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Improvvisamente Ron Paul
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Dopo quattro anni di censura e silenzio, di colpo il New York Times s’è accorto dell’esistenza di un candidato presidenziale di nome Ron Paul. Il 16 dicembre, ha dedicato alla non-persona un articolo a questo repubblicano libertario, che disturba i calcoli della vecchie volpi di partito e non piace nè alla Israeli Lobby nè al sistema militare-industriale, le due forze che possiedono il Congresso. (Paul’s ‘Ground Game,’ in Place Since ’08, Gives Him an Edge)

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Il New York Times in qualche modo, non poteva farne a meno: caucus dopo caucus, sondaggio dopo sondaggio, la non-persona inesorabilmente cresce nel favore dell’elettorato, laddove gli altri candidati repubblicani salgono per subito afflosciarsi come fuochi artificiali mal confezionati: alle loro prime comparsate in TV, rivelano tutta la loro mediocrità e nullità – specie in confronto alla crisi epocale dela sistema americano, contro cui non sanno proporre che la negazione retorica, o i soliti rimedi rovinosi.

Newt Gingrich
  Newt Gingrich
Ultimo il sinistro Newt Gingrich, capo-bastone del partito repubblicano, passato nei sondaggi dal 27% al 14% in sole tre settimane: gli è bastato apparire in TV e parlare a favore della guerra eterna per Sion e della Lockheed, insultare gli arabi, definire i palestinesi «un popolo inventato», dichiararsi toccato da Dio (lui, noto adultero) eccetera: il solito repertorio del candidato di destra. Stavolta, non è bastato.

Già il 18 novembre il noto giornalista radiofonico Matt Drudge, autore del noto sito mainstream Drudgereport, aveva scritto sul Christian Science Monitor che Ron Paul non poteva più essere ritenuto un non-candidato nella corsa alla Casa Bianca, visto che stava per vincere le primarie dello Iowa. E Drudge è un estremista sgangherato, sgangheratamente schierato coi poteri forti: ma chiunque gli riconosce un fiuto insuperato nell’annusare i trend, ossia l’aria che tira – o tirerà nel prossimo futuro.



Così, il New York Times ha parlato della possente macchina elettorale di Ron Paul, composta di giovani volontari non pagati che telefonano in ogni casa e bussano a tutte le porte; un apparato che già esisteva nella gara presidenziale del 2008 e che, come nota con stupore il massimo dei giornali conformisti, non s’è disciolto, ma ha continuato a rafforzarsi. Da ultimo raccogliendo 4 milioni di dollari in piccole offerte volontarie, un record che l’America mainstream – che ama i record – non può tacere.

Il New York Times non ha nemmeno lesinato elogi a Ron Paul e alle sue strane idee (fra cui l’abolizione della Federal Reserve) esprimendo ostilità solo su un punto: il programma anti-guerra del candidato politicamente scorretto.

La sera stessa del 16 dicembre, Jay Leno, anchorman fra i più celebri d’America, ha invitato Ron Paul nel suo talk show Tonight Show, della NBC, uno dei più seguiti degli States. Insieme all’attore e campione di arti marziali Joe Rogan, che ha dichiarato il suo entusiastico appoggio a Ron Paul.



Risultato: la migliore audience della serata televisiva. Per la prima volta, il pubblico nazionale ha visto la non-persona, lo ha ascoltato parlare per mezz’ora, ha potuto rendersi conto delle sue idee e posizioni. Al contrario degli altri candidati, Ron Paul non ha annacquato le sue posizioni per cercare di captare le simpatie dell’elettorato moderato mainstream, nè delle note lobby. Ha ripetuto la sua opposizione alle guerre senza fine in cui Obama ha ingolfato l’America anche più di Dubya Bush. Ha attaccato i suoi concorrenti, specie la Michele Bachmann e Rick Santorum (J), per il loro anti-islamismo ciecamente feroce, ma ancor più scemo e ignorante che feroce.

Tale franchezza ha indotto gli analisti a immaginare che, in realtà, c’è una tattica: per Kevin Kervick ( Examiner.com) Ron Paul non si cura di urtare la destra estrema degli evangelici for Israel e influenzata dai neocon, per attrarre invece «gli isolazionisti, i paleo-conservatori, gli indipendenti, e una frazione dell’elettorato di sinistra delusoda Obama». Inoltre, Ron Paul cerca di riportare il movimento Tea Party (di cui è stato l’ispiratore) alle sue posizioni originali anti-guerra, che aveva prima di essere comprato dai neocon. Secondo altri, Ron Paul tenta di fondere insieme il Tea Party con l’altro movimento di base che fa i titoli sui media, Occupy Wall Street.

Un’alleanza «populista» fra «destra» libertaria e «sinistra» di base ed «Antisistema» (1) che un commentatore di nome William J. Cox analizza così:

« Benchè i poteri forti e le oligarchie della ricchezza facciano tutto il possibile, attraverso i loro altoparlanti che sono i media mainstream, per convincere gliOccupantie iTea Participantsdi essere nemici gli uni degli altri, diventa ogni giorno più chiaro che i due gruppi hanno molto in comune. ... Entrambi i gruppi sostengono che le grandi imprese non devono godere degli stessi diritti costituzionali delle persone, nonostante quello che ha deciso la Corte Suprema».

In una recente sentenza, la Corte ha infatti sentenziato che le multinazionali sono «persone», e che possono donare cifre illimitate ai candidati di loro gradimento in nome della «libertà di opinione»: una libertà costituzionale di cui godono (o «non godono» oggi) gli individui.

Il sogno di entrambi i movimenti, dice Cox, è « ristabilire gli Stati Uniti come repubblica democratica, che restituisca agli elettori il controllo del loro governo». (A Voters’ Rights Amendment to unify Occupiers and Tea Partiers)

Giova sperare . Lo stesso Ron Paul sembra cosciente delle forze totali, e dei poteri tremendi che ha contro di sè. In agosto, in una intervista ad Alex Jones del sito Infowars, ha sottolineato che stava avanzando un progetto di legge (H.R. 645, National Emergency Centers Establishment Act) che portava al potere di detenere cittadini americani in campi di concentramento sotto legge marziale.

« Certo, lo so, il loro scopo è questo. Stanno preparando il quadro per provocare la violenza in questo Paese; si mettono con le spalle al muro per poi dire: ci vuole la legge marziale».

Il vecchio deputato sa che quei poteri, che storicamente hanno mandato «assassini solitari» ad attentare alle vite di un bel numero di presidenti in carica, ci mettono poco – se appena sentono realmente minacciato il loro potere, ad eliminare un candidato di base. Le provocazioni poliziesche contro il movimento «Occupy», assolutamente pacifico fino alla passività, confermano questi timori. (US preparing for unrest, martial law: Ron Paul)

Ma è un fatto che parecchi analisti mainstream stanno cominciando a considerare Ron Paul – questo 76enne con il seguito di una rockstar, ha detto qualcuno – come un attore maggior (major player) nella lotta politica per la casa Bianca; come minimo, un «power player», uno che – con la sua forza autonoma e indipendente – può condizionare la macchina del partito repubblicano.

Hanno impressionato i suoi successi nelle pre-primarie (caucuses) del cervellotico sistema americano, per esempio nello Iowa, dove Ron Paul ha radunato attorno a sè «la più grossa folla» rispetto agli altri candidati. E tutto con pochi soldi, e tanto lavoro gratuito di volontari, in gran parte studenti, che per la campagna si spostano da Stato a Stato a proprie spese. E senza il minimo sostegno da parte di nessuna delle forze del Sistema, fatto inaudito e rivoluzionario.




1) Nella ribollente realtà dell’opinione pubblica americana, ormai diventata protesta anti-sistema, vanno contati anche i gruppi che promuovono la secessione (nullification) degli Stati dalla Federazione, sulla base di un saggio di Tom Woods, Nullification: How To Resist Federal Tyranny in the 21st Century, pubblicato nel gennaio 2011. Anche costoro sono in genere sostenitori di Ron Paul. (State Sovereignty: America's Final Solution to Tyranny)



L'associazione culturale editoriale EFFEDIEFFE, diffida dal copiare su altri siti, blog, forum e mailing list i suddetti contenuti, in ciò affidandosi alle leggi che tutelano il copyright.   


 
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Commenti  

 
# EdoardoCas 2011-12-21 17:59
E qui in Italia cosa succederà alle prossime elezioni?
Ci saranno?
Chi vorranno farci votare?
Angelino Alfano vs Veltroni?
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# publied 2011-12-23 00:06
Tristi e meste cose ci aspettano in Italia. Siate preparati.
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# rinus 2011-12-21 18:31
Giusto adesso, leggendo L'articolo del direttore, mi domandavo come mai Berlusconi non ha nessuno che gli suggerisca di aiutare la campagna elettorale di Ron Paul. Avrebbe due vantaggi, un presidente americano coetaneo (per il suo possibile ritorno da un pugno di dollari) e trovare finalmente un amico pensante, che data l'esperienza lo possa portare sulla buona strada, almeno nell'età matura.
Saluti
Sal. Ricc.
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# Pietro G 2011-12-21 18:57
Ricordo una discussione tra candidati repubblicani nella scorsa campagna elettorale, quando Ron Paul ebbe il coraggio di dire che gli USA erano alla bancarotta e tutti si misero a ridere. Dopo qualche mese, e il crollo della Lehman Brothers non rideva più nessuno e Ron Paul era invitato nei telegiornali per esporre le sue idee. È l'unico tra i politici americani che ha una chiara idea del declino americano nel mondo e dell'importanza di riprendere possesso della sovranità monetaria persa agli inizi del secolo scorso con la creazione della Federal Reserve.
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# immeuropa 2011-12-23 16:19
Se l'America va a picco, porterà tutto il mondo con sè. Quindi, io penso, che se devono farla cadere che abbiano un piano ben preciso per riportare il mondo a produrre con dignità e onestà.
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# Pietro G 2011-12-21 19:13
Come volevasi dimostrare.
Ron Paul comincia a fare paura alla lobby? Ecco che il New York Times sfodera "newsletter" di contenuto razzista, omofobo e antisemita degli anni '90!:

New Focus on Incendiary Words in Paul’s Newsletters

http://www.nytimes.com/2011/12/20/us/politics/bias-in-ron-pauls-newsletters-draws-new-attention.html?_r=1

La cosa era talmente scontata che uno non si sorprende neanche più.
Buon Natale a tutti.
Pietro
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# Marco V. 2011-12-21 19:41
Negli USA è ormai assodato che i due maggiori "nemici pubblici" sono la FED e la lobby militare. Credo che Ron Paul sia l'unica speranza per una America devastata. Forse non vincerà, ma visto il tragico destino degli USA, potrebbe perfino "allearsi" con un Obama impotente, il quale da solo non può nulla contro la FED, ma col supporto dell'anomalo Ron Paul, chissà... Speriamolo anche nel nostro interesse, e in quello del resto del mondo...
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# seventhwave 2011-12-21 21:11
In un'intervista del 1976 che si trova in rete diceva le stesse cose di adesso.
Se questa non è coerenza... forza Ron, sei straordinario!
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# alberto 2011-12-21 22:27
Se perde quota vivrà, se si innalza lo ammazzeranno (ovviamente lo ucciderà un fanatico di qualche tipo manovrato). Fine della storia.
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# Josif Stalin 2011-12-22 18:12
Non è detto. I capitali cinesi contano pure qualcosa...
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# Catello 2011-12-21 22:58
Ron Paul è una persona sensata, coerente e che vuol fare l’interesse della gente, contro i poteri più forti e distruttivi, ma dove sbaglia, assieme a tanti che seguono la scuola austriaca, è nell’essere contrario allo stampar moneta ed all’inflazione. Il fatto è che il debito si è già formato a dismisura a livello globale e che può essere pagato solo stampando moneta e creando inflazione. Si dirà che ciò rimanda solo il problema rendendolo anzi sempre più grande perché crea sempre altri debiti aggiuntivi, ma ciò non è vero se si creano e distribuiscono i soldi senza altri debiti. E ciò è possibile farlo se le Banche Centrali pagano con moneta creata dal nulla i debiti degli Stati, se i nuovi debiti degli Stati verso le Banche Centrali non devono essere restituiti, e se gli interessi che pagano sono inferiori od uguali all’inflazione che si crea.
Contemporaneame nte a questo si può pensare all’austerità, al risparmio a non fare il passo più lungo della gamba, a convertire la spesa dagli sprechi a investimenti ben meditati e di alta utilità; ad uno sviluppo al rallentatore, ma accompagnato da un reale progresso rispettoso dell’ambiente e della salute, e che faccia i conti con le risorse disponibili.
Ma bloccare l’inflazione ed introdurre la parità aurea con la crisi attuale significherebbe far precipitare il mondo in depressione in un mese. Più o meno quello che ci stavano facendo in Europa, finché l’esempio della Grecia non ha incominciato a far riflettere. Perciò se l’attuale governo italiano ci toglie un altro euro, senza che la BCE sia intervenuta per salvarci dalla speculazione, dobbiamo mandarlo a casa.
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# raff 2011-12-23 15:41
Citazione Catello:
Perciò se l’attuale governo italiano ci toglie un altro euro, senza che la BCE sia intervenuta per salvarci dalla speculazione, dobbiamo mandarlo a casa


La BCE è intervenuta acquistando i debiti sovrani e la speculazione non è finita (lo spread è oggi intorno ai 500 punti). In compenso il dollaro si è stabilizzato intorno a Euro 1.30 e continua il carry trade di dollari che costano lo 0.25% e acquistano buoni che rendono il 6/7%.
La speculazione non finirà mai e questo governo doveva essere cacciato prima di arrivare a succhiare il sangue a lavoratori e pensionati.
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# shaula 2011-12-21 23:49
Evviva! Ma allora gli ammericani non sono tutti zombi! Ma allora taluni sanno discernere tra chi dice idiozie e chi dice cose sensate. Solo due appunti che mi inquietano: L´età decisamente "tarda" di Ron Paul e soprattutto il rischio terribilmente elevato di un incidente di percorso per toglierlo di mezzo, non appena cominciasse ad impensierire la lobby. E' il classico sistema mossadamericano e mi secca fare una così facile previsione in questa circostanza. Spero soltanto che sia stato così accorto da pensare sin d'ora ad un suo giovane successore che in caso di "disgrazia" possa venir conclamato, per reazione, a furor di popolo.
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# licio 2011-12-22 00:47
In tutti i talk-show italioti si è sempre ben attenti a non mettere al centro del dibattito la dispendiosa quanto inutile burocrazia partitocratica che ha ridotto il PAESE ai minimi termini... Nè emerge mai la disaffezione del popolo reale verso istituzioni che di fatto hanno fatto fallire il Paese... MI ASPETTO COME REAZIONE DIGNITOSA DEGLI ITALIANI L'UNICA VERA ARMA A DISPOSIZIONE DEL POPOLO... LA DISERZIONE DELLE URNE...
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# Marco V. 2011-12-22 10:59
... ancora con sta' "diserzione delle urne", eh?... e vabbè, continuiamo a lasciar decidere a chi a votare ci va... contenti voi...
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# totonno 2011-12-25 12:04
Ma perche tu avresti qualcuno a cui dare il tuo voto??? E poi se anche ci fosse non credi che si ripeterebbe il colpo di stato ordinato dai criminali europoidi??? La verità credo stia nel fatto che hanno reso assolutamente inutile andare a votare.
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# BERTIEBOY 2011-12-22 00:48
Se Ron Paul non piace alla Israeli Lobby deve per forza essere uno a posto.
Comunque a proposito di Complotti vorrei segnalare che ieri il (Nostro) Grande Direttore ha avuto l'onore di ben due pagine (settore cultura) del quotidiano Libero con il titolo altisonante di: "Per il Re dei Complottisti il complotto non c'è".
A firma di Borgonovo, che di solito è molto sferzante nella scrittura, compare un ritratto di Maurizio Blondet che sotto l'aspetto di una apparente stroncatura alla fine risulta una diffusione delle sue tesi ed una pubblicità dei suoi principali libri.
Alla fine parlando del mondo dei cospiratori l'articolo dà ampio spazio alle teorie delle trame complottiste pluto giudaico massoniche mondialiste e dice anche che adesso che sono arrivati al governo italiota i tecnici plutocrati il (super) Direttore non attacca l'Esecutivo (quello imposto dal Trombone nabolidano).
Riallacciandosi in questo aspetto ad un recente articolo del Maurizio Nazionale sul governo Monti.
L'articolo cita anche il "punto di non ritorno" di tutte le congetture complottiste: quella famosa Soglia rappresentata dai giudei che applaudiranno "l'Anticristo".
Continua accennando ai circa 15.000 lettori del sito (questo) ma secondo me molti di più, come confermato anche dalla citazione di numerosi argomenti trattati nel corso del tempo da FdF.
Insomma tuta una carrellata sulla carriera e le teorie del grande Blondet che all'apparenza sono "contro" per ovvia impostazione filo giudaica e filosionista del quotidiano Libero (!?)

Alla fine la figura di Blondet emerge per quello che è: straordinaria.
Per queste Feste, un saluto a tutti i lettori, i collaboratori e i sostenitori di questo (eccezionale) sito.
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# ISKANDER59 2011-12-22 08:15
Ron Paul: "Dead man walking".
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# Gilles 2011-12-22 08:36
Ormai è assodato che se non piaci alle solite lobby di potere, vuol dire che stai facendo la cosa giusta, non c’è nemmeno più bisogno di chiederselo. Peraltro anche io la penso come il Direttore, mi pare, ovvero solo dall’America può venire l’inversione di tendenza. Cioè solamente la stessa America che ha infettato il mondo con la finanza, con le armi e con gli stili di vita consumistici, contiene al suo interno gli anticorpi per combattere queste malattie. L’America è in grado di portare avanti movimenti coriacei, tignosi e costanti nella loro protesta, a differenza dell’Europa dove finora si è proceduto a strappi e con sfuriate, magari anche violente ma poco produttive. Vorrei anche dire che a mio avviso ciò è possibile in America perché di fatto c’è una vera tradizione multiculturale, una società molto più variegata di quelle europee, che sono inchiodate ancora alle vecchie concezioni colonialiste, soprattutto riguardo allo sfruttamento dei popoli immigrati. Lo so che è un argomento complesso, ma bisognerebbe riflettere sul fatto che la vecchia Europa è incapace di sfruttare al meglio le risorse dell’immigrazio ne, che potrebbero persino essere utili per portare ad un cambiamento e ad un superamento delle vecchie idee liberiste colonialiste, che ora stanno affossando gli stessi popoli dell’Occidente. Io non so se noi ce la possiamo fare, non so quanti giovani volontari potrebbe raccogliere un politico alla Ron Paul in Europa, ma se vedo la voglia di fare e l’energia giovanile che può portare qui da noi un giovane immigrato volenteroso, mi domando se la salvezza non possa venire da questi. Ripeto, non so se è giusto o meno, è una semplice osservazione della realtà, dovremmo farci i conti tutti noi prima o poi. La tensione morale è alla base di tutto, come dice il Kurtz di apocalypse now, contro l’orrore della volontà di potenza fine a se stessa delle elite mondialiste, occorre gente con una forza morale.
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# urbano 2011-12-22 10:26
Chi è il Ron Paul italiano? Propongo il nostro direttore Maurizio Blondet.
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# Maurizio Blondet 2011-12-23 11:21
Aspettate. Sono troppo giovane.
Maurizio Blondet
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# Maurizio Blondet 2011-12-23 11:21
Sono troppo giovane.
Maurizio Blondet
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# san 2011-12-22 12:04
Tranquilli in Italia abbiamo i due siculi del PdL, Renatino e Angelino.
Li avete visti in TG nazionali come salutavano il professorone Monti, curvi e servili, sembravano dire "baciamo le mani, vossignoria".
Meglio il leghista Bossi, almeno c'è l'ha duro!
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# Gallarateuberalles 2011-12-22 12:42
Jay Leno, dopo averlo fatto aspettare due ore, ha forzato sul punto debole di Ron, l'età.
Ha incentrato l'intervista sulla questione federalista. Poi lo ha incalzato pesantemente su temi come matrimoni gay-Israele-droga libera costringendolo a prendere una posizione.
Ron inaffondabile ha risposto punto su punto con un Leno nervoso e via via irritato...
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# mestolo 2011-12-22 12:45
Salve a tutti e buone feste, personalmente tifo Ron da molti anni ma ho paura che se venisse eletto noi europei senza il cappello degli USA faremmo una brutta fine... nel bene e nel male un cambiamento così radicale dovrebbe essere gestito da altri capi di Stato non da quelli esistenti... se verrà eletto Ron il posto dove andare a vivere sarà solo l'America...
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# Josif Stalin 2011-12-22 18:19
Ho visto molti lettori che, ovviamente, prevedono e, ovviamente, temono un intervento della nota lobby contro Ron Paul. In primo luogo se Ron Paul è così saggio, come dimostra di essere, vuol dire che ha calcolato la presenza di una retroguardia; non credo ad una sua missione suicida. D'altronde la massiccia presenza di capitali cinesi negli USA, dopo il fallimento di Obama, dovrà pure contare qualcosa.
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# ulisse 2011-12-22 18:34
Cari amici, certo che "le vie del Signore sono infinite", con questo Ron Paul che salta fuori dal mondo politico americano come una "rara avis", di saggezza e di pragmatismo popolare.
Una esperienza analoga, ma di maggiore portata,gli USA la vissero all'inizio degli anni '60 del secolo scorso: John & Robert Kennedy, Martin Luther King,e la loro fine tragica e misteriosa.
Dopo averli uccisi, la "ruling class" (i poteri forti) USA scatenò contro i fratelli Kennedy la character assassination, con diffamazioni post mortem: fornicatori, adulteri, contiguità con Cosa Nostra (questa accusa, dice qualcosa a noi italiani?) etc., etc.
Tanto per non farsi mancare niente, il terzo dei fratelli, il minore (Ted Kennedy, morto l'anno scorso) subì un attentato, con caduta dell'aereo su cui volava, e gravissime ferite, da cui si riprese dopo lunghissime cure e sofferenze.
Tutti questi fatti sono lungi dall'essere stati accertati e spiegati, e ancora adesso non sappiamo chi realmente sparò a John a Dallas il 23/11/1963, a King il 5/04/1968, a Robert il 5/06/1968, cose successe all'aereo su cui viaggiava Ted, e... cose successe all'aereo su cui morì John John Kennedy, figlio del presidente.
Quanto a Ron Paul, minime sono le probabilità di una sua campagna elettorale non manipolata, ma preghiamo per questo dignitoso signore ultrasettantenn e americano, perchè come dice San Paolo "se Dio é con noi, chi potrà farci paura?".
Molti Auguri a tutti, anche ai nostri non amici (come ci insegna Gesù noi non abbiamo nemici) di un Santo Natale in Gesù Cristo Unico Signore e Salvatore del mondo!
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# cgdv 2011-12-23 11:56
Gli attacchi che Ron Paul subisce negli Stati Uniti vengono ovviamente rilanciati anche dai quotidiani tipo La Stampa e l'Unità. Lo si presenta come un razzista preso in fallo da Gloria Borger della CNN. Infatti si riferisce che le domande sulle sue newsletter degli anni '80 e '90 lo infastidiscano al punto tale da fargli abbandonare l'intervista e conseguentement e perdere punti di consenso. Su questa base, per farla breve, Jonathan Capehart di chiara appartenenza, lo definisce ambiguo esattamente come Newt Gingrich per la questione dell'assegno da 1,6 milioni di dollari. Quindi vedremo, poiché gli attacchi aumenteranno strada facendo.
Ma il mondo è paese e nel nostro vergognoso piccolo Maria Novella Oppo dalle pagine de l'Unità, accusa Gasparri di mancanza di amor patrio per aver attaccato in Senato le COOP rosse senza spendere una parola su Bricolo, il cui comportamento 'nessun italiano' può accettare.
Che Gasparri abbia o meno amor patrio chi lo sa, ma non è certo la tradizionalment e antinazionale, oggi ad hoc ridicolmente nazionalista, l'Unità a poterlo dire. In ogni caso che nessun italiano possa approvare Bricolo, garantisco che qui al Nord è uno sciocco sproloquio.
Giuliano
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# gnavi de lecci 2011-12-24 09:10
L'aver chiesto il parere su Ron Paul a degli importanti clienti americani e aver sollevato dei dubbi "personali" sull'11/9 mi ha procurato non pochi problemi, tra i quali anche la fine del rapporto di affari... All'inizio me ne sono pentito amaramente, ma ripensandoci è stata una fortuna provvidenziale! !!
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# cattolicocritico 2011-12-30 10:47
Stamani a RAI1 presenti alcuni pseudo giornalisti, fra cui una certa Patricia Thomas statunitense, e collegato da New York Maurizio Molinari, hanno discusso brevemente delle elezioni USA. Ad un certo punto è venuto fuori il nome di Ron Paul liquidato con una battuta perchè troppo anziano. Nulla sul suo programma, nulla sulle sue posizioni in politica estera. Proprio una bella RAI da disinformazia. Direttore Blondet, a suo parere Ron Paul è veramente temuto in USA? Gradita sarebbe una risposta.
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