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Gli incredibili risultati della cura Di Bella
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Pubblichiamo con soddisfazione tre testimonianze, raccolte da Il Giornale.it, sulle straordinarie proprietà curative del Metodo Di Bella. Giuseppe Di Bella è conosciuto perlopiù come il figlio dello scienziato Luigi Di Bella, l'inventore dell'unica cura del tumore al momento esistente (se si escludono le operazioni e la radioterapia di ultima generazione, la cui efficacia, in determinate situazioni, abbinate alla cura, sono pacificamente riconosciute ed auspicate da Giuseppe); Giuseppe è invece anche un grandissimo medico, con conoscenze aggiornate in ogni campo di tale disciplina, e per di più dotato di capacità manageriali rilevanti, che lo hanno portato a far conoscere – ed apprezzare – il Metodo Di Bella all’estero. Gran signore, cortese, paziente, affabile, con profonda fede ed idealità elevate, molto fantasioso nel diversificare ed adattare le numerose modalità di applicazione del Metodo, finanzia, con risorse personali, così come faceva il padre Luigi, che si era approntato un vero e proprio laboratorio, studi per migliorarlo ed ottimizzarlo: per esempio vuole sostituire il fastidioso temporizzatore, che consente il lento rilascio (10 ore) della Somatostatina e dell'Octreotide, con un cerotto a lento rilascio dei prodotti; per far ciò è opportuno distaccare qualcuno che lo realizzi. È straziante se si pensa ai milioni di euro elargiti da parte dei generosi italiani a vari enti di ricerca, risorse che servono solo a stipendiare gli stessi. I riconoscimenti sono però sempre più frequenti; presto sarà cancellata la fasulla e truffaldina sperimentazione del trio Prodi, Veronesi, Bindi, di cui abbiamo pubblicato gli atti. Ci auguriamo che Luigi Di Bella ottenga prima o poi il riconoscimento del Premio Nobel, che è già stato assegnato con spudoratezza a Dario Fo.
(per contatti info@metododibella.org)
La redazione


Nato con un tumore alla gamba, guarisce senza amputazione


Paolo è nato con un tumore. Fibrosarcoma congenito alla coscia destra. Glielo hanno diagnosticato a dieci giorni di vita al Policlinico di Catania. Era il 9 gennaio 1999. Paolo è nato il 28 dicembre 1998, a Messina.

Oggi ha 13 anni, si gode la sua adolescenza da ragazzo sano, senza alcun handicap. E con quella gamba che i medici avrebbero doluto amputargli, tira di destro che è una meraviglia. Fra le sue passioni c’è il calcio: il papà è il suo fan più sfegatato, sul campo lo guarda come se fosse Totò Schillaci. Come si guarda un campione. Ma la storia della malattia di Paolo è stata gestita dalla mamma, dall’inizio alla fine. Lei, figlia della segretaria di un medico dibelliano (Giovanni Calogero, di Gioia Tauro) ha respirato da subito un’aria diversa. Come dire: l’ossigeno le è arrivato dritto in casa, grazie alla sua, di mamma. Per questo ha trovato la forza di risparmiare al figlio di pochi mesi l’amputazione della gamba. Il fibrosarcoma è un cancro maligno, il più comune tumore dei tessuti molli nei bambini al di sotto di un anno, cresce rapidamente, non dà metastasi. Il trattamento privilegiato è quello chirurgico, quando non è possibile, il tumore si affronta con chemio e radio. Dopo l’intervento la sopravvivenza a 5 anni è dell’80 per cento. Il tumore di Paolo non si poteva operare, era alla radice della coscia destra e interessava anche una porzione del bacino e dell’anca.

Quando ve ne siete accorti?
“Subito, Paolo è nato con una vistosa tumefazione all’inguine. La prima ecografia l’ha fatta a due giorni di vita, eravamo all’ospedale di Messina”.

Cosa vi dissero i medici?
“Di fare subito una biopsia, andammo al Policlinico di Catania. La diagnosi arrivò il 9 gennaio 1999, la massa era di 4 centimetri ma non era localizzata solo alla coscia, era estesa anche al bacino e all’anca. Ci proposero la chemioterapia, l’intervento sarebbe stato troppo complicato”.

E voi?
“Accettammo. Dal 20 gennaio a marzo, Paolo fece 4 cicli”

E' stato tanto male?
“Stava malissimo i primi 3 giorni, poi si riprendeva, aveva perso i capelli…”

I risultati?
“Deludenti, come se il cocktail di vincristina e acrinomicina (i due chemioterapici) fosse stato acqua fresca, la risonanza di fine terapia accertò che il tumore era cresciuto di 7 millimetri”.

Che soluzioni vi prospettarono?
“Da Catania chiesero un consulto alla chirurgia pediatrica di Padova, ci proposero di fare l’intervento: emipelvectomia, significa rimuovere parte del bacino oltre alla gamba. Ma sull’esito dell’operazione, decisamente invasiva su un bimbo così piccino, nessuno ci rassicurò, non mi seppero dire con certezza se poi il bambino sarebbe stato bene…”

Lei cosa fece?
“Pregavo e mi ripetevo: se il Signore lo vuole non devo oppormi…”

Come Abramo davanti alla richiesta di sacrificio del figlio Isacco… incredibile…
“Non avrei accettato la mutilazione di mio figlio”.

Ma ha aspettato il miracolo?
“Affatto, mia madre lavorava da un medico che era in contatto col professor Luigi Di Bella (lo sa che il professore aveva fatto il liceo scientifico a Messina?). Portai il bimbo da Calogero e iniziammo la cura decisa per lui dal professor Di Bella”.

Che tipo di cura?
“Una puntura di somatostatina tutte le sere, un chemioterapico, il ciclofosfamide, a dosi bassissime, poi retinoidi, melatonina, acido ascorbico…”

Efficace?
“Dopo due mesi e mezzo-tre la massa si era ridotta di dimensioni, da allora in poi la diminuzione del tumore è stata progressiva, da 47 millimetri a 35, poi dopo altri 2 mesi era diventata di 29, poi 24, 22… in cinque anni scomparve del tutto”.

Da allora basta medicine?
“Smettemmo con la somatostatina ma tuttora Paolo prende retinoidi e acido ascorbico”.

Conobbe di persona Luigi Di Bella?
“Sì, venne a Messina per un convegno quando Paolo era già in terapia con Calogero, glielo portai, lo visitò e mi tranquillizzò, la cura era quella giusta”.

Quanto vi costò?
“Ottocentomila lire al mese, i primi tempi, poi ho perso il conto…”

Tutto di tasca vostra?
“Sì, non abbiamo fatto ricorso. Le medicine ce le procurava una farmacia di Catania”.

Che ricordo ha di quel periodo?
“Quando Paolo aveva otto anni ed era già in splendida forma lo portai in ospedale dal primario del Policlinico di Catania che mi aveva suggerito l’amputazione. Gli dissi che mio figlio era guarito con la cura Di Bella. Lui non commentò…

Ma come niente di niente?
“Ci sorrise, ci strinse le mani e ci disse più di una volta ‘mi fa piacere, mi fa piacere’…”

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"Mio figlio, malato di tumore a sette mesi"

Storia di Paolo, sette mesi e un tumore di 8 centimetri nella pancia. Il finale è talmente bello che va anticipato: Paolo oggi ha 13 anni e mezzo, è un ragazzone alto e robusto. E soprattutto è sano.

Da un decennio i suoi esami sono perfetti. Il cancro, un neuroblastoma retroperitoneale, diagnosticato al terzo stadio e giudicato inoperabile dai chirurghi del Gaslini di Genova, è scomparso. Del tutto e in 14 mesi. Fu il professor Luigi Di Bella a curarlo. Ed è stato il figlio Giuseppe a seguirlo nella terapia di mantenimento, fino a quattro anni fa (lo studio è stato pubblicato su Neuroendocrinology Letters vol 30 n 4 2009).

Il papà Corrado ci parla di Paolo, paragona la sua guarigione a una rinascita, la nuova vita di tutta la famiglia. Infatti, quando il bambino smette definitivamente la terapia Di Bella, arriva la sorellina. Sentiamolo dall’inizio, il racconto.

“Siamo di Avola, in Sicilia. Paolo è nato nel maggio del ’98. Verso fine novembre accusa i primi disturbi: stitichezza, coliche. Diamo la colpa al latte. L’ecografia insinua il sospetto. Poi, con la tac all’ospedale di Siracusa, la conferma: ci viene mostrata una massa tumorale fra l’addome, la colonna vertebrale e il rene. Il consiglio è unanime, ci suggeriscono di andare al Gaslini e noi ci precipitiamo a Genova”.

Cosa vi dicono?
“Che Paolo ha un neuroblastoma retroperitoneale di 8x4 centimetri, un tumore maligno enorme. Non si può operare, la massa ingloba troppi vasi sanguigni. Pure l’aorta…”

Quindi?
“Ci spiegano che la chemioterapia potrebbe ridurre le dimensioni del cancro fino a renderlo operabile…”

E voi non vi siete fidati…
“Tutt’altro. Eravamo sotto Natale, il reparto era pieno di bambini, c’erano diversi casi come il nostro, io facevo pressioni perché non ci rimandassero troppo a lungo. La situazione peggiorava giorno dopo giorno, Paolo aveva anche dolori. Ricordo bene che era un venerdì…

Che successe quel venerdì?
“Il lunedì successivo Paolo avrebbe dovuto iniziare la chemio. Ma non ce lo portai. Mi arrivò una telefonata, era una mia amica di Roma. Conoscevo la storia di un suo parente che diversi anni prima era stato curato per un tumore dal professor Di Bella e stava bene. Eravamo tutti al corrente di quella storia, in famiglia. Direi proprio che la forza l’abbiamo attinta da lì”

Forza per…?
“Per venire via dal Gaslini. Io e mia moglie eravamo atterriti, di più: devastati. Ma rispetto alle altre famiglie (che ignoravano la cura Di Bella) eravamo più coraggiosi… non so spiegarle, quando sei ignorante hai più paura..”

Si spiega benissimo…che successe allora?
“Quando parlai al primario del Gaslini per dirgli che me ne sarei andato avevo già contatto il professor Di Bella, mi aveva fissato l’appuntamento per il 31 dicembre”

Al Gaslini parlò della terapia Di Bella?
“Preferimmo di no. Dissi che volevamo sentire un altro parere, sulle prime il primario si alterò ‘abbiamo fatto i salti mortali per farvi iniziare lunedì, dove volete andare?’ ‘A Milano, mi hanno parlato bene dell’istituto dei tumori…’ Devo dire che si dimostrano tutti molto premurosi, inviarono un fax al centro milanese, mi spiegarono a chi avrei dovuto rivolgermi…”

Lei invece portò Paolo a Modena.
“Esatto. E quando richiesi la cartella clinica al Gaslini dovetti spiegare perché non ero stato a Milano, dissi che la scelta cadde su Catania.

Titubanze?
“Dico la verità: all’inizio sì. La cura avremmo dovuto farcela da soli, senza ospedali, medici o infermieri. Il professore ci spiegò tutto, ci incoraggiò. Ci indicò le cinque farmacie a cui avremmo potuto rivolgerci per avere gli antitumorali ben preparati. Le medicine ci arrivavano a casa, ogni tre mesi facevamo i controlli. Paolo rispondeva benissimo alla cura, dopo i primi 4 mesi la massa tumorale si era ridotta, non aveva dolori, né difficoltà ad andare in bagno. A quel punto, toccando con mano i miglioramenti, sparirono i nostri dubbi. Alla fine del primo anno di cura il tumore si era dimezzato. E Paolo era rientrato nei parametri di peso e altezza della sua età”.

Dove facevate gli esami?
“Privatamente, a Catania”

Quanto costò curare Paolo?
“Più o meno due milioni e mezzo al mese.Esaurimmo i nostri risparmi, molti parenti e amici ci facevano delle offerte, una tivù locale organizzò una partita di calcio e ci destinò i fondi. Poi, grazie a un giudice pugliese ottenni il rimborso della somatostatina, che è in assoluto il farmaco più caro.”

Paolo ha fatto una vita normale?
“Normalissima, l’abbiamo mandato all’asilo a cinque anni. Ogni volta che venivano cambiati i dosaggi il professore prima e il dottore poi ci avvertivano che il bambino ‘avrebbe potuto accusare stanchezza’ e di non preoccuparci, invece è sempre stato un leone”

Ma fino a quando è proseguita la cura?
“Il tumore è sparito in 14 mesi, dopo erano rimaste solo calcificazioni sparse, proseguimmo con il mantenimento classico per altri cinque anni. E con dosaggi sempre più ridotti fino ai dieci anni di Paolo”.

A dieci anni stop medicine ed è arrivata la sorellina…
“Siamo rinati tutti con Paolo”.

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"Io, guarita da un tumore al polmone, sto bene da 16 anni"

Adriana Bastia, 79 anni, vive a Crevalcore in provincia di Bologna con il marito ottantaseienne. Sedici anni fa di anni ne aveva 63. Era il 1996 quando le diagnosticarono un tumore al polmone al terzo stadio: un microcitoma di 7 centimetri con infiltrazioni ai bronchi, al cuore e al mediastino, dunque inoperabile.

Affrontò sei cicli di chemioterapia e 25 applicazioni di radioterapia. Risultato? Il cancro non venne scalfito di un millimetro, il suo aspetto era identico a quello manifestato prima delle cure: 7 centimetri di massa estese ad altri tre organi. Di buono c’era che il microcitoma non era nemmeno cresciuto ma sentite a che prezzo: “Non riuscivo più a fare un piano di scale – ricorda Adriana che ora, con sedici anni in più, le stesse scale le fa almeno quattro volte al giorno – Certi giorni non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto. La vera botta per me è stata la radio, ero ridotta a uno straccio”. Non era tutto. Per Adriana, dopo le cure, non ci sarebbe stato più nulla da fare. Lo dissero i medici dell’ospedale Sant’Orsola al marito, di nascosto da lei. “Ma io capii lo stesso, la sentenza di morte era stampata sulla faccia di mio marito…”

Partiamo dall’inizio. Come si accorse del tumore?
“Per caso, non mi dava disturbi. Nel ’96 ebbi una colica intestinale, il medico mi prescrisse una serie di esami, fra i quali una lastra al torace”.

Che disse…?
“Non compresi subito, mi venne consigliata una tac. Da lì il responso: carcinoma polmonare a piccole cellule, 7 centimetri…”

Ha mai fumato?
“Da giovane sì ma per pochi anni. Devo aver iniziato a 16 anni e smesso otto anni dopo”.

Dunque nessun disturbo per quei sette centimetri di cancro in quattro organi?
“Mai una tosse preoccupante o un problema respiratorio, neppure dolori.”

Cosa fece dopo la diagnosi?
“Mi affidai al Sant’Orsola e affrontai la chemioterapia da febbraio a giugno: avevo perso i capelli, avevo una nausea persistente… Man mano perdevo sempre più le forze, poi in agosto la radioterapia mi diede il colpo di grazia…”

In che senso…?
“Non mi reggevo più in piedi, dovevo essere sostenuta, ero invecchiata di botto”.

A 63 anni…
“Già (sorride) per me il tempo è girato al contrario: ora a 79 anni vado spedita ovunque…”

Ma dopo quelle cure estenuanti gli esami cosa rivelarono?
“Il mio tumore non rispondeva alle terapie, mi fecero credere che le cose erano migliorate ma, siccome non mi diedero altre cure e la faccia di mio marito parlava da sola, io stetti al gioco, finsi di crederci…A lui comunque dissero che non ci sarebbe stato altro da fare, se non alleviare i dolori al momento opportuno…”

A quel punto, quando pensò di essere condannata, cominciò la cura Di Bella?
“Le mie figlie si interessarono, erano gli anni del clamore mediatico. Fuori dallo studio del professor Di Bella la coda dei malati era interminabile, ci rivolgemmo al dottor Achille Norsa di Verona. Cominciai la cura in ottobre, dopo dieci giorni ripresi a far le scale da sola, dopo 3 mesi i primi risultati”.

Ovvero?
“Il tumore regrediva ed io riprendevo sempre più le mie forze, stavo sempre meglio”.

Si faceva da sola l’iniezione di somatostatina?
“No, aveva imparato mio marito, tenevo la siringa temporizzata dalle 8 alle cinque del mattino, sono andata avanti così per sette anni. Ora ho ridotto le dosi, prendo un terzo del farmaco una volta ogni sette giorni.”

Quanto vi è costata la cura?
“Per la somatostatina pagavamo 1 milione e mezzo delle vecchie lire, c’era il mercato nero…”

Davvero?
“Eccome. Quando il farmaco venne tolto dalla fascia A, esente da ticket, il prezzo lievitò e in Italia si faceva fatica a trovarlo, mio marito doveva andare in Germania o a San Marino, un’assurdo, un modo davvero crudele per contrastare la libertà di cura”.

Oggi, a distanza di 16 anni sta continuando la terapia e il microcitoma si è ridotto di quanto?
“Proseguo con dosaggi blandi, in più assumo i galenici, melatonina, vitamine e retinoidi, il mio cancro è diventato minuscolo, si è come atrofizzato, non ha la forza per andare avanti”.

E lei si sente bene…
“Una meraviglia, ho anche un marito che è più in gamba di me, due figlie, cinque nipoti e sto per diventare bis-nonna”.

Fonte (3 articoli) >  Giornale.it | Rubrica Tumori



 
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Commenti  

 
# nicolas 2012-02-26 19:27
Non sono daccordo sul Premio Nobel, almeno per il momento, se consideriamo i criteri d'assegnazione attuali. Meglio la gloria nuda e pura.
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# spagnolog 2012-02-27 13:44
Come posso fare per mettermi in contatto con il professor Di Bella? Ho una persona cara con un tumore allo stomaco. Per favore aiutatemi.
--------------------------------------------------------------
Scriva al seguente indirizzo: info@metododibe lla.org
Le risponderanno senz'altro.
La redazione
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# nancy 2012-06-23 09:16
https://www.facebook.com/groups/metododibellaitalia/
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# Maria Teresa Bindi 2012-02-27 14:34
Sono d'accordo con quanto dice Nicolas sul premio Nobel a Di Bella. Si potrebbe dire: "Ma se l'hanno dato anche a Dario Fo!" Anzi, da allora Fo è stato ribattezzato "Il Premio Nobel". Si, meglio, per Di Bella, il trionfo dell'evidenza, nella speranza che i criteri di assegnazione acquisiscano non troppo tardi una maggiore dignità e credibilità.
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# zannandr 2012-03-01 14:21
Avete sentito l'intervista su Radio24 a DI BELLA? Sconvolgente. Il 24 mattina ore 8,30 del 28 febbraio.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=metodo-dibella-liberta-cura-protocollo-cancro-polemiche

Si consiglia di ascoltarla, è scandalosa.
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# Sergio 2012-03-06 16:41
Egregio signor Blondet,
posso chiederle, un po' sfacciatamente, come sta? So che ha iniziato da un anno una cura a base di vitamina C, che personalmente reputo molto promettente, ma vorrei sapere se ci sono novità nel suo caso.

Capisco il suo riserbo e la sua scarsa volontà di parlare della sua malattia, è più che comprensibile. D'altra parte, fu proprio lei a rendere pubblica la notizia e spesso mi collego al sito da lei diretto proprio nella speranza di leggere qualche buona notizia da parte sua sull'evoluzione della sua malattia.
Comunque sia, complimenti per il sito e per la sua coraggiosa battaglia in nome della libertà di scelta della cura.

Sergio R.
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# acciuga69 2012-04-03 14:22
Mi chiedo, avendone sentito parlare, se qualcuno abbia avuto riscontri terapeutici positivi con il metodo del duttor Maximilian Gerson, invitando chi possa esserne interessato ad approfondire la cosa.
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# paola 2013-06-04 22:39
ho fatto 2periodi 40 giorno pervolta metodo gerson dasola senza risultati
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# milvus 2012-04-30 23:41
Michel Onfray è un filosofo francese che nel 2002 ha potuto fondare la sua Universitè Populaire de Caen, dove insegna liberamente le materie del suo indirizzo umanistico. Questo lo ha fatto perchè, come spiega nel suo libro uscito da pochi giorni, sostiene che le università pubbliche francesi, cioè ufficiali, insegnano leggende, sono luoghi di riproduzione sociale, duplicati ideologici, nel caso della Medicina, mai arte medica, ma disonestà. In un Paese libero si dovrebbe anche poter scegliere che tipo di laurea si vuole ottenere per poi professare correttamente, perchè non è giusto che i Di Bella vengano attaccati dalle stesse persone che adesso li infangano. Se uno vuole a laurea ottenuta allestire il negozio della medicina, va ad apprendere in un posto dove si insegna la manipolazione della medicina, diversamente, può imparare a fare il medico in altro genere di università e di Medicina maiusciola, non a numero chiuso, pagando.
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# antonino 2012-05-13 09:03
Spero che la mia compagna dopo che viene visitata dal dottor Norsa, che applica la cura Di Bella, riesca a sconfiggere il suo tumore al polmone. Purtroppo in Italia quando qualcuno riesce a trovare una cura che aiuta le persone a guarire, cercano sempre di mettergli i bastoni fra le ruote. In Italia si danno tanti soldi ai partiti, ma non alla ricerca per sconfiggere le malattie, è veramente una vergonga. Ringrazio di cuore il dottor Norsa che riceve subito la mia compagna per sottoporla a visita di controllo, sperando che non sia troppo tardi.
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# francesco72 2012-09-24 13:21
mi potresti fornire il numero di telefono del dott norsa, lo sto cercando su internet ma non lo trovo. A Mia madre gli hanno diagnosticato un tumore al polmone e lei vorrebbe seguire la cura di bella

te ne sartei grato
grazie puoi scrivermi a: havana9@hotmail .com
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# Elenina 2013-01-22 11:10
Antonino, posso avere un suo contatto, mi trovo in una situazione simile per la mia mamma, e vorrei interpellare il dr. Norsa, se potesse darmi un suo contatto le sarei grata.
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# Giovanna 2012-09-03 10:21
Mio padre ha un tumore al polmone di 6cm e non può operarsi, ha iniziato la chemio, ma non ci hanno dato nessuna speranza. Vorrei informazione sul metodo Di Bella, e a chi rivolgermi a Siracusa o a Catania.
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# Giovanna 2012-09-03 10:22
Il mio indirizzo è
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# Laura Gallinari 2012-09-17 10:47
Ho un cancro inoperabile di cm 6x4x2,5 mi è stata proposta una cura chemio sperimentale. Non l'ho accettata e sto facendo la cura Di Bella, più passano i giorni più mi sento meglio e anche se non sarà risolutiva viste le dimensioni grazie per la vita dignitosa che faccio.Grazie Dr. Giuseppe di Bella per aver continuato la cura di Suo Padre.Laura Gallinari
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# lucry 2013-12-11 21:00
per laura gallinari. buona sera ho letto che ha iniziato la cura di bella a sett.2012 e vorrei sapere come sta. mi scusi ma ho un fratello con tumore al polmone di 7cm e stiamo vagliando la possibilita della cura, ma siamo un po perplessi. grazie se vorra rispondermi. le faccio tanti auguri.
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# GIANNI 2012-11-29 02:07
L'ITALIA E BELLA MA GLI ITALIANI SONO UN BEL POPOLO DI CORROTTI LA MALATTIA DEL TUMORE E UN BEL BUSINES CHE SARA DEBELLATO NON QUANDO SI TROVERA IL FARMACO GIUSTO CHE A MIO PARERE ESISTE GIA' MA QUANDO SI FINIRA' DI DARE RETTA AI FAMOSI GURU DELLA MEDICINA CHE APPAIONO SEMPRE PIU' IN TV SPONSORIZZANDO I LORO CENTRI DI CURA DOVE PURTROPPO DI SOLDI NE PRENDONO PERSIN TROPPI MENTRE DI GENTE NE SALVANO BEN POCA E UNA MISERI PER L' UMANITA' CHE ESISTANO CERTE PERSONE CHE SPECULANO SU QUESTO MALE E SULLA SOFFERENZA DELLE PERSONE.
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# claudia1108 2013-05-03 19:45
quanto hai ragione,secondo me la cura esiste già ma se la tengono ben stretta politici e chiesa..........quelli campano 100 anni se hai mai fatto caso............
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# -Patrizia- 2013-12-21 23:46
Condivido pienamente ...fanno terrorismo e terra bruciata intorno perchè gli interessi da difendere vanno oltre...per questi CRIMINALI...e contano di più di una vita !!!Lo stesso stanno facendo oggi con il metodo stamina !!!
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# Gabriella nugai 2013-05-15 20:41
scusate, sono già disponibili i cerotti di somatostatina ?

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Gentile lettrice, provi a domandare direttamente alla fondazione Di Bella. Siamo al corrente di questo importante tentativo ma non sappiamo a che stadio sia al momento lo sviluppo del progetto.

La redazione
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# Maurizio Costa 2013-05-30 21:17
Mia cugina è stata operata di tumore all'intestino 3 anni fa e si è sottoposta a cicli di chemio per 6 mesi. La malattia sembrava sconfitta (soltanto a gennaio gli ultimi controlli risultavano a posto). Dopo una decina di giorni di febbre è stata ricoverata con diagnosi di tumore ormai diffuso e prognosi di vita a 3/6 mesi! Volevo sapere se il Mdb è efficace per questo tipo di tumori e soprattutto in questo stadio. Grazie

-------------

Gentile lettore,

è consigliabile rivolgersi direttamente a Di Bella; troverà i suoi riferimenti nel suo sito > www.metododibella.org

Noi riteniamo la cura Di Bella efficace e straordinaria ma al momento ancora poco supportata; se lo fosse, molti guadagnerebbero milioni in meno e altrettanti avrebbero la vita salva. Rivolgetevi a loro.

La redazione
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# Patrizia75 2013-08-30 07:53
Buongiorno a tutti. e' possibile avere i contatti di quanti hanno fatto la cura Di Bella? le interviste sul blog il giornale.it non si sase siano inventate o vere...insomma deve scegliere a breve se fare chemio o no e non vorrei che si speculi su queste patologie ne' da una parte ne' dall'altra. Forse sono come san Tommaso ma x favore cercate di capirmi... il blog riporta solo notizie trovate su altri blog, senza verifiche. Una delle blogger parla di MDB ma se non erro e' guarita con asportazione chirurgica al seno e chemio. x chi se la sente mi piacerebbe parlare di persona con un paziente di Di Bella, io sono di Milano ma posso muovermi.. Grazie infinite. Patrizia
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# MikiTux 2013-09-28 23:58
Scusate se mi permetto. Noto dai precedenti commenti diverse richieste di visite/aiuto/delucidazioni.

Suggerisco di visitare il sito:

http://beatingcancercenter.com/

e annesso link a Facebook - sulla destra del sito sotto il rigo di ricerca - per chiedere lumi (spiegazioni) al Gruppo ufficiale dove vi verranno dati tutti gli estremi per i contatti.

Chi non ha un profilo Facebook può naturalmente rivolgersi al sito/blog ufficiale più volte riportato nelle risposte:

http://www.dibellainsieme.org/home.do

Cordiali auguri
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