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Centinaia di manifestanti pro-Assad tentano di assaltare a Tunisi la sede del vertice sulla Siria
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Manifestanti siriani proregime assaltano la sede dove si fa il vertice del CNS a Tunisi. Esistono anche loro. Intanto vicino a Damasco i "ribelli" assaltano un monastero cattolico

MILANO
- La questione siriana s'infiamma anche al di fuori dei confini dello Stato arabo. Centinaia di manifestati pro-regime di Assad hanno infatti tentato di forzare la sede dove si svolge la conferenza sulla crisi siriana, organizzata dalla Lega araba a Tunisi. «No al Congresso dei nemici della Siria e dei nemici della nazione araba!», «È un congresso per gli interessi americani e sionisti», gridavano i manifestati che sono stati respinti dalle forze dell'ordine. Alla conferenza sono presenti gli Stati Uniti con il Segretario di Stato, Hillary Clinton, e altri 60 Paesi, tra cui l'Italia, rappresentata dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi.

LA QUESTIONE DIPLOMATICA - Gli scontri all'esterno sembrano essere il disperato tentativo di fermare le possibili azioni che i Paesi arabi potrebbero prendere contro il regime del dittatore siriano. Prima tra tutte la richiesta di un cessate il fuoco. Il dibattito diplomatico, mai come in queste ore è in piena evoluzione. La Francia ha dichiarato infatti di considerare ormai il Consiglio nazionale siriano (Cns) come «interlocutore legittimo», attorno al quale «deve organizzarsi l'opposizione», ma senza impegnarsi in un riconoscimento formale. E anche l'Onu ha deciso al di là dell'empasse in cui si trova il Consiglio di sicurezza ostaggio dei contrapposti veti, di fare di più. Per sbrogliare l'intricata matassa siriana infatti, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon ha voluto che entrasse in campo il suo predecessore. Così Kofi Annan è stato nominato inviato speciale internazionale di Onu e Lega Araba. La decisione è stata presa proprio mentre sono ripresi i bombardamenti sul quartiere Baba Amr di Homs, città del centro della Siria sotto assedio da settimane.

COOPERAZIONE DI TUTTI - «L'inviato speciale - sottolinea un comunicato del Palazzo di vetro - sarà il rappresentante del più alto livello del segretario generale dell'Onu e della Lega Araba per quanto riguarda la crisi siriana. Avrà l'obiettivo di portare a termine le violenze e le violazioni dei diritti umani e promuovere una soluzione pacifica alla crisi allo scopo di alleviare la crisi umanitaria e facilitare il processo di pace verso una soluzione politica che include le legittime aspirazioni democratiche del popolo siriano, da raggiungere - conclude la nota - attraverso il dialogo tra il governo siriano e l'intero spettro delle forze di opposizione siriana». Da parte sua il neo inviato speciale, definendosi onorato dell'incarico, fa appello a tutte le parti «per una piena cooperazione a sostegno di questo determinato e unitario sforzo delle Nazioni Unite e della Lega per aiutare a porre fine alle violenze e alle violazioni dei diritti umani in Siria».

IL VERTICE DI TUNISI - Occhi puntati sul vertice di Tunisi, dove le nazioni partecipanti chiederanno al governo siriano un immediato cessate il fuoco per consentire la distribuzione di aiuti ai civili, in assenza di un consenso internazionale su un intervento per metter fine alle violenze in corso da metà marzo nel Paese. Nel vertice, ribattezzato degli "Amici della Siria", l'obiettivo sarà stilare una risoluzione che chieda la fine immediata delle violenze per permettere al personale delle Nazioni Unite di entrare a Homs, sotto assedio da 20 giorni, e alle agenzie umanitarie di consegnare beni di prima necessità alla popolazione. Nessun accenno verrà fatto invece ad un intervento militare ma si sottolineerà l'impegno ad inasprire le sanzioni contro Damasco, dall'embargo petrolifero e delle armi al congelamento dei beni e al blocco dei visti. Nella bozza il Consiglio Nazionale Siriano - che raggruppa le principali correnti di opposizione e sarà presente al summit tunisino - viene definito «legittimo rappresentante dei siriani che desiderano un cambiamento democratico e pacifico»: una formula che non può considerarsi un vero e proprio riconoscimento. Al vertice saranno presenti anche rappresentanti della Croce rossa internazionale che stanno già lavorando con le autorità siriane e con l'opposizione per cercare di consegnare gli aiuti. La proposta è stata discussa dal Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, con diversi leader internazionali. Russia e Cina tuttavia insistono: l'unica via per arrivare a una soluzione della crisi siriana parte «dalla veloce interruzione dei qualsiasi violenza». Nessun delegato di Mosca, salvo ripensamenti dell'ultima ora, sarà a Tunisi, mentre la Cina ha definitivamente deciso di non andare. I due Paesi portano avanti una linea comune in sede di Consiglio di Sicurezza e hanno bloccato due risoluzioni di condanna della violenta repressione messa in atto dal regime siriano contro le proteste. E in forse è anche la partecipazione del Comitato di opposizione al regime di Assad, che vede nella decisione un primo passo verso un intervento militare «sulla base di motivazioni oscure»

L'INFERNO DI HOMS - E mentre la diplomazia internazionale muove i suoi passi, sul terreno la situazione resta difficilissima con nuovi bombardamenti a Homs e almeno una cinquantina di morti nella giornata di giovedì. Secondo gli attivisti, nella mattinata di venerdì il quartiere Baba Amr, diventato epicentro della rivolta anti Assad, è di nuovo sotto attacco. La zona, sotto assedio dal 4 febbraio, è colpita da bombardamenti quotidiani destinati a piegare la resistenza dei ribelli. La situazione pare dunque disperata. Soprattutto per la popolazione civile. Intanto migliaia di siriani sono tornati in piazza nel tradizionale venerdì di protesta anti-regime per esprimere solidarietà nei confronti di Homs e delle altre regioni colpite dalla repressione delle forze governative. E un nuovo appello è arrivato dall'agenzia delle Nazioni Unite per l'infanzia: «L'Unicef è atterrito per l'impatto sui bambini dell'escalation di violenza in Siria», ha spiegato il direttore generale dell'Unicef Anthony Lake. Che ha aggiunto: «Molti hanno assistito a violenza e hanno perso i loro cari. È così straziante ascoltare le preghiere delle famiglie siriane che hanno bisogno di aiuto e assistere all'aggravarsi delle sofferenze nei bambini». Come, dire, che bisogna davvero fare presto.

MONASTERO - Grave episodio di violenza anche all'interno del Monastero di Mar Musa, a nord di Damasco e guidato da anni dal monaco gesuita italiano Padre Paolo Dall'Oglio, dove mercoledì scorso (ma la notizia si è appresa solo ora) una trentina di uomini armati e a volto coperto eccetto il loro capo hanno minacciato e maltrattato suore, monaci, fedeli e pastori.

GIORNALISTI FERITI - Il Comitato della Croce Rossa internazionale (Cicr) ha avviato le procedure di evacuazione dei feriti nel quartiere di Baba Amr, a Homs, in Siria: lo riferisce la tv France 24. I giornalisti francesi Edith Bouvier e Williams Daniels hanno chiesto aiuto per lasciare Homs dopo che la Bouvier ha subìto fratture alla gamba nei bombardamenti di mercoledì, in cui hanno perso la vita i colleghi Marie Colvin e Remi Ochlik, di nazionalità statunitense e francese.

Fonte >  Corriere.it


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Commenti  

 
# viktor - ss 2012-02-26 12:47
Congresso sion-pluto-massonico. Basta dire che ci partecipa quella vacca della Clinton, ormai in crisi da menopausa e in odore di follia messianica...
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# astrorosa1 2012-02-26 19:35
La crisi in Siria è voluta per giustificare e preparare l'attacco all'Iran.
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# SART 2012-02-27 01:25
Ci sono tre Stati, Libano, Siria ed Iran, che devono essere annichiliti per il bene di Israele. Ma i dirigenti dei tre Stati in questione lo sanno molto bene. Per questo di sono alleati e per questo, se uno di essi viene aggredito, gli altri due sono ben pronti a colpire Israele.
Lo Stato satanico questo lo sa, ma sa anche che il tempo non lavora per lui...
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# Vitoparisi3 2012-02-27 18:41
Ma, i cristiani chi li difende? Né l'ONU, né l'Europa, né il clero di stanza altrove. Sembra quasi che russi ed iraniani abbiano più a cuore la tutela dei luoghi sacri cristiani, che non l'Italia o la Spagna, un tempo cattoliche.
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# atlaservice@libero.i 2012-02-28 01:32
CON LA SIRIA SOCIALE E NAZIONALE! Che pena un governo che ha cambiato sistema da poco come quello tunisino, accettare questi maledetti e respingere le istanze del suo popolo...
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