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Cancro: ebbene sì, in Usa si studia il bicarbonato
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Anzitutto la notizia, segnalata da un lettore:

«Il National Institute of Healt ha asssegnato un finanziamento di 2 milioni di dollari al dottor Mark Pagel, del Cancer Center dellUniversità dellArizona, per affinare la sua ricerca sulluso del bicarbonato di sodio nella terapia del cancro al seno» (Marty Pagel, PhD, awarded $2 million NIH grant to study impact of baking soda on breast cance).

Presto «comincerà una sperimentazione clinica sugli effetti del bicarbonato contro il cancro sugli esseri umani. (...) Precedenti ricerche sui ratti hanno dimostrato che il bicarbonato per via orale aumenta il pH tumorale (ossia diminuisce l’acidità) e riduce le metastasi del cancro al seno e alla prostata» (Bicarbonate increases tumor pH and inhibits spontaneous metastases).

Così, a quanto pare, avrebbe ragione l’oncologo italiano Tullio Simoncini, che è stato radiato dall’Ordine dei medici perchè pretende di trattare il cancro inondando la zona di bicarbonato al 5%.

Mark Pagel
  Dottor Mark Pagel
La notizia americana vendica anche il dottor Stefano Fais, gastroenterologo, che da anni cerca di promuovere il trattamento del cancro con somministrazione di «inibitori della pompa protonica» (nome sofisticato per i comuni farmaci antiacidi, che sono somministrati per l’ulcera). Il dottor Fais è sicuro che tali anti-acidi (lui usa il lansoprazolo) possono addirittura bloccare i tumori che sono diventati resistenti alla chemioterapia; ma non riesce a trovare cliniche disposte ad avviare una sperimentazione clinica su pazienti volontari; e ciò nonostante il dottor Fais non sia affatto un medico «selvaggio», bensì un direttore dell’ufficialissimo Istituto Superiore di Sanità, e più precisamente direttore del Dipartimento dei farmaci tumorali nel suddetto Istituto. Dunque uno che, quando parla, dovrebbe essere ascoltato: invece il dottor Fais s’è spesso lamentato anche sui media di «non riuscire a trovare un ospedale disposto a provare a trattare i cancerosi coi soli antiacidi», ottenendo al massimo che vengano usati insieme alla chemioterapia; anche se adesso sembra che qualcosa stia cambiando in meglio (QeA With Dr Stefano Fais - PPI and Cancer).

Tutti e tre i medici, l’americano Pagel e i due italiani, seguono lo stesso razionale, del resto ben noto a tutti gli oncologi: il tumore prospera in ambiente acido ed anzi lo genera attorno a sé, con ciò favorendo le metastasi; le cellule normali infatti muoiono in quell’alto livello di acidità in cui il cancro cresce. Dunque aumentare l’alcalinità dei circostanti tessuti, con il bicarbonato o gli anti-acidi, contrasta il proliferare delle cellule tumorali e pare che le obblighi ad auto-eliminarsi (apoptosi).

Anche le diete anti-cancro oggi raccomandate – abolizione della carne rossa, dei formaggi fermentati e riduzione delle proteine animali in genere, rinuncia agli zuccheri e carboidrati raffinati, e invece grandi quantità di verdura come cavoli e broccoli – sono diete alcalinizzanti. Il sangue umano, se sano, è lievemente alcalino (pH 7,4), e più è reso «acido» da diete carnee, meno bene ossigena le cellule; il mare è alcalino decisamente (pH 8,1), le acque minerali curative ancora di più (fra 9 e 11).

Dell’efficacia della terapia Simoncini posso testimoniare: un mio conoscente americano con cancro al fegato e pancreas quarto stadio, viene a Roma tutto giallo per ittero – la massa tumorale schiaccia il dotto biliare e lo occlude, sicchè la bile circola nel sangue – e con il prurito insopportabile collegato all’itterizia. Simoncini gli fa praticare una piccola apertura chirurgica sul ventre, e attraverso questa lo stesso paziente si inietta, più volte al giorno, siringoni di acqua e bicarbonato al 5%. Ebbene: in pochi giorni l’ittero scompare e sparisce il prurito, segno inequivocabile che la masssa tumorale s’è ridotta. Purtroppo il paziente è morto qualche settimana dopo a causa di una setticemia, perchè il sistema immunitario di un canceroso è ovviamente indebolito – altrimenti non si sarebbe sviluppato il tumore.

S’intende, quella di Simoncini non è la cura del cancro; esso può tornare. Ma è certo che ha migliorato la qualità della vita, e so di pazienti che sono invece completamente guariti – probabilmente perchè il sistema immunitario, che sorveglia ed elimina le cellule anomale che il nostro organismo produce nella mitosi fin dal loro apparire, aveva superato lo squilibrio, ed era tornato alla sua attiva funzione di «sorveglianza».

Il punto è che nemmeno la chemioterapia è la «cura» del cancro, e pretende di ottenere una riduzione del volume o rallentamento della proliferazione, ciò che a quanto pare Simoncini (e il dottor Fais) ottengono con l’alcalinizzazione dei tessuti, e senza effetti collaterali.

Resta da spiegare questo fatto: come mai in USA, un medico che studia la terapia col bicarbonato riceve un finanziamento pubblico di 2 milioni di dollari, in Italia, viene processato per truffa e omicidio colposo, radiato dall’albo dei medici e disonorato, come si faceva una volta (ora non più) per i medici che procuravano aborti?

In Italia, ai medici ospedalieri è vietato consigliare trattamenti alternativi alla chemioterapia ufficiale per contratto (vien loro fatta firmare una apposita clausola) e sotto pena di licenziamento. Per stroncare la terapia Di Bella, la ministra della Sanità di allora, Rosy Bindi, fece cancellare dal prontuario nazionale i farmaci che Di Bella usava, onde non poterono nemmeno essere prescritti (persino l’innocua melatonina, oggi in vendita nei supermercati, i pazienti dovevano farsela mandare dalla Svizzera). Da ultimo il caro dottor Paolo Rossaro di Padova , che cura con l’acido ascorbico in vena ad alte dosi (un protocollo adottato dalla clinica universitaria del Kansas), è stato sospeso e condannato a pagare 500 mila euro per danni ai parenti di un paziente morto dopo, o nonostante, il trattamento.

Un giorno ci si dovrà spiegare come mai l’oncologia ufficiale, che inietta ai pazienti sostanze che «mettono l’inferno nel corpo dei malati» (com’ebbe a dire il professor Vittorio Staudacher, membro del Comitato Etico dell'Istituto Nazionale dei Tumori), è riuscita a creare in Italia un simile clima di chiusura verso ricerche promettenti, e di persecuzione di chi le sperimenta.

Naturalmente è difficile chiamare in causa per questa situazione Umberto Veronesi, di professione miliardario, e della sua sinistra egemonia nella cancerologia italiana; probabilmente bisogna chiamare in causa i vasti interessi delle multinazionali farmaceutiche, che da queste «cure» ricavano miliardi (ogni malato di cancro costa al servizio sanitario, con gli attuali protocolli chemioterapici, 60-80 mila euro l’anno), di cui Veronesi e la sua covata di oncologhi è solo l’espressione.

Non si dimentichi che la conferma che il bicarbonato riduce il volume dei tumori molto meglio che le chemioterapie citotossiche, segnerebbe la fine ingloriosa di schiere di cattedratici universitari, di folle di primarii pagatissimi, e di linee di ricerca fallimentari: tutta gente che diverrebbe inutile. È logico che difendano le loro posizioni, anche a prezzo della vita dei malati.

E tuttavia, come si constata, in USA è ancora possibile sperimentare trattamenti alternativi, senza finire in galera; solo in Italia esistono argomenti-tabù fino al punto che forze di potere, dalla magistratura ai politici ad «oncologi» miliardari, reagiscono a chi prova ad infrangerli distruggendo la persona, professionalmente e umanamente, gli tappa la bocca, li condanna per omicidio (ma quanti ne ha uccisi la chemio? Quanti ne ha uccisi Veronesi? Non si calcola mai).

Alla fine, quella che poteva essere una gloria italiana, e passare alla storia come «protocollo Simoncini» o «protocollo Fais», si chiamerà invece «Protocollo Pagel». Ma anche questo è un evento ricorrente, nella storia italiana.



 
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Commenti  

 
# andrea.4463 2012-05-23 09:45
Certo è vero che siano le case farmaceutiche a dettare legge, ma molto di più lo sono certe appartenenze massoniche, a cui sono affiliati la maggior parte dei dottori e cattedratici. L'esempio lampante è capitato proprio nella mia città, dove un chirurgo venne radiato dall'albo per omicidio colposo, dopo di che me lo ritrovo addirittura promosso di grado come direttore del Pronto Soccorso di un paese qui vicino, solo perché, avendolo appreso da un mio amico professore di filosofia amico di studi del dottore, appartenete al G.O.I.
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# urbano 2012-05-23 09:49
Non dimentichiamo la cura Pantellini!
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# Filottete 2012-05-23 10:12
Gentile redazione di EFFEDIEFFE, chi ha conosciuto direttamente o per vicinanza ad una persona cara il massacro della chemio sa quale calvario allucinante comporti questa terapia ormai,e lo dicono i dati, fallimentare.
Bisogna far sapere che, di fronte all'evidenza, esistono anche altre strade percorribili, se non altro per gettare le basi di nuove terapie future che soppiantino la terrificante chemio.
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# sator1 2012-05-23 10:31
Apocalisse = Rivelazione: i conti tornano.
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# anrewbst99 2012-05-23 14:14
Concordo. Io ho dato il 5% all'associazione Di Bella.
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# PIERO61 2012-05-23 18:20
Citazione anrewbst99:
Concordo. Io ho dato il 5% all'associazione Di Bella

Salve
Anch'io ho fatto lo stesso...
Saluti
Piero e famiglia
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# roxadalbosch 2012-05-23 20:45
Citazione anrewbst99:
Concordo. Io ho dato il 5% all'associazione Di Bella

Anch'io l'ho fatto.
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# Luca Bresciani 2019-05-25 15:03
Cura di Bella:
http://www.medbunker.it/p/dossier-di-bella.html

Bicarbonato:
https://www.facebook.com/watch/?v=10159939651375523
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# Franco_PD 2012-05-23 10:59
C'è poco da aggiungere a quanto scrive Blondet. Mettiamola così: finché saranno alle viste ipotesi di cura economiche queste non verranno mai adottate. Capii tutto quando una ventina di anni fa mi recai dal mio farmacista per acquistare un noto ed efficace antiinfiammator io del costo di 350 lire e venni esortato a farne adeguata scorta, approfittando di una buona scadenza. La ragione? Non sarebbe stato più prodotto. Il motivo? Costava troppo poco e non c'era alcun interesse a mantenerlo in produzione. Purtroppo il bicarbonato costa un niente. Come la melatonina che - a quanto ho appreso - viene ottenuta dalle fave di cacao. Va però detto che anche l'informazione della medicina alternativa (chiamiamola così) non sempre mi sembra essere efficace. Bene o male (o più male che bene) mi trovo ad avere a che fare con medici che conosco fin dal liceo. E che stimerei se non avessero delle posizioni di radicalismo convenzionale che mi hanno portato talvolta alle soglie del litigio. Pieni certo di pregiudizi, ma ho anche avuto il sospetto che fossero stati informati MALE. Che l'approccio di oratori e conferenzieri sul tema degli "altri" modi per curare il cancro non fosse stato il migliore. Non so dirvi di più. Devo rifletterci e documentarmi maggiormente.
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# umberto64ok 2012-05-23 11:00
Amarissima constatazione caro Direttore; pensiamo a due casi, meno "vitali" ma pur sempre indicativi di questo andazzo masochistico, come il THOR e l'E-CAT... viene in mente Moretti: continuiamo a farci del male.
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# tonipos 2012-05-23 12:06
Era ora. Seguo Simoncini e le sue dure battaglie da un decennio. Finalmente la storia gli dà l'onore che merita.
Inutile fare considerazioni su tutto il sistema marcio del cancer-business. Mi viene il voltastomaco ogni volta che i media partono con le arance in piazza per raccogliere soldi per la ricerca sul cancro. E' lì il cancro, su queste disoneste iniziative e su chi le patrocina.
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# desertorosso 2012-05-23 12:22
Splendido articolo. come se si dovesse aprire gli occhi. ora.
Pertanto, provo a dire due cose, al volo:
- Che fine ha fatto Simoncini? E' stato radiato dall'ordine ma lavora ancora? E che fine farà il dottor Rossoni?

- Avete mai sentito parlare della dieta senza muco di Arnold Ehret? E' molto illuminante e traduce, dico io per semplificare, che le malattie derivano dall'alimentazione moderna che è disallineata rispetto a come dovrebbe essere (ossia solo a base di frutta e verdura, ma meglio solo frutta).
Se volete altre info vi dò altri riferimenti molto interessanti sull'argomento.

Saluti.
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# Milo Dal Brollo 2012-05-24 21:29
Conosco Ehret e la sua dieta. E' vero che riduce il muco, ma tutti gli organismi hanno bisogno di proteine e possono mangiare carne senza morire avvelenati. Un buon 60% di frutta, verdura e legumi, 20% di carni di vario tipo e 20% di carboidrati sono già equilibrati di per sé. E pure il cioccolato, una volta ogni tanto, come il grappino, non fa male. Se cerchi testimonianze di vegetariani puri troverai gente che ha rischiato di farsi cadere tutti i denti, di erodersi le ossa e di compromettere il sistema endocrino. Fai attenzione ai massimalismi.
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# Tesno 2012-05-23 12:27
Questi capovolgimenti del reale che troviamo in campo medico, per interessi economici ma non solo, li ritroviamo ovunque, non c'è scampo, sembrano portare tutti la stessa firma.
Però non capisco una cosa. Ma visto tutti i pazienti che muoiono di cancro con le "cure" tradizionali, non c'è nessun parente che ha mai pensato di far causa contro medici e ospedali...?
E il dottor Paolo Rossaro di Padova, con tutta la documentazione esistente a favore dell'acido ascorbico, a partire dalle ricerche di Pauling degli anni '70, come ha fatto a perdere in tribunale? (vabbè, domanda ingenua...)
Che poi si possa risolvere tutto dopo anni in cassazione serve a poco se ti hanno rovinato vita e carriera.
Almeno gli e... che ci governano qui da noi in Occidente non hanno ancora aperto i gulag..
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# roberto_perugini 2012-05-23 12:29
Sostanzialmente d'accordo con il nostro direttore e con Grillo che da tempo soprannomina l'oncologo nazionale "Cancronesi". L'Italia è un povero Paese dove i delinquenti e i venduti la fanno da padrone. D'altra parte perchè dovrebbero lasciarci una qualsiasi libertà? Non siamo certo in una democrazia finita, bensì in una finta-democrazia. Ma tornando allo specifico non vi è alcun dubbio che le terapie ufficiali dei tumori accelerano la morte. Quindi, per solo buon senso, i malati andrebbero lasciati in pace ma soprattutto liberi di scegliere la terapia che più li convince. Vorrei infine precisare un aspetto a cui tengo molto: la pubblicazione dei dati. Tutti coloro che sostengono una qualsiasi terapia "devono" pubblicare le casistiche, altrimenti si passa nella categoria dei ciarlatani e non si danno ai pazienti le informazioni utili ad una scelta. Infatti il problema non è se il bicarbonato abbia un sapore migliore del cisplatino ma se col primo vivi oppure no. Sennò parliamo di aria fritta. Siccome è umano innamorarsi delle proprie teorie bisogna che una entità esterna, non coinvolta e senza conflitto di interessi, controlli e pubblichi. Ancora una precisazione: il ministero presieduto dalla Bindi accettò di sperimentare la terapia Di Bella e non tolse dagli scaffali i farmaci. La sperimentazione fu interrotta anzitempo per manifesta inefficacia, perchè i pazienti morivano inesorabilmente e quindi la Di Bella fu dichiarata fuorilegge. La scorrettezza del ministero consistette nell'arruolare per la sperimentazione solo pazienti terminali, e, se ben ricordo, non in doppio-cieco. Quindi la sperimentazione fu condotta in modo totalmente sbagliato. Non si può incolpare la Bindi che di doppio-cieco non conosce nemmeno il significato, ma, a mio avviso, l'entourage del ministero, storicamente affollato di grembiulini. Porgo a tutti i miei migliori saluti.
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# Francesco 2012-05-23 13:13
Come si concilia l'assunzione di bicarbonato (che è basico) con quella, ad esempio, di acido ascorbico (vitamina C) e degli altri acidi contenuti in molti alimenti quali agrumi (citrico), mele (malico), etc.?
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# cny45tpa 2012-05-23 19:31
Ci hanno sempre detto che gli agrumi sono acidi, invece scopro che immessi nell'organismo diventano alcalini...
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# Borut 2012-05-23 13:56
Per chi ne volesse sapere di più sull'equilibrio acido/base può leggere il seguente articolo:
La rivoluzione scientifica dell'equilibrio acido-base
Un approccio completo per raggiungere la salute e la vitalità ottimali
Hervé Grosgogeat – tratto da “Scienza e Conoscenza”, numero 40
http://www.scienzaeconoscenza.it/riviste/scienza_e_conoscenza_n_40_2012.php
oppure http://www.disinformazione.it/acido-base.htm
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# DBF 2012-05-23 14:10
Il problema ITALIA è semplicissimo.Gli altri Paesi si differenziano leggermente perchè antropologicame nte sono meno contaminati ma tra non molto non ci saranno differenze. Se il progetto venisse spiegato non ci crederebbe nessuno. Per cui non serve neanche farlo.
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# flavo 2012-05-23 14:52
Ancora uno splendido articolo.
Posto questo banale e scontato commento per sollecitare il direttore Blondet a informarci sulla sua salute che, immagino, interessi tutti i suoi lettori piú affezionati.
Nel contempo mi scuso con Lui per questa invasione nel personale e spero che non me ne voglia se ho esagerato nel permettermi una richiesta cosí personale.
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# orfeo 2012-05-23 15:26
Al nome di Fais o Simoncini aggiungerei quello del professor Zamboni, del cui approccio al trattamento della sclerosi multipla ho personalmente sperimentato l'efficacia. Il guaio è che io non ho la S M ma una malattia neurologica addirittura peggiore. Potete cercare CCSVI e sclerosi multipla su internet e saprete tutto sull'opposizione dei neurologi "ufficiali" a questa terapia. Per la cronaca, un malato di S M costa mediamente al SSN 60.000 (diconsi sessantamila) euro/anno ed in Italia ci sono circa 60.000 malati di S M Come non dubitare delle multinazionali del farmaco?
Saluti a tutti
Orfeo Zerbinati
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# milvus 2012-05-23 15:39
Il sorrisetto truce e mefistofelico potrebbe trovare spiegazione nella mancanza della libertà di espressione imperante. Egli è un tiranno, vìola e discrimina la giustizia solo perchè padrone di una mega corporazione il cui potere condiziona il potere dello Stato. Lui informa propagando notizie false e specula per far soffrire e morire le persone. Lui ha la libertà di stampa o di espressione dalla sua parte, ha anche il diritto di scrivere dando ordini ai suoi medici seguitori e ricattandoli generando responsabilità sui medesimi: la libertà pura, gli altri incatenati alla Rousseau. Contro l'umanita falloides, hai voglia a bicarbonato.
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# Nova 2012-05-23 20:27
US government panel calls for halt to prostate cancer screening
By Kate Randall, 23 May 2012
Negli USA si stanno muovendo con decisione. Le autorità governative hanno decretato di abolire lo screening contro il cancro alla prostata con l'uso del test PSA per il quale si spendono tre miliardi di dollari all'anno. I rischi derivanti dal test sovrastano i benefici. Lo scopritore della glicoproteina PSA negli anni '70, il dottor Ablin, dichiarò un anno fa in un articolo del NYT che mai avrebbe potuto immaginare la colossale catastrofe che l'affarismo ha prodotto con l'uso del PSA, il quale ha un valore diagnostico pari al lancio della monetina per fare testa o croce. Il cosiddetto PSA libero, che sarebbe un sofisticato complemento del test, vale invece come il due di coppe.
Il PSA è comunque infallibile nel segnalare (anche nei centesimi di unità) la ripresa di malattia dopo prostatectomia.

Tuttavia in un convegno di 11.000 urologi "ammutoliti" a Parigi due mesi fa si è reso conto di uno studio durato dieci anni prolungato poi a dodici col quale si dovette concludere che la prostatectomia è del tutto inutile al prolungamento della vita di chi presenta cancro alla prostata, una patologia che a 80/90 anni è 'costituzionale' trattandosi di malattia quasi sempre a decorso lento che accompagna la vecchiaia.

La lobby comunque continua imperterrita per la sua strada terrorizzando i cinquantenni e mutilando inutilmente a più non posso per non voler modificare la ormai consolidata pratica clinica.
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# maxkolbe 2012-05-23 21:02
Sarebbe bello far leggere l'articolo a Jimmy Ghione e al puparo (framassone) Antonio Ricci.
Tempo fa sbeffeggiarono come un cartomante qualunque il dottor Simoncini.

http://www.youtube.com/watch?v=5hjomVlSWH8
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# maresp77 2012-05-23 21:41
Caro direttore,
ho letto con interesse l'articolo che ha scritto sull'oncologia. Sono un fisico che lavora ogni giorno in un reparto di radioterapia di un ospedale pubblico italiano. Come è d'abitudine in Italia, il mio percorso formativo non è stato lineare, la mia passione, finita l'università, era quella della ricerca pura e ho passato qualche anno in università a fare ricerca in fisica teorica. Finito il mio dottorato di ricerca, vedendo preclusa qualsiasi possibilità di fare carriera nel sistema universitario italiano mi sono riciclato in campo medico, perchè sapevo che c'era possibilità di lavoro. La mia scelta di lavorare in ospedale è stata per me l'unica alternativa all'espatrio, essendo oggi anche precluse le possibilità di insegnare nella scuola secondaria. Sono capitato in ospedale quindi per caso, ed in un reparto oncologico non avrei mai immaginato di lavorare in tutta la mia vita. Questo mio percorso arzigogolato mi ha permesso di mantenere un approccio distaccato, da un punto di vista scientifico, sulla professione di cui mi occupo e mi permette di avere meno chiusure mentali nei confronti della valutazione delle terapie ufficali e di quelle cosiddette alternative rispetto ai miei colleghi medici.

Dopo un po' di ricerche e esperienza personale posso dire che a mio avviso i medici sono il più grosso freno all'innovazione in medicina. Nei primi anni di università vengono formati secondo il seguente schema mentale: mai azzardare ipotesi e ragionamenti. La verità è scritta nei libri o nell'esperienza dei colleghi anziani. I giovani medici subiscono una specie di lobotomia psicologica per cui smettono di utilizzare una parte di cervello che consente la valutazione critica di un problema. Di questo me ne rendo conto ogni giorno quando si tratta di implementare nuove tecnologie che necessitano di un cambiamento di punto di vista. La mentalità è inculcata solo dalle esperienze già certificate dal bollino di verità che sono nei libri e nelle riviste scientifiche più prestigiose. Con questo tipo di mentalità gli attori forti del sistema (case farmaceutiche) hanno gioco facile nel determinare i concetti che diverranno verità.
Nel mio campo, ad esempio gli attori forti, anche nell'ambito delle cure ufficiali, sono i chirurghi e gli oncologi. Ovvero quelli che tagliano e che somministarno veleni. Sono gli attori forti perchè somministrano le cure a costo magggiore. La radioterapia è una cura che, soprattutto grazie al recente avanzamento tecnologico, permette di avere spessi i migliori risultati in termini di cura e di effetti collaterali ed ad un costo molto basso. Eppure in molti casi la scelta della terapia fatta dallo specialista o dall'oncologo prevede, a parità di benefici, quella a costo più alto. Che spesso è anche quella con maggiori effetti collaterali.
Una cosa però va detta. La medicina cosiddetta ufficiale passa dalla validazione scientifica. I dati su cui si basa sono disponibili a tutti. Le case farmaceutiche spendono miliardi di dollari per farsi validare nuovi farmaci e solo in pochi casi, oggi, riescono a farsi riconoscere dagli enti preposti l'autorizzazione al commercio. Ovvero le cure ufficiali hanno una efficacia dimostrata.
La stessa cosa non si può dire della medicina alternativa. Il famoso protocollo Di Bella non ha pubblicato, almeno a mia conoscenza, i dati sulla sopravvivenza dei pazienti trattati. Così come il dott. Simoncini con la sua cura.
Per valutare l'efficacia di una terapia non è necessario uno studio a doppio cieco. Se la cura è nettamente migliore di quella tradizionale basta uno studio osservazionale.

La verità è che, nosostante quello che dice Veronesi, di cancro si muore. E l'origine della malattia rimane ignota. Questo è quello che ci sconvolge. Le cure funzionano per molti pazienti, ma non per tutti. Non ci sono cure miracolose o soluzioni geniali che vengono tenute nascoste da qualche complotto.

Un caro saluto a tutta la redazione e a Fabio de Fina
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# orfeo 2012-05-25 09:49
Pensavo esattamente le stesse cose di milvus77 quasi con le stesse parole. Fin dal primo anno di università gli studenti di medicina vengono addestrati a non ragionare col proprio cervello ma a seguire una specie di principio d'autorità. Questo fu uno dei principali motivi per cui a suo tempo scelsi di studiare chimica e non medicina, primo perché la medicina non mi interessava, ma secondo perché vedevo i miei amici studenti in medicina imparare a memoria riga per riga tomi spessissimi senza capirne nulla: sapevano tutto ma non capivano nulla. E così la maggior parte fa anche dopo la laurea, al massimo si ribellano seguendo una diversa autorità, ma quasi mai ragionano con la propria testa. Bisogna ammirare quei pochi che lo fanno.
Saluti a tutti.
Orfeo Zerbinati
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# pino 69 2012-05-24 07:32
Dottoressa Terry Wahls: Come ho sconfitto la mia Sclerosi Multipla 1/2
http://www.youtube.com/watch?v=tlqSVUTLTQw&feature=player_embedded&list=PL6BF62E8F17375C7A
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# orfeo 2012-05-25 15:30
Grazie a pino 69 per l'interessante link.
Ho fatto anche delle cure basate sulla dieta, tipo quella di Terry Wahls, ed altrettanto nulla mi hanno fatto. E'vero che io non ho la sclerosi multipla, ma una malattia più rara che si chiama (attualmente) atrofia mutisistema a prevalente componente cerebellare (nome complicato, i medici non potendo fare altro almeno danno alle malattie che non sanno curare, dei nomi complicati). Se il mio problema dipendesse da inadatta alimentazione tutto il cervello ne sarebbe colpito, non solo il cervelletto. Secondo me tutte queste malattie neurodegenerati ve sono legate a probemi circolatori, ma ci vorranno altri duecento anni prima che la medicina se ne renda conto. Il problema vero è che ho venti o trent'anni più del dovuto: da giovane stavo molto bene!
Cari saluti a tutti.
Orfeo Zerbinati
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# Critico 2012-05-24 09:22
Non bisogna aderire con entusiasmo a nessun approccio terapeutico a proposito di cancro. Innanzitutto i tumori sono diversissimi uno dall'altro e vi sono centinaia di tipi istologici diversi di neoplasie. Qui si parla evidentemente di tumori solidi (carcinomi, sarcomi...) ma che dire dei successi duraturi della chemioterapia per le neoplasie ematologiche? Anche qui un medico coscienzioso sconsiglia trattamenti aggressivi per forme che si sa essere poco responsive ma deve misurarsi troppo spesso con pretese assurde di pazienti e parenti. Va altresì detto che diventa sempre più importante il contributo di nuovi farmaci che contrastano attività peculiari delle cellule cancerose anzichè agire iniscriminatame nte con azione di killeraggio.
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# Robert De Zan 2012-05-24 10:03
Il porco di cancronesi sa coltivare bene il suo orticello, sia finanziario che terricolo, visto che si dichiara vegetariano.
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# ramuxara 2012-05-25 19:29
Mi scusi Robert, perchè non lo seguiamo?
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# Strelok 2012-05-24 11:30
Due casi di tumore nella mia famiglia (carcinoma alla vescica e melanoma), perfettamente guariti con cura Simoncini.
Evidenzio, peraltro, la sua estrema disponibilità, sempre reperibile sul cellulare e tramite e-mail.
Costo zero.
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# Robert De Zan 2012-05-24 15:09
Tempo fa aveva un sito, ora non c'è più, come si fa a contattarlo?
Grazie
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# desertorosso 2012-05-24 17:49
Citazione Strelok:
Due casi di tumore nella mia famiglia (carcinoma alla vescica e melanoma), perfettamente guariti con cura Simoncini.
Evidenzio, peraltro, la sua estrema disponibilità, sempre reperibile sul cellulare e tramite e-mail.
Costo zero


Ok, grazie mille. lo divulghi in pubblico o via mail? In tutti i casi, puoi mandarmi una mail coi riferimenti qui?
bluetimeone@hot mail.com
Grazie ancora
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# rosalina 2012-05-24 14:16
Per stroncare la terapia Di Bella, la ministra della Sanità di allora, Rosy Bindi, fece cancellare dal prontuario nazionale i farmaci che Di Bella usava, onde non poterono nemmeno essere prescritti (persino l’innocua melatonina, oggi in vendita nei supermercati, i pazienti dovevano farsela mandare dalla Svizzera).

Qua in Brasile Lula ha un cancro, i medici a San Paolo lo hanno sottoposto alla chemioterapia. Lula ha perso più di 30 chili oltre ai capelli. Anche qui la melatonina è illegale. Però se uno ne ha bisogno si reca in una farmacia omeopatica che la importa dagli Stati Uniti, facendosela pagare uno sproposito. Non si trovano neanche i sali minerali in polvere, il che è grave se si pensa al clima caldo tropicale - 12 mesi su 12 tranne l'estremo sud del Paese - ed alla scarsità di minerali nel terreno.
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# marco57 2012-05-24 18:39
Ottimo articolo peraltro sconfortante per la conferma dell'ennessima FUGA di esperienze nazionali che ci verranno riproposte dalla validazione estera (che, si sa, noi senza l'approvazione degli altri nostri CONCORRENTI non possiamo convicerci di avere brillanti idee).
Facendo il medico e non portando il cervello all'ammasso, cerco di comprendere meccanismi complessi e ciò che sta alla loro base. Purtroppo faccio il "medico di campagna" e quindi non ho voce autorevole rispetto a lor signori che guidano la nostra sanità, però cerco di affronatare la quotidiana lotta contro il male.
Quello che si può fare è spingere i propri pazienti a cambiare stile di vita, magari dando l'esempio, sapendo di non poter essere universalemente ascoltato ma farsi seguire da 1 o 100 o 1.000 è meglio di niente.
Ecco allora suggerire e prescrivere la dieta senza muco (il muco può essere il primo momento di innesco di qualche adenok a livello gastroenterico) ; prescrivere polveri alcalinizzanti da assumere quotidinamente, far cambiare tipo di acqua; fare opera di divulgazione nelle associazioni, nelle scuole... ma tutto questo non vale se non c'è la cassa di risonanza mediatica.
E in TV ci va solo chi è legato a qualcuno o qualcosa oppure paga per partecipare a trasmissioni che parlano di sanità dove può esprimere il proprio sapere e farsi conoscere da potenziali clienti.
Oppure chi prova a cambiare qualcosa si ritrova il Gabibbo fuori dalla porta dello studio.
Credo che il punto sia che siamo molto lontani dal comprendere i meccanismi per cui qualcuno si ammala di tumore e altri no (una prima osservazione interessante andrebbe fatta con i malati psichiatrici i quali non lamentano molte patologie tumorali: "sganciare" la testa (o anima) fa ammalare di meno?).
Di fronte a tale vasta domenda occorrebbe una vasta risposta: nel senso di usare più armi possibili, purtroppo impera l'idea che solo una cosa può far bene: la chemio, la radio, la chirugia.
Tutto questo avviene perchè i risultati sono pubblicati. E qui casca l'asino.
Quando si presenta un lavoro ad una rivista è importante che uno dei nomi sia "riconosciuto" dai referee della rivista e più si sale di importanza e più occorre avere potenza: questa si esprime nel poter mostrare dati ricavati dall'uso di metodiche sempre più sottili e necessitanti di strumenti che solo università e centri ricerca dell'industria possono avere (quando pensavo di poter riuscire a fare il ricercatore pubblicai, sempre con altri nomi, una ricerca cosiddetta osservazionale su un aspetto del diabete; ci furono richiesti, per pubblicare, una serie di dati che solo perchè in università abbiamo potuto produrre). Per rispondere a Roberto Perugini va detto che le riviste sono in mano agli sponsor (industria farmaceutica) e siccome gli studi osservazionali, per rispondere a maresp77, non sono all'altezza di prestigiose riviste, essi non bastano per descrivere ciò che chi prova a fare il medico con un minimo di sagacia, può osservare nella sua pratica quotidiana. E allora a chi lo raccontiamo? Al limite al giornalino della parrocchia che comunque potrebbe aiutare a far capire 1 o 10 o 100 persone che le cose forse non sono quelle che dice la TV.
Vorrei rassicurare maresp77 che i medici possono anche frenare l'innovazione, forse quelli che conosce lui, ma la Verità verrà sempre a galla e infatti dopo aver usato per 40 anni i residuati della prima guerra mondiale (le mostarde azotate di Ypres nellachemio) oggi arrivano risultati di assoluto sconforto per chi pensa che la chemio sia sempre valida (eccezione i tumori del sangue).
La lobotomia psicologica è, forse, inculcata nei neolaureati ma chi non vuole morire dietro una scrivania cerca e prova, prova e cerca e il risultato sarà difficile da pubblicare perchè è uno studio osservazionale e per farlo ci vuole tempo e non sempre c'è perchè le malattie stanno aumentando e le persone muoiono sempre più giovani.
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# dondoppe 2013-03-07 10:39
"La lobotomia psicologica è, forse, inculcata nei neolaureati ma chi non vuole morire dietro una scrivania cerca e prova, prova e cerca e il risultato sarà difficile da pubblicare perchè è uno studio osservazionale e per farlo ci vuole tempo e non sempre c'è perchè le malattie stanno aumentando e le persone muoiono sempre più giovani."

Pensiero e missione del Dott. Piero Mozzi. Vi invito a sevuirne le interviste in Box Salute su Youtube.
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# valerio3 2012-05-27 17:01
Cari,anzi stimati lettori,io sto curando mio zio,ammalato di cancro alla prostata con metastasi ossee,con bicarbonato di sodio da circa tre mesi,e devo dire che alla prossima scintigrafia ossea ,confido siano scomparse.A proposito fate solo tre mesi di anti androgeni e poi lasciate perdere...
V.P. urologo ospedale di Conegliano Veneto.
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# valerio3 2012-05-27 17:04
Cari, anzi stimati lettori, io sto curando mio zio, ammalato di cancro alla prostata con metastasi ossee, con bicarbonato di sodio da circa tre mesi, e devo dire che alla prossima scintigrafia ossea, confido siano scomparse. A proposito fate solo tre mesi di anti androgeni e poi lasciate perdere...
V.P. urologo ospedale di Conegliano Veneto.
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# simone.colzani 2012-05-27 23:02
La Chemio originariamente intesa, così come la Radioterapia (che deve tanto a un certo Royal Rife) parte da un assunto pari a quello dell'elettroshock: io distruggo tutto, poi sarà l'organismo a doversi ricostruire seguendo, si spera, la retta via.
Poi le medicine si sono evolute e, pur costando uno sproposito (a spese del cittadino), sono meno pregiudizievoli per lo sventurato paziente, pur mantenendo delle cifre di efficienza da stregoneria (Garattini dixit - la chemio funziona nel 10% dei casi).
In questo articolo, ormai risalente, si fa riferimento agli scarsi protocolli sull'uso di chemioterapici da parte degli operatori (si spera che la situazione nel frattempo sia migliorata)
http://salutenaturale.forumattivo.com/t105-chemio-le-verita-nascoste

Visto il calvario oncologico di diverse persone a me vicine (tra cui mio zio, medico con tesi in chemioterapia e presidente dell'Ordine dei Medici di MB), starò sempre molto lontano da chemio e affini.
Quindi si accomodino gli scientisti, compreso Medbunker, che starà sicuramente leggendo e prendendo nota per uno dei suoi soliti vomitoriali...
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# frank10 2012-05-30 14:32
Però su Simoncini, non si contesta tanto il fatto che il bicarbonato possa far bene a un malato di tumore, come effettivamente sembra che sia.
Il problema è che lui sostiene che il cancro è un fungo (e per questo il BCS lo sconfigge)!
Quest'affermazione sarebbe facilissimo da dimostrare con un semplicissimo esame istologico di tessuto tumorale: cosa da lui mai fatta. Insomma mancano totalmente le prove (facilmente ottenibili) di quello che sostiene.
Invece è certo che, data la debilitazione generale dell'organismo, si sviluppano infezioni micotiche in particolare di Candida che portano anche alla morte la persona: potrebbe essere che il BCS debelli i funghi causati dal tumore, ma che il tumore sia un fungo...
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# Zenone 2012-05-31 13:14
Sono argomenti da non trattare come se fossimo alla partita di calcio,con tifosi accaniti per l'uno o l'altro campo. Non mi pare si possano ricavare leggi precise e definitive per ogni tipo di tumore. Prudenza e serietà consiglierebber o di studiare il problema senza chiusure ma nemmeno entusiasmi eccessivi. Lo studio e la ricerca sono lunghi, approfonditi e hanno bisogno di verifiche continue. E poi con i medici non si è mai sicuri: trovi sempre uno che dica l'opposto dell'altro, basandosi su fatti ed esperienza comuni. Se fossi malato proverei tutto, naturalmente, ma a freddo credo che bisognerebbe essere meno entusiasti.
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# pragma 2012-10-29 20:52
Citazione roxadalbosch:
Citazione anrewbst99:
Concordo. Io ho dato il 5% all'associazione Di Bella

Anch'io l'ho fatto.

Anch'io.
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