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Kosovo e Serbia
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Ricevo lettere sul Kossovo.
Eccone due:

«Gentile direttore,
ho visto che lei non si è espresso riguardo l’indipendenza del Kosovo.
Mi piacerebbe un suo parere al riguardo.
Senza volerla condizionare, mi interesserebbe sapere il suo punto di vista  sulle seguenti questioni:
1 - E’ giusto che un popolo decida per sè?
2 - E’ giusto che in nome del diritto internazionale le ingiustizie della conferenza di Vienna del secolo scorso siano ancora attuali (come la spartizione dell’Albania nella stessa conferenza dopo le guerre balcaniche dell’inizio 1900).
3 - Lei crede che gli albanesi (autoctoni nei Balcani da sempre) siano un popolo mostruoso come è solito dipingerlo dopo il 1991?
4 - E’ possibile che un popolo cosi antico come gli albanesi discendente degli Illiri i quali a loro volta discendenti dei Pelasgi (ne hanno parlato nei loro scritti, Omero nell’Iliade, Erodoto, Esiodo, Tucidide, Dionigi di Alicarnasso, Strabone) non abbia il posto ed il diritto di esistere?
Aggiungo qui che molti scritti in etrusco sono decifrabili solo con la lingua albanese.
5 - E’ giusto che un popolo che ha dato alla storia figure come Pirro di Epirio, Alessandro Il Grande (da parte della madre della tribù illirica di Enkelej), Scanderbeg (il difensore dell’occidente per 25 anni nel 1443) Costantino I, e per finire con madre Teresa di Calcutta e molti altri che non
elenco qui, abbia un trattamento e un disconoscimento tale oggigiorno??
Non le chiedo (senza volerla offendere, forse qui esagero, ma la prego me lo permetta) un parere geopolitico della situazione, perchè credo che l’autodeterminazione sia più importante di certi equilibri che devono essere mantenuti. Vorrei semplicemente un suo parere sull’Albania e come lei
vede e percepisce questo posto e questo popolo.
Mi scuso per l’italiano un po’ zoppicante, ma sono ormai due anni che vivo lontano e inizio a perdere certe nozioni
».

Enton - Tirane Shqiperi

«Caro Direttore,
la seguo sempre con attenzione perchè i suoi articoli sono di una lucidità disarmante e, soprattutto, abituano le persona a vedere un altro punto di vista (nella remota speranza che si ricominci ad usare il cervello).
Vorrei una sua opinione sulla situazione serba.
Da quello che ho potuto leggere e capire della situazione il Kosovo sembra essere la culla della popolazione serba, quindi a tutti gli effetti terra di Serbia come vanno dicendo i politici in questi giorni; quindi non concepisco come tutti questi Stati possano riconoscerlo, indifferenti all’opinione della Serbia.
Per fare un paragone un po’ azzardato, è come se via Paolo Sarpi a Milano si rendesse indipendente perchè è a maggioranza cinese!
Inoltre non posso fare a meno di notare il servilismo della nostra classe dirigente e del nostro popolo nei confronti degli Stati Uniti paragonato all’orgoglio e, se mi permette la volgarità, le PALLE del popolo e del governo serbo
».

Michele C.


Infatti non vorrei dire nulla su Kosovo e Serbia.
Come il conte Ugolino, risponderei: «Tu vuoi che rinnovelli/ disperato dolor che il cor mi preme». Perché io quelle guerre balcaniche, dalla Croazia all’atroce assedio serbo di Sarajevo, fino a Pristina, ai massacri e all’espulsione in massa di centinaia di migliaia di kosovari, le ho viste.
tutte, coi miei occhi.
Ci ho perso degli amici.
Nella Krajna, che i serbi avevano ripulito etnicamente dai croati, sono stato sottoposto ad una finta fucilazione (ma non sapevo che era finta); ho perso degli amici in Croazia e a Sarajevo, di cui ho ammirato la popolazione.
Ho visto i massacri, ho visto cadaveri insanguinati e coperti di mosche, in case in cui i miliziani erano entrati soprattutto per rubare TV e frigo.
Ho sentito le loro giustificazioni «nazionaliste» (il Kosovo culla della patria…), e le ho confrontate coi loro atti, indegni.

In Kosovo, ho visto i serbi espellere centinaia di migliaia di albanofoni nella vicina Albania… tutti i miei giudizi su quella lunghissima sporca faccenda sono frutto di esperienza di prima mano.
E il mio giudizio è netto: i popoli balcanici, con il loro secessionismo irriducibile, sono responsabili delle proprie disgrazie.
E quel che è peggio, vogliono accollare le loro disgrazie a noi vicini.

I serbi hanno fatto cose tali contro i popoli vicini, da aver perso ogni diritto storico ad esercitare una qualunque egemonia nei Balcani.
Invece di cercare soluzioni, di trattare (potevano farlo da posizioni di forza), sparavano, preferibilmente su inermi.
Quando gli inermi croati hanno ricevuto le armi tedesche, sono scappati come conigli.
A Sarajevo hanno fatto di peggio.

In Kosovo, ho ammirato l’autodisciplina dei kosovari oppressi.
Poi ho guardato con orrore quegli stessi kosovari buttarsi a incendiare i monasteri serbi…
Ecco perché sono arrivato a non volermi occupare dei Balcani.
Perché la questione balcanica è insieme insolubile - per la cattiva volontà dei popoli che la compongono - e irrilevante, nel senso che benchè si credano il centro del mondo (tutti, serbi, croati, albanesi, come dimostra la lettera del nostro amico da Tirana), tutte le etnie balcaniche sono irrilevanti.
Solo perché sono incapaci di autogoverno finiscono per provocare l’intervento straniero, per disgrazia di noi popoli vicini.

I serbi si vantano di aver «provocato» la prima guerra mondiale con l’attentato di Sarajevo, ed ora si gloriano che la Russia prenda le loro parti.
Anche allora s’illudevano di provocare l’intervento bellico di Mosca: lasciamo che s’illudano, non guariscono mai.

L’amico albanese manifesta la stessa sindrome che ho visto nei serbi: noi discendenti di Pirro e Alessandro il Grande… poteva aggiungere: Diocleziano era illirico, ossia albanese.
Lasci perdere, noi italiani discendiamo da Cesare, e guardi come ci siamo ridotti.
Rivanga anche la conferenza di Vienna (1918) e le ingiustizie subite; proprio questa tenace memoria, piena di risentimenti per ingiustizie vere o spesso immaginarie, è la causa di tutto.
Spesso nasconde anche un vero razzismo: i serbi hanno brividi di schifo davanti a un albanese… e anche loro rivendicano il Kosovo perché le sue zolle, in un’oscura battaglia contro i turchi nel ‘200, si bagnarono di sangue serbo, ossia di sangue superiore.
No, caro amico albanese, non penso affatto che gli albanesi siano «un popolo mostruoso».
Ma la sua memoria, che spazia nel passato remoto, dovrebbe ricordare i fatti vicini: che la nazione albanese - così ben fornita quanto ad unità di sangue e di storia - si volatilizzò.
Tutti cercarono di venire in Italia, e i primi a scappare furono i soldati e gli ufficiali.
Una nazione deve essere capace di darsi uno Stato - una sovranità - e allora gli albanesi se ne dimostrarono incapaci.

Guardi che sono pronto a gettare la stessa accusa a noi italiani: anche noi siamo, alla prova della storia, incapaci di autogoverno.
Ma mai così incapaci come i balcanici, c’è qui un grado di intensità.
E non è che siano incapaci: è che non vogliono.
I serbi credono di essere forniti da Dio del compito di «comandare» nella Slavia del Sud: ma «comandare» non è opprimere i popoli su cui si comanda, bensì farli partecipare al potere.
Come disse Talleyrand a Napoleone: le baionette servono a tante cose, ma non a starci seduti sopra.

Ora, il «comando» è star seduti, su un trono, magari.
Attività essenzialmente pacifica e pacificante, in cui la violenza è ridotta ad ultima ratio, e in cui «genti diverse» sono chiamate «a fare una cosa grande insieme».
Più che le baionette, il comando vero richiede larghezza di vedute.
Loro non vogliono: vogliono la purezza etnica, vivere tra la propria razza pura, senza estranei.
Il risultato è quello che vediamo.

Ritengo che, quando Milosevic ha buttato fuori quelle centinaia di migliaia di kosovari in Albania (ora i serbi lo negano, ma io c’ero ed ho visto), ha trasformato la questione «interna» (stava ammazzando croati, bosniaci e kosovari da tre anni, pulizia etnica a tutto spiano) in una questione «internazionale», perchè l’Albania è un altro Paese.
L’intervento internazionale era a quel punto inevitabile; nonostante tutte le falle e ambiguità di quell’intervento NATO.
Ora, la situazione ha chiamato glì americani che fanno il proprio comodo, europei che servono gli americani a fanno un po’ di beneficenza.

Qual’è il motivo degli interventi stranieri?
Uno solo: il vuoto di potere.
Quando popoli non sanno governarsi da sé, presto o tardi diventano protettorati di altri.
Accade periodicamente anche a noi italiani.
E spesso è una fazione a chiamare lo straniero contro l’altra.

Una risposta completa sarebbe troppo complicata ed anche troppo marginale per valere la pena di un’analisi.
Non si offenda, ma il Kosovo è comunque marginale, non è indipendente, è sotto tutela, ed è strumento in mano altrui.
La tragedia dei popoli balcanici è quella di credersi il centro del mondo.
Anche i serbi, s’illudono se credono che la Russia  scenderà il guerra per restituire loro il Kosovo.

Dico questo a ragion veduta: le guerre balcaniche le ho viste coi miei occhi dal ‘93, ed ho visto che il particolarismo balcanico è insanabile… e irrilevante, a meno che le vere potenze non lo usino come strumento.
Rispondo all’albanese che chiede: «E’ giusto che un popolo decida per sé?».
Tipica domanda balcanica.
E’ giusto che un popolo decida per sé, ma quando espelle e ripulisce o uccide altri popoli, in nome di memorie antichissime o fantastiche, è ovvio che qualcuno - per i propri interessi - intervenga.
E metta un protettorato.

Ora il Kosovo celebra la sua «indipendenza».
Ma quale indipendenza è?
E’ gestito da americani, da poliziotti e giudici europei; non è indipendenza, ma un protettorato.
E il protettorato nasce dalla non-volontà, serba e kosovara, di addivenire a un accordo reciproco.
Un protettorato, anche se si vanta di essere indipendente, nonostante tutto irrilevante.
E’ una piccola provincia che non può mantenersi senza aiuti internazionali, in cui la classe dirigente si confonde con la criminalità (vale anche per la Serbia e, ahimè, per l’Italia).
E l’irrilevanza vuol dire questo: che serbi, albanesi o kosovari, saranno sempre «gli strumenti di altri».

Credono di agire, e sono agiti da interessi più forti, da visione più larghe dell’etnicismo provinciale. Tutto qui quello che posso dire.
Non voglio più parlarne, perché so che tutti, là, commetteranno di nuovo gli stessi errori e delitti, politici e umani, senza mai guarire.
Da qui la disperazione.

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Commenti  

 
# MS 2008-02-22 21:49
si dimentica tra l'altro che per secoli istria e dalmatia erano terra veneziana fino a Ragusa. i croati hanno preso a picconate i leoni di s.marco (visto coi miei occhi), e persino le lapidi con nomi in veneziano. hanno cambiato tutti i nomi delle citta' in serbo croato e fanno del loro peggio per mascherare la palese veneticita' di Zara, Pola, Ragusa, Spalato, Rovigno, etc nessuno parla mai dei veneti \"d'oltremare\" uccisi e deportati dopo il 1945. allo stesso tempo i soldati \"schiavoni\" difesero le Venezie durante le Pasque Veronesi e la barbarica invasione napoleonica della Serenissima. (non per niente a Venezia c'e' ancora \"Riva degli Schiavoni\" in loro onore) duole notare come dopo secoli di pace e fratellanza tra veneti e dalmati l'unica cosa che i giovani croati sappiano fare e' lamentarsi dei fascisti italiani e dar loro colpa per le foibe e la pulizia etnica subita dai veneto-dalmati. ho molto apprezzato sia Sarajevo che Beograd. amedue hanno i loro pro e contro. ----------------- p.s. Etrusco traducibile con lingua skiptari ? e' solo una delle molte teorie in merito, il prof.Mario Alinei, uno dei noti linguisti di fama mondiale, nei suoi ultimi scritti sosteneva lo si potesse tradurre con l'ugro-finnico e ha pubblicato un libro in merito.
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# ANDREA TAXI 2008-02-22 21:51
L'indipendenza del Kosovo crea un \"precedente orribile\" che \"si ritorcerà\" contro gli occidentali. Lo ha dichiarato a Mosca il presidente russo, Vladimir Putin. \"Il precedente del Kosovo è un precedente orribile - ha detto Putin - de facto fa saltare tutto il sistema delle relazioni internazionali esistente, non soltanto da molte decine d'anni, ma da centinaia di anni\". Facendo riferimento ai paesi che hanno riconosciuto la proclamazione di indipendenza del Kosovo, il presidente russo ha espresso l'opinione che la situazione avrà \"conseguenze imprevedibili\". \"Non pensano alle conseguenze di quello che fanno - ha aggiunto - alla fine è come un bastone che ha due estremità, e una delle estremità un giorno li colpirà in faccia\". ANSA
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# Giovanni Alfani 2008-02-22 21:53
Quanto mai intenso il suo articolo per la tragicità di quello che si è dispiegato davanti ai suoi occhi di testimone..Il mio terrore è che potranno chiedere anche sangue Italiano da versare su quelle martoriate terre. Con immutabile stima e affetto
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# Toni 2008-02-22 23:05
Attraverso il Kosovo, stato mafia dominato dalla gigantesca base militare USA (non Nato) Camp Bondsteekl a Urosevac, viene distribuita il 90 % dell'eroina consumata in Europa che attraverso la Turchia giunge dall'Afganistan occupato pure esso dalla Nato dal 2001, anno in cui la produzione di oppio era scesa a zero. Ora è a livelli record e gestita dai signori della guerra (CIA). Io ho visto la Jugoslavia socialista, sovrana e extra-bloccarda, unico bastione di indipendenza in Europa sia pur gestita economicamente in modo dilettantesco. Gli sprechi della Casta e della Mafia fanno più danno. La Serbia oggi ospita 26 (ventisei) etnìe come la grande Jugoslavia, anche kosovari albanesi lealisti in posizioni socialmente elevate. Tutti gli altri sono staterelli a sovranità limitata etnicamente puri. Ho visto foto nel dicembre 1992, io ho visto foto nei più prestigiosi magazines europei di gruppi di giovani bosniache concentrate in appositi campi per essere ingravidate dai soldati serbi. DOVE SONO ORA, DOVE SONO I PARGOLI ? L'etnìa bosniaca è una panzana. Si tratta di serbo-croati di vecchia tradizione musulmano-turca che abitano in città. La Jugoslavia educava ad essere comunisti, atei ed egalitari. Nel 1997 il delinquente Shali Berisha arnese della Nato fece saltare la tenuta statuale albanese. La gente prese le armi dalle caserme e molti si intrufolarono nel Kosovo socialista-jugoslavo che rispetto all'Albania arretrata era un bengodi. Anche Occhetto vide nel 1998 kosovari vagare per i boschi e firmò una relazione per la NATO di Mons (Belgio). Fu trombato lo stesso (Occhetto bollito) e D'Alema compì l'opera sporca di assassinio di una nazione e di Slobodan Milosevic la cui dimora a Didinje fu colpita da un mssile cruise in stile omicidio mirato (di un capo di stato, presidente pluri-eletto, l'unico statista con gli attributi e responsabilità morale9:
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# Alex 2008-02-22 23:09
Beh io una cosina la aggiungerei. Intanto quel che dice Blondet non é nuovo. Il particolarismo ottuso e meschino si vide anche nella guerra della ex-jugoslavia. Lui lo ha visto di persona e assistendo a cose evidentemente tremende. Che ci danno l' idea di una barbarie imbecille. Del resto certe cose le vedemmo anche noi pur nei nostri monitor... Ma il punto é: e se la Russia, indipendentemen te dalla vanagloria da illusi dei serbi, intervenisse davvero ? E se gli Usa avessero creato questa indipendenza fasulla per spingere i russi ad usare la forza ? Per carità sarò uno che non ne capisce un' acca però c' é una notizia che sembra indicare questo.
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# Sironi Renato 2008-02-23 00:25
Egr. Sig Blondet In questa risposta ,rivedo gli articoli di Montanelli sulle questioni balcaniche. Conosceva bene gli italiani,ed era sgomento sulle conseguenze di non sapersi governare, commentando quelle tragedie.
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# William 2008-02-23 00:34
Io non capisco perchè affannarsi tanto... L'enorme pentola a pressione dei Balcani, sempre a limite e pronta per esplodere, rischia ancora una volta di diventare la miccia di innesco per un più vasto conflitto, questa volta nella vecchia Europa. La storia non è nuova e purtroppo rischia (speriamo che non sia così) di ripetersi esattamente come nel 1991. Solo che quella volta il piano fu sventato proprio dalle apparizioni mariane di Medugorie (tutt'ora in corso), iniziate, guarda caso, il 25 giugno 1981, a distanza esatta di 10 anni dall'inizio del conflitto avvenuto poi quel 25/06/1991. Un caso?? Io credo proprio di no. Per il motivo molto semplice che la Madonna, piangendo, disse subito di pregare per la pace. E non c'era niente in quel momento che facesse pensare all'imminenza di un conflitto, tale da giustificare le lacrime della Madre di Nostro Signore Gesù. Eppure, io sono convinto che quell'azione iniziata 10 anni prima, fatta di preghiera e digiuni, ha evitato un escalation di proporzioni molto più vaste. Perchè anche allora c'era chi voleva calvacare tra le superpotenze, l'onda del risentimento e dell'aggressione. Ma non ci riuscì. E allora scoprimmo che la Madonna aveva ragione quando diceva che con la preghiera e il digiuno si potevano fermare le guerre e sospendere le leggi naturali. Allora il Suo esercito era tutto da formare... Oggi, i \"folgorati di Medugorie\" fortunatamente sono tanti, e ci mettono meno di un minuto per rispondere ad una nuova chiamata alle armi, questa volta da parte della Madonna, la trionfatrice, alla quale è sufficiente un suo cenno di richiesta di preghiere per la pace, per trovare pronta una pronta risposta da parte del suo popolo che lei ha plasmato... Toh...!!!! Ecco la vera guerra... Quella Sua contro l'avversario di sempre, il male, anzi, Satana in persona... Ed è soprattutto dei nostri tempi. O c'è qualcuno tanto ingenuo da credere che gli artefici delle guerre siano gli uomini????
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# Toni 2008-02-23 00:39
Montanelli nella sua Stanza del 26-05-2001 scriveva a proposito degli studenti di Tien An Mien Per gli studenti che protestano ci vuole la mitraglia, sempre. Il vecchio si sentiva sempre più libero da condizionamenti .
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# Emanuele Karol 2008-02-23 01:10
Caro Blondet, a muovere perfidamente le fila del dramma balcanico è sempre stata la Germania: è essa la maggiore responsabile morale delle tragedie che là hanno avuto luogo, sia durante la seconda guerra che nell'ultimo quindicennio. La Serbia, appoggiata dalla Russia, fin dalla prima guerra mondiale ha costituito un utile baluardo contro il Drang nach Osten germanico. Dopo la nascita dello Stato jugoslavo nel 1918 (con l'incorporazione nel Regno serbo dei cattolici croati e sloveni oltreché dei bosniaci, dei montenegrini e dei macedoni) Berlino ha costantemente mirato al suo indebolimento, giocando abilmente sui conflitti nazionali intestini. Bisogna dire al riguardo che l'ottusa politica centralista di Belgrado determinò senz'altro il crescente malumore dei popoli non serbi, in primo luogo dei croati. Croati e sloveni, in quanto slavi di civiltà cattolico-latina - certamente superiore a quella ortodosso-bizantina dei serbi - e maggiormente sviluppati economicamente, avrebbero meritato una ben più larga autonomia, come insistentemente chiedeva il Partito contadino Croato. E pur tuttavia lo Stato jugoslavo svolgeva una funzione geopolitica determinante come elemento di stabilità nei Balcani, ed insieme all'Italia e all'Austria indipendente costituiva un anello importante nella catena di sicurezza europea del tempo. L'invasione tedesca della Jugoslavia nel 1941 causò la spartizione del Paese fra Germania e Italia e la formazione dello Stato-fantoccio di Croazia. Il represso nazionalismo croato venne così abilmente indirizzato dai tedeschi contro i serbi: fu quella una stagione di orrenda violenza inter-etnica, la cui vivida memoria accompagnerà come uno spettro le tragedie balcaniche degli anni '90. Il comunista Tito (croato con madre slovena) ricompose nel 1945 l'unità della Jugoslavia. Il ricostituito Stato, comunista ma formalmente non allineato, tornò ad essere, nei successivi 45 anni, elemento di stabilità dell'area e attore importante nei giochi di equilibrio fra i due blocchi. In effetti (come ricorda il lettore Toni da Gorizia) al di là della non esaltante gestione economica socialista, fu uno dei pochi Stati europei capaci di muoversi in maniera indipendente sullo scacchiere internazionale. I nazionalismi dei vari popoli che lo abitavano trovarono libero sfogo all'inizio degli anni '90. Serbi, croati e sloveni (le cui legittime aspirazioni nazionali richiedevano semmai un'intelligente ricomposizione dei dissidi all'interno della federazione) non capirono purtroppo che in questa maniera avrebbero prestato il fianco all'intervento non disinteressato delle potenze straniere, diventando così semplici pedine in mani altrui, in un processo di inarrestabile di parcellizzazion e statale ed erosione di sovranità. Alla Germania di nuovo riunita non parve il vero di potersi atteggiare a protettrice della Slovenia e della Croazia di fronte ai \"malvagi\" serbi, garantendo loro un veloce riconoscimento dell'indipendenza ed appoggio economico: dietro la parvenza di libertà croati e sloveni si guadagnarono un futuro di nuovi vassalli del Reich, secondo un disegno che certamente non andava incontro agli interessi italiani nell'area. Spiace che anche il Vaticano, nella pur doverosa premura per i nostri fratelli cattolici sloveni e croati, si sia lasciato infinocchiare ed abbia avallato le scelte tedesche, salvo poi pentirsene. Un ulteriore elemento di destabilizzazio ne dell'area è stato il crescente interesse americano per l'area. La longa manus di Washington (sostanzialment e in accordo con Berlino, in un'epoca in cui la Russia dell'etilico presidente Eltsin si defilava impotente dalla scena internazionale) ha determinato l'occupazione NATO dell'area, fino all'ignominioso intervento \"umanitario\" in Kosovo (altro che intervento inevitabile, caro Blondet!). Milosevic, piaccia o no, ha semplicemente combattuto il terrorismo secessionista albanese, difendendo come ultimo vero crociato (lui nazional-comunista) i confini della Cristianità. L'autoproclamata indipendenza di domenica scorsa è l'ultimo atto della tragedia. Berlino e Washington hanno raggiunto il loro scopo, l'annichilimento politico e morale della Serbia, già privata del Montenegro e quindi dell'ultimo sbocco sull'Adriatico. Oggi però a Mosca governa lo zar, ed io, cattolico romano italo-polacco, prego perché Volodja Putin il Terribile metta fine allo SCEMPIO.
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# Ivan 2008-02-23 01:35
Mah?!...Seguo Blondet da anni, e apprezzo i suoi libri e i suoi articoli. Questo articolo mi lascia perplesso. Sull'esodo di \"centinaia di migliaia\" di kosovari durante le \"pulizie etniche\" del 98/99 esprimo molti dubbi. Le Tv occidentali in quei giorni, con una sapiente regia, riprendevano queste \"masse\" con speciali piani sequenza, tali da far apparire un centinaio di teste come una massa biblica in spostamento.Nessuna ripresa dall'alto. Il trucco fu svelato qualche mese dopo l'inizio della guerra. Fu un'psico-operazione per creare l' \"atmosfera\" giusta nell'opinione pubblica per giustificare la guerra d'aggressione della Nato. Poi ricordo i servizi di un noto giornalista radicale, poi defunto in circostanze misteriose nel Caucaso, che trasmettendo da una cantina (perchè a suo dire era braccato dalla polizia serba), con un telefono (satellitare?), raccontava di immense stragi e di esecuzioni che vedeva solo nella sua fantasia, ma che venivano riprese dai media italiani, come se fossero corrispondenze di guerra di Walter Cronkite. Uno che accoglieva come Vangelo queste \"corrispondenze\ " è il grande maestro di giornalismo televisivo: Emilio Fede. Che i serbi abbiano avuto le loro colpe, nessuno lo nega; ma che gli altri siano stati dei santi, mi pare azzardato. In quanto agli errori storici della Serbia, vorrei qui riportare una frase che mi disse Dragos Kalajic, quando ebbi la fortuna di conoscerlo dopo una delle sue tante conferenze al tempo della guerra: \"La Serbia nel '900 ha compiuto due terribili errori: ha combattuto per due volte dalla parte sbagliata\". Infine, vorrei far notare che le nazioni \"oppresse\" dalla Serbia, sono oggi, le più devote e servili esecutrici degli ordini degli USA: Slovenia, Croazia, Bosnia, Albania ed ora, il Kosovo. Se il risultato è questo, forse era meglio se fossero restate sotto Belgrado.
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# maurizio 2008-02-23 10:46
l'articolo non mi è piaciuto x niente. che colpe avrebbero i serbi più degli altri popoli ? quali sarebbero ? di aver cercato di difendere i connazionali in croazia e in bosnia ? (cosa che è riuscita bene ai croati visto che il figlio di tudjman vive indisturbato a belgrado http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/2679/1/44 ) certo se avesse fatto come de gasperi e moro con gli istriani, piegando il culo a 90° adesso milosevic non sarebbe in galera. 2 pesi e 2 misure però: tudjman e il beduino izetbegovich che han difeso i loro popoli sono padri della patria. milosevic che ha cercato di fare lo stesso (non riuscendovi contro il mondo intero) no. chissà perchè. http://www.kosovo.net/kla_decapit.jpg http://freesrpska.org/en/index.php?o...=160&Itemid=41 http://it.youtube.com/watch?v=fkgHkxIfgBc
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# maurizio 2008-02-23 10:52
intervengo ancora x commentare ivan dubbi suffragati. è stato dimostrato che si trattava di 200 persone riprese da diversi angoli; filmato mandato in onda dalla mondialista cnn x provocare sdegno nella comunità usa. pochi mesi dopo si bombardava belgrado. x il loro bene naturalmente. bisognava esportare la democrazia.
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# Luigi Turchi 2008-02-23 11:37
Ho letto l'articolo e i post. Mi viene il dubbio che quel che è stato applicato in Jugoslavia possa essere applicato anche in Italia. Non siamo molto lontano dalla situazione econimica che precedette la disintegrazione dello stato di Tito. Sarebbe sufficinte che a qualcuno dei grandi convenga appoggiare una fazione in Italia, per dare il via alle danze... Perchè anche noi siamo un pò balcanici, anche se parliamo la stessa lingua e abbiamo lo stesso alfabeto. Siamo capaci di odi generazionali e l'Italia è politicamente spaccata su linee che ricalcano quasi fedelmente i confini degli antichi stati preunitari....
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# luca albumi 2008-02-23 12:16
caro Maurizio, solo per ricortarti che milosevic e' morto circa 2 anni fa in condizioni sospette nel carcere dell'Aia in Olanda....
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# mario 2008-02-23 12:25
Dopo quello che si è scoperto poi , ossia che sono stati montati dei falsi giornalistici sulle vicende della guerra in ex Jugoslavia è molto importante che giornalisti onesti come lei ci spieghino cosa hanno visto veramente e cosa deriva da informazioni giornalistiche non sicure . Non smetta di parlare di Balcani la prego .
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# Piotr 2008-02-23 12:41
Assolutamente daccordo con i recenti commenti (in tutti, ci sono pezzi di verità molto importanti, per capire la natura dei Balcani e le infiltrazioni che hanno subito). Cerco di dare il mio modesto contributo, ricordando che mesi prima dell'intervento \"umanitario\" della NATO, Milosevic ed il suo governo, si erano già mossi a livello internazionale, (in modo ufficiale), per rendere evidente anche al pubblico occidentale, che la Serbia era sotto l'offensiva di un corpo para-militare chiamato UCK, pagato e finanziato pesantemente dagli Stati Uniti di Clinton (in particolar modo appoggiati dalla signora Albright, segretario di stato). La Serbia, chiese per mesi (inascoltata), che venissero tagliati i ponti tra la NATO e la fazione separatista (che nel frattempo si rendeva responsabile di orribili delitti e di un vero e proprio tentativo di pulizia etnica a danno della minoranza serba stanziata in Kossovo), e neanche la minaccia di una vasta operazione militare nella provincia, sembra aver scosso minimamente i vertici dell'alleanza atlantica (a bocce ferme sembrava che non aspettassero altro). In definitiva, credo che i serbi abbiano molto da recriminare, ed in questo momento mi sento molto vicino a Belgrado, tenendo a precisare che la recente decisione della Faresina di riconoscere il Kossovo, non mi trova assolutamente daccordo, e anzi, mi indigna. Massima solidarietà agli amici serbi.
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# mario 2008-02-23 13:20
Comunque l'accusa di secessionismo fatta ai Serbi non convince. Essendo presenti in Croazia , Bosnia , Macedonia,Monte negro e Kosovo essi avevano semmai interesse a mantenere l'unità della Jugoslavia . Di fronte alla secessione di Slovenia e Croazia tuttavia i Serbi guidati da Milosevic non agirono per mantenere l'integrità nazionale ( è abbastanza ovvio che nel 1991 l'esercito avrebbe potuto facilmente conquistare Lubiana e Zagabria manu militari) . Agirono invece (lo dichiarò Milosevic espressamente in Parlamento) per una Jugoslavia ridotta senza Slovenia e senza quelle parti della Croazia in cui vivevano in maggioranza quei Serbi che volevano restare in Jugoslavia . Questa scelta non mi sembra che fosse ne' immorale , ne' illecita ,tuttavia si rivelo' fallimentare per loro perchè poi anche Bosnia , Macedonia e Kosovo vollero l'indipendenza . Con tutti gli errori , i delitti e le ingenuità compiute non mi pare giusto attribuire loro un atteggimento secessionista . Resta poi molto da conoscere e capire sui falsi giornalistici ,sulle interferenze straniere , sulla pressione degli Usa su Izetbegovic perchè rifiutasse il piano di pace elaborato a Lisbona prima della guerra di Bosnia e sopratutto sul sostegno dato dagli americani all'Uck e da Osama Bin Laden ai bosniaci di Izetbegovic . Infine la probabile uccisione di Milosevic in carcere rimane un 'altro capitolo che lascia veramente allibiti .
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# Emanuele Karol 2008-02-23 13:31
Perfettamente d'accordo con te, Piotr. Sottoscrivo in pieno anche il tuo ottimo commento all'ultimo articolo di Blondet, \"Dopo il Kosovo: le mosse di Putin\". Se anche tu come me sei di origine polacca (così presumo dal nome, ma potrebbe anche essere russo) ti invito a sottoscrivere l'appello in difesa della Serbia: http://obronserbie.lpr.pl/ Ti invio inoltre un bellissimo filmato: http://www.youtube.com/watch?v=F1n32mSWaEY Fammi sapere il tuo parere: emanuelekarol@y ahoo.it Cordiali saluti PS: anche se tu fossi russo puoi sottoscrivere tranquillamente
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# maurizio 2008-02-23 14:40
caro luigi. è ovvio che si è creato il precedente. se l'alto adige chiedesse l'indipendenza , l'austrai e la germania non avrebbero difficoltà a riconscerla. è questa l'unità europea ? è questa la fratellanza tra popoli europei ? tutti che cercano di fregare il vicino ? come al solito gli americani ,in difficoltà x la crisi del capitalismo in fase terminale, come nel 1929 con una magia riescono a dividere i popoli europei. la storia non insegna niente.
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# thomas malory 2008-02-23 15:04
L'11 dicembre 2001 a l'Aya Milosevic dava una versione dei fatti che pochi conoscono , ma che nessuno ancora è riuscito credibilmente a smentire : Dopo l'11 settembre loro vogliono mettere in secondo piano le accuse contro di me sul Kosovo perche' queste inevitabilmente aprono la questione della collaborazione della amministrazione Clinton con i terroristi nel Kosovo, compresa la organizzazione di Bin Laden. Forse voi non lo sapete, ma nel governo della Regione autonoma di Kosovo e Metohija, anche nel 1998 e nel 1999 - vale a dire, durante la guerra, finche' quelli che hanno attuato l'aggressione non hanno messo al potere a Belgrado i loro mercenari - c'erano i Serbi, gli Albanesi, i Musulmani, i Turchi, i Gorani, i Rom e gli Egizi. I Serbi in questo governo erano minoranza. Come si puo' riconciliare questo fatto con la idea di una discriminazione su base nazionale? Anche la nostra delegazione a Rambouillet era composta dai rappresentanti di tutte queste nazionalita'. Come si riconcilia questo con l'accusa mostruosa di una discriminazione nazionale?! Lo sapete che nel 1998, dopo 10 anni di pace assoluta nel Kosovo - dieci anni in cui nessuno era stato ammazzato, dieci anni in cui nessuno era stato arrestato, quando uscivano decine di giornali in lingua albanese che si potevano comprare ad ogni angolo di strada, l'educazione era in lingua albanese in tutte le scuole elementari e superiori [ma boicottata, come tutte le altre strutture pubbliche, dal movimento separatista pan-albanese organizzato attorno a Rugova, ndt] - quando, dopo dieci anni, e' incominciato il terrorismo organizzato dai servizi segreti stranieri pescando nel marciume della mafia albanese in giro per l'Europa, noi abbiamo formato la polizia locale nei villaggi albanesi, cosi' che gli stessi cittadini scegliessero i loro poliziotti, i quali erano armati, e tutti erano albanesi... Questi stessi poliziotti locali, come anche i postini albanesi, i forestali albanesi, e gli albanesi in tutte le altre posizioni dell'apparato statale, erano obiettivo di attentati, di uccisioni, di massacri, minacce e cosi' via da parte dei terroristi albanesi. Nel 1998 i terroristi albanesi hanno ucciso piu' albanesi che non serbi. E' veramente illustrativo il fatto che in tutte le nostre strutture, persino in questo nostro Partito Socialista, le composizioni etniche erano le stesse esistenti nella cittadinanza - c'erano Serbi, Albanesi, Turchi, Ungheresi, Ruteni, Romeni, Bulgari, e tutti gli altri. Chi di questi avrebbe seguito un programma basato sulla discriminazione nazionale, religiosa o di razza, come ci hanno qui accusato? Durante il conflitto in Bosnia nemmeno un musulmano e' stato scacciato dalla Serbia, durante gli scontri in Croazia nessun croato e' stato scacciato dalla Serbia. Inoltre, durante il conflitto in Bosnia - guardate le cifre dell'UNHCR - oltre 70000 profughi musulmani hanno trovato rifugio proprio in Serbia. Quale popolo, quali decine di migliaia di persone verrebbero a cercare protezione tra quelli che hanno commesso una aggressione contro di loro?
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# Noè 2008-02-23 16:39
Mi chiedo cosa intende Putin quando dichiara che L'indipendenza del Kosovo crea un \"precedente orribile\" che \"si ritorcerà\" contro gli occidentali. Forse che darà una mano ai secessionisti nei vari paesi europei ? Cosa ne pensa Blondet ? Sarebbe una disgrazia per gli Italiani la secessione del Meridione , della Sardegna , dell'Alto Adige e dei Veneti? Saremmo capaci di spararci addosso come i balcanici? O essendo tutti in Europa non cambierebbe proprio nulla ?
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# GIO SCOTTI 2008-02-23 20:34
Io penso che il problema non e' la penisola balcanica ma sempre e solo Bush. Lui sta mandando in rovina il mondo. Lui e' il bancarottiere patentato - ex rappresentante della Enron in Argentina dove grazie a questo conobbe Menem che gli insegno a \"ungere le route\". Crack-Enron crack Argentina - lessi che il fallimento dell'Argentina era legato al fatto che la Enron acquisto l'ENEL argentina ma poi immediatamente dichiarò fallimento e cosi' anche lo stato argentino fece altrettanto - frose anche il crack Parmalat - tutto e' collegato ed è avvenuto grazie alla mediazione di Morgan Stanley i cui uffici guarda caso si trovavano anch'essi nelle torri gemelle. Bush e' la piu' grande sciagura del XXI secolo paragonabile solo a Hitler e Stalin nel XX. I politici europei sono evidentemente terrorizzati da lui se ormai politicamente finito gli danno ancora ascolto. E' lui il vero boss di AlQueida. Temo però che non ci libereremo tanto facilmente di lui.
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# Druso 2008-02-23 22:16
Caro Blondet, anch'io ritengo ci siano grandi responsabilità della Germania che per prima approvò l'indipendenza della Croazia. Ora Croazia e Slovenia sono protettorati austro-tedeschi. Dove c'erano l'Istria e la Dalmazia, ora completamente cancellate, comandano loro. Anche nella questione del Kossovo Austria e Germania sono state in prima fila a sostenere l'indipendenza. Lo scopo è chiaro: dare un colpo alla nemica storica, la Serbia, anche andando contro il diritto internazionale, e creare un precedente per l'Alto Adige. A questo lavorano da decenni sostenendo tutte le pretese delle teste calde locali fatte tornare dopo la guerra dal grande De Gasperi. Anche il terrorismo non sarebbe stato possibile senza il loro aiuto. Il finto pacioso Kohl ha fatto molto per creare pericolose premesse facendo entrare, tra l'altro, la SVP nel partito popolare europeo. Ricordo di avere visto da un amico un libro scritto da un ex agente segreto tedesco in cui accennava alla sezione Süd Tirol del ministero degli esteri. Conosco molti tedeschi istruiti e tutt'altro che estremisti in generale ma quando toccano la questione dell'Alto Adige (io sapendo non la tocco mai) tutti, senza eccezione, diventano arroganti e aggressivi. L'Alto Adige che loro chiamano solo Süd Tirol è considerato una provincia germanica e tale di fatto l'hanno resa penetrando economicamente, politicamente e culturalmente finanziando una pubblicistica che rende bruciante la questione. L'animosità anti-italiana in Alto Adige è ultimamente aumentata passando di fatto dal bilinguismo concesso al monolinguismo tedesco e attaccando la toponomastica italiana. Costante e capillare è il lavoro di sobillazione dei turisti tedeschi (solo turisti?).
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# Samizdat 2008-02-23 22:28
Blondet mi pare sia stato chiaro: ha riportato un ricordo personale, poi ha anche chiarito le responsabilità collettive. Essendo un articolo dal taglio personale, non penso ci sia bisogno di commentare più di tanto. Tuttavia vorrei lo stesso dire la mia: i Serbi sono le vere vittime di tutto questo. Non è un popolo meno colpevole di altri, e in compenso ha sfornato artisti ed intellettuali di altissimi livello. Inoltre vedere i soldati serbi baciare le mani agli staretz di fronte alla distruzione di chiese antichissime da parte dei musulmani costringe anche a me ad essere sentimentale. Onore ai Serbi, quindi.
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# Samizdat 2008-02-24 00:20
Ah, dimenticavo una cosa importante: oggi sul \"Corriere\" Cossiga ha confermato quello che Blondet e molti altri ripetono da anni, e cioè che a decidere per D'Alema come presidente del consiglio furono i poteri forti inglesi, che avevano urgente bisogno delle basi italiane per la posizione strategica del mediterraneo. Che dire? Complimenti al giornalista Blondet, che tra l'altro non ha neanche fatto la scena del \"ve lo avevo detto\". Però ci vorrebbe un bell'articolo di denuncia su chi ha messo D'Alema in sella...
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# alex 2008-02-24 18:23
Egregio direttor Blondet, nella sua riposta rileggo anni di criminale disonformazione , la stessa disinformazione che lei sembrerebbe voler denunciare. Anche per lei, a quanto pare, valgono i due pesi e due misure.
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# Lettore abituale 2008-02-24 18:37
Bel articolo. Importante è che la Russia non entri in guerra. PS: l'Alfabeto albanese è del 1908. Le pretese di essere gli illiri sono ridicoli e non dimostrabili. Seriamente.
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# michela 2008-02-24 20:53
Egregio Direttore, siccome sostiene di aver assistito - in Croazia, a Sarajevo ed in Kossovo - alle stesse scene che giura di aver visto Adriano Sofri, mi sorge un dubbio e le pongo un adomanda: nei Balcani svolgeva la stessa missione di Sofri?
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# FABIO 2008-02-24 20:53
Io credo che le motivazioni di tutto questo vadano anche viste sotto il profilo energetico. Il kosovo è l'ultimo baluardo da superare per costruire una pipeline che dal Caspio porta il petrolio in Europa bypassando la Russia. La Serbia ha sempre tentato di ostacolare tutto questo essendo uno stato satellite russo. Credo che le guerre degli anni 90 siano state solo un preludio e quella dell'indipendenza del Kosovo sia la fine di un piano studiato a tavolino proprio per arrivare a tagliare fuori la Russia dalle decisioni sul petrolio europeo. Un altro aspetto inquietante che forse a qualcuno è sfuggito è il fatto che si stia dando agli albanesi la possibilità di creare uno stato di \"razza pura\". BAsta guardare le condizioni in cui versano i serbi del Kosovo, dentro recinti di filo spinato protetti dall'esercito. Secondo me le elite che contano vogliono creare uno stato che destabilizzi l'area come fecero già in passato con la creazione di Israele. Basta guardare le analogie: stato di razza pura nessuno al di fuori degli albanesi, chi resta rimane confinato in campi di isolati dal mondo e non può entrare qui. Io vedo le accoppiate Albanesi/Sionisti che stanno a Serbi/Palestinesi.In più creare uno stato musulmano nel cuore dell'Europa non porterà altro che ulteriore destabilizzazio ne con terrorismo (indotto indovinate da chi?)che dilagherà contro chiunque non sia stato d'accordo sull'indipendenza del Kosovo. Sarò anche un pazzo ma qui ci sono tutte le premesse per un escalation dal punto di vista militare.
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# Fabio 2008-02-25 00:13
Bene, anzi male, come c'era da aspettarsi nel nostro popolo di pecoroni incapace di pensare con la sua testa, c'è sempre chi è disposto a perorare le cause perdenti e a difendere i peggiori sto parlando di chi difende, per scarsa cognizione, orttusa propaganda ideologica o peggio malafede, i serbi poverini e quel buonuomo di Milosevic che in fondo era ben intenzionato, malgrado avesse incitato i suoi connazionali, che in preda a isteria collettiva dettata da un nazionalismo delirante e paranoico prontamente risposero all'appello, a combinarne più di Bertoldo in Francia in gergo costoro venivano definiti, neanche tanto tempo fa, \"utili idioti\", mai definizione fu più azzeccata
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# 1lm 2008-02-25 01:00
Come dice la moglie romena di un mio caro amico: \" Nè SERBIA, Nè ALBANIA! IL KOSOVO è ROMENO\". Morale della favola: l'impero austro-ungarico non avrebbe dovuto MAI cadere! Quello che segue è la versione italiano dell'inno cantato in più lingue al mondo. Si intonava in tedesco, serbo-croato, italiano, sloveno, macedone, polacco, ungherese, ruteno, ucraino/occidentale, yiddish,, daco-romeno, seuco e nelle CENTINAIA di lingue e dialetti vari, che si parlavano in quel capolavoro che era l'impero austro-ungarico. Cattolici (sia latini che greci ed armeni), ortodossi, protestanti (di tutte le denominazioni), ebrei (di tutti i riti e tutte le origini) e islamici (anche loro di ogni \"qualità\") lo intonavano tutti insieme. Noi Italiani dobbiamo essere particolarmente grati Sua Imperal-Regia Maestà,il beato Carlo I d'Asburgo. Ciò che il comando tedesco fece in Russia, finanziare degli agitori politici bolscevichi e fornire loro aiuto logistico per scatenare una rivoluzione che avrebbe travolto il governo e lo avrebbe sostituito con un altro disfattista, era programmato amche in Italia.Fu per l'opposizione personale dell'imperatore che il piano venne abbandonato INNO ASBURGICO (da cantare sull'aria di \"Deuteschaland uber alls\") sERBI DIO l'Antico Regno Salvi Il Nostro Imperator! Nella fè che gli è sostegno, regga noi con saggio amor! Difendiamo il serto avito che gli adorna il regio crin, sempre d'Austria il soglio unito sia d'Asburgo col destin! Siam Concordi! In forze unite, del potere il nerbo sta! Alte imprese fian compite, se concordia in noi sarà! Siam Fratelli e un sol pensiero ne congiunga ed un sol cor: duri eterno questo impero Salvi IDDIO L'Imperator! Presso a lui sposa beata, del suo cor eletta sta! Di quei vezzi inghirlandata, che non temono l'età! Sulla mite in trono assisa versi il Cielo ogni don; salve Augusto,salve Elisa e d'Asburgo la Magion
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# Emanuele 2008-02-25 10:20
Al lettore di Caserta: la nostalgia per la \"Felix Austria\" (che non resse alla prova del tempo, anche perché divenuta semplicemente uno strumento passivo della politica di Berlino, venendo quindi meno alla sua funzione storica di contrappeso) non può avere niente a che vedere con il Kosovo (SERBO!) e con la Serbia. Quest'ultima (a parte la Vojvodina, amministrata dall'Ungheria fino al 1918) non ha mai fatto parte dell'Impero austro-ungarico, se si esclude un brevissimo periodo (1718-1739) in cui Belgrado e il territorio limitrofo furono strappate da Vienna agli Ottomani.
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# Alessandro R. 2008-02-25 16:58
Egregio Direttore Blondet, voglio esprimere a titolo personale tutta la mia ammirazione per la Serbia e per il suo fiero popolo. Loro hanno avuto una forte reazione al tentativo degli Stati Uniti e dell'Unione Europea di destabilizzare la \"regione a maggioranza kosovara\" della Serbia. Sì, perchè lo Stato del Kosovo non esiste! Al nostro Ministro degli Esteri, D'Alema, voglio esprimere tutto il mio sdegno. D'Alema sei un servo! Infine, ho un appello da fare al Presidente russo, Vladimir Putin. Presidente, in tutta umiltà essendo noi italiani non un popolo ma un'amalgama informe, venga Lei a liberarci dai nostri politicanti. Dal momento che dovrà muovere le sue forti armate fino ai Balcani per prestare soccorso alla Serbia, la prego di farle proseguire di qualche chilometro fino all' \"espressione geografica\" Italia. Abbiamo bisogno di bravi governanti, sappiamo che in Russia ce ne sono tra i migliori. Aiutateci, Spassiba. Cordiali saluti e buon lavoro direttore!
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# ANTONIO C. 2008-02-25 18:18
Questo è il miglior articolo da secoli, sulla crisi balcanica, di una chiarezza commovente,dati i tempi in cui viviamo. Mi sembra però,leggendo i commenti che pochi compredano ciò che lei scrive, domostrando di essere chiusi in gabbie di pensiero molto strette. Grazie, Direttore. Buon lavoro.
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# Toni 2008-02-26 00:04
Cosa non si faceva per la pagnotta ! E' il triste destino dei giornalisti stipendiati. Adesso comunque, sig. Blondet, Lei sta dando il meglio e ... godiamocelo !
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# cesare 2008-02-27 10:24
Sottoscrivo l'articolo parola per parola è tutto quello che ho sempre pensato messo in lettere però da uno che sà scrivere. Sono di Trieste,qui tutti fanno gli Italianissimi ma, com'è logico per una città con il municipio a 5 km.in linea d'aria dal confine,siamo un poco tutti mistosangue con più o meno goccie di balcania nelle vene e quindi mi riconosco perfettamente nello splendido articolo. E' proprio così,il maledetto nazionalismo vive e prospera da sempre in queste grigie ,cupe e sfortunate terre dove la battaglia di Kosovo polje(1389)non è mai finita.
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# radovan 2008-02-29 22:54
Mi spiace ma il suo PonzioPilatismo filoameriCano non m'è piaciuto per niente. Personalmente ammiro moltissimo il glorioso popolo Serbo e mi vergogno da italiano di quell'indegno assassino bombarolo di d'Alema così pronto a riconoscere una secessione capeggiata da terroristi albanesi. Per fortuna leggendo qua e là sul web mi pare di trovare molta solidarietà ai Serbi. Faccia un'informazione migliore, è mai possibile che ormai siamo costretti a leggere i quotidiani russi per sapere la verità? Onore ai Serbi! Samo Sloga Srbe Spasava!
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# ale 2008-03-01 13:31
L'Onu ferma la Eulex in Kosovo Le Nazioni Unite fermano la missione europea in Kosovo, e affermano che non avverrà alcun trasferimento di giurisdizione all'Unione Europea nel Kosovo. La UNMIK continuerà ad operare sul territorio finchè il Consiglio di Sicurezza dell'ONU deciderà diversamente. Viene così smentito quanto affermato dal Rappresentante dell'EU in Kosovo Peter Feith che aveva annunciato che il trasferimento della giurisdizione dalla UNMIK ad EULEX aveva avuto inizio. Possiamo dunque affermare che questo confronto tra Stati Uniti-UE e Russia, è stato decisamente vinto dalla Serbia e dalla Russia, le quali, portando avanti una politica diplomatica basata sulla forza del diritto internazionale. Tra l'altro, è stato già precisato che, nel momento in cui che la Russia subentrerà alla presidenza del Consiglio di Sicurezza nel mese di marzo, verrà rigorosamente discussa la crisi del Kosovo al fine di impugnare la decisione di Pristina, presa ignorando totalmente la lettera della risoluzione ONU. Nel frattempo, proviamo solo ad immaginare come reagiranno gli Stati Uniti se si arriverà all'annullamento dell'indipendenza di Pristina. Sarà uno spettacolo tragi-comico, che vedrà Washington e tutto il gregge che lo ha seguito, sprofondare in un baratro di vergogna. Al lettore Radovan segnalo questo sito (che forse già conosce)?: www.rinascita balcanica.com Ha ragione: i cittadini svizzeri, italiani, tedeschi, etc. fortunatamente non la pensano al pari dei loro governanti.
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# Emanuele Karol 2008-03-01 15:40
Invito Radovan, Ale e tutti i lettori interessati a sottoscrivere l'appello in difesa della Serbia e contro l'illegale secessione del Kosovo, promosso in Polonia dall'europarlamentar e Sylwester Chruszcz, presidente della Lega delle Famiglie Polacche (LPR,ultradestr a cattolica): http://obronserbie.lpr.pl/ Per sottoscrivere basta scrivere il proprio cognome (nazwisko in polacco), nome (imie) e la propria città (miasto, eventualmente anche l'indirizzo e-mail (adres e-mail). L'iniziativa ha ormai superato i confini polacchi e sta riscuotendo l'appoggio di un numero sempre crescente di persone in tutta Europa e non solo. KOSOVO JE SRBIJA! Cordiali saluti, emanuelekarol@y ahoo.it
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# ale 2008-03-01 17:41
emanuele: grazie
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# cesare 2008-03-03 22:17
Eccoli quà,direttament e dalle montagne del ravna gora arrivano i serbissimi al grido di kosovo je srbija. Ragazzi vi ricordate com'è cominciata? anche allora Vukovar je Srbija,Knin? ma je nas^ naturalmente e le Kraijne? ma anche loro je Srbija salvo poi mettersi d'accordo con quell'altro portento di tudjman e scappare a calci nel sedere(oluja) tre anni dopo senza opporre resistenza,per la cronaca i serbi di kraijna,puro strumento inconsapevole dell'oligarchia post comunista riciclata serbisssima,dop o essere serviti da pretesto alla vojska ed agli ex hooligan della stella rossa e del partisan ora diventati paramilitari per scatenare la guerra, scacciati dalle loro secolari terre stanno in roulotte e baracche alla periferia di Belgrado tra l'indifferenza assoluta dei propri fratelli che adesso al grido di kosovo je srbija vogliono montare l'ennesimo casino balcanico.Che volete,'sso ragaaazzi. Fossero poi sti'guerrieri invincibili,in croazia e Bosnia si sono limitati a circondare le città e sparargli dall'alto con cannoni,mortai e fucili da sniper,tutti belli tranquilli al caldo con cevapcici e slijvovjca,gli eroi di Sarajevo e Srebrenica. Salivano sul pulmino nei paesini della Serbia profonda al venerdì sera a fine lavoro per passare il sabato e la domenica sul monte igman a sparare al musulmano di sotto,gli eroi. Io credo che i veri serbi(Belgrado, Nis) e i veri Croati(Zagabria ,Osijek,Fiume di oggi)abbiano subito attoniti il volere della parte di popolazione più montanara e arretrata della serbo-bosnia per i Serbi e dell'erzegovina per i Croati. Era chiaramente una vendetta della suburra contro le città e il dramma è che tutti i massimi dirigenti che hanno voluto la guerra non sono quasi mai puro sangue ma sono serbobosanzi e kosovari o montenegrini come Milosevic e Karadzic per la Serbia ed erzegovi come Tudjman e campagnoli vari per la Croazia. Comunque non vi incolpo per il vostro nazionalismo senza prospettive perchè:è la propaganda bellezza! mi limito ad osservare sgomento la potenza della propaganda che ha fatto si che succedesse questo nonostante 50 anni titoisti di matrimoni misti,mezza ex jugoslavija ha sangue misto ma gli tocca fare il superpatriota guerrafondaio. Tristezza infinita ed ennesima guerra tra fratelli e poveracci.
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# Emanuele Karol 2008-03-04 10:39
Per Cesare da Trieste: sul fatto che il Kosovo sia Serbia non ci sono dubbi. Da parte mia nessun filo-serbismo estremista. Anzi, in quanto cattolico italo-polacco sentimentalment e e culturalmente mi sento molto più vicino ai croati, un popolo certamente di civiltà superiore rispetto ai cugini serbi. Ma in questa specifica questione non posso che simpatizzare per questi ultimi: la legalità internazionale e le ragioni della civiltà cristiana sono tutte dalla loro parte. Considero la guerra nella ex-Jugoslavia e la sua conseguente dissoluzione un'idiozia totale, proprio perché non mi piace il nazionalismo becero da piccola tribù. Per questo sono contrario, come tutte le persone di buon senso, a questa ulteriore frammentazione del già deturpato panorama balcanico, per di più se a vantaggio di una piccola etnia, diciamolo, di civiltà infima, asservita ai disegni di Washington e Berlino. Ti invito a leggere il mio commento del 23 febbraio su quest'articolo di Blondet. Cordiali saluti
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# ale 2008-03-04 22:31
caro cesare, \"si sono limitati a circondare le città e sparargli dall'alto con cannoni,mortai e fucili da sniper,tutti belli tranquilli al caldo con cevapcici e slijvovjca,gli eroi di Sarajevo e Srebrenica\", certo, i serbi,come gli indiani d'america, come i mojcani: cattivi, pessimi, sempre ad attaccare dall'alto. non nella relatà, ma nei film di chi vuole crederci. la distorsione mediatica occidentale degli ultimi anni contro il popolo serbo continua.
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# radovan 2008-03-05 01:36
Non ho capito il sarcasmo, ma senz'altro c'è molta ignoranza nel tuo post. I Serbi delle Kraijne(Knin) e della Slavonia orientale (Vukovar) sono stati messi lì quasi cinque secoli fa dagli Asburgo x arginare l'avanzata turca. E così fecero permettendo lo sviluppo dell'Europa Cristiana occidentale. La guerra nella ex jugo è iniziata nel '91 con la dichiarazione d'indipendenza contemporanea di Slovenia e Croazia ed è finita nel '95 in Bosnia a causa dell'intervento della Nato che vigliaccamente bombardò le milizie Serbo bosniache. La Nato si guardò bene dal scendere sotto i diecimila metri a combattere, visto che esplicitamente vuoi ridicolizzare i soldati Serbi. Gli accordi di Dayton del '95 prevedevano la spartizione della Bosnia in due unità territoriali pressochè identiche come territorio, una delle quali denominata Repubblica Srpska (Serba) a patto che i Serbi si ritirassero proprio dalla Slavonia Orientale e dalle Kraijne riconosciute come terre croate con beneficio d'inventario. Tanto per ricordarti che non si sono ritirati perchè sono stati sconfitti dai croati, anzi avevano creato la Repubblica serba delle Krajine che è durata più di un anno, se non ricordo male. In tutto ciò non ci vedo nulla di indecoroso o risibile. Prova a combattere tu contro la Nato, la Croazia, i mujaheddin bosnacchi armati fino ai denti dagli ameriCani con l'appoggio dei croati!!! Onore ai Serbi!
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# Emanuele Karol 2008-03-05 10:35
La proclamazione dell'indipendenza del Kosovo ricorda tristemente il Patto di Monaco del 1938: la Serbia è stata umiliata come allora la Cecoslovacchia, quando fu privata dei Sudeti, preludio alla sua sucessiva disintegrazione . Gli imbecilli non se ne rendono conto, ma è stata innescata una bomba pericolosissima . Le organizzazioni della minoranza ungherese della Vojvodina, con il tacito assenso di Budapest (gli ungheresi sono sempre stati nella regione i fedeli alleati dei tedeschi, in funzione anti-slava) stanno dando vita, sulla scia degli albano-kosovari, ad un'aggressiva campagna per i loro \"diritti\", imitati in questo dai loro fratelli magiari della Slovacchia (altro stato slavo in cui si sentono \"oppressi\"). E in Ungheria, anche se non in ambito governativo, qualcuno già parla di annessione della Vojvodina... Possiamo scommettere che se le circostanze politiche porteranno, come sembra, ad un legame sempre più stretto fra Serbia e Russia, la questione magiara verrà abilmente usata dalle potenze del \"mondo libero\" per indebolire ancora di più Belgrado. Il serpente sta percorrendo inesorabile il suo cammino... Preghiamo perché finalmente incontri qualcuno gli sbarri il passo...
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# cesare 2008-03-05 14:30
Immaginavo di suscitare qualche reazione e mi dispiace che sempre il maledetto nazionalismo e la propaganda psicologica vi faccia sembrare come gente perennemente in trincea psichica a fucile spianato contro il mondo intero. Mi avete subito catalogato come un mezzo ustascia croato o peggio ancora (ai vostri occhi)un musulmano europeo di Bosnia mentre sono solo un Italiano di Trieste che vi conosce benissimo da trentacinque anni e che tra serbi,croati e bosniaci preferisce certamente gli Jugoslavi. E sì perche adesso fate i purosangue ma sapete benissimo che fino a non molti anni fà il dipendente statale serbo che si trasferiva nelle repubbliche del nord e si sposava la croata era la norma,e anche il croato con moglie serba o bosniaca non era l'eccezzione,anzi ! era insomma la Jugoslavia di Tito che forse per la prima volta vi ha fatti convivere tra di voi per 40 anni e mi sembra anche che fino alla sua morte eravate tutti con lui. Poi Tito è morto,leader della sua statura non c'è n'erano ed ecco che scoppia una pura lotta di potere all'interno della lega dei comunisti Jugoslavi,solo che il comunismo era morto ed allora che si fà,diamine avanti tutta con il nazionalismo in tutte le repubbliche ed ecco gli opportunisti sloveni e tutta la destra ustascia-papista croata che improvvisamente riscopre la sua vocazione cattolico-europea. Dall'altra parte il nazionalismo serbo che pretendeva che \"la dove c'è un serbo quella è serbia\" e quindi \"Kosovo je nas! idemo u rat\",Vojvodina soppressa ed annessa,Kraijne je Srbija,Dalmatia je Srbija,Bosnia je Srbija,Slavonij a je Srbija,vukovar je Srbija,borovo selo je Srbija, tutto è serbo! Avete consegnato agli ustascia croati e ai pavidi sloveni un splendido pretesto per fare le vittime aggredite di fronte a tutto il mondo. Ed è finita com'è finita. A Emanuele Karol dico solo che a chi si definisce italo-polacco e straparla di popoli infimi e civiltà superiori vorrei ricordare che sia i nazisti che i russi definivano i polacchi zecche/cani rognosi mentre per L'Italia di oggi sono il paese del papa e dei lavavetri ai semafori,quindi da buon cattolico si attenga al\"non giudicare se non vuoi essere giudicato\". Ale di lugano invece mi è simpatico perchè è certamente un'idealista onesto che tende a parteggiare per lo sconfitto,nobil e Ale,qui lo sconfitto e l'operaio ed il pensionato serbo che non sa come mettere insieme il pranzo con la cena non certo gli hooligans di arkan e soci arricchitisi con la guerra e con la droga che urlano che tutto je Srbija. A Radovan che qui è l'unico forse veramente parte in causa, vorrei scusarmi se ho dato l'impressione di ridicolizzare il valore del soldato serbo ma qui serbi veri c'è n'erano pochi,i prodi artiglieri che dall'alto delle colline di Sarajevo con immenso valore centravano mercati,asili e moschee erano quasi tutti morlacchi e serbo-bosanzi con diecimila sangui in corpo,ripeto:i veri Serbi se ne stavano a Belgrado a tirare la cinghia,sul campo c'erano,qualche specialista della vojska,serbo-bosanzi di montagna e gli hooligan paramilitari e questo non è Srbija!!!!! Radovan,i paramilitari serbi dopo aver occupato (assieme alla vojska) militarmente le Kraijne ed aver depredato tutto ciò che vi si trovava fosse serbo o croato(persino i lavandini dalle case) si sono poi sciolti come neve al sole di fronte a quattro brigate croate che hanno combattuto venti minuti poichè la gloriosa vojska e gli eroi paramilitari grazie ad un accordo tra Milosevic e Tudjman(leggi operazione oluja/tempesta) sono scappati a gambe levate senza combattere lasciando decine di migliaia di propri fratelli civili serbi a vedersela con le bande croate provocando l'esodo in massa e la fine della secolare presenza dei gloriosi serbi del \"granz\"asburgico e qui Dayton non c'entra.
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# Emanuele K 2008-03-05 18:00
Caro Cesare, sinceramente non capisco perché se la prenda con me, visto che nel merito giungiamo entrambi alla medesima conclusione, cioè che la guerra nella ex-Jugoslavia è stata una follia che si doveva evitare. Anch'io come Lei condanno la spirale di violenza nazionalista che ha causato il disfacimento della Federazione Jugoslava. Sono convinto che Serbi, Croati e Sloveni avrebbero dovuto trovare una soluzione che preservasse l'unità dello Stato, nel rispetto dei diritti nazionali di ogni popolo e delle loro differenze. Semmai, quanto alla vocazione cattolico-occidentale degli Sloveni e dei Croati (che secondo Lei avrebbero riscoperto \"improvvisamente \") questa appartiene al loro dna storico-culturale, e nessuna ideologia \"jugoslavista\" ha potuto, grazie a Dio, annullarla. Sul fatto che tale eredità sia stata purtroppo strumentalmente usata contro la Serbia da certi nostalgici degli ustasa, sono d'accordo con Lei. Fra l'altro storicamente i maggiori sostenitori dell'idea jugo-slava (sotto forma non tanto di stato centralizzato ad egemonia serba quanto di federazione fra liberi popoli associati) sono stati alcuni intellettuali croati, a cominciare dal vescovo cattolico Josip Strossmayer. Dunque, ribadisco la mia posizione: sì ad una convivenza armoniosa fra gli slavi del sud dentro una stessa entità statale (meglio se confederale) ma nel rispetto delle legittime differenze di religione e civiltà. In effetti mia madre è polacca, e Karol è il mio secondo nome, che mi è stato dato proprio in onore di papa Wojty£a, visto che sono nato 3 giorni prima della sua elezione al soglio pontificio. Mi creda, se continua così saremo noi italiani a dover fare i lavavetri, i polacchi hanno smesso da tempo ormai... Sono un esperto di storia dell'Europa centro-orientale, dunque per mia costituzione mentale non posso esimermi dai giudizi. Giudizi che peraltro anche Lei emette in tutta libertà, come perfettamente lecito e naturale, e che in buona parte mi trovano d'accordo con Lei. Non capisco perché si debbano negare le differenze di civilizzazione fra le varie nazioni. Nell'affermazione di tali differenze non vedo alcuna forma di razzismo biologico, ma semmai l'interesse a comprendere i percorsi storico-culturali di ciascun popolo: tutti hanno la medesima dignità di uomini ma le nazioni non sono tutte uguali di fronte al giudizio della Storia. In tutta coscienza, se la sente di giustificare la nascita del nuovo narco-stato, piccola protuberanza di una nuova \"Grande Albania\" arieggiante quella di mussoliniana (sic) memoria (1941-43)? Io credo di no, visto che è una persona intelligente, per di più filo-jugoslava. Anche Lei dovrà ammettere che KOSOVO JE SRBIJA, senza che per questo si debba sentire in preda ad alcuno sciovinismo. Questa non è propaganda, ma solo buonsenso. Cordiali saluti
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# ale 2008-03-05 20:58
caro cesare, ti ringrazio per l'idealista e per il simpatico ..... è vero, io non sono parte in causa, per me è tutto più semplice. il regime mediatico a cui siamo sottoposti da anni, comunque, mi indigna. e questa indignazione mi accompagna quotidianamnte. vivere serenamente in un mondo come questo mi risulta difficile. ma davvero, nel 2008, dopo che i rapporti dell'onu hanno chiaramente dichiarato che né la strage del pane, né quella dell'acqua, né quella del mercato, fossero ad opera dei pessimi serbi, ma davvero ancora qualcuno può attribuire loro queste mostruosità? qualche anno fa nei libri di storia utilizzati nelle scuole ticinesi, la distruzione del ponte di mostar indicava i serbi quali colpevoli. questo insegnavano i docenti proggresisti nelle scuole della svizzera neutrale. come dichiarato recentemente dal grande peter handke: nei balcani l'europa ha perso il cuore. tutti noi, artisti, poeti, uomini liberi, lo possiamo ritrovare. in serbia. ed è lì che, idelamente, ho lasciato il mio. p.s. permettimi un pò di romanticismo. sono una donna
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# Emanuele Karol 2008-03-06 12:55
Cara Ale, di fronte allo spettacolo desolante di Sloveni e Croati (popoli a me particolarmente cari) ridottisi ingenuamente ad insignificanti colonie tedesco-americane (a Berlino l'economia, a Washington il controllo strategico-militare tramite la NATO, di cui a breve verrà invitata a far parte anche la Croazia) anch'io guardo all'eroica Serbia secolare nemica del Drang nach Osten germanico come all'ultima terra libera d'Europa. E soprattutto ripongo le mie speranze nella Russia di Putin e Medvedev, esempio di riscatto morale per gli Slavi e per tutti gli europei.
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