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Quel Cenacolo che fa litigare Vaticano e Israele
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I soliti paranoici, e i loro sayanim italioti

Arriva un passo avanti nel negoziato tra il Vaticano e lo Stato d'Israele? Puntuale sui media israeliani riesplode la questione della “cessione” del Cenacolo. A rilanciare il tema su Yediot Ahronot, è stato nei giorni scorsi un articolo di Giulio Meotti, firma italiana del Foglio che tiene anche una rubrica sul popolare quotidiano israeliano. Prendendo spunto dal recente incontro della Commissione bilaterale permanente di lavoro tra Stato d'Israele e Santa Sede tenutosi a Gerusalemme - incontro durante il quale vi sarebbero stati sostanziali progressi nel negoziato sulle questioni aperte -, Meotti rilancia la notizia secondo cui sarebbe in vista un'intesa per riassegnare al Vaticano il controllo del luogo dove secondo la tradizione si sarebbe svolta l'ultima Cena di Gesù con i dodici apostoli. Un'ipotesi questa duramente criticata dal giornalista italiano secondo cui  una conclusione del genere costituirebbe una “triste capitolazione ai tentativi di cristianizzare questo luogo santo, simili a quando fu costruito un convento cattolico ad Auschwitz”.

Il nodo del contendere sta nel fatto che - come molto spesso accade a Gerusalemme - anche al Cenacolo i luoghi santi dell'una e dell'altra religione si intrecciano. Situato subito fuori dalle mura di Solimano, a poche centinaia di metri dalla Porta di Sion, la “sala al piano superiore” dove i Vangeli collocano l'Ultima Cena (ma anche la Pentecoste) si trova infatti sopra un'altra al piano inferiore dove gli ebrei venerano la Tomba del re Davide.

Proprio per questo attualmente la sala del Cenacolo è un semplice museo, visitabile sì dai pellegrini cristiani, ma senza poter celebrare nessun rito. Con il paradosso che proprio nel luogo dove Gesù istituì l'Eucaristia non si può celebrare alcuna Messa. L'unica eccezione avvenne nel marzo 2000, in occasione del viaggio in Terra Santa di Giovanni Paolo II: a Wojtyla fu concesso di presiedere qui una liturgia eucaristica, cosa che invece non era avvenuta in occasione del viaggio di Paolo VI nel 1964 e non fu nemmeno ripetuta per quello di Benedetto XVI nel 2009.

Per capire davvero l'intreccio è, però, necessario ripercorrere tutta la storia di questo luogo. Perché il punto è che la presenza di una comunità giudeo-cristiana in questo angolo di Gerusalemme è antichissima. Secondo gli archeologi “la sinagoga dei cristiani” sul monte Sion fu una delle poche risparmiate dall'imperatore Adriano quando nel II secolo d.C., dopo la seconda rivolta ebraica, rase al suolo Gerusalemme.

Di certo una basilica bizantina qui c'era già nel IV secolo. Risale invece solo all'epoca crociata il ritrovamento del cenotafio che sarebbe poi stato indicato come la Tomba di Davide. Nel 1167  rav Avraham di Gerusalemme riferì a Beniamino di Tudela che - sedici anni prima, in seguito al crollo di un muro nella cappella inferiore della chiesa del Cenacolo - erano state scoperte ricche tombe che si riteneva fossero quelle di Davide e di Salomone. Cominciò così una contesa a tre su questo luogo, dal momento che anche i musulmani nel Corano venerano Davide come un profeta.

Inizialmente, anche dopo la caduta del Regno Crociato, furono i cristiani a mantenere il controllo del complesso: grazie agli auspici dei sovrani di Napoli, infatti, nel 1335 i francescani poterono acquistare il Cenacolo, che diventò la prima sede di quella che è oggi la Custodia di Terra Santa. Ma al piano di sotto la Tomba di Davide restava un santuario musulmano. Tra alterne vicende si andò avanti per un paio di secoli, finché nel 1523 i frati vennero espulsi. Con la guerra del 1948, infine, questa parte di Gerusalemme è passata sotto il controllo israeliano e la Tomba di Davide è diventato un luogo dell'identità ebraica, con l'apertura di una yeshivà (una scuola rabbinica) all'interno del complesso. La questione dello status giuridico, però, è rimasta aperta: da sempre infatti i francescani rivendicano la proprietà della sala del Cenacolo, in forza dell'acquisizione del 1335.

L'aspetto paradossale della vicenda è che proprio le ricerche degli archeologi ebrei hanno mostrato come sia molto improbabile che quella sia sul serio la tomba del grande condottiero di Israele. Nella Bibbia, infatti, nel Primo libro dei Re, si racconta che fu sepolto “nella città di Davide”. Un luogo che oggi si tende a identificare nell'area dell'Ofel, cioè da tutt'altra parte nella Città Vecchia di Gerusalemme. La tradizione, però, è più forte dell'archeologia e quindi quella è venerata comunque come la Tomba di Davide.

Vale la pena infine di precisare che anche un eventuale ritorno del Cenacolo alla Chiesa cattolica non intaccherebbe in alcun modo il diritto degli ebrei a recarsi a pregare alla Tomba di Davide: nella trattativa con Israele, infatti, la Santa Sede non ha mai rivendicato diritti sul piano inferiore. L'unica cosa che chiede è di riavere la titolarità della sala del Cenacolo per poter permettere ai pellegrini che già ora vi si recano di tornare anche a celebrare l'Eucaristia nel luogo dove avvenne l'Ultima Cena di Gesù.

Giorgio Bernardelli

Fonte > 
Vatican Insider


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Commenti  

 
# NOMEN 2012-02-13 01:04
Insomma, sintetizzando... una tantum, i minorati minori, "minores", al superbo piano "Superiore"... mentre, una volta almeno, i Maggiori Maggiorati, "MAJORES", si devono contentar, bontà loro, del più modesto piano "inferiore"... parrebbe proprio una classica commedia della serie... "PEPPONE+DON CAMILLO"!!!
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# Vito 2012-02-13 09:06
Crediamo che la venerazione del re Davide e la celebrazione dell'ultima Cena siano compatibili, pure vicine tra loro, come in una chiesa troviamo l'altare maggiore del santissimo Sacramento e l'altare laterale del frate santo medievale, in luoghi distinti e contemporanei.Qua Auschwitz centra poco.
Inoltre, interessante sarebbe conoscere il luogo della moltiplicazione dei Pani, proprio perché anch'esso di valore eucaristico.
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# NOMEN 2012-02-13 14:27
Citazione Vito:
Crediamo che la venerazione del re Davide e la celebrazione dell'ultima Cena siano compatibili, pure vicine tra loro, come in una chiesa troviamo l'altare maggiore del santissimo Sacramento e l'altare laterale del frate santo medievale, in luoghi distinti e contemporanei.Qua Auschwitz centra poco.
Inoltre, interessante sarebbe conoscere il luogo della moltiplicazione dei Pani, proprio perché anch'esso di valore eucaristico


Sì, certo, justo... ma scendiamo, 'na bona vorta... "DAL+CIELO+SULLA +TIERRA"... dato che, nel mentre, noctetiempo, qualcuno, più scaltro assai, s'occupa della "moltiplicazione " di qualcos'altro... e così te ritrovi suo schiavo, senza manco accorgetene... più "cretini" de così, se more... pe' davvero!
E, a riprova, caso strano, i così appellati... "PIIGS"... sono paesi sì "cristiani", ma solo... "KATTOLICI+ORTOD OXI"...
e nisciun "protestante"... guarda caso!
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# vaciapà i ratt 2012-02-13 17:35
Insomma, non c'è niente da fare, di rif o di raf, i rapporti,
di qualsiasi genere, di qualsiasi tipo, con entità ebree/israeliane/sioniste, sono sempre delle rotture di c...
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# NOMEN 2012-02-14 14:21
Citazione vaciapà i ratt:
Insomma, non c'è niente da fare, di rif o di raf, i rapporti,
di qualsiasi genere, di qualsiasi tipo, con entità ebree/israeliane/sioniste, sono sempre delle rotture di c...


Mon ami... chiamali pure rapporti... "SADO+MASO"!
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# sivispacemparabellum 2012-02-13 18:39
L'unica è sventolargli una testata nucleare sotto il naso, non capiscono altro.
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# MarcoS 2012-02-14 01:07
Però, che fessi i protagonisti di ENTRAMBE le parti in causa! E sì che è stato AUTOREVOLMENTE detto "... è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità".
Insomma, per parafrasare un altro AUTOREVOLE detto, lasciamo che i morti si occupino delle cose morte...
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# elisabetta 99 2012-02-15 16:52
Tous les antisionistes devraient dire le faux Israel quand il parle de ce nouvel etat, sinon, c'est comme si ils le reconnaissaient aussi d'une certaine manière. Quand à la Palestine, je l'appelle terre de mémoire et non pas terre sainte car la seule terre sainte sera au retour de Jésus-Christ, lors de la nouvelle créaSION comme dit saint-jean dans l'apocalypse. Tous les hommes seront alors le peuple de Dieu, la nouvelle terre s'appellera-t-elle Israel? Avis aux intellectuels de m'éclairer. Merci
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# NOMEN 2012-02-18 20:53
Amica mia... la tua buona Fede è davvero commovente... ma ti illudi,purtropp o... la "Terra+Santa" che tutti quanti ci meritiamo è solo quella del "CAMPO+SANTO"... così come la mitica "Terra+Promessa" è solo quella del "CIMITERO"...
DVRA+VERITAS+SE D+VERITAS!!!
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