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A favore del ripudio
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La Grecia farà default probabilmente entro marzo. Lo è già di fatto, i creditori avendo accettato una sforbiciata (haircut) del 50%, che però non basta a rendere solvibile di nuovo la Grecia. C’è in ballo un altro «salvataggio» per 145 miliardi di euro, ma in cambio il Fondo Monetario (e Berlino) pretendono che il Paese rinunci alla sua sovranità di bilancio e si faccia governare da un «commissario» scelto dai creditori.

Sarà bene chiarire che di quei 145 miliardi di «salvataggio», nemmeno un euro finirà in Grecia: l’intera somma finisce direttamente alle banche creditrici, senza entrare nel Paese. Il «salvataggio del Paese indebitato» è in realtà il salvataggio delle banche che l’hanno indebitato. Ai greci non restano che altri interessi da pagare per questo «aiuto»: e già (per l’austerità dettata dalla Germania) raccolgono erbe selvatiche sui monti, segano di notte gli alberi delle piazze per riscaldarsi, la disoccupazione dilaga, il tasso dei suicidi è salito del 22,5%. Ovviamente, disoccupati e suicidi cessano di pagare le tasse: di altrettanto si allontana la possibilità greca di servire il suo debito, anche come pia illusione.

Ora un popolo europeo prova sulla sua pelle che la finanza, da Fata turchina dispensatrice di mutui e altri crediti, mostra la sua vera faccia di Strega cattiva: Miseria, strangolamento e servaggio politico è quello che procura, alla fine. Nascono voci, vicine al premier Papademos, che Atene si prepari ad uscire «ordinatamente» dall’euro; se è vero, sarà un esperimento da seguire con interesse, come precedente per noi, oltre che per Portogallo (1) e Spagna.

Perchè i finanzieri, se strangolano i greci, è perchè hanno paura: una paura profonda. Già la sforbiciata del 50% (che alla fine sarà il 65-70%) ha fatto dire al capintesta di Deutsche Bank, Joseph Ackerman, che «è stato aperto un vaso di Pandora molto pericoloso». La frase è stata così esplicitata dal giornale economico La Tribune:

«La sforbiciata sul debito greco rimette in causa il principio che sembrava scolpito nel marmo, o almeno nella testa dei responsabili europei, ossia la sicurezza assoluta delle obbligazioni sovrane della zona euro. Chi assicura che il taglio del 50% proposto sul debito greco non si riproponga domani per il Portogallo o lItalia?».

I grandi creditori hanno la paura, una paura blu, che i debitori smettano di onorare il debito pubblico. Più precisamente: che i governi arrivino a capire che non ha senso imporre sacrifici estremi per decenni al loro popolo, unicamente per pagare i creditori; tanto più che questo, inoltre, frena la crescita del Paese ed anzi, in Europa, di tutta la regione cosiddetta «periferica».

Ancora più a fondo: si tratta di prendere coscienza che una riduzione massiccia dei debiti sovrani è inevitabile; che non c’è altra soluzione, dati i livelli d’indebitamento raggiunti, e i veti germanici imposti alla Banca Centrale. E che nessuna austerità e rigore otterrà mai il risultato di onorare il debito. Non solo per la Grecia, ma anche per Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e, infine, Francia.

Dunque, il riupudio del debito ragionato e ragionevole è possibile, anzi auspicabile come soluzione meno peggiore.

Si tratterebbe di «passare a un debito amministrato dal debitore anzichè ad un debito gestito dai mercati strutturalmente inefficienti»: così dice l’economista Henry Regnault, docente all’università di Pau. Il quale ha studiato a fondo i pro e i contro del ripudio ragionato ed ordinato del debito, contro l’inevitabile default involontario e in catastrofe, sotto minaccia degli agenti pignoratori dei creditori, come il Fondo Monetario.

Anzitutto: a quali condizioni a uno Stato conviene fare default senza troppi traumi? Risposta di Regner: quando può fare a meno dei suoi creditori. E quando può fare a meno dei suoi creditori?
Quando non sta facendo debiti per pagare la spesa corrente, gli stipendi degli statali, eccetera.

Ossia:

«quando gli introiti (fiscali) dello Stato coprono le sue spese, al di fuori di quelle dovute per il rimborso del debito e il pagamento degli interessi. Dunque a condizione che il saldo primario delle finanze pubbliche sia nullo o positivo, in altre parole quando non ha bisogno di prendere a prestito se non per onorare il servizio del suo debito».

Ora, come è messa in questo l’Europa?

Regnault pubblica la seguente tabella, che mostra che l’Europa, l’Eurozona, nell’insieme, non s’indebita per finanziare le spese correnti: è «strutturalmente » in attivo primario, mentre è solo «congiunturalmente» in deficit.
 


Ci si può domandare però se questa buona posizione dell’Eurozona non mascheri le forti disparità fra Nord (presunto virtuoso e in attivo) e il Sud (cicala e passiva).

No, come dimostra questa seconda, sorprendente tabella:


Commenta l’economista:

«Da queste tabelle si vede che in termini di attivo primario lEuropa è molto più virtuosa di Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. Il che significa che tutto il bailamme fatto attualmente attorno al debito europeo è largamente unesagerazione fabbricata di sana pianta dagli apprendisti stregoni anglosassoni, per tentare di canalizzare i flussi finanziari mondiali verso il proprio indebitamento – il quale è molto più problematico. Li chiamo apprendisti stregoni perchè scatenano un fulmine che finirà probabilmente per colpire loro, vista la loro situazione di bilancio veramente catastrofica».

Dalla seconda tabella vediamo che l’Italia, ha il maggior avanzo primario fra i partner: oggi, per via della stretta fiscale senza precedenti imposta dal governo Monti, le sue entrate pubbliche (tributarie e no) superano le sue spese. E le superano del 3,3%. Entriamo in passivo solo dopo aver «servito» il debito, ossia sborsato 90-100 miliardi per pagare gli interessi sul debito pregresso, e restituito la quota del capitale a scadenza. Scopriamo che proprio a noi conviene ripudiare il debito, sovranamente e ragionevolmente. Non abbiamo bisogno dei creditori per sopravvivere.

Si dimostra anche questo: che tutto il terrorismo delle agenzie di rating sull’indebitamento italiano che ci rende più costoso rinnovare il debito esistente – è un super-trucco dei creditori esteri, ai quali fa comodo estorcere a noi un interesse spropositatamente più caro che alla Germania, facendoci scontare un «rischio-Paese» che è tutt’altro che insanabile. Stanno lucrando sulle nostre disgrazie, ingigantite dai trucchi delle agenzie. E dai veti di Berlino.

Il fatto che all’Italia convenga ripudiare parzialmente il debito, non significa che sia la soluzione politicamente o socialmente facile. La più facile sarebbe la «monetizzazione» del debito, ossia che la BCE comprasse direttamente i nostri BOT, CCT e BTP a interessi bassi; purchè sia ben chiaro che la monetizzazione è anch’essa una forma di default, in quanto crea moneta e produce inflazione: con un’inflazione del 20%, il creditore si vede rimborsare il suo credito con una moneta fresca che vale l’80% di prima. Non è molto diverso se si annuncia al creditore che i titoli di debito in suo possesso gli saranno rimborsati dallo Stato-debitore solo all’80%.

In ogni caso, la monetizzazione è vietata dal veto tedesco. Il quale continua ad opporsi al trasferimento di risorse da Nord a Sud (per noi, da Germania all’Italia) come avverrebbe se l’Europa fosse davvero una federazione all’americana – in America gli Stati eccedentari pagano i conti degli Stati in passivo, il Nord Italia trasferisce ogni anno 50 miliardi al Meridione – per compensare lo squilibrio strutturale che l’euro ha portato a danno dei meridionali, con indebito vantaggio per i tedeschi.

Allora: no alla monetizazione, no ai trasferimenti, no agli eurobonds... la Germania merita la sola soluzione che rende inevitabile con la sua ostinazione: il default di Spagna, Italia e Portogallo.

Non è la soluzione migliore, è solo la meno peggiore. Solo, bisogna prendere coscienza che è «inevitabile»: non possiamo sostenere il debito con uno spread di 430 punti sopra i Bund tedeschi. Semplicemente, è ineluttabile: una volta riconosciuto che «è impossibile onorare integralmente gli impegni del contratto di prestito, bisogna tirarne le conseguenze senza attendere devastazioni irreparabili», scrive Regnault.

Cioè: fare presto il default. Meglio farlo prima che il rigore, l’iper-tassazione e l’amministrazione controllata dei gestori eurocratici abbiano desertificato la nostra economia per soffocamento, e risucchiato tutto il patrimonio privato e il risparmio delle famiglie, provocando disoccupazione, crollo della domanda – e alla fine, insostenibilità del debito. Non pagare il debito, per contro, ci consentirebbe di scegliere quali creditori punire e quali favorire: per esempio, potremmo rifiutare di pagare i creditori esteri, e continuare ad onorare gli impegni presi coi piccoli creditori italiani, risparmiatori detentori di BOT. O potremmo ripudiare il debito vecchio: quello dove il creditore ha lucrato, in interessi, ormai più del capitale a suo tempo investito, e onorare solo i debiti nuovi. Si potranno (dovranno) nazionalizzare le banche strapiene di BOT, salvaguardando i depositanti. A soffrire saranno tutti i redditieri che tagliano cedole, gli anziani con buone pensioni e tanta assistenza sanitaria, gli anziani che hanno case non gravate da mutui, che dovranno probabilmente vendere in perdita. A guadagnarvi saranno i giovani, liberati dall’immane peso del debito che li espropria di 90-100 miliardi l’anno, che avranno recuperato la competitività e le possibilità di lavoro oggi soffocate dall’austerità e dall’euro forte...

Fare presto, meglio ripudiare il debito prima che poi, anche per un’altra ragione, che Regnault esprime così:

«Immagino che saremo tutti presi di sorpresa quando, un venerdì sera dopo la chiusura di Wall Street, fine gennaio 2013, il presidente americano neo-eletto o rieletto annuncerà al mondo intero la ristrutturazione del debito americano e le condizioni del suo rimborso: a 99 anni e al tasso direttivo della FED in corso, ossia allo 0,25% dinteressi».

È successo esattamente così nel 1971, quando Nixon annunciò a sorpresa che il dollaro era ormai sganciato dall’oro: un default sovrano in piena regola.

Quando avverrà,

«i nostri bravi eurocrati, imbevuti delle loro certezze austere apprese sui banchi delle università americane (...) non avranno più altra via che riunirsi nellennesimo conclave a Bruxelles fino a che il fumo dei titoli di debito europei non esce dal camino! Possa lo spirito di lucidità venire a visitarli prima di assistere ad un tale spettacolo: vogliono scongiurare il default pert salvare il loro onore, e soprattutto le banche; e avranno il default, i fallimenti bancari, e il disonore». (La crise no.pdf)

Naturalmente, vi indicheranno l’Argentina come esempio malefico da non seguire: dopo che ha ripudiato il debito, ha avuto un crollo del PIL del 24% in due anni. Sì, ma per poi risollevarsi con una crescita fenomenale, sempre attorno al 6-9% annuo (tranne il 2009). Vi diranno: sì, ma oggi l’Argentina ha il 25% di inflazione. Vi diranno ancora: ma l’Argentina non ha potuto per anni rifinanziarsi sui mercati globali, è stata isolata, messa al bando del mondo...

Roberto Lavagna
  Roberto Lavagna
A questo almeno, potrete rispondere con le frasi di Roberto Lavagna, il ministro dell’Economia argentino di quei terribili anni del default nazionale. È un’intervista da leggere integralmente, ma almeno è da scolpire questa frase:

Domanda: Dopo al dichiarazione di ripudio, fino a quando i mercati finanziari hanno rifiutato di fare prestiti all’Argentina?

Roberto Lavagna risponde: «48 ore dopo laccordo di ristrutturazione del debito, delle banche attratte dal rapporto Debito/PIL divenuto molto basso, ci hanno offerto finanziamenti. È lArgentina che ha rifiutato, per evitare di cominciare un nuovo ciclo dindebitamento».

48 ore . Tanto gli speculatori hanno potuto stare lontani dalla loro droga, che è la frenesia di indebitare i Paesi per estrarre la rendita dal loro lavoro.

Argentina: a metà 2002, pochi mesi dopo il ripudio fino al 70% (dicembre 2001), la disoccupazione ha toccato il 23%, la recessione ha fatto cadere il PIL del -12%, il tasso di povertà è cresciuto al 57%.

«Ma la svalutazione ha avuto un effetto positivo sulle esportazioni, ciò che ha permesso al settore agro-industriale di ristabilire velocemente la propria competitività. Allinizio del 2003, il tasso di crescita toccava il 9%, e tutte le misure eccezionali furono abolite». Fra esse il divieto di prelevare dal proprio conto corrente più di 250 dollari americani, e di inviare soldi all’estero.


(CLICCARE PER INGRANDIRE)
Prodotto Interno Lordo pro-capite in Argentina, prima e dopo il default del 2001



(CLICCARE PER INGRANDIRE)
Tasso di disoccupazione in Argentina


Sono stati mesi duri per i decisori, vedere il loro popolo sprofondare nella povertà, costringerlo a sacrifici estremi... ma, dice Lavagna,

«ciò che è inevitabile bisogna accettarlo. Vi sono momenti in cui un uomo di Stato, un governo e un popolo, devono avere la visione e il coraggio di dire: ‘Ora basta alle burocrazie internazionali e politiche, e imboccare seriamente strade nuove». (Roberto Lavagna, ancien ministre argentin de l’économie)

Paul Krugman:

«LArgentina ha terribilmente sofferto tra il 1998 e il 2001, mentre cercava di praticare lortodossia monetaria e la correttezza. Dopo il default alla fine del 2001, ha attraversato una caduta breve e severa, ma poco dopo ha conosciuto una forte ripresa, che è durata a lungo»
.



1) Il Portogallo – nonostante tutti i sacrifici imposti alla popolazione e la correttezza con cui il suo governo ha seguito le ricette dogmatico-monetariste – sta per diventare, inevitabilmente, la prossima Grecia. Le agenzie di rating hanno definito il suo debito pubblico, «Spazzatura». I suoi titoli decennali hanno raggiunto il 15% d’interesse.



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Commenti  

 
# Lorenzo 2012-01-31 09:21
Sono d'accordo solo in parte.
Io sono per il ripudio del debito completo... ossia del jubileo, ogni prestito e cancellato, e istituire un jubileo a sorpresa almeno una volta ogni venti anni.
Lo dico da cristiano ma anche da persona, i prestiti se si fanno si devono cominciare a fare non con l'intento di spremerci sopra un interesse ma per aiutare il proprio vicino, perchè se tutti stanno un poco meglio allora lo sarò anchio.
In linea matematica se vi fosse un jubileo in tutta la zona euro, rimarremmo colpevoli di un solo 40% di debito verso "altri" perchè effettivamente in questo momento e come se io prestassi 100 euro ad un amico mentre l'amico me ne presta 100 a me... certo gli uomini in quest'epoca pensano ognuno a sè, ognuno pensa di essere speciale, e mai pensa ad un popolo come un'unico essere, come ad un organismo.
Quindi o si patteggia per Dio o per mammona, stare in mezzo non fa altro che pendere la bilancia verso mammona.
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# nicolas 2012-01-31 17:37
Una idea balzana ma non troppo potrebbe essere l'abolizione della matamatica finanziaria. Il mondo civile ne godrebbe di un buon "interesse".
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# vitt.max 2012-02-03 15:20
Se io fossi nei panni del prestatore col c... che lo farei se ci si avvicina al 20 anno.
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# vitt.max 2012-02-03 15:22
Con questa logica staremmo tutti a chiedere prestiti che alla fine non ripagheremmo.
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# Catello 2012-01-31 10:06
Analisi ineccepibile.
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# Catello 2012-02-01 01:29
Però vorrei aggiungere che prima di sapere cosa conviene fare bisogna aspettare la prossima asta per operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) della BCE verso le banche, in agenda il prossimo 29 febbraio.
Pare che le banche europee si approvvigeranno di 1.000 miliardi, da restituire dopo tre anni al tasso dell'1%.
Vedremo se a quel punto, o anche già nei prossimi giorni per acquisire collaterali, esse aumenteranno gli acquisti di BTP con conseguente calo dei rendimenti.
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# Franco_PD 2012-01-31 10:07
Estrapolo la Frase Magica di Blondet, la modifico leggermente, me la segno e la imparo a memoria: "Il fine ultimo della banca è quello di indebitarti per estrarre rendita dal tuo lavoro". Mi tornerà utile domattina quando andrò nella mia agenzia che mi sta tempestando di e-mail proponendomi mari e monti (gratuità per il PRIMO anno, ecc...) a fronte del cambiamento dei contratti dei nostri conti correnti... E proponendomi mirabolanti investimenti. L'aspettiamo signor Franco! Abbiamo un nuovo direttore che la vuole assolutamente conoscere!
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# henri 88 2012-01-31 15:37
Prudenza Franco, prudenza.
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# ALANODELLAROCCA 2012-01-31 10:28
Egregio Direttore, tutto quello che è scritto in questo articolo è corretto, ma, per poter fare quello che dice lei, occorrerebbe una sovranità politica propria che il nostro Paese purtroppo non ha più, essendo governato proprio da coloro che ci stanno succhiando il sangue e che vogliono ridurre l'Italia ad una mera espressione geografica.
Ergo, non sarà possibile ripudiare alcunchè.
Avverrà purtroppo che lo scenario di morte e distruzione economico e sociale predisposto per l'Italia si avvererà, a meno che le nostre preghiere di liberazione non trovino accoglienza presso il nostro Signore Gesù Cristo per intercessione della Regina della Pace. Infatti, tutto quanto sta accadendo rende sempre più plausibile l'inverarsi della prospettiva dei "dieci segreti", perchè altrimenti non si vedrebbe in che modo possa avverarsi la profezia del trionfo del Cuore Immacolato di Maria e l'inaugurazione di un tempo di pace per l'umanità.
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# Scipio emiliano 2012-01-31 11:16
Desideravo leggere l'intervista al ministro Lavagna. Se gentilmente potete indicarci un link, per favore.
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# Gilles 2012-01-31 11:30
Sono sempre stato convinto, come dice il Direttore, che il ripudio del debito sia la cosa giusta da fare, mi basta un dato solo per avere questa certezza, ovvero non avere più, da un giorno all’altro, 90/100 miliardi di euro da mettere in bilancio per pagare gli interessi sui titoli di Stato. Credo che Monti questo lo sappia bene, come sappia bene anche che il debito è di fatto impagabile. Chi, come l’ex amministratore delegato di Unicredit Profumo, ha parlato a suo tempo di patrimoniale da 400 miliardi di euro, ha probabilmente evidenziato l’impossibilità di ripagare questo debito; la prova ulteriore di ciò sta nel fatto che questo governo, nonostante tutti sacrifici che propina, ha fatto una manovrina da 35/40 miliardi (più che sufficiente per schiantarci a tutti), sì e no un decimo di quanto occorrerebbe, per portare poi il debito al 90-100% del PIL. Inoltre c’è l’euro, pensare di ripudiare il debito senza ripudiare l’euro mi sembra poco praticabile. Per questi ed altri motivi però comincio a pensare che sia tardi, ormai quello del debito potrebbe essere un problema superato, o comunque strumentale, per accelerare i tempi verso l’unione politica dell’Europa, una unione di tipo autoritario e liberista.
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# cgdv 2012-01-31 11:32
Forse tutto giusto, se non fosse che il nostro problema è la mancanza di uomini che siano capaci di farlo o ne abbiano volontà, nonché delle strutture indispensabili per la ripresa.
Giuliano
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# Rafael 2012-01-31 11:45
“... Dalla seconda tabella vediamo che l’Italia, ha il maggior avanzo primario fra i partner: oggi, per via della stretta fiscale senza precedenti imposta dal governo Monti, le sue entrate pubbliche (tributarie e no) superano le sue spese. E le superano del 3,3%...”.
E’ mia opinione che il dato del +3,3% di saldo primario sul PIL (ossia al netto degli interessi passivi per servire il debito) non sia veritiero. Dal totali delle spese correnti sono esclusi i debiti dello Stato nei confronti delle imprese fornitrici di beni e servizi. Detta cifra sfiorerebbe i 90 miliardi di euro che in percentuale sono circa il 5% o 6% del PIL, di conseguenza anche il saldo primario diventerebbe negativo. Le regole della UE sono che i debiti commerciali non vengano conteggiati nel perimetro del debito pubblico. Ma se uno Stato non paga i fornitori da 2 o 3 anni ed il credito è scaduto (dovrebbe essere liquidato in 30 o 60 giorni data ricevimento fattura), quei debiti sono finanziari e vanno inglobati nel debito pubblico. Se Eurostat li conteggiasse il rapporto debito/PIL andrebbe al 125% circa (con ulteriore downgrading). E’ un evidente segno di abilità di Tremonti che da esperto contabile sapeva “tenere i conti in ordine”.
Anche se la Grecia uscisse dall’euro , la sua decisione sarebbe mortale . Quando la Grecia entrò nell’eurozona nel gennnaio 2011 per 1 euro ci volevano 340 dracme, oggi se venisse reintrodotta la divisa ellenica il tasso di cambio sarebbe 1.530 dracme. Di conseguenza dopo 10 anni la popolazione si troverebbe un costo della vita moltiplicato per 4,5 volte.
Penso che quello che sia mancato sia la morigeratezza e il forte spirito morale, i debiti vanno onorati secondo la vecchia etica contadina che ha educato parte della popolazione. Non si può vivere al di sopra delle proprie possibilità Le banche sono il diavolo e i PIIGS si sono venduti per un piatto di lenticchie.
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# celligius 2012-01-31 11:48
In Italia tutto ciò,voglio dire il ripudio, sarà impossibile perchè abbiamo troppa sinistra. Sarebbe meglio dire troppa gente ottusa. Basta ascoltare i discorsi di Bersani che incita Monti ad andare avanti.
E poi c'è il nostro presidente (fresco di laurea), quello che ha la commozione facile, così amico degli americani, non darebbe mai il consenso. Se gli dicessero di ripudiare il debito si metterebbe a piangere.
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# milvus 2012-01-31 12:41
Già che siamo in tema Argentina, la presidentessa Cristina, salvatasi miracolosamente dal "tecnocancro", ha fatto in questi giorni un interessante dibattito su una questione cruciale: il petrolio. Il petrolio non si vede, i soldi per esplorare il territorio dove scorre non a semplice vista, sono molti perchè non solo bisogna avere certezze, ma perchè venga alla luce l'oro nero deve passare per la raffineria fino al suo convertirsi in combustibile. Il petrolio ha persorso una storia, pari alla storia politica, e, conoscerla bene è dirigersi sempre verso la sovranità di un popolo. Il nostro popolo si è preso, a tal riguardo, una lunga vacanza, come dice il direttore, però la lotta oggi è se commerciarlo in dollari o in euro, quindi si apre un panorama petrolifero nero e crudo, come lui. Forse è l'unico settore in cui le privatizzazioni funzionano. In Argentina il gruppo Eskenazi possiede la maggioranza azionaria, ma oggi i suoi interessi non combaciano con il suo nuovo modello di governare un Paese in piena crescita, ma di base statalista. Il panorama internazionale petrolifero appare fragile e forse scarseggia il greggio, ha ricordato che la Comunità Europea ha deciso un embargo graduale all'Iran, che ha minacciato di bloccare lo stretto di Ormuz, da cui parte la maggior porzione di petrolio mondiale commercializzab ile. Ciò porta l'aumento del prezzo al barile. Oltre Monsanto il dibattito parlamentare serio dovrebbe riguardare anche questa materia. Per gli argentini è un omaggio ad Enrico Mosconi, oggi 90enne, creatore di YPF. La sovranità di uno Stato è anche sovranità petrolifera seria, trattare con onestà la privatizzazione del capitale azionario delle imprese petrolifere, che per sfuggire ai controlli spesso si camuffano sotto società anonime, affinchè non si negozi con i padroni privati,che richiede sicuro un valore ed una foram di pagamento certa.
Altro aspetto sono le risorse di un fondo speciale, se legato alle Banche Centrali internazionali oppure da qualche nuova equazione della finanza creativa.
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# Pietro G 2012-01-31 12:59
Mah, io continuo ad essere scettico circa un default totale del debito italiano, concordo tuttavia che così non si può più andare avanti, e se ho letto bene tra le righe alcune delle dichiarazioni dei politici nostrani, lo hanno capito anche loro, anche se continuano ad insistere con l'attacco alla Merkel, gli eurobond e l'unione politica dell'Europa (che non verrà). Non esiste un popolo europeo e quindi non ci saranno trasferimenti di ricchezza tra Nord e Sud dell'Europa, prima lo si capisce e meglio è. La Grecia e il Portogallo sono ormai andati, gli aiuti servono solo a far guadagnare tempo alle banche per consentirgli di ammortizzare almeno una parte delle perdite che deriveranno dal default dei due Paesi. Rimane il caso Italia. La cura Monti, a dispetto delle lodi dei media e dei politici non sembra dar frutti. A fronte di un calo dello spread di circa 100 punti si ha una manovra recessiva che ha portato il Paese in recessione e farà arrivare il debito al 126% del PIL, vicinissimo alle posizioni iniziali della crisi greca, e quindi al punto del non ritorno. Io sarei per un ripudio temporaneo, diciamo per un periodo di 10 anni, degli interessi sul debito e per usare i 90-100 miliardi che servono ogni anno per pagare gli interessi per diminuire il principale del debito ricomprando i BOT. Alla fine del periodo si potrebbe, con un debito più che dimezzato ricominciare a pagare gli interessi. Sono d'accordo che il vecchio debito, quello già ripagato in abbondanza dagli interessi, dovrebbe essere ripudiato. L'alternativa, cioè il ritorno alla liretta, mi sembra problematico. Un Paese che dipende dai prodotti petroliferi come l'Italia e che ha un numero enorme di pensionati non può tranquillamente permettersi una svalutazione notevole e una inflazione galoppante senza creare rivolte sociali, e quindi rivoluzioni politiche. Un altro problema è la globalizzazione . Deve essere arrestata al più presto perchè altrimenti che si resti con l'euro o che si ritorni alla liretta, questo Paese non avrà futuro.
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# Indaco 2012-01-31 13:47
Traducete in tedesco "Schiavi delle banche" e regalatene una copia a ogni tedesco che conoscete...
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# shaula 2012-01-31 14:21
Ovvio che agire subito con la manovra del ripudio sarebbe la soluzione migliore. Il problema sta nel fatto che l´Italia non é l´Argentina di allora (non ancora). Ossia la maggioranza, in Italia, se la passa ancora bene. La lungimiranza non é tra le sue virtú. Capirá soltanto fra qualche mese, quando sará messa in ginocchio, come la Grecia. Ma allora le condizioni per il ripudio saranno enormemente piú onerose e sofferte.Ed é esattamente nel non saper comprendere questa fase cruciale che l´attuale governo mostra tutta la sua incapacitá disastrosa.
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# ROGAR 2012-01-31 15:12
Analisi esaustiva e ineccepibile. Il direttore ci ha illustrato che il re è nudo ed ha timore. Il timore è il ripudio sovrano.
In "Anche Questa volta è diverso", libro di Carmen M. Reinhart e Kenneth Rogoff si affronta il tema della ristrutturazion e totale del debito. Ed è l'unica cosa che non vogliono i banchieri mondiali.
La finanza anglosassone ha scatenato con strumenti finanziari derivati distruttori ed esiziali la guerra alle economie occidentali, oggi attraverso le agenzie di rating controllate dalle stesse banche d'affari e big investitor amici stanno attaccando l'Europa per non pagare le conseguenze di queste deliberate scelleratezze finanziarie.
La crande Cermania assisa sul suo trono da principessa sul pisello impone ai cattivi periferici l'austerità. Ma davvero credono di farla franca i teutonici? Quando qualcuno in Europa non servo, non suddito e politicamente forte, ovvero forte di un largo consenso popolare, chiamerà Merkel e compari a dichiarare tutto il debito sovrano, anche quello non dichiarato dalla Creditanstalt Fur Wiederaufbau, la Cassa Depositi Prestiti dei Land,sinora rimasto ovattato ed omesso dalle certificazioni? Soltanto allora, questi presuntuosi si renderanno conto che il re è nudo ed avranno perso per l'ennesima volta la possibilità di rendere un servizio all'Europa intera, quello di essere leader di un continente, una guida economica vera e non uno spettro vagante di monetaristi prede di incubi inflattivi senza nè capo nè coda.
Purtroppo in Italia la mancanza di una classe politica capace, competente e patriota ha concesso largo spazio alla saccenteria tedesca, non si è battuta per gli interessi nazionali, ha ingannato le sue genti deliberatamente . Ha pensato di farla franca, di utilizzare il tasso d'indebitamento germanico per fare debiti, per finanziare a basso costo la loro eternità di casta. Fin quando non si è scatenata la guerra mondiale finanziaria e in questo tutti contro tutti il cerino in mano rimane ai più deboli politicamente nel panorama internazionale. Quando hai venduto tutto il possibile e non possiedi dignità per ribellarti o mediare una posizione nello scacchiere puoi soltanto sottrarre d'imperio al tuo popolo quello che gli appartiene. Ed è quello che sta accadendo con buona pace per le anime belle, progressiste, appecorate e politicamente corrette.
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# aloisius 2012-01-31 16:03
L'articolo non fa una grinza, gira il sangue ma tant'è, ma il problema sovrano è che NON CI PERMETTERANNO di fare defaul figuriamoci ora con Monti, almeno che questi getti la spugna, e chi lo sostituirebbe tra i soliti noti? Tra l'altro pare che almeno il 60% dei capitali italiani siano già all'estero.
L'Italia e gli altri Paesi del Club Med sono già a sovranità limitata. Inoltre se tutti facessero default, sarebbe la fine della pseudomoneta euro, di questa caricatura di Unione Europea, del dominio massonico integrale come si è dimostrato in quest'ultima riunione a Bruxelles con il patto fiscale, che va nella direzione opposta indicata dal direttore.
In quanto al bau-bau della disoccupazione al 23% in caso di default, in Italia come in Spagna siamo già al 33% per i giovani, inoltre l'Argentina era nel periodo menzionato uno stato sovrano, e lo è tuttora.
La Deutsche Bank (filiale americana) è indagata dalla SEC americana "Die amerikanische Börsenaufsicht SEC ermittelt gegen die Deutsche Bank" da 30.01.12, nelle persone di Ackermann, l'onnipotente CEO e del suo successore Anshu Jain, titolati dallo Spiegel come ovvero biscazzieri, sulla prima pagina del magazine. L'accusa della SEC è di avere veduto massicciamente i famosi subprime assieme ad altri titoli spazzatura come i CDS e di avere così contribuito alla crisi finanziaria globale! La Deutsche Bank, europea sì, la Golman Sachs, americana no, e questo dice già molto. Oramai la situazione è troppo incancrenita, improbabile tornare indietro.
Potremo scegliere tra ghigliottina o strangolamento o pesantissime ritorsioni e chissà peggio.
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# AlexFocus012 2012-01-31 16:38
Egregio direttore e lettori tutti, intendo segnalare un articolo del sito pois-draconia.net dal titolo "Debtocracy: il documentario sul perché non si debba pagare il debito" sul collegamento http://polis-draconia.net/2011/10/18/debtocracy-il-documentario-sul-perche-non-si-debba-pagare-il-debito/. In tale articolo c'è, a sua volta, la citazione di un documentario (con sottotitoli in italiano) in cui si psiega le condizioni di detestabilità di un debito pubblico (sul link http://www.youtube.com/watch?v=mpNGYoXzMRc). Sto cercando (ma sarebbe gradito l'aiuto di qualcuno esperto in materie giuridico-economiche) gli articoli della costituzione o di altri corpi legislativi in cui si trovano riferimenti a tale materia.
Tanti saluti a tutti
Alex Focus, Napoli
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# madmax 2012-01-31 17:11
Ammiro chi ancora crede che valga la pena ipotizzare soluzioni 'umane'... quanto sta accadendo è secondo me pianificato e calcolato da menti diaboliche come quelle di un usuraio... mi permetto di sottolineare che l'Inghilterra non ha aderito al gruppo dei 25 e nessuno ha fiatato... l'Inghilterra con i territori annessi del Regno Unito ha il controllo sugli oceani... l'India e mezza Asia sono ex colonie od ex protettorati britannici, ed è lì che si sta spostando sempre più il baricentro dell'economia mondiale... il più grande mercato al mondo è il Forex, un mercato di scambi su valute privo di intermediari nel quale vengono negoziate valute per 3 mila miliardi di dollari al giorno contro i 60 del nyse... il 30% degli scambi forex avviene a Londra... il figlio di un ramo Rothchild, il primogenito della principessa Diana Spencer Roche - ramo dei Rothschild - salirà sul trono d'Inghilterra... gli USA sono una colonia britannica su suolo di proprietà di una società inglese... chi tiene le fila del mondo? La Merckel? Gli americani ed Obama ? Lol
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# michelapalombo 2012-01-31 17:38
Non ho capito perchè, all'atto del default, si dovrebbero nazionalizzare le banche per "salvaguardare i depositanti". A me sembrerebbe invece più corretto (e divertente) far fallire tutte le banche e dissolvere tutti i conti correnti (compreso ovviamente quello del caro Direttore, ammesso e non concesso che sia afferente ad una banca italiana) ivi contenuti.
Piaccia o no siamo tutti parte di questo Sistema, anche quando lo critichiamo. Vorremmo cambiarlo... basta che la cosa non ci tocchi direttamente. Troppo facile no?
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# nicolas 2012-01-31 18:03
Dato che siamo in una sorta di stato di guerra, le tesi di questo articolo propongono un armistizio con l'onore delle armi. Il guaio è che chi tiene il pallino in mano è una stupida bestia immonda che gioca, per l'appunto, con il mondo una partita disonesta e "nichilista".
Almeno questo è il trend attuale che sembra la politica del chiodo scaccia chiodo dove l'ultimo chiodo è lo scatenamento di una guerra devastante.
Per noi persone civili sembra una cosa assurda dopo le esperienze delle prime due guerre mondiali ma purtroppo tuttto lascia intendere che il copione rimane sempre quello. Chi comanda nel mondo non ha molta immaginazione, ha la mente sclerotizzata e rimane legata a Malthus.
Se per qualche miracolo queste righe che ho scritto diverrano (lo spero) sciocchezze allora si vedrà che anche i mercati assumerano un atteggiamento incredibilmente bonario e non ci romperanno gli zibidei con lo spread.
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# sursumcorda 2012-01-31 18:24
Si potrebbe anche esplorare la possibilità di ripudiare il debito più vecchio, adottando per quello più recente una soluzione meno traumatica: chiedere al creditore di scegliere tra una remunerazione ad un tasso compatibile con la nostra crescita, oppure rinunciare agli interessi con restituzione del capitale in tempi concordati di anno in anno e riportati nella legge di bilancio. In altre parole, default sovrano conservando una minima capacità di indebitamento. Boh!
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# Rafael 2012-01-31 18:52
“... Dalla seconda tabella vediamo che l’Italia, ha il maggior avanzo primario fra i partner: oggi, per via della stretta fiscale senza precedenti imposta dal governo Monti, le sue entrate pubbliche (tributarie e no) superano le sue spese. E le superano del 3,3%...”.
E’ mia opinione che il dato del +3,3% di saldo primario sul PIL (ossia al netto degli interessi passivi per servire il debito) non sia veritiero. Dal totali delle spese correnti sono esclusi i debiti dello Stato nei confronti delle imprese fornitrici di beni e servizi. Detta cifra sfiorerebbe i 90 miliardi di euro che in percentuale sono circa il 5% o 6% del PIL, di conseguenza anche il saldo primario diventerebbe negativo. Le regole della UE sono che i debiti commerciali non vengano conteggiati nel perimetro del debito pubblico. Ma se uno Stato non paga i fornitori da 2 o 3 anni ed il credito è scaduto (dovrebbe essere liquidato in 30 o 60 giorni data ricevimento fattura), quei debiti sono finanziari e vanno inglobati nel debito pubblico. Se Eurostat li conteggiasse il rapporto debito/PIL andrebbe al 125% circa (con ulteriore downgrading). E’ un evidente segno di abilità di Tremonti che da esperto contabile sapeva “tenere i conti in ordine”.
Anche se la Grecia uscisse dall’euro, la sua decisione sarebbe mortale. Quando la Grecia entrò nell’eurozona nel gen 2011 per 1 euro ci volevano 340 dracme, oggi se venisse reintrodotta la divisa ellenica il tasso di cambio sarebbe 1.530 dracme. Di conseguenza dopo 10 anni la popolazione si troverebbe un costo della vita moltiplicato per 4,5 volte.
Penso che quello che sia mancato sia la morigeratezza e il forte spirito morale, i debiti vanno onorati secondo la vecchia etica contadina che ha educato parte della popolazione. Non si può vivere al di sopra delle proprie possibilità Le banche sono il diavolo e i PIIGS si sono venduti per un piatto di lenticchie.
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# gjovi 2012-01-31 19:42
Qui bisogna chiarire una cosa, non confondere il prestito tra persone normali. Io presto soldi frutto del mio sudore, la banche fanno cosa ben differente,con il "prestito" che fanno acquistando titoli di Stato. Quest'ultime ricevono moneta creata dalla BCE muovendo il mouse dei P.C., la prestano all'1% alle banche, che investono in titoli di stato al 7/8%. Quelli portoghesi hanno raggiunto il 22%, di fatto anche il Portogallo è fallito. Mi sembra che il ripudio sia inevitabile e doveroso. Il "solenne idiota" alias M. Monti, serve per spremere (con eleganza) il limone dei poveri italioti. Dopo il 2013 al default ci penseranno i politici incompetenti.
C'è solo da sperare che anche in Italia qualche forza nuova, alternativa cominci a prendere un consistente numero di voti.
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# Andrea V. 2012-01-31 21:13
La domanda mi sorge spontanea: se lo Stato italiano ha i soldi per pagare la pubblica amministrazione senza indebitarsi, per quale motivo ci ritroviamo con questo mostruoso debito pubblico?
Altra cosa, so che arriverà qualcuno a dirmi che tutti i Paesi sono primi partner commerciali della Germania, ma è un dato oggettivo che l'economia del nord Italia è fortemente intrecciata con quella tedesca, se ripudiamo il debito non ci saranno ritorsioni da parte dei tedeschi? Parlo di ritorsioni economiche che faranno crollare l'economia delle regioni settentrionali? Io credo che il disastro sia inevitabile sia ripudiando che non, inevitabile è anche una profonda ristrutturazion e del sistema Paese.
Questo Paese così non può andare avanti.
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# FRANCI 2012-01-31 21:52
Recentemente é morto "suicida" il futuro primo ministro Ivan Heyn:
A Montevideo, Uruguay, il sottosegretario alla presidenza e al commercio nonché l'uomo che sarebbe dovuto essere il prossimo ministro dell’Economia della repubblica argentina, Ivan Heyn si è impiccato nella sua stanza d’albergo, all’Hotel Radisson, 33 anni.
Considerato il padre dell’attuale rivoluzione economica argentina, Ivan Heyn si trovava a Montevideo per una riunione allargata del Mercosur (sarebbe il corrispondente in America Latina della Unione Europea) alla quale erano stati invitati anche i responsabili di USA e Gran Bretagna. Uscendo da una riunione ristretta con i delegati del Fondo Monetario Internazionale, l’economista ha pronunciato la frase “Io questo non lo posso proprio fare”. Da quel momento è sparito e nessuno l’ha più visto.
La libertà dei popoli non è permessa
Saluti
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# PIERO61 2012-01-31 21:58
Salve,
sarò poco cristiano ma qui servono tre cose:
un albero, una corda e del sapone, possibilmente di Aleppo...
Italia Nazione!
Saluti
Piero e famiglia
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# pelzen 2012-02-02 00:54
Grande!
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# betamax 2012-01-31 22:00
Ci mancano decisamente gli uomini di governo con adeguati attributi.
Vedo però in giro anche qualche altro "eretico" che osa mettere in discussione il pensiero omologato. Mi ha piacevolmente stupito di leggere su Notizie Radicali le parole sensate del professor Giovanni Dosi, che segnalo per la chiarezza e la spregiudicatezz a intellettuale. L'Italia, dice, ha a disposizione una "bomba atomica buona" (cioè il default) per far saltare gli equilibri della finanza che ci schiavizza. Addirittura basterebbe minacciare seriamente un default controllato per rimettere a posto tante cose. E domandandosi se il default sia un Armageddon, conclude:
"No, non è Armageddon, semplicemente i banchieri annegano e questo è un grande più e non un meno".

http://notizie.radicali.it/articolo/2012-01-31/editoriale/il-default-italiano-come-un-atomica-buona-litalia-e-il-dimagrimento-d
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# shaula 2012-02-01 01:25
Citazione betamax:
Ci mancano decisamente gli uomini di governo con adeguati attributi.
Vedo però in giro anche qualche altro "eretico" che osa mettere in discussione il pensiero omologato. Mi ha piacevolmente stupito di leggere su Notizie Radicali le parole sensate del professor Giovanni Dosi, che segnalo per la chiarezza e la spregiudicatezz a intellettuale. L'Italia, dice, ha a disposizione una "bomba atomica buona" (cioè il default) per far saltare gli equilibri della finanza che ci schiavizza. Addirittura basterebbe minacciare seriamente un default controllato per rimettere a posto tante cose. E domandandosi se il default sia un Armageddon, conclude:
"No, non è Armageddon, semplicemente i banchieri annegano e questo è un grande più e non un meno".

http://notizie.radicali.it/articolo/2012-01-31/editoriale/il-default-italiano-come-un-atomica-buona-litalia-e-il-dimagrimento-d

Ringrazio Betamax per la segnalazione del professor Giovanni Dosi che non conoscevo. Devo dire che se il Dosi fosse al posto di Monti il futuro dell´Italia sarebbe assai meno fosco. Infatti una "cura" Dosi prevede un sano dimagrimento non tanto delle famiglie italiane quanto della finanza internazionale che ci assilla e ci strazia.
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# Tesno 2012-01-31 23:18
Articolo molto bello e chiarificatore. Fa ancora piu rabbia leggerlo sapendo che chi è al timone adesso dell'Italia è stato messo li apposta per evitare che una simile soluzione, del ripudio o ristrutturazion e del debito sovrano, potesse anche solo sfiorare la mente del "maggiordomo" di turno...
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# Alfio200 2012-02-01 00:47
Un piccolo appunto per quel che riguarda la Francia: perchè è in crisi? La sua economia tira e la sua amministrazione è efficiente e semza sprechi. Qual'è la risposta?
Semplice: il costo spaventoso dello Stato sociale, gravato da milioni e milioni di extracomunitari disoccupati che figliano a tutto spiano producendo milioni e milioni di figli che a loro volta non producono, ma costano.
Chi abita in Liguria, faccia un salto a Nizza in un qualunque giorno feriale. Potrà osservare di persona una massa enorme di extracomunitari nullafacenti nei bar o in giro per le strade.
E da noi si continua a ripetere che gli extracomunitari sono una ricchezza e che senza di loro l'economia stagnerebbe. L'economia di questo paese (minuscolo) non è a "rischio stagnazione per mancanza di extracomunitari ", l'economia di questo paese (minuscolo) non esiste più!
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# raff 2012-02-01 01:37
Non credo che la soluzione "Argentina" sia replicabile in un contesto come quello europeo. L'Italia non ha una moneta propria e il suo enorme debito pubblico coinvolgerebbe nel crac in maniera determinante i principali Paesi europei
Prospettiva questa che terrorizza i nostri politici di tutti gli schieramenti e di fatto paralizza qualsiasi soluzione "nazionale" del debito "sovrano", che appunto sovrano non è più.
Ci potrebbe però essere una soluzione europea attraverso la monetizzazione dei debiti sovrani, previo conferimento della sovranità monetaria ad un organismo democratico che rappresenti lo Stato Federale dei Paesi Europei e abbia come sua Banca Centrale la BCE.
Qui una proposta in tal senso.

"4. QUALE E' LA SOLUZIONE UNICA, SEMPLICE, IMMEDIATA, EFFICACE, SENZA COSTI E CONTROINDICAZIO NI, PER ANNULLARE IL DEBITO PUBBLICO
Riferiamoci ora ai dati del debito pubblico europeo del 2009, della precedente tabella.
Esso è di 8.720 miliardi di euro. Prendiamo una cifra un po' maggiore di questa, di 10.000 miliardi di euro. Dividiamola su 4 anni, ottenendo 2.500 miliardi di euro all'anno (25% all'anno).
Prendiamo ora questa cifra annuale e dividiamola fra gli Stati europei della zona euro, al 50% in proporzione alla popolazione e al 50% in proporzione al PIL. E' lo stesso identico ed equo criterio con cui questi Stati hanno partecipato alla formazione del capitale sociale della BCE e partecipano alla stampa della moneta cartacea. E' quindi un criterio di equità. Ora la cifra che viene ad ammontare per ogni Stato accreditiamola gratuitamente sul conto del Tesoro di quello Stato. Con quella cifra lo Stato sia obbligato a comprare una corrispondente quantità dei propri titoli del debito, cioè a non rinnovarli, cioè ad annullarli, in modo da rimanere con un debito ridotto. In questo modo con una semplicissima operazione elettronica da computer avremo
eliminato il 25% del debito pubblico europeo. Dopo un anno ripeteremo l'operazione con un altro 25% e così per 4 anni. In quattro anni avremo eliminato la quasi totalità del debito pubblico europeo.
Gli Stati che ricevono più del loro debito potranno usare le loro cifre per altre finalità.
Riportiamo i conteggi in tabella, utilizzando i dati del 2009".

Contrariamente alle apparenze, l'attribuzione di moneta sovrana (Fiat money) agli Stati non genera inflazione, come meglio dettagliato qui:

http://web.resmarche.it/resmarche/docs/420.pdf
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# totonno 2012-02-01 12:48
Siamo noi popolo che deve ripudiare il debito, se aspettiamo che lo faccia quella gentaglia lurida e mafiosa che siede al parlamento stiamo freschi!!!
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# BULEGH 2012-02-01 13:57
A favore del ripudio?
Sì, ma non solo!
Certo, i gravissimi danni causati dalle demenziali nonché devastanti speculazioni delle banche d'affari e dai loro semiocculti complici politici sono fra le principali concause della dissoluzione dell'attuale comunità europea.
Ma bisognerà anche abbandonare l'illusione che l'attuale contesto complessivo (geopolitico, socioeconomico, giuridico, culturale, etc.), non solo europeo ma anche mondiale, sia identico o sostanzialmente paragonabile a quello di dieci o quindici anni or sono.
Detto altrimenti, ciò che servì quale rimedio (o tale sembrò essere) allora, oggigiorno, se replicato pedissequamente , avrebbe ben scarse probabilità di ingenerare qualsiasi benefico effetto.
Soprattutto bisognerà iniziare a capire e decidersi a riconoscere che non fu unicamente la nascita della UE all'origine dei peggiori mali dell'attuale comunità europea; nemmeno l'istituzione e l'adozione di una moneta comune.
Questi avvenimenti divennero problematici a seguito di altre cose.

Quindi soffermarsi in sia pur precisissime analisi statistiche dei vari debiti pubblici, dei rischi di fallimenti di alcuni Stati, degli andamenti dei PIL (o altri GNP), SENZA tuttavia al tempo stesso chiarire o menzionare le principali cause di certe situazioni, ebbene tutto ciò magari sarà un'occasione per migliorare la propria infarinatura in materia di proiezioni e calcoli statistici, ma NON certo della propria indispensabile consapevolezza dei fatti storici, di quanto realmente accaduto, delle concrete responsabilità e complicità in decennali sprechi, inganni, abusi, truffe, ladrocini e saccheggi vari compiuti da alcuni individui e da alcune popolazioni a danno di altre.

Ad esempio quali sono state le reali cause dell'indebitamento italiano? Chi ne ha concretamente beneficiato e chi ne ha sofferto i danni?

Il Nord "(presunto virtuoso e in attivo)", come scrive Blondet qui sopra?

[Bella l'aggettivazione "presunto"! Complimenti a Blondet!]

O non piuttosto il "Sud (cicala e passiva)" che fu pesantemente penalizzata dall'adozione di un unico Euro forte, a base teutonica, rigettando la proposta di un certo movimento politico che prima vi si contrappose e poi ne propose due versioni, ossia per un euro standard e uno più debole e competitivo per il Sud Italia e per altre contrade in analoghe condizioni socioeconomiche ?

Quali furono i salvatori delle patrie che rifiutarono e impedirono l'adozione d'un doppio euro?

Quasi tutte le altre analisi qui riassunte da Blondet sono importantissime e veritiere nei fatti descritti. In particolare a proposito del debito europeo che "è largamente un'esagerazione fabbricata di sana pianta dagli apprendisti stregoni anglosassoni, per tentare di canalizzare i flussi finanziari verso il proprio indebitamento - il quale è molto più problematico".

Come pure nel tema delle agenzie di rating con il loro "super-trucco di creditori esteri".
Quindi, sì, certo, il ripudio è inevitabile e bisognerà attuarlo il più presto possibile.
Ma non basterà.
Non basterà certo ricordare quanto accaduto e quanto fatto dall'Argentina agli inizi del 2000, facendone paragone con l'attuale situazione, come sembra suggerire el señor Lavagna quando afferma che "la svalutazione ha avuto un effetto positivo sulle esportazioni". Caramba! muchachos, nosotros tambien tenemos algunas soluciónes!

Peccato che nessuno però ricordi qui chi fu all'origine e causa di certi accadimenti argentini! Anche allora l'opera di certi scaltrissimi banchieri annidati in lussuosi quartierucci residence in Buenos Aires?
Pensare oggi di poter rilanciare le nostre esportazioni semplicemente per mezzo di una qualche ipotetica svalutazione, dopo aver ripristinato l'italica sovranità monetaria eccetera, ebbene questa altro non sarebbe che una pia illusione.
Roberto Lavagna fortunatamente aggiunge "Ora basta alle burocrazie internazionali e politiche, e imboccare seriamente strade nuove".
Bravissimo! Già, quali nuove strade?
Speriamo non quelle suggerite da certi economisti, ancorché premi Nobel, specie quando straparlano di "competitività" e di "crescita".
I due vocaboli in ambito socioeconomico più sputtanati di tutti i secoli, passati, presenti e futuri!

Ahora no tengo mucho mas a declarar!
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# Edmund Kiss 2012-02-01 15:26
Articolo importante, nel mio piccolo posso dire, dalle conoscenze che ho, che in effetti l'ultima manovra "salva Italia" è stata in realtà una "prima manovra salva banche", (ce ne saranno altre), fatta proprio per salvare ed aiutare, in parte, alcune banche, ormai di fatto che erano fallite... si parla di Unicredit come primo salvato, che ha anche "ricapitalizzato " da pochissimo, mi sembra... Queste decisioni erano state prese in Svizzera in novembre/dicembre 2011, e Monti era dietro anche questo...
Ho letto molte cose interessanti degli altri colleghi di "Effedieffe"... Una cosa per me va detta una volta per tutte... Il fatto certo che l'Italia NON può farcela risulta essere il dover continuamente ricollocare - per forza! - nuove tranches di titoli di Stato (sperando che siano venduti tutti, proprio per non dover rimborsare gli eventuali capitali di quelli vecchi) con spread il più basso possibile: questo è essenziale ed è indice di come ormai siamo alla fine... Il fatto di dover campare sperando solamente in un ripagamento degli interessi "favorevole"
(che comunque ormai pesano per 80-90 miliardi di euro l'anno) è proprio l'indice di come siamo alla disperazione: un Paese "virtuoso", che "cresce" veramente riesce a ripagare, con il tempo dovuto, sia capitale che interessi, senza troppo preoccuparsi... Invece noi...!
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# rosalina 2012-02-01 16:06
Gentile Direttore,
sono sicuro che Lei è in buona fede quando fa riferimento all'Argentina. E anzi colgo l'occasione per ringraziarLa per quello che scrive.
Avendo vissuto in Argentina nel periodo immediatamente successivo al "corralito", il gabbiotto bancario cui Lei ha fatto riferimento, cioè tra il 2003 e il 2005, mi preme svelare alcuni retroscena sulla situazione sociale di allora e su quella che ha riscontrato l'anno scorso durante un viaggio a Buenos Aires.
- Nel 2003 Nestor Kirchner non vinse le elezioni presidenziali. Era arrivato al ballottaggio al secondo turno. L'altro concorrente, Carlos Menem, ritirò la propria candidatura a pochi giorni dalla elezione decisiva, nonostante fosse in testa nei sondaggi. Menem era già stato presidente e godeva di una larga popolarità. Kirchner era un perfetto sconosciuto. Ma entrambi appartenevano alla nota lobby.
- Kirchner e la moglie, Cristina, provenivano dalle file dei Montoneros, i gruppi armati di "estrema sinistra", oppositori del regime militare dell'epoca. Questo non impedì ai Kirchner di vivere indisturbati a Rio Gallelos, Patagonia, dove esercitarono la professione forense. Di più, ci sono delle foto, nei blog argentini, che ritraggono Nestor in riunione coi generali della giunta militare di allora.
- L'Argentina ha continuato a servire il debito, anche dopo la bancarotta del 2002. Kirchner fece i debiti con la Banca Mondiale. L'Argentina ha il quarto debito maggiore nei confronti della Banca Mondiale.
- Gli argentini non si lamentano perché sono abituati anche a peggio. Ci sono stati dei tempi in cui hanno avuto un'inflazione al 500%. Ciò non toglie che nel 2010 il Banco de la Naciòn argentino, ha dovuto farsi aiutare dalla Banca Centrale brasiliana per stampare pesos a go go. L'inflazione era così forte che mancava il denaro anche per dare il resto. Molti argentini si sono arrangiati dando caramelle al posto delle monete.
- Dopo quello che ho visto lo scorso anno - a distanza di 5 anni senza andare in Argentina - provo a immaginare quale sarebbe il futuro per l'Italia se seguiamo il suo modello:
1) capifamiglia, ex impiegati e ex operai senza lavoro, che su un carretto trainato da un cavallino vanno in cerca di cartone da rivendere per sopravvivere. Li chiamano cartoneros. Immaginiamo la nostra classe media a raccogliere cartoni a Milano o a Roma.
2) Guardie forestali che protestano perché vogliono più tutela per i loro parchi. Se fatta come in Argentina, immaginiamo la Via Cristoforo Colombo di Roma bloccata un giorno sì e l'altro pure, con disagi enormi per chi si sposta per lavorare. E con il presidente del Consiglio che dice "avete ragione, continuate la protesta".
3) I nostri bambini denutriti che girano scalzi a Via del Corso o a Via Monte Napoleone, chiedendo l'elemosina, tirando crack e disposti a tutto per portare ai genitori qualche soldo a fine giornata. Sotto minaccia di venire gonfiati di botte dai genitori stessi.
Mi fermo qui, è uno scenario troppo brutto. Alla luce di quello che ho visto ne ho tratto la conclusione che se Kirchner è morto e la moglie si è ammalata di cancro è perché esiste una Giustizia Divina.
Anche io sono per la bancarotta, magari seguendo il civile esempio islandese.

Cordialmente,
Alessandro R.
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# lorenzoleopoldo 2012-02-01 18:44
Salve a tutti, io sono rimasto ai tempi in cui si parlava di Signoraggio. Se ora si discute come trattare il debito pubblico e come "fare un armistizio con l'onore delle armi" (Nicolas) nessuno dice come sarà dopo! Se non si stabilisce,una volta per tutte, di chi sia la Proprietà della Moneta al momento dell'Emissione, restando in questo sistema di Moneta Debito, non si farà altro che ripartire con un nuovo debito pubblico e così via all'infinito! A meno che la Globalizzazione non arrivi al suo epilogo finale. Un unico Stato Mondiale, una unica Moneta Mondiale, un unico Governo Mondiale come si farà ad indebitare "qualche Stato" se il soggetto economico pubblico sarà uno solo? Mi vien da ridere se penso alla fine che faranno i trader del forex. Non sarà più possibile la guerra fra Stati e chi vorrà continuare a menar le mani non gli resterà che prendersi a schiaffi o litigare con la moglie senza essere sicuro di vincerla. Saluti economici a tutti.
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# rosalina 2012-02-02 13:10
Bravo! Lei ha colto nel segno. Ogni volta che uno Stato dichiara bancarotta ricomincia subito a indebitarsi, secondo il modello imposto dagli organismi internazionali. La storia economica dell'Argentina e del Brasile è un paradigma negativo. I governi di questi Paesi dichiarano bancarotta spesso e ogni volta si ricomincia con una nuova moneta, ogni volta c'è una svalutazione e ogni volta il tenore di vita degli argentini e dei brasiliani cala. A titolo di esempio, posso riportare questo fatto. Il Brasile (Cardoso, della nota lobby) dichiarò bancarotta nel 1995 e passò dal cruzeiro al real. Ebbene, tra il 1995 ed il 2000 emigrarono all'estero 5 milioni di brasiliani, secondo dati ufficiali. La bancarotta fu dichiarata per il bene dei brasiliani? La mia paura è che il Fondo Monetario Internazionale porterà l'Europa verso la bancarotta per poi sostituire l'euro con una moneta (anche essa sovranazionale) svalutata o, peggio, legata all'oro. Insomma, si tratta, citando Andrew Spanneus di Movisol, "di evitare che il FMI faccia all'Europa ciò che ha già fatto al Sudamerica".
Il Lavagna citato nell'articolo è un tecnocrate, andate in Argentina a chiedere alle persone che vivono di stipendio cosa ne pensano di Lavagna.
Saluti,

Alessandro R.
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# milvus 2012-02-01 19:08
La situazione è grottesca: viviamo in Europa oggi, ciò che l'Argentina e Paesi satelliti, quindi periferici all'Italia, vissero molti anni fa, in seguito alle dittature militari golpiste!
Al contrario. Ha ragione il Maestro Vassallo quando spiega la latinizzazione della Germania, ideatrice dell'euro, mentre oggi, per salvarci, dobbiamo fare come fece Hiltler, che dovette stracciare il debito con una guerra. Nel caso argentino, quando visse Peròn, creò un movimento detto della Terza Posizione, ispirato anche alla Carta del Lavoro di Mussolini, che oggi si chiama "justicialismo", ma che per forza di cose, si dovette adottare d'urgenza durante la dura del 2000 vissuta in Argentina. Loro però, forse per miracolo, ebbero personaggi dall'olfatto e talento costruttivo capaci di cambiare la rotta al nocciolo della questione: controllo statale sull'economia, ma nel senso inverso delle privatizzazioni , guai in certi momenti a privatizzare la società come vuole la corrente di Chicago, a livello planetario! Non penso che questo ammasso di persone, capeggiate da una persona del genere, possa supporre di fare nulla, è solo una distruzione metodica, che sta intaccando quel poco di mistica religiosa che ci è rimasto, sta distruggendo la nazione ed i suoi principi democratici, la semente, il germe, che sta spargendo e che si palesa quando uno se ne accorge, anche in famiglia, che i suoi diritti sono lettera morta, modificabile solo per la convenienza delle banche. La Germania non ha questa semente, l'ha rifiutata, la conosce bene, come la melina avvelenata appunto, la strega è la scuola di Chicago che offre al mondo veleno, mentre lei ha cercato sempre un ordine contabile come perno all'indagine delle banche e le imprese straniere, lo Stato di diritto, non è un qualcosa che si sono inventati i loro ancestri, ma profezia di benessere, da difendere anche con l'azione.
Lo Stato d'Israele, forse per la prima volta nella sua storia filantropica, che lo portò a fondarlo per obbiettivi di solidarietà tra ebrei sparsi nel mondo, una volta fatto penetrare il capitale speculativo, ha cambiato tutto lì dentro, persino il loro atteggiamento con i palestinesi, e, ho l'idea che siano gli inglesi a fomentare l'odio, mettendo continuamente a rischio la sua vera storia. Certo non basta essere molestati o coscienti nell'identificare chi ci sta sfruttando, oramai abbiamo individuato il nemico, la strega maledetta, però ci manca in leader sano, che non zoppichi, che non tradisca, che proponga una rotta vera. La base c'è già, allora basta prenderci in giro con le variabili. Al governo abbiamo persone inutili che parlano per parabole come il profeta, con il criterio del pensiero unico, del blocco unico, sempre lo stesso. Fuori dalla realtà e dalla storia. Anche in Israele vi furono assieme alle proteste della primavera araba, delle rivolte, credo di ricordare, questo mi porta a pensare che chi veramente desidera istigare il mondo siano gli angloamericani, penetrando verso i creduloni, con bugie, con immagini distorte del mondo. Chi permette loro tutto ciò? Il golpe, per caso? Ah! Sicuramente è una via di penetrazione, però se l'Argentina è riuscita ad uscirne, e da sola, non permettendo che le sue instituzioni repubblicane fossero violate, che le persone fossero costrette ad accettare ciò che in diritto si chiama dolo eventuale, oppure nelle operazioni militari danno collaterale, persone non superficiali, nè barbare, che sapevano bene che l'insieme delle politiche imperialiste (vedi esempio di Heyn) volevano colpire le periferie, obnubilando la ragione verso l'ignoranza conformista, in parte attraverso lo schermo televisivo, credendo che i popoli siano tutti uguali, compreso quello tedesco. Intanto hanno distrutto anche l'economia di Israele, stato fondato dagli inglesi, così distruggendo tutto, con il pretesto della religione, e dando la colpa agli altri, non pagano i debiti di nessuno, e continuano a rubare il petrolio.
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# aloisius 2012-02-01 20:13
La famossisima produttrice di porcellane tedesca MEISSEN con una tradizione di trecento anni ha deciso di rinnovarsi, diventa produttrice di gioielli, ma la cosa interessante sta nella decisione di mettere la sua sede di produzione e distribuzione mondiale a... Milano. O hanno fiducia nel Paese, o si vogliono servire di mano d'opera sì qualificata, ma a buon prezzo: probabilmente entrambi.
Intanto la IBM ha deciso di tagliare migliaia di posti di lavoro in Germania.
Anche la sede della NOKIA in Germania taglierà 2.900 posti di lavoro, ovvero uno su tre.
Lo svizzero Francioni, capo della Borsa tedesca, ha espresso tutta la sua irritazione sul fallimento di una fusione della Borsa europea con quella americana. Tutti questi segnali non sono da sottovalutare.
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# san 2012-02-02 10:26
E' inutile illudersi, il Britannia Secondo è salpato. Lo spred tra titoli tedeschi e italiani continua a scendere. Questo significa che il divario dei tassi all'interno dell'euro è manovrato da mani forti. Ogni scelta politica italiana è sotto il ricatto di questo gruppo di potere. Monti è solo il loro servitore.
Il Paese di trova sotto dittatura.
Lo scandalo della Margherita sul finanziamento pubblico ai partiti non è un caso che sia scoppiato adesso.
Il tutto preludo alla scelta del prossimo presidente della repubblica; deve continuare ad essere uno di "LORO".
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# FRANCESCO da Avellino 2012-02-02 11:32
Uscire dall'Europa e dall'euro, ripudiare il debito, ristabilire la sovranità nazionale tramite la possibilità di stampare moneta, cacciare a calci nel sedere questa banda di dittatori bancari che ci ritroviamo e infine FARCI GOVERNARE DA POLITICI DESIDEROSI DI DIFENDERE LA SOVRANITA' E GLI INTERESSI NAZIONALI: in queste cose vedo l'unica soluzione.
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# Giovanni Silvano 2012-02-02 14:14
Penso si stia giocando un po' di fantasia in questo articolo, l'Italia non è l'Argentina, stiamo parlando di uno dei 5 paesi con l'industria manifatturiera più grossa del mondo.
La seconda o la terza in Europa, per cui andiamoci piano prima di parlare di apocalisse argentina per l'Italia.
LO SPREAD SCENDE PERCHE NON POTEVA CHE SCENDERE, DOPO LE RIFORME STRUTTURALI DI MONTI NON POTEVA ANCORA SALIRE!!!
Poteva solo scendere, e difatti sta scendendo e scenderà ancora.
Quando sarà sotto i 200 punti, potete dimenticarla per sempre la fine argentina dell'Italia.
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# san 2012-02-03 11:13
Illuso! Lo spread scende, perchè lo vogliono far scendere. Monti ha il compito di creare la nuova DC.
Per questo motivo lo stanno aiutando.
Spaccato il PD con l'articolo 18, il Montino e la Chiesa cattolica che dirige l'orchestra avranno a disposizione i voti del PDl almeno il 20%, i voti del PD cattocomunisti, almeno altro 20%, infine UDC e finiani. Maggioranza assicurata della nuova DC.
Tutto è cambiato per non cambiare niente!
Le basta?
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# nicolas 2012-02-02 15:47
Che la sovranità monetaria dove il sovrano è emanazione del popolo nel senso che fa, uber alles, gli interessi della sua comunità è oramai una sorta di utopia, uno status comunque da perseguire, rimane cosa implicita ed ovvia. Nel frattempo tocca tira' a campa'. Per cui quest'articolo va inquadraro in un ottica pragmatica, di soluzioni indolori per il breve termine.
Non dimentichiamoci che tutti coloro che perseguono ed hasnno la(s)ventura di realizzare il bene di un popolo senza passare dagli strozzini del dollaro ed affini fanno una brutta fine insiame ai loro cittadini. Questa, ahinoi, è diventata quasi una regola matematica. Ripetiamo alla noia i nomi di chi ci ha provato:
Hitler, Mussolini, Saddam Hussein, Gheddafi. Nel mirino Siria, Iran, Russia nientedimeno. In uno dei suoi memorabili articoli Blondet ci ha ricordato, menzionando Churchill e un ex ministro americano, che la 2 Guerra Mondiale è stata semplicemente una "MISURA PREVENTIVA" presa per evitare che il mondo comprenda che si può benissimo vivere senza usura. Dunque, caro Lorenzo, l'Eden rimane sempre un obiettivo da raggiungere nei nostri cuori. Nel Frattempo ci si preoccupa di rendere vivibile il parco verde nel nostro vicinato.
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# rosalina 2012-02-02 19:37
Il default operato sul modello argentino è una disgrazia, non un'opportunità. Potete leggerlo se lo volete, in modo argomentato su Russia Today l'articolo di questo giornalista argentino:
http://rt.com/news/argentina-tango-lessons-salbuchi-109/
Da lì capirete che l'Alta Finanza ha usata l'Argentina come cavia. L'esperimento è riuscito, ora tocca ai Paesi dell'Unione Monetaria Europea. Chi vuole capire, capisca.
Alessandro R.
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# BULEGH 2012-02-03 18:26
Bravissimo e grazie per i suoi commenti e i riferimenti all'articolo di Salbuch, da non mancare.
A suo tempo furono pubblicati anche altri articoli dettagliati circa i vari retroscena che condussero ai vari disastri politici e socioeconomici in Argentina.
Purtroppo non he ho qui copia.
Va ricordato che il peso era agganciato al dollaro, obbligatoriamen te su imposizione dei soliti oligarchici filantropi statunitensi che ho ribatezzato in United Satanic Agents!
Le nascoste verità di quegli accadimenti chi mai ce le ricorderà?
Il nostro ministro Passerà?
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# BULEGH 2012-02-04 08:33
Bravissimo e grazie per i suoi commenti e i riferimenti all'articolo di Salbuchi, da non mancare.
A suo tempo furono pubblicati anche altri articoli dettagliati circa i vari retroscena che condussero ai vari disastri politici e socioeconomici in Argentina.
Purtroppo non he ho qui copia.
Va ricordato che il peso era agganciato al dollaro, obbligatoriamen te su imposizione dei soliti oligarchici filantropi statunitensi che ho ribatezzato in United Satanic Agents!
Le nascoste verità di quegli accadimenti chi mai ce le ricorderà?
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# rosalina 2012-02-04 15:50
Infatti nessuno ci sbatterà in faccia i veri fatti sull'Argentina. E' già tanto se lo abbiamo letto in 5 quell'articolo di Salpuchi.
Que Dios nos ayude!

Alessandro R.
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# kaiuss 2012-02-07 10:03
C'è un solo piccolo trascurabile problema.
Monti.
Lui è il funzionario messo lì dalle banche con lo scopo preciso e chiaro di pagare il debito.
Scordiamoci ogni default: prima il co.... Adesso il laido banchiere.
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# SART 2012-02-09 16:41
Lo Stato non ha bisogno di prestiti perché, se è realmente sovrano, la moneta la... stampa.

Si! E' sufficiente stampare moneta nel caso in cui si debba, per esempio, finanziare una opera pubblica: l'opera pubblica, infatti, farà crescere il CORPO dell'economia nazionale. Ed un "corpo" più grande necessità di più SANGUE. La moneta è come il sangue che deve aumentare al crescere del corpo. Un bambino ha poco sangue, ma, crescendo, cresce anche la quantità di sangue all'interno del suo corpo. Se io faccio un ponte sullo Stretto di Messina che vale, poniamo, 20 miliardi di euro, ho il pieno diritto di STAMPARE 20 miliardi di euro, dato che ho fatto crescere l'economia nazionale di quell'esatto valore.
In ogni caso, il modello argentino sarebbe da seguire. Peccato che noi non comandiamo niente a casa nostra.
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