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A che servono i parlamentari
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Mentre i parlamentari difendono con le unghie e coi denti i loro emolumenti dando di sè uno spettacolo ulteriormente ripugnante, il dibattito pubblico su questo argomento condotto sui giornali, talk-show e radio-show rivela un bassissimo livello di cultura giuridica e politica, oltrechè di pura e semplice cultura generale e rispetto per la logica. In tutti: parlamentari e no, giornalisti, gente «contro» i super-emolumenti e gente «a favore».

La più comica delle affermazioni che ho ascoltato (spesso ripetuta anche dai giornalisti di Radio 24, la radio di Confindustria) suona pressappoco così: «I compensi alti sono la condizione per avere dei rappresentanti del popolo di alto livello».

Ora, la realtà che abbiamo sotto gli occhi è la smentita vivente e stridente a questa affermazione. Abbiamo sotto gli occhi due camere che l’altissimo emolumento ha affollato di individui di bassissimo livello: morale e civile, intellettuale e culturale. Una classe politica formata nei casi migliori da nullità e yes-men, ma in cui sono in maggioranza puttane (scelte dal Cavaliere) soubrettes, neo-neanderthaliani, falliti nella professione, viziosi, contigui alla criminalità mafiosa, insomma gente sospetta di ogni tipo. È questa la «miglior classe politica che il denaro può comprare»?

Basta sentire per due minuti Scilipoti. O il pesante dialetto di La Russa, che dopo 60 anni di vita a Milano ancora non ha perso l’accento di Paternò. Basta indovinare per quali alte qualità sono state scelte dal Cavaliere la Carfagna e la Brambilla. Basta guardare il faccione eternamente paonazzo (che cos’ha?) e col ghigno stampato di un Calderoli; sentirlo profferire la sua quotidiana cretinaggine che lui crede provocatoria: l’ultima, ha accusato Monti di aver tenuto una cena di Capodanno a Palazzo Chigi, insinuando a spese del contribuente: dopo aver fatto parte del precedente governo, che della presidenza del Consiglio ha raddoppiato le spese, facendone un superministero che costa – tenetevi forte – 477 milioni di euro annui. Ovvio che in queste mega-spese sono compresi il (legittimo) appartamento residenziale per il capo del governo del momento, a palazzo Chigi, con mobili di grande pregio, una mezza dozzina di persone di servizio, e la possibilità di invitare a cene. Calderoli non lo sa?

Oltretutto, è quel Calderoli che ha usato un Boeing di Stato per andare a trovare il figlio della sua amante a Cuneo, un pò malato. È stupido? O forse crede che i suoi elettori siano stupidi, tanto da credere a quello che dice lui? In ogni caso, come cittadini c’è da vergognarsi. E da chiedersi se proprio gli altissimi emolumenti abbiano attratto ogni sorta di coglioni, mascalzoni, nani e ballerine, e questo tipo così pecuiare dello stupido-furbo. In una concentrazione superiore a quella della società generale.

L’altra battuta che rivaleggia per comicità l’ho sentita ripetere da Casini, ma anche da altri parlamentari: «Se si abbassa lemolumento, allora soltanto i ricchi potranno dedicarsi alla politica, farsi eleggere come deputati e senatori».

Perchè naturalmente oggi – come ognuno può vedere – le Camere sono piene di metalmeccanici, coldiretti e mezzadri, pensionati minimi, braccianti e muratori che portano al dibattito civile il contributo della loro dura esperienza di vita, grazie alla dignitosa paga che ricevono come parlamentari, sapendo che finito il mandato torneranno alla vanga, all’altoforno e al cantiere. È solo per una strana, inspiegabile illusione ottica che il Parlamento ci sembra strapieno di avvocati, magistrati, mignotte di lusso, commercialisti, funzionari di partito dalla nascita, baroni universitari, dirigenti sindacali, dirigenti pubblici (con pensione stratosferica cumulabile) giornalisti, oltrechè gente che non ha mai fatto altro che «politica» e non sa fare altro – a cominciare dal quel presidente della Camera, subacqueo appassionato (è alle Maldive mentre scrivo) che ha rubato una casa a Montecarlo legata al suo partito e ci ha messo il cognato. O come il Casini stesso, miliardario per matrimonio con figlia di palazzinaro-banchiere. Alle Maldive anche lui. Al riparo dalle ispezioni Equitalia.

No, no, guardate meglio. È un parlamento proletario quello che noi contribuenti rendiamo possibile con gli altissimi emolumenti che paghiamo; se li abbassassimo, avremmo della Camere riempite di signorini dalle mani vellutate, latifondisti, elegantoni, duchi e marchesi.

Dai giornalisti nemici degli emolumenti, tipo Stella e Rizzo, ho sentito fare anche questa proposta: collegare gli emolumenti alla «produttività» dei parlamentari. In altre parole, punire quelli che si assentano per troppe giornate dai lavori parlamentari, detraendo qualcosa dall’emolumento per ogni giorno di assenza. Dio ci scampi: come si fa a non capire che più sono presenti, più lavorano, e più i parlamentari fanno danno? Specie nei continui lavori delle Commissioni dove – sottratti allo sguardo dell’opinione pubblica – sfornano infaticabilmente migliaia di leggi e leggine ogni anno, per lo più destinate a favorire qualche lobby anche minima, parassita o cosca locale, fomite e fonte degli aumenti più incontrollati di spesa pubblica.

Una seria riforma del Parlamento dovrebbe cominciare con lo scoraggiare, e punire, l’eccesso di presenzialismo. Le Camere in seduta permanente si giustificano solo se si tratta di sventare un colpo di Stato. Come mi è capitato di ricordare altre volte, il parlamento federale svizzero si riunisce solo due mesi l’anno, uno in primavera e uno in autunno – tanto basta per controllare e discutere le decisioni del governo. Pare che la cosa non funzioni male, nella Elvetica Confederatio.

Non inferiore per vis comica è l’argomento che usano in massa i parlamentari – capeggiati da Gianfranco Fini da Montecarlo-Maldive per opporsi al taglio delle loro super-rendite: l’argomento della «sovranità». Dicono: il governo non può tagliarci gli emolumenti, perchè noi non siamo dipendenti pubblici. Siamo «Sovrani». Se c’è da tagliare, lo facciamo noi, perchè solo noi lo possiamo fare.

È un parlamento che ha gettato nel cesso la sovranità popolare – che esercita per delega – moltissime volte: dalle cessioni di sovranità all’Unione Europea e per la precisione alla Commissione non-eletta fino all’ultima, la «fiducia» che hanno votato in gran bi-partisanship al governo Monti, che è il governo del presidente Napolitano (l’altro proletario in politica). Ma evidentemente, a costoro è rimasta tanta sovranità quanto basta per una sola cosa: difendere con le unghie e coi denti le loro rendite, con annessi e connessi. Il fatto che abbiano persino parlato di «diritti acquisiti» a proposito dei 16 mila mensili che prendono, suggerisce che – quando fa loro comodo – si considerano dipendenti statali.

Ed è questo il punto. Nelle interviste e nei talk show a cui partecipano con smodata voluttà, appare chiaro che i parlamentari si considerano dei professionisti, interpretano la loro carica come un mestiere qualificato; si vede che si ritengono degli «esperti» di qualche tipo, che svolgono un «lavoro» meritorio e – persino, dicono – sgobbano duro. Il mestiere che s’immaginano di svolgere dev’essere di tipo dirigenziale, perchè ho sentito Alessandra Mussolini dire, a difesa dei grassi emolumenti: «Il parlamentare ha diritto a un certo status...».

È singolare che mai nessuno, nemmeno i giornalisti che documentano i costi e la corruzione delle caste, ribattano e smentiscano i parlamentari su questo punto. Una stranezza, che rileva quanto sia bassa la cultura politica (e la cultura tout court) degli uni e degli altri; fino a che punto si siano perse le nozioni fondamentali sulla funzione del Parlamento e dei parlamentari.

Ci si è completamente dimenticati che la funzione del deputato non è un mestiere. Lo ripeto qui in neretto:

Fare il parlamentare non è una professione

È un compito civico e civile temporaneo, che ogni cittadino – il che vuol dire: un cittadino qualunque – può essere chiamato ad assumersi dagli altri cittadini-elettori. Il deputato o senatore è un delegato dai cittadini a rappresentarli come esponente della cittadinanza. E deve viversi appunto come un delegato dei cittadini, per conto dei quali esercita un controllo sul potere, i suoi tecnici o ministri.

Se quello di parlamentare fosse un mestiere, sarebbero assunti per concorso pubblico, e dovrebbero superare degli esami (con effetti devastanti sull’attuale compagine parlamentare, composta per lo più da ignoranti come capre: vorrei vedere la Mussolini costretta a dimostrare la sua competenza in qualcosa. O Bossi).

Invece, guarda caso, i parlamentari non sono assunti. Sono votati dai cittadini a suffragio universale (sappiamo che ora non è così, che i parlamentari che abbiamo sul collo sono nominati dai capi-partito; ma io sto ricordando la normalità, non la patologia della democrazia). I titoli di studio, le competenze reali, possono entrare nel conto quando i cittadini li scelgono, ma possono anche non entrarci. Anni fa, ricordo, in Svizzera (scusate, parlo ancora della Svizzera) gli abitanti di non so quale cantone rurale votarono e mandarono in parlamento un allevatore. Analfabeta. Ma lo avevano giudicato un uomo pratico, con la testa sul collo, capace di promuovere i loro interessi come cittadini.

L’analfabetismo, ovviamente, non squalifica il prescelto dalla carica di parlamentare. Per legge, qualunque cittadino ha diritto ad essere votato, e la scelta dei cittadini è insindacabile e incondizionata, altrimenti la democrazia sarebbe violata. I dirigenti degli uffici del parlamento federale, senza fare una piega e senza sorrisini, mi spiegarono che a quel deputato inviavano i testi di legge, i disegni di legge, i resoconti ed ogni altro strumento necessario per svolgere il compito, in forma audio, su cassette registrate. In modo che lui potesse ascoltarseli, mentre si prendeva cura delle sue vacche nella stalla-modello, onde prepararsi alla prossima seduta del Parlamento. Un lavoraccio, ma alleviato dal fatto che le sedute del parlamento sono una al semestre.

È evidente lo sforzo delle istituzioni elvetiche di scongiurare la «professionalizzazione» dei deputati, e consentire agli eletti di non smettere la loro occupazione principale, quella da cui si guadagnano da vivere nel mondo reale (durante i due mesi di seduta, ricevono ovviamente un rimborso; i lavoratori dipendenti eletti hanno un diritto al distacco con mantenimento del posto, come da noi hanno i sindacalisti – quelli statali in distacco sindacale perenne).

Appare chiaro che la non-professionalizzazione è intesa come necessaria alla salvezza della democrazia, in uno Stato dove ha grande spazio la democrazia diretta – dove, in altre parole, la cittadinanza esercita frequentemente per referendum un’attività di controllo sullo stesso potere legislativo, ossia sui suoi deputati eletti, non di rado bocciandone le proposte.

Basta ricordare i recenti risultati di referendum: contro l’adesione della Svizzera alla UE, per il divieto della minoranza musulmana di costruire minareti a fianco delle loro moschee (cambierebbero il paesaggio alpino) per l’espulsione automatica dei criminali stranieri. Ed oggi pende un referendum contro «l’immigrazione di massa». Tutto così «politicamente scorretto», che i poteri forti (oligarchici, transnazionali) stanno agitando una campagna per limitare la democrazia diretta in Svizzera, accusandola di minacciare i diritti dell’uomo. Gli altri argomenti che vengono agitati sono i prevedibili: l’uomo della strada è troppo ignorante e irrazionale per impancarsi di temi complessi; la democrazia diretta che solleva tali temi-tabù, crea conflitti e disordine sociale.

Ancora più interessanti le repliche a questi argomenti. Il cittadino ha una conoscenza vissuta, esistenziale, dei problemi che lo riguardano, che solo con la democrazia diretta può far conoscere ed eventualmente prevalere.

Rifiutare ai cittadini la possibilità di modificare i testi sacri dei «diritti dell’uomo» equivale – udite udite – a «porre il giudice al disopra del cittadino», e in questo caso a giudici internazionali che si sono arrogati il potere di interpretare le dichiarazioni dei diritti dell’uomo, documenti vaghi «e dunque pericolosi per le libertà».

Infine, tenetevi forte: la libertà stessa posa sulla possibilità di conflitti. Soffocare i conflitti con una censura – tale è il divieto ai cittadini di trattare certi temi per referendum – non mantiene un ordine autentico, ma crea una frattura crescente fra Paese reale e Paese legale. La democrazia diretta porta alla luce i conflitti esistenti, ristabilisce la libertà d’espressione, restituisce legittimità al potere; soprattutto, «è un errore sottrarre la responsabilità ai cittadini. I cittadini possono anche prendere decisioni sbagliate, ma è politicamente essenziale che se ne vedano responsabili loro stessi, ne susbiscano le eventuali conseguenze negative», e non possano gettare la responsabilità su altri, «politici» o «tecnici». L’abitudine alla responsabilità li responsabilizza. La delega della responsabilità, specialmente se moltiplicata in strati come da noi (comuni, consigli di zona, provincie, regioni, comunità montane...) crea una cittadinanza de-responsabilizzata, ossia de-moralizzata, senza morale civica: questo sì un vero pericolo per l’ordine pubblico. («Défendre la démocratie directe / Sur quelques arguments antidémocratiques des élites suisses»)

Questo è il livello delle discussioni politiche in Svizzera. Ed è veramente strano, nonostante la vicinanza con il Paese, anche linguistica, che i nostri media non riportino mai nulla su quel che vi avviene. Stella e Rizzo, i due giornalisti che il pubblico ha reso miliardari acquistando in massa il loro libro sulla Casta, potrebbero fare un utile giro oltre Chiasso per constatare come mai in Svizzera non ci sono caste parassitarie del nostro tipo, quali istituzioni ne impediscono la crescita proliferante e cancerosa, come avviene il controllo dal basso sulla spesa pubblica; e magari come mai non ci sono scritte sui muri. Sarà perchè i cittadini hanno l’abitudine a considerarsi responsabili di ogni minimo bene pubblico, per il fatto che lo pagano con le tasse, e i vandalismi sono un costo che riguarda direttamente loro?

Da noi, ci dobbiamo contentare dei nostri dibattiti televisivi. Dove la Mussolini e altri suoi pari si atteggiano a professionisti, a competenti; e che difendono i loro emolumenti esattamente come i notai difendono i loro monopoli, i farmacisti i loro, i tassisti i loro. Con la differenza che tassisti e farmacisti non hanno la possibilità di disporre e decidere arbitrariamente l’entità delle loro prebende. I parlamentari sono gli unici «professionisti» che si possono aumentare lo stipendio e gli altri ammenicoli. Attraverso una legge, come sovrani. Senza che nessuno gli chieda: professionisti di che cosa? Esperti di che? Apparentemente, solo alcuni di loro sono esperti in talk show: i più non sono capaci nemmeno di partecipare a un dibattito pubblico, vedi Bossi, Calderoli, Berlusconi, e se ne astengono per non mostrare la loro nullità – o la caratteristica che solo nel parlamento italiano emerge come un dato antropologico premiato: il furbo-cretino.

Cos’altro? In genere, sono esperti in «lavori parlamentari», ossia nelle attività inutili e dannose che giustificano il loro proprio potere, e ostacolano la società a forza di lungaggini e procrastinazioni, doppie votazioni in Camera e Senato, «ritorni in Commissione» , mancanze «del numero legale» ed altri inghippi, per cui occorre veramente una certa «professionalità». Di cui tutta la cittadinanza farebbe a meno.

Oggi che questi «professionisti della politica» si sono autosospesi consegnando la sovranità che avevano per delega a un governo golpista, ma giustificato dall’emergenza (come tutti i golpe) e dall’insipienza inconcludente del parlamento e dei partiti (idem), potrebbero occupare il tempo che gli paghiamo così profumatamente in lavori parlamentari che restano loro da fare: prima fra tutte la riforma elettorale, l’eliminazione della porcata messa a punto dall’astuto-cretino Calderoli.

Non lo stanno facendo. I capi bastone non riescono a mettersi d’accordo sul sistema elettorale da adottare, per garantirsi l’eternità del loro potere, emolumento e ammenicoli intoccabili naturalmente inclusi. Come sempre, hanno preso la decisione di non fare nulla. Pende, è vero, un referendum d’iniziativa popolare che può obbligarli a fare la riforma; ma sono tranquilli, la Corte Costituzionale – riempita da pseudo-magistrati di nomina partitica, compari loro – ha già fatto capire che boccerà il referendum. Qui da noi, i giudici sono superiori alla cittadinanza elettrice. Mica siamo in Svizzera.


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Commenti  

 
# EdoardoCas 2012-01-07 14:27
Grazie ancora Direttore dell'Ottimo articolo!
Cosa ne pensa dell'idea di separare la capacità di tassare da quella di spesa? Potrebbe porre almeno un argine a questo dilagare di lestofandezze?
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# adelauro 2012-01-07 14:37
Caro Direttore, innanzi tutto le auguro un buon anno. Poi la invito ad andare a guardarsi la copertina dell´ultimo numero del 2011 di Famiglia Cristiana.
Si tenga forte.
Sulla copertina campeggia l´effigie di Giorgio Napolitano con sotto scritto "Ecco l´italiano dell´anno 2011".
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# ARDITO 2012-01-08 14:24
Famiglia Cristiana, per niente cristiana, elogia gli atei come le persone della redazione di famiglia (s)cristiana. Solo loro possono elogiare un super ateo.
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# Centuri 2012-01-08 15:24
Scommetto che Famiglia Cristiana simpatizza pure per Monti, il grande massacratore della povera gente!
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# Antonio_1234 2012-01-09 10:33
Chissà se quelli di Famiglia Cristiana la pensavano così anche ai tempi della povera Eluana, quando l'italiano dell'anno non firmò il decreto necessario a mantenerla in vita perché non c'erano le necessarie condizioni di "necessità e urgenza"...
Pietà di noi, Signore!
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# reader 2012-01-07 14:41
Alla fine dell'articolo trovo scritto "aggiungi commento"
Cosa devo aggiungere, cosa devo commentare?
Preparo la valigia di cartone, legata con lo spago, questo dovrei fare, e salutare con le lacrime agli occhi la mia terra e partire.
Ma preferisco, o sono costretto, a restare, e sperare di avere un giorno l'opportunità di combattere per riprendere la mia terra, vivere la mia vita e quella dei miei figli a casa mia.
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# andrea.4463 2012-01-07 14:44
Certo che fare il politico è sempre meglio che andare a lavorare!
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# Occidente 2012-01-07 15:09
I partiti politici andrebbero messi fuorilegge in modo da escludere dalla competizione elettorale chi eventualmente ne facesse parte. La candidatura dovrebbe essere proposta esclusivamente "a titolo personale" e sostenuta dai singoli cittadini in virtù di quello che il singolo candidato propone.
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# ARDITO 2012-01-08 14:35
Per mettere al bando tutti i partiti, basta fare una semplice cosetta, disertare in massa le urne, eleggere persone che si conoscono, abbassare gli stipendi a 5.000 euro, togliere tutti i vari benefici che hanno attualmente, quando un eletto viene preso a rubare, a fare la cresta sugli appalti, a prendere le percentuali sulle commesse, sequestrare tutti i loro averi, accompagnarli a calci nel sedere, in qualche carcere isolato, senza servizi e televisioni ed anche senza luce elettrica, una persona sola per ogni cella,per tutti i giorni della permanenza, eliminando anche l'ora d'aria.
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# Vitoparisi3 2012-01-07 15:24
Da noi decidono, i parlamentari, di entrare in guerra insieme a Francia ed Inghilterra, come nel 1915; in Svizzera, il popolo ed i parlamentari si pronunziano per la neutralità.
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# Centuri 2012-01-07 15:32
I parlamentari servono a votare le manovre di Mario Monti. Costui se li tiene buoni perché altrimenti gli votano contro.
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# mgamb 2012-01-07 15:40
Questo finchè dura. Adesso che si stanno dando da fare per spremere tutti e 50 milioni di cittadini, senza limitarsi alle partitte IVA come hanno fatto finora, con il nuovo spesometro, finirà che qualcuno meno calmo si romperà e reagirà. La domanda che mi pongo: hanno previsto anche eventuali reazioni popolari? Hanno fatto come negli USA, dove la FEMA, il corrispondente della nostra protezione civile, ha creato veri e propri campi di dentenzione per civili in vista di sommosse, riempiti di bare multiposto pronte all'uso per fosse comuni? Che ruolo avrà la protezione civile italiana, altro organismo di casta, la cui presenza non mi rassicura per niente?
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# Antonio D. 2012-01-07 16:24
"Se é un despota colui che volete detronizzare, badate prma che il trono eretto dentro di voi sia giá stato distrutto" (Gibran Il Profeta)

Egregio Direttore, si candiderá (a Dio piacendo) alle prossime elezioni? E se poi venisse eletto, che cosa fara?
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# driver 2012-01-07 16:33
Fin che durerà tutto ciò?
Per quanto tempo il popolo, ovvero i servi della gleba sopporteranno questo stato di cose fallimentare senza cambiamenti radicali?
Grazie Blondet
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# ulisse 2012-01-07 16:53
Cari Amici, con grande tempismo il Direttore Blondet introduce su questo giornale un tema di grande attualità: le élites e il potere in Italia. Già Gaetano Mosca e Antonio Gramsci si erano occupati di questo argomento, ma oggi non abbiamo gente di quel livello a studiare il fenomeno.
Una cosa che mi ha colpito in questi mesi oscuri é stato "l'auto-affondamento" della classe dirigente italiana, che é stato come un 8 Settembre auto-provocato e auto-gestito. Mi spiego: l'Otto Settembre 1943 c'era la guerra a spiegare la dissoluzione della classe dirigente italiana, quindi non solo politica, ma anche militare, industriale, ecc.
Oggi non c'é la guerra, eppure é successa la stessa cosa: il Parlamento Italiano poteva, in stato di sovranità, approvare un piano di risanamento economico-finanziario, e di ristabilimento della nostra sovranità nazionale. Non era difficile, dato che il nostro Paese ha sì un grande debito pubblico, ma anche grandi risorse di risparmio privato, di bemi immobili dello Stato, e un immesno patrimonio artistico.
Ebbene, la classe dirigente italiana non l'ha fatto in condizioni di sovranità, e dice di volerlo fare adesso, cioé dopo lo "sputtanamento" mondiale, quando sembra che la sorte economica del mondo dipenda dalle nostre inadempienze e dal nostro debito pubblico.
Se c'é un metodo in questa follia, io non riesco a vederlo, e mi risulta difficile capire le vere ragioni di questo dramma: cioé una maggioranza che si auto-distrugge, e un'opposizione che si rifiuta di prenderne il posto.
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# AlfredoAlfredo 2012-01-07 22:26
... una possibile spiegazione, tra le altre, del perchè la maggioranza si sia auto-distrutta e l'opposizione si sia rifiutata di prenderne il posto potrebbe consistere nel fatto che entrambe sanno quello che sta per succedere.
Cioè il disastro economico-finanziario (mondiale e, quindi, anche italiano).
E nessuna delle due vuole farsi trovare col boccino in mano quando (presto) succederà.
Chissà... magari si vedrà nel corso di questo 2012.
Buon Anno a tutti!
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# nicolas 2012-01-08 20:35
Sono solo dei vigliacchi prezzolati che hanno tradito il "mandato popolare" (sic) con la giustificaziuon e che devono sottostare ai desiderata della UE, della NATO, dei MERCATI fragandosene altamente del popolo "sovrano". La permanenza di questo abbietto governo dà l'esatta misura della loro viltà retribuita. Le iniziative di mister Monti dovrebbero indurli ad un susslto anche minimi di dignità e reagire mandandolo a ramengo o meglio a godersi senza troppo stress i 25 mila euro di senatore a vita (che schifo!). Lo spread sta sempre a rompere su livelli berlusconiani cari infami onorevoli (scusate gli aggettivi un po' forti ma sono seriamente "incavolato"). Oggi ha colmato la misura mister Pacatezza Monti: Alcuni italiani mettono le mani in tasca ad altri italiani evadendo il fisco.
Questa dichiarazione dovrebbe creare dei moti di sollevazione popolare, sprigionare il Masaniello che cova nell'animo di ogni buon cittadino italiano. Capito chi è la causa della crisi? Il 90% degli italiani che non sono ligi ad una imposizione fiscale impossibile da osservare. Che nessuno pensi più a signoraggio, mercati disumani, caste prezzolate. L'inadempiente è il popolo che non si fa schiavizzare dignitosamente. Il re è ignudo .E' caduto quel sottile velo di ipocrita parvenza di democrazia che dava l'illusione che comunque qualcosa gli elettori contassero. Avanti con la Polizia fiscale cui ha fatto una sviolinata disgustosa.
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# cangrande 2012-01-07 17:02
Blondet ha inquadrato un punto:
la rappresentativi tà dei parlamentari.
Quasi tutti professionisti (?): avvocati, notai, magistrati, commerialisti e professionisti della "politica".
La soluzione sarebbe in un termine "tabù" dal 1945: il CORPORATIVISMO! !!
Ossia che in parlamento siano rappresentate, in proporzione, tutte le categorie produttive, compresi i pensionati.
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# ARDITO 2012-01-08 14:42
La colpa delle persone sedute al parlamento, è solamente colpa nostra, che abbiamo scelto i personaggi sbagliati, fuori dal nostro orto, quelli che soffrono e soffriranno la crisi, I PENSIONATI, sono la maggioranza degli elettori, usando il cervello possono avere la maggioranza in parlamento.
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# Giovanni Silvano 2012-01-07 17:09
Il Parlamento è un letamaio popolato da questi vermi.
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# Nahars 2012-01-07 17:39
Cangrande ha ragione... ma per imporre la rappresentativi tà al parlamento, bisognerebbe fare un intervento dall'alto.
In poche parole per ristrutturare la democrazie attuale bisognerebbe sospenderla un po'.
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# Franco_PD 2012-01-07 18:20
Facciamo un nome per cominciare. Il parlamentare che si vede nella foto mentre gioca con iPad e guarda chi lo sta fotografando è il triestino Roberto Menia. Lo conosco da una quarantina d'anni, direi. Eravamo insieme nel FUAN. Ricordo un'altra persona, ecco. Molto, molto diversa. Diciamo che l'attività parlamentare aiuta molti a divenire l'ombra di quel che furono. Anche tra coloro che sono stati vicini al mitico Almerigo Grilz. Miracoli (?!?!) della defascistizzazi one, direi.
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# anrewbst99 2012-01-08 04:31
Cosa c'entra il fascismo... i dirigenti del fascio non è che acquisissero quali virtù, erano la stessa cosa. Nostalgia di un passato non vissuto. Erano tempi più dignitosi, tutto qui.
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# Franco_PD 2012-01-08 13:27
Chi non vuole capire le cose - come questo lettore - non le capirà mai. Quando il Menia (per restare sul personaggio) si muoveva in un contesto che per comodità si può chiamare neofascista (condividendolo con me e moltissimi altri) era oggettivamente persona diversa. Altre discipline ed altri valori. Con la defascistizzazi one dell'ambiente prima con AN e poi col PdL è cambiato semplicemente tutto. E di questo posso parlare per esperienza personale e diretta. E potrei allargarmi anche nel dipingere ritratti presenti e passati di personaggi che qualsiasi TG ci ripropone ogni santo giorno. E che analogamente conosco da 40 anni. E che erano DIVERSI in un DIVERSO contesto partitico e valoriale. Altro che nostalgia di un passato non vissuto. Io c'ero. A mangiare con loro pane e cipolla, come si suol dire.
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# Maurizio Blondet 2012-01-09 11:02
Non rmprovererei il Menia perchè video-gioca in Parlamento. Fa meno danni che se "lavorasse".
Personalmente, non ho mai condiviso certe illusioni sulla "tenuta" di certi personaggi. La Russa l'ho conosciuto, era un losco individuo anche 40 anni fa.
Maurizio Blondet
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# aalireland 2012-01-07 18:48
Ho votato una volta sola, poco più che maggiorenne, circa 20 anni fa. Non l'ho fatto più capendo che era inutile, che non c'era nessuna possibilita' per coloro che non erano inquadrati nei partiti ad avere una partecipazione politica libera, costruttiva e disinteressata.
Capii subito che l'unico potere che il popolo avesse era proprio non andare a votare mostrando con chiarezza assoluta il proprio dissenzo verso una classe politica cialtrona, arrogante e fuori legge.
Ho sempre pensato che chi assumeva il potere dopo una chiara e manifesta volontà del popolo a non votare, l'avrebbe fatto a suo rischio, venendo prima o poi ad essere chiamato a rispondendere di ciò. Continuerò a comportarmi di conseguanza fino a che non vedrò un ricambio che possa esprimere una classe politica onesta verso il proprio popolo nella sua interezza.
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# Pietro G 2012-01-07 19:34
Il discorso, secondo me, dovrebbe essere ampliato: a cosa serve questa democrazia. Tutti si concentrano sui vantaggi di un sistema in cui il popolo decide il governo del Paese e dove i politici vengono eletti o trombati alle libere elezioni. In realtà i lati positivi nascondono una realtà decisamente negativa.
- Da 50 anni la lotta alla mafia non solo non dà frutti ma non riesce neanche a scalfire il potere di una criminalità che controlla buona parte del Sud (e non solo) del Paese.
- Hanno indebitato il Paese sino alla schiavitù finanziaria.
- Invece di fare qualcosa contro la crisi demografica, si cerca di combatterla facendo arrivare milioni di immigrati inintegrabili.
- Il presidente della repubblica prende ordini da capi di governo stranieri e il presidente del consiglio governa per conto di potentati e lobby finanziarie straniere.
- I princìpi che reggono questa società: individualismo, diritti umani solo di tipo individuale, antirazzismo, promozione della omosessualità, ecc., sono quelli che stanno portando alla rovina non solo questo Paese ma l'intero continente europeo.
Mi chiedo: è solo una classe di politici che non sanno parlare l'italiano, che arraffano a più non posso e che sistemano famiglia, parenti e amici con i soldi del contribuente oppure, è anche il sistema che ha mostrato i suoi limiti e che forse non è adatto a questo Paese?
Bisogna ricominciare da zero, cioè da una nuova costituzione, che prenda esempio da quella ungherese.
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# muffin 2012-01-08 15:01
Quoto del tutto.
Direttore, ci scriva un articolo su quello he sta facendo Orban in Ungheria, attirandosi gli strali e le maledizioni di tutte le istituzioni democratiche e mondialiste.
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# Franco_PD 2012-01-08 21:09
Sì, attendo anche io e da parecchio un pronunciamento di Blondet sull'Ungheria. E mi stupisce non aver letto ancora nulla al riguardo qui.
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E' stato pubblicato l'articolo "Una speranza dall'Ungheria?", nella sezione Europa, il 26 giugno 2011.
FdF
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# Franco_PD 2012-01-08 21:52
Certo, ma è ora che la canizza europoide si sta scatenando. Dalle brevi notizie che trasmettono le TV si apprende di prossime sanzioni addirittura. E di un trattamento stile Cile e Sudafrica anni '70 o Iran di oggi. Un commento aggiornato di Blondet sui fatti correnti sarebbe assai gradito!
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# rinus 2012-01-07 20:07
Andando a ritroso, oltre la mia tarda età, mi pare di ricordare che durante il fortunato periodo dell'era dei Comuni, l'andamento dei lavori veniva seguito dalle corporazioni dei mestieri, Ogni mestiere si gestiva in proprio e tutti insieme gestivano l'economia della città nazione. I più competenti, poi seguivano l'andamento della citta, tipo Lorenzo il Magnifico. Ogni comune gestiva la propria moneta regolarizzata dalla moneta aurea, chi era più in gamba a produrre novità ERA pagato in oro o barattava con altri prodotti. La politica non faceva parte delle corporazioni arti e mestieri.
Lancio al presidente Monti una idea a favore delle liberalizzazion i: perchè non liberalizziamo i nominativi dei vari massoni presenti in Parlamento, nelle sfere della Magistratura, nelle Forze Armate, giornalisti, ecc... cosi potremmo meglio capire l'arcano gioco delle parti. Forse CAPIREMMO anche qualche suicidio di grosso industriale, di qualche importante politico finito come Natalie Wood, tralasciando altri casi già noti. Mentre sarebbe utile capire se il vice-ministro dell'Econoomia argentino di 33 anni trovato suicida è incorso nelle ire di qualche spietata setta che non perdonava il suo ardire. Preferisco che il popolo lavori e non mi interessa se cio comporta una certa maggiore inflazione! In Italia rincara tutto e la gente perde il lavoro. Adottato l'inverso ragionamonti.
Ritornando a bomba il nostro direttore non ci suggerisce cosa fare per toglierci una buona volta queste amebe. Casini-Buttiglione-Bocchino e compagni quale professione suggerisce per sradicarli: RESTAURATORI DI MOBILI?
Saluti
Sal. Ricc
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# lorrat 2012-01-08 09:45
Il ritorno alle corporazioni mi sembra fuori tempo, ma un decentramento amministrativo e, in certi campi anche legislativo, sarebbe opportuno, secondo me.
Istituire le maxi regioni, sulla linea indicata da Gianfranco Miglio consentirebbe un omogeneità socio-culturale che oggi la nazione Italia non possiede. Anche senza arrivare alla democrazia diretta o ai cantoni tipo Svizzera, ci sarebbe comunque quel controllo sociale dal basso e la responsabilizza zione delle classi dirigenti auspicate nell'articolo.
Forse, lasciate in piena autonomia amministrativa, le maxi regioni infestate da mali apparentemente inestirpabili come certa criminalità organizzata, sarebbero in grado di venirne a capo.
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# Gilles 2012-01-07 20:08
Ogni volta che si parla di governo e di politica in mano ai tecnici, non so perché, ma mi viene in mente Gasperino er carbonaro. il quale, oltre ad essere ovviamente esperto di carbone, si rivela anche grande economista, perlomeno per le finanze del marchese del Grillo; sicuramente potrebbe ben governare insieme all’analfabeta svizzero. Comunque sono perfettamente d’accordo sul fatto che deresponsabiliz zare troppo i cittadini, specialmente in un sistema come quello democratico, porta a non avere il giusto senso civico e a non dare il giusto valore al bene comune. Sono un po' meno convinto invece che fare il parlamentare non debba richiedere un minimo di professionalità . Purtroppo non tutti gli “ignoranti” (nel senso che ignorano) sono intelligenti come Gasperino o come l’agricoltore svizzero, anzi semmai è il contrario, come del resto accade anche tra gli acculturati. Ma il problema non è che fare il parlamentare richiede un minimo di professionalità , il fatto è che oggi anche solo fare il semplice cittadino richiede professionalità , nel senso che se si vuole conservare la partecipazione democratica non ci si può esimere dall’avere un minimo di competenza e discernimento, soprattutto in politica. Leggevo che l’altro giorno alla prima apertura serale fino a mezzanotte, presso un grosso centro commerciale del nord si sono presentate non meno di 10.000 persone, peraltro senza comprare quasi nulla, solo per il gusto di vedere e annusare gli oggetti del consumo. Ora io penso che ci si dovrebbe domandare se è giusto o meno che così tante persone impieghino il loro tempo in questo modo, invece di sforzarsi di imparare e cercare di comprendere ciò che sta accadendo intorno a loro. Se fosse per me si dovrebbe tornare al proporzionale puro, senza alcun tipo di sbarramento, assicurando la presenza in parlamento anche ai gruppuscoli infinitesimali, se hanno la possibilità di entrare e, soprattutto se hanno qualcosa di positivo da portare. Ma rimane il fatto che bisogna chiedersi se uno di quelli che impiega il suo tempo in quel modo al centro commerciale sia poi in grado di spingere i tasti giusti, una volta arrivato in parlamento.
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# Nuovo Mondo 2012-01-08 00:55
Citazione Gilles:
Ogni volta che si parla di governo e di politica in mano ai tecnici, non so perché, ma mi viene in mente Gasperino er carbonaro. il quale, oltre ad essere ovviamente esperto di carbone, si rivela anche grande economista, perlomeno per le finanze del marchese del Grillo; sicuramente potrebbe ben governare insieme all’analfabeta svizzero. Comunque sono perfettamente d’accordo sul fatto che deresponsabiliz zare troppo i cittadini, specialmente in un sistema come quello democratico, porta a non avere il giusto senso civico e a non dare il giusto valore al bene comune. Sono un po' meno convinto invece che fare il parlamentare non debba richiedere un minimo di professionalità . Purtroppo non tutti gli “ignoranti” (nel senso che ignorano) sono intelligenti come Gasperino o come l’agricoltore svizzero, anzi semmai è il contrario, come del resto accade anche tra gli acculturati. Ma il problema non è che fare il parlamentare richiede un minimo di professionalità , il fatto è che oggi anche solo fare il semplice cittadino richiede professionalità , nel senso che se si vuole conservare la partecipazione democratica non ci si può esimere dall’avere un minimo di competenza e discernimento, soprattutto in politica. Leggevo che l’altro giorno alla prima apertura serale fino a mezzanotte, presso un grosso centro commerciale del nord si sono presentate non meno di 10.000 persone, peraltro senza comprare quasi nulla, solo per il gusto di vedere e annusare gli oggetti del consumo. Ora io penso che ci si dovrebbe domandare se è giusto o meno che così tante persone impieghino il loro tempo in questo modo, invece di sforzarsi di imparare e cercare di comprendere ciò che sta accadendo intorno a loro. Se fosse per me si dovrebbe tornare al proporzionale puro, senza alcun tipo di sbarramento, assicurando la presenza in parlamento anche ai gruppuscoli infinitesimali, se hanno la possibilità di entrare e, soprattutto se hanno qualcosa di positivo da portare. Ma rimane il fatto che bisogna chiedersi se uno di quelli che impiega il suo tempo in quel modo al centro commerciale sia poi in grado di spingere i tasti giusti, una volta arrivato in parlamento

Gilles, giusto per stare in tema, ti ricordo anche Bertoldo, interpretato dal mitico Tognazzi nel film cult di molti anni fa! Sbaglio o ci starebbe a pennello? Ciao
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# lorenzoleopoldo 2012-01-07 20:14
Egregio Direttore Blondet, sto leggendo, su Suo consiglio, il libro di H. H.Hoppe: Democrazia il dio che ha fallito. In questo libro è spiegato tutto quello che c'è da fare e non fare per uscire da questa melma. Sarebbe già tanto se a livello individuale ognuno fosse capace di leggerlo, liberandosi poi del proprio bias di conferma, capire cosa è scritto e adire a nuovi convincimenti, con coraggio sospendere le proprie abitudini, più o meno indotte, adottando un comportamento completamente nuovo e di rottura con il proprio passato. La vedo dura, perchè poi, questi individui non ancora liberi ma solo appena liberati da vecchie idee fallite, dovrebbero organizzarsi per passare dal piano, inferiore, individuale a quello, superiore, collettivo per poter sperare di cambiare la società in cui viviamo. Come sempre il fattore tempo ci frega: siccome per fare le cose bene non ci sono scorciatoie (rivoluzioni violente o guerre) partendo dal livello di cultura politica attuale arrivare dove si dovrebbe si andrà sicuramente fuori tempo massimo. I nostri nemici faranno prima, col nostro aiuto, a massacrarci. Facciamo ognuno del nostro meglio senza tante illusioni. La ringrazio e con i miei migliori auguri La saluto, LorenzoLeopoldo B.
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# cny45tpa 2012-01-07 21:12
Direttore intanto le faccio i migliori auguri per il 2012, splendido articolo, ma non riesco a vedere vie di uscite se non qualcosa di forte.
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# Francesco 2012-01-07 21:34
Il lavoro è per chi non sa "pescare" (P. Volcker, ex presidente della Federal Reserve).
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# DBF 2012-01-07 21:42
Per capire la verità, bisogna conoscere parlamentari. Questi mi spiegano: ciò che vediamo di tutta la struttura politica repubblicana non serve o meglio serve a far credere ai cittadini di esistere. Invece tutto e deciso ai vertici e i parlamentari sono solo delle comparse.
Il parlamento federale svizzero si riunisce solo due mesi l’anno perché ha capito chi governa, e alla fine sarà così in tutto il mondo. Siamo un regime totalitario esattamente come affermò Pio XI nel 1930 «Se c’è un regime totalitario – totalitario di fatto e di diritto – è il regime della Chiesa, dato che l’uomo appartiene totalmente alla Chiesa». Perciò se la politica è assolutamente inutile poiché l’uomo appartiene a Dio lasciamo fare alla Chiesa e superiamo anche i rimasugli ipocriti del parlamento svizzero. Amen.
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# CESCO 2012-01-07 22:02
Noi, non ce la faremo mai! Solo un segno dal cielo ci può liberare da questa casta lercia, marcia e corrotta. Allora preghiamo e che Dio ci esaudisca.
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# seventhwave 2012-01-07 22:36
Se si pensa alla differenza di come siano stati rispettivamente gestiti i progetti Transalp svizzero e la TAV italiana, la differenza è abissale.
In Svizzera il popolo è stato reso partecipe di questo grande progetto di treni ad alta velocità, e nell'ottica di diminuire il traffico di camion con conseguente impatto ambientale nel paesaggio alpino il popolo ha votato sì. Il progetto è stato finanziato con una tassa intelligente in qualche modo commisurata al danno ambientale del trasporto su gomma.
Presto inaugureranno il tunnel ferroviario più lungo del Mondo (e già furono i primi con il Gottardo).
Ci sono addirittura le webcam sui lavori in corso e informazioni dettagliate sull'andamento degli stessi.
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# seventhwave 2012-01-07 23:59
Citazione:
L’abitudine alla responsabilità li responsabilizza . La delega della responsabilità, specialmente se moltiplicata in strati come da noi (comuni, consigli di zona, provincie, regioni, comunità montane...) crea una cittadinanza de-responsabilizza ta, ossia de-moralizzata, senza morale civica: questo sì un vero pericolo per l’ordine pubblico


Grazie direttore per questo bellissimo articolo, di cui mi sento di incorniciare questa bellissima citazione.
Vorrei aggiungere una personale riflessione. Recentemente sono stato a Lugano: con i primi passi fuori dalla stazione ho calpestato biglietti da visita della mitica banca cooperativa WIR che ruzzolavano nel vento. Scendendo verso il centro ho visto la Chiesa, un edificio piuttosto spoglio e provinciale in verità, ce ne sono di molto più belle in paesini dell'entroterra Ligure. Appena giunto in centro ho fatto fatica a trovare un panettiere in mezzo a tutte quelle banche in edifici moderni e, quando l'ho trovato, non ho trovato nulla di meglio di una brioche pre-congelata (in un forno!) e un panino che sembrava fatto di cartone. Ho consumato il mio pasto plasticoso nel giardino di Villa Ciani, molto osannato dai locali ma che non è niente di speciale, la villa in sé è poco più di una palazzina carina, anche se impreziosita da belle aiuole fiorite con vista sul lago.
Non le parlo del caffè finale... terribile!
Oggi invece sono andato a zonzo per il centro storico di Genova, dove ho preso la mia ottima razione di focaccia dal mio amico fornaio, quel signore che vedo da quando sono bambino e che, nonostante i baffi sempre più bianchi non ha perso l'abilità nelle mani.
Ho visto tutti i negozi storici che conosco uno a uno, il calzolaio, il parrucchiere che conserva l'arredamento liberty in bottega, il vecchietto che aggiusta cornici, il gallerista, la "Butteghetta Maggica", che costruisce presepi artigianali da 180 anni, il venditore di farinata e acciughe fritte in Sottoripa, i caffé storici.
Mi è sembrato di camminare in un bellissimo presepe, dove lo scenario erano gli splendidi palazzi patrizi della "Superba", un presepe che pulsava di straordinaria e pulsante umanità.
E così come a Genova, in altre bellissime città e borghi italiani.
E dopo questa premessa lunghissima faccio la prima considerazione superficiale itala-pizza-spaghetti-mandolino: come è possibile che superando di 20 km il confine si respiri già aria di ordine e disciplina, ma non si riesca a mangiare un panino come si deve o bere un caffè decente?
Tralascio le considerazioni sulle differenze nell'architettura sacra e profana.

E il secondo pensiero è che in Italia ci sono ancora moltissime persone (fornai, calzolai, giornalisti, parrucchieri, ingegneri, contadini, costruttori di casette per presepe) che, nonostante putsch, golpe, colpi di mano, governi tecnici e altre avversità continuano, magari da 40 anni, a fare del proprio meglio per fare un sano e onesto lavoro, e che con questo contributo rendono l'Italia un posto unico al Mondo, e un Paese straordinario in cui vivere.
Chiedo scusa per essermi dilungato un po' troppo.
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# Franco_PD 2012-01-08 10:15
Trovo bellissima questa immagine proposta dal lettore. In effetti nessun paragone regge. All'estero cerchiamo certe cose che qui sono assenti: ordine, legalità, rispetto delle regole, disciplina. Le troviamo magari in Svizzera ma poi ci manca l'umanità di tutto il resto che lì non c'è: solo freddo efficientismo. A meno di non andare in certi Paesi latini (come la Spagna) dove ci si trova bene perchè parecchie cose... sono come qui da noi! (Ma dove è comunque raccomandabile NON ordinare in trattoria pastasciutta...).
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# shaula 2012-01-07 22:50
Stella e Rizzo, come tanti altri, sono funzionali al Sistema. Lo denunciano non tanto per senso etico quanto per accumulare quattrini. Continueremo a lagnarci, lungi dal risolvere il problema. Un brigatista di qualsiasi colore ma con le palle, che centrasse uno dopo l´altro, senza misericordia, i protagonisti del letamaio, conseguirebbe risultati molto piú pratici di tante chiacchiere.
L´altra soluzione sarebbe quella che nessuno piú votasse. Pia illusione. Ad almeno metá degli italiani, i parassiti di Stato, questo andazzo va benissimo.
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# Andrea V. 2012-01-07 23:35
Direttore questa mattina ho ascoltato su Sky non più di un minutino del discorso di Monti, garantisco non più di un minuto, eppure in quel breve lasso di tempo ha nominato e osannato due volte un certo grande Monet uno dei fondatori dell'Europa.
Mi sembra che lei lo avesse nominato 'sto tipo, in che mani siamo?
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# Giateno 2012-01-08 00:00
Sono molto d'accordo sulla centralità della democrazia diretta (che non è certa quella dei nostri falsi referendum...). Proprio perché sposterebbe le responsabilità.
Sa, direttore, lei è certamente in buona fede e onestamente critico. Ma la verità è che gli italiani sono ben contenti di avere una classe politica cui scaricare le proprie colpe. Il parlamento è lo specchio esatto di questo Paese, in primis dei grandi eroi che si vantano di non votare. Altro che Celestino V...
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# pelzen 2012-01-08 01:30
Come sempre l'articolo è pregno di profondo disprezzo di questo sistema "italiano" che sguazza nell'ipocrisia e nella connivenza.
Gente inutile, e non serve la Svizzera per capire che fuori dall'Italia alcune cose vanno meglio che da noi.
L'Italia è quel bel Paese che giace sdraiato ed addormentato nel Mediterraneo: luogo caldo ed ospitale, ma al tempo stesso colmo di molti intrighi; è pertanto pacifico che più in Italia ci si accapiglia in questioni "di poco conto" (non lo sono per noi, ma per altri sì) che altri sapranno far tesoro della distrazione degli armigeri (parlamento e senato) per soffiarci la nostra autorità.

Cosa volete che ci possa interessare se uno prende 10/100/1000: oggi c'è e domani è sotto terra. Non è lui la vera causa del sistema allo sbando, ma siamo noi, italiani, cittadini beoti e coglioni di una nazione che non conosciamo, della quale abbiamo timore a scrollare la polvere che troneggia sulle cime dei palazzi.

E' sufficiente che qualche amico sia in odor di politica, introdotto nel sistema a noi precluso per capire il servilismo italiano, infame e criminale che ci fa comprendere che l'italiano è costituito da idee di bassa lega. Si inchina, lecca, si autoaccusa, si offende, pur di entrare nelle mire del possibile politico. Nessun orgoglio, nessuna dignità, nessuna vergogna per ciò che si fa, perché alla fine la frase che chiude la bocca a tutti è sempre la stessa: “Dobbiamo pur mangiare anche noi, ti pare?”.

Ecco, questo è lo spessore culturale degli italiani e questo è quanto la cultura italiana ha prodotto in anni di servilismo, di ossequio nichilista (frasi come l'ha detto l'avvocato, oppure "sai, quello è una persona importante, conosce un tizio che è alla camera, stagli vicino se ti chiede una cosa, falla!"). Questo lecchismo, questa servilismo becero e cieco, di bassa lega è abominevole, infame, schifoso, da tagliare con un secco colpo di sciabola alla base, senza troppi pensieri. Questa gente, ed è la maggioranza, è quella che alberga non solo il parlamento, ma anche gli uffici di tutte le pubbliche amministrazioni , di quegli uffici che si arrogano il diritto di decidere se puoi vivere o morire, senza rendersi conto che sono dei servi della repubblica e che ogni atto è un dovere che dovrebbero compiere con la cenere sulla testa come atto di umiltà.
E invece abbiamo degli infami e dei codardi, degli arroganti e dei prepotenti che nessuno passa a fil di spada al fine di far capire loro che se son lì lo sono per uno scopo solo: servire.
Tutto il resto è fumo negli occhi.
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# Catello 2012-01-08 09:08
In Italia la legalità formale ha prevalso sulla sovranità popolare allorquando deputati eletti sotto il simbolo recante la scritta “Berlusconi presidente” si sono organizzati per rendere quasi impossibile il governo della maggioranza eletta democraticament e.
Come al solito una precisa norma legale, in questo caso quella che permette ad ogni deputato o senatore di non aver vincoli di mandato, ha prevalso su principi e leggi più generali e più vaghe, compreso l’articolo 1 della costituzione.
E’ il solito cavillo che i disonesti trovano sempre per violare ogni legge più importante, come quando trasferiscono legalmente le loro proprietà nei paradisi fiscali per occultarle e non pagare le tasse.
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# sator1 2012-01-08 10:10
Il miglior Blondet, quello d'annata! La sua penna non scrive: sferza.
Il video a seguire, in maniera divertente, ci ricorda che molto dipende da ognuno di noi.
http://www.youtube.com/watch?v=Y1RWxPMSe3E
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# albertogas 2012-01-08 13:21
Si, tutto corretto quello scritto nell'articolo: manca però una cosa essenziale, la vera ragione perchè possono permettersi di prendere per il sedere la popolazione. Lo possono fare perchè politici (governo) e banchieri (Draghi et BCE) sono collusi ed attraverso la stampa della moneta a corso forzoso possono spendere e spandere perchè l'accordo fra le due parti è: io governo, ti lascio stampare denaro e di ricorrere alla riserva frazionaria se in cambio mi acquisti i titoli di Stato in caso di difficoltà. Questo meccanismo crea inflazione che non si può arrestare se non ritirando parte della massa monetaria dalla circolazione: il che vorrebbe dire che lorsignori non potrebbero spendere e spandere i nostri soldi. I nostri soldi, perchè l'inflazione è una tassa invisibile che ogni secondo svilisce il nostro potere di acquisto: in pratica abbiamo i ladri in casa che ci derubano in più modi. Mi viene da ridere quando Monti se la prende con gli evasori dicendo che ci mettono le mani sulle tasche: sono i politici i professionesti dello scippo, gli evasori cercano di evitarlo e noi ce la prendiamo nel di dietro. Se vogliamo mandarli a casa per sempre abbiamo solo questo da fare tutti insieme: comprare oro ed argento e merci e valute estere che non siano troppo svalutate, in pratica fuggire dall'Euro ed investire in attivi storici (oro ed argento) e poi iniziare con il baratto tra vicini.
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# ulisse 2012-01-08 12:19
Cari Amici,
Il mantra sulla "Casta" é un birignao di cui non se può più, ed é ora che almeno i lettori di FdF se ne tengano alla larga. Quindi insisto a proporre la cancellazione dal nostro parlare di questo termine fuorviante. Tra l'altro, e Blondet lo sottolinea a ragione, togli il termine, e sotto non trovi niente.
E' vero ciò che dice Blondet sui ritmi di lavoro del parlamento italiano in confronto ad altri. Oltre all'esempio della Svizzera, se ne possono fare molti altri: ad esempio,in Francia, il Parlamento non lavora più di tre-quattro mesi l'anno. In questi Paesi, il deputato, quando non é impegnato nell'aula parlamentare, é nel proprio collegio, a seguire da vicino i problemi dei propri elettori: é più utile alla comunità e fa... meno danni, non dandosi alla bulimia legistativo/normativa,come avviene in Italia.
A proposito di tutti questi snob (sine nobilitate) che vanno alla Maldive, ricordo che alcuni anni fa, mia madre (casalinga-sarta, e quindi di condizione sociale umile) che sentiva nominare le Maldive, mi chiese cosa fossero.
Io le dissi quel poco che sapevo sull'argomento, sottolineando che colà i non musulmani non hanno diritto alla cittadinanza. Al che mia madre rispose: "Io non ci vado là, perché non potrei andare a Messa, e dire il Rosario".
Faccio questa segnalazione a beneficio di tutti i cardinaloni che straparlano di valori, a cui chiederei: "Ma tutti questi cattoliconi adulti (per dire, i Casini, i Rutelli/Palombelli, etc., etc., etc., che sono i vostri interlocutori) come fanno ad andare, stando alle Maldive, alla Santa Messa della domenica e dei giorni di precetto?
I Preti di una volta,quando in confessione anticipavi che non avresti potuto assolvere agli obblighi della Messa di precetto,non ti assolvevano, perché "manifestavi una chiara intenzione di peccato" e... buona notte ai suonatori.
E adesso, pensate che lo facciano con i loro illustrissimi e colendissimi seguaci? O gli stessi cardinaloni sono i primi a non credere?
C'é qualcuno tra gli amici di FdF in grado di rispondermi? Grazie.
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# bepi 2012-01-08 12:38
Caro direttore,
scusi la critica, ma lo ritengo un suo mal riuscito articolo.
Ritrito di buoni propositi e argomenti sentiti e rimbalzati mille volte. Qua di seguito alcune piccole critiche, ad alcune sue espressioni:

... O il pesante dialetto di La Russa, che dopo 60 anni di vita a Milano ancora non ha perso l’accento di Paternò...
- Scusi, adesso è una mancanza mantenere il proprio accento d’origine, che argomentazione è poi questa?

... È evidente lo sforzo delle istituzioni elvetiche di scongiurare la «professionaliz zazione» dei deputati, e consentire agli eletti di non smettere la loro occupazione principale...
- Scusi qua in italia ci lamentiamo se un politico fa la doppia professione per conflitto di interessi (ci decidiamo?).

... Il cittadino ha una conoscenza vissuta, esistenziale, dei problemi che lo riguardano, che solo con la democrazia diretta può far conoscere ed eventualmente prevalere...
- Scusi un politico non è un cittadino??? Si certe volte lo si può vedere un po' alienato e staccato dai problemi della realtà. Ma pure lui vive nella società.

... Rifiutare ai cittadini la possibilità di modificare i testi sacri dei «diritti dell’uomo» equivale – udite udite – a «porre il giudice al disopra del cittadino»...
- Beh un giudice ha studiato i suoi anni, ha investito tempo e soldi, forse qualcosa deve decidere, se no è giudice di cosa??? Solo di se stesso??? Dovrà interpretare una legge ed applicarla... se no avviamo pratiche di autoprocessi come facciamo con le autocertificaio ni.

... La democrazia diretta porta alla luce i conflitti esistenti, ristabilisce la libertà d’espressione, restituisce legittimità al potere; soprattutto, «è un errore sottrarre la responsabilità ai cittadini. I cittadini possono anche prendere decisioni sbagliate, ma è politicamente essenziale che se ne vedano responsabili loro stessi, ne susbiscano le eventuali conseguenze negative», e non possano gettare la responsabilità su altri, «politici» o «tecnici»...
- E’ proprio quello che abbiamo fatto e che succede ora, per mezzo del nostro voto, sbagliammo e ora ne subiamo. Cosa, vogliamo dare ancora più potere a 'sti cittadini stolti, che già sbagliano a votare???

... Sarà perchè i cittadini hanno l’abitudine a considerarsi responsabili di ogni minimo bene pubblico, per il fatto che lo pagano con le tasse, e i vandalismi sono un costo che riguarda direttamente loro?...
- Perché secondo lei in Svizzera i vandali sono così saggi, che non scrivono sui muri perché poi devono pagare le tasse???
Torniamo coi piedi per terra.

L’ho sempre ammirato in tutti i suoi articoli, ma questo...
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# CptHook 2012-01-08 17:11
Citazione:
... siamo noi, italiani, cittadini beoti e coglioni di una nazione che non conosciamo, della quale abbiamo timore a scrollare la polvere che troneggia sulle cime dei palazzi.

E' sufficiente che qualche amico sia in odor di politica, introdotto nel sistema a noi precluso per capire il servilismo italiano, infame e criminale che ci fa comprendere che l'italiano è costituito da idee di bassa lega. Si inchina, lecca, si autoaccusa, si offende, pur di entrare nelle mire del possibile politico. Nessun orgoglio, nessuna dignità, nessuna vergogna per ciò che si fa, perché alla fine la frase che chiude la bocca a tutti è sempre la stessa: “Dobbiamo pur mangiare anche noi, ti pare?”.

Ecco, questo è lo spessore culturale degli italiani e questo è quanto la cultura italiana ha prodotto in anni di servilismo, di ossequio nichilista...


Pelzen, complimenti, mi associo a questa bellissima analisi.
Quanto a risolvere alcuni problemi di democrazia, il mio suggerimento è questo:
1) rendere OBBLIGATORIO ANDARE A VOTARE passare cioè dal voto come "diritto/dovere" al voto come "dovere/diritto";
2) inserire su tutte le schede elettorali il simbolo "ASTENUTO".
Il cittadino che salta (senza giustificato motivo medico, lavorativo o familiare) tre turni di voto, perde il diritto al voto e, a seguito di ciò, parte dei suoi diritti civili, sindacali, sociali, etc. Diventa un cittadino di serie B.
Se quello che si va a votare non piace, barrare il simbolo ASTENUTO consente a chi ha indetto le elezioni, con voto obbligatorio, di avere un riscontro contabilmente preciso, ergo legato alla realtà del popolo sovrano, della propria incapacità politica e della necessità di cambiare.
Il voto obbligatorio servirebbe a far comprendere il dovere di combattere per difendere e mantenere il proprio diritto.
Cito un mio aforisma: "La democrazia è un diritto che nasce dal rispetto di infiniti doveri".
Salute a tutti,

Arrigo de Angeli
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# aalireland 2012-01-08 18:10
Citazione CptHook:
Citazione:
... siamo noi, italiani, cittadini beoti e coglioni di una nazione che non conosciamo, della quale abbiamo timore a scrollare la polvere che troneggia sulle cime dei palazzi.

E' sufficiente che qualche amico sia in odor di politica, introdotto nel sistema a noi precluso per capire il servilismo italiano, infame e criminale che ci fa comprendere che l'italiano è costituito da idee di bassa lega. Si inchina, lecca, si autoaccusa, si offende, pur di entrare nelle mire del possibile politico. Nessun orgoglio, nessuna dignità, nessuna vergogna per ciò che si fa, perché alla fine la frase che chiude la bocca a tutti è sempre la stessa: “Dobbiamo pur mangiare anche noi, ti pare?”.

Ecco, questo è lo spessore culturale degli italiani e questo è quanto la cultura italiana ha prodotto in anni di servilismo, di ossequio nichilista...


Pelzen, complimenti, mi associo a questa bellissima analisi.
Quanto a risolvere alcuni problemi di democrazia, il mio suggerimento è questo:
1) rendere OBBLIGATORIO ANDARE A VOTARE passare cioè dal voto come "diritto/dovere" al voto come "dovere/diritto";
2) inserire su tutte le schede elettorali il simbolo "ASTENUTO".
Il cittadino che salta (senza giustificato motivo medico, lavorativo o familiare) tre turni di voto, perde il diritto al voto e, a seguito di ciò, parte dei suoi diritti civili, sindacali, sociali, etc. Diventa un cittadino di serie B.
Se quello che si va a votare non piace, barrare il simbolo ASTENUTO consente a chi ha indetto le elezioni, con voto obbligatorio, di avere un riscontro contabilmente preciso, ergo legato alla realtà del popolo sovrano, della propria incapacità politica e della necessità di cambiare.
Il voto obbligatorio servirebbe a far comprendere il dovere di combattere per difendere e mantenere il proprio diritto.
Cito un mio aforisma: "La democrazia è un diritto che nasce dal rispetto di infiniti doveri".
Salute a tutti,

Arrigo de Angeli


Ma permettimi di non essere d'accordo con te e lasciami la libertà di non partecipare a quella grande farsa che sono le campagne elettorali.
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# pelzen 2012-01-09 01:42
Ti ringrazio dei complimenti, ma il voto è comunque una farsa: il 99% delle persone non sa cosa e come votare.
Che tu scriva astenuto o altro che tu voglia non cambia nulla.
Non è il voto che cambia, ma l'educazione.
Quando qualcuno disse che il popolo italiano ha la mentalità di un bimbo di 2 anni non aveva torto: è vero!
Purtroppo il problema è che nessuno ha voglia di interessarsi, di fare la fatica per confrontare notizie, incrociare diverse fonti, meditare e ragionare.
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# piero vassallo 2012-01-08 17:16
Caro Maurizio, il disastro italiano ha inizio dal conflitto che ha opposto la DC di De Gasperi a Pio XII e Gedda.
Inizialmente il conflitto non fu né aperto né violento. Sordo e intitolato al maritainismo. 1944: fu bocciato il progetto costituzionale elaborato da un vero filosofo del diritto, Guido Gonella (allievo di Giorgio Del Vecchio). Il progetto contemplava un parlamento delle categorie, unico mezzo sicuro per ottenere la presenza in parlamento degli uomini di buon senso (non servili, non funzionari di partito, non mignotte, ecc.). Bocciato lo schema di Gonella la DC si è incamminata verso il parlamentarismo a due velocità. Una macchina gravida degli ingenti sprechi d'oggi. In seguito la DC ha rigettato la proposta di alleanza con le destre (allora quasi dignitose: c'erano i De Marzio, i Tripodi, ecc.) per associare il destino dei cattolici a quello dei massoni e degli azionisti. Risultato: le leggi Fortuna-Baslini, che hanno letteralmente smidollato il popolo italiano (già fiaccato dal benessere all'orizzonte nei mitici anni Sessanta...) Un popolo debilitato va al seguito di politici debilitanti: ecco il giro vizioso della nostra politica. Io non so come uscirne. Il modello svizzero è parsimonioso ma la Svizzera è una fogna popolata da ratti (usurai, speculatori, teologi progressisti, medici eutanasisti, ecc., ecc.).
San Tommaso insegnava che compito dei governi è migliorare la vita morale dei sudditi. A questo servono le buone leggi. Tu credi che un La Russa capisca un ragionamento tanto semplice, tanto elementare? O un Follini? O un Casini? O l'innomonabile cognato del Tulliani, ecc., ecc.? Il male italiano (a mio avviso) risiede nell'assenza di una classe di educatori politici. In compenso abbiamo insuperabili maestri di chiacchiericcio . Se un San Tommaso dovesse misurarsi con un La Russa sarebbe fatto a pezzi (dalle chiacchiere).
Come si esce da questa tragedia. Credimi: si esce cominciando dalla formazione di una classe dirigente (si comincia dal tentativo di Pio XII e Gedda, stroncato dalla DC). Senza una vera classe dirigente non si va da nessuna parte (a mio avviso). Io ho misurato più volte l'ignoranza abissale degli esponenti politici di destra (ma a sinistra non va meglio...). E ho notato che, sopra l'ignoranza, agisce il disprezzo per la sapienza. Uso la parola antiquata - sapienza - perché "cultura" significa troppe cose: scuola, ma anche (direbbe Veltroni) cabaret, Platone Aristotele e San Tommaso, ma anche Dario Fo, ragione ma anche retorica... I partiti hanno abolito le scuole di formazione perché gli intelligenti disturbano. Siamo al punto che un Gasparri sostiene che la cultura (così la chiama lui) è un ostacolo e quasi un deficit. Naturalmente so di parlare del deserto. Cordiali saluti e rallegramenti per quel che scrivi navigando contro la corrente luogocomunista...
Piero Vassallo
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# cgdv 2012-01-08 17:25
Se la politica non è una professione, allora è doveroso pretendere che tutti coloro che si sono accordati per produrre l'esautorazione del parlamento ad opera del presidente della repubblica e degli organismi sovranazionali, se ne vadano a casa rinunciando ad emolumenti e pensioni, non facendosi più sentire né vedere poiché hanno tradito il mandato conferito loro. Conseguentement e è legittimo che Blondet deplori questa consorteria paurosa ed opportunista che letteralmente più è presente più fa danno. Per carità di Patria, lascerei invece perdere ogni raffronto con la Svizzera dove i cittadini traggono le origini della loro nazione dal mito di Guglielmo Tell e non dal massone Garibaldi tanto ammirato da Monti in occasione del suo orribile discorso a Reggio Emilia.
Inoltre, leggo con dispiacere tra le righe che si deridono come al solito anche alcuni dei pochi che fanno opposizione, mentre per quello che vale, personalmente ammiro l'estrema sinistra che si è messa su questa posizione, evenienza per me altrimenti impossibile. In seguito potremo discutere delle opportunità in termini di voti che si intendono sfruttare con questa mossa, peraltro ineludibile, pena il disonore politico, lasciando perdere al momento ogni eventuale processo alle intenzioni passate, presenti e future.
Giuliano
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# CAPCORSE 2012-01-08 18:18
Citazione Franco_PD Quando il Menia (per restare sul personaggio) si muoveva in un contesto che per comodità si può chiamare neofascista (condividendolo con me e moltissimi altri) era oggettivamente persona diversa. Altre discipline ed altri valori. Con la defascistizzazi one dell'ambiente prima con AN e poi col PdL è cambiato semplicemente tutto. Se un uomo è veramente un UOMO, non si piega ai cambiamenti di contesto. Questo tale MENIA ha sputato in faccia ai propri valori, ammesso che li avesse, ma penso proprio di no!
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# Franco_PD 2012-01-08 20:54
Capcorse, temo che lei liquidi in modo superficiale il problema. Non diversamente, credo, da Blondet che lancia strali (contestati anche da un lettore, vedo) facili facili verso tizio e caio. Tutto lecito, si intende, ma è un restare proprio sul banale. Il vero problema, la domanda a cui non si dà risposta e che forse manco ci si pone è COME SI E' ARRIVATI a questo. E cosa ci riserva il futuro. Nel passaggio soprattutto dalla prima repubblica all'attuale la politica si è svaccata in modo indecente. E non se ne accusi Berlusconi: sarebbe nuovamente banale. Negli anni '70 la politica ad esempio era corrotta. Imprenditori pagavano i partiti, ma i politici non pare si arricchissero personalmente, tutto finiva "al partito" per i suoi immensi costi (i costi della politica citati da Craxi). I politicanti erano certo benestanti, ma lo sconcio dell'imprenditore ad esempio che paga la casa al politico (Scajola) o i viaggi aerei, o la vacanza nel costoso resort non si era mai vista. In altri anni c'era chi la politica la viveva ancora come missione e fatto morale, a destra come a sinistra. Ora tutto è cambiato: rappresenta l'investimento che un singolo fa nel proprio benessere personale e futuro, sponsorizzato non da un gruppo umano che gli delega rappresentativi tà per le proprie istanze, quanto da gruppi economici o lobby. Ti impegni in politica per far soldi e per farli fare a chi ti finanzia direttamente ad personam. L'involuzione ad esempio di certi personaggi ex missini, a vari livelli, mi sconcerta e non la capisco. Non riesco a realizzarla. Cerco qui di farmi capire: è come avere legami fraterni con qualcuno, dividere con lui esperienze fondamentali, irripetibili e ad alto voltaggio. E poi perderlo di vista. E dopo anni ritrovarlo a gozzovigliare in turpi mercimoni. Estremizzando il concetto: lasciare la famiglia e ritornare dopo anni vissuti lontano e scoprire che gli stupendi fratelli con cui sei cresciuto hanno tralignato, gozzovigliano in ambienti sordidi, si abbandonano ad eccessi, sono divenuti inaffidabili e disonesti e pronti a qualsiasi nequizia. E non riesci a realizzare come ciò sia potuto accadere. E vai in corto circuito.
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# Maurizio Blondet 2012-01-09 10:55
Sono i soldi. E' che ricevere 16 mila euro ogni mese per il "lavoro" di parlamentare è "di per sè" corruttore. Naturalmente, ciò vale anche per la "politica" in generale: solo lì, non nel privato, si può diventare così ricchi con così poche competenze e così poche responsabilità e rischi.
Sarà banale, sarà facile, ma è così. La soluzione sarebbe: agganciare gli emolumenti parlamentari alla paga media operaia, moltiplicata per quattro o cinque.
Maurizio Blondet
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# amsicora 2012-01-09 15:57
Caro direttore,
ma in Italia tutti gli stipendi del pubblico sono sproporzionati!
le inviato un articolo del "Mondo" in cui si paragonano le indennità dei capi delle Bamche Centrali: ebbene il capo di Bankitalia è il più pagato del mondo, molto più del povero Bernanke della FED, che, tuttavia ha ben altre responsabilità!
oggi un dg di un ministero prende, quando va male, 300mila euro, il caporione delle entrate prende 460 mila euro (è anche presidente di Equitalia). Non prendiamocela (solo) coi politici.
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# Franco_PD 2012-01-09 18:55
Siamo d'accordo su questo Blondet, ma resta comunque il problema della diffusione enorme del fenomeno: l'abbrutimento morale oggettivo di così tanta gente dai trascorsi spesso impeccabili. Basta così poco oggettivamente? Giuda si è venduto per trenta denari, ma era uno solo. Qui sono praticamente tutti. Comprendo certamente la meccanica per personaggi che sono finalizzati in partenza all'operazione. E che sono i neo-politici di oggi. Si vedono subito, sono spesso giovani, potrebbero essere talvolta miei figli. Li riconosco a colpo d'occhio quando mi avvicinano (in qualche caso mi hanno addirittura chiesto conferenze sui "vecchi tempi" dichiarandomi sfacciatamente le loro ambizioni). E comprendo anche certe miserie di figure minime (senza naturalmente condividerle). Chi ha scordato il deputato Mele dell'UDC, un peone, un nessuno della provincia proiettato nel gran mondo romano che poi finisce nell'albergo di Via Veneto a sniffare coca con due-bagasce-due? Il fatto è che le eccezioni che ci sono sempre state ora sono divenute la norma e la prassi. E questo lo digerisco assai male. Che il denaro sia una leva potente è indubbio, ma che riesca a corrompere oggi così tanta gente e in modo così totale e smaccato innesca delle riflessioni di portata molto ma molto ampia. Sulla natura dell'uomo, non di come è, ma di come è diventato, direi.
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# amsicora 2012-01-08 18:50
Il direttore ha centrato il problema.
i parlamentari paradossalmente , lavorano... troppo, le camere sono riunite in sessione permamente come se fosse in corso una rivoluzione, quest'anno hanno "lavorato" anche a ferragosto... per metterci qualche decina di miliardi di tasse in più (e morte agli evasori!).
Le camere potrebbero benissimo riunirsi due mesi all'anno, in autunno per votare finanziaria e bilancio e in primavera.
nei restanti 10 mesi i parlamentari dovrebbero stare nei loro collegi di provenienza (ammesso che ne abbiano uno: tanto per fare un esempio in Sardegna ho contribuito a eleggere Barbareschi...) e continuare a svolgere la loro professione (ammesso che ne abbiano una!).
E' interessante la riproposizione della Camera dei Fasci e delle Corporazione, ma oggi, con la mitologia delle "liberalizzazion i" (che, chissà perché, riguardano solo le professioni private...) sarebbe improponibile.
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# Maraffio 2012-01-08 19:56
Scrivo per ringraziare Blondet (prego Domineddio di dargli la forza per andare avanti...) di averci sfornato il suo ennesimo pregevole articolo, di cui non ho la forza di commentare, tanto è lo schifo e ribrezzo da farmi venire una spossatezza apatica.
Quelle carogne che posano il loro "prezioso" sedere sugli scranni in quella bolgia che è il parlamento italiota sembrano inattaccabili...
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# Sergio64 2012-01-08 20:03
Caro direttore, si vergogni, lei è proprio un cinico, "una canaglia, dalla vista difettosa, che vede le cose come sono e non come dovrebbero essere" (A. Bierce).
Buon anno direttore!
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# antonoi51 2012-01-08 20:23
Ma è mai possibile che nessuno tranne Vassallo abbia citato i deputati di centrosinistra?
Secondo il direttore la melma sta tutta nel centrodestra, il centrosinistra o è intoccabile o è composto da perfetti.
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# Maurizio Blondet 2012-01-09 10:58
Ce l'ho con la melma del centrodestra perchè li avevo votati onde ripulissero la melma. E l'avevano pure promesso.
A parte che la parola "centrodestra" è, come tutte le altre del genere, inadeguata a questa porcheria. La Carfagna è di "centrodestra"? Fini è "centro destra"? E Calderoli e Bossi sono "centrodestra" o che cosa?
Maurizio Blondet
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# Antonio_1234 2012-01-09 14:35
O forse, più semplicemente, il problema è che trovare la melma (politicamente parlando, s'intende) nel cosiddetto centrosinistra equivale a scoprire l'acqua calda: con quei "semi" ideologici, potrà mai dare buoni "frutti"?
Bisogna distinguere le potenzialità astratte dalle aspettative concrete e misurarle alla luce dei risultati ottenuti. Chi riesce a trarne un bilancio positivo merita il premio Nobel!
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# piero vassallo 2012-01-08 21:40
Follini e la Bindi chi li conosce li evita, a confronto dei due La Russa è intelligente o quasi (solo a confronto, intendiamoci: per il resto...).
Piero Vassallo
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# nicolas 2012-01-08 22:11
A che serve il parlamento?
A pensarci bene, invece di urlare al golpe, alla fine della democrazia forse sarebbe meglio fare tesoro dell'operazione Napolitano-Monti prendendo atto che il parlamento non serve ad un cacchio. Tutti a casa. Si trasformi Palazzo Ghigi e Montecitorio in un grande museo. Altro che il Louvres. Il governo si trasferisce al Quirinale. In tempi di crisi l'alloggio del governo al Quirinale darebbe un segnale di grande oculatezza economica ai sudditi. Tra una trentina di anni, quando forse il Napoltano lascerà questo mondo, si procederà ad una modifica costituzionale in senso presidenziale. Altro risparmio. Le elezioni ovviamente verranno abolite insieme ai partiti politici ed anche i rimborsi elettorali. Caspita che ulteriore risparmio!
Il Premier verrà direttamente designato dalla ambasciata americana o da quella israeliana sentiti i pareri vincolanti del direttorio NATO. Gli italiani finalmente vivranno una sorta di "era aurea" senza gli stress politici destra- sinistra, fascisti-comunisti, guelfi-ghibellini, bianchi e neri.
Questa proposta è un po' più articolata e realistica rispetto al centralino telefonico che lei, direttore, propose qualche articolo fa, al posto del governo eletto.
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# nicolas 2012-01-08 22:41
Fuori tema.
Episodio realmente accaduto sulla corretta applicazione delle regole fiscali in Italia.
Uno sceicco si reca in una nota gioielleria del centro di Roma e fa acquisti pari a 35.000 euro. All'atto del pagamento, il facoltoso arabo ordina ad uno dei suoi collaboratori di contare la moneta del corrispettivo. Con orrore il direttore delle gioielleria vede contare banconote di grosso taglio sul banco. Paonazzo, in preda a panico puro invita a riprendersi le banconote perchè, spiega agli stralunati acquirenti, che per legge non può accettare contanti e dunque poteva solo accettare carta di credito o altri surrogati. Lo sceicco senza scomporsi più di tanto ha dato ordine di restituire la merce e con ghigno saraceno ha profferito: 'Egregio signor orefice questa mercanzia tra 24 ore la comprerò a Sankt Moritz in contanti. No problem.
Si narra che il solerte direttore sia stato licenziato in tronco, appena saputo della vicenda, dal proprietario della gioielleria.
Emblematico caso di come il regime di Polizia tributaria ridurrà l'economia italiana. La chiamano lotta all'evasione ma è un serio attaccco a quelle attività produttive che stoicamente e/o per necessità continuano a operare in Italia.
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# milvus 2012-01-09 01:08
Fantastico l'intervento del professor Piero Vassallo! La parola chiave non è cultura, e use sfumature varie, intelletto, intellettuali, bensì: religione cattolica apostolica romana. Un tempo il simbolo apparteneva alla Democrazia Cristiana, nelle sue vari e correnti, oggi, il parlamentare che desidera case, vancanze alle Maldive d'inverno, comodità illecite, deve mettersi, minimo una volta la Kippà in testa, poi potrà andare in Parlamento a migliorare, come insegna San Tommaso, la vita morale dei sudditi e quindi a fare leggine. Manca da molto tempo l'elemento motivante, la religione, che pone soluzioni ai problemi umani, alle angustie, canalizza le ansie, la curiosità, e, a lato pratico, funge da agglutinatore sociale, motivo verso obbiettivi di mutuo aiuto. Viviamo nella deformità delle condotte, nella mancanza di scrupoli, che degradano anche gli obbiettivi originali dei partiti politici, tipo quello di Casini e della Lega,che potevano essere, se ben guidate e fondate, anche istituzioni culturali.La nostra religione nella storia della Chiesa cattolica è stata applicata alla politica, proprio per non pregiudicare l'uomo, non esistono principi filosofici che possano giustificare la miseria, lo sfruttamento, l'assassinio (aborto) la tortura (come fanno in USA), nè a livello della religione cattolica, e nemmeno a livello delle istituzioni politiche. Persino l'Inquisizione fu creata per combattere l'eresia, ente destinato alla lotta contro il male, proteggere i fedeli e la loro Santa Chiesa. Il concetto è che oggi i partiti politici rimasti esercitano poteri a livello istituzionale per danneggiare, pregiudicare il popolo nell'odine di risultati genererici e generali. Ogni uomo sociale si deve formare cosciente al ruolo che lo vincola, che gli da il motivo di attuare in maniera sociale, moderando o addirittura reprimendo spontaneamente le sue condotte pregiudizievoli all'ambiente che lo circonda e che gli offre tale protezione. Persone che non fanno trucchi, persone che non desiderano castigare gli anziani affamandoli, togliendogli la casa. Equitalia per chi resta e non ha possibilità di spassarsela alle Maldive, non è un castigo gratuito? Quale criterio cristiano e democratico applicato a funzionari, uomini di potere, sarebbe derivato in poteri ed istituzioni del genere, così distruttive come quelle d'oggi? La religione, che è intelletto e cultura, solitamente produce alla generalità delle persone, solo armonia, mai la cattiva intenzione come sintomo di abusi e disuguaglianze sociali, codici di comportamento disordinati ed irrispettosi verso gli altri. In assenza di ideali, resta l'avidità del potere ingiustificato, culla immonda di tutti i mali. La tragedia consiste anche nel fatto che siamo dimentichi di essere responsabili di questo perchè miopi ed indifferenti, frivoli e disordinati, per non aver dato importanza ai primi sintomi di tali disuguaglianze sociali, e non sarà più facile ritornare ad avere ciò che si è perso, e volgliamo ancora continuare a perdere.
To be or not to be: that is the question, quindi i politici che abitano il Parlamento, fanno la politica del "non essere", tolta di mezzo la religione. Non sono marxisti, non hanno le palle.
Non sono capitalisti liberisti, non hanno sufficiente vergogna.
Non sono oligarchi,non hanno i soldi.
Però non devono essere del PdL, non possono dimostrare di opporsi, allora per ego sono lì. La politica teorica è la più semplice soluzione che hanno saputo prendere, forse la più possibile, però non può preparare un modello produttivo vero, allora l'opposizione vien meno, si annulla. A che cosa si oppone questo governo, a nulla. In ambiente di guerra economica, come impera oggi, si può coincidere solo in modelli produttivi, ma non in "resistenze ideologiche", verso un vero progetto politico, allora la nazione è diventata un oligopolio, con il fracasso sociale assoluto. Dunque nessuno sa più quale è il modello produttivo che si vorrà propugnare, allora si ha come l'impressione che il Parlamento, con i suoi abitanti interni, abbiano un estremo bisogno di "non essere". Questo governo impostosi, aveva cose più serie da risolvere, questioni morali ed etiche, accuse gravi a Berlusconi, imputazioni di collusioni varie, interpretazioni psicoanalitiche dei suoi apparenti desideri sessuali nascosti, accuse di istrionismo. Sinceramente ci saremmo aspettati qualcosa di più che pronostici di persecuzioni fiscali e desideri di tirannie verso cittadini onesti, forse alternative ragionevoli circa il freno da porre alle oligarchie finanziarie che hanno trasferito le imprese nazionali, ai sindacati falsi servitori dei lavoratori che non eisitono, esistono solo gli indisciplinati furbi. Forse pensa che gli onesti ed orogliosi di essere italiani e cattolici, siano oramai tutti già sottoterra? Morti. In realtà non esitono opzioni, rimane solo l'educazione e la religione. La produzione è privata, non ha regole, ammette la speculazione finanziaria, si pianifica solo nello Stato che nemmeno rappresenta la sovranità, è collettivista se è uno Stato operaio, però dal momento che non lo è, non esiterebbero più modelli da proporre. Lo Stato non è più capace di essere forte, effettivo, rappresentante degli interessi in lotta, unificatore con progetti nazionali, allora hanno vinto tutti, tutti infettati dal virus della smisurata avidità: il marxista si oppone al liberale, ideale collettivista senza lucro, l'oligarca, il borghese, il mercante, lo speculatore, il banchiere, il funzionario, la corrente darwinista individualista, si oppone sia al marxismo che al liberismo, nessuna chance per nessuno, nessun altro modello da offrire, ideali sociali diversi ed opposti. Quindi "nessuno è".
Almeno il trotskysmo era chiaro, prima bisogna distruggere tutto, poi potrà nascere il nuovo.
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# Gilles 2012-01-09 08:24
Mi permetto di far notare una cosa. La maggior parte di noi tende a confondere gli uomini con le istituzioni. Limitandoci al passaggio tra la prima e la seconda Repubblica, dobbiamo tenere presente che in fondo le Istituzioni sono sempre quelle, cambiamenti veri non ce ne sono stati, se si eccettua forse la famigerata nuova legge elettorale. Quindi se, come qualcuno ha detto, l’uomo della Seconda Repubblica è infinitamente peggiore di quello della Prima, non deve essere un problema di strutture statali, di organizzazione delle istituzioni insomma. Per la verità delegittimare la gravità giuridica ma soprattutto morale di reati come ad esempio quelli di bilancio, corruzione ed evasione, come in effetti è accaduto nella Seconda Repubblica, ma in particolare nel governo Berlusconi, configura anche un problema di credibilità delle istituzioni, ma questa è un’altra storia. Quindi non ci dovremmo soffermare a vedere se sono più preparati i politici di destra o di sinistra, solita solfa inconcludente, ma dovremmo riflettere sul perché il livello medio dei parlamentari, tutti, è scaduto così in basso. Potrà sembrare un discorso poco originale, ma per me è la società intera che è scaduta a livelli di corruttibilità morale mai visti prima, e lo dico da laico assolutamente tollerante. Vedere 10.000 persone che si accalcano per arraffare un telefonino a 10 euro o vedere un politico che briga nel modo peggiore per arraffare una casa in centro, è una cosa sconvolgente ma non è poi così diverso, cambia solo la scala dei valori. Il problema è che di fatto nessuno dei due ha veramente bisogno di corrompere la propria morale per acquisire gli oggetti dei propri bisogni. Si tratta di problematiche che sconfinano in altri campi, meccanismi che evidentemente ben conoscono coloro che hanno lavorato per anni a questo scopo, ovvero distruggere la dignità morale delle persone. Aveva ragione Pasolini, ciò che non è riuscito a fare il fascismo, inteso come dittatura che costringe un popolo con la forza ad adottare la propria visione della società, è riuscito a fare con molto meno sforzo e costrizione la società dei consumi (indotti).
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# lettera41 2012-01-09 10:08
Tutti contro Calderoli: ieri quello sgorbio della Litizzetto nella trasmissione del Lecchino.
Sul Corriere Aldo Grasso, noto recensionista di tette e culi, si è scaldato in un anomalo editoriale contro l’ex ministro semplificatore, reo di lesa maestà contro Monti, gay, e immigrati (e che sarà mai!).
Tanto più che sembra che il super veglione a spese del contribuente ci sia davvero stato.
E a chi piacciono gli immigrati e i gay che adottano bambini?
Quindi, caro direttore, poiché è ripartita la crociata degli embedded contro Calderoli e ovviamente contro la Lega, si astenga per il momento, almeno Lei da questo attacco concentrico.
Cari saluti
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# aloisius 2012-01-09 15:01
Citazione Francesco:
Il lavoro è per chi non sa "pescare" (P. Volcker, ex presidente della Federal Reserve)


Sarebbe stato meglio se Volker avesse usato il termine "rubare" e/o "strozzare", ma queste verità fanno parte dei tappeti calpestati.
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# aloisius 2012-01-09 15:39
Dall'articolo:
In tutti: parlamentari e no, giornalisti, gente «contro» i super-emolumenti e gente «a favore».

Finché ci sarà anche un solo individuo su questa terra italica che è "a favore", questo nostro bel Paese non cambierà MAI.
Gilles scrive nell'ottimo commento:
Potrà sembrare un discorso poco originale, ma per me è la società intera che è scaduta a livelli di corruttibilità morale mai visti prima, e lo dico da laico assolutamente tollerante. Vedere 10.000 persone che si accalcano per arraffare un telefonino a 10 euro o vedere un politico che briga nel modo peggiore per arraffare una casa in centro, è una cosa sconvolgente ma non è poi così diverso, cambia solo la scala dei valori. Il problema è che di fatto nessuno dei due ha veramente bisogno di corrompere la propria morale per acquisire gli oggetti dei propri bisogni.

Ecco, questo è il nodo cruciale, al quale si deve aggiungere che in gran parte sono responsabili di questo degrado le istituzioni, Chiesa compresa, e sopratutto i media con il loro bassissimo livello di programmazione, l'esaltazione delle apparenze oltretutto di pessimo gusto, e sbattendo in prima pagina o in TV individui che è meglio perdere che trovare, fino a farli divenire eroi o vittime anche dei propri crimini e che una volta venivano eliminati fisicamente, in quanto dannosi per la società.
Cosa deve imparare un giovane oggi da un cumulo di nefandezze assunte a regola di vita, da una società imputridita le cui regola principale è basata su una sola cosa: IL DENARO, acquisito non importa in quale maniera anche o sopratutto portando danno e morte a miliardi di persone?
Avendo svuotato l'individuo della sua personalità, togliendolgli ogni valore, riducendolo a uno zombie che deve ubbidire al richiamo delle sirene ben pagate per distruggerlo e guadagnarci sopra, spingendolo in un vicolo cieco dell'o-o, altrimenti rimani isolato dal branco, questo senza neppure più accorgersene ubbidisce sino alla prostituzione oltre che morale anche fisica. Tutto normale, vero?
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# nicolas 2012-01-09 17:43
Chiedo scusa ma ho l'impressione che Gilles e Aloisius abbiano riscoperto l'acqua calda. 150 anni di menzogne sulla storia del Risorgimento, una settantina sulla Seconda Guerra Mondiale; il Concilio che ha ridotto la Chiesa a quel che vediamo; i programmi scolastici (già dalle elementari e medie) dove, lo ripeto per l'ennesima volta, Manzoni e Dante sono stati soppiantati da racconti olocaustici e altri romanzetti; La televisione con i suoi programmi e "obblighi" d'acquisto (ma quali consigli) pervasivi ed ossessivi; i giornali che raccontano favole a quei sparuti gruppi di giovani che si ritengono, a ragion veduta,superior i intellettuaòlme nte agli esclusivi fruitori di TV. Tutti questi fattori, shekerati, danno matemiticamente 10.000 giovani in fila per il cellulare a buon mercato e relativo blocco del traffico con gran can can mediatico che comunque giova al neo centro commerciale.
Non sono d'accordo "sulle colpe della società". E' un imputato troppo vago, pirandelliano direi
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# san 2012-01-09 16:50
Stiamo vivendo l'ultimo periodo di benessere. Gli italiani ne sono coscienti.
A Natale gli alberghi erano pieni di ospiti, le piste da sci affollate. Dietro questa voglia di vacanze si nascondeva la disperata urgenza di tranquillità.
L'ansia della gente è palpabile.
L'uomo, che gli italiani hanno votato per 20 anni pensando che fosse arrivato un uomo forte, è ridotto ad uno straccio ed è impaurito.
Gli ultimi siti industriali come quelli di Mestre, Genova sono in fase di chiusura.
Ogni giorno chiudono decine d'imprese produttive.
Gli appelli retorici di Napolitano ad avere fiducia nel futuro fanno ridere.
Il Monti agisce da curatore fallimentare.
I parassiti si accalcano intorno al cadavere Italia, cercando di succhiare ancora qualche residuo di ricchezza.
Occorre un antiparassitari o molto potente, magari importato dagli USA.
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# francob 2012-01-09 20:03
SONO 18 ANNI CHE NON VOTO. PROPRIO PERCHE' CREDO NEI GOVERNI TECNICI E NON POLITICI. NELLA SPERANZA, CHE SIANO CAPACI ED ONESTI NEL GUIDARE I LAVORI DA ATTUARE.
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# aloisius 2012-01-09 20:36
Citazione nicolas:
Chiedo scusa ma ho l'impressione che Gilles e Aloisius abbiano riscoperto l'acqua calda. 150 anni di menzogne sulla storia del Risorgimento, una settantina sulla Seconda Guerra Mondiale; il Concilio che ha ridotto la Chiesa a quel che vediamo; i programmi scolastici (già dalle elementari e medie) dove, lo ripeto per l'ennesima volta, Manzoni e Dante sono stati soppiantati da racconti olocaustici e altri romanzetti; La televisione con i suoi programmi e "obblighi" d'acquisto (ma quali consigli) pervasivi ed ossessivi; i giornali che raccontano favole a quei sparuti gruppi di giovani che si ritengono, a ragion veduta,superior i intellettuaòlme nte agli esclusivi fruitori di TV. Tutti questi fattori, shekerati, danno matemiticamente 10.000 giovani in fila per il cellulare a buon mercato e relativo blocco del traffico con gran can can mediatico che comunque giova al neo centro commerciale.
Non sono d'accordo "sulle colpe della società". E' un imputato troppo vago, pirandelliano direi


Beh Nicolas, welcome to the party!
Pare che la tua originalità consista nel dire esattamente, anche se con precisazioni altrettanto ovvie e altre parole, il già sostenuto da noi.
Con un po' di sforzo, potrai migliorare nel futuro.
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# nicolas 2012-01-10 08:10
-Come è buono lei! - Disse Fantozzi. Grazie dell'incoraggiamento .
Vorrei solo aggiungere che al sottoscritto oltre alle parole piacciono i fatti. Dal che ripeto che una buona strategia di lotta civile sarebbe quella di una ribellione fiscale . Alla luce, peraltro, delle ultime solenni dichiarazioni di ultra-prezzolati di regime:
"Chi evade le tasse tradisce la patria!"
Nessuna pietà per gli evasori!"
Il problema è che, se hai letto altri miei interventi, la quasi totalità degli italiani evade in qualche modo il fisco proprio perchè le aliquote e le astrusità del fisco ti costringono a evadere. Questi delinquenti di regime difficilmente fanno dei distinguo su chi sono gli evasori fiscali, tuttavia possiamo pur star certi che alla fine a pagare sono sempre i più deboli. Ogni tanto castigano qualche vip per questioni di immagine, di propaganda, ma lo scotto finale è a carico delle categorie produttrive della vera economia. E' il ripristino della "servitù della gleba".
Questo per dire, anche a Gilles, che "le colpe della società" hanno quantomeno un bersaglio su cui operare: il "il fisco esoso delle caste inadempienti. Debbo chiudere per motivi di lavoro. Invito tutti ad una riflessione su quanto ho scritto.
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# Gilles 2012-01-09 20:45
Caro Nicolas, è vero che in fondo ho scoperto l’acqua calda, ho anche premesso che il mio pensiero non aveva alcunchè di originale, ma aveva solamente lo scopo di riportare l’attenzione sulle giuste cause del problema. Quando in un quadro del genere si comincia a parlare di responsabilità delle istituzioni, di democrazia come metodo malsano di governo, di politici di centro-destra ingiustamente fatti passare per incompetenti rispetto a quelli di sinistra, mi pare evidente che si sta perdendo di vista quello che a mio parere, e sottolineo a mio parere, è il nucleo centrale del problema, ovvero la questione morale (è per forza di cose una definizione generica sennò dovremmo scrivere un trattato di sociologia). Del resto se si affronta un problema complesso come quello del decadimento della società e del parlamento che la rappresenta, le cause non sono mai poche e semplici, ma certamente ce ne sono alcune che sono molto più importanti di altre. Quindi per l’appunto direi che è questo ciò che dobbiamo fare, ovvero non mettere in secondo piano o confondere le cause maggiormente responsabili di un problema, le altre esistono sì, ma sono di contorno. D’altronde basta vedere cosa succede a culture millenarie che vengono aggredite dalla mentalità consumistica, come è accaduto per esempio agli indiani d’America. Popoli che hanno vissuto per secoli in armonia con la natura, ricchi di ogni ben di Dio, sono stati travolti nel giro di pochi decenni e oggi vivono schiavi dei vizi peggiori della società consumistica, come l’alcol, le droghe, ecc., ne avevano bisogno?
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# Catello 2012-01-10 06:48
Francia, Italia e Spagna si dovrebbero mettere d'accordo per sapere dove andare e come. Dopodiché dovrebbero coinvolgere la Germania convincendo direttamente il popolo tedesco.
Purtroppo la Germania rappresenta un’isola linguistica assai ostica, che è stata espugnata dalla elite grazie alla sua capacità di parlare e scrivere ogni lingua come propria, tramite giornalisti professionisti. E si può influire sull’opinione pubblica tedesca solo parzialmente con l’inglese e coi pochi che parlano contemporaneame nte una lingua neolatina ed il tedesco.
Il discorso che si dovrebbe fare è che l’Euro ha un valore enorme che abbiamo già pagato realizzando con più di un secolo di duro lavoro enormi competenze conoscitive, capacità produttive e conquiste sociali e poi accogliendo tanti emigrati che mandando denaro a casa hanno reso l’Euro universalmente accettato.
Avere una moneta forte in una situazione di sviluppo produttivo e tecnologico mai esistita prima getta automaticamente le basi per rendere possibile un livellamento verso l’alto delle condizioni di vita dei popoli europei e dei nuovi arrivati.
Purtroppo l’elite preferisce un anacronistico livellamento verso il basso da realizzare con le tre armi di cui dispone che sono la finanza, le materie prime ed i giornali.
In questo sforzo tuttora in atto i parlamenti più corrompibili e più ideologicamente sprovveduti sono stati messi a riposo, come in Italia ed in Grecia, però se l’euro e la democrazia parlamentare si manterranno, alla lunga l’elite dovrà accontentarsi di essere ricchissima e potentissima circondata da un popolo di benestanti, con in più la scocciatura di vedere questi benestanti atteggiarsi a ricchi anche senza esserlo.
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# Der Beobachter 2012-01-10 11:24
Visto che sulla sintomatologia e cause del male siamo tutti d'accordo, a quando un toto-scommesse sulle possibili reazioni, escalazioni, soluzioni (?) e/o scenari?
Arriveranno le barricate? Se si: quando? E se no, come sarà la nuova grande apatia, quella della non reazione seppur nella totale miseria?
Dopo Weimar è arrivato un cambiamento che oggi è improponibile... apparentemente.
Perchè forse i baffetti non vanno più cercati su un volto, ma nascosti tra le stelle della bandiera europea.
Il parallelo si riferiva ovviamente solo alla parola 'cambiamento'... tutti noi sappiamo bene che i fini sono diametralmente opposti!
Allora? Qualcuno ha delle idee e previsioni personali su ciò che avverrà quando la pentola a pressione sarà pressochè al... boom?
Un saluto dalla Baviera
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# vitt.max 2012-01-10 17:36
Complimenti, un'altro articolo da incorniciare.
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# ENZOLINO 2012-01-13 22:00
Come al solito Blondet ha colto nel segno: i referendum sono stati bocciati dalla Corte Costituzionale. Dobbiamo essere vigili per il giorno della rivolta. Io ci sarò.
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# Catello 2012-01-15 21:00
DALL’ARGENTINA
Pido a cada destinatario que reenvíe este e-mail a un mínimo de veinte personas de su lista de contactos (con CCO), en copia nueva, y, a la vez, pedir a cada uno de ellos que hagan lo mismo.
En tres días, la mayoría de las personas de este país tendrán este mensaje. Esta es una idea que realmente debe ser considerada y repasada para el Pueblo.

Propuesta de Ley de Reforma del Congreso de 2012

1. El diputado será asalariado solamente durante su mandato. Y no tendrá jubilación proveniente solamente por el mandato.
2. El diputado contribuirá a la Ansess. Todo el mundo (pasado, presente y futuro) que actualmente contribuye al fondo de jubilación del Congreso pasará al régimen vigente de la Seguridad Social inmediatamente. El diputado participará de los beneficios dentro del régimen de la jubilacion exactamente como todos los demás ciudadanos. El fondo de jubilación no puede ser usado para ninguna otra finalidad.
3. El diputado debe pagar su plan de jubilación, como todos los mortales
4. El diputado dejará de votar su propio aumento de salario.
5. El diputado dejará su seguro actual de salud y participará del mismo sistema de salud que los demás ciudadanos
6 El diputado debe igualmente cumplir las mismas leyes que el resto de los ciudadanos
7. Servir en el Congreso es un honor, no una carrera. Los diputados deben cumplir sus mandatos (no más de 2 legislaturas), después irse a casa y buscar empleo.

La hora para esta enmienda a la Constitución es AHORA.
ES ASÍ COMO PUEDES ARREGLAR EL CONGRESO DE LOS DIPUTADOS.
Si estás de acuerdo con lo expuesto, reenvía. Si no, bórralo.
Tú eres uno de mis 20 contactos. Por favor, mantén este mensaje CIRCULANDO.
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# licio 2012-01-16 18:01
NON REX... NON IUS... NON MOS...
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