Vulcani subacquei a «decine» a 4 mila metri sotto il fondo marino, che vomitano magma rovente; «getti o fontane di materiali caldissimi proiettati uno o due chilometri sotto il ghiaccio»; misture di «lava e gas» sparate alla velocità di 500 metri al secondo, mescolandosi con l’acqua gelata, formano «grandi nuvole sottomarine» di particolato vulcanico che ricadono sul fondo, creando uno spesso tappeto di particolati vetrosi di tipo piroclastico «esteso per chilometri».
Questa è la scena descritta da una spedizione scientifica finanziata dalla NASA e la US National Science Foundation, che per la prima volta ha inviato sottomarini-robot con telecamere per esplorare l’oceano sotto i ghiacci eterni dell’Artico.

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