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I Gheddafi d’America
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Da giorni e giorni a Madison, capitale del Wisconsin, si susseguono scioperi e manifestazioni. Fino a 70 mila persone scendono in piazza – numero inaudito in USA – e i cartelli dei manifestanti dicono chiaramente che la protesta si ispira a quella dell'Egitto. «From Cairo to Madison workers unite», dice uno, lavoratori uniti dal Cairo a Madison. E si grida anche: «Lottate come gli egiziani!». Fatto anche questo inaudito in USA, dove poco interessa il resto del mondo, e ancor meno si ritiene di aver qualcosa da imparare da esso.

Scott Walker
   Scott Walker
Le proteste, anzi la rivolta, sono dirette contro il governatore del Wisconsin, il repubblicano sfegatato Scott Walker, che – per sanare l’enorme debito dello Stato – vuol raddoppiare i contributi pensionistici e sanitari a carico dei suoi dipendenti pubblici (il che corrisponde ad un taglio dei salari del 20%), e contemporaneamente annullare il diritto alla contrattazione collettiva. Inoltre, vuol vendere i beni pubblici, come le centrali elettriche e le aziende municipali, a privati capitalisti, fra cui privilegia i fratelli Koch, miliardari neocon e grandi finanziatori del lato più estremista del Tea Party.

Sono scesi in sciopero gli insegnanti, gli studenti sfilano con loro, poliziotti e pompieri solidarizzano. I membri democratici del locale parlamento sono usciti dallo Stato, per far mancare il numero legale che consentirebbe a Walker di emanare un decreto. Walker ha promesso di far intervenire la Guardia Nazionale contro gli scioperanti, fatto che nel Wisconsin avvenne per l’ultima volta nel 1886, quando la milizia sparò su scioperanti metallurgici, che chiedevano aumenti salariali, ammazzandone sei.

E Walker non è il solo. La grande vittoria elettorale che ha portato i repubblicani a riconquistare la maggioranza al Congresso, ha messo al vertice degli Stati governatori repubblicani che interpretano il loro mandato nel modo seguente: imporre ai loro governati le più feroci fantasie ideologiche del meno Stato più mercato. Così, gli stessi esponenti che hanno fatto fallire ogni tentativo di far pagare ai banchieri e agli speculatori un poco della crisi che hanno provocato, gli stessi che hanno rigettato gli aumenti delle tasse ai ricchi, vogliono far pagare i deficit e debiti pubblici ai loro dipendenti, tagliando i loro salari e i loro diritti.

Il fatto è che gli statali americani non sono, come i nostri, parassiti ben pagati, e ben protetti dai sindacati. E’ gente sacrificata, che lavora per poco per dovere patriottico. Per questo il loro massacro incontra la resistenza e la solidarietà di ampie fette della popolazione. Nel caso di Scott Walker, il grido dei manifestanti è: «Liberiamoci del nostro Mubarak!». Ma altri Mubarak, anzi altri Gheddafi che sparano sulle loro popolazioni, sono all’opera in USA.

Dodici Stati, dove i repubblicani sono al potere, stanno varando leggi che nullificano la ridottissima assistenza sanitaria pubblica federale (Affordable Care Act), ciò che è fra l’altro incostituzionale, la Costituzione americana vietando espressamente che leggi statali possano annullare leggi federali. I governatori dell’Idaho, Indiana e Tennessee hanno privato gli insegnanti del diritto alla contrattazione collettiva, il governatore dell’Ohio, John Kasich, si propone di fare lo stesso.

Un parlamentare repubblicano del Missouri ha proposto, seriamente, di abolire le leggi che vietano il lavoro minorile. I repubblicani dell’Arizona vogliono privare della cittadinanza i figli di immigrati residenti ma non legali, il che tocca una corda assai sensibile del passato razzista: fu nel 1856 che la Corte Suprema decise (in Dredd vs. Sanford) che i figli degli ex-schiavi non erano da considerare cittadini USA. Solo undici anni (e la guerra civile) più tardi, la Corte Suprema stabilì con il 14° emendamento che chiunque fosse nato in USA sarebbe stato automaticamente cittadino. L’irresponsabilità dei repubblicani di Arizona è evidente: se l’hanno vinta, creeranno una numerosa sotto-classe di individui, nati ed abitanti nel Paese, che non saranno legati da alcuna fedeltà verso un Paese che li rifiuta.

Il tutto, con il pretesto che sono necessari tagli ed economie della spesa pubblica. Ma è un puro pretesto, come dimostra il caso dell’Idaho, dove il governatore e la maggioranza repubblicana hanno proclamato di voler uscire dal programma sanitario di base Medicaid: l’Attorney General dello Stato ha avvertito i legislatori che, se lo fanno, perderanno il miliardo di dollari annui che Washington fornisce come contributo al Medicaid, il che significa rinunciare a due quinti del bilancio dell’Idaho – e a spogliare 223 mila cittadini dello Stato di ogni minima assistenza medica. I repubblicani dell’Idaho, allora, hanno proposto di tagliare le spese delle scuole pubbliche dell’85%.

E’ l’ideologia reaganiana portata fino all’assurdo, alla demenza, e trasformata in un programma di crudeltà contro la popolazione (con l’appoggio di una parte della popolazione, ideologicamente ultrà).

Gli stessi repubblicani che al Congresso, per risparmiare, votano contro i trasferimenti federali agli Stati in difficoltà a causa della crisi, destinati al funzionamento delle scuole, della Polizia e di Medicaid, negli Stati approfittano delle gravissime difficoltà di bilancio per imporre austerità insopportabili e tagli punitivi ai lavoratori con l’intento di annullare i (pochi) diritti sindacali americani, e tornare appunto al 1856.

Basti dire che in Montana, i repubblicani al potere vogliono chiudere la Veteran Home di Columbia Falls, che assiste i reduci delle guerre di Bush, azzerare il contributo del Montana alle università, ossia azzerare l’istruzione superiore, annullare la legge che protegge le specie animali rare (Endangered Species Act), il che è incostituzionale trattandosi di legge federale; di più, vogliono azzerare tutte le norme di protezione ambientale, adducendo che «i democratici, impedendo lo sfruttamento delle nostre abbondanti risorse naturali, uccidono la creazione di posti di lavoro ben pagati in Montana». Il governo locale è giunto a definire il riscaldamento globale «un evento naturale favorevole al business del Montana».

L’ultima frase è illuminante: tutta la crudeltà ideologica, fino alla demenza, ha lo scopo di creare «un ambiente favorevole al business»; questi politici vedono il loro compito non già come protezione dei cittadini e dei loro diritti elementari, ma, al contrario, come il loro assoggettamento alle necessità dell’istanza più venale, ai valori più bassi, quelli del profitto e dell’accumulazione di ricchezze scandalose (e in USA non tassate). Si inquinino i fiumi, si mettano al lavoro i bambini, si riducano alla fame gli impiegati pubblici, si rinunci all’insegnamento superiore come a un costo inutile, purchè il business sia contento e venga ad investire.

E’ l’ideologia del liberismo globale portata all’assurdo della demenza; ormai non è nemmeno più ideologia economica alla Adam Sith, ma pretesto per dispiegare malvagità anti-umana. E’ la negazione della politica in quanto tale; e l’accanimento illimitato, senza fondo, che è espressione della fine del katechon nella dottrina dello Stato. Di ogni Stato.

Non c’è solo Gheddafi a massacrare i suoi cittadini. Ma chi liberarà gli americani dai loro Gheddafi?



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