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Consigli pratici per il digiuno
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Insisto sull’argomento, perché ritengo sia di grande importanza, sia per la crescita spirituale sia per la guarigione fisica.

Siamo in Quaresima, pertanto, viviamo un tempo privilegiato, in cui Dio concede grazie particolari. Si sappia con certezza questo: i tempi liturgici sono una elargizione della Divina Misericordia, che viene incontro alle necessità fisiologiche, alle ciclicità cosmiche del creato e del microcosmo-uomo; è un modo di comunicare e far partecipare la Vita Divina, adattando alla creatura uomo questa incommensurabile donazione.

Non soltanto questo. Con la scansione del tempo liturgico, l’uomo impara la distinzione del momento; «Cè un tempo per ogni cosa», recita l’Ecclesiaste. Imparare tempi e stagioni aiuta la pazienza e la temperanza, l’attesa speranzosa in Dio, che aumenta fede e virtù. Inoltre, entrare nel tempo della Chiesa, significa eternizzare il presente, proiettare se stessi nel tempo di Cristo Gesù; entrare nel Mistero insondabile del suo Cuore, dove infinito e finito, Creatore e creatura si uniscono, dove lo spazio è ridotto a nulla ed il tempo all’attimo vissuto.

Questo, ma non solo questo, è cercare di vivere la santa Quaresima, con l’intento profondo di uniformare la propria esistenza ai battiti di Cristo Signore, avendo e nutrendo i medesimi sentimenti di glorificazione per Dio e di salvezza per l’uomo.

I mezzi pratici si conoscono da parte di tutti i lettori di questo sito. Sono i tradizionali: preghiera, digiuno, astinenza ed elemosina.

Velocemente sull’astinenza e l’elemosina: se non diamo del nostro a chi è nel bisogno ed alla Chiesa (è un dovere) non siamo in grado di «dare in elemosina quel che è dentro», come dice Gesù. Donare genera gioia e libera dalla concupiscenza del mondo. Le cose non ci possederanno; saremo noi ad usare di esse.

«Il mio segreto è semplicissimo: Dare tutto e non conservare niente» (San Giovanni Maria Vianney).

L’astinenza è una sorta di digiuno selettivo. Diciamo che il digiuno è il più che contiene il meno. Ma l’astinenza ci può aiutare a mirare il nostro percorso ascetico: eliminare un difetto, un vizio, piuttosto che altro può essere pedagogicamente utile per un progressivo avanzamento verso la libertà totale dei figli di Dio.

Sulla preghiera non v’è bisogno che mi dilunghi. Senza preghiera non c’è nulla che porti frutto. «Rimanete in me ed io in voi»; «Chi rimane in me, porta molto frutto»; «Perché senza di me non potete far nulla». Pregare è stare alla presenza; vivere la presenza, in maniera osmotica; per questo le pratiche esicaste di armonizzazione della preghiera alle funzioni fisiologiche possiedono un significato profondo: unire Gesù alla vita, in maniera fisica, legandone il ricordo e la presenza al battito cardiaco o al respiro, cosa perfettamente evidente nei grandi santi.

«Vi amo, o mio Dio, e il mio unico desiderio è di amarvi fino allultimo respiro. Vi amo, o mio Dio infinitamente amabile, e preferisco morire amandovi, che vivere senza amarvi. Vi amo, Signore, e la sola grazia che vi chiedo è di amarvi eternamente (...). Mio Dio, se la mia lingua non può  ripetere, ad ogni istante, che vi amo, voglio che il mio cuore ve lo ripeta tutte le volte che respiro» (Santo curato D’Ars).

Per quel che riguarda il digiuno, aiutiamoci ancora con il santo curato D’Ars:

«La mortificazione ha un balsamo e dei sapori di cui non si può fare a meno quando li si abbia una volta conosciuti... In questa via quello che costa è solo il primo passo».

La prima regola nella pratica del digiuno: decidersi a cominciare. Le motivazioni sono importanti. Se non bastano quelle di fede, assolutamente sufficienti!, legate alla liberazione del nostro spirito, ne abbiamo molte di ordine prettamente utilitaristico. Digiunare aiuta a star meglio!

Durante il digiuno è importante:

1
) Assumere un atteggiamento ottimista
Gesù avvisava contro ogni ipocrisia: non ostentare il proprio sacrificio come un qualcosa di unico e di assolutamente edificante. Ricorda: se digiuni, lo fai perché Dio merita una privazione fisica in suo onore; bruciamo il grasso prelibato durante i riti dell’Antico Testamento. Togliamoci qualcosa: all’inizio sarà soltanto superfluo. Questo ci aiuterà a diventare essenziali. Nessuno che non sia essenziale può divenire un vero cristiano. Questa connotazione infatti è tipica dell’anima pura. La purezza del cuore, accesso alla visione di Dio, passa attraverso la trasparenza dello spirito. Essa si fonda sulla castità (ognuno nel suo stato), perché elimina ogni doppiezza interiore; sulla semplicità ed innocenza, che aiuta a fidarsi di Dio, con fede cristallina e senza dubbi; sul disinteresse ed impassibilità, che donano capacità relazionali magnifiche nei confronti del prossimo. Queste virtù non si ottengono se non si è essenziali: «Dio solo basta» proclamava Santa Teresa d’Avila; si tratta di un’affermazione che andrebbe approfondita, ma limitiamoci a questo: l’essenzialità è lo scoprire quel Pane che non si conosce e di cui Cristo diceva di nutrirsi.

2
) Avere il senso della misura
Non pensiate di digiunare al di là di ogni limite; state digiunando per Dio e, come salario, anche per la vostra salute. Sappiate moderare gli eccessi. Spingetevi fin dove l’orgoglio o la presunzione non vi possano ingannare, facendo credere a voi stessi di essere dei grossi digiunatori. San Francesco digiunava dal 1 novembre al Santo Natale e dall’Epifania alla santa Pasqua. Questo è digiuno, signori! Auguro a tutti di digiunare l’intera Quaresima, ma occorre abituarsi e procedere per gradi. Certo non morireste, ma non dimentichiamo mai il fine.

3
) Di contro: non abbiate paura di osare
Non vi fermate al primo crampo di fame. Andate oltre; lasciate che la vostra lingua si copra di una patina bianca e che il vostro alito puzzi! State entrando nel tempo del digiuno. Senza fame non c’è ascesi e senza ascesi non c’è crescita spirituale. Hai voglia a pregare! La preghiera, assolutamente necessaria ed indispensabile, mezzo sublime ed unico di incontro con Dio, ha bisogno di fisicizzare la nostra anima, affinché essa diventi una sola cosa con la preghiera stessa.

4
) Bere molto
L’assunzione di liquidi (acqua per lo più) vi aiuterà a drenare meglio e a disintossicarvi.

5
) Bere tisane, tè verde, spremute di limone
Il tè verde è risaputo possedere numerose proprietà terapeutiche. Fondamentalmente si tratta di un eliminatore. Aiuterà il corpo a liberarsi di grassi e sostanze tossiche. Lo consiglio. Il limone invece ha proprietà terapeutiche uniche; già scrivemmo in proposito. Il corpo che assuma limoni, anche solo spremuti, otterrà un generale rinvigorimento, una disintossicazione certa ed una interna  alcalinizzazione dell’organismo, principio utilissimo alla guarigione da virus, batteri, parassiti e perfino tumori.

6
) Cercare di dormire il necessario
Non privatevi del sonno, perché altrimenti vivrete il digiuno come un fattore di stress. Tuttavia, assicuro che, digiunando, il riposo sarà maggiormente ristoratore e ne sentirete minor necessità.

7
) Pregate molto
Soprattutto al mattino. Vi accorgerete che il corpo che non mangia ha capacità di direzionare meglio l’attenzione del suo spirito verso Dio. «A panza piena, si prega male».

8
) Copritevi un po’ di più, se avete un po’ più di freddo
Il vostro metabolismo basale potrebbe abbassarsi; quindi brucerete meno calorie e sentirete un po’ più freddo; ma si tratta di uno stato momentaneo. Una volta abituati al digiuno sono effetti che spariscono facilmente.

Auguro di cuore un sano digiuno nel Signore.

Stefano Maria Chiari


L'associazione culturale editoriale EFFEDIEFFE, diffida dal copiare su altri siti, blog, forum e mailing list i suddetti contenuti, in ciò affidandosi alle leggi che tutelano il copyright.   


 
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Commenti  

 
# Jacopo89 2012-02-25 00:04
"Vi accorgerete che il corpo che non mangia ha capacità di direzionare meglio l’attenzione del suo spirito verso Dio"

Parole sante; Grazie per quest'articolo!
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# henri 88 2012-02-25 00:39
Grazie di cuore.
Buona Santa Quaresima.
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# ryu21 2012-02-25 08:47
E lo sport è da evitare?
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# Moscovita 2012-02-25 21:01
Citazione ryu21:
E lo sport è da evitare?


Durante i giorni di digiuno è preferibile evitare lo sport nonché ogni attività fisica intensa.
Questo per evitare che il sangue venga concentrato nei muscoli... E' meglio infatti lasciare che il sangue e l'energia del corpo siano disponibili per i processi di disintossicazio ne e di escrezione, nei relativi tessuti e organi.
Quanto detto vale più per i digiuni lunghi che per quelli corti e può essere anche ignorato per digiuni di uno o due giorni. In ogni caso, se dovesse servire, il corpo ha sempre molta energia disponibile anche durante i giorni di digiuno. Solo nei momenti o nei giorni in cui i processi di escrezione sono intensi, si può avvertire un calo di forze, ma per il resto ci si sente sempre bene e attivi.
Per cui, in generale, è meglio evitare gli sforzi inutili e quindi limitarsi al movimento necessario al nostro impegno quotidiano o a quel poco che serve per non impigrirsi.
N.B.: tanto per chiarire, l'energia non si accumula o recupera mangiando, ma dormendo...
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# Simone P. 2012-02-25 08:51
Grazie dell'articolo! Buona Quaresima purificatrice!
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# Don Capisco 2012-02-25 12:09
Grazie mille per questo articolo di sana e fondata spiritualità.
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# arrigonialex 2012-02-25 12:37
Non c'entra niente ma gli antichi romani per combattere il tumore si facevano una ferita che poi infettava.
L'organismo per combattere l'infezione produceva più anticopri che a loro volta combattevano il tumore.
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# zampano 2012-02-25 21:02
Io non ho capito bene: il digiuno proposto è fino a Pasqua?
E in cosa consiste? Nell'assumere solamente liquidi?
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# publied 2012-02-25 21:45
Il limone ha ph 1, come può indurre alcalinizzazion e? Oppure acidifica?
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# Moscovita 2012-02-26 14:03
Citazione publied:
Il limone ha ph 1, come può indurre alcalinizzazion e? Oppure acidifica?


Il limone è acido, ma risulta alcalinizzante (questo vale per frutta e verdura in genere). Noi beviamo il succo di limone acido, ma lo assorbiamo solo dopo averlo digerito. La digestione è una "lenta combustione", un processo di ossidazione che modifica le proprietà dei cibi. Per cui, pur bevendo o mangiando cibi acidi, alla fine assorbiamo delle sostanze alcaline che entrano in circolo nel sangue e nella linfa e, di conseguenza, alcalinizzano i nostri tessuti.
L'opposto si verifica con cibi alcalini, che sono alcalini nel piatto, ma che diventano acidi una volta digeriti. I cibi più alcalini (e quindi più acidificanti) sono carne, pesce, formaggi stagionati, alcool, caffè e zucchero raffinato; moderatamente alcalini sono ad esempio il pane, la pasta, i cereali ed i formaggi freschi (non la mozzarella). Risulta facile capire che, in tali casi, dopo la digestione il nostro corpo assorbirà delle sostanze acide, che andranno ad acidificare l'intero corpo.
Basta fare un paio di conti per capire che la nostra dieta, basata su proteine e carboidrati con insufficienti quantità di frutta e verdura, ci porta ad una lenta ma costante acidificazione interna. E` risaputo da decenni che l'acidificazione dei tessuti è la base di partenza di tutte le malattie degenerative, cancro in primis, e che costituisce un ottimo terreno di coltura per proliferazioni batteriche.
Durante il digiuno il corpo, tra l'altro, cerca di ristabilire il riequilibrio del valore pH dei fluidi corporei, portandolo al valore ottimale che è leggermente basico.
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# DBF 2012-02-26 21:14
Concordo che per una crescita completa «La mortificazione ha un balsamo e dei sapori di cui non si può fare a meno quando li si abbia una volta conosciuti... In questa via quello che costa è solo il primo passo».
E' anche vero però che con gli stipendi al nord (esempio 23.000 contro i 48.000 lussemburghesi) non resta che la preghiera per sperare di arrivare a fine mese, il digiuno forzato, l'astinenza... perchè sei un poveraccio e l'elemosina che abbiamo fatto attraverso la partitocrazia a chi è venuto a farci schivi. Loro sono diventati proletari - nel senso etimologico - e a noi ci hanno estinto. Che cosa c'è di cristiano nell'uccidere il bene? Forse fare eugenetica e creare un esercito di servi perchè peccatori potenziali figlioli prodighi?
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# Annhilus 2012-02-27 21:27
Mi permetto un inciso personale:

Il digiuno mi scopro sempre a pianificarlo... per poterlo vivere ed esperire nella sua efficacia migliore, almeno questo pare a me nella mia indegnità.

Per poter digiunare e trarne edificazione spirituale, mi sforzo di evitare nel giorno del digiuno di prendere impegni di lavoro fisicamente faticosi, evito di partecipare a conviviali, feste o altre occasioni sociali dove non mangiare può creare imbarazzo a me e ad altri o dove c'è maggior tentazione... e alla fine mi ritrovo ad attendere il giorno del digiuno con devozione, gratitudine e quasi impazienza.
Così quando giunge quel giorno si può stare sereni, si può essere allegri con chi si intimi e vivere con grande naturalezza la privazione che non si subisce, ma si desidera, quasi a dare "smalto" alla preghiera...
Mi premunisco insomma... e alla fine non soffro molto... anzi diciamo che sinceramente non soffro per niente...
forse al contrario ricevo solo gran beneficio... ... temo che questi miei digiuni non valgano grandi meriti in cielo ... non prendete esempio da me...
Grazie per l'articolo all'autore.
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# milvus 2012-03-04 11:36
Quando vengono applicati i consigli pratici del digiuno quaresimale, oltre a cambiare lo stile di vita che vuole in noi Satana, comprendiamo che Gesù insegnava il corretto consumo energetico, posto che il suo organismo, è come il nostro. Aveva lui, come noi, il saggio regolatore-sensore dell'appetito, che funzionava esattamente come oggi: quando il corpo chiede combustubile, vuole calorie, quando non ne ha bisogno, ci si sente sazi. Il problema della fame, non esiste. Stride solo quando si associa il cibo al divertimento continuo, alle occasioni da festeggiare, oppure quando il cibo deve come la droga, anestetizzare ansie, solitudini, angustie, amore, allora si mangia senza appetito, mandando in tilt il sensore. La fame è una sensazione piacevole, che appare se le si concede tempo, Satana non vuole che si mangi con fame, ma per vizio. Il digiuno quaresimale ci fa sentire come Gesù si sentì prima si salire in Croce, il ripetto per quel sensore perfetto che fa mangiare solo ed esattamente ciò di cui il corpo avrà bisogno, nè più, nè meno. Per Satana sapppiamo già che il cibo oltre ad essere tentatore, è multifunzionale , veicola emozioni proibite incanalate verso carboidrati, che destano desideri tentatori in quantità illimitate, senza differenza tra lo scaricatore di porto o l'impiegato sedentario, tutti schiavi del proibizionismo carboidratico.
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# Eliseo 2012-03-05 07:07
Tutte le religioni hanno celebrato il valore del digiuno. Lo hanno praticato personaggi notevoli, come Gesù, Mosè, grande incentivatore del digiuno, Daniele, che rifiutò le delizie della tavola del Re e volle cibarsi solo di frutti, verdura e legumi, ed aveva il dono della profezia. Osserviamo il costume tradizionale degli ebrei, del digiuno degli sposi prima e durante le nozze, per trasmettere alla prole condizioni di purezza.
Dopo i tempi biblici il digiuno continuò ad essere una pratica spirituale tra i cristiani, gli ebrei, gli indù e altri: un processo di purificazione e di elevazione. Tra i mussulmani questa pratica á comune (vedi il Ramadam, mese di settembre, per loro dedicato al digiuno).
Moderni digiunatori arrivarono a praticare digiuni di mesi (Arnold Ereth) autore di alcini libri tra cui "La dieta amucosa" (senza mucopolisaccari di); e ricordo l'esperienza della dottoressa Barbara Moore, che dichiarò di aver vissuto tre mesi sulle montagne della Svizzera e d'Italia, alimentandosi appena di neve e di acqua,senza sentire alcuno stimolo di fame e praticando scalate di alta montagna.
Superati i disagi dei primi giorni, durante i quali l'organismo umano si libera delle tossine e per questo può presentare disturbi, come mali di testa, senso di nausea o eruzioni cutanee; sopravviee in seguito uno stato di felicità. La dottoressa Moore constatò che nè l'energia, nè la vitalità nè il calore del corpo si ottengono dagli alimenti: Questi sono invece doni di Dio.
Incredibile no?
Il problema medico semmai si può presentare al rientro alla normale dieta "italiana", che deve essere fatta molto gradualmente e che sarebbe meglio limitare al massimo.
Complimenti per i suoi incantevoli articoli signor Chiari.
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# agnese 2012-03-13 15:25
Da ieri 12 marzo bevo spremute di limone, thé verde e qualche caffè con fruttosio, non ho fame, ma siccome mi sento un po' stanca, vorrei sapere, per meglio gestire la situazione, per quanti giorni più o meno si può ragionevolmente digiunare. Inoltre mangiare un'arancia o una mela o pera interrompe il digiuno? Preciso che sono un'insegnante attualmente occupata in biblioteca, quindi faccio un lavoro sedentario... Grazie.
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# agnese 2012-03-14 15:25
Ma non c'è nessuno che mi voglia rispondere?
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# agnese 2012-03-14 16:03
Dimenticavo di dire che ho trovato per caso un libro di tal dott. Herbert M. Shelton (americano, classe 1895), scritto nel 1964 dal titolo " Il digiuno può salvarti la vita", dove tesse lodi sperticate dell'astinenza dal cibo anche per 90 giorni! Il libro in questione è stato venduto in oltre (dichiara la copertina) 2 milioni di copie nel mondo. Ne ho letto solo le prime pagine quindi non posso dire molto altro. So che il digiuno di un buon cristiano non è dettato da motivi di salute, ma è consolante sfrondare un pregiudizio. L'unica raccomandazione dell'Autore è quella di essere in buona salute e di essere seguiti da un medico. Io non ho una salute di ferro e non andrò a dirlo al medico; tuttavia non posso nascondere il fatto che sono un po' in trepidazione, mi sento... come dire...autodidatta. Per questo gradirei molto ulteriori ragguagli o commenti alla mia richiesta del 13 u. s...
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# Eliseo 2012-03-19 13:40
Gentile signora Agnese,
inizialmente pratichi un digiuno di 4 giorni, prendendo solo acqua e limone, spremute di arancia e prendendo lassativi blandi per liberare il tratto digestivo. Eviti il caffè che contiene tossine. Trascorsi i quattro giorni, non ritorni bruscamente alla dieta italiana che tutti conosciamo.
Ma gradualmente segua una dieta esclusiva di frutta e verdura fresca (possibilmente coltivata da qualche vicino che abbia un orto e che coltivi frutta senza uso di agrotossici), aggiunga miele naturale che può essere anche anche disciolto in acqua. Tutto in modeste quantità. Non si alimenti di cibi cotti perchè la cucina é un laboratorio chimico che distrugge le vitamine della frutta, ed elimini carne, uova, latte, le conserve del supermercato, la pasta i dolci, le bibite industriali e i condimenti piccanti e tutto quello a cui ci ha abituato la società dei consumi.
Dopo alcune settimane pratichi un'altro digiuno di altri quattro giorni, e così via.
Il suo organismo dopo qualche tempo sará pronto per un digiuno di 10 giorni, anche senza controllo di un medico non tradizionalista .
Superati i primi giorni in cui sentirà un poco di tontura e probabilmente alcuni dolori ed eruzioni cutanee non si impressioni. Il suo organismo si starà liberando di tossine accumulate da anni. Dopo questo primo periodo lei si sentirà un'altra persona, si sentirà più vicina a Dio, e sentirà una felicità mai provata prima, vedrà tutto da un'altra dimensione e si libererà di qualunque infermità.
Non mi crede? Faccia personalmente l'esperienza, e preghi, di tutto cuore il Signore Iddio. Cordiali saluti e auguri.
Eliseo
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# agnese 2012-03-28 10:08
Gentilissimo Signor Eliseo, molte grazie delle istruzioni,
un po' tardive per il mio primo digiuno che è durato 4 giorni: il quarto giorno facevo molta molta fatica ad andare al lavoro, prendo infatti l'autobus e faccio circa 25 minuti a piedi. Pochi giorni dopo il digiuno mi è venuta una piccola herpex sul labbro che è sparita da sola dopo 2 giorni. L'ho interpretata come un segno di debolezza. Inoltre non sono riuscita a liberare l'intestino finchè durava il digiuno, e leggo che, se mi consiglia di prendere blandi lassativi, ciò vuol dire che è frequente in questi casi.
Le sue indicazioni mi saranno utili per la prossima esperienza. Grazie ancora!
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# desertorosso 2012-05-22 18:52
Salve Stefano,
molto bello questo articolo. Le chiedo se per caso c'è una relazione (più o meno velata) con gli insegnamenti del Dottor Ehret. L'ho appena scoperto, Ehret, e subito ho pensato alle Sue parole.

Grazie, a presto.
M.A.
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# naci56 2012-06-08 07:59
Purtroppo si capisce dalle sue parole che ancora Lei rimane soltanto su un piano teorico... tante belle frasi che però non convincono, fredde, senza cuore... si lasci andare e provi a vivere quella esperienza che farà di Lei un uomo nuovo e lasci perdere le polemiche... non portano da nessuna parte..., con affetto Marcello
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