pure a quest'ultimo e agire nel medesimo modo. E via fino addirittura a colui che ha raccolto il materiale per fabbricarne i lacci.

La presenza stessa della Chiesa, in tema di Depositum Fidei, ci permette di bypassare tutti questi passaggi. E non per ignoranza auto-indotta, bensì proprio in virtù di quel processo di trasmissione (Tradizione) al quale allude il Direttore.

Un Deposito che, in quanto tale, non ammette alcuna variazione. Ringrazio il cielo di aver almeno avuto il tempo di studiare con qualche profitto Istituzioni di Diritto Romano. Qui il Depositum, in quanto primogenito dell'Istituto stesso così per come oggi lo conosciamo, parlava chiaro: le "res quæ usu consumuntur" (anche dette res consumabili) non potevano essere oggetto di questo tipo d'Istituto. Ciò implica che la Fede, trasmessa in forma di deposito alla Chiesa, deve essere assolutamente mantenuta nelle esatte condizioni nelle quali le è stata consegnata. E tale Fede, in quanto res inconsumabile, che mai si consuma, esiste e dura a prescindere dal depositario. Alla luce di quanto appena espresso, spero si comprenda meglio perché un'eventuale uscita "infelice" di un qualsiasi Pontefice mai potrebbe incidere sulla sostanza dell'Istituzione che egli stesso guida, da Vicario di Colui che, solo, ne è Capo.

Con tutto il rispetto verso chi, purtroppo, è sottoposto da tempo a svariate influenze di ordine ideologico: ma chi, tra tutti questi "detrattori" della Chiesa o del Messaggio di cui si fa portavoce, sarebbe in grado di sostenere una simile discussione?

Spero per loro che, per lo meno, non facciano affidamento su figuri come Odifreddi o, per i più furbi, Mancuso. Cristo è sopravvissuto a cose di gran lunga peggiori.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ulisse 2012-01-05 07:41
Cari Amici, quando ho letto questo articolo del Direttore, mi sono venute in mente molte omelie che ascolto durante le Sante Messe,o anche media di "marchio" cattolico,di prelati e laici eminenti.
Ebbene, nel caso di Blondet c'é una esegesi "non tiepida" su Gesù figlio di Dio, dalla quale esegesi si esce "edificati" nel senso proprio del termine,cioé tirati su nella fede.
Nel caso invece delle omelie e media di cui sopra, abbiamo quasi sempre "un parlare d'altro", un sociologismo di infimo ordine, in cui si parla di tutto (prendete ad esempio funesto, in questo senso, il duo Bagnasco-Crociata) tranne che di Cristo Gesù, Unico Signore e Salvatore del Mondo. Pensate che adesso Bagnasco sembra voglia addirittura fondare un partito! Ma si può?
Bene, se oggi per sentir parlare di Gesù in maniera propria dobbiamo leggere Blondet,e non i vari prelati "sociologi-politici-critici letterari-prét-à-porter", noi leggiamo volentieri Blondet.
Infatti, ciò che noi cattolici NIP (Not Important Person) vogliamo, é semplicemte parlare sempre di Gesù, per amarlo e adorarlo di più. Amen!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# gustavo d 2012-01-05 09:10
E' evidente che Gesù non avesse bisogno di "studiare" le scritture, Lui sa. Non solo perchè è il figlio di Dio, ma perchè attinge dalla memoria dell'Universo (il campo del punto zero che molti scienziati chiamano ancora vuoto). Gesù non ha studiato in scuole rabbiniche, com'è riportato pure nei Vangeli, non ne ha bisogno. Così come gli Apostoli (e i Santi) parlano tutte le lingue del mondo e compiono numerosi miracoli perchè la Fede gli fa compiere la volontà di Dio e li mette quindi in perfetta sintonia con tutto il Creato (al di là dello spazio e del tempo, dimensioni solo umane). Per questo Gesù e i Santi possono citare alla lettera le Scritture senza averle studiate,cammin are sulle acque, levitare (dimostrazione empirica che la gravità di Newton è una bufala) guarire i malati e spostare le montagne (basta aver fede quanto un granellino di senape). Infine, per rispondere a tanti lettori che istigano alla violenza, ricordo che l'arma più potente del credente è la preghiera, come dicono ormai anche alcuni scienziati: il pensiero è la forza più potente che c'è nell'universo. Pensiero, cioè intenzione, cioè preghiera aggiungo io.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Antonio_1234 2012-01-05 09:23
Me-ra-vi-glio-so!
Se già molti scritti del direttore Blondet sono perle rare, in questo caso siamo nel campo dell'adamantino purissimo.
Uno dei più belli di sempre, insieme all'indimenticabile "Cristo per soli adulti" di qualche anno fa.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2012-01-05 09:55
Invece di ipotizzare nuove vie... ci si impegni (come mirabilmente ha fatto il Direttore) a far trovare la via unica e vera a chi va ramingo e senza meta, appresso a profezie della cippa ed esoterismi fai date.
Invece di perdere tempo con le vaccate di Dan Brown si studino i sacri testi (la Rivelazione)..., la sacra teologia (San Tommaso in primis) e si impari e rispetti l'insegnamento del sacro magistero della Chiesa.
Si capirà e saprà tutto quello che serve ed anche quello che può servire agli altri, per conoscere la verità... ovvero ... per salvarsi e provare a salvare.
Se tutti quelli che hanno letto Dan Brown o ascoltato le fesserie televisive di Giacobbo... avessero letto interamente e compreso minimamente non dico tutta la Bibbia, ma almeno i Vangeli, gli Atti degli Apostoli e le Lettere di Paolo e le altre... tutto sarebbe assai più chiaro ed invece di provocare o ciarlare si potrebbe intelligere a ragion veduta e difendere la propra fede sapendo renderne opportunamente conto.
Grazie al Direttore per questo regalo di sintesi e di retta dottrina ed esegesi logica ed auguri a tutti i lettori e alla redazione tutta per la festivita della Santa Epifania del Signore.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Antonio_1234 2012-01-05 11:33
Verissimo: abbiamo Gesù Cristo e ci preoccupiamo degli esseni!
E' come - mi si passi il paragone - guardare al dito, anziché alla luna che quel dito sta indicando.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# simone.colzani 2012-01-05 10:14
Caro Direttore,
Non me ne voglia, ma visto che mi sono discostato da tempo dalla Dottrina Cattolica (e sono contento così) le riporto quale fu la vera pietra dello scandalo per l'ebraismo militante dell'epoca:
"Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti » (Matteo 22,37-40)"
Si tenga presente che Rav Hillel, uno dei rabbini più famosi dell'epoca (I secolo avanti Cristo) aveva dovuto scontare l'ostracismo del medesimo ebraismo militante, in quanto aveva "aperto" ai Gentili (si veda la Regola Aurea o Golden Rule) con somma riprovazione da parte della casta sacerdotale... Questo a dimostrare come certi gruppi, più cambia il mondo, meno cambiano.
--------------------------------------------------------
"Non me ne voglia, ma visto che mi sono discostato da tempo dalla Dottrina Cattolica (e sono contento così)"...
Si è scostato dalla verità (non perchè lo scriviamo noi, ma perchè la verità è oggettiva); rifletta sui passaggi culturali che l'hanno portata a quella che è una vera e propria apostasia; i talenti (vedi parabola) che lei ha avuto in abbondanza essendo nato in un contesto cattolico, aggravano la sua responsabilità... e l'eternità è lunga.
Mi scuso per l'intrusione, fatta però col cuore.
Cordialmente
FdF
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Lorenzo 2012-01-05 10:26
Davvero bello... questo articolo è quasi una preghiera.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# codino 2012-01-05 10:30
Complimenti Direttore, mi è molto piaciuto questo articolo!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Vitoparisi3 2012-01-05 10:49
Cristo Si era "formato", ab aeterno, già nel Regno dei Cieli. Prima che il mondo fosse Cristo già era e sapeva. Tuttavia, qualcosa di buono lo può, perfino in misura minima, insegnare chiunque. Se gli esseni avessero praticato le abluzioni e la pulizia prima di accedere alle preghiere, ma ragionevolmente , e senza scadere nel loro consueto puritanesimo sprezzante del prossimo, se, cioè, si fossero limitati al riguardo della dignità infinita di Dio, nel lavare e lavarsi, nei giusti termini, anch'essi avrebbero presentato, qua e là, una pur qualche ragione valida.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Nieuport 2012-01-05 11:41
Intanto, ieri sera ho visto il "prossimamente" di un nuovo programma religioso di Mediaset che è affidato a: il priore Enzo Bianchi, monsignor Ravasi e il ministro Riccardi.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Tommy81 2012-01-05 11:50
Premessa 1: non ho letto tutto l'articolo.

Premessa 2: io mi considero seguace di Gesù che riconosco come il mio Signore e Messia. Non sono però un trinitario, nè Cattolico, per motivi dottrinali (non è mia intenzione entrare in queste questioni ora).

Ora un commento su un'affermazione del Direttore che riporto:
«Ora, chi – deliberatamente o no – tende a negargli la natura di Dio, deve PER FORZA supporre che il Personaggio derivi la sua visione religiosa e culturale, così originale, alta e completa, da un «insegnamento» precedentemente ricevuto, da un qualche «corso di formazione», da qualche «scuola» frequentata; e che magari il Suo pensiero abbia subito una «evoluzione» nel corso degli anni della vita nascosta (vedete dove si annida l’evoluzionismo )».

La parte nodale di questo brano l'ho evidenziato scrivendolo in maiuscolo: PER FORZA.

Quest'espressione denota, a mio giudizio, l'arroganza dei trinitari, e di tutti coloro che si sentono legittimati a "scomunicare" quelli che non credono nella sostanza ed essenza divina di Gesù non rivelevando in questo concetto nessuna "necessità" dottrinale imprescindibile .

Gesù può essere tranquillamente il "Masiach" senza essere Dio stesso...
Non esiste nessuna "necessità" che lo sia.
La Sua ispirazione, sapienza e saggezza le si possono spiegare semplicemente perchè essendo il Masiach Egli è in costante contatto, comunicazione e comunione con il Padre con il quale è "tutt'uno" in questo senso e non "necessariamente " nel senso trinitario o divinizzato dell'espressione...

Pace e bene.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Tommy81 2012-01-05 12:57
Ho concluso la lettura dell'articolo:
su tutto il resto sono pienamente d'accordo con il Direttore.
Articolo meraviglioso.
Complimenti!
Tommaso
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Antonio_1234 2012-01-05 14:36
Abbia pazienza, vorrei replicare alle sue parole senza pretesa di insegnare alcunché - non ne sono minimamente in grado - né di fare polemiche gratuite.
Lei scrive: "Gesù può essere tranquillamente il "Masiach" senza essere Dio stesso...
Non esiste nessuna "necessità" che lo sia".
Vi è, però, che per la Fede Cattolica è verità anche questo insignificante - per lei, s'intende! - particolare.
Qual'è il problema? Io sarei molto più preoccupato del contrario, perché in quel caso Gesù sarebbe solamente un Santo, magari più santo degli altri, ma nulla di più.
Pace e bene a lei.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cgdv 2012-01-05 11:53
Dopo aver letto questa importante risposta di Blondet, che contiene argomentazioni di rara chiarezza, mi viene in mente una possibile osservazione che ne deriva. Quelle degli esseni sono per quanto ci è noto una serie di comunità cenobitiche chiuse verso l'esterno, contrariamente a quanto fatto da Gesù con il suo insegnamento itinerante della verità da diffondere universalmente tramite gli Apostoli. Pertanto i loro precetti circoscritti, minuziosi e di odio come citato da Blondet, possono al limite aver influito sull'ebraismo talmudico e non certo sul cristianesimo.
Giuliano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Robert De Zan 2012-01-05 12:18
Signor Blondet, avrei un paio di curiosità da soddisfare, cioè il fatto che nei Vangeli si parla di Gesù fino all'età di dodici anni per poi ricomparire quando ne aveva una trentina.
- Lei dice che i Vangeli ufficiali sono stati scelti dalla Chiesa con un criterio ben preciso, però non mi so spiegare come mai, pur narrando della vita di Gesù, descrivono ad esempio la resurrezione in maniera diversa tra di loro?
Grazie fin d'ora se potrà rispondermi.

La scorsa settimana, su RAI News, hanno ripreso il fatto sulla Sacra Sindone dicendo che una cosa del genere non è replicabile, neppure da quel genio che era Leonardo da Vinci come qualcuno ha sospettato.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Zacalufla 2012-01-05 12:39
Caro Maurizio, non posso esimermi, anche se copio altri interventi, dal felicitarmi per questo "assolo" che tonifica, dà forza, allieta i cuori. E' come, ma direi meglio, una sonata di un grande musicista che si libra verso il cielo, portandosi dietro il cuore.
Grazie e Buonissimo 2012 a Te a tutti.

Luciano.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ares 2012-01-05 13:27
Bellissimo articolo, come sempre illuminante e controcorrente.
Ringrazio la Redazione per queste opere divulgative che contrastano efficacemente l'imperante ignoranza disseminata a piene manciate dalla stampa della cultura dominante.
Proporrei alla Redazione di continuare su questa linea nell'indagare gli aspetti archeologico/apologetici, per smantellare le continue mistificazioni e falsità che vengono diffuse e che, per noi "uomini della strada", sono spesso pietra d'inciampo e minano continuamente la credibilità della Chiesa.
Pare che, in base agli studi di Simoncini, addirittura gli "Esseni", così propriamente chiamati siano stati nominati solo da Giuseppe Flavio per la prima volta.
Pare non si sappia nemmeno se questa comunità, molto eterogenea al suo interno con bambini, soldati, sacerdoti ed artigiani, si definisse con un nome preciso.
Poi è interessante il particolare rilevato in base al quale i famosi rotoli di Qumran, trovandosi a considerevole distanza dall'insediamento, lascia un po' da pensare, perchè sicuramente non raggiungibile nel giorno di sabato e le calligrafie presenti sui manoscritti pare siano completamente differenti l'una dall'altro anche come periodo, quindi non riconducibili ad un'unica comunità di copisti.
Per Roberto de Zan, potrei anche suggerire, per venire in suo aiuto sul piano puramente logico, che già l'ipotesi del Da Vinci autore della Sindone crolla già da sè visto che la datazione (prendendo per buona addirittura quella "ufficiale" sicuramente sbagliata) è sicuramente molto antecedente alla nascita del Da Vinci e ci sono già sicure attestazioni della presenza della Sindone molto prima che lui nascesse.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# san 2012-01-05 13:51
"La nostra fede è ragionevole, ed esige criteri di ragionevolezza, e non rinuncia all’indagine su ciò che è discutibile".
Così recita Blondet nell'articolo appena letto.
Chiedo a Blondet, se ne nella nostra vita sociale e politica occidentale avessimo applicato il modello di vita di un San Francesco ad esempio, cosa sarebbe accaduto agli uomini?
Tradotto in termini pratici, modelli di vita di sussistenza per tutti, non accumulo di beni, ecc...
Quale società si presenterebbe ai nostri occhi?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# gustavo d 2012-01-05 16:05
Migliore di questa?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Maurizio Blondet 2012-01-05 16:56
"... se ne nella nostra vita sociale e politica occidentale avessimo applicato il modello di vita di un San Francesco ad esempio, cosa sarebbe accaduto agli uomini?
Tradotto in termini pratici, modelli di vita di sussistenza per tutti, non accumulo di beni, ecc...
Quale società si presenterebbe ai nostri occhi?"

Avremmo una società di santi, volontariamente poveri, che si tolgono il poco pane di bocca per il prossimo. Oppure avremmo una società collettivista-comunista, dove la "santità", povertà, carità, eccetera, ci sarebbe imposta da appositi commissari del popolo e da un KGB pauperista. La società di San Francesco funziona francescanmente , se i suoi membri rinunciano volontariamente ad ogni possesso, Ma se non sono abbastanza santi...?
Maurizio Blondet
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Palabron 2012-01-05 15:26
Sant'Agostino, diceva: "Non crederei ai Vangeli se non me lo dicesse la Chiesa".
La Chiesa ha preceduto i Vangeli. La Chiesa viene prima dei Vangeli. Infatti le comunità cristiane sono state i luoghi in cui, prima oralmente e poi in forma scritta, la buona notizia della salvezza giunta a noi con il Figlio di Dio che inaugura il Suo Regno, ha prseo forma.
Caro Direttore ancora buon anno di Grazia 2012. Quella Grazia, gratis data e per tutti che elimina alla radice pretese di elezione e segreti riservati a pochi.
Palabron
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ALMATA 2012-01-05 15:38
E' bello imparare qualcosa di nuovo, se poi, questo qualcosa, fornisce preziosi spunti di ricerca e approfondimento per chi ha poco tempo, tranquillizza e chiarisce dubbi oltre a fornire senza dover faticare argomenti tosti contro chi rompe sempre i coglioni!!! E' una manna.
La ringrazio tanto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Tommy81 2012-01-05 16:22
Comunque l'equazione comunità-Qumranica = Esseni non è per niente certa e a livello accdemico c'è chi la contesta basandosi su un confronti delle fonti storiche che citano gli Esseni e li descrivono.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Zenone 2012-01-11 12:46
Citazione Tommy81:
Comunque l'equazione comunità-Qumranica = Esseni non è per niente certa e a livello accdemico c'è chi la contesta basandosi su un confronti delle fonti storiche che citano gli Esseni e li descrivono

Tommy81 ha ragione, per cui bisogna stare attenti a fare tante costruzioni intellettuali se prima non si accertano concretamente,s toricamente i fatti: si rischia di costruire castelli in aria.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Tommy81 2012-01-05 16:27
Su Qumran e gli Esseni:
http://digilander.libero.it/Hard_Rain/Qumran.htm#Qumran_e_gli_Esseni
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Sergio64 2012-01-05 18:53
Questa è Divulgazione con la D maiuscola.
Con buona pace di altri divulgatori con la d minuscola, per esesmpio Alberto Angela, che nella sua puntata sull'11 settembre descrive i due grattacilei come "due cilindri vuoti" (vuoti? e le 47 colonne d'acciaio della struttra portante centrale?!?).
Pensate se Alberto Angela facesse una puntata su Qumran, se ne sentirebbero delle belle!!!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# onofrioalvise 2012-01-05 20:09
Grazie Direttore:come dice "Ulisse" per sentire di Gesù, dobbiamo leggere Blondet. E aggiungo rifacendomi al commento di FdF quando risponde a Simone. Colzani e dice che... l'eternità è lunga: dove si sente più parlare di vita eterna, di giudizio finale attraverso cui tutti passeremo, ditemi dove?
Raramente sento in chiesa omelie che davvero mi mettano in discussione nel profondo, che mi siano d'inciampo, di scandalo; che minino le mie certezze e mi mostrino che ho bisogno sempre di Gesù. Non si parla più di Paradiso e men che meno di Inferno. E' come alla televisione, non bisogna "scandalizzare" i telespettatori perchè altrimenti cominciamo a farci troppe domande e si diventa poi ricercatori di qualche cosa che il mondo non ci può dare.
L'altro giorno Piero Angela parlava del Medioevo come di epoca buia, ma proviamo a pensare di togliere il Monachesimo e San Tommaso dalla storia e cosa ne avremmo? Ormai i seminari sono stati invasi dalla sociologia.
Grazie a Dio che c'è Maria, Madre del Salvatore e Madre nostra.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# alberto 2012-01-05 20:22
Grazie Direttore per l'articolo pieno di cultura, fede e profondità. Prego per Lei, con stima e affetto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# BULEGH 2012-01-06 09:51
Rileggendo alcune testimonianze dell'apostolo Giovanni, certamente non con mie intenzioni di blasfemi paragoni fra esse, ho notato (o forse riscoperto?) queste due:

14,31-15,6

16,21-29.

Blondet ne ha illustrato il loro significato in qualche altro suo articolo? Perché nella seconda fu usato il verbo "uscito" e non piuttosto "inviato" o "mandato"? Forse per suggerire o rivelare una realtà infinitamente più grande?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# BULEGH 2012-01-08 13:24
La prima citazione: "Io sono la vite, il Padre mio è l'agricoltore"

La seconda:

"Uscito dal Padre son venuto nel mondo; or lascio il mondo e torno al Padre"
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ulisse 2012-01-06 11:51
Cari Amici,
Sollecitati dall'articolo di Blondet, finalmente parliamo di Gesù come del "Dio vivente", mentre molto spesso il clero conciliarista ne parla come di un personaggio del passato, a cui fare surrrettiziamen te riferimento per sciape formulette sapienziali alla " Mario Pio" (credo che soprattutto quelli sopra i 50 anni di età ricordino il personaggio interpretato da Alberto Sordi).
Desidero sottolineare l'affermazione di Blondet secondo cui la Chiesa viene "prima" del Vangelo: é vero nel senso scritto dal Direttore, ed é scritto in maniera "chiara e distinta". Molto bene.
Poiché l'argomento mi interessa ("lo zelo per la tua casa mi divora") ritorno su alcune delle questioni trattate nell'articolo e nei contributi dei lettori:
1) E' sbagliato dire che Gesù possa aver subito l'influenza di chiccessìa, per l'ovvio motivo che Dio (Creatore di tutte le cose, e degli esseri) non può essere influenzato dalle proprie creature. Chi dice il contrario dice qualcosa che é sbagliata, e forse anche stupida, quando non maliziosa;
2) però nel Nuovo Testamento, ed in particolare nel Vangelo, mentre si parla dei Farisei (molto spesso, e sempre con tono molto polemico) e dei Sadducei (alcune volte, e con tono polemico-dialettico) non si parla mai né degli Zeloti, né degli Esseni;
3) mentre degli Esseni, tra gli storici, parla solo (a mia conoscenza, Flavio Giuseppe) sicuramente c'era uno zelota tra gli stessi Apostoli,ed era Simone lo zelota:
A) nei Sinottici, San Luca lo nomina come zelota:
a) "Quando fu giorno (Gesù agiva sempre alla luce del sole!) chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli... Simone soprannominato lo Zelota...";
b) "Costituì dunque i Dodici... Simone il Cananéo..." (San Marco,3:16-19);
c) "i nomi dei dodici Apostoli sono... Simone il Cananéo..." (San Matteo,9:2-4);
4)zelota e cananéo essendo sinonimi, al riguardo c'é quindi concordanza perfetta nei Sinottici.
Pertanto, leggendo il Vangelo nella giusta ottica di Blondet e dei lettori di FdF, si può rovesciare il paradigma esegetico, dicendo che era Gesù ad... influenzare gli altri: zeloti (un dei Dodici era/era stato sicuramente uno di loro), gli esseni (se esistevano) e tutti gli altri gruppuscoli ebraici dell'epoca.
Se il Vangelo non li cita mai, significa che questi gruppi non si opponevano a Gesù, o perlomeno non nelle forme deliranti dei farisei, e capziose dei sadducei.
Quanto ai sadducei, ricordo che due dei più eminenti tra loro (Nicodémo, e Giuseppe di Arimatea) ebbero un ruolo "provvidenzialme nte" positivo nella Passione, Morte e Resurrezione di Cristo, perché entrambi si opposero alle procedure sommarie del Sinedrio in seduta notturna (!), e Giuseppe rese disponibile la propria tomba per la Santa Sepoltura di Gesù, con ciò vanificando ogni manovra post hoc dei sinedriti.
La tomba di Giuseppe era infatti conosciuta sicuramente anche da Pilato, e pertanto i tentativi dei sinedriti di comprare le guardie perché dichiarassero che, mentre dormivano, avevano visto (!) il corpo di Gesù trafugato dalla tomba, dico questi tentativi fallirono nel ridicolo.
Mi sembra meraviglioso che, nel giorno dell'Epifania del Signore, parliamo di Gesù come del Dio vivente. Grazie.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# angelus 2012-01-06 12:18
Grazie Direttore, dal profondo del cuore!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Andrea V. 2012-01-06 13:01
Sempre un piacere leggerla.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# sursumcorda 2012-01-06 19:04
Bell'articolo, sono d'accordo su tutto, salvo una precisazione, forse più semantica che altro, ma necessaria quando si sostiene che "... la fede è non tanto la fede in Cristo, ma la fiducia in Pietro, Giovanni, Giacomo, e Paolo". Detta così sembrerebbe una riduzione piuttosto gnostica della fede. In realtà la nostra fede non è fede (o fiducia) "negli" Apostoli, ma è vera Fede nella misura in cui è proprio la medesima e identica fede "degli" Apostoli. I quali videro e credettero, così come noi abbiamo visto e creduto per la loro testimonianza e di quelli che seguirono fino a noi. Se noi crediamo è solo perché abbiamo riconosciuto in quella testimonianza la Verità che lo Spirito da sempre testimonia in noi e in tutti gli uomini di buona volontà.
Quanto agli esseni, non è che la riprova che gli stolti e i superbi saranno dispersi nei pensieri del loro cuore. E’ infatti risibile e pateticamente assurdo che in alcuni ristretti circoli “very selected” - dove se non vieni da Yale o da Harvard non hai accesso a certe cariche - si ritenga evidentemente molto utile cooptare Gesù alla causa... a patto che abbia fatto gli studi a Qumran!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# SILVANO69 2012-01-06 22:46
Benissimo, caro sursumcorda. Sono appena entrato nuovamente nel meraviglioso articolo proprio per porre in risalto quest'unica sua piccola stonatura. Tutto il resto è, appunto, semplicemente perfetto.
Un caro saluto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# newel 2012-01-08 15:21
Caro Sursumcorda,
non credo che le due espressioni "fede negli Apostoli" e "fede degli Apostoli" siano in contraddizione. Il contenuto essenziale della nostra fede (morte e resurrezione di Gesú) che é appunto la fede degli Apostoli diventa anche la nostra fede solo con un atto di fede negli Apostoli.
Un cordiale saluto
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# sursumcorda 2012-01-08 19:43
Non voglio polemizzare, se per lei è così va bene anche per me. Se però lo dobbiamo mettere nero su bianco e insegnarlo in Dottrina, allora, ne convenga, la fede è solo fede in Gesù Cristo. Del resto, questo punto è già stato chiarito da San Paolo ai Corinti: "Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non siete voi carnali? Chi è dunque Paolo e chi è Apollo, se non ministri per mezzo dei quali voi avete creduto..."(1 Corinti 3,4-5).
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# raff 2012-01-06 20:15
Grazie Direttore per questo meraviglioso articolo, nel quale, con la sua profondissima cultura e con pochi tratti di penna, ci ripropone integro il messaggio cristiano, le ragioni, la coerenza e l'intelligenza della fede.

Di nuovo grazie, però La prego vivamente di esaminare questo video, che mi ha turbato, ma anche acceso di speranza. Non so cosa pensare, non ho elementi per valutarne il senso delle affermazioni di questo rabbino. Le sarei grato se potesse fornire qualche riferimento in merito.

http://www.youtube.com/watch?v=k0DTT3u2JZ8&feature=related
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Lucio 2012-01-06 23:11
Ciò che è riportato nell'articolo non sono opinioni del direttore ma Verità che i Padri della Chiesa hanno sempre divulgato.
Oggi l'editoria papale si prende il gusto di ipotizzare appartenenze storiche..., ma lo fa a suo rischio e pericolo, dal momento che le sue fonti, oltre a non essere chiare, non sono autentiche e ignorano la vasta e qualificata Cultura, storico filosofica, che ha fatto la grandezza della Chiesa cattolica.
Un conto è il linguaggio del Mito, altro sono le favole per bambini.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# mass 2012-01-08 17:26
A ben vedere la scoperta dei rotoli di Qumram appare provvidenziale, permettendo raffronti più precisi delle due dottrine (cristiana ed essenica).
Segnalo al Direttore che fra i primi ad additare Gesù come esseno (e cabalista) fu proprio quel Elia Benamozegh di cui trattò qualche tempo fa. Pure la dottrina trinitaria viene letta secondo quella cabalistica delle Sephirot, con un singolare capovolgimento cronologico (ciò che è post dovrebbe derivare da ciò che è ante e non viceversa...).
Mass
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# aloisius 2012-01-08 18:41
Citazione Tommy81:
Premessa 1: non ho letto tutto l'articolo.
Quest'espressione denota, a mio giudizio, l'arroganza dei trinitari, e di tutti coloro che si sentono legittimati a "scomunicare" quelli che non credono nella sostanza ed essenza divina di Gesù non rivelevando in questo concetto nessuna "necessità" dottrinale imprescindibile .
Gesù può essere tranquillamente il "Masiach" senza essere Dio stesso... Non esiste nessuna "necessità" che lo sia.
La Sua ispirazione, sapienza e saggezza le si possono spiegare semplicemente perchè essendo il Masiach Egli è in costante contatto, comunicazione e comunione con il Padre con il quale è "tutt'uno" in questo senso e non "necessariamente " nel senso trinitario o divinizzato dell'espressione... Pace e bene


Gesù ha detto in varie riprese: "Quello che mi lega al Padre mio è lo Spirito". "In spirito di verità vi parlo"
"Potete anche non credere in me, ma se non credete nello Spirito non avrete la vita eterna".
Difficile negare la Trinità, nemmeno arrampicandocis i sugli specchi, seguendo una (pseudo) religiosità, tanto in voga tra i modernisti, ad uso personale.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# aloisius 2012-01-08 19:25
Il Direttore scrive nel suo interessante
articolo:
Al punto che si può dire che la fede è non tanto la fede in Cristo, ma la fiducia in Pietro, Giovanni, Giacomo, e Paolo, e nella loro veridicità.
Forse sarebbe stato meglio dire:... non è "soltanto" la fede in Cristo, ma "anche" la fiducia in Pietro, Giovanni, Giacomo e Paolo, e nella loro veridicità.
L'articolo tocca un punto nevralgico: sono 2.000 anni che si cerca in tutti i modi di distruggere il Cristo in un crescendo che lascia sgomenti non solo per le bassezze usate, ma per l'immane stupidità dei mezzi e della cocciutaggine così tipica degli asini, che possono solo essere frutto di un odio accecante.
Sempre più evidente è la confusione che regna in molti animi, che deriva da coloro che la distruzione l'hanno voluta e proseguita con un accanimento che può solo essere diabolico, invece di difendere il "depositum fidei" scivolando così in una apostasia senza precedenti e letale.
Hanno distrutto la chiesa degli uomini, non quella di Cristo.
Satana sa benissimo e lo sapeva dal primo istante, che CRISTO E' DIO e che sulla croce lo aveva vinto, ma evidentemente i suoi seguaci ottenebrati
dall'orgia del potere che li ha portati, grazie a lui, ai massimi vertici che occupano abusivamente data la stoffa di cui sono fatti, questo dettaglio non lo hanno capito, altrimenti farebbero, come dicono, successe a Masada: un suicidio collettivo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# aloisius 2012-01-09 17:40
[quote name="ulisse"]
.....................................
Quanto ai sadducei, ricordo che due dei più eminenti tra loro (Nicodémo, e Giuseppe di Arimatea) ebbero un ruolo "provvidenzialme nte" positivo nella Passione, Morte e Resurrezione di Cristo, perché entrambi si opposero alle procedure sommarie del Sinedrio in seduta notturna (!), e Giuseppe rese disponibile la propria tomba per la Santa Sepoltura di Gesù, con ciò vanificando ogni manovra post hoc dei sinedriti.

Giuseppe d'Arimatea pagò cara la sua amicizia con Gesù. Probabilmente furono proprio i suoi correligionari, i sadducei, dai quali discendeva anche Anna, suocero di Caifa, conosciuti per essere i più crudeli tra i sinedriti, a
sbatterlo in prigione dove rimase per 40 anni e probabilmente vi morì.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Libreria Ritorno al Reale

EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.

Servizi online EFFEDIEFFE.com

Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.

Lettere alla redazione : Scrivi a
EFFEDIEFFE.com

Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE

Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.



Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com

Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.

RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds

effedieffe Il sito www.effedieffe.com.non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata", come richiede la legge numero 62 del 7 marzo 2001. Gli aggiornamenti vengono effettuati senza alcuna scadenza fissa e/o periodicità