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La guerra vera vinta dai bambini
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Amici marchigiani mi hanno parlato dell’Armata Bianca e del suo fondatore, il cappuccino padre Andrea d’Ascanio. Un’idea semplice e terribile: chiedere ai bambini che si consacrino a Dio in Maria, donando la vita per vincere il male nel mondo. Lo spirito è quello di Fatima, dove – il 13 maggio 1917 – chiese ai tre pastorelli: «Siete disposti ad offrirvi a Dio, pronti a quello che vorrà mandarvi, per la pace nel mondo e la conversione dei peccatori?». Quando Lucia, Jacinta e Francisco risposero sì, la Vergine aprì le mani e ne scoccò una luce che attraversò i piccoli: «Quella Luce era Dio», scrisse Lucia, colei che sarebbe rimasta sulla terra. Gli altri due morirono presto, la loro offerta era stata accettata.

Almeno un milione di bambini nel mondo, dal ‘73 ad oggi, hanno ripetuto quel sì. S’impegnano a dire il Rosario ogni giorno e a farvi partecipare altri bambini, e a fare ogni giorno un piccolo sacrificio. Ma, essenzialmente, si consacrano, offrono la loro vita.

Pia
   Pia
Inutile obiettare che non si può chiedere tanto a dei bambini, che «non capiscono». Proprio i bambini capiscono benissimo, come si potrà vedere dalle testimonianze sorprendenti riportate nel sito di questo movimento ecclesiale, http://www.armatabianca.org e specialmente la storia di Pia, una bambina tedesca che ha voluto ricevere la Comunione a due anni e mezzo, ben conscia di quel che faceva: La prima Comunione di Pia.

Il movimento infatti, tra l’altro, promuove la Comunione ai bambini «al primo uso di ragione», il che è stata – apprendo – volontà del Pontefice San Pio X.

«Molto spesso il Servo di Dio mi parlava della necessità di far fare la Prima Comunione ai bambini ben presto, affinché il Signore prendesse possesso delle loro anime prima che vi entrasse il peccato» (cardinale Raffaele Merry del Val, teste al processo di beatificazione).

Pia
   San Giovanni Bosco
Ed anche di don Bosco:

«E da rifuggire come la peste lopinione di chi desidera rimandare la prima santa Comunione ad unetà troppo avanzata, quando il diavolo ha già per lo più preso possesso del cuore giovanile, con danno incalcolabile per la sua innocenza. Non appena il fanciullo sa distinguere pane e Pane, si prescinda dalla sua età, venga il Re celeste per regnare in questo cuore benedetto».

E’ interessante leggere dalle loro parole che bambini, anche sotto i sei anni, si consacrano con piena coscienza e con la gioia – loro, consapevoli di «non saper fare nulla» – di rendersi utili, di collaborare a salvare il mondo, in una visione consapevolmente escatologica: da «apostoli dei tempi ultimi».

A quanto pare, l’idea iniziale risale a Padre Pio: «I bambini salveranno il mondo», disse, e invitò più volte gli adulti ad organizzare gruppi di preghiera di piccini. Quel padre Pio che un giorno disse a un altro frate: «Fra Eusebio, prendi la mia arma dalla tasca dellabito», e intendeva il Rosario. La sua natura di soldato colpì già alcuni che gli furono più vicini. Una sua fedele testimoniò: «La sera prima che morisse era al solito posto, sulla verandina, con larma in mano», sentinella fedele fino all’ultimo respiro.

Da qui il nome di «Armata bianca» che padre Andrea ha dato ai suoi infanti consacrati: li arma del Rosario, ed è convinto che cinque milioni di bambini consacrati basterebbero a salvare il mondo da Satana, dalle sue opere e dai suoi servi.

Posso capire l’incredulità, e forse il riflesso di rifiuto di alcuni lettori. Siamo qui nella prima linea della enorme guerra in corso, guerra dell’invisibile di cui vediamo però gli effetti atroci sul mondo e sugli uomini, e chi è ben lontano da quella prima linea – e non ne vede nemmeno i fumi, il sangue e gli scoppi – non può capire, può parlar di follia o fanatismo. Ma si provi a pensare questo: quando si chiamano in prima linea i bambini, che battaglia può essere, se non l’ultima, quella in cui si gioca il tutto per tutto?

Magari io e voi siamo increduli. Ma – fatto notevole – proprio i nemici e il loro quartier generale non condividono questa incredulità: considerate per un attimo la furia con cui, oggi, precise forze del male, con complicità vastissime di grandi poteri politici ed ideologici, si sforzano di sporcare l’innocenza precocemente, sporcandone le anime a volte in modi atroci. Forse, più consapevoli di noi della posta in gioco, stanno «neutralizzando» quella purezza ingenua a cui attribuivano tanto potere don Bosco e San Pio X. Forse si affrettano a «far entrare il peccato» o «il diavolo» in quei cuori, prima che «vi entri il Signore».

In questa visione della battaglia in corso, proviamo a ripensare alla promozione dell’aborto: non sarà forse che massacrano più piccoli soldati possibile, per non averli contro nella battaglia?

Scusate: proprio i laicisti e gli atei dovrebbero ridersi di queste ubbie di frati, visto che non credono nell’aldilà. E invece, proprio loro hanno accolto l’Armata Bianca con un furore incontrollabile, quasi fossero i primi a credere all’efficacia di cinquenni armati di Rosario, di questi soldatini consacrati che fanno fioretti perchè l’umanità si salvi.

Quando, a fine anni ‘80, padre Andrea e i suoi cominciarono a dar sepoltura ai resti degli abortiti (a cui si dava «un lembo di dignità»), e poi nel ‘91, al cimitero dell’Aquila, posero un piccolo monumento a «Maria madre dei bambini non nati»,


si vide una mobilitazione rabbiosa di proporzioni enormi, in fondo incomprensibile per un monumentino di marmo. La reazione della stampa, dei partiti, dei movimenti «progressisti», fu chiassosa ed univoca:


La Giunta comunale de L’Aquila riunita al gran completo decide, sotto la massiccia pressione politica e mediatica, di eliminare la scritta posta sul monumento realizzato nel Cimitero: «Ai 50 milioni di bambini che ogni anno vengono uccisi dallaborto». Organizzata dai partiti e movimenti di sinistra, ha luogo una «marcia sullAquila di 3 mila femministe», di cui vediamo sotto le immagini e la presentazione giornalistica, altamente veridica come sempre.


Il movimento della Vita dell’Armata Bianca fa ricorso, i giudici del TAR gli danno ragione, il Comune deve cancellare la scritta. A questo punto, il piccolo monumento viene profanato, e il fatto viene rivendicato così: «Per colpire uno dei simboli del disprezzo delle donne e affinché la gente assapori la gioia dello spirito di ribellione». Una rivendicazione di cui, spero, non sfuggirà lo stigma luciferino. C’è da chiedersi il perchè di una reazione così scomposta, un vero pandemonium, per quella statuetta.


Forse la risposta è nella scritta che i profanatori hanno lasciato sul monumento, a sinistra nella foto «Armata Bianca vi distruggeremo!»: è un programma. Un massone pentito s’era confessato a padre D’Ascanio e lo aveva già avvertito: la Massoneria aveva deciso di distruggerlo: moralmente, come sacerdote.

Dal 1996 padre Andrea D’Ascanio cappuccino subisce 17 processi, presso tribunali civili e penali, con tutte le accuse possibi: immancabile quella di pedofilia, violenza privata e simili. Le aperture dei processi sono regolarmente esaltate dalla grancassa mediatica – che invece tace delle successive e continue assoluzioni del frate per «non aver commesso il fatto». Quasi tutte le cause – doloroso particolare – sono intraprese per iniziativa del vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, che vi si dedica con una ostinazione eccezionale. Sua iniziativa è anche l’apertura di un processo canonico contro il cappuccino, con accuse che vanno dalla «eresia» alla violazione del segreto confessionale, dalla «calunnia» all’«affarismo» ai «Peccati esterni contro il sesto precetto del Decalogo con scandalo permanente».

Chi vuole può trovare in questo sito i dettagli della vicenda, e l’assoluzione di padre Andrea da parte del tribunale ecclesiastico: E’ l’ora della Verità

Ma le pene del frate non sono finite. I giudici del tribunale ecclesiastico che l’hanno assolto l’avevano previsto ed hanno voluto scriverlo nella sentenza:

«(…) il Collegio è arrivato alla presente sentenza perché sin dallinizio del processo ha cercato soltanto di appurare la verità per fare giustizia, malgrado (…) la consapevolezza del Collegio che una eventuale sentenza assolutoria del padre Andrea DAscanio difficilmente sarebbe stata recepita con soddisfazione dalle diverse Autorità che sono intervenute nellindagine previa e nell’avvio dellazione penale giudiziaria (pagina 37)».

In chiaro: l’assoluzione non piaceva a qualche altissima autorità all’interno della Chiesa (si fa il nome del cardinal Bertone, allora segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede). Il 2003 si apre con un secondo processo canonico la cui irregolarità salta subito agli occhi: padre Andrea non viene convocato a difendersi, non gli viene consentito di fare appello al tribunale superiore della Segnatura Apostolica, viene ascoltata una sola teste, quella che lo accusa, e che è stata già dichiarata «falsa e inattendibile» persino dai tribunali italiani che si sono occupati del caso. Di fatto, si approfitta dell’obbedienza «fino alla morte» cui è tenuto un vero francescano, per impedirgli di agire. (www.truthaboutpadreandreadascanio.net)

Difatti il padre viene condannato.

In questo momento si trova sostanzialmente recluso in un convento cappuccino lontano dai suoi fedeli. Come già a padre Pio negli anni della sua persecuzione, gli è vietato confessare, celebrare la messa davanti a fedeli ed ogni altro sacramento; gli è vietato predicare; gli è vietato agire da guida spirituale. Soprattutto, gli sono proibiti «rapporti di qualsiasi genere, anche solo epistolari o telefonici, con i membri dellAssociazione Armata Bianca e di altre Associazioni connesse».

Padre Pio fu liberato dalla identica e per lui dolorosissima prigionia non dalle autorità ecclesiastiche, ma da giornalisti del settimanale Il Borghese, cuori neri fascisti e peccatori (1), che fecero conoscere il caso e ne resero note le più scandalose soperchierie (i microfoni nascosti nel confessionale del santo) e costrinsero l’autorità a recedere (certi «casi» hanno bisogno di silenzio).

Oggi, mi dicono, padre Andrea prigioniero non chiede questo genere d’interventi. Dotato si dice di visione, ritiene inutile ormai lottare contro le forze che tanto lo temono sul loro stesso piano. Anche accusare la Chiesa peccatrice e infiltrata è inutile: presto «Dio farà nuove tutte le cose», a cominciare dalla Chiesa.

Prima comunione
   Prima comunione
I «suoi» bambini sono stati chiamati in prima linea, sono già un milione, dicono il Rosario, fanno il fioretto di non guardare la TV. Ai suoi seguaci, padre Andrea ha da tempo additato San Luigi Maria Grignon de Montfort, uno dei pochi santi che hanno guardato al futuro della Chiesa e ai suoi apostoli degli ultimi giorni. Sono tranquilli che Maria «schiaccerà il capo del diavolo e farà trionfare Gesù Cristo» per mezzo del suo «calcagno», cioè «i suoi umili schiavi e i suoi poveri figli». Il termine usato dal Monfort è «enfant».

A questo proposito, riporto dal sito dell’Armata Bianca una preghiera da rivolgere ai «bambini non nati per ottenere qualunque grazia».

«Piccoli martiri che siete nel Cuore del Padre
e nell
amore immenso di Maria,
vi preghiamo
: intercedete per noi lo Spirito di Fortezza
che ci aiuti a combattere il male
affinché
, liberi dalla sua influenza,
possiamo vivere come degni figli di Dio.
Poiché nella vostra morte si ripete la crocifissione di Gesù
,
voi potete ottenere molto da Dio Padre
:
chiedetegli di cambiare amorosamente i cuori di coloro
che per diversi motivi giungono al crimine dell
aborto,
ottenete il perdono per le vostre madri terrene per non avere avuto il coraggio di portarvi a vedere la luce
, e a noi la forza per continuare la lotta contro lomicidio e il peccato in ogni sua forma.
Accogli Signore le nostre preghiere perché termini nel mondo la terribile pratica dell
aborto,
per intercessione di Maria sempre Madre».

Con approvazione ecclesiastica:
20 giugno 1999 monsignor Juan Larrea arcivescovo di Guayaquil
28 novembre 2005 Curia Diocesana di Drohiczyn

Ma come, una preghiera agli abortiti, che non sono stati battezzati?, dirà qualche buon cattolico magari tradizionalista. Io che non sono nella prima linea non mi sento in grado di obiettare. Mi limito a copiare dal sito: «Invitiamo tutti i fedeli a rivolgersi a loro con la preghiera approvata dalla Chiesa e qui riportata. Potremo così dare a questi bimbi una voce e lopportunità di esprimersi nella dimensione dello spirito e dellamore, visto che nella loro breve esistenza terrena hanno avuto solo lopportunità di un grido silenzioso’».

I bambini non nati ora sono nel Cuore del Padre. Siamo certi che saranno gli intercessori della Sua Misericordia che è «più forte del peccato, più forte del male, più forte della morte» (Dives in Misericordia VIII,15)». Anche loro, questi scarti, hanno «lopportunità di esprimersi nella dimensione dello spirito e dellamore».

Se padre Andrea li chiama martiri e assicura che sono nel cuore del Padre, tendo a crederci: è lui l’arruolatore, e questi feti buttati saranno, ormai, almeno un miliardo. Vengo meno al pessimismo cosmico per una volta: so che la guerra vera, quella finale, la stanno vincendo loro.

«Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli lo avete fatto a Me» (Matteo 25,40)

Maurizio Blondet




1) Luciano Cirri e Francobaldo Chiocci, che hanno raccolto le loro inchieste del tempo in un volume: «Padre Pio, storia di una vittima». Luciano Cirri era uno dei fondatori de »ll Bagaglino» e del «Giardino dei supplici», un cabaret di destra cattivissimo, che era anche il titolo di una rubrica sul Borghese. Francobaldo Chiocci mi raccontò una volta che Cirri condusse tutta l’inchiesta su padre Pio senza voler mai andare una volta a San Giovanni Rotondo a vedere il frate: «Se poi mi converte e devo diventare buono, come faccio a fare il giornalista?». E’ morto nel 1983. Negli ultimi mesi, malato di cancro, aveva un solo dolore: non essere andato da padre Pio. Sono sicuro che adesso gli parla. A padre Pio piacevano gli uomini avventurieri, se ne circondò.



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