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Prepararsi al collasso imperiale
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L’impero americano, e la sua popolazione, hanno davanti un compito urgente: prepararsi al proprio collasso finanziario, civile, sociale ed alimentare. Possono imparare parecchio dall’Unione Sovietica, che è già collassata. Anzi, gli americani hanno da colmare un «ritardo del collasso» (collapse gap) rispetto alla società sovietica, che era molto più avanti in questo speciale campo.

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È l’idea tragico-ironica sviluppata da Dmitry Orlov (Closing the 'Collapse Gap': the USSR was better prepared for collapse than the US): ingegnere, nato a Leningrado, emigrato ragazzo in Usa, è stato testimone diretto del crollo dell’Urss nelle sue prolungate visite alla terra natale tra il 1980 e il 90. La sua lezione – umoristica e serissima – può servire anche a noi.

Orlov nota «una certa mancanza di preparazione al collasso, qui negli Stati Uniti». È difficile prevedere le date esatte, ma una cosa è certa: «Gli imperi crollano, politicamente o economicamente, ad un certo punto. Senza eccezioni». I segni di crisi degli Stati Uniti non mancano certo. Come le analogie con la defunta URSS.

A questo ounto, Orlov propone la prima diapositiva (tiene infatti conferenze con Power Point su questo argomento):

Simmetrie tra URSS ed USA

- Due imperi militari-industriali post-Seconda Guerra Mondiale

- Fondati sul progresso tecnologico e la crescita economica

- Hanno cercato di espandere la loro ideologia su tutto il pianeta.

- Hanno esercitato il controllo economico e politico su numerosi Paesi.

- Sono rimasti testa-a-testa per parecchi decenni.

- Hanno finito per fare bancarotta.

Sono due superpotenze del ventesimo secolo, che volevano all’incirca le stesse cose, ma erano in disaccordo sui metodi. «Ciascuno ha intimidito l’intero pianeta, ha fatto paura all’altro. E sono stati alla pari in diversi settori». Orlov ne sceglie quattro:



Primi o secondi nella:

- Corsa allo spazio

- Corsa agli armamenti

- Corsa allimprigionamento

- Corsa allOdiato Impero del Male.

Orlov: «Il programma spaziale sovietico è vivo e vegeto. Gli americani affittano i voli sulle Soyuz mentre i loro veicoli spaziali sono in officina. O al museo».

«La corsa agli armamenti non ha prodotto un chiaro vincitore, ed è una eccellente notizia, perchè la Mutua Distruzione Assicurata (MAD) resta effettiva. La Russia ha più testate atomiche, e missili da crociera supersonici». La deterrenza – la sola unica causa per i passati 60 anni senza guerra mondiale – è ancora attiva.

«Nella corsa all’imprigionamento i sovietici hanno avuto un primato decisivo, grazie al loro programma innovativo GULAG. Ma gradualmente hanno accumulato un ritardo, e la corsa è stata vinta dagli americani,che hanno la più alta percentuale di cittadini in prigione di tutti i tempi».

«La corsa all’Impero del Male è stata vinta dagli americani».

Ma oggi (altra diapositiva):

Gli USA sono di fronte a molte difficoltà identiche a quelle che hanno contribuito al collasso sovietico:


- Guerre che non si possono vincere (Afghanistan, Iraq, ...Iran?)

- Produzione di petrolio declinante (il picco petrolifero sovietico è stato raggiunto due anni prima del collasso).

- Spese militari fuori controllo.

- Deficit e debito estero insostenibili
.

- Un sistema politico irrigidito, apatico e corrotto, incapace di riformarsi.

- Illusioni di grandezza che impediscono una discussione onesta delle difficoltà.

Le suddette difficoltà producono quanto segue:

- Le economie subiscono fallimenti «a cascata».

- I problemi insolubili si accumulano nel tempo.

- I meccanismi di compensazione sono utili solo fino a un certo punto.

- Un certo numero di eventi possono mettere leconomia in stato di shock.

Molteplici contraccolpi impediscono di tornare allo stato normale.

Lo scivolamento verso il basso assume vita propria.

Il sistema politico resta intatto, ma soffre di paralisi
.

Commento di Orlov: «Un sistema economico può durare un bel po’ dopo essere divenuto insostenibile, per pura inerzia. Ma ad un certo punto, una ondata di promesse non tenute e di supposizioni invalidate manda tutto a catafascio. Una delle sistemazioni insostenibili posa sulla nozione che è possibile prendere a prestito sempre più denaro dall’estero, per pagare sempre maggiori importazioni di energia, mentre il prezzo di queste importazioni continua a raddoppiare ogni po’ di anni. Il denaro gratuito con cui si acquista l’energia equivale a energia gratuita; e l’energia gratuita non esiste in natura. È dunque una condizione forzatamente transitoria. Quando il flusso d’energia ricadrà verso l’equilibrio, una gran parte dell’economia americana sarà obbligata a bloccarsi.

Le conseguenze sono illustrate nella diapositiva qui sotto:

Ambiente post-collasso: le conseguenze immediate.

- Dislocazione sociale
, disoccupazione, perdita dellalloggio, disperazione.

- Le autorità non sono più rispettate. Le forze dellordine sono sopraffatte, sostituite da metodi di auto-difesa locali e da sicurezza privata. Molte leggi sono universalmente ignorate.

- Scarsità generalizzate di merci di base, specialmente alimentari, carburante, medicinali.

- La manutenzione di base è razionata o abbandonata
. Infrastrutture decadono e collassano. Molti disastri, grandi e piccoli.

- Diventa impossibile programmare a lungo termine
. Grandi progetti nuovi non sono nemmeno più studiati. Tutti gli adattamenti che riescono sono basati sullinfrastruttura esistente e sulle riserve attuali.

Ciò che è successo in Russia l’ho spiegato nei dettagli in altri articoli, dice Orlov. Non c’è motivo perchè negli USA le cose vadano in modo del tutto diverso, almeno in termini generali.

«Dobbiamo certamente aspettarci penurie di benzina, alimenti, medicinali e innumerevoli altri articoli di consumo, interruzioni di elettricità, di gas e d’acqua, chiusure di imprese in massa, licenziamenti di massa, accompagnati da confusione, violenza e disordini. Non si devono assolutamente sperare grandi piani di salvataggio, programmi tecnologici innovativi, o miracoli di coesione sociale».

Cosa accade dopo?

- Emerge quasi immediatamente uneconomia di sussistenza e di baratto.

- Il vecchio capitale (azioni, obbligazioni, capitale di fabbrica, denaro liquido) perde valore. Le relazioni sociali, i servizi resi, laccesso alle risorse mostrano la durevolezza del loro valore.

- Scorporo degli attivi: gli attivi sono smantellati e riutilizzati, tesaurizzati o venduti come ferrivecchi. Molti articoli di valore sono esportati (specie gli oggetti darte, le antichità, gli apparati scientifici e industriali).

- Elementi della delinquenza organizzata, i militari e le forze dellordine di un tempo si combinano in nuove strutture di potere (caoticamente).

Qui, parla il testimone oculare del collasso sovietico:

«Certe persone sono le più leste a capire cosa devono fare per sopravvivere, e lo fanno – generalmente senza chiedere il permesso di alcuno. Emerge una sorta di economia completamente informale, e spesso semi-criminale. Essa gira attorno alla liquidazione e al riciclaggio dell’antica economia. È basata sull’accesso diretto alle risorse, e sulla minaccia della forza, piuttosto che sulla proprietà o l’autorità legale. Le persone che hanno difficoltà ad adottare questi modi di fare si trovano rapidamente fuori gioco».

E qui, il primo confronto fra l’impero caduto e quello morituro

Alloggi

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- Proprietà dello Stato    |    Proprietà di banche e società

- Affitto gratuito    |    Sequestri ed espulsioni

- Accessibili con mezzi pubblici    |    Accessibili solo in auto

- Ciascuno ha un tetto    |    Fuga di massa dai «suburbia»

«È importante, preparandosi al collasso, assicurarsi di non aver bisogno di un’economia funzionante per conservare un tetto sulla testa. In Unione Sovietica, tutti gli alloggi appartenevano allo Stato, che li metteva direttamente a disposizione della gente. Siccome tutti gli alloggi erano costruiti dallo Stato, erano costruiti solo nei luoghi che lo Stato poteva servire di trasporti pubblici. Dopo il crollo, quasi tutti sono riusciti a conservare la propria casa. E a raggiungerla in tram, bus o treno».

«Negli USA, pochissimi possiedono realmente la loro abitazione (i più hanno la casa ipotecata dal mutuo), e anche in questi casi, hanno bisogno di un reddito per pagare leimposte immobiliari. Le persone senza reddito si trovano sulla strada come barboni. Quando l’economia crollerà, molto pochi continueranno ad avere un reddito, e la ‘barbonizzazione’ diverrà endemica. Si aggiunga che la maggior parte dei quartieri residenziali dipendono dalle automobili, è facile prevedere un’emigrazione di massa dei senza-tetto verso i centri urbani».

Trasporti


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- Pubblici    |    Privati, auto e autocarri

- Continuano a viaggiare    |    Si bloccano, manca benzina

- Città compatte, lungo le ferrovie    |    Diffuse, centri morti

- Passeggeri in vettura!    |    A piedi, in bici, spingendo carrelli

«I trasporti sovietici non erano granchè, ma erano abbondanti. Le auto private erano così poche che mancanza o razionamento di benzina non avevano conseguenze. Tutta questa infrastruttura pubblica era concepita per essere riparabile all’infinito, e di fatto ha continuato a funzionare anche quando il resto dell’economia era collassata».

La popolazione degli Stati Uniti dipende interamente dall’auto, e dai mercati che controllano l’importazione, la raffinazione e la distribuzione di carburanti. Confidano anche in continui investimenti pubblici per il mantenimento di strade. E le auto non sono concepite per durare troppo. Quando questi sistemi, interconnessi in modo complicato, cessano di funzionare, molta parte della popolazione si troverà paralizzata.

Occupazione

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- Pubblica    |    Privata

- Rallentamenti produttivi    |    Chiusura aziende

- Salari ritardati    |    Licenziamenti in massa

- Magazzini aziendali pieni    |    «Just in time» (1)

- Accesso continuo e baratto    |    Liquidazione

- Transizione graduale    |    Transizione istantanea

«Siccome le burocrazie statali tendono a reagire lentamente, collassano più lentamente. Così le imprese di Stato essendo inefficienti, hanno giacenze in eccesso nei magazzini; ne restano tante, che i dipendenti si portano via e le utilizzano nei baratti. Siccome la massima parte degli addetti sovietici erano nel settore pubblico, la gente ha avuto il tempo di pensare cosa fare dopo».

«Le imprese private sono molto più efficienti in molte cose, come: licenziare il personale, chiudere le porte e liquidare i loro attivi. Siccome la maggior parte dei posti in USA sono nelle efficientissime imprese private, ci si deve attendere che la transizione verso la disoccupazione permanente sia brutale per i più».

Famiglie

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- Tre generazioni sotto stesso tetto    |    Famiglie nucleari, singoli

- Strettamente unite (e infelici?)    |    Alienate (e infelici?)

- Geograficamente vicine    |    Geograficamente disperse

- Abituate alle privazioni    |    Abituate ad aver «diritti»

- La vita continua    |    Isolati fra estranei

«Quando la gente viene provata, di solito si volge alla famiglia per sostegno. L’Unione Sovietica ha conosciuto la cronica scarsità di alloggi, il cui risultato è stato di far vivere sotto lo stesso tetto tre generazioni. Ciò non li rendeva felici, ma almeno erano abituati gli uni agli altri. La prospettiva abituale era che sarebbero rimasti insieme, qualunque cosa avvenisse».

«In USA, le famiglie tendono ad essere atomizzate, e disperse attraverso più Stati. Hanno difficoltà a tollerarsi anche quando si riuniscono per Natale e il Giorno del Ringraziamento, nei momenti migliori. Possono trovar difficile di sopportarsi nei momenti peggiori. C’è già troppa solitudine in questo Paese, e dubito che il collasso vi porterà rimedio».

Denaro

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- Di valore simbolico    |    «La» risorsa indispensabile

- Condiviso tra amici    |    Mai condiviso, in genere

- Reddito non necessario    |    Reddito necessario per sopravvivere

- Gli amici vengono prima    |    I soldi vengono prima

- Spiantati, ma poco importa    |    Spiantati e senza soccorso

Per tenere il male a distanza, gli americani hanno bisogno di soldi. In un collasso economico, avviene in genere una iper-inflazione che cancella i risparmi. C’è anche una disoccupazione endemica, ciò che cancella i redditi. Ne risulta una popolazione senza un soldo.

In URSS, col denaro si potevano ottenere ben poche cose. Lo si divideva con gli amici. Molte cose, dagli affitti ai trasporti, erano praticamente gratis.

Beni di consumo

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- Un costo per lo stato    |    Profitti per i cinesi

- Economia basata sui prodotti    |    Economia basata sui servizi

- Penuria di prodotti    |    Penuria di quattrini

- Arrangiatevi a farli funzionare    |    Obsolescenza pianificata

- Cimeli tecnologici    |    Usa-e-getta

- Da riparare in proprio    |    Spazzatura da riciclare

«I beni di consumo sovietici sono stati sempre oggetto di derisione – il frigo che riscaldava i cibi e la casa, eccetera. Eravate fortunati per il solo datto di averne uno, e spettava a voi farlo funzionare. Ma una volta che riuscivate a farlo funzionare, diventava una inestimabile eredità familiare, che passava di generazione in generazione, robusta e quasi indefinitamente riparabile».

In USA, si sente spesso di un oggetto: «Non val la pena di ripararlo». Ciò basta a fare veder rosso un russo. Una volta, ho visto un russo a Boston furioso perchè una bottega di robivecchi non gli aveva potuto vendere delle molle da materasso. «La gente getta dei materassi in ottimo stato, come si suppone che io possa ripararli?».

«Il collasso economico tende a bloccare sia la produzione locale sia le importazioni, sicchè è d’importanza vitale che tutto quel che possedete si usuri lentamente, e che possiate ripararlo voi stessi se si guasta. Gli oggetti di fabbricazione sovietica erano di solito incredibilmente resistenti all’usura. Gli oggetti ‘Made in China’ che si comprano qui durano molto meno».

(continua)

(Closing the 'Collapse Gap': the USSR was better prepared for collapse than the US)




1) Il “Just-in-time” è una tecnica di organizzazione industriale che tende a ridurre il magazzino al minimo necessario per il funzionamento della fabbrica. I sub-fornitori vengono obbligati a fornire i semilavorati o ricambi “via via che occorrono”. In questo modo si aumenta la redditività (meno spazi dedicati al magazzinaggio, pochi immobilizzi di capitale – il costo viene scaricato sui fornitori), ma rischia la paralisi totale in caso di interruzione del flusso.


 

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