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Controesodo dei cervelli in fuga (ma non in Italia)
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NEW YORK - La Cina guida il gruppo di paesi attivamente impegnati a invertire il trend che per decenni ha spinto i più promettenti “cervelli” del pianeta a espatriare. Tra questi paesi, la grande assente è l’Italia. Lo rivela "Not Coming to America: Why the US is Falling Behind in the Global Race for Talent", rapporto del Partnership for a New American Economy, diretto dal sindaco di New York Michael Bloomberg, secondo cui sarebbero una decina i paesi che oggi offrono a scienziati, uomini d’affari e studiosi che rientrano dopo anni di “fuga” esenzioni fiscali, sussidi per la casa e altre agevolazioni economiche.

L’effetto di queste nuove politiche è stato immediato. “I cervelli in fuga tornano a casa”, rivela lo studio, secondo cui il trend riguarda anche “gli ambiziosi e plurilaureati figli americani di emigranti che decidono di tornare nel paese che i loro genitori hanno abbandonato (luoghi come la Cina, l’India e il Brasile) dove oggi vedono molte più opportunità di sbocco professionale”. 

“L’America di Obama rischia di perdere la gara per accaparrarsi i talenti globali”, punta il dito il panel di esperti in quello che viene descritto come “il primo studio comparativo sulle riforme dell’immigrazione” varate in molti paesi - anche europei - per rilanciare economie stagnanti e riportare a casa chi, forse meglio di altri, può aiutare in questo difficilissimo traguardo. L’economia Usa rischia grosso se non riforma la propria legge sull’immigrazione”, prosegue il rapporto. La ricetta vincente: “Implementare strategie già attuate da Australia, Canada, Cile, Cina, Germania, Irlanda, Israele, Singapore e Regno Unito” che hanno visto migliaia di cervelli in fuga rimpatriare dopo anni di esilio".  

Anche l’Italia, purtroppo, non è tra le nazioni “virtuose” citate dal rapporto. L’unica menzione di un cervello italiano in fuga è a pagina 26 e riguarda Claudio Carnino, un 23enne che, per creare  una start-up, abbandonò gli studi nella nativa Torino nel 2008 e, dopo alcuni anni in America, è finito in Cile dove oggi lavora presso la prestigiosa Wayra Accelerator, una ditta privata fondata dal gigante delle telecomunicazioni Telefonica.
Anche se forse sogna di tornare a Torino, Carnino è costretto ad aspettare che anche l'Italia metta a punto delle leggi ad hoc per riportare a casa i suoi tanti cervelli in fuga. E magari anche milioni di emigranti e i loro figli che sarebbero un asset formidabile in questi tempi di crisi.

Fonte >  Route66

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Commenti  

 
# Scipio 2012-05-24 17:05
Hanno messo una legge che sgrava le tasse del 30%. Solo che devi rimanere in Italia per almeno 5 anni altrimenti ti richiedono tutti i soldi indietro con gli interessi. La definirei una legge cartamoschicida .
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# Antonio D. 2012-05-24 21:05
Hanno rifatto una legge olandese. "all'italiana".
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# Antonio D. 2012-05-24 21:14
Il 16-17 Aprile scorso l'ineffabile ministro degli Esteri se ne uscito col "crowdsourcing"; cioé, nella testa sua, non é necessario che i cervelli ritornino, basta coinvolgerli con il "crowdsourcing" e possono collaborare allo sviluppo dell'Italia restando all'estero e lavorando... GRATIS!!!
Per chi ha dubbi in proposito si vada a vedere la voce crowdsourcing su wikipedia.
MA CHE C'HO SCRITTO JOCONDOR!!!
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# The Ecstasy of Gold 2012-05-26 12:51
La fuga dei cervelli dall'Italia era la fase uno della pulizia etnica "dolce" del ceppo italico pensante dall'Italia.
La fase 2... provate ad indovinare!?
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# Xenson 2012-05-27 20:13
Citazione The Ecstasy of Gold:
La fuga dei cervelli dall'Italia era la fase uno della pulizia etnica "dolce" del ceppo italico pensante dall'Italia.
La fase 2... provate ad indovinare!?


... se potesse, mi spiegherebbe?... Sono curioso e sento che Lei mi potrebbe confermare certe mie supposizioni...
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# Coro Cosimo 2012-06-01 04:34
Salve, desidero commentare vostra del 5 maggio 2012 - BREVETTI: I CERVELLI IN FUGA, COSTANO 4 MILIARDI
Lettera aperta a Elsa Fornero Ministro del lavoro e Giorgio Squinzi presidente di Confindustria
Oggetto: Agenzia delle Entrate, in arrivo agevolazioni fiscali per il rimpatrio dei “cervelli”

Alla Vostra cortese attenzione, al rimpatrio dei cervelli deve corrispondere l’esilio degl’imbecilli.
Poiché un dibattito sulla stupidità, forse è meglio per ovvie ragioni di etichetta definirla “improduttività dei dirigenti”, non è mai stato affrontato pubblicamente, e considerato il particolare momento di crisi economica, le polemiche sulla flessibilità, produttività e il confronto concorrenziale dei costi nella globalizzazione sfavorevole per l’Italia, poiché direttori e quadri portano troppo in alto l’indice del costo del lavoro... (gli imprenditori anziché chiedersi quanto costa un operaio, dovrebbero chiedersi quanto costa un dirigente)... penso che non sia affatto un tabù discuterne nelle sedi opportune affinché si avvii al più presto un disciplinamento in merito.
Molto spesso nelle aziende, ma anche nella pubblica amministrazione e nel mondo politico, i capi non sono affatto operativi, sono sterili di idee e si limitano esclusivamente al comodo ruolo di rappresentanza interna tra i vari livelli delle maestranze e più delle volte rappresentano se stessi facendo uso del linguaggio del corpo.
Sono convinto che verrebbe fuori una bella e costruttiva disputa tra chi non fa di tutta l’erba un fascio e chi pensa come il sottoscritto che in un seminato o sono tutti intelligenti o tutti stupidi.
In un collegio dirigenziale se prevale l’intelligenza, l’imbecille non avrebbe chance di imporsi e coabitare, mentre in quello opposto sarebbe esattamente il contrario.
Dove già domina la stupidità in un qualsiasi ambiente di lavoro, gli incapaci sono apprezzati, presi in considerazione e avviati in carriera poiché non innescano rivalità professionale, i capi stupidi temono la competizione. Gli imbecilli sono potenzialmente scarsi e non creano imbarazzo mettendo in luce l'incompetenza... e convivono in simbiosi... tra cani non si mordono (se non concorrono per lo stesso obiettivo). Invece chi sin da subito rivela talento viene mobbizzato e messo in condizione di non poter nuocere da chiunque è consapevole di avere posizione non meritata.
Purtroppo il fenomeno della presenza dei capi imbecilli avviene con ricambio esponenziale ed è in crescita, caricando sempre di più i passivi aziendali.
I dirigenti stupidi, oltre ad essere incapaci nel proprio mestiere, sono anche di basso profilo etico, attributi concatenati.. se si trovano in un pasticcio pur di scaricarsi dalle proprie responsabilità sono abili ad incolpare chiunque, ma sono sempre pronti ad accollarsi meriti altrui. E se si vedono ad un certo punto della propria carriera in prossimità di un imbuto, intensificano le leccate ai diretti superiori e ognuno, pur di mettere in difficoltà per scavalcarlo, complotta contro il rivale, sembrano più ratti che cani, sono codardi e agiscono con pretesti personali e non mettendosi in evidenza con contesti professionali.
Queste condotte sono una piaga quotidiana, rendono impestato l’ambiente lavorativo = meno rendimento... e si tratta di produrre in malora, ma ora si muore anche per la stupidità di un comandante, com'è accaduto a Costa Concordia. La dilagante stupidità dei direttori non può essere più accettata... la sindrome di Schettino ci sta affondando tutti, è devastante.
Parliamoci chiaro, la crisi economica non è una cosa venuta dal cielo né saturazione dei mercati, per cui l'unica causa possibile è l'incompetenza di chi ha poteri decisionali che decide male, o non decide affatto.
Cosa accadrà senza il 18? Il mobbizzato verrebbe licenziato poiché “apparentemente ” è il più debole, ma è colui che lavora di più e che viene spostato continuamente dove fa comodo al capo, quindi rimarrebbe comunque al proprio posto. Il fannullone neanche a parlarne perché è anche il più arrogante nei confronti del capo. L’imbecille, che non si sa neanche dove collocarlo ma fa comodo per dare l’impressione che è il capo che fa la differenza, per cui resterebbe al proprio posto...
C’è assolutamente bisogno di derattizzare gli ambienti di lavoro e di investire nei cervelli d’opera e nella mano d’opera e non negli abiti del monaco come si è sempre fatto e si continua ancora a fare.
Se fannulloni e ladri fanno “storia”, le ultime parole famose di Marcegaglia, è perché sono remissivi i capi stupidi altrimenti non starebbero oltre il terzo giorno sui luoghi di lavoro. Se, come dice ancora Marcegaglia, è colpa dei giudici che reintegrano fannulloni e ladri, si potrebbe indurli alle proprie responsabilità, Berlusconi contro di loro ha già infranto un tabù, e non solo i giudici ma anche i medici dalla certificazione facile.
La informo che non ho mai avuto riscontro a questa stessa lettera dal suo predecessore Emma Marcegaglia, forse perché ha qualche Schettino nell'armadio.

Per il sottoscritto questo argomento non lo è assolutamente una proibizione sacra, pertanto ho avuto l’ispirazione a scrivere e mettere online la mia esperienza sul rapporto con la stupidità dei miei ex direttori dello stabilimento di laterizi Ala Fantini di Montemesola (Taranto) di proprietà del Gruppo Fantini di Lucera (Foggia), dal titolo "La vera storia del re nudo"
qui: http://www.montemesolaonline.it/Laterizi.htm

Distinti Saluti
Coro Cosimo
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