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Benjamin Creme e il suo Maitreya
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Alla ribalta della scena mondiale, noto per essere il tramite privilegiato - egli sostiene - di Maitreya (dal sanscrito «bontà amorevole»), personaggio dell’escatologia buddista presente in tutte le diverse tradizioni, bodhisattva che verrà a governare il mondo, completamente illuminato (otterrà il bodhi, cioè il «risveglio», nel giro di sette giorni per i meriti accumulati in molte precedenti vite), insegnerà il puro dharma a tutti gli uomini, e tutti gli esseri viventi («dei» compresi): «perderanno i loro dubbi, e i torrenti delle loro passioni saranno spezzati: liberi da ogni miseria riusciranno a superare l’oceano del divenire; e, grazie agli insegnamenti di Maitreya, condurranno una vita santa. Mai più guarderanno qualcosa come loro, non avranno proprietà, né oro né argento, né casa, né parenti! Ma condurranno la vita santa di castità sotto la guida di Maitreya. Avranno strappato la rete delle passioni, riusciranno a meditare, e per loro ci sarà un’abbondanza di gioia e felicità, perché condurranno una vita santa sotto la guida di Maitreya», Benjamin Creme si dice convinto di sapere chi e dove sia questo Maitreya, che egli chiama il «Cristo».

Leggiamo dal suo sito in italiano: «L’informazione sull’emergenza del Cristo è stata trasmessa principalmente da Benjamin Creme, un artista ed esoterista inglese che dal 1975 ha parlato e scritto di questo evento. Secondo Creme, Maitreya, il Cristo, è disceso dal Suo ritiro nell’Himalaya nel luglio del 1977 e si è insediato nella comunità asiatica di Londra. Là vive e lavora come un uomo comune. Il Suo vero essere è conosciuto da pochi. Egli si è rivelato gradualmente al pubblico in modo da non turbare il libero arbitrio dell’umanità» (1).

La venuta di Maitreya suppone in ottica buddista un contesto di grande degrado morale dell’umanità, tale da suscitare l’introduzione di una «Nuova Era», che, secondo la precessione degli equinozi, e l’interpretazione New Age sarà appunto il periodo dell’Acquario.
Alcuni lettori impressionati hanno manifestato il loro sgomento e si sono interrogati sulla portata di questi messaggi diffusi da Creme e delle iniziative da lui, direttamente o indirettamente portate avanti (forse ai più non sfugge, per esempio, l’opera del Maitreya Project, una statua di Buddha Maitreya alta 150 metri); alcuni si chiedono se non sia addirittura l’Anticristo.
Tentiamo di capire qualcosa in più.

In primo luogo, cerchiamo di scoprire quale sia la matrice culturale, filosofica e religiosa da cui proviene Creme.
Leggiamo da un suo libro: «La consapevolezza di questo mare di energia cui apparteniamo risale per me a circa vent’anni fa, grazie alla costruzione e all’impiego dell’accumulatore di Wilhelm Reich che mi convinse definitivamente dell’esistenza dei piani eterici… ho letto anche le opere teosofiche di H.P.Blavatsky e di Leadbeater; di Gurdjieff, Ouspensky e Nicoli; di Paul Brunton e Patanjali; gli insegnamenti di Alice Bailey e dell’Agni Yoga; le opere degli Swami Vivekananda, Sivananda, Yogananda e di Sri Ramana Maharshi di cui ho seguito il Cammino di Auto-Conoscenza attraverso la sua meditazione su ‘Chi sono io?’ Sentii (ora so che fu per grazia del mio Maestro) un’intensa identificazione con tutto il mondo fenomenico: vidi me stesso come una cosa sola con la terra, il cielo, le case, la gente, gli alberi, gli uccelli, le nuvole. Mi annullai completamente come essere separato, mantenendo tuttavia una piena consapevolezza che si espandeva comprendendo ogni cosa attorno a me. Compresi che questa era la vera Realtà, di solito nascosta dal normale livello di consapevolezza che, illusoriamente, porta ad identificare se stessi con il proprio corpo. Vidi questo mondo fenomenico come una specie di rituale, un gioco d’ombre che rappresentava il sogno, il desiderio di Ciò che Esiste comunque, che è Reale anche da solo e che comprendeva anche me» (2).

Questo passo di un suo scritto sembra già rilasciare indizi importanti.
Ci troviamo di fronte ad una persona (senza giudicarla, a noi interessa il suo pensiero, non il suo cuore, che spetta solo a Dio), che si è formata dalla lettura di opere non proprio edificanti.
Il primo dei nomi indicati, Reich, fu il padrino della liberalizzazione sessuale e del pansessualismo, gli altri sono arcinoti personaggi appartenenti all’ambiente teosofico (cioè, in definitiva, demoniaco).
Che la teosofia sia demoniaca è facile dedurlo proprio per l’odio estremo che i suoi membri nutrirono nei confronti della Chiesa e del Cristo.
Ma Gesù è personaggio troppo dirimente la storia, da poter esser messo all’angolo con un semplice rifiuto; questa è un’operazione, in fin dei conti, inaccettabile per «il più stolto dei buon sensi», quindi le Logge si sono preoccupate di «recuperare» in certo modo tale figura maestosa, piegandola però alle proprie esigenze ideologiche.
Basta farsi un giro sul sito dei «rosacroce» per scoprire questo «spirito cristico» invocato e cercato a piè sospinto.
Del resto cos’altro pretende di essere ogni «esoterismo cristiano» se non la versione aggiornata e riveduta dell’autentica visione del Cristo?

Creme si colloca in questa prospettiva, con inevitabile risvolto sincretista.
L’allusione al Buddha Maitreya ne è prova.
Si fanno convergere in un’unica figura escatologica le speranza di distinte fedi.
Tuttavia l’assimilazione è indebita; occorre infatti distinguere con attenzione.
Il ritorno del profeta per le diverse religioni ha un significato differente, anche se tutte alludono più o meno ad un dominio totale pacifico sull’umanità del personaggio atteso.
Per il cristianesimo l’ultima venuta, la parusia di Gesù, coincide con la fine del tempo, così come compreso dall’uomo attualmente: è il momento del Sacro Giudizio su uomini e nazioni; è il Giudizio universale capace di sconfiggere il male, compresa la morte per sempre e senza possibili riapparizioni; si crea cioè una rottura drastica nell’iter di successioni temporali, tale da generare un non-ritorno al percorso storico così come concepito dall’uomo; non c’è spazio per la ciclica ripresa della schiavitù karmica dell’impermanente illusione (che non si può escludere, almeno in teoria, nel paganesimo orientale).
Inoltre è fondamentale comprendere come la Rivelazione Biblica parli della venuta di Gesù, preceduta dall’avvento di un anticristo.
La glorificazione dell’unico Messia sarà precorsa dal manifestarsi della più funesta figura della storia dell’umanità.
Essa infatti, a causa proprio dell’anticristo e del successo strepitoso delle numerose adesioni al suo seguito, cadrà nel baratro dell’estrema confusione, finchè Gesù, Dio-uomo, non cancellerà col soffio della sua bocca, un dominio tanto radicato quanto effimero.

Creme pretende invece di possedere l’avvento di un messia «fai da te», che prescinda assolutamente da tale nefasto evento preparatore; si parla genericamente di un decadimento morale dell’umanità, che però si vedrà rinsavita, attraverso una cura appropriata di pillole spirituali, infarcite di pacifismo, irenismo e qualunquismo fideistico.
Scusate, ma questo a chi scrive sembra più la preparazione all’ingresso nel mondo dell’anticristo, piuttosto che del Cristo stesso.
Ci sono altri elementi che devono suscitare perplessità nella lettura del messaggio del sensitivo Creme.
In primo luogo, la sua pretesa aspirazione passa attraverso comunicazioni più o meno «astrali», ottenute per il tramite di grandi ed invisibili maestri; entità spirituali non meglio definite.

Leggiamo quel che scrive: «Maestri di saggezza preposti ad evoluzione dell’uomo, attraverso la distribuzione delle energie: una di esse, l’amore, è l’energia portata da Cristo, la promessa dell’Era dell’Acquario è che, per la prima volta nella storia, l’umanità sarà ‘Una’ e dimostrerà il potere dell’Amore, di cui l’unità è l’espressione. Sarà evidente sul piano fisico l’unità interiore dell’uomo. Trasparirà il fatto che, in quanto anime, noi siamo ‘Uno’, perché non esiste un’anima separata. Noi siamo le singole parti di una grande anima che è perfetta, che è il riflesso di ciò che chiamiamo Dio, di quella Realtà nella quale ‘viviamo, ci muoviamo ed esistiamo’: il Logos planetario» (3).

Quindi maestri che potrebbero benissimo essere entità spirituali non proprio positive (chi ci dà certezza del contrario, l’esoterico Creme?), i quali apporterebbero l’energia dell’amore di Cristo, affinché l’umanità sia «Una», con ciò stesso ad un tempo rinnegando le pagine meravigliose di San Giovanni - dove Gesù chiede ed ottiene (perché la preghiera di Cristo è efficace, a meno di volerla banalizzare) dal Padre l’unità nello Spirito Santo, per chiunque voglia ascoltare le sue parole - e contestualmente affermando una visione monista, assolutamente incompatibile con la Verità cristiana.

Ma proseguiamo oltre: «Il vero fine dell’anima in incarnazione è di realizzare la Volontà e il Piano del Logos del pianeta. E’ un sacrificio per l’anima (il nostro vero Ego), quale essere per sua natura perfetto, manifestarsi sul piano materiale per mezzo di un corpo con attributi fisici, emotivi e mentali, integrati da quella personalità che consideriamo la nostra essenza. Ognuno di noi è divino; tuttavia, dato che la divinità si è calata nella materia, è difficile che si manifesti nella sua perfezione. Il veicolo, attraverso il quale l’anima si reincarna, è composto di energia materiale che impedisce la manifestazione del Proposito divino dell’anima (Volontà, Amore, Intelligenza), perché l’energia della materia è inerte e grezza. Il fine della reincarnazione, che si ripete migliaia e migliaia di volte nel processo evolutivo, è appunto di spiritualizzare la materia del pianeta. E’ questo che siamo impegnati a fare, e in un primo tempo lo facciamo spiritualizzando i nostri corpi», dalla cui lettura risultano evidenti i forti motivi di monista memoria (appunto) e la matrice gnostica della sua ideologia: reincarnazioni ripetute, materia negativa, progresso evolutivo verso una spiritualizzazione che non è mai «inglobante», trasfigurante (come nel cristianesimo, ove la materia resta tale, anche se divinizzata), ma che porta ad annullare la materia stessa, vista come impossibilità di manifestazione del divino e non come riflesso finito delle infinite perfezioni dell’amore di Dio amore per l’uomo (come nel cristianesimo).
Insomma un vero minestrone ideologico che pretende di superare il cristianesimo, ma che ottiene soltanto il risultato di rinnegarlo «in toto».

Il mezzo attraverso cui giungere alla diffusione di questo oceano di pace e di energie positive, che giungono dai «maestri di saggezza» ed in definitiva dal Maitreya stesso, è la cosiddetta «meditazione di trasmissione» (insegnata nel 1945 da Cristo stesso, attraverso l’utilizzo della «grande invocazione», che Creme assicura essere la sintesi del karma-yoga e del Laya-yoga), di cui - si giura! - sempre più persone (denominati «gruppi di trasmissione») si avvalgono, apportando grande positività al genere umano.
L’evidenza storica nega tale forte crescita nella vita dello spirito, adducendo invece come lampante connotato della nostra epoca l’assoluta assenza di una autentica e diffusa pratica meditativa ed orazionale.
Si prega male e poco e per questo il mondo va a rotoli; inutile che Creme ed altri provino a convincerci del contrario; quel che si diffonde è solo un continuo insulto alla ragione ed allo spirito, il resto sono solo chiacchiere.

In attesa pertanto della piena manifestazione del Maitreya di Creme, sappiamo da lui che si è già manifestato, assumendo un corpo fisico apparentemente identico a quello di qualunque uomo, in realtà una specie di involucro energetico; questo «messia» vivrebbe a Londra (guarda caso la City è un centro nevralgico del potere massonico mondiale) dal 1977 e sembra si sia fatto vedere in pubblico in almeno un’occasione; lasciateci dubitare di tutto!
Che questo Maitreya sia l’anticristo?
Bene; anche di questo solleviamo forti perplessità.

Sicuramente nel momento in cui dovesse davvero avere luogo un forte accentramento di potere spirituale e politico in una singola persona, con palesi elementi di sincretismo religioso ed odio (subdolo o esplicito che sia) verso il cristianesimo autentico (quello che non pretende di superare la Sacra Scrittura o la Santa Tradizione né il Magistero perenne della Chiesa), allora potremmo pensarci su… ma mai senza prima verificare la conversione di Israele alla vera Fede, autentico segno della fine dei tempi.

Stefano Maria Chiari



1) Da http://www.share-italiano.org/mait1.shtml
2) Dda http://www.share-italiano.org/lett1.shtml, La Trasmissione, una Meditazione per la Nuova Era.
3) Ibi.

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