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Hanno realmente intenzione di far fuori Trump?
Philip Giraldi
Il motivo che muove il nuovo fronte anti-Trump potrebbe essere legato all’Ambasciata di Gerusalemme, ma i media prezzolati sono stati molto solerti a volerlo collegare al Russiagate. Al di là di facili cospirazioni, quanto sta accadendo induce a ritenere che vi sia realmente un complotto contro Donald Trump orchestrato all’interno delle varie Agenzie di sicurezza nazionali, un colpo di stato “soft” molto più pericoloso di qualsiasi altro scenario.
Come il Governo degli Stati Uniti falsa il racconto
Philip Giraldi
Quel che consegue, come risultato dell’attacco degli Stati Uniti alla Siria, è che ogni ricomposizione dei rapporti con la Russia è oggi inimmaginabile. L'attuale situazione, per l’assenza di prove certe, è di molto simile a quella del 2013 con Obama, salvo che oggi la provocazione siriana ha dato seguito all'azione, evitata per un soffio nel 2013. La guerra rimane sempre un buon affare.
Criticare la criminalità neocon è antisemitismo?
Philip Giraldi
Impiegare il termine “neocon” in maniera denigratoria richiamerebbe determinate logiche antisemite. Solo gli antisemiti o tuttalpiù i dementi potrebbero avercela con i cosiddetti neoconservatori od essere sconcertati da concetti buffi quali “Stato Profondo”. Ma al di là di tali, divertenti provocazioni, è impossibile non vedere che dietro le quinte sono proprio neocons ebrei a spingere per uno stato di guerra perpetuo di cui Israele beneficia personalmente.
Neocons: una nuova speranza
La Redazione
I neocon, bramosi da anni di un “cambio di regime” in Siria, non erano affatto soddisfatti delle lentezza con cui procedeva l’infiltrazione dei ribelli anti-governativi da parte di Obama. La cocente delusione elettorale è stata seguita dalla “resistance” alla presidenza Trump. Ci sono voluti giusto un paio di mesi per riorganizzare e raggruppare le forze.
Golpe USA: tra impeachment e guerra alla Russia
La Redazione
La guerra governativa condotta all’interno della classe dirigente si dipana lungo il fronte che va dalle agenzie di intelligence attraverso i media ed il Partito Repubblicano e fin dentro la Casa Bianca. Se il Watergate condusse verso il ritiro dal Vietnam, oggi si persegue uno scopo opposto: aiutare a preparare le condizioni politiche per una guerra con la Russia, che, quale nemico nr.1, deve continuare ad essere la pietra angolare della politica estera americana.
Rullano i tamburi contro l’Iran
La Redazione
Trump langue tra fuochi ai quali è evidentemente impossibile sfuggire. Se Teheran era già ai ferri corti con Washington, la dose, evidentemente, andava vieppiù rincarata. Ma il problema di fare delle minacce pubbliche è sempre quello di rendere quanto mai difficile un dietrofront nelle relazioni diplomatiche, soprattutto quando le accuse sono follie campate della pluripremiata ditta neocons.
“Rivoluzione colorata” contro Trump
EFFEDIEFFE.com
La posta in gioco qui è organizzare una “rivoluzione colorata” made in America, la quale però viene principalmente fomentata da alcune rivalità fondamentali all’interno dell’establishment degli Stati Uniti, da quelle fazioni corporative ognuna delle quali vorrebbe esercitare il futuro controllo sulla nuova presidenza degli Stati Uniti
USA, la guerra è una garanzia (politica)
EFFEDIEFFE.com
La performance dei senatori bipartisan — inclusa la sua fazione di “sinistra” — dimostra che non vi è alcuna corrente per la pace all’interno della classe dirigente americana, la qual cosa garantisce senza alcun dubbio che anche l’amministrazione Trump intensificherà la politica anti-Russia dell’amministrazione Obama
Goldman Sachs e Trump, un legame sempre più stretto
La Redazione
A giudicare dalla pressione straordinaria che la CIA sta mettendo su Trump con l’accusa che la sua elezione sia stata contaminata da interferenze russe, se Trump avesse aggiunto anche Goldman Sachs come suo aperto nemico, le sue probabilità per resistere sarebbero state pari a zero. Non vi è alcuna garanzia che Trump possa fare qualcosa di buono. Ma rimane chiaro che la sua elezione è vista come una minaccia da parte dell’establishment.

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TRADUZIONE EFFEDIEFFE
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