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Tra la Profezia di Fatima e l’abisso dei falsi cristi
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Quando si dice che la natura ha orrore del vuoto, si può dire altrettanto della mente umana riguardo alla conoscenza di sé, della propria origine, stato attuale e fine, su cosa ci riserva il futuro in questo mondo e poi nell’altro. Su ciò si manifesta lo spirito maligno con il «sarete come dei!» della tentazione originale o il «sarete accolti nella storia!» del miraggio delle elucubrazioni rivoluzionarie, gnostiche e filosofastre. Per il cristiano il futuro è ordinato ai disegni di Dio, sia nella manifestazione della Sua Misericordia che della Sua Giustizia. E tutto secondo le persone e i popoli abbiano vissuto applicando i propri talenti all’amore del Vero, del Buono e del Bello, che sono come altri nomi di Dio, a Chi rendere gloria per la realizzazione propria e altrui. Il contrario è l’inganno e la violenza degli strazi e delle guerre. Infatti, la causa dei massacri è, direttamente o indirettamente, il disamore per quanto spetta a Dio, al Suo Verbo, al Suo Pensiero, alla Chiesa del Suo Culto e dei Suoi disegni. La vera, reale evoluzione nella terra degli uomini dei nostri tempi è stata quella della scalata nell’offesa, divenuta odio di morte a Dio. Questa diviene la visione più breve, anche se la più spaventosa per descrivere i tempi moderni, dalle rivoluzioni alle grandi guerre, dalla prima carneficina che ha fatto dieci milioni di morti alla seconda, che ne ha fatto cento milioni. E non si può dire che siano finiti gli effetti mortiferi di queste stragi per quanto riguarda la sua causa principale: le abissali offese a Dio. Per ricordarlo in ogni tempo il Signore istituì la Sua Chiesa con i consacrati nel Suo Sangue salvatore. Potrebbero questi dimenticare tale missione imprescindibile in ogni epoca? Solo se si lasciassero contaminare da idee opposte. E queste sono quelle modernistiche e massoniche, per cui l’uomo evolve con la conoscenza scientifica, emancipata non solo dalla fede, ma dell’antica filosofia e logica. Per quanto riguarda la religione, conterebbe solo la coscienza formata secondo il momento storico e i bisogni dei tempi moderni.

Perciò, anche i documenti sui principi della Chiesa, vanno aggiornati. Secondo le «istruzioni» del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei Cristiani sul «carattere teologicamente vincolante, per esempio, del Decreto sull’ecumenismo del Concilio Vaticano II ‘Unitatis redintegratio’», il Vaticano II «volle mantenere fermo il principio secondo cui le affermazioni pastorali riposano sui principi dogmatici»…

Ma «le affermazioni pastorali rapportano i principi dogmatici alle concrete situazioni storiche. E siccome le situazioni storiche sono in genere complesse e, come tali, suscettibili di valutazioni perfettibili alla luce di indagini più approfondite, le affermazioni concernenti avvenimenti storici con riflessi in ambito teologico devono essere prese secondo le regole interpretative vigenti in teologia»…

Ecco la «nuova teologia», aggiornata ai flutti delle «complesse situazioni storiche», come se la verità cambiasse col tempo e i nuovi equilibri dei poteri politici. Se ieri la Chiesa ribadiva che tutti gli uomini necessitano della fede e del battesimo in Cristo per salvarsi, ciò non varrebbe più per gli ebrei dopo la persecuzione nazista e la loro successiva ripresa di un potere segreto sui destini del mondo: Dio non avrebbe voluto questa conversione! Non avviene in tal modo un attentato alla divina continuità dell’autorità della Nuova Israele cattolica? E il simbolo di questo attentato alla verità cattolica non è forse il senso della visione della terza parte del Segreto di Fatima, del Papa cattolico colpito a morte insieme al suo intero seguito? Ora, a questo liberalismo nella dottrina d’inizio secolo corrispondeva una liberalità nella morale. Come è documentato oggi, le depravazioni morali del nostro tempo hanno avuto un incremento negli anni che hanno preceduto la prima grande guerra, sono poi ricomparse con forza negli anni prima della seconda e cresciute senza sosta per esplodere negli anni sessanta. Perciò lascia sbigottiti il fatto che un appello a conversione e penitenza del 1917, come quello di Fatima e dell’Angelo nel Terzo Segreto, letto da Giovanni XXIII nel 1959, possa essere stato da costui archiviato come avviso per altri tempi! Così l’intervento divino attraverso la Vergine Madre rischiava d’essere neutralizzato proprio dal vertice vaticano, che censurava anche quell’intervista di suor Lucia a padre Fuentes che confermava la rovina inevitabile per quel tempo. Vediamola, perché se si è avverata vuol dire che era vera.

Censura a padre Fuentes o a Maria Santissima?

Il padre messicano Agostino Fuentes, indicato come postulatore della causa di beatificazione dei pastorelli Francisco e Jacinta, frequentava il convento di clausura di Coimbra, dove viveva suor Lucia da quando era divenuta carmelitana scalza. Il il 26 dicembre 1957, pochi mesi prima della morte di Pio XII, Lucia aveva svelato a padre Fuentes il dolore di Maria santissima di fronte agli immensi rischi incombenti sulle anime e sulla Chiesa. Egli racconta che suor Lucia era molto triste, magra e afflitta quando l’aveva ricevuto, facendolo partecipe delle sue meditate preoccupazioni:

«La Madonna è molto triste perché non si è fatto caso al suo messaggio del 1917… Lo dica! Padre, che il demonio sta attaccando la battaglia decisiva contro la Madonna… Bisogna dire alle persone che non devono stare ad attendere un richiamo alla penitenza e alla preghiera, né dal sommo Pontefice, né dai vescovi, né dai parroci, né dai superiori generali; è già tempo che ognuno di sua iniziativa compia opere sante e riformi la sua vita secondo i richiami della Madonna. Il demonio vuole impadronirsi di anime consacrate; lavora per corromperle, per indurre molti all’impenitenza finale; usa tutte le astuzie perfino suggerendo di aggiornare la vita religiosa… La Madonna ha detto espressamente: ‘Ci avviciniamo agli ultimi tempi’… Quanto manca per il 1960 e che succederà allora?... Il demonio ha ingaggiato una lotta decisiva, cioè finale, dalla quale uno dei due uscirà vittorioso o sconfitto: o siamo con Dio o siamo col demonio» (vedi appendice dell’articolo «Quarto Segreto di Fatima o dilemma lacerante di suor Lucia?», 8 marzo 2007).

Padre Fuentes riferì subito queste parole di tenore apocalittico al vescovo di Leiria-Fatima per sapere cosa doveva fare. Il vescovo Venancio non esitò ad approvare la sua diffusione. Così,tornando in Messico, il sacerdote in una conferenza del 22 maggio 1958 raccontò la sua intervista con Lucia di Fatima, poi pubblicata nella rivista spagnola «La Immaculada», del gennaio-febbraio 1959. Il messaggio fu pubblicato e diffuso nelle versioni inglese e spagnola con l’approvazione del suo arcivescovo in Messico.

Nel frattempo Angelo Roncalli fu eletto al soglio di Pietro

Amico di molti massoni, volle, da subito, prendere distanza dai «profeti di sventure». Così, in poco tempo il vescovado di Coimbra intervenne sul «caso del padre Fuentes» con una dichiarazione ufficiale che condannava la «campagna di profezie che scatenano una tempesta di ridicolo», a cui si aggiungeva la smentita pubblica di Lucia, che dichiarava ignorare la minaccia di castighi incombenti falsamente a lei attribuiti, con riferimento esplicito all’intervista a padre Fuentes.
La deduzione che sia stato il Vaticano di Giovanni XXIII ad imporre la ritrattazione a Lucia, attraverso il vescovo di Coimbra, si poggia sul fatto che la dichiarazione è stata pubblicata a Roma dalla Civiltà cattolica, che esprime in modo ufficioso la posizione vaticana. Inoltre, la preoccupazione di Giovanni XXIII riguardo il messaggio di Fatima è stata espressa in modo ricorrente. In particolare si può citare le sue parole registrate dal nuovo ambasciatore del Portogallo presso il Vaticano, Antonio de Farias nel 1961: il Pontefice «mi ha parlato di Fatima alludendo alla convenienza che non si tentasse di far dire a suor Lucia più di quanto essa non fosse in condizione di dire (a proposito dei riferimenti fatti alla Russia e la menzione del 1960), materia molto delicata che esige ogni prudenza (‘Historia’, Lisbona, ottobre 2000, pagina 25)». Fatto sta che a padre Fuentes venne tolto l’incarico di postulatore della causa di beatificazione di Giacinta e Francisco e, tornato in Messico, dopo un periodo di umiliazioni e afflizioni, morì. Dopo il «caso» del padre Fuentes, il criterio applicato per selezionare i collaboratori nei lavori riguardanti Fatima passò ad essere il rifiuto di quell’intervista sconfessata, come lo attesta lo stesso padre Alonso che, se all’inizio l’aveva messa in dubbio, poi capiì e scrisse sulla sua validità. Padre Alonso, che era il principale esperto designato sugli eventi di Fatima, la cui opera in venti volumi, è ancora in corso di pubblicazione in edizione postuma, riguardo l’intervista di Lucia nota nel suo libro «Segredo de Fátima, fatos e lenda»: «Ciò che padre Fuentes dice nel testo originale della sua conferenza in Messico corrisponde, senza dubbio, all’essenza di quanto ha sentito nel corso delle sue visite a suor Lucia, poiché, anche se nel rapporto i testi sono stati stilisticamente migliorati con mezzi oratori e altre risorse letterarie, essi non dicono niente che la veggente non abbia già detto nei suoi numerosi scritti resi pubblici (pure sul 1960). Forse il solo sbaglio è stato di aver classificato come messaggio al mondo quanto aveva sentito».

Tuttavia, in quel momento della storia della Chiesa, cioè dopo la morte di Pio XII e la convocazione del Vaticano II, non era il solo testo di padre Fuentes ad essere censurato, ma la storia della Chiesa e, naturalmente, il Terzo segreto di Fatima. Emblematicamente a queste censure corrispondeva proprio quanto è avvenuto nel periodo in cui il «Terzo segreto sarebbe divenuto più chiaro», conforme a quello che la veggente Lucia aveva affermato al cardinale Ottaviani. L’insofferenza per l’intervista di padre Fuentes a Lucia non era quindi una questione isolata, ma legata all’avversione per il segreto stesso e ai tanti segni straordinari manifestanti la Misericordia divina attraverso la Madre di Dio. Perfino il «segno» visto nel cielo dall’imperatore Costantino, che aprì l’Impero alla cristianità, passò ad essere visto con disprezzo, perché inaugurò la «Chiesa costantiniana» di cui, insieme ai «profeti di sventura» si voleva prendere le distanze. Era la mossa dell’«aggiornamento» dell’ordine cristiano alla modernità: l’idea gnostica e massonica che i Papi cattolici rifiutano come perversa, ma che i nuovi pastori predicano. Mentre i Papi agirono per portare l’umanità sul binario dell’ordine cristiano, si passò a operare per dirottare la Chiesa sul binario del nuovo ordine mondiale. E il Concilio indetto da Giovanni XXIII doveva liberare la dottrina cattolica dal «sospetto di discriminazione» delle altre religioni! Doveva calare le difese della Chiesa, causa del sospetto e del livore del mondo contro di essa. Di fronte alla rampante scristianizzazione la nuova gerarchia rispondeva proclamando la necessità dell’«allineamento» ecumenista al nuovo ordine mondiale e isolando i «profeti di sciagure». Basta considerare il modo come fu da allora trattato il Segreto di Fatima e le parole trasmesse a padre Fuentes, per capire la sorda censura, in rottura con gli allarmi precedenti; silenzio che richiedeva anche l’ubbidiente compiacenza della stessa Lucia di Fatima.

Fatima come segno di contraddizione

Tra i «profeti di sciagure» da silenziare ci sono evidentemente i Papi e i Santi del passato, per non dire la Madonna e lo stesso Signore. La Profezia di Fatima da Giovanni XXIII in poi passò in questo modo a rappresentare un segno di contraddizione e rottura. Questa rottura si è dimostrata una realtà invisibile ma drammatica per il mondo, per ogni cattolico e per la stessa suor Lucia.

Per la sua coscienza di portatrice del messaggio doveva apparire sconvolgente che il vertice religioso giudicasse questi allarmi della Madonna ridicole paure infantili da censurare. Sarebbe avvenuto in modo oscuro l’avvento del nemico predetto a La Salette: «Roma perderà la fede e diverrà la sede dell’Anticristo»? Tale profezia diveniva reale con l’avvento della nuova gerarchia?

O sarà che Lucia sarebbe stata illusa da visioni troppo allarmistiche? Il fatto è che, se lei avesse riconosciuto il legame tra i due «segreti», ciò avrebbe implicato annunciare un tempo «apocalittico»; compito smisurato per la povera suora! Lei non lo ha fatto. Perciò si può dire che c’è una suor Lucia di prima del 1959 e un’altra dopo. La prima riferiva gli avvisi di Maria Santissima. La seconda era succube delle contraddizioni dovute alla falsa ubbidienza. Eppure, le debolezze umane non potevano cambiare, ma confermare la ormai conosciuta «profezia di sventure» di Fatima. La profezia riguarda tre tempi storici e si estende chiaramente ai nostri tempi apocalittici. Vediamo come. Il primo riguarda la Grande Guerra del 1914-18 per abbattere quel che rimaneva del potere cristiano in Europa, in cui prendeva parte anche il governo massonico portoghese. Vediamo innanzitutto il testo con le parole di Lucia, che contiene la prima e la seconda parte del «Segreto» di Fatima, per riconoscere l’aiuto dato per affrontare i mali del mondo e della Chiesa.

«La prima dunque, fu la visione dell’inferno. In seguito alzammo gli occhi alla Madonna che ci disse con bontà e tristezza: Aete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accoglieranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati …».

La parte conosciuta dal 1941, introduce la parte segreta con le parole: «Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore (la II grande guerra). Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia...». E continua: «Se accoglieranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa...». Il condizionale implica una continuazione della frase: se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato... Dio... punirà il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra... delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.

La persecuzione alla Chiesa e al Papa assume un aspetto misterioso poiché è difficile capire come mai la punizione del mondo, i cui poteri perseguitano la Fede, si effettui proprio attraverso la persecuzione della Chiesa e del Papa. Ciò richiede una profonda meditazione sulla forma di castigo evocato dalla misteriosa frase evangelica in Matteo 26, 31: «Colpirò il pastore e le pecore del gregge saranno disperse». Il Signore è a un tempo il Pastore e chi permette il suo abbattimento.
Se permette che sia colpito chi Lo rappresenta, non è come se si ritirasse? Ecco che la chiave del Segreto, che si svela a quanti lo accolgono come una profezia: la misteriosa punizione del mondo, persecutore della Fede, attraverso la persecuzione della Chiesa accade con la vanificazione del Papato cattolico.

Ora, le frasi della Madonna cominciando con: «se faranno quel che vi dirò ... se accoglieranno le Mie richieste...» sono rivolte a chi ha il potere di adempiere a tali richieste: il Papa e in special modo Pio XI. La menzione di questo nome, inesistente nel 1917, accentua la precisione della profezia di Fatima quanto all’azione e alla persona che avrebbe evitato la nuova guerra. Perciò non si può dire che il Messaggio racchiude un errore perché la II Guerra mondiale è cominciata qualche mese dopo la sua morte. Al suo Pontificato era affidata la richiesta risolutrice. La «causa» della pace rimase inascoltata e gli «effetti» della guerra si avverarono con l’occupazione nazista dell’Austria cattolica e il seguito dell’invasione della Polonia e della guerra totale. La Terza parte del Segreto mostrerà la persecuzione che ha un epilogo opposto alle precedenti, facendo in modo che il mondo, per la propria azione, vada all’incontro di un disastro peggiore delle guerre più nefaste. Ciò si capisce considerando che quando il mondo, in nome della libertà, sopprime l’autorità della Parola divina, esso taglia da sé l’ossigeno della vita spirituale e dell’amore al bene e alla verità che regge la società. In altre parole, senza la voce libera del Papa e della Chiesa, il mondo viene irretito da errori, immoralità e micidiali delitti; è ridotto ad una cecità morale che gli impedisce di difendere il bene dalle scalate del male, e questo si diffonde allora senza che niente né nessuno possa più contenerlo.

Il mistero del terzo castigo

Per aiutare l’umanità a evitare quest’abisso di mali la Madonna alla vigilia della rivoluzione bolscevica, affidò a tre pastorelli di Fatima un messaggio che avvertiva degli errori sparsi dalla Russia e dei pericoli immani per gli uomini se essi non fossero tornati alla retta via: dopo la rovinosa I Guerra mondiale sarebbe venuta «un’altra guerra peggiore». Se nemmeno dopo questa il mondo avesse rivisto le sue vie, ci sarebbe stato un terzo flagello, più devastante delle guerre, ma talmente subdolo da essere incomprensibile nella prima metà del secolo. Cosa può essere più letale per l’umanità che l’apostasia generale e la «soppressione» dell’autorità cattolica? Ecco la questione essenziale del «Terzo Segreto».

La Madonna è apparsa in Portogallo nel 1917 per avvertire del pericolo degli errori della Russia e di qualcosa di peggio che sarebbe venuto in seguito. Si può negare l’urgenza di tale avviso riconosciuto d’origine divina e la sua importanza storica? No certamente. Ma per i nemici interni della Chiesa, specialmente per i modernisti, il vero pericolo era proprio credere nell’intervento della Madonna in politica! Perciò l’onore reso dalla Chiesa al Segreto di Fatima fu sempre inversamente proporzionale al peso di tale partito modernista nella Chiesa. La via gli fu sbarrata da San Pio X, ma tale piovra riprese a crescere dopo la sua morte, fino alla presa del potere con Giovanni XXIII. Egli archiviò il Segreto sul virtuale eccidio del Papato cattolico, e aprì le porte della Chiesa proprio ai poteri che miravano al suo aggiornamento giudaizzante.

Dalla vigilia della rivoluzione comunista in Russia, evento storico decisivo, quel messaggio fu dato come avviso di pericoli collegati, successivi e crescenti, che avrebbero confrontato gli uomini e i popoli se fosse mancato il loro ravvedimento davanti a Dio. Dopo quella rivoluzione ne sarebbe venuta un’altra grande guerra «peggiore». Se dopo una decade dalla sua fine i popoli non si fossero ravveduti, prima del 1960 si sarebbe verificato l’evento misterioso, ma più devastante in assoluto in questa sequenza rivoluzionaria e distruttiva descritta qui in modo abbreviato, ma essenziale: la conseguenza  dell’apostasia e dell’indifferenza generale è il potenziamento del Mistero dell’iniquità.

Ora, nel 1960 sul Soglio di Pietro c’era chi non riteneva più necessario difendere la Chiesa, ma aprirla al mondo. Oggi conosciamo la portata di quel «pensiero» aggiornato. E ciò dimostra ancora di più l’opportunità e la natura profetica del Segreto, destinato a finire proprio in Vaticano, rimanendovi come segno di contraddizione con le «gerarchie conciliari» della buia ora presente.

Le rivoluzioni ecclesiali sono certamente meno visibili e rumorose di quelle civili, ma più micidiali per l’effetto che hanno sul pensiero e sulla morale dei popoli. Per evitare il peggio - cosa se non la perdita del dogma della fede? (tali sono le parole del Messaggio riguardanti il Terzo Segreto) - esso contiene la richiesta al Papa della consacrazione della Russia, mai dovutamente fatta da Pio XII. D’allora in poi, sia quel nome che la parola «conversione» divennero tabu. A questo punto si potrebbe obiettare: quale forza può avere un messaggio cui il potere celeste permette di finire in un cassetto? Ditelo voi? Son mai riusciti ad annientare la portata del Messaggio di Fatima? No, questo rimane tuttora come una sfida pendente sulla gerarchia conciliare, che devia dalla dottrina tradizionale, come avversa questo segno dei disegni di Dio.

La visione svela un tetro interregno

Una cosa è sicura sul Terzo Segreto di Fatima: riguarda un lungo interregnum. Rivelato il 13 luglio del 1917, fu redatto da suor Lucia nel gennaio 1944 e archiviato da Giovanni XXIII nel 1959, per essere finalmente pubblicato nel 2000. Ma il quadro che raffigura sembra ancora largamente incomprensibile dai fedeli. Eppure se è vero, come crediamo, deve avere un senso più che chiaro: decisivo. La profezia di Fatima approfondisce il rapporto causa-effetto tra i Pontificati cattolici e l’interregnum che segue inevitabilmente l’eccidio virtuale del Papa con il suo seguito cattolico, conforme alla visione del Terzo Segreto.

E’ significativo il fatto che, alla sequenza storica delle difficoltà dei Pontificati dei tempi moderni, fino a Pio XII, cioè alla sequenza crescente dei mali incombenti sulla Chiesa, corrispondano delle vere apparizioni con messaggi che vanno dagli allerta sui pericoli incombenti sulla cristianità allo sfacelo svelato a Fatima. L’esito di queste vere e proprie persecuzioni è la causa di questo interregnum. Infatti, la storia del mondo, come quella della Chiesa, non è piatta, né un eterno ritorno; ma è scritta nella falsariga di quel progresso materiale dell’uomo, preso per evoluzione, al quale corrisponde un declino spirituale, ritenuto presa di coscienza della realtà. Ecco il senso delle mutazioni conciliari avverse all’apparizione profetica che presentava la visione della cristianità avviata alla rovina; visione da «diluire» allora secondo un «solve» in vista del «coagula» della mutazione ecumenista. Eppure, l’intervento profetico di Fatima é al culmine della sequenza di apparizioni volute da Dio per portare gravi messaggi riguardanti la vita e perciò la politica della Chiesa e del mondo. E’ una profezia di sventure, come del resto erano le visioni profetiche dei Santi e dei Papi cattolici: se gli uomini non si fossero convertiti... Che conseguenza ci sarebbe nel caso di un rifiuto degli stessi uomini della Chiesa all’intervento divino? Rifiuto equivalente alle uccisioni dei profeti dell’Antico Testamento ricordato con forza da Gesù (Matteo 23, 29-31: 34-36; Luca 11, 47-52).

Quest’avversione ai segni di Dio si ripete nei nostri tempi con il rifiuto di profezie come quella di Fatima, che fu boicottata e poi manipolata dai falsi «profeti» non di sventure ma d’«avventure»; da Giovanni XXIII col suo Vaticano II in poi. Quale altro «quarto» segreto o spiegazione si doveva aspettare per capire la visione della realtà che è davanti a tutti e già da mezzo secolo? Una descrizione così forte è sufficiente a rendere comprensibile il suo spaventoso significato simbolico: lo sfacelo dell’aspetto umano della Chiesa cattolica nel nostro tempo in seguito agli attacchi più dei nemici interni della fede che di quelli esterni, come rientra nel corso storico della persecuzione del mondo. Guerra contro Gesù Cristo che si estende fino all’interno della Sua Chiesa. Alla fede della Chiesa, centrata sulla missione universale di conversione, subentrava la seduzione della redenzione universale, che sarebbe andata oltre la fede e la Chiesa di Gesù Cristo, sarebbe andata alla «religione» della buona volontà. La salvezza, ossia essere accolti al cospetto di Dio per abitare per sempre nel Suo Regno perfetto, non è un diritto umano. La Croce è stata il suo prezzo. La salvezza è raggiungibile solo con la grazia gratuita della fede e della carità nelle opere. Tutti sono invitati, ma se è difficile per i cristiani arrivarci seguendo la Via che è Cristo, come sarà per gli altri?

San Pietro dice: «Se il giusto a stento si salverà, che ne sarà dell’empio e del peccatore»? Senza il Verbo divino chi diviene giusto? Perciò i cristiani sono giudicabili anche per l’opera di carità più alta: l’onere della diffusione della Parola; missione perenne della Chiesa. Tale missione è oggi sotto accusa perché «inadeguata al dialogo» e perciò oggi radicalmente mutata col Vaticano II nella predica ecumenista. Ma quale delle due è cattiva missionaria e altezzosa: quella che ha convertito mezzo mondo diffondendo la Parola, o la missione che sovrappone ad Essa il dialogo ecumenista con le idee umane che riducono la Parola ad argomento di discussione storica, filosofica, sociologica, per l’animazione religiosa della democrazia globale, dove la gente si salverebbe anche senza Dio?

La comprensione di questa retrocessione nella missione della Chiesa è difficile senza risalire ai fatti che hanno reso la Chiesa vulnerabile all’attacco mortale ordito da sempre e realizzato nei nostri tempi contro la chiarezza e l’integrità della fede. In ciò l’avversione a Fatima specchia il piano deforme inserito nella Chiesa. Non è forse chiaro il rapporto di causa ed effetto tra la mancata risposta dei capi vaticani al crescente intervento della Madre di Dio e il declino della fede?
La «Grande Tribolazione» del collasso cattolico e della presente apostasia universale non sarebbe una rovina già nel presente interregnum? A chi giova lasciar segrete le parole profetiche sull’attuale rovina se non a chi ha l’intenzione di distrarre i fedeli dal piano di salvezza universale per tramare riconciliazioni perfino con quanti tuttora mirano alla morte di Gesù, o della Sua Chiesa, che si compie con la liquidazione del Suo Vicario per sostituirlo con un pastore idolo?

Non si tratta più di pastori che, per umana debolezza, sono vittime dei dominatori del mondo, tacendo sulle loro dottrine perverse. No, i pastori del Vaticano II vollero inserire le dottrine bacate del mondo nella sacra Dottrina della Chiesa cattolica. Queste, con le loro libertà deliranti, sono le generatrici e le instauratrici del regno dell’Anticristo, poiché dissestando le coscienze, travolgono la terza parte delle stelle cadute dal cielo in terra; è la demoniaca vendemmia che vuol coinvolgere la Sede di Cristo. Fatima rimane allora come quella tenue luce conservata nei cuori dei fedeli alla Sposa di Cristo, per instaurare tutto in Cristo. Luce eterna sulla quale alla fine nessun pastore idolo potrà prevalere.

Arai Daniele



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