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Palestinesi alla gogna? Trump li tampina affinché ubbidiscano
Philip Giraldi
Stiamo certi che non è passato inosservato, agli osservatori americani in Israele, come Trump sia stato particolarmente amichevole con i leader arabi in queste settimane. A Washington c’è molta agitazione e sono state lanciate alcune contromosse. Anche per tale motivo è difficile che Trump, a fine maggio, possa fare qualcosa di significativo oltre a lanciare i soliti segnali di quanto sia innamorato di Israele.
Israele e Milizie Islamiche: una ricorrente alleanza (2)
La Redazione
Per coloro che sono maggiormente orientati verso una teoria della cospirazione, gli eclatanti dati “rivelerebbero” il ruolo diabolico di Israele nella creazione e nella direzione dello Stato Islamico. Lo scopo finale, previsto da almeno 20 anni, sarebbe la distruzione delle entità comprendenti la cosiddetta “Shia Crescent”, di cui la Siria funge da importante cinghia di trasmissione tra il Governo dell’Iran ed Hezbollah in Libano.
Israele e Milizie Islamiche: una strana e ricorrente alleanza (1)
La Redazione
La situazione preferita da Israele è quella di fomentare nel mondo una guerra prolungata di durata indefinita. Lo Stato islamico serve a questo, ovvero come uno strumento utile per indebolire gli interessi strategici dei Paesi non assoggetati. In altre parole, i ribelli radicali islamici aiutano la strategia di sopravvivenza a lungo termine di Israele
Friedman-Israele: un connubio realmente terrificante
La Redazione
La nomina del nuovo Ambasciatore USA in Israele scredita la presunta durezza dell’amministrazione Trump contro Tel Aviv per quanto riguarda l’annessione illegale della Cisgiordania. Da un punto di vista geopolitico ed internazionale essa apre terrificanti scenari di nuovi ed enormi peccati da cui l’anima di Israele difficilmente potrà riaversi.
Siria: pericolosa frattura tra gli interessi Americani, Turchi e Russi
La Redazione
La situazione è ad altissima tensione: gli USA potrebbero aver inviato truppe di terra quale dimostrazione di forza a sostegno dei loro alleati del YPG, ovvero contro Ankara, la quale sfrutterà l’occasione per mettere le mani su ciò che considera un suo legittimo bottino. Il tutto va ovviamente contro Damasco. Se non avverrà un serio coordinamento tra tutte le parti in gioco – Stati Uniti, Russia e Turchia, Esercito Siriano ed alleati – allora le probabilità di un conflitto ancora più esteso aumenteranno in modo drammatico.
Le ragioni di Putin e il futuro della Siria
Martina Smerčan
Il cessate il fuoco, iniziato lo scorso 27 febbraio, regge meglio di quanto sperato e riguarda il 70% delle aree del conflitto. Gli Stati Uniti non demordono e annunciano che stanno per addestrare altri “ribelli siriani”. È un dato di fatto che Putin sia pronto a giungere ad un compromesso, mentre l’Iran vede la permanenza del Presidente Assad come condizione irrinunciabile, ben sapendo che una divisione della Siria su base religiosa o etnica non farebbe che intensificare il conflitto, rischiando di sfociare in un “tutti contro tutti” dalle conseguenze ancor più devastanti.
Siria: è iniziata la corsa contro il tempo
Martina Smerčan
I timori della Russia sull’invasione militare turca si stanno dimostrando più che fondati, e ormai sembra inevitabile una violenta escalation del conflitto. Mentre le forze alleate al Governo di Assad sono impegnate in una corsa contro il tempo per liberare la Siria dai terroristi, potrebbe essere un nuovo false flag a precipitare gli eventi
I nemici della Siria cercano l’escalation mondiale
Martina Smerčan
Le notizie in Siria sono così buone che è il caso di preoccuparsi: conosciamo i mandanti della strage siriana e sappiamo che non sono disposti a concedere una facile vittoria. La lobby sionista, in guisa del Washington Institute, sta consigliando la Turchia di invadere la Siria per procura, così da tenere i curdi lontani dalla zona di confine. Per quanto si voglia essere ottimisti, il rischio di una Terza guerra mondiale si fa sempre più immediato.
Nuovi e più potenti armamenti per Israele
Luciano Garofoli
Queste ipotesi di fornitura di bombe intelligenti, che circolano negli ambienti di Washington, hanno causato uno stato di squilibrio tra i funzionari della difesa israeliana, che ora fremono per realizzarla. Andando ad analizzare più profondamente gli aspetti della questione notiamo come la politica USA stia cambiando. All’accordo con l’Iran sul nucleare va aggiunta una quasi totale inattività ufficiale, se non una vera e propria paralisi operativa, sul fronte siriano.
Cosa sta accadendo sulle alture del Golan?
Luciano Garofoli
I gasdotti e gli oleodotti Nabucco e Southstream si rivelano, alla luce delle perforazioni israeliane sul Golan, investimenti rischiosi dal punto di vista del profitto. Dopo la recente crisi generata dall’abbattimento del caccia russo, i rapporti tra Federazione Russa e Turchia sono in rotta di collisione e gli impegni di Putin per bypassare l’Ucraina devono assolutamente essere rivisti e riconsiderati.

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