Panico per un Tweet, caos nelle banche lettoni
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Un falso allarme fa correre i lettoni a ritirare i soldi da una delle maggiori banche del Paese. Risultato: checché ne dica, molte filiali sono rimaste a secco in un lampo. E' la prova provata che le banche non hanno la liquidità che ci assicurano di mantenere.

MILANO
- Come Orson Welles nel '38 con gli alieni, così un paio di cinguettii allarmanti su Twitter hanno scatenato il panico nei lettoni: migliaia di cittadini sono corsi in massa ai bancomat per prelevare i loro risparmi. Il risultato: moltissimi sportelli automatici svuotati. Se nel frattempo la voce circolata sul microblog è stata smentita ufficialmente, le code davanti alle banche proseguono.

BANK RUN - Da domenica sera non si ferma la corsa agli sportelli automatici delle banche in Lettonia. In diverse città le code si fanno sempre più lunghe: tutti vogliono prevevare il proprio contante. Il motivo? In precedenza su Twitter era circolata la voce che la Swedbank, la più importante banca attiva nel Paese, e altre banche svedesi, avrebbero avuto delle difficoltà. In poche ore 10.000 risparmiatori hanno prelevato oltre 10 milioni di lats (14,3 milioni di euro), dieci volte più del solito. Secondo quanto comunicato da Maris Mancinskis, a capo della Swedbank in Lettonia, all’alba di lunedì 130 dei 300 bancomat avevano oramai esaurito le loro disponibilità. Ciò nonostante, nel corso di un programma mattutino sulla tv lettone Mancinskis ha assicurato che gli importi ritirati non influiscono in alcun modo sul funzionamento della banca in quanto «si tratta solo dell’1% del totale dei depositi».

SMENTITE - La stessa Swedbank ha subito smentito qualsiasi dubbio sulla propria stabilità, mentre l'organo che vigila sul settore bancario lettone ha dichiarato che «le voci sono prive di fondamento»; che «la Swedbank è una delle banche più solide d'Europa» e che «gli inquirenti hanno già iniziato le indagini» per aggiotaggio sulle voci diffuse sul web. Per Mancinski la reazione di panico tra i risparmiatori sarebbe da imputare anche all’improvviso fallimento della Latvijas Krajbanka. Un mese fa la banca era infatti stata chiusa a causa delle accuse di frode contro la sua proprietaria, la lituana Snoras Bank. Tre anni fa la Lituania fu costretta a chiedere l'aiuto del Fondo monetario internazionale e dell’Unione Europea dopo il collasso della Parex Bank. Pare ovvio dunque che i lettoni siano assai sensibili ad ogni tipo di notizia negativa che riguardi gli istituti bancari. Già la settimana scorsa erano filtrate le prime voci su un dissesto della banca svedese, a cui l’istituto non aveva però dato alcuna risposta. Per il ministro lettone dell'Economia, Daniels Pavluts, Swedbank avrebbe il 23% dei capitali e il 52% della liquidità, ben superiori alle normative vigenti. Insomma, «la banca è solida» ha assicurato Pavluts. Con un messaggio su Twitter.

Elmar Burchia

Fonte >
  Corriere.it



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