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Cile, bufera sul governo: "Il regime di Pinochet non fu una vera dittatura"
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La memoria storica si gioca spesso sulle parole. Come dimostra la storia apparentemente senza fine della dittatura cilena, tra le più cruente del dopoguerra nel continente latino-americano. Diciassette anni in cui la giunta militare - dopo il golpe del 1973 che portò alla morte dell’ex presidente Salvador Allende e al potere assoluto del generale Augusto Pinochet Ugarte - ha torturato oltre 28 mila persone, ucciso almeno 3.200, ne ha fatte scomparire un altro migliaio e ne ha condannate alla fuga e all’esilio centinaia di migliaia. Eppure per il Cile di oggi tutto questo non può più essere chiamato «dittatura» ma «regime militare», per volere di Harald Beyer, ministro dell’Educazione del nuovo governo di centro-destra del presidente Sebastián Piñera. Che ha pensato bene di correggere addirittura i libri di scuola, scatenando polemiche feroci.

Beyer era stato nominato la scorsa settimana, dopo le dimissioni del suo predecessore Felipe Buldes. La sua decisione adesso lo farà sicuramente passare alla storia. A mo’ di «spiegazione» il nuovo ministro ha dichiarato che il testo scolastico emendato «intende comparare differenti visioni sul fallimento della democrazia in Cile, il regime militare e il processo di recupero della democrazia iniziato alla fine del XX secolo, considerando i vari protagonisti, le differenti esperienze e punti di vista». E per sottrarsi a ogni inevitabile critica Beyer ha poi aggiunto che la scelta è stata frutto di un lavoro di gruppo, visto che la proposta di sostituire il termine ha seguito il regolare iter di approvazione fino all’imprimatur ufficiale del Consiglio Nazionale dell’Educazione trasversale, «che lo ha approvato senza modifiche».

Durissima la protesta della società civile e di numerose forze parlamentari. L’ex presidente socialista Eduardo Frei ha sottolineato come «le dittature sono tali e non hanno alcun cognome. Potranno cercare di cambiare il nome, ma sia nell’immaginario collettivo che nella realtà cilena e internazionale il Paese ha vissuto un’obbrobriosa dittatura e nessuno può cambiare questo fatto». Di diverso avviso invece i deputati della destra. Per l’esponente del partito ultraconservatore Unione Democratica Indipendente, Iván Moreira «il fatto che si parli di dittatura significa voler stigmatizzare un governo che cedette democraticamente il potere, cosa che non è accaduta in alcuna dittatura nel mondo».

Ma il gioco di parole su cui adesso un Paese intero sta cercando di salvaguardare la propria memoria storica non può non riportare alla mente il modo in cui lo stesso generale Pinochet era solito definire il suo governo, che cinicamente definiva «dictablanda», un neologismo che ancora oggi dà i brividi ai dissidenti sopravvissuti, neologismo con cui Pinochet univa arbitrariamente il termine «dittatura» e l’aggettivo «blanda».

Suona dunque amara adesso, a distanza di più di trent’anni, la spiegazione del neoministro Beyer. «Tutto questo non ha niente a che vedere ha dichiarato dopo la pioggia di critiche - con la polemica tra sostenitori e detrattori, ma con espressioni che si usano abitualmente in questo tipo di testi, in molte parti del mondo». Per poi concludere «quello di Pinochet non fu un governo democratico, ma anche l’espressione “regime militare” ha questa accezione».

Ci si chiede solo perché questo cambiamento di rotta arrivi proprio nella fase più impopolare del governo di Piñera, al potere dal 2010, primo governo di destra nei vent’anni dalla fine della dittatura. La popolarità dell’esecutivo è precipitata al 34 per cento dopo le massicce manifestazioni studentesche e sindacali contro le riforme della scuola e del lavoro. E, in ultimo, gli incendi che hanno distrutto oltre 40 mila ettari di un parco naturale in Patagonia, hanno affossato ancor più la credibilità del governo cileno.

PAOLO MANZO

Fonte >
  STAMPA.it



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Commenti  

 
# Sivispacemparabellum 2012-01-07 14:18
C'è una stranissima storia da approfondire, la presenza di 10.000 dicasi diecimila (in lettere) "turisti" israeliani nella zona dei disastrosi incendi e tutti ex appartenenti all'IDF ufficialmente in zona per rilassarsi e distendersi dopo i gravosi compiti da kapò svolti nell'entità ebraica in Palestina detta Israele.
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# Milo Dal Brollo 2012-01-07 19:19
Citazione Sivispacemparab ellum:
C'è una stranissima storia da approfondire, la presenza di 10.000 dicasi diecimila (in lettere) "turisti" israeliani nella zona dei disastrosi incendi e tutti ex appartenenti all'IDF ufficialmente in zona per rilassarsi e distendersi dopo i gravosi compiti da kapò svolti nell'entità ebraica in Palestina detta Israele


Questa è un'affermazione molto forte alla quale io non ho trovato riscontro alcuno. Inserendo parole-chiave nel motore di ricerca "Cile", "incendio" e "israeliani" ho trovato solo la notizia che riporta di un turista coglione che avrebbe appiccato l'incendio per negligenza. Se inserisco anche "agenti" o "IDF" o "Israeli Defence Force" non mi salta fuori nulla di appropriato. Anche se si trattasse di un agente segreto, è solo uno e per ora non è scoppiato un caso diplomatico di portata geopoltica.
Ergo: chiedo la fonte.
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# NOMEN 2012-01-09 23:59
Citazione Sivispacemparab ellum:
C'è una stranissima storia da approfondire, la presenza di 10.000 dicasi diecimila (in lettere) "turisti" israeliani nella zona dei disastrosi incendi e tutti ex appartenenti all'IDF ufficialmente in zona per rilassarsi e distendersi dopo i gravosi compiti da kapò svolti nell'entità ebraica in Palestina detta Israele


Aho... ma 'sta fantomatica... Mirìade dei Diecimila... mica avrà a che fare con l'Anàbasi di Senofonte!!!???
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# Sivispacemparabellum 2012-01-07 20:45
DA REBELION

Patagonia in fiamme e altri enigmi

Andres Figueroa Cornejo
Ribellione

1. Almeno 15.000 ettari di Patagonia Torres del Paine National Park (dichiarato Riserva della Biosfera dall'UNESCO nel 1978) ormeggiata nella regione cilena di Magallanes e Antartide e ricco di foreste native sono state distrutte dal 27 dicembre, 2011 attribuito al fuoco, finora, i militari dello Stato di Israele, Roter Singer.
A questo proposito, il senatore di La Araucania, Eugenio Tuma, ha dichiarato: "E 'insolito per il governo israeliano ha inviato un contingente militare di circa 10.000 individui, presumibilmente di licenza per il turismo in Patagonia. Una cosa è la libera circolazione dei turisti, ma un altro è che un fondo statale e organizzare la sua ex reclute e provvedere alla sua rimozione per un Paese apparentemente come terapia contro lo stress", aggiungendo che Singer Roter" arriva in Cile, soggiornare in un ostello in esclusiva per gli israeliani, ci informa che suo nonno è un bravo ragazzo che viene da essere parte di una unità di combattimento dell'esercito israeliano e le sue dichiarazioni alla stampa solo fa un militare radiofonico Tel Aviv".

Ma lo strano è l'incidente' che ha scatenato la tragedia, il tipo di carattere che hanno eseguito e posto?
Nel 1895, Theodor Herzl scrive "Lo Stato ebraico", dichiara genitore del sionismo espansionista come interpretazioni più tardi, la criminalità colonialista ora basato contro il popolo della Palestina. Al momento, una delle alternative incoraggiato dall'allora impero britannico era proprio la isrelíes impostato in Patagonia, Argentina. E Torres del Paine Parco delimitata a nord da Glacier National Park in Argentina. Pura coincidenza?
OMISSIS....
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# gustavo d 2012-01-10 11:15
Sarei curioso di sapere quante migliaia di torturati e morti sono attribuibili al regime militare USA.
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