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Perché ripudiare il debito (l’abbiamo già pagato)
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In un sito spagnolo, trovo questo dato: «Negli ultimi 10 anni, la Spagna ha rimborsato, interessi compresi, 1.020 miliardi di euro, ossia il triplo di quanto lo Stato aveva preso a prestito nel 2000, e continua a doverne pagare più del doppio».

1.020 miliardi! Cento miliardi di euro all’anno che la finanza, fra capitali e interessi, ha prelevato ad una nazione civile ma non certo ricca, ad un’economia non certo rigogliosa, ad uno Stato certo meglio governato che il nostro (1), il cui debito pubblico ammontava, prima della tempesta globale, a solo il 60% del PIL.

Cercare di stabilire quanto la finanza ha prelevato all’Italia, richiederebbe giornate di ricerche, che non ho tempo di fare. Ma sicuramente la tosatura che abbiamo subito nel decennio supera il doppio o il triplo di quella subita dagli spagnoli, data l’entità astronomica del nostro debito pubblico, e il fatto che è molto più «vecchio» di quello iberico, sicchè siamo al suo servizio da più anni. E ci sarebbe da ripetere i calcoli per la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda: risulterebbe che nell’insieme, abbiamo già pagato ai creditori non solo migliaia di miliardi, ma molte volte il nostro debito, e che dobbiamo continuare a pagarne ancora, all’infinito, a forza di austerità, tagli e rigori, perchè – come vediamo per la Grecia – gli Stati che non riescono a servire il debito, ricevono «aiuti», ossia altri prestiti ad interesse, su cui pagheranno sempre più interessi...

Restiamo dunque alla Spagna, caso-modello che vale più o meno per tutti noi nazioni in difficoltà a raccogliere altri prestiti sui «mercati, i quali chiedono ormai interessi proibitivi». Per capire come un debito pubblico che nel 2000 ammontava a 305 miliardi sia divenuto nel 2010 un esborso di 1.020 miliardi, bisogna prima ricordare che i debiti pubblici hanno una struttura diversa da quelli che accendono i privati, famiglie o imprese. In questi, i soldi che la banca ci presta (capitale) li rimborsiamo insieme agli interessi, via via, a misura della dilazione accordata. Nella rata mensile del mutuo che paghiamo, c’è una quota di restituzione di capitale e una di interessi, che variano nel tempo: all’inizio, il rateo poniamo di 900 euro è quasi tutto interessi, alla fine è quasi tutto capitale.

Nel caso degli Stati, solo gli interessi sui titoli di debito (a breve, medio o lungo termine) sono rimborsati regolarmente; fino alla scadenza del titolo (BOT, Bto, Bono, Bund…), allorchè il capitale deve essere rimborsato integralmente. Quando un BOT viene a scadenza, lo Stato rimborsa il valore facciale, anche se intanto, essendo il BOT di un Paese «a rischio» per la finanza e le agenzie di rating, sul mercato secondario, qualcuno l’ha comprato al 90%, al 70% o al 30% del valore facciale, lucrando più grassi interessi. Ma questo è un altro discorso.

Il fatto è che quando arriva la scadenza dei titoli, gli Stati non hanno i quattrini per rimborsarli integralmente; la loro soluzione abituale è stata di indebitarsi di nuovo per pagare le scadenze dei debiti vecchi. È il trucco che permette di dissimulare l’indebitamento a quelli che dovranno pagarlo (i contribuenti), perchè tutto si pareggia a livello contabile: le spese per pagare i titoli in scadenza equivalgono agli introiti ottenuti con l’emissione del nuovo debito.

Ma è un pareggio che non dice nulla: il debito aumenta per la gestione «politica» (platealmente clientelare nel caso italiano) del bilancio, sicchè aumentano ogni volta di più i pagamenti a scadenza, il che rende necessarie più grosse emissioni. Fino al momento – che è infine arrivato negli ultimi tempi – in cui le nuove emissioni devono essere emesse a tassi più alti per convincere i «mercati» a comprarle. Ciò sbocca nell’effetto-valanga che tutti subiamo: l’aumento del debito per l’effetto congiunto dei rincari dell’interesse e dei nuovi prestiti da accendere per pagare i vecchi. Fino all’insostenibilità.

Compreso questo meccanismo, si è in grado di capire la tabella postata dal sito spagnolo:


Ecco l’impressionante progressione degli esborsi di Madrid nell’ultimo decennio
. Si vede che lo Stato ispanico ha già rimborsato più di tre volte la somma che aveva preso in prestito nel 2000 (305 miliardi), senza con ciò riuscire a ridurre l’ammontare del debito; anzi continua a doverne quasi il doppio (552).

È la catena della schiavitù usuraria senza fine, con cui un tempo il Fondo Monetario svuotava i Paesi poveri del Terzo Mondo (obbligandoli agli «aggiustamenti strutturali», ossia a smantellare le reti sociali, scuola, previdenza e sanità), e che adesso si applica agli europei mediterranei.

Nella tabella si constata anche come la Spagna, per quel debito iniziale di 305 miliardi, abbia pagato 200 miliardi di soli interessi nel decennio, e rimborsato 820 miliardi di capitale...

Così si arriva (capitale più interessi) all’immane cifra di 1.020 miliardi. Sono mille e 20 miliardi che hanno dovuto essere sottratti ai servizi pubblici, istruzione, sanità, previdenze sociali, infrastrutture, sostegni alla parte più vulnerabile della popolazione, giovani senza-lavoro, vecchi, malati.

È un enorme trasferimento di ricchezza dai poveri a ricchi, banche, fondi speculativi e rentiers in genere. E il blocco dei ricchi, dei creditori, s’è costituito in un Nuovo Ordine, dandosi istituzioni apposite per assicurarsi che questo trasferimento non abbia mai fine, anzi che consenta sempre più grassi lucri; perchè i più alti interessi richiesti sono nuovi profitti che gli speculatori succhiano da Paesi che hanno impoverito.

In questo senso, nella sua ultima intervista al Wall Street Journal (il giornale dei miliardari usurai), Mario Draghi ha decretato: «Il modello sociale europeo è già superato». Ci ha annunciato gli «aggiustamenti strutturali», ossia che il Nuovo Ordine Usuraio ci farà smantellare lo Stato sociale o quel che ne resta, per risparmiare i soldi con cui servire il debito, ossia pagare ancora e ancora i creditori, i ricchi: già stanno applicando il loro «risanamento» alla Grecia.

Ci portano verso il regime di salari, sindacalizzazione e di copertura sociale del loro modello: la Cina. Occorre continuare a pagare il debito, altrimenti «le banche collassano», eccetera.

Peccato che non ci sia nessuno che a Draghi e ai suoi pari chieda:

• Ma dove sono finiti quei 1.020 miliardi di euro che la Spagna ha pagato al sistema bancario-usurario e speculativo?

• E quei 3 o 4 mila miliardi pagati nel servizio del debito dagli italiani, per non parlare dei portoghesi e degli irlandesi?

• Come mai le banche e la speculazione «sono in pericolo», sono «esposte» al rischio di default greco e italiano o spagnolo, dopo aver incassato quelle astronomiche cifre, succhiandole dalle tasche dei lavoratori?

• Hanno già ricevuto tre volte almeno il capitale che hanno prestato: che cosa ne hanno fatto?

• Perchè ancor oggi dobbiamo privarci di investimenti essenziali per un miglior futuro, istruzione, ricerca, salute, a beneficio di ultraricchi i cui miliardi vanno in speculazioni e follie dell’avidità, produttrici di bolle, della immane bolla assoluta, quella dei derivati?

• Oggi si mettono sotto controllo gli Stati, per controllare come spendono i soldi e tagliarne gli sprechi veri o presunti; ma è da mettere sotto controllo il sistema bancario, creditizio-speculativo, per rispondere alla stessa domanda: come avete speso i soldi? Quali e quanti investimenti avete sbagliato, e perchè?

Per impedire che qualcuno ponga queste domande, il Sistema abolisce la democrazia. In Grecia, come abbiamo visto, in Italia, presto in tutti i Paesi indebitati, dove i governi saranno sotto la tutela dell’orwelliano «Meccanismo di Stabilità Europea», ESM.

Questo ESM, che dovrebbe avanzare fondi a Stati in difficoltà esigendo «severe condizionalità», è dunque una copia europea del Fondo Monetario. Ma non è un’istituzione europea. Lo ESM, il nuovo supergoverno, è una società finanziaria, con sede nel paradiso fiscale chiamato Lussemburgo. I suoi azionisti sono i 17 Stati della zona euro. Sono «azionisti» e non sovrani alla pari, perchè ciascuno ha tante azioni quanto più ne sottoscrive. E dunque più potere decisionale degli altri. Lo Stato più ricco, la Germania, sottoscrive il 27% delle azioni. La Francia, il 20,5%. L’Italia il 18%. La Spagna il 12%, l’Olanda il 5,5%, giù giù fino a Malta con lo 0,07%.

Già al primo sguardo si nota che Berlino e il suo satellite Paris-Sarko, insieme, hanno la maggioranza sostanziale dei voti: il 47,5%. Esattamente come nel FondoMonetario, dove USA e Gran Bretagna sono i due azionisti maggiori: basta che si mettano d’accordo i due compari, e nessuna maggioranza contraria può formarsi. Si fa quel che decidono i due.

Sarà bello vedere come farà la Francia a sborsare i 142 miliardi di euro richiestile per diventare il satellite di lusso di Berlino (Hollande ha già detto che non gli va). Quanto all’Italia, Monti ci farà sicuramente sputare, oltre le ipertassazioni che già ha assestato, i 130 miliardi richiesti per avere il terzo posto. Fra gli applausi di un’opinione pubblica tenuta all’oscuro dell’intera faccenda e della sua vera natura, grazie ai media che si sono superati in servilismo.

130 miliardi sono quattro o cinque finanziarie in più, che si aggiungono alle stangate in corso. È istruttivo constatare che l’Italia deve sborsare i 130 miliardi che non ha per entrare nell’organismo che la può «salvare dalla bancarotta» (meglio, salvare le banche a cui dobbiamo i soldi), e di cui non avrebbe bisogno se disponesse dei 130 miliardi.

È la logica del nuovo ordine usurario. In ogni caso, il pagamento allo ESM non si farà – bontà sua – tutto d’un colpo, ma per quote del 20% da versare in cinque anni, una finanziaria all’anno. A meno che intervengano difficoltà improvvise, nel qual caso i Paesi devono versare tutto entro 7 giorni.

Con i 700 modi garantiti dagli Stati membri, lo ESM potrà acquistare parti del debito degli Stati in difficoltà, naturalmente «sui mercati», non direttamente dallo Stato (Orrore, orrore!). Secondo tutte le valutazioni, la cifra, benchè enorme, è ridicolmente inadeguata e rischia presto di consumarsi in «salvataggi». Ma i creatori dello ESM pensano di giocare sull’effetto-leva (ben nota causa primaria della rovina finanziaria attuale) per levare altri fondi, fino a 2 mila miliardi, sui mercati.

Lo ESM, insomma, conta di indebitarsi a tassi bassi (2-3%, 5% sui titoli trentennali che emetterà), per farne fruire, dietro pagamento di una commissione, gli Stati che, se si dovessero rivolgere direttamente ai mercati, dovrebbero pagare tassi gravosissimi, per via del loro rating degradato: il 23% la Grecia, 10% il Portogallo, 6% Spagna e Italia.

Perché lo ESM spunterà condizioni migliori sui «mercati»? Perchè conta di essere considerato un debitore sicuro: le agenzie non gli negheranno il rating massimo, AAA.

Così abbiamo la istruttiva situazione: gli Stati indebitati devono sottoporsi al super-governo, sacrificandogli la sovranità, dandogli il diritto di ingerirsi del loro bilancio, di tagliare le spese, di svendere i loro patrimoni; e da parte sua il super-governo si assoggetta alle agenzie di rating, da cui dipenderà totalmente. Se vale ancora il sillogismo, gli Stati europei sono totalmente assoggettati, più di prima, alle agenzie di rating e alle loro «opinioni».

Se non bastasse, la tripla A dello ESM è tutt’altro che assicurata. Fra gli Stati-azionisti che lo compongono, solo la Germania e i Paesi Bassi hanno per ora la tripla A, e insieme i due Paesi non rappresentano che il 32,5% del capitale. Tutto bene finchè i Paesi in difficoltà sono solo Grecia, Portogallo e Irlanda, che insieme pesano appena il 7%. Ma che cosa accadrebbe se Paesi come Spagna e Italia, già degradati dalle agenzie, perdessero altri punti a loro giudizio? Insieme, questi due Paesi pesano il 30%.

Mettiamo che anche la Francia perda le A (ha già cominciato), e si arriva al 60% dell’azionariato dell’ESM in difficoltà. Come volete che i «mercati» prestino al 2-3% a una banca in cui azionisti sono in maggioranza in dissesto? Esigeranno anche dallo ESM tassi più alti.

Così, proprio nel momento in cui lo ESM dovrà far fronte a grossi Paesi in difficoltà, quei Paesi – proprio perchè in difficoltà – non potranno più contribuire allo ESM. I bisogni di finanziamento soverchieranno largamente le sue capacità, che a quel punto graveranno sulla sola Germania, sull’Olanda e su una Francia pericolante. Lo smagliante rating della Germania sarà esso stesso in pericolo. I titoli emessi dallo ESM non faranno che salire, il suo debito gonfiarsi, fino a che questo castello di liquidità (debito su debito a piramidi sovrapposte, come diceva Maurice Allais) crollerà.

È il mercato, ragazzi! E l’avete voluto voi.

Lo ESM avrà un consiglio di «governatori» (i ministri delle Finanze dei 17 Stati azionisti) i quali nominato il consiglio d’amministrazione: 17 membri. Ma poichè questa è una ditta e non una democrazia, ciascun governatore dispone dei voti equivalenti alle azioni che il suo Paese possiede. Dunque, non c’è alcuna parità, come sarebbe in una riunione di Stati. Il potere è tedesco, i piccoli Stati non contano nulla, e infatti le «terapie» d’austerità applicate ai greci sono la ricetta tedesca, che tutti i competenti giudicano controproducente: infatti, sotto i rigori estremi, il debito greco è passato in soli due anni – dal 2008 al 2010
dal 113% al 98% del PIL. L’ultimo prestito di 130, non ha risolto e non risolverà nulla.

Nè i parlamenti nazionali, nè il parlamento europeo hanno il diritto ad esprimere un parere sulle azioni dello ESM. Quanto alle misure rigorose cui gli Stati indebitati dovranno piegarsi se accedono ai suoi prestiti, queste misure non sono applicate dallo ESM, bensì dalla «Troika»: Commissione Europea, Banca Centrale Europea, e Fondo Monetario Internazionale. Tre organi su cui i cittadini e i loro eletti non hanno alcuna voce in capitolo.

I tagli all’osso imposti alla Grecia (è vero, poco virtuosa) ma anche al Portogallo, che ha giocato secondo le regole, dicono che la Troika, nell’interesse supremo dei creditori, usa la mano pesante: massicce privatizzazioni, tagli dei salari, stroncamento del salario minimo, tagli alle pensioni, rimessa in discussione totale dei diritti dei lavoratori e delle protezioni sociali, rincari dell’IVA, eccetera.

Le austerità della Troika non potranno essere discusse, contestate e men che meno emendate. Votare diventa inutile, in Grecia, perchè «non ci possono essere emendamenti al programma e non ci saranno», come ha sibilato Angela Merkel.

Sembra ieri che la Merkel aveva espresso la vaga idea di «moralizzare» il mondo della speculazione selvaggia. Tutto finito. Paesi strangolati al servizio del debito, per far contenti i creditori. Con metodi che, come dice l’economista francese Michel Agliettà (ma è un coro unanime), aggravano la situazione debitoria invece di alleviarla.

«I piani di austerità sono fatti per pagare gli interessi sul debito. Ma austerità significa minor crescita, dunque minori introiti fiscali e aumento delle spese legate alla disoccupazione. Via via che gli Stati rinnovano le loro obbligazioni sui mercati per finanziarsi, i tassi dinteresse continuano ad aggravarsi. Il deficit della Grecia, invece di abbassarsi, sè accresciuto a causa del peso del debito».

«Ogni volta che si indurisce il programma di austerità», dice dal canto suo Michel Fried, economista del Laboratoire Social d’Action, «la recessione viene aggravata. Il 60% delle esportazioni della economia europee avvengono nella zona euro. Se tutti questi Paesi applicano l’austerità nello stesso momento...».

Non è possibile che questa verità sfugga nei piani alti dello ESM, e della Banca Centrale. Lo sanno benissimo. Per questo è più chiaro che il loro scopo non è il «risanamento» delle economie, la «riforma» delle spese pubbliche, la «competitività» da aumentare, bensì la presa del potere da parte dei poteri forti.

Essi approfittano della ricorrente crisi della democrazia, del discredito in cui sono caduti i governi e i parlamenti per loro colpa, per porsi come salvatori «tecnici», insomma per il loro colpo di Stato.

Sanno che avvenne lo stesso nel 1929-33 in Germania. Stanno applicando la stessa «cura» con cui il cancelliere Bruening (2) cercò di obbligare la Germania a servire il debito del settore industriale, che s’era indebitato a credito – con dollari roventi americani, attratti dai più lucrosi tassi d’interesse vigenti in Germania che si stava ricostruendo dopo la Grande Guerra – comprando terreni sopravvalutati (la bolla), impianti per «razionalizzare» la produzione, ossia aumentando la «produttività» con meno lavoratori. Industrie ad alta intensità di capitale scoprirono presto il lato oscuro della loro forza: le merci che producono, sempre più abbondanti, trovano sempre meno compratori, perchè i consumatori-lavoratori avevano perso potere d’acquisto.

I prezzi industriali calarono: s’innescava il ciclo tragico della deflazione. Nel 1931, nel disperato tentativo di sostenere i prezzi, gli industriali tedeschi ridussero la loro produzione di merci (in America, si gettarono a mare migliaia di tonnellate di granaglie e di latte, per sostenere i prezzi, mentre i disoccupati morivano di fame: la legge del «mercato» esigeva di ridurre l’offerta). Ma in Germania, siccome i costi fissi incomprimibili (interessi sul debito, tasse, ammortamenti, affitti) venivano così divisi tra un numero minore di beni, il costo di produzione crebbe in proporzione inversa ai profitti calanti, fino a divorarli.

Il sistema era ultra-liberista. La ricetta dell’ultraliberismo, allora come oggi, prescriveva: risparmiare il «costo fisso» del lavoro, il solo comprimibile. I lavoratori furono licenziati in massa. Ovviamente, non funzionò: per ogni lavoratore licenziato, era un consumatore che spariva.

Nel corso del 1931, molti industriali tedeschi non furono più in grado di pagare i debiti. «I cosiddetti costi incomprimibili erano diventati insopportabili, e cessarono di essere pagati». Con l’insolvenza dei debito, cominciarono i crack delle banche. Il cancelliere Bruening, andato al potere nel 1930, spese miliardi per salvarle: il libero mercato non si applica più, quando a soffrire è l’usuraio.

Allora torna di moda «l’intervento pubblico nell’economia». La mano invisibile del mercato viene sostituita dalla mano pesante dello Stato, a difesa dei creditori. Bruening lanciò la sua politica anti-deflazionista, secondo i dettami del liberismo: per legge, decretò un taglio generale dei salari del 15% (lo stesso che viene imposti ai greci, oggi).

Il calcolo era che, ridotto al lumicino il potere d’acquisto dei lavoratori, anche i prezzi sarebbero calati. La fame della classe operaia parve un prezzo agevole da pagare, per questo «risanamento» deflazionista. I prezzi non calarono, perche erano determinati da fattori ben diversi che i salari: essenzialmente, il costo del debito contratto per modernizzare, razionalizzare, retribuire il capitale a spese del lavoro.

Sette milioni di lavoratori – un terzo della forza produttiva – era disoccupato. La classe media spazzata via. L’economia tedesca era stata, solo un anno prima, un modello di prosperità capitalista in pieno boom, era ora devastata.

Anche allora, la democrazia s’era screditata fino all’impresentabilità, perchè s’era asservita al «mercato».

Il numero dei deputati nazisti passò da 8 a 107. Nel 1933, fu nominato cancelliere Adolf Hitler. Il suo programma, più volte esplicitato nei discorsi, affermava la centralità del lavoro nei confronti dei mezzi monetari, meramente strumentali: «La forza del lavoro germanico è il nostro oro. Solo il lavoro crea nuovo lavoro. Non è assolutamente il denaro che lo crea».

In pochi anni, violando tutti i dogmi liberisti, il nazismo assorbì completamente la disoccupazione e salvaguardò il potere d’acquisto dall’inflazione. Ma ovviamente le banche erano state asservite. La legge del 4 dicembre 1934 vietava alle banche di concedere prestiti sproporzionati rispetto alle riserve, fissandoli nel rapporto da 1 a 5. Le «operazioni rischiose» furono vietate, così come «la concorrenza sregolata e nociva», riportando il credito al suo compito ausiliario di «fissare una liquidità conveniente».

I poteri forti transnazionali hanno la loro memoria storica. Sanno che sono di nuovo a questo punto. Sanno che la crisi della democrazia, il suo screditamento senza ritorno, è propizio all’emergere dell’uomo forte che li sbatte fuori dai profitti, che impone il controllo di Stato sui mercati.

Allora hanno anticipato i tempi: la democrazia fa schifo? Eccovi l’uomo forte, ve lo diamo noi: Monti, Papademos, Draghi, Goldman Sachs... Va bene abolire la democrazia, purchè siamo «noi» a farlo.





1) Quando si guarda la situazione debitoria italiana, ci si trova davanti a un insolubile dilemma: da una parte si devono criticare le misure di austerità, i tagli e rigori impostici dai creditori internazionali attraverso il loro governo (Monti), perchè è ovvio che tagli e rigori riducono i consumi, aggravano la recessione, stroncando la crescita e dunque finendo per aumentare il debito pubblico, e più insostentibile il suo servizio. D’altra parte, gran parte della spesa pubblica italiana (almeno i 30% dei 770 miliardi) è puro spreco, corruzione, parassitismo e clientelismo, che occorrerebbe effettivamente tagliare senza pietà. Non è certo un caso se in Francia un chilometro di ferrovia ad alta velocità costa quasi dieci volte meno che in Italia; al punto che non si costruiscono più infrastrutture necessarie, perchè il sistema delle tangenti le ha rese prima proibitive, ed oggi è arrivato alla paralisi. Al punto da rendere auspicabile che non si comincino grandi opere (vedi Olimpiadi di Roma), sapendo che la torma divoratrice dei «politici» aprirebbe un buco nero incolmabile di inutilità edificatorie, subito in rovina perchè i marpioni hanno risparmiato il cemento per abbondare in mazzette. In Paesi come la Spagna o la Gran Bretagna, i tagli alla spesa pubblica incidono sulla carne viva; da noi inciderebbero solo sul grasso malsano, sul colesterolo cattivo. Ma come ovvio, nemmeno il governo Monti taglia quel grasso. Il licenziamento dei 10 mila 500 forestali della Calabria, anzi la loro incriminazione (sono malavitosi assenteisti, inadempienti parassiti cronici che la Ndrangheta ha fatto assumere in Regione), farebbe risparmiare 160 milioni l’anno; da solo, questo provvedimento farebbe di più per la crescita che la «liberalizzazione» dei taxi. È solo un esempio fra mille, sarebbe possibile tagliare 200 miliardi di spesa pubblica senza incidere sul funzionamento dei pubblici uffici, anzi migliorandolo. Ma Monti ha scelto la via più facile. La solita: aggravare le tasse anzichè tagliare le spese parassitarie. Ma così non ci sarà alcun «risanamento»,
«snellimento, «liberalizzazione».
2) È stato Paul Krugman a denunciare nelle attuali austerità imposte agli europei la «cura» di Bruening e i suoi effetti politici: «It was the Brüning deflation, not the Weimar inflation, that brought you-know-who to power». È stata la deflazione di Bruening, non l’inflazione di Weimar, a portare al potere chi sapete.


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Commenti  

 
# cangrande 2012-02-26 01:08
Blondet... Ha spiegato benissimo il motivo della demonizzazione di Hitler.
Mi permetto di riportare un passo dei "Protocolli dei Savi anziani di Sion" (anno 1901). Veri o falsi, (tanto sappiamo la verità...) non importa. Ma VERIDICI!!!
Leggete ATTENTAMENTE...!!!

“... Ogni prestito dimostra la debolezza del governo e la sua incapacità a comprendere i suoi diritti. Ogni prestito, come la spada di Damocle, pende sulla testa dei governanti, che invece di prelevare certe somme direttamente dalla nazione per mezzo di una tassazione temporanea, vanno dai nostri banchieri col cappello in mano. I prestiti all’estero sono come sanguisughe che non si possono distaccare dal corpo del governo, finché non cascano da sé, o finché il governo non riesce a sbarazzarsene. Ma i governi dei Gentili non desiderano di togliersi di dosso queste sanguisughe; al contrario ne aumentano il numero, ed è perciò che il loro Stato è destinato a morire dissanguato e per colpa loro. Perché, cosa è un prestito all’estero se non un sanguisugo? Un prestito è una emissione di carta governativa che implica l’impegno di pagare un interesse ammontante ad una certa percentuale della somma totale di denaro preso in prestito. Se un prestito è al 5%, in venti anni il governo avrà inutilmente pagato una somma equivalente a quella del prestito per coprirne la percentuale. In 40 anni avrà pagato due volte ed in 60 anni tre volte la somma iniziale, ma il prestito resterà sempre un debito non pagato. Da questo calcolo è evidente che simili prestiti, dato l’attuale sistema di tassazione (1901), toglieranno fino l’ultimo centesimo al povero contribuente per pagare gl’interessi ai capitalisti stranieri, dai quali lo Stato ha preso in prestito il denaro invece di raccogliere dalla nazione, per mezzo di tasse, la somma necessaria libera di interessi. Fin tanto che i prestiti erano interni, i Gentili non facevano che trasferire il denaro dalle tasche dei poveri in quelle dei ricchi; ma da quando riuscimmo, corrompendo chi di ragione, a far sostituire prestiti all’estero a quelli all’interno, tutte le ricchezze degli Stati affluirono nelle nostre casseforti, e tutti i Gentili principiarono a pagarci ciò che si può chiamare tributo. A causa della loro trascuratezza nella scienza del governo, o a causa della corruzione dei loro ministri, o della loro ignoranza in fatto di finanza, i sovrani gentili hanno reso i loro Paesi debitori delle nostre banche ad un punto tale, che non potranno mai redimere le loro ipoteche...”.
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# cgdv 2012-02-26 01:16
Caro Blondet hai spiegato tutto benissimo, in modo tale che anch'io, che capisco poco di economia, forse ho davanti agli occhi con precisione il meccanismo.
In pratica è quello adottato da coloro che prestano nell'ombra a privati, artigiani, piccole imprese in difficoltà e via dicendo. Questi disgraziati soggetti, esclusi per vari motivi dai canali del credito regolamentato, dopo poco perdono tutto definitivamente non potendo onorare l'accumulo del dovuto. Tutti sappiamo che nome dare a quello che universalmente è considerato un crimine e come tale perseguito, qualsiasi sia la colpa del debitore.
Se a volte la Storia ci presenta un crimine analogo, perpetrato con l'inganno, a danno degli Stati e dei popoli, da organismi talmente potenti da non poter essere fermati legalmente, perché ad un certo punto le regole vengono dettate da loro, non ci si deve stupire della possibilità che sorgano omologhi di chi... sappiamo.
Giuliano
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# shaula 2012-02-26 23:12
"... non ci si deve stupire della possibilità che sorgano omologhi di chi... sappiamo".
La figura di Hitler, che in veritá é stato un personaggio eccezionale, é stata brutalmente manipolata e falsificata dalla mistificazione della propaganda ebraica, che oltre ad averci speculato sopra, in modo infame, é riuscita ad indurre molti ad evitare di scrivere o pronunciare persino il suo nome. Miracolo del lavaggio di cervello sui piú sprovveduti ed applicazione pratica dell´arguto articolo di Blondet di soli pochi giorni fa: "Il mezzo é il messaggio".
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# lorrat 2012-02-26 12:28
Sempre interessantissi mi e precisi i Suoi servizi. Ma stavolta non concordo con la conclusione, che riporto:

I poteri forti transnazionali hanno la loro memoria storica. Sanno che sono di nuovo a questo punto. Sanno che la crisi della democrazia, il suo screditamento senza ritorno, è propizio all’emergere dell’uomo forte che li sbatte fuori dai profitti, che impone il controllo di Stato sui mercati.

Allora hanno anticipato i tempi: la democrazia fa schifo? Eccovi l’uomo forte, ve lo diamo noi: Monti, Papademos, Draghi, Goldman Sachs... Va bene abolire la democrazia, purchè siamo «noi» a farlo.

Mi sembra un'ingenuità, non so se dei poteri forti di cui si parla o dell'articolista a supporlo, pensare che l'Uomo Forte, come fu Hitler per la Germania, possa essere indicato e imposto da quegli stessi poteri che hanno creato il disagio sociale e portato la gente ad auspicarlo.
Perché l'uomo forte dovrebbe con tutta logica emergere da forze contrarie a questo sistema disastrato. Infatti Monti non è visto come salvatore della Patria, nonostante i media, vergognosamente asserviti, si sforzino di rappresentarlo come tale. Quindi aspettiamocene pure un altro, anche se ancora non si vede all'orizzonte.
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# rinus 2012-02-26 12:46
BASTA CONCENTRARSI SU ALCUNE FRASI CHE POSSONO TRANQUILLAMENTE CIRCOLARE PER RAGGIUNGERE ANCHE LE MENTI MENO AVVINAZZATE: Industrie ad alta intensità di capitale, scoprirono presto il lato oscuro della loro forza: le merci che producono.sempre più abbondanti, grazie ai bassi costi della mano d'opera, trovano sempre meno compratori, dato che a quest'utimi manca l'elemento essenziale, il quattrino. IMPICCARSI AL PROFITTO.
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# EdoardoCas 2012-02-26 15:07
Scusate ma non riesco a comprendere il grafico.
Se si rimborsa una parte del capitale anno per anno il debito diminuisce.
Se invece lo si paga con altro debito questo non può considerarsi pagato due volte ma bensì nessuna, il debito aumenta perché altre al capitale ci si è indebitati per pagare pure gli interessi.
Ma si sono indebitati per cifre insostenibili? Chi ha potuto fare un contratto del genere, quanto ignorante era oppure quanto è stato corrotto?
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# ware 2012-02-26 15:47
Per curiosità ho fatto il calcolo dei rimborsi del debito dal 2004 al 2010 e degli interessi pagati dall'Italia dal 2000 al 2010.

Interessi Pagati (mld euro)
2000: 74,864
2001: 78,386
2002: 72,520
2003: 68,573
2004: 66,227
2005: 66,534
2006: 69,096
2007: 77.452
2008: 81.313
2009: 70,408
2010: 70,152

Totale Interessi: €795,525 mld

Rimborsi Pagati (mld euro)
2003: 224,192
2004: 201,659
2005: 179,612
2006: 188,925
2007: 189,099
2008: 191,176
2009: 215,217
2010: 224,605

Totale Rimborsi del debito: € 1.614,485 mld

Per un totale di 2.410 miliardi (più del doppio della Spagna)!!!
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# ware 2012-02-26 16:08
Errata corrige: i rimborsi del debito come potete leggere sono dal 2003 al 2010 e non dal 2004.
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# Francesco 2012-02-26 16:54
Molto utile ma potrebbe per cortesia indicarne la fonte?
Grazie.
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# ware 2012-02-26 18:54
I dati riguardanti gli interessi li ho presi dal sito Istat, sezione "Conti e aggregati economici delle amministrazioni pubbliche" Tavola 1 all'indirizzo: http://www.istat.it/it/files/2011/09/tavole1.zip?title=Conti+delle+amministrazioni +pubbliche+-+02%2Fset%2F2011+-+Tavole.zip
invece i dati dei "Rimborsi del debito" li ho presi dal sito della Ragioneria Generale dello Stato all'indirizzo http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Il-Bilanci/2004/ per gli anni 2004-2005-2006-2007, per i restanti anni ho consultato i "Bilanci dello Stato" dal sito del Senato all'indirizzo http://www.senato.it/leggiedocumenti/152388/152421/152423/genpaginalistadossier_web_.htm (es. il bilancio 2009-2011 l'ho preso da http://www.senato.it/documenti/repository/dossier/bilancio/Elementi_di_documentazione/ED9.pdf)

Spero di non aver dimenticato niente.
Ciao.
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# grafica 2012-02-26 16:44
Bene, invitiamo ora i signori Monti e Napolitano ad entrare nelle EFFEDIEFFE.com. stamparsi e leggersi l'artiolo seduti comodi sulle loro poltrone...
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# FRANCI 2012-02-26 17:17
Secondo me l'epilogo di questa crisi sistemica sarà un'altra guerra mondiale come poi successe nel 1940, i preparativi ci sono già...
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# urbano 2012-02-26 17:42
Grazie a Cangrande, si capisce che i farisei comandano il mondo... finchè Dio vorrà!
Aiutati che Dio ti aiuta! Iniziamo con ripudiare il debito.
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# raffaele.giovanelli 2012-02-26 18:32
L’enorme massa di denaro sottratta agli Stati dove viene parcheggiata? Come si può nascondere un movimento di capitali enorme come quelli sottratti agli Stati nazionali? Chi sono i singoli destinatari? Perché non tornano in circolo sotto forma di consumi di extra lusso?
Si deve pensare che questi capitali vengano tesaurizzati e quindi di fatto distrutti non sfociando in nessun aumento dei consumi?
Raffaele Giovanelli
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# markus.mann 2012-02-26 18:56
Apprendo allibito, che la Spagna ha rimborsato, in poco più di dieci anni, il triplo di quanto aveva preso a prestito. Nonostante ciò, il debito sugli interessi ancora dovuti ammonta quasi a quanto già restituito! Non è usura questa?
La nostra situazione, pressoché identica nello schema di funzionamento, è peggiore semplicemente per il maggior debito. Anche noi siamo quindi sottoposti all'usura del sistema finanziario globale.
Gli altri Paesi a rischio, Grecia e non solo, presentano le stesse caratteristiche , con gli stessi agenti all'opera.
Riassumendo, attraverso la strozzatura del debito a usura, stiamo cedendo la nostra sovranità residua, diventando servi di "invisibili" dominatori usurai, facilitati dai volenterosi padri fondatori della cosiddetta "Europa" che, guarda caso, hanno avuto come comun denominatore l'appartenenza a qualche famiglia massonica.
Preda di usurai. Contaminati e traditi dai massoni. Servi in patria di "stranieri" invisibili...
Tutto ciò dice qualcosa a qualcuno?
La paura del politicamente scorretto è tale da far preferire quello che sta accadendo?
Non credo che chi legge questo sito abbia dubbi in proposito.
Prepariamoci uniti a lottare, assumendoci quindi le nostre responsabilità di cristiani consapevoli che bene e male non sono opinioni. E che il MALE va combattuto, con qualsiasi mezzo.
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# Catello 2012-02-26 18:59
I debitori, cioè gli Stati europei, al colmo della disperazione, si autotassano (con quali soldi?) per costituire la banca ESM, che prestando con leva 1 a 10 ai suoi proprietari pagherà i loro debiti? Ma allora tutti debitori del mondo riuniti a gruppi potrebbero fare la stessa cosa.
Se non c’è almeno un accordo formale con la BCE, che faccia da prestatore di ultima istanza alla banca ESM, a tassi inferiori od uguali all’inflazione, è come voler attraversare l’oceano dentro uno scolapasta, come quella vignetta del FT.
E tutto questo perché solo l’Europa non può avere una BC e una moneta propria?
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# Franco_PD 2012-02-26 20:08
Uno dei migliori articoli di Blondet, sicuramente. Conciso, in termini chiari e precisi (da ceffone in piena faccia...) spiega alcuni concetti fondamentali. Che nessuno poi affronta neppure di striscio, da nessuna altra parte. E cioè che i Poteri Forti ci vogliono cinesi (schiavi ad un euro l'ora), e che ogni remake delle soluzioni degli anni '30 è fuori discussione. Forse (leggendo altri interventi) non lo si è compreso. Chi comanda si è cautelato dal rischio dell'Uomo Forte. Riesce infatti a proporre "uomini della provvidenza" - senza il consenso elettorale - che vengono recepiti dal volgo come deux ex machina che risolveranno i problemi. E invece sono emanazione diretta di chi i problemi stessi li ha generati. Monti qui da noi. Del resto l'Europa stessa è governata nella pratica da gente non eletta da nessuno. Uniteci il fatto che tutti partecipano (coi social network), tutti dicono la loro, ma nessuno conta in realtà una cippa né è disposto a rischiare scendendo in piazza in termini diciamo "attivi" e non "rappresentativi " e la conservazione del nostro scivolo verso l'inferno è assicurata. Veramente non riesco ad immaginare come si possa restare a galla, non dico nemmeno uscire dalla fogna. Leggevo oggi delle uscite della celebre cantante cattolica irlandese Sinead O'Connor, bravissima, che però ormai fuori come un balcone si lasciava andare a fantasie tipo: "Mi piacerebbe parlare di economia stando senza vestiti a quattro zampe, con un collare da cane al collo". Si ride. Poi però ti rendi conto che nella sostanza è esattamente quello che - non facendo parte del Club degli Illuminati - si fa di solito.
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# shaula 2012-02-27 00:06
Questa é una ammissione di totale impotenza che lascia sgomenti. Tutti dicono: ci vorrebbe un altro Hitler. Perché sarebbe l´unico che avrebbe la determinazione di mettere sotto processo tutti i responsabili delle banche di speculazione che hanno massacrato le economie del mondo intero, annullare tutti i debiti di usura internazionali e ristabilire un sano equilibrio finanziario.
L´abiltá dei criminali della finanza consiste nel fatto di avere cosí ferocemente demonizzato la figura del dittatore tedesco da indurre le loro stesse vittime a prendere le distanze da un altro uomo forte.
Con questo abile "sbarramento" e con quell´altro che si chiama "antisemitismo" ogni possibilitá di uscire dal tunnel é preclusa.
Resta l´esasperazione dei popoli presi per la gola. Per questo il ruolo dei militari, in tutte le nazioni, diventerá determinante.
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# Franco_PD 2012-02-27 12:36
La questione dell'"Uomo Forte" mi sembra vada letta così: dopo che negli anni '30 c'era (e non solo in Germania e in Italia) chi era riuscito a mettere la mordacchia alla Grande Finanza internazionale (o almeno ci aveva provato) oggi si riesce a fare tabula rasa. Basti pensare alla fine miserevole di un Haider, finito male e oltretutto con la damnatio memoriae di essere un finocchio alcolizzato. E non era certo al livello di altri del passato, diciamocelo. Anche qui da noi, sia pure con meccanismi diversi e storie particolari alle spalle, Berlusconi è stato liquidato con processi basati sul nulla e con storie di sottane (di donne pronte a levarsele poi, non strappate di prepotenza come nel caso dell'ebreo socialista francese...). E dico questo senza essere mai stato un sostenitore del progetto politico del Cavaliere, ma potendo rilevare (tra le altre cose) che l'unico a parlare della "mancanza del prestatore di ultima istanza" fu lui, nella sua ultima apparizione ufficiale in TV. E lo censurarono pure! E si trattava in definitiva solo di un piccolo intruso arrivato al governo (neppure al potere). Tanto è bastato per farlo fuori. Io non credo ai militari come risoluzione del problema. C'è chi ha detto che la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla gestire ai militari. Io aggiungerei: anche la politica.
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# shaula 2012-02-27 20:16
In effetti i militari, piú che gestire la guerra eseguono gli ordini. Nel caso specifico della Grecia, per esempio, il prossimo ordine impartito ai militari, sará quello di porre sotto sequestro i beni del popolo greco che peró ovviamente non tollererá questa imposizione. Da qui il dilemma del soldato greco: Obbedire a chi lo mantiene, oppure stare dalla parte di chi l´ha mantenuto fino all´etá adulta
(ossia i propri famigliari). Non ho dubbi che i militari si schiereranno col proprio popolo e che il debito greco sará ripudiato, dando il lá ad analoghe rivolte anche in altri Paesi.
Gli usurai internazionali sono terrorizzati dal fatto che gli eventi possano prendere questa piega perché sono destinati a fare la fine del condor. Questo rapace infatti, é anch´esso cosí rapace, da rimpinzarsi cosí tanto della carne delle proprie vittime da non riuscire piú a volare.
A questo punto diventa facile preda dei suoi nemici.
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# shaula 2012-02-27 23:03
Errata corrige:.. questo rapace infatti, é anch´esso cosí avido, da rimpizarsi...
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# sayli 2012-02-26 20:58
Caro Blondet, come Lei ha più volte evidenziato lo scopo è ridurre le sovranità nazionali ad un bel nulla.
Un'altro chicco di sabbia che aiuta a fare massa critica contro gli affamatori dei popoli lo stanno sostenendo questi intellettuali a cui vorrei che anche Lei si aggiungesse.
Vàturu Sayli

Molti intellettuali si pongono un obiettivo con una petizione a favore della Grecia e di tutte le nazioni europee in default: Se non lo facciamo noi, chi lo farà? Se non adesso, quando?
Vicky Skoumbi, redattrice della rivista Aletheia, Atene, Dimitris Vergetis, direttore di Aletheia, Michel Surya, direttore della rivista Lignes, Parigi.

Prime adesioni: Daniel Alvaro, Alain Badiou, Jean-Christophe Bailly, Etienne Balibar, Fernanda Bernardo, Barbara Cassin, Bruno Clement, Danièle Cohen-Levinas, Yannick Courtel, Claire Denis, Georges Didi-Hubermann, Ida Dominijanni, Roberto Esposito, Francesca Isidori, Pierre-Philippe Jandin, Jérome Lebre, Jean-Clet Martin, Jean-Luc Nancy, Jacques Ranciere, Judith Revel, Elisabeth Rigal, Jacob Rogozinski, Avital Ronell, Ugo Santiago, Beppe Sebaste, Michèle Sinapi, Enzo Traverso

Per firmare e vedere la lista completa dei firmatari, cliccare qui

L’obiettivo non è il "salvataggio"della Grecia: su questo punto tutti gli economisti degni di questo nome concordano. Si tratta di guadagnare tempo per salvare i creditori, portando nel frattempo il Paese a un fallimento differito.

Si tratta soprattutto di fare della Grecia il laboratorio di un cambiamento sociale che in un secondo momento verrà generalizzato a tutta l’Europa.

http://sadefenza.blogspot.com/2012/02/salviamo-la-grecia-dai-suoi-salvatori.html
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# Pietro G 2012-02-26 21:15
Articolo certamente illuminante. I crediti a buon mercato sono stati quindi l'esca usata per catturare il pesce, o meglio il mezzo più veloce e sicuro per trasformare un popolo libero in servi della gleba.
Il riscontro con il contenuto dei famosi "Protocolli" è impressionante, così come impressionante è l'intelligenza diabolica di chi li ha scritti e l'ignoranza (direi quasi criminale) becera del popolo marionetta che celebra come un salvatore colui che è stato imposto (si può dire senza paura di sbagliare) come garante della loro schiavitù.
Le analogie con la Repubblica di Weimar sono sempre più marcate: la crisi economico- finanziaria, la corruzione e l'incompetenza della classe politica, il declino dei costumi e il clima da ultima spiaggia. È interessante vedere però i tratti nuovi che differenziano questo periodo da quello di Weimar: le armi di distruzione di massa, la globalizzazione economico finanziaria, l'uso massiccio dei mass media per controllare l'opinione pubblica, l'immigrazione incontrollata e un generale declino della influenza della religione. Forse pensano che questo li proteggerà da una nuova edizione del nazionalsociali smo. Secondo me si illudono.
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# SILVIO54 2012-02-27 09:28
Citazione Pietro G:
Articolo certamente illuminante. I crediti a buon mercato sono stati quindi l'esca usata per catturare il pesce, o meglio il mezzo più veloce e sicuro per trasformare un popolo libero in servi della gleba.
Il riscontro con il contenuto dei famosi "Protocolli" è impressionante, così come impressionante è l'intelligenza diabolica di chi li ha scritti e l'ignoranza (direi quasi criminale) becera del popolo marionetta che celebra come un salvatore colui che è stato imposto (si può dire senza paura di sbagliare) come garante della loro schiavitù.
Le analogie con la Repubblica di Weimar sono sempre più marcate: la crisi economico- finanziaria, la corruzione e l'incompetenza della classe politica, il declino dei costumi e il clima da ultima spiaggia. È interessante vedere però i tratti nuovi che differenziano questo periodo da quello di Weimar: le armi di distruzione di massa, la globalizzazione economico finanziaria, l'uso massiccio dei mass media per controllare l'opinione pubblica, l'immigrazione incontrollata e un generale declino della influenza della religione. Forse pensano che questo li proteggerà da una nuova edizione del nazionalsociali smo. Secondo me si illudono


Tranne l'immigrazione massiccia nei Protocolli c'è tutto il resto. Controllare per prenderne atto...
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# Pietro G 2012-02-27 12:29
Le armi di distruzione di massa (atomiche, chimiche, biologiche) non ci sono nei Protocolli, non solo perchè non erano state ancora inventate, ma anche perchè l'attività bellica lì è ricondotta alla imposizione dell'ordine finanziario e alla schiavitù del pagamento degli interessi sul debito. Perchè distruggere il proprio nemico quando lo può sfruttare come schiavo per arricchirsi? Perchè la conquista del territorio con i carri armati, quando lo stesso territorio lo si può comprare con i soldi estorti direttamente al nemico?
Il NWO tanto discusso dei siti internet è già quì. È l'ordine della finanza internazionale.
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# Nuovo Mondo Nuovo 2012-02-26 23:41
Un articolo stupendo (grazie Direttore) e allo stesso tempo angosciante...
Purtroppo non sarà mai ripreso e pubblicato in uno qualsiasi dei nostri giornali quotidiani completamente asserviti al sistema. Oltre al Direttore e alla Redazione, ci sono in questo sito molti lettori che fanno autorevoli commenti, gradirei una vostra opinione.
Grazie e un saluto a tutti
------------------------------------------------------------
Per quanto riguarda la persona da lei citata è avvenuto esattamente il contrario; un articolo di Blondet lo ha lanciato. Si tratta di un venditore.
FdF
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# CESCO 2012-02-27 00:02
Dal 1994 a oggi 900 miliardi di euro, esattamente da quando Ciampi decise di finanziare il nostro debito publico mettendo all'asta i nostri Buoni del Tesoro sulle piazze internazionali, e sono solo la somma che è stata pagata all'estero per interessi, senza contare gli interessi pagati agli investitori italiani. Tutto successe all'improvviso: Sembrava che lo Stato non avesse più bisogno dei nostri risparmi per finanziare il debito. Gli interessi arrivarono quasi a zero e vennero fuori all'improvviso investimenti che da noi non si erano mai sentiti (fondi bilanciati, obligazioni, azioni, pacchetti di prodotti più o meno rischiosi, etc., etc.) e solo loro garantivano qualcosa in più di interesse. La gente di queste cose non capiva niente e tanti presero delle belle sberle con l'Argentina, Parmalat, Cirio, ecc., ecc., e con tutti i pacchetti tarocchi che gli confezionavano le banche per derubarli dei loro risparmi. All'improvviso apparvero in tutto il territorio un sacco di Finanziarie che truffavano i risparmiatori con tassi da usura, le agenzie delle banche crescevano come funghi ma nessuno capiva che erano nate non perchè le cose andavano bene e sarebbero andate meglio, ma perchè era cominciato un attacco concentrico ai risparmi degli italiani, che a quei tempi ed ancora adessso nonostante tutto erano e sono i più ricchi della terra, e il tutto permesso e studiato dai nostri governanti infami e corrottissimi con l'aiuto della magistratura. Fecero fuori una intera classe politica che era al potere in quel momento con tangentopoli, e ci misero al loro posto degli indegni portaborse incapaci e ladri che svendettero per un pugno di soldi quasi tutto il patrimonio industriale italiano a stranieri, soltanto per arrivismo e per una misera e fatua gloria. E' proprio da quel momento che comincia ad andare fuori controllo il debito dello Stato: con aumenti esagerati e senza controlli degli stipendi alla magistratura, ai politicanti, ai sindacati, alle Regioni, alla sanità fino ai Comuni che cominciarono a indebitarsi con le banche, ecc., ecc. Uno Stato ricchissimo come l'Italia, terza potenza economica, viene dissanguata da questi incompetenti e ladri, e ancora adesso è così. Ci voleva quel che è successo in questi ultimi mesi alla gente per cominciare a capire che, per più di vent'anni siamo stati in balia di criminali che hanno portato allo sfascio la nazione. Questi sono così coglioni e senza vergogna, che neanche si rendono conto che si stanno scavando la fossa da soli tenendo in piedi il governo attuale.
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# steveds 2012-02-27 15:21
"Ma dove sono finiti quei 1.020 miliardi di euro che la Spagna ha pagato al sistema bancario-usurario e speculativo?"

Questo è quello che non riesco a capire: tutto il fiume di denaro che viene drenato dal lavoro dei popoli verso le grosse concentrazioni bancarie/finanziarie che fine fanno?
Come è possibile che colossi bancari siano a rischio fallimento nonostante abbiano partecipazioni azionarie delle Banche Centrali?
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# cgdv 2012-02-27 01:35
@Shaula
Il Suo commento al mio post è quanto di più presuntuosament e sbagliato Lei abbia mai potuto scrivere. Mi meraviglio che sia stato pubblicato senza ANNOTAZIONI da parte di FdF.
Comunque sappia che si rivolge ad un difensore storico sia di Hitler che del nazifascismo.
Sorvolando sull'offesa gratuita che mi mette tra i più sprovveduti, le dirò di leggersi l'ultima riga delle note in calce all'articolo di Blondet, perché è questo il modello che,nel mio piccolo, ho evidentemente ripreso come letteratura.
Giuliano
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# shaula 2012-02-27 15:47
Gentile Giuliano, mi scuso con la mia involontaria gaffe, dovuta alla mia lettura troppo frettolosa del tuo commento. In effetti, prendersela con qualcuno che, come il sottoscritto, difende Hitler ed il Nazionalsociali smo da decenni, sarebbe un assoluto nonsenso. Confido che questa osservazione ti induca a credere alla mia buona fede.
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# Gilles 2012-02-27 09:42
Fra tutti gli interrogativi che l’articolo, solleva uno più di tutti mi pare quello più urgente, come qualcuno sostiene, ovvero dove realmente sono andati a finire tutti questi soldi. Nell’apprezzare il lavoro di conto fatto da ware, mi convinco sempre di più che ci deve essere una specie di idrovora nel mondo che risucchia queste immense quantità di denaro. Anche se potrebbe sembrare, in realtà pare che non siano le banche, che in tutto il mondo occidentale, in Europa in particolare, sono in sofferenza. Se è vero che la BCE si appresta a dare ulteriori fondi alle banche che ne fanno richiesta, è ormai scontato che queste non ricavano più risorse sufficienti dal mercato normale. E non direi nemmeno che le banche abbiano lo scopo finale di arricchirsi confiscando i beni immobili dei privati cittadini; si, può essere in parte vero, specie per i grandi speculatori, ma per le istituzioni finanziarie, avere in gestione immobili che perdono valore, in un mercato che vede le compravendite diminuire drammaticamente , è un peso enorme.
L’ESM potrebbe essere un altro meccanismo al servizio di questa idrovora mondiale succhia soldi: tra l’altro se l’Italia deve apprestarsi a versare 125 miliardi come partecipazione all’ESM, si comincia anche a comprendere come mai lo Stato centrale stia disponendo il trasferimento dei fondi dai conti correnti in disponibilità di enti autonomi e territoriali (Regioni, Province, Comuni e anche Università) a favore delle contabilità speciali aperte presso la tesoreria statale. Si legge in giro che la parte cattiva del potere mondiale nascosto, (che controllerebbe ormai solo 5 Paesi, USA, Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia) stia cercando disperatamente di continuare ad assicurare i fondi per i suoi apparati, soprattutto militari, ma non solo; se il resto del mondo si mette d’accordo per adottare monete nuove o usare addirittura il baratto per scambiarsi materie prime e altro, per questa gente è finita; mi sembra un’ipotesi verosimile, da considerare.
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# milvus 2012-02-27 11:29
Concordo in tutto, proprio dalla Spagna oltre ad arrivare i sospetti di aver servito ampliamente il debito,adesso gli spagnoli si stanno domandando perchè dovrebbero pagare l'istallazione di uno "scudo antimissile", ma non solo, sono due anni che si rifiutano di essere schiavi degli americani su questo aspetto, che, a priori, li metterebbe nell'occhio del ciclone, quando sappiamo benissimo che la Spagna fu quasi l'unica nazione che non ebbe il "pronto soccorso" e la missione delle "crocerossine" della ricostruzione dopo la guerra.
Gli altri Stati europei purtroppo subirono la partecipazione degli EEUU dopo la guerra, diciamo l'inizio della vera guerra monetaria, che diede la possibilità ai banchieri tipo Rockefeller di arrivare in Europa e nella sua cultura di fondo. Quei banchieri, gli stessi che soccorsero i rovinati dalla guerra finanziarono Hitler affinchè la promuovesse, visto che si è verifato per loro un negozio straordinario, che li ha arricchiti ancora. Solo che prima morivano in tanti, peggio per chi muore, meglio per i banchieri che restano! Più distruzione, più carità pelosa usuraia. Meno che per gli spagnoli, molti Stati europei considerarono gli aiuti americani una benedizione, e la NATO la base della sicurezza.
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# Milo Dal Brollo 2012-02-27 13:37
Ma scusate... ma se poi persino l'umo forte da loro proposto porta alla catastrofe, quando essa verrà e ci sarà la rivolta generale, e gli uomini torneranno ad essere bestie assetate di vendetta, ma come pensano di salvarsi questi qua? Chi semina vento raccoglie tempesta, vanno di male in peggio.
L'unica cosa che li può salvare è l'oblio, qualora noi ci abituassimo alle condizioni di schiavitù. Vedi l'Africa. Speriamo che non avvenga mai.
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# Franco_PD 2012-02-27 21:01
A me viene l'idea, sulla base della frase shock di Blondet "Ci vogliono tutti cinesi" che camperanno benissimo alla nostra faccia e sul nostro lavoro. In Cina si vendono benissimo le Ferrari e gli articoli del lusso più sfrenato. I milionari in dollari abbondano. Ma se si realizza quanti sono i cinesi si comprende che una struttura oligarchica plutocratica neo-medioevale è possibile. Vedete molta gente ribellarsi in Cina? Più che altro vedo code (filmati in rete) di gente che ambisce a farsi assumere a Foxconn, che produce i prodotti Apple. A 1 euro l'ora. E di rivolte di massa non mi sembra di notarne.
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# cgdv 2012-02-27 19:33
@Shaula
Caro Shaula nessun problema, a volte capita di voler fare un po' di letteratura, tanto per cambiare, e di non essere capiti da chi non ci conosce. In ogni caso voglio dirti che sul piano generale, quello che hai scritto è purtroppo esatto.
Giuliano
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# Catello 2012-02-28 03:26
Molti si chiedono dove siano finiti tutti i soldi pagati dalla Spagna e dall'Italia per servire il debito. Ma questa domanda è ingenua e mal posta. Tramite le banche e gli Stati, attraverso i prestiti, i tassi e le tasse, i proprietari del dollaro e dell’euro regolano la quantità di massa monetaria nelle nostre tasche a fronte di tutti i beni prodotti per essere venduti. Più sono i beni prodotti e più è bassa la quantità del nostro denaro più essi sono ricchi e potenti, perché a quel punto con i loro soldi, che si possono stampare a piacere, possono comprare tutto e tutti, soldati compresi. Perciò quando si producono molti beni come ora, la loro ricchezza e potenza dipende unicamente dalla nostra povertà, viceversa più ricchi siamo noi, più loro sono poveri. Quando però poi si giunge al limite che le economie dei Paesi produttori, tipo oggi Germania e Cina, sono seriamente minacciate, possono scegliere se consolidare ulteriormente il loro potere attraverso guerre di conquista, oppure immettere più soldi nell’economia reale per farla riprendere. Attualmente la prima opzione è impraticabile, dato il pericolo nucleare, ciononostante essi, i padroni della moneta, hanno ancora bisogno di renderci più poveri e quindi di diventare più ricchi, perché devono impedire che le guerre dell’ultimo decennio, andate peggio delle aspettative, si concludano con un fallimento completo. Però dato che la Germania sta incominciando a crollare ecco che già da domani, 29/02/12, le banche europee potranno usufruire di altri soldi a condizioni ancora convenienti per essere reinvestiti, dato che l’economia è ancora in piedi, perché dopo che cadesse in depressione i soldi non servirebbero più a farla riprendere.
Questa è solo una misura tampone, per una ripresa dell’economia invece bisognerà aspettare che si consolidi la situazione in Medio Oriente, attraverso un accordo tra America, Russia e Cina.
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# Catello 2012-02-28 07:02
Naturalmente tutto viene presentato dai mass media come piovuto dal cielo, come leggi della natura e dell'economia contro le quali non si può far nulla. Ad esempio se dopo tanto benessere c'è una crisi si dirà che è normale perché l'economia ha un andamento ciclico. Non certo che i soldi vengono fatti mancare ciclicamente. Se si muore negli ospedali è normale, non certo perché si lascia che il 15% delle medicine venga sbagliato all'atto della somministrazion e, e altri andazzi, che rallentano la crescita del numero dei pensionati. Etc.
Naturalmente tutto dipende dal fatto che la gente è troppo pigra, modesta e diffidente e lascia tutti i problemi più spinosi in mano a chi ne sa di più e a istituzioni potenti che sembrano molto affidabili. Chi ha la disponibilità di una piccola somma potrebbe fare un prestito a una persona di fiducia senza pretendere nessuna garanzia e senza chiedere nessun interesse. In genere rivedrebbe la somma prestata e verrebbe ripagato dalla gratitudine. Però si trova sempre un meglio da contrapporre ad ogni bene, ad esempio meglio che fidarsi è non fidarsi, salvo andare in banca e firmare fogli senza poterli leggere, etc. E' sempre il potere che ci deve risolvere tutti i problemi, e poi le cose vanno come vanno: secondo natura.
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# Ermes 2012-02-28 08:53
Direttore, potrebbe citare la fonte del sito spagnolo dal quale ha preso i dati? Scrive che é un sito spagnolo, ma la tabella che mostra é in francese. Grazie.
---------------------------------------------------------------
Abbiamo girato la sua domanda a Blondet che ha così risposto:
"Purtroppo non riesco a ricostruire e a ritrovare la notizia. Si tratta del sito 'Basta Mag', che è l’emanazione francese di gruppi spagnoli e sudamericani.
La redazione
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# Ermes 2012-02-28 20:35
Ringrazio la Direzione per aver girato la ia domanda al Direttore.
Ho trovato l'articolo: http://www.bastamag.net/article2128.html?id_mot=80
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# Saturn 2012-02-28 15:33
L'ultimo numero del Noachide:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/02/28/visualizza_new.html_105270138.html
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# canzio.dovigo 2012-03-13 22:41
Caro Blondet non capisco! Ma se lei presta 3.000 eu ad un amico (a me è successo) non se li fa restituire? Magari con un po' di interesse. E se questo non glieli restituisce, che fa? Gliene presta ancora? A me, che sono un fesso, è successo. Ma al terzo giro ho smesso di prestare!!! Saluti
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# BULEGH 2012-05-05 14:26
Il debito l'abbiamo già pagato?
Esattamente chi?
Gli adoratori vesuviani di mr. Napulitano?
Oppure i Pirla-del-Nord, bestiali classi "più-guadagno-men-me-lagno", nei dintorni di Varese e contigue regioni dell'Europa suddita di liberatori "leader" serkazzy & smerkel style?
Una maggior precisazione a tal proposito sarebbe forse, non dicasi opportuna, ma almeno un po' più bona?
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