
Dal felice regno di Katz
Maurizio Blondet
26 Novembre 2008
A Gaza, metà dei forni per il pane hanno chiuso. L’altra metà, per continuare a fare il pane, usa granaglie di solito destinate al mangime del bestiame e del pollame. Ciò a causa del blocco totale che Israele ha imposto ormai da 20 giorni.
Il segretario generale dell’ONU Bank Ki-Mun ha chiesto a Olmert di levare il blocco, data l’incombente catastrofe umanitaria. Naturalmente, invano (1).
La centrale elettrica di Gaza (la sola) ha smesso di funzionare perchè Israele non consente l’entrata di pezzi di ricambio necessari. Il generoso regno di Sion ha concesso un invio di carburante (abbastanza per un giorno, la generosità ha un limite) ma, sadicamente, non le parti di ricambio.
Senza elettricità, niente pompe per lacqua: i campi profughi «Beach» e «Jabaliya» sono senz’acqua corrente.
Niente …
(L’articolo è disponibile solo per gli abbonamenti attivi)