>> Login Sostenitori :              | 
header-1
header-142

RSS 2.0
menu-1
Ancora sulla Liturgia. Ossia, la Bellezza.
Stampa
  Text size
Una giovane lettrice scrive:

«Leggo i commenti sulla dimissione del Papa e mi viene da sorridere. Ci si affanna a giustificare o a condannare la sua scelta, inneggiando alla modernità o gridando al tradimento della tradizione. Ho una età che non mi permette di ricordare la Chiesa prima del Concilio, ma mi viene da sorridere pensando che forse Dio sta ridendo delle nostre convinzioni su cosa sia giusto per celebrarLo. Mi viene da pensare che i riti che seguiamo sono comunque frutto dell’uomo che si è sforzato di pensare cosa Dio volesse da noi. La sera del Giovedì Santo Egli nella persona di Gesù ci ha solo detto di spezzare il pane e di condividerlo e che quel pane, dopo quel semplice gesto fatto in Suo nome diventa il Pane di Vita. Tutto ciò che è venuto dopo è stato solo frutto dell’uomo, magari dell’uomo illuminato dalla Verità, ma pur sempre dell’uomo. Non so cosa aspettarmi nei prossimi tempi, credo che arriveranno giorni duri, dove non potremo più parlare di infallibilità del Papa e dove ognuno sarà solo con ciò che ha maturato nella sua fede. Per quel che mi riguarda ho paura che sarà troppo poco, ma prego Dio di farmi ricordare sempre le parole di quel fraticello cappuccino definito santo da Blondet. Un giorno che gli dissi che a volte mi trovavo smarrita davanti ai riti della Messa, non capendone il senso e la necessità mi rispose: «Hai ragione, penso che capiti un po’ a tutti, ma a me basta sapere che lì dentro, e mi indicò il Tabernacolo, c’è Dio e che mi ama». Da allora cerco di farmi bastare questa Verità sperando che mi sostenga nei giorni che devono venire, perché i riti senza il cuore dell’uomo non sono niente.

Alessandra
»


Certo, cara Alessandra: «i riti senza il cuore dell’uomo non sono niente». Ma dimentichi altre parti della questione.

Una: i riti nascono dalla carità apostolica per i fedeli. Sono fatti per «sostenere» il cuore dell’uomo, cuore sempre in pericolo di distrarsi e di seguire le sue passioni, anziché l’essenziale, che è (secondo il catechismo) «adorare, servire ed amare Dio in questa vita e goderlo eternamente nell’altra». Difficile, per noi creature zoologiche, adorare ed amare l’Invisibile, senza «segni»: e occorre che questi «segni» siano forti, profondamente significativi, risonanti nel profondo dell’anima.

Seconda questione: il rito della Messa è anche un onore a Dio, alla sua Maestà. Gli vogliamo offrire qualcosa di bello, alto e nobile, o invece di sciatto, brutto, senza le dovute forme?

Pensa alle chiese antiche: furono costruite da nostri antenati che erano poveri, ma vollero dare a Dio una casa che fosse bellissima di pitture, vetrate, sculture, organi e interna luce spirituale, tutta roba costosissima. E ancor oggi queste antiche chiese spiccano nella città moderna, ossia imbruttita e disumanizzata, come un silenzioso rimprovero. Che cosa rende belle le antiche chiese? La fede nella Verità di Cristo, ossia del Dio che s’è fatto Uomo, e quello conta più di tutto. Che cosa rende brutte le moderne chiese o – se è per questo – case e città? La perdita generale di quella fede.

L’architettura moderna (anche delle chiese) esprime un vero disprezzo per l’uomo, lo fa «star male» apposta: è un segno anticristico. Il «non serviam» di Lucifero. Uno dei tanti segni satanici di cui abbiamo riempito il mondo credendo di «liberarci», e diventare Dei.

La liturgia, è la stessa cosa. È (era) una forma d’arte sacra, la più eccelsa: e come la grande musica classica, si richiedeva che fosse «eseguita» con rigore e senza variazioni arbitrarie di testa dei musicisti, degli esecutori o degli spettatori. Era un concerto offerto al Cristo che, proprio in quel momento, di nuovo moriva sulla croce per noi; ne sottolineava e commentava il dramma, il dolore e la nostra gratitudine, e il pericolo estremo di «mangiare e bere la propria dannazione» se ci si avvicinava al Sacrificio con l’anima macchiata. Ci portava tutti sul Golgota, e il sacerdote che ci rivolgeva le spalle era «uno di noi» che elevava l’Ostia per tutti noi a quella croce del Golgota. Lo faceva con esatte parole tratte dalla Scrittura: nessuna era inventata dalla «creatività personale», nessuna esprimeva «il mio io» piccino sentimentale e presuntuoso; ci si rivolgeva a Dio con le parole che Dio stesso ci aveva dato. Non vi erano ammesse voci e strumenti musicali profani, del mondo, sporcate dalla profanità.

In una parola: la liturgia è , dev’essere, Bellezza. Non sottovalutare mai il valore della Bellezza nel servizio a Dio.

Per Tommaso d’Aquino, il Vero e il Bello sono la stessa cosa (anche il Bene è Verità e Bellezza). Ne consegue che il dominio del Brutto che ci circonda dovunque, anche in chiesa, segnala un allontanamento dalla Verità, dal dogma.

Tu dici: «Ho una età che non mi permette di ricordare la Chiesa prima del Concilio, ma mi viene da sorridere...». È questo che temo per te e la tua generazione, cara Alessandra: quando non sarà estinta la mia generazione, quella che ha conosciuto la Bellezza liturgica e può giudicare lo scadimento attuale, voi non avrete più termini di paragone, e dunque sarete più indifese preda del Brutto – ossia della non-Verità. Già vedo un sintomo di questo sviarsi della Verità-Bellezza nel tuo dire «credo che arriveranno giorni duri, dove non potremo più parlare di infallibilità del Papa e dove ognuno sarà solo con ciò che ha maturato nella sua fede». Avere questa opinione significa già scantonare nel luteranesimo, e nemmeno te ne accorgi… Non è colpa tua, è che il Concilio ha smesso di proclamare la verità dogmatica.

Purtroppo, vi vedo già preda, voi giovani, di bruttezze in tutti i campi del «mondo»; e mi addolora che non abbiate più un’idea del Bello, del nobile e del grande con cui contrastare la deriva. Il Bello è la via al Vero; ma è (anche) un rifugio e un giardino di quiete, e voi non avete più rifugio e né quiete dai rumori mondani, o dall’insignificanza del vivere profano. Peggio, a forza di non vedere il Bello, la gente si abitua al brutto, e non sa che questo fa ammalare l’anima, la rende incapace di contemplare la grandezza morale (i cui esempi sono ormai così rari), ossia di vincere se stessi.

Già il fatto che tu ammetta di non aver mai visto una messa gregoriana (pre-conciliare) ma presuma di inserirti nel dibattito, sarà molto democratico, ma non è tanto bello. È come se uno dicesse: «Non ho mai avuto modo di ascoltare il Concerto Brandeburghese di Bach, ma mi fa sorridere che alcuni lo giudichino superiore a Zucchero Fornaciari, che a me piace e basta ai miei gusti musicali».

Un po’ ti invidio, perché sei stata presente all’Ultima Cena. Sei infatti sicura che Cristo, quella sera fatale, abbia fatto «un gesto semplice: spezzare il pane e condividerlo». Invece io, pensa un po’ mi immaginavo che quella frase: «ecco il mio corpo, ecco il mio sangue» avesse un suono terribile, ascetico ed eroico, che abbia annichilito i discepoli. In quella prima Messa, già gli apostoli, come te, probabilmente si trovarono «smarriti, non capendone il senso e la necessità». Il punto è che non c’è niente da capire, ma solo adorare; ed è la presunzione dell’io moderno che pone questa esigenza di «capire» la Messa: è il Mistero dell’Onnipotente che si fa debole e muore, è semplicemente incomprensibile – se non nell’Amore.
Mi concederai almeno questo: che la sera del Giovedì Santo, Cristo non avrà detto: «E adesso scambiatevi il segno di pace». Come mai allora questo s’è inserito nella Messa «semplice e moderna», senza fronzoli , alla buona, che tu preferisci (perché ti manca il confronto)?

Anche questo è un rituale; anzi, è diventato il rituale più vistoso nella messa d’oggi. Sembra proprio che gli uomini non possano fare a meno dei rituali nelle occasioni pubbliche: nei tribunali, si celebrano i rituali del diritto; se si va in visita al presidente della repubblica, ci si deve attenere a un rituale, che è chiamato «il cerimoniale», e non è ammesso sgarrare, e comportarsi in modo diverso da quello prescritto. Solo nell’incontro pubblico con Cristo crocifisso, che è la Messa, oggi i rituali se li inventano, e ne inventano di nuovi di testa loro, canzoncine ed espressioni e preghierine, e ciò rende l’evento squallido, basso e brutto. E irrispettoso.

La questione di «cosa sia giusto per onorarlo» non è così irrilevante da sorriderci. Papi moderni, post-conciliari, l’hanno ritenuta dolorosamente importante. Joseph Ratzinger, nel 1992, ha scritto parole durissime sulle messe come si celebrano oggi in troppi casi:

«La riforma liturgica nella sua forma concreta s’è allontanata sempre più da questa origine (parlava della messa gregoriana). Il risultato è stato (…) una devastazione. Da una parte si ha una liturgia trasformata in show, nella quale si tenta di rendere al religione interessante con l’aiuto della stupidità, della moda e di massime morali provocanti. (...) Dopo il Concilio (...) al posto della liturgia, frutto di uno sviluppo continuo, è stata messa una liturgia fabbricata. Si è usciti dal processo vivente di crescita e di sviluppo per entrare nella fabbricazione. Non si è più voluto il divenire e la maturazione organica di Dio che vive nei secoli e lo si è sostituito a mo’ della produzione tecnica, con una fabbricazione banale del momento».

Paolo VI, il maggio 1964, nella Cappella Sistina, rivolse un’omelia quasi disperata agli artisti che hanno abbandonato l’arte sacra: «Se Noi mancassimo del vostro ausilio, il ministero diverrebbe balbettante e incerto e avrebbe bisogno, diremmo, di diventare esso stesso artistico, anzi profetico. Per assurgere alla forza di espressione lirica della bellezza intuitiva, avrebbe bisogno di far coincidere il sacerdozio con l’arte» (1).

Sono parole impressionanti, che faremmo bene a meditare tutti. E anche i preti: «Far coincidere il sacerdozio con l’arte», perché no? In un mondo senza più ornamento, dovrebbero sentire l’urgenza di fare della liturgia la loro esecuzione artistica più alta e rigorosa, la «sacra rappresentazione» che è e che fu.

Per fortuna e per grazia, vedo dovunque che il Signore sta suscitando quel culto che la messa brutta, e lo spirito dei tempi, gli negano: si diffonde l’Adorazione Perpetua su richiesta dei fedeli, col suo rito dell’Ostensione veramente regale; milioni di fedeli obbediscono alle apparizioni della Vergine e digiunano e pregano, e credono dogmi che avevano dimenticato. Ciò fa sperare che un giorno, da simile fede rinasceranno chiese belle, e la liturgia di nuovo alta, elevante e nobile come i Concerti Brandeburghesi, e non come Zucchero.





1
) Trovo queste due citazioni, con gratitudine, in Enrico Maria Radaelli, «La Bellezza ch ci salva», 2010.



Copyright Associazione culturale editoriale EFFEDIEFFE


 
Guarda commenti | Nascondi commenti

Commenti  

 
# FeBM 2013-03-07 11:05
Curioso come persino un non Cattolico - quale Elemire Zolla, ebbe a dire a questo proposito che: "un rito o é gerarchico o non é".

Frase a prima vista semplice, ma - trovo - molto piu' profonda di quello che sembra: si prenda ad esempio la (a mio modesto avviso) orrenda abitudine di recitare il Padre Nostro con le braccia aperte, quasi si fosse noi stessi dei Sacerdoti o il già ricordato scambio del segno di pace: si tratta di segni che hanno un solo significato: la negazione della gerarchia: annullata la superiroità del Sacredote (siamo noi i sacerdoti) si elimina ipso facto (e mi sorprende che non appaia lampante tutto cio') anche quella di Nostro Signore al quale con questi gesti si comunica una cosa sola: che noi siamo come Lui.

Cordialmente
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Antonio_1234 2013-03-07 13:19
Per non parlare delle varianti più fantasiose, tipo quella di "tenersi per mano" (mancano solo gli accendini e la macchina del fumo) o di accompagnare il "segno della pace" con il bacio sulle guance (che si tratti di un "lapsus iscariota"?).
Molti sacerdoti, inoltre, si prodigano nell'elargire la stretta di mano a tutti i fedeli presenti, andando in giro per i banchi come se ci si trovasse al ristorante.
Poi, risaliti sull'altare, dopo aver "toccato" tutto e tutti, prendono in mano il Santissimo: "Ecco l'Agnello di Dio!".
Ma vi sembra normale?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Fabio B 2013-03-07 11:08
Credo che occorra evidenziare bene il Sacrificio del Calvario: dopo di esso il Corpo ed il sangue di Cristo ci sono 'restituiti' sotto le specie del pane e del vino ed in esse Cristo è realmente con noi per sempre, fintanto che il suo Sacrificio verrà rinnovato nella S.Messa in modo incruento.
Se ci limitiamo a basare la Messa e l'Eucaristia solo sull'ultima cena, questo aspetto scompare; o no?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# dommivincenti 2013-03-07 13:24
La cattedrale di Karaganda http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=6347
è bella, è artistica, è gloriosa. Inaugurata il 9 settembre scorso, dedicata alla Madonna di Fatima, “Maria, Madre di tutti i Popoli”, il permesso di costruzione della cattedrale fu concesso dalle autorità statali il 13 maggio 2003.
Sorge al centro di quello che era chiamato il "Karlag", parola composta da "Karaganda" e "lager". I campi di concentramento della regione di Karaganda, durante l'epoca staliniana coprivano un'area grande all'incirca come la Francia.
Mons. Schneider spiega: http://www.zenit.org/it/articles/un-silenzioso-ma-anche-potente-segno-e-mezzo-di-evangelizzazione
dare a Dio il primo posto anche nel senso di offrire a Suo onore una bellezza artistica, poiché Dio è l’autore di tutta la bellezza e merita di ricevere in Suo onore dalla parte dei credenti opere veramente belle.
Significativo è che sia risuonato il requiem di Mozart in onore delle vittime del Karlag. Il Papa era presente nel suo inviato.
Gloriosa questa realizzazione perché voluta dai martiri per avere giustizia, dai rimasti per conservare di loro venerazione, dalla Madonna che ha mai abbandonato nessuno, dai singoli fedeli della Chiesa nel mondo che ha partecipato col dolore e preghiere prima e poi ha contribuito con piccole offerte. Non sono i pomposi splendori di liturgie che commuovono. Dio e anche le genti di varie credenze vedono se si nasconde dietro di esse la superbia o l'amore.
Anche un salmo per il nostro tempo di Marcello Giombini suonato e cantato da giovani con chitarre e batteria, che nessuno può negare sia ispirato – a meno che sia lo stesso Ispiratore lo Spirito a dirlo – che dice:
questi fiori sono il frutto delle mie lacrime, alleluia... sarebbe stato adatto, non meno di un canto gregoriano.... Almeno: per me è così.
Comunque sarebbe una meta per un pellegrinaggio!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# NominorLeo7 2013-03-08 08:32
Anche un salmo per il nostro tempo di Marcello Giombini suonato e cantato da giovani con chitarre e batteria, che nessuno può negare sia ispirato – a meno che sia lo stesso Ispiratore lo Spirito a dirlo – che dice:
questi fiori sono il frutto delle mie lacrime, alleluia... sarebbe stato adatto, non meno di un canto gregoriano.... Almeno: per me è così.
Comunque sarebbe una meta per un pellegrinaggio!

Giombini ispirato ? E com'è che in una notte di zapping mi sono imbattuto in un film con musiche di Marcello Giombini, e il film era una sequenza ininterrotta di scene pornografiche ?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# dommivincenti 2013-03-08 13:16
I salmi per il nostro tempo risalgono a 50 anni fa. Ciò che è bello continua a piacere (a chi non ha preconcetti di stile, che certo qui è beat, e anche oggi ai giovani piace) anche se l'autore può aver poi percorso altre strade, non so. Preghiamo per lui.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-03-28 21:31
Non basta vestire il saio per essere monaco, non basta musicare un salmo
per pregare come si deve.

Anzi è il contrario, vestire sacri paramenti senza essere consacrati o mondanizzare sacre preghiere musicandole
in modo inedeguato, usare una chiesa come fosse un teatro o un auditorium è puro e semplice sacrilegio. Sa come si compie una profanazione? Si usa in modo profano quello che è sacro.

Chi non lo capisce però molto spesso non è scemo o ignorante... è in cattiva fede.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giulio 2013-03-07 13:25
Ottimo articolo: da meditare.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# oratio 2013-03-07 13:42
La questione sulla musica sacra mi colpisce particolarmente . Dall'adolescenza fino all'età adulta ho cantato durante ogni Messa domenicale nel Duomo della mia città, in una corale polifonica.
Oggi, non molti anni dopo tutto sommato, in tutta la città e dintorni non esiste più niente del genere. Se si va a Messa la domenica mattina si sentono canzonette da figli dei fiori e schitarrate, con addizionato un po' di show per intrattenere e coinvolgere i bambini (che nella società moderna sono trattati peggio di persone mentalmente inferme). Nelle altre messe se va bene si trova un gruppetto di donne molto anziane che, per quanto impegno possano metterci, si tratta comunque di canzonacce cantate da voci incerte.

Quanto vorrei poter tornare ad intornare il "Tu es petrus" di Perosi in apertura della Messa.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Don Capisco 2013-03-07 14:16
Il Bello, il Vero e il Bene sono la dimensione percepibile all'uomo dell'Essere. Insieme rivelano la Gloria dell'Essere. Sono dimensioni strutturali dell'anima umana. Forse aveva ragione Heidegger quando parlava di età dell'oblio dell'Essere ... ma non potrà mai essere per sempre.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Maurizio Blondet 2013-03-07 22:31
L'età dell'oblio dell'Essere infatti, caro Don, non può durare per definizione. Tutti sentiamo l'accelerazione dei tempi, la loro "manchevolezza" (Platone diceva "pénia"), che li rende frenetici. Il "nostro " mondo corre sempre più velocemente verso il suo epilogo; come gli uomini di Atlantide, o quelli del Diluvio, quando l'umanità cessa di avere Dio, poichè lo scopo dell'umanità è adorare, viene cancellata. Tranne il piccolo resto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# zampano 2013-03-08 01:29
penìa
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Don Capisco 2013-03-08 14:53
Mi permetto un'altra considerazione. Sempre Heidegger sembra talvolta indicare questa età nichilistica non tanto dipendente dalla volontà umana bensì dal ritrarsi dell'Essere stesso.
Tempo fa sentii un padre gesuita Marko Ivan Rupnik parlare della crisi delle vocazioni quasi come un segno voluto da Dio stesso per indicarci la via errata che avevamo intrapreso.
In effetti la delicatezza dell'amore di Dio potrebbe manifestarsi come un ritiro della sua Presenza, della sua percebilità nella liturgia, nei riti, nella dimensione sensibile della sua Presenza come da Lei descritta come solo modo per convertirci. Il male è e rimane percebile come assenza di bene, mancanza e penuria. Heidegger diceva che solo i poeti ri-fondano l'Essere perchè sono i gli in-attuali precorritori dei tempi. Noi cattolici dovremmo invece dire la stessa cosa dei Santi. Solo i Santi ri-fondano il "nostro" mondo perchè sono i Santi i primi a percepire l'assenza di Dio nel mondo e a soffrirne nel corpo e nell'anima e solo essi possono ri-fondare la città dell'uomo che si edifica a partire dai Cieli, come lei scrisse in un suo bellissimo e personalissimo articolo. Scusate se mi sono dilungato
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# fisheye 2013-03-07 15:25
Molto vero: spesso oggi si vuole capire per credere, dobbiamo abbandonarci e pregare per credere, poi capire
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-07 17:21
Leone XIII dopo una terrificante visione sui tempi futuri della Chiesa produsse una preghiera esorcismo a San Michele Arcangelo da leggere alla fine di ogni messa. Sarebbe ora di farlo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# matilde 2013-03-07 23:23
Citazione catholico:
Leone XIII dopo una terrificante visione sui tempi futuri della Chiesa produsse una preghiera esorcismo a San Michele Arcangelo da leggere alla fine di ogni messa. Sarebbe ora di farlo.


Vorrei sapere qualcosa in più al riguardo, se è possibile. Grazie!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# zampano 2013-03-08 01:31
Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude. Amen.

Da recitarsi dopo ogni S. Messa.
In internet trova varie informazioni
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# matilde 2013-03-08 22:04
Citazione zampano:
Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude. Amen.

Da recitarsi dopo ogni S. Messa.
In internet trova varie informazioni


Molte grazie!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# NominorLeo7 2013-03-08 08:42
La Preghiera a San Michele Arcangelo era obbligatoria tra le preghiere alla fine della messa, finché queste non furono abrogate dalla riforma pseudo-conciliare, proprio nel momento storico in cui sarebbe più urgentemente necessaria.
Comunque i sacerdoti tradizionali, e tutti i fedeli, possono recitarala e di fatto la recitano più volte al giorno: Essa dice:
Sancte Michael Archangele,
defende nos in proelio;
contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus, supplices deprecamur:
tuque, Princeps militiae Caelestis,
satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude.
Amen.[4]
Si traduce facilmente (caso mai si trova on line).
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Antonio A. 2013-03-07 17:30
Ecco di cosa è riflesso il pauperismo formale in cui tanti cattolici "adulti" oggigiorno cadono con il loro stesso, ignorante beneplacito. Non è che figlio di quel pauperismo liturgico al quale siamo stati abituati, che ci è stato imposto e contro il quale parrebbe non esserci alcuna risposta fondata.

Chi vi scrive vede ancora col binocolo i trent'anni, eppure ha trovato come arginare questa deriva, seppur parzialmente. Il direttore stranamente non ne fa menzione, eppure esistono tante realtà che portano avanti il Rito Antico, non necessariamente collegate alla tanto vituperata Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Senza entrare nel merito del Pontificato di Benedetto XVI, se c'è un provvedimento per cui tutti noi cattolici dobbiamo essergli in qualche modo riconoscenti è il celebre Motu Proprio inerente alla celebrazione della Messa in Rito Antico. Tutti i sedicenti confusi, obnubilati da chitarre, strette di mano, invocazioni carismatiche e quant'altro, sappiano che una misura per fronteggiare la sciatteria e quindi la bruttezza dei Riti che si tengono in buona parte delle Chiese di mezzo mondo esiste eccome.

Certo, non tutti hanno la fortuna di poter accedervi a un tiro di schioppo da casa, ma fino a che non si ha modo di comprendere quale tesoro ci stanno violentemente e gradualmente sottraendo, chiunque è pregato di astenersi dal prodursi in spericolate dissertazioni teologiche sull'efficacia della Forma (che, come diceva San Tommaso d'Aquino, è sempre Sostanza).

Oppure, a costoro, consiglierei di fare un piccolo esperimento. Provate, se siete "gente per bene", dotate di un minimo di educazione, ad invitare degli ospiti a casa per un'occasione davvero speciale. Dopodiché fate loro trovare la porta aperta, offritegli la cena (pessima, mi raccomando!) per terra e senza posate, e non date loro alcun conto per tutto il tempo. Dopodiché mettetegli fretta affinché se ne vadano, evidenziando in maniera chiassosa ed inequivocabile quanto la loro presenza vi stia recando fastidio.

Allora, forse, capirete cosa significa celebrare una Messa come quella a cui ci tocca assistere pressoché dovunque. Con la differenza che l'Ospite in questione è in realtà il Padrone di casa, che ci sta gentilmente offrendo aggratise la possibilità di stare lì in affitto. Senza contare che il Dono che ci offre è incomparabile, altrettanto gratuito e "non richiesto", ossia Sè Stesso. Se a voi sta bene tutto ciò, a 'sto punto facciamo pressione affinché il Vaticano istituisca un servizio di Eucaristia per corrispondenza, facendoci consegnare l'Ostia comodamente a casa. Un qualunque oggetto ordinato su eBay, o chi per lui, lo tratteremmo meglio di così.

Non tocca me, Deo gratias, affermare chi debba stare dentro e chi fuori. Ma nel mio piccolo, un consiglio per tutti questi credenti tanto attaccati alla componente emotiva, così bisognosi di "emozionalità", ce l'ho. Si chiama chiesa evangelica: lì trovate tutto ciò che vi serve, né vi toccherebbe stare in apprensione per il prossimo Conclave, cruccio che vi sarebbe risparmiato vita natural durante. Lì Gesù è cantato, emozionato, invocato, ma mai, in nessun caso, mangiato. Non sarete distratti da nulla, nemmeno da un piccolo quadretto, così da potervi dare a quella pura fede alla quale tanto aspirate. E, cosa non del tutto secondaria, potrete finalmente definire eretici/infedeli tutti noi cattolici, che al Cristianesimo dei preti (Vaticano) preferiamo di gran lunga quello dei Santi e quindi della Tradizione (Chiesa Cattolica Apostolica Romana). Con tutto il rispetto, s'intende.

Cheers
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giulio 2013-03-07 19:36
Ottimo intervento, veramente ottimo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# struki 2013-03-07 18:18
Per chi abita in zona ,ad Induno Olona (Varese) tutte le domeniche ore 17, c'è la messa in rito ambrosiano antico.
Anche io sono nato dopo il concilio e non avevo mai assistito alla messa antica, ma ora non potrei farne a meno.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cgdv 2013-03-07 18:44
Non posso che essere in pieno accordo con Blondet per quello che espone in questo magnifico articolo. Con l'impoverirsi luterano della Liturgia si impoveriscono le nostre sensazioni, già distratte dalla lettura pubblica dei passi dell'Antico Testamento che è stata inserita in progressione.
Una novità: oggi durante una cerimonia funebre il sacerdote ha nominato Dio per ben tre volte con la specificazione "il nostro".
Non frequento molto e non saprei dire, ma non sarà una nuova forma di politicamente corretto che si sta insinuando?
Giuliano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# astrorosa1 2013-03-07 21:29
Isaia descrisse la venuto di Gesù secoli prima in maniera illuminante.
I tempi futuri dopo la purificazione
sono altrettanto illuminati dalle parole della nostra Santa Madre Maria, saranno
i tempi in cui DIO si compiacerà di quanto ha creato.(ma certamente non sarò
presente in quel tempo)

E come ha affermato Isaia 11 1-9

1 Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
2 Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
3 Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
4 ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese.
La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento;
con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio.
5 Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia,
cintura dei suoi fianchi la fedeltà.
6 Il lupo dimorerà insieme con l'agnello,
la pantera si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un fanciullo li guiderà.
7 La vacca e l'orsa pascoleranno insieme;
si sdraieranno insieme i loro piccoli.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
8 Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide;
il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi.
9 Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la saggezza del Signore riempirà il paese
come le acque ricoprono il mare.

Ed una profezia della Madre Santissima per il futuro:

"Poi Dio manderà i suoi angeli e questi condurranno gli uomini ad una
nuova forma di vita. Dal cielo verrà il soccorso per voi.
il cielo si aprirà e gli angeli del Signore verranno in soccorso dei
Miei prescelti.
I Miei fedeli non proveranno
dolori fisici.
Gli angeli di Dio li proteggeranno.Quelli che appartengono al demonio saranno separati da quelli che appartengono al Signore.

3.5 Il prossimo mondo
Nelle grandi tribolazioni nazioni intere scompariranno e i
luoghi deserti diverranno rifugi per gli uomini
.
Continenti spariranno.
Dopo tutta la tribolazione un fuoco si diffonderà per il Cielo ed il firmamento sarà sconvolto.Dopo la grande e dolorosa tribolazione,
il Signore restaurerà tutto e la terra sarà piena di bellezza. gli uomini contempleranno cose che oggi non sono visibili agli occhi umani
Trasformati, donne e uomini giusti abiteranno la terra.La terra sarà un nuovo paradiso.Non ci sarà fame.
Il male non esiterà più.
i fedeli vivranno sulla terra senza dolori ne'guerre.
l'amore regnerà in tutta la terra. La morte non ci sarà.
ci sarà soltanto una gregge e un solo pastore. Nessuno sarà disperso, già che regnerà soltanto il Signore. Gli uomini contempleranno le meraviglie di Dio e non inciamperanno mai più, già che
Dio stesso vi guiderà
.
La Chiesa tornerà ad essere come Gesù la

affidò a Pietro
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# inggrig 2013-03-07 21:32
domanda forse poco inerente, quali erano secondo lei le offese a Dio che hanno causato le due guerre di cui parla la Madonna a Fatima
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# CESCO 2013-03-07 23:06
Secondo me siamo migliorati.Lo ricordo bene quel rito noiosissimo dove il fedele era solo uno spettatore passivo a parte qualche amen.Era spettacolare la messa cantata, con organo e coro,ma solo la domenica.Ricordo anche molto bene che molti uomini, stavano sul Sagrato della chiesa a fumare e chiacchierare, mettendo la testa dentro ogni tanto per vedere quando si innalzava il Santissimo per entrare a prendere la comunione.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ansgario 2013-03-08 10:21
Non siamo migliorati. Ricordo bene anch'io, quando alcuni uomini (non molti) stavano sul sagrato ad aspettare (la fine della predica di qualche prete noioso: non di tutti)e poi entravano all'offertorio, prima che si scoprisse il calice (non per l'elevazione del Santissimo). Questi comportamenti però non erano la norma. Anzi erano continuamente rimproverati dal clero, che si sforzava di correggere questi abusi. Oggi gli abusi sono di ben altra gravità e nessuno si sforza di correggerli.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giulio 2013-03-08 11:07
Quelli che una volta stavano sul sagrato sono gli stessi che adesso a messa non ci vanno più.
Anziché sul sagrato adesso si chiacchiera in chiesa.
Inoltre il rito sacro è stato sostituito da uno show.
Se questo si chiama "miglioramento"...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Maurizio Blondet 2013-03-08 11:15
Blondet

...ed ora nemmeno mettono più dentro la testa ogni tanto.
Effettivamente nella Messa di prima molte formule il sacerdote deve prnunciarle a basas voce. Ma a quanto ricordo, già Pio XII aveva prescrtitto che le letture,m delle apistole e Vangelo (osssia le cose da capire e imparare) fossero in italiano, o nella lingua locale.
Il punto importante era che le formule e i responsori fossero non inventati ma passi del Vangelo. Tipicamente la formula alla Comunione: "Signore, non son degno che tu entri nella mia casa; ma dì soltanto una parola e il servo tuo sarà guarito": che è esattamente la frase del buon centurione. Oggi invece si parla di "non son degno di partecipare alla Tua mensa": questa trasformazione del Sacrificio i "mensa" doveva attrarre i luterani; che continuano a non venire a "mensa" con noi, e del resto si stanno sfaldando cedendo a sette non denominazionali . Come hanno ricordato alcuni lettori, nella Messa di prima c'era l'invocazione finale a MMichele arcangelo, come difensore ultimo escatologico conbtro Satana, un vero esorcismo. Perché mai è stata tolta? Volendo, si può dire in italiano....
Poi c'erano le vecchiette che partecipavano alla Messa recitando il Rosario. L'ho sempre trovato commovente. Voi credete che non capissero quel che avveniva? Lo capivano abbastanza dall'unire il loro vecchio cuore a quello del sacerdote invocando Maria. Quando si parlava con loro, avevano più cultura religiosa di tanti laureati moderni.
Del resto, nella Messa ortodossa, che dura tre ore, ed è incomprensibile perchè in paleo-slavo o paleo-greco, al momento della consacrazione si chiudono addirittura le porte dell'iconostasi, e la transustanziazi one avviene fuori vista dei fedeli. E' proprio in quel momento, alla chiusura, che il Mistero colpisce di più i cuori adoranti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# prodigus 2013-03-08 00:03
Parlando con alcuni amici di una certa età e poco avezzi al latino mi viene detto che prima del concilio vaticano II la partecipazione alla messa avveniva con la recita del rosario: il sacerdote celebrava la messa e i fedeli si limitavano a recitare preghiere.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# zampano 2013-03-08 01:22
Il Sacramento è la realtà in cui significato e significante coincidono, per grazia di Dio: per questo la Liturgia vera è la vera ed unica opera d'arte, paradossalmente . L'arte non è altro che il tentativo umano di accostarsi quanto più possibile al senso (significato) dell'esistere intero.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# zampano 2013-03-08 01:26
Io avrò sempre un termine di paragone, direttore, pur essendo nato ben dopo il Concilio Vaticano II: conosco la musica di Bach.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Catello 2013-03-08 06:05
La liturgia tradizionale,qu ella dei cardinali dentro la basilica di San Pietro, oppure della messa cantata nelle cattedrali, la trovo molto bella.
E' un'espressione di enorme magnificenza, ricchezza, armonia e complessità estetiche.
Ma la cosa che più colpisce è il retro pensiero che tutto ciò non può nuocerci perché non corrisponde ad alcun potere terreno. Mentre può o potrebbe aiutarci sapere quale sia il giudizio che dà sui problemi umani una simile grande organizzazione che si ispiri veramente al Vangelo
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Maurizio Blondet 2013-03-08 11:39
Blondet:
Vuol sapere quale giudizio dà dei problemi umani una grande organizzazione che si ispiri veramente al Vangelo?
Grosso modo, il giudizio dovrebbe essere quello del Fondatore: "I cieli e la terra passeranno, le Mie parole non passeranno". "Che cosa guadagni a conquistare il mondo, se poi perdi l'anima tua?". "Vi dò la mia pace, non come la dà il mondo..." Eccetera.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# gipiel 2013-03-08 09:17
Faró leggere questo articolo anche a mio figlio di 14 anni.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# tobia 2013-03-08 11:09
il rito è un mezzo ,quello principale,per avvicinare l'uomo a Dio.SE viene in qualche modo invertito,cambi ato per forza di cose non avrà più gli stessi effetti sui fedeli...Anzi l'officiante che dà le spalle a Dio è inquietante,qua si luciferino... Ricordiamoci che la controiniziazio ne,l'antitradizione utilizza sempre come supporte alle sue opere distruttive (satana può solo distruggere non creare)forme tradizionale estinte o ancora sussistenti che peò vengono cambiate,invert ite profondamente dall'interno facendone dunque un suopporto per le influenze sataniche.E' il caso del protesatntesimo in campo cristiano e del wahabismo in campo musulmano.La chiesa cattolica sembra ahimè,dal concilio vaticano secondo subire la stessa sorte...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-08 12:59
Avendo assistito a una messa tridentina devo dire che nonostante mi senta molto vicino ai fratelli tradizionalisti devo dire onestamente che l'ho trovata molto meno bella di quella moderna. Ovviamente quando è realizzata col massimo dello spirito tradizionale.
Nonostante la decadenza della Chiesa trovo che il Novus Ordo sia migliore.

Nella tridentina ho visto molta confusione e disarmonia nei movimenti, un andirivieni di chierichetti, un affacendarsi del sacerdote, che va di qui e di là, che spesso stava decentrato rispetto all'altare... una vera disarmonia estetica, insomma.

E poi il sacerdote costretto ad andare avanti e indietro numerose volte per dare l'ostia ai fedeli che a turno si avvicendano... No... molto più logico che siano i fedeli in coda e il sacerdote fermo! Certo ritornerei a fare inginocchiare il fedele prima di somministrare l'eucarestia.

Poi ho sentito molte volte i campanellini, troppe volte...
quel suono rappresenta lo Spirito Santo, infatti secondo la simbolica esso rappresenterebb e il numero 1, la bacchetta, e il numero 2, la campana, che insieme realizzano il 3. lo Spirito santo (e dunque la Trinità)... ma una volta sola va fatto secondo me.

Poi vedere per 90 minuti un sacerdote di schiena intento a trafficare... è vero che rende il senso del sacrificio, in effetti sembra proprio che lo stia facendo ma è esagerato. Non risponde a quel principio di discrezione e minimalismo dei segni tipici del Cattolicesimo. Allora tanto varrebbe usare una micca di pane e una bottiglia di vino... No, la Chiesa vuole discrezione e quindi meglio così.

Poi l'altare centrale tra Sacerdote e fedeli è veramente più armonico.

In definitiva nonostante la crisi della Chiesa a cui Paolo VI ha dato il suo contributo purtroppo devo dire che nel nuovo rito è stato davvero assistito dallo Spirito Santo.

Peccato che non si siano date regole rigorose e quindi nelle parrocchie si assista spesso a orrende celebrazioni, ed è vero che tutto ciò distrugge il senso del sacro e della gerarchia, però sbagliano i fratelli tradizionalisti a ritenere la Messa moderna la causa di tutti i mali.
Assolutamente no, secondo me è molto meglio ma l'interpretazione che è spesso da condannare
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Tannhauser 2013-03-09 10:40
Credo che l'esperienza negativa dipenda principalmente nella (presumo) scarsa esperienza del celebrante e dei chierichetti nella celebrazione della messa Tridentina.
Quando da bambino (anni 60) ho avuto la fortuna, data la mia età di servire messa, le garantisco che di movimenti confusi e disarmonici non ce ne fosse traccia. Ogni settimana, noi chierichetti (TUTTI i bambini MASCHI del paese dai 6 ai 13 anni) dopo la dottrina, facevamo le prove per la messa domenicale con il parroco che ci correggeva gli errori anche solo di percorso. Inoltre, ci veniva spiegato il senso di ogni gesto ed il significato di ogni parola che costituivano la struttura del rito. E' solo grazie a ciò che ho imparato ed assorbito in quegli anni se, nonostante tutto, frequento ancora "l'assemblea dei fedeli", come viene chiamata ora la "ripetizione incruenta del sacrificio di N.S. Gesù Cristo sulla Croce".
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Militiaceleste1 2013-03-08 13:36
UN ALTRO ARTICOLO STUPENDO DEL DIRETTORE, CHE DA' IL MEGLIO DI SE' QUANDO SCRIVE SU QUESTI TEMI, SENZA DARE DEL CRETINO A NESSUNO.
BUONA LA PACATA ARGOMENTAZIONE "COME SI FA A CRITICARE IL VECCHIO RITO SE NON SI E' MAI ASSISTITO AD UNA MESSA TRADIZIONALE?".
LA CRISI DELLA CHIESA DI OGGI E' UNA CRISI BASATA ANCHE SULL'EUCARESTIA.
LO SCANDALO DEI PRETI PEDOFILI NON E' SOLO UNNO SCANDALO CRIMINALE E PSICHIATRICO; E' UNO SCANDALO LITURGICO:
I VESCOVI CREDONO O NO CHE UN PRETE SCANDALOSO STA FACENDO UN SACRILEGIO,QUAN DO MANGIA DEL PANE DI CRISTO INDEGNAMENTE? QUESTA SENSIBILITA' SI E' ATTENUATA SENZA DUBBIO NEGLI ULTIMI 50 ANNI.


I CATTOLICI NON CELEBRANO UNA CENA, UNA RIUNIONE CONVIVIALE, NON SIAMO IL ROTARY DI DIO. NON SI VA A SENTIRE UN TIZIO ESPERTO DI PROBLEMATICHE SOCIO-SPIRITUALI CHE DICE "SECONDO ME".

**
SPERO CHE, COME AVVENUTO CON L'OTTIMO "SELVAGGI CON TELEFONINO", ANCHE QUESTI ARTICOLI SULLA ROMANITA' E SULLA RITUALITA' POSSANO TRASFORMARSI IN LIBRO.
L'ANTROPOLOGIA (GIRARD, AD ESEMPIO) MOSTRA CHE E' IL RITO,, A FONDARE IL SENSO ULTIMO DEL DIRITTO E DELLE ISTITUZIONI.
E' LA BELLEZZA LITURGICA LA PIU' FORMIDALE PEDAGOGIA, NON QUELLA DEI MINISTRI ALLA BERLINGUER, PROFUMO, o di quella signora (come si chiama) che ha falsificato la data di residenza per fare l'esame d'avvocato in Calabria.
VOLETE UNA CONFERMA?
FATE IL CONFRONTO TRA I RAGAZZI CHE FREQUENTANO LA MESSA TRADIZIONALE E QUELLI CHE LA DOMENICA MATTINA DORMONO (DOPO LA DISCO...).
VI ASSICURO CHE CI SONO ANCORA RAGAZZI CHE FREQUENTANO LA MESSA, ANCHE LA S.MESSA TRADIZIONALE.
GRAZIE PER QUESTI ARTICOLI, DIRETTORE, DIO LA ISPIRI DI NUOVO.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-03-08 13:37
Io sono nato poco prima della devastante attuazione della riforma liturgica voluta non dal concilio
ma da Paolo VI. Fui battezzato in rito antico il giorno di San Luca Evangelista
18 ottobre 1969, e dopo appena sei settimane entrò in vigore la micidiale riforma liturgica voluta e imposta da Montini. Come si comprende bene non posso certo amare il rito di San Pio V
per nostagia, visto che avevo solo pochi giorni di vita, nonostante ciò ho assistito sconsolato nel corso degli anni alla deriva sempre più penosa della liturgia che faceva da contrappasso alla deriva della Chiesa. Ho riscoperto (o meglio scoperto)
il rito di San Pio V per puro caso, ovvero per Provvidenza e Grazia di Nostro Signore ed avvenne durante una celebrazione in rito gregoriano
officiato in una chiesa di proprietà
di una confraternita. E' stata una esperienza folgorante, ho come di colpo
compreso che tutto quello che mi faceva soffrire durante le squallide e spesso persino oscene celebrazioni a cui avevao sempre assistito derivava dalla sovversione di un preesistente e perenne ordine di bellezza e dignità.
Combatto da anni ( da prima del Summorum di Benedetto XVI) per diffondere questa mia scoperta della verità, che un clero in cui abbondano guitti, saltimbanchi e mestieranti cerca spesso di nascondere, infangare, osteggiare.

Il consiglio che dò alla giovine lettrice
semi-protestante (non forse per sua scelta ma certo per sua ignoranza magari incolpevole) è di partecipare ad una messa solenne o comunque cantata officiata secondo
il Summorum Pontificum, in Rito Romano
Universale. Forse scoprirà anche Lei che a prescindere da quello che hanno nel cuore gli uomini Nostro Signore in corpo sangue anima e divinità s'immola e trionfa ogni volta su quegli altari antichi per il bene nostro e di tutta la
Santa Chiesa.
Mentre molto spesso durante le cialtronate novoliturgiche filoprotestanti , a prescindere da quello che hanno nel cuore i fedeli, Nostro Signore non c'è affatto, perchè il sacerdote che non crede nella transustanziazi one non consacra e molti
di questi saltimbanchi lo confessano pubblicamente, per loro l'eucaristia è solo un simbolo. Quando costoro celebrano
Nostro Signore è assente e a prescindere dai pii desideri nel cuore dei fedeli,
nulla è sacro (e spesso è blasfemo) in quelle cosiddette chiese che in realtà sono solo per l'appunto
"aule liturgiche".
Non è coi desideri anche pii nostri cuori che possiamo costringere Dio a stare dove non vuole e questo è impedito a tutti gli uomini, papi compresi.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# arduino 2013-03-08 17:38
Condivido in pieno. Inoltre, essendo circa coetaneo del ns. Direttore, mi ricordo molto bene il vecchio rito, che la domenica faceva traboccare le chiese, mentre quello nuovo le ha rapidamente svuotate. Lefebvre sosteneva addirittura che la messa "novus ordo" non è valida. Ma una cosa mi sono sempre chiesto, per quanto invece riguarda la validità dei sacramenti: un tempo vigeva il dogma che questi, anche se somministrati da un sacerdote in peccato mortale o comunque indegno, fossero comunque validi, in quanto la loro efficacia discenderebbe non "ex opere operantis", bensì "ex opere operato". (In altre parole, qualunque sacerdote, purchè non sospeso "a divinis", sarebbe completamente vicariabile da un altro). Mi chiedo se questo criterio sia estrapolabile alla situazione attuale.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-08 19:00
Certo che è sempre valido. E proprio per questo infatti Lefebvre non sosteneva che la messa moderna è invalida ma illecita, sarebbe stato in contraddizione proprio con quel dogma. (L'invalidità riguarda Dio, l'illiceità riguarda l'uomo).

Questo putroppo lo sostengono i sedevacantisti.
Ci mancherebbe altro che il sacro dipendesse dalla purezza di chi officia! Sarebbe pieno giudaismo. Un ritorno ad una concezione preistorica e magica.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-03-09 09:26
Tutto corretto. E' però necessaria una puntualizzazion e a questo punto.

Un sacerdote in peccato mortale che sull'altare consacra con l'intenzione vera di consacrare, consacra; mentre un sacerdote, pur regolarmente ordinato e magari neppure in peccato mortale, che sull'altare non abbia l'intenzione di consacrare, non consacra.

Questo è il punto. Il Miracolo Eucaristico richiede l'intenzione di chi consacra, altrimenti non ci può essere consacrazione e come è ovvio, se un sacerdote non crede nella presenza reale, è evidente che di fatto è impossibilitato a cosacrare. Non è questione di liceità o validità è che le specie del pane e del vino restano tali e quali come sono.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-11 14:30
Citazione Annhilus:
Un sacerdote in peccato mortale che sull'altare consacra con l'intenzione vera di consacrare, consacra; mentre un sacerdote, pur regolarmente ordinato e magari neppure in peccato mortale, che sull'altare non abbia l'intenzione di consacrare, non consacra.


Un sacerdote che sull'altare non avesse l'intenzione di consacrare dovendolo fare è di fatto in peccato mortale, cmq

A realizzare la consacrazione è il rito non l'officiante. Nessuna obiezione interiore può fermare lo Spirito Santo. La Chiesa ha la missione di salvare le anime. Se una messa viene celebrata anche da un prete satanista puoi stare tranquillo che lo Spirito Santo scende cmq nelle specie eucaristiche e la sua efficacia dipende poi esclusivamente dalla fede di chi la riceve.
La Chiesa ha la missione di salvare le anime, non Dio...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-03-13 12:56
Se così fosse, allora un qualunque laico che celebrasse seguendo il rito, potrebbe transustanziare .
Invece non è così.
Se il celebrante regolarmente consacrato non ha l'intenzione di consacrare non consacra.
Credere che basta seguire una procedura
svincolata dall'intenzione del celebrante
significa credere ad un rito magico, in cui l'intenzione di chi celebra è inconferente.
Inoltre lo Spirito Santo può essere fermato eccome, in tal senso ogni uomo possiede la libertà di peccare e di opporsi alla Grazia. Chi volta le spalle volontariamente allo Spirito Santo, impedisce allo stesso di agire, con tutto quello che ne consegue, ovviamente. Questo ovviamente non perchè lo dico io ma perchè è verità di fede.

La fede di chi riceve l'Eucarestia non c'entra niente con la consacrazione. Tanto è vero che se uno avesse tutta la fede del mondo ma riceve ostie non consacrate, non riceve certo il Corpo di Cristo, ma solo un'ostia qualunque. Si aggiunga che la Messa per essere valida DEVE prevedere la consacrazione non di tutte le ostie che si daranno al popolo, (che di solito sono già state consacrate) ma specificatament e della sola ostia che DEVE essere consacrata e consumata dal sacerdote sull'altare. Se questo non avviene la messa è invalida perchè non s'è consumato il Sacro Sacrificio. Se invece a prescindere dalla presenza di popolo il sacerdote consacra e consuma l'eucarestia, la messa è valida eccome.
In realtà in termini di miracolo eucaristico la fede anzi la presenza persino del popolo non conta assolutamente niente, dato che in termini di Sacramento fa tutto il sacerdote ed il popolo al massimo assiste.

Un VERO sacerdote quindi in peccato mortale, anche gravissimo, se VUOLE consacrare consacra sempre, se invece non ha l'intenzione di consacrare, anche se non è in peccato mortale, allora non consacra, e non consacra anche se celebra davati a 1000 persone tutte di fede limpida e cristallina.
Questo è quanto e chi sostiene il contrario è in errore serio e farebbe bene a consigliarsi presto con un serio e preparato assistente spirituale, perchè confondere il Sacramento e la Grazia di Dio con i propri sentimenti e desideri può portare a gravi guai.

La fede dell'uomo, tanta o poca è sempre imperfetta e non può certo costringere Dio a fare quello che non vuole, ma il peccato dell'uomo ferma la Sua Grazia
perchè Dio ci vuole liberi.

Non ci si salva per sola fede personale(eresi a luterana), ci si salva solo in virtù del Sacrificio di Cristo che ci ha riscattato e meritato il perdono.

Può anche non piacere ma è così.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Militiaceleste1 2013-03-08 17:31
Piccola, banale aggiunta a quanto detto prima. A differenza del passato, oggi si può ovviare alla non comprensione della lingua latina con dei semplici foglietti di traduzione stampati e usati durante la celebrazione. La relativa lunghezza del rito poi costringe il celebrante a fare omelie più breve (quelle di Mons.Cavalli a Legnano, la domenica alle 17 e 30 sono esemplari.
Ma non è per il latino che si chiede il Rito Antico, è per celebrare il Cristo come lo hanno fatto i santi e tutti i nostri antenati che hanno creato la Cristianità: in ginocchio, di fronte al Santissimo Sacramento, prima di "operare".
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-08 18:17
Citazione Militiaceleste1:
Piccola, banale aggiunta a quanto detto prima. A differenza del passato, oggi si può ovviare alla non comprensione della lingua latina con dei semplici foglietti di traduzione stampati e usati durante la celebrazione.

Come a teatro x l'Opera?


La relativa lunghezza del rito poi costringe il celebrante a fare omelie più breve (quelle di Mons.Cavalli a Legnano, la domenica alle 17 e 30 sono esemplari.
[quote/]

Ed è un bene? A sentire tanti preti modernisti sì... in realtà tutto dipende dal sacerdote se usa bene il tempo a disposizione è bene ne abbia di più.


Citazione:
Ma non è per il latino che si chiede il Rito Antico, è per celebrare il Cristo come lo hanno fatto i santi e tutti i nostri antenati che hanno creato la Cristianità: in ginocchio, di fronte al Santissimo Sacramento, prima di "operare"


Il Papa ha tutto il diritto di cambiare un rito, che non è materia dogmatica, se lo fa ci si deve fidare che questo rito servirà in futuro a formare altrettanti nuovi santi
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-08 18:53
Fortemente convinto che vi sia un seme gnostico nella mormorazione tradizionalista rispondo ad alcune osservazioni emblematiche

------------

Gentile lettore,

spiacenti ma le sue continue considerazioni (paragonare la nostalgia per l'antico rito ad un "atteggiamento giudaico" ci sembra il colmo), hanno stufato; conosciamo tutti le "caratteristiche " del Novus Ordo e non è affatto necessario che continui a rammentarcele come se fossimo caduti in errore. Se abbiamo pubblicato questo articolo, ci sembra che sia per dare nuovamente dimostrazione che qualcosa di importante è andato perso. Abbiamo capito che per lei non è così.

La redazione
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-03-10 21:52
Fortemente convinto che via sia una ideologia omosessuale ed eretica per nulla minoritaria e strisciante e purulenta nella masnada progressista e novo-ordista militante ed intransigente, ritengo doveroso evitare mormorazioni a basso volume mandando sonoramente a cagare queste zecche infettive di cui sopra. (non mi riferisco ovviamente al lettore specifico che non conosco nè anelo conoscere).
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-11 00:13
Citazione Annhilus:
Fortemente convinto che via sia una ideologia omosessuale ed eretica per nulla minoritaria e strisciante e purulenta nella masnada progressista e novo-ordista militante ed intransigente, ritengo doveroso evitare mormorazioni a basso volume mandando sonoramente a cagare queste zecche infettive di cui sopra. (non mi riferisco ovviamente al lettore specifico che non conosco nè anelo conoscere).



Purtroppo la Redazione ha censurato il 90% del mio post. In questo modo nessuno ha potuto leggere i miei argomenti e capire esattamente che non sono UNA ZECCA E UN OMOSESSUALE del pensiero.

Così purtroppo, le personcine come te potranno continuare a pensare queste cose. Ma non mi riferisco a te che non conosco nè anelo conoscere

-----------------

Le abbiamo già scritto in merito: i suoi interventi, puntualmente pignoli sul pensiero vario ed argomentato dei lettori, recitano sempre la stessa cosa; pubblicarne 1 è già sufficiente. Ma è lei che ignora moltissima materia, scritti, relazioni che da 50 anni si susseguono, fin da dentro il Concilio passando per i cardinali Ottaviani e Bacci e migliaia di altri scritti che lei, con i suoi commenti piatti e banali insulta e svilisce. La invitiamo - lo faccia questo atto di umiltà "fuori dagli schemi" - a leggere la rivistina di marzo "Presenza divina" che ha il merito di raccogliere scritti e denunce del clero cattolico degli ultimi decenni in merito alla cosiddetta "Sovversione nella liturgia"; leggerà, probabilmente senza volerlo capire, qualcosa di oggettivo, quanto inquietante. Si ricordi caro signore, che onoratissimi sacerdoti sono morti di dolore per quanto lei, piattamente, continua a voler difendere come una scelta di Dio. Dio permette l'errore, cosa ben diversa dal volerlo o provocarlo.

La redazione
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-11 15:00
Citazione:
La invitiamo - lo faccia questo atto di umiltà "fuori dagli schemi" - a leggere la rivistina di marzo "Presenza divina" che ha il merito di raccogliere scritti e denunce del clero cattolico degli ultimi decenni in merito alla cosiddetta "Sovversione nella liturgia"; leggerà, probabilmente senza volerlo capire, qualcosa di oggettivo, quanto inquietante.


Lo farò senz'altro.

Però mi permetta di precisare che il senso della mia polemica non è di appiattire, banalizzare, insultare e svilire gratuitamente argomenti e sensibilità di alcuno, ma mi preme far notare che non è nei riti, nelle azioni, nelle cose che sta il male, ma, come Lei ben sa, è nello Spirito con cui si fa ogni cosa che risiede il male. Altrimenti Gesù non avrebbe insegnato che non è quello che entra nel nostro corpo ma quello che esce dal nostro cuore a rendere impuro l'uomo.
L'idea che possa esistere un rito che in se stesso salvi e un'altro che non salvi, L'idea che non sia il cuore con cui ci si accosta al rito a salvare l'uomo ma il rito in sè stesso e basta Lei sa bene a chi appartiene questa mentalità e quanto il Cristo l'abbia condannata e io a volte la sento, questa mentalità, nella visione dei tradizionalisti . Se mi sbaglio sono contento per loro.

Citazione:
onoratissimi sacerdoti sono morti di dolore per quanto lei, piattamente, continua a voler difendere come una scelta di Dio. Dio permette l'errore, cosa ben diversa dal volerlo o provocarlo.


Non ho adeguata preparazione da pretendere di affermare quale sia veramente meglio tra i due riti, posso solo avere una opinione personale, tuttavia per me non esiste una messa cattiva in sè stessa. Ci sono solo delle cattive messe fatte da tanti cattivi preti, tanto che se a costoro venisse data la Messa Tridentina la renderebbero anch'essa vana, brutta e farebbero scappare dalle chiese ancora più gente.
Il mondo è cattivo di suo non per colpa della Chiesa. La Chiesa è penetratra e corrosa dal male ma non si può pensare che ogni cosa che costituisce la sua visibilità, e una messa è la sua visibilità per eccellenza, possa venire meno. A meno di non credere alle teorie su una Chiesa vera ormai nelle catacombe e senza segni visibili. Gesù non ci ha garantito che così non sarà?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-03-13 13:25
Caro amico quà bisogna capirsi:
Lei non può dire che la Chiesa è corrosa dal male e che molte cose riguardo la sua visibilità possano essere afflitte da questo male ma che la liturgia quale essa sia e a prescindere da come venga condotta è esente da questo male.

Se venisse a mancare la possibilità di celebrare (come è stato in Russia per decenni) crede forse che la Chiesa cessa di essere tale?

Un conto è credere alle promesse di Cristo ed un conto è pretendere arbitrariamente che Cristo debba sospendere il libero arbitrio dell'uomo quando costui dovesse tentare di celebrare una liturgia a Dio magari sgradita.

Lei fa discendere in modo arbitrario ed erroneo un effetto da una causa con cui non ha legami di sorta neppure in senso logico, figurarsi teologico.

La verità è che la sovversione liturgica
come qualunque altro peccato è disponibile alla libertà dell'uomo. Se l'uomo decide di farlo, può farlo e lo fa; nulla a che vedere questo, con le indefettibili promesse di Cristo.

Inoltre a prescindere dalla mia o altrui preparazione è evidente che il novus ordo è un rito di gran lunga meno
sacrale e meno universale (meno cattolico se preferisce) del Rito Extraordinario ed adduco motivazioni da tutti riscontrabili:
1) L'Extraordinario è un rito unico ed universale che unisce tutti i cattolici del mondo e dà la possibilità a tutti a prescindere dalla lingua e dalla nazionalità di assistere e beneficiare del Sacrificio Santificante di Cristo.
2) L'Extraordinario un rito codificato e strutturato in modo eccellente che lascia ben poco spazio alle zozzerie che invece abbondano
col Rito Ordinario, che invece è sempre diverso da nazione e nazione, città e città, prete e prete....

Il novus ordo in fondo è questione di moda e di tempi e di luoghi, ma il Rito Extraordinario Universale è la Messa di sempre.

Dovendo cancellare uno dei due è ovvio
che vada sacrificato il rito locale e salvato quello universale vista la cattolicità intrinseca della Chiesa di Cristo che DEVE essere oltre che Cattolica anche UNA Apostolica Santa e Romana. UNA chiesa UNA liturgia FONDAMENTALE ed eventualmente pur anche tante liturgie "usa e getta" o se preferisce "al passo coi tempi".
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Nahars 2013-03-09 11:23
intervengo solo per precisare che normalmente una messa in latino dura un 60/65 min. con un paio di canti, non 90 min. come una partita di calcio e se anche fosse va bene uguale.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# musicus barocchus 2013-03-09 15:42
"Siano modeste le celle,sobrio il vitto,ma ricche le chiese"(San Gaetano da Thiene).
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Nahars 2013-03-09 19:34
per comprendere la bellezza del rito, consiglio a tutti la S. Messa nella forma "straordinaria" celebrata dai Monaci Benedettini di Norcia!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# frank22 2013-03-10 13:54
Quando vado (raramente) ad una Messa moderna non recito mai: "non son degno di partecipare alla Tua mensa..." traduzione scandalosa (come giustamente dice il direttore) del "Dominus non sum dignus..." fatta per compiacere i protestanti, ma che molto più gravemente ha cambiato il significato della Messa: da sacrificio di nostro Signore che avviene in quel preciso momento sull'altare a convivio, a mensa, a festa senza poi parlare di tanti altri abusi perpetrati da preti cosiddetti "creativi".
Lo studioso inglese Davies ci dice che al tempo dello scisma di Enrico VIII non ci fu bisogno di convincere i fedeli con la forza a credere in altro modo: bastò 50 anni di "book of prayer" dove molte verità di fede non furono proibite, bastò che non se ne parlasse come ci insegna la "lex orandi, lex credendi", dimmi come preghi, ti dirò come credi.
Lo stesso è avvenuto dopo il Concilio in campo cattolico: 50 anni di pratica liturgica riformata ci ha fatto scivolare senza che ce ne accorgessimo verso il protestantesimo . La gente crede di essere cattolica, ma di fatto non lo è più.

I protagonisti del Concilio e della riforma liturgica sono stati gli intellettuali (i teologi) che hanno voluto razionalizzare ciò che non si può, perchè l'efficacia della religione è in ciò che non è razionale. La religione è tanto più amata quanta più fede richiede. Il teologo ha voluto spiegare i misteri, risolvendoli in ragione. Al contrario è il mistero, che reclama e cerca lo spirito religioso. E' questo che fa l'essenza del culto e la potenza del proselitismo. Quelli che hanno voluto dissipare il soprannaturale, illuminare la ragione, razionalizzare la fede, sono stati abbandonati dai fedeli e dal clero stesso (in quindici/venti anni dopo il concilio gettarono la tonaca alle ortiche centomila preti e altrettante suore, un quarto dei consacrati mondiali). La fede è l'adorazione dell'incomprensibile e la ricerca dell'impossibile. E' la dimenticanza di questa fondamentale legge che ha reso spesso insignificante e sterile la Messa moderna.
Alla Messa non si partecipa, non si deve nemmeno capire, ma solo adorare.

frank22
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-11 00:17
Citazione frank22:
ma che molto più gravemente ha cambiato il significato della Messa: da sacrificio di nostro Signore che avviene in quel preciso momento sull'altare a convivio, a mensa,
frank22


Non hai diritto di dire questo.

Come fai a dire che il Sacrificio non avviene IN QUEL PRECISO MOMENTO????
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# frank22 2013-03-13 02:07
Non ho detto che nella Messa moderna non avvenga il Sacrificio (se ne fossi convinto, non la frequenterei in alcun caso), ma è la percezione che si riceve che mi porta ad affermarlo. E' la stessa frase tradotta in modo miserevole, ambiguo, quella che mette l'accento sulla mensa, (lex orandi, lex credenti) che porta a ritenere (specialmente le nuove generazioni) la Messa post-conciliare una festa, un convivio, anzichè un Sacrificio. Oramai siamo talmente abituati a questo rito, e non essendoci più un metro di paragone, non ci poniamo più la domanda su che cosa sia il vero significato della Messa.
Solamente se capita di assistere ad una Messa tridentina o alla Messa del Papa o, come è successo a me, all'abbazia di S.Antimo in Toscana dove una comunità di monaci premostratensi francesi celebrano la Messa di Paolo VI come la raccomanda la Sacrosantum Concilium: in latino, cantata in gregoriano e per di più Coram Deo. Qui si che si rimane colpiti e ci si comincia a interrogare.

Il clero ignora che il Concilio ha raccomandato di celebrare in questo modo. Ho sentito più di un sacerdote redarguirci (noi che amiamo il rito tridentino) dicendo che il Concilio a noi non ha insegnato niente. Infatti sono convinti che la riforma liturgica sia stata fatta durante il Concilio, mentre invece è del 1969.
Quindi, come vede, alla Messa moderna vado, ma solo se è celebrata in modo degno ed in latino per risparmiarmi traduzioni inaccettabili e scandalose.

Frank22
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-03-14 11:56
Mi sento di ribadire anche un'altra cosa: Sia chiaro che la Messa è l'attuazione del Santo Sacrificio (incruento) di Cristo che si ripete per la salvezza dell'uomo.
E' col Suo sacrificio che Cristo ci merita la Salvezza e soddisfa ai nostri peccati, non ci si salva affatto con la più o meno eventuale fede
dell'assemblea che magari si pure comunica.

Il miracolo della transustanziazi one
inoltre avviene anche se il sacerdote celebra senza popolo, così pure avviene anche se poi egli stesso non consumasse le Sacre Specie a causa di incidenti o forza maggiore, cosa che purtroppo può accadere in casi straordinari.

E' invece sicuro che se il sacerdote non ha l'intenzione di consacrare non consacra e questo a prescindere dalla fede di dovesse assistere a questa "non consacrazione".

A titolo meramente esplicativo vi rimetto lo stralcio del "De defectibus"
che prende in esame proprio la invalidità
della consacrazione nel caso in cui non vi sia l'intenzione nel ministro:

--------------

VI – I DIFETTI NEL MINISTERO

I difetti da parte del Ministro possono accadere quanto a quelle cose che in lui sono richieste. Esse poi sono: innanzitutto l’intenzione, poi la disposizione dell’anima, la disposizione corporale, la disposizione delle vesti, la disposizione nello stesso ministero quanto a quelle cose che in esso possono accadere.



VII – IL DIFETTO NELL'INTENZIONE

Se qualcuno non volesse compiere la consacrazione, ma fare qualcosa ingannevolmente ; parimenti se alcune Ostie per dimenticanza rimanessero sull’Altare, o qualche parte di vino o qualche Ostia fosse nascosta non intendendo il Ministro consacrare se non quelle che vede; altresì se avesse davanti undici Ostie e ne volesse consacrare solo dieci non determinando quali delle dieci intendesse: in questi casi non consacra perché è richiesta l’intenzione. Altrimenti, se pensando certamente che fossero dieci, però vuole consacrare tutte quelle che ha dinanzi, allora tutte saranno consacrate: e perciò qualunque Sacerdote deve avere sempre tale intenzione, cioè di consacrare tutte quelle Ostie che ha posto davanti a sé per consacrarle.

------------------------------------

Chi crede che la messa sia solo un convivio e l'eucarestia solo un simbolo
non è cattolico bensì eretico luterano, magari non lo sa, ma lo è e la responsabilità di quei sacerdoti che invece di ricondurre alla vera fede i fedeli li lasciano nell'ignoranza e nell'eresia, dovrebbe far loro tremare i polsi e togliere il respiro.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-18 12:52
Citazione Annhilus:
Chi crede che la messa sia solo un convivio e l'eucarestia solo un simbolo.



Non ti viene il dubbio che forse per la Dottrina Cattolica la Messa è sia Sacrificio che banchetto (inteso come il futuro banchetto di nozze celeste della parabola?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-03-28 21:11
No non mi viene in mente, e non mi viene in mente perchè il banchetto non salva nessuno, mentre il sacrificio di Cristo sì.

Cristo salva l'umanità morendo dissanguato e macellato sulla croce, egli
soddisfa ai nostri peccati mentre il suo sangue scola sul legno del patibolo.

L'ultima cena non salva nessuno, la salvezza è sul Golgota.

E' il corpo e sangue del Cristo immolato che rende sacra l'Eucaristia, non il fatto che essa venga celebrata in assemblea o meno. Il futuro banchetto è di là da venire, il miracolo salvifico
del sacrificio di Cristo è invece davanti a noi ogni volta che ignobilmente assistiamo al Santo Sacrificio della messa.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-03-18 12:48
Citazione frank22:
Non ho detto che nella Messa moderna non avvenga il Sacrificio (se ne fossi convinto, non la frequenterei in alcun caso), ma è la percezione che si riceve che mi porta ad affermarlo. E' la stessa frase tradotta in modo miserevole, ambiguo, quella che mette l'accento sulla mensa,
Frank22


Caro Frank, secondo me non bisogna esagerare. Se la messa è la ripetizione del Sacrificio in forma incruenta e anche la ripetizione dell'Ultima Cena che del sacrificio è figura (cena o mensa cambia poco, si usasse Cena lo trovereste ugualmente scandaloso) L'Ultima Cena, penso sia teologicamente corretto definirla la prima messa.
Quindi come vedi la celebrazione eucaristica contiene entrambi gli elementi. E poi il banchetto dell'Ultima Cena è prefigurazione del banchetto celeste della Parabola dell'invitato alle nozze.

Non mi sembra che ci sia nulla di anticattolico in tutto questo.

La Chiesa non ha il diritto di decidere se esaltare più un aspetto o l'altro?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-03-28 21:17
L'ultima cena non è affatto la prima messa. Nell'ultima cena Cristo era già presente in corpo e sangue, in anima e divinità e non aveva ancora salvato l'umanità col suo sacrificio, mentre nella prima messa il sacrificio di cristo
s'è rinnovato e la transustanziazi one miracolosa si è verificata.

L'ultima cena ha istituito un sacramento ma non lo ha realizzato perchè la salvezza dell'umanità è nel mistero della Pasqua, ovvero nella passione morte e risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Inoltre durante la prima messa è l'uomo-sacerdote che ha ricevuto il carattere
a celebrare, mentre nell'ultima cena
Dio è presente e presiede in prima persona.

Definire l'ultima cena la prima messa è assolutamente scorretto sia in termini logici che teologici.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-03-28 21:26
La Chiesa non ha il diritto di decidere se esaltare più un aspetto o l'altro?


La chiesa non ha diritti propri in merito al culto verso Dio, ha invece i doveri della missione che ha ricevuto. La chiesa DEVE a Dio il culto che Dio VUOLE e non quello che l'uomo preferisce.

Inoltre quà non si tratta di diritti della chiesa ma di deformazioni e di strumentalizzaz ioni ideologiche oltre che di veri e propri abusi contro lo
Ius Divino.

La maggior parte delle volte la ganga filomodernista e vaticanosecondi sta degenerat, espertissima nella ipocrisia e nella strumentalizzaz ione fa passare per diritto della chiesa quello che invece è soltanto autogratificazi one, autocelebrazion e e cialtroneria da saltimbanco del "prete alla moda" che da pastore d'anime si improvvisa intrattenitore da villaggio turistico.

Agire così non solo è anticattolico, è anticristitico.

E questo è quanto caro mio.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Maccabeo 2013-03-20 18:17
Doveva spiegare alla lettrice che:
La santa Messa è il sacrificio della Croce, non la cena! Quindi non è questione di "spezzare pane"...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# catholico 2013-04-08 10:52
Caro Annhilus, rispondo solo adesso perchè l'ho visto tardi.

Citazione Annhilus:
Se così fosse, allora un qualunque laico che celebrasse seguendo il rito, potrebbe transustanziare .
Invece non è così.
Se il celebrante regolarmente consacrato non ha l'intenzione di consacrare non consacra.
Credere che basta seguire una procedura
svincolata dall'intenzione del celebrante
significa credere ad un rito magico, in cui l'intenzione di chi celebra è inconferente.


No, no è proprio sbagliato. Sarebbe un rito magico se bastasse la formula certo ma io non ho detto questo. Ho detto che ci vuole la risposta del credente. Senza il Sì di Maria lo Spirito Santo non sarebbe disceso in Lei.

Immagino che saprai che se non c'è un prete disponibile un laico può battezzare ed è valido
Ovviamente se non è realmente disponibile e quindi non si può lasciare in pericolo un'anima.
Poi quando le condizioni lo permettono è bene farsi ribattezzare dal prete per ossequio all'autorià della Chiesa.

Citazione Annhilus:
Inoltre lo Spirito Santo può essere fermato eccome, in tal senso ogni uomo possiede la libertà di peccare e di opporsi alla Grazia. Chi volta le spalle volontariamente allo Spirito Santo, impedisce allo stesso di agire, con tutto quello che ne consegue, ovviamente. Questo ovviamente non perchè lo dico io ma perchè è verità di fede.


Infatti io ho detto che lo Spirito Santo non può trovare ostacolo ma questo solo individualmente .

L'intenzione cattiva di un prete non ferma lo Spirito Santo verso le anime dei fedeli. Ogni intenzione e libera e individuale è determina effetti su chi la esercita e non su altri. Il prete cattivo ostacola la discesa dello Spirito Santo su stesso. L'ostia del prete che si oppone a Dio resterà pane nella particola che lui consumerà ma nelle particole date ai fedeli sarà Gesù reale.

Altrimenti ci salveremmo per i meriti del sacerdote e non di Gesù, sommo sacerdote.


E anche una messa celebrata da laici sperduti su un'isola deserta sarebbe valida! Non l'ho mai letto su un testo di teologia ma credo che sarebbe proprio così per la stessa logica.
Poi lascia stare il mistero della Transustansazio ne se avverrebbe o meno. Quello che conta è che questa messa in condizioni estreme sarebbe valida. Valida e lecita. Questo ci basta.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-04-26 11:40
Citazione catholico:
Caro Annhilus, rispondo solo adesso perchè l'ho visto tardi.

Citazione Annhilus:
Se così fosse, allora un qualunque laico che celebrasse seguendo il rito, potrebbe transustanziare .
Invece non è così.
Se il celebrante regolarmente consacrato non ha l'intenzione di consacrare non consacra.
Credere che basta seguire una procedura
svincolata dall'intenzione del celebrante
significa credere ad un rito magico, in cui l'intenzione di chi celebra è inconferente.


No, no è proprio sbagliato. Sarebbe un rito magico se bastasse la formula certo ma io non ho detto questo. Ho detto che ci vuole la risposta del credente. Senza il Sì di Maria lo Spirito Santo non sarebbe disceso in Lei.

Immagino che saprai che se non c'è un prete disponibile un laico può battezzare ed è valido
Ovviamente se non è realmente disponibile e quindi non si può lasciare in pericolo un'anima.
Poi quando le condizioni lo permettono è bene farsi ribattezzare dal prete per ossequio all'autorià della Chiesa.

Citazione Annhilus:
Inoltre lo Spirito Santo può essere fermato eccome, in tal senso ogni uomo possiede la libertà di peccare e di opporsi alla Grazia. Chi volta le spalle volontariamente allo Spirito Santo, impedisce allo stesso di agire, con tutto quello che ne consegue, ovviamente. Questo ovviamente non perchè lo dico io ma perchè è verità di fede.


Infatti io ho detto che lo Spirito Santo non può trovare ostacolo ma questo solo individualmente .

L'intenzione cattiva di un prete non ferma lo Spirito Santo verso le anime dei fedeli. Ogni intenzione e libera e individuale è determina effetti su chi la esercita e non su altri. Il prete cattivo ostacola la discesa dello Spirito Santo su stesso. L'ostia del prete che si oppone a Dio resterà pane nella particola che lui consumerà ma nelle particole date ai fedeli sarà Gesù reale.

Altrimenti ci salveremmo per i meriti del sacerdote e non di Gesù, sommo sacerdote.


E anche una messa celebrata da laici sperduti su un'isola deserta sarebbe valida! Non l'ho mai letto su un testo di teologia ma credo che sarebbe proprio così per la stessa logica.
Poi lascia stare il mistero della Transustansazio ne se avverrebbe o meno. Quello che conta è che questa messa in condizioni estreme sarebbe valida. Valida e lecita. Questo ci basta.


-----------------------------------

Questo magari basterà a lei che invece di seguire la retta dottrina segue e crede in sue pie fantasie.


Lei caro amico è semplicemente eretico.
Mi spiace doverlo dire ma è evidente da quello che scrive.

La logica del battesimo è differente dalla logica della consacrazione come è differente il sacramento del battesimo da quello della Eucarestia.

Dire che una messa è valida senza la Transustanziazi one è esattamente eretico
(ed è quello che fanno i luterani).
Lei non troverà mai in nessun manuale di teologia cattolica una eresia del genere, ma se anche la trovasse, resterebbe quello che è: Una pura e semplice eresia.

In una isola deserta presenti soli laici
la Messa valida non può esserci e questo è quanto. Ripeto: può non piacere ma è così e non perchè lo dico io ma perchè è conseguente alla volntà di Dio che ha consegnato a Pietro e alla sua successione apostolica il potere delle chiavi.


Aggiungo che l'intenzione cattiva di un sacerdote ferma eccome lo Spirito, così come lo ferma l'intenzione cattiva di chiunque, dire che non è così significa negare il libero arbitrio ai sacerdoti e la cosa è anch'essa assurda.

Si renda conto caro amico che la dogmatica attinente la fede certa e rivelata non è più sottoponibile allo studio teologico, essa diviene fissa e irreformabile "ab aeterno" e chi nega questo "anatema sit".

Un'altra cosa che lei deve capire è che
l'Eucarestia in se non salva nessuno.

Cristo salva l'uomo ma il sacramento della Eucarestia (o comunione) non salva chi è in peccato mortale, anzi lo condanna più duramente.

Se lei è su un'isola deserta ed è da solo, crede di potersi assolvere da solo se è in peccato mortale?
oppure crede di poter celebrare una messa valida?
La risposta è una e sicura in termini di fede certa e definita : NO!!!!

La sua messa in "condizioni estreme" semplicemente non è messa, non è niente se va bene, è un sacrilegio o un rito blasfemo se va male.

A chi è in peccato mortale non serve
alcuna messa amico mio, serve invece un confessore, ovvero un prete. Senza messa ci si può sempre salvare, ma senza il perdono di Dio no! La perfetta contrizione ci può salvare quando non ci fosse alcun sacerdote ma è cosa assai
difficile da raggiungere persino per i santi e comunque non ha nulla a che fare col sacramento dell?Eucarestia o con la Messa.

D'altro canto molte volte in casi di particolare gravità e rischio di profanazione i sacerdoti volutamente eseguivano il rito ma non intenzionavano la consacrazione, rendeno volontariamente la messa invalida, ma non per cattiva intenzione, quanto per rispetto venerazione e tutela delle Sacre Specie. Il sacerdote consacra solo se vuole consacrare e la messa è valida solo se si realizza la transustanziazi one sull'altare per mezzo del sacerdote che consuma contestualmente il Santo Sacrificio.

Ribadisco: nessuna messa è valida se non c'è un sacerdote che consacra con l'intento di consacrare e non ci sono casi estremi che tengano.


Le ho già suggerito di rivolgersi ad un preparato e capace direttore spirituale, un sacerdote che possa darLe consigli spirituali e nozioni dottrinali e dogmatiche di cui ha grande necessità.

Al momento mi spiace dirlo ma la sua condizione spirituale, è molto problematica perchè le cose a cui
presta fede, sono eresie.

Pregherò per Lei.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Altre notizie in questa sezione :
Il movimento omosessuale si è ormai impadronito della Chiesa Cattolica
EFFEDIEFFE.com
San Paolo non si immaginava – se non durante la grande apostasia descritta nella II ai...
Il nuovo “Deus lo vult”
Klaus Foresti
Risulta inquietante la pervicacia con cui il Pontefice non demorde riguardo alla pretesa di...
Il cuore di Padre Pio oggi
Gedeone la spada
Il presunto valore unico della coscienza personale (misura unica del bene e del male), la nuova...
Il Papa comprende fino in fondo quello che dice?
Lorenzo de Vita
Bergoglio – attaccato da tutti i suoi detrattori – ha colto qualcosa di significativo nel dire...
Bizantinismi teologici su Papa Onorio I
Don Curzio Nitoglia
La questione del Papa eretico
Don Curzio Nitoglia
Letture di un tempo presente, per fissare l’istante che fugge
Lorenzo de Vita
Alla beata C. Emmerick fu dato di vedere il corpo mistico della Chiesa tutto piagato, sotto la...
Tremendi castighi sull’Italia e sul mondo
Don Curzio Nitoglia
Ci troviamo allo scontro finale tra la Chiesa e la contro-chiesa. La situazione odierna è peggiore...
Amoris laetitia: in cauda venenum
Andrea Cavalleri
Quello che ci attende
La Redazione
Chiesa confiscate dal Governo in Turchia. Si teme un colpo di Stato contro la cristianità in...
Ultime notizie in questa sezione :
Un esempio attuale per i fedeli nell’ora presente
Don Curzio Nitoglia
La sua figura è un esempio e un valido aiuto per tutti, sacerdoti e laici, che oggi sono isolati...
I tre gradi dell’amore
Lorenzo de Vita
Oggi le vie imprudenti sono così numerose che si fa fatica a riconoscerle e a separarle dalla...
Esiste un ‘regno del terrore’ in Vaticano?
LIFEsite
La frase più ricorrente che circola in Vaticano è che sarebbe in corso una “guerra” di...
Può un caldo abbraccio scacciare satana?
Lorenzo de Vita
Quando un lettore ci domanda un parere sulla vicenda che vede protagonista padre Cavalcoli, ho...
Lo spirito di fortezza
Lorenzo de Vita
Un esempio di infiltrazione nella Chiesa, che non dà tregua al corpo mistico. Sotto l'ala del...

Articoli piu' letti della settimana nella sezione Cattolicesimo

Libreria Ritorno al Reale

EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.

Servizi online EFFEDIEFFE.com

Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.

Lettere alla redazione : Scrivi a
EFFEDIEFFE.com

Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE

Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.



Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com

Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.

RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds

effedieffe Il sito www.effedieffe.com.non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata", come richiede la legge numero 62 del 7 marzo 2001. Gli aggiornamenti vengono effettuati senza alcuna scadenza fissa e/o periodicità