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L’omo-golpe dei cattolici da cabaret
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Il 17 gennaio scorso, negli spazi della Regione Lombardia, è andato in onda l’atteso spettacolo pubblicizzato dappertutto come: cattolici vs attivisti gay. Chiuso il sipario, sui media mainstream è arrivato un profluvio di schiamazzi contro gli organizzatori omofobi.

Il convegno «Difendere la famiglia per difendere la comunità» è stato fatto controfirmare a Maroni dalla CLAC (= CL +AC, cioè Comunione e Liberazione + Alleanza Cattolica, ovvero il patto Molotov-Ribbentrop del nuovo cattolicesimo fintoresistente). La quale CLAC, bisognosa più che mai di una vera claque, ha a sua volta appaltato la scena ad una compagnia teatrale (il quartetto Miriano-Adinolfi-Botta-Scicchitano) che – in un’epoca di cabaret pervasivo ad ogni livello – «tira», ed attira il popolo sedicente cattolico.

Nella realtà – e forse qualcuno dovrebbe informarne i contestatori diversamente sessuali e la stampa di regime – nessuno era contro di loro. Anzi.

Massimo Introvigne
  Massimo Introvigne
Ad introdurre e coordinare i lavori, il professor Massimo Introvigne. Illuminante (più ancora: folgorante) la sua relazione di apertura. Tutta ispirata al pensiero e alle parole del Vescovo di Roma, essa può forse apparire a una veloce lettura un mero elogio della famiglia «naturale», oscillante tra considerazioni statistico-economiche e stacchi lirici, e condito da qualche frecciatina sarcastica rivolta a chi si ostina a non comprendere dati ed altre cose elementari. Invece, se ci si sofferma con più attenzione sulla relazione, si possono scoprire qua e là degli intarsi di notevole peso. Alcuni tutto sommato prevedibili in questa temperie di cedimento generalizzato sui princìpi, altri davvero inattesi, e dirompenti oltre ogni immaginazione. Vediamoli.

Introvigne ci dice testualmente che il cartello di associazioni che egli rappresenta, il «Sì alla famiglia», ha recentemente depositato un disegno di legge in 33 articoli, «un testo unico che mette insieme tutti i diritti di cui i conviventi già godono in Italia, coordinandoli con piccoli aggiustamenti ma senza introdurre nulla di nuovo rispetto alle leggi e alla giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Cassazione». E prosegue: «Sono elencati tutti i diritti dei conviventi relativi agli ospedali, alle carceri, ai contratti di locazione. Perfino i risarcimenti per le vittime della mafia defunte vanno al convivente, anche omosessuale. Ci sono già queste cose nelle leggi? Ci sono. Pochi le conoscono? È vero. Volete questi diritti – s’intende per tutte le convivenze stabili – perché non c’è nessuna ragione di discriminare chi convive con una persona di sesso diverso? Li vogliamo anche noi, ecco qui la nostra proposta di testo unico».

Bene. Ce la vogliono far passare come un’idea geniale, capace di accontentare tutti – a partire dai cattolici recalcitranti – che mostra come l’Italia non sia il Paese arretrato che si vuol far credere perché di fatto già tutela adeguatamente i conviventi di ogni risma, e in ispecie gli omosessuali. E che mostra pure come non manchi, ai presunti «omofobi», la comprensione e la buona volontà verso chi ha adottato stili di vita non esattamente consoni alla morale cristiana.

Ecco a voi, dunque, il testo unico. Nessuno ci aveva pensato. La soluzione potenzialmente «condivisa» da tutte le parti in causa in una società plurale. Una raccolta approntata a scopo compilativo di quanto preesisterebbe nell’ordinamento italiano vigente. Ma non è proprio esattamente così, se si leggono bene le parole del professore.

Una premessa. Il testo unico è una raccolta della disciplina che è stata dettata nel tempo su di una determinata materia. Ha la funzione, essenzialmente pratica, di razionalizzare questa disciplina in un testo organico dove la si possa ritrovare completa. Confluendo tutte in un corpo solo, le disposizioni sparse pre-vigenti vengono naturalmente mondate di eventuali contraddizioni o incongruenze e offrono all’interprete un sistema in sé chiuso e ordinato, ratione materiae. Il testo unico ha quasi sempre un valore non soltanto compilativo, ma in parte qua (e in diversa gradazione a seconda dei casi) anche innovativo (cioè autenticamente normativo), laddove abroga oppure inserisce ritocchi o integrazioni.

Ora, nel nostro caso, se anche il testo unico in questione riunisse in sé le norme già esistenti in materia di convivenze e relativi «diritti», già sarebbe comunque un passo più significativo di quanto si voglia far apparire. Perché si finisce pur sempre col riconoscere ufficialmente la categoria dei conviventi conferendole uno «status» giuridico prima evanescente. Con il precipitato per così dire «comunicativo» della novità: una tappa ulteriore nella marcia trionfale verso la normalizzazione delle unioni alternative (etero, omo, pluri, eccetera) nella pubblica piazza e nel comune sentire.

Ma non si tratta – solo – di questo. Riprendiamo il virgolettato di Introvigne: «un testo unico che mette insieme tutti i diritti...coordinandoli con piccoli aggiustamenti ma senza introdurre nulla di nuovo rispetto alle leggi e alla giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Cassazione».

Se qualcuno non avesse capito bene, il «Sì alla famiglia» fa tesoro delle nuove conquiste giurisprudenziali in tema di famiglie di tutti i colori, in omaggio al potere legislativo della magistratura militante. Nel «testo unico» di Introvigne convergono, oltre alle norme, anche la giurisprudenza. Dal che si evince che la trovata del testo unico è uno stratagemma per far slittare senza rumore sul piano normativo tutto il fantasmagorico repertorio delle sentenze creative, modellate sulla nuova etica omosessista.

Siamo in presenza di un uso strumentale di una particolare fonte normativa (il testo unico, appunto) la cui fisionomia riesce suggestiva e rassicurante - dà l'idea di mettere ordine e completezza in leggi sparse e per definizione caotiche e farraginose - oltre che sottratto alle insidie della improvvisazione.

Introvigne, quindi, con il suo testo unico, propone fischiettando che il golpe sistematico dei giudici che si fanno legislatori venga condonato una volta per tutte.

Dopo aver dichiarato a gran voce la propria volontà di riconoscere i diritti dei conviventi stabili, perché appunto «non c’è nessuna ragione di discriminare chi convive con una persona di sesso diverso», il nostro però avvisa baldanzosamente che: «se invece volete il «matrimonio» omosessuale, con le adozioni di bambini che avranno due mamme e due papà, anziché un papà e una mamma, allora non siamo d’accordo».

Ma pensa un po’. Su questo argomento – evidentemente ritiene Introvigne, non senza qualche ragione – la gente è ancora riottosa, meglio aspettare un pochino che si abitui all’idea. Nel frattempo, conviene limitarsi a preparare bene il terreno anche per questo traguardo, fingendo di ostacolarlo. E infatti le acrobazie continuano.

«Se volete chiamare «unioni civili» i matrimoni omosessuali non siamo d’accordo, e per questo noi parliamo di convivenze e non di unioni civili. Lo diciamo noi? No, lo dite voi, lo dice l’onorevole Scalfarotto intervistato da Repubblica il 16 ottobre 2014: «L’unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik»».

Strabiliante il gioco di prestigio (già peraltro sperimentato nel testo del manifesto «Sì alla famiglia») in cui si esibisce qui il professore, sfoderando ancora una volta doti da illusionista consumato: da un lato afferma la necessità di consolidare il corredo di «diritti» concessi ai conviventi come tali, dall’altro, e contestualmente, esclude la possibilità di creare la figura giuridica delle «unioni civili». Come se lo status giuridico dipendesse dal mero dato onomastico.

Egli simula di ignorare ciò che ormai è chiaro a tutti, e cioè come la questione della regolamentazione delle coppie di fatto interessi soltanto gli omosessuali, i quali l’hanno individuata come la via più rapida ed efficace per arrivare ad ottenere l’affidamento di bambini. Il principio di uguaglianza (sempre buono per tutti gli usi), fornisce il mezzo con cui, una volta promossa la convivenza a status giuridico, si arriva alla estensione indiscriminata del diritto di adozione.

Quindi – grazie ai presunti difensori della famiglia – la strada è spianata anche per il passaggio finale, quello che investe i bambini e le loro vite. Quello che, realisticamente, è ancora prematuro annunciare coram populo.

A questo punto – come si diceva – varrebbe la pena di avvertire i protestanti omofili che il professor Introvigne, lungi dal costituire un antagonista, ha servito loro su di un piatto d’argento l’accoglimento «cattolico» di ogni loro desiderio. Ponendo in essere un furto con destrezza della buona fede di tanti militanti cattolici accorsi a Milano per applaudire i paladini della famiglia e brandire il loro (dei paladini) neonato quotidiano La Croce come fosse il libretto di Mao.

Sì, perché è evidente che non si tratta nemmeno più di un negoziato per il compromesso. È la Caporetto programmata e inflitta sui temi legati al gender e alla famiglia; è l’alzabandiera, bianca, mentre il popolo viene distratto dai fuochi di artificio. Panem et circenses.

Un gruppo teatrale, reclutato da un lucido impresario, che a sua volta risponde al produttore episcopale. Tutti impegnati a drogare la percezione pubblica con una opposizione sintetica, accreditandosi pure – per paradosso – come depositari unici del dissenso «cattolico».

Anche alla fanteria di bravi cristiani, accorsa a fare un tifo da stadio, andrebbe spiegato qualcosa. Andrebbe spiegato che sono usati come carne da cannone per una guerra che, dall’alto, quelli che stanno in cabina di regia hanno già deciso di perdere, e di far perdere. Il giusto fervore di tante persone sarà sacrificato sull’altare del compromesso con il mondo, della resa incondizionata ai diktat delle lobby demoniache – massoniche od omosessualiste che siano – e dei loro rappresentanti dentro la gerarchia cattolica.

In fondo, nulla di nuovo sotto il sole. La solita mascherata democristianista, la stessa per cui chiamano «legge per la tutela della maternità» la 194 con i suoi 6 milioni di morti innocenti.

Elisabetta Frezza



L'associazione culturale editoriale EFFEDIEFFE, diffida dal copiare su altri siti, blog, forum e mailing list i suddetti contenuti, in ciò affidandosi alle leggi che tutelano il copyright.   


 
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Commenti  

 
# Vitoparisi3 2015-01-22 19:34
L'uguaglianza non esiste. parlare di uguaglianza vuole dire voler far camminare la gente con due scarpe uguali tra loro, cioè far inciampare il prossimo sulla pietra dello scandalo, senza potersi curare il piede e levare il sandalo. Un uomo e una donna pari stanno male tutti e due, e la cosa porta infine all'infanticidio ed alla sodomia; questo è stato già dimostrato dalla storia. Ognuno ha una missione specifica, dinanzi a Dio: il padre come padre e la madre come madre.
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# suparta 2015-01-22 19:55
Orrore!
De familia desertum fecerunt et 'pacs' appellaverunt...
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# urbano 2015-01-22 21:28
Brava Elisabetta a smascherare gli ipocriti ormai venduti.
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# sentinella1 2015-01-22 22:06
Mirabile controcanto! Ha colto nel segno.
Ma l'Introvigne è o non è in buona fede? Questa è la prima e fondamentale questione da dipanare. Di sicuro il professore ha presentato una 'soluzione'che in realtà è un fatale errore che porta acqua al mulino del diavolo. La Sig.ra Frezza sembra propendere per l'ipotesi che sia in malafede... Se poi ci aggiungiamo che il Nostro è alle dirette dipendenze dei caporioni ecclesiastici e che non fa nulla che possa far loro dispiacere, allora la situazione è veramente tragica... Mentre tutto si va progressivament e sgretolando e corrompendo sempre di più, non ci rimane altro che la consapevolezza di essere noi quel "piccolo gregge" di cui parla il Signore... La nostra consapevolezza è che Gesù non ci abbandonerà mai!!!!
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# godobai 2015-01-23 01:35
Complimenti vi siete uniti a un bel coretto per gettare fango su questo convegno, vi faccio un elenco in ordine sparse chissà che non proviate un po' di vergogna:
Repubblica, Corriere della Sera, Il Fatto, il tg3 di Bianca Berlinguer, Giuliano Ferrara attraverso Il Foglio e poi personalmente da Daria Bignardi, Scalfarotto, le zanzare Cruciani & Parenzo, SEL e adesso Effedieffe.
Contenti voi.

------------

Gentile lettore,

Lei con questa sua osservazione mette in luce l’aspetto paradossale (e che - mi permetta - sarebbe anche un po’ esilarante, se non riguardasse il tema più serio che c’è) del convegno milanese. Intorno ad esso stiamo infatti assistendo ad una vera e propria commedia degli equivoci, dove si vede materializzata l’immagine del famoso detto popolare “due cecati che fanno a pietrate”, con la differenza che qui i “cecati” sono almeno quattro. Perché – come ho detto nel mio pezzo – Introvigne & co., lungi dal difendere la famiglia contro gli agglomerati di tutti i colori, hanno teso la mano e il braccio tutto ai loro presunti antagonisti e hanno addirittura servito loro la soluzione “cattolica” alle aberrazioni assolute che questi vorrebbero infliggerci. E ci riusciranno, perché hanno a disposizione una società allo sbando in attesa solo del colpo di grazia.

Intendiamoci, l’idea di fondo non parte dai convegnisti, e per comprenderlo basta buttare l’occhio sulle relazioni del Sinodo sulla famiglia.

E infatti.

- Il pubblico cattolico probabilmente credeva di applaudire chi tiene alta la bandiera dei princìpi, mentre invece il presunto eroe della causa la stava ammainando sotto i suoi occhi.

- Gli attivisti di fuori si agitavano tanto e con tanta isterica virulenza contro chi stava in realtà risolvendo tutti i loro problemi “famigliari” e avrebbe meritato, al contrario, i più sentiti ringraziamenti.

- Giornali e giornalisti davano addosso, per riflesso automatico e compulsivo, a chi non si adegua (o non si adegua abbastanza) allo spirito del tempo - alle magnifiche sorti progressive -, quando di questo spirito i relatori milanesi sono stati i migliori interpreti.

Ciascuna delle parti, quindi, ha visto una realtà diversa da quella effettiva.

Detto questo, è evidente che la nostra critica ha un senso diametralmente opposto a quello dell’attacco proveniente, con varie sfumature, dalla stampa di regime.

La nostra denuncia vuole semplicemente, e in totale controtendenza, mettere a nudo le vere intenzioni di Introvigne, del “Sì alla famiglia” e di tutti coloro che scientemente si sono accodati alla allegra brigata, intenzioni che peraltro emergono bene - ci fosse stato bisogno di ulteriore conferma - dalla risposta del professore a Crippa, sul Foglio. Il professor Introvigne, riducendo il tema-famiglia entro una prospettiva meramente economica, dimostra di avere completamente abbandonato quella etico-morale. Il concetto stesso di famiglia viene così per forza di cose snaturato, dissolvendosi in ogni genere di agglomerato di conviventi.

Ci stanno portando dritti dritti dentro le fauci del lupo, distraendoci coi fuochi di artificio.

Se poi, gentile lettore, si debba tacere su questo tradimento, lo valuti lei.

Cordialmente,

Elisabetta Frezza
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# Annhilus 2015-01-23 08:56
E pensare che Introvigne, da sempre militante in Alleanza Cattolica viene spacciato dalla sua ganga come uno dei
seguaci della controrivoluzio ne, assieme al suo amico Cantoni, gente che da lefevriani si sono ritrovati mutati mutandis bergoglisti convinti. Meglio gente come Farinella allora, scalmanati e modernisti ma almeno
senza maschera.
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# godobai 2015-01-23 19:40
Per la cronaca avevo naturalmente dimenticato il PD e proprio ieri si è aggiunto anche Corrado Augias nelle lettere di Repubblica.
Vede gentile Elisabetta la corazzata mediatica che si è mossa contro questo convegno non è ordinaria ma straordinaria, hanno usato l'artiglieria pesante stavolta per un evento che non si presentava così di alto livello, segno che si è andati a toccare qualcosa di molto scomodo in un momento particolare.
Detto questo la saluto, mi dispiace solo che dovrò aspettare dieci mesi per non rinnovare l'abbonamento a FDF, cosa che farò senz'altro anche se tutto sommato un po'a malincuore vista la stima che ho per il direttore Blondet e la stima e l'amicizia personale per Roberto Dal Bosco.
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# Annhilus 2015-01-24 02:31
Non tutto il male viene per nuocere.

Coi dindini che risparmia l'anno prossimo ci si potrà abbonare a "il mio papa", e magari le avanza pure qualche monetina.

Inoltre ad attenuazione del suo sdegno "realpolitik" e del suo rammarico borghese, certo degno di miglior causa, mi dichiaro disponibile a riacquistare a prezzo pieno il suo abbonamento di dieci mesi (se la redazione lo consente). Ne farò omaggio a chi stimo ritenendolo utile e prezioso anche (ma non solo) in virtù di articoli coraggiosi ed utilissimi come questo, perchè è anche grazie ad articoli così che il "cattolico maturo", navigato benpensante si rende conto di non essere al suo posto, quindi che dire???

Grazie una volta di più Elisabetta!!!!
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# Elisabetta Frezza 2015-01-24 09:58
Che siamo in un momento "particolare" mi pare un grazioso eufemismo. Sulla pluri-equivocata "scomodità" del convegno credo di averle risposto per dritto e per storto.
Vedo che lei insiste facendone con evidenza una questione del tutto personale, visto che il merito della questione nemmeno lo sfiora, nella sua ultima risposta data a nuora perché suocera intenda.
Noto che in tutto questo lei è solito fare molti nomi, tranne il suo, gentile Godobai.
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# Roberto Dal Bosco 2015-01-25 14:57
Caro Godobai,

mi dispiace se perdiamo un lettore, ma sembra che la minaccia di mancato rinnovo dell'abbonamento sia inevitabile ultimamente.
Se si attacca Evola, CL o Cardini, ecco che pletore di utenti minacciano di abbandonare questo sito.
Non pensavo che potesse accadere lo stesso anche nel caso si attacchi l'operato di Introvigne.

Plato amicus, sed magis amica Veritas.
Difendo l'avvocato Frezza e questo scritto, che mi par di aver capito ha raggiunto anche molti "decisori", anche se della cosa non avremo notizia. "Decisori" che si trovano davanti alla realtà dei contenuti annunziati dal reggente di Alleanza Cattolica a Milano, che l'avv. Frezza riporta nella loro cruda ed inequivocabile realtà.
Se qualcuno avesse dei dubbi, può leggersi il testo unico proposta da "Sì alla Famiglia" (testo alla cui stesura avrà partecipato, suppongo, la vecchia proiezioncina parlamentare di Alleanza Cattolica Mantovano, simpatico seguace di Plinio finito a sostenere - per ordine di chi? - nientemeno che Mario Monti).
http://www.siallafamiglia.it/testo-unico-sui-diritti-dei-conviventi/
Oltre all'abominio di prendere le sentenze del potere giudiziario come riferimento, la volontà di arrivare al compromesso con il mondo attuando una resistenza simbolica è più che mai certificata dall'introduzione: "Chi vuole ribadire che ai conviventi, dello stesso sesso o di sessi diversi, sono riconosciuti i diritti e i doveri relativi alla sanità, alle carceri, alla locazione, ai risarcimenti, ma vuole chiudere la porta al 'matrimonio' e alle adozioni, ora ha un testo su cui convergere". Il cedimento era iniziato già con la polemica con Repubblica.
Tuttavia questo non rileva. È più interessante immaginare il quadro d'insieme: vedere come muove il manovratore con lo zucchetto colorato.
Vedere come ha allestito, al fine di trovare un nuovo compromesso che non crei problemi (in ispecie all'8 per 1000, immaginiamo) l'ennesima opposizione sintetica. Manif, Sentinelle, La Croce: tanto strepito, per poi sentirsi dire dal palco che la "violenza omofoba" va punita più severamente della violenza non-omofoba - Introvigne al microfono: "Se volete impedirci di dirlo, introducendo nelle vostre leggi sull'omofobia norme non contro chi picchia le persone omosessuali - quelle sono sacrosante - ma contro chi organizza convegni come il nostro o ne sostiene le tesi, allora non siamo d'accordo e siamo tutti Sentinelle in piedi".

Capito? Leggi sacrosante. Se dò un pugno ad un omosessuale, sacrosantamente avrò una aggravante per violenza omofobica - perché l'omofobia, questo il concetto che è passato a Milano in fondo, è una realtà effettiva. Se invece a picchiare me eterosessuale è un omosessuale, quello è un normale reato da codice penale. Rammentiamo infine che alle Sentinelle in piedi, Introvigne e Alleanza Cattolica non sono estranei sin dal deposito del marchio.

Ribadisco: difendo Frezza e difendo EFFEDIEFFE, una volta di più capace di dare una analisi profonda e controcorrente, di scrivere qualcosa che possa aprire gli occhi sugli inganni più enormi fatti proprio sotto il nostro naso.
Per quanto doloroso, l'inganno è qui davanti a noi, e devo dire che è stato davvero ben organizzato stavolta.
Da una sala intitolata a Giovanni Testori, comunque, non poteva venire qualcosa di lucidissimo sull'argomento, specie se a presentare c'era un Amicone che ha fatto tanto per diffondere la figura del pedo-omofilo Pier Paolo Pasolini e ha fatto scrivere il Te Deum 2013 - accanto a Costanza Miriano - a Dolce&Gabbana.

La relativizzazion e del problema, come suggeriscono queste coincidenze, ha radici antiche. Nell'alta torre di Babele della Regione di Formigonia (ricordate? quello che per le adozioni diceva sì all'affido no all'affidamento...), dunque, in qualche modo pur camuffato, Sodoma non poteva che saltare fuori nel modo strisciante con il quale si è introdotta anche nella Gerarchia, su su sino al conclave.

Mi riservo, comunque, di scrivere a breve una nota su quanto accaduto.

Sono grato, sempre, della stima e dell'amicizia.

R.
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# paologuerrad 2015-01-23 10:01
L'ennesimo cavallo di Troia ....
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# cgdv 2015-01-23 12:49
Un convegno smaccatamente anti-gay (secondo l'Espresso, Repubblica ecc.) coordinato da un ex Rappresentante OCSE per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione ? Le famose lucciole chi le ha prese: a suo tempo l'OCSE o adesso il mainstream progressista ?
Resta tuttavia il paradigma indiziario che l'allievo dell'Istituto Sociale dei Padri Gesuiti sia un difensore del cattolicesimo tradizionale: infatti è anche accreditato come un critico dell'opera dello scrittore di thriller Dan Brown (quello del Codice da Vinci, ex cantautore e pianista a Hollywood).
Giuliano
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# ALEXFOX4 2015-01-23 15:25
eccellente articolo! il disordine mentale e sessuale dei soci di una setta carioca, che agita frustini d'ortica si manifesta infine nel convegno milanese (che ha sorpreso l'incauto presidente leghista della regione Lombardia) - può essere un'occasione per riflettere sull'opportunità di abolire le regioni -
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# amerigo 2015-01-23 17:32
Citazione Annhilus:
E pensare che Introvigne, da sempre militante in Alleanza Cattolica viene spacciato dalla sua ganga come uno dei
seguaci della controrivoluzio ne, assieme al suo amico Cantoni, gente che da lefevriani si sono ritrovati mutati mutandis bergoglisti convinti. Meglio gente come Farinella allora, scalmanati e modernisti ma almeno
senza maschera.

plaudo
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# Michele Damico 2015-01-23 19:16
La domanda "ci è o ci fa?" ormai è inutile. Il senso della realtà impone di considerare Introvigne per quel che è: il capofila dell'ennesimo compromesso, della solita storia dei paletti e del male minore. Già visto con l'aborto e con la fecondazione artificiale. Tra qualche anno raccomanderà alle coppie omo sue amiche di non comprare troppi bambini, affinché il buon Veltroni non dia loro dei conigli tornando al Quirinale dopo una gita aerea in Africa...
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# Raimondo Gatto 2015-01-24 10:41
...con tanti saluti dalla FAMIGLIA ADDAMS e dall'Associazione Vampiristi.
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# Raimondo Gatto 2015-01-24 10:51
Poteva essere diversamente?
Che cosa fu ALLEANZA CATTOLICA se non un imbroglio per far ingoiare ai tradizionalisti le porcate del Vaticano secondo, benedicendo Woijtila spacciato per "Papa restauratore"?
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# Raimondo Gatto 2015-01-24 11:30
Si continua a girare intorno a problemi secondari perché non si ha il coraggio di affrontare quelli essenziali. Il piu' grave è quello dell'autorità nella Chiesa; bisogna affrontarlo, o almeno tentarci.

o













cattolicisoprav vissuti, anteponendo la difesa del diritto naturale a scapito della Religione.
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# medicialberto 2015-01-26 12:43
Cara Elisabetta,

- pur condividendo le tue posizioni sulla famiglia e sul gender,
- e pur detestando Introvigne (per altri motivi che il buon Blondet sicuramente codivide, ma siamo sul piano complottista anti USRAEiliano, che qui non c'entra),

non condivido pienamente il tuo scritto.

Secondo me lo scopo di Intro ci stava, cioè dimostrare che le "battaglie" che il mondo LGBT sta conducendo sono senza senso, stante l'attuale crpo normativo.

Svuotando in tal modo le battaglie di quel mondo per la parificazione del matrimonio omosessuale.

Bacioni!

Alberto
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# ang87 2015-01-26 15:41
Pienamente d'accordo con Alberto
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# Elisabetta Frezza 2015-01-26 22:15
Caro Alberto,
Duole dirlo, ma "lo scopo di Introvigne", se le sue parole hanno un senso, appare tutt'altro: quello di trasferire il "diritto vivente" della magistratura militante sul piano della legge. Sbriciolando la famiglia sotto gli occhi dei suoi sostenitori, distratti dal contenitore attraente e anche mistificatorio.
Comunque, tornerò presto sull'argomento entrando più nel dettaglio del testo unico (che è davvero dirimente), se l'editore lo consente.
Elisabetta
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# Mitrandir 2015-01-26 17:42
Mah,da membro del consiglio dei 12 saggi dei mormoni, a consulente del mossad a reggente di alleanza cattolica. Adesso pure professore (io sapevo che fosse avvocato).
Mi pare che il curriculum di introvigne assomigli sempre più a quello di un giancarlo elia valori...
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# ALEXFOX4 2015-01-29 14:38
bravissima Elisabetta! non condivido tuttavia l'infelice decisione di pubblicare l'inquietante ritratto di massimo/gongolo introvigne: un pugno nello stomaco, la tradizione reclusa nella casetta dei sette nani
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# Tsubaki 2015-02-01 22:14
Introvigne (pur senza esser nominato ma l'allusione era chiara) per motivi simili a quelli esposti dalla Frezza è stato criticato da Marchesini se non erro anche lui di alleanza cattolica .Marchesini in un articolo di qualche giorno fa sulla bussola quotidiana ha rammentato che i documenti degli ultimi anni della Chiesa condannano sia il matrimonio gay sia unioni di altro tipo non a caso fino a una manciata di anni fa si attaccavano i dico .Allora perché c'è chi si scandalizza dell'ottimo articolo della Frezza?
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