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Cronache di una Fattoria
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PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 29 OTTOBRE 2012

L’autore del pezzo è un nostro lettore, professionista di alto livello, in fase di distacco progressivo dal caotico mondo del business in favore di un ritiro «bucolico». Il linguaggio dell’articolo è poetico, ma il messaggio di fondo è fondamentale per la nostra vita presente e futura: i noti poteri forti lavorano perché nessuno possegga più sementi o animali fertili, ma solo sterili, che una volta morti vanno ricomprati. Ciò annulla l’autonomia del mondo agricolo, durata millenni ed ora costretto, in una notevole percentuale, a dipendere, per il riassortimento, dai grandi cartelli internazionali, avvelenando anno dopo anno noi consumatori.

Fabio de Fina

Cronache di una Fattoria

Esiste un organismo nazionale che rilascia la certificazione che un vitello adulto di razza pura è, da quel momento in poi, toro. Ad un anno di età, l’animale maschio, su richiesta dell’allevatore, è prelevato da questo Ente che ne prova la «virilità», con un proprio utilizzo a fini commerciali per la monta artificiale. Se l’animale risulta essere di loro gradimento fanno all’azienda una offerta che normalmente accetta. Senza certificato la prole che nascerà sarà commercialmente svalutata. E le aste precluse. Se ci si sottrae a questa trafila il maschio adulto non è considerato toro.

Tornati alla Fattoria glielo abbiamo detto. Il Toro ha sorriso.

Le nostre menti sono allenate da anni di studio ed affinate dall’esercizio reale di professioni impegnative. Abbiamo lasciato i nostri confortevoli uffici e le nostre prestigiose professioni ed abbiamo seguito quel forte richiamo. La Terra.

Siamo tornati così a pascolare il nostro bestiame. Ci siamo riappropriati del nostro territorio e siamo tornati a lavorare le nostre Terre.

Nella Fattoria quasi tutti gli animali, almeno quelli da riproduzione, hanno un nome. Toro compreso. E contro ogni regola di economicità tutte le femmine hanno i loro maschi perché alla monta artificiale abbiamo scelto quella naturale. Ci fidiamo del Padre Eterno che così ha voluto.

Ma nulla si improvvisa. Lavoravamo e la Terra non rispondeva. La Terra non si piegava. Intuivamo che era sbagliato il nostro approccio. E volevamo capire. Poteva non trattarsi tanto di una tecnica anziché di un’altra. Doveva esserci qualcosa di diverso. Qualcosa di molto grande. Ma non ne comprendevamo la portata. Tutto partì dalla lettura di un libro, donato da un capomastro della Valle di Fiemme, sugli influssi della luna nella gestione delle foreste. E nell’agricoltura. Era uno spiraglio. Avevamo così letto che non tutti i giorni dell’anno erano adatti per arare, seminare, estirpare, trapiantare e piantare. I nostri Vecchi lo sapevano e lo facevano. Ed a loro la Terra  rispondeva. Avevano penetrato il segreto. Ma come. Osservavano e sperimentavano. E divenne arte. E divenne tradizione. Avevano acquisito questa eterna sapienza.

La Terra ha le sue leggi. La prima tra tutte. Il tempo giusto. Perché la Terra risponda è necessario attendere il momento giusto. Per noi che vogliamo tutto e subito è stata una gran bella lezione. Trattenerci. Aspettare. Anche giorni, settimane e mesi. Scorgere ed accettare i suoi ritmi, lenti, scadenzati e perfetti, pacifica l’anima. L’anima consapevole. Ma la bellezza di ciò che stava per schiudersi innanzi ai nostri occhi era ancora velata. Chi regola queste leggi. Aprendo quasi per caso quel capolavoro sotto i nostri occhi, quei versi: «Temp’era dal principio del mattino, e’l sol montava’n su /con quelle stelle che eran/ con Lui quando L’Amor Divino mosse di prima quelle cose belle». Il Sol montava su quando la costellazione dell’Ariete varcava il cielo. Del tutto estraneo al nostro pensare questa attenzione al cielo quando allora era viceversa un tutt’uno. Gli antichi guardavano le stelle. Partivano dalle stelle. Allora è sempre il cielo che detta le regole. Ed abbiamo iniziamo appena a coglierne la bellezza. È l’unione di queste due forze che muove tutto il creato.

Una per tutte. Nostra Signora quando apparve a Guadalupe volle imprimere sul suo manto, nella tilma, proprio la costellazione che attraversavano il cielo quel giorno. L’armonia c’è quando sono ricondotti ad unità cielo e terra. Come in un unico respiro.

Il cielo, con il movimento delle sue costellazioni, parla alla Terra. La Terra guarda. E risponde.

Le costellazioni possiedono una forza ascendente: «La forza dell’inverno e della primavera segnala il graduale aumento, l’espansione, la crescita e la fioritura. Ed una forza discendente: La forza dell’estate e dell’autunno che significa maturazione, raccolto, decadimento e riposo».

«Ma entrambe le proprietà, ascendenti e discendenti sono presenti anche nel corso dei ventotto giorni della luna attraverso lo zodiaco, come se le forze della primavera, dell’estate, dell’autunno e dell’inverno si fanno sentire nel breve corso di un solo mese».

È il cielo che detta le regole. Abbiamo iniziato così a guardare il cielo. E con un piccolo calendario lunare, ora ci parliamo. Ed allora ariamo, piantiamo, seminiamo, trapiantiamo e la Terra sorride e risponde.

Ma l’uomo, da dominatore, si è reso usurpatore, perché ignaro ed irrispettoso di questo ordine divino e naturale, dalla Terra non ottiene più alcuna risposta spontanea ed allora la piega al suo volere, alle sue ragioni economiche, calpestandola e devastandola con la chimica. Ed il risultato che ne è derivato è che frutta, ortaggi, cereali e verdura, coltivati su terreni snaturati da concimi chimici sempre più aggressivi e mal utilizzati, rivelano all’analisi, modifiche notevoli in rapporto alla loro composizione naturale. I prodotti hanno perso quei principi vitali indispensabili, quei valori nutrizionali e vitaminici che dovrebbero viceversa possedere. Nella nostra civiltà, l’abbondanza alimentare è fatta spesso di prodotti conservati e raffinati, di cibi devitalizzati e la nutrizione è pura illusione.

I chimici sono riusciti ad isolare alcuni princìpi vegetali e a riprodurli in via di sintesi, ma non hanno mai realizzato la sintesi del vegetale stesso. Spiacente, ma Dio non lo batti. Solo il prodotto naturale possiede nella sua formula tutti gli elementi sinergici indispensabili alla sua azione. Nei vegetali agiscono sì le proprietà vitaminiche ma soprattutto per la presenza concomitante di altri elementi, vitaminici e non, in esso sempre presenti, che ne attivano l’azione. È per questo che tutti gli elementi di un vegetale sono necessari e sufficienti per una azione efficace.

Manipolando l’agricoltura hanno ottenuto uomini malati, fragili e deboli. Abbiamo pensato e realizzato un posto dove per vivere sono (o sarebbero) sufficienti anche solo gli elementi naturali. Una vecchia pompa a vento porta in superficie l’acqua del pozzo. L’energia del Vento pone in rotazione la girante, realizzata con pale in lamiera zincata sagomate con raggio di curvatura. Si orienta automaticamente nel vento grazie all’azione del timone. Mediante un manovellismo il moto rotatorio dell’asse viene trasformato nel moto rettilineo alternativo di una lunga asta che mette in azione lo stantuffo di una pompa volumetrica a semplice effetto. Col sistema di collo d’oca lo stantuffo è in grado di portare l’acqua non solo in superficie ma ad altezze elevate per mezzo di un premi stoppa sulla colonna portante. Essa può essere utilizzata per scopi potabili, per acquacoltura, per abbeverare il bestiame e per irrigare la Terra. Questo meccanismo è tutto meccanico. Con una buona forgia, un po’ di carbone, un’incudine ed un martello ogni singolo pezzo può essere aggiustato o ricostruito direttamente in Fattoria. L’acqua è poi raccolta in una cisterna posta a circa quattro metri dal suolo ed a caduta serve una piccolissima casetta di legno artigianale. Per mezzo di una vecchia caldaia a legna, esterna, l’acqua giunge, sempre a caduta, anche calda. All’interno una cucina economica a legna è usata sia per cucinare che per riscaldare le piccole cellette dove riposano i Cavalieri. Oltre i moderni attrezzi agricoli, la Fattoria è dotata di tutti gli antichi arnesi per un approccio naturale con la Terra o, se dovessero mancare, anche solo momentaneamente, i carburanti per una eventuale necessaria autonomia forzata. Quindi falci. Aratri ed erpici da traino. Asce da potatura e da legno. Accette, seghe, zappe semplici e bi-corna. E per muoverci abbiamo cavalli veloci.

Nella Fattoria oltre un orto esterno abbiamo previsto anche una importante serra per la stagione più rigida. Il nostro piccolo vanto è rappresentato da un orto di erbe medicinali. Principalmente lo studio di due testi ne ha permesso la sua realizzazione. Un manuale di botanica farmaceutica ed un altro testo, particolare e prezioso «La Salute dalla Farmacia del Signore». In una piccola dispensa custodiamo semi confezionati ed artigianali, di ogni verdura, ortaggio, legume, frutta. Oltre una riserva non indifferente di grano tenero e duro, orzo, granturco e favino. Comunque le riserve sono ovviamente esauribili ed è per questo che abbiamo pensato di dover, sin d’ora, disporre di un macchinario che consenta la produzione di un prodotto finito preziosissimo, pronto per lo scambio al fine di un necessario approvvigionamento di quanto eventualmente mancante. Questa è Terra di olio.

Il cuore della Fattoria è un altare tridentino tra gli ulivi ed una chiesetta di legno, con tanto di campanile a punta ed il tetto dipinto di blu, dedicata a Nostra Signora. Padrona assoluta della Fattoria, alla quale tutto è consacrato. Cavalieri compresi. Tornati dal fronte di una rianimazione romana dove uno di noi, il migliore, ha rischiato moltissimo. Siamo di nuovo qui. Ciascuno al proprio posto di combattimento. E mentre i perfidi ci spiano nell’ombra, noi, senza paura, serriamo i ranghi. Ci piacciono gli scacchi. E questa è una partita che vogliamo giocare.

E come quella nostra vecchia canzone «… in quell’angolo di Paradiso riservato a tutti noi, dove vivono in eterno, santi, martiri ed eroi» sappiamo di non essere santi, speriamo di non essere martiri, ma vogliamo con tutta la nostra forza essere i Suoi eroi.

Con quel motto nel cuore. I guerrieri combattono, Dio dà la vittoria. Non temiamo nulla. Consapevoli della nostra missione.

«È una chiamata questa sera ragazzi. Non sono venuto per dirvi parole poetiche o mistiche, sono venuto per lanciare un grido di guerra e trovare la risposta a questo grido dagli eroi che vogliono combattere sul fronte di Cristo e della Fede per il bene e la salvezza della nostra patria e della nostra Santa Chiesa Cattolica».

Siamo pronti.

Lettore di EFFEDIEFFE


 
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Commenti  

 
# MS2550 2012-10-29 14:04
Se l' autore dell' articolo lo consente, vorrei poter sapere dove si trova la sua fattoria così da poterlo andare a trovare.
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# zorro 2012-10-29 14:40
Mi piacerebbe molto poter visitare la sua fattoria per capire se è replicabile e per chiedere ulteriori informazioni riservate.
Grazie in anticipo.
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# monte.gr 2012-10-29 16:52
Si, piacerebbe anche a me, se fosse possibile.
Anche un mio conoscente, ho sentito, applica i cicli lunari nella coltivazione. All'inizio veniva deriso dai confinanti, ora sono un po' piu' curiosi e gli fanno delle domande. E' incredibile quanta sapienza stavamo per gettare alle ortiche
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# Robert De Zan 2012-10-29 17:41
E' la scienziata Margherita Hach a sostenere che la luna non influisce sulle piante, ecc.
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# Giulio 2012-10-29 17:59
È talmente "scienziata" e "scientifica" che fa queste affermazioni senza averle sperimentate/verificate. Proprio una gran scienziata, non c'è che dire.
Avrebbe dovuto dire: "Su questo argomento non posso pronunciarmi poiché non ho mai tenuto una zappa in mano in vita mia. "Ma no, quelli della sua risma usano sempre il principio di autorità: siccome sono competenti in un campo del sapere allora automaticamente lo sono in tutti, compresi quelli... agricoli.
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# Dany Zenobi 2012-10-29 23:37
E cosa ti aspettavi da una che afferma che per lei Dio è il bosone di Iggs?

Poichè già oggi gli scienziati che lo hanno intravisto dicono che il bravo bosone non si comporta proprio come da teoria e che l'orizzonte si schiude a nuove e più profonde scoperte (ma va? non me l'aspettavo!!), questo la dice lunga sulla serietà della autoreferenzial e scienza della Hack, smentita prima dal buon senso comune, e poi dalla scienza buona e ragionevole, che è propria di Dio.
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# Maraffio 2012-10-29 17:54
Magnifico articolo, al lettore che ha pregevolmente scritto le belle parole faccio i miei migliori auguri.
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# CAPCORSE 2012-10-29 19:05
E' possibile poter visitare questa fattoria se l'autore acconsente? Complimenti per le belle parole e per il piglio da combattenti dell'articolo .Grazie
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# cgdv 2012-10-29 19:18
Una bellissima realizzazione, ovviamente replicabile solo da chi se lo può permettere e potendolo ne abbia la volontà e la capacità.
In ogni caso incombe il misfatto in progress evidenziato dalla Redazione.
Come potrebbe fare chi non dispone o non dispone più delle sementi e dei riproduttori dei padri?
Il finale epico da crociata esclude che l'autore si accontenti di una simulazione "green". Sarebbe quindi una cosa ottima e benemerita se potesse dedicare un po' di spazio alle soluzioni ancora possibili.
Giuliano
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# astrorosa1 2012-10-29 19:25
Che il Signore Vi guidi e Vi protegga con la sua grazia e la Vostra buona volontà.
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# marco57 2012-10-29 20:25
Complimenti per scelta di vita e per la sua attuazione in pratica.
Sono parole che vengono sicuramente dal cuore perchè anche a me capita di parlare di queste cose con il cuore.
E senz'altro vero il fatto che stiamo sempre più vivendo in un mondo di plastica ma anche in un mondo, purtroppo dove chi parla così è visto con compassione (va detto anche: peggio per loro!) quando va bene.
Vivo nel "cuore verde d'Italia" e mi fa rabbia quando parlo con i miei pazienti contadini quando parlano di concimi e rese... quasi mi sfottono quando dico che i miei ulivi non hanno altro concime che prodotti di madre Natura, così come l'uso della cornunghia gli è del tutto sconosciuto, il peggio è che non gli interessa sapere.
Infine,da medico, mi piace ricordare che la Spagyria si differenzia dalla fitoterapia proprio per l'uso della PIANTA IN TOTO che viene sottoposta alla microcircolazio ne degli umori, in 2 contenitori giustapposti, di 28 giorni
(ma guarda caso!). Questo perchè la Natura ha provveduto a dotare ogni pianta di veleno ed antitodo.
La fito terapiasi compiace di Titolare ogni singolo componente chimico per essere più scientifica (e quindi dare meno fastidio ai padroni del vapore) ma energeticamente quei prodotti sono privi di valore curativo (che è ciò che ci interessa).
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# Der Beobachter 2012-10-29 21:28
Bellissimo, grazie.
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# mauro73 2012-10-29 22:44
Molto bello complimenti! Piacerebbe anche a me ma devo "disintossicarmi " parecchio...
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# Dany Zenobi 2012-10-30 00:01
Davvero un articolo molto bello e appassionante. Mi occupo di cosmesi naturale e curativa con gli olii essenziali, dove si ritrovano quei concetti descritti dall'autore, dunque ho la fortuna di toccarli con mano direttamente.

Ma ancora più bella è la chiusura con la chiamata alla battaglia, che sottoscrivo in toto con l'impegno a moltiplicare i miei sforzi sui fronti caldi dell'economia, della politica, della cultura e della fede che trovano così ampio spazio su questo sito.

Faccio parte di un bel gruppo di preghiera, età media 30 anni, forse meno, robusto, di fede salda senza compromessi, colto in materia teologica e in continua formazione religiosa, che ama e lotta per la Verità: non ci tireremo mai indientro!
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# aalireland 2012-10-30 08:23
Una bellissima poesia scritta da un grande ed ispirato poeta.
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# codino 2012-10-30 11:14
Anche a me, come hanno detto altri, piacerebbe poter conoscere e visitare questi signori, visto anche che, con alcuni amici, stiamo avviando un'iniziativa simile... (se qualcuno usa facebook, veda qui: https://www.facebook.com/pages/Fattoria-Sociale/449590468404329?ref=ts&fref=ts ).

La Redazione ci può mettere in contatto? Io autorizzo la Redazione a fornire i miei recapiti a questi signori, grazie.
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# codino 2012-11-09 10:07
Citazione codino:
Anche a me, come hanno detto altri, piacerebbe poter conoscere e visitare questi signori, visto anche che, con alcuni amici, stiamo avviando un'iniziativa simile... (se qualcuno usa facebook, veda qui: https://www.facebook.com/pages/Fattoria-Sociale/449590468404329?ref=ts&fref=ts ).

La Redazione ci può mettere in contatto? Io autorizzo la Redazione a fornire i miei recapiti a questi signori, grazie.


Gentile Redazione,
resto in attesa di riscontro, grazie!
-------------------------------------------------------

Ci dispiace ma non siamo autorizzati a dare l'indirizzo; pubblichi il suo in modo che La Fattoria, se interessata, si metta lei in contatto con voi.

La redazione
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# codino 2012-11-20 09:30
Citazione codino:
Citazione codino:
Anche a me, come hanno detto altri, piacerebbe poter conoscere e visitare questi signori, visto anche che, con alcuni amici, stiamo avviando un'iniziativa simile... (se qualcuno usa facebook, veda qui: https://www.facebook.com/pages/Fattoria-Sociale/449590468404329?ref=ts&fref=ts ).

La Redazione ci può mettere in contatto? Io autorizzo la Redazione a fornire i miei recapiti a questi signori, grazie.


Gentile Redazione,
resto in attesa di riscontro, grazie!
-------------------------------------------------------

Ci dispiace ma non siamo autorizzati a dare l'indirizzo; pubblichi il suo in modo che La Fattoria, se interessata, si metta lei in contatto con voi.

La redazione

pfpalmisano@tis cali.it
ma fateglielo notare, però!
grazie 1ooo!
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# monte.gr 2012-10-30 11:57
Mi permetto di chiedere alla Redazione se fosse possibile una o entrambi le proposte:

- ripristinare la possibilità di interazione tra lettori, così come nel vecchio sito, per scambiarsi idee e soluzioni

- prevedere la possibilità, per chi vuole, di mettere a disposizione soluzioni tecniche per i problemi più disparati, dalla semina alla produzione di energia.

Potrebbe essere bello anche incontrarci di persona, ma non correrei troppo.
Grazie.
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# tommasop 2012-11-01 18:06
+1 per questa richiesta.
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# pelzen 2012-10-30 12:00
Bellissimo articolo e complimenti al suo ispirato autore. Mi ha commosso la frase "Abbiamo iniziato così a guardare il cielo. E con un piccolo calendario lunare, ora ci parliamo. Ed allora ariamo, piantiamo, seminiamo, trapiantiamo e la Terra sorride e risponde", che in questo poche righe ha espresso l'intero creato, l'intero rapporto terra-uomo-cielo, l'intero indivisibile ed unico che, purtroppo, l'egoismo, la cupidigia e la disonestà vuole smembrare.

Sfortunatamente non tutti hanno la possibilità di attuare quanto descritto, poiché eta, risorse economiche e luogo dove attuare questo progetto, non sempre si combinano in maniera ottimale, ma è bello sapere che esistono ancora persone che abbaino rispolverato e riscoperto quanto i nostri vecchi sapevano trarre dalla sapienza e dai segreti della natura. A questo proposito consiglio la lettura di un bel libro "Stagioni Contadine", di Dino Coltro, Marsiglio Editori.

Mi associo agli altri che ne hanno fatto richiesta di poter visitare questo luogo di comunione tra uomo natura e cielo.
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# suparta 2012-10-31 15:23
Buongiorno Signori,
sono reduce dalla lettura di questo articolo e ancora le lacrime mi rigano il volto. Quanta commozione e quanta gioia nel sapere che - in taluni uomini - l'amore di Dio passa ancora attraverso l'amore per le sue creature e per la creazione intera, adeguandosi alle sue leggi e imparando umilmente dalle conoscenze di coloro che ci hanno preceduto nel susseguirsi delle generazioni.
Chiedo cortesemente alla redazione di potermi mettere in contatto con l'anonimo autore dell'articolo.
Mi trovo in una condizione simile alla sua: insieme ad altri due amici siamo in procinto di abbandonare le nostre occupazioni 'mondane' per dedicarci completamente alla Terra. Con tutto quanto lasciatomi da mio padre ho provveduto ad acquistare un discreto appezzamento di terreno in provincia di Vicenza, a Sossano. Non so descrivere la gioia e la pienezza che mi invade quando, per ora saltuariamente, mi posso dedicare alla cura della terra. E la soddisfazione che ricavo dalla dura fatica fisica che essa comporta.
Rinunciamo ad esistenze più agiate ed economicamente certe per affrontare un passo da cui difficilmente potremo tornare indietro. Io, Andrea, ho 43 anni, laureato in giurisprudenza, sono stato imprenditore prima e agente immobiliare poi. Giampaolo, 39 anni, è titolare di un negozio di videogiochi che funziona e che pur tuttavia sta per abbandonare; Massimo, 41 anni, è ingegnere elettromeccanic o, con competenze elevate ed ottimo stipendio, anche lui stanco di un'occupazione che non da senso alla sua vita.
Siamo tutti non sposati, quindi più liberi di altri di fare una scelta radicale. Siamo tutti cristiani convinti, praticanti e grandi peccatori. Diversi in tutto, amici da tempo, consci dei rischi e al contempo della bellezza dell'abbandono alla volontà di Dio.
Abbiamo estremo bisogno di confrontarci con qualcuno che abbia iniziato lo stesso percorso, ma non troviamo nessuno. Tanti che, con ottime intenzione, sono sulla strada di cambiar vita o che l'hanno fatto, magari dedicandosi al 'biologico', alle tecniche naturali, ma non ne abbiamo incontrato alcuno che unisca a questo la volontà di vivere a Dio piacendo e secondo le sue leggi, naturali o spirituali che siano. Siamo soli.
Fra i nostri primi atti, la benedizione dell'acqua e della terra sulla quale ci apprestiamo a lavorare. Abbiamo fatto da noi, il prete non era disponibile...
In realtà stiamo cominciando dal nulla: da una terra sfruttata a dismisura, da un pozzo, da case che sono poco più che ruderi. Ci rimbocchiamo le maniche.
Abbiamo fiducia nelle nostre forze e nella Provvidenza.
Spero che accoglierete il nostro appello e assicuro a tutti voi della redazione e ai lettori di questo sito, le mie preghiere.
Andrea Gaspari
Via G.B. Imperiali 40
36100 Vicenza
cel. 349 6763566
email: andrea_gaspari@ email.it
Azienda agricola Campanella
Via Campanella 15 - Sossano (VI)
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# EMERICH 2012-10-31 17:41
Che Dio vi benedica.
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# pelzen 2012-11-01 01:49
Ho dato un'occhiata a Google map della zona dove sarebbe la vostra azienda. E' un posto splendido. Se non vi disturba vorrei fare un salto e fare 4 chiacchere. Chissà che non nasca qualcosa.
Ti mando una email.
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# suparta 2012-11-01 14:17
Ringrazio Emerich per l'augurio.
Quanto a Pelzen, sei il benvenuto. Da gennaio saremo a Sossano stabilmente, durante il giorno. Lo stato degli edifici non permette ancora di abitarci. Noi siamo tutti di Vicenza. Con un po' di preavviso, mi farò trovare sul posto quando tu sei disponibile.
Grazie
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# Rosetta M. 2012-11-01 15:06
A me, invece, sconcerta un po' apprendere, da letture come questa, che è andata perduta quasi totalmente la cultura contadina di un tempo, quasi si parlasse di pleistocele. Quello che racconta,anche se con bellissime parole, l'autore della lettera è ciò che mio nonno considerava ovvio e pure mio padre e... anche io. Forse ciò è dovuto alla singolarità di essere nata,e per un certo tempo cresciuta, in una terra arcaica e abbandonata come la Calabria, lontana degli influssi dell'iperproduttivit à chimica del nord? Insomma a me stupisce lo stupore di chi si stupisce di ciò che abbiamo sotto gli occhi. Nel mio piccolissimo fazzoletto di giardino,a quota 1.300 sm con neve perenne da novembre a maggio coltivo con successo due meli, due susini, un albicocco, more, fragole e ribes, zucchine, erbette e lattughe, oltre alle rose splendide, usando gli avanzi del nostro cibo e dell'erba del prato e rispettando il flusso della linfa tra i rami.
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# Milo Dal Brollo 2012-11-01 17:29
Un articolo molto poetico. Complimenti al coraggio di voi uomini che vi siete accinti in quest'impresa. Io ho solo un piccolo orto a 20 minuti di bici da casa mia.

Ma vorrei chiedere, quest'attività non è già un principio di decrescita?
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# mustonemme 2012-11-02 01:02
Anch'io desidererei sapere dove è la fattoria; ho un giovane amico che vorrebbe fare qualcosa di simile e avrebbe bisogno di formazione.
Un'altro commento che non c'entra con la fattoria: i libri d MB e questo sito di Effedieffe hanno radicalmente cambiare la mia Weltanschauung o visione del mondo, purtroppo in età ormai avanzata ma meglio tardi... avanti così senza paura, perchè ... wenn es geht ums Vaterland treu die Klinge dann zur Hand waere es auch zum letzten Gang... (canto ottocentesco degli studenti universitari tedeschi).
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# ppastor 2012-11-02 01:44
Condivido l’ammirazione e la cordiale approvazione dei lettori nei loro commenti. Soprattutto perché conosco l’Autore e la sua Fattoria. Ma è necessario un avviso ai lettori e alla Redazione: nonostante l’apparenza «bucolica» e poetica dell’articolo, è tutto vero... o “quasi”. Perché l’Autore non ha scritto bugie, ma non ha detto il “quasi” (e non lo dirò neppure io). Tuttavia nessuno s’illuda: se l’esperienza in corso della Fattoria (ancora direi “in fase di rodaggio”) è benedetta dal Signore, è perché non manca un elemento fondamentale: la Croce. Nuda e cruda, niente di poetico. Se è “terra d’olio”, si ricordi l’Autore che lo è anche l’Orto degli Ulivi. E’ tempo di lotta, di dura prova e tentazione. Come poteva il demonio non aver messo gli occhi su quel fazzoletto di terra e su chi vi abita, vedendo certi preparativi di qualcosa che va al di là del semplice lavoro della terra? “I perfidi spiano nell’ombra”..., sì, ma non dimentichiamo che il nemico numero uno siamo noi stessi: il nostro volere umano, troppo abituato a fidarsi di se stesso e riluttante a lasciare che sia Dio a costruire la (sua) casa e a custodire la (sua) città. Il Progetto di Dio intravvisto dipende anche da noi, dalla corrispondenza fedele alla Sua Grazia, con le armi insostituibili della preghiera e dei Sacramenti. Come disse Santa Giovanna d’Arco ai soldati che la seguivano: “I guerrieri combatteranno, ma Dio darà la vittoria”, una frase che più volte ho ricordato all’Autore… La vittoria sarà certo di Dio, ma quando? L’eroina francese (anche lei si muoveva su cavalli veloci) la vide solo nell’apparente restaurazione della monarchia nella sua Patria, liberata dagli inglesi invasori. Che la catturarono e la consegnarono ad un certo vescovo (come tanti di adesso) che la condannò al rogo come eretica. La vittoria fu nel Cielo. Suggerisco aumentare la copertura mimetica che copre l'altarino, fino a coprire il tutto in questo tempo di tenebre, di trappole e tagliole. Conclusione: dalla visione ideale –certo, suggerita dallo Spirito– alla realtà, ce n’è di distanza e di fatica. Prima della Vittoria c’è per forza il mistero della Croce. Al momento della battaglia decisiva, il nostro Guerriero e Signore si vide solo, abbandonato. Gli rimasero attorno alla sua Croce “quattro gatti”, insieme a Sua Madre. Padrona assoluta della Fattoria. E lo sia anche della nostra vita. Non bastano le sementi o gli animali fertili, e nemmeno la chiesetta (una bomboniera!) in legno. Ci vuole Fede. “Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, la pazienza tutto ottiene; chi ha Dio NULLA GLI MANCA, SOLO DIO BASTA!”.
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# Vitoparisi3 2012-11-04 12:46
Sia madre natura che la madre di famiglia stanno subendo le medesime ipocrisie umane: con la retorica vana sull'emancipazione dal passato, si cerca di far rendere e produrre l'entità di cui sopra, con il risultato dell'irrigidimento, dell'irritazione e della sterilizzazione delle identità in merito.
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# lorenzoleopoldo 2012-11-21 18:19
Io non so leggere le indicazioni degli astri. Lo lascio fare da chi se ne intende, così seguo, da qualche anno ormai, le indicazioni che Maria Thun pubblica ogni anno su il Calendario delle Semine, Editrice Antroposofica Milano. Coltivo due orti e un campo con buoni risultati, Vi invito a provare, perchè è un metodo un pò diverso e, secondo me, più avanti rispetto alla classica tradizione che si basa sulle fasi lunari. Auguri e buon lavoro a tutti, Lorenzo.
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# catwalk 2012-11-24 19:45
Salve, ho letto con molto piacere questo articolo, anche io da qualche tempo rimugino sullo stesso argomento e vorrei andare a stare in campagna.
L'autore dell'articolo quando parla di luna si riferisce ad antichi saperi e tradizioni tipici soprattutto dell'Austria, Paese in cui per centinaia di anni hanno osservato ed analizzato ogni aspetto della vita del tempo, essi hanno notato che le stesse cose fatte nello stesso modo certe volte riuscivano e certe no e capirono che il nesso erano le posizioni della luna, la quale in 28 giorni compie il giro dello Zodiaco toccando quindi tutti i segni zodiacali e che nello stesso giorno solo alcune cose riuscivano ad altre no, tutte determinate dal segno in cui si trovava quel giorno la luna... sia chiaro che non si tratta di oroscopo! Non c'entra nulla, è solo che i segni in base agli elementi, esempio fuoco o acqua hanno delle influenze particolari, e molto influisce la fase della luna , esempio mai fare interventi sul corpo umano durante il plenilunio per evitare emorraggie. Tutte queste preziose lezioni le ho lette in un paio di libri di due autori austriaci Johanna Paungger e Thomas Poppe, credo marito e moglie, di cui consiglio l'acquisto del volume 'Dizionario della luna' in cui sono descritti praticamente tutti i lavori di una fattoria e non solo, a me è rimasto molto impresso il consiglio sul primo taglio di capelli dei figli, consigliavano di effettuarlo nei giorni del leone, ebbene io l'ho fatto a mio figlio tre giorni prima che compisse un anno e ha i capelli foltissimi, grossi e resistenti, per carità ce li ho così pure io ma non alla sua età, mi sono diventati così a dieci anni lui invece a 15 mesi gia' aveva una zazzera e glieli ho dovuti sfoltire > D'altronde se la luna influenza le maree così tanto, noi uomini, gli animali e i vegetali siamo fatti di acqua perchè non dovrebbe influenzarci?
saluti
Maria
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