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Così la Chiesa guarirà
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Cosa unisce oggi gli irriducibili esponenti progressisti della c.d. «scuola bolognese» e gli avversari ultratradizionalisti di Mons. Fellay? Il Concilio Vaticano II inteso come «evento»: in una parola semplicemente «il Concilio», come entrambi curiosamente lo appellano.

Se per i primi esso fu una sorta di palingenesi in cui la Chiesa cattolica avrebbe rigenerato se stessa e che va celebrato come punto di partenza che la avrebbe trasformata da «Corpo mistico di Cristo» in agenzia universale dell’«Umanità che raggiunge una più completa consapevolezza di sé», per i secondi esso appare non già come un «pasticciaccio brutto» da cui è obbligatorio trovare una via d’uscita, ma come un’ossessione tale da attribuirgli una forza che esso in sé non ha.

Certo c’è voluto molto tempo perché «il superdogma» s’incrinasse, ma oramai le voci di critica pubblica non solo del c.d. postconcilio, ma della stessa assise vaticasecondista si moltiplicano.

Il tempo in cui l’«evento» non ammetteva che spasmi, gemiti e mugolii è irrimediabilmente finito: aumentano i silenzi, i colpi di tosse, i borbotii e, vivaddio, persino qualche pernacchio.

Il fatto è che i «frutti» di ciò che quell’assise ha provocato sono sotto gli occhi di tutti. Anche in Vaticano.

Paradossalmente gli ultimi difensori dell’«evento» non sono solo i seguaci di Martini e Küng, ma anche certi «ultrà del Tradizionalismo duro e puro», che invece di capire che esso si sta sgretolando, contribuiscono ad impedire che esso venga semplicemente derubricato a ciò che è: in realtà una modesta assise pastorale, usata come espediente per svellere le verità eterne, da parte di uomini che nella Chiesa si erano annidati senza che l’autorità fosse in grado di smascherarli ed anzi favorendone non di rado persino la carriera ecclesiastica. Questo per ribadire che «historia non facit saltus», che quello non è affatto l’«evento», ma semmai il bubbone che ha fatto venire a suppurazione quanto da tempo (anzi, diciamo da sempre) cova nella Chiesa: la zizzania. Certo questa volta, secondo «lo spirito dei tempi», in dose industriale.

Dunque in sé modesta assise conciliare, maldestramente pastorale, mediaticamente gonfiata per fini antiecclesiali, che certo segna un grave momento nella Chiesa e che va criticamente archiviato, senza neppure troppa enfasi, per non contribuire a rinsaldarne il mito. Insomma, riporre con cura e maneggiare con cautela.

L’«offensiva di pace» lanciata da Benedetto XVI verso la Fraternità San Pio X nasce da una duplice consapevolezza: da un lato che occorre reagire all’occupazione della Chiesa da parte della setta neomodernista, visto che l’attuale struttura ecclesiale non ha spesso più neppure la consapevolezza del male che l’affligge, chiamando «Bene il male e Male il Bene». Dall’altro impedire ciò che all’interno degli ambienti tradizionalisti si sta talvolta verificando: una «silenziosa deriva» verso il sedevacantismo, contro cui mi pare stia coraggiosamente combattendo (talvolta in splendida solitudine!) Mons. Fellay.

Quanto al primo problema, il Papa per primo è consapevole dei mali gravissimi (e non fosse per fede nel «non prevalebunt» dovremmo dire irrimediabili) che affliggono la Chiesa ed è altrettanto consapevole che vasti settori delle gerarchie, del clero e dei «fedeli» aderiscono orami ad uno «pseudocattolicismo», che ha raggiunto e superato le peggiori eresie sviluppatesi in ambito protestante, con l’aggiunta di nuove derive gnostiche. Ciò che il Papa vuole tuttavia evitare è che questa lebbra, abbandonata a se stessa, corroda definitivamente le membra della Chiesa staccandone anche formalmente le membra: insomma il Papa ritiene che una azione più decisa (che anch’io individualmente auspicherei, ma, siccome lo Spirito Santo c’è, io non sono il Papa!) provocherebbe ulteriori rotture, probabilmente uno scisma sul fronte progressista, una uscita cioè formale dalla Chiesa, sostenuta, alimentata, foraggiata da vasti e potentati economici e culturali. Il fatto è che molte anime, che già vivono nell’errore, ma ancora con un legame per quanto tenue con la Chiesa, rischierebbero di perdere irrimediabilmente persino la possibilità di interrogarsi su quell’errore e di guarirne.

Questo spiega l’infinita prudenza con cui egli si muove e l’alternarsi di «mosse» contraddittorie, in un tentativo di riequilibrare la situazione, per riportare su di una rotta diversa la deriva progressista della Chiesa.

Si obietterà che a questa deriva il Card. Ratzinger non è stato estraneo e che la sua biografia potrebbe anche stare lì a testimoniare che quella che appare come una strategia contingente è in realtà un metodo, conseguente (come si dice da parte di più d’uno in ambito ultratradizionalista) all’influenza su di lui esercitata dalla filosofia tedesca.

Secondo costoro l’offensiva di pace ratzingeriana altro non sarebbe che la «trappola dialettica», suggerita non già dallo Spirito Santo, ma dall’hegeliano «Spirito della Storia». Se così non fosse e le intenzioni di Benedetto XVI fossero sincere, al Papa toccherebbe fare un ulteriore «mea culpa», in senso questa volta antimodernista, dopo i molti che soprattutto il suo predecessore ha fatto in senso inverso. Se egli non  lo fa, egli non paleserebbe altro che la pervicacia nell’errore e quindi – possiamo dirlo? – nel peccato. Avvicinarsi significherebbe contaminarsi.

Ma se così stanno le cose, se si pretende qui ed ora che il Papa dopo averlo fatto a «sinistra» si genufletta specularmene « a destra» per gli errori della Chiesa, si evidenzia nient’altro che un riflesso condizionato proprio di quella cultura dei «mea-culpa» post-conciliari ed anche in chi dice di trovarsi «in una cum» sta in realtà silenziosamente scavando il tarlo sedevacantista: insomma nella mente degli ultratradizionalisti quello non sarebbe il Papa, non può essere il Papa... cioè sarà anche materialmente il Papa, ma non è il Papa!

Sia chiaro, dietro questo pensiero (o retropensiero, perché di questo spesso si tratta nella mente di molti fedeli!) c’è forse anche anche una logica, ma non il Logos, cioè il Cristo. Perché qui c’è il mistero della Croce.

Intendo dire che, senza che cada uno iota, occorre quella che San Paolo chiama una «metanoia», impropriamente tradotto come conversione, in realtà significando «cambiamento di pensiero».

Dobbiamo ragionare con Cristo. Intendo dire che dobbiamo essere disponibili a sanare il corpo della Chiesa. Così come è, la Chiesa non può guarire. È troppo malata per guarire. Occorre che qualcuno accorra a sanarla.

Mi viene in mente (non a caso più sopra ho parlato di lebbra) che il «rischio contagio» non è nella logica di Cristo. Il lebbroso sanato da San Francesco era,

San Francesco guarisce il lebbroso
  San Francesco guarisce il lebbroso
«sí impaziente e sí importabile e protervo, che ognuno credea di certo, e cosí era, chegli fosse invasato dal dimonio, imperò chegli svillaneggiava di parole e di battiture sí sconciamente chiunque lo serviva, e, che peggio era, egli vituperosamente bestemmiava Cristo benedetto e la sua santissima madre Vergine Maria, che per niuno modo si trovava chi lo potesse o volesse servire. Ma Francesco non lo lasciò così, andò da lui «e posesi in orazione e pregò divotamente Iddio per lui. E fatta lorazione, ritorna a lui e dice cosí: – Figliuolo, io ti voglio servire io, da poi che tu non ti contenti degli altri. - Piacemi; – dice lo infermo, – ma che mi potrai tu fare piú che gli altri? – Risponde santo Francesco: – Ciò che tu vorrai, io farò. – Dice il lebbroso: – Io voglio che tu mi lavi tutto quanto, imperò chio puto sí fortemente, chio medesimo non mi posso patire. – Allora santo Francesco di subito fece scaldare dellacqua con molte erbe odorifere, poi spoglia costui e comincia a lavarlo colle sue mani, e un altro frate metteva su lacqua. E per divino miracolo, dove santo Francesco toccava colle sue sante mani, si partiva la lebbra e rimaneva la carne perfettamente sanata. E come si cominciò a sanare la carne, cosí si cominciò a sanare lanima; onde veggendosi il lebbroso cominciare a guarire, cominciò ad avere grande compunzione e pentimento de suoi peccati, e a piagnere amarissimamente; sicché mentre che il corpo si mondava di fuori dalla lebbra per lavamento dacqua, lanima si mondava dentro dal peccato per la contrizione e per le lagrime. Ed essendo compiutamente sanato quanto al corpo e quanto allanima, umilmente si rendette in colpa e dicea piagnendo ad alta voce: – Guai a me, chio sono degno dello inferno per le villanie e ingiurie chio ho fatte a frati, e per la impazienza e bestemmie chio ho avute contro a Dio. – Onde per quindici dí perseverò in amaro pianto de suoi peccati e in chiedere misericordia a Dio, confessandosi al prete interamente. E santo Francesco veggendo cosí espresso miracolo, il quale Iddio avea adoperato per le mani sue, ringraziò Iddio e partissi indi, andando in paese assai di lunge; imperò che per umiltà volea fuggire ogni gloria mondana e in tutte le sue operazioni solo cercava lonore e la gloria di Dio e non la propria. Poi, coma Dio piacque, il detto lebbroso sanato del corpo e dellanima, dopo i quindici dí della sua penitenza, infermò daltra infermità; e armato dei Sacramenti ecclesiastici si morí santamente. E la sua anima, andando a Paradiso, apparve in aria a santo Francesco, che stava in una selva in orazione, e dissegli: – Riconoscimi tu? – Qual se tu? – dice santo Francesco. Ed egli: – Io sono il lebbroso il quale Cristo benedetto sanò per i tuoi meriti, e oggi vo a vita eterna; di che io rendo grazie a Dio e a te. Benedetta sia lanima e il corpo tuo, e benedette le tue parole e le tue operazioni; imperò che per te molte anime si salveranno nel mondo. E sappi che non è dí nel mondo, nel quale i santi angeli e gli altri Santi non ringrazino Iddio de santi frutti che tu e lOrdine tuo fate in diverse parti del mondo; e però confortati e ringrazia Iddio, e sta colla sua benedizione. – E dette queste parole, se nandò in cielo; e santo Francesco rimase molto consolato».

Ecco credo che occorra ragionare così verso la Chiesa: bisogna avere il coraggio di avvicinarsi, di lavarla, di pulirla, di amarla e a mano a mano che la si lava, a mano a mano che la si pulisce com’è per il lebbroso di San Francesco potremo vederla guarire.

Guarirà la Chiesa, sì guarirà per opera di Dio, perché questa è la Sua Chiesa e si ravvederà non perché pretenderemo dal Papa un «mea culpa» (che per chi ama la Tradizione sarebbe anche esteticamente osceno!), ma semplicemente per quella medesima «Logica» che San Francesco capì, lavando il lebbroso:

«…onde veggendosi il lebbroso cominciare a guarire, cominciò ad avere grande compunzione e pentimento de suoi peccati, e a piagnere amarissimamente; sicché mentre che il corpo si mondava di fuori dalla lebbra per lavamento dacqua, lanima si mondava dentro dal peccato per la contrizione e per le lagrime».

Così la Chiesa guarirà, per dirla con Francesco «a laude di Cristo». Amen.

Domenico Savino



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Commenti  

 
# Annhilus 2012-07-31 08:49
La Chiesa senza peccato arriverà quando Cristo tornerà nella Gloria: Fino ad allora bisognerà accettare che la Società Perfetta, patisca nella sua militanza i secolari malanni.

Una cosa però è sicura, così non può continuare. Il Vaticano II è un ferrovecchio inservibile ormai, ma la Chiesa, "rinnovata" dallo stesso è persino meno utile per la "salus animarum di quanto non lo fu ai tempi degli scismi e degli antipapi.

Se per far sopravvivere la Chiesa a sè stessa bisogna amarla dell'amore che il Santo Francesco ebbe per il lebbroso
bestemmiatore, significa che noi poveracci dobbiamo essere Santi e che la Santa Chiesa che dovrebbe santificarci
è invece bestemmiante e putrefatta...

Nooo non credo che possa funzionare... e non perchè la fede della santità non possa curare tutto, ma perchè la santità non è cosa diffusa, nè può venire all'uomo direttamente, come nulla fosse senza passare da quella Chiesa che invece sembra afflitta da lebbra.

Convengo sul fatto che si debba amare
e sostenere la Chiesa, perchè è Nostro Signore che la ha istituita e per lasciarcela ha patito l'agonia della Croce, ma non credo che sarà questo amore
(e di sicuro non solo) a salvare la Chiesa, bensì lo Spirito Santo che Nostro Signore ha inviato lasciandoci la certezza del "non praevalebunt".

Non invoco certo alcun mea culpa dal Regnante Pontefice, ma auspico che questi
mansueto allo Spirito Santo e forte del
carisma che ne deriva sappia agire per riportare la Chiesa alla sua missione
primaria che è la Salus Animarum e non
gli sgravi IMU o peggio il compromesso
col maligno, che la Chiesa torni a stare nel mondo senza essere DEL mondo.

Il lebbroso accettò d'essere servito
e fu mondato... e allora chi serve chi
e chi può lavarti se non ammetti
d'essere sozzo??? Se la Chiesa non fa accetta e non comprende d'essere bisognosa dei lavacri dello Spirito Santo, niente la potrà lavare e tale accettazione viene sempre dal capo per coinvolgere tutto il corpo, la decisione spetta a chi spetta, perchè quella è stata la designazione imposta a Pietro e ai suoi successori da Dio stesso.


Saluti e stima all'autore e alla redazione.
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# Vitoparisi3 2012-07-31 11:23
La presunzione di emancipazione, sinistra, dei cattolici adulti è snob ed intrattabile. Non si abbassano, secondo loro, mica a considerazioni semplici sulla condotta e sulla regola cristiana; poi, su questioni mondane, gli stessi diventano rigorosissimi, fino all'eccesso del cinismo normativo.
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# romina2004 2012-07-31 09:01
Condivido in buona parte. In particolare non ho mai ben compreso, in effetti, l'importanza, seppur in negativo, data dai lefebvriani a cvII: mi sembra una grande chiaccherata e, tra l'altro, oramai,paradoss almente, poco attuale, se non fuori dalla storia. Non mi stupisco degli estremisti nella fraternità san pio x: oltre alla "normale" superbia umana, è probabile agiscano degli infiltrati, anzi mi stupirei non fosse così.
Sono un po' più critico, invece, sul comportamento del santo padre. Un conto è la prudenza, un conto è nominare questo mueller al Sant'Uffizio; è troppo indulgente con i suoi amici, vedi l'arcivescovo di Vienna, altro possibile infiltrato. Si rischiano errori clamorosi.
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# Straniero 2012-07-31 10:02
Non solo: il nostro amato Muller ha messo in dubbio la Verginità di Maria e la Transustanziazi one delle Specie Eucaristiche. Attendiamo solo critiche al mistero della Unità e Trinità di Dio per avere un ottimo curriculum da Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
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# Vitoparisi3 2012-07-31 11:18
Dal concilio vaticano secondo la chiesa valuta la storia dell'anima dal peccato "originale" in poi, saltando a piè pari l'origine, da sempre, in Dio-quindi allo stato puro-dell'anima. Tipico è, ad esempio, che credano che solo dopo il peccato "originale" sia stato necessario vestirsi. Dualismo: vergogna -abbigliamento. Nell'esistenza eterna, le forme gloriose, sono vestite della gloria di Dio, Che le nutre. Dopo diventa necessario di necessità terrena quello che prima è naturale e spirituale. Dimenticato. Tutti convogliati ad ammirare Michelangelo, convinto, dalla corte dei Medici-banchieri, che nella trascendenza ci sia il nudismo. Dall'albero del bene e del male in poi: gli alberi della vita li hanno dimenticati, così come l'estetica non dualista, trascendentalme nte decorosa, del Reame perfetto.
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# giorgio 2012-07-31 12:44
Bentornato Domenico! Speriamo in altri interventi più a breve, sempre così meditati ed approfonditi, e che arricchiscono molto il livello del sito.
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# piero vassallo 2012-07-31 13:07
sull'impossibilità del dialogo ha scritto don Divo Barsotti: "Il dialogo con l'ateismo è per la Chiesa la suprema tentazione - per il dialogo essa deve stabilire un terreno comune. Cone stabilirlo quando vi è radicale opposizione?" cfr lka nota di padre Serafino Tognetti in Fides chatolica, a VII, 1-2012
Dal suo canto, Paolo Pasqualucci ha dimostrato che (cfr la nota sull'allocuzione Gaudet Mater Ecclesia) che Giovanni XXIII fu vittima di un pio abbaglio...
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# EMERICH 2012-07-31 15:33
Bah , paragonare chi ha devastato la Chiesa ( i Vaticanosecondi sti) con chi lotta da cinquanta anni , spesso eroicamente , per far aprire gli occhi alla massa , non mi sembra giusto.
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# Pietro G 2012-07-31 20:13
D'accordo. Il CVII è stato,secondo me, il più grave disastro della Chiesa Cattolica in tempi recenti. È chiaro che la Chiesa oggi non può dire : scusate ci siamo sbagliati, non può neanche chiudere la parentesi del CVII senza aver rimosso, in tutto o in parte, le conseguenze nefaste che ne sono derivate.
La FSSPX fa bene a non voler ingoiare il rospo.
Voglio proprio vedere se ad Ottobre sarà ricordato il discorso di apertura del CVII da parte di Giovanni XXIII e che giudizio verrà dato sul Concilio in generale.
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# milvus 2012-07-31 22:55
Il CVII è un' insalata in proporzioni variabili a seconda del momento in cui si serve, di marxismo, nazionalismo, fascismo, capitalismo, populismo. Ammalatosi il Papa per problemi di salute noti, nella pratica, quelle teorie furono ben altre. Se si inizia a togliere il Crocefisso da un luogo, ad esempio un ospedale, oggi si può distruggere anche il mondo.
La tristezza e l'angustia dopo l'impatto dello sconforto, quando arrivano, restano. La depressione invece è una malattia postmoderna e postconcilio che si contrae per contagio dopo aver perso completamente il senso della vita.
Reclamiamo dalla Madre Chiesa il prolungarsi di quell'abbraccio ad eternum che ci ricevette al mondo nel seno esuberante di latte tiepido col sapore di miele. Tristezza ed angoscia capitoleranno inesorabilmente al suono dell' Ave Maria di Schubert.
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# cgdv 2012-07-31 23:12
Mio padre sosteneva nel dopoguerra, di non voler più avere niente a che fare con la Chiesa a causa del silenzio sul complotto mondialista che adesso vediamo realizzarsi con grande evidenza. Da ragazzino, stranamente in collegio dai Salesiani o altri Ordini, mi sembrava una sua scusa per non andare alla Santa Messa.
Tuttavia, pensandoci bene, l'articolo e l'esortazione mi appaiono ottimi se non fosse proprio per quel particolare, che turbava alcune menti già prima del Concilio.
Giuliano
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# MOLAY 2012-08-01 00:10
Egr. dott. Savino, il suo articolo non mi trova d'accordo e proverò a motivare il mio dissenso premettendo sinceramente di non aver alcun intento polemico.

- a mio personale giudizio lei (come del resto mons. Fellay e coloro che lo appoggiano, visto che è tutt'altro che in perfetta solitudine) palesa il medesimo ottimismo che ha permesso che migliaia di Padri Conciliari non si opponessero a vere e proprie eresie contenute nei testi del Concilio Vaticano II direttamente e in direttamente resonsabili dello stato tragico in cui versa la nostr santa Religione cattolica

- lei pare avere un'enorme stima dell'attuale papa e giustifica il suo operato motivando la sua inerzia con la paura di evidenziare scismi inevitabili e devastanti (cosa senz'altro vera, come è vero che tali scismi già esistono ma, cosa gravissima, pochissimi li vedono).
A tal proposito mi permetto di richamarle alcune parole assai dure del Salvatore che mostrano come ben altro debba essere il comportamento verso il male e le sue cause:
"Guai al mondo per gli scandali! E` necessario che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco. (MT 18, 7-9) (e non è forse vero che tanti atti commessi negli ultimi anni dalla gerarchia cattolica hanno scandalizzato tanti semplici cattolici allontanandoli dalla vera fede a loro insaputa?)
"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa." (MT 10, 34-36)

- lei richiama la frase di Nostro Signore "le porte degli inferi non prevarranno": essa sicuramente riguarda la Chiesa Cattolica intesa come corpo mistico ed è assai citata (e, ovviamente, vera); molto meno citata è, però, quella che riguarda la Fede sulla terra "Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?" (LC 18, 8); domanda non certo oziosa (viste le venerande labbra che l'hanno pronunciata) ma, piuttosto, terribile e sulla quale troppo poco si ragiona.

In merito, poi, alle critiche nei confronti di quelli che lei definisce "ultra-tradizionalisti " (trai i quali, se vogliamo essere intellettualmen te onesti, dovrebbe annoverare anche Mons.Lefebvre), considerato che ne faccio parte mi permetto di controbattere:

- vista la pervicacia con la quale l'attuale gerarchia vaticana non solo non combatte ma addiritttura incoraggia le gravi storture ed eresie post-concilari (a conferma vedasi la nomina di Mueller a prefetto della Congregazione per la Fede), mi pare che costoro siano ben piu' prudenti degli "accordisti": è ben piu' facile cercare di preservare la Fede stando ai margini (si badi, non fuori) di questo fiume in piena e con acque impetuose (come saggiamente ha fatto Mons. Lefebvre) che buttandosi a capofitto (senza che vi sia stato alcun accenno di bonaccia, anzi!) nella pericolosa certezza di poter resistere, piccolissima zattera, e addiritura far fare alla corrente un conversione di 180 gradi.
Dio non voglia che, invece, la zattera venga inghiottita e che vada perso anche questo preziosissimo strumento di salvezza (miracolosament e conservatosi intatto in questi anni ed anzi accresciutosi proprio grazie alla posizione "defilata"); a tal proposito curiosa la similitudine con le vergini saggie che non dividono l'olio delle loro lampade con le stolte (affinchè non finisca anche per loro) ma invitano queste utlime ad andare a prenderlo.

- non siamo certo noi a fare del Concilio vaticano II un "totem" o un'ossessione, casomai ne dobbiamo ricordare e additare gli errori visto che proprio tale Concilio viene richiamato per giustificare l'attuale corso ecclesiale. E non certo soltanto dai soliti sfrenati e impresentabili progressisti: risale a non piu' di 15 giorni fa le seguenti frasi del papa «I documenti conciliari contengono una ricchezza enorme per la formazione delle nuove generazioni cristiane», «I cristiani devono “rileggere il Concilio” per riscoprire la “bellezza dell’essere Chiesa”» (discorso tenuto in occasione della visita a Frascati del 15/7) e ancora piu' recenti sono queste di mons. Mueller «Si fa parte della Chiesa cattolica quando si soddisfano determinati presupposti, soprattutto l'orientamento alla Sacra Scrittura, alla tradizione e al magistero della Chiesa. Chi non accetta parti di ciò si colloca ad una certa distanza dalla Chiesa, anche se si vuole definire cattolico», ha chiarito. Se i lefebvriani vogliono superare questa separazione devono accettare il fatto che «il Concilio vaticano II è vincolante», ha continuato. «Si può discutere della dichiarazione sul rapporto con i media, ma le affermazioni sugli ebrei, sulla libertà di religione, sui diritti umani hanno delle implicazioni dogmatiche. Quelle non si possono rifiutare senza pregiudicare la fede cattolica». (da Vatican Insider, intervista alla Suddeutsche Zeitung del 21/7)

- ci taccia di sedevacantismo; beninteso, non è l'unico e, anzi, pare proprio che i "non-accordisti" non meritino altro che questo marchio di infamia. Una volta per tutte: niente di piu' falso! Le faccio una domanda: se lei dovesse vedere suo padre commettere e/o tollerare gravi nefandezze nella sua famiglia come si comporterebbe? Giustificandolo ? Ripudiandolo come padre? No di certo, da bravo figlio sono sicuro che lei continuerebbe a considerarlo suo padre volendogli, anzi, ancora piu' bene, ma cercherebbe in tutti i modi di correggerlo, di fargli capire che sbaglia; insomma cercherebbbe di fare in modo che tornasse a FARE il padre. Ecco, il problema non è se il papa è papa, se la sede è vacante, se è formaliter o materialier (tra l'altro, chi può dirlo?) Sappiamo che la sede non può essere vacante perchè a Pietro Nostro Signore ha affidato le chiavi; ma il papa deve FARE il papa e, cioè, confermare i suoi fratelli nella fede (unico compito di Pietro); e sappiamo benissimo che questo puo' anche non accadere (ricordiamo come S.Paolo abbia resistito in faccia allo stesso S.Pietro); e quando questo succede, qualsiasi battezzato (fosse anche un bambino, basta che conosca i contenuti della sua Fede, cosa, peraltro, oggi drammaticamente tutt'altro che scontata anche fra i "praticanti") ha non solo il diritto ma anche il preciso dovere di denunciare lo scandalo e di richiamarlo al suo compito con carità ma anche con grande fermezza (Sant'Atanasio docet).

Luigi
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# urbano 2012-08-01 07:46
Bentornato Domenico, spero di leggerti spesso.
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# giov63 2012-08-01 08:23
Articolo che soffre della consueta visione storica limitata, oggi tanto diffusa.
Si parla dei malanni della Chiesa, come se oggi soffrisse in maniera straordinaria.
Ma la Chiesa ha già avuto nella propria bimilllenaria storia altri periodi bui: basti ricordare il periodo dell'arianesimo, in cui un solo vescovo non era caduto in quella eresia: e non era nemmeno il papa!

Il CVII non può essere banalmente derubricato come "modesta assise pastorale", i Vescovi convocati dal Papa e in comunione con lui sono infallibili, le Costituzioni Dogmatiche rimangono dogmatiche.
Altrimenti si dica chiaramente che non si è più in comunione con la Santa Chiesa Cattolica.
La linea dritta da seguire è quella del Santo Padre: il Concilio va letto alla luce della Tradizione.
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# aloisius 2012-08-01 13:07
Il Concilio Vat.II NON ha mai preteso (almeno quello) di essere DOGMATICO e infatti non lo è.
Cristo ha parlato chiaro:" O sei con me, o sei contro di me". Poiché la linea seguita dal "Santo Padre" come quella dei suoi tre predecessori, va nella direzione opposta a quella di Cristo, ovvero della Tradizione, non solo è lecito, ma doveroso non seguirlo, e lottare per la VERITA'.
Se con QUESTA
Chiesa cattolica significa dover accettare la Shoà, oltre a tutto il resto(come sostituzione del verbo di Cristo !!!)come pretende Ratzinger, altrimenti NON si ha diritto di appartenervi, sono parole SUE, va bene così.
C'è chi soffre molto per la situazione della Chiesa, per la verità pochi, altri preferiscono mostrarsi duri e puri e dare lezioni difendendo l'indifendibile.
La prima comporta l'azione, scelta inevitabile, la seconda la teoria.
Questione di scelte.
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# ppastor 2012-08-01 10:14
Vediamo oggi la Chiesa ridotta a poco più di un’organizzazio ne umana e le dichiarazioni pompose e le celebrazioni ufficiali e spesso trionfalistiche non riescono a nascondere le sue piaghe. Come Gesù flagellato. È il suo Corpo Mistico. “La testa è tutta malata, tutto il cuore langue. Dalla pianta dei piedi alla testa non c’è in esso una parte illesa, ma ferite e lividure e piaghe aperte, che non sono state rpulite, né fasciate, né curate con olio” (Isaia, 1,5-6). Sono i miei, sono i nostri peccati.
L’intero corpo è febbricitante e ferito, e noi vogliamo che la testa, il capo, sia bello, sorridente e lucido, profumato e ben petinato? Che non abbia a volte vertigini e tremiti? Ma non è colpa sua: è dovuto al ruolo della persona pubblica che occupa. Così, in modo particolare, i Pontefici del nostro tempo.
A causa dei peccati delle membra, Dio è costretto a ritirare a momenti la sua Luce, la sua Grazia, al Capo, al Pastore, e non perché lui non sia personalmente fedele. “La collera del Signore si accese di nuovo contro Israele e incitò Davide contro il popolo…” (2 Samuele 24,1). Davide fece un censimento –orgoglio e abuso di potere– e “così il Signore mandò la peste in Israele, da quella mattina fino al tempo fissato: morirono settantamila persone del popolo” (v. 15).
Queste considerazioni sono per non scandalizzarci –come si scandalizzarono di Cristo gli stessi Apostoli la notte della Passione–, per non giudicare la coscienza altrui e non incorrere noi stessi in una condanna, anzi, per uscire rafforzati nella Fede: “Chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino non vi entrerà” (Lc.18,17)
Se la Chiesa è il vero Corpo Mistico di Cristo, nella sua vicenda storica deve riprodurre le varie fasi del Suo Mistero come Redentore: ritengo -è solo una mia idea- che il CVII sia stato la sua "domenica delle Palme", di effimero trionfo umano (apparente), proprio nel momento in cui da più parti si attuava il tradimento... Su dodici Apostoli uno solo fu il traditore, ma gli altri (spensierati e superficiali) non lo immaginavano, e così li sorprese "l'ora delle tenebre" e tutte le loro sicurezze umane furono spazzate via e non solo fuggirono, ma si scandalizzarono di Gesù.
Così -è sempre un mio pensiero- se il Papa Giovanni Paolo II ha chiesto in più occasioni "perdono" a nome della Chiesa, a chi lo ha chiesto? Non certo al mondo, che dovrebbe essere lui a chiederlo alla Chiesa e a Dio, ma lo ha fatto a motivo del Getsemani in cui si trova la Chiesa, carica come Gesù di tutti i peccati dei suoi figli, i suoi membri (mentre essa, una sola cosa con il suo Capo e Sposo, è Santa, malgrado noi). Solo così me lo spiego... E adesso credo che stiamo ormai al suo Venerdì Santo... Per ben due volte ho sentito in incontri del Movimento Sacerdotale Mariano, raccontare che nel 1990, interrogato il Card. Ratzinger da un giornalista (mi pare) su come vedeva la Chiesa per il 2000, egli avrebbe risposto che, a meno che Dio non fosse intervenuto in un modo a noi impensabile, prevedeva che: "nella grande Chiesa Cattolica rimarrà un resto fedele del tre per cento, perché tutto il resto non avrà più fede". E' "l'apostasia silenziosa" in parole di Giovanni Paolo II, è la "grande apostasia" che deve precedere l'arrivo del figlio della perdizione, in parole di San Paolo (2 Tes.). A ragione la Madre della Chiesa fa vedere qua e là le sue lacrime, e lacrime di sangue. E' ora del Calvario! "Stolti e tardi di cuore... Non è forse necessario che (il Corpo Mistico del) Figlio dell'Uomo passi questa Grande Tribolazione per entrare nella sua Gloria, nel trionfo del suo Regno?" Prepariamoci!
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# duxcunctator 2012-08-02 12:16
Rendo lode a Dio per le sue parole, ppastor.
E Gli rendo ancora più lode se lei è un figlio prediletto della Sua Chiesa: e quindi un presbitero o, ancora di più, un vescovo.
Chi le scrive è uno dei tanti operai dell'ultima ora, che ancora sono pieni di stupore per la Grazia di una conversione che è a tutti gli effetti una risurrezione: dello spirito, e quindi immensamente più miracolosa che quella del corpo.
Come tanti, la mia conversione è iniziata nella consapevolezza dell'imminenza del Ritorno Glorioso di Gesù.
E nel fatto che tale Ritorno determini e segni la Fine dei Tempi malvagi e la venuta alla luce, dopo un parto assai doloroso e dopo una gravidanza durata duemila anni, del Regno di Dio sulla terra.
Quel Regno di Dio che in questi duemila anni di gravidanza ha vissuto nell'utero della Chiesa fondata DA e SU Gesù e di cui la Madre Sua e nostra: è Madre.
Quel Regno di Dio che in questi duemila anni di gravidanza ha vissuto nei Sacramenti e negli Insegnamenti amministrati e dispensati da quella stessa Chiesa, di cui Gesù è Capo e noi stessi siamo chiamati a diventare membri sempre più vivi, sani e vitali.
Quel Regno di Dio che in questi duemila anni di gravidanza ha vissuto, celato agli occhi di chi non voleva vederlo, nei cuori di alcuni uomini e donne, coloro che chiamiamo Santi e di cui solo nell'esperienza storica del cristianesimo è possibile osservare (a chi osserva la storia con amore spassionato per la verità) una simile profusione: per quantità e qualità.
Quel Regno di Dio che fu concepito a Nazareth, quando quella specialissima Ragazza affermò, a bassa voce ma con tutta Sé Stessa: il Suo "fiat". E un istante dopo il Suo Gamete Femminile, immune dal Peccato Originale, si unì al Gamete Maschile creato ex-nihilo nel Suo utero per opera dello Spirito Santo, generando così anche nel tempo e nella Carne e nel Sangue, come Zigote: Colui che era stato generato AB AETERNO.
Quel Regno di Dio che sì radicò, così come si radica l'embrione nell'utero materno, allorquando 33 anni dopo Gesù, Figlio di Dio e Dio Lui Stesso, Si volle donare COMPLETAMENTE:
ad iniziare dalla Cena del Giovedì Sera, in cui fu istituita l'Eucaristia (il più grande e inimmaginabile Miracolo che Dio ha voluto per i Suoi figli);
per proseguire nella notte di pre-agonia tra Giovedì e Venerdì sul Getsemani, in cui il Suo avversario tentò di indurLo nella tentazione più grande: quella di rinviare il Progetto del Padre perché i tempi non erano ancora maturi e la Sua Chiesa, ancora così informe, si sarebbe facilmente lasciata andare a grandi abomini, nella persona di tanti suoi membri. Fino a rendere apparentemente inutile la Sua sofferenza ed il Suo sacrificio;
e terminare nella Passione che ebbe il Suo culmine sul Golgota, al momento in cui uscirono dal Suo Costato l'Acqua ed il Sangue, con cui erano lavate non solo tutte le colpe personali ma persino la Colpa Originale di tutti gli uomini nati, vissuti e morti FINO A QUEL MOMENTO.
E con cui venivano resi operanti ed efficaci quei due incredibili Misteri costituiti da Battesimo e Confessione: con cui si rinnova, per ogni uomo e donna delle generazioni successive che dicano il loro "fiat", il lavacro dalla Colpa Originale attraverso la Sua Acqua ed il lavacro delle colpe personali attraverso il Suo Sangue.
C'è una similitudine divinamente perfetta tra l'ontogenesi del Regno di Dio sulla terra e l'ontogenesi di un nuovo essere umano.
E in questa analogia vi è anche la risposta alla domanda che anche oggi qualsiasi ebreo appartenente al Vecchio Israele (quindi, non ancora convertito a Cristo) in buona fede può fare: e che, come membri del Nuovo Israele, abbiamo il dovere di prendere seriamente in considerazione.
Se Gesù è il Messia, perché in questi ultimi duemila anni di storia vi è stato ancora il male sulla terra? Laddove i profeti affermano con chiarezza incontrovertibi le che il Regno Messianico è caratterizzato proprio dalla sconfitta visibile e mainfesta del male, fino al punto che il lupo e l'agnello pascoleranno assieme e che delle spade verranno fatti vomeri?

Il Regno di Dio è già qui, da duemila anni.
Ma lo è come lo è un bambino non ancora partorito.
Oggi siamo entrati nelle Doglie e nel Travaglio.
E, quindi, nella Passione della Chiesa. E della Creazione tutta.
Che gli apostoli, ancora così umani, si scandalizzasser o duemila anni fa quando Gesù li invitava a prendere consapevolezza di ciò che stava per succedere: ogni cristiano che abbia fatto i conti con il Mistero della Croce sembrerebbe averlo acquisito.
Quando però ci troviamo noi stessi al posto di quegli apostoli e di quei discepoli e, invece che constatare davanti ai nostri occhi le percosse e l'abbruttimento di Gesù ad opera dei Suoi avversari, constatiamo quelle stesse percosse e quegli stessi abbruttimenti sulla Chiesa, che di Gesù è il Corpo Mistico; e sulla Creazione tutta (basti pensare alle scie chimiche che rigano il cielo, "capo" della Creazione, ed ai terremoti artificiali che fanno sussultare la terra, "corpo" della Creazione), ecco che non possiamo più accettarlo e ci diciamo: "non può essere, la Chiesa non può ridursi così percossa e abbruttita: significa che qualcuno ha tradito e qualcun altro ha lascito che il tradimento avvenisse, e devono essere entrambi molto in alto".
Se non, addirittura, finire con l'unirci noi stessi alla canea degli odiatori fin dal principio di Gesù: così come successe quel Venerdì, quando molti di coloro che in buona fede l'avevano osannato la domenica precedente non poterono accettare di vederLo così pesto, lacero, sanguinante e coperto di tutte le immondizie del mondo. E operarono il corto circuito logico-spirituale: siccome Dio, l'Altissimo, NON PUO' lasciare che avvenga un simile obbrobrio senza fulminare seduta stante i suoi autori, allora significa che Costui, che fino ad oggi ha parlato ed ha agito come Unto e Inviato di Dio anzi, di più, come Dio Egli Stesso; è non soltanto un illuso ed un esaltato ma addirittura un falso profeta, anzi: Il Falso Profeta, per eccellenza.
Ecco come si arriva ad essere, da discepoli fedeli di Gesù e cattolici fedeli al Papa, ad alleati di fatto degli odiatori di Gesù e della Sua Chiesa: è questa la posizione dei sedevacantisti apocalittici (i più rigorosamente logici e conseguenti, tra tutti i sedevacantisti) , secondo i quali da Giovanni XXIII in avanti i Papi sono stati non solo falsi Papi o anti-Papi ma addirittura personificazion i del Falso Agnello e della Bestia della Terra, preconizzato da San Giovanni.

Grazie, ppastor, per le sue parole, che così efficacemente ci ricordano e ci mostrano quali siano i tempi che viviamo.
La prego di pregare per me,
e, se come penso, è un prete o addirittura un vescovo: di darmi la sua Benedizione.

La saluto e l'abbraccio,
in Gesù Adveniente e Maria Corredentrice
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# aloisius 2012-08-01 12:17
Citazione Straniero:
Non solo: il nostro amato Muller ha messo in dubbio la Verginità di Maria e la Transustanziazi one delle Specie Eucaristiche. Attendiamo solo critiche al mistero della Unità e Trinità di Dio per avere un ottimo curriculum da Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.


Mueller ha anche al pari di Ratzinger quando era Vescovo di Monaco e Frisinga, coperto un prete pedofilo.
Agli amici un favore non si nega mai.
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# aloisius 2012-08-01 13:46
In quanto ai commenti, sottoscrivo in pieno quello di MOLAY.

E al dott. Savino chiedo: e se provassimo
a capovolgere i termini della questione?
Perché la Chiesa, ovvero vari dei loro pastori, in modo oltremodo pernicioso gli ultimi quattro, non hanno amato le loro pecore?

Il distinguo tra chiesa degli uomini e Chiesa di Cristo si è fatto ultimamente sin troppo, rimane il fatto che dovremmo ricordarci del Sacro Romano Impero, che ha sostituito via via la vera Chiesa di Cristo, rimasta in piedi per coloro che il Suo messaggio lo hanno vissuto, portando la buona novella secondo
in giro per il mondo, spesso in condizioni drammatiche, e lasciandoci la vita.

E' indubbio che senza un potere temporale
alle spalle la loro missione si sarebbe fatta molto più difficile e la grande espansione si può dire ovunque della Chiesa chiamata cattolica proprio per questo, è la combinazione tra il potere e i personaggi di primo piano che hanno vissuto il Cristo.
Ma questo potere NON andava usato dalle gerarchie ad usum delphini sino alla dissoluzione irriversibile attuale, men che meno buttandosi tra le bracca del Nemico Mortale, ostentandone i simboli!, e francamente stimato dott. Savino, qui non si tratta di abbracciare un lebbroso,
ma Satana con tutte le sue legioni.

Preghiamo piuttosto per le vittime di questa orrenda Apostasia, annunciata a Fatima dalla Santissima Vergine Immacolata nel suo terzo segreto.
D'altronde quello che stiamo vivendo, sta già tutto scritto.

Saluti.
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# Paolo Gasbarri 2012-08-01 14:58
prova
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# Paolo Gasbarri 2012-08-01 14:58
prova
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# SART 2012-08-07 15:18
Il Vaticano è, dalla morte di Pio XII, in mano a persone che prendono ordini dalla elite ebraica. Giovanni XXIII, come primo atto del suo pontificato, di sabato, si fece portare con la sua papamobile di fronte alla sinagoga di Roma, quando la gente usciva e li benedisse. Poi venne Paolo VI, massone di alto grado, che come ogni massone prende ordini. Ma chi si trova nei gradi più alti, gli ordini li prende dalla mafia ebraica in modo diretto. Poi vennero gli altri. Gli ultimi due con discendenze ebraiche. L'ultimo è un rampollo di un'antichissima famiglia rabbinica. Si veda il sito salpan punto org per la documentazione.

Ma già sento gli inconsapevoli avvocati del Diavolo, dottissimi e linguacciuti, chiedermi le prove di quanto affermo. A questi novelli sofisti, che muoino d'ammirevole amore per il papato, ma che perciò si rifiutano di vedere l'ovvio, la risposta la danno i nostri antichi padri: CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM!
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# Katto 2012-08-07 15:46
Domenico, santi numi, ti si era seccata la tastiera???... :-)
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# rjurik79 2012-08-08 17:41
Signor Savino,
Bello e molto articolato il suo articolo. Mi permetto però di non condividere l'ottimismo che lo ispira per alcuni semplici motivi. Innanzitutto la devastazione religiosa indotta dal concilio ha fatto sparire la religione cristiana dall'europa: un processo che aveva richiesto oltre 1000 anni di impegno distrutto in meno di 30. Un tale danno temo non sia recuperabile, e per rendersene conto si faccia un giro per le chiese italiane la domenica: lo spettacolo è desolante: qualche vecchio e qualche rara famiglia. Di certo non può servire il relativismo culturale di obbrobri come Assisi, vera manifestazione massonica con beneplacito della curia, come inutili sono le opere pie se non sono corredate dalla volontà di convertire i beneficiari "opera cattolica". Forse sono pessimista ma credo che l'abile strategia giudaica che creò il concilio vaticano II abbia raggiunto l'obbiettivo prefissato di distruggere la chiesa e non vedo nessuna reale reazione da parte di quello che sempre più mi sembra solo un cadavere. Cordiali saluti
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# DBF 2012-08-12 07:00
La Chiesa non è affatto malata. Non lo è mai stata e non si è mai secolarizzata. La Chiesa è un portatore sano, un vettore.
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