>> Login Sostenitori :              | 
header-1

RSS 2.0
menu-1
TUTTI |0-9 |A |B |C |D |E |F |G |H |I |J |K |L |M |N |O |P |Q |R |S |T |U |V |W |X |Y |Z

Archivio Articoli FREE

Consegne ai militanti
Stampa
  Text size
«È tutto un mondo che occorre rifare, sin dalle fondamenta, trasformandolo da selvatico in umano e da umano in divino, cioè secondo il Cuore di Dio» (Pio XII, 10 febbraio 1952). 

«Se Dio non esiste, tutto è permesso. Nulla è più proibito, non c’è più limite, non c’è nulla che non si possa tentare, che non si debba tentare perché se tutto ciò che è stato vero un tempo lo è stato partendo dall’ipotesi che Dio esisteva, ora che Dio non esiste, nulla di ciò che era vero allora è adesso vero, nulla di ciò che era bene è bene; dobbiamo ricreare tutto. Ma, prima di ricreare, bisogna cominciare col distruggere (…), il migliore augurio che si possa fare all’uomo moderno è di rientrare nell’ordine naturale che è quello della creazione divina» (E. Gilson).

Luomo è un «animale politico»

«La legge, per essere vera e buona, non solo deve essere promulgata dall’autorità (‘Auctoritas facit legem’), ma deve essere conforme alla ragionevolezza e al bene (‘Veritas facit legem’)» (R. Pizzorni).

Introduzione

- Il libretto «Sovversione & Restaurazione» (Milano, Edizioni Centro Studio Jeanne d’Arc, 2012) è un manuale di base per la formazione del militante, che oggi si trova a dover combattere contro la Sovversione e per la Restaurazione.

- La «Sovversione» è il ribaltamento, il rovesciamento e lo sconvolgimento dell’ordine individuale, familiare e sociale. La «Restaurazione» è il riportare l’ordine perduto e quindi consiste nel ripristinare l’ordine individuale, familiare e sociale. Per poter restaurare l’ordine nella Società civile occorre prima averlo in sé («nessuno dà quel che non ha»), poi nella famiglia e infine lo si può portare nello Stato, che è un insieme di famiglie unite al fine di conseguire il benessere comune temporale subordinatamente a quello spirituale. L’ordine è la sottomissione dell’anima a Dio e la padronanza dell’anima sul corpo ed i suoi istinti. La «Sovversione» è lo scardinamento di quest’ordine. La vita spirituale consiste nel ristabilire quest’ordine nell’animo del singolo uomo; la vita politica consiste nel riportarlo nella Società civile. Per cui l’uomo non deve e non può fermarsi alla sola vita spirituale individuale, non può non fare politica, essendo per natura e quindi per volontà di Dio un animale sociale e politico. Il liberalismo e il cattolicesimo-liberale vorrebbero rinchiudere la religione in sagrestia e farne una questione puramente individuale e così anche alcuni sacerdoti falsi mistici o pseudo-spiritualisti, disincarnati e modernizzanti. La dottrina cattolica, invece, parla di Regno sociale di Gesù Cristo e non di solo Regno individuale.

- La «Sovversione» è nata col peccato di Adamo, ma, a partire dalla Cristianità, ossia dall’epoca in cui lo spirito del Vangelo informava le leggi della Società, essa ha conosciuto varie tappe: l’Umanesimo e il Rinascimento (1400-1500), che hanno cercato di rimpiazzare il Vangelo con la Cabala o l’esoterismo ebraico a livello delle élite intellettuali o Accademie culturali; poi è venuto il Protestantesimo (1517), che ha immesso il soggettivismo e il relativismo nella Religione rendendola una pura esperienza soggettiva e sentimentale, essenzialmente antigerarchica e sovvertitrice dell’ordine voluto da Gesù quando ha fondato la Sua Chiesa su una persona che è il Papa, il quale è in terra il Re del Corpo Mistico; infine è venuta la Rivoluzione francese (1789), che ha portato il disordine nella Società, nella scienza e nell’azione Politica. Il Comunismo (1917) ha peggiorato il disordine della Rivoluzione francese - cercando di distruggere la proprietà privata, la famiglia e la religione - ed ha conosciuto il suo vertice con il 1968 sposando il freudismo, che ha portato il disordine in interiore homine eccitando al parossismo il fomite del peccato con le tre Concupiscenze e i sette Vizi capitali, rendendo così l’uomo un animale selvaggio ed impulsivo. Oggi ci troviamo nell’ultima fase della Sovversione, il Mondialismo, che a partire dall’11 settembre 2011 cerca di impadronirsi del mondo intero e di edificare un unico Tempio e una sola Repubblica universale per rendere schiava la quasi totalità dell’umanità sotto il giogo di Israele e dell’America, i due Stati dominati dai principali agenti della Sovversione: il giudaismo e la massoneria.

- Come non è corretto ridurre alla sola massoneria l’agente principale della «Sovversione» tralasciando il giudaismo post-biblico, che ha perseguitato Gesù, gli Apostoli e i primi cristiani, è del pari inesatto ridurre i motori della Sovversione personale a due soltanto: «orgoglio e sensualità», mentre la Sacra Scrittura ci parla anche di un terzo motore: l’avarizia e la vana curiosità, che è l’attaccamento disordinato ai beni terreni e il frivolo desiderio di sapere ciò che avviene nel mondo («Concupiscenza degli occhi»). «L’a-Giudaismo» e «l’a-Avarizia» (alfa privativo) sono le due deficienze del libro «Rivoluzione e Controrivoluzione» di Plinio Correa D’oliveira (San Paolo del Brasile, 1949) cui ho cercato di porre rimedio in «Sovversione & Restaurazione».

- Secondo la dottrina cattolica (definita «di Fede divina» ed infallibilmente dal Concilio di Trento, sessione 5, DB 788, 792 e 815 ss.) il Peccato originale di Adamo ha lasciato nell’uomo la privazione della Grazia santificante, l’offuscamento dello spirito e lo sconvolgimento dell’armonia del suo essere, facendogli sperimentare la ribellione dei sensi allo spirito e l’insubordinazione dello spirito a Dio (confronta S. Th., II-II, qq. 164-165). Il Fomite del peccato o l’inclinazione disordinata al male non è invincibile e peccaminosa in sé; lo diviene solo se la libera volontà umana la fa passare dalla potenza all’atto del peccato. In breve la concupiscenza non è peccato, ma inclina ad esso (confronta Concilio di Trento, DB 792; S. Th., I-II, q. 82, a. 2). Le Concupiscenze sono tre secondo la Rivelazione (1a Jo., II, 16): «Tutto ciò che è nel mondo, la Concupiscenza della carne, la Concupiscenza degli occhi e la Superbia della vita, non viene dal Padre».

- La «Concupiscenza degli occhi» tende a fare delle ricchezze e delle vanità di questa vita il Fine ultimo. La triplice Concupiscenza è la fonte del male e della sovversione personale; da essa hanno origine i sette Vizi capitali, cattive tendenze che ci spingono al peccato attuale e sono «capo» o fonte di innumerevoli disordini. Se dalla Concupiscenza della Superbia nascono tre Vizi capitali (orgoglio, invidia e collera) e dalla Concupiscenza della Sensualità nascono altri tre Vizi capitali (lussuria, golosità e pigrizia), non bisogna dimenticare che dalla Concupiscenza degli Occhi (avarizia e curiosità) nasce l’attaccamento disordinato a questa vita come se fosse quella eterna (S. Th., I-II, q. 84, aa. 3-4; De Malo, q. 8, a. 1): essa tende a farci scambiare il mezzo per il fine (S. Th., II-II, q. 118; De Malo, q. 113), è una specie d’idolatria, è «il culto del vitello d’oro; non si vive più che per il denaro. Non si dà nulla o quasi nulla ai poveri e alle opere buone: capitalizzare, ecco lo scopo supremo a cui incessantemente si mira. (…). La civiltà moderna ha sviluppato una forma parossistica dell’amore insaziabile delle ricchezze, la plutocrazia, per acquistare quell’autorità dominatrice che viene dalle ricchezze, onde comanda ai Sovrani, ai Governi e ai popoli. Questa signoria dell’oro degenera spesso in intollerabile tirannia» (A. Tanquerey, Compendio di Teologia Ascetica e Mistica, Roma-Parigi, Desclée, 1924, pagine 556-557).

- L’errore, che mutila la fonte della «Sovversione personale», lo si ritrova, come ho anticipato sopra, in Plinio Correa D’oliveira (Rivoluzione e Controrivoluzione, San Paolo del Brasile, 1949, traduzione italiana Piacenza, Cristianità, 1977) assieme alla mutilazione del motore della «Sovversione sociale» in quanto salta a pié pari il Giudaismo talmudico per parlare solo en passant di Massoneria. Non a caso i teoconservatori italo-americani si rifanno a quest’opera del pensatore brasiliano succitato per spostare la «Restaurazione» dell’ordine personale, familiare e sociale dal piano filosofico, spirituale e politico a quello crematistico o affaristico e latifondistico.

- La «Sovversione» è il disordine che l’uomo sperimenta in sé dopo il peccato originale, dietro la spinta delle tre Concupiscenze (orgoglio, avarizia e lussuria); la «Restaurazione» è il cercare di ritornare all’ordine turbato dalle tre Concupiscenze nell’individuo, nella famiglia e nella Società civile.

- La Restaurazione comporta la Gerarchia. Non bisogna cadere nel vizio del fariseismo calvinista e liberista, il quale scambia gerarchia per prepotenza, sfruttamento ed oppressione del debole. Gerarchia significa che vi è una differenza accidentale tra gli uomini (chi è più buono chi meno, chi più intelligente chi meno, chi più lavoratore chi meno), la quale fa sì che il migliore sia più in alto e comandi, senza disprezzare e maltrattare chi si trova più in basso ed obbedisce. San Paolo a sua volta insegna: «Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Né l’occhio può dire alla mano: ‘Non ho bisogno di te’; né la testa ai piedi (…). Anzi quelle membra che sembrano più umili sono le più necessarie (…). Dio ha composto il corpo affinché non vi fosse disunione in esso, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro sta bene, tutte le altre gioiscono con lui» (1 Cor., XII, 4-20).

- È importante che il militante si abitui a vivere bene, rispettando la Legge divina e naturale, poiché «bisogna vivere come si pensa, altrimenti si finisce per pensare male se si vive male». Non si può restaurare la Società se abbiamo il disordine o la Sovversione in noi (‘si agisce come si è, il modo di agire segue il modo di essere’). I consigli pratici per restaurare se stessi, la famiglia e la Società civile sono i seguenti:

1°) riforma te stesso (monastica), poi la tua famiglia (economia) e quindi la Società (politica);

2°) ritorna al buon senso, al realismo che conforma il pensare alla realtà e possibilmente studia la filosofia perenne di San Tommaso che ha elevato a scienza il senso comune e la retta ragione che ogni uomo normale possiede;

3°) vinci l’ozio, che è il «padre dei vizi», e incoraggia lo sforzo fisico, intellettuale e morale;

4°) ricorri a Dio onnipotente, che solo può debellare il Leviatano mondialista che attualmente schiaccia gli uomini come schiavi.

- Tuttavia, nel presente articolo «Consegne ai militanti», occorre completare il discorso fatto in «Sovversione & Restaurazione», con alcune considerazioni per i militanti, che si trovano a far «politica» (cioè a vivere la Virtù di Prudenza nella Società civile) direttamente, applicando alla vita quotidiana e concreta i princìpi studiati nel primo libro. Tale integrazione ad uso soprattutto, ma non esclusivo, del militante laico riguarda:

1°) la teoria e specialmente la pratica della Restaurazione del Regno sociale di Cristo, evitando i due errori per eccesso e per difetto dell’Angelismo super-spiritualista e del Liberalismo laicista. Come l’uomo è un composto di anima e corpo e non è solo spirito o sola materia così egli non è ordinato solo allo stato laicale (laicismo liberale) o iper-clericale (super-spiritualismo angelista), ma le due sfere si integrano nella cooperazione subordinata di corpo ad anima e di laicato a sacerdozio. 2°) Il non mischiare il piano della verità e dei princìpi perenni ed immutabili con i casi pratici (piano del mutevole agire umano) per annacquare i primi abbassandoli dal livello immutabile della verità teoretica alla contingenza della vita pratica.

3°) La verità che l’uomo è una creatura, la quale dice rapporto al Creatore; inoltre l’uomo è un animale sociale, non un «Individuo assoluto» (idealismo) né un animale sacerdotale per natura (si confonderebbe la natura e la grazia), evitando così i due errori dell’individualismo liberale e idealistico, che porta all’anarchia e l’errore dell’angelismo iper-spiritualista, che renderebbe il mondo un convento (pan-vocazionismo), confondendo i Precetti con i Consigli.

4°) In politica la verità e i princìpi non vanno confusi col campo dell’azione prudenziale, ma bisogna applicare i princìpi immutabili ai casi pratici diversi e mutevoli. Per principio lo Stato deve essere subordinato alla Chiesa, questo principio è immutabile anche se va applicato alle varie epoche con discrezione, buon senso e prudenza soprannaturale, tenendo conto delle circostanze in cui ci si trova a vivere.

Prologo

- San Pio X nell’enciclica Jucunda sane (1904) ci ricorda che:

1°) Non bisogna confondere e mischiare i princìpi con la pratica, la verità con le esigenze della vita, altrimenti si cade nella evoluzione perpetua della verità, come voleva Maurice Blondel «veritas est adaequatio intellectus et vitae», infatti siccome le esigenze della vita umana sono contingenti, concrete e storiche, l’intelletto si deve adeguare ad esse che mutano costantemente. La verità non è più ancorata nella stabilità e immutabilità dell’essere, ma nella fluttuazione e nel moto perpetuo del divenire. Equivale ad ancorare la nave sui flutti mobili delle onde e non sul fondale stabile del mare.

2°) Il catto-liberalismo o il social-modernismo, invece, confondono volutamente e scientificamente principì e pratica, così formulano delle «mezze verità» che sono più pericolose dell’errore manifesto, poiché esse sono nascoste e segrete, come il modernismo qualificato come «foedus clandestinum» o «setta segreta» da San Pio X (Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910). Tali mezze verità vengono applicate non solo alla filosofia, al dogma e alla morale, ma anche alla dottrina sociale e politica della Chiesa e soprattutto alla collaborazione gerarchizzata tra Stato e Chiesa.

3°) Certamente bisogna calare il principio nella pratica con Prudenza, ma la Prudenza non è la Fede, il dogma, la verità o l’essere; essa è la recta ratio agibilium, ci dice come dobbiamo fare per agire hic et nunc virtuosamente alla luce dei princìpi immutabili, senza confondere essere e agire, verità e prudenzialità. Invece per il catto-liberalismo o il social-modernismo a-dogmatico il Principio o il Valore massimo, assoluto e universale è: «Non bisogna esagerare nella affermazione della verità, occorre sfumarla e renderla accettabile all’uomo moderno». Ora, è vero che non si deve cadere nel rigorismo disumano e fanatico di chi annulla i casi pratici e vede solo i princìpi, ma, se la vita è fatta da casi pratici e contingenti, questi vanno risolti alla luce dei princìpi immutabili e perenni.

- Mons. Antonio De Castro Mayer nella sua «Lettera pastorale sul Regno sociale di Gesù Cristo» (1978) ci ricorda che:

1°) L’uomo è un’unione di anima, corpo e socievolezza, contro l’angelismo super-spiritualista e contro il materialismo laicista di destra (liberalismo) e di sinistra (socialismo).

2°) L’Autorità viene da Dio e non dall’uomo o dal popolo, che usurperebbe, così, il posto del Creatore.

3°) Aderire al falso e fare il male non è vera libertà, ma è un difetto contro-natura di essa, poiché l’anima umana è naturalmente fornita di intelletto per conoscere il vero e rifiutare il falso, e, di volontà per amare il bene e fuggire il male.

4°) Siccome Dio è la Perfezione stessa sussistente, non può fare il male, che sarebbe un’imperfezione. Quindi neppure Dio può concedere la libertà alle false religioni, il diritto alla libertà di errore, che sono contro natura e intrinsecamente perversi.

5°) L’ordine cronologico da seguire per «instaurare tutto in Cristo» è innanzitutto la conversione personale («nemo dat quod non habet»), poi quella della famiglia, quindi del villaggio ed infine dello Stato. Se s’inverte l’ordine, come ha fatto Charles Maurras («politique d’abord»), e si parte dallo Stato, senza prima aver formato veri cristiani, famiglie e villaggi sinceramente cristiani, si ha un tetto senza casa e senza fondamenta; un mobile roso dai tarli, un braccio ingessato, ma ammalato internamente di cancrena, che prima o poi esploderà e farà disintegrare l’ingessatura; un’ossatura giuridica di Stato che ha un’apparenza cristiana, ma senza anima e senza sostanza. Leone XIII (Immoratle Dei, 1885) e San Pio X (Notre charge apostolique, 1910) ci ricordano che «la Cristianità è esistita, non bisogna inventarne una nuova, ma instaurarla e restaurarla incessantemente contro gli assalti dell’empietà» (San Pio X) e che il Vangelo «prima ha penetrato gli animi dei cittadini, delle famiglie e dell’esercito romano sino ad arrivare, infine, anche al Palazzo imperiale» (Leone XIII).

- Sant’Agostino ha affrontato per primo, meglio di tutti ed in maniera sistematica il problema dei rapporti tra Stato e Chiesa, che poi sarà ripreso da tutti gli altri Padri e dagli Scolastici.

1°) Lo Stato deve essere subordinato alla Chiesa come il corpo all’anima, la materia alla forma, la potenza all’atto, il divenire all’essere. In breve Sant’Agostino, assieme a tutti i Padri ecclesiastici, ha insegnato la dottrina sistematica e quasi totalmente definitivamente ultimata della cooperazione gerarchica tra Stato e Chiesa.

2°) La Chiesa «non può non fare politica» (San Pio X), che non è partitica ma è la virtù di Prudenza applicata alla Società civile, essendo l’uomo un «animale sociale per natura» (Aristotele e San Tommaso).

Il Liberalismo-laicista e l’Angelismo-iperclericalista

- Il liberalismo laicista vuole dissacrare e dissolvere la Società, poiché non ammette la dimensione creaturale (che rimanda al Creatore) e socievole (che riporta alla Polis e quindi alla «Politica») dell’uomo. Per cui l’uomo e la Società non dipenderebbero da Dio (secolarizzazione e desacralizzazione) e l’uomo non sarebbe un animale sociale e politico (individualismo anarco-liberale).

- L’angelismo iper-spiritualista vuol rendere la religione un fatto eminentemente individuale e «pan-vocazionista» («o vocati o quasi dannati»), negando implicitamente la natura come Dio l’ha creata: uomo animale razionale, composto di anima e corpo, e naturalmente sociale e non «naturalmente sacerdotale», il che equivarrebbe confondere l’ordine naturale con quello soprannaturale, i Comandamenti con i Consigli, come fanno le sette e i regimi assolutistici.

Attualità del problema

- San Pio X nell’enciclica Jucunda sane (12 marzo 1904) spiega che il mezzo con cui gli eterodossi s’infiltrano nella Chiesa consiste nell’applicare una regola d’azione prudenziale ai princìpi o al dogma, confondendo il piano teoretico o della verità con quello pratico o dell’agire umano. Ora, continua Papa Sarto, la Prudenza è una virtù morale, che aiuta ad applicare i princìpi al caso pratico e a risolvere quest’ultimo alla luce del principio, senza svilire il principio rendendolo valido solo se praticamente utile. Quindi trasporre confondendoli la Prudenza o la pratica al livello dei princìpi ed abbassare il principio dal livello teorico a quello pratico ha conseguenze disastrose: dal punto di vista teoretico, annacqua il principio ed erode il dogma; dal punto di vista pratico, può degenerare sia in lassismo che in rigorismo come vedremo oltre.

- Il cattolicesimo liberale fa proprio ciò riguardo alla dottrina sui rapporti tra Stato e Chiesa. Con la scusa di maggior prudenza e discrezione esso obietta che la dottrina dell’unione gerarchizzata tra potere temporale e spirituale non è «prudenziale» o «pastorale» al tempo presente. Il liberalismo cattolico o modernismo sociale non nega teoreticamente ed esplicitamente il principio della collaborazione tra Stato e Chiesa, ma dice che praticamente o prudenzialmente oggi esso non è più opportuno e utile, ma dannoso e indiscreto.

- Per confutare tale errore bisogna ben distinguere la teoria o il principio, che non muta (2+2=4), dalla pratica (ho 4 mele, le posso mangiare tutte assieme o è più prudente mangiarne 1 il mattino, 1 a pranzo, 1 la sera e l’altra metterla da parte in caso di necessità?). Attenzione! Distinguere per unire e non per contrapporre. Infatti la pratica segue la teoria ed è l’applicazione al caso concreto e contingente del principio universale ed immutabile. Se confondo pratica o prudenza (mangiare 4 mele assieme potrebbe essere indigesto) con il principio (2+2=4), vanifico l’immutabilità di quest’ultimo (e do luogo all’evoluzione della verità, del dogma, alla «Tradizione vivente» …).

- Occorre altresì evitare l’errore per eccesso di chi non riesce a calare in pratica il principio e diventa un ideologo settario, fanatico, spietato, senza misericordia. Il modernismo politico, al contrario, pecca per difetto di buon senso naturale, di Fede e di Speranza soprannaturali e di fronte al mondo moderno, che è capace di capire, ma si oppone alla verità rinuncia per principio ai princìpi.

- Quanto alla dottrina sociale cattolica sulla collaborazione gerarchizzata tra Stato e Chiesa, il principio è sempre valido, bisogna saperlo applicare in pratica, ma non mischiare e confondere teoria e pratica per giungere a vanificare o edulcorare il principio. Si cadrebbe nell’utilitarismo liberale o «comodismo» americanista, condannati da Leone XIII nella lettera Testem benevolentiae del 1889 (primato dell’utile sul vero e amore smodato della comodità). Quindi, pur senza rinnegare esplicitamente il principio, il modernismo politico lo ritiene teoricamente e praticamente inattuabile, non più possibile, neppure a lungo termine e vi rinunzia se non de jure almeno de facto. Per cui l’unica strada percorribile è quella delle concessioni, del dialogo con la modernità, cedendo ai suoi falsi princìpi, i quali stranamente e incoerentemente vengono ritenuti come princìpi moderni, mentre quelli della filosofia perenne, della teologia scolastica, del Magistero tradizionale sono reputati, storicamente e non teoreticamente, reperti archeologici sorpassati, grazie alla mentalità storicistica, che calando il principio nella sua epoca storica e rendendolo un fatto cronologico e contingente e non più un principio immutabile, relativizza tutto.

- Anche nel campo sociale la verità o i princìpi non rientrano nel campo dell’azione e dell’agire prudenziale. Bisogna applicare con prudenza il principio immutabile di verità teoretica al caso pratico non solo individuale ma comune, sociale e politico. Tuttavia non bisogna mischiare teoria e pratica, principio ed azione, dogma e prudenza. La verità appartiene all’ordine dell’essere e la prudenza a quello dell’agire. Ora «agere sequitur esse, modus agendi sequitur modum essendi, sed agere non est esse» (l’agire segue l’essere, il modo di agire segue il modo di essere, ma l’azione non è l’essere). Il modo di agire o l’atto umano pratico può essere incompleto, imperfetto ed anche cattivo ossia falso, ma una verità teoretica non può essere, per definizione, incompleta, imperfetta e falsa, perché sarebbe la contraddizione stessa sussistente come «il cerchio quadrato» per il principio di identità e non-contraddizione (vero = vero, falso = falso, vero ≠ falso). La verità è la conformità dell’intelletto alla realtà («adaequatio rei et intellectus»), l’idea è vera se corrisponde all’essere non all’azione, è falsa se non vi corrisponde, in quest’ultimo caso non ho un concetto imperfetto, ma semplicemente falso o erroneo; invece l’atto umano può essere «meno perfetto di ciò che dovrebbe essere» (imperfezione o «actus remissus») o cattivo leggermente (peccato veniale) oppure cattivo gravemente (peccato mortale). Bisogna comprendere e compatire la fragilità pratica dell’uomo, senza giustificarla ed approvarla, ma, se si traspone la prudenza dell’agire nell’ordine dell’essere o della verità mediante mezze-verità o termini equivoci, ambigui, sfumati, imprecisi, i quali volutamente non sono esplicitamente erronei, è ancora più pericoloso per la sana ragione e la purezza della Fede. Coloro che di fronte all’errore, invece di condannarlo, smascherarlo o disapprovarlo apertamente, cercano un accomodamento, un compromesso teoretico tra verità e falsità, negano implicitamente il principio per sé noto di identità e non-contraddizione, sotto apparenza di apostolato, discrezionalità, pastoralità, prudenzialità e sono più pericolosi di chi professa apertamente l’errore, come insegna Sant’Ignazio da Loyola nelle Regole sul discernimento degli spiriti dei suoi Esercizi spirituali. Infatti il diavolo quando tenta apertamente al male in quanto male è meno pericoloso di quando si presenta sotto apparenza di angelo di luce e cerca di «spingere al male sub specie boni», insinuando al tentato di pensare che forse sta facendo il bene. Le mezze-verità, la vaghezza, l’imprecisione, l’indecisione, il pressappochismo o l’indefinibilità dottrinale sono la «quinta colonna» o il nemico che si presenta da amico, il cavallo di Troia, il lupo vestito da agnello che penetra – grazie al suo camuffamento – nel cuore della Chiesa e la vuole cambiare dal di dentro, come dice il «Programma dei Modernisti» (1906) attribuito ad Antonio Fogazzaro ed Ernesto Buonaiuti.

Mons. Antonio De Castro Mayer

- Nella sua Lettera pastorale sulla Regalità sociale di Cristo del 1978, il vescovo brasiliano († 25 aprile 1991) distingue benissimo la verità dall’azione pratica, e scrive che «il liberalismo ossia l’indifferentismo relativistico in materia religiosa e il separatismo sociale dall’elemento soprannaturale è la causa dell’apostasia delle Nazioni». Il Liberalismo laicista, infatti, propugna per principio la separazione tra religione e politica, Chiesa e Stato, poiché conformemente alla sua filosofia soggettivistico-relativistica una religione vale l’altra e conseguentemente lo Stato deve essere indifferente verso la vera religione. Inoltre concepisce idealisticamente l’Individuo come un Assoluto, un Fine e nega la dimensione sociale e creaturale dell’uomo, che invece è in relazione orizzontale con gli altri e verticale con Dio. Da questi principi «teoretici» (indifferentismo, soggettivismo, individualismo) e «pratici» (immanentismo e separatismo) segue necessariamente la separazione dello Stato dalla Chiesa o l’apostasia politica, sociale e nazionale, che è più grave di quella individuale, come uccidere 1.000 persone è più grave che ucciderne una sola. In breve è il contro-regno di Cristo, la contro-chiesa o la «sinagoga di Satana» (Apocalisse, II, 9). La dottrina cattolica insegna la cooperazione gerarchizzata tra Stato e Chiesa, per santificare non solo l’individuo, che per natura è socievole e relativo alla sua Causa, ma anche per sacralizzare la Società civile, unione di più famiglie, composte da vari uomini, socievoli, creati e dipendenti da Dio. Invece il liberalismo laicista vuole dissacrare la Società, poiché non ammette la dimensione creaturale e socievole dell’uomo, e l’angelismo iper-clericalista vuol rendere la religione un fatto eminentemente individuale e «pan-vocazionista», negando implicitamente la natura come Dio l’ha creata: uomo animale razionale, composto di anima e corpo, e naturalmente sociale e non «naturalmente sacerdotale», il che sarebbe confondere l’ordine naturale con quello soprannaturale poiché la vocazione al sacerdozio è essenzialmente soprannaturale: «Non siete voi che avete scelto Me, ma sono Io che ho scelto voi», insegna Gesù nel Vangelo. Mentre il modernismo erra a scapito del soprannaturale o per difetto, l’iper-clericalismo angelista sbaglia per eccesso a scapito della natura, «sed Gratia non tollit natura, supponit et perficit eam», insegna San Tommaso (S. Th., I, q. 1, a. 8 ad 2) . Ecco la causa dell’apostasia dell’ora presente: il laicismo-liberale e l’angelismo iper-spiritualista, il naturalismo (Razionalismo, Illuminismo, Materialismo, Immanentismo) e lo spiritualismo esagerato (Platonismo/Cartesianismo/Idealismo/Ontologismo da Malebranche a Rosmini).

- «In principio erat Auctoritas et Auctoritas erat a Deo», recita l’adagio scolastico. Infatti per la Rivelazione «non c’è Autorità se non derivante da Dio». Invece per il liberalismo l’autorità deriva dall’Uomo che è Fine ultimo di se stesso («non est auctoritas nisi ab homine et a populo»). Il liberalismo è l’incarnazione della «città di satana» descritta da Sant’Agostino nel De civitate Dei: «La città di Dio composta da coloro che per amore del Creatore riconoscono se stessi quali creature finite e la città di satana, composta da coloro che per amor disordinato di sé, disprezzano Dio». La Rivoluzione moderna, il laicismo liberale, contrappone Dio e uomo, come due persone non solo distinte ma contrarie, una autonoma dall’altra. L’uomo moderno e contemporaneo grida come Lucifero «Non serviam!» e come il serpente dell’Eden insinua: «Eritis sicut Deus». La Chiesa, che è l’ordine o il contrario della Rivoluzione, la quale è il «disordine stesso sussistente per partecipazione», armonizza Dio («l’Ordine stesso sussistente») e l’uomo come Padre e figlio, distinti, non contrari né contrapposti, ma in relazione di conoscenza amorosa altruistica, reciproca e in convivenza pacifica mediante la Grazia santificante. Per la Chiesa lo Stato, il quale naturalmente è un insieme di uomini e di famiglie, deve dare a Dio il culto ufficiale e pubblico, poiché lo Stato è per natura creatura di Dio. Invece il Laicismo o la modernità antropocentrica e rivoluzionaria nega che Dio è Creatore dell’uomo e a fortiori della Società civile, polis o civitas. Quindi mentre la Chiesa ha una concezione eminentemente politica o sociale, data la natura socievole dell’uomo, creato da Dio; il laicismo rivoltoso e sovversivo odia la dimensione sociale e creaturale dell’uomo, che lo mette in relazione con gli altri nello Stato e in relazione con Dio nella Chiesa, la quale è una Società perfetta giuridica e soprannaturale, un «Corpo mistico». Ma la dottrina a-sociale e liberale – come insegna Pio XII – «è contro natura» poiché vuole «obbligare lo spirito e la volontà dell’uomo ad aderire all’errore e al male o a considerarli indifferenti», mentre l’intelletto è fatto per aderire al vero e confutare il falso e la volontà per amare il bene e ripudiare il male. Nell’adesione all’errore o al male non solo non vi è nessuna perfezione o arricchimento della natura umana, ma solo degradazione dell’intelligenza e della volontà, le quali sono le due facoltà nobili dell’anima razionale e spirituale dell’uomo». Lo Stato, che è un insieme di famiglie, le quali si uniscono per ottenere più facilmente il proprio fine prossimo (benessere materiale) ed ultimo (vivere virtuosamente per unirsi a Dio), non ha il diritto di deformare l’intelligenza e la volontà dell’anima umana, ma al contrario deve aiutare l’uomo a conoscere la verità e a praticare la virtù. Tutto ciò lo si consegue tramite la cooperazione tra politica e religione, Stato e Chiesa. Chi li vuol separare pecca o per difetto (laicismo liberale: individualismo a-sociale) o per eccesso (super-spiritualismo angelistico: l’uomo è solo anima, il corpo è malvagio e così la società o la polis sono un male da evitare per ottenere il proprio Fine che è il Cielo solamente tramite la religione, la quale non ha nessuna valenza sociale). Ma l’uomo non è un angelo, è composto di anima e corpo, è fatto per vivere in Società civile (Stato) e religiosa (Chiesa), le quali non devono prescindere l’una dall’altra (errore per eccesso: angelismo platonico/cartesiano) o combattersi (errore per difetto: laicismo liberal-rivoluzionario), ma cooperare subordinatamente come il corpo e l’anima.

- Siccome per natura l’uomo è animale razionale e libero, (fatto per conoscere il vero e amare il bene) e socievole (fatto per vivere in Società civile o politica), neppure Dio potrebbe concedere allo Stato e all’individuo, che sono una sua creatura naturale, il potere di contraddire la loro ragion d’essere o finalità (conoscere il vero, amare il bene, vivere in Società politica-naturale e religiosa-soprannaturale) e dar loro il diritto di essere indifferenti o neutrali in materia di retta ragione individuale, sociale e religiosa. La libertà filosofica o religiosa è contro-natura, la tolleranza filosofica o religiosa è sempre un male che si può permettere de facto, per evitare un male maggiore, mai volere per principio. Ciò insegna la sana ragione, la vera teologia, la Tradizione apostolica e il Magistero della Chiesa. L’ignoranza invincibile scusa l’individuo dal peccato formale, ma non gli dà il diritto di fare pubblicamente il male e propagare in foro esterno e pubblicamente l’errore, poiché oggettivamente egli si trova nell’errore e nel male, i quali non hanno nessun diritto all’esistenza, alla propaganda e all’azione pubblica.

- Una delle finalità della Chiesa oltre la conversione delle singole anime è la dilatazione del Regno di Dio su tutta la terra. Questo Regno è «principalmente spirituale, ma secondariamente anche di ordine politico o temporale» (Pio XI, Quas primas, 1925). Quindi la libertà religiosa è contro la finalità della Chiesa come Cristo l’ha voluta, non solo è contro-natura ma anche contro la Rivelazione. L’apostasia delle Nazioni da Dio, che era stata propugnata dai laicisti e dagli anti-cristiani, purtroppo oggi ha invaso le menti anche degli uomini di Chiesa e perfino di alcuni «pseudo-tradizionalisti» (vedi Dignitatis humanae personae, 7 dicembre 1965). L’ideale o la meta apostolica alla quale tutti (laici e chierici) siamo chiamati è la instaurazione del regno di Dio già sulla terra, pur se imperfettamente, per ottenerlo perfettamente in Paradiso. Quindi prima dobbiamo convertirci veramente e vivere abitualmente in Grazia di Dio e poi potremo portare Cristo nella famiglia, nell’ambiente di lavoro e nella Società civile. Questo è l’ordine da seguire per «instaurare omnia in Christo» (San Pio X) «nemo dat quod non habet», se non si è cristiani interiormente e veramente non si può restaurare la Cristianità; «politique d’abord» (Charles Maurras) significa iniziare a costruire una casa dal tetto e non dalle fondamenta: se si conquista il potere del Governo e si fanno leggi cristiane, ma il Governante non lo è e neppure i cittadini, la «restaurazione» è solo esteriore e superficiale e quindi dura come un fuoco di paglia. La Polis è un insieme di famiglie e di uomini; prima viene l’individuo che unito ad altri forma una famiglia, la quale assieme ad altre famiglie formano un villaggio e più villaggi uno Stato. La Civitas o Polis sarà cristiana e ordinata nella misura in cui coloro che ne fanno parte sono ordinati e cristiani. Solo poi lo Stato ha il dovere di mantenere l’ordine e proteggere la vita virtuosa. Ma non si può cominciare con la fine, sarebbe una contradictio in terminis o un «contro-senso»: «il principio = il principio, la fine = la fine, il principio ≠ la fine». Aristotele (Politica) e San Tommaso (De regimine principum) insegnano che «la politica è la virtù di prudenza applicata alla Società», mentre la «prudenza individuale» si chiama «monastica» e quella «familiare» si dice «economia». Leone XIII insegna che i primi e veri cristiani «prima fecero in pochissimo tempo penetrare il Cristianesimo nelle loro famiglie, poi nell’esercito, nel senato ed infine perfino nel palazzo dell’Imperatore». Non si è cominciato dal Palazzo imperiale, ma dal singolo cristiano.

SantAgostino

- Secondo Sant’Agostino il governante o Principe deve amministrare la res publica come un’attività volta al bene comune, ossia a far conseguire ai cittadini il bene morale ed a far loro evitare il male. L’origine – come rivela San Paolo (Rom., XIII, 1) – del potere è divina. Il governo, quindi, è buono se rispetta la sua natura, ossia: la Causa efficiente da cui trae l’Autorità, che è Dio, e la sua causa finale, che è il bene comune temporale subordinato a quello morale o spirituale. Altrimenti se non riconosce Dio come sua Causa efficiente e non ha di mira il vivere virtuosamente (naturale e soprannaturale) il governo è cattivo, anzi è paragonabile ad «una banda di ladroni». Il buon governante deve, secondo Sant’Agostino e tutti i Padri greci e latini, mettersi al servizio del bene e deve promuovere socialmente o assieme alla Società civile o Stato la Religione divina. L’obbedienza all’Autorità civile, tuttavia, è condizionata a mantenersi nella finalità morale (vivere virtuoso) e nella dipendenza da Dio (causalità efficiente). Altrimenti, l’Autorità diventa tirannia ed è lecito resisterle a certe determinate condizioni (specialmente di non rendere la situazione posteriore peggiore di quella anteriore). Secondo l’Ipponate il governante cristiano non solo deve provvedere alla pace interna ed esterna della Società civile, ma anche di quella spirituale, cioè lo Stato deve favorire la Chiesa nella sua missione di espandere il Regno di Dio in tutto il mondo. Certamente la Chiesa e lo Stato non possono costringere a fare il bene, che non sarebbe più libero e meritorio, ma debbono proibire di fare il male. Anzi, per difendere la Fede si può chiedere anche l’intervento di chi porta la spada. Infatti, se il Principe deve punire i crimini civili, perché mai gli si dovrebbe impedire di reprimere anche i crimini spirituali (l’eresia e lo scisma)? Siccome l’eresia e lo scisma sono un male, anzi il massimo dei mali, chi porta la spada non può non servirsene per reprimerli. Sant’Agostino confuta con 1.000 anni di anticipo l’obiezione dei catto-liberali secondo i quali l’uomo come singolo individuo è religioso, ma come cittadino facente parte di uno Stato deve essere neutrale in materia religiosa. L’Ipponate infatti afferma che il Principe serve Dio in due modi: come uomo, vivendo la Fede informata dalla Carità e come Governante facendo leggi conformi a quella divina-naturale, facendole rispettare e punendo i loro trasgressori.

Conclusione

La Chiesa non può non fare «politica»

- L’Uomo È Un Animale naturalmente Socievole. Da ciò la necessità di insegnare, oggi più che mai, la dottrina sociale della Chiesa e di non rinchiudersi nelle sacrestie, come volevano i cattolici liberali, mascherando tale cedimento al cattolicesimo liberale sotto un eccessivo spiritualismo o angelismo disincarnato, il cui motto è «non bisogna fare politica!». Invece la realtà, e quindi la verità, è che l’uomo è composto di anima e di corpo, che è un animale razionale e anche sociale ossia politico, fatto per vivere in Societas o in Polis, e non è un angelo, un ente disincarnato o un monaco, che vive isolato. I monaci sono casi «eccezionali» ed «eroici» che confermano la regola.

- Il Pericolo Dell’Angelismo O Dello Spiritualismo Esagerato.

L’errore dei conservatori e di alcuni «pseudo-tradizionalisti» cattolici attuali è quello di eliminare l’elemento sociale dalla natura umana, che invece è stata creata da Dio naturalmente socievole (Aristotele, Politica, VI; San Tommaso D’Aquino, De regimine principum, lib. I, cap. 14) e di voler rendere l’uomo un singolo individuo (come il liberalismo individualista) senza spazio sociale e politico, per indirizzarlo, con una spinta puramente naturale (anche se viene dal prete, che resta sempre un uomo anche se consacrato e non è Dio, ma solo uno strumento di Dio per aiutare i fedeli a fare la Volontà di Dio, che non necessariamente è quella del sacerdote) verso una vita consacrata alla quale invece chiama solo Dio e nella quale si persevera solo con l’aiuto di Dio: «Non siete voi che avete scelto Me, ma sono Io che ho scelto voi», ci ha detto Gesù nel Vangelo. La vocazione è un consiglio e non un precetto e non si può obbligare a seguire un consiglio sotto pena di peccato.

- Occorre contestare, confutare e contrastare il laicismo, in teoria e in pratica, rovesciare tale modo di vita sovversivo e rivoluzionario, fare la storia piuttosto che subirla passivamente e tentare di creare le condizioni di un vivere sociale, che faciliti quello spirituale. «La Grazia presuppone la natura, la perfeziona e non la distrugge» (San Tommaso), così la Fede presuppone l’umanità civilizzata, la perfeziona, la mantiene in vita e non la deve distruggere; parimenti la vocazione sacra presuppone la vita familiare, sociale e politica, la perfeziona e non la deve annientare. Se non vi fosse una società familiare non vi potrebbe essere un «chiamato» e se la Società civile invece di aiutare l’individuo e la famiglia a cogliere il proprio Fine li ostacolasse, i «vocati» sarebbero molto di meno. È per questo che occorre «dare a Cesare quel che è di Cesare (obbedienza alle leggi temporali conformi a quella naturale) e a Dio quel che è di Dio (l’adorazione)».

Don Curzio Nitoglia

Fonte >  doncurzionitoglia.com



 
Guarda commenti | Nascondi commenti

Commenti  

 
# GEN44MARK 2012-09-13 12:47
Ecco un altro magistrale pezzo, esso pure... "di una abbagliante chiarezza"!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Aloisio 2012-09-13 17:20
Queste sono considerazioni da meditare.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ezio 2012-09-13 23:02
"GRANDE"!
QUANTE COSE ANCORA DEVO IMPARARE...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Gino000 2012-09-14 15:07
Con tutto il rispetto per don Nitoglia, se siamo arrivati ad uno stadio di decadenza morale ormai irreversibile, lo si deve anche alla Chiesa o meglio al Vaticano. A prescindere da discorsi teologici ormai incomprensibili ai molti, il banale esempio che ci viene dagli ambienti ecclesiali è vergognoso. Il connubbio tra Chiesa e potere è stato sempre forte, l'una non ha potuto fare a meno dell'altro.
Dare colpe assurde al Rinascimento o all'Illuminismo significa non avere presente lo stato di decadenza morale che la stessa Chiesà già viveva nel XVI secolo e oltre.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2012-09-14 19:16
Grandissimo articolo di don Curzio che spazia su tutti i temi che interessano i rapporti tra Stato e Chiesa, tra individuo e società. Un pezzo che va letto almeno un paio di volte per comprenderne e apprezzarne la profondità. Impossibile trovare un punto di disaccordo. Don Curzio si rivela, una volta di più, l'intellettuale cattolico di riferimento per coloro che non si sono lasciati abbagliare dal progressismo e dalla "Chiesa del dialogo".
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# GEN44MARK 2012-09-15 14:42
Citazione Pietro G:
Grandissimo articolo di don Curzio che spazia su tutti i temi che interessano i rapporti tra Stato e Chiesa, tra individuo e società. Un pezzo che va letto almeno un paio di volte per comprenderne e apprezzarne la profondità. Impossibile trovare un punto di disaccordo. Don Curzio si rivela, una volta di più, l'intellettuale cattolico di riferimento per coloro che non si sono lasciati abbagliare dal progressismo e dalla "Chiesa del dialogo".


...ovverossìa..."del Diavolo"...
ERRATA CORRIGE!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# GEN44MARK 2012-09-16 14:31
Citazione GEN44MARK:
Citazione Pietro G:
Grandissimo articolo di don Curzio che spazia su tutti i temi che interessano i rapporti tra Stato e Chiesa, tra individuo e società. Un pezzo che va letto almeno un paio di volte per comprenderne e apprezzarne la profondità. Impossibile trovare un punto di disaccordo. Don Curzio si rivela, una volta di più, l'intellettuale cattolico di riferimento per coloro che non si sono lasciati abbagliare dal progressismo e dalla "Chiesa del dialogo".


... ovverossìa..."del Diavolo"...
ERRATA CORRIGE!


Che è ,per esser chiari,proprio quella rappresentata dal mediatico cardinalone meneghino,ma sì,quello proprio di recente "S-cardinato" dall'Eterno!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# GEN44MARK 2012-09-17 23:26
Citazione GEN44MARK:
Citazione GEN44MARK:
Citazione Pietro G:
Grandissimo articolo di don Curzio che spazia su tutti i temi che interessano i rapporti tra Stato e Chiesa, tra individuo e società. Un pezzo che va letto almeno un paio di volte per comprenderne e apprezzarne la profondità. Impossibile trovare un punto di disaccordo. Don Curzio si rivela, una volta di più, l'intellettuale cattolico di riferimento per coloro che non si sono lasciati abbagliare dal progressismo e dalla "Chiesa del dialogo".


... ovverossìa..."del Diavolo"...
ERRATA CORRIGE!


Che è, per esser chiari, proprio quella rappresentata dal mediatico cardinalone meneghino, ma sì,quello proprio di recente "S-cardinato" dall'Eterno!


...col suo televisivo funeralone, mentre le Esequie del Nostro Auriti furono vilmente ignorate dai media...
e quale abissale "spread" fra le fiacche,esangui ,scontate "omelie", pardon,"omelette",del retore meneghino...
e la coraggiosa,veem ente,ispirata Parola del Nostro Auriti,il solo che ebbe Fede bastante per sfidare Satana e la di lei Moneta!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# temponauta 2012-09-14 19:18
Che strano.
Non riesco a trovare in rete uno straccio di biografia del vostro idolo Nitoglia.
Non mi meraviglierei se fosse un gesuita, il che si commenterebbe da solo (papa nero).
Sarà un caso, ma anche il talmud è introvabile nelle librerie.
Meno chiacchiere autocelebrative e più spade: questa è l'unica consegna per il cristiano che vuole combattere il male e non essere il suo abituale pasto.
Ci vuole tanto a capire in che inganno vi cuocete a fuoco lento?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# GEN44MARK 2012-09-15 15:05
Citazione temponauta:
Che strano.
Non riesco a trovare in rete uno straccio di biografia del vostro idolo Nitoglia.
Non mi meraviglierei se fosse un gesuita, il che si commenterebbe da solo (papa nero).
Sarà un caso, ma anche il talmud è introvabile nelle librerie.
Meno chiacchiere autocelebrative e più spade: questa è l'unica consegna per il cristiano che vuole combattere il male e non essere il suo abituale pasto.
Ci vuole tanto a capire in che inganno vi cuocete a fuoco lento?


Amico mio...
il "Male",oggi come oggi,
è proprio l'attuale impotente potere...
"laico e democratico"...degenerato e parassitario...che ha sfacciatamente sfidato la Religione,e che,proprio per questo spudorato oltraggio,dev'esser messo a Morte,al più presto,se si voglion ancora salvare i popoli,
sottraendoli alle voraci fauci di Satana e del Diavolo...
ma questo Supremo Compito,ormai,s petta solo e soltanto alla...
"Spada dell'Eterno"!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# temponauta 2012-09-16 18:55
Citazione GEN44MARK:
Amico mio...
il "Male",oggi come oggi,
è proprio l'attuale impotente potere...
"laico e democratico"...degenerato e parassitario...che ha sfacciatamente sfidato la Religione,e che,proprio per questo spudorato oltraggio,dev'esser messo a Morte,al più presto,se si voglion ancora salvare i popoli,
sottraendoli alle voraci fauci di Satana e del Diavolo...
ma questo Supremo Compito,ormai,s petta solo e soltanto alla...
"Spada dell'Eterno"!


La "Spada dell'Eterno"?
Cosa è un nuovo must alla "santo subito"?
Non verrà mai nessuno a salvare i buoni e i giusti perchè questo compito spetta all'uomo stesso e gli "dei" non possono intervenire perchè non è nelle regole.
Proprio non vi rendete conto che su questo pianeta si sono alternati due creatori (a propria immagine e somiglianza dice niente?): uno umanoide che si riproduce con il metodo del mammifero; uno rettiloide che si riproduce con il sistema oviparo.
Da sempre la razza ovipara (il Male o satana) ha il dominio di questo pianeta, anche perchè giunta molto prima, e molti uomini (i diavoli, in particolare gli ebrei) preferiscono servirla pur di garantirsi la prevaricazione sugli altri uomini.
Per sconfiggere il dominio del male l'uomo è stato dotato di un'arma potentissima, il potere della mente, talmente grande da poter manipolare persino la realtà materiale (per dileggio oggi si chiama magia): questo potere è talmente temuto dai dominatori da usare ogni mezzo psichico e fisico (inganno, paura, distrazione, sofferenza, ecc.) per impedire agli uomini di usarlo e liberarsi degli oppressori.
Lucifero aveva provato a svelare la verità, ma poi sono arrivate le religioni con il loro dei ingannevoli e le menti si sono definitivamente disattivate.
Eppure basterebbe poco per recuperare la situazione.
Basta smettere di pregare per chiedere un aiuto (grazia) che tanto non può arrivare (le autoguarigioni non sono miracoli ma una delle capacità della mente) e trasformare la preghiera in un atto di "volontà di potenza" in nome del bene e di un Dio-Verità-Assoluta.
Saluti

PS
Non chiudete gli occhi per pregiudizio di fronte a ciò che appare così facilmente chiaro e visibile.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# GEN44MARK 2012-09-16 19:23
Citazione temponauta:
Citazione GEN44MARK:
Amico mio...
il "Male",oggi come oggi,
è proprio l'attuale impotente potere...
"laico e democratico"...degenerato e parassitario...che ha sfacciatamente sfidato la Religione,e che,proprio per questo spudorato oltraggio,dev'esser messo a Morte,al più presto,se si voglion ancora salvare i popoli,
sottraendoli alle voraci fauci di Satana e del Diavolo...
ma questo Supremo Compito,ormai,s petta solo e soltanto alla...
"Spada dell'Eterno"!


La "Spada dell'Eterno"?
Cosa è un nuovo must alla "santo subito"?
Non verrà mai nessuno a salvare i buoni e i giusti perchè questo compito spetta all'uomo stesso e gli "dei" non possono intervenire perchè non è nelle regole.
Proprio non vi rendete conto che su questo pianeta si sono alternati due creatori (a propria immagine e somiglianza dice niente?): uno umanoide che si riproduce con il metodo del mammifero; uno rettiloide che si riproduce con il sistema oviparo.
Da sempre la razza ovipara (il Male o satana) ha il dominio di questo pianeta, anche perchè giunta molto prima, e molti uomini (i diavoli, in particolare gli ebrei) preferiscono servirla pur di garantirsi la prevaricazione sugli altri uomini.
Per sconfiggere il dominio del male l'uomo è stato dotato di un'arma potentissima, il potere della mente, talmente grande da poter manipolare persino la realtà materiale (per dileggio oggi si chiama magia): questo potere è talmente temuto dai dominatori da usare ogni mezzo psichico e fisico (inganno, paura, distrazione, sofferenza, ecc.) per impedire agli uomini di usarlo e liberarsi degli oppressori.
Lucifero aveva provato a svelare la verità, ma poi sono arrivate le religioni con il loro dei ingannevoli e le menti si sono definitivamente disattivate.
Eppure basterebbe poco per recuperare la situazione.
Basta smettere di pregare per chiedere un aiuto (grazia) che tanto non può arrivare (le autoguarigioni non sono miracoli ma una delle capacità della mente) e trasformare la preghiera in un atto di "volontà di potenza" in nome del bene e di un Dio-Verità-Assoluta.
Saluti

PS
Non chiudete gli occhi per pregiudizio di fronte a ciò che appare così facilmente chiaro e visibile
.

ISAIA...XXXIV, 6...ALLELUJA!!!

E sappi che il Potere del CUORE, del SACRO+CUORE,è incommensurabil mente Superiore a quello in cui tu stoltamente confidi,quello della mente,che serve solo a mentire,ad ingannare ed ingannarsi,illu dere ed illudersi...
e così ti sei già perso, amico mio!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ric 2012-09-17 21:41
Ma pensi proprio di trovare la varita' nelle librerie agli occhi di tutti ??? se vuoi la verita' devi cercarla...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# astrorosa1 2012-09-14 21:11
Se s’inverte l’ordine, come ha fatto Charles Maurras («politique d’abord»), e si parte dallo Stato, senza prima aver formato veri cristiani, famiglie e villaggi sinceramente cristiani, si ha un tetto senza casa e senza fondamenta; un mobile roso dai tarli, un braccio ingessato, ma ammalato internamente di cancrena, che prima o poi esploderà e farà disintegrare l’ingessatura; un’ossatura giuridica di Stato che ha un’apparenza cristiana, ma senza anima e senza sostanza".

Ottimo ed istruttivo saggio sulla relazione tra Stato e Chiesa.
Ho allegato questo osservazione in quanto pongo quest'interrogativo.
Il Papa è l'umanità più elevata del potere temporale divino di Cristo.
Se al suo posto pongo l'Anticristo la Chiesa ne esce traumatizzata come pure i fedeli.
Allo stesso modo un governo di ladri condizionano tutti i cittadini, per cui è giusto non condividere o rifiutare o condannare o difendersi da un simile governo, al contrario significa essere complici di ladri.
Cristo è il maestro che ha cercato d'istruire l'uomo, ma quando ha cercato la condivisione dei suoi ideali con il potere ha trovato un popolo che lo ha messo in croce sobillato dagli uomini di potere ed abbbandonato dai suoi seguaci, ma non si è piegato difronte al potere.
al massimo ha usato il silenzio.
Non so se sono nel giusto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# GEN44MARK 2012-09-15 14:34
Citazione astrorosa1:
Se s’inverte l’ordine, come ha fatto Charles Maurras («politique d’abord»), e si parte dallo Stato, senza prima aver formato veri cristiani, famiglie e villaggi sinceramente cristiani, si ha un tetto senza casa e senza fondamenta; un mobile roso dai tarli, un braccio ingessato, ma ammalato internamente di cancrena, che prima o poi esploderà e farà disintegrare l’ingessatura; un’ossatura giuridica di Stato che ha un’apparenza cristiana, ma senza anima e senza sostanza".

Ottimo ed istruttivo saggio sulla relazione tra Stato e Chiesa.
Ho allegato questo osservazione in quanto pongo quest'interrogativo.
Il Papa è l'umanità più elevata del potere temporale divino di Cristo.
Se al suo posto pongo l'Anticristo la Chiesa ne esce traumatizzata come pure i fedeli.
Allo stesso modo un governo di ladri condizionano tutti i cittadini, per cui è giusto non condividere o rifiutare o condannare o difendersi da un simile governo, al contrario significa essere complici di ladri.
Cristo è il maestro che ha cercato d'istruire l'uomo, ma quando ha cercato la condivisione dei suoi ideali con il potere ha trovato un popolo che lo ha messo in croce sobillato dagli uomini di potere ed abbbandonato dai suoi seguaci, ma non si è piegato difronte al potere.
al massimo ha usato il silenzio.
Non so se sono nel giusto.


Amico mio...
tieniti pure per certo questo, che,"stavolta",sarà proprio il famigerato,fara butto,fraudolen to
"potere"..."laico e democratico"...
ad esser..."croce+fisso"!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# astrorosa1 2012-09-15 14:32
Aggiungo al mio commento relativo all'"ordine" di Charles Maurras.

Sempre DIO s'è servito di esseri umani
disposti a dar la loro vita per la Buona Novella (rispetto della vita) uomini singoli indipendentemen te dalla situazione famigliare.
La ragione è semplice, l'individualità d'ogni essere umano inserito in un contesto dove a tutt'oggi predominano i violenti indemoniati, o lupi vestiti d'agnello, non consente un'adeguata istruzione della gioventù, ragion per
cui un leader onesto fà da catalizzatore
dei sentimenti abbietti, donando sè stesso per l'ideale alla base del vivere umano: colui che ha creato la realtà in cui viviamo nel tempo senza tempo dove gli anni terrestri sono atomi di luce.

Purtroppo vi sono tantissimi leader disonesti e pochi Mosè, Giovanna D'Arco, Thomas More,Thomas Sankara, Ghandi ect, ect.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# NUMA 2012-09-16 09:34
Mi sembra di aver dedotto che: la dottrina della Chiesa per la società si fondi sulla sua ferrea suddivisione gerarchica per come essa ci proviene dalla Tradizione antica ma illuminata e rigenerata dallo Spirito Santo, che muove l'agire del (Pa)ter(Pa)trum , ( padre dei padri o Re dei Re) del nuovo Israele. La supposta decadenza della Chiesa, è quindi da consoderarsi come la ineludibile condizione determinata dal peccato originale sull'uomo ma da questo assolta in quanto "vocata" dalla funzione sacerdotale a mantenere in terra, l'ordine gerachico del Regno dei cieli.(?)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# GEN44MARK 2012-09-16 16:39
Citazione NUMA:
Mi sembra di aver dedotto che: la dottrina della Chiesa per la società si fondi sulla sua ferrea suddivisione gerarchica per come essa ci proviene dalla Tradizione antica ma illuminata e rigenerata dallo Spirito Santo, che muove l'agire del (Pa)ter(Pa)trum , ( padre dei padri o Re dei Re) del nuovo Israele. La supposta decadenza della Chiesa, è quindi da consoderarsi come la ineludibile condizione determinata dal peccato originale sull'uomo ma da questo assolta in quanto "vocata" dalla funzione sacerdotale a mantenere in terra, l'ordine gerachico del Regno dei cieli.(?)


Come la passata, moribonda, trapassante,
satanica e diabolica,Sovve rsione,
impose ai Popoli+Cristian i la perfida tirannìa della sfacciata "demo-crazìa"
--------------------------------------------------------
così la giusta,fatale,n ecessaria,
provvidenziale, sopravvenente Restaurazione,d ovrà e potrà,
se Dio vorrà,col Suo Divino+Ausilio,
restituir ai Popoli la perduta...
"Divina+Monarchì a"...e che così sìa...
ALLELUJA!!!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cgdv 2012-09-16 09:49
Una lezione completa di assoluta verità e chiarezza, quale difficilmente oggi si ha occasione di leggere.
Il discorso sulle tre Concupiscenze è fondamentale visto che è su questo che hanno agito principalmente i falsi profeti della Sovversione.
Purtroppo è stato un crescendo malefico così vigoroso che attualmente(sen za un intervento divino)mi permetto di dubitare sulla possibilità di una Restaurazione.
Comunque onore a Don Nitoglia.
Giuliano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# GEN44MARK 2012-09-16 13:48
Citazione cgdv:
Una lezione completa di assoluta verità e chiarezza, quale difficilmente oggi si ha occasione di leggere.
Il discorso sulle tre Concupiscenze è fondamentale visto che è su questo che hanno agito principalmente i falsi profeti della Sovversione.
Purtroppo è stato un crescendo malefico così vigoroso che attualmente(sen za un intervento divino)mi permetto di dubitare sulla possibilità di una Restaurazione.
Comunque onore a Don Nitoglia.
Giuliano


Ah,certo...
a questo punto,solo e soltanto
un Sovra+naturale, Divino+Interven to,
da parte della Divina+Provvide nza,
potrà,a Dio piacendo,abbatt er
l'imperante,corro tto pseudo-potere,
ladro e parassita,
degenerato e criminale,
impostore e blasfemo,
"satanico e diabolico"
ovverossìa,trad ucendo ed esplicitando,
"laico e democratico"...
che oggi tiene in ostaggio i popoli,
con l'osceno trucco e la sfacciata frode della..."demo-crazia"...
proprio quel Divino+Interven to,
a suo tempo invocato e preconizzato dal nostro Cristianissimo+ Cattolicissimo
Auriti,come testimoniato nel video YT...
"AURITI E PADRE PIO"!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# GEN44MARK 2012-09-16 15:37
Perchè dubito fortemente che
il Gran Rabbino d'Israele
possa esser..."demo-cratico"...
a meno che non abbia tradito pure lui!

Ai poveri,degenera ti tapini,
degli odierni miserabili "cretini",
la tirannìa della "demo-crazìa",
il frutto avvelenato servitogli
dalla presente decaduta "massonerìa"...
agli ebrei,la monarchìa di Re Davide!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# GEN44MARK 2012-10-12 17:15
Beh...davvero,non è mai troppo tardi !

Perché pare che persino Sua Santità abbia,finalment e e pubblicamente,p reso atto del tragi-comico..."Sonno di Dio"...

del fatto,cioè che l'Eterno se la stia proprio facendo,una bella,lunga,
interminabile pennichella,
lassù in Cielo...

mentre quaggiù,sulla Terra,impazzano ,
felici e beati,ed incontrastati,
il Diavolo e la Satana...

per tramite dei lerci loro "robottini"...
"laici,democrati ci e...repubblicani"!!

Salmo 44 :

SVEGLIATI !!!

PERCHE' DORMI,SIGNORE ???
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Libreria Ritorno al Reale

EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.

Servizi online EFFEDIEFFE.com

Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.

Lettere alla redazione : Scrivi a
EFFEDIEFFE.com

Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE

Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.



Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com

Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.

RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds

effedieffe Il sito www.effedieffe.com.non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata", come richiede la legge numero 62 del 7 marzo 2001. Gli aggiornamenti vengono effettuati senza alcuna scadenza fissa e/o periodicità