>> Login Sostenitori :              | 
header-1

RSS 2.0
menu-1
TUTTI |0-9 |A |B |C |D |E |F |G |H |I |J |K |L |M |N |O |P |Q |R |S |T |U |V |W |X |Y |Z

Archivio Articoli FREE

Erdogan: un altro barbaro sognante?
Stampa
  Text size
L’uomo che ci aveva stupito quando aveva definito Israele «la minaccia principale alla pace nella regione», e da allora è stato fermo nel denunciare il sionismo estremista in tutte le sedi internazionali. L’uomo che aveva condotto la Turchia a coraggiosa indipendenza verso gli USA, di cui i governi laicisti-militari (e dunmeh) sono stati da sempre satelliti. L’uomo che ha aperto alla pacificazione con l’Armenia, ed ha persino restituito gli immobili e le chiese delle minoranze cristiane in Turchia, sequestrati dal governo massonico di Ataturk. L’uomo che aveva aperto all’Iran e all’Iraq. L’uomo, insomma, che stava facendo della Turchia il Paese-modello (e guida) per un islamismo non retrivo e di successo economico e politico, è cambiato.

Adesso arma i ribelli contro il regime di Assad e dà loro rifugio alla frontiera, e minaccia pure di ricorrere alla NATO, insomma di farsi promotore dell’intervento militare occidentale, contro la Siria (1).

Oggi il premier iracheno Nouri al Maliki definisce il governo turco di Erdogan «ostile»... «E poi cè lIran», annota compiaciuto Il Foglio del Ferrara, il neocon giudeo-romanesco de ‘noantri – «Sembra passata unepoca da quando Erdogan, Ahmadinejad e Lula si facevano fotografare assieme dopo la firma, nel maggio del 2010, della Dichiarazione di Teheran sullo scambio di combustibile nucleare iraniano. Lappoggio di Erdogan ai ribelli siriani e la decisione di accettare linstallazione del radar NATO in Anatolia hanno complicato le relazioni con Khamenei, che mal sopporta il nuovo avvicinamento turco allOccidente».

Già. Che cosa sta facendo Erdogan? Perchè è tanto cambiato? Me l’hanno ripetutamente chiesti i lettori. Ma me lo chiedevo anch’io, senza trovare risposta. Ora scopro che se l’è chiesto anche M. K. Bhadrakumar, grande firma e saggio ed autorevolissimo commentatore di Asia Times, che ha tante più fonti di noi poveretti: il signor Bhadrakumar, infatti, prima di essere columnist, è stato ambasciatore dell’India in varie capitali fra cui – appunto – Ankara. Conosce dunque bene situazioni e personalità.

Bhadrakumar è tornato in Turchia per qualche giorno, ed ha chiesto in giro ai vecchi amici del suo livello: dopo tanti successi politici, sociali e culturali, che insetto ha punto Erdogan e il suo governo? Perchè ha preso questa strada «orribilmente sbagliata» in politica estera? Ecco ciò che ha scoperto:

«La cosa curiosa è che la politica estera di Erdogan manca di consenso nazionale, e tuttavia questo politico, che è un ardente democratico, va avanti senza curarsene. Gli intellettuali che ho incontrato sono sbigottiti del fatto che la Turchia stia reclamando la sua eredità ottomana, e si invischi senza necessità nell’intrico del Medio Oriente musulmano».

M. K. Bhadrakumar
  M. K. Bhadrakumar
Continua Bhadrakumar: «Ieri c’è stato un acceso dibattito nel parlamento turco sull’atteggiamento di Erdogan contro la Siria. A quanto mi hanno detto, non solo i kemalisti ma anche gli ultra-nazionalisti e persino il partito curdo della zona orientale della Turchia hanno criticato le interferenze in Siria, a rischio di provocare un brutto contraccolpo. Ma il ministro degli Esteri Ahmet Davitoglu è saltato su con una infocata difesa di quella politica. Ha detto qualcosa come: “La Turchia possiede, guida e serve il nuovo Medio Oriente”».

Ho sentito questo genere di bravate verbali altre volte, ricorda Bhadrakumar, quando ero ambasciatore, nei ricevimenti diplomatici ad Ankara durante la tragica guerra di Bosnia.

«La Turchia si lusingava di diventare “il padrone, la guida e il servitore” dei nuovi Balcani. Ed invece, che cosa è successo? I Balcani e l’Est Europa non sono una dependance turca proprio per niente. E nemmeno più una dependance dell’America. Vogliono essere la dependance della Cina. Durante la recente visita in Polonia del premier Wen Jabao, non sei o dieci, ma 16 capi di governo dei Balcani e del Centro Europa hanno fatto il viaggio fino a Varsavia per omaggiare il governante cinese. E sono i “nuovi Europei” che si presumevano vassalli dell’America».

Dopo averci dato questa clamorosa notizia (inosservata dai nostri media), l’ex ambasciatore si chiede perchè «la Turchia stia seguendo gli Stati Uniti – impantanandosi in sabbie mobili dove anche gli angeli hanno paura di posare il piede, perdendo la direzione... Le cose andavano così bene, e poi Erdogan ha perso la trebisonda».

Come esempio, Bhadrakumar porta la inutile polemica sul foulared islamico in cui il governo si è impantanato all’interno – un pantano molto simile, dopotutto, in cui s’è cacciata la Francia: «Erdogan ha portato in Parlamento sua moglie con il foulard (scandalosa prima volta dai tempi di Ataturk), e il suo partito ha proposto per legge che alle donne sia permesso di coprirsi con il fazzolettone “in tutti i posti pubblici”, con l’argomento che “lo Stato non deve imporre più il laicismo”. Ma il partito stesso ha fatto una distinzione: mentre le deputate possono indossare il velo islamico, per le magistrate, le poliziotte, le insegnanti deve restare il divieto. Le insegnanti non lo indosseranno, ma le scolare potranno indossarlo. Sono stupefatto da questo spaccare il capello, come molte delle mia amiche turche alla moda... Perchè la Turchia deve perdere tempo ed energie in questioni arcaiche?».

Faruk Logoglu
  Faruk Logoglu
Il maggior partito d’opposizione, il CHP (Partito Repubblicano del Popolo) ha tenuto ad Istanbul una conferenza di due giorni sulle «primavere arabe». Lì il vicepresidente del partito Faruk Logoglu (che guidava il ministero degli Esteri quando Bhadrakumar era l’ambasciatore indiano ad Ankara) ha approfittato della nuova libertà d’espressione («Fatto ironico, la deve ad Erdogan») per lanciare un’aspra critica alle politiche medio-orientali del governo. Logoglu ha denunciato apertamente «il sostegno occulto che la Turchia dà ai combattenti siriani che si battono contro il regime di Damasco».

Lugoglu ha bollato le ambizioni del governo, neo-ottomanismo e tutto il resto, «pericolose fantasie». «Non parlerei, se fosse una fantasia innocua. Ma questa è una fantasia pericolosa», ha detto l’ex ministro degli Esteri: «Da parte del ministro degli Esteri turco (Davutoglu) annunciare che “noi guideremo il cambiamento nel Medio Oriente” quando non sa guidare la politica estera del suo Paese, è mancare di rispetto alle nazioni arabe. ... La Turchia ha preso posizione pregiudizialmente contraria a Damasco fin dal primo giorno... Facilitare l’opposizione armata che vuole abbattere il regime di un Paese estero è contrario al diritto internazionale». (Turkey’s Mideast role ‘a dangerous fantasy’)

Anche molti turchi si domandano dunque: cosa sta facendo Erdogan? Dove vuole arrivare? E la risposta è che Erdogan vive ormai in Fantasyland, nel mondo di fantasia che si è creato. (Turkey in a Middle Eastern fantasyland)

C’è molto di personale e di ripicca nell’ostilità di Erdogan ad Assad: Damasco non ha accettato subito le proposte di mediazione di Ankara, dunque ha mostrato di non riconoscere seduta stante il presunto ruolo-guida che a cui Erdogan credeva che tutti aderissero nell’area – specie dopo le acclamazioni che ha ricevuto dalle folle della «primavera egiziana» nella sua visita al Cairo – e pratica la sua ostilità con la stessa costanza e ostinazione che ha usato contro Israele dopo l’aggressione giudaica alla nave turca Mavi Marmara e le mancate scuse di Netanyahu: ottimo atteggiamento in quel caso, ma nel caso della Siria ha rovesciato relazioni buone fra i due Stati che esistevano da decenni.

Insomma c’è qualcosa di caratteriale, una mancanza di saggezza e di misura, un’eccessivamente alta immagine di sè, che sta guidando il personaggio fuori strada.

È un fenomeno che non dovrebbe stupire noi italiani. Quando personaggi di poca preparazione e non eccelso livello intellettuale e morale arrivano al potere, la macchina dello Stato mette a loro disposizione un’incredibile meccanica potenza, una serie inverosimile di facilità e privilegi connessi al governare: un gesto, ed è pronto l’aereo di Stato per farsi portare dovuunque; un ordine, e le segreterie ti mettono in contatto con la Casa Bianca o la Merkel; una parola, e i tuoi ordini sono eseguiti; i prefetti ti ossequiano ed obbediscono, le scorte ti proteggono, i camerieri di Stato ti circondano di lussi. Ogni contrarietà o contrattempo ti è evitato da meccanismi e servizi che servono appunto a questo.

Insomma, se sei un essere basso e senza nobiltà, o senza esperienza e incapace di autocritica, ti monti la testa. Ti abitui a dare ordini immediatamente eseguiti, e finisci per credere che il mondo intero non aspetti che di obbedirti, applaudirti, renderti omaggio. Pensi che le tue ideuzze siano grandiose idee, e ti irriti alla minima opposizione. Ti circondi di adulatori e yes men, nani e ballerine. Eccetera, eccetera.

Li abbiamo visti da noi, Berlusconi e Bossi, fors’anche Tremonti ed altri, scendere per questa china: fino all’idiozia, allo scandalo, alla rovina politica e al disonore. Vediamo anche il capo dei «tecnici», il Monti, irritarsi alle critiche più ragionevoli ed esprimere continuamente una ridicola auto-soddisfazione di sè.

Spero, però tremando, che Vladimir Putin non cada in questa trappola dell’ego. Il fatto è che il sistema che si usa chiamare grosso modo «democratico», unito alla secolarizzazione compiuta (per cui nessuno si fa più l’esame di coscienza, quotidiano esame di umiltà sotto lo sguardo di Dio) riempie le alte posizioni di potere di omuncoli di basso conio, che subito si illudono che la potenza che la macchina pubblica presta loro, sia la loro potenza personale, emanante dalla loro «superiore» egoità.

Erdogan, triste scoperta, è forse uno di questi uomini. Forse si doveva intuire fin dal 1998, quando i generali donmeh lo gettarono in galera per aver declamato pubblicamente i versi del poeta Ziva Gokalp. I versi dicono: «Le moschee sono le nostre caserme, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette ed i fedeli i nostri soldati...». Un sogno tonitruante ma inetto, non diverso da quelle uscite di Bossi: la Padania tutta ai suoi piedi, la «secessiun» a portata di mano, i bergamaschi pronti a scendere su Roma Ladrona coi «fucili e i proiettili che costano poco». Insomma, Fantasyland.

Quale nuova aristocrazia, quali monaci-soldati ci salveranno da questi ridicoli e rovinosi «barbari sognanti»?





1) «Abbiamo potenti forze armate», ha minacciato Erdogan, aggiungendo che «prenderà le misure opportune, quale Paese NATO», insomma ha minacciato di far valere la clausola dell’Alleanza che impone ai Paesi membri di intervenire a difesa di un alleato aggredito. Con ciò, il turco si è accodato al governo francese – reduce dalla liberazione della Libia – che contro Damasco ha minacciato di invocare il capitolo VII della Carta dell’ONU (interventi umanitari et similia). Ciò ha spinto persino Qadri Jamil, il siriano capo della delegazione del Fronte Popolare di Cambiamento e Liberazione (ossia l’opposizione interna ad Assad) che queste uscite «mirano a dare allopposizione armata la speranza illusoria di un intervento straniero. Certi Paesi, che si arrogano il diritto di instaurare un nuovo ordine mondiale, incitano lopposizione a rigettare il dialogo col potere, per continuare leffusione di sangue nel Paese». Anche il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha denunciato che sono «le provocazioni dei gruppi armati dopposizione» (e non la ferocia del regime, come ripetono i nostri media sussidiati) a impedire il cessate il fuoco chiesto da Annan (inviato speciale dell’ONU) la cui mediazione è stata accettata da Assad e da Mosca. «Puntano a silurare il piano Annan e a suscitare lindignazione della comunità internazionale, tentando così di provocare una ingerenza straniera».



L'associazione culturale editoriale EFFEDIEFFE, diffida dal copiare su altri siti, blog, forum e mailing list i suddetti contenuti, in ciò affidandosi alle leggi che tutelano il copyright.   


 
Guarda commenti | Nascondi commenti

Commenti  

 
# gufo67 2012-05-02 07:37
Ipomania Epidemica?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# lettera41 2012-05-02 13:21
E’ vero. Al di là delle oscure appartenenze, la maggior parte di questi personaggi di potere ha evidentemente seri disturbi mentali: a seconda dei casi sono affetti da psicopatia, sadismo, mania, paranoia, ecc. Gente abominevole, da curare o ghigliottinare. E invece per qualche assurdo meccanismo sembra che siano proprio questi squilibri mentali a favorirli nella scalata al potere. Una volta là qualcuno riesce a sublimare ma la più parte resta quello che era, protetto però dalla cortina fumogena, che il sistema crea per loro.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# DBF 2012-05-02 23:55
Questo ragionamento é chiaramente frutto di anni di esperienza diretta. Esatto, sono pazze marionette e pagliacci fortunati ma non veri uomini. Peró sono vincenti perché perfetti yes man.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# urbano 2012-05-02 08:00
"Spero, però tremando, che Vladimir Putin non cada in questa trappola dell’ego". Concordo. Non ci resta che pregare! In particolare per i nostri nemici.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# D. Rossi 2012-05-02 10:45
Buongiorno. Io non sono un linguista, tanto meno ne capisco di turco, ho però il sospetto che questo ministro degli Esteri turco, Davutoglu abbia qualche "merito" nel cambio di rotta. Magari il Direttore piuttosto che qualche lettore più pratico della lingua turca può verificare che Davutoglu non voglia dire figlio di Davut (David?). Come Saakashvili (presidente della Georgia) è figlio di Isacco, con le aspettate conseguenze, anche il ministro turco potrebbe essere della "famiglia" e avere pertanto quelle influenze "tipiche" sul presidente. Magari qualche "offerta che non si può rifiutare". D.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# belloniluca 2012-05-02 13:15
Gentile Sig. Rossi, da una sommaria verifica con il traduttore di Google apprendo che la sua intuizione linguistica è corretta. Davut= David oglu= figlio.
Il resto nol dico... già ognuno lo sa.
Buona giornata
L.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2012-05-02 10:57
Io non credo che Erdogan si sia montato la testa, il suo orizzonte politico è sempre stato limitato agli interessi spiccioli della Turchia. La sua politica comincia e finisce con il nazionalismo turco. Quando si era messo in testa di poter guidare la rivolta araba e tentare di ricostituire un "Commonwealth" ottomano ha cavalcato l'insurrezione e si è schierato contro Israele e gli USA. Ora che gli serve la tecnologia militare americana e l'economia non va più molto bene, anche se infinitamente meglio di quella dei vicini greci, si schiera a sua volta contro la Siria e a favore degli USA. Non mi meraviglerei se ci fosse un riavvicinamento anche con Israele. Io, come molti altri, sono sempre stato contrarissimo all'ingresso della Turchia nell'EU, i fatti e le dichiarazioni di Erdogan dimostrano la giustezza di questa posizione.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Franco_PD 2012-05-02 12:43
Concordo assolutamente.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ROGAR 2012-05-02 16:56
Concordo in toto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# SART 2012-05-02 11:09
Erdogan è sempre stato lineare nell'agire. Lineare e lucido: apparenza anti sionista, sostanza ultra sionista.

E' stato un inganno ben studiato. Tutto qui. Un po' come quelle monarchie ultra-islamiche della penisola arabica dove la Sharia è legge dello Stato, ma all'aeroporto chiunque può comprare tutti i liquori che vuole; dove si impedisce ai cristiani di farsi il segno della croce in pubblico, ma si serve Israele in tutte le sue guerre di spie e di mercenari, come quelle in Libia ed in Siria.

Quanto al massacro della Navi Marmara, gioverà fare sapere che il comandate di tale grande nave è stato fotografato mentre combatteva con i "ribelli" siriani. Anche lui un piccolo Erdogan.

In Iran queste cose le hanno oramai ben comprese, al punto che stavano per revocare Istanbul come sede dell'ultimo round di negoziati sul nucleare. Del resto, o capivano o capivano per forza: gli hanno puntato un radar contro al confine per cercare di parare i missili che l'Iran ha minacciato di tirare contro Israele in caso di bombardamento alle sue installazioni nucleari, ed hanno persino OBBEDITO agli Stati Uniti quando quando questi gli hanno ORDINATO di ridurre l'import di petrolio dall'Iran. Insomma, questo spavaldo Erdogan non esita a dire "SI BAADROONEE" agli Stati Uniti: dov'è dunque la spavalderia megalomane? Tutta nei gesti, non nella sostanza. Un po' come il nostro Fini che salutava romanamente, quando serviva a far fessi i suoi ignari seguaci e poi...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Franco_PD 2012-05-02 11:34
No, no, non la vedo proprio così. Non ne vedo il nesso. Mentre invece è fulminante il ritratto impietoso del neo-potente italico fatto da Blondet: tutto vero, verissimo! Erdogan ha semplicemente ricevuto un richiamo all'ordine: detto diversamente qualcuno gli avrà fatto notare che è ancora troppo giovane per morire di un qualche strano morbo. Tutto qui. Banale istinto di conservazione. I monaci soldati stanno a zero, soprattutto se candidati al sicuro martirio.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# oriundo06 2012-05-02 11:47
E' stato ricattato con uno o due terremoti...(o forse per qualche 'vizietto' segreto...), e attraverso il suo silenzio è stato cooptato nel nuovo piano di dominazione globale. Di per sè non vale più nulla: la sua credibilità personale è zero. Resta da vedere se serve ancora così, low profile ambiguo e ubbediente, oppure può essere utile 'vittima' di un 'attentato' estremista, di matrice pseudo-siriana... potrebbe risultare necessario se i 'ribelli' non riescono a vincere sul campo e l'Iran resiste ad un eventuale attacco.
Certo, da Erdogan mi sarei aspettato più coraggio e consapevole accettazione che se vuoi resistere alla menzogna globale devi sacrificarti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# VALFRED 2012-05-02 12:07
La mia spiegazione è molto meno romanzesca:
penso che abbia realizzato (Mubarak e Gheddafi & C. docent) il rischio che ha corso mettendosi di traverso a certi poteri, ed ora stia cercando di rimediare accontentandoli su alcuni punti per lui secondari, come la Siria; ossia un compromesso ispirato dalla fifa blu!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Franco_PD 2012-05-02 18:00
Sicuramente molto valido anche questo punto di vista.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# pelzen 2012-05-07 01:03
O forse il vecchio potere dello Stato nello Stato (i cripto giudei) gli hanno fatto capire alcune cose. Ho trovato alcune cose sui wahabiti dei loro legami con l'ebrasimo e del loro rifugio in Turchia che lascia aperte molte porte.
Forse con la messa in banchetta di alcuni esponenti di Ergenakon, Erdogan ha realizzato una certa pulizia e non la pulizia, insomma un mani pulite alla turca. Il controllo rimane però saldamente in mano judaica o come dicono alcuni si sta facendo portatore dell'islamismo calvinista.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Vitoparisi3 2012-05-02 12:33
Condivido l'ipotesi di Rossi: Follia egoica d'accordo, ma sostenuta, appunto, da istanze altrui precise e postulate.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Filottete 2012-05-02 12:34
Chiedo scusa, il Direttore Blondet è per caso a conoscenza di questa voce http://www.youtube.com/watch?v=8B-QeAJy97w&feature=g-all-f su un presunto blocco della Borsa russa? E' una voce o ha una sua fondatezza? Grazie.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Fatima 2012-05-02 13:26
Questi fatti si spiegano non con la psicologia di questo o quel "leader", né con le tare del "sistema democratico", ma con le "obbedienze"... Se non sappiamo nulla circa le affiliazioni dei vari protagonisti della politica mondiale è inutile discutere dei loro comportamenti. Nel caso degli occidentali, pertanto, bisognerebbe sapere se, e a che grado, fanno capo alla Massoneria (o ad altra organizzazione) ; nel caso dei musulmani, manca l'informazione sull'adesione più o meno profonda alle diverse "turuq"... Altrimenti non si riesce mai a farsi una ragione delle loro apparenti contraddizioni. Nel mondo islamico in particolare è evidente che la "primavera araba" è giunta solo superficialment e quale esito di un impulso dato dall'esterno... Ma che cosa dicono in merito le organizzazioni iniziatiche islamiche, i cui leader sono in contatto con il "sovrasensibile" che determina gli eventi terreni?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# aloisius 2012-05-02 13:27
Quale nuova aristocrazia, quali monaci-soldati ci salveranno da questi ridicoli e rovinosi «barbari sognanti»?

Quando, per la battaglia finale, scenderanno dal cielo gli Angeli, gli Arcangeli, i Troni e le Dominazioni come è stato annunciato. Questa non è fantasy.
Il delirio di onnipotenza è tipico di certi personaggi, nè è pieno il mondo, e se non creassero tanto danno, farebbero solo ridere. D'altronde sta scritto che Dio confonde quelli che vuole perdere.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Germano Raffaele 2012-05-02 13:34
Caro direttore,
spero che Dio la guidi e la protegga nella sua malattia e le dia lunga vita nella sua lotta per la "verita'".
Innanzitutto le relazioni buone con la Turchia sono solo da quando Erdogan è al potere, non da decenni (come testimoniato da amici che vivono al confine: fino a pochi anni fa i turchi sparavano se un siriano si avvicinava troppo, da quando Erdogan è al potere puoi sconfinare e farti il bagno in Turchia senza che ti dicano nulla, magari ora ti sparano i siriani perche pensano tu stia fuggendo). Le scrissi qualche anno fa sul neo ottomanismo di Erdogan, per me la risposta era tutta lì. La sua domanda me la sono chiesta l'anno scorso e da allora questa la mia risposta:
1) Erdogan ha visto subito nelle rivolte arabe una richiesta di democrazia, e dato che la Turchia si crede il Paese islamico piu democratico e quindi esempio e guida, ha da subito fatto il calcolo che cevalcarle avrebbe portato beneficio alla Turchia ed al suo ideale neo ottomano. L'equazione si è rilevata vera in 3 casi su 4.
2) Una volta presa la posizione in favore delle "primavere" arabe, non è facile fare marcia indietro, soprattutto se di mezzo ci sono migliaia di morti e la condanna della "comunita' internazionale".
3) Il punto più importante per me è geopolitico: la Siria è l'anello ("debole" in questo momento) dell'asse iraniano sciita. Da 40 anni, da quando Hafez Al Asad ha preso il potere è forse questo il momento piu' debole in cui è passato il Paese e si sa, la legge internazionale non è in fondo che la legge della foresta, quando uno è forte tutti ti temono e rispettano, quando sei debole anche le mosche ed i topi vogliono la loro parte. Far cadere la Siria significa spezzare l'asse sciita (Iran, Iraq, Siria, Libano/Hezbollah) e riprendersi il Medio Oriente per Turchia, Arabia, Egitto, ed il resto dei Paesi del Golfo (sunniti). Senza la Siria Hezbollah è ridotto a poco piu di Hamas, senza la Siria l'Iraq non ha appoggi nel mondo arabo ed è più facile isolare il governo sciita. Per quanto riguarda la Russia, ù tutto puro interesse, sono convinto che alla Russia non piaccia il governo Assad (non è bello essere considerati amici di "criminali" nel contesto internazionale) , ma i due hanno vitale bisogno reciproco, i russi per restare una forza che conta nell'area ed il governo di Assad, come tutti i governi di una minoranza contro una maggioranza (che non lo vuole ma che ha paura del caos all'irachena), ha bisogno dell'appoggio esterno per sopravvivere. Viene dalla Russia l'appoggio essenziale alla sopravvivenza di Bashar, non dall'Iran e men che meno dal popolo.
Per ritornare alla questione principale, perchè Erdogan è cambiato, in realta secondo me non è cambiato, era tutto iscritto nel suo DNA, ma è arrivato il momento in cui non esistono vie di mezzo o con me o contro di me, e sulla Siria ha deciso di essere contro facendo i suoi calcoli che alla fine si sono rilevati fino ad ora sbagliati. La fine non è ancora scritta, e se un giorno la "primavera" dovesse vincere anche in Siria, Erdogan sarebbe uno dei vincitori, uno dei principali. In fin dei conti gli è già andata bene 3 volte su 4.
Si ricordi che fino all'occupazione francese della Siria, la Siria è stata per 400 anni sotto gli ottomani. Una bella fetta della popolazione ha nomi di famiglia turchi. Non è strano pensare che i turchi neo ottomani di Erdogan vedano la Siria come "loro" anche se pensano non tanto ad un'occupazione militare o turchizzazione della Siria, ma più che altro ad una egemonia economica e politica sul Paese.
In ultimo vorrei scriverle molte cose sulla Siria di oggi, su quello che sta accadendo sul terreno, vorrei darle molte informazioni dettagliate per darle un'immagine forse più vicina alla realtà ma sinceramente ho paura. Molti amici soprattutto i pro governativi me lo hanno sconsigliato. Quando un giorno lascerò il Paese, forse lo farò. L'unica cosa che voglio dirle è che prendere le difese del governo solo perchè "tutti" sono contro non è una posizione secondo me giusta.
Ed alla fine Dio è Il Sapiente.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2012-05-02 18:14
La Russia teme lo smembramento della Siria e la formazione di staterelli composti da estremisti islamici ai suoi confini. Già ha grossi problemi nel Caucaso, non ne vuole altri in Medio Oriente. Chi vuole la distruzione della Siria, per ovvie ragioni che è inutile ripetere, è invece Israele.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pierpaolo 2012-05-02 19:45
La Russia gradisce a sud della Turchia uno Stato capace di reggersi bene in piedi e che non sia assoggettato alla Turchia stessa.
La Turchia può essere uno Stato partner ed anche amico fin che si vuole, ma ha una caratteristica peculiare: ha la possibilità di bloccare lo stretto dei Dardanelli.
Per questo, quindi, chiunque abbia dei conti da regolare con la Turchia avrà sempre qualche potenzialità in Russia.
In Siria, in particolare, c'è una forte comunità cristiana ortodossa.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Sergio64 2012-05-02 14:59
La spiegazione del direttore - con tutto il dovuto rispetto - non mi convince.
Non credo che ci siano in ballo le bizze e il narcisismo di un capo di Stato con poca esperienza, ci dev'essere qualcosa di più grosso, come una grossa lusinga o una grossa minaccia, da parte dei soliti noti.
Non per fare il complottista a tutti i costi, ma vorrei ricordare che la Turchia è un Paese sismico...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Milo Dal Brollo 2012-05-02 15:47
Credo che sia il tipico comportamento volto a fare della propria nazione un pilastro fra i pilastri invece che rimanere degli stuzzicadenti. Tutto qua, certo con determinate conseguenze dal momento che si tratta di conflitti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pierpaolo 2012-05-02 16:10
La politica estera turca, che a quanto riferisce l'ambasciatore Bhadrakumar, è il punto su cui Erdogan non gode di quel favore popolare che gli viene riconosciuto negli altri campi, più che di Erdogan è elaborazione di Ahmet Davitoglu, il ministro degli Esteri. Qualcuno, anzi, ha cercato di spiegare quelle che appaiono delle contraddizioni nella politica di Erdogan con il fatto che, a causa delle cattive condizioni di salute cui è attualmente soggetto il Premier, il ministro degli Esteri gli avrebbe preso la mano.
Davitoglu non è un politico, non lo ha eletto nessuno, è un "tecnico" che proprio Erdogan ha cooptato al governo.
Molti sono, tuttavia, i particolari che non vengono portati a nostra conoscenza dai "media" del regime.
Nulla si sapeva dell'acceso dibattito tenutosi al Parlamento turco il 26 del mese scorso. Nulla si sapeva dei 16 Premier e presidenti dell'Europa centrale e balcanica accorsi ad omaggiare Wen Jabao a Varsavia lo stesso 26 di aprile.
Nulla si sa del fatto che gli USA avrebbero invitato Israele al prossimo "summit" della NATO di Chicago, con l'approvazione di tutti (si provi ad immaginare un Terzi se non scodinzola), con l'eccezione della Turchia. Ma se non c'è l'unanimità Israele non può partecipare.
http://www.reuters.com/article/2012/04/23/us-turkey-israel-nato-idUSBRE83M0NF20120423
Si potrà ora constatare se quella della Turchia non è altro che una sparata per scroccare qualche altro vantaggio all'America o se c'è dietro una reale e coerente volontà politica di cui, però, non si riesce a cogliere ogni sfaccettatura.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# farouq 2012-05-02 18:11
E' vero, ho notato anche io che Monti parla godendo e come se le sue parole fossero soldi dati in prestito agli ascoltatori. Si dovrebbe scappare dal potere ma invece c'è chi è drogato dal potere come in Egitto, si stanno scannando per governare e sono tutti personaggi redicoli, che Dio ci salvi!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# gianfranco56IT 2012-05-02 19:04
Vabbè, consoliamoci, il Trota ha dichiarato oggi su Vanity Fair che farà il contadino o il muratore.

(http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/05/02/Renzo-Bossi-Vanity-faro-contadino-muratore_6805175.html)

Che erano braccia strappate all'agricoltura già si sapeva!!!
Non tutto è perduto!!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# winston1984 2012-05-02 19:12
Per quanto il turco sembri umano,.
resta pur sempre mezzo otto-mano,.
che si può dire anche in inglese.
con risvolto non meno palese:.
although some turkey’s feathers.
the bird relates to vultures’father s:
http://www.arabpress.eu/?p=4918
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# DBF 2012-05-02 23:25
Egregio Direttore
I suoi articoli sono sempre belli... ma in coincidenza di eventi che meriterebbero di essere inseriti nell'archivio dei veri complotti, i suoi silenzi diventano straordinari e perció altrettanto belli. Questo perció é un complotto complesso ma oramai alla luce del sole... e non degli invisibili neutrini.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# raff 2012-05-03 01:49
Con il discorso del Cairo del giugno 2009, tenuto nella moschea di Al Azhar, cuore della cultura islamica, Obama sembra voler passare dallo "scontro di civiltà" all'incontro e all'accordo con il mondo islamico.
La "primavera araba" non nasce per caso, ma sulla spinta di questo riposizionament o della politica estera americana.
Nel Medio Oriente al panarabismo nasseriano, laico e socialista,di cui è rimasta solo la Siria di Bashar Assad, dopo la "caduta" di Saddam Hussein e di Gheddafi, subentra progressivament e un panislamismo i cui contorni devono essere ancora definiti.
Escludendo il mondo dell'Islam Shiita (Iran, Iraq), tre sono i Paesi che possono mettersi alla testa di questo movimento nel campo sunnita, l'Arabia Saudita i cui regnanti sono anche i custodi dei luoghi sacri della Mecca e Medina, l'Egitto dei fratelli musulmani e la Turchia di Erdogan.
Credo che l'atteggiamento ondivago di Erdogan, più che da problemi di carattere psicologico, dipenda da una situazione molto complessa del Paese e del suo partito, che dopo aver cacciato i dumneh (energekon) dalla porta, se li è visti rientrare dalla finestra degli USA e della NATO.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# milvus 2012-05-03 09:22
Che tristezza per un giovane vivere in un mondo dove tutto è il contrario di tutto: Erdogan si sarà adeguato alla schiera di barbari nati dalle uova del Serpente, e che adesso vorrebbero proporre la riedizione globalizzata del Mein Kampf !Forse Erdogan è il meno ridicolo in clima di odio globale, e, se vogliamo, il più coerente. Spencer diceva che l'etica corregge l'egoismo, verso l'altruismo. Qui abbiamo un avanzamento in Europa dell'infantilismo regressivo: una multimilionaria esaltata Marine Le Pen, apparentemente xenofoba, ma con i nativi francesi, Bossi e Trota che sognano per impressioni, Monti inconcludente che si diverte a rovinare il Paese impoverendolo con la crescita regressiva, la Merkel che grida crescita!, sì in larghezza, visto che quei turchi tedeschi che ha in casa sua, non penso che il prossimo governo si diverta a picchiarli, sostituendoli con qualche tedesco giovane esaltato ed inconcludente, in Olanda,Wilders, vuol mantenersi di moda e incarnare questi personaggi alla ribalta dell'estrema destra globalizzata, dimostrare quanto buoni siano gli europei, e quanto cattivi siano gli "altri", secondo l'immigrazione passata, cui non si volle dare un freno opportuno, sfruttandoli finchè sono serviti. Forse Erdogan tra questi megalomani, è il più corretto. Sara dignitosa Le Pen? povera Francia! Le uova del serpente sono radiattive e daranno "figli" deformi.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# aloisius 2012-05-03 09:46
Erdgogan ha vinto le elezioni portando il suo partito AKP, Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, alla maggioranza assoluta in Parlamento, incantando le sirene tra cui molti intellettuali, con la promessa di aperture democratiche.
Intanto la situazione è cambiata. Se si misura l'apertura democratica di un Paese, specie se a grande maggioranza islamico, con la libertà di stampa, ebbene la Turchia ha dimostrato il contrario.
Oggi i media ci pensano due volte a dare certe notizie interne, la multa di 2 milioni di euro data all CNN turca, docet.
Inoltre la repressione contro i curdi ha assunto di nuovo delle proporzioni di crudeltà notevole. Un parlamentare del
PKK ha fatto notare che questa non è il migliore biglietto di visita per entrare in Europa.
Erdogan comunque non mostra più alcun interesse in questo senso, facendo parte della NATO ed è quello che conta oggi. Welocome home.
In quanto a personaggi di basso profilo, bastava assistere ieri sera al dibattito televisivo tra il gatto Hollande, e il topo Sarkozy, agressivo e demagogo come sempre, ma entrambi sulla difensiva, non si sa mai come andrà a finire. Temi internazionali nulla, la recessione europea appena sfiorata, come il Patto fiscale, la ESM ignorata.
Hollande comunque punta sui voti degli emigrati, la Le Pen ora avrà di che riflettere.
Intanto pensiamo agli affari nostri, si fa sempre più insistente la voce che l'UE perderà dei pezzi, i primi saranno Italia e Spagna. Monti deve aver fiutato l'aria, proponendo tagli all'amministrazione pubblica.
J. C. Junker, presidente dell'Eurogruppo ormai dimissionario, ha capito da tempo che la baracca sta saltando. La ragione delle sue dimisssioni è la stanchezza.
Sapesse come siamo stanchi del loro fallimento noi che lo paghiamo però.
Barbari sognanti anche loro?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# milvus 2012-05-03 10:09
Mi si conceda una riflessione: tutti i personaggi politici d'oggi, a differenza di Hitler, e per ragioni di immediata presa di popolarità e populismo, a programmare e propagandare "deportazioni" di odiosi stranieri, islamofobie rabbiose, ma mettono da parte il dormiente antisemitismo. Forse, chissà, la riedizione del Mein Kampf 2013, vedrà la prima copia in Germania l'anno prossimo? La vera causa che portò alla Seconda Guerra Mondiale,fu lo spreco di risorse, la speculazione ebrea che relegò gli operai alla disperazione, alla disoccupazione, alla fame, al non aver più un tetto dove vivere con le loro famiglie, a vivere da barbari, Hitler sapeva come gestire gli arabi, mica li deportò! Oggi regna il caos, i doppi sensi, l'ipocrisia, e se si vogliono politiche innovative, e non barbare, bisognerebbe derivare i programmi, come fecero gli innominabili, barbari da far fuori, con molta chiarezza.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Dany Zenobi 2012-05-04 15:09
La spiegazione di un Erdogan beotamente perso in Fantasylandia non convince neanche me. Penso piuttosto che egli in realtà non si sia mai davvero voluto distanziare dalla NATO e stia rispodendo positivamente ad un mix di minacce, richiami all'ordine e soprattutto interessi geopolitici molto concreti che gli fanno ritenere di stare meglio sotto le ali del padre e padrone occidentale piuttosto che rivolgere l'interesse alle sirene dell'est russo-cinesi. Per quanto riguarda invece il riferimento al consenso politico interno, sarà pur vero che le elites turche non appoggiano la sua politica estera; di certo però, almeno stando a ciò che amici turchi mi riferiscono, il cittadino turco medio si sente assai più vicino all'Occidente che non al mondo islamico o est europeo ed abbraccia con entusiasmo lo spirito democratico occidentale che per esempio grida contro Hassad lo sterminatore di civili inermi o contro Putin, il famigerato zar delle Russie. E' questo il tipo di consenso da blandire, il consenso che non sbraita in aula e sui giornali, ma alla fine vota.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# adrical 2012-05-04 15:23
"Memento Homo": Ricordati che sei solo un uomo.
Era queata la breve frase che l'auriga era incaricato di mormorare all'orecchio del Console trionfatore al rientro, con le proprie legioni, nell'antica Roma.
La saggezza di allora non ha evidentemante lasciato traccia, caro Direttore.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# pulikovskij 2012-05-04 23:16
Secondo me l'analisi dell'articolo è carente. Erdogan e il suo partito non si è affatto americanizzato all'improvviso. La politica egemonica neo-ottomana della profondità strategica punta a liquidare il potere alawita in Siria, ad instaurare un governo sunnita tributario di Ankara che, con la sue potenzialità economiche e militari, imporrebbe, poi, la sua primazia in un Medio Oriente appunto sunnita. La politica anti-israeliana sarebbe condotta, quindi, con un enorme Medio Orient a guida turca.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Libreria Ritorno al Reale

EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.

Servizi online EFFEDIEFFE.com

Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.

Lettere alla redazione : Scrivi a
EFFEDIEFFE.com

Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE

Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.



Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com

Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.

RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds

effedieffe Il sito www.effedieffe.com.non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata", come richiede la legge numero 62 del 7 marzo 2001. Gli aggiornamenti vengono effettuati senza alcuna scadenza fissa e/o periodicità