
Eutanasia degli italioti
Maurizio Blondet
25 Gennaio 2009
La morte come cura
Mentre faccio altro, sento distrattamente Radio Radicale. A cura della associazione «Luca Coscione», una tizia sta promuovendo «la morte come terapia delle inabilità». La tesi della tizia – che risulta essere ginecologa – è che per le «inabilità» essendo incurabili, la vera, logica terapia medica è l’uccisione degli inabili. Consenzienti, è ovvio: siamo o no liberisti, liberali e libertari?
Confesso che il ragionamento mi pare inattaccabile, nel quadro della ideologia della secolarizzazione e dell’edonismo totalitario di cui i radicali sono l’avanguardia avanzante, ma in cui tutti siamo già immersi. La sofferenza non ha alcun senso nè valore, l’uomo è un essere meramente zoologico, l’aldilà…
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