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La crisi d’Europa in 80 slides
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Tra i «think-tank» fasulli e «fondazioni culturali» senza idee, che non hanno dato segno di attività intellettuale ancorché ampiamente irrorate di denaro pubblico (tipo «ItalianiEuropei» di D’Alema, o la fantomatica «FareFuturo» dello scomparso Gianfranco Fini), abbiamo il piacere di presentare il solo vero think-tank italiano: «Scenari Economici». Conosco personalmente il ristretto gruppo di lavoro che la compone, ne ammiro la competenza, l’onestà intellettuale e il realismo: sono, del resto, tutti dirigenti innovativi che operano nell’economia reale, facendo onore al nome italiano all’estero.

«Scenari Economici» intende fare ciò che fanno i «serbatoi di cervelli nei paesi dominatori: elaborare pensiero originale, e fondato su dati concreti, da offrire al ceto politico e agli uomini di governo, senza distinzione di schieramento, per cambiare la situazione corrente. La situazione corrente italiana è evidente a tutti: una crisi gravissima, epocale, in cui «la politica» non sa dare risposta alcuna. La «politica» italiana è essenzialmente decerebrata, ideologicamente dipendente dal «pensiero unico» elaborato a Washington e Bruxelles, troppo occupata da interessi minimi immediati, ed esclusivamente intesa alla propria sopravvivenza. «Scenari Economici» prova ad alzare il livello della proposta politica.

Per esempio, lavorando un anno intero, ha identificato con un’elaborata analisi, una per una, le voci di spesa pubblica concretamente da tagliare. Un’altra paradossale proposta del Think Tank: cassare l’intera, furbesca, mostruosamente proliferante legislazione italiana, e sostituirla integralmente con la legislazione del vicino Canton Ticino: cosa che si può fare immediatamente, dato che i testi sono già nella nostra lingua. Sarebbe il «passaggio-lampo» nel regno del diritto, da cui ci siamo del tutto allontanati in questi decenni.

«Scenari Economici» ritiene necessario ed urgente recuperare la sovranità monetaria, ed è in grado di offrire il progetto per l’uscita ordinata dall’euro, e la contestuale ristrutturazione del debito. Un vero programma di governo, severo ma che fornisce prospettive reali per uscire dalla depressione economica (e mentale) e ritrovare la strada perduta. Personalmente, io sarei ben lieto se gli operatori del Think-tank diventassero ministri con l’incarico di attuare il programma di «Scenari Economici». Mi sentirei in buone mani.

(Maurizio Blondet)



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Fonte >  Scenari Economici

 
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Commenti  

 
# Castorp 2013-06-27 10:19
Per vostra conoscenza ieri sera parlando con un dipedente di una multinazionale tedesca,mi riferito che la sua azienda fa degli utili a gogò.Utili che vanno in Germania grazie a fatturazione di costi fasulli.Ecco perchè la Germania si arrichisce e noi andiamo a picco.
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# giorgio000 2013-06-27 14:36
Il trasporto verso il sito scenari economici,mi sembra esagerata.Non ho letto niente di nuovo,se non la denigrazione dell'autore verso il suo paese.
Mi sembra un venditore di idee usate.
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# giorgio 2013-06-27 22:58
Hai letto bene?
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# Maurizio Blondet 2013-06-28 08:03
Blondet

Lei ha capito l'esatto contrario di quel che c'è scritto ed illustrato in chiarissime tabelle. Complimenti, continui così.

Del resto, era previsto: "Nolite mittere margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos" (Matteo, 7,6).
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# Francesco215 2013-06-28 09:45
Citazione Maurizio Blondet:
Blondet

Lei ha capito l'esatto contrario di quel che c'è scritto ed illustrato in chiarissime tabelle. Complimenti, continui così.

Del resto, era previsto: "Nolite mittere margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos" (Matteo, 7,6).


Direttore Blondet lei è un grande,grazie di esistere....sia lodato gesù cristo.

Con stima e affetto Franecsco
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# 9zZ 2013-06-27 15:09
Quindi uscire dall'Euro per poi rimanere ancorati ancora tra Nord e Sud?
Questi "Signori" hanno preso qualche volta in considerazione anche solo le tabelle dei residui fiscali su base Regionale?
Si sono mai posti il problema della diversità di concetti di vita delle due metà della penisola?
L'Italia è una forzatura creata dagli interessi della massoneria e del satanismo internazionale, come sappiamo.
E' una forzatura costringere Nord e Sud, così diversi, a convivere.
Nell'interesse di entrambi, e per un concetto alto di libertà, è necessario e indispensabile dividere questo Paese e a questo scopo mai capiterà più un'occasione come la crisi attuale causata anche dalla moneta unica.
Uscire quindi dall'Euro con la contemporanea creazione di due nuovi Stati, con le loro rispettive monete e relative Banche di emissione pubbliche, per poter vivere in libertà, secondo le proprie caratteristiche .
QUESTO è lo studio serio da fare.
E subito.
Chi lo volesse fare non avrebbe successivamente che da raccoglierne l'enorme consenso.
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# stefano.mc 2013-06-28 13:22
Perfettamente daccordo. Non solo bisogna uscire dall'euro, ma bisogna anche uscire da questa falsa unità d'Italia. Nell'articolo viene appena accennato: la Germania sta all'europa come la Lombardia sta all'italia, ed è esattamente così nel bene e nel male.
Io in quanto meridionale ne ho le scatole piene sia della superbia tedesca che di quella lombarda, tornare all'italietta dei leghisti che borbottano contro i terroni non se ne parla proprio.. È bene che ognuno stia per i fatti suoi assumendosi tutte le responsabilitá.
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# basilianomurge 2013-06-29 23:05
Io credo invece che dividere l'Italia sia la mossa più stupida per essere ssere poi meglio fagocitati.

Quando fummo divisi molti dei nostri territori furono occupati e spogliati della loro identità italiota: entroterra dalmato-giuliano, corsica, savoia, malta ecc..

Vi ricordo che l'Italia si fece perchè esistevano gli italici a differenze di altre costruzioni nazionali che a noi sembrano più solide.

Se poi la logica di dividerci è quella del pecunio allora, dopo un po' di tempo la Lombardia deve lamentarsi del Trentino e della Valle d'Aosta che certo non brillano.

Al sud la mia Puglia deve autoproclamarsi indipendente visto che, finocchi a parte, è una regione dinamica e destinata a crescere (euro permettendo).
Magari la provincia di Bari vorrebbe sganciarsi dall'improduttiva capitanata e dal parassitismo di Taranto...
Con questa logica dove arriviamo?

Faccio mie le parole del Direttore; dobbiamo tornare ad avere voglia di fare "qualcosa di grande insieme".
Sotto la Roma antica ci riuscimmo, nella prima metà del secolo scorso idem.
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# Paperina 2013-06-30 16:25
Citazione 9zZ:
Quindi uscire dall'Euro per poi rimanere ancorati ancora tra Nord e Sud?
Questi "Signori" hanno preso qualche volta in considerazione anche solo le tabelle dei residui fiscali su base Regionale?
Si sono mai posti il problema della diversità di concetti di vita delle due metà della penisola?
L'Italia è una forzatura creata dagli interessi della massoneria e del satanismo internazionale, come sappiamo.
E' una forzatura costringere Nord e Sud, così diversi, a convivere.
Nell'interesse di entrambi, e per un concetto alto di libertà, è necessario e indispensabile dividere questo Paese e a questo scopo mai capiterà più un'occasione come la crisi attuale causata anche dalla moneta unica.
Uscire quindi dall'Euro con la contemporanea creazione di due nuovi Stati, con le loro rispettive monete e relative Banche di emissione pubbliche, per poter vivere in libertà, secondo le proprie caratteristiche .
QUESTO è lo studio serio da fare.
E subito.
Chi lo volesse fare non avrebbe successivamente che da raccoglierne l'enorme consenso.


E' una forzatura costringere Nord e Sud, così diversi, a convivere.

Spiegami in cosa è diverso un Milanese da un Napoletano.
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# il marconista 2013-06-27 23:23
-l'Italia è già fallita! ... stop

-i soliti servitori di regime muovono "truppe" aziendali inesistenti... stop

-gli italiani dopo una cura ventennale di "oppio mediatico" hanno uno spirito reattivo di un bradipo ... stop

-patrimoniale nel 2013 e prelievo forzoso nel 2014 ... stop

- si salvi chi può! ... stop
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# Berger 2013-06-28 13:06
Citazione il marconista:
-l'Italia è già fallita! ... stop

-i soliti servitori di regime muovono "truppe" aziendali inesistenti... stop

-gli italiani dopo una cura ventennale di "oppio mediatico" hanno uno spirito reattivo di un bradipo ... stop

-patrimoniale nel 2013 e prelievo forzoso nel 2014 ... stop

- si salvi chi può! ... stop


Brillante idea,Marconista ,quella di comporre dei..."Marconi+gramma"...
più semplici,chiari e sintetici di così!
Passo e chiudo.
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# cgdv 2013-06-28 07:47
Ottimo! Anche se non è il mio campo, esporre l'argomento mediante slides rende il punto di vista molto più chiaro e comprensibile, sia a chi non lo conosce sia a chi già lo condivida o meno.
Mi riporta al tempo in cui presentavo, come d'obbligo, nello stesso modo le mie relazioni ai convegni. Molto diverso da quello dei politici e dei buro-tecnici che imbottiscono ex cathedra di parole furbe.
Occorre però che questo gruppo si preoccupi anche di poter incidere in modo forte sulla politica. Altrimenti finiranno per giocarsela tra di loro ed il tempo stringe.
Giuliano
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# MS2550 2013-06-28 12:42
@ 9zZ:
L'I-ta(g)lia bisogna dividerla in 3 (numero perfetto) stati federali
Saluti, Auguri e Preghiere

Marcello
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# cny45tpa 2013-06-28 12:58
Le slides sono semplici e di facile comprensione.Magari conoscere i nomi dei partecipanti aiuterebbe a creare delle sinergie con le tante persone economisti e non che stanno lavorando sul dibattito euro che in Italia non c'e'mai stato.
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# Milo Dal Brollo 2013-06-28 21:00
Tra le riforme, ci sarebbero da ridurre assolutamente i ministeri, abolendo quelli stupidi ed accorpando quelli che non si capisce proprio perché debbano stare divisi: Finanza e tesoro, Economia e commercio, Trasporti ed infrastrutture, Telecomunicazio ni, Sanità civica ed ambientale, Energia, Politiche sociali e previdenziali, Giustizia, Amministrazione pubblica, Istruzione e cultura, Guerra, Ordine pubblico, Relazioni internazionali. Ognuno con i propri gabinetti specializzati e comunicanti tra loro. Così si saprebbe a chi riferirsi, almeno, sperando che l'amministrazione pubblica funzioni.

Poi bisognerebbe fari molti, molti tagli: andarcene da tutte le "missioni di pace" estere; fare il Parlamento di una sola camera con 200 parlamentari con un tetto di stipendiabilità ; dare un tetto di stipendiabilità ai super dirigenti e magistrati e generali di sta ceppa; togliere una marea di imposte arbitrarie, tipo la "bolla" per i documenti che non giustifica niente; permettere di fare una dichiarazione dei redditi semplice pagando il 30% di tasse tramite bollettino postale.

Bisognerebbe ridare pieni poteri di controllo e di contravvenzione ai prefetti togliendoli a tutte le giunte e comitati provinciali e territoriali, invece di stare ad abolire le Provincie: sono nate per quello, per tenere sotto controllo l'andamento del territorio.

Ultimo e non ultimo: fare una GUERRA alla mafia, usare questi stramaledetti 400.000 e passa uomini delle Forze dell'ordine per fare tabula rasa degli adulti mafiosi che svezzano mafiosamente i giovani, in modo da tagliare le gambe a questa "cultura".

E se proprio, cacciamo fuori a calci in culo tutti i "minatori" esteri che ci ciucciano quel non poco (in realtà) petrolio che abbiamo, e ci pescano tutto il pesce pescabile nei nostri mari, soprattutto al Sud. Americani e inglesi fuori dal nostro suolo, giapponesi fuori dalle nostre acque. Altrimenti, che paghino dazio, e pesante.

Solo così, secondo me, potremo poi fare le grandi imprese, che sarebbe anche solo collegare l'Italia intera con la fibra ottica, o finire la Salerno-Reggio Calabria, mica riprenderci l'Africa!
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# italiano borbonico 2013-06-28 22:45
Questa presentazione è incoraggiante e in qualche modo rinfrancante, anche se a mio parere le soluzioni economiche proposte sono irrealizzabili senza una vera rifondazione civile e politica.

L'Italia ha bisogno di fermare lo strangolamento dell'Euro ma deve anche risolversi a mettere finalmente in discussione le finte radici risorgimentali e valorizzare la sua vera identità: a mio parere la forma che le è più congeniale e a cui dovrebbe tendere è la monarchia cattolica costituzionale.
La separazione politica in due o più entità non è invece la soluzione ottima perché non sarebbe altro che il compimento del percorso anti-italiano cominciato nell'Ottocento, indebolendo ulteriormente la missione della Chiesa già sotto attacco e fiaccata da gravi defezioni interne.
Non esistono significative differenze antropologiche e culturali tra italiani del Nord, del Centro e del Sud, ma le "questioni" politico-economiche che si sono generate hanno penalizzato inizialmente il Sud, trattato come colonia conquistata e sottomessa, e poi il Nord, che sbaragliando troppo facilmente ogni competitività interna si è trovato a tirare da solo tutta la carretta.
Ora il Nord sarebbe tentato di dare una spallata e andare per la sua strada senza più pagare pegno, ma il destino della sua popolazione rimarrebbe inevitabilmente legato a quello delle altre genti della penisola; il Sud, d'altra parte, potrebbe sentire la separazione come una liberazione e una nuova sana responsabilizza zione, ma le mafie sono ormai talmente forti e radicate che obiettivamente non andrebbe lontano.

La potentissima dieta dimagrante della P.A. dovrebbe quindi servire a mettere il Meridione nelle condizioni di intraprendere efficacemente e produrre legalmente (combattere la criminalità organizzata come una vera e propria guerra di liberazione da uno Stato nemico e colmare il ritardo infrastruttural e, senza bluff e senza alibi) e parallelamente curare il nanismo del tessuto industriale che sfavorisce le imprese italiane nella competizione internazionale.

La via italiana dovrebbe quindi rigettare le punitive ed interessate rigidità imposte dalla Germania ma anche distinguersi dalle cure liberiste angloamericane e, letteralmente, convertire la Cina al messaggio di salvezza dell'Uomo Dio: sembra questa un'impresa disperata, visti tutti gli evidenti limiti che abbiamo individualmente e collettivamente , eppure se esiste un posto al mondo dove un tale miracolo può realizzarsi questo è senza dubbio il nostro Paese!

Infine l'attuale schiacciamento su posizioni acriticamente filoisraeliane andrebbe quantomeno temperato e riaperto il dialogo diplomatico col mondo arabo, in una tela che abbracci Russia, India e America Latina.

Chi ci sta?
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# Daneel 2013-06-29 13:11
Citazione italiano borbonico:
Non esistono significative differenze antropologiche e culturali tra italiani del Nord, del Centro e del Sud,


questo lo dice lei.
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# Marco4 2013-06-29 13:25
A parer mio in tutte le analisi manca sempre il punto chiave. Sembra che molti non abbiano chiaro che l'Italia da oltre mezzo secolo non è più sovrana di niente essendo a tutti gli effetti una colonia americana (altrimenti chiameremo le basi militari, più di cento, sul suolo italico stazioni balneari). Sono fermamente convinto che dal dopo guerra ad oggi a partire dalla nostra sacra e inviolabile (salvo sul capitolo guerre o i matrimoni gay) costituzione redatta sotto dettatura dell'invasore americano, qualunque cosa sia successa in questo paese compresi per esempio gli anni di piombo e tangentopoli sia stato il risultato della volontà americana. Anche l'entrata nell'euro è per volere americano. Quindi finchè questo paese non si libererà degli occuppanti tutto il resto sono chiacchiere. Può anche darsi che un giorno ci lascino uscire dall'euro, oggi no, ma solo dopo che ci avranno spolpati e impoveriti tipo grecia, ben bene. Volete un'analisi corretta bene un'analisi corretta sulla situazione italiana deve denunciare la storia di mezzo secolo di colonia e occupazione da parte americana e prefiggersi come unico e principale punto quello dell'espulsione dell'occupante. Tutto il resto, come quelle di Grillo sui referendum sull'euro mai fatti per altro, sono chiacchiere.
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# scipio 2013-06-30 08:59
Articolo che descrive bene gli eventi che questo paese sta subendo. Tuttavia, la svendita di massiccia dei beni dello stato e' un film gia' visto e dell'horror. Oltretutto, svendere il proprio patrimonio dal punto di vista economico e' una perdita netta. Uscendo dall'euro e con la banca d'italia sotto il controllo del ministro dell'economia si puo' controllare il debito pubblico come si fa in Giappone. Non e' necessario regalare alcunche' alla classe della grande imprenditoria italiana che si e' mostrata cialtrona oltre ogni ragionevolezza. Anzi bisognerebbe riportare sotto il controllo statale anche le autostrade e renderle gratuite dato che i nostri padri e nonnni le hanno pagate e ripagate.
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# markus.mann 2013-06-30 17:32
Riportare la gestione delle vie di comunicazione sotto il controllo dello Stato, e magari anche altro, sarebbe quanto mai auspicabile e utile per la nazione, a patto però di aver prima sottratto la burocrazia statale dal controllo di partiti e sindacati che ne hanno fatto la più formidabile fabbrica di cialtroni della storia.
Anche se in realtà la cialtroneria parassitaria italica si è concentrata ed espressa, con peso direttamente proporzionale al lignaggio, anche in altri ambiti.
Tra la cosiddetta libera impresa, con i grandi prenditori di soldi pubblici, rappresentati benissimo da una Confindustria che affronta l'attuale crisi di sistema perseguendo un ulteriore calo degli stipendi, tanto l'unico vero mercato in crescita è l'export.
Tra la stampa che, putacaso, senza contributi di stato potrebbe chiudere domattina, smettendo così di affogarci in una perniciosa disinformazione a nostre spese: cornuti e mazziati.
Nella scuola cosiddetta privata, così ben rappresentata dalla celeberrima Bocconi, con la sua spocchiosa pretesa di trasmettere ai pargoli italioti confindustriali la ricetta magica dei grandi padri prenditori: privatizzare gli utili collettivizzand o i costi.
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# giorgio000 2013-07-01 12:30
Egregio Blondet,
la seguo da molti anni,ho notato che lei si entusiasma facilmente per certe tesi pseudo economiche.Concordo che l'EU è una grande truffa delinquenziale e l'euro ne è una riprova.
Come diceva il buon Amleto ci sono più cose in cielo e in terra che in tutta la filosofia di certi profeti odierni.



quote name="Maurizio Blondet"]Blondet

Lei ha capito l'esatto contrario di quel che c'è scritto ed illustrato in chiarissime tabelle. Complimenti, continui così.

Del resto, era previsto: "Nolite mittere margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos" (Matteo, 7,6).
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# markus.mann 2013-07-01 15:54
Grazie per aver pubblicato queste tabelle.
I germanofili che intervengono sul sito avranno di che riflettere.
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# Luigi 2013-07-01 17:16
L'intera serie delle slides spiega molto bene alcune cose, anche se poi alla fine si perde in alcuni luoghi comuni.

Che la crisi sia dovuta agli squlibri delle bilance dei pagamenti tra Paesi del centro e Paesi della periferia d'Europa, è vero.

Che la Germania e la Francia abbiano "predato" la periferia d'Europa, facendo il proprio interesse nazionale (non sto dando un giudizio morale ma solo facendo una constatazione storica, che solo Giovanni Silvano, Pietro G. e qualche altro lettore si ostinano a non voler ammettere per una mal risposta simpatia verso i tedeschi) è vero.

Che sia accaduto alla periferia d'Europa esattamente quanto accadde alla stessa Germania negli anni venti, quando gli Stati Uniti (Piani Dawes e Young) la riempirono di capitali, gonfiandone l'economia, per poi ritirarli non appena nel 1929 crollò Wall Street, è verissimo.

Che sia una assurdità la pretesa di una moneta, l'euro, senza Stato e di Stati senza moneta, verissimo.

Che è assurda qualsiasi unione monetaria che non venga soltanto dopo l'unione politica, altrettanto vero.

Che la mancanza di un unico centro di decisione politica, che sappia imporre la redistribuzione dei trasferimenti e del debito (eurobond) nonché una unica politica fiscale e del lavoro, sia la causa dell'incapacità europea di uscire dalla crisi, sicchè allora è meglio tornare alle monete nazionali, è del tutto evidente e vero.

Che il direttorio franco-tedesco nasconde dietro l'Europa i propri interessi nazionali, sicché constatato che l'Europa non esiste dovremmo noi mediterranei prenderne atto e trarne le debite conseguenze, vero pure questo.

Che quanto ci propinano ogni giorno i fautori dell'eurocrazia, in particolare a proposito delle nostre inefficienze come sola causa della crisi, sia falso è verissimo.

Che il nostro debito pubblico è esploso, causa interessi, a partire dal divorzio tra Tesoro e Banca Centrale nel 1981, è storicamente accertato, vero e innegabile.

Che il nostro debito pubblico sia quasi esclusivamente dovuto al meccanismo anatocistico degli interessi ai quali, in mancanza di una Banca Centrale prestatrice di ultima istanza, siamo sottoposti, è verissimo (e solo gente come amsicora si ostina ancora a non crederlo)

Tutto questo ed altro ancora è vero, sottoscrivibile e condivisibile.

Invece, l'autore cade nel luogo comune laddove si illude che la riduzione del peso fiscale possa ridurre il debito pubblico e far ripartire l'economia italiana (per non parlare del luogo comune circa l'eccesso di spesa corrente: l'Italia ha meno dipendenti pubblici di Germania e di Francia, ed ha un debito primario, ossia al netto degli interessi, inferiore alla Germania).

Se l'autore andasse a rileggere Keynes potrebbe far tesoro di quell'effetto che l'economista inglese chiamava "trappola della liquidità" ovvero la propensione dei cittadini e delle imprsese a non spendere i risparmi conseguiti attraverso la riduzione della leva fiscale, per il semplice fatto psicologico che in tempi di recessione e di sfiducia nel futuro chi ha a disposizione più liquidità la tesaurizza anziché spenderla in consumi ed investimenti. Allo stesso modo anche la manovra sul tasso di sconto, per ridurre il costo del denaro da parte della Banca centrale in favore delle banche ordinarie, non è risolutiva, per lo stesso effetto psicologico della "preferenza di liquidità" nei periodi di crisi.

Sia chiaro: è giusto è doveroso, ma per motivi etici, ridurre il peso fiscale ed il costo del denaro. Ma non ci si deve illudere che siano questi provvedimenti la soluzione.

Nei periodi di recessione, a fronte della contrazione dei consumi e degli investimenti privati (per contrazione della domanda, del reddito, e per la preferenza di liquidità), l'unica soluzione è ancora il vecchio, ma insuperato, "deficit spending" in investimenti pubblici (l'esatto contrario dell'austerità da "spending rewiew"). Solo lo Stato, quando i privati non investono per i motivi suddetti, può sostenere e far ripartire l'economia.

Ma per far questo bisogna innanzittutto cancellare dalla Costituzione l'obbligo, introdotto sotto il governo Monti, del pareggio di bilancio, quindi pensare ad una banca centrale, possibilmente pubblica o controllata dallo Stato, che monetizzi la spesa pubblica di investimento e torni ad essere prestatrice di ultima istanza, infine uscire dall'euro o, al contrario, costruire una federazione europea con un unico centro decisionale e redistributivo svincolato dall'egemonia franco-tedesca.

Luigi Copertino
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# don miki 2013-07-04 09:09
Aveva ragione il grande Professore Auriti!
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# brenno 2013-08-08 22:47
Noi... mediterranei?

Certo..eurobond,unione politica,unico centro decisionale,sia mo tutti europei..insomma,la solita storia...Campare sulle spalle dei tedeschi dopo aver campato sulle spalle delle classi produttive del Nord italia.

L euro non è colpevole...eravamo pieni di debiti prima come lo siamo ora,un paese con 4-5 mafie che governano metà? paese,con i politicanti che abbiamo,con la scuola che abbiamo,con le tasse ridicolmente oscene che ci strangolano per garantire le clientele politico-mafiose non ha speranza e prima tira le cuoia meglio sarà per tutti.
L europa politica non esiste per fortuna,esiste la Germania,per salvarci cè solo una strada,unificar si con germania,austri a,finlandia,i paesi sani,seri,non mafioso-cialtroneschi,e con loro formare un blocco d acciaio economico-industriale e lasciare i pigs al loro destino di nacchere,mandol ini e spaghetti e soldi di carta straccia..Poi,se un giorno saranno diventati seri...vedremo.
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