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Da Fatima a Civitavecchia
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La Madonna piange sangue in casa Gregori

Il 2 febbraio 1995, festa della Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio, a Civitavecchia (località Pantano, ove sorge la chiesa di S. Agostino[1]), una bambina di cinque anni, Jessica Gregori, chiama suo padre Fabio e gli dice di guardare bene la statuetta della Madonna, che si trova nel giardino di casa, la quale sembra piangere sangue: un rigagnolo rosso cola dai suoi occhi[2]

La statuetta era stata regalata alla famiglia Gregori dal loro parroco don Pablo Martin Sanguaio, il quale la sera del 2 febbraio viene sùbito chiamato dal capo famiglia e il giorno dopo (3 febbraio 1995) don Pablo, come era suo dovere, si reca dal Vescovo del luogo (mons. Girolamo Grillo) e gli rilascia una relazione scritta del fatto. Si noti che il modo di procedere a Civitavecchia è radicalmente contrario a quello che si è tenuto a Medjugorje. Nel primo caso la statuetta della Madonna è stata mostrata al parroco, il quale l’ha portata al Vescovo e questi alla Congregazione per la Dottrina della Fede e al Papa, a Medjugorje si è proceduto senza alcun rispetto della gerarchia ecclesiastica locale e romana.

Mons. Girolamo Grillo scrive: “Dopo aver letto la relazione, quasi infastidito della cosa, strappai il foglio, cestinandolo. Dopo qualche anno, avrei riletto con maggior cura quello stesso foglio, di cui una copia era rimasta in mano alla famiglia Gregori. Nel frattempo, poiché la voce si era sparsa, tanta gente, anche dalla vicina Roma, cominciò ad affluire, più che altro spinta dalla curiosità. Chiamai allora il vice questore dottor Vignati e il dottor Natalini, medico della famiglia Gregori, chiedendo al primo di indagare sulla famiglia in oggetto e al secondo di darmi notizia precise [senza ledere il segreto professionale, ndr] sulla stessa famiglia. Il dr. Vignati mi fece sapere che si trattava di una buona famiglia. Il medico, dr. Natalini, si premurò invece di fare conoscere soltanto il risultato delle analisi del sangue apparso sulla statuina, analisi da lui eseguite in un laboratorio della città; tale sangue era risultato di natura umana” (La vera storia di un doloroso dramma d’amore. La Madonnina di Civitavecchia, Camerata Picena di Ancona, Shalom editrice, 2013, pp. 40-41).

Mons. Grillo, nel libro sopra citato, basandosi sui suoi diari in cui a partire dal 5 febbraio del 1995 ha annotato tutti i fatti accaduti, narra che all’inizio era non solo molto scettico sulla questione delle lacrime della Madonna di Civitavecchia, ma persino ostile ritenendo che fosse un falso fenomeno spirituale o una trappola per far denaro. Quindi “proibii a tutti i sacerdoti e ai religiosi di recarsi in quel luogo, mentre nel pomeriggio dello stesso giorno (5 febbraio) disposi categoricamente che la piccola statua fosse distrutta” (cit., p. 42).

Tuttavia la statua non viene distrutta dalla famiglia Gregori, ma solamente non è più esposta nel giardino e nascosta in casa. Quindi il Vescovo dispone il sequestro della medesima, intimando agli interessati di consegnargliela immediatamente sotto pena di scomunica.

La famiglia Gregori, accompagnata dal proprio parroco don Pablo Martin, si reca dal Vescovo con la statuetta (mercoledì 8 febbraio alle ore 18), che viene consegnata solo a condizione di non essere distrutta, ma che si facciano tutti gli accertamenti scientifici medico legali  su di essa da una istituzione laica per non compromettere il nome della Chiesa.

Vengono incaricati 2 medici legali (il professor Angelo Fiori, del Policlinico Gemelli ed il professor Giancarlo Umani Ronchi dell’Università “La Sapienza” / Policlinico Umberto I, entrambi in Roma).

Il 10 febbraio, citando i suoi diari, mons. Grillo scrive: “I due medici legali mi hanno fatto sapere che, da un primo esame [radiologico e tomografico, ndr], non risulta che nella statuina vi siano dei marchingegni” (cit., p. 46).

Il 22 febbraio il prof. Angelo Fiori del Policlinico Gemelli informa mons. Grillo che “le lacrime sono vero sangue umano di donna” (p. 49). Tuttavia il 24 febbraio i due medici ripetono per la terza volta gli esami sui reperti di sangue che si trovavano ancora sul volto della statuetta “poiché la prima volta, in un primo momento, il sangue era apparso di natura femminile, ma poi maschile. Quindi essi, non potendo andare all’infinito, hanno deciso di fermarsi al maschile, che sovrastava il femminile. […]. Il 27 febbraio mi si comunica che è sangue maschile” (pp. 51-52).

In breve si tratta di sangue umano, rimasto sulla statuetta, raccolto, analizzato chimicamente cinque volte da diversi medici per ordine del Vescovo e della Magistratura, la quale ha fatto analizzare il sangue dalla “polizia scientifica”, che però “neppure lei ha potuto conoscere il vero DNA [del sangue umano della statuetta, ndr]” (p. 202). Gli esami eseguiti dalla Criminalpol “sono stati in grado di individuare solamente cinque dei polimorfismi del DNA di quel sangue” (R. Caniato, “La Madonna si fa la strada”. Civitavecchia nel tempo di Maria, Milano, Ares, 2005, p. 87).

Inoltre il Vescovo di Civitavecchia asserisce che “le lacrime di sangue restavano sulla piccola statua e forse sarebbero rimaste raggrumate per sempre[3], se la Magistratura locale non le avesse eliminate […] con un atto efferato” (p. 186 e 233).

Il 28 febbraio mons. Grillo decide di portare la questione, data la sua oggettiva gravità, davanti alla Congregazione per la Dottrina della Fede, allora presieduta dal card. Joseph Ratzinger, e il 1° marzo alle ore 9 del mattino si reca al Dicastero vaticano.

La Madonna piange sangue in mano a mons. Grillo

Il 15 marzo del 1995 mons. Grillo ospita sua sorella Grazia con il marito. Dopo la Messa la sorella si avvicina al Vescovo, che è ancora titubante e un po’ scettico, per chiedergli di poter pregare davanti alla statua della Madonnina. “Quasi un po’ seccato, le ho detto: ‘Va bene, andiamo a pregare, tanto pregare non nuoce’. Ho chiesto a suor Teresa di poter andare nella sua camera, dove nell’alto di un armadio era racchiusa la statuetta. […]. Eravamo in tutto quattro persone [mons. Grillo, la sorella, il cognato e suor Teresa, ndr]. Prendo in mano il cestino che contiene la statuetta. Ci siamo messi a pregare silenziosamente. Io personalmente stavo recitando, con gli occhi socchiusi (come è mia abitudine), il Salve Regina in latino. Ero così arrivato alle parole: ‘illos tuos misericordes oculos ad nos converte’, quando mio cognato, dandomi un colpo con il suo avambraccio, mi dice: ‘Non vedi cosa sta succedendo?’. Vidi allora che, dall’occhio destro, era spuntata una lacrima, che si era soffermata sulla gota per formare una specie di piccolo rubino, che successivamente avrebbe scavalcato la stessa gota formando un sottilissimo filo di sangue e ricreando la lacrima che le era stata asportata al Policlinico Gemelli. È ovvio che, in quel momento, io mi sia sentito sconvolto, mentre mia sorella, vedendomi in faccia più bianco della neve, cominciò a gridare aiuto. […]. Ero completamente sconvolto. Poi mi sono accasciato; venne quasi sùbito il primario cardiologo dell’Ospedale Civile di Civitavecchia, dottor Marcello Di Gennaro, il quale mi fece un elettrocardiogramma. Il trauma subìto fu tremendo e ne pagai lo scotto per più di tre anni” (p. 60-62).

La statuetta aveva lacrimato sangue 13 volte in casa Gregori e la 14ma volta (nell’arco di 42 giorni) in mano al Vescovo di Civitavecchia, il quale legge il numero delle lacrimazioni di sangue alla luce delle 14 stazioni della Via Crucis di Gesù, alla quale assisté anche Maria Santissima. Il sangue pianto dalla statua della Madonna di Civitavecchia ci rimanda, quindi, al preziosissimo Sangue sparso da Gesù, nato da Maria (“factum ex muliere”, Gal., IV, 4), sulla croce sul monte Gòlgota per la salvezza del genere umano[4]. La Corredentrice e Mediatrice di ogni grazia a Civitavecchia ha voluto farci capire che, in questi tristissimi tempi in cui Satana regna e il male trionfa, dobbiamo pensare alla salvezza della nostra anima, che può essere ottenuta solo mediante i meriti di Cristo morto in croce e la nostra cooperazione alla sua Redenzione applicataci grazie alla Corredenzione di Maria Santissima: “Senza effusione di sangue non c’è remissione dei peccati” (S. Paolo, Ebr., IX, 22). Sempre secondo mons. Grillo il sangue di Maria deve farci pensare a “tanti bambini innocenti uccisi fin dal grembo materno (e son milioni); ai bambini venduti  per l’utilizzazione dei loro organi vitali; ai bambini violentati in tutti i modi (pedofilia ed altro)” (p. 176).

In breve: “la Madonna di Civitavecchia avrebbe potuto non piangere conoscendo bene, ad esempio, i danni che solo in Italia avrebbe prodotto l’introduzione del divorzio? Basti pensare che soltanto a partire da allora si sono avuti da noi più di cinque milioni di aborti. Nella cosiddetta rivoluzione culturale [il Sessantotto, ndr], la cellula familiare ha mandato in fumo il suo diritto tradizionale, la sua morale, la sua economia eccetera. La Madonna ben conosceva lo spinoso problema della limitazione delle nascite, l’aumento dei matrimoni falliti…, il problema della cosiddetta libera convivenza, che sembra espandersi a tutto spiano. Non sa forse Ella che la vera famiglia è quella formata da maschio e femmina, centrata sul matrimonio come fu quello contratto da Lei con S. Giuseppe?” (p. 224).

Fatima e Civitavecchia

La Madonna a Fatima (in Portogallo) dal 13 maggio al 13 ottobre del 1917 ha chiesto la devozione, la riparazione e la consacrazione al suo Cuore Immacolato per la salvezza delle anime, che precipitano all’inferno a causa della moltitudine innumerevole di peccati, che gli uomini oramai raffreddati nella fede e nella carità commettono ad occhi aperti[5]. Il “trionfo del Cuore Immacolato rimanda alla Donna vestita di sole, di cui parla l’Apocalisse (XII, 1), che scende in lotta contro il Dragone infernale, simbolo delle forze del male attualmente disgregatrici della società e del mondo. Così Maria diviene l’estremo tentativo che Dio compie per provocare il ritorno al Vangelo della salvezza, impedire il folle cataclisma nucleare e ispirare fiducia nelle sue promesse” (p. 182).

Mons. Grillo narra che la piccola Jessica Gregori di 5 anni e mezzo gli ha detto il 25 settembre del 1995 che “la Madonna avrebbe voluto da parte mia un Atto di consacrazione dei miei sacerdoti e dei sacerdoti di tutta la Chiesa al Cuore Immacolato di Maria. La piccola ricorda ancora che la Madonna ha aggiunto che della cosa avrei dovuto parlare col Papa, poiché Ella avrebbe desiderato l’Atto di affidamento per i sacerdoti di tutta la Chiesa… ed anche per la Chiesa” (p. 143 e 147).

Infine il Vescovo si chiede: “non è vero forse che tutti i continenti sono continuamente devastati da guerre fratricide? […]. Son tutti avvenimenti di fronte ai quali la Madonna non potrebbe restare insensibile, soprattutto se si pensa alle sempre possibili guerre nucleari. […]. La piccola Jessica, alludendo a Fatima, parlò di una strada davanti alla quale c’era il Santo Padre con una croce in mano e dietro a lui tanti Vescovi, sacerdoti, frati e persone di ogni età […], mentre la Madonna piangeva, chiedendo di pregare molto, di chiedere perdono a suo Figlio per ottenere la salvezza da un immenso fuoco che incombeva su di loro. Soltanto così, la Madonna avrebbe aggiunto, si può ottenere la purificazione” (p. 219).

Dunque, conclude mons. Grillo, “Dio, mai come nella nostra epoca, ha voluto servirsi di Maria  come messaggera di invito alla conversione, alla preghiera e alla penitenza. In questa visuale d’insieme abbiamo una specie di escalation di un identico richiamo, perché la Vergine dalle parole (Rue du Bac, 1830, ndr) è passata al pianto (La Salette, 1846, ndr) ed anche alle lacrime di sangue (Siracusa, 1953; Civitavecchia, 1995, ndr). […]. Maria interviene attraverso le sue manifestazioni non solo per illuminare…, ma anche per preparare i figli della Chiesa, sostenendoli nella quotidiana battaglia tra il bene e il male, nella speranza della vittoria finale: Finalmente il mio Cuore Immacolato trionferà” (p. 183 e 235).

Entra in ballo la Magistratura

1l 21 marzo la Magistratura chiede a mons. Grillo di poter prelevare un campione di sangue dalla statuetta per ripetere le analisi. Il 3 aprile vengono, così, ripetuti gli esami radiologici, che già erano stati fatti. Da tali nuovi accertamenti risulta che “non c’è nulla che possa far pensare a marchingegni di sorta” (p. 67).

Gli attacchi cominciano a farsi pesanti. La Magistratura vorrebbe il sequestro della statuetta, ma date le resistenze di mons. Grillo, la statuetta della Madonna viene lasciata sotto sequestro in casa di mons. Grillo (agli “arresti domiciliari…”), ben sigillata sino al 18 aprile quando viene disposto il dissequestro e l’apertura dei sigilli.

Tuttavia la Magistratura continua ad indagare per molti mesi ancora. Infatti occorrerà attendere l’11 agosto per sapere che il suo intervento sta per concludersi. Mons. Grillo commenta di essere stato certo che “la Madonna avrebbe preso il sopravvento sulle vicende umane e sulle stesse forze massoniche, le quali, nascondendosi dietro un dito, avevano fatto di tutto per mettere il bastone tra le ruote” (p. 132) ed infine parla della “lotta tremenda sferrata da alcune istituzioni manovrate dalla Massoneria che, purtroppo, estende i suoi tentacoli come una piovra anche all’interno della Chiesa, mietendo non poche vittime. La Massoneria domina ovunque e su tutto, almeno crede di dominare. Dietro ad essa evidentemente c’è Satana, il Maligno maledetto” (p. 132).

“Il cristiano è odiato dal mondo soprattutto quando proclama la verità; se fossimo bugiardi come Satana, il mondo ci riterrebbe suoi e non ci odierebbe” (p. 109).

Mons. Grillo s’interroga sul significato della vicenda. Il sangue e il pianto di Maria e il 27 aprile scrive: “Potrebbe non piangere la Vergine di fronte al disastro morale esistente sulla terra, ove addirittura si confonde il male con il bene, elevando il male a livello dei diritti civili? Perdonaci, Vergine Santa, e trattieni la mano di tuo Figlio! È chiaro che la Vergine in Cielo è Beata; ma Ella può servirsi di mille segni per aiutare i figli suoi a camminare sulla via del Signore. Il pianto di Maria, quindi, non è altro che un segno, un invito alla conversione e alla penitenza” (p. 88). Perciò “Fissiamo lo sguardo al Sangue di Cristo [che ci ha redenti dal peccato, ndr] e vediamo quanto esso sia prezioso presso Dio. Gesù ha versato il suo Sangue per la nostra salvezza. […]. La Madre di Dio piange sangue, sì, sangue per tutte le anime che si stanno perdendo nel vortice terribile” (p. 93 e 121).

Molti ecclesiastici si schierano apertamente contro il ritorno, detto da loro “preconciliare”, della devozione mariana, che si sarebbe risvegliato in Italia a partire da Civitavecchia. Mons. Grillo il 12 maggio scrive: “Il mondo ha tentato in tutti i modi di uccidere Dio e, quindi, di eliminare tutti gli aspetti del soprannaturale. Il guaio è che il fumo di Satana è riuscito a penetrare nell’ambito della Chiesa, per cui non pochi ecclesiastici si lasciano oscurare la mente, ma soprattutto il cuore” (p. 98). Il 13 maggio il Vescovo decide di portare la statuetta della Madonna nella chiesa di S. Agostino vicino alla casa dei Gregori (località Pantano) e all’episodio della visione dell’angelo da parte di S. Agostino circa 1. 500 anni prima e ne dà l’annuncio ai fedeli: il 17 giugno prossimo la Madonna sarà portata nella chiesa di S. Agostino.

Conclusione

Mons. Grillo da questa storia ha tratto anche alcune interessanti conclusioni personali: “Per parlare a nome di Dio, bisogna avere il coraggio di testimoniare sempre la verità, a costo di qualunque prezzo ci sia da pagare. Il profeta paga sempre, ma la verità non manderà mai fuori strada. Un uomo che tace la verità e che nasconde la luce non è un profeta”[6] (p. 188).

“Non bisogna mai dare troppo peso a chi ti esalta, ma neppure a chi cerca di umiliarti” (p. 131).

“Inevitabilmente, quando si elimina Maria dalla propria vita spirituale, ne soffre tutta l’impalcatura della vita interiore. Questo non vale soltanto per i semplici fedeli, ma anche per noi preti, Vescovi e Cardinali compresi. Non dobbiamo aver paura, quindi, di venerare la Madonna, invocandola come Madre di Dio e come nostra Speranza” (p. 199).

Naturalmente, per quanto detto dalla Madonna a Jessica Gregori, si tratta di rivelazioni private, tranne la lacrimazione di sangue umano da parte di una statuetta di gesso che è un fenomeno non scientificamente spiegabile e quindi miracoloso. Ora non bisogna confondere la Rivelazione divina e pubblica, che si è conclusa con l’Apocalisse di S. Giovanni, con le rivelazioni private, alle quali non bisogna dare un assenso di fede soprannaturale, ma, se non contengono nulla di contrario alla fede e alla morale, ce ne possiamo avvalere per il nostro avanzamento spirituale e non debbono essere disprezzate.

“Non si deve respingere una rivelazione privata perché una delle sue parti o qualche dettaglio sono falsi. Il resto può esser vero” (A. Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, Roma, Paoline, VI ed., 1965, n. 603, p. 1077). Si veda il caso della rivelazione della Madonna a Bruno Cornacchiola, che nel trascrivere quanto ha udito può aver utilizzato un linguaggio non teologicamente corretto, come quando scrive che “la Madonna è l’incarnazione dello Spirito Santo”. In sé la frase è falsa, ma va interpretata con un pizzico di buon senso e vuol semplicemente significare che se lo Spirito Santo è Dio-Amore increato e infinito, la Madonna è, dopo Gesù, la più grande manifestazione dell’Amore di Dio (tanto più che sùbito dopo Cornacchiola illustra prefettamente il mistero della SS. Trinità).

Mi sembra che il messaggio della Madonna di Civitavecchia sia conforme alla fede della Chiesa e ci rafforzi nella preghiera, nella penitenza e nella conversione in questi tempi di apostasia generale e nel medesimo tempo ci incoraggi con la speranza del prossimo futuro trionfo di Gesù per Maria: Infine il mio Cuore Immacolato trionferà!

d. Curzio Nitoglia



1] Vicino al luogo in cui S. Agostino, occupato a scrivere il De Trinitate, incontrò un angelo sotto forma di bambino, che stava scavando una buca nella sabbia della spiaggia e stava mettendo l’acqua del mare dentro la buca. Il Santo di Ippona ha scritto nelle Confessioni di aver chiesto al bambino: “Cosa stai facendo?” e il bambino gli aveva risposto: “Voglio mettere tutta l’acqua del mare dentro questa buca”. Il Santo aveva replicato: “Ma è impossibile! Non vedi quanto è grande il mare e quanto piccola è la tua buca?”. Il bambino, allora, rivelò la sua natura angelica e gli disse: “E tu come fai a mettere il mistero infinito della SS. Trinità dentro il tuo cervello, che è ancora più piccolo della mia buca?” e poi scomparve.

2] Obiezione: la statuetta era stata acquistata da don Pablo Martinez a Medjugorje. Ora le apparizioni di Medjugorje sono dubbie. Quindi anche le lacrime di sangue di Civitavecchia lo sarebbero? Mons. Grillo risponde: “in quanto Vescovo dovrò usare la massima prudenza [circa la provenienza da Medjugorje, ndr], tenendo conto del fatto che l’episcopato di Medjugorje non riconosce quell’evento” (G. Grillo, La vera storia di un doloroso dramma d’amore. La Madonnina di Civitavecchia, Camerata Picena di Ancona, Shalom editrice, 2013, p. 123). Inoltre il fatto che la statuetta sia stata acquistata a Medjugorje e sia la riproduzione della statua che si trova nel santuario di Medjugorje  non implica la veridicità dei messaggi di Medjugorje. Si tratta di stabilire se a Civitavecchia la statua abbia pianto sangue umano o no. Ora le analisi eseguite la prima volta dal dottor Natalini di Civitavecchia e fatte rieseguire dal Vescovo del luogo tre volte da professori non credenti (prof. Giancarlo Umani Ronchi del Policlinico Umberto I), credenti (prof. Angelo Fiori del Policlinico Gemelli) e rifatte fare una quinta volta dalla Magistratura, hanno dato il risultato scientificamente testato che si tratta di sangue umano e i “Raggi x” e la “tac”, eseguiti dal prof. Marano nel Policlinico Gemelli hanno evidenziato che la statua non è stata manomessa con marchingegni di alcuna sorta.

3] Si pensi al miracolo eucaristico di Lanciano (Chieti), in cui si trovano incorrotti, cinque pezzi di carne di cuore umano misto a sangue, a partire dall’VIII secolo; o al miracolo del sangue umano (di S. Lorenzo martire † 258) che dall’XI secolo ad Amaseno (Frosinone) si liquefa ogni 10 agosto (festa liturgica del Protomartire romano) e si raggruma il 10 agosto a sera e diventa carne del muscolo cardiaco. Solo per citare i miracoli più eclatanti e a noi geograficamente vicini, studiati dalla scienza medica, che ha riconosciuto la loro materia come carne del cuore umano e sangue umano.

4] Forse è per questo che il sangue analizzato dagli scienziati è risultato prima (22 febbraio) di sesso femminile (Maria) e poi (27 febbraio) maschile (Gesù). Le analisi son state ripetute ben 7 volte e 4 volte su 3 è emerso il contenuto maschile. In questi casi gli scienziati si attengono al risultato prevalente (cfr. R. Caniato, “La Madonna si fa la strada”. Civitavecchia, nel tempo di Maria, Milano, Ares, 2005, p. 62)

5] Cfr. F. Spadafora, Fatima e la peste del socialismo, Roma, Giovanni Volpe Editore, 1974.

6] Come non pensare al “caso Williamson” del 2008 riguardo alla veridicità scientifica e storica della “shoah” …

 

 

 
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