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Evoluzione indifferente?
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«Caro dottor Chiari purtroppo a mio avviso, quello da Lei trattato è un falso problema e proverò a spiegarmi.Per Lei esiste un Creatore perché crolla il castello di carta darwiniano... bene… e ora che succede? Forse adesso la sua vita è cambiata? Forse convincendo qualche lettore della impossibilita della vita di perfezionarsi attraverso levoluzione cambierà forse il suo modo di vivere? No perché tutto questo è un falso problema. Non va alla radice del problema.

Buddha giustamente
, si dice, non entrava mai in discussioni di questo tipo, troppo sofisticate troppo lontane dalla vita della gente... si vada a rileggere Siddharta di Hess quando si incontrano e provi a rileggere quel brano con attenzione e vedrà quante cose potrà riscoprire... in India hanno risolto il problema in un altro modo... per il Sankia ad esempio sono tre le cose eterne, la Natura, lanima individuale e Brahma da sempre increate... ma anche questo modo di vedere non cambia la vita della gente.

In altre parole queste non sono cose importanti per i veri amanti di Dio
, sono diatribe per chi ha tempo da perdere (in senso buono naturalmente e spero che Blondet mi perdoni!), lasciamo quindi perdere queste discussioni che non porteranno da nessuna parte ma getteranno altro cemento nella creazione di quel muro di incomunicabilità che purtroppo divide le persone... e infine lasciamo stare il nostro globulo rosso, poverino lavora come un mulo per due mesi e poi scompare... più di così!

Rispetto alla Conoscenza Divina noi siamo dei poveri analfabeti e la scienza non può e non potrà mai dimostrare alcunché... mi dispiace per San Tommaso ma forse alla fine della vita qualche cosa nella suo modo di vedere la Realtà è cambiato visto che gli ultimi due anni li ha passati in silenzio assoluto... allora cominciamo a fare silenzio dentro noi stessi
(sembra facile vero?) e vedrà che Qualcuno se veramente raggiungeremo la quiete, la pace, si degnerà di sussurrare nellorecchio quelle risposte che non troverà mai in nessun libro...

buona serata. Marcello
».



È doverosa una risposta al lettore, perché nelle obiezioni mosse, egli tocca diversi punti necessari di chiarimento. La prospettiva di partenza è quella – passatemi il termine – dell’agnosticismo orientale. In realtà l’Oriente, nell’evoluzione del pensiero filosofico (non da sempre infatti; ma soltanto dalle disquisizione delle Upanishad), si mostra monista, preferendo relegare nell’illusione le apparenti contraddizioni del reale.

Questo tuttavia è un assioma non provato. Il fatto di credere che nulla esista se non nella realtà altra, impercettibile, al di là dei sensi e dell’illusione, è già una scelta di campo: si preferisce rifiutare il confronto con il contingente, etichettandolo come falsa percezione, come illusione.

Dicevo, scelta di campo, perché non vi è evidenza alcuna che muova verso questa decisione, se non l’intima convinzione che il velo del transeunte debba essere superato fino al ricongiungimento della infranta unità primordiale.

A ben vedere, questa opzione filosofico-religiosa, ottimamente si addice al materialismo evoluzionista, il quale opera, meccanicisticamente dalla rottura di quell’ovulo primordiale, Big Bang, che dir si voglia, per seminare differenti mondi, potenzialmente tutti racchiusi in quella «capocchia di spillo energetico di densità estrema». Similmente l’emanazione (o la manifestazione) proveniente dall’Eone primordiale (o simile) non postula un Essere intelligente, creatore, per atto libero e volontario (come nel Cristianesimo), ma una sorta di effusione impersonale dell’Uno.

La volontà divina è quasi annichilita di fronte all’insorgere dell’illusione (non a caso, in alcune tradizioni indù, si parla del fatto che il creato sorga da una sorta di esperienza onirica della divinità); non c’è nulla di deliberato da una Personalità suprema e dominatrice. Tutta questa visione sistematica – suggestione che sorge sostanzialmente per rispondere all’interrogativo estremo posto dalla presenza del male nel mondo – si poggia e fonda su alcune falle del pensiero filosofico indiano: l’Oriente non conosce il principio di non contraddizione e rifiuta di confrontarsi col dato della realtà, perchè lo ritiene – per assioma – non conoscibile...

L’obiezione è duplice:

a
) In primo luogo, il principio di non contraddizione determina un approccio realistico con il conoscibile, senza per questo escludere possibili scenari non previsti: si usa della ragione, senza divinizzarla né annichilirla del tutto;

b
) in secondo luogo, non v’è alcuna prova dell’illusione del reale, se non nella percezione interiore di inconoscibilità, che chi investiga si convince di avere. Nessun riscontro oggettivo, quindi, ma mera sensazione intuitiva!

Nell’ipotesi in cui, tuttavia, Dio possa essere conosciuto, come Qualcuno – anche se al di là delle nostre percezioni e dei nostri ragionamenti – chiudere la porta alla possibilità di conoscere il vero, significa automutilare la propria indagine (non a caso, ad esempio, la scienza propriamente detta sorge in Occidente, grazie all’apertura mentale del Cristianesimo).

Il Cristianesimo afferma la possibilità di conoscere Dio, pur essendo «metarazionale» nella sua Essenza; la verità non è mai contro la ragione e tutte le facoltà dell’uomo possono aspirare alla ricerca ed alla conoscenza di essa.

La differenza tra Cristianesimo ed altre credenze religiose consiste proprio in questo: la fede in Gesù si fonda su dati di fatto accertabili e verificabili, oltre ogni dubbio (dalla creazione alla resurrezione); le altre fedi, invece, radicandosi nel mito e nell’interiore mondo dell’impercettibile, prescindono da ogni possibile obiettiva conferma. Differenza che fonda lo stesso concetto di Fede, concetto appunto distinto dal «fideismo» (voler credere contro ogni evidenza).

Ora, dalla disamina dei dati sperimentali relativi al creato emerge proprio questo: esiste un Progettista Intelligente, esterno alla creazione stessa, ideatore di quella informazione che la materia non conosce né può conferire in nessun modo; latore di quella vita, che non può sorgere spontaneamente né meccanicamente. Il monismo orientale, è caratterizzato tra l’altro dalla contraddizione interna di prevedere un «percorso di liberazione», diversamente connotato secondo le difformi tradizioni: se non fosse possibile invero distinguere tra verità e menzogna, non avrebbe senso nulla, neppure la vita morale: tanto bene o male finiscono col coincidere. Questo è un grosso limite insito alle filosofie indù e buddiste, che, però rifiutano di portare alle estreme conseguenze le loro premesse; anzi!, postulano un ottuplice sentiero utile alla liberazione (nel caso di Siddharta), dimenticando che se il bianco è uguale al nero e tutto è illusione, lo può essere anche la terapia e non soltanto la diagnosi... e qualunque prescrizione morale, inevitabile anche nelle religioni orientali, finisce con rendersi ridicola e contraddittoria a fronte della coincidentia oppositorum, non contempla un Creatore datore di vita ab extra.

Il Cristianesimo, lungi dal voler ridurre, sulla scia di Kant, il reale a ciò che la ragione vede e contempla, sa che ciò che ci conosce è solo l’infinitesima parte del tutto; questo intuì appunto San Tommaso e questo ci indica il suo silenzio; aveva compreso che il nostro è un balbettio, ma non per questo tale balbettio lascia di essere vero o comunque verosimile (soprattutto perché, oltre che di conoscenza razionale, frutto di rivelazione, mai irrazionale). Il silenzio non contraddice l’asserto, ne preconizza soltanto l’ineffabilità dell’effettiva portata.

Dio è mistero; in quanto tale, resta al di là di ogni percepire e conoscere; ma non per questo viene a coincidere con il buio dell’ignoranza.

Vengo quindi alla domanda iniziale: è indifferente per un cristiano che ci sia stata o meno evoluzione? Non lo è. Almeno per distinti ordini di ragioni:

1
) L’evoluzione è contro il dato scientifico ed il cristiano in quanto tale deve usare del lume della sua ragione, fino in fondo, senza mai rinnegarla;

2
) l’evoluzione postula un fideismo dogmatico nei confronti della filosofia materialistica (non provata, anzi falsa!);

3
) Il dato biblico non consente tale lettura in nessun modo (per Dio è possibile creare tutto in un istante, senza bisogno di Big Bang o altro!).Stefano Maria Chiari

Stefano Maria Chiari



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Commenti  

 
# Lorenzo 2012-06-21 20:35
Parole sante oserei dire.
Non immagina quante volte dilettandomi di discutere di un argomento o d'altro, salta fuori questa storia che tanto e tutto illusione.
Questo non fa altro che troncare la ricerca della verità (con un notevole fastidio oltretutto, perché la risposta diventa fideistica e senza nessuna prova a carico) con la senzazione spesso che l'argomento venga usato solo come scappatoia... perchè poi negli argomenti che interessano l'opposto la scusa dell'illusione mai salta fuori... e guai a tirarla fuori chi non è della setta, mille volte se la vedrebbe ritorta contro.
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# ware 2012-06-21 23:11
Il cristiano in quanto tale deve usare del lume della sua ragione, fino in fondo, senza mai rinnegarla.
Sono d'accordo ma nel corso della storia la Chiesa non è stata sempre fedele alla ragione e spesse volte ha agito con puro istinto di sopravvivenza.
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# betamax 2012-06-22 08:41
All'amico Marcello S. M. Chiari ha risposto bene e con stile.
Più brutalmente, io gli avrei anche fatto notare che tutto il suo ragionamento riposa sull'invito a rileggersi Siddharta! Ma stiamo scherzando? Il testo fumoso di un pifferaio di Calw. O, anche apprezzando Hesse come scrittore e pure come sapiente, ma è pur sempre un uomo, col suo carico di insufficienze e di peccato. Come può da quello discendere o dipendere la redenzione?
Invece Gesù il redentore proprio manca nel suo ragionamento. Questo a mio parere taglia la testa la toro.
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# cgdv 2012-06-22 11:19
Provenire dal caso e dalla sua evoluzione, come la scienza ufficiale vorrebbe farci credere, o renderci indifferenti, sono tra i tanti espedienti ben concertati per annichilirci ed averci sotto dominio.
Giuliano
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# EMERICH 2012-06-22 11:44
L’evoluzione è contro il dato scientifico ed il cristiano in quanto tale deve usare del lume della sua ragione, fino in fondo, senza mai rinnegarla; sacrosanto.
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# astrorosa1 2012-06-22 14:49
Egregio Dr Stefano Maria Chiari,

DIO esiste e opera secondo la Sua Volontà non secondo i nostri limitati pensieri.
Un modesto sacerdote ispirato e guidato da DIO ha rivelato questo mistero insito nella GENESI riguardante l'evoluzione o
creazione.
Il sacerdote si chiama don Guido Bortoluzzi e la sua vita è stata guidata sin dall'infanzia da eventi, che le consiglio di meditare, così come consiglio la lettura di questo libriccino ai ricercatori della Verità.
Il libro è gratuito e scaricabile da internet, anche se comprendo le riserve per un mancato guadagno degli editori
di questo sito.
http://62.75.141.31/dw-c/ita/genesi_3_it.pdf
Attendo i commenti, grazie
------------------------------------------------------------
Nessuna riserva per i mancati guadagni; non siamo meschini come pensa lei; è che non sappiamo neanche chi sia costui.
FdF
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# Annhilus 2012-06-22 16:38
Sinceramente per risposte a questi "Bonzi industrializzat i" non mi darei troppo da fare... se oltre a fare silenzio in se stessi, in attesa che arriva la comunicazione soffiata nell'orecchio, facessero silenzio anche con gli altri, avrebbero più tempo per concentrarsi ad ascoltare per cogliere eventuali frulli d'aria nelle trombe d'eustachio e sarebbero certo più vicini all'insegnamento di quel Buddha che altro non anela che annullarsi.

Credere che per gli amanti di Dio riflettere razionalmente sulla Creazione significa perdere tempo, in fondo identifica la profonda capacità di concentrazione di questi bonzi oriundi...

... dire poi che per la vita di chiunque, avere come prospettiva esistenziale il cristianesimo cattolico col suo eschaton scolpito nei novissimi, è indifferente rispetto al nirvana di annichilimento "Gautama-tico" è come dire che l'operaio lavorerebbe allo stesso modo e con la stessa fatica ed impegno a prescindere se a fine giornata il datore di lavoro gli garantisse una lauto ristoro e ricca mercede oppure un bel calcio nelle brocche e successivo taglio delle stesse.
... chissà se mi sono spiegato??? Ma lassamo perde le diatribe... mica vorremo far perdere tempo al bonzo...
impegnato com'è a fare silenzio in se stesso in attesa del frullo.
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# suparta 2012-06-23 14:01
La tradizione ci dice che il Crocifisso parlò a San Tommaso rivolgendogli queste parole: "Bene de me scripsisti, Thoma".
A conferma che quanto scrisse era conforme alla Verità nei limiti comprensibili alla mente umana. Dopo di ciò, il silenzio era doveroso.
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# Milo Dal Brollo 2012-06-24 10:49
Citazione suparta:
La tradizione ci dice che il Crocifisso parlò a San Tommaso rivolgendogli queste parole: "Bene de me scripsisti, Thoma".
A conferma che quanto scrisse era conforme alla Verità nei limiti comprensibili alla mente umana. Dopo di ciò, il silenzio era doveroso.


E' incompleta non solo la citazione ma tutto l'evento sul silenzio di San Tommaso d'Aquino, che è molto più misterioso.

Il crocifisso disse: “Bene scripsisti de me, Thoma; quam ergo mercedem recipies?”. E il santo rispose: “Non aliam nisi te, Domine”.

Ovvero: Bene scrissi di me, Tommaso; che ricompensa vuoi? - Nient'altro che te, Signore.

Forse da quel momento ebbe la grazia della visione. Ripeto: visione. Non solo speculazione.

Il 6 dicembre 1273 durante la celebrazione della Messa nella cappella di San Nicola del convento di San Domenico Maggiore a Napoli, dove c'è proprio una riproduzione del crocefisso che gli parlò, Tommaso cade in estasi: "Quasi raptus et in devotione absorptus multis perfundi lacrymis" (Guglielmo Tocco, Hystoria beati Thomoe Aquinatis). A questo rapimento segue il rifiuto di scrivere. A Reginaldo da Piperno, suo intimo amico e biografo che l'accompagnava in ogni dove, disse: "Non posso più. Tutto ciò che ho scritto mi sembra paglia in confronto con quanto ho visto". A quel punto, Tommaso smette di dettare a più segretari contemporaneame nte (sembra ben sette!), e si sbarazzò persino degli strumenti per scrivere quella che era la terza parte della sua Summa Teologica: il trattato sulla Penitenza. Morirà il 7 marzo 1274 senza averla ripresa a scrivere, ma anche senza aver smesso di partecipare lucidamente agli uffici della sua condizione di monaco e sacerdote.

Sembra che passò il restante tempo della sua vita steso a letto e meditabondo; forse morì perché altro non voleva che andare da Dio.
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# astrorosa1 2012-06-23 18:25
In risposta ad FdF

Chiedo scusa per la provocazione.
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# Milo Dal Brollo 2012-06-23 21:33
Vorrei commentare sia la lettera sia la risposta, sperando che Chiari e il lettore Marcello le leggano entrambi per continuare il confronto. E' stato un confronto un poco confuso a mio avviso.

Al di là dell'appartenenza di fede, credo che la questione impostata così dal lettore Marcello sia sostanzialmente sbagliata e, se posso dirlo, anche piuttosto ingenua.

Egli scrive: "Per Lei esiste un Creatore perché crolla il castello di carta darwiniano... bene... e ora che succede? Forse adesso la sua vita è cambiata? Forse convincendo qualche lettore della impossibilita della vita di perfezionarsi attraverso l’evoluzione cambierà forse il suo modo di vivere?".

Mi chiedo sinceramente come possa NON cambiare la vita di una persona il fatto di conoscere la verità: ognuno di noi vive in una sua verità, magari falsa, ma che lui sempre crede vera proprio perché vi si adegua. Un depresso si suicida perché crede fermamente che la vita non valga nulla e l'esistenza non abbia senso e un credente in Cristo non lo farà mai perché crede fermamente che se lo facesse verrebbe meno al suo obbligo di vivere senza commettere peccati onde essere poi giudicato da Dio per ciò che ha fatto. Quindi, ognuno di noi è influenzato dalla propria fede, e perciò si comporta di conseguenza. Anche il lettore Marcello lo fa, visto che crede che questi siano discorsi inutili e pertanto ecco che non li affronta e invita a sorvolarli. Egli crede fermamente che tutto sia inconoscibile. O è un illuminato zen, oppure ha appreso questa cosa sui libri e ne ha fatto il proprio contenuto di fede e si comporta di conseguenza.

Ora, passando alla confutazione dell'evoluzionismo, se una persona normale è sempre cresciuta credendo che tutto sia solo materia organizzatasi casualmente e senza scopo e che egli è solo un'emergenza accidentale di questa complessità... e poi gli vengono portate delle solide prove contrarie... se rimane indifferente, vuol dire che è scemo oppure non ne è rimasto affatto convinto. O non ci arriva o le prove sono flebili. Immagino che il signor Chiari viva la sua vita in un certo modo proprio perché crede in un contenuto di fede specifico... quindi l'intendimento del mondo cambia eccome l'uomo!

Credere che la vita sia esclusivamente la materia porta a considerarla un nulla. Che valore ha la materia? Pertanto chi crede in questo permette che si abortisca con facilità, che esiste anche un'evoluzione culturale e morale che deve adattarsi agli impulsi e ai desideri dell'uomo (che per lo più sono distorsioni psichiche), fino ad arrivare al punto da considerare gli stermini come una routine per raggiungere i propri scopi. Ma non vedo come possa comportarsi diversamente, visto che ne è convinto. La sua guarigione sarebbe la conversione.

Al signor Chiari vorrei invece dire che credo che abbia una visione nichilistica del buddismo e della religiosità orientale in generale. Il Buddha stesso disse che l'intendimento sbagliato della sua dottrina porta alla disperazione... cioè proprio il nichilismo! Ma attenzione: l'intendimento sbagliato.

Infatti è assolutamente vero che il buddismo è ateo, ma non per questo significa che esso sia areligioso, antidivino, amorale, crudele, materialista e quant'altro conosciamo di moderno.

Infatti, detto brevemente, Buddha si chiese da dove venisse il tutto. Cos'è il tutto? E' tutto ciò che esiste, pertanto anche le divinità creatrici. In sostanza, poiché anche Dio è, anch'Esso ricade nel tutto. Pertanto il tutto "galleggia" in un vuoto che in ultimo non lo spiega definitivamente . Nonostante ciò il mondo è perfettamente costruito, e la mente umana è in grado di comprendere ciò in un momento folgorante che è diventato popolare come "l'illuminazione". Lo stesso dalai lama disse che venne attraversato da un fulmine (è un tuffo al cuore, non elettricità ovviamente) dopo essersi illuminato sullo studio di un testo, queste esperienze esistono.

E' questo tutto, l'esistente intero, perché c'è allora? Un nichilista si spara in testa, oppure un agnostico fa spallucce, invece Buddha ha gridato al miracolo. Pertanto la religiosità orientale e il buddismo che ne è la religione più radicale non sono nichilisti né agnostici. Effettivamente, come si può negare che non sia incredibile che tutto esista, perfettamente ordinato, conoscibile e saggio, ma senza ragione? E' miracolosa tanto quanto una creazione dal nulla!

Perché scoprire questo dovrebbe salvare l'anima, secondo Buddha? Perché l'uomo non si farebbe più idee sbagliate sul mondo che reitererebbero le sue incarnazioni, che continuano fintanto che l'uomo non abbia scoperto la verità, liberandosi dalle menzogne che lo attaccano a questo mondo. Per questo il buddhismo sia, paradossalmente nelle conclusioni ma in linea con le premesse, una religione atea e compassionevole .

Ed ha anche una sua teologia, il cui termine si adatta anche al buddismo dato che l'esistente stesso è miracoloso (un miracolo di sana pianta, come mi disse qualcuno). Ad esempio, perché esiste la sofferenza, il male? Buddha sostiene che il male in sé prima di tutto è una nostra convinzione, cioè che noi siamo convinti che ciò che ci provoca dolore abbia un'essenza intrinseca quando invece, proprio a causa della sua inconoscibilità di fondo di cui ho detto sopra, non può essere considerato tale, e poi perché siamo convinti che il male venga fatto proprio a noi, quando noi solo sentiamo dolore ma non ne veniamo intaccati. Poi, il male in senso lato è uno strumento per "tagliarci la cresta", cioè tutti i fallimenti volgono al fine di invocare sempre la stessa domanda che si fece anch'esso e far sì che si arrivi alla sua conclusione: Perché esiste tutto questo? Che senso ha? Che significato porta?

Inoltre credo che anche l'Occidente fosse affatto sapiente della via interiore e non s'affidava solo alla professione di fede. La filosofia speculativa ci ha portato molto lontano, ma i grandi mistici hannoa avuto esperienze interiori, nella loro mente e nel loro cuore; la tradizione ortodossa esicasta è basata sulla preghiera del cuore e sono (o erano, da come ne scrivevano) molto simili a degli yogi; santa Teresa d'Avila scrisse "Il castello interiore"; il rapimento da parte di Dio e similmente descritto nelle illuminazioni dei santi orientali... e non dimentichiamo che l'apostolo Luca disse in 17:20-21:

Interrogatus autem a pharisaeis: “Quando venit regnum Dei?”, respondit eis et dixit: “Non venit regnum Dei cum observatione, neque dicent: “Ecce hic” aut: “Illic”; ecce enim regnum Dei intra vos est”.

Il regno di Dio è dentro di voi. Niente male... c'è chi sostiene che il Cielo altro non sia che la nostra mente: se provate a chidere gli occhi non vi sembra di essere sotto una cupola? Se Dio deve apparire, può apparire anche ad occhi chiusi.
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# Policarpo 2012-06-24 14:48
Neanche il tutto può comprendere Dio, l' Altissimo. Come pure dice l'evangelista Giovanni: "... per quem omnia facta sunt".
E il male non è una nostra convinzione, ma un essere personale che ci può intaccare benissimo regalandoci non solo la morte fisica, la morte prima, ma anche la morte seconda.
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# Milo Dal Brollo 2012-06-24 15:41
Tu dici così, io dico cosà. Chi ha ragione? Non confrontiamoci a motti, altrimenti ognuno rimane sul suo.

Comunque ti rispondo. Dio può avere tutte le proprietà divine possibili, avere il suo ruolo ed aver creato il mondo, ma non è questo il punto: il punto è che è pur sempre distinto dalla sua Creazione. Quindi ci sono Dio e Creazione. 1 + 1 = 2. E quel 2 che cos'è?

Questo non significa dire che Dio è dentro il mondo, come su un altro pianeta nell'universo da Lui creato: anche questo non è il punto. Il tutto è l'insieme di tutto ciò che esiste. Il fatto stesso che possiamo comprendere il significato di "tutto" prova che significhi qualcosa, cioè che esista. Altrimenti come faremmo ad abbracciare gli enti con questo intendimento?

La classica obiezione, che forse anche tu potrai pormi, è che solo Dio esiste perché ha Essere come essenza, mentre la sua Creazione ha solo esistenza per derivazione da lui.

Ma allora io ti chiedo: tu non esisti? Sì. Che importa se per derivazione o no? Dio e Creazione esistono. 1 + 1 = 2.

Riguardo al Diavolo, dire che sia un essere personale è una convinzione non provata. Con questo non sto dicendo che non esiste: esiste, ma non esiste solo ciò che è concreto. Molte cose non sono affatto concrete: la significabilità delle cose, dei sentimenti e dei pensieri, ad esempio. E anche il significato di male che si manifesta in noi, senza che ne sappiamo il perché.

Quando la mente vira verso il male, cioè gli accecamenti delle passioni, è presa da un certo spirito che hanno chiamato demone, mentre quando vira verso il bene, la lucidità di fronte al mistero del mondo e di Dio, allora è presa da un certo spirito che hanno chiamato angelo. Ma tutto ciò si verifica nel nostro cuore e si riversa nei nostri atti senza che noi ne vediamo la causa prima, noi non vediamo il Diavolo in azione ma vediamo una manfestazione di male. Spirito significa soffio: un soffio nel nostro cuore e nella nostra mente, che non possiamo controllare, possiamo in ultimo solo vedere e solo così s'acquieta il male e cresce il bene. Se volessimo solo allontanarlo con la forza saremmo presi da un altro spirito: è un gioco fra demoni ed angeli a cui possiamo assistere. Anche qui, non sto dicendo che lo sforzo non sia necessario, ma è solo il primo gradino della pulizia interiore, poi lo sforzo diviene qualcos'altro, perché libera altri spiriti angelici. D'altronde l'accidia è un altro demone, che crea uno dei peccati capitali, quindi non si può eluderlo.

In ogni caso, Buddha li chiamava stati erronei della mente, che non è psicologismo: anche Buddha incontra i demoni, ma essi parlano dentro di lui attraverso gli spiriti negativi. Perché essi si manifestano riversandosi nei sette peccati capitali? Da dove vengono? Cosa sono? Come ci muovono? Anche questo è un mistero.
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# aloisius 2012-06-25 18:34
Citazione Policarpo:
Neanche il tutto può comprendere Dio, l' Altissimo. Come pure dice l'evangelista Giovanni: "... per quem omnia facta sunt".
E il male non è una nostra convinzione, ma un essere personale che ci può intaccare benissimo regalandoci non solo la morte fisica, la morte prima, ma anche la morte seconda


Ben detto, Policarpo.
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# Policarpo 2012-06-25 21:23
Sono sicuro che Nostro Signore non aveva del diavolo una convinzione non provata ma una conoscenza certissima infallibile e totale avendolo dapprima creato, poi cacciato, e pure disputato con lui.
Per quanto riguarda Buddha e i suoi stati erronei della mente, lo Spirito Santo che parla attraverso le Scritture dice di essi: "...omnes dii gentium daemonia...".
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# Milo Dal Brollo 2012-06-28 07:51
Dove lo direbbe?
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# naci56 2012-06-25 23:47
Ma Gesù gli rispose: "Seguimi e lascia che i MORTI seppelliscano i loro MORTIi". Matteo 8,22

Gli replico': " Lascia che i MORTI seppelliscano i loro MORTI; tu invece va' e annuncia il Regno di Dio". Luca 9, 60

Marcello
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# Milo Dal Brollo 2012-06-28 07:54
Cosa intenderesti dire con questo?
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# naci56 2012-07-02 09:15
Citazione Milo Dal Brollo:
Cosa intenderesti dire con questo?


Intendo dire che al di la' delle belle citazioni dette o scritte siamo tutti Morti...
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# milvus 2012-06-27 00:19
Mi piacerebbe poter domandare a Dio, perchè in tanti anni trascorsi di evoluzione, esistano verità certe sebbene indimostrabili, per cui i neri sono neri, ma credo di sicuro non desiderebbero affatto esserlo.
Tale certezza matematica potrebbe dimostrare che l'evoluzione segua il National Geographic, mentre a Dio, in tanti milioni di anni, non è gli è riuscito schiarire i neri, ma nemmeno i bianchi sono mai diventati neri. Solo Dio può sapere quanti anni necessita un colore per evolvere. Inoltre l'evoluzione senza Dio, ha fatto in maniera che i popoli cinesi stupidamente si cibino di zampe di vipere velenose o cani cotti, e gli occidentali cerchino aiuti miracolosi sotto forma di pillole o pasticche: alla fine tutto ha una data di scadenza!
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# lorenzodevita 2012-07-04 16:42
Informiamo i gentili lettori che, a causa di una condizione di salute sfavorevole dell'editore Fabio de Fina (la cura Di Bella sta comunque dando ottimi risultati), i commenti hanno subito, in questi giorni, un ritardo di pubblicazione ed una moderazione non sempre costante (da qui i tagli a quei commenti ritenuti di una lunghezza fuori dall'ordinario).

Comunichiamo inoltre che alcuni commenti di questo pomeriggio sono stati cancellati per un errore tecnico. Chi non vedesse il proprio commento pubblicato, può rimandarlo.

Cordiali saluti

Lorenzo de Vita
EFFEDIEFFE.com
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# Policarpo 2012-07-05 23:06
Per rispondere a Milo:
Salmo 95,5: Quoniam omnes dii gentium daemonia...
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