Gruppi gay contro la Annunziata
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Genuflettersi alle neoreligioni è importante, soprattutto quando si pronuncia la parola gay invano. L'Annunziata deve fare una puntata riparatrice, perché il tema è poco conosciuto...

ROMA
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Ha lasciato intendere di essere pronta a difendere Celentano anche se questi "avesse sostenuto che i gay sono da mandare al campo di sterminio". Una frase, quella pronunciata da Lucia Annunziata durante la puntata di Servizio Pubblico, che ha fatto insorgere la comunità omosessuale: "La giornalista si scusi", hanno detto in molti. Una estremizzazione, ha spiegato durante il programma l'ex presidente della Rai, replicando a Santoro che l'aveva ripresa con un "non esageriamo". "La frase che ho pronunciato era a mio parere chiaramente paradossale  -  spiega a Repubblica.it la Annunziata - e veniva alla fine di un discorso in cui ho preso nettamente le distanze dall'attacco alla stampa cattolica e non (da Famiglia Cristiana a Repubblica), portato avanti da Celentano. Ho difeso la libertà di espressione dell'artista,  ma ho usato l'esempio  -  di proposito estremo - della ferocia antigay per rendere più chiara l'esistenza anche di una contraddizione fra questo diritto e il merito delle opinioni che si esprimono".  

E, per chiarire ulteriormente questo concetto, ha deciso di dedicare una puntata del suo programma all'argomento: il 4 marzo a "In mezz'ora" si parlerà anche dell'odio nei confronti dei gay. In studio, saranno invitate partecipare alcune associazioni Glbt italiane. "Per me era chiaro che si trattava di una provocazione ma, in ogni caso  -  continua la Annunziata  -  ho dato la disponibilità ad approfondire il tema". Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, è stato tra i primi a intervenire e a criticare l'affermazione della Annunziata, sollecitandola a scusarsi. E proprio a lui la giornalista ha voluto spiegare meglio, con una telefonata, il suo pensiero: "Mi ha chiamato dopo aver letto la mia presa di posizione. Ci ha tenuto a dire che non è affatto omofoba e che ha sempre difeso i gay  -  racconta Mancuso  -  Ha poi detto che è stata male interpretata e che il suo intento era quello di dire che non si può affermare tutto in televisione". In ogni caso, per Mancuso, quello della giornalista "è un gesto importante, perché dimostra che si è resa conto di aver toccato la dignità di milioni di persone in questo Paese".

Tra quanti criticano l'esternazione televisiva, c'è l'Arcigay, con il presidente nazionale, Paolo Patanè, che chiama anche in causa le ultime affermazioni omofobe di Giuseppe Ciarrapico ("due gay che si baciano mi fanno schifo. Il fascismo li mandava a Carbonia, scavavano e stavano benissimo" ha detto ieri il senatore del Pdl). "Se Lucia Annunziata ha l'ambizione di rimarcare una sua differenza culturale e di linguaggio da un personaggio non nuovo ad affermazioni becere come Ciarrapico, trovi come rimediare  -  dice Patané -. E non sarà semplice, soprattutto perché il riferimento all'Olocausto rivela ulteriore mancanza di rispetto nei confronti di chi l'Olocausto l'ha vissuto ed estrema leggerezza nel trattare una pagina spaventosa della storia umana".

A chiedere una puntata "riparatrice" sul tema è il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli: "Lucia Annunziata appare non come un improbabile paradosso ma come l'ennesima cruda dimostrazione di quanto indietro siamo in Italia. Invitare a mandare i gay, o chiunque altro, ai campi di sterminio, si colloca ovviamente ben al di là dell'ambito della libertà di espressione e l'esempio portato è persino offensivo per la memoria delle decine di migliaia di vittime omosessuali che nei campi di sterminio ci sono stati davvero e ci sono morti. Il rispetto per tutte le vittime dell'odio nazista deve essere massimo, sempre, e riteniamo che mai e giustamente l'Annunziata avrebbe osato giocare sul paradosso utilizzando  gli ebrei o i partigiani. Le scuse migliori, per onorare le vittime dell''Olocausto', sarebbero quelle di dedicare una puntata della sua trasmissione proprio a questo tema, così poco conosciuto e sul quale evidentemente si compiono ancora scivoloni inaccettabili". "Confondere la libertà di espressione con la libertà di fare apologia dell'omofobia rievocando una delle pagine più buie della storia come il nazifascismo è operazione molto pericolosa soprattutto se fatta in un contesto televisivo dove non c'è diritto di replica  -  sottolinea Fabrizio Marrazzo, portavoce di gay Center - La giornalista si ispiri piuttosto a paesi che ben conosce come gli Stati Uniti dove i gay hanno diritti civili e che il nazifascismo l'hanno combattuto e vinto. In Italia l'omofobia e la comunicazione omofoba di molti rischiano di generare invece una cultura dell'odio e della discriminazione anche perché i gay sono ignorati dalla legge sia nei loro diritti di coppia che nella lotta all'omofobia".

Tra gli ospiti della puntata del 4 marzo ci sarà anche la deputata del Pd, Paola Concia, che, stamattina, ha avuto una lunga conversazione telefonica con la giornalista: "Ci siamo confrontate e  le ho spiegato le ragioni per le quali quella frase è stata fraintesa. Certo, mi aspettavo che Santoro le desse la possibilità di argomentare la sua affermazione, cosa che non è avvenuta. Le ho fatto notare che se al posto dei gay avesse chiamato in causa gli ebrei, ci sarebbe stata una sanzione sociale fortissima, come è giusto che sia. Purtroppo, il cuore del problema, condiviso dalla stessa Annunziata, è che nel nostro Paese si tollera che, anche persone con ruoli istituzionali, insultino quotidianamente gli omosessuali e le persone transessuali".

Fonte >  Repubblica.it


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