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Grasso: "Premio a Berlusconi per l'antimafia"
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Continuano a dividere le parole del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, che ieri, a sorpresa, ha concesso l'onore delle armi a Silvio Berlusconi, riconoscendo che durante il suo governo sono aumentati i sequestri di beni ai mafiosi per via di alcuni interventi legislativi. "Gli darei un premio", ha dichiarato Grasso alla "Zanzara", su Radio 24.

Il procuratore nazionale aveva comunque bocciato senza appello il governo Berlusconi su altri fronti: "Avevamo chiesto norme anticorruzione, antiriciclaggio, stiamo ancora aspettando", ha ricordato il magistrato.

Nell'intervista, Grasso innescava anche una polemica a distanza con il collega Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, per via della sua partecipazione al congresso dei Comunisti Italiani che provocò l'intervento del Csm per la sua affermazione "sono partigiano della Costituzione". Grasso carica: "Fa politica - dice - utilizzando la sua funzione, è sbagliato. Come ha sbagliato ad andare a parlare dal palco di un congresso di partito. Deve scegliere. E per me è tagliatissimo per fare politica".

Ingroia ha replicato: "Non voglio polemizzare con il procuratore Grasso. Ma so di aver esercitato un mio diritto: la possibilità, per ogni cittadino e magistrato, di esprimere in qualsiasi sede il proprio giudizio in materia di Costituzione e di politica della giustizia".

"La mia partecipazione a manifestazioni di un partito piuttosto che di un altro - aggiunge Ingroia - non implica la mia appartenza ad uno schieramento. Ho preso parte anche ad iniziative dei finiani, che non sono certo di sinistra. Lo stesso Borsellino ha partecipato ad iniziative del Movimento sociale, ma questo non significa che vi apparteneva".

Adesso, l'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dice "grazie" al procuratore Grasso: "E' un riconoscimento postumo", dice il triunviro della Lega Nord, nel corso di una conferenza stampa, a margine del congresso romagnolo del movimento.

Chi critica, invece, il procuratore nazionale è Piergiorgio Morosini, segretario generale di Magistratura Democratica: "Sono sconcertanti le parole di Grasso sulla politica del governo Berlusconi in tema di lotta alla mafia. Sui sequestri ci sono leggi collaudate già da qualche decennio e gli esiti positivi degli ultimi anni, in materia di aggressione ai patrimoni mafiosi, sono dipesi dallo spirito di abnegazione e dalla capacità professionale delle forze dell'ordine e della magistratura". 

Secondo l'esponente di Md, che è giudice delle indagini preliminari a Palermo, "dobbiamo ricordarci, in proposito, che la denigrazione sistematica del lavoro dei magistrati non può essere certo annoverata tra le azioni favorevoli alla lotta alla mafia. Il codice antimafia, poi, varato nel biennio 2010-2011, a detta di esperti, a livello accademico e giudiziario, brilla per inadeguatezze e lacune".

Morosini così prosegue: "Il governo Berlusconi non ha fatto nulla in tema di evasione fiscale e lotta alla corruzione che sono i terreni su cui attualmente si stanno rafforzando ed espandendo i clan. Per non parlare delle leggi che hanno agevolato il rientro in Italia di capitali mafiosi nascosti all'estero e della mancata introduzione di norme in grado di colpire le alleanze nell'ombra tra politici e boss".

Contro Morosini si schiera il vice presidente del gruppo Pdl della Camera, Jole Santelli: "In italia i magistrati sono indipendenti dalla politica perché essi stessi fanno politica. Le parole pronunciate da magistratura democratica oggi contro il procuratore antimafia Piero Grasso sono inquietanti per non dire imbarazzanti".

Fonte >  Repubblica.it


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Commenti  

 
# CESCO 2012-05-13 20:23
Il nostro Stato è proprio allo sfascio completo con questa gente che dovrebbe giudicare e quindi essere neutrale o almeno apparire, e invece questi signori arroganti e cretini comportandosi in questo modo, non fanno altro che screditare loro stessi e lo Stato di diritto. Ma è possibile che non ci sia un rimedio per cacciare via dalla Magistratura questi terroristi pagati dallo Stato per denigrare lo Stato stesso?
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# Pietro G 2012-05-13 20:51
La politica antimafia di Berlusconi è stata la vendetta per aver dovuto pagare il pizzo 20 anni. Quanto ai magistrati, gli unici che hanno veramente combattuto la mafia sono stati Falcone e Borsellino, e si sa come sono finiti.
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