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Le minacciose armi dell’Iran
Maurizio Blondet
27/08/2006

L'Iran «è una minaccia non solo per Israele, ma per il mondo».
Il regime iraniano «è il nuovo Terzo Reich».
Teheran «con le sue ambizioni nucleari e il suo regime fanatico, rappresenta una minaccia strategica per gli Stati Uniti».
Sono alcuni degli slogan emanati da Israele, e ripetuti dai volonterosi media occidentali.
Essi preludono a un attacco aereo israeliano, e c'è un segnale inequivocabile: il capo di Stato Maggiore Dan Halutz ha nominato il capo supremo delle operazioni contro Teheran: il generale dell'aviazione Elyezer Shkedy.
Egli sarà, dice Haaretz (1) «il direttore d'orchestra» della campagna anti-iraniana, «il coordinatore delle varie branche delle forze armate, del Mossad e dell'intelligence militare».
Ai tempi della guerra del Golfo nel '91, sottolinea Haaretz, gli israeliani non nominarono un «direttore d'orchestra» per l'Iraq; ciò perché sapevano che a liquidare Saddam avrebbero provveduto gli USA.
Ora, evidentemente, contano di intervenire in proprio.
Perciò aspettiamoci un'intensificazione della propaganda allarmistica: l'Iran  è il Terzo Reich, la minaccia strategica contro tutto il mondo, e così via.
Prima che l'opinione pubblica diventi cieca alla ragione a causa di questa campagna di terrore, esaminiamo quali mezzi bellici abbia realmente il terribile regime iraniano.


Forze aeree.
L'Iran dispone sulla carta di 520 caccia F-4 ed F-5: si tratta di aerei americani fabbricati nel 1958-59, acquistati dallo Scià.
Poiché da allora Teheran è sotto embargo dagli Stati Uniti, questi vecchi velivoli mancano sicuramente di pezzi di ricambio.
Alcuni sono in grado di volare, probabilmente, solo cannibalizzando le parti degli altri.
Lo Scià aveva comprato anche cinquanta moderni caccia F-14, per i quali vale lo stesso discorso. Secondo la rivista militare Jane's, l'Iran è in grado di far alzare solo 7 di questi caccia contemporaneamente.
Oltre a questi ferri vecchi, Teheran dispone di: 6 caccia Mig-29 russi; 35 caccia F-7M cinesi; una trentina di Su-24 d'età sovietica, relativamente moderni e probabilmente operativi perché non mancanti di parti di ricambio.
A questi bisogna aggiungere sette caccia sovietici Su-25K e 24 caccia francesi Mir F-1, che Saddam, nella prima guerra del Golfo, mandò misteriosamente in Iran, suo ex nemico, per non farli distruggere al suolo dalla schiacciante superiorità USA..
Tutto qui.
Per confronto, Israele dispone di 555 caccia Fa-15 ed F-16 modernissimi, più 90 probabilmente in riserva segreta; e può contare su rifornimenti illimitati dagli USA.
E naturalmente, conta su tutti gli apparati essenziali per la supremazia aerea, tipo radar volanti AWACS, che all'epoca dello Scia non esistevano e dunque Teheran non ha. (2)


Forze corazzate.
Nel caso che il guerrafondaio Ahmadinejad volesse rispondere all'attacco ingaggiando una guerra contro le truppe americane nel vicino Iraq, potrebbe lanciare i suoi 1600 carri armati: di cui almeno 300 sono vecchi M-47 e M-60 americani e Chieftain Mark 3 britannici, evidentemente senza ricambi per via dell'embargo in corso da 28 anni.
Il resto, carri armati sovietici di varia età, tra cui quasi cinquecento T-72 relativamente moderni e certamente con i ricambi.
Vi sembra tanto?
Per confronto, Israele ha 4300 carri armati, modernissimi e in piena efficienza.
La Siria ha 4600 corazzati, assai più vecchi; persino la Giordania ne ha quasi quanto Teheran, 1217.


Armi atomiche.
Nessuna.
Lo stesso Ahmadinejad ha proclamato che gli scienziati iraniani sono riusciti ad arricchire uranio al 2,4 %.
Ma per fare una testata nucleare, occorre uranio all'85%.
Poiché l'Iran ha 164 centrifughe per l'arricchimento (constatate ufficialmente dall'AIEA, l'ente di sorveglianza dell'ONU, e confermate dalla CIA), non avrà il materiale fissile sufficiente che fra 8-10 anni:  il progetto Manhattan che fabbricò le prime atomiche USA, disponeva di 50 mila centrifughe.
Quanto poi a lanciare la bomba, è tutt'un altro paio di maniche.
L'atomica non è un'arma come le altre: chi se ne dota non lo fa per usarla, ma per dissuadere aggressori dall'usare le loro.


Missili.
Qui l'Iran ha investito di più e oculatamente in funzione di difesa anti-aerea.
Lo dice la gittata dei suoi missili più moderni (quanto al numero, è ignoto): 90 chilometri il cinese «Silkworm», missile antinave; 74 chilometri i C-801 «Yinjii» e C-802, anch'essi Made in China e guidati da radar.
E ha un raggio di 120 chilometri il tremendo missile da crociera russo Moskit (Sunburn in codice NATO), che come il Silkworm cinese fila a pelo d'acqua, però al doppio della velocità del suono: è un proiettile imparabile, concepito a Mosca per affondare le portaerei, ossia gli strumenti dell'egemonia americana sugli oceani.


Questi dati dicono una cosa precisa agli esperti militari: che Teheran non è in grado di «proiettare la  forza» molto al di là dei suoi confini, ossia che non è il Terzo Reich redivivo, pronto ad avventarsi sul mondo.
Hitler si preparò con un terrificante riarmo.
Sta riarmando l'Iran?
Dedica alle spese militari il 3,3% del suo prodotto interno lordo, contro il 4,06 per cento del PIL che dedicano all'armamento gli Stati Uniti.
Ma il PIL americano è ovviamente gigantesco al confronto; l'Iran, la cui popolazione è il 23% di quella americana, ha un PIL che è il 4,5 % di quello USA.
Ne risulta che il bilancio della difesa iraniana è pari, in termini monetari, a solo l'uno % delle spese militari USA, e in termini di «parità di prezzi», più o meno, al 3%.
Però, dice Israele, Teheran ha missili intercontinentali, capaci di colpire dovunque nel mondo.
Vediamoli:


Missili balistici.
L'Iran ha un numero imprecisato di SCUD-B da 300 chilometri, fabbricati in… Libia.
Ha qualche SCUD-C da 500 chilometri, acquistato dalla Corea del Nord.
Ha degli «Shahab-3» e Shahab-4 , due coproduzioni fra Iran e Nord-Corea, a cui si attribuisce un raggio, rispettivamente, di 1300 e 2 mila chilometri.
E non è certo che abbia dei Taepo Dong 2, nord-coreani, accreditati di un raggio notevole, 5-6 mila chilometri.
Sulla precisione, affidabilità e capacità letale degli SCUD sappiamo tutto, dopo che Saddam lanciò i suoi nella guerra del Golfo.
I Taepo Dong  non sono mai stati provati in una guerra reale; nei lanci di prova si è visto che vanno lontano, ma sbagliano il bersaglio di un'ottantina di chilometri.
E qui è il punto.
Sotto attacco, l'Iran certamente risponderà con questi missili balistici, e certamente li mirerà su Israele.
E i nostri soldati, con la forza d'interposizione ONU, saranno lì a 15 chilometri.
Entro il margine d'errore solito del TaepoDong e degli SCUD.
Comincio a sospettare perché  Israele vuole i caschi blu, e li ha voluti europei: come scudi umani, in vista della sua prossima aggressione.

Maurizio Blondet



Note

1) Aluf Benn, «Halutz names officer to prepare for possible war with Iran», Haaretz, 25 agosto 2006.
2) Fonte: Milnet, the online military encyclopedia.


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