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Addio alla cannabis libera
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L'Olanda sbarra le porte  dei coffee shop ai turisti

Ancora per quest’anno i turisti dello sballo che accorrono in Olanda in cerca di una canna senza conseguenze giudiziarie potranno ridere della vecchia massima di Keith Richards, il vizioso e incartapecorito chitarrista dei Rolling Stones, che amava ripetere: «Io non ho problemi con la droga, ho problemi con la polizia». Poi basta, rischieranno guai con l’una e con l’altra. Dal primo maggio, nelle tre regioni meridionali dei Paesi Bassi, e da gennaio anche in tutte le altre, il consumo di hashish, marijuana&Co sarà consentito esclusivamente ai residenti, e solo a quelli dotati di una speciale tessera, il WeedPass, ErbaPass diremmo noi. È la fine di una stagione che è diventata leggenda, e forse anche quella dei Coffee shop che l’hanno costruita.

Una stretta annunciata. Dopo essersi conquistata la fama di «terra della Gedoogbeleid» (la tolleranza), liberale e liberista in tutto oltre che nell’economia, l’Olanda continua nel suo graduale ma deciso dietrofront. Prostituzione irreggimentata, limiti ai distretti a luce rossa, messa al bando nel 2008 dei funghi psichedelici e tre anni dopo della skunk, varietà più tosta della cannabis.

Ora la sforbiciata alle droghe leggere, quelle che secondo gli antiproibizionisti hanno tenuto alla larga dai canali di Amsterdam un buon numero di mafiosi e spacciatori. E, si lamenta il pragmatico sindaco Eberhard Van der Laan, saranno scoraggiati anche un bel numero di turisti.

Il sindaco vuole un altro appello. Proverà a opporsi alla sentenza del tribunale distrettuale dell’Aia che ieri ha respinto il ricorso presentato dai gestori dei Coffe Shop contro l’ErbaPass. Non sarà il solo, lo faranno anche i proprietari dei 670 locali olandesi dove dal 1976 è ammesso acquistare e consumare droghe leggere. Nell’attesa, la legge entrerà in vigore. Dal primo maggio si applicherà nelle tre provincie del Sud - Zelanda, Brabante e Limburgo - chiudendo ai vicini belgi, tedeschi e francesi la porta dei viaggi senza movimento.

A partire dal 2013 la norma sarà estesa a tutte le città dei Paesi bassi. Vuol dire che i coffee shop diventeranno circoli chiusi, ai quali potranno accedere solo i soci registrati, un massimo di duemila, tutti maggiorenni e rigorosamente nati in Olanda. Esultano i proibizionisti. È una novità, a loro avviso, che riduce i rumori notturni, limita gli ingorghi, e fa sparire il traffico di milioni di visitatori «fuma e fuggi» che ogni anno varcavano il confine dei Paesi Bassi.

I gestori, preoccupati per il loro business stimato in 1,4 miliardi di euro l’anno, sostengono che la legge è discriminatoria. In pratica limiterebbe il diritto alla libera circolazione delle persone e dei servizi, creando una differenza fra i residenti e i non residenti; oltretutto, è considerata una forma di schedatura.

I giudici hanno negato la circostanza, del resto lo scorso autunno un pronunciamento della Corte di Giustizia Ue aveva detto la stessa cosa. Così il 30 aprile sarà l’ultima serata dello sballo legale straniero a Maastricht come a Breda. Anche se, in questi casi, gli addetti ai lavori ripetono sornioni che, in Olanda, «non ci sarà mai l’ultima notte di sballo».

Fonte >  Stampa.it


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Commenti  

 
# Guest 2012-04-29 11:56
Dovrebbero serrare le porte anche agli allogeni.
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# ares 2012-04-29 12:29
Forse hanno capito che ormai erano solo un paesello consociuto solo per la droga libera... che orgoglio nazionale dovevano avere...
Chissà come andavano fieri ad essere un Paese visitato nella maggior parte solo da tossicodipenden ti e affamati di sesso... che gran Paese di cultura...
Sarà anche per quello che molte porcate ideologiche e di costume escono spesso proprio da lì...
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# Milo Dal Brollo 2012-04-29 12:48
Finalmente si stanno rendendo conto che stavano diventando la Giamaica d'Europa.
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# Vitoparisi3 2012-04-29 19:14
Hanno usato la droga per demolire i valori precedenti e prendere il potere. Adesso che il potere ce l'hanno e devono mettere su il loro, di sistema, allora le cause disgregatrici non gli servono.
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# Antonio_1234 2012-04-30 12:24
Condivido in pieno!
E' lo stesso motivo per cui da noi gli attuali tromboni delle alte cariche "istituzionali" - tutta gente da cui, quando ancora eravamo un Paese semi-serio, eravamo caldamente invitati a "stare alla larga" - hanno cominciato solo in questi ultimi anni - ossia dopo aver preso saldamente in mano il manico del cosiddetto "potere" - a infarcire ogni loro discorso e riferimento di stucchevole retorica "patriottarda" e neorisorgimenta le de' noantri.
Prima, se solo avevi la bandiera italiana sulla targa della macchina eri considerato un "fascista".
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# urbano 2012-04-30 16:05
Concordo con Vitoparisi3, mi hai tolto la parola di bocca!
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