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E se dura il supplizio dell’euro?
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È raro trovare un’analisi più lucida di quella dell’economista greco Yani Varoufakis:

«Lassenza di una clausola del Trattato o procedura istituzionale per uscire dalla zona euro ha una logica ferrea: tutto il senso della creazione della moneta unica era far impressione sui mercati, far capire loro che si tratta di ununione permanente così solida, che chiunque avesse lardire di puntare contro la sua solidità sarebbe incorso in gravi perdite. Una sola uscita dalleuro basta a ad aprire una frattura in questa percezione di solidità. Come una sottilea linea di frattura in in una diga possente, luscita della Grecia inevitabilmente porterà al collasso delledificio sotto forze inarrestabili di disintegrazione. Appena la Grecia è spinta fuori, due cose accadranno: una massiccia fuga di capitali da Dublino, Lisbona, Madrid, eccetera, a cui seguirà la nota avversione della BCE e di Berlino ad autorizzare la fornitura di liquidià illimitata a banche e Stati. Questo significherà la bancarotta immediata di interi sistemi bancari, più Spagna e Italia. A quel punto, la Germania si troverà di fronte allorribile dilemma: danneggiare la solvibilità dello Stato tedesco impegnando i trilioni necessari al compito di salvare quel che resta dellEurozona, oppure tirarsi indietro (lasciando leurozona). Non ho dubbi che sceglierà la seconda opzione. E siccome questo significherà stracciare una quantità di trattati UE e accordi (compreso quello relativo alla BCE), lUnione Europea di fatto cesserà di esistere». (Interviewed by FXstreet.com on Grexit…)

La frase spiega insieme perchè l’euro non funziona, è ingestibile disfunzionale e già fallito, e contemporaneamente perché gli eurocrati e i politici faranno di tutto per farlo durare. È questa la situazione in cui ci hanno cacciato i progettisti della moneta unica, gli eurocrati e i politici – loro complici: nell’euro non possiamo vivere, ma nemmeno (a questo punto) si può uscire. Il greco lo spiega più avanti: l’Argentina ha pouto svalutare perchè aveva la sua moneta, bastò che la sganciasse dal dollaro. Grecia e Spagna non hanno più una moneta: uscire dall’euro, significherebbe per loro creare una moneta allo scopo di svalutarla: «Qualcosa che non è mai avvenuto nella storia», dice Varoufakis. Il potere d’acquisto di una simile neo-moneta precipiterebbe a razzo nel regno dell’infinitamente piccolo, provocando un’iper-inflazione mai vista. E la morte per fame della popolazione.

L’euro non è più una moneta, è un’impasse, come si dice in Francia. Un vicolo cieco. Anzi un groviglio di impasses. Gli eurocrati, occultamente, e poi i politici a forza di «salvataggi», hanno messo punto una macchina da Giorno del Giudizio per i popoli europei, e un generosa spargi-soldi per il capitale speculativo. I mercati strappano altissimi tassi per prestare denaro a Spagna e Italia, denunciando i loro debiti pubblici come ad alto rischio, e allo stesso tempo pretenderebbero che questi debiti pubblici fossero «garantiti» (ossia privati di rischio) dall’Europa ricca, Germania in testa: botte piena e moglie ubriaca. Del resto, che dire dei greci? Dai sondaggi, vogliono tutti (più del 70%) restare nell’euro, e allo stesso tempo rifiutammo le austerità ulteriori che la Germania, BCE e FMI impongono per tenerli nell’euro.

Anche l’Irlanda per referendum ha votato il «fiscal compact», ossia di accollarsi, come massa di contribuenti, i debiti delle banche. Gli uni e gli altri stanno dando agli eurocrati la «legittimazione popolare» che loro mancava per far durare l’euro a tutti i costi, ad ogni prezzo – tanto, il prezzo lo pagano i popoli.

E tutti, a cominciare da Monti e Hollande, si mettono a gridare: eurobond, eurobond! Per finanziare i debiti nazionali a livello europeo! Fingendo di dimenticare che esiste un altro mezzo, molto semplice, di finanziare i debiti: la monetizzazione parziale di tali debiti pubblici da parte della Banca Centrale – La Banca d’Inghilterra lo sta facendo da tre anni, al ritmo del 5% del PIL.

Non lo si «può» fare, perchè l’indipendenza della BCE è sacra. Ma allora, a che scopo quelle stesse voci gridano: «Occorre più Europa e non meno! Federalismo subito!». A che serve il federalismo, se non a monetizzare il debito? Se non a trasferire ricchezza dagli Stati ricchi agli Stati deboli, come fa il Federalismo USA? Là, il Minnesota paga ogni anno il 10% del suo PIL al New Mexico al Mississippi, Stati sottosviluppati, che ricevono in sussidi annuali oltre il 12% del loro PIL.

È esattamente quello che la Germania non vuol fare. Eppure, persino la Merkel s’è messa a gridare: «Federalismo! Accelerare l’Unione politica!». E i cuori dei Monti e dei greci si allargano: ci darà gli eurobond... Ma quando dice «più Unione», Berlino intende «ancor più disciplina di bilancio per i Paesi-cicala». E in cambio? Niente. Eurobond? Il 79% dei tedeschi sono contro le euro-obbligazioni, ed è la sola volontà popolare che conta nell’Europa semi-prussiana, cioè extra-giuridica, dove chi ha i soldi e potenza è più sovrano degli altri.

D’altra parte, come non capire l’enormità che gli euro-speranzosi chiedono ai tedeschi? L’emissione di Buoni del Tesoro «europei» (ossia garantiti da Berlino, Parigi e gli altri virtuosi) fino al 60% del PIL, sarebbe creare 5.600 miliardi di debito comune, di cui 1.600 di debito tedesco: detto altrimenti, si chiede ai tedeschi di impegnare la loro garanzia per 4 mila miliardi di debiti altrui; pari al 150% del PIL germanico, al 200% di quello francese. (Eurobonds: The blue bond concept and its implications)

Per giunta, la Germania, mettendo in comune il suo debito con gli altri, dovrebbe pagare più interessi sul suo –mentre oggi emette Bund a interessi 0 (zero) e i mercati glieli comprano. Ma sarebbe almeno un vantaggio per i Paesi del Club Med? Prendete l’Italia, col suo debito al 120% del PIL. Il primo 60% sarabbe garantito, i prestatori sanno che sarà pagato se necessario dall’Europa tutta; ma chi vorrà prestrare all’Italia il restante 60%, non garantito e secondario rispetto all’eurobond, che avrà la priorità sulle emissioni nazionali? Se qualcuno ci presterà quella tranche, sarà solo a tassi confiscatori: spread a 800, a 1.000, a 1.400? In ogni caso, partenza a razzo verso l’astronomicamente grande. La speculazione non sarebbe affatto disarmata, ma al contrario, incitata – e riempita di soldi.

E inoltre, l’emissione di eurobond farebbe perdere alla Germania «quella leva a cui più probabilmente teneva nella costruzione europea: linstaurazione dei mercati dei capitali internazionali come disciplinatori delle politiche economiche nazionali» degli altri: così l’economista Frédéric Lordon. (La fausse solution des eurobonds)

Già, perchè qui entriamo nel cuore dei circoli viziosi dell’euro: la sua creazione per scopi diversi da quelli dichiarati. Entriamo nel regno dell’occulto. Per gli eurocrati, da Monnet a Delors, da Padoa Schioppa a Mario Monti e Draghi, l’euro non è stato un fine in sè; la moneta unica doveva, nel loro disegni, distruggere le nazioni e le sovranità nazionali.

Per questo siamo tanto ingenui, quando ci domandiamo cosa farà Monti per risolvere la crisi italiana, provocata dall’euro. Non è stato messo lì per risolvere la crisi, ma per utilizzare la crisi: per rompere l’ultima resistenza all’estremo trasferimento di sovranità a Bruxelles.

Va inteso che una maggior integrazione, un federalismo burocratico come lo vogliono loro, salverebbe (forse) l’euro, ma non risolverebbe nessuno degli squilibri provocati dall’euro a danno dei popoli del Sud (e dall’Irlanda): come si vede in Grecia e si comincia a vedere in Italia, gli interventi eurocratici aumentano il debito invece di ridurlo (perchè stroncano ogni crescita), e rendono l’organizzazione interna più ingestibile. L’euro ha divaricato, anzichè ridurre, la divergenza fra le economie europee. Grecia, Spagna e Italia hanno oggi bisogno di esportare di più, di riacquistare produttività e competitività – in una parola, svalutare. Essendo ciò reso impossibile dall’euro, il solo modo di ritrovare competitività è abbassare i salari; la Grecia dovrebbe abbassarli ulteriormente del 22%, e tagliare le spese pubbliche – l’Italia ne ha di superflue, ma si taglieranno le necessarie, perchè qui sono le caste che comandano (anche su Monti).

Dunque austerità e austerità. Rigore e rigore per «salvare l’euro» (in realtà, per salvare i creditori a spese della morte dei debitori); e togliere nel frattempo ai popoli ogni possibilità di rifiutare le misure, togliendo loro la libertà politica, anche quella delegata. In questo, la Germania è alleata all’eurocrazia: Berlino ha dato il suo contributo alle idee sulla «crescita», essenzialmente proponendo la creazione di zone franche nei Paesi in difficoltà, per attrarvi gli immaginari «investitori esteri»; zone dove i contributi sociali sono alleggeriti, i salari ridotti e liberalizzati all’estremo, il lavoro più flesibile; e privatizzazioni; e un sistema di istruzione in fabbrica come la Germania stessa ha applicato nell’ex Repubblica Democratica Tedesca. (Zone euro: le plan de Berlin pour soutenir la croissance)

Buoni consigli, per tedeschi. Se potessimo tutti diventare tedeschi, con amministratori tedesche leggi tedesche – cosa desiderabile, che sia attuabile è altro discorso.

Dunque il federalismo che comporta l’estremo sacrificio politico, non darà niente in cambio. L’euro lo manterranno con ogni mezzo, gli eurocrati con il sostegno dei politici: il che significa, per noi comuni mortali, rigore ed austerità senza fine, eternamente rinforzati. Alla crisi violenta (ma temporanea) di una crisi da uscita dall’euro al buio nelle condizioni catastrofiche che ci hanno creato loro, ecco l’alternativa: stare nella camera dei supplizi dell’euro, chissà per quanto tempo, assistendo ad una crescita esponenziale della disoccupazione, allo svuotamento della nostra capacità industriale, alla nostra caduta nella deindustrualizzazione terzomondista.

Non illudiamoci che lorsignori allentino in qualche punto la stretta, che riconoscano dei limiti umani alla nostra caduta nella miseria: la Grecia dimostra che l’austerità viene imposta senza alcun limite, anche se i greci devono brucare l’erba come bestie. Anzitutto, loro (vedi Monti) il loro milioncino almeno di euro annuale l’hanno garantito; la «competitività» dei signori che giudicano la nostra insufficiente, non verrà mai giudicata; soprattutto, la fine dell’euro sarebbe la loro fine, delle loro poltrone, della loro ideologia, della loro utilità sociale; e la caduta della moneta unica potrebbe perfino coincidere con la caduta delle loro teste sotto qualche ghigliottina.

I dirigenti europei hanno ancora tutti e mezzi per far durare la moneta unica: ESM, FESF, regolamenti bancari, donazioni all’1% alle banche perché ne lucrino il 7% per prestare denaro a Spagna e Italia... e infine la monetizzazione. Per ora se la vietano, ma il tabù – che non infrangono per dare sollievo ai poveri cittadini, sarà infranto – vedrete – per salvare l’euro. Possono durare anni. Anni di supplizio, di torture sempre più sanguinose.

Alla fine, l’euro comunque cadrà: non è una moneta, è un’impasse. Sbatterà contro il muro della realtà. Il che significa – data l’ostinazione degli architetti a farlo durare, anzichè preparare un piano B – che sarà uno sgretolamento disordinato, caotico, senza rete. Per l’uscita in disordine della sola Grecia, gli analisti di Citigroup hanno previsto un balzo della spread fra titoli pubblici di Italia e Germania che sale al 720 punti-base (ossia i BOT dovranno rendere almeno il 10%); figurarsi uno collasso di tutta la zona euro. (Citi Matrix Outcomes: If "Disorderly Grexit" Then "VIX At 80")

Purtroppo, la sola speranza è nella disperazione. Nel risveglio violento e organizzato dei popoli-vittime, che impongano il ripudio del debito e la restituzione allo Stato – e allo Stato esclusivamente – della creazione di moneta. Ma per affidare poi questa leva sovrana ai politici attuali? Questi mostri di irresponsabilità, stupidità e disonestà ci hanno portato nella depressione permanente, scremandosi, loro, la crema e le ciliegine della torta comune?

È in questo senso che Thomas Jefferson disse: «Lalbero della libertà deve essere rinfrescato di tanto in tanto col sangue dei tiranni e dei patrioti» (1).

La nostra tragedia è la nostra passività da pecore. È essenziale la violenza politica; perchè tutti siano ammaestrati, e imparino di nuovo, che la politica è una cosa seria, anzi tragica. Faccenda di vita e di morte: fuori i pagliacci.





1) La citazione completa del passo di Jefferson è di impressionante attualità: «Dio non voglia che lasciamo passare ventanni senza tale ribellione. Il popolo non può essere tutto e sempre ben informato. La parte che non vede giusto sarà insoddisfatta, in proporzione allimportanza dei fatti su cui vigono idee sbagliate. Se rimangono silenziosi sotto limperio di tali convinzioni errate, è letargia, il prodromo della morte della libertà pubblica... E quale nazione può preservare la sua libertà politica, se i suoi dominatori non sono avvertiti di tanto in tanto che questo popolo conserva lo spirito di resistenza? Prendiamo le armi. Il rimedio è di raddrizzare le loro convinzioni di fronte ai fatti, poi perdonarli e pacificarli. Cosa sono poche vite perdute in un secolo o due? Lalbero della libertà deve essere annaffiato periodicamente dal sangue dei patrioti e dei tiranni. È questo il suo concime naturale».



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Commenti  

 
# cangrande 2012-06-09 14:02
Le cose NECESSARIE e senza alternativa da fare sono due. Se no non se ne esce:

1) Adottare la politica economica/monetaria che adottò Hitler (il VERO motivo per il quale la Germania fu distrutta e lui demonizzato).
2) Il bagno di sangue.
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# Pietro G 2012-06-09 20:40
D'accordo con la proposta numero 1, spero che non ci sia quella numero 2.
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# cangrande 2012-06-09 23:49
La proposta 1 è inscindibile dalla 2. Purtroppo.
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# shaula 2012-06-10 01:08
Citazione Pietro G:
D'accordo con la proposta numero 1, spero che non ci sia quella numero 2

Il fatto é che la seconda proposta é propedeutica alla prima. E viceversa. Pertanto il bagno di sangue é conditio sine qua non per uscire dall´impasse.
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# cangrande 2012-06-12 00:35
Esatto...!!! La Storia insegna. Purtroppo è così.
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# licio 2012-06-09 21:53
C'E' ANCORA CHI CREDE ALLE RIVOLUZIONI COLORATE? SE NON SBAGLIO IL COLORE PRESCELTO PER L'AMICO FRITZ... ERA IL BRUNO...
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# Franco_PD 2012-06-09 16:21
Un articolo profondo, che si sviluppa su più piani. Non di pancia ma pacato. E che riesce a far capire benissimo certe meccaniche economiche prima, e politiche poi. Blondet inoltre si espone molto nel finale, come credo non abbia mai fatto prima in modo così esplicito. Visti i miei trascorsi politici è quest’ultimo “dettaglio” che mi sento di commentare. Con la cultura della storia di ieri non si può prevedere nulla. Soprattutto in quest’epoca, in cui ci si aspetterebbe che tutti sapessero tutto mentre non si sa in realtà niente: vedete voi servizi TV su come si vive oggi in Grecia? Almeno qualche report? Niente, nemmeno di scritto sui giornali. Ci viene proposta solo una ridicola scazzottata ad un dibattito televisivo, con protagonista un “neo nazista...”. Il fatto è che ho il sospetto che in questo spicchio iniziale di terzo millennio la gente non abbia più le palle, detto chiaramente. E i meccanismi cosiddetti democratici di difesa siano di tale efficienza (specularmente invece all’inefficienz a del sistema) da rendere chiunque una pecora. Si vive ormai in tali particolarismi ed in un tale privato che non si palesano più masse critiche o movimenti strutturati che possano creare alternative. E non ci sono capi. La gente si chiude semmai in una disperazione privata. Basti guardare l’ecatombe di piccoli imprenditori suicidi (l’ultimo qui a Padova ieri). Quello che “ce l’ha con il mondo” (senza poi averne ragione personale alcuna) la bomba la mette di fronte ad una scuola… non so se mi spiego. E gli Stati, con le moderne tecnologie sono sommamente occhiuti e mettono naso e orecchio ovunque: no, non credo sia facile creare opposizioni organizzate e pronte a tutto. Mondi diversi quelli del XX secolo, dove a diverso titolo insurrezioni furono possibili, con prese di coscienza di popoli interi, giuste o sbagliate che fossero. Oggi siamo di fronte al paradosso di governi deboli ed inetti, ma efficientissimi nel controllo e soppressione del dissenso VERO. E ho paura di non sbagliarmi. E mi piacerebbe essere in errore. Si è sempre detto che la gente non insorge quando ha la pancia piena, ma quando ce l’ha vuota fa la rivoluzione. Ecco, ho il sospetto che di questi tempi questo adagio abbia perso la sua validità, e per una serie di ragioni convergenti quanto efficaci.
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# pelzen 2012-06-10 00:42
Il caso, così come in Grecia, nelle Asturie i minatori, molti dei quali licenziati, sono giorni che combattono una battaglia per le loro miniere e i loro posti di lavoro.
E tutto sotto il silenzio dei media.
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# DECIOMERIDIO 2012-06-10 06:12
Gli Stati levano i diritti ai lavoratori ma in cambio gli danno i matrimoni tra finocchi... vedi Bersani ed il PD.
E poi se la prendono con Borghezio perche dice pane al pane.
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# Antonio D. 2012-06-10 07:14
Qualche tempo fa mi lessi un libro sulla Rivoluzione Francese, quel che mi colpí fu il fatto che essa fu il risultato di una sensibilizzazio ne culturale durata decenni prima di esplodere.
É vero che oggigiorno tutti noi europei siamo frammentati nele nostre individalitá, e probabilmente un quadro sociale simile potrebbe essere applicato alla Francia rurale e provinciale del XVIII secolo. Insomma, mi permetto di fare un parallelo tra questa condizione della societá e quella di piú di due secoli fa; bisonga continuare a portare avanti le idee, a seminare, a educare i giovani a cominciare dalle nostre famiglie, indefessamente. Per chi crede la preghiera puó essere di grande supporto. Ma il movimento culturale comincierá e ricomincierá dalla base, forse non sará purtroppo in poco tempo, ma sono fiducioso che i tempi matureranno
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# enrico61 2012-06-11 18:04
Forse basterebbe "suggeire" alla gente ed al sud in particolare di insorgere contro le caste.
Anche se sembrarà strano e troppo semplicistico... potrebbe bastare questo!!!
Al sud servirebbe naturalmente più Stato ed allo Stato più nord unito che lo aiuti ad intervenire!!!
Questo progetto vi pare semplicistico e irrealizzabile??? Vedremo!!!
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# monte.gr 2012-06-18 14:31
Purtroppo non insorgeranno, perchè dipendono da loro, e perchè c'è ancora un minimo di mutua assistenza che garantisce il piatto sulla tavola.
La fame, per fortuna, è lontana.
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# Xenson 2012-06-09 18:02
Quoto Franco PD, non vedo albe di un nuovo mondo e tantomeno "dorate" alla greca... l'unica cosa che mi rincuora (sì, proprio così) è la mia Fede e che prima o poi qualche cosa succederà.... e spero di esser pronto per quel giorno.
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# aradimichele 2012-06-09 18:06
Carissimo Franco PD, stimo moltissimo il Tuo modo di parlare/scrivere... cosa ne pensi di organizzare incontri di persona... io sono di Verona... cominciare a guardarci "negli occhi" per capire quanti siamo quelli "con le palle"?
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# albertotardivo 2012-06-10 16:52
Ringrazio il Direttore per il suo prezioso lavoro. Per gli incontri sono disponibile anche io, DOBBIAMO DARCI DA FARE. Io sono di Bassano del Grappa. Mi va bene sia Verona che Padova o anche qui!
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# albertotardivo 2012-06-11 09:32
Sono interessato anche io a degli incontri per AGIRE. Io sono di Bassano del Grappa.
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# Indaco 2012-06-09 18:50
I costi umani della transizione (anche se non mi è chiaro verso cosa...) potrebbero essere ridotti, mantenendo l'ordine e la coesione sociale, ricorrendo per un po'(diciamo sei mesi) all'economia di guerra: razionamenti, uffici materie prime, con pieni poteri, che decidono cosa produrre e quanto, ecc.
La base politica di una scelta del genere, potrebbe essere un patto di ferro tra i due (tre?) maggiori partiti italiani...
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# alby61 2012-06-09 20:13
"Per questo siamo tanto ingenui, quando ci domandiamo cosa farà Monti per risolvere la crisi italiana, provocata dall’euro. Non è stato messo lì per risolvere la crisi, ma per utilizzare la crisi: per rompere l’ultima resistenza all’estremo trasferimento di sovranità a Bruxelles".

http://www.youtube.com/watch?v=HORaWaxi6io
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# Gilles 2012-06-09 20:32
Dopo l’overdose di pedanteria filosofica che qualcuno ha giustamente rilevato nei commenti al precedente articolo (il mio per primo, ovvio), ci voleva in effetti un urto frontale con un cancro che ci attanaglia tutti: l’euro per l’appunto. D‘accordo con il Direttore, di questo passo l’euro morirà, prima o poi, anche in maniera violenta. Ma è stato uno strumento micidiale, bisogna riconoscerlo, per ottenere certi risultati. Solo che ancora oggi non capisco bene quali risultati si voleva ottenere. Se parliamo di Europa politicamente unita e federale mi pare che l’obiettivo sia ormai fallito. Con tutti i mezzi di comunicazione che hanno a disposizione i poteri forti europeisti, sarebbe bastata un po’ di pubblicità all’unità politica dei popoli per convincere almeno una parte della popolazione, ma non ci hanno sprecato manco uno spot tipo quelli per il sociale. Il fatto che i greci e gli irlandesi siano favorevoli a rimanere nell’euro mi sembra un po’ una specie di confessione sotto tortura dell’inquisizio ne; una scelta disperata per salvarsi. A me sembra ormai lampante che invece della fratellanza dei popoli, quello che si è ottenuto è piuttosto l’aumento delle divisioni e della diffidenza reciproca; provate a chiedere ad un greco cosa pensa oggi di un tedesco. Chiederei al Direttore quale è la sua opinione su questo, ma si direbbe che, con la scusa dell’unità economica e poi politica, l’euro sia servito invece solamente a depredare gli Stati più deboli e le popolazioni di tutto quanto c’era da depredare; persino la Grecia, nel suo piccolo, è stata spremuta di tutto quanto poteva dare, mentre da noi ci penserà questo governo a completare l’opera iniziata con le privatizzazioni , di svendita delle poche ricchezze dello Stato. Ma se invece volessimo riconoscere (per assurdo si intende) agli europeisti un nobile intento di unità e fratellanza dei popoli, in modo da giungere al fatidico nuovo ordine mondiale nell’interesse di tutti, io non ho ancora capito, che ci facciamo con un mondo unito?
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# Pietro G 2012-06-09 22:14
Il mondo unito serve soltanto alla dittatura planetaria dei poteri forti. Quanto all'euro e al sogno europeista, per capire è necessario riandare alle vicende dell'unificazione tedesca e alla politica di "balance of power" che, incuranti dei disastri provocati durante il secolo scorso, Francia e Inghilterra portano avanti da secoli. Mitterand non ha mai voluto l'unificazione del continente e neanche Hollande ora vuole dare più poteri a Bruxelles. Quello che si voleva era inbrigliare la potenza economica della Germania e impedire che la Bundesbank divenisse di fatto la Banca Centrale Europea. Tutto quì. Kohl però è riuscito a mettere il classico sassolino negli ingranaggi, pretendendo che l'euro fosse una moneta forte. Chissà, forse sapeva sin dall'inizio che gli altri Stati europei non avrebbero potuto prosperare con una moneta così forte, e che quindi l'euro era destinato al fallimento. Quello che però nessuno dei grandi Stati europei, forse ad eccezione dell'Italia, ha mai voluto è l'unificazione politica europea e quindi la perdita della sovranità. Una politica economica è anche il risultato della organizzazione sociale e della voglia di lavorare di un popolo. Una moneta rispecchia questi risultati economici. I popoli europei sono troppo diversi per poter avere una moneta comune, specialmente una moneta forte. Ci sono due vie d'uscita per l'euro: si diventa tutti tedeschi oppure si lascia questa moneta ai Paesi che possono permettersela, economicamente parlando. La Grecia e il Portogallo non possono far parte dell'euro, la Spagna forse e l'Italia solo per la parte Nord.
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# GiuFeder1425 2012-06-11 15:05
Diamine, la sua ipotesi finale è peggiore del peggior incubo orwelliano! Tuttavia quello è esattamente il progetto che stanno perseguendo spietatamente da secoli!!! Lei ha idea di ciò che significa concretamente il Nuovo Ordine Mondiale? Ho l'impressione di no...
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# giorgio 2012-06-09 20:34
Questo articolo riassume la situazione globale europea, collega le trame del passato e, attraverso la situazione attuale, apre uno squarcio sul futuro che ci aspetta. Questo è la parte più importante, direi eccezionale per intuito, profondità e sintesi.
E' infatti sorprendente la tenacia delle classi dirigenti nel tenere unito il carro dell'euro, è sorprendente constatare a che livello è arrivato nei popoli europei il mito della moneta unica (ed è pronto a sostenerne i sacrifici), è sorprendente l'adesione del popolo irlandese al fiscal compact, popolo che altre volte era stato fieramente libero nelle sue posizioni rispetto a quelle degli eurocrati (questa inversione meriterebbe da solo una analisi approfondita).
Cari lettori, da anni seguo molti blog, lavoro in campo economico fiscale, e ritengo di essere abbastanza informato sulla situazione, ebbene devo dire che è molto rara, se non unica, la visione chiara e complessiva della prospettiva che qui ci è fornita: nessun, ripeto, nessun mezzo di comunicazione di massa ci prospetta la vera direzione di marcia delle èlite occidentali, ed italiana.
Se riflettete, bastonati come siamo tiriamo avanti rassegnati solo perchè, in fondo, ci è posta davanti la carota della ripresa, che sembra sempre dietro l'angolo: un anno, forse due, poi l'Italia, risanata, europeizzata, debellati i nostri difetti, sarà pronta per... riprendere lo sviluppo, "più bella e più forte di pria", direbbe Petrolini.
D'altronde, diciamolo, se fin da ora a livello di grande comunicazione qualcuno ci prospettasse lo scenario di sofferenza (che comunque ci aspetta causa il vicolo cieco nel quale ci siamo messi) penso verrebbe accolto da grande incredulità. Guardiamoci attorno noi stessi: con quanta fatica e prudenza buttiamo lì in famiglia, fra amici o colleghi, qualche pezzo di verità. Pur soffrendo, nessuno riconosce infatti il vero nodo, la mancanza di soluzioni che possano permetterci di tenere l'attuale tenore di vita: comunque scegliamo ci aspetta comunque per la povertà di massa.
Il fanatismo europoide, e l'adesione ad esso di una certa quota, soprattutto la più influente, dei popoli europei, mi fa pensare al successo che ebbe presso gli intellettuali, oltre che nelle classi umili, il sogno della realizzazione del comunismo: quanto dolore, quanta sofferenza e miseria, in nome del radioso avvenire. Ecco, l'europeismo si sta rivelando come una VERA E PROPRIA IDEOLOGIA, CHE COME TUTTE LE IDEOLOGIE PIEGA I FATTI AL PROGETTO, e se il progetto cozza contro i fatti, peggio per i fatti (che siamo noi).
Ultima osservazione: soffrire oggi per un indefinito progresso futuro, non è forse una promessa quasi religiosa? L'ultimo sogno millenaristico della nostra vecchia Europa...
Mettete da parte questo articolo: lo ritengo profetico, come quelli comparsi qui prima della grande crisi del 2008.
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# cgdv 2012-06-09 20:48
A volte le considerazioni dei grandi uomini quali Thomas Jefferson possono servire, senza volerlo, a mettere in guardia i nemici dell'umanità. Infatti non è difficile ritenere che eventuali ribellioni, da loro non manovrate, siano oramai un evento praticamente impossibile. Del resto lo vediamo nella nostra incredibilmente drammatica ma comica faccenda politica. Chi ci guiderà alla riscossa, Grillo o la Santanché? Altrove invece, se la faccenda si facesse seria, possono sempre volare i droni.
Giuliano
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# raff 2012-06-10 01:41
Con estrema lucidità il Direttore sintetizza il senso di questa crisi in queste due frasi:

"Per gli eurocrati, da Monnet a Delors, da Padoa Schioppa a Mario Monti e Draghi, l’euro non è stato un fine in sè; la moneta unica doveva, nel loro disegni, distruggere le nazioni e le sovranità nazionali.

Per questo siamo tanto ingenui, quando ci domandiamo cosa farà Monti per risolvere la crisi italiana, provocata dall’euro. Non è stato messo lì per risolvere la crisi, ma per utilizzare la crisi: per rompere l’ultima resistenza all’estremo trasferimento di sovranità a Bruxelles".

Quest'ultima affermazione non è un'illazione ma una esplicita dichiarazione di Monti, vedi al minuto 5.08 di questo suo intervento:

http://www.youtube.com/watch?v=STEvyznA2Ew&feature=player_embedded#!

Sono però perplesso sull'affermazione che lo scopo ultimo della dissoluzione degli Stati nazionali sia il semplice rafforzamento dell'eurocrazia di Bruxelles.
In realtà la crisi non nasce e non è solo crisi dell'euro e dell'eurozona.
Questa crisi ha origine in America ed ha coinvolto in prima battuta il sistema finanziario mondiale e di conseguenza le varie economie a cominciare dagli USA e dai Paesi più deboli dell'Europa.
Prima che dell'euro, questa crisi è crisi del dollaro, che è contemporaneame nte moneta degli Stati Uniti e moneta di riserva mondiale, per cui ogni starnuto dell'economia USA, si riflette come un uragano sulle economie del resto del mondo.
Questo appare chiaro se solo si considera che, sommando l’indebitamento pubblico federale, con quello degli Stati, dei privati e delle istituzioni finanziarie si arriva all’iperbolica cifra di 57,7 trilioni di dollari(57.700 miliardi di dollari), pari al 92% del PIL mondiale.
Vedi:
http://www.usdebtclock.org/#

A mio avviso, questo significa che non ci sono più margini di sviluppo dell'economia americana, economia che si basa sulla moneta debito e sull'indebitamento. E' un sistema che non potendo crescere all'infinito, ha ormai raggiunto il suo massimo livello, oltre il quale non può che collassare trascinando con sè il resto del mondo, Europa in primis.
Di questo, credo che "loro" siano perfettamente coscienti e operino solo per guadagnare tempo. Nel frattempo stanno cercano una via d'uscita che, gattopardescame nte, "cambi tutto perché nulla cambi", tant'è che alla Bocconi si stanno studiando nuovi modelli economici in considerazione del fatto che tutte le teorie economiche studiate fino oggi, tutte quante, sono finite. I (neo) classici i (neo) keinesiani, i (neo) monetaristi e così via sono completamente fuori rotta. La stessa idea di PIL è inutile, sia nella finanza derivata come persino nell'economia reale, per esempio con mercati come quello del software, dei servizi tecnologici (motori di ricerca, social network), oppure dei "contenuti multimediali" che da soli e in pochi anni hanno fatto ormai mezzo PIL mondiale.

Serve al sistema un cambio di paradigma e alla Bocconi c'è chi prova a pensare ad un'economia senza moneta fatta di soli scambi. Grazie alle tecnologie moderne, grazie alla possibilità di organizzare i flussi di lavoro, di produzione dei servizi, del pensiero nel modo più razionale possibile. Determinando in tempo reale di cosa c'è bisogno - e dove ce n'è bisogno - è possibile costruire un'economia che non necessita della funzione di riserva della moneta. Un mondo dove vali per quello che dai alla comunità e la comunità c'è sempre e comunque, quando tu hai bisogno.

Già in queste prime battute mi pare di intravvedere in filigrana, alcuni elementi preoccupanti.
Scompariranno il libero scambio fra soggetti indipendenti e la moneta come mezzo, tutto sarà regolato dal "sistema" totalitario e ipertecnologico . Ci verrà detto quali sono i nostri "bisogni" e quale il modo per soddisfarli. Ognuno avrà il suo marchio, pardon il suo credito e nessuno potrà né vendere, né comprare se non avrà il marchio, pardon il credito del "sistema".

Se le cose dovessero andare così, allora non sarà sufficiente neppure il richiamo di Thomas Jefferson. Ci sarà bisogno di ben altro.
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# shaula 2012-06-10 01:41
Sono anni che predico violenza politica. Ho pensato che la disperazione nera avrebbe provocato il riscatto di un popolo furioso in rivolta. Mi sono sbagliato. Siamo italiani. Siamo pecore. Siamo arrivati al punto che molti decidono di suicidarsi. Piú disperati di cosí...! Eppure nessuno di questi portava dentro di sè un odio travolgente ed accecante nei confronti di un qualsiasi rappresentante del Sistema. Quel Sistema che l´ha ammazzato. Nessuno dei suicidati ha portato con sè il suo boia. E proprio come pecore rincretinite, milioni di noi si metteranno ancora in coda per infilare nell´urna una scheda con un nome. Quello dei nostri soliti aguzzini. Un popolo infame di smidollati laidi merita solo il proprio annichilimento.
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# Catello 2012-06-10 03:07
Tutti i soldi in circolazione sono soldi prestati che dovranno essere restituiti, ma poiché gli interessi non sono stati prestati non possono essere restituiti, se non nel caso in cui la BC metta in circolazione moneta regalata.
Si ha l'impressione che le altre BC lo facciano, forse di nascosto o con metodi poco conosciuti ai non addetti, ma che la BCE non lo faccia.
Il motivo è difficile che possa essere perché non lo sa. Quindi c'è il sospetto che possa essere perché vuole favorire la Germania, oppure che voglia il collasso dell'Europa in funzione di un progetto politico mondialista.
Nel primo caso basterà aspettare che la Germania non riesca ad esportare più nulla per dare il permesso di farlo fare alla BCE, nel secondo caso sarebbe ancora peggio.
La speranza è che invece tutto questo si sappia e si sia solo voluto creare uno spavento e un po' di crisi, molta per la Grecia, allo scopo di favorire per un po' la Germania e indurre gli altri a porre in essere delle riforme che diminuiscano gli sprechi ed aumentino gli investimenti infrastruttural i.
In questa ottica si può prevedere un rapido arrivo degli eurobond, che anche se coprissero debiti solo fino al 60% del PIL, sarebbero più che sufficienti per l'Italia, perché il nostro debito pubblico estero, cioè il debito della PA verso residenti all'estero, è inferiore a tale cifra; mentre il debito interno, verso le banche ed i risparmiatori italiani, può essere congelato ai tassi attuali o dilazionato per legge, e comunque rimane in gran parte in Italia.
Gli eurobond, comprendendo la Germania, comprenderebber o anche la BCE, e non avrebbero secondo me interessi da pagare superiori a quelli che oggi pagano i grandi Stati che possiedono una Banca Centrale propria, come la Germania che si è impadronita della BCE, o gli USA o il Giappone.
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# DECIOMERIDIO 2012-06-10 06:20
SEMPRE PIU' LIBERI NOI!
Ecco il testo di una canzone di regime.
Autore Toto Cutugno!!!
Insieme: 1992
Le jeudi 5 juin 2003. Insieme: 1992 (Auteur compositeur interprète: Toto Cutugno)

Insieme, unite, unite, Europe
Con te, cosi lontano e diverso
Con te, amico che credevo perso
Io e te, sotto lo stesso sogno
Insieme, unite, unite, Europe

E per te, donna senza frontiere
Per te, sotto le stesse bandiere
Io e te, sotto lo stesso cielo
Insieme, unite, unite, Europe
Sempre più liberi noi
Non è più un sogno e noi siamo più soli
Sempre più uniti noi
Dammi una mano che prendiamo il volo
L’Europa non è lontana
C’è una canzone italiana per voi
Insieme, unite, unite, Europe
Per noi, nel cielo mille violini
Per noi, amori senza confini
Io e te, sotto gli stessi ideali
Insieme, unite, unite, Europe
Sempre più liberi noi
Non è più un sogno e noi non siamo più soli
Sempre più uniti noi
Dammi una mano e vedrai ché voli
L’Europa non è lontana
C’è una canzone italiana per voi
Insieme, unite, unite, Europe
Sempre più liberi noi
Le nostre stelle una bandiera sola
Sempre più forti noi
Dammi una mano e vedrai si vola
L’Europa non è lontana
C’è una canzone italiana per voi
Insieme, unite, unite, Europe
L’Europa non è lontana
C’è una canzone italiana per voi
Insieme, unite, unite, Europe
Tutta la campagna propagandistica per convincere gli italiani che l'Euro e l'Europa unita era una fi... pazzesca si basò, negli anni passati, su una serie di programmi televisivi idioti: vi ricordate EUROPA EUROPA? Quando il conduttore Fabrizio Frizzi vi telefonava in casa e voi, per vincere, dovevate rispondere appunto EUROPA EUROPA come degli zombies? No? Male!
E che dire de I GIOVANI INCONTRANO L'EUROPA? dove andava in onda l'Inno da me riportato?
Tutti i partiti erano per l'Europa: Forza Italia, Radicali, Partito dempocratico della Sinistra: tutti tranne la Lega Nord, per essere precisi.
Adesso godetevela, la vostra Europa.
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# andreatallon 2012-06-10 08:26
Quando cominciamo? io sono pronto anche
subito. Ma come si fa? Saluti
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# Grandguignol 2012-06-10 10:17
Non capisco perchè la nuova lira, se garantita con le ricchezze ed il lavoro (PIL) della nazione, o alla quale dovrà essere fissato un controvalore in oro o altro, dovrebbe svalutarsi in misura così grande. Il valore della moneta è oggi soprattutto psicologico e funzione della sua ricevibilità/accettabilità come mezzo di pagamento (essendo stata da gran tempo revocata la sua convertibilità in oro e dunque un indicatore di valore "reale"). Si apriranno conti in lire, e chiunque vende un bene o offre un servizio accetterà le nuove lire. L'economia non dovrà soffrirà per mancanza di circolante. Si tratterà solo di vedere quante lire serviranno per un certo bene o servizio. Del resto il quantitative easing del dollaro fa perdere ogni senso al valore nominale della moneta e si dovrebbe spiegare perchè in USA il dollaro non si è svalutato o 'inflazione è salita alle stelle. Il dinamico rilancio dell'economia ovviamente attrarrà investitori internazionali che acquisteranno quote di società produttive in crescita piuttosto che BOT e CCT ed apporteranno capitali dall'estero
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# Milo Dal Brollo 2012-06-10 13:41
Coloro che volessero aggregarsi, perché non provano a collaborare con FdF? Io lo faccio nel mio piccolo. Pietra dopo pietra, si fa il muro (se Dio vuole).

Il mio consiglio è che, sebbene sia un bene volersi vedere faccia a faccia, è meglio non creare l'ennesimo grupposcolo che rimarrà tale col rischio di sciogliersi dopo la prima litigata. A destra succede troppo spesso, viste anche le numerose divisioni di "identità".
C'è già questo ottimo posto, perché non sfruttarlo?
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# GiuFeder1425 2012-06-10 19:09
Non lasceranno mai uscire nessuno Stato dall'Euro, la prigione con le sbarre invisibili in cui ci ha rinchiuso l'elite dei banchieri e dei tecnocrati loro marionette. Quindi, come dice il Direttore Blondet l'esito sarà una progressiva riduzione dei salari e la distruzione del nostro sistma industriale. E' la stessa cosa che sta avvenendo negli USA, nel silenzio dei mass media italiani ed europei, in un contesto leggermente diverso. In USA in previsione di una insurrezione armata popolare stanno creando un potente e sofisticato Stato di Polizia. E qui cosa avverrà per controllare la disperazione dei popoli?
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# aloisius 2012-06-10 20:27
E' difficilissimo ora come ora prevedere come andrà a finire, in quanto ci sono in gioco altre forze che tengono in mano le fila degli avvenimenti mondiali, influenzandoli giorno per giorno, aggiustando il tiro secondo le variabili già calcolate. Intanto il casinò continua e accetta puntate: per ora quelli che vogliono le tassazioni delle transazioni bancarie, sono disposti ad accettare il Patto Fiscale se le loro richieste verranno soddifatte, ma le carte al tavolo del baccarat sono truccate, in quanto gli speculatori premeranno in modo indicibile e negativamente sul sistema finanziario (se così lo si può ancora definire) e le banche che continuano a essere salvate, per ora.
Negli USA sono stati trovati enormi giacimenti di petrolio in Wyoming, Colorado, Utah che basteranno per i prossimi 200 anni. Ecco uno dei motivi per cui il ramo inglese dei Rothschild è traslocato, (tra l'altro lo hanno anche dichiarato) bisogna seguire i movimenti di certa gente per capire la politica futura, come quelli dei cinesi miliardari che si sono trasferiti in USA, che non sono finiti, lo è l'Europa.
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# Pierpaolo 2012-06-11 06:40
"E la morte per fame della popolazione"???
Perché, si seccheranno le olive, in Grecia se ritorna la Dracma?
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# Daltanius 2012-06-11 08:52
... nella tragedia del castigo si forgeranno gli animi...
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# giov63 2012-06-11 12:48
Da cristiano mi sento di sottolineare che la necessità di sangue non vuol dire cedere alla violenza, ma essere pronti al martirio.
Mi pare che qui qualcuno dei commentatori non abbia chiari i termini di questa questione.
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# shaula 2012-06-11 23:26
Sul tuo martirio, i banchieri di Wall Street che ci hanno asservito, ci sputano sopra. Se invece si eliminano quei criminali, uno dopo l´altro, si decapita la tenia malefica e liberarci definitivamente dei suoi segmenti, diventa piú agevole.
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# Pierpaolo 2012-06-11 14:32
"E la morte per fame della popolazione"???
Perché, si seccheranno le olive, in Grecia se ritorna la Dracma?
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# GiuFeder1425 2012-06-11 17:23
L'Euro è stato concepito dal Bilderberg Group ancora negli anni '50 per essere una prigione dalle sbarre invisibili per i popoli e le nazioni europee. E' uno strumento, non un fine. Il fine vero è l'edificazione di un Superstato Europeo che era, sin dall'inizio, nella mente dei "padri fondatori" (Monnet, Adenauer, Rettinger,...) della UE che avevano come modello quello di un impero, come ha avuto modo di ammettere in una conferenza stampa qualche tempo fa Manuel Barroso. Dobbiamo pertanto aspettarci che non lasceranno uscire nessuno stato dalla "zona Euro" a costo di ridurci alla miseria e di distruggere il nostro sistema economico e industriale. Questa valutazione però genera una domanda davvero inquietante: "Come questa elite di banchieri e tecnocrati collusi (che controllano la UE) pensano di gestire la disperazione della gente che invariabilmente si genererà?". Negli USA sta succedendo un fenomeno analogo sul piano della crisi economica e finanziaria. La' esiste il 2° Emendamento della Costituzione che stabilisce il diritto degli americani a possedere un'arma per difendere la propria persona e la propria proprietà. Si stanno registrando in questi ultimi mesi acquisti record di armi da parte di privati cittadini americani (tanto che le aziende produttrici di armi non riescono a far fronte alla domanda). Parallelamente, nel silenzio dei mass media nazionali e internazionali, si sta edificando negli USA un potente Stato di Polizia High Tech.
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# enrico61 2012-06-11 17:29
Premetto: la Chiesa, o meglio, ciò che rappresenta è nel mio cuore ed io sono dalla sua parte ma...
La chiesa deve evolversi, questo non significa che il Papa come dice Cacciari deve smettere di fare katechòn, anzi, dovrà farlo ancor di più, ma... ma purtroppo anche lei ha le sue colpe, i suoi errori e l'accomunare l'€ al "diavolo" è un grandissimo errore!!!
L'euro non lo si può e non lo si deve distruggere!!!
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# leopardo 2012-06-12 00:31
Forse non hai capito che con tutti gli intrighi e la sporcizia morale che la coinvolge, la Chiesa... sta dalla parte degli avversari e, per il bene dell´umanitá, c´é da auspicarsi che si dia una riforma radicale che peró dubito fortemente abbia la volontá di attuare. Per questo motivo il suo declino definitivo é solo questione di tempo.
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# franzmaria 2012-06-12 13:49
Condivido l'idea che lo scopo dell'euro è distruggere l'indipendenza economica e politica degli Stati nazionali a favore del grande capitale privato che governerà incontrastato l'Europa con la BCE e la Commissione Europea. Quindi è troppo presto perchè l'euro salti. Faranno gli eurobond per finire il lavoro. Condivido di meno l'idea che uscire dall'euro sarebbe una catastrofe, se fosse gestita da una classe politica capace, onesta e dedita al bene del proprio Paese...
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# franzmaria 2012-06-12 14:05
Tra le diverse spinte e controspinte, azioni e reazioni, la tendenza oggettiva più forte resta quella che conduce all'implosione della moneta unica e, con essa dell'Unione Europea. A questo chi ha vuole davvero cambiare l'ordine di cose esistente deve prepararsi.
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# codino 2012-06-15 08:53
Direttore,
inizialmente ritenevo che lei avesse esagerato con questo articolo, ma poi ho letto questa notizia:
http://www.corriere.it/politica/12_giugno_14/stipendi-regione-sardegna_d3f9e036-b60e-11e1-a717-30326103327c.shtml
A questo punto le dò ragione...
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