Nella rubrica “L'opinione dei lettori” pubblichiamo, in un apposito spazio, i contributi del lettore,
se lo stesso è d’accordo, firmati o non firmati e se sono da noi ritenuti di interesse generale.
I contributi possono anche ricevere la risposta del direttore Maurizio Blondet.
31/12/2007 20.00 Israele criminale
Palestinian refused entry to “Israel” dies of cancer
Dal canale palestinese “al-Aqsa” (in arabo)
(le autorità israeliane vietano ad un giovane malato di cancro di uscire da Gaza per ricevere le cure necessarie)
Cancer patient dies after Israel entry refusal - 19 Nov 07
(la stessa storia, in inglese, da Aljazeera)
(Na’el al Kurdi is one of dozens of people being prevented by Israel from using the Beit Hanoun crossing for apparent security reasons.
Worse still, other patients may now be at risk, as medicines in Gaza run out and Israel remains defiant)
Gaza: The Death of A Mother of Seven children
Dal canale palestinese “al-Aqsa” (in arabo)
(a causa dell’embargo israeliano a Gaza, madre di sette figli muore di cancro senza le cure necessarie; denuncia del presidente del Comitato contro l’embargo, Jamàl al-Khùdari, aiuti dall’Arabia Saudita, purtroppo insufficienti)
Gaza Teenager Killings - 3 June 2007
Da Aljazeera (in inglese)
Two 13-year-old boys have been shot dead, and another boy shot in the back by Israeli forces after taking a swim near a beach in the Beit Lahiya area of the Gaza Strip.
(ammazzato un ragazzo per aver fatto un bagno in mare!)
E. G.
31/12/2007 18.00 Il “nazista” White
Egregio signor Blondet,
in primis, le chiedo indulgenza per la mia ortografia, perche l’italiano non è la mia madrelingua.
E con notevole sorpresa che trovo il faccione di Bill “White” in EFFEDIEFFE, e le propongo il mio parere su questo individuo.
Ho scoperto Bill White e il suo sito “Overthrow.com” nel 2003 durante l’invasione americana dell’Iraq, quando diffondeva resiconto dell’offensiva in provenienza da Iraqwar.ru.
Queste informazioni, molto realistiche, credibili, trovavano spesso conferma nei giorni seguenti, in forma edulcorata nei TG “mainstream”, e quindi ebbero molto successo.
Al punto che Daniel Pipes disse che c’era il Kremlino dietro all’iniziativa, e che si trattava di vera e propria opera si spionaggio.
Overthrow in quel periodo giunse a livelli altissimi di frequentazione, oltre 400.000 al mese, e superava parecchi siti “per bene” come fonte di informazione sulla guerra.
Ma ben presto ho capito che la persona di Bill White era molto strana: il più concreto della sua attività consisteva nell’attaccare e provare ad indurre scissioni negli altri gruppi “white supremacists”, dai pazzi cosmoteisti della National Alliance o Creator ai naziskin di National Vanguard/VNN ai nazicostumati del partito nazista americano (del quale è pure andato a creare un clone, dopo avervi militato).
Aveva poi il dono per “profetizzare” le noie giudiziarie dei suoi concorrenti, con insinuazioni e cosi via.
E lui?
Noie con la giustizia?
Con quel che scrive, non ne ha mai avute: sarà l’unico “nazista” che vince tutti i suoi processi, mentre era noto qualche anno fa il caso di una fondamentalista cristiana (se ricordo bene) che fu messa in galera perchè aveva una tanica di benzina in garage e un scatola di chiodi sullo scaffale bricolage in cantina, che in virtù del patriot act, erano ingredienti di bomba, e bastava a farne una terrorista.
No, Bill White, chiamato anche “Izidore Silverstein” dai suoi critici, lui, può continuare il suo teatrino turbonazista indisturbato.
Sara perchè ha conservato le amicizie di suo padre, al tempo in cui faceva parte delle operazioni
“cointelpro” del FBI? http://en.wikipedia.org/wiki/Cointelpro
La carriera di suo padre è un fatto che “White” non ha mai negato, ma confermato più volte -sicuramente perche se fosse uscito primo altrove, non avrebbe pottuto spiegarlo.
Vedo che il sito di Overthrow è “congelato”, e quindi non posso ritrovare i biglietti nel quale lo ammettava.
Ma il caso di Bill White è l’unico?
A me pare che tutta la cosiddetta “estrema destra” americana sia la creazione del FBI.
Svolge il compito di fare una critica del sistema con angoli di attacco cosi demenziali che il
suo unico risultato è screditare ogni vera critica.
Con il bonus ogni tanto di permettere una retata di cretini esaltati che credono a Bill White e
fanno le telefonate notturne a tale o tale come comanda lui.
O quando un vero, sincero, e pericoloso avversario del sistema come Ron Paul si presenta, di sputtanarlo.
Cordialmente, e augurandole un un felice anno nuovo.
Dam
31/12/2007 17.10 “Il nazista accusa”
Egregio Signor Blondet!
Nell’articolo “Il «nazista» accusa: Ron Paul è nazista” viene citato il caso di un provocatore neonazista, tale Frank Collins - vero nome Cohen? - che sarebbe stato concepito nel 1943 nel lager di Dachau pur essendo nato a Chicago nel 1944.
L’assurdita di tale affermazione dovrebbe risultare evidente anche ai negazionisti; a richiesta Le posso elencare i motivi.
A me viene però il dubbio che il padre di quel provocatore sia stato in realtà un SS che era riuscito ad appropriarsi dell’identità di un prigioniero ebreo assassinato.
Dal Suo articolo non ricavo elementi per pronunciarmi analogamente anche su quel tale White/Weiss a capo di un partito neonazista in USA; un’indagine sarebbe doverosa.
Comunque in Germania Weiss è un cognome diffuso anche fra i non ebrei.
Anche lo scorso anno venne smascherata una donna che aveva sposato un ebreo americano e faceva la grande attivista; era stata una guardiana SS nel Lager di Ravensbrueck.
Con i migliori auguri di Felice Anno Nuovo.
Wolf M.
RISPOSTA
Lei è un complottista più complottista di me.
Ma a vuoto.
Legga la lettera seguente.
E non si permetta di darmi del bugiardo.
Maurizio Blondet
31/12/2007 16.00 Il conflitto palestinese
“La pulizia etnica continua e Israele vuol farvela accettare”
Lo storico Ilan Pappe: il processo di pace significa quale altro pezzo di Palestina debba annettersi Israele e quale bantustan dare agli arabi
Segnalo l’articolo presente nell’allegato link, che appare di sicuro interesse ai fini della ricostruzione storica del conflitto palestinese.
Plokamos
RISPOSTA
Bravo Ilan Pappe.
Maurizio Blondet
31/12/2007 15.00 Articolo Domenico Savino
Gentile Redazione di EFFEDIEFFE.com,
la presente è solo per comunicarvi che ho voluto pubblicare il bell’articolo “Chi è il Messia?” di Domenico Savino nella prima pagina del sito
www.GerusalemmeTerraSanta.org
Desideravo che giungessero all’amico Savino, che non conosco ma che stimo assai, i miei più sinceri apprezzamenti per il lavoro che conduce attraverso articoli sempre interessanti, chiari, diretti e molto azzeccati.
Buon proseguimento di lavoro e festività.
Filippo F. Pilato
RISPOSTA
Bene.
Mi unisco alla stima per Savino.
Maurizio Blondet
31/12/2007 13.30 Messaggi cifrati della CNN su Ron Paul
Ecco un video molto istruttivo su come la CNN inserisce messaggi subliminali durante la presenza di Ron Paul:
Risale a marzo di quest’anno.
L’autore del video ipotizza che sia un “word game” per i servizi segreti.
Ron Paul dovrebbe essere ucciso o durante un comizio in una scuola o in un incidente aereo.
Aoratos
31/12/2007 12.30 Su grillo
Inizialmente mi sono entusiasmato per il comico genovese Grillo e per il
suo attacco al sistema.
Non ho valutato serenamente e distaccatamente il personaggio.
Forse anche perche' all'inizio non ne seguivo assiduamente il sito, anzi lo
frequentavo poco.
superficialmente mi sono attenuto a quanto diceva in ormai vecchi
spettacoli e a quello riferitomi da conoscienti.
Superficialmente ho dato credito al personaggio anche perchè non vedendo
nessuno che potesse rompere pubblicamente il sistema, il comico, con un poco
di visione mediatica dava speranza,
Ho pero' cominciato a seguire più assiduamente il suo sito e ho potuto
constatare che effettivamente non tratta di certi argomenti e che spesso
quello che scrive non mi piace, non perchè vada contro le mie idee ma perchè
viaggia nella stessa direzione di una certa informazione subdola (non ultimo
un articoletto contro PUTIN, paragonato a Stalin, pubblicato caso strano
proprio mentre i media delle democrazie occidentali attaccano il premier russo).
E' tempo di trovare guide sicure e non possiamo prendere abbagli.
Certo vedere ovunque cospiratori puo' sembrare paranoico ma i miei dubbi
ultimi e questo articolo mi fanno riflettere e comincio a dubitare e a
vederci poco chiaro.
Credo che il fenomeno Grillo vada approfondito e non trattato tanto
superficialmente...o mi sbaglio?
Cordiali saluti
A. B.
RISPOSTA
Ho visto, ho visto.
Avevo già messo in guardia dalla ossessione ecologista e l'approccio radicaloide del personaggio, dicendo che queste cose oscurano il messaggio centrale e urgente, la lotta alla Casta.
Ma come non ero un super-fanatico cieco di Grillo, così adesso non sono troppo disposto a farmi deludere dal "complotto" che lo muoverebbe come un burattino.
Aspettiamo un attimo, un po' di pazienza.
Sapendo che non possiamo aspettare il Puro Folle Parsifal che si metta alla nostra testa: puri non ce ne sono.
Maurizio Blondet
31/12/2007 11.30 Punti per la rivoluzione
Gentile direttore,
noto con piacere che gli “entusiasti” della sua idea della rivoluzione crescono in numero.
Essendo io tra questi, mi permetto una domanda “provocatoria”.
Non crede che alla base di tutto debba esserci una sorta di “teologia della rivoluzione” (e con questa espressione non voglio assolutamente creare scellerati paragoni con la famigerata “teologia della liberazione”), ossia una sorta di “teoria di fondazione” del movimento?
O crede che il bisogno di una vera libertà e di una democrazia sostanziale - ossia la necessità di smantellare la Casta, annessi e connessi - costituisca già di per sè questo fondamento?
Grazie per l’attenzione,
Giulio P. - Arruolato per la rivoluzione matricola 000002
(ovviamente la 000001 è lei)
31/12/2007 10.40 ENI e Gazprom
Vorrei far notare che ENI è impegnata nell’estrazione in Kazakhstan in una zona chiamata Karachaganak di un immenso giacimento di gas e petrolio.
Nel servizio di cui allego il link si può sentire come praticamente ENI rifornisca Gazprom a prezzi irrisori del gas che verrà poi venduto in Europa ed in Italia in particolare a prezzi stratosferici.
E questo è solo l’inizio in quanto sotto il gas si trova un immenso giacimento di petrolio. http://www.rainews24.rai.it/ran24/gas.asp
ENI del resto si sta muovendo con molta aggressività nella partita energetica con la Russia.
Una aggressività strana per l’immobilismo italiota.
Mi sembra piuttosto che queste aziende possano diventare il cavallo di Troia per gli americani che attraverso manovre trasversali si possono impossessare degli ultimi scampoli italiani per poi mandare in rovina definitivamente il nostro Paese.
Come Le avevo inoltre scritto in un’altra mia mail, strana è sembrata quell’affermazione di Sarkozy di Paesi dell’unione del Mediterraneo.
Dopo la morte della Bhutto, a maggior ragione, è evidente che gli USA dovranno usare delle “maschere” per coprire i loro intrallazzi internazionali in quanto ormai sono in ogni settore sovraesposti.
L’italia penso diventerà una buona maschera per gli USA da USAre e gettare.
Cordialmente
P.L.
Brescia
31/12/2007 10.00 Figli inquinanti
Preziosissimo direttore Blondet,
le porto a conoscenza di una notizia che ho scovato stamani in rete!
Se vuoi mettere al mondo dei figli devi pagare la carbon tax (notizie fresche dall’Australia)
ho letto l’articolo a firma del professor Gianfranco LaGrassa sull’Alitalia che mette in evidenza come gli USA in realtà stiano “usando” l’Italia come agnello sacrificale per manovre economiche che riguardano ormai gli unici ed ultimi pezzi di ciò che rimane delle imprese italiane.
Queste ultime si possono contare su una mano: Alitalia, ENI, ENEL, Finmeccanica.
In una mia precedente mail avevo evidenziato come non solo le tangenti avevano fatto correre Prodi a firmare l’accordo con Gazprom ma che forse il fine ultimo era quello di esporre l’Italia come schermo per i suoi futuri litigi con la Russia.
Un lettore
30/12/2007 20.00 Thibon sul crimine passionale
Gentile Blondet,
la riflessione di Gustave Thibon che Le invio (autore anche di "Ritorno al Reale" EFFEDIEFFE edizioni n.d.e.) illumina, a mio avviso, la dinamica profonda di molti crimini di cui la televisione ci informa.
Cordiali saluti.
Un lettore
”I rotocalchi sono generosi, ogni settimana, di un ampio pascolo di crimini o di suicidi ‘passionali’. I particolari non mi interessano: non manca mai, invariabilmente, la solita mescolanza di fango e di sangue.
Cerco invece di rendermi conto delle tendenze profonde dell’essere umano, di cui quegli atti assurdi e mostruosi sono la degradata proiezione.
Sappiamo già (è questo, un tema familiare ai pensatori moderni) che le grandi aberrazioni della nostra epoca derivano dalla deviazione di idee e di energie specificamente religiose.
Così i sogni politici di conquista e di dominazione universale appaiono come la caricatura
dell’appello divino all’unità (non ci sarà che un solo gregge ed un solo Pastore), la sete di livellamento riproduce a modo suo il principio dell’eguaglianza delle anime di fronte a Dio, il mito della ‘Città del futuro’ e del ‘domani che canta’ riporta sulla terra la nostra attesa della beatitudine e del Paradiso, ecc.
Tutte queste utopie sono come l’aborto nel tempo di una aspirazione fatta per effondersi dell’eternità.
Quale è dunque l’istinto religioso, la cui corruzione fornisce al crimine passionale il suo nucleo metafisico?
Ecco, è il sentimento, per quanto confuso, per quanto prostituito lo si voglia all’egoismo,
alla violenza od alla follia, che l’amore domina il cambiamento e la morte, che non è, per dirla con Shakespeare, ‘il buffone del tempo’.
Nietzsche ha scritto una frase che illumina il fondo spirituale del problema: ‘Ogni grande amore suscita l’idea crudele di distruggere l’oggetto dell’amore stesso per sottrarlo una volta per tutte al gioco sacrilego del mutamento, dal momento che l’amore teme il mutamento più della distruzione’. Teme il mutamento più della distruzione perché si sente fatto per l’eternità e si rende conto, coscientemente o no, che la distruzione è la porta dell’eternità.
Questo presentimento istintivo sta alla base di tutti i giuramenti degli amanti (piuttosto morire che
tradire), di tutti i voti dei poeti (l’invocazione: ‘Tempo, arresta il tuo volo’ è una invocazione alla morte che sola può arrestare il corso del tempo), e lo si ritrova ancora, sotto il suo aspetto più degradato e clamoroso, nel delitto dell’amante geloso che distrugge l’avvenire del suo idolo: ‘L’amavo troppo, l’ho uccisa!’.
Ma, in fondo, che cosa prova questo bisogno di sottrarre l’amore al mutamento, bisogno che
può andare, nei casi estremi, fino all’assassinio e al suicidio, se non che l’uomo è fatto per un amore eterno, cioè per Dio e che, d’altra parte, egli si inganna sulla natura di questo amore dandogli per misura e per limite la propria passione divinizzata ed un effimero momento eretto in assoluto?
L’aborto dell’eterno nel temporale, il sogno impuro del paradiso che esplode in inferno al contatto brutale della terra si verificano una volta di più nel fango sanguinolento del crimine.
Dio solo ha il diritto di scegliere l’ora in cui la distruzione, cioè l’ingresso nell’eternità, è preferibile al mutamento.
L’uomo che desidera la distruzione dell’essere amato usurpa il posto e la funzione di Dio.
Egli dice implicitamente all’oggetto del suo amore: ‘L’ora in cui ti sei dato a me era la più vera della tua esistenza; io sono il centro ed il limite del tuo destino; al di fuori della nostra unione non puoi che smarrirti; il tempo si ferma a me, e, piuttosto che essere assente dal tuo avvenire, preferisco chiudere il tuo passato sull’eternità’.
Il conflitto tra la vocazione divina ed il peccato dell’uomo scoppia in questo sentimento mostruoso. L’uomo è un animale ad un tempo religioso ed in rivolta, più religioso anzi che in rivolta, dal momento che resta religioso anche nella sua rivolta.
Non può abolire lo slancio che lo trascina, al di là del tempo, verso l’infinito e l’immutabile: non può, ed è il peccato di idolatria, che mutarne la direzione, rivolgerlo verso se stesso.
Ed anche colui che, per amore, uccide o si suicida dimostra ancora, con questo attentato cieco e selvaggio contro il mutamento, che il suo amore è fidanzato con l’eternità.
Il suo crimine è di sostituire con una violenza l’ora nuziale”.
[capitolo “Metafisica del crimine passionale” tratto dall'opera “L’uomo maschera di Dio” di
Gustave Thibon (SEI, Torino, 1971)]
30/12/2007 19.00 Rivoluzione?
Gentile signor Blondet,
mi complimento per l’articolo su EFFEDIEFFE.
Quando uno crede di avere sufficienti idee per portare avanti una battaglia (quella contro il
sistema bancario, nella fattispecie), si accorge di quante altre non gliene mancano quando si accosta a pensatori che su quel problema ci sudano da tanti più anni e, forse, con tanto più acume di lui.
Se lei non abitasse così lontano da Savona le chiederei di venire ad esporci le sue idee in un pubblico forum.
Ancora la ringrazio e continuerò ad attingere alla sua fertile mente, sempre citando la fonte.
Marco G. P.
Finale Ligure (SV)
30/12/2007 18.00 Su Contrada /3
Buongiorno Direttore,
mi chiamo Saverio C., ho 32 anni e le scrivo da Como.
Da qualche tempo il suo Giornale è diventato un pilastro della mia quotidiana informazione.
Mi piacerebbe conoscere il suo punto di vista su un “evergreen”: la vicenda Contrada.
Grazie.
Con immensa stima.
Saverio C.
RISPOSTA
Ne ho parlato in “Sul G8 a Genova” , il 1/07/2007.
Ecco la parte dove si parla di Bruno Contrada:
“Ero anch’io a Genova quei giorni come inviato.
Ho visto i blak-bloc (neri, mascherati, organizzati, con porta-ordini in moto) distruggere impunemente auto e bancomat, e strane polizie (mascherate, con divise mai viste) pestare non loro, ma i pacifisti ingenui e inermi proprio come dice lei, con una spietatezza mai vista.
Scrissi allora su Avvenire che il responsabile di quella porcata era, e non poteva non essere, che il capo supremo della Polizia, De Gennaro.
E scrissi che doveva dimettersi, che Berlusconi doveva farlo dimettere.
Non solo perché un “responsabile dell’ordine pubblico” che non sa mantenere così platealmente l’ordine pubblico è chiaramente un incapace.
C’era di peggio.
L’intera dirigenza della Polizia di Genova (questore compreso) era stata esautorata e sostituita da funzionari mandati da Roma.
Fra essi, ospiti nel mio stesso albergo, dei ceffi forzuti che sembravano più delinquenti che agenti e che, poi, parteciparono al massacro alla scuola Diaz.
Si aggiunga che alcuni blak-bloc sembravano, in qualche caso, avere rapporti amichevoli coi poliziotti.
Si aggiunga che Genova è una città stretta fra monti e mare, a cui si può arrivare per sole tre vie: bastavano pochi snelli posti di controllo per impedire la penetrazione di quei violenti, molti stranieri (scrivevano sui muri in tedesco e in inglese), e invece furono lasciati entrare.
Si aggiunga che simili estreme violenze di simili blak bloc non si sono mai più viste.
Dunque, gli incidenti furono cercati, provocati, prodotti dall’alto.
Perché?
Io credo, per far cadere il neonato governo Berlusconi, esattamente come nel luglio del ‘60, nella stessa Genova, incidenti sanguinosi coi portuali organizzati dalla CGIL fecero cadere un governo monocolore DC sostenuto dal MSI, il “clerico-fascista Tambroni”.
De Gennaro è stato del resto il poliziotto di fiducia del procuratore Caselli a Palermo, che ha condotto la sua guerra alla mafia (contro Andreotti, con Buscetta) in modi altamente politici, per raggiungere scopi politici.
Questi scopi erano, secondo me, dettati da Violante.
Per raggiungere quegli scopi fu distrutto, scrisse Dimitri Buffa, ‘il grande investigatore Bruno Contrada, che fu fatto fuori da pentiti che non avevano mai detto nulla finché era esistente la struttura dell’Alto commissariato per la lotta a Cosa Nostra. E che poi viceversa si erano scatenati contro di lui quando apparve chiaro che due scuole di pensiero nello Stato italiano erano entrate in guerra in quei giorni dell’autunno 1992: quella che voleva riconvertire il SISDE in struttura di intelligence anti mafia, e Contrada ne era già a capo, e quelli che invece volevano lasciare l’esclusiva alla DIA, la struttura voluta da De Gennaro e Falcone di cui nel 1991 l’attuale capo della Polizia divenne il capo’.
Queste sono le ‘istituzioni’ italiane promosse e rispettate dalla sinistra.
Notate come Caselli sia continuamente invitato da Ballarò, Ballarì e Santoro e ascoltato come un guru.
Ma questa ‘istituzione’ non è onorata solo dalla sinistra.
Berlusconi non fece dimettere De Gennaro dopo Genova, come avrebbe potuto facilmente fare (anzi, si sarebbe così distanziato dai massacri di Genova).
Ed oggi che De Gennaro è stato inguaiato da un suo sottoposto, tutto il Polo, Casini compreso, lo ha difeso e onorato.
E nemmeno il governo Prodi ha fatto dimettere il ‘grande poliziotto’ responsabile dell’eccidio di Genova: lo ha assegnato come capo di gabinetto al ministro degli Interni, Giuliano Amato.
Questa promozione ha provocato persino una inedita protesta dei prefetti.
I quali hanno notato che con Manganelli al posto di De Gennaro a capo della Polizia, con il SISDE affidato al poliziotto Gabrielli, il Viminale ‘è nella mani della Polizia’.
O più precisamente, dicono i prefetti: ‘Il sistema di sicurezza è governato dalla stessa squadra e tutto ciò con il pieno avallo delle forze politiche, non solo della maggioranza’.
Incredibilmente, questa inaudita protesta dei prefetti non ha avuto quasi alcuna eco sulla ‘grande’ stampa, ed è stata seppellita nell’indifferenza.
Perché questo ‘avallo di tutte le forze politiche’ a favore di un gruppo istituzionale così pericoloso? La mia ipotesi è in una parola: dossier.
Probabilmente quel gruppo ha dossier su Berlusconi come su Prodi e su tutti.
Ma sono possibili altre ipotesi, anche peggiori.
Dopo quel mio commento su Avvenire, in cui chiedevo le dimissioni di De Gennaro, cosa accadde?
Mesi dopo, un fascista di Roma che non avevo mai visto né conosciuto mi querelò per diffamazione: secondo lui, lo avevo nominato in un libro scritto da me dieci anni prima (‘I nuovi barbari’, EFFEDIEFFE).
La querela è stata archiviata dal magistrato.
Ma secondo me - anche se non posso ovviamente provarlo - era una intimidazione delle suddette ‘istituzioni’.
Se mi succederà qualcosa dopo queste righe, saprete perché”.
Maurizio Blondet
30/12/2007 16.45 Giulio Tremonti
Giulio Tremonti mi sembra l’unico del panorama politico ad avere una analisi chiara della situazione e qualche idea per il futuro.
Lo vedrei bene come Presidente del Consiglio.
Ritengo che Berlusconi non possa in questa situazione tornare a ricoprire quella carica... spaccherebbe ancora di più il Paese.
Un lettore
RISPOSTA
Notoriamente, la penso come lei.
Maurizio Blondet
30/12/2007 15.30 Omicidi politicamente corretti
Signor direttore,
in una recente edizione di Libero, quotidiano che mio padre considera il Vangelo, un tale, che di Libero è corsivista, che risponde al nome di Iuri Maria Prado e che, evidentemente, s’è assegnato il ruolo di Venerato Maestro, ricorrendo al solito repertorio di sofismi progressisti, asserisce che definire omicidio l’ aborto e assassine le madri che lo praticano, è inaccettabile.
Egli, poi, tuona contro quei pochi che, commentando la sinistra farsa della moratoria alla pena di morte, promossa dai cialtroni italici, ricordano sommessamente che di pene capitali, a esseri innocenti e inermi, ne vengono irrogate quotidianamente a migliaia nel civile e “avanzato” Occidente.
Mi chiedo: come può l’Europa di Socrate, Platone e Aristotele, essere precipitata nel nulla degli Iuri Maria Prado?
Come possiamo liberarci di tali individui, cioè dei Prado, delle Hack, degli Odifreddi, visto che ricondurli al buon senso, prima che alla Ragione, è fuori dalla nostra portata?
L’infezione che essi propagano, non sarà fatale per il mondo intero?
Con immutata stima.
Massimo B.
30/12/2007 14.00 D’accordo per una volta
Gentile signior Blondet,
una volta tanto sono d’accordo con la sua relazione/indagine/prospezione/analisi sull’incidente aereo della Turchia.
Non ci vuole molto, ma basta volerlo, capire che la grande tribolazione odierna sulla pace -mancata- nasce dall’ingordigia di potere di due /tre Paesi al mondo: che si chiamino usa, e getta, oppure Putin o Israel ha poca importanza; stanno blaterando da decenni falsando ogni informazione sulla testa della gente che ci crede.
Siano “in fondo al viale”?
Certo che no, il mondo non finisce qui; certo che “la casa costruita sulla sabbia” non ha fondamenta e tutto ciò che è falso o prima o dopo crolla. Speriamo in Dio, più che negli uomini.
Auguri di Buon Natale e Nuovo anno.
Egidio B.
30/12/2007 13.00 Contrada /2
In seguito alla proposta di concessione di arresti domiciliari al dottor Contrada mi sono ritrovato a rileggere le informazioni sul caso (www.brunocontrada.info) e come la prima volta (qualche anno fa) mi sono sentito sopraffatto dallo sgomento nel pensare che una persona, un servitore dello Stato possa essere incarcerato, infangato, ecc. senza neanche uno straccio di prova.
Soprattutto non avevo capito il perchè: possibile che ci possa essere solo l’imperizia?
No di certo, ci doveva essere anche la malafede nel costruire l’impianto accusatorio terminato col generico “concorso esterno in associazione mafiosa”.
Rispetto a qualche anno fa però stavolta abbiamo dalla nostra diversi anni di letture del mitico Maurizio Blondet che ci ha insegnato a leggere la realtà, a cercare di capire quello che sta dietro,
i veri interessi, ecc. e, quasi senza volerlo, ho ricollegato cose lette da altre parti che umilmente mi permetto di sottoporre alla Vostra attenzione.
Primo “blip” (=anomalia sullo schermo del radar, segnale debole che però, proprio perchè non spiegato, merita attenzione e ulteriore indagine): a partire dalla vicenda del perito della Moby Prince sfuggito per un pelo al tentativo di assassinio, tutta una riesamina del caso del mostro di Firenze e delle varie coperture che ci sono state.
Secondo blip: nè la destra nè la sinistra (per chi crede ancora a questo falso alternarsi al potere) fanno un’indagine seria sui fatti del G8 di Genova; tanto più nessuno pensa a sostituire De Gennaro, come evidenziato da lei: http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2112
Forse a questo punto ipotizzare un complotto della Massoneria ai danni di Contrada, uomo tutto d’un pezzo e non facilmente manovrabile o corruttibile, non suona poi così fuori luogo...
Forse allora l’uscita di Mastella: “La clemenza a Contrada è un atto dovuto”... tradisce la consapevolezza di averla fatta veramente sporca ad un uomo la cui unica colpa sia stata quella di essere stato di intralcio per giochi di potere e interessi più grandi.
Alberto M.
RISPOSTA
Sono d’accordo, Contrada è un servitore dello Stato praticamente ucciso da un gruppo di potere così potente e tentacolare, che non conviene nemmeno farne i nomi: se provi a toccare quegli argomenti, finisci in galera o “suicidato”.
E’ ripugnante che i professionisti dell’antimafia abbiano pure il coraggio di levarsi contro la scarcerazione del vecchio agente, lo vogliono ancora dentro a 76 anni.
Maurizio Blondet
30/12/2007 12.00 Aereo turco, i precedenti
Sul fallimento del programma atomico turco basterebbe osservare ciò che successe nel 1999 all’Egitto.
Parola chiave: EgyptAir Flight 990
On October 31st 1999, Egypt Air Flight 990 bound for Cairo mysteriously, plunged into the Atlantic Ocean, about 60 miles south of the island of Nantucket,Massachusetts, killing all 217 people aboard.
The Boeing 767-300ER exploded at 11,000 feet after 40 minutes of its take-off from Kennedy International Airport in New York.
Controversy surrounds the crash to this day, but here is an interesting “series of events or coincidences”, according to crash investigators:
1. There were 34 generals of different ranks from the Egyptian Armed Forces on board the plane. Among them was a general who has a Doctorate in atomic sciences, and more than 20 pilots who successfully completed training in operating Apache helicopters that had been recently sold to Egypt.
Also on board were other generals who successfully completed training in launching the famous American Patriot missiles. The training of all those generals lasted 3 years and cost Egypt $3 billion, which Egypt paid in full.
2. Israel had vehemently denounced the training program of those generals upon their arrival in the US 3 years before, calling the training program “a threat to Israel’s security”.
5. One day before the tragedy, the American authorities provided hotel accommodation in a 3-star hotel for the airplane crew, which constitutes a violation of the simplest norms of international aviation, where the crew is accommodated in the airport hotel or in a 5-star hotel.
6. On the same day, a crew of pilots and flight attendants of Israel,s airline (El Al) checked in the same hotel with a general form the Israeli Intelligence (Mossad) who was in charge of the crew’s luggage and personal belongings.
7. Just a few hours prior to the incident, one of the Egypt Air flight crew complained to the hotel security that someone had sneaked into his room, because he noticed signs of an attempt to open his suitcase by breaking the locks.
But the hotel security assured him of no foul play as long as nothing was missing.
8. The day of the incident, Edward McLoughlin, an American Jew, who is a vice president of an American civil agency was one of the passengers of Egypt flight form Los Angeles to New York City in route to Cairo.
But when the plane landed in New York City, Mcglauglen refused to continue his journey to his final destination (Cairo) for fear of possible “planting of a bomb by” one of the passengers at its first stop (New York City).
9. On the day of the incident, the American authorities opted to take the flight crew’s luggage from the hotel through the halls to the plane itself.
Meanwhile the Mossad general opted to take the luggage of the crew of El Al flight to the Israeli plane himself.
But the luggage of the crews of both Egypt Air and El-Al ended up being taken from the hotel to the airport in the same car that took the Mossad general to the Israeli plane.
Simone C.
30/12/2007 11.00 Bifo Berardi interessante
Discorso interessante di un intellettuale di sinistra, Franco Berardi, che evidenzia di come per i veri mondialisti il pericolo più grave viene del concetto di nazione.
E che EUROPA NAZIONE era il vero obiettivo del nazionalsocialismo.
Luca L.
Europa Nazione
Ho creduto anch’io, come molti, alla favola che ci siamo raccontati sull’Europa.
Una favola a due facce: da una parte il movimento, le reti, il lavoro cognitivo reticolare e quindi costitutivamente post-nazionale, dall’altra un processo istituzionale, di cui i movimenti avrebbero dovuto essere forza costituente e di cui l’Unione europea avrebbe dovuto essere l’orizzonte costituito.
Nel 2005 alcuni si sono spinti fino a sostenere un progetto di costituzione indegno, in nome di quella favoletta.
Qualcuno ha denunciato per nazionalismo chi diceva no a quella costituzione.
Qualcuno ha preso la parola a fianco del padronato e del riformismo iperliberista perché il sì passasse.
Il sì non è passato grazie a un’alleanza oggettiva tra fascismo popolare in espansione e antiliberismo della vecchia sinistra.
Dichiarai allora timidamente che fra quel sì e quel no io mi sarei astenuto.
Oggi sarebbe il caso di riprendere il filo di quel ragionamento, perché la favola si è dissolta e la realtà appare sotto una luce più fosca di ogni previsione.
L’incontro tra l’Imperatore ungaro-francese e il Papa germanico è la sanzione simbolica di un processo che avanza da lungo tempo e noi abbiamo fatto finta di non vedere.
La fondazione dell’Europa Nazione è divenuta ormai l’impalcatura ideologico-militare del capitalismo post-democratico europeo.
La rifondazione d’Europa ha avuto il suo momento decisivo a Bruxelles nel giugno di quest’anno, con la imposizione de facto dei contenuti bocciati de jure dai referendum del maggio 2005. Coerentemente con la sua natura autoritaria l’Unione Europea ha ristabilito gli elementi essenziali del patto antisociale che la maggioranza spuria del 2005 aveva respinto.
Invece di chiamarli Costituzione li chiameremo Legge quadro, così non sarà necessario disturbare i Parlamenti nazionali e meno che mai interpellare l’elettorato.
Ha deciso la Banca Europea in rappresentanza degli interessi del grande capitale industriale e finanziario.
Così si rivela chiara la funzione dell’Unione europea: spostare la decisione sui temi della vita sociale verso un luogo che ha caratteri puramente tecnici, un luogo sempre più sconosciuto, oscuro, inaccessibile, inappellabile.
La discussione politica si svolge nel frattempo nei Parlamenti nazionali.
I giornali nazionali, le opinioni pubbliche, l’elettorato dei vari Paesi si appassiona (si fa per dire) a temi cruciali come le politiche del lavoro, della migrazione e della guerra.
Ma si tratta di un esercizio del tutto inutile, perché i Parlamenti nazionali non decidono niente, come dimostra l’esperienza del governo di centro sinistra in Italia.
Il marchingegno è perfetto: dove si discute non si decide niente, dove si decide non si discute niente.
Nessuno lo sa, nessuno ce l’ha detto.
Nessuno ha deciso che è così.
Ma è così.
E’ l’Europa, bellezza.
Nella nostra favoletta c’era anche un corollario di commovente ingenuità.
Pur essendo il luogo in cui si producono le armi con cui ci si ammazza nel resto del mondo, l’Europa si è convertita al pacifismo e diverrà la forza trainante di un nuovo multilateralismo.
La verità purtroppo è un’altra, e l’abbiamo vista emergere con la vittoria di Sarkozy.
E’ l’emergere del nazionalismo più orribile: il nazionalismo europeo.
La conclusione brutale della questione dell’ammissione della Turchia ha un significato politico inequivocabile, che Sarkozy e Ratzinger rendono esplicito quando parlano di radici cristiane dell’entità politica europea.
Nell’utopia europeista che ha nutrito la nostra favoletta c’erano le parole del “Discours à la nation européenne”, scritto nel 1933: “Intellettuali di tutti i Paesi dovete essere coloro che ricordano alle nazioni che sono perpetuamente nel male per il solo fatto di essere nazioni. Plotino arrossiva di avere un corpo. Voi dovete essere coloro che arrossiscono di avere una nazione. Così voi distruggerete le nazioni e farete l’Europa”.
L’Europa non esiste, diceva Benda, e questa è la ragione per cui noi dobbiamo pensarla.
Non è una nazione, non è un’identità del sangue né della cultura, ma un processo da costruire con la volontà e la creazione.
Europa Nazione è la sostanza del patto fra il Papa e l’Imperatore ungaro-francese.
La crociata contro l’Islam è il terreno su cui il Sacro Romano Impero si ricostituisce in diretta discendenza del progetto hitleriano.
So che non si dovrebbe con leggerezza fare riferimento a Hitler e al nazismo.
Ma oggi non capiremo quel che sta succedendo se non comprendiamo che la sostanza del progetto nazista non era Deutschand uber alles, ma era Europa nazione.
di Franco Berardi (bifo)
30/12/2007 10.00 Gaza vietata a delegazione italiana
La delegazione italiana diretta alla Striscia di Gaza, e atterrata all’aeroporto di Tel Aviv, è stata bloccata al valico di Erez, al confine tra la Striscia e Israele, dai soldati israeliani.
Il governo israeliano non ha permesso l’ingresso dei delegati nell’immensa prigione a cielo aperto, dove un milione e mezzo di palestinesi sono ormai precipitati nella crisi umanitaria.
La delegazione, ufficiale, è composta anche da un senatore della Repubblica italiana, l’onorevole Fernando Rossi.
Nei giorni precedenti alla partenza si erano succeduti incontri e contatti con il nostro ministero degli Esteri, affinché chiedesse al governo israeliano di garantire l’ingresso nella Striscia.
Ieri, invece, è giunta la conferma dalla nostra ambasciata del divieto di entrata.
Il gruppo è formato da Leonardo Mazzei “Comitato Gaza Vivrà”, Fernando Rossi, Senatore, Giovanni Franzoni, Comunità Cristiane di Base, Lucio Manisco, giornalista ed ex parlamentare, Maria Grazia Ardizzone, Campo Antimperialista, Elvio Arancio, Centro studi cultura islamica di Torino, Davide Casali, fotoreporter, inviato di Infopal.it, Giuseppe Pelazza, avvocato, Vainer Burani, avvocato, membro “Giuristi Democratici”, Maria Grazia Da Costa, operatrice sanitaria, Ugo Giannangeli, avvocato, onlus “Per Gazzella”, Zeno Leoni, giornalista, Carmela Vaccaro, docente universitaria, esperta di acqua, Erika Miozzi, Associazione umanitaria di volontariato “Sumud”, Anika Persiani, Associazione umanitaria di volontariato “Sumud”, Margarita Langthaler “Comitato Gaza Vivrà. Vienna” e si trova al momento fermo al valico.
Sacchi con medicinali, giochi e altro materiale sono stati consegnati ai volontari di due ONG italiane attive da tempo all'interno di Gaza e verranno distribuiti alla popolazione.
I delegati stanno monitorando la situazione del piccolo flusso di palestinesi che entra e esce dalla Striscia.
In questo momento, ore 10, sono stati avvertiti spari dell’esercito israeliano poco oltre il valico.
Un grande pallone aerostatico controlla la Striscia a 300-400 metri di altezza dal suolo.
(FONTE: Infopal)
30/12/2007 09.30 Il collasso del moderno sistema bancario è alle porte
A cura di Pieraldo Frattini
Le banche non hanno le riserve per coprire le perdite accumulate dai loro assett e la FED non può salvarle.
I mercati azionari sono scesi bruscamente la scorsa settimana in seguito a notizie poco incoraggianti relativi al rialzo del tasso di inflazione che potrebbe limitare un abbassamento ulteriore dei tassi di
interesse; siamo ora molto vicini all’accensione della spia che segnala l’inizio di un mercato orso, ossia di discese protratte delle borse.
Il settore finanziario è stato finora il più colpito con una perdita di capitalizzazione del settore del 25% dal luglio scorso ad oggi.
Il mercato immobiliare americano manifesta segni di rallentamento sempre più inquietanti e perfino il governatore della California ha annunciato che dichiarerà l’emergenza fiscale in gennaio a causa della perdita in bilancio di 14 bilioni di dollari causati dalle perdite legate alle obbligazioni garantite da mutui.
Il capo economista di Morgan Stanley, Stephen Roach, sul New York Times di domenica scorsa affermava: Questa recessione sarà più grave di quella mite del 2001-2003; la causa della recessione precedente fu il crollo della spesa della aziende che al suo picco, nel 2000, si aggirava attorno al 13% del PIL USA, la recessione attuale sarà imputabile alla capitolazione della spesa dei consumatori che costituisce il 72% del PIL USA?
Molte persone non hanno idea di quanto sia grave la situazione provocata dalle prossime perdite di valore, dell’ordine di alcuni trilioni di dollari, delle obbligazioni legati ai mutui; c’è ancora
radicata la convinzione che la Federal Reserve ed il Tesoro americano possano risolvere la situazione.
Purtroppo non sarà possibile perché la FED non ha poteri magici e non si metterà sulla scia di una valanga per non essere spazzata via lei stessa.
Mentre la crisi dei mutui si approfondirà ed i fallimenti di banche ed istituzioni finanziarie
porteranno a forti discese dei mercati la FED si metterà da parte.
David Roache ne spiega il funzionamento sul Wall Street Journal: “La ragione della crescita esponenziale del credito è stata dovuta al fatto che le banche hanno avuto la facoltà di non tenere iscritti i mutui concessi nella loro contabilità, ma di impacchettarli e venderli come obbligazioni.
In questo modo hanno creato un’infinità di mutui non coperti dalle dovute garanzie bancarie”.
Questo spiega perché le banche per far profitti abbiano concesso mutui anche a chi non aveva i
requisiti per ottenerli incassando maree di denaro.
Ora fortunatamente questo meccanismo si è rotto e la principale fonte di reddito delle banche è venuta a mancare; il mercato delle obbligazioni garantite dai mutui è calato di 1/3 (equivalente di 400 bilioni di dollari) in sole 17 settimane.
Le banche non hanno le riserve per coprire i loro assett svalutati e le banche centrali non possono monetizzare le loro perdite.
Non c’è via d’uscita.
Ci saranno bancarotte e banche che falliranno e tutti pagheranno il prezzo per questi eccessi.
Gli utili alle banche e le loro perdite da dividersi tra la collettività.
Gli investitori hanno perso appetito per il rischio e non ne vogliono più sapere nulla di obbligazioni strutturate e ciò significa che circa 3 trilioni di dollari di debiti si schianteranno dando un gran colpo all’economia.
Trilioni di dollari di “capitali virtuali” creati dal nulla con la securitizzazione quando i mercati volavano sulle ali dell’ottimismo spariranno in un colpo quando il mercato sarà portato dalla paura. Il processo è iniziato e chi ne è consapevole può ancora fare qualcosa per proteggersi.
Pieraldo Frattini Consulente indipendente in investimenti finanziari
Autore del sito di controinformazione finanziaria: www.demetrainvestimenti.com
29/12/2007 21.00 Modesta rivoluzione...
Da sempre penso che l’unica vera, definitiva rivoluzione sarebbe quella della Coscienza... ma anche se iniziata, è ancora all’inizio...
Dal suo articolo, realistico, traggo però un senso di disperazione!
Non possiamo fare nulla per ribellarci???
Qualcosa si potrà pure fare.... attendo fiduciosa degli input, da chiunque.
Grazie
Marina C.
RISPOSTA
Non è che la rivoluzione non sia fattibile.
Ma ci vuole unione e coraggio.
E organizzazione.
Anch’io attendo input.
Maurizio Blondet
29/12/2007 20.00 La “vera” data di nascita di Gesù
Tratto da wikipedia: Un’ipotesi piuttosto recente asserisce che la data del Natale corrisponda,
entro certi limiti, alla vera data di nascita di Gesù (http://it.wikipedia.org/wiki/Gesù).
Si tratta di un’ipotesi basata sull’analisi dei testi presenti nella biblioteca essenza di Qumran e su alcune informazioni fornite dal Vangelo secondo Luca.
San Giovanni Battista fu concepito sei mesi prima di Gesù (e quindici mesi prima del Natale), e l’annuncio del suo concepimento fu dato al padre San Zaccaria mentre questi officiava il culto nel Tempio di Gerusalemme.
Dai rotoli di Qumran si è potuto ricostruire il calendario dei turni che le vari classi sacerdotali seguivano per tali offici, ed è stato possibile stabilire che il turno della classe di Abia (a cui apparteneva Zaccaria cadeva due volte l’anno.
Uno dei due turni corrispondeva all’ultima settimana di settembre, ossia proprio quindici mesi prima della settimana del Natale.
Questa ipotesi è molto affascinante, ma è davvero poco conosciuta al grande pubblico (perfino ai preti).
E ogni anno ci dobbiamo riascoltare la pappardella sul Sol invictus.
Per carità, sovrapposizioni di tradizioni pagane e cristiane ce ne sono sempre state, ma sapere che il Natale del Signore cade effettivamente il 25 dicembre non può che far piacere!
Auguri!
Cosimo P.
RISPOSTA
E’ una conferma in più.
I Vangeli sono rigorosamente storici.
Che i preti non ci credano è ovvio: il solito ritardo culturale.
L’arcivescovo di Canterbury ha da poco annunciato che, secondo lui, i Magi sono “una leggenda”.
Maurizio Blondet
29/12/2007 19.00 A’ munnezza rossa...
Gentilissimo Dottor Blondet,
ho letto, grazie al suo articolo sul Nord sempre più impoverito, che ciò che prevedevo tanti anni fa sta diventando realtà: il Nord si sta adeguando agli stessi standard del Sud Italia, nel quale vivo e cerco di sopravvivere.
Mi sa che molto presto anche voi, a dispetto delle varie e declamate “raccolte differenziate”, sarete
sepolti come la Napoli da cui scrivo, dai soliti sconci sacchi di immondizia lasciati a marcire...
Per questo vi segnalo la solita cretineria scenografica meridionale sul problema “munnezza”: così
magari anche i vostri Moratti, Albertini, ecc. potranno avere giusta ispirazione.
I sacchi dell’immondizia rossi, così per le feste sarà tutto più coreografico...
Adesso i turisti (ma quali? nonostante gli annunci trionfali di turisti a fiumi io non ne vedo da anni,
ormai, tranne pochi sventurati e terrorizzati che capitano per sbaglio...) potranno venire numerosi:
dopo l’insulsa montagna di sale di alcuni anni fa, ci sarà la montagna di munnezza rossa ad attenderli...
Cosa dirle: non so se provare più irritazione per l’incapacità o per la buffoneria...
Un lettore
RISPOSTA
Questa storia della spazzatura inamovibile è davvero ributtante.
La camorra è il governo regionale e comunale.
Sono tutt’uno.
Maurizio Blondet
29/12/2007 18.00 La Macchina Bellica inizia i preparativi?
Egregia EFFEDIEFFE,
temo che questo nuovo attentato di Al Qaeda/Mossad si collochi nell’ottica già indicata negli ultimi mesi e non a caso dal ministro degli Esteri francese, dalle dichiarazioni di Bush, dal discorso di Napolitano del 4/11.
Voglio sottolineare con sentito DISGUSTO la facilità (Servile) e la scioltezza irresponsabile con la quale il TG 1 nelle vesti del suo direttore robot/clonato filo USA ha parlato di una probabile 3° Guerra Mondiale citando in sequenza tutti le nazioni instabili fino al corno d’Africa.
Sarebbe anche un valido modo per dribblare il crac finanziario imminente; ma sono certo che le Forze della Luce prevarranno.
Spero di esservi stato utile.
Un 2008 di Pace e Verità.
S. M.
RISPOSTA
Sì, ho visto il clone che parlava di terza guerra mondiale: che vi piaccia o no, la faremo.
Maurizio Blondet
29/12/2007 17.00 Su Contrada /1
Ecco qui, ci risiamo...
Bispensiero, neoligua sempre peggio...
Si invoca la scarcerazione per quel bastardo di Contrada come “gesto umanitario”... e l’ultranovantenne Priebke ancora privato della sua libertà.
Non vedo l’ora di finire nella stanza 101.
Fabio
RISPOSTA
Io invece penso che Bruno Contrada sia stato vittima di una mostruosa persecuzione, condotta dalla più potente e temibile cosca di potere in Italia, quella cui Sciascia alluse come ai “professionisti dell’antimafia”, nel quadro di una diversa concezione della “lotta alla mafia”.
Maurizio Blondet
29/12/2007 16.30 Bin Laden é morto... parola di Benazir Bhutto!
Gentilissimo Dottor Blondet,
sull’intervista di Benazir Bhutto ad Al Jazeera il 2 novembre scorso in cui la stessa parla di un certo Omar Sheikh (mi sembra sia lo stesso nome dell’uomo condannato per l’assassinio di David Pearl) che sarebbe nientemeno che l’assassino (usa il verbo murdered al passato) di Osama bin Laden (o bin Mossad).
L’intervistatore lascia cadere la frase nel vuoto e l’intervista continua come se nulla fosse.
Che ne pensa?
Possibile che non ci sia un solo media occidentale interessato alla rivelazione della Bhutto?
Incredibile!!!
Le lascio il link all'intervista su Youtube.
Buone Feste e complimenti per l'ottimo lavoro.
Marco S.
RISPOSTA
Ormai a "credere" a bin Laden è rimasto solo Magdi Allam.
Maurizio Blondet
29/12/2007 16.00 Benazir: al quaeda???
Tra tourbillon di cartoni animati, film e talk show pseudo
natalizi è stato interrotto dalla notizia che
Benazir
Buttho è stata assassinata.
Ovviamente da un kamikaze.
Ovviamente è stata
Al-Quaeda.
L'importante è crederci.
Ma siamo talmente assuefatti ed
insensibili che non ci porremo tante domande al riguardo mentre aspettiamo
il cenone di San Silvestro.
Saluti.
F. Taddia
RISPOSTA
Come abbiamo già riportato, guarda caso, gli americani erano già pronti prima a aumentare la loro presenza in Pakistan.
Maurizio Blondet
29/12/2007 15.00 Bhutto e Musharraf
In riferimento al suo dettagliato, puntuale e illuminante articolo: "E’
stata «Al Qaeda», naturalmente", Le vorrei segnalare questa
notizia Ansa e porre l'attenzione su chi era e il portavoce della Bhutto in
America, la sua origine e il suo gruppo di pressione a cui fa riferimento.
Benazir Bhutto attribui' la responsabilita' di una sua eventuale morte violenta al presidente pakistano Pervez Musharraf.
Lo fece in una e-mail indirizzata a un amico americano che e' stata consegnata alla Cnn prima dell'attentato di oggi.
L'e-mail, del 26 ottobre, era stata data da Mark Siegel, l'amico, all' emittente con la consegna che poteva esser resa pubblica solo in caso di morte violenta della Bhutto.
'Era compito del governo proteggerla', ha detto Siegel alla Cnn.
Come dice un mio caro amico: "non è che li vediamo da tutte le parti, sono,
putroppo, da tutte le parti...".
Ad majora
Ettore e Francesco
RISPOSTA
Un altro preveggente, di nome ebraico.
Adesso capiamo: tutto il caos e il sangue, è per togliere le testate atomiche al Pakistan.
Maurizio Blondet
29/12/2007 14.00 Diagnosi prenatale
Mi rivolgo ancora a lei per avere - se possibile - una chiarificazione riguardo un articolo che un amico mi ha fatto avere, pubblicato sulla rivista La Civiltà Cattolica (2007 IV 453-463, quaderno 3779) dal titolo “LA DIAGNOSI PRENATALE OGGI” di Giovanni Neri e Angelo Serra S.I.
L’articolo in questione afferma sostanzialmente che la Diagnosi Prenatale (Dp) per accertare l’eventuale presenza di un feto portatore di malattia genetica o di una malformazione fetale geneticamente determinata è oggi un dovere deontologico da parte dei medici quando i genitori, correttamente informati, la richiedono.
Non è invece assolutamente ammissibile il grave abuso, introdotto da una medicina e una tecnologia disumane, di fare una diagnosi genetica pre-impianto, che implica l’uccisione nei primi giorni di vita degli embrioni che presentassero un’alterazione genica o cromosomica.
Ovviamente condivido nella sua sostanza l’articolo, mi restano però alcune perplessità, forse dovute alla mia insufficiente conoscenza del problema allo stato attuale.
Per questa ragione ricorro a lei.
Dato che l’articolo in questione afferma che la Dp la si esegue sul feto mediante analisi citogenetica, biochimica o molecolare su cellule fetali ottenute “mediante o biopsia di villi coriali dalla placenta o amniocentesi o cordocentesi” e che queste sono “procedure che, per quanto
collaudate, comportano pur sempre un piccolo rischio di aborto iatrogeno, cioè aborto conseguente a interventi esterni alla donna”, mi chiedo come è possibile affermare in seguito che la “Dp è di per sè una procedura eticamente «neutra, ma doverosa” e che “non è giusto da parte del medico ritirarsi dalla diagnostica prenatale”.
Come si può affermare ciò senza aggiungere e specificare nient’altro?
Ma se nella Dp è presente tutt’oggi un rischio abortivo, per quanto “piccolo”, non vedo come essa sia almeno in questi casi una “procedura eticamente neutra” e come - nei casi di rischio abortivo - sia doveroso per il medico non rifiutarsi dal compiere la diagnostica prenatale per accertare
eventuali e non sempre del tutto certe (come afferma anche il suddetto articolo) malattie genetiche o malformazioni del nascituro...
Spero in una sua risposta che mi chiarisca queste forti perplessità, rafforzate anche da amare esperienze avute in passato quando ebbi a che fare con medici “super cattolici” che tranquillamente facevano e promuovevano le amniocentesi e che godevano del pieno e pubblico appoggio dell’assistente ecclesiastico dei medici cattolici di quella zona (un dottore in teologia morale)...
Certamente un povero cristiano come il sottoscritto fa riserva sulle sue perplessità, ma allo stesso tempo deve cercare risposte a quesiti che sorgono nella sua coscienza a seguito anche di non del tutto chiari ed esaustivi interventi.
Mi voglia perdonare per il tempo che le sottraggo, ma la fiducia che ripongo in lei mi spinge a battere alla sua porta.
Voglia gradire i miei più sentiti auguri di un Santo Natale di Gesù.
Con profonda stima,
Giuseppe B.
RISPOSTA
Su queste questioni il mio parere vale poco, perché sono fondamentalista: niente esami prenatali.
Lasciar fare alla natura.
Ma non è una proposta attuale.
Maurizio Blondet
29/12/2007 11.00 Homeschooling
Direttore,
se a qualcuno dei Suoi lettori può interessare...
Mio figlio ha imparato a leggere a 3.5 anni.
Ho adottato il metodo descritto dal dottor Glenn Doman nel suo testo, con allegato il sussidio indispensabile, “Leggere a 3 anni”, editore Armado Armando.
A detta di un insegnante, a 5 anni leggeva come un ragazzo di III elementare.
Tutto bello, entusiasmante.
Poi ... in seconda era considerato un elemento estraneo dai compagni, lo deridevano ed isolavano perché aveva... saltato la “prima” e l’insegnante lo appellava “sapientone”!
Quindi ... attenzione!
Naturalmente se le “n” “insegnanti” avessero saputo gestire la situazione non sarebbe tornato a casa sempre mogio mogio.
Ha cambiato classe in terza ritrovandosi, per insegnante di lingua, una ex-68ina femminista, divorziata.
Peggio che andar di notte!
Le favole di Esopo e dei Fratelli Grimm le ha lette su “I Quindici”.
Adesso (15 anni) frequenta il terzo liceo scientifico con forte interesse per la filosofia (per ora i presocratici), per il teatro e con ottimi risultati.
E’ prassi il commento e lo studio di alcuni articoli del dottor Blondet (caso di scuola quello sul bullismo trattato da un quotidiano francese), pochissima TV, niente playstation, si diverte a programmare il “sito web” di qualche amico.
Il divieto di recarsi alla vicina biblioteca comunale è per lui la massima punizione.
Altro testo utilissimo per i neo-genitori: “Pensare a 3 anni”, editore Armando; (non sono sicuro, avendolo regalato ad una coppia di amici, dell’autore, forse l’esperto svizzero Piaget).
Buone Feste a tutti,
Nicola D.
29/12/2007 10.00 Il ricco stolto
Ho letto il suo articolo “Il ricco stolto e lo scaltro non povero” in cui elogia la mossa dell’attuale governo nell’iniziare un’apertura verso la Russia attraverso collaborazioni commerciali in campo energetico soprattutto (Le ho inviato un mio articolo in proposito).
Se posso vorrei far presente che Prodi è sempre stato schiavo degli americani e delle banche americane che hanno piazzato diversi uomini al governo ed alla Banca d’Italia.
Mi è sembrata inoltre “strana” quella affermazione di Sarkosy di una sorta di “Unione del Mediterraneo” costituita dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo che dovrebbero parlare con l’UE.
Mi puzza di Europa a due velocità con i Paesi più retrogradi lasciati al loro destino...
Parto dal presupposto che Prodi sia una persona che oltre ad intascarsi mazzette odi il proprio Paese.
Secondo me c’è un disegno che prevede l’Italia come cavallo di Troia americano nei confronti dei russi e su cui far ricadere le colpe in caso di tensioni tra Europa e Russia.
Un pretesto per sbatterci fuori dalla zona euro ed impoverirci ulteriormente.
Un regalo nel caso di perdita delle prossime elezioni o un ricatto che userà in futuro.
Prodi e D’Alema sono troppo schiavi degli americani (anche se all’apparenza non sembra) per avere idee proprie ed una propria linea estera.
Da ultimo un risvegliarsi proprio ora delle tensioni balcaniche assume uno strano messaggio...
Mi piacerebbe avere una Sua opinione, può darsi che prenda lucciole per lanterne.
Cordialmente
P. L.
RISPOSTA
Prodi non sta facendo una politica.
Sta facendo affari.
Maurizio Blondet
29/12/2007 09.00 Servizio pubblico?
Gentilissimo Blondet,
sabato mattina mi sono recato presso l’ufficio postale di Cento (FE) per inviare una busta.
Erano le 10 del mattino, c’erano 4 persone davanti a me e due casse dedicate esclusivamente a raccomandate e ritiro pacchi.
Ritenevo, sbagliando, che i tempi di attesa sarebbero stati contenuti.
Evidentemente ero stato un po’ troppo ottimista, perchè dopo mezz’ora ero praticamente
allo stesso punto, mentre i due clienti che mi precedevano erano entrambi alle prese con “sparizioni” di pacchi.
Un signore ha atteso cortesemente l’impiegata per sentirsi rispondere che il pacco non si trovava e
l’avrebbero poi contattato.
L’altro aveva il problema opposto, ma le impiegate hanno fatto presente che se il pacco spedito non arriva non è colpa delle Poste ma dei corrieri dei quali si servono per le spedizioni (???).
Giunto finalmente il mio turno ho chiesto di inviare la mia busta per posta ordinaria e l’impiegata con voce sprezzante mi ha risposto: “Ma non lo sa che in Italia non esiste più la posta ordinaria, è
tutta prioritaria!!!”.
AH AH AH!!!
Che bella battuta, mi veniva da rispondere, solo prioritaria...
E invece è la pura verità: le tariffe sono quelle (+ alte) della prioritaria, ma il servizio si è livellato verso quello della posta ordinaria.
Questo è il servizio pubblico delle Poste Spa.
Tanti sinceri auguri di un felice Santo Natale a Lei e a tutti i suoi collaboratori.
Francesco T.
Pieve di Cento (BO)
28/12/2007 21.15 Carità animalista
Gradirei un suo commento all’articolo apparso su Repubblica on line relativo a come il ministero della Salute e gli animalisti della LAV combattono contro il maltrattamento degli animali in questo caso, crostacei esposti ai supermercati quando in Italia ci sono centinaia di migliaia di persone costrette a sopravvivere con pensioni di 500 euro al mese, giovani precari con contratti ridicoli
e presi per il collo con la paura di essere licenziati e perdere il posto.
Sembra che il governo non interessi la vita di milioni di italiani ma metta come priorità la vita e la sofferenza degli astici.
ultimamente Lei parla sempre più spesso della necessità - da ma pienamente condivisa - di dare vita ad una vera rivoluzione (se vogliamo cambiare le cose e scrollarci di dosso la casta parassita).
Ma non crede che basterebbe, a questo punto, andare tutti presso la nostra banca a prelevare i NOSTRI SOLDI (operazione assolutamente lecita e non cruenta) per assistere, esterefatti, al
crollo di questo sistema finanziario marcio e deviato?
Poi rinascerebbe, come dopo una devastante alluvione, una bella erbetta fresca...
Con profonda stima e rispetto.
Federico
28/12/2007 18.30 Ufo false flag
Gentile redazione,
come forse ricorderà qualche giorno fa avevo mandato un’email circa delle mie considerazioni su “strane” notizie riguardanti gli ufo che venivano da un po’ tutto il mondo.
Ricordavo anche che a differenza degli anni passati, c’era una sostanziale differenza: e cioè che diversi Stati avevano improvvisamente e quasi contemporaneamente aperto i loro “archivi” sugli Ufo.
La mia opinione era ed è che ci fosse in preparazione un altra false flag.
Bene.
C’è stato un passo avanti importante.
Dal Corriere: stupore IN GIAPPONE “Prepariamoci a combattere gli alieni”.
Due esponenti del governo nipponico ammettono l’esistenza degli Ufo.
Spero iniziate a seguire la faccenda anche voi.
Saluti
Halifax
RISPOSTA
Seguiamo gli eventi.
Dopo Al Qaeda, tocca combattere gli alieni?
Io direi di accoglierli: non saranno peggio di Visco.
Maurizio Blondet
28/12/2007 17.00 Caino pro domo sua
Caro Blondet,
lei lo saprà già, ma è sempre divertente ricordarlo (anche ai suoi lettori): il fondatore e presidente dell’associazione Nessuno Tocchi Caino (che si batte strenuamente contro la pena di morte ed è parte attiva nella moratoria), è tale Sergio D’Elia, inserito di straforo nelle liste della Rosa del Pugno per le ultime elezioni, con un timido strascico di polemiche.
Inutile ricordare che questo D’Elia, ex terrorista di Prima Linea, è stato condannato in primo grado a 30 anni, per banda armata e concorso in omicidio dell’agente Fausto Dionisi (di 23 anni, con una figlia di 2 anni e mezzo).
Abele si può ammazzare.
Il New York Times scrive che gli italiani sono un popolo triste (intristito, direi): anche questa moratoria fa parte della frustrazione generale.
Personalmente, come italiano, mi vergogno di questa “conquista per la civiltà”: non servirà a nulla.
In Cina si istruiscono i soldati su come sparare ai condannati a morte per non ledere gli organi, merce preziosa (10 miliardi di dollari l’anno).
Se non ascoltano i timidi ammonimenti sul clima (e non permettono neanche ai leader di altri Paesi di incontrare il Dalai Lama) chi mai potrà utilizzare questo “strumento di pressione” contro il gigante cinese?
Debbo anche ricordare che in quel Paese i reati sotto pena capitale sono 150 (tra i quali l’evasione fiscale!).
A mio modesto parere, questa moratoria è stata fatta soltanto per rompere i coglioni alla parte sana dell’America.
Non è una sparata: il giorno in cui la moratoria è passata all’ONU (16 novembre), all’ultimo minuto in Florida è stata fermata dalla Corte Suprema l’esecuzione di Mark Dean Schwab, condannato per lo stupro e l’uccisione di un bambino di 11 anni (ma di omicidi ne ha fatti altri, è un ottimo “caino”), che avrebbe dovuto morire per iniezione letale alle 18.00 di quel giorno.
Non c’è più speranza, ha ragione lei.
Almeno si giungesse ad un accordo: in cambio della moratoria sulla pena di morte vogliamo la moratoria sull’aborto!
E invece, niente...
Anzi, purtroppo adesso che la Bonino ha finito di stare al suo posto al sole, tornerà in Italia a rompere i coglioni con l’eutanasia.
Eppure la pena di morte è da sempre uno dei più grandi collanti sociali.
Soltanto essa potrebbe ricostruire il nostro tessuto sociale spappolato (una “poltiglia”, come dicono gli esperti): qualche bella impiccagione in piazza, magari di Totò Riina (che costa una marea di soldi ai contribuenti, tra guardie speciali e cella di lusso).
Perché non fonda un bel “Partito della Forca”?
Non è vero che lei non è un buon oratore, nelle conferenze in cui l’ho vista è stato molto convincente: se avesse voluto vendermi una Enciclopedia per Ragazzi anni ‘70 ammuffita,
l’avrei comprata.
Saluti
Roberto
28/12/2007 15.00 Una lettera molto personale
Egr. Dott. Blondet,
le scrivo questa mail non solo per ringraziarLa di dar voce a quei sentimenti che appartengono, spero, ad un buon numero di Italiani, ma anche per presentarmi.
Sento questa esigenza perchè mi fido di Lei e rivivo in molti dei suoi articoli la realtà quotidiana tristemente nota.
Mi chiamo Polastri Ludovico, sono ingnegnere meccanico, abito a Brescia, 45 anni.
Dopo aver studiato a Brescia mi sono specializzato a Milano.
Lavoro in un'azienda bresciana di 80 persone che fabbrica, tanto per cambiare, prodotti per l'arredobagno.
Sono sposato da 20 anni con la ragazza che incontrai all'università e di cui sono innamorato come il primo giorno.
Di umilissime origini entrambi abbiamo sacrificato tutta la nostra gioventù sui libri, prima al liceo e poi all'università.
Le nostre famiglie hanno fatto sacrifici enormi per farci studiare.
Con il mio primo stipendio siamo andati ad abitare in un monolocale alla periferia di Brescia.
Lavoravo solo io.
Eravamo pieni di sogni, il futuro era una sorpresa da cogliere ogni giorno.
Ci siamo fatti un viaggio solo in occasione del matrimonio, poi abbiamo tirato la cinghia per comperarci un bilocale, senza muto.
Pagato in contanti.
Ce l'abbiamo fatta.
Prima dell'euro ovviamente.
Abbiamo visto negli anni la decadenza di due città come Brescia e Milano.
Mi ricordo che passeggiavamo di sera fino alle 23.
Non abbiamo mai avuto paura.
Ora sarebbe impossibile.
Abbiamo visto la pianificazione della distruzione di tutto quello che ci circondava.
Prima l'individuo è stato parcellizzato come una monade poi la famiglia disintegrata, i valori distrutti.
In un tempo brevissimo.
Vede, io disprezzo questa Casta perchè ci ha immiserito.
Io ho studiato quando le tasse scolastiche costavano 300 mila lire all'anno.
Andavo a prendere i libri all'ISU, perchè troppo costosi, ma li trovavo ed erano in buone condizioni.
Avevo treni su cui mi potevo sedere, avevo come amico di studi il settimo figlio di un piccolo negoziante di scarpe.
Anche gli ultimi potevano studiare.
Ci sentivamo uguali.
Anzi i figli degli industrialotti che studiavano prendevano voti più bassi o erano bocciati.
Erano le nostre vittorie. Il lavoro poi lo si trovava subito.
Dopo 15 giorni dalla specializzazione lavoravo già.
Mi aveva assunto un vecchio direttore tecnico con profondi insegnamenti cristiani.
Aveva capito tra i molti candidati che aveva visto io avevo bisogno di quel lavoro lì.
Me lo diede e mi disse: per adesso ti posso fare il contratto di 6 mesi ma fidati di me perchè mi impegno, se tutto va bene, per confermati.
Così fu.
Caritas Cristiana.
La parola, l'impegno, valeva per me più del pezzo di carta.
Era lui il mio contratto ed il mio riferimento.
Sono rimasti i miei valori tutt'ora.
Non mi sono mai addentrato molto nelle questioni religiose infatti non Le ho mai scritto su questi argomenti perchè il mio insegnamento è sempre stato quello di aiutare gli altri.
E l'ho fatto diverse volte.
Quando c'era da punire l'ho fatto sempre in modo che la persona restasse in piedi per riprendersi, quando c'era l'encomio era coram populo.
Mi padre mi diceva sempre "se dai ti sarà dato", "sii umile e chiedi per piacere" "ringrazia che ti dà una opportunità".
Questi sono i miei insegnamenti religiosi.
Ora invece è tutto capovolto. Vedo solo furbi, se possono ti fregano la cattiveria è diventata la quotidianità.
Questo per me è il Diavolo. Diaballo, colui che divide. Il Diavolo è la Casta che ci ha tolto tutto quello che avevamo e continua a spellarci vivi.
Dott. Blondet, potrei scrivere per ore ma rischio di annoiarLa ma vorrei dirLe alcune cose:
- Mi piacerebbe un giorno incontrarla;
- Vorrei che Lei diventasse per persone come noi il riferimento su cui contare.
E a questo proposito mi associo alla lettera della Sig.ra C. L.
Anche io Le avevo scritto una mail sullo stesso tono.
Voglio augurarmi che il nuovo sito diventi un punto di incontro ed una forza evidente e pesante del malcontento di un buon numero di voti.
E dico di più.
Vorrei che questo malcontento si coagulasse e prendesse forma con azioni quali firme, evidenza sul web, pressione verso la Casta.
Dobbiamo contare di più.
Dott. Blondet ci pensi su.
Facciamo un passo ancora più in là della semplice denuncia.
Contiamoci e sbattiamo sul piatto i numeri con nomi e cognomi, formuliamo proposte concrete.
Altrementi mi sembra di perdere sempre di più ogni giorno qualcosa che non tornerà mai più.
Con l'occasione Le auguro buone feste e un grosso abbraccio.
Cordialmente
Ludovico P.
28/12/2007 14.00 Auguri graditi
Con queste poche righe voglio porgerle i miei più sentiti auguri per Natale e per l’anno venturo: Dio ci faccia la grazia di rendere i nostri cuori delle degne grotte per accogliere il bambino che nasce.
Accanto all’augurio, giunga un mio ringraziamento particolare: da anni ormai sono un animatore dell’Azione Cattolica nella mia parrocchia, in una diocesi - quella di Ascoli Piceno - in cui l’orda gnostico-progressista che ha minato questa mia amata associazione, un tempo grande scuola di santità, sembra essersi fermata: si, insomma, siamo una sorta di isola felice!
Ma sto divagando: la ringrazio per le continue ispirazioni che mi da nei suoi eccellenti articoli sulla Fede Cristiana, che sono per me continuo spunto di formazione e motivo di verifica.
Non le nascondo che molte volte ho cercato di rielaborare i contenuti in maniera da renderli fruibili ai miei ragazzi (età 14-18... selvaggi col telefonino, ha presente?).
Oggi pomeriggio, ad esempio, proporrò un laboratorio sulla Natività di Gentile da Fabriano, ispirata al suo ultimo articolo sull’arte sacra.
La ringrazio quindi per l’opera “pedagogica” che compie quotidianamente nei miei confronti e, salutandola, le rinnovo i miei migliori auguri di un Felice Natale.
A presto,
Giulio P.
Post scriptum: Le ho scritto altre volte, spesso mi ha dedicato uno spazio ne “L’opinione dei lettori”, ma metto qui due righe per presentarmi.
Ho 29anni, una laurea in ingegneria elettronica, con particolare interesse per l’Intelligenza Artificiale.
La provvidenza mi ha fatto trovare un lavoro in una delle poche aziende in Italia che faccia veramente ricerca, sviluppo ed innovazione in questo senso, e per giunta a 4km da casa mia.
Per questo sono pronto a controfirmare col sangue ogni parola che lei scrive per descrivere
l’oscenità della spesa pubblica italiana e dei privilegiati della casta italiota.
Ho collaborato anche con Alfa e Omega quando era gestita di Siro Mazza.
Con il suo amico e mio concittadino don Francesco stiamo muovendo le acque per creare qualcosa di bello qui in Ascoli... è disposto a venirci a trovare per “educarci” dal vivo?
Come ultima nota: mi consideri “arruolato” per la sua rivoluzione!!!
Ancora tanti auguri!
28/12/2007 13.00 No al presepe
Anche quest’anno il principio che sta prendendo piede è uno solo: non offendere.
Gesù bambino nei presepi?
Meglio toglierlo, anzi, meglio sostituirlo con un’icona del martire Che Guevara.
La parola Gesù nelle canzoncine di Natale?
Sostituirla con il termine “virtù”.
Non è proprio la stessa cosa ma più consono all’ipocrita clima politically correct.
E nella recita di fine anno la natività si può rimpiazzare con la storia di Cappuccetto Rosso o del poligamo Maometto e delle sue 4 mogli.
Il Natale ormai, grazie ai politeisti che amano tutte le religione fuorché quella cristiana, rischia di diventare davvero una festa sui generis.
Il motivo?
Ovvio, per non offendere i musulmani e non creare differenze tra i bambini cattolici e quelli di altre religioni.
Un conto è la tolleranza ed il rispetto per tutte le confessioni, altro è la cancellazione di ogni riferimento alle nostre radici cristiane.
Di questo passo si andrà verso una deriva nichilista che peserà sul futuro e sull’identità del popolo italiano.
Stiamo andando verso una ghettizzazione e una marginalizzazione dei cattolici veramente insopportabile.
Ed è ora di dire basta anche a chi con il pretesto della (falsa) laicità sta tentando di distruggere la civiltà cristiana.
Gianni T.
Verona
28/12/2007 11.15 Risposta a “Da un Anarchico-narcisista”
Spazio lettori: Risposta a "Da un Anarchico-narcisista": eeh no!
Dai, per favore Maurizio.
Spero che l’“arruoliamo tutti anche anarchico-narcisisti” sia solo una battuta…
In caso contrario, dovrei pensare che anche Lei stia diventando sinistra style… della serie “vanno bene tutti basta raggiungere l’obbiettivo”... questo è un ragionamento tipico da Casta... tenuto conto
che, giù una Casta, su un’altra, visto che non siamo più certamente noi, come popolo e governo italiano a prendere le decisioni. e penso che Lei lo sappia bene o no?!
Ora, prima di pensare ad abolire la Casta, arruolando chiunque (è vero che a ‘sto mondo siamo tutti peccatori, ma un minimo di coerenza mi sembra dovuta…), pensiamo a migliorare prima di tutto noi stessi e poi, la rivoluzione, facciamola per abolire leggi come quella sull’aborto o sul divorzio.
Carlo
RISPOSTA
Bisogna essere in tanti, possibilmente maggioranza.
Invece siamo in minoranza.
Maurizio Blondet
28/12/2007 10.00 Calabria felix
Scrivere da una terra come la Calabria, in cui ormai i diritti primari vengono negati al popolo stesso cui questa terra appartiene, è difficile.
Vorrei sapere quante persone si sono mai trovate di fronte allo sguardo di un proprio parente che, necessitando di cure mediche urgenti, piange disperato perchè in quel buco maledetto di ospedale non ci vuole andare... perchè ha paura...
Vorrei sapere quanti hanno dovuto vedere offeso il proprio padre, abbandonato in una stanza di ospedale senza assistenza, senza diagnosi nè cura, impossibilitato ad espletare le proprie funzioni fisiologiche perchè i bagni erano tinteggiati di escrementi...
Vorrei sapere quanti giovani sono infelicemente frustrati a frequentare Università gestite da gente i cui unici interessi sono il loro profitto, i posti dove impiegare nullafacenti e sedicenti professori di indubbia fama, ipotecando il futuro di centinaia di studenti che a vita porteranno il marchio infame della provenienza da questa terra dimenticata.
Vorrei sapere quanti giovani devono rinunciare ai propri amici, ai propri affetti, ai propri amori per fuggire via dalla loro città andando ad elemosinare un po’ di dignità.
Vorrei sapere quanti si svegliano la mattina e apprendono che, nonostante le tasse, le promesse è più facile morire in un ospedale che in casa propria...
Per un attimo mi sono vergognato ad essere calabrese, poi però ho capito che non ho scelto io i pagliacci che reggono il potere e che continuerò a lottare.
Vorrei solo che anche tanti mie conterranei, prigionieri del relativismo più estremo, riuscissero a capire che è ora di cambiare.
RM
28/12/2007 09.00 In fondo alle porte d’impurità
Caro Blondet,
ricordo che in un vecchio articolo lei aveva parlato di una sorta di delirio infantile d’onnipotenza per spiegare questi efferati fatti di cronaca di fidanzati respinti.
Col suo inguaribile ottimismo da uomo razionale, neanche lei avrebbe potuto prevedere lo schifo profondo dal quale siamo tutti sferzati.
Garlasco (Pavia) - Detenzione e divulgazione via internet di materiale pedopornografico: un’accusa - pesantissima - in più per Alberto Stasi, da ieri indagato anche per questo reato, e soprattutto un movente credibile per l’assassinio della sua fidanzata Chiara Poggi, del quale dopo oltre quattro mesi resta l’unico
sospettato.
La ragazza, ipotizzano gli inquirenti, potrebbe aver scoperto il suo segreto, gliene avrebbe chiesto conto e forse avrebbe addirittura minacciato di rivelarlo: per questo Alberto, la mattina del 13 agosto, l’avrebbe uccisa nella sua villetta di Garlasco.
Nella memoria del suo computer portatile erano archiviati migliaia di file, molti dei quali di contenuto pornografico, con immagini di donne e anche di uomini.
Tra le conversazioni in chat ne sono state trovate alcune in cui si raccontavano esperienze di omosessualità...
Ho 30 anni e scrivo da Roma.
Desidero condividere alcune riflessioni sul Natale.
I complimenti per l’opera che lei svolge sono sottintesi, dunque più evidenti.
La città di Roma, in questi giorni volgenti al Natale, è invasa da una celebrazione dell’orrido che non conosce soste e getta i pochi possessori di un qualche buon senso nella più viva preoccupazione.
Si tratta delle soluzioni che s’usano per addobbare le proprietà.
Cosa sono?
Si tratta di luminarie provenienti dalla Cina, aggeggi che vengono acquistati nei numerosi negozi, a volte veri e propri grandi magazzini, insediatisi in un tessuto urbano incapace, ormai, di ospitare altre attività che non siano, appunto, negozi cinesi, le solite pizzerie a taglio o spacci di paccottiglia e stracci.
Più o meno firmati e più o meno costosi.
Questa furibonda corsa all’accaparramento di luci intermittenti ci rende simili ai selvaggi delle
Americhe sbigottiti davanti agli specchietti.
La Cina getta su di noi il suo grottesco presagio di conquista spingendoci e far getto di ogni buon gusto e di ogni rispetto per il Natale, laico o religioso che lo si voglia intendere.
L’italiano, come il selvaggio, non resiste e baratta volentieri l’oro di una tradizione che riassume l’intero occidente, con i riflessi abbaglianti della nuova tecno-luminescenza orientale, quella che (non gli par vero) può portarsi a casa per un pugno di euro.
Nessuno, nemmeno dove impera il blasone, nemmeno nei feudi più “chic”, pare accorgersi di quello che qualunque tedesco bollerebbe come kitsch assoluto.
Qualcuno lo fa per i bambini.
Ma non sono forse loro che andrebbero tenuti al riparo da tale fraintendimento della parola allegria?
Il negoziante lo fa per farsi notare dai passanti.
Ma come fa a non capire che è come farsi notare mettendosi le dita nel naso?
Come fanno quelli che addobbano il proprio balcone a non capire, a non avvertire, a non sentire più il senso del ridicolo?
E perché nemmeno le megere più snob disertano più gli esercizi che esibiscono tanta bruttezza?
Le candele, le mele rosse, i rami intrecciati, le statuine di creta e di legno, il lavoro tangibile delle mani umane: pochi passi oltre la frontiera, il Natale trova un compimento nel calore e nella
bellezza, nella creatività e nel rispetto degli occhi.
Una festa.
Qui l’italiano brancola nel buio accecante delle luci colorate, intermittenti e artificiali.
Per pochi euro si porta a casa una rapida forma di alienazione.
Di lui non resta che il lampeggio di uno spirito fulminato.
Un lettore
27/12/2007 18.30 Muoviamoci
Egregio Direttore,
sono un assiduo lettore dei suoi articoli.
Le riconosco il merito di aver reso più nitido il triste contorno sociale che quotidianamente ci circonda.
Ora, considerando le sue idee esposte nell’articolo “destra sociale” come una sorta di manifesto politico, che sposo integralmente, Le dico: basta indugiare!
Ogni giorno che passa, il nostro Paese si avvicina ad un dirupo dal quale sarà impossibile risalire.
La deriva morale, culturale, economica, sociale è sotto gli occhi di tutti; ma come Lei puntualmente ricorda, la maggioranza della popolazione è divisa da un lato, da chi trae vantaggi da questa dannata casta che quotidianamente ci opprime con il suo dire e non fare, e dall’altro, da chi lotta quotidianamente per sopravvivere.
Cominciamo ad organizzare delle riunioni dove convogliare le poche persone ancora dotate di un senso di responsabilità nei confronti di questo Paese (ne conosco alcuni), consapevoli di essere tutti nella stessa barca, desiderosi di garantire un futuro migliore ai nostri figli, e volenterosi nel riconquistare una perduta sovranità nazionale e monetaria.
Confrontiamo le idee, cerchiamo i metodi e le forme di protesta da utilizzare, guardiamoci negli occhi, scuotiamo le nostre coscienze e scopriamo se abbiamo la forza e soprattutto la volontà di lottare legalmente per cercare di cambiare il destino di questo Paese.
Direttore, forse non lo immagina, ma con i suoi articoli, con le sue parole, con la sua risaputa capacità di comunicare, può fornire un contributo prezioso per il raggiungimento degli obiettivi.
Pertanto, La prego e Le rinnovo l’invito: proviamoci, almeno per i nostri figli e per i posteri; evitiamo di incorrere un domani nel loro disprezzo per averli condotti verso il baratro.
Con sentimenti di profonda stima.
Claudio
RISPOSTA
D’accordo, muoviamoci.
Accettiamo idee.
Maurizio Blondet
27/12/2007 17.30 Gli indù fanno guerra al cristianesimo
Ormai l’India ha iniziato la scalata industriale,perfino è ai primi posti nella produzione di materiale
elettronico-informatico.
L’India si sente sicura,non ha più bisogno delle elemosine e delle opere di carità dei cristiani.
Madre Maria Teresa, appartiene al passato insieme agli altri eroi come lei della beneficenza.
Ormai appartiene al passato anche il grande Gandhi che amava Gesù, sono del passato anche i guru indù degli anni settanta che nelle città americane ed europee esaltavano Gesù come un Avatar o l’incarnazione di Krisna.
Oggi gli indù sono ostili a Gesù, ecco che arrivano di frequente notizie, che qualche missionario cristiano è stato attaccato o anche ucciso da estremisti indù, come quel missionario australiano che aveva aiutato i più poveri d’India, si era sacrificato per loro, ma ecco che mentre dormiva in auto con il figlioletto, assassini indù hanno incendiato l’auto e li hanno uccisi entrambi nel sonno.
In molte regioni dell’India è vietato fare proselitismo cristiano, pena la galera.
La religione Indù è religione quasi di Stato, insieme alla musulmana.
In India oggi si complotta contro il cristianesimo, gli indù hanno pensato che facendo dei film contro Gesù,è facile cancellare il cristianesimo dall’India e dal mondo.
Ecco quindi che capitale indiano viene investito a fare film contro Gesù; sono in programmazione due film; il primo è un film di totale fantasia, sul fratello gemello di Gesù, cattivo, che attualmente è incarnato in un capo di una setta indù; il film viene prodotto dal tedesco Mario Stefan, con la regia del tedesco Robert Sigl, e capitale indiano.
Il secondo film, sempre con capitale indiano, viene prodotto ad Hollywood, dal produttore William
Keenan, e con la regia di Drew Heriot; si tratta di un film ispirato al libro spiritista “The Aquarian
Gospel”, e al libro del falsario N.Notovitch.
In questi libri di fantasia Gesù, prima di iniziare la sua missione, frequenta le scuole occulte di Egitto, India, Tibet, per finire dai maghi esseni.
Praticamente Gesù, acquista la sapienza da uomini più sapienti di lui, e non da Dio; è una
negazione assoluta alla divinità di Gesù, non solo, Gesù non è nemmeno un santo o un profeta, ma
un iniziato, un mago come Apollonio da Tiana.
Ci siamo messi in contatto con un giornale indù, e ci hanno detto che per effetto del Codice da Vinci, la fede è venuta meno anche in India; inoltre si sentono liberi di fare questi film, perché in India sono arrivati gli audiovisivi San Paolo, del film blasfemo di Scorsese, “L’Ultima Tentazione di Cristo”, e si ragiona così: se le suore Paoline vendono tale film, perchè l’India, che è un Paese produttore di film, non deve investire a fare dei film su Gesù come il mercato del cinema mondiale esige oggigiorno, cioè sul filo dello scandalo?
Gli indù che hanno talento per gli affari hanno capito che Gesù scandaloso vende di più del Gesù evangelico.
Agli indù interessano gli affari, se si calpesta Gesù tanto meglio per loro, guai però se si calpestano i grandi Dei indù, si può anche morire.
Ognuno difendi i propri Dei, così la pensano gli indù, quindi i cristiani si difendano il loro Gesù, ma
siccome perfino i Gesuiti sono contro Gesù, gli indù tranquillamente fanno questi film distruttivi
contro Gesù.
Intanto il successo e il guadagno, e i miliardi sono assicurati, il capitale indù investendo con tali
film ha la possibilità di centuplicare ed anche più.
Povero Gesù; venne sulla terra per fare arricchire chi fa opere blasfeme contro di lui, così invece di
diffondere il Vangelo per la salvezza delle anime viene diffuso l’anti-vangelo, opera dell’Anticristo, per portarsi più anime all’inferno.
Domenico F.
27/12/2007 16.30 Le tribù del Borneo
Nonostante lei si ostini a non prendere in considerazione le istanze del movimento leghista (e cerca in tutti i modi di giustificare il suo atteggiamento senza essere convincente), molto spesso leggo i suoi articoli dal sito di EFFEDIEFFE.
Devo ammettere che lei è forse l’unico nella pletora dei pennivendoli nostrani a dimostrare una profonda capacità di analisi e una lodevole indipendenza dai potenti della Casta.
Leggendo il suo articolo “La Casta Saudita” di ieri, 20 dicembre 2007, mi sono accorto però che lei presenta gravi lacune in fatto di cultura scientifica.
Già nell’esempio che tenta di illustrare il meccanismo della riserva frazionaria nel suo libro “Schiavi delle banche” si nota una certa idiosincrasia alla matematica.
E poi, anche nei suoi vari scritti orientati al “negazionismo” sui fatti dell’11 settembre, lei porta a favore della tesi del “complotto” delle argomentazioni sulla dinamica dell’impatto che tradisce una certa incompetenza sui temi della fisica.
Nel suo recente articolo, per certi versi lodevolissimo, lei scrive che la maggioranza dei nostri studenti di 15 anni “non sa perché il giorno segue la notte, insomma ignora che la Terra gira attorno al Sole”.
Testuali parole!
E poi continua asserendo che la cosa è “ignorata tutt’ora fra certe tribù del Borneo”.
Ebbene, mio caro signor Blondet, dopo quella sua spiegazione, lei può considerarsi il capo stregone di tali tribù.
Ormai tutti sanno (eccetto lei, il ministro Fioroni, e i giovanotti di 15 anni) che movimento di rotazione della Terra intorno al Sole causa il succedersi delle stagioni e non dell’alternarsi del giorno e della notte.
Lascio a lei meditare sulla “vera” causa di quest’ultimo fenomeno di astronomia pratica nella speranza che, mentre consulta il sussidiario delle elementari, possa trovare colà anche lo stimolo di farsi una seppur minima cultura scientifica.
D’altronde tra i giornalisti nostrani tali conoscenze non godono di particolari privilegi.
Con i miei più sentiti Auguri di Buone Feste,
Michele B.
RISPOSTA
D’accordo, sono bocciato.
Maurizio Blondet
27/12/2007 15.00 I miei più sorpresi complimenti
Vengo a conoscenza del giornale-on line da un caro amico.
Stanco e sfiduciato da parecchi anni (sono troppi 30?) dall’inutilità degli italioti non credo ai miei occhi leggendo le prime righe di un articolo dell’illuminato Maurizio Blondet.
Stento inizialmente a credere che una persona, che non sia io, riempia lo spazio con quelle che ritenevo essere le mie personali riflessioni, i miei storici e scomodi convincimenti; e, ancora, non posso credere di ritrovare quella cultura delle idee, il coraggio delle espressioni e dei sostantivi che io pure adopero da sempre senza per questo dannarmi di razzismo o antisociale.
Sono stato educato alle scuole demo-sinistrorse degli anni 60/70 dove tutto l’ammesso era profondo rosso; ho visto il primo negro “dal vivo” dopo i trent’anni, prima solo nei film americani. Sono sopravvissuto ugualmente.
La borghesia ripugnante e l’ipocrisia di milioni di Guevara fanno da imbarazzante contorno storico a chi come me la pensa, prima generazione “debellizzata” e ultima platea interessata di chi la guerra l’ha fatta davvero.
E io ripeto che quella guerra l’ho persa, da italiano come tutti gli italiani.
Avevo orgoglio di riscatto ma l’immondo kaos mi aveva sfiancato, quasi battuto.
Ora un po’ di luce.
Un sincero ringraziamento alla redazione.
Grazie dottor Blondet.
A tutti voi auguro serene festività.
Antonio d’O.
27/12/2007 13.30 L’ascesa di Ron Paul
Caro Blondet,
ogni tanto vi importuno per Ron Paul, e vedo con piacere che altri lettori vi si richiamano.
L'ultima di oggi, con Zogby il principe dei sondaggi, mi pare che meriti.
Sto seguendo l’ascesa di Ron Paul.
Ma sono purtroppo convinto che non gli sarà consentito di presentarsi alle presidenziali, nonostante l’evidente favore popolare che sta ottenendo (o meglio: proprio per questo).
Sì, una sua conferenza in DVD ha venduto 60 mila copie in poche ore.
Sì, la gente gli ha donato in tre mesi 18 milioni di dollari.
Sì, il sondaggista Zogby ha ammesso che Ron Paul “vi sorprenderà”.
E sì, Ron Paul è un combattente di grande lucidità e coraggio.
Ma proprio per questo, l’establishment non potrà permettere che l’America sia governata da un presidente che non dipende dagli interessi costituiti e dalla nota lobby.
Daniel Estulin, il giornalista investigativo che ha dedicato la sua vita ad indagare sul Bilderberg, ha detto di aver saputo che ai piani alti del potere stanno considerando se sia il caso di uccidere Ron Paul.
“Ho avuto l’informazione da due fonti diverse che non si conoscono fra loro”, ha detto Estulin.
Ed ha aggiunto che le due fonti avevano colto la notizia in ambienti neo-con.
Non è cosa da prendere alla leggera: ricordiamo l’attentato che stroncò il populista Huey Long, che ebbe lo stesso successo di Paul.
Durante una recente intervista a Ron Paul della CNN, sullo schermo si è vista scorrere la scritta “Paul is dead, Paul is dead, Paul is dead”.
Qualcosa di simile accadde a Robert Kennedy, poco prima del suo assassinio nel 1968.
Maurizio Blondet
27/12/2007 12.00 Mediaset net work satanico peggio della RAI (che è tutto dire)
Puntualmente ogni anno a Natale, le TV Mediaset propongono ai telespettatori l’anti - Natale -ovvero la Sacra Famiglia ridotta in cani e porci tramite dei film blasfemi.
Canale 5, 25 dicembre ore 21 ha trasmesso la miniserie blasfema; “La Sacra Famiglia”, dove tra le tante bestemmie abbiamo San Giacomo il giusto fratello del Signore trasformato in violento perverso stupratore.
Il film per la TV è stato diretto da Raffaele Mertes ed interpretato da Alessandro Gassman nella parte di Giuseppe, da Ana Caterina Morariu in quella di Maria, da Brando Pacitto in quella di Gesù bambino e da Franco Nero in quello di Zaccaria, padre di Giovanni il Battista.
La miniserie “La Sacra Famiglia”, approvata dal Vaticano, fa vedere una famiglia perversa.
Maria, donna libera, scappa per convivere con un uomo, Giuseppe che è agnostico, e crede che Gesù sia figlio di un soldato romano.
Giacomo, “figlio” di Giuseppe, vuole Maria; non riuscendoci con le buone, cerca di violentarla, con molta violenza, sbattendola tante volte contro una parete; questo Giacomo nel film cosi maniaco e perverso, sarebbe il San Giacomo, “fratello” del Signore, morto martire, e Santo davvero, da una vita piena di preghiere e da una grande castità, morendo vergine.
Nella miniserie, Giuseppe e Maria si amano e fanno l’amore.
Gesù non si capisce cosa sia, da bambino sta per annegare nel fiume, poi ancora bambino amoreggia con la sua fidanzatina, Maria Maddalena.
Quindi proprio il giorno del Santo Natale, il 25 Dicembre del 2007 alle ore 21,Canale 5, ha offerto a tutti telespettatori un film blasfemo che si potrebbe benissimo chiamare; “LA PERVERSA FAMIGLIA”.
Gesù non è nato il 25 Dicembre, in questo periodo i pastori non possono stare all’aperto con le pecore per il freddo, ma dal Vangelo di Luca, sappiamo che era notte e i pastori erano fuori. Comunque Gesù non ci ha chiesto di festeggiare il suo compleanno, ma di ascoltarlo e fare la volontà del Padre suo celeste.
Va bene, i cristiani vogliono far festa in ricordo della nascita del Redentore, però Gesù non vuole banchetti, alberi di Natale, luci sulle strade, regali, dolciumi natalizi, non vuole questo, vorrebbe essere almeno rispettato.
Ma invece non è rispettato, anzi Lui e tutta la sua Sacra Famiglia vengono infangati, specialmente
suo “fratello” San Giacomo il Giusto, proprio il giorno di Natale a Canale 5.
Che vergogna!
Ecco chi non crede in Gesù almeno abbia un po’ di rispetto, non è giusto che lo si odii tanto, in fondo Gesù e la sua famiglia non hanno fatto male a nessuno, anzi Gesù è venuto a salvarci, è morto per noi, e per 2000 anni, la storia del cristianesimo è piena di miracoli e miracolati da Gesù, ma anche dai sui Santi Famigliari.
Chi fa male a Gesù ed ai suoi Santi Familiari pecca, ma anche fa un atto di ingiustizia crudele e spietata.
Rete 4 28 dicembre ore 23,50 trasmette il film blasfemo “PER AMORE SOLO PER AMORE”,
DI Giovanni Veronesi,... dove tra le tante bestemmie abbiamo San Giuseppe, padre putativo del Signore, trasformato in vagabondo, pagano, ubriacone e cliente di prostitute, un vero porco.
Interpreti e personaggi:
Diego Abatantuono: Giuseppe
Penélope Cruz: Maria
Stefania Sandrelli: Dorotea
Alessandro Haber: Socrates
Renato De Carmine: Cleofa
Eliana Giua: Maria a 8 anni
Valeria Sabel: Sara
Laura Roncaccia: Giuditta
Massimo Pittarello: Gioele
Ugo Conti: Zebulon
Gianni Musy Glori: Avrahm
Antonino Iuorio: Manasse
Mariangela D´Abbraccio: Tamar
Storia della “Sacra Famiglia” vista dalla parte di Giuseppe.
Il falegname Giuseppe, scapolo attempato, gaudente puttaniere (assiduo cliente di Dorotea) e per nulla religioso, si invaghisce della giovane Maria.
Nonostante la differenza di età e dopo varie peripezie, si sposano, nonostante Giuseppe scopra che
Maria è incinta e non si sa di chi.
Giuseppe lascia credere agli amici che sia stato lui ad ingravidare Maria per mettere i parenti di lei di fronte al fatto compiuto e consentire così alle nozze riparatrici.
Alla fine Giuseppe si convince del disegno divino che sta dietro alla gravidanza di Maria e confida al suo lavorante Socrates (Haber) che Dio è stato “coraggioso, molto coraggioso” a fidarsi di un tipo come lui.
Giuseppe si è ridotto a dormire per terra e si lamenta che gli fa male la schiena: fa così capire che quello con Maria è un matrimonio senza rapporti intimi.
Giuseppe si consola pensando che il bambino diventerà una persona famosa ed importante e
che lui ha avuto un qualche ruolo in tutto questo.
Giuseppe viene trovato morto nella scena finale, che si chiude con un commento del suo lavorante.
Commento al film “Per amore solo per amore”
Il film blasfemo tratto dall’omonimo romanzo di Pasquale Festa Campanile, San Giuseppe il padre putativo del Signore Gesù, è un uomo pieno di vizi e peccati.
Non vuole lavorare, si proprio il Santo Patrono dei lavoratori in questo film pieno di odio, non lavora, ma se la spassa, va a divertirsi in città pagane, dove passa il tempo a ubriacarsi e a peccare con le prostitute, si è davvero un porco.
Che orribili bestemmie imperdonabili, quanto odio verso un Santo tanto miracoloso.
Nel film, anche la figura di Maria è infangata.
Trasformare i Santi in cani e porci è potere satanico.
Questo film, contro Dio, le Sacre Scritture, Gesù, la Santa Vergine Maria e San Giuseppe, prodotto il 1993, dal 1996,è puntualmente trasmesso da Canale 5 o Rete 4, proprio nel periodo natalizio, come un messaggio per i credenti, facendo capire loro, che la Sacra Famiglia di Gesù, è perversa, quindi Gesù non è nessuno, quindi è inutile festeggiare il Natale.
Dal Centro anti - blasfemia
27/12/2007 10.40 Dall’Irlanda
Carissimo direttore,
Volevo ringraziarla per i suoi articoli e il suo giornale.
Vivo da anni in Irlanda e rimanere aggiornato sulle ingiustizie in Italia e nel mondo mi era difficile.
Avrei voluto scriverle per complimentarmi dalla prima volta che ho letto uno dei suoi articoli.
Quello del 17-12 sull’ educazione mi ha entusiasmato particolarmente.
Racconto ai miei figli le favole di una volta da sempre e quando mi viene chiesto il perchè elenco le stesse ragioni che lei descrive nel suo articolo.
Data la stima che ho per lei questo mi rende orgoglioso.
Saluti
Elia C.
27/12/2007 09.00 Ebrei e tedeschi
Anni fa lessi “I volenterosi carnefici di Hitler”; la violenza ivi descritta era “inspiegabile”, i tedeschi, gente comune che faceva i lavori più diversi (fornaio, commerciante, imbianchino, farmacista, ecc.), gente che non aveva ricevuto alcun indottrinamento politico o militare si accaniva nel torturare ed uccidere gli ebrei (in particolare) senza alcun rimorso, senza scrupoli.
Ma se pure consideriamo fondate tutte le osservazioni dell’autore non arriviamo mai a rispondere ad una domanda semplicissima: perchè?
Adesso che ho letto l'articolo "Così parlò Benjamin Freedman" ho avuto una risposta esauriente.
Ai tedeschi era stata svelata la grande menzogna, come potevano chiudere gli occhi e far finta di niente?
Noi invece chiudiamo gli occhi, le orecchie e la bocca per non farci chiamare antisemiti.
Direttore non so come ringraziarla, mi limito quindi ad augurarle buon Natale e a dirle che da oggi sarà nelle mie preghiere.
G. F.
26/12/2007 21.00 Benjamin Freedman
Direttore buongiorno,
articolo di sommo interesse "Così parlò Benjamin Freedman", grazie.
La menzione in nota del signor Bernard Baruch mi ha incuriosito: sarà per caso parente dei marrani De Benedetti nostrani (alias Ben Baruch)?
Quegli stessi De Benedetti che nella Torino nazifascista e antisemita del 1943-1945 non si videro torcere nemmeno una capello e anzi poterono continuare in relativa tranquillità - data la guerra - a far marciare la loro azienda di famiglia del ramo meccanico, senza essere disturbati nemmeno dalla parte avversa, i partigiani?
Stessa sorte che, del resto e per fortuna, toccò ai familiari di Primo Levi, sempre a Torino?
Grazie per i suoi articoli, Direttore.
Buon Natale e Buon Anno.
Federico
RISPOSTA
Non credo che De Benedetti sia parente di Bernard Baruch, finanziatore e consigliere di sei presidenti USA, da Woodrow Wilson ad Eisenhower.
Maurizio Blondet
26/12/2007 19.30 Pena di morte
Caro Blondet,
ogni giorno leggo volentieri EFFEDIEFFE.
Mi piacerebbe confrontarmi con Lei sulla pena di morte.
Istintivamente ho una sensazione a riguardo, ma mi domando sempre se sia quella giusta, se mi sto sbagliando o se a sbagliare sono gli altri.
Per come la vedo io, uno Stato, una comunità di persone, dovrebbe essere libero di comminare la pena che ritiene giusta per qualsiasi infrazione.
Questo significa che tale comunità potrebbe stabilire la pena capitale anche per infrazioni più “leggere” dell’omicidio.
I cittadini, del resto, dovrebbero accettare questo senza tante storie, senza tante critiche, senza
tanti lamenti.
Infatti, io ritengo, il vero problema della giustizia, non sta nella “quantità” o nella “idoneità” della pena, questo è secondario.
Il vero problema della giustizia risiede nel continuo mettere in dubbio la ”congruità” della pena, e di volerla adattare alla sensibilità dominante in un certo periodo storico (nel nostro caso a una specie di “buonismo”).
In due parole, tutto il tema della giustizia si potrebbe riassumere così: ognuno deve essere informato che quello che sta facendo può costargli una determinata pena, dimodochè sia consapevole delle sue azioni e delle conseguenze che ne possono derivare.
Stop.
Marcello
RISPOSTA
No, lo Stato non ha diritto a comminare la pena di morte “per qualsiasi infrazione”:
ci mancherebbe.
La pena di morte ha sempre punito solo l’omicidio volontario e aggravato.
Ma la legittimità della pena capitale richiede, nei giudici e nella società, la chiara coscienza che l’assassinio è una lesione irrimediabile dell’ordine sociale e persino dell’ordine cosmico.
Ai giudici attuali è meglio non dare la prerogativa di punire con la morte, perché in quanto Casta hanno già troppi poteri indebiti sui cittadini, ed oggi tendono a giudicare l’omicidio un fatto privato, e l’evasione fiscale un delitto pubblico gravissimo...
Sulla pena di morte ho già scritto in passato due colloqui fantastici, uno con San Tommaso e uno con Socrate (entrambi sostenitori).
Maurizio Blondet
26/12/2007 18.00 Iper-inflazione in Cina...
Caro Blondet,
Sull’iper-inflazione in Cina:
e’ gia’ cosi’, e lo vedo perfino nel giro
di 3-4 mesi.
Ad aprile il pane mi costava 3.5 rmb, ora costa 4.8 rmb,
quasi il 40% in piu’.
La carne idem, ha avuto vari sbalzi ma in ogni caso
e’ salita dal 10 al 30% in piu’.
Vini, alcolici, tutto come prima.
Sigarette, idem.
La metro di Pechino e’ addirittura calata :
dai 3 rmb di prima ai 2 rmb di oggi, mossa
che il governo ha fatto per contrastare
il traffico congestionato della capitale.
Gli affitti sono saliti di un buon 20-30%
rispetto all’anno scorso.
Gli stipendi si dice siano cresciuti almeno
del 10%, comunque sempre meno rispetto
all’inflazione reale.
Tuttavia, la concorrenza e’ cosi’ elevata
che ci sono prodotti cosi’ scarsi che
volendo si puo’ in una citta’ cara come Pechino
si puo’ tirare a fine mese anche con solo 200
euro al mese.
Il problema principale qui e’ il prezzo degli
affitti, tutto il resto e’ secondario.
Qui non c’e’ alcun problema ad andare in ufficio
in bicicletta o a non avere il cellulare e il PDA.
Trovo un po’ semplicistico come lei liquida la Cina
a livello geo-politico : la Cina e’ fatta di tante isole
e tanti piccole zone semi-feudali ognuna con le sue
regole, prezzi, e bizzarrie.
Altri paradossi cinesi:
a pranzo quasi tutti mangiano fuori casa anche perche’
costa meno.
A Pechino ormai costa meno girare col taxi che possedere
una macchina.
La gente nasconde i soldi nel materasso e poi se li gioca
tutti a poker o sulla borsa di Shanghai con i banchieri che
blaterano di "reddito garantito" modello Ponzi primi ’900...
I "nongmin", che sono l’ultima ruota del carro saranno quelli
che forse domani dopo l’inevitabile crack borsistico tireranno
avanti la baracca : loro sono da sempre abituati a sporcarsi le
mani, continueranno a farlo, gli altri non si sa.
MS
26/12/2007 16.30 Washington Post, antisemita!
Chissà se la informazione cosiddetta corretta metterà nella lista dei cattivoni anche il Washington Post.
Potrebbe farlo, visto l’articolo del 20.12.07 in prima pagina redatto da Scott Wilson: www.washingtonpost.com/wp-
dyn/content/article/ che titola: “Per i cittadini arabi israeliani isolamento ed esclusione”.
Saluti
Paolo M.
26/12/2007 15.00 Giulietto Chiesa
Caro Blondet,
sono a meno di duecento pagine dalla fine del “mattone” di Tarpley e, come lei sa, nella quarta di copertina Chiesa apre, a scopo pubblicitario, i quattro lusinghieri pareri sul volume.
Il medesimo Chiesa fu protagonista dello scontro con lei, che tutti noi conosciamo, motivato,
all’inizio, dal fastidio provato quando dovette apprendere degli “israeliani danzanti” in diretta TV, con successiva “coda” e scuse da parte di Chiesa stesso.
Mi chiedo, dunque, se Giulietto Chiesa abbia letto veramente il libro di Tarpley, che a pagina 447 narra di questi cinque soddisfatti cittadini d’Israele con due passaporti, uno israeliano e uno europeo (non meglio precisato ), di cui siamo a conoscenza grazie ad Ha’aretz, ironia della sorte!
A proposito del Mossad, Tarpley, forse per deviare la troppa attenzione per i servizi d’Israele, che riempie tutto il capitolo 12, cita - alla fine - un amico dell’ MI5 (David Shayler) il quale li ritiene incapaci, pasticcioni e fessi: capaci di rovinare tutto!
I mossadnik che ballonzolavano - scrive Tarpley - “facevano gli scemi” sui tetti del New Jersey! (pagina 456).
L’ultima frase è sibillina: “Quelli del Mossad non sono certo dei superuomini, e non di rado si fanno agguantare”.
Bravo Tarpley!
Degno di Longanesi ...
Cordiali saluti e buon Natale!
Andrea V.
26/12/2007 14.00 Non riesce a vendere la casa
Partito con il sogno di realizzare una casa per la mia famiglia (è tanto sbagliato?) io e mia moglie acquistammo casa nel 2001, pochi mesi prima dell’attentato alle torri gemelle.
Sottoscritto un mutuo ventennale, ancora riusciamo a reggerlo, nonostante nel frattempo la famiglia sia cresciuta (3 bimbi, un maschietto e due gemelline).
Scoprii per caso il sito EFFEDIEFFE nel 2005, e fin da subito, per una questione di “pelle” più che di ragione, sentivo che purtroppo il Signor Blondet aveva ragione nelle sue analisi (forse riflettevano le mie paure più inconsce).
Adesso so per certo che non sbaglia.
Non voglio tediare nessuno con particolari della mia vita privata, ma spinti sia da motivi familiari, sia dalle considerazioni sempre puntuali che appaiono su EFFEDIEFFE, abbiamo deciso di vendere la casa acquistata nel 2001 per trasferirci nella vecchia casa da ristrutturare della suocera (cosa
che si è resa possibile peraltro soltanto dal 2006).
In ansia per la crisi incombente, nonostante non avessi ancora in mano la concessione edilizia per la ristrutturazione dell’altro immobile (le lungaggini burocratiche rasentano la demenzialità), abbiamo posto in vendita l’immobile in cui abitiamo lo scorso maggio.
Sia attraverso agenzia (e) sia per trattativa privata.
Da più parti mi era stato detto che nonostante la crisi (nel maggio 2007 secondo le agenzie immobiliari la crisi era già in atto, ma ingenuamente non sapevano cosa ci attende in realtà) dopo i primi mesi che l’immobile sarebbe stato conosciuto, avremmo trovato sicuramente da vendere.
La posizione infatti è felice, la casa tenuta bene (disordine a parte, con tre bimbi).
Vendita quasi garantita in autunno.
Ma è scoppiata durante l’estate la bolla dei subprime, ampiamente anticipata nelle pagine del Vostro giornale.
Risultato, mercato paralizzato.
I cartelli “Vendesi” diventano sempre più numerosi su case e palazzi, ma nessuno compra. Beninteso, non è una questione di prezzo, non nel mio caso almeno.
Non sono intenzionato a fare speculazioni, mi basta non doverci rimettere rispetto a quanto finora speso.
Non ho arredata la casa, ma fatti tutti gli interventi strutturali necessari (cambio caldaia, portone blindato, cambio tapparelle, rinnovato l’impianto fognario, climatizzazione ed impianto d’allarme).
Nonostante sia valutata 270.000 Euro, a me basta un’offerta a partire da 230.000 Euro per accettare e vendere.
L’obbiettivo infatti è liberarmi del mutuo e dare un po’ di serenità alla famiglia.
E qui entriamo nel vivo dell’argomento.
Sono ancora molte le persone che vengono a vedere la casa, ma di acquirenti neppure l’ombra.
Quali i motivi?
Secondo le agenzie, i motivi sono principalmente tre:
1) attesa che calino i prezzi;
2) difficile accesso al credito;
3) difficoltà a vendere in caso di cambio.
Non ho conoscenze in merito che possano aiutarmi a capire se quanto mi viene riferito sia veritiero oppure no.
Sembra che in molti casi i potenziali acquirenti possano impegnarsi all’acquisto soltanto se a loro volta riescono a vendere un immobile (normalmente appartamento) già in loro possesso.
Ma di questi tempi appartamenti non se ne vendono.
Questo principalmente perché l’accesso al credito bancario non è più “facile” come un tempo.
I vincoli posti dalle banche sono più restrittivi, ed i tassi più alti.
Molte persone quindi non possono affrontare impegni che diventano troppo onerosi.
Un altro tipo di mutuo molto diffuso (almeno da noi) è quello ad indicizzazione di tempo anziché di rateo.
In pratica non varia la rata mensile, ma bensì la durata del mutuo, con opzione di reversibilità sull’erede.
Non ci vuole chissà che scienza a capire che si tratta né più né meno che di una sorta di “pignoramento morbido”, senza neppure il pericolo che l’immobile venga rovinato dall’inquilino (che continua a crederlo di sua proprietà).
Ciò però comporta che coloro che devono acquistare un appartamento (magari con l’intenzione di ingrandirsi in un futuro migliore) si chiedono seriamente se valga la pena sostenere i costi di una proprietà fittizia oppure se, tutto sommato, non gli torna conto andare in affitto.
In fondo, dal contratto d’affitto possono recedere più o meno quando vogliono, le spese mensili sono più o meno lì, non hanno altri oneri come ICI od altri balzelli vari, le spese di manutenzione straordinaria non sono di loro competenza.
Anche la mia proposta di vendita, a detta delle agenzie, non è accettabile.
Se si propone un bene ad un prezzo troppo basso, l’acquirente pensa a chissà quale imbroglio, o che gli venga rifilato un immobile con chissà quali problemi.
La strategia delle agenzie, finora (non so neppure se quella buona o no), è quella di proporre l’immobile al prezzo di “mercato” per poi informare il potenziale acquirente che il proprietario (cioè io) è disponibile a trattare sul prezzo ed a valutare offerte.
Anche così, acquirenti nisba.
Come andrà a finire?
Non mi faccio illusioni.
Come tutti coloro presi in questo tranello, quando la rata diverrà insostenibile andrò a rinegoziare il mutuo, probabilmente fornendo un altro “pignoramento morbido” alle banche.
Ma non è che questo adesso mi preoccupi più di tanto.
Voglio molto bene ai miei figli, si può dire che vivo per loro, ma dopo gli ultimi articoli apparsi sulla Vostra testata, mi preoccupo seriamente su cosa darò loro da mangiare in un prossimo futuro.
E la rabbia più grande è il senso d’impotenza di fronte a tutto ciò.
Claudio M.
RISPOSTA
Sì, è esattamente così.
Il mercato di colpo è “non-liquido”, per colpa delle banche che diventano ultraprudenti come prima erano ultra-arrischiate.
Le varie agenzie immobiliari aggravano la cosa, inducendo i clienti a non dichiarare i ribassi.
Se fossero delle agenzie di “servizio”, organizzerebbero della aste pubbliche, dove il valore dell’immobile verrebbe definito dalle offerte.
Ma no, troppa fatica.
Speriamo che l’illiquidità passi fra qualche mese.
Con tutti i miliardi che ha iniettato la BCE.
Maurizio Blondet
26/12/2007 12.30 Il patriarca di Palestina
Gentile direttore,
Gentile dott. De Fina
Riporto questo interessante articolo tratto dalla newsletter Zenith di
oggi (25 dic.). Credo che un vescovo che si esprima chiaramente con tali
parole sia decisamente qualcosa che possa farci ben sperare, no?
Specialmente quando dice che "[...] numerose sono le voci musulmane che
si levano un po? dappertutto per attirare l?attenzione sul vuoto che
sarebbe provocato dall?esodo dei cristiani nel mondo arabo musulmano".
Riporto di seguito l'intero articolo.
Tanti auguri d buon Natale ed un sentito ringraziamento per il vostro
coraggioso servizio,
Giulio P.
---------------------------------
"Patriarca Sabbah: essere cristiani in Terra Santa è una "vocazione"
In occasione della Messa di mezzanotte a Betlemme
Di Roberta Sciamplicotti
BETLEMME, martedì, 25 dicembre 2007 (ZENIT.org).- Essere cristiani in
Terra Santa oggi è una "vocazione", ha affermato in occasione della
Messa di mezzanotte a Betlemme il Patriarca latino di Gerusalemme,
Michel Sabbah.
Alla celebrazione, che ha presieduto nella chiesa accanto alla basilica
della Natività, ha assistito anche il Presidente palestinese Abu Mazen
(Mahmud Abbas).
In tutto il Medio Oriente, ha ricordato il Patriarca, c'è preoccupazione
per l'esodo dei cristiani dalla regione: "numerose sono le voci
musulmane che si levano un po' dappertutto per attirare l'attenzione sul
vuoto che sarebbe provocato dall'esodo dei cristiani nel mondo arabo
musulmano, così come tutto il mondo cristiano è preoccupato per la
nostra sopravvivenza o per la nostra sparizione".
"Non abbiate paura", ha detto il presule a tutti i "cristiani di questa
terra tentati dall'idea di emigrare".
"Il cristiano non ha il diritto di avere paura né di svignarsela nelle
difficoltà" ha spiegato .
"Il che significa che occorre condividere le
preoccupazioni di tutti, costruire la pace con tutti accettandone i
sacrifici, la prigione, forse il rischio della vita, le difficoltà
quotidiane per l'occupazione, il muro che separa, la mancanza di libertà
negli spostamenti: tutto ciò è la sorte di tutti".
"Tutti insieme, con i nostri sacrifici e la nostra generosità,
costruiamo la pace per tutti", ha esortato. "A coloro che sono tentati o spinti dalle difficoltà a lasciare il paese
diciamo: qui avete un posto, anzi più che un posto avete una vocazione,
di essere cristiani qui, nella terra di Gesù e non altrove nel mondo".
"Accettate dunque questa vocazione vostra , per quanto difficile sia. La
nostra presenza qui è testimonianza della vocazione universale di questa
terra, terra di Dio e terra per le tre religioni e i due popoli che la
abitano".
Sono circa 2500 i cristiani locali e i pellegrini che si sono procurati,
a volte da molto tempo, il biglietto per accedere alla Basilica di Santa
Caterina, dove monsignor Sabbah ha celebrato la Messa insieme a 150
sacerdoti, i frati francescani e i seminaristi di Beit Jala.
"Con il Natale, con la bontà di Dio posta da Lui in ogni creatura umana,
occorre intanto credere che siamo capaci di essere artefici di pace", ha
affermato.
Per fare questo, spiega, "occorre compiere un passo avanti, occorre cioè
guardare l'altro con lo sguardo di Dio, così da poter accogliere la
giustizia per se e per gli altri".
Oltre a ciò, è necessario "comprendere la vocazione universale di questa
terra": "Occorre vedere la volontà di Dio su questa terra, e così pure
nelle Scritture e nell'evoluzione della storia di cui lo stesso Dio è
Signore". "Egli ci ha riuniti tutti qui nel corso dei secoli, ebrei, cristiani,
musulmani e drusi, formanti oggi due popoli, il palestinese e
l'israeliano. Comprendere e accettare la vocazione universale di questa
terra significa accogliere il piano di Dio per essa e significa divenire
capaci di stabilire in essa la pace".
Il Patriarca Sabbah ha dichiarato che "nessun esclusivismo che scarti
l'altro o lo riduca in uno stato di occupazione o di una qualsiasi
sottomissione può conciliarsi con la vocazione di questa terra".
La Terra Santa, ha aggiunto, "non può essere per gli uni terra di vita e
per gli altri terra di morte, di esclusione, di occupazione o di
prigioni politiche". "Tutti coloro che Dio, il Signore della storia, ha qui riunito devono
trovare in questa terra vita, dignità e sicurezza".
Per monsignor Sabbah, "ognuno sa come si fa la pace e quel che è
dovuto a ciascuno dei due popoli che abitano in questo paese". "Non è certo il più debole che deve sottomettersi"; sono invece "i più
forti, coloro che hanno tutto nelle mani, che dovranno staccarsi e dare
al più debole quel che gli è dovuto".
"Tutte le questioni difficili, con la ferma volontà di tutti di far la
pace, possono allora trovare soluzione".
Quest'anno a Betlemme sono tornati i pellegrini, a lungo assenti a causa
della situazione di insicurezza nella zona dallo scoppio della nuova
Intifada nel 2000.
Nonostante il muro di separazione che isola la città in cui nacque Gesù,
si calcola che siano giunti a Betlemme in occasione del Natale almeno
40.000 fedeli.
RISPOSTA
Monsignor Sabbah ha sempre parlato chiaro.
Oggi, a leggere queste sue parole nel giorno di Stefano primo martire, è chiaro cosa intende per "vocazione" dei cristiani palestinesi.
Dio li aiuti.
Dobbiamo pregare per loro.
Maurizio Blondet
26/12/2007 11.00 Iper inflazione
Ecco come volevasi dimostrare!
Notizia di Bloomberg: di fronte alla scelta se far fallire le banche o iperinflazionare, Trichet iperinflazionerà: buy gold!
Trichet may be forced to drop focus on inflation!!!
European Central Bank President Jean-Claude Trichet, who is trying to stave off both inflation
and a credit squeeze at the same time, may soon have to choose sides.
Economists at Deutsche Bank AG, Royal Bank of Scotland Group Plc and Morgan Stanley say Trichet who told the European Parliament yesterday that efforts to deliver price stability and encourage banks to lend are “totally separate” - - may be forced to follow the Bank of England and the Federal Reserve in cutting interest rates as higher credit costs hurt the broader economy.
Fabio G.
26/12/2007 10.30 Informazione RAI
Caro Direttore,
il 20 dicembre, ho assistito alla messa in onda del TG1 delle 13:30.
A metà Tg viene lanciata la seguente notizia: “In calo le vendite di abbigliamento femminile in Inghilterra”.
La parola passa al corrispondente da Londra.
Ci spiega che le donne inglesi non comprano più vestiti perchè... la crisi dei mutui sub-prime ha
ridimensionato l’economia inglese, i consumi sono in calo, e tra questi l’acquisto di abbigliamento femminile, quest’ultimo considerato un ottimo indicatore della generale propensione al consumo.
Spero che non scoppi mai una guerra nucleare contro l’Iran, ma se dovesse accadere prevedo il seguente titolo al TG1 delle 20:00: “Insolita diminuzione dell’acquisto dei datteri al mercato di Teheran”.
Cordialità
Sergio
26/12/2007 La natura del mondo 09.30
Buongiorno,
sia lei direttore che il sig. Infante se non ricordo male avete usato qualche volta queste parole(reale natura del mondo), è solo un modo di dire?
Oppure avete qualche lettura da consigliare?
Cordiali saluti.
Andrea Q.
Venezia
RISPOSTA
Il tema è molto vasto.
Ma per cominciare potrebbe leggere: Battista Mondin, "Il sistema filosofico di Tommaso d’Aquino", Editrice Massimo, Milano 1992; oppure, Antonio Livi, "Tommaso d’Aquino", Mondadori, Milano.
Più specifico, Tomas Melendo, "Metafisica del concreto", Casa editrice Leonardo da Vinci, Roma 2000.
Giancarlo Infante
25/12/2007 21.00 Auguri da EFFEDIEFFE.com
Gentili lettori,
auguriamo di cuore un santo Natale a tutti.
La pubblicazione delle lettere riprenderà regolarmente domani.
Cordiali saluti.
EFFEDIEFFE.com
24/12/2007 21.00
Diversamente fornicante
Non riesco a capire come possa venire ancora stimato come giornalista quando scrive certe cose sugli omosessuali.
E’ tendenzioso, antico, masturbatorio, ma che gli hanno fatto questi gay?
Neanche andassero in giro con i coltelli a minacciare le “famiglie tradizionali”, quelle non si preoccupi non le tocca nessuno, è come se lei si imponesse di fronte alla decisione di un gruppo di
persone di fare i giornalisti, perchè dovrebbe farlo?
Sentirebbe il suo ruolo professionale minacciato?
No! Si inalbererà senz’altro per il fatto che venga data la parola a persone che la pensano diversamente da lei, ma non si sognerebbe mai di impedire che queste si esprimano (almeno lo spero, lei non finisce mai di sorprendermi) e allora perchè le dà fastidio che a due persone vengano riconosciuti i diritti di cui gode lei e tutti gli eterosessuali?
Mica vengono a portarglieli via i suoi diritti.
Non capisco cosa ci sia da difendere, se non un’ordine di idee piuttosto lontano dal sentire della gente.
Le sue teorie catastrofiste se le può infilare nel sedere, magari ci sia il caso che le possa pure piacere, così la smette di fare disinformazione sulle persone che vogliono vivere la propria vita
legittimamente secondo il proprio sentire.
A volte lei è così illuminato, altre sa proprio di muffa.
Saluti amari
L. V.
RISPOSTA
Non rispondo a questo signore che evidentemente è troppo ossessionato nel suo vizio per capire che nel mondo reale esistono altre cose, oltre al didietro.
Ma giusto per mettere in rilievo le storture logiche che comporta la perversione, ribadisco: primo, contrariamente a quanto costui crede, gli eterosessuali non hanno diritti in quanto etero.
Li hanno in quanto sposati (sempre meno del resto), a tutela delle parti deboli nella famiglia
(la moglie, i bambini).
Ciò che i cittadini fanno a letto non interessa lo Stato.
O non dovrebbe interessarlo.
Esso prevede diritti di tutti in quanto cittadini: maschi, femmine, travestiti, diversamente fornicanti, filatelici o bocciofili non importa.
Secondo: non ce l’ho cogli omo perché “la pensano diversamente”, perché l’organo del pensiero è situato in altra sede.
C'è l’ho con loro “politicamente”, in quanto oscurano e intorbidano il discorso pubblico sui diritti.
I diritti sono politici e civili, la sessualità è un fatto privato.
Chiedere diritti per le varietà sessuali in quanto tali distrae dalla battaglia urgente per diritti politici (la scelta dei rappresentanti, la questione fiscale, il parassitismo della Casta, il giusto processo, la certezza della pena e del diritto).
I poteri illegittimi sono ben contenti di concederci “diritti sessuali”, perché a loro non costano niente e non ne minacciano il potere.
Come ho spesso detto, ci vogliono spaccare sui “diritti” dei feticisti, dei pedofili, dei sadici o degli anali, per non farci parlare del diritto a non essere spogliati dalle tasse né perseguitati per le idee:
e naturalmente i diversamente-trombanti, ossessionati, sono complici di questa falsificazione della politica.
Infine, l’attuale trionfo del sessualismo “libero” va ridotto a una qualche decenza, e non già come oggi promosso ed esaltato dalla società, perché produce delitti abissali e mostri morali, vedi Perugia e Garlasco, che distruggono la società stessa.
Questo per non parlare della dannazione delle anime: mi attengo al discorso laico.
Maurizio Blondet
24/12/2007 19.30 Pena di morte
Caro Direttore,
vorrei proporle una riflessione sulla pena di morte.
Abbiamo assistito giusto ieri sera alla presentazione a reti unificate dell’ultimo grande show mediatico sul pianeta terra intitolato: “L’abolizione della pena di morte, prova di civiltà”.
Premettendo che a mio modo di vedere la discussione sulla pena capitale non si colloca tra le priorità dell’agenda politica internazionale, mi permetto di proporre una terza possibilità.
Perchè non introdurre la pena di morte, come possibilità di scelta per il condannato, in sostituzione di condanne importanti superiori ad un determinato numero di anni e all’ergastolo?
Forse questa sarebbe una grande prova di civiltà, un essere umano, che sentendo il peso di ciò che ha commesso, offre liberamente la propria vita alla comunità di cui fa parte.
Cosa ne pensa?
Marco L.
RISPOSTA
Purchè una pena ci sia, e sia certa.
Il concetto stesso di pena viene oggi rifiutato, e specialmente da cattolici (vedi la lettrice di cui sopra).
Non capiscono più che il delitto non è solo un peccato morale, ma una lesione dell’ordine cosmico, e la pena ristabilisce quell’ordine come una bilancia da riportare alla pari.
Naturalmente è bene sottrarre la capacità di pena capitale a giudici come i nostri, che non hanno questa visione cosmica del male: decapiterebbero per evasione fiscale (illecito che comporta un’ammenda amministrativa).
L’Italia è all’avanguardia di questa “civiltà” della manica larga perché è più corrotta che altre nazioni.
Maurizio Blondet
24/12/2007 18.00 Una precisazione
Caro Direttore,
nel suo articolo del 19/12/2007 “La morte solo per Abele” Lei scrive “La morte di Stato viene comminata in Iraq a caso e in massa, a grandi e piccini che respirano l’uranio impoverito a tonnellate (senza che la Bonino alzi un sospiro, e nemmeno l’Unità né i pacifisti).
Viene comminata a casaccio in Afghanistan, per impedire che alle donne venga imposto il chador”.
Non sarei d’accordo sul termine “comminare”, poiché presume almeno una parvenza di legalità. Sono infatti le leggi che comminano, cioè minacciano, una pena prima che il fatto criminoso sia commesso.
Si spera dunque secondo il principio di civiltà giuridica “nullum crimen sine lege” e “nulla poena
sine lege”.
Nei casi di omicidi di massa, a casaccio, di innocenti, la morte non viene “comminata” ma semplicemente “data” o “inflitta” da questi usurpatori del potere legittimo, che dei principii di civiltà giuridica, né in pace, né in guerra non sanno che farsene.
Un cordiale saluto.
R. C.
RISPOSTA
Sì, ha ragione.
La morte in Iraq viene somministrata, per insegnare la democrazia.
E’ educativa.
Maurizio Blondet
24/12/2007 17.00 Buon Natale
Gentile Signor Blondet,
avrei voluto sentirLa per telefono e farLe gli auguri a voce, almeno a Natale!
Non sono riuscita quindi un po’ a malincuore li farò via mail.
Sono una Sua assidua lettrice insieme a mio marito, ormai da molto tempo non acquistiamo più il quotidiano, leggiamo solo voi.
Vi ammiriamo e vi sosteniamo.
Siamo un po’ avviliti da ciò che vediamo in giro in questi giorni: gente nervosa in giro per le strade, che si affanna a spendere un mucchio di quattrini per regali costosi e spesso inutili, altri che si vantano di mangiarsi e bersi centinaia di euro in un una sera ...
Siamo demoralizzati, ma la venuta di Gesù Cristo in mezzo a noi ha cambiato la Storia, e questo pensiero e il dono di amarLo ci rende forti e felici.
Vogliamo augurare a Lei, a tutti coloro che lavorano in EFFEDIEFFE e ai vostri cari un Natale pieno di serenità e gioia.
Roberta e Paolo
24/12/2007 15.45 I controlli di sicurezza nell’aeroporto di Tel Aviv
Carissimo Direttore,
vorrei segnalarLe questo articolo che racconta l’esperienza a dir poco umiliante a cui si è sottoposti dalla sicurezza israeliana prima di imbarcarsi su un volo di linea della EL-AL, la compagnia di bandiera israeliana.
A grandi linee mi ricorda la mia esperienza al ritorno da Tel Aviv quest’estate, quando sono stato sottoposto ad un interrogatorio per oltre 2 ore a ragion del fatto che mi sono rifiutato di farmi mettere il timbro su mio passaporto all’entrata in Israele.
L’avere un passaporto delle Nazioni Unite, è servito a ben poco, anzi ha peggiorato la situazione di molto.
Mi sono trovato con il mio cellulare manomesso, le foto della mia macchina digitale controllate una per una, e l’impossibilità di portarmi appreso dei fanghi del Mar Morto in quanto vi era il sospetto fondato che mischiato col fango potesse esserci qualche esplosivo.
Non mi soffermo a descriverLe le tante domande sul mio essere cattolico, sul significato della Croce che portavo al collo e il perchè ero cosi interessato a visitare i luoghi dove Cristo era vissuto.
La ragazza dell’articolo descrive di sicuro in maniera migliore il sentirisi nudi di fronte a dei ragazzotti arroganti che provano gusto con sorrisini ironici e canzonatori a scavare nella tua vita, a farti sentire colpevole di un qualche crimine che li sul momento quasi non ricordi.
Tutti siamo considerati possibili terroristi, amici e collaboratori degli arabi, anche una suorina di 80 anni circa che viaggiava sul mio stesso volo, spogliata, umiliata a togliersi il velo ad essere controllata nei capelli.
Quale colpa?
Vivere in un convento a Gerusalemme, tagliato a metà dal “muro della vergogna” che divide Gerusalemme.
Il muro taglia esattamente a metà il convento.
Cosi una parte del convento si trova in “terra palestinese - meglio dire prigione all’aperto”, l’altra metà in “terra Israeliana”.
Nel giardino del convento, 24 ore su 24 la polizia israeliana accampata nel piccolo parco, dove prima i bambini dell’asilo gestito dalle suore permettevano ai bambini palestinesi di giocare.
L’uscita del convento è continuamente sorvegliata, bisogna mostrare i documenti altrimenti non
si può nè uscire, nè entrare.
Prigione nella prigione.
Quando sono stato in visita lì, le care suorine mi hanno dato un vestito da prete, quelli da preconcilio che nessun prete indossa ormai più, era il mio unico lasciapassare per poter entrare ed uscire dal convento.
Non di dilungo ulteriormente.
Auguro a Lei e a tutti i suoi collaboratori i più sentiti auguri di Buon Natale
Un lettore
---oOo---
Gli addetti alla sicurezza della compagnia aerea El Al piombarono su di me all’aeroporto internazionale di Newark come uno stormo di avvoltoi.
Ce n’erano cinque, in uniforme, che bloccavano l’accesso dell’accettazione bagagli.
Apparivano cresciuti abbastanza da aver finito il servizio militare obbligatorio nell’esercito israeliano ma non abbastanza da aver finito il college, cosa che li poneva sotto di me per l’età.
Ero preparata alle loro domanda iniziale: “Cos’è lei?”, che chiedeva conto della mia intera vita.
Davvero, non c’è una risposta soddisfacente per quello che sono.
“Mulatta” è oggi considerata una parola tabù poiché all’origine c’è la bestia a quattro zampe risultante dall’unione di un cavallo e di un asino (sebbene mi sia stato detto che i muli sono più intelligenti di entrambe queste varietà).
“Mix” è un aggettivo più adatto ad un cocktail.
“Interrazziale” è troppo vago, e “bi-razziale” è similmente impreciso.
Per quanto mi irritasse, conoscevo la risposta preconfezionata considerata soddisfacente: “Appaio come sono perché mia madre è bianca e mio padre è nero”.
Questa volta però la risposta usuale non era abbastanza.
Questa volta l’interrogatorio fu spietato.
“Che significa nero?”.
“Da dove viene???”. “New Jersey”.
“Perché sta andando in Israele?”.
“Per visitare un’amica”.
“Cos’è la sua amica?”.
“E’ un Cancro”.
“Ha il cancro?”.
“No, no. Sto scherzando. Sta bene”.
“E’ ebrea?”.
“Sì”.
“Come la conosce?”.
“Siamo cresciute assieme”.
“Lei parla ebraico?”.
“Shalom”, iniziai.
“Barukh atah Adonai?”.
Non ricordavo il seguito, così terminai con una parola che ricordavo per la sua resa perfettamente
onomatopeica del suono di un liquido versato dal collo stretto di un recipiente: “Bakbuk” Significa bottiglia.
Devo essere sembrata loro come un’idiota balbettante.
“E’ tutto quello che so”, dissi.
In qualche modo mi vergognavo, ma ero anche incazzata con loro per avermi fatto sentire così.
“Di dov’è suo padre?”.
“Mississippi”.
Ora erano esasperati.
“Da dove viene la sua gente?”.
“Stati Uniti”.
“Prima di quello. I suoi antenati. Da dove venivano?”.
“Irlanda”.
Apparivano dubbiosi.
“Che tipo di nome è questo?”.
Indicavano il mio passaporto aperto.
“Un soprannome”, scherzai.
“Come lo pronuncia?”.
“Non me lo chieda. E’ francese”.
“Lei è francese?”.
“No, gliel’ho detto. Sono americana”.
“Questo!”. Indicavano il mio secondo nome, che è Ishem.
“Qual è il significato di questo nome?” Non lo so, risposi, onestamente non lo sapevo.
Ho preso il mio nome dalla prozia di mio padre, Emily Ishem, che morì di cancro molto tempo prima della mia nascita.
Non ho idea di dove venga quel nome.
Forse è un nome da schiava.
“Sembra arabo”.
“Parla arabo?”.
“Meglio non provare”.
“Che significa?”.
“No, non parlo arabo”.
“Quali sono le sue origini?”.
Mi sentii presa al cappio di uno di quei numeri di Gianni e Pinotto, “Chi è il primo?”.
Non c’era posto per me nei loro schemi.
Non avevo il giusto vocabolario.
Non avevo il giusto pedigree.
Questo è quello che ha fatto di me la mia mescolanza razziale: una perpetua domanda senza risposta.
Questo è quello che la tratta atlantica degli schiavi mi ha reso: una bastarda e una minaccia.
“Ms. Raboteau. Vuol prendere quell’aereo?”.
Stavo iniziando a chiedermelo. “Vuole?”.
“Sì”.
“Allora risponda alla domanda! Quali sono le sue origini?”.
Cos’altro dovevo dire? “Uno spermatozoo e un ovulo”, sbottai.
Fu allora che afferrarono il mio bagaglio, mi portarono nel seminterrato, mi tolsero i vestiti di dosso e tastarono ogni orifizio del mio corpo in cerca di esplosivi.
Quando non ne trovarono, si concentrarono sul mio tatuaggio, un carattere giapponese che significa differente, prezioso, unico.
Ero completamente nuda, e la stanza era fredda.
I miei capezzoli erano duri.
Cercavo di coprirmi con le mani.
Mi era venuta una sete incredibile.
Uno di loro percorreva la mia spalla sinistra con un guanto di lattice.
“Cosa significa?” domandò.
Questa era la prima volta che venivo catalogata razzialmente, per quanto l’esperienza non sarebbe stata in alcun modo meno umiliante se fosse stata la cinquecentesima.
“Significa fottiti”, avrei voluto dire, non perché mi avevano spogliato della mia dignità, ma perché
mi avevano ficcato la faccia nel mio essere senza radici.
Non mi ero mai sentita così nera nella mia vita come quando venni presa per un’araba.
Emily Raboteau
Fonte: www.transcript-review.org
24/12/2007 14.30 Il wi-fi fa male
Con riferimento al suo articolo del 28/11/2007, “I telefonini provocano autismo?”, volevo segnalarle il seguente il seguente articolo apparso sul Corriere della Sera: “Il Wifi fa male” e Parigi lo disattiva
Veramente pessimo l’articolo contro l’abolizione della pena di morte.
Certo che lei fa davvero degli strani sillogismi: se è un male uccidere qualcuno lo è sempre, quindi perché si indigna per questo passo avanti dell’umanità invece di esserne felice?
Guardi che non è nemmeno necessario avere la fede per comprendere certe ragioni naturali...
O pensa che stia a noi decidere della vita di chiunque anche se colpevole?
Lei cosa condanna: Il Male o il mezzo di cui esso si serve per compiere la sua opera?
E soprattutto, pensa che è uccidendo “i cattivi” che si sconfigga il Male?
Molto infantile.
Certo che se il suo Dio è quello vendicatore, quello che uccide per punire, non si accorge di diventare la barzelletta di se stesso?
Lei è un perfetto ebreo!
Non le viene il dubbio che, teologicamente parlando, il Male che Dio permette nel mondo utilizzi l’uomo come strumento per mettere alla prova la nostra capacità di amare?
E’ terribile, è vero, ma è proprio questa la prova a cui siamo chiamati.
Certi ragionamenti, che vorrebbero spacciarsi da cattolici, di chi continua a essere a favore della pena di morte ricordano molto i giudizi di certi sommi sacerdoti che in nome della giustizia hanno ucciso Dio e ancora lo continuano ad uccidere ogni giorno, perchè Dio morendo per noi, per tutti, ci ha donato il suo Spirito, lo ha donato anche ai nostri fratelli cattivi, e se noi uccidiamo loro uccidiamo Lui in loro.
In attesa che l’umanità si evolva spiritualmente fino a che neppure Abele verrà più ucciso (ma almeno nessuno mai, nemmeno nell’angolo più sperduto della terra, si è mai sognato di dire che fosse giusto farlo) rallegriamoci dei passi fatti per andare incontro a Cristo invece di vedere l’Anticristo ovunque, come un ossesso.
Mi dispiace per lei se vive invidiando i morti, io vivo e soffro sperando di poter vivere eternamente.
P. P.
RISPOSTA
Ho pietà di lei, non è nemmeno tutta colpa sua.
Non sto a replicarle che se non abbiamo diritto di punire con la morte un colpevole, perché abbiamo il diritto di incarcerarlo?
Ma già, è vero, i colpevoli non li incarcerano più, al meglio li pagano come collaboratori di giustizia, coi soldi nostri.
Solo capisca questo: oggi la morte non è comminata come pena, bensì somministrata come terapia.
Bel progresso per l’umanità.
Maurizio Blondet
24/12/2007 10.00 Aborto e lotta armata
Egregio Direttore,
sono un giovane cattolico e sono un tiratore scelto oltretutto.
Certe domande mi vengono spontanee.
Mi sono sempre chiesto se, essendo cattolici, non si abbia il dovere di combattere con le armi per impedire l’aborto.
In fondo, mi scusi, ma se è un omicidio - e lo è - allora si dovrebbe intervenire così come si interverrebbe da cristiani, se sapessimo per esempio che ogni giorno in una certa clinica vengono uccisi esseri umani per traffico di organi.
Invece ho l’impressione che anche entro la Chiesa ed entro il pensiero cattolico, questo spirito apostolico “guerriero” sia andato perso da molto tempo; prevale adesso nella pedagogia episcopale - che orienta anche quella dei sacerdoti - un’attitudine femminea, che nasconde la codardia sotto
discorsi neutri di convenienza a si scherma dietro ad un pacifismo di cui nei Vangeli non c’è traccia.
Per il diritto canonico, Le domando, non ci sarebbe il diritto di difendere le vite del prossimo con la forza?
Qui si tratta di difendere delle vite umane che sono ancora nel grembo materno, ma pur sempre vite umane ontologicamente REALI.
Così come il diritto canonico prevede addirittura la pena di morte in casi straordinari di guerra aperta e prevede il dovere di combattere per difendere il prossimo dalla violenza di Caino.
Invece la passività con cui il mondo cattolico ha guardato l’affermazione della pratica dell’aborto, si fonda spesso su discorsi pacifisti che coerentizzati portano a dire che:
1) Abele non avrebbe avuto nemmeno il diritto di difendersi dai colpi di Caino.
2) Chi avesse visto Caino alzare il braccio alle spalle di Abele non avrebbe avuto il diritto di fermarlo con ogni mezzo possibile.
Questo non mi sembra contenuto nelle Scritture, mi sembra piuttosto il risultato di un’attitudine frocia e codarda mascherata con falsi sillogismi teologici.
Una fede non codarda, non dovrebbe darci il diritto alla lotta armata di fronte a certi fenomeni abominevoli?
Come si fa a dormire la notte, sapendo che qualcuno uccide i nostri fratelli e poi afferma che è
normale poichè è conquista di libertà?
Se ha ragione l’Apocalisse e molte profezie di Santi sono fondate, allora converrebbe alla Chiesa cattolica insegnare ai bambini l’uso della spada e delle armi, lasciando stare le canzoncine - da froci - con le rime cuore-amore.
Perchè si prospettano tempi in cui gli uomini torneranno a togliere di mezzo fisicamente i cristiani, almeno quelli che non si abbasseranno ai neutralismi ecumenici di circostanza. “Porgere l’altra guancia” era una metafora per indicare la pazienza e la misericordia per il prossimo, non un’istigazione al masochismo.
Nè tantomeno si può giocare su questa espressione quando le guance sono quelle dei bambini.
Buon Natale, per quelli che riescono a nascere,
L. A.
24/12/2007 09.00 Per Abele
Caro Direttore,
è un articolo breve e lucidissimo, e purtroppo onestissimo.
Lei ha sintetizzato magistralmente la nostra situazione morale attuale.
E’ proprio cosí: solo Abele deve morire!
La ringrazio per il grande lavoro di informazione che svolge insieme ai Suoi collaboratori, e auguro a tutti Voi che il Signore Vi ricompensi e un buon Natale.
Lauro L.
23/12/2007 19.30 Spostamenti
Mi permetto di rispondere alla mail del Sig. Alfonso M.
Essendo un astrofilo dilettante la dimostrazione del moto rivoluzionario terrestre non necessita di un premio nobel, infatti qualunque possessore di un telescopio se ne accorge.
Mi spiego meglio.>
Per osservare un astro è necessario correggere diverse aberrazioni ed una di queste viene chiamata "aberrazione della luce".>
In parole semplici poichè la luce ha una velocità finita (300.000 km/s, valore che ebbe in Michelson uno dei suoi scopritori) il tempo che impiega a raggiungere la terra dà il tempo alla terra stessa di spostarsi rendendo vana l'osservazione dell'astro se non lo si "rincorre".
Infatti i telescopi più evoluti hanno in dotazione un sistema elettronico di "inseguimento" dell'astro.
Volendo essere più precisi dobbiamo tenere conto di un angolo di distorsione che è la somma a sua volta di due angoli: il primo che evidenzia la rotazione terrestre ed è pari, rispetto alla perpendicolare dell'eclittica a 21'' di grado (detta anche costante di aberrazione) ed il secondo pari a 0,3'' di grado, che è la velocità di trascinamento della terra ovvero la sua rivoluzione intorno al sole.>
Valore per altro che si ottiene risolvendo un semplicissimo problema di trigonometria che ci porta a calcolare la velocità di rivoluzione: 29.8 Km/s.
Se non si tiene conto di queste due velocità non si possono osservare gli astri.
Mi sembra una prova più che sufficiente.
Cordialmente
P. L.
Brescia
RISPOSTA
Il fatto che i corpi celesti si spostino, implica che per seguire i loro movimenti occorra spostare anche i puntamenti della strumentazione.
Questo però non prova che la terra ruoti, ma che qualcosa ruota.
I medievali dicevano che erano le sfere celesti a ruotare.
E l’etere.
Il problema è antico: lo stesso effetto può essere ricondotto a cause diverse.
Giancarlo Infante
23/12/2007 17.30 Insegnante ringrazia
Strarordinario l'articolo "Educazione", che proverò a diffondere il più
possibile.
La ringrazio come insegnante e anche come cultore delle
enciclopedie per ragazzi dagli anni '30 ai '70 (ne ho fatto incetta nei
mercatini), del "Corrierino" d'antan (aggiungerei il "Vittorioso"), e delle
storie di eroi e di uomini illustri, che sto fotocopiando come un matto per
sostituire gli insulsi e diseducativi brani di antologia dei bienni di oggi.
Scarico l'articolo e domani lo leggo in classe.
Porto come titolo d'onore l'"accusa" che mi fu fatta in una delle tante
ispezioni subite: "per le caratteristiche del suo insegnamento accende
qualcosa nell'animo dei ragazzi".
Influisco troppo su di loro...
Franco Damiani
23/12/2007 16.00 Visco e i suoi consulenti
Su La Casta Saudita ha scritto: "...apposito software capace di dialogare in diretta con l'Erario”.
Un possibile affare per società come la israeliana Telit (TS), che offre
sistemi di comunicazione m2m ?!?
Cordiali saluti
LB
RISPOSTA
Come mai non ci ho pensato?
Sicuramente sarà Telit.
Maurizio Blondet
23/12/2007 15.00 Omelia del Patriarca di Gerusalemme
Stimato Dr. Blondet,
le segnalo l'omelia prenatalizia del Patriarca di Gerusalemme Michel
Sabbah:
Israel's identity as a Jewish state discriminates against non-Jews, the Holy Land's top Roman Catholic clergyman said in a pre-Christmas address on Wednesday. "If there's a state of one religion, other religions are naturally discriminated against" Latin Patriarch Michel Sabbah told reporters at the annual press conference he holds in Jerusalem before the Christian holiday.
In his address, which he read in Arabic and English, Sabbah said Israel should abandon its Jewish character in favor of a political, normal state for Christians, Muslims and Jews.
He said the Israeli-Palestinian conflict had unleashed "forces of evil" across the Middle East and it was up to Israel to relaunch the peace process.
"I hope we are entering into a new phase with Annapolis" Sabbah saud. "The one who will decide is Israel. If Israel decides for peace, there will be peace". "Until now, there has been no peace, simply because there has been no willingness to make it" he added.
"He also lashed out at Israel for visa restrictions he said were unfair to Christian clergy. A state in this land must...be open to welcoming to all believers of other religions" he said.
Credo trovera' interessanti le parole di Sua beatitudine Michel
Sabbah, tempo fa gia' stigmatizzato da siti come nostreradici, e
ovviamente da Informazione cosiddetta Corretta che scrisse che da lui
"non giungono parole di pace ma solo anatemi contro Israele".
Saluti
Paolo M.
RISPOSTA
Anche il Vaticano ha fatto molto soffrire il cardinal Sabbah, un leone fra la sua gente, perché ha sempre detto la verità su Sion.
Maurizio Blondet
23/12/2007 13.30 La causa dei problemi del nord
Gentile Direttore,
sapevo che l'aria buona delle campagne viterbesi le avrebbe fatto vedere con
un'occhio diverso la città di Milano.
Oggi lo stato si comporta con i cittadini come (e da come anche lei nota,
probabilmente peggio) la mafia nei confronti dei cittadini meridionali.
Non crede che questo problema sia sempre dovuto alla secolarizzazione della
società?
Io penso che mettere lo Stato in primo piano rispetto a Dio è altresì
dannoso per gli uomini.
Probabilmente l'origine di questa "malattia" deve essere nel pensiero
giacobino il quale fece molto più presa al Nord Italia che al Sud, dove fu
anzi apertamente combattutto come avvenne durante la Repubblica
Napoletana(vedi Armata della Santa Fede del Cardinale Ruffo) ed il
brigantaggio del periodo post-unitario.
Ecco un estratto del testo del giuramento dei briganti al capo-colonna,
rinvenuto nel corpo esanime di Carmine Crocco: "Promettiamo e giuriamo di
sempre difendere con l'effusione di sangue Iddio, il sommo pontefice Pio IX,
Francesco II, re del regno delle Due Sicilie, ed il comandante della nostra
colonna degnamente affidatagli...".
Ed ancora: "Il presenta atto di giuramento si è da noi stabilito
volontariamente a conoscenza dell'intiera nostra colonna tutta e per non
vedersi più abbattuta la nostra santa Chiesa cattolica romana, e della
difesa del sommo pontefice, e del legittimo nostro re. 20 agosto 1862".
Da queste frasi si nota subito che persino i famosi briganti, che erano i
partigiani delle Due Sicilie, mettevano in primo piano la Chiesa rispetto
alla monarchia e quindi allo stato.
D'altronde il motto del Regno delle Due Sicilie era proprio "Dio, Patria e
Re".
Lo stato italiano nato nel 1861 è figlio del pensiero giacobino perchè la
scusa dell'eccessivo potere temporale della Chiesa era solo il pretesto per
far si, in realtà, che lo Stato si sostituisse alla Chiesa.
Una subdola dimostrazione ce l'abbiamo quando Vittorio Emanuele sposta la
sua residenza a Roma occupando il Quirinale(oggi vi abita il presidente
della Repubblica...) che invece era da secoli la residenza dei Papi(tra
tutti bei palazzi che ha Roma proprio li dovevano trasferirsi?).
Urge creare una nuova armata della Santa Fede, con la forza della Croce e
con la semplicità delle vecchiette che recitano il Rosario.
Cordiali saluti
Davide C.
23/12/2007 12.00 Pannelliano incazzato
Ha scritto: "La voglia di uccidere Abele non conosce tregua, e il
partito radicale non cessa di premere perché sia estesa a nuove
categorie di innocenti"
Se mi dice una sola guerra, un solo genocidio, un solo sopruso a cui il
Partito Radicale non abbia dato voce avrò fiducia nella sua memoria storica.
Mi faccia un esempio, uno solo.
Precedentemente nel travaso di bile si trova scritto: "La visione del
partito radicale è ovviamente questa: [...] la morte va' comminata ai
bambini non-nati e ai vecchi e malati".
Siccome non è scemo saprà che "Nessuno tocchi Caino" si rifà al concetto
che va "salvato" (parola cristianissima) anche Caino, con le sue colpe,
tramite il perdono.
Perchè se Caino si trasforma in Abele chi è l'assassino, di chi è il
"peccato"?
A me l'hanno insegnato le suore rosminiane che nessuno deve toccare
Caino, sbaglio o è il messaggio del Cristo in cui Lei crede tanto?
A cosa crede che si riferisse Giovanni Paolo II quando diceva che Cristo
è amore? Amore per Carla Bruni o per il rom, la senegalese, il peccatore?
C'è più cristianesimo in un unghia di Emma Bonino che nella sua
badgettiana prosa apocalittica. "Avvicina ai giorni in cui un vivo, passando davanti a un cadavere, lo
invidierà. Il giorno in cui i vivi vorranno essere morti".
Quello giorno è oggi, a Baghdad, Guantanamo, Pyongyang, penitenziario
di Ellis (Texas).
Marco B.
RISPOSTA
Radicale ed anche cattolico adulto come Prodi, complimenti.
Giuda era più cattolico di Gesù, notoriamente: voleva dare ai poveri i proventi del profumo.
La Bonino non ha mai parlato del genocidio all'uranio impoverito, né di quello in atto "oggi" contro i palestinesi.
C'è Caino e Caino, evidentemente.
Maurizio Blondet
23/12/2007 10.00 Fabio Fazio per Caino
Una postilla al suo articolo La morte solo per Abele.
Ieri Fabio Fazio, commentando la "giornata storica" in cui è passata la
mozione italiana contro la pena di morte, ha sentenziato, manco fosse un
Seneca moderno, che "la vita è sacra".
Poi si è immediatamente corretto: non
sia mai che qualcuno, sfruttando l'autorità di cotanto maître à penser, si
permetta di argomentare contro l'aborto o l'eutanasia. Infatti ha subito
aggiunto, calcando le parole: "La vita che già c'è è sacra".
Insomma, la vita è sacra, ma solo quella dei galeotti assassini; i bambini
non nati, oppure i vecchi che non si decidono a crepare, si possono gettare
senza rimorsi nel cestino.
Non posso dire quel che penso davvero, direttore, se no sarei passibile di
querela, e sono troppo povero per permettermi di battagliare legalmente
contro un guitto televisivo (pardon: un valente attor comico).
A che siamo ridotti!
Dobbiamo sorbirci lezioni di etica "politicamente
corretta" da un tizio dalla faccia di gomma, la cui "autorevolezza" si fonda
sull'essere stato un discreto imitatore di Gianni Minà.
Sì, ha ragione, caro Blondet: sono proprio i giorni dell'Impostore.
Solo,
non pensavo che l'Avversario si presentasse anche vestito da pagliaccio. "Custos, quid de nocte?".
Con viva cordialità.
Lorenzo T.
RISPOSTA
Fabio Fazio per Caino?
Non mi stupisce.
La sua natura di leccaculo arrivista sa per istinto da che parte stare.
Oggi i didietri da leccare per far carriera sono quelli dei Caini.
Stia pur certo, se il Papa fosse potente e distribuisse posti, Fabio Fazio ci insegnerebbe l'anti-abortismo da Rai3.
Maurizio Blondet
23/12/2007 09.00 Ramallah, violenze "islamiche" contro cristiani
Maurizio,
mi sembra interessante in questo articolo che si dica che i "teppisti" vengono "da fuori".
M. M.
AsiaNews del 7 aprile 2006
Ramallah (AsiaNews) – Aule scolastiche bruciate, vetrate di chiese distrutte, sale bibliche incendiate e giovani cattolici minacciati da musulmani: è una lista delle violenze crescenti che i cristiani subiscono a Ramallah, da quando Hamas ha vinto le elezioni.
A denunciarlo ad AsiaNews è il parroco, padre Ibrahim Hijazin, 55 anni.
Padre Ibrahim è parroco di Ramallah da 9 anni; da 13 è anche responsabile della scuola Al Ahliyya, che offre istruzione a bambini poveri cristiani e musulmani.
Il collegio è stato costruito nel 1856, ancora nel periodo ottomano e in precedenza non era mai stato oggetto di violenze. Ramallah, sede della presidenza palestinese, una volta era considerata una città cristiana con almeno 40-50 mila cristiani.
Adesso almeno 30 mila sono emigrati in America e nei paesi del Golfo. Ora, a
causa dell’emigrazione, su una popolazione complessiva di circa 40mila persone, i cristiani sono circa 10 mila, suddivisi in ortodossi, anglicani, luterani, melkiti e cattolici, che sono circa 2 mila.
Secondo il parroco i teppisti sono persone che vengono da fuori, determinati a screditare il governo di Hamas e la loro capacità a mantenere l’ordine.
Il 10 febbraio scorso, racconta padre Ibrahim, mentre ero a Gerico per un incontro con le Legioni di Maria, con il patriarca di Gerusalemme, un giovane mi telefona per avvertirmi che un’aula era stata bruciata. Quando sono arrivato, ho scoperto i resti di due bottiglie molotov, lanciate dalle finestre, che avevano i vetri rotti. Abbiamo chiamata la polizia che ha aperto un’inchiesta, ma non abbiamo avuto alcun risultato.
Ancora, il 5 marzo, una domenica, dopo la messa, uno dei miei parrocchiani è venuto ad avvertirmi che c’era un altro incendio, scoppiato nella palestra della scuola. Tutte le attrezzature erano andate distrutte e la sala era tutta in rovina.
Anche allora abbiamo chiamato la polizia, ma non sono ancora riusciti a trovare i colpevoli.
Questa volta però sono venute anche una trentina di persone di Hamas.
Mi hanno proposto di mettere della gente di Hamas a guardia dell’edificio e della chiesa, anche all’interno.
Ma io ho declinato l’offerta, accettando solo che vi sia una guardia all’esterno dell’edificio.
Tutti gli incidenti sono avventi di notte.
Una volta, mentre era qui il card. Theodore Mc Carrick di Washington con il patriarca, abbiamo fatto presente la cosa al presidente Abu Mazen e anche lui ha promesso di verificare la situazione.
Ma fino ad ora non abbiamo visto alcun risultato.
Continuiamo ad avere anche problemi alle comunità: i nostri giovani che si incontrano la sera per le attività spesso sono minacciati e picchiati da giovani musulmani che arrivano ed entrano con forza nell’edificio della parrocchia. Anche per questo abbiamo sporto
denuncia alla polizia.
Il parroco non pensa che vi siano accuse contro di lui: Sono molto conosciuto perché la scuola accoglie ragazzi cristiani e musulmani, molto poveri e fra loro vi è una bella amicizia. Abbiamo anche corsi sulle diverse religioni.
Prima dell’Intifada avevamo anche corsi di ebraismo e ragazzi israeliani che vi partecipavano.
Quanto ai responsabili degli incidenti, noi pensiamo che vengano dall’esterno di Ramallah.
I sospetti si dirigono verso palestinesi che sono contrari al governo di Hamas e che cercano di innescare un conflitto interconfessionale per screditare.
Il parroco giura che Hamas non ha mai avuto problemi con loro. (…)
RISPOSTA
E chi saranno mai, questi provocatori?
Indovina indovinello.
Maurizio Blondet
22/12/2007 20.30 Cecità?
Egregio Direttore,
sono così evidenti i segni di degrado, così marcate le trasformazioni del
tessuto sociale che pare di osservarle nel loro sfarsi.
Chi non vede è
affetto da una qualche forma di cecità dell'anima, o più semplicemente da
paura. Come è potuto accadere tutto ciò?
Non mi riferisco tanto alla crisi
economiche e sociale, che pure ciclicamente ha toccato l'esperienza umana:
qui le categorie storiche non reggono più.
Intendo piuttosto la crisi
spirituale (non saprei come meglio definirla, qualcosa di più strutturale
che "culturale").
Mi chiedo se sia possibile spiegare questo nuovissimo
livello critico senza utilizzare categorie teologiche: ma subito, mentre le
scrivo queste righe, mi rendo conto dell'aporia implicita nella mia domanda.
E però insisto, continuo a chiedermelo.
Perdoni l'ingenuità, o la cecità.
Un caro saluto, grazie davvero per i suoi stimoli quotidiani: essi agiscono,
ne vale la pena.
Buon Natale.
Salvatore
Teramo
RISPOSTA
Mi pare che lei ci veda bene.
Ciechi sono quelli che vanno al precipizio col telefonino all'orecchio.
Maurizio Blondet
22/12/2007 19.10 Magna Charta a Carlyle?
Buonasera Dott. Blondet,
guardi cosa ho trovato su Internet.
Il nome dell'acquirente suggerisce una
certa stirpe, e inoltre ricordo che lei avesse parlato del gruppo Carlyle in
merito a qualche vicenda d'attualità.
Sarà semplice passione per i documenti d'epoca?
Usa, asta da record per Magna Charta
Aggiudicata per 21 milioni di dollari
Un rarissimo esemplare della Magna Charta, testo con il quale nel 1215 il re
inglese Giovanni Senzaterra riconobbe per la prima volta che nessuno è al di
sopra della legge (compreso il sovrano), è stato venduto da Sotheby's a New
York per 21,3 milioni di dollari.
Il documento, che risale al 1297,
apparteneva al miliardario americano Ross Perot, che l'aveva acquistato per
1,5 milioni di dollari da nobili britannici.
Ad acquistarla è stato David Rubenstein, il fondatore del gruppo finanziario
Carlyle, che intende continuare a lasciarla esposta agli Archivi Nazionali
di Washington, dove è stata negli ultimi anni.
Alla vigilia, la casa d'aste
aveva stimato che il documento sarebbe stato venduto a un prezzo compreso
tra i 20 e i 30 milioni di dollari.
I proventi sono destinati a un ente di
beneficenza creato da Perot.
Un evento storico
La vendita all'asta è stata un evento storico, perché non ha precedenti e
non sarà probabilmente ripetuta in futuro.
Esistono solo 17 copie del
celebre documento: 15 si trovano in Gran Bretagna e solo due all'estero (una
in Australia, l'altra è quella battuta all'asta da Sotheby's). La prima
copia della Magna Charta - un testo in latino di circa 2500 parole - venne
firmata nel 1215 da re Giovanni Senzaterra, sotto la pressione di suoi
baroni.
Senzaterra riconobbe che ognuno ha diritto a un processo equo. Gran parte
dei principi affermati nella Magna Charta sono diventati poi la base di
altri celebri documenti successivi, compresa la Dichiarazione d'Indipendenza
degli Stati Uniti.
Questi principi sono stati periodicamente riaffermati dai
sovrani britannici e questo spiega perché esistono più copie del documento:
delle 17 copie superstiti quattro sono state firmate da re Giovanni, otto da
Enrico III e cinque da Edoardo I.
La versione messa in vendita da Perot è
una delle quattro firmate da Edoardo I nel 1297 quando il documento divenne
infine parte integrante dell'ordinamento legislativo britannico. Secondo
molti storici è, tra i 17, il documento più prezioso.
(Fonte: tgcom)
Cordiali saluti,
Alessandro V.
22/12/2007 18.00 Voli di stato
Caro direttore,
un altro piccolo esempio di come la casta abbia perso il senso della misura
e la decenza.
L'aeroporto di Ciampino, vicino a Roma, ha avuto un recente
sviluppo grazie alle compagnie a basso costo, che portano milioni di turisti
a Roma, con evidente beneficio per l'economia, e anche permettono ai romani
di girare per l'Europa.
Dei comitati di verdi protestano contro le attività
dell'aeroporto, lamentando l'inquinamento e il rumore, irrilevanti entrambi
dato che i moderni aerei hanno motori puliti e una rumorosità che nella zona
aeroportuale arriva appena a 65 dB, meno di una qualunque strada urbana.
Ebbene il Consiglio regionale del lazio il 6 dicembre ha approvato un ordine
del giorno che richiede "nei tempi più rapidi possibili la trasformazione
dell'aeroporto di Ciampino in scalo a esclusiva disposizione dei voli di
Stato" con il programma di destinare ai voli low cost l'aeroporto di
Viterbo, che forse esisterà fra 10 anni e "avviare rapidamente il processo
di individuazione del terzo scalo, a valenza regionale, nella perte sud
della Regione" ossia Latina, con tempi ancora più lunghi.
In attesa,
naturalmente, che comitati di verdi si organizzino anche lì.
Che Roma perderebbe milioni di turisti, e che a Ciampino salterebbero
migliaia di posti di lavoro, non sembra interessarli, nè li sconvolge l'idea
di destinare un grande aeroporto esclusivamente alla casta, per voli come
quelli di Mastella a Monza per il gran premio di auto.
A proposito di voli di Stato, ecco un bell'esempio: fine maggio 2007, due
Airbus di Stato decollano uno dopo l'altro, diretti entrambi a Firenze,
(dove col treno si arriva da Roma molto ma molto prima con a disposizione la
"Palazzina reale" della stazione, fatta apposta per gli arrivi di autorità).
Un Airbus portava il Presidente della Repubblica per le giornate della
famiglia, che poi avrebbe proseguito per l'estero.
L'altro Airbus portava il
presidente della Camera Bertinotti per festeggaire il centenario di una casa
del popolo.
Roberto G.
RISPOSTA
E il bello che ora le sinistre moraliste accusano il generale Speciale (farabutto anche lui…) di aver usato gli elicotteri della GdF per gli scopi suoi.
Questi alzano un Airbus, un jumbo intercontinentale da 300 posti, per andare da Roma a Firenze.
Maurizio Blondet
22/12/2007 16.30 Cossiga complottista
Egregio Signor Blondet,
dal sito Zeit-Fragen.ch sono rimbalzato a un articolo del Corriere della
Sera del 30 novembre u.s. (allegato, v. "Trappola"), che riporta come
Cossiga con tutta naturalezza dia per assolutamente scontato l’11 settembre
2001 come operazione false flag di CIA e Mossad.
Addirittura afferma che il
fatto che in un video Bin Laden si assuma la responsabilità dell’attentato è
una chiara dimostrazione che il video è falso.
Ma allora, come mai nessuno
ne parla? Stiamo vivendo in mondi paralleli?
E come mai il senatore a vita
non è stato subito arrestato per antisemitismo?
Mi piacerebbe leggere un suo commento al riguardo.
Cordiali saluti
R. Cettuzzi
RISPOSTA
Ne ho già parlato qui nelle lettere.
A Cossiga non credo nemmeno se dice che il sole sorge ad oriente.
Maurizio Blondet
22/12/2007 15.00 Ron Paul: magistrale
Gentile Direttore,
non so se abbia gia’ avuto modo di prendere visione dell’intervista
della durata di 1 ora del candidato alla Presidenza USA Ron Paul del
18 dicembre 2007, nella quale, con la dovuta calma e tempo per
approfondire argomenti delicati e rilevanti per gli Stati Uniti
d’America come per il mondo intero, esprime chiaramente il proprio
pensiero, in questa sequenza di video mandati in onda dalla CNN:
Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Da notare l’opinione lucida e disincantata nei riguardi di Israele,
di cui ricorda chiaramente le "300 bombe atomiche" nel 3^ filmato al
minuto 2:30.
Sperando come sempre che questa segnalazione possa esserLe utile, La
saluto cordialmente,
Andrea D. S.
22/12/2007 14.00 Ha dimenticato...
Gentile direttore,
non dimentichi che in prima linea per la necessaria battaglia contro la
pena di morte c’era anche la comunita’ di S. Egidio (che si e’
addirittura guadagnata un servizio al TG5).
Ne vogliamo parlare?
A lei e a tutta la redazione di EFFEDIEFFE un Buon Natale ed un felice 2008,
Giulio P.
RISPOSTA
Anche Avvenire ha inneggiato alla nuova religione, il Boninismo-Pannellismo.
Maurizio Blondet
22/12/2007 12.30 Al Qaeda minaccia il Papa
Al Qaeda minaccia il Papa per la sua opera di dialogo con i musulmani
CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 18 dicembre 2007.
Le minacce del "numero due" della rete
terroristica Al Qaeda, l’egiziano Ayman al Zawahiri, contro Benedetto XVI
cercano di porre fine alla sua opera di dialogo con i musulmani, constata il
portavoce vaticano.
Al Zawahiri, in un’intervista di un’ora e 37 minuti diffusa questo lunedì
dalla rete audiovisiva di Al Qaeda, As Sahab, ha definito la recente e
storica visita al Papa del re Abdallah bin Abdulaziz dell’Arabia Saudita
come un’offesa all’islam e ai musulmani.
"I contatti di dialogo portati avanti da autorevoli esponenti musulmani,
come il re di Arabia e i 138 leader islamici, sono un fatto significativo
per tutto il mondo musulmano: il fatto che queste voci che vogliano
esplicitamente dialogare e impegnarsi per la pace abbiano un’importanza
crescente nell’Islam è evidentemente un fatto che preoccupa chi questo
dialogo non lo vuole",ha spiegato padre Federico Lombardi, S.I., direttore
della Sala Stampa della Santa Sede.
Il "riferimento negativo" al Papa, ha osservato padre Lombardi, "non è un
fatto strano, né ci preoccupa in modo particolare" e non gli andrebbe
attribuito "un grande rilievo".
RISPOSTA
Anche Al-Mossad non vede di buon occhio che si dialoghi coi musulmani.
Maurizio Blondet
22/12/2007 11.30 Stupida caccia all’evasore a Vicenza
Pubblichiamo questa lettera peraltro già ripresa dal direttore in “La Casta saudita”.
- - - oOo - - -
Buongiorno,
le scrivo perchè voglio renderla partecipe delle scemenze
messe in atto dallo stato per combattere l’evasore inesistente (un po’
come fa l’America con al Qaeda).
Una piccola pizzeria d’asporto nella
provincia si è vista arrivare di sorpresa dei funzionari della gdf per
un controllo (consideri che il locale sara un 40m^2 quindi di certo non
avrà il fatturato delle grandi e speculative ditte "pubbliche" al
servizio dello stato) e poi ad ogni ragazzo che lavorava è capitato a
casa di sorpresa un funzionario statale per fare delle domande(??).
Di fatto non è stato trovato niente anche perchè difficilmente una
piccola attività commerciale puo’ evadere tanto.
Un’altro caso è
accaduto al circolo latino americano che frequento.
Stessa storia, gdf
che arriva e raccoglie i dati di tutti gli iscritti ma cosa più
allarmante sta nel fatto che ad alcuni di noi è arrivata a casa una
lettera con un QUESTIONARIO CON L’OBBLIGO DI COMPILARLO E RISPEDIRLO.
PENA UNA MULTA!!!
Mi può spiegare come un circolo frequentato da pochi
ragazzi e dove la quota di iscrizione è 30 euro possa evadere se non
c’è nemmeno il giro di denaro sufficiente per farlo?
E com’è possibile
ledere la tanto acclamata PRIVACY di noi cittadini dato che possiamo
essere rintracciati in ogni momento ed obbligati a rispondere alle
stupide domande imposte dallo stato??
Ora pensi a cosa posso recuperare
come tasse non pagate e lo confronti con le spese dei vari funzionari
utilizzati per l’operazione...sicuramente i conto sara in rosso!!
Vogliono trovare l’evasore?
Basta andare in parlamento, ogni euro dato
ai nostri politici è una mazzetta dato che vengono superpagati per un
lavoro che non fanno!!
Siamo al limite dell’idiozia e dell’isteria!!!
L’indignato Flavio
22/12/2007 10.00 Milano decadente....
Caro Blondet,
Ottime e come sempre molto succose le sue
cronache del degrado italiota !
Il problema e’ lineare : il Governo fa
si’ che il rischio imprenditoriale per
aprire una attivita’ sia cosi’ alto e oneroso
che sempre meno gente se la sente di investire
e quindi di creare di conseguenza posti di lavoro.
Cornuti e mazziati: aprire un negozio o un’attivita’
e’ diventato un terno al lotto, lavorare da dipendenti
equivale oggi a contratti precari e stipendi da 800
euro al mese.
Finira’ che chi puo’ farlo emigra, e chi non puo’
farlo si inventera’ qualche stratagemma partenopeo
per arrotondare il magro salario.
D’altronde e’ tutto perfettamente in linea con la visione di Adam Smith
e dei suoi seguaci : ottimizzazione, flessibilizzazione, tagliare
i rami secchi, outsource, welfare ridotto all’osso.
Per completare il quadretto la sindaca Moratti fa perfino
pagare un ticket agli sventurati che osano mettere piede
in centro, come se la vista della sporcizia e del degrado
del centro storico meneghino fosse qualcosa per cui valga
addirittuta la pena di pagare.
Milano e Torino, le Napoli del Nord.
MS
22/12/2007 09.00 Vietato confrontare aborto ad olocausto
Guardi questa, direttore!
Germania: vietato paragonare l'aborto all'olocausto
Un pastore luterano è stato recentemente condannato ad un anno di
prigione dal giudice di un tribunale di Baviera per aver osato
paragonare l'aborto all'olocausto.
E' stato dichiarato colpevole del
delitto di negazionismo, il 14 giugno u.s., per aver creato un
parallelo tra i 150.000 bambini uccisi legalmente ogni anno in
Germania ed il genocidio degli ebrei.
21/12/2007 21.15 Da un Anarchico-narcisista e risposta
Buonasera, sor Blondet.
ho letto con interesse l’articolone sul "NordItalia ridicolo e disperato".
Non sono assolutamente d’accordo con certe affermazioni ivi contenute, pel
semplice motivo che, oltre a trovarmi lontanissimo dalle posizioni
ideologiche di EFFEDIEFFE (sono toscano, attivista politico, bestemmiatore fantasioso ed irrecuperabile) non mi riesce
di far bene altro che l’anarchico, ho in gran dispitto galere, giudici e
tribunali, figuriamoci quindi la polizia più o meno schiaffeggiatrice; trovo
dunque peggio che esecrabile il clima da perenne allarme sociale in cui si
vive da anni, soprattutto in considerazione del fatto che sono sessant’anni
che nessuno ti manda a casa una cartolina precetto per schiaffarti in
qualche trincea in nome de’ patrii destini, che i pediatri non prendono a
calci le porte per la rabbia dopo che l’ennesimo bambino gli è morto in
collo di difterite, che si mangia e si beve senza tessera annonaria, e che
dunque sarebbe decoroso lamentarsi un po’ meno.
Ho trentacinqu’anni, una
laurea in psicologia sociale, studi varii fatti & subìti in storia e
sociologia, e la convinzione che essendo il sottoscritto capacissimo di
autolimitarsi e di decidere, di vedersi "sicurezza" e dodici tipi di polizia
a tutti gli angoli di strada non ha alcuna necessità.
Le mimetiche armene ed
ucraine, la barba incolta, i capelli lunghi che porto da sempre e lo sguardo
trucibaldo ed assassino mi evitano, vieppiù, di incappare nelle non desiate
attenzioni di scippatori e simili.
Un problema che non ho mai avuto!
Nonostante queste sconfortanti premesse ed il mio non essere d’accordo, gran
parte delle considerazioni di "NordItalia ridicolo e disperato" sono basate
su fenomeni che ho osservato io stesso, e che vo’ nella presente a
rendicontar per sommi capi, nella convinzione che certi fenomeni siano in
moto da ben più di due mesi e non soltanto a Milano.
Mi càpita un paio di volte l’anno di muovermi da Prato, dove lavoro come un
pazzo dieci ore al di’ (scrivo durante la pausa pranzo, adattando un vecchio
post di considerazioni sullo stesso tema) e di andare a Parigi e, appunto, a
Milano.
La violenza sociale è spaventosamente aumentata in tutto il cosiddetto
occidente e si sfoga anche fuori dai "luoghi deputati" come gli stadi
destinati alle torme, fuori dai locali dove il monopolio di certi sistemi
vogliono averlo soltanto i buttafuori, fuori dalle città, fuori da tutto.
Espressione di fasce crescenti da banlieue francese, di popolazione
destinata all’esclusione, che il generale indementimento priva anche di
guide politiche in grado di incanalare essa violenza verso forme
costruttive, verso il rivendicare una qualche soluzione alle zero speranze,
zero futuro, zero case, zero garanzie, lavori di merda, stipendi che sono
una pacca sulle spalle (per lavori che vanno dall’avvilente al demenziale) e
condizione giovanile da occultare in silenzio.[...]
La loro voglia di distruzione esplode
a tratti in fiammate di eccezionale violenza collettiva ed è una risposta al
"non esistere" cui sono condannati dalla nascita, perché sono almeno
venticinque anni che in Occidente la solidarietà è considerata al più uno
hobby per dementi sfanculabili, e l’ineguaglianza sociale un dovere civico.
Si esiste solo perché si possiede.
E neppure vanno a cercare qualche ricco
da rapinare o da sprangare: colpiscono i vicini, i genitori, quelli che in
mezzo a tanto zero possono dire di avere una macchina usata e alimentata a
cambiali.
Risse tra poveri alimentate da chissà che merda chimica, visto che
anche in Toscana, a quanto mi dicono, lo hashish sta sparendo dalle piazze e
sta lasciando il posto a quella polverina colombiana di cui gli occidentali
più involuti portano con orgoglio il nome sulle felpe o sulle magliette.
La destronzaggine francese ha messo a governare una classe politica che sui
poveri si accanisce, sicura di un ritorno elettorale immediato.
I casi umani
che a Firenze ciarlano, scagnano, ciarlano e ciarlano contro -per fare un
esempio tra tanti- le spese per i campi nomadi trovano nella zuppa
pestilenziale cui è ridotta la politica "occidentale" un brodo di coltura
eccellente: sempre per lo stesso esempio, non so se in Francia esistano
campi nomadi sovvenzionati; in compenso ho visto quelli non sovvenzionati,
non controllati, non custoditi, non puliti, in cui roulottes e tende sono
abbarbicate su catene montuose di rifiuti.
Se ne vedono lungo la linea tre
della ferrovia suburbana e soltanto qualcuno è stato eliminato -si potrà
immaginare con quali sistemi- perché troppo vicino allo Stadio di Francia,
dove quest’anno hanno fatto i mondiali di rugby.
In Francia come altrove, la perenne emergenzialità dei fascisti ha messo in
piedi in pochissimi anni un mondo in cui basta un niente per ritrovarsi
dalla parte dei cancellabili, dei paria, dei reietti; basta un disturbo del
comportamento di media gravità, con la povertà a garantire il precipitare di
ogni sorte. L’esistenza di una Francia bianca di serie A e di una nera di
serie B è realtà da un bel pezzo. [...]
Giovedi quindici febbraio di quest’anno di Grazia duemila e sette ero a
Milano al termine di una faticosa giornata di lavoro fieristico.
A causa
della pressoché nulla conoscenza della città ho finito per trovarmi, con
altre due persone, a cena in un blasonato ed antico ristorante di via Vittor
Pisani frequentato dai più discutibili personaggi del bel mondo e dalle loro
cortigiane.
Per una cena di buon livello qualitativo ma di discutibilissimo
rapporto quantità-prezzo abbiamo speso centosettanta euro in tre.
Due
antipasti, tre secondi, una bottiglia di vino e due d’acqua.
Nostro vicino
di tavolo il calciatore Ronaldo, accompagnato da una fitta schiera di
colleghi e di scherani, e un dj celeberrimo presso la parte più
deafferentata del pubblico radiofonico, in onore del quale il direttore di
sala ha fatto passare non so quale canzonaccia su capitan uncino, giunta a
metà cena a fracassar timpani e coglioni in ispregio dell’ambiente gravido
di pretese di raffinatezza.
Altro contrasto con l’occidentalissima e
modaiola asetticità del posto, il trattamento alquanto familiare da parte
del personale di servizio, che non ha disdegnato di commentare senza alcuna
adulazione la silhouette e le abitudini alimentari del brazileiro
strapagato
Caricato mugugnando il salatissimo conto sul groppone dell’azienda (mugugno
dovuto al fatto che sono costituzionalmente allergico a questo tipo di
spreco bello e buono), usciamo dal locale.
Il Pirellone è a cinquanta metri,
tanto quanto distano le infauste architetture della Stazione Centrale.
Il
centro nevralgico della Milano che entusiasmò Guareschi e che rese agra la
vita di Bianciardi.
In tono con l’ambiente e perfetta per collocazione
sarebbe quindi la sede di Alleanza Nazionale, con un’insegna su cui spiccano
le parole FINI e IN PRIMA PERSONA, se non fosse per un dettaglio distante 6
(sei) metri, che rivela tutt’altro stato di cose.
A poca distanza
dall’insegna di cui sopra, ed a due passi dall’ufficio di Formigoni vedo tre
persone che tentano di dormire nei sacchi a pelo, sotto la luce ebete dei
neon accesi tutta la notte.
Gli entusiasti della mondializzazione magnificano l’esistenza di quartieri
di Mumbai dove si vive come a Milano; si dimenticano regolarmente di citare
i quartieri di Milano dove si vive come a Mumbai.
Davanti a un contrasto del
genere, che diventa sempre più frequente nella totale indifferenza della
stragrande maggioranza della popolazione, viene in mente che Giorgio Bocca
ha intitolato uno dei suoi ultimi libri "L’Italia l’è malada".
Non pensavo
che l’ex partigiano, in tarda età, riuscisse ancora ad essere tanto
ottimista. L’Italia non è "malada", è proprio moribonda. Un paese in piena
agonia sociale, dove impera e detta legge una torma di gente volgare,
stupida e cattiva.
La prima considerazione che viene da fare a chi vi torna,
dopo un periodo anche breve trascorso in un paese rimasto "a quote più
normali", come definiva anni fa Franco Battiato una quotidianità in cui "le
iene degli stadi e quelle dei giornali" avevano una valenza residuale invece
che essere perpetuamente al centro della scena, riguarda le facce della
gente comune.
Quelle che si vedono in giro, per la strada e sui marciapiedi.
Sono facce torve, grinte, ghigne, musi di passanti.
Il riflesso di uno stato
di paura perpetua, rinfocolata ad arte fino a farla diventare reale; la
dittatura della "sicurezza" che impesta, tanto più martellante quanto più
diventa illusoria, ogni aspetto del vivere quotidiano.
Lo spettacolo delle
piazze vuote e dei giacigli per le strade è la migliore conferma
dell’imputridimento sociale vicinissimo al trionfo; la migliore risposta, e
la più efficace, a chi ciarla di un inesistente paese del Bengodi
sciorinando ad ogni campagna elettorale quintali di "cifre" false e
manipolate.
La realtà, cui tutti i media indistintamente evitano di fare il minimo
cenno, è quella di un paese dove domina senza contrasti l’ostentazione di
un’ignoranza abissale ed assoluta in ogni campo dello scibile, in cui
"cultura" è oramai una parolaccia, un insulto che teste sempre più vuote
sbavano quotidianamente nei confronti dei pochi che ancora cercano di
rappresentare con un minimo di dignità i sudditi della penisola italiana.
Maurizio Gasparri affermò a suo tempo che al posto di Luzi avrebbe dovuto
essere nominato senatore a vita Mike Bongiorno, ed aveva ragione.
L’Italia
attuale è molto meglio rappresentata da Mike Bongiorno che da Mario Luzi
perché è il degno risultato di un lavoro indefesso, alacre, continuo, che in
trent’anni di televisione, di debiti, di eroina, di idiozia, di ineludibili
boiate criminali l’ha trasformata da paese civile e reattivo che era ad
aggregato indistinto di individui tenuti insieme solo dalla condivisione dei
"valori" di un individualismo manicomiale, per i quali non vi è colpa più
grande di criticare il pilota di turno: sono proprio trent’anni che al
timone di questa narrenschiff si alternano campioni di malafede contornati
da una ciurma di azzeccagarbugli litigiosi e mediocri, avendo da tempo il
teatraccio dei partiti perso ogni appeal per chi abbia un minimo di rispetto
di sé.
E tutti simulano il piglio eroico e sicuro di un Colombo o di un
Magellano e nei circenses di cui sono protagonisti fanno finta di non sapere
che non stanno in mezzo ad un oceano, ma in un lavandino impestato di una
melma lercia ed ubiqua, nella quale il naufragio è praticamente già in
corso.
Un paese dove dal 1989 in avanti, con una tendenza che non ha più
conosciuto alcun serio contrasto dal 2001 ad oggi, almeno un terzo della
cittadinanza -per tacere dei migranti- si è visto ogni giorno togliere la
terra da sotto i piedi in nome di una dittatura del denaro gabellata come
superiore interesse generale; sfanculati con nonchalance dai loro stessi
rappresentanti politici, interi settori della società sono privi di
interesse perché privi di potere d’acquisto, inutile dunque sprecare spazio
e microfoni per le loro istanze.
In fondo, il modo di procedere legittima
agli occhi di chiunque la democraticità di un sistema politico sempre più
indistinto dal funzionamento dei mass media: non occorre ammazzare o
imprigionare nessuno (beh, quasi); basta spengere un microfono, manipolare
un’intervista facendo diventare bianco ciò che è nero, pubblicare smentite
anche rabbiose in pochi righi che nessuno legge, sotto una valanga di titoli
di scatola sempre più vacui e demenziali.
Ci hanno provato anche di recente,
con prassi ormai ordinaria, quando a Catania un poliziotto è rimasto ucciso
in tumulti di ultras (si noti che tutto si è svolto FUORI dallo stadio e che
con poca logica agli eventi ha seguito proprio la militarizzazione degli
stadi, con "tornelli" stile confine israeliano): per qualche tempo, una
scritta su un muro di Livorno è parsa colpa più grave di un omicidio in una
piazza catanese, commesso evidentemente da mani meno degne, sempre ed in
ogni caso, di essere additate al pubblico disprezzo.
E poco tempo fa
Clemente Mastella è letteralmente uscito di melone perché per una mezza
volta, un individuo destinato ad essere macinato dalla repressione a senso
unico di una legge che si applica ai poveri e si interpreta per i ricchi, è
riuscito ad andargli in culo e a far sentire la propria voce.
Uno degli
arrestati (padovano o milanese, non mi ricordo) dentro dal 12 febbraio con
l’accusa di terrorismo.
Non sono riusciti a cancellarlo, a stivarlo
silenzioso nell’ennesima galera di un paese guardato a vista come in Orwell,
infarcito di forze dell’"ordine" a livelli mai visti prima. Uno smacco
intollerabile, per il "povero" ministro.
In un’epoca impestata da mezzani e caporali di tutti i tipi, in cui nessuno
più lavora perché tutti "fanno business", si toglie in modo ininterrotto
sempre più visibilità al numero crescente di persone per il quale il
semplice rimanere in vita soddisfacendo i bisogni primari del lavoro e della
casa è diventato un’impresa impossibile; tutta gente alla quale, nel
migliore dei casi, spettano le offerte di "prestiti" e di "mutui", nonché le
edificanti pagine dei rotocalchi di annunci economici grondanti avvisi di
"professionisti dell’immobile" e di altri tafani del genere.
Il tutto
neil’ebetudine vacua e condiscendente di una classe politica a cui la
borghesia più piccina ha imparato da tempo ad avviare i propri scarti, i
figli riusciti male, i nipoti fancazzisti: che vi si dedichino anima e
corpo, così non fanno danni altrove.
In questo contesto in cui la realtà quotidiana stride ogni giorno di più con
quella dipinta dai media e dal mondo lunare in cui vivono politicanti ed
affaristi, la disuguaglianza sociale impera dogmatica e continua
allegramente a crescere.
Ed ancora, nessuno a chiedersi davvero se non si è
esagerato, col pensiero unico e con la pornocrazia che sul web incornicia
tra due femmine da trivio perfino i discorsi del presidente della
repubblica.
Per decenni i telepredicatori dell’"avere" hanno potuto impunemente
dileggiare i non-televisionisti dell’"essere". Non avevano -non avevamo-
messo in conto che dopo anni forsennati e frenetici la sazietà ed il
non-senso, e perfino il non-valore (che cosa me lo scippano a fare, un
cellulare da novanta euro?) avrebbero reso intere esistenze vacue ed
asservite.
Nessuno vuole le carabattole dei cinesi?
Ci credo: abbiamo già le
case strapiene di roba inutile.
Ed in un mondo dove tutti hanno tutto
(rimaniamo nel campo delle boiate alla moda, ovviamente), perfino i
meccanismi dell’"esistere attraverso l’avere" hanno cominciato a
scricchiolare.
Saluti
Lettera non firmata
RISPOSTA
La sua lettera è troppo lunga.
Quello che lei descrive, violenze senza progetto delle periferie e ristoranti di lusso pretenziosi, sono l’esito della "rivoluzione culturale" del ’68, che ha reso il permissivismo (e quindi l’egoismo, e il rigurgito del "quinto stato") senso comune accettato.
"Né Dio né padroni" porta a questo, caro anarchico, ad avere padrona la pura forza di chi ce l’ha, le "leggi obbiettive dell’economia", e Mastella.
Vedo che lei è anarco-perbenista: si lagna che i discorsi del "presidente della repubblica" siano incorniciati tra femmine da trivio.
Ma quello è il posto che merita un presidente che faceva la cresta sui biglietti aerei, e che ora prende un Airbus di stato (mica un elicottero) per andare da Roma a Firenze.
Questo è il punto, e lei parla d’altro. "Ben altro è il problema": è il benaltrismo, estremo rifugio del sinistrismo che non vuol vedere il disastro provocato dalla sua vittoria: né soprattutto che ci sono gli sfruttatori (al governo, parassiti costosissimi) e gli sfruttati (esposti al "mercato globale").
Che poi tanti sfruttati siano corrotti dai telefonini e dalla cocaina, dalle griffe e dal SUV a credito, non è sorprendente – con quegli esempi.
Quando comanda "chi non deve" comandare, una società intera si corrompe.
In questo sito però ci legge gente che lavora onesta, e a questa ci rivolgiamo.
Se lei accetta di vedere che occorre anzitutto togliere i mezzi alla Casta e ai suoi corpi sociali che ne dipendono, e che il senatore Cocaina Colombo è indegno della carica, venga pure.
Arruoliamo chiunque per la sperata rivoluzione, anche anarchico-narcisisti.
Maurizio Blondet
21/12/2007 20.00 Barbara Spinelli e Il Katechon
Stimatissimo direttore, il 16 dicembre, ho comprato (non lo faccio mai) il quotidiano La Stampa,
poiché sapevo di un'intera pagina sulle Scie Chimiche.
L'articolo (a cura di Giordano Stabile) non era malaccio (si parla anche del progetto Haarp), se non per la patetica conclusione "forse lo fanno a fin di bene".
A questo punto però, sfogliando il resto del giornale non ho potuto fare a meno di trovare delle schegge che credo sia il caso di segnalarle:
1) La Cassazione definisce un 'Diritto' l'amplesso. "L'amplesso costituisce una delle ragioni complementari, se non prevalenti del legame matrimoniale".
La castità vietata per Legge???
2) Nell'articolo "Via gli ebrei da San Pietro" un occhiello recita "Mi darò fuoco in piazza, Il Mondo saprà che la Chiesa ci butta fuori a Natale". L'argomento si concentra su alcuni ambulanti ebrei.
3 ) A pagina 36, un articolo sulla questione Galileo, argomento che (curiosamente) ritroveremo fra poco.
4) Marcello Pera racconta (con buoni argomenti ma evitando la questione semitismo/smtisemitismo) di come stanotte la Commissione Giustizia della Camera abbia approvato la norma 'antidiscriminazioni' su razza, etnia, orientamento sessuale e 'identità di genere'.
Ma la ciliegina sulla torta è l'editoriale della nota Barbara Spinelli "La Festa è Finita",
di cui le segnalo il link www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali dove alcuni estratti confermano, se ce ne fosse bisogno, il 'Grande Piano' che Lei aveva intuito ed anticipato.
Uno su tutti: "La tentazione è grande di parlare di apocalisse.
Ma nell'apocalisse sono due le vie.
Una è quella del tutto è permesso: festeggiamo, visto che non avremo discendenti.
L'altra prepara il futuro, trattiene il disastro con l'azione.
Nel secondo capitolo della Seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi, si parla del katèchon che trattiene la venuta del Male con mezzi terreni, in attesa di interventi divini.
Il katèchon per gli stoici è qualcosa di più semplice: è fare il proprio dovere, rispettando l'altro e la natura anche se la terra viaggia verso la conflagrazione".
Trasecolo !!!
Il Katècon ???
Sbaglio o proprio a Lei risponde la Spinelli ??
Non posso che continuare a complimentarmi per la sua rara capacità di intuire sempre quali siano le 'piaghe' su cui mettere il dito.
Giuseppe B.
21/12/2007 18.30 Mamma fa homeschooling
Gentile Direttore,
sono moglie e madre di sei figli, due intorno ai vent’anni e quattro in età
scolare.
Tengo a precisare che sono fermamente convinta che il ruolo di noi
donne, almeno le coniugate con prole, non sia quello prettamente maschile di
procurare la pagnotta ma sia da svolgersi nelle mura domestiche accanto ai
nostri figli.
Purtroppo però siamo giunti a un tal punto di degrado sociale che spesso la
vigilanza e vicinanza costante della figura materna non è più garanzia di un
sicuro successo nell’educazione dei figli perché proprio l’istituzione che
dovrebbe darci una mano in questo compito fondamentale riesce a “
guastarceli” ,a farne persone vuote senza interessi né passioni.
E non fa
eccezione la scuola cattolica, almeno secondo la nostra esperienza anzi...
Se abbiamo sbagliato fidandoci delle istituzioni per quanto riguarda i due
figli maggiori che non sono dei peggiori ma sono privi di stimoli di
qualsiasi tipo anche se lavorano entrambi con tanta buona volontà, per gli
altri quattro abbiamo preso la decisione più saggia : faremo la cosiddetta
scuola famigliare.
L’esperienza è già in corso per il più piccolo (seconda elementare) con
risultati che non esito a definire esaltanti: sulla scorta delle mie
conoscenze classiche si sta nutrendo di Esopo e di miti antichi e sta
rivelando delle capacità di memorizzazione insospettate.Per non parlare
della curiosità che suscita in lui ogni argomento di cui si parli
indipendentemente dai programmi scolastici.
Con il prossimo anno scolastico , che sto personalmente programmando con
largo anticipo inizierò” l’opera di istruzione” anche con le due femminucce
(futura prima media ) e con il maschio n° 3 in ordine di nascita (futura
terza media) che ora sta combattendo la sua battaglia contro insegnanti di
religione che non esito a definire eretici, insegnanti di scienze quantomai
“evoluti” e compagni di scuola che non conoscono più le minime regole del
vivere civile con cui è costretto a socializzare a tutti i costi perché è
lui l’anomalo.
Così toglieremo il disturbo perché nella scuola per gente come noi non c’è
più possibilità di dire la nostra senza subire gravi conseguenze emotive e
alla tenera età dei miei figli non lo posso permettere.
Parlo forte
dell’esperienza con i primi due.
Ma ci siamo spinti ancora più in là...
Ci
rifiutiamo di affidare alla parrocchia i nostri figli per la preparazione ai
sacramenti dell’Eucarestia e della Confermazione: è sotto gli occhi di
tutti cosa sono diventati oggi i nostri oratori!
Un ritorno al preziosissimo
catechismo per i bambini di S. Pio X e letture casalinghe dei vangeli non
storpieranno la Verità , la Provvidenza farà il resto.
Invito altre madri che la pensano come me a non esitare: ci costerà del
tempo ma non sarà sprecato anche perché non si ha mai finito di conoscere di
scoprire cose nuove ; studiare con i nostri figli non potrà far altro che
giovare anche ai nostri cervelli.
Auguro a tutti un Vero Buon Natale.
RISPOSTA
Brava, bravissima.
Complimenti per l'impegno, ed auguri infiniti.
Maurizio Blondet
21/12/2007 17.30 Il viterbese e l'Etruria
Egr. Dott. Blondet,
leggo sempre con piacere i suoi articoli, con i quali mi trovo quasi sempre
in sintonia.
Ho letto che si è trasferito nel viterbese, e ho letto in un suo commento
nella posta dei lettori le sue considerazioni su questi luoghi.
M'ha fatto piacere sentirne parlare così, come ha fatto lei.
Mi sono sempre
chiesto come mai questi posti davvero bellissimi e pieni di storia, fossero
quasi sconosciuti al resto degli italiani.
Poi mi sono via via convinto che
questa loro mancanza di "appeal", sia in fondo un bene...ciò che gli
garantisce la salvezza dalla speculazione o da un turismo predatore.
Viterbo è una città molto bella, se non vado errato il suo nome deriva dalla
corruzione volgare di "Vetus Urbe", città vecchia, città antica.
I quartieri
medievali di San Pellegrino e Piano Scarano, Piazza San Lorenzo con la
bellissima loggetta dei Papi. Se avrà occasione, assista anche, ai primi di
settembre, alla suggestiva manifestazione della "Macchina di Santa Rosa",
costruzione che svetta alta nel cielo e con la quale viene trasportata a
braccia da circa 100 "facchini" la statua della santa patrona, per le vie
della città.
Soprattutto, se avrà modo (sempre che non lo abbia già fatto), vada a
visitare (meglio se con un amico del posto che conosce i luoghi) le
splendide necropoli etrusche che troverà nelle località San Giuliano,
Barbarano Romano, Blera, Luni sul Mignone, Norchia.
Sono di una bellezza da
togliere il fiato, immense successioni di tombe per lo più rupestri
disseminate lungo vallate e ambienti di seggestiva bellezza, anche
naturalistica. Sembra, in alcuni momenti, di stare in Egitto (per la
grandezza delle tombe, immerse nella natura).
Non c'è un biglietto
d'ingresso da pagare per visitare questi posti, non c'è la soprintendenza o
qualche istituzione culturale che gestisca questi siti.
Può capitare
d'incontrarvi, non di rado, qualche "tombarolo" locale, che s'improvvisa
guida turistica.
Di tanto in tanto a me piace tornare in questi bellissimi posti...quando ho
bisogno di ricaricare la mente e lo spirito, e allora fuggo dalla periferia
romana e in poco tempo eccomi immerso tra natura e bellezza.
Se le capita,
vada a Barbarano Romano, scenda lungo la valle che è sotto il paese, dove
comincia la necropoli etrusca...si volti a guardare, dal basso, il centro
abitato medievale...vedrà una scena di suggestiva e rara bellezza...le tombe
etrusche arrivano, diradandosi, fin quasi al paese...si fondono con
esso...senza quasi soluzione di continuità...gli etruschi continuano a
vivere, lì...attraverso le loro "tombe"...la loro "città dei morti".
Poi
continuando lungo il percorso (che arriva fino all'abitato di Blera, ma le
stesse sensazioni si provano in qualsiasi altra necropoli della zona, da San
Giuliano a San Giovenali a Luni sul Mignone), spesso mi sono detto...che
strano che, che in questa nostra società, del consumismo, dell'immagine,
dell'elegia continua alla sfrenatezza e al successo...debba ricercare la
bellezza (autentica) e persino la passione vitale in una "città dei
morti"...ma poi rifletto, e mi dico... quanto non sia piuttosto una "città
dei morti" l'orribile periferia romana (come le periferie d'ogni città del
mondo) dalla quale provengo, con la sua architettura grigia, sciatta,
opprimente...che sembra studiata apposta per deprimere l'uomo.
Gli antichi,
i nostri antenati, riuscivano a ricavare il bello e il monumentale persino
in una città dei morti...oggi, le nostre "città dei vivi"... sembrano
piuttosto immensi cimiteri dove è stata immolata la bellezza, la vitalità,
la passione, l'umanità.
Di tanto in tanto, passeggiando in questo magnifico ambiente, capita
d'incontrare volpi solitarie che s'aggirano tra le tombe... stranamente non
fuggono subito...sembrano quasi abituate alla presenza dell'uomo...si
lasciano avvicinare...cosa insolita in luoghi quasi sempre isolati e dal
quale l'uomo si tiene lontano... un'amica studiosa, amante della storia
etrusca, m'ha riferito che secondo alcune leggende quelle volpi sono le
reincarnazioni degli etruschi... che vegliano sulle tombe, accertandosi che
nessuno le violi... e se percepiscono nell'uomo che hanno di fronte uno
spirito nobile...si lasciano avvicinare, e s'allontanano poi tranquille
incuranti della loro innocua presenza.
La saluto dott. Blondet, continuerò a leggerla, e approfitto per
ringraziarla per il suo lavoro.
Alessandro
RISPOSTA
Anch'io sono contento che la Tuscia non sia venuta di moda fra gli italioti.
Zona appartata da sempre.
Spero un po' negli inglesi, sono loro che hanno salvato il paesaggio toscano e i casali, anziché farci dei palazzoni.
Maurizio Blondet
21/12/2007 16.30 Polizia come Casta
Il lettore Andrea F. ("Un parere diverso sui Tir") è affetto
sicuramente da quella sindrome che finisce per attanagliare anche le
persone che ragionano.
Questa sindrome si chiama "voglia di
normalità".
La fortuna dei vari Bush come la popolarità degli Stati
Uniti ( a partire dalla seconda guerra mondiale che hanno combattuto
con metodi terroristici) dipende appunto da una generalizzata "voglia
di normalità".
Gli Stati Uniti rei di bombardamenti da genocidio
godono di indiscussa fama di "buoni".
Perché si ha bisogno di un mondo
normale in cui vivere.
La constatazione che i delinquenti comandano
richiede indipendenza di giudizio ma anche forza morale.
Per accettare
questo panorama rovinoso.
Ma non è tanto di questo che volevo parlare,
quanto della sua risposta, caro Blondet, che tocca alcuni punti sui
quali non sono pienamente d'accordo.
Certo lei questo mondo in sfacelo
lo vede bene, lo analizza lucidamente e addirittura propone qualche
rimedio. Ma penso che si faccia ancora qualche illusione di troppo.
Prima di tutto il settore militare, "le polizie" ecc.
Guardi che i
militari, ufficiali e sottufficiali indistintamente, sono una piccola
Casta.
Non solo per gli stipendi che sono più del doppio di un "pari
grado" civile (e parlo solo dello stipendio, non della miriade di
indennità aggiuntive che si sono inventati); ma anche per gli
innumerevoli benefici (circoli, foresterie, soggiorni montani e marini)
che forniscono loro servizi di alto livello a un prezzo simbolico.
E
la guerra?
La guerra non è la giustificazione di tutti questi
privilegi.
Perché è opzionale.
La guerra non è obbligatoria per un
militare.
Si deve fare domanda
E le domande sono tante perché in area
operativa gli stipendio si moltiplicano.
Con tre o quattro campagne ci
si può anche fare la casetta.
Il lavoro di una vita per un comune
mortale non basta.
Ricordo l'articolo che lei scrisse qualche tempo
quando fece una conferenza in una scuola militare.
Posti come quello
rappresentano si e no il cinque per cento del mondo militare.
Il resto
è Casta.
E poi c'è la Polizia, ci sono i Carabinieri?
La polizia
forse guadagna meno dei militari ma certo più dei comuni civili.
In
compenso ha mano libera sull'uso delle armi.
Poliziotto che fa il tiro
a segno da una corsia all'altra dell?autostrada e uccide un ragazzo.
Senza motivo.
Poliziotto che spara alla nuca di un mafioso disarmato
in fuga. Senza motivo.
Nessuna incriminazione.
Forse nemmeno azioni
disciplinari.
Schegge impazzite?
No, è un sottoprodotto del potere
della Casta.
Non hanno stipendi alti ma la licenza di uccidere.
Impunemente.
E i carabinieri finalmente sono diventati "intelligenti",
cioè evoluti, al passo coi tempi e con la società (fanno corsi di
psicologia) e si prendono cura dei poveri clandestini.
Abitano in
cittadelle fortificate, caserme per loro e alloggi sovrabbondanti per
familiari e parenti.
Con i nostri soldi.
Anche loro piccola Casta.
Piccola casta anche gli statali?
I cattivi statali bacchettati dall'
ambiguo (in tutti i sensi) e inutile Montezemolo, che costano un punto
del PIL col loro assenteismo.
E cos'è l'assenteismo secondo questo
fatuo uomo-vetrina?
Tutto ciò che esula dalle ferie contrattuali.
La
malattia non viene riconosciuta.
C'è in giro una colossale epidemia di
virosi gastrointestinale (ma i giornali non ne parlano quindi non
esiste).
Montezemolo vuole ugualmente tutti al loro posto di lavoro.
Magari col pannolone.
Altrimenti il PIL ne risente.
Mi creda, Blondet,
non serve a nessuna causa (se non a quella del padrone) mettere
poveracci contro poveracci.
Il lavoro a tempo indeterminato non è un
privilegio, dovrebbe essere la regola.
E' la sicurezza per metter su
una famiglia, per non vivere sempre sul filo della lama.
E se lo
tolgono ad alcuni non bisogna strepitare perché sia tolto a tutti, ma
perché venga restituito a chi ne è privo.
Un lettore
RISPOSTA
Sono d'accordo, ma solo in parte.
In ogni caso, la polizia (quella che c'è, ma anche tutto il resto è così così) è la sola parte della Casta che forse può essere guadagnata alla nuova legalità.
Anche perché non è interesse nostro antagonizzare la polizia e farla sentire unita nel comune destino a Visco e Padoa Schioppa.
Sono 500 mila uomini armati, e vorrei che un giorno non usassero le armi contro i cittadini che chiedono giustizia.
E' mero realismo.
Maurizio Blondet
21/12/2007 15.30 Gli esperimenti di Michelson dimostrano la falsità dell'eliocentrismo!
Gentile Direttore,
segnalo lo studio di Yves Nourissant, continuatore
dell'opera di Fernand Crombette.
In essa sono citati due esperimenti di A.A.Michelson, primo premio Nobel
americano, che dimostrano che la terra è ferma (ha solo il movimento di
rotazione su se stessa ma non di rivoluzione).
Il secondo esperimento del 1924 correlato con il primo, che è del 1887,
dimostra che la terra non si sposta: purtroppo è poco conosciuto o non è
stato preso sul serio, perchè tra l'altro suggerisce che uno dei postulati
della relatività di Einstein è falso.
Cordialmente.
Alfonso M.
RISPOSTA
Ringrazio di vero cuore questo lettore, che ha fornito elementi a me sconosciuti, che peraltro attestano quanto affermato per altra via nei miei scritti.
Giancarlo Infante
21/12/2007 14.30 Nothern Rock
Incredibile!
Stanno pensando di nazionalizzare la Nothern Rock!
La solita fine.
Il liberismo vige finchè ci sono profitti da privatizzare, poi – quando c'è da socializzare le perdite – arriva lo statalismo.
Maurizio Blondet
21/12/2007 13.10 Educazione vietata
Non so se lo ha già visto, ma riguardo ai suoi discorsi sull'educazione
familiare dei figli e le sue conseguenza giuridiche guardi cosa conbinano in
Germania:
Eh sì, anche in Italia l'homeschooling è di dubbia legalità.
La lobby pedagogica difendeil suo miserabile privilegio.
In USA, gli Amish sferarrono e vinsero una grande battaglia giudiziaria per riprendersi il diritto di educare i figli.
Ma là c'è, in fondo l'imperio della legge.
Qui in Europa c'è il potere della burocrazia, che è tutt'altra cosa.
Maurizio Blondet
21/12/2007 12.00 Homeschooling in Italia
Mi ha colpito molto l'articolo sull'educazione pubblicato recentemente da
Lei.
Il problema mi riguarda molto, in quanto ho due figlie piccole e vorrei
delegare il meno possibile il compito della loro educazione alla scuola, che
nella sua forma attuale ritengo un’istituzione totalmente diseducativa.
Non
sono sempre d'accordo sulle sue posizioni, ma la mia opinione sulla
pedagogia moderna coincide punto per punto con quanto da Lei scritto
nell'articolo.
Gli spunti da Lei dati sono per me oro colato per orientarmi
nel mio compito, e vorrei chiedere qualche suggerimento in più.
La mia
formazione di base è scientifica ma non vorrei limitarmi ad insegnare la
matematica e la fisica alle mie figlie - forse queste sono le UNICHE cose che
possono imparare validamente a scuola.
Purtroppo non posso fare ricorso ad
una comunità che condivida i miei punti di vista - sebbene mia moglie li
condivide in linea di massima - ma so che se lascio alla società attuale
l'educazione delle mie figlie,diventeranno come le ragazzine medie di oggi;
esseri che mi fanno rabbrividire.
Non credo che questo discorso riguardi
solo me ...credo che molte persone si pongono il problema in questi termini,
e possano apprezzare suggerimenti che diano loro aiuto per educare i loro
figli da soli (nella misura del possibile), in opposizione al sistema
educativo ed alla cultura vigente.
Quindi Le chiedo qualche altro articolo
sul tema, perchè secondo me molti genitori gradirebbero.
Saluti
Maximiliano J.
RISPOSTA
Non ho molte indicazioni, oltre a quelle date.
Penso che in Italia si possa fare al massimo un dopo-scuola a casa, raddrizzano quello che le ragazze hanno imparato dalla maestra.
Non credo ci sia bisogno di una formazione enorme e specifica.
Lei è già laureato: si studiano i libri di testo insieme con i figli, con uno spirito diverso. Si legge la vecchia Enciclopedia dei Ragazzi.
In ogni caso, vedo su Internet che ci sono gruppi di sostegno reciproco di famiglie che praticano l'homeschooling.
Uno di questi è www.rhoda.it.
Non do alcuna garanzia, ma provi a mettersi in contatto.
E cerchi anche lei su Internet.
Maurizio Blondet
21/12/2007 11.10 Educazione
Caro Maurizio,
quello che scrive Costantina V. nella sua missiva è assoluatamente vero.
Ho 24 anni, sono laureato e mi sto specializzando, ma le poche cose mi
hanno formato si trovano su siti come EFFEDIEFFE e sui libri sulla mia
mensola in camera. I licei e le università italiane sono vergognose.
Gli
unici professori che ricordo con affetto sono quelli che all'epoca
reputavo "stronzi".
Pensi un po'.
Buona giornata,
Luca
21/12/2007 10.00 Cina e funzione contestuale
Buongiorno Direttore,
questa sera ho con piacere fatto indigestione di notizie dal suo sito, dopo
un bel po' di tempo, causa lavoro.
Per fortuna non cambia niente, rimangono tutti li' a succhiarci il sangue
finche' ce n'e'. Ma ci pensa, se fosse cambiato qualcosa? Mi sarei sentito
un disadattato, come uno che si risveglia dal coma dopo dieci anni e non sa
piu' chi e' e dove e'.
La mia attuale funzione nel contesto sembra essere quella di turbare delle
menti. Cinesi nella fattispecie.
Ho infatti avuto modo di conoscere qualche
laureato, di quelli che sono massacrati dal sistema, e che sono fortemente
motivati. Di quelli che tra non molto ci spezzeranno le reni.
Di quelli che come test all'universita' hanno: "E' stato trovato un ordigno americano inesploso, in base a x dati iniziali
si calcoli come disinnescarla".
Di quelli che indicano pubblicamente l'America (salutiamo chi ci sta
intercettando) come il nemico e poi vanno li' a studiare.
La mia attuale vocazione e' di far capire che la gente "ordinaria" non vuole
la guerra. Essa e' decisa solo da un numero ristretto di "persone".
E che
bisognerebbe mostrare "Salvate il soldato Ryan", o come cavolo viene
tradotto, nelle scuole, per far capire cosa e' la guerra.
E' di far capire che ora il mondo e' governato in maniera assoluta dal
Denaro, che ha devastato la nostra civilta' e il pianeta.
Pianeta che non si
curera' molto se ci estinguiamo, tanto e' esistito prima di noi ed esistera'
dopo, magari con esseri piu' ossequiosi verso di esso, con l'ossequio che
mio nonno aveva nei confronti di suo padre.
E' di ripetergli che senza il rispetto reciproco non si va da nessuna parte.
E forse su questo punto sembrano capire.
Quando camminano, alcuni, pochi, sono a due palmi di distanza, dietro.
Anche se penso che questo rispetto nasca dalla paura cui sono abituati.
Forse non cerco delle risposte da Lei, forse queste non sono domande.
Un lettore
N.B. Mi dispiace che ora non possa piu' ascoltarla di persona, posso solo
leggerla, come si legge un Catullo o un Seneca.
Mi scusi per queste frasi che forse sono sconnesse, ma sono stanco.
Non per
l'ora.
RISPOSTA
I cinesi hanno capito chi è il nemico.
Noi no.
Lo crediamo alleato.
Maurizio Blondet
21/12/2007 09.00 Goldman sachs
Egregio direttore,
l'uomo d'oro (goldman sachs) se ne infischia (scusi il
termine alquanto rozzo) dei sub prime e di un sistema finanziario che
traballa per usare un eufemismo e macina utili record, neppure sfiorato dai
problemi che mettono in ginocchio le banche e le persone in mezzo
mondo (mezzo, appunto, nessuna banca islamica per esempio) ma come avranno
fatto a non comprare o emettere cartolarizzazioni che tutti compravano e si
scambiavano e sulle quali le banche facevano utili miliardari ed erano
quindi attirate come le api dal miele.
E' forse la stessa goldman che
prezzola o ha prezzolato prodi,draghi,monti,tononi(qualcuno infrancia del
quale non ricordo il nome e me ne scuso), la stessa goldman che ha mandato il
proprio presidente paulson al ministero del tesoro americano,quando si dice
il caso.
La leggo sempre e le sono grato per quello che scrive, la sento un
po' arabbiato come deve essere chi critica un sistema che non funziona,e
trasmette un senso di conoscenza che le sara' costato fatica e tempo come
ho letto, ma credo anche grande ammirazione da chi come me piu' che a
studiare a sempre dovuto pensare a come cavarsela e a questo punto della
vita capisco che la conoscenza non te la puo' portare via nessuno i soldi, la casa i beni materiali per i quali lavoriamo sono quanto di piu' effimero
possa esistere.
Forse mi sono un po' perso, comunque grazie e non si stanchi
di scrivere e di arabbiarsi.
Massimo F.
20/12/2007 22.00 Insolvenza di Stato
Nessuno riesce a dirmi che rischio di insolvenza ci sia da parte dello Stato
italiano.
Per esempio, io ho dei buoni fruttiferi postali che scadono nel 2010-2011.
Come sa, sono garantiti dallo Stato.
Ma quanto sono garantiti in caso di crollo economico e finanziario?
Cosa dovrebbe succedere perche' lo Stato italiano risulti insolvente nei
nostri confronti?
grazie anticipatamente
Rossella B.
RISPOSTA
Stia relativamente tranquilla sui buoni postali.
Glieli scremeranno con l'inflazione.
I loro frutti sono già oggi negativi in termini reali...
Maurizio Blondet
20/12/2007 20.00 Pena di morte
Caro Direttore,
vorrei proporle una riflessione sulla pena di morte.
Abbiamo assistito giusto ieri sera alla presentazione a reti unificate
dell'ultimo grande show mediatico sul pianeta terra intitolato: "L'abolizione
della pena di morte,prova di civiltà".
Premettendo che a mio modo di vedere la discussione sulla pena capitale non
si colloca tra le priorità dell'agenda politica internazionale, mi permetto
di proporre una terza possibilità.
Perchè non introdurre la pena di morte,come possibilità di scelta per il
condannato,in sostituzione di condanne importanti superiori ad un
determinato numero di anni e all'ergastolo?
Forse questa sarebbe una grande prova di civiltà,un essere umano, che
sentendo il peso di ciò che ha commesso,offre liberamente la propria vita
alla comunità di cui fa parte.
Cosa ne pensa?
Marco L.
RISPOSTA
Purchè una pena ci sia, e sia certa.
Il concetto stesso di pena viene oggi rifiutato, e specialmente da cattolici (vedi la lettrice di cui sopra).
Non capiscono più che il delitto non è solo un peccato morale, ma una lesione dell'ordine cosmico, e la pena ristabilisce quell'ordine come una bilancia da roiportare alla pari.
Naturalmente è bene sottrarre la capacità di pena capitale a giudici come i nostri, che non hanno questa visione cosmica del male: decapiterebbero per evasione fiscale (illecito che comporta un'ammenda amministrativa).
L'Italia è all'avanguardia di questa "civiltà" della manica larga perché è più corrotta che altre nazioni.
Maurizio Blondet
20/12/2007 18.30 Basta con Luttazzi e Celentano
Caro dott. Blondet,
anche da un piccolo spazio sul web come la spazio dei lettori di EFFEDIEFFE
si evince come lo "schermo" sia il passatempo preferito dagli italiani,
indipendentemente che sia quello di un televisore o di un computer.
Invece
di parlare di architettura, economia, storia, alcuni suoi lettori (spero non
la maggioranza) le scrive per commentare un programma televisivo, che sia
quello di Ferrara, Luttazzi o Celentano.
Ma qualche libro, ogni tanto, lo
leggono? Magari anche con la tv accesa: la potenza della pagina scritta è
così grande da riuscire ad estraniare il lettore anche di fronte a visioni
impertinenti (lo so bene io, costretto ogni giorno a viaggiare in un tram
sudicio con qualche buon libretto per non impazzire).
Comunque, al lettore che fa tanto il paladino contro la censura, vorrei dire
che Luttazzi è uno a cui interessa una sola cosa: i soldi. E masturbarsi,
anche.
Perché le uniche battute che riesce a fare sono su seghe, coprofagia,
religione. Il repertorio che i comici americani adottavano cinquant'anni fa.
Luttazzi, che non è ebreo, perché si chiama Daniele Fabbri (il suo è un nome
d'arte in onore di Lelio), vorrebbe comunque esserlo, dal momento che adora
una sola comicità: quella statunitense (non è al passo coi tempi però: oggi
il leitmotiv dei comici americani è il razzismo, che scandalizza tanto
Luttazzi).
Della comicità italiana ha a malapena appreso qualche rudimento
da Dario Fo (il che è tutto dire).
Luttazzi è una persona che disprezzo profondamente, perché lo conosco molto
bene: è un fallito quasi cinquantenne che ha perso tutte le occasioni della
sua vita più per mancanza di cervello che per "onestà intellettuale".
Questo lo dico soltanto perché lei ha già ricevuto tre/quattro lettere su
tale mediocre personaggio, e nonostante il fatto mi resti inspiegabile
(perché un lettore di EFFEDIEFFE dovrebbe parlarne?), era comunque
necessaria qualche precisazione.
Per favore, non pubblichi più questi
messaggi: chi se ne frega della libertà di opinione, abbiamo bisogno di
qualche sana boccata dittatoriale.
Saluti,
Roberto
20/12/2007 17.40 Per Maurizio
Che bello quell'articolo sulla città del fare che non sa più cosa fare !
Questa è Milano, e allora bisognerebbe venire a Napoli a fare una
passeggiata per perdersi negli effluvi delle montagne di "munnezza", per
guardare a bocca aperta quartieri interi che pullulavano di negozi
partenopei e che ora dondolano insieme a migliaia di palloncini cinesi nella
più oscena disintegrazione di un costume, di una tradizione, stravolti da
innumerevoli occhietti asiatici che ti guardano con la più assoluta
indifferenza e con la sola voglia di impadronirsi dei tuoi euro per
comprarsi la propria sopravvivenza.
E' una guerra all'ultimo spicciolo, all'ultima ciotola di riso!
Qualcuno sghignazza!
E' l'anticristo: siamo alla fine.
C. M.
20/12/2007 16.45 Critiche ad Infante
Spett. Redazione,
vedo che le "tesi" di Infante stanno riscuotendo un certo successo presso
alcuni vostri lettori.
Come sapete ho recentemente avuto una polemica con Infante, che si è
svolta nello spazio da voi dedicato ai contributi dei lettori.
Prima di scrivervi ho cercato su Internet altro materiale su di lui, e
quel che ho trovato mi ha solo confermato ciò che desidero scrivervi.
Scusate se sarò poco diplomatico.
Questo tizio sta prendendo per il c... i suoi lettori.
Con le sue fumose discussioni esoteriche pretende di abbattere l'impianto
scientifico elaborato nel corso degli ultimi secoli: messo alla prova,
Infante si rifiuta sistematicamente di dimostrare ciò che afferma,
tacciando l'interlocutore di oscurantismo, scarsa comprensione delle cose,
addirittura diabolicità (come è avvenuto nei miei confronti).
Cerca di demolire la relatività di Einstein ma non ne dimostra gli
eventuali errori, né costruisce in sua vece una teoria alternativa.
Cerca di confutare l'eliocentrismo, portando a suo favore "teorie"
esoteriche e misteriose di cui Galileo Newton e tutti gli altri sarebbero
stati adepti, nonché il miracolo del Sole di Fatima.
Tutti questi discorsi li fa basandosi sulla generale ignoranza della
maggior parte del suo pubblico, abbastanza digiuna di queste materie e
spesso incline a farsi influenzare non dalla validità di un ragionamento,
bensì dal fascino esercitato da discorsi affascinanti e per principio
"contro corrente".
Inoltre, essendo Infante (da quanto dichiara) un fisico, la sua malafede è
evidente, in quanto nei suoi (ipotetici) studi egli ha certamente potuto
non solo studiare, ma anche effettuare e riprodurre numerosi esperimenti e
processi fisici, di cui non può pertanto ignorare le conclusioni.
Se la luce ha velocità finita, e la Terra ruota attorno al Sole, centomila
citazioni di sette esoteriche, logge massoniche, simbolismi occulti e via
dicendo non potranno mai alterare i risultati di ogni possibile
esperimento si possa compiere su luce e Terra.
Per questi motivi ho la netta sensazione che Infante sia niente più che un
ciarlatano.
Magari un ex-studente di fisica che, frustrato per non aver trovato un
lavoro decente, e constatando l'ingenuità della maggior parte degli
Italiani (sono selvaggi col telefonino, no?) ha provato a raffazzonare un
po' di fantasie, appoggiandosi forse a qualche testo "occulto".
Vedendo che il trucco funzionava, può aver iniziato a cercare il modo di
cavarci dei soldi, con sforzo molto relativo, propinando assurdità
inventate di sana pianta come se fossero geniali parti della sua unica
mente.
Sì, perché questa sua ampollosità nel rispondere ai lettori, questo suo
costante atteggiamento di superiorità, come se fosse un grande vecchio
saggio depositario di chissà quale perduta conoscenza, non fanno che
rafforzare la mia convinzione.
Chiunque fa un'affermazione deve anche provarla: è questa una regola del
metodo scientifico (e non solo), che Infante si guarda bene
dall'applicare. Nei suoi articoli, dopo le critiche sostanziali all'una o
all'altra teoria, o (ad esempio) in risposta alle mie lettere, ha Infante
accennato anche di sfuggita a qualche suo testo, o risultato, o studio in
merito?
Neanche uno: solo derisione, supponenza e commiserazione.
La stessa
reazione dei più beceri astrologi e cartomanti.
Mi permetto di darvi un consiglio: diffidate di Infante e dalle sue
"opere".
Questo individuo sta cercando di legittimare ai vostri occhi i suoi
scritti professando la sua fede cristiana, nella speranza di far valere
nei suoi confronti il "principio d'autorità": non è il carisma dell'autore
che può convalidare una teoria, bensì la prova sperimentale.
Se domani il più grande fisico vivente presentasse una sua nuova teoria, o
il più grande matematico esistente pubblicasse la dimostrazione di un
teorema fondamentale, nessuno "crederebbe" loro senza aver meticolosamente
provato a verificare la teoria o controllato ogni passo della
dimostrazione.
Perché ciò che nessuno scienziato oserebbe mai chiedere, Infante lo
pretende per sé come atto di fede (e con quale sicumera... "non perderò
tempo a inoltrarmi in astruserie matematiche"..."sono solo io al mondo ad
aver capito queste cose"...)?
Ovviamente non fidatevi di me (che sono un perfetto sconosciuto), ma
interpellate veri scienziati, che siano credenti o atei, cristiani o
musulmani, fisici o matematici.
Chiedete loro cosa pensano dei "discorsi" di Infante, quale validità dar
loro, e come in campo scientifico non ci si possa mai "fidare" della
persona ma solo della Natura.
Soprattutto quando la persona afferma palesi falsità, continuamente
confutate da fenomeni fisici evidenti agli occhi di tutti.
Perché un altro errore che si compie spesso in questo campo è ritenere che
le teorie fisiche possano essere verificate soltanto in laboratori
ultra-sofisticati: molti fenomeni avvengono tutti i giorni sotto i nostri
occhi, e possono essere facilmente osservati e verificati da ognuno di
noi.
Anche per questo motivo Infante evita accuratamente di dimostrare una
qualunque delle sue affermazioni, ben consapevole che si troverebbe subito
di fronte all'impossibile compito di negare l'evidenza.
E così, per non poter arrivare procedendo scientificamente a quel che
afferma, tenta di giungervi per via indiretta attraverso i suoi sproloqui
verbali.
Non ho scritto questa lettera perché sia pubblicata, ma solo come
comunicazione per vostra convenienza.
Spero che recepiate la sostanza di questo mio "appello" e consideriate la
questione: è un peccato che un sito come Effedieffe rischi di farsi
prendere un po' la mano da queste pericolose ancorché inutili derive.
Cordiali saluti e come sempre i miei più sinceri complimenti per l'ottimo
lavoro che state facendo.
Alessandro V.
P.S. posso assicurarvi che, da cattolico tradizionalista (ma non
catto-talebano) e amante della scienza da una vita, non ho mai trovato
vere contraddizioni tra la dottrina della Fede e le scoperte scientifiche
compiute nel corso della storia umana. Non c'è bisogno alcuno di confutare
le attuali teorie fisiche: l'Universo come lo conosciamo è perfettamente
coerente con l'esistenza di Dio onnipotente Uno e Trino.
RISPOSTA
Perdono volentieri, per amore di Cristo, quanto sopra.
Tuttavia, mi sembra doveroso fornire alcuni chiarimenti, per rispetto soprattutto di quei lettori che hanno apprezzato pubblicamente e disinteressatamente i miei articoli, dai quali non traggo alcun vantaggio.
Anzi.
Innanzitutto, ci tengo a precisare che quanto guadagno con il mio onesto e gratificante impiego di professore, mi basta ed avanza.
Vivo nel piccolo appartamento popolare di mia proprietà, nel quale sono nato una cinquantina di anni fa.
Conduco una vita modesta, tendenzialmente monastica.
Non ho moglie, amanti, figli da mantenere, ecc.
Ho anche smesso di fumare pipa e toscanelli.
Come terziario francescano, da una quindicina d’anni, pratico un percorso di fede quotidiano, scandito dalla Santa Messa mattutina, Rosario, Adorazione serale, Liturgia delle Ore, ecc.
Inoltre, da cinque anni partecipo alla settimana di Esercizi Spirituali indetti dall’Istituto di vita consacrata paolina, San Gabriele Arcangelo (ISGA), e sono sostenuto con la preghiera da diversi padri e sacerdoti che mi conoscono bene, e che accolgono con interesse i miei scritti. Ovviamente, senza sbilanciarsi né a favore, né contro.
Quando sono libero dagli impegni religiosi e scolastici, leggo, e cerco di scrivere.
Tutto per passione, senza rendiconto economico.
Anzi, mi tocca anche rimetterci, proprio perché non ho secondi fini, se non quello di dare la mia testimonianza alla Verità.
Trasmetto queste note personali non per farmi pubblicità.
Ma per tranquillizzare EFFEDIEFFE ed i suoi lettori circa la mia buona fede, dal momento che san Paolo dice ai Corinzi (2Cor 10, 17): “Chi si vanta, si vanti nel Signore, perché non colui che si raccomanda da sé viene approvato, ma colui che il Signore raccomanda”.
Giancarlo Infante
20/12/2007 15.30 Skull and Bones
Se non se ne è già trattato e mi scuso anticipatamente
per la mia distrazione nel leggere gli articoli e post
dei lettori, ma lavorando tutto il giorno (pur essendo
un bamboccione per Padoa Schioppa, non potendomi
ancora permettere una casa da solo) ho poco tempo per
assaporare letteralmente le informazioni e notizie del
vostro serio e culturalmente preparato sito, vorrei
segnalare all'attenzione del Sig. Blondet e dei
lettori il cosiddetto Bohemian grove.
Si tratta,a quanto pare di una conventicola simile
alla Skull and Bones già ampiamente trattata nei suoi
libri dal nostro direttore e che raduna al suo
interno, stando ad alcune informazioni trapelate da
siti da verificare, tra i più influenti membri
dell'establishment internazionale.
Segnalo un video a proposito:
Se veri, davvero inquietanti.
Cordialissimi saluti
Un lettore
20/12/2007 14.00 Filo-milanese
Direttore,
ogni volta che lei parla di Milano e del nord, cosa che ormai le capita
spesso, scade a livelli parossistici e francamente un po’ penosi.
Scopriamo
così che frequenta discutibili individui che invidiano l’illegalità dei
bassi di Napoli dove la polizia non può entrare, che è tornato a Milano e
“dopo due mesi d’assenza, il suo degrado (che mi sarebbe passato inosservato
…) salta immediatamente agli occhi” (!!!) ed infine che la presenza di
negozi stranieri la disgusta (un suk…) e vi sospetta il malaffare sistemico.
Non le dirò quindi che nella mia zona (Inganni, lo so, è molto periferica),
dopo anni di coma e saracinesche arrugginite, stanno aprendo molti negozi
(in fuga dal centro?) e le case si vendono in tre mesi.
Certo, bisogna
scontarle del 10% come dice lei; se ne renderanno conto anche i più
spocchiosi abitanti delle zone centrali, ma gli ci vorrà del tempo (abbia
pazienza, il risveglio è sempre lento).
Gli stranieri?
Beh oggi 18/12/07
sono il 13% dei milanesi (ma pesano molto di più, se contiamo l’età media)
ed il governo ne sta legalizzando in questi giorni un’altra mezza milionata,
quindi pare che i suk diventeranno endemici e comunque loro per i negozi
pagano i prezzi di “mercato” (le triadi senza battere ciglio).
Questi suoi
articoli rischiano tutti quanti di sembrare il lamento di un vecchio
pensionato che vagheggia dei bei tempi che furono.
Ma lo furono davvero?
O
erano stereotipi?
Parlare di Milano come se fosse stata la capitale morale
(mentre era solo un’invenzione giornalistica) non ci aiuta (si ricordi che
il pizzo vi si paga dagli anni ’60, non da poco).
Invece di lamentare
l’ignavia dei milanesi, pensi che nel mondo globalizzato una città senza la
sua nazione d’appartenenza non conta nulla e forse non ha nemmeno ragione di
esistere.
Il problema, come lei ben sa ed ha già detto in altri articoli, è
esclusivamente politico: il cappio stretto dalla casta attorno al collo
degli Italiani strozza tutti, Milano e nord come e più degli altri.
Quindi,
se accetta un consiglio, torni a lavorare al suo manuale per la rivoluzione:
ci servirà a breve, mentre la strada della nostra maturazione è molto lunga.
Saluti
Luigi B.
20/12/2007 12.30 La Spagna ci supera
Alla cortese attene sig. Blondet,
se per caso le fosse sfuggito, Radio 24 di oggi dava le seguenti
informazioni :
- la BCE ha svolto un' asta per la modica cifra di 350 MILIARDI di euro (16
gg al 4%) per alimentare circa 180 banche (che avevano chiesto 380 miliardi)
in modo da tamponare il problema dei sub prime e derivati analoghi.
- A questo segue la notizia che Carlo de Benedetti, oggi ad un meeting, ha
dichiarato di essere a conoscenza da una fonte che non intende nominare (per
riservatezza ?!) che le banche UE hanno circa 340 miliardi di sofferenze
dovute ai suddetti derivati.
Il commentatore (Barisoni, che sembra persona onesta, non ha potuto
esimenrsi dal dire "Ma che coincidenza".
Le notizie ci sono anche in rete.La prima sull' Ansa e l' altra sul
corriere.it
Radio 24 terminava le liete novelle con il dato che la Spagna ha superato
nel PIL % pro capite l' Italia (come Zapatero aveva promesso a Prodi (e non
ricordo cosa ha commentato il "nostro" presdelcon))
Fortunatamente superiamo la Spagna che ha un misero debito pubblico al 40%
del PIL contro il nostro ottimo 105% .
Piuttosto che commenti articoli inutili sul gen. Particolare e i suoi
elicotteri ad usum delphini, che tanto non ne vien fuori niente, i media
dovrebbero provare ad evidenziare come siamo passati in due anni da 107 a
103 nel PIL mentre la Spagna è salita da 101 a 105 nello stesso tempo e come
da loro si stia formando non un aumento del debito, ma addirittura un attivo
(sembra 18 mil anno)
Grazie dell' attenzione
A. Ferraris
20/12/2007 11.30 L'articolo su Milano
D'accordissimo con lei,
ma...non sono milanese, non abito Milano, non sono italiano, non abito in Italia
nella mi citta, all'estero, è lo stesso.
Da cosa o che vivranno i miei figli?, emigrare, dove?
Mia moglie e me siamo preocupatissimi
JMC
RISPOSTA
Siete già in due.
Forse bisogna cominciare a chiedere in giro se ci sono tre, o quattro, che la pensano come voi.
Forse ci scopriremo in migliaia o milioni.
Maurizio Blondet
20/12/2007 10.00 Ottime Vecchie Enciclopedie
Carissimo Direttore!
Ho letto con grande piacere il Suo ultimo articolo incentrato sulla scuola,
l'educazione e la pedagogia: non ho potuto fare a meno di rivedere me stesso mentre
ascoltavo i racconti che i miei genitori mi leggevano dall'Enciclopedia dei Ragazzi
(che conservo gelosamente, alla faccia di internet e della sua presunta
onnicomprensività) e dai libri dei Fratelli Grimm.
Ho rivissuto anche il periodo delle scuole elementari degli anni ottanta, grembiule e
cartella: l'opera di narrativa "Storia delle Storie del mondo" di Laura Orvieto, ebrea
(si definisce tale durante uno dei suoi dialoghi d'intermezzo con i figli), ha permesso
a me e ai miei compagni di scuola di immergermi nel mondo del mito e di rimanerne
affascinati ben prima delle scuole medie e del Liceo Classico; da quelle letture è nata
per me in età precoce la Curiosità di cui Lei ha parlato.
Non potrò mai ripagare i miei
genitori e le scuole elementari per questo piccolo grande impulso ad apprendere.
Non posso dichiararmi d'accordo a proposito dell'università; ho avuto la fortuna di
laurearmi in Legge con vecchio ordinamento, scampando al tracollo di quello che ancora
poteva essere considerato un "tempio della cultura".
Mi sono laureato con passione, ho
studiato su manuali da minimo ottocento pagine, ho frequentato seminari raccogliendo in
appunti perle di saggezza che solo un docente preparato può regalare ad allievi pronti
ad apprendere: l'Università mi ha arricchito di un bene che devo sempre nutrire, per
non farlo decadre ed invecchiare.
Ma questa è storia ormai, l'Università della riforma
Berlinguer (quel delinquente) è senza carattere, per smidollati da "test" (risposta A,
B, C). Insomma, per le generazioni dei selvaggi con telefonino così bene descritte da
Lei; e la cosa triste è che quei selvaggi un giorno saranno genitori, in coppie di
fatto, immagino, di altri selvaggi incapaci di imparare oltre i centosessanta caratteri
di un sms, incapaci di orientarsi senza un "tom-tom".
Insomma, se potrò, un giorno, i miei figli frequenteranno una scuola seria, privata e
non verranno contaminati dalle schifezze che servono a lobotomizzarli.
Grazie per l'attenzione e buon lavoro,
Enrico
20/12/2007 09.00 Sarko o'pesce
Anche o' pesce di Sarkozy non ha penzeri.
Si sta dando un gran da fare, come i nostri politici di casta.
Dico solo: e meno male che a chi parla male dello stato d'Israele gli
danno del razzista !!
Già che ci sono ne approfitto per chiederle una valutazione
sull'ultimo video del solito "numero-due-di-al-qaida-al-zarkawi" in cui
"attacca Benedetto XVI": solita chiamata allo scontro di civiltà o
avvertimento al nostro Pontefice?
Di nuovo Buon Natale!
Josi
RISPOSTA
Al Zawahiri è una creazione del noto gruppo islamista Al-Mossad.
Se attacca il Papa, vuole dire che Al-Mossad vuol fargli la pelle.
Con l'aiuto dei suoi sayanim vaticani.
Maurizio Blondet
19/12/2007 19.30
Il mito di Tantalo
Stimato Direttore,
spero di non irritarLa in modo irreparabile, ma le voglio rivolgere un affettuoso rimprovero.
Fra tutti gli interessantissimi argomenti da Lei toccati, ve n'è uno in cui Lei da il meglio.
Purtroppo non saprei ben definire l'argomento: mi riferisco agli articoli ove lei parla del Paradiso che si conquista con la violenza, delle religioni 'vere' e quelle 'false'...
Insomma, spero mi abbia capito, io per semplicità dico “l'aldilà secondo Blondet”.
Quegli argomenti riguardo ai quali lei ha detto a un lettore che non Le va più di scrivere, forse per una specie di pudore spirituale, che, se da un lato è comprensibile, dall'altro lascia noi che la apprezziamo come dei Tantali senza cibo!
Proprio quell'àmbito, Direttore, è l'àmbito in cui Lei ha espresso idee davvero sublimi, in cui dimostra una lucidità e una profondità illuminate dall'Alto!
Lei dice di non volerne più scrivere, ma così è come un Van Gogh che non dà le ultime pennellate, un Dante che non scrive l'ultimo canto, un Moltke che non prende Parigi!
Ci ripensi, Direttore, anche perché in fondo sono quelli gli argomenti 'ultimi' che più contano!
La saluto con stima e simpatia.
Riccardo A.
19/12/2007 18.00 Le “nostre” università di Giuda
Caro Direttore,
le scrivo nella speranza di ricevere presto da lei una cordiale risposta.
Mi presento, ho 19 anni e studio Scienze Politiche all'Università Statale di Milano.
Leggo ormai da lungo tempo gli articoli che scrive su EFFEDIEFFE.com e penso che questa sia proprio l'occasione giusta per aprire un dialogo con lei.
L'argomento in questione è il libro scritto da Claudio Vercelli: “ISRAELE, Storia dello Stato - Dal sogno alla realtà (1881-2007)”, il quale ci è stato dato come possibile scelta tra altri cinque libri.
Ho appena cominciato a leggerlo, ma già vi trovo tre punti che mi lasciano non poco perplesso: Vercelli scrive “Capii se ne avessi ancora avuto il bisogno, qual'è l'approccio corrente in Italia al conflitto in questione, d'Israele non si studiano ne i numeri ne i dati, non occorre conoscere, ma piuttosto giudicare” e poi dice “Molti pensano di essere in diritto di poter dire cosa fare per risolvere il conflitto con i palestinesi, nessuno sa con chi ciò dovrebbe essere fatto. Più banalmente, forse a nessuno interessa”.
Nell'ultimo punto finora riscontrato, in sole due pagine di lettura scrive che bisogna sfatare certi miti che persistono in Italia, “a partire dal convincimento che Israele sia il prodotto di un esproprio politico consumatosi a danno di uno stato palestinese che gli sarebbe preesistito e del quale avrebbe cancellato ogni vestigia. La percezone prevalente nell'opinione pubblica italiana è che, comunque la si voglia mettere, le scelte fatte da questo stato siano il prodotto di una serie di manomissioni e di furti” ritenendo normale che ad un popolo che esce da un colonialismo se ne imponga subito un altro, continuando nel perpetuo circolo vizioso della Sovranità e dell'autodeterminazione concetto che non può essere, a quanto pare, esteso a tutti.
Se lo riterrà di suo interesse, la aggiornerò su altri punti ambigui come questi, e visto che mancano oltre 300 pagine alla fine penso ce ne siano molti, ma le vorrei chiedere due cose:
1) una sua considerazione sui punti;
2) se ritiene giusto che un'università statale proponga libri come questo, estremamente di parte, senza offrire un libro di antitesi.
Ma soprattutto se ritiene giusto che in almeno altri quattro libri su cinque è trattato il tema d'Israele, del genocidio degli ebrei o della migrazione degli ebrei.
In attesa di una sua cordiale risposta, le auguro un buon proseguimento.
Grazie.
Mohamad C.
RISPOSTA
Mi piacerebbe conoscere il nome di quel docente universitario che dà come materia di studio la più paranoide propaganda israeliana, e ciò a spese del contribuente.
Ovviamente i palestinesi non avevano uno Stato prima dell'invasione sionista, essendo parte dell'impero ottomano: un dominio nominale, con così larghe autonomie che nessuno sentiva il bisogno di ribellarsi.
Oggi sono diventati una nazione, proprio perché l'oppressione straniera ha creato una coscienza nazionale.
Questo inqualificabile Vercelli ripubblica la solita solfa: anche durante ai tempi della dichiarazione Balfour, lo slogan era “un popolo senza terra per una terra senza popolo”.
Solo che il popolo c'era in Palestina.
Gli inglesi, per obbedire a lord Rotschild, inviarono in quella "terra senza popolo" un milione di uomini al comando del generale Allenby, onde farne il "focolare ebraico": sottrarre un milione di soldati dai fronti della Grande Guerra!
Si vede che le promesse di Rotschild valevano la spesa.
L'altra panzana ebraica, “abbiamo fatto un giardino del deserto di pastori nomadi”, era già falsa a quei tempi: la Palestina "senza popolo" era la maggiore esportatrice di arance e succo d'arancia in Inghilterra (sapete, la prima colazione inglese...).
Quei rozzi beduini evidentemente già coltivavano il deserto, i sionisti non hanno fatto che rubare le coltivazioni.
Vercelli riciccia l'argomento: in Palestina non c'è nessuno con cui trattare (sottinteso: sono solo belve).
Non c'è nessuno, perché quelli che possono trattare sono stati uccisi, massacrati, torturati, imprigionati (come Barghouti), o fatti impazzire in carcere.
La Palestina sarà presto una terra senza popolo, quando avranno finito di commettere il loro genocidio sotto i nostri occhi complici.
Vercelli ha torto anche in questo: la percezione degli italiani, anche se poco informati, è quella giusta.
Israele è il paese più pericoloso dell'area.
Cosa diremmo se la Spagna si dotasse di 500 bombe atomiche e missili intercontinentali?
Non chiederemmo quali sono le sue intenzioni?
Ma noi taciamo, sotto quella minaccia permanente.
Maurizio Blondet
19/12/2007 16.20 Commento: Il male è più grave di quanto crediamo, Santità
Caro Direttore,
ho letto con piacere il Suo articolo "Il male è più grave di quanto crediamo, Santità", sull'uso/introduzione dell'arte bizantina nelle nostre moderne chiese: finalmente !!!
Il legame tra Occidente e Oriente appare più profondo di quel che forse è anche per via della rappresentazione che viene data del Salvatore: in Oriente il Cristo è Pantocratore (pantokrator : ha il potere su ogni cosa), mentre la nostra iconografia rappresenta un Cristo spogliato ed umiliato, frutto della contaminazione dell'arianesimo concessa da Teodoacre, imperatore romano-barbarico.
Tale iconografia può aver contaminato il nostro modo di vedere il Cristo?
Per mio personalissimo parere sì (sbaglierò, non sono nessuno), i frutti si possono vedere nella mancanza del timor di Dio che ha portato all'umanesimo senza Dio dei secoli "illuminati".
Una cosa è certa : da quando l'arte ha abbandonato Dio non è stata più in grado di essere all'altezza del "vecchio", creando opere che DEVONO essere interpretate perché altrimenti sarebbero immondizia o che sono "provocazioni" in modo che si parli dell'artista quasi che sia esso stesso l'opera d'arte su cui focalizzare l'attenzione.
Dopo una visita a Ravenna e a Venezia (Basilica di San Marco) ho iniziato ad amare l'arte bizantina; nonostante ciò credo che attribuire la profondità ed altri aspetti dell'arte bizantina a scelte stilistiche possa essere errato, credo molto semplicemente che l'arte bizantina si sviluppi soprattutto sotto forma di mosaici e icone con sfondi preziosi, espressioni stupende ma tecnicamente limitate.
L'arte bizantina si è sviluppata prima del 1000, prima che fosse scoperta/inventata la prospettiva in pittura, ed ha mantenuto orgogliosamente il proprio stile.
Spero che, con la dovuta calma ma il più in fretta possibile, la Chiesa d'Oriente torni a riconoscere il primato del Papa: l'essersi staccata da Roma ed aver mantenuto un'organizzazione cesarea (un patriarca per nazione eletto anche con il consenso del governo della nazione stessa, come ai tempi degli imperatori romani) l'ha sottratta dagli impietosi e continui attacchi che la Chiesa Cattolica ha subito in tutti questi secoli, la comunione delle due Chiese spero porti alla decisiva sconfitta degli eretici modernisti, sempre che questi non se ne vadano con una seconda riforma : già, ma quanti li seguirebbero ?
Un tale scisma sarebbe sostenuto da tutti i media, i "semplici" chi seguirebbero ? Sicuramente ci sarebbe il boom delle conversioni al nuovo credo dei sedicenti "intellettuali" di sinistra.
I governanti "schiavi" di tutte le nazioni esproprierebbero tutti i beni per darli alla nuova chiesa per far scomparire la vera Chiesa?
Temo il peggio, ma forse non ho abbastanza Fede.
Cordialmente,
Giulio G.
RISPOSTA
Dostojevsky, dopo aver visto la Sistina, obbiettò che Gesù di Michelangelo "sembra un soldato tedesco, gli manca solo la sciabola".
Osservazione molto pertinente, da uno che ha nel sangue le sante icone.
Troppi muscoli, in Michelangelo.
Certo nell'arte italiana c'è un germe di "umanismo" che ha portato a quello che lei dice, al Rinascimento, all'illuminismo, passando per Raffaello che dipinse la Vergine prendendo a modello la sua amante...
Nell'Ortodossia per contro c'è il rischio della fissità, della mummificazione e della sciossione: da una parte i santi staretz contemplativi, dall'altra i mascalzoni sovietici.
E' la conferma, se vuole, che i due polmoni spirituali devono tornare a respirare all'unisono. Se non è troppo tardi.
La frase-chiave è quella di Sedlmayr: dobbiamo tornare, anche noi cristiani, a non sentire il peccato in modo "grettamente morale", ma come una ferita all'intero cosmo umano, ma persino "al cosmo e alle fonti della vita".
Praticare 200 mila aborti l'anno e poi pretendere che nei ruscelli l'acqua scorra ecologicamente limpida, il deserto non avanzi, l'effetto-serra si fermi con le regole di Kyoto, è la specifica idiozia del nostro tempo: idiozia dell'intelligenza più che dell'etica.
Il cosmo è un tutt'uno, e le "fonti della vita" che avveleniamo cominciano dal sangue degli innocenti sparso, per finire nella architettura de-costruttivista, sghemba perché vuol far male.
Recuperare il senso del "tout se tient" è la vera rinascita.
Maurizio Blondet
19/12/2007 15.00 Educazione
Buonasera,
Le scrivo perchè ho appena letto l'articolo sull'educazione.
Sono pienamente d'accordo sul fatto che l'atuale istruzione è solo un
modo per riempire il sacco, quante volte sentiamo dire studio "per
avere in mano qualcosa" e non si capisce che ripetere a papagallo
sterili concetti non accrese il nostro sapere.
Mi ha colpito la parte
in cui fa riferimento al'importanza di studiare con il cuore e sono
pienamente d'accordo; usare solo il cervello nella vita è come correre
usando solo le gambe..si puo fare ma non da emozioni.
Quanti "Geni "
stiamo perdendo a causa di istruzione sterile, di modelli di vita
insignificanti e capaci solo di apparire, di un sistema che ci sta
succhiando linfa vitale!
Flavio
19/12/2007 14.00 Grecia , Usa e il "17 Novembre"
Egr Direttore,
lei scrive:- a mio avviso correttamente-
"questa volta è diverso.
La Grecia, che già ai tempi del Kossovo fu apertamente dalla parte di Belgrado, ha preso atto - meglio degli altri europei più servili - che la natura della NATO è cambiata, che il vecchio concetto di «amico» non si attaglia più agli USA, e che il quadro internazionale è radicalmente cambiato.
La ricomparsa in forze delle navi russe nel Mediterraneo orientale può tentare Atene a posizionarsi dove la porta la sua cultura e tradizione, ortodossa e filo-slava. Riemergono antiche solidarietà e riprendono forza i destini manifesti nazionali.
Il primo ministro greco Costas Caramanlis è i visita ufficiale a Mosca per tre giorni".
Visto lo scenario cosa si possono allora aspettare i Greci?
Magari una recrudescenza delle attività dell'"inafferrabile" cellula "anarco-terrorista" 17 Novembre ", tali che possano "scuotere" l'opinione pubblica....
Adrèas o'rebetis
19/12/2007 12.40 Da Treviso, tartassata
Buongiorno,
leggo regolarmente i Vostri articoli e ogni volta ho
la tentazione di stamparli, fotocopiarli e
distribuirli in ogni casella postale, bar, stazione...
etc.etc. per cercare di svegliare le persone che
continuano ad andare avanti come un gregge di pecore,
senza neanche sapere dove, come e con chi vanno
avanti!!!
Vorrei ingigantirli ed usarli per fare delle
affissioni 6x3 su tutte le città... vorrei che tutti
fossero INFORMATI! e poi mi rassegno...e continuo a
leggere e tenere informata me stessa con tutta
l'amarezza che ciò comporta!
Mi piacerebbe che all'improvviso si oscurassero tutti
i tg idioti e di parte, allarmisti ma inconsistenti,
pilotati e servili che abbiamo e che al loro posto
comparisse Maurizio Blondet e facesse vera
informazione! E' un sogno... si avvererà mai?
O tra
poco ci troveremo il pluriomicida rom a far anche
informazione?
A questo proposito vorrei sapere qual'è l'azienda che
lo ha ingaggiato per fare pubblicità... non voglio
rischiare di acquistare (non sapendolo) un qualsiasi
prodotto di tale azienda! Se lo sapete vi prego di
informarmi.
Grazie!
Comunque: complimenti!!!
Laila V.
....una dei tanti trevigiani
lavoratori autonomi che oltre ad essere risucchiati di
quasi l'80% di ciò che producono (perchè alla fine tra
tasse, imposte, ticket medici, immondizia..etc.etc.
quest'anno mi è rimasto circa il 20% del reddito di
duro lavoro) vengono additati come razzisti e
fascisti!
RISPOSTA
La capisco ed ha tutta la mia solidarietà.
Ma lei faccia quel che vorrebbe: fotocopi e diffonda.
Occorre creare una coscienza di classe degli sfruttati.
E non tutti vanno su Internet, specie quelli che hanno da lavorare perché Visco gli soffia sul collo...
Maurizio Blondet
19/12/2007 11.30 Sulle icone
Pregiatissimo Direttore,
devo ringraziarla per aver citato (nell’articolo “Il male è più grave di quanto crediamo, Santità” del 15.12.2007) la Scuola di iconografia presso il Centro studi “Russia Cristiana” di Seriate.
Pur non essendo iconografo, lì ho seguito passo passo il processo di nascita delle icone, dall’allestimento della tavola alla benedizione finale: da allora, considero “Russia Cristiana” un vero punto di riferimento spirituale e culturale.
Per questo, mi sembra riduttivo parlare di quelle icone in termini di “copie”, di “imitazioni” di modelli antichi.
In realtà c’è un procedimento specifico all’origine della realizzazione dell’icona, nel suo aspetto figurativo: quello del calco.
Che non è il ricalco, la copiatura delle nostre scuole elementari, ma molto di più (per quanto non sia poca l’umiltà e la concentrazione che i nostri maestri ci richiedevano per metterli in opera).
E’ un procedimento che va al di là del mero fatto tecnico, è una scuola iniziatica, meglio mistagogica di fedeltà non solo all’origine, ma all’Origine.
Perché dico questo?
Perché ritengo opportuno rilevare che è quello che sembra mancare a molta arte religiosa contemporanea, che spesso al di là della bellezza o bruttezza del risultato, dà la sensazione di mancare di quell’autenticità, che l’icona (indipendentemente dal fatto che il modulo sia orientale o occidentale) possiede eminentemente (parlo ovviamente di “icone”, non di riproduzioni incollate su supporti vari).
Dov'è il criterio di autenticità?
L’autenticità dell’icona dipende dalla fedeltà all’Avvenimento di salvezza che la origina e di cui ciascuna, a suo modo, è memoria/presenza.
Tale fedeltà è aderenza al canone teologico (teandrico), ricevuto dalla tradizione e creativamente riproposto.
E a dar titolo di autenticità intervengono, nel canone iconico, tre requisiti che sono (e vanno intesi come) indissolubilmente congiunti e implicati; l'icona autentica infatti:
1) è vera,
2) è miracolosa (testimone fedele dei mirabilia Dei), proprio in quanto,
3) pertiene (ed appartiene) al Dio unitrino (è acheropita, “non fatta da mani d’uomo”).
Se questa è l’indefettibile criteriologia tradizionale, non è senza conseguenze l’adeguarvisi o meno.
La “qualità di ionizzazione” dipende dall'esperienza spirituale e dall’idea implicita o esplicita conseguenti: una cattiva “teologia”, o una cattiva “liturgia”, danno origine ad una cattiva “iconografia”.
E viceversa.
Direi, infine, che esiste e va riproposta e rispettata una “indefettibile criteriologia tradizionale” non solo per le “icone figurative”, ma anche per le cosiddette “icone spaziali”: l’altare, l’ambone, il battistero, la cattedra, il ciborio, il tabernacolo, al chiesa-edificio stessa.
Per riallacciarmi ad una lodevole tesi già espresse da altri del suo Giornale on-line, l’inadeguata arte ecclesiale odierna si spiega con l’infedeltà (o la perversione) a quel canone che anima, definisce e identifica l’universo intero dell’icona.
Grazie,
Luigi P.
RISPOSTA
La ringrazio.
Sono d’accordo con lei.
Maurizio Blondet
19/12/2007 10.00 Niente Casta
Ho appena finito di leggere il suo ultimo pezzo “Napolitano contro di noi”, purtroppo devo dire che è una fotografia della realtà italiana da ormai troppo tempo e non vedo come all’orizzonte qualcuno o qualcosa possa farci rialzare.
Solamente Le consiglierei di smetterLa di riferirsi LorSignori con l’appellativo Casta (introdotto mi sembra da un signore che in mezzo a questa casta ci lavora - Corsera -) ed adottare il più eloquente Mascalzoni.
Con immutata stima
Fabio
RISPOSTA
“Mascalzoni” è generico. “Casta” indica meglio un gruppo sociologico.
Se mai “Parassiti”.
Maurizio Blondet
19/12/2007 09.00 Risposta a “Napolitano contro di noi”
Ma questa è la mentalità italiota.
A Roma saranno anche tutti uguali, a prescindere dallo schieramento politico, ma una
persona moralmente corretta non voterà mai la sinistra.
E’ una regola.
Eppure, in “Italia” esiste ancora qualcuno che li appoggia.
Incredibile e sconcertante.
Fossi un genio, potrei pensare “va be’, io ci arrivo prima…”, ma visto che sono una
persona mediocre, incomincio a pensare che la maggior parte della popolazione italiota
sia completamente deficiente.
Saluti
Carlo
18/12/2007 20.00 Luttazzi-Blondet
Caro Direttore,
vorrei intervenire sul caso Luttazzi.
La sua trasmissione, “Decameron” è stata chiusa, e c’è chi si rallegra, tra i suoi lettori, dal momento che Luttazzi è un anticlericale, anzi egli avversa in modo indiscriminato tutte le religioni in generale.
Chi si rallegra dovrebbe però versare anche qualche lacrima per la fine del diritto ad esprimere il proprio pensiero in televisione, dal momento che tra le vittime di queste censure c’è anche il dottor Blondet, che invece in Dio ci crede, eccome.
Ero uno degli assidui spettatori della trasmissione di Luttazzi, uno dei migliori autori di satira in circolazione.
Al tempo stesso sono un assiduo frequentatore del sito EFFEDIEFFE: è il primo che leggo quando mi connetto ad internet: troppo preziose le sue informazioni su politica estera, politica italiana, economia.
Sono triste per la censura di cui è stato vittima Luttazzi, esattamente come mi ha depresso il modo in cui Mentana ha trattato Blondet durante la trasmissione “Matrix” dedicata all’11 settembre.
E’ troppo chiedere ai lettori di EFFEDIEFFE, e ai potenti di turno, la fine di tutte le censure alla libertà di pensiero ed espressione?
Cordialità
Sergio
RISPOSTA
Ho sentito Luttazzi a Radio24: è stato cacciato perchè un suo sketch immaginava Berlusconi che defecava in bocca a Giuliano Ferrara.
Luttazzi sostiene che la “merda” è il cuore della satira, e che chi non è d’accordo è fascista.
Se permette, preferirei non essere accomunato a questa vittima delle repressione.
Sarò nella merda anch'io, ma non per soldi almeno.
Maurizio Blondet
18/12/2007 19.00 I leucodermi (bianchi) questi colorati...
Salve Direttore,
in risposta ad un lettore che volle chiamare i negri “iperfotoassorbenti” io richiamo alla mente un termine forse poco noto a voi: leucodermi, così sono chiamati i popoli che hanno una pelle un po’ bianco un po’ rosso e che diventa molto rosso quando viene stimolata.
Provate a darvi uno schiaffo e vedrete quanto arrossirà la vostra pelle.
I negri per fortuna non hanno questa pelle, non hanno bisogno ad andare ad abbronzarsi l’estate o in centri di abbronzatura e quindi non spendono soldi.
Mi pare politicamente corretto usare il termine bianco.
Però provate un po’ a chiamarvi “uomini pelosissimi un po’ rossi e un po’ bianchi”.
Che effetto fa?
Spero che vi faccia sorridere.
Infatti possiamo permetterci questi scherzi fino a quando non offendiamo la carità di qualcuno altro. Mi pare questo profondamente cristiano.
Pare che a Lei, carissimo direttore, ironizzare sul colore della pelle sia un momento di godimento e di orgasmo che supera il limite naturale.
Beati quelli che godono invece nel Signore Gesù Cristo risorto.
La storia insegna che i popoli europei disprezzando se stessi hanno sempre cercato di disprezzare altri popoli.
Ma la Sapienza di Dio, infinitamente ricco, ha “creato” diverse razze e una moltitudine di lingue che hanno un sapore della Pentecoste.
Lascio alla Sua intelligenza di meditare su questo.
Non sono le polemiche sul colore della pelle che ci faranno guadagnare il “Regno dei cieli” anzi possono anche condurre all’inferno.
Che il Signore abbia misericordia di noi, peccatori.
Noah I.
RISPOSTA
Solo una piccola precisazione: non sto godendo a prendermela coi negri, ma coi politicamente corretti.
Da povero peccatore.
Maurizio Blondet
18/12/2007 18.30 Diversamente tinti
Gentilissimo Dottor Blondet,
a quanto vedo, la gente che si lamenta del semplice fatto che Lei chiama i negri, per l’appunto, “negri”, le propongo il più politically correct “diversamente tinti”.
Che dice, andrà bene?
M. G.
RISPOSTA
Silenzio!
Si legga la ramanzina della lettrice politicamente corretta nella prossima lettera...
Maurizio Blondet
18/12/2007 17.00 Tremonti disonesto?
Egregio Direttore,
leggo sempre con vivo interesse i suoi commenti e le sue analisi politico economiche che condivido e proprio per questo vorrei sottoporle un dubbio che corrisponde anche ad una delusione.
Leggendo il libro “Capitalismo di rapina” che riassume tutte le opache vicende finanziarie e bancarie che vanno da Telecom a Cirio, Parmalat, Banca di Lodi, fino a Unipol, con attori i vari Gnutti, Ricucci, Fazio, Coppola, Fiorani, Colaninno, Consorte, eccetera, scopro che l’allora da poco ex ministro Tremonti non mancò di offrire le sue competenze di tributarista al finanziere bresciano Gnutti e che fu proprio Tremonti a permettere ex lege a questi squali della finanza di percepire
guadagni, profitti enormi e praticamente esentasse dalle operazioni speculative di Borsa
che conosciamo.
Insomma a Tremonti il denaro interessa e molto.
Lei, Direttore Blondet disse una volta che voterebbe Tremonti ed in effetti alcune cose che va dicendo pubblicamente l’ex ministro le condivido, sulla Cina, sull’euro, sul WTO, sulla
globalizzazione, ma temo si tratti dell’ennesimo caso di chi predica bene e poi razzola male.
Vorrei conoscere la sua opinione in proposito.
Cordiali saluti
Paolo M.
RISPOSTA
D’accordo, allora aspettiamo che si presenti alle elezioni l’Arcangelo Michele, il solo di cui noi puri possiamo fidarci...
Scherzi a parte: cerchiamo di capire che qui nessuno è pulito al cento per cento.
Guardi cosa sta facendo Prodi proprio in questi giorni: si sta costruendo il suo tesoretto personale (per il potere) con l’Alitalia (“aggiotaggio di Stato” secondo Oscar Giannino), mettendo uomini suoi dappertutto dove può.
Si tratta di scegliere fra idee generali buone e saccheggio fine a se stesso.
Maurizio Blondet
18/12/2007 16.00 Precisazione
Buonasera,
stavo leggendo nello spazio lettori “Il Papa serio”…, quando mi è venuto da scrivere queste due righe (come sempre..!sigh)…
Non credo che, una persona che si definisce cattolica possa essere di sinistra, perchè equivale a legittimare chi considera l’aborto, l’eutanasia, la difesa dell’omosessualità un “valore”...
E’ umanamente e razionalmente inammissibile.
Mi stavo chiedendo: ma allora se si muove anche lui vuol dire che veramente i sionisti sono andati in fibrillazione dopo questo rapporto!!!
Josi G.
18/12/2007 14.00 Vendola in Puglia aumenta la torchia fiscale
Caro Maurizio,
ecco, nel link allegato www.lagazzettadelmezzogiorno.it/NOTIZIA_01, la splendida notizia per noi pugliesi dell’aumento della torchia fiscale varato dal governo del Finocchio d’Oro. (Ops, lo posso ancora dire? O i provvedimenti sull’omofobia sono già operativi?).
Ecco un’ennesimo esempio, questa volta dalla mia terra, che testimonia l’urgenza di una risposta fortissima (che purtroppo non ci sarà) alla Casta criminale dal colletto bianco (rosso, in tal caso) che opprime le nostre vite.
Dietro quei duecento e passa milioni di euro di deficit regionale, che fronteggeranno con aumento dell’IRAP (su aziende sempre più in crisi), delle addizionali IRPEF e delle accise su carburanti, si nascondono questi ultimi anni di una politica sanitaria disastrosa, utile prima alla campagna elettorale del “diversamente uomo” (questo lo si può dire?) Vendola, utile poi al mantenimento dello status quo dei baroni della medicina e delle ASL.
Ed io, pur non avendo letto il bilancio, sospetto che si nasconda anche la componente “derivati – spazzatura”, che so per certo essere stati sottoscritti dalla Regione Puglia.
Ah, quasi dimenticavo: en passant pare che vogliano chiudere anche un grosso ospedale.
I nodi vanno sempre più verso il pettine.
E il guaio maggiore è che i capelli cominciano a scarseggiare.
Silvano A.
18/12/2007 12.00 Speranza
Egregio Dottore,
a questo punto, dopo anni di studi, formazione dei lettori, conferenze, libri, dibattiti, mi spiacerebbe che intendesse appartarsi nella Maremma laziale a passeggiare tra ginepri e lentischi.
Ultimamente il tono dei suoi meravigliosi e straordinari scritti hanno sempre più una vena di pessimismo, di ineluttabilità, senza respiro, fino a togliere ogni orizzonte, ogni spiraglio di speranza.
Non che ci sia molto da sperare o da illudersi, ovviamente...
Tuttavia ritengo che sia giunto nel paese il momento di osare...se non ora, quando?
Dai suoi interventi, talora, sommessamente, sono giunti brevi, fugaci segnali su una possibile reazione del popolo italiano,sulla possibilità di ribellione e di reazione.
Lei risponderà che ormai esistono solo italioti.
Tuttavia dalla Sua rubrica Lettere dei lettori emergono invece interventi di uomini colti, dolorosamente consapevoli, nobili, coraggiosi.
L'Italia nel segreto delle famiglie riesce ancora ad esprimerne molti.
Ciò che auspicherei sarebbe: che formasse intorno a sè una scuola.
Le eccellenze, che non hanno lasciato una scuola, hanno disperso il patrimonio edificato in tanti anni di lavoro.
Inoltre che cominciasse a scrivere seriamente un programma.
Ron Paul negli Stati Uniti l'ha fatto, rivoluzionario, senza speranza, e ora sta raccogliendo un seguito straordinario.
E sta raccogliendo finanziamenti a pioggia.
Ma non i finanziamenti delle lobby, a milioni e milioni di dollari, ma milioni e milioni di finanziamenti a colpi di cento, duecento euro, il che vuol dire dalla gente comune.
Tanta, sempre di più, nonostante il silenziatore degli organi ufficiali.
Io sono assolutamente certa che in Italia ci siano le potenzialità.
Se la Casta si trovasse in Italia un programma alla Ron Paul, firmato da 1-2 milioni di italiani, una sottoscrizione di alcune centinaia di milioni di euro per realizzarla e Internet veicolatore e organizzatore, non potrebbe che venire a patti.
Occorre anche indicasse coloro che eventualmente ritenesse potenzialmente in grado e interessato al programma.
Lei risponderà: nessuno, non esiste speranza.
Sono emerse tuttavia delle persone, a Lei molto dissimili e in contesti circoscritti, che stanno coraggiosamente lottando.
Grillo, Tarpley in Italia...
Infine vorrei che coltivasse la speranza.
Proprio io, sua lettrice, cui ha richiamato in questi anni dai suoi innumerevoli scritti, i valori cristiani, ammonisco Lei, mio maestro, a coltivare la virtù cristiana della speranza. Una speranza attiva, positiva, combattente.
Buon Natale.
C. L.
RISPOSTA
Non vorrei sempre dare l'impressione di non avere speranza.
Ma è vero che per carattere tendo a vedere più le difficoltà che le opportunità, e del resto non ho nessuna delle qualità di un capo politico, come mi sembra lei mi inciti a diventare (un buon politico vede le opportunità e le coglie).
Il mio lavoro è molto preliminare – far prendere coscienza della situazione, attraverso informazioni altrove censurate – e solo questo so fare.
Non sono un maestro, al massimo un giornalista divulgatore; un altro aspetto del mio lavoro è tentare di dare qualche elemento di educazione, perché qui, prima ancora di diventare cristiani, dobbiamo ridiventare esseri umani: siamo ridotti a poltiglia e a miriadi di secessioni.
Sono pronto a mettermi al seguito del Ron Paul italiano, se apparirà: non escludo per principio né Grillo né altri.
La sua lettera merita riflessione, ci penserò.
Ma il mio parziale trasferimento nella "Maremma laziale" non è un ritiro.
Poiché lei è venuta a sentirmi parlare a Viterbo da Milano, si sarà accorta che c'era in sala una delegazione di taxisti che è venuta da Roma perché "li avevo difesi": a Milano non m'era mai accaduto, e per un momento mi sono sentito un po' capo-popolo.
Voglio dire: un gruppo organizzato e desideroso d'azione.
A Milano, arrivano duecento persone ma sono – non per colpa loro – "individui", murati in una impotenza solitaria, e atomizzati dalla città: Milano ha perso i suoi fulcri sociali, le fabbriche, i luoghi del "fare", e non li sostituiscono certo le sfilate di moda col mondo fasullo e pretenzioso che gira attorno a quelle.
Inoltre è una città che impoverisce, che ha perso potere e cultura, dove la burocrazia regionale e comunale tartassa una cittadinanza che è passiva appunto perché non è cittadinanza, ma una folla di atomi.
Invece nel Viterbese c'è gente che viene da Roma a trovarmi, taxisti oppure giovani di parrocchie o di gruppi diversi.
Anche loro mi chiedono di fare da "maestro", cosa che qualche volta provo a fare.
Mi ci provo con l'atteggiamento di un nonno senza figli né nipoti suoi, che cerca di trasferire a questi figli trovati quel che ha imparato, sperando di costituire un punto di resistenza contro il degrado e l'arretramento di civiltà che i giovani stanno subendo (non per colpa loro).
Io vado per i 64, e le rivoluzioni le hanno sempre fatte i ventenni e i trentenni.
Vediamo, secondo me siamo solo all'inizio.
E Viterbo non è Maremma.
Un giorno, a primavera, venga a trovarmi, e spero avrà tempo di vedere: una città murata, gotica e romanica, antiche fondamenta etrusche, castagni, pecore al pascolo e fonti calde.
Tutto attorno, paesi con rocche e palazzi, degli Orsini, dei Ruspoli, dei Lante, la nobiltà papalina.
Uno dei posti più belli d'Italia, e dei meno scempiati dall'abusivismo.
Il paesetto stesso in cui abito, Bagnaia, è microscopico (due vicoli) ma ha una piazzetta con una gran fontana papale, i due vicoli stretti fra casette del paese di Pinocchio sono irregolari come vene di un corpo vivo; ed anche questo microscopico paese è cinto di mura, ha una porta ed ha una torre (da cui una donna, nel '500, ammazzò con una pietra un capo dei lanzichenecchi).
E' una cellula vivente, tutt'uno con la sua gente, e questa architettura semplice e popolare fa' realmente bene alla salute.
Con internet sono a contatto coi mie nipoti e il mondo: è la scommessa, ormai anche dai piccoli centri si può diffondere e informare e conoscere persone di lontano.
I viterbesi che conosco si scusano per la scarsa "vita culturale": io li lascio parlare, non hanno visto cos'è la "vita culturale" a Milano.
Qui, se ho voglia di uscire, non sono costretto a finire in uno shopping center: posso rivedere Orvieto e il suo miracolo, o il Pantheon, o Bomarzo col suo giardino esoterico: non sono cose morte, sono radici.
La "vita culturale" può nascere solo da lì, e tutto sta a innestare in quei tronchi la nostra gioventù, almeno quella che riflette.
Non dispero, penso solo che il lavoro sia lungo.
Maurizio Blondet
18/12/2007 11.15 Presunte citazioni dei papi Leone X e Pio II
Gentile Dottor Blondet,
a proposito della lettera "Curiosità cattoliche" datata 14/12/07 del sig. Aldo M.,
mi preme sottolineare che le frasi "Historia docuit quantum nos iuvasse illa de Christo fabula"
ovvero "Quantum nobis nostrique que ea de Christo fabula profuerit, satis est omnibus seculis notum"
sono un "un falso dello scrittore antipapista inglese John Bale (1495-1563), contenuto nella sua opera
'The Pageant of Popes'...".
Così almeno ho letto su Wikipedia.
Articolo interessante ma che parte viziato dalla retorica evoluzionista.
Il fatto che l’essere umano si sia differenziato moltissimo con l’avvento dell’agricoltura non significa che sia più “evoluto”.
Nulla indica che sia diventato migliore, più forte e più saggio dei suoi antenati.
Interessante è la relazione tra i cambiamenti culturali e la genetica, meritevole di maggiori approfondimenti.
L. L.
Sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”
L’evoluzione dell’uomo continua, anzi accelera
Secondo i ricercatori, noi saremmo geneticamente più differenti dalle persone che vivevano 5.000 anni fa di quanto non lo fossero esse dai Neanderthal
In contrasto con la diffusa teoria secondo cui l’evoluzione avrebbe subito un rallentamento o addirittura una battuta d’arresto nei confronti dell’uomo moderno, uno studio appena pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) descrive gli ultimi 40.000 anni come un periodo di intensissimi cambiamenti evolutivi, trainati dalla crescita esponenziale della popolazione umana e dai cambiamenti culturali.
Secondo le stime riportate da John Hawks e colleghi dell’Università del Wisconsin a Madison nell’articolo, la selezione positiva negli ultimi 5.000 anni - a partire cioè dall’Età della pietra - avrebbe operato a un tasso cento volte superiore a quello di ogni altro periodo precedente della storia dell'umanità.
Molti dei nuovi “aggiustamenti” genetici avrebbero riguardato i cambiamenti nella dieta collegati all’avvento dell’agricoltura e la resistenza a malattie di carattere epidemico, che sono diventate i più importanti nemici dell’uomo con lo sviluppo delle civiltà. ”In termini evolutivi - osserva Hawks - le culture che crescono lentamente sono svantaggiate, ma la massiccia crescita delle popolazioni umane ha condotto a molte più mutazioni genetiche. E ogni mutazione che sia vantaggiosa per le persone ha la possibilità di essere selezionata e quindi fissata”.
Secondo Hawks, questi risultati possono condurre a un ampio ripensamento dell’evoluzione umana, che aggiunge: “Noi siamo geneticamente più differenti dalle persone che vivevano 5.000 anni fa di quanto non lo fossero esse dai Neanderthal”.
Per quanto la correlazione fra dimensione di una popolazione e selezione naturale non sia affatto nuova risalendo allo stesso Darwin, la possibilità di fornirne una quantificazione dimostrabile, notano gli autori, è una conseguenza del successo del Progetto genoma umano.
Per giungere alle loro conclusioni, Hawks e colleghi hanno sfruttato i dati dell’International HapMap Project, che cataloga le somiglianze e le differenze genetiche negli esseri umani studiando i geni di distinti campioni di popolazioni in tutto il pianeta.
Finora la HapMap è stata utilizzata sostanzialmente per cercare di identificare la correlazione fra geni e malattie, ma essa può servire per tracciare una mappa delle variazioni genetiche a partire dalla popolazione umana ancestrale.
Il progetto HapMap cataloga le differenze individuali nel DNA date dai polimorfismi a singolo nucleotide (SNPs) e finora ne ha classificati circa 4 milioni sui 10 milioni che si ritiene interessino il genoma umano.
Il progetto ha anche identificato diverse regioni del DNA, o aplotipi, che contengono un gran numero di SNPs e che sono condivisi da molti individui.
Concentrandosi sul fenomeno chiamato disequilibrio di linkage, grazie a una serie di test i ricercatori sono riusciti a raccogliere prove che la selezione ha operato attivamente su circa 1.800 geni, pari a circa il sette per cento del patrimonio genetico. (gg)
L’origine dell’uomo
Eurasiatico di nascita, africano di adozione
In definitiva, la tesi dell’evoluzione umana completamente “africana” sembra lasciare il posto a quella più articolata che tiene conto di un periodo, piuttosto lungo ed evolutivamente cruciale, in Eurasia.
Contrariamente a quanto ritenuto finora gran parte dell’evoluzione del genere Homo si è svolta in Eurasia, e l’Homo Sapiens è comparso in Africa solo successivamente.
Il gruppo di ricerca coordinato da studiosi del Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana (Cenieh) di Burgos, in Spagna, e in cui ha avuto un ruolo importante Giorgio Manzi, docente di paleoantropologia del Dipartimento di biologia animale e dell’uomo dell’Università
La Sapienza di Roma, ha infatti rilevato le caratteristiche anatomiche, in particolare della dentatura, di circa 3.000 reperti appartenenti alle specie Homo abilis, Homo erectus, Homo neanderthalensis e a Homo sapiens, che documentano l’evoluzione dei nostri antenati in un arco temporale che va da 2 milioni di anni fa fino a quasi ai giorni nostri.
L’ipotesi che è emersa va a corroborare le tesi già elaborate con il ritrovamento di un cranio di 800 mila anni fa a Ceprano, nel Lazio.
Tale reperto, il più antico mai trovato in Italia, mostra infatti caratteristiche anatomiche che fanno pensare a un antenato comune sia all’uomo di Neandertal, poi affermatosi nel nostro continente, sia alla linea filogenetica da cui ha avuto origine in Africa l’Homo sapiens.
In definitiva, come si legge nell’articolo pubblicato sulla versione online dei “Proceedings of the National Academy of Sciences” la tesi dell’evoluzione umana completamente “africana” sembra lasciare il posto a quella più articolata che tiene conto di un periodo, piuttosto lungo ed evolutivamente cruciale, in Eurasia. (fc)
Due varianti genetiche sono sorte in epoca recente
Il cervello umano è ancora in evoluzione
Individuate due varianti genetiche legate alle dimensioni del cervello, nate da poche migliaia di anni e in rapida diffusione nella popolazione
APPROFONDIMENTI
La rapida evoluzione dell’uomo
L’evoluzione sociale del cervello umano
L’evoluzione umana è tuttora in corso in quello che è diventato il nostro organo più importante: il cervello.
Lo sostengono alcuni ricercatori dell’Università di Chicago in due articoli pubblicati sul numero del 9 settembre della rivista "Science", nei quali rivelano che due geni associati alla dimensione del cervello stanno cambiando rapidamente. “I nostri studi - afferma Bruce Lahn, docente di genetica umana e ricercatore dello Howard Hughes Medical Institute - indicano che il trend caratteristico dell’evoluzione umana sta proseguendo ancora oggi.
Il nostro ambiente e le abilità necessarie per sopravvivere al suo interno stanno cambiando più rapidamente di quanto avessimo immaginato.
C’era da aspettarsi che il cervello umano, che ci ha portato fin qui, continuasse ad adattarsi a questi cambiamenti”.
L’evoluzione, spiega Lahn, non avviene a livello di specie: sono piuttosto singoli individui ad acquisire per primi una specifica mutazione genetica e - se quella variante conferisce una maggior probabilità di sopravvivenza - a diffonderla nella popolazione.
Lahn e colleghi hanno osservato due esempi di questa diffusione attualmente in corso nei geni Microcephalin e ASPM (abnormal spindle-like microcephaly-associated), entrambi regolatori della dimensione del cervello.
Si tratta di varianti “chiaramente favorite dalla selezione naturale”, sorte di recente e in rapida diffusione.
Nel caso del Microcephalin, la nuova classe di varianti è sorta circa 37.000 anni fa e oggi è presente nel 70% degli esseri umani.
Per l’ASPM, le varianti sono apparse circa 5.800 anni fa e oggi sono presenti in circa il 30% della popolazione.
Si tratta di finestre temporali straordinariamente brevi in termini evolutivi, segno che le nuove varianti sono soggette a una pressione selettiva molto intensa.
Gli esseri umani moderni sono emersi circa 200.000 anni fa.
Le varianti sarebbero nate in contemporanea con l’avvento di comportamenti “culturali”: la variante del Microcephalin è apparsa insieme alla nascita di caratteristiche come l’arte, la musica, le pratiche religiose e le tecniche di fabbricazione di utensili sofisticati.
La variante di ASPM coincide con la più antica civiltà conosciuta, in Mesopotamia.
RISPOSTA
Almeno, gli evoluzionisti cominciano ammettere che l’uomo non è comparso in Africa, ma in Eurasia... un piccolo passo avanti.
Maurizio Blondet
18/12/2007 09.00 Popoli esautorati dalla Casta
Gentile Blondet,
a livello europeo hanno firmato il trattato per non sottoporre al voto popolare la Costituzione europea....
è il trionfo della burocrazia e la morte delle libertà.
Cordiali saluti
Marco B.
17/12/2007 21.30 Un parere diverso sui TIR
Tutti questi conflitti Tir Taxi artigiani immigrazione bolle bancarie sono facce diverse del nostro modo di vivere.
Consumista fino alla nausea mentre c'e' una parte del mondo che per vari motivi non riesce a soppravvivere ( i piu' poveri).
Per essere consumisti dobbiamo avere molte merci a poco prezzo: queste si possono avere sottopagando chi ce le fornisce.
Chiaramente se uno non vede speranza di una vita decente ed e' ipnotizzato dalla televisione(che non manca neanche in un villaggio sperduto del Burundi),
cerchera' di inseguire questo sogno ; da qui l'emigrazione.
1. Il problema e' strutturale: il costo del petrolio sta salendo.
Il governo non puo' fare miracoli perche' il problema e' delle risorse in via di esaurimento.
La benzina sta salendo perche' il sistema economico e' vorace di risorse naturali e le usa in modo irrazionale per trasportare acqua, verdura, arance spagnole e mele della nuova zelanda per migliaia di chilometri.
Anche se togliamo le accise il costo del petrolio arrivera' lo stesso ad essere pari a quello attuale, se non maggiore. E a quel punto cosa potra' fare il governo?
2. I trasportatori, messi alle strette dall'aumento del prezzo del gasolio, possono fare 3 cose: chiedere al governo di ridurre le accise, chiedere piu' soldi ai produttori (es. Barilla) o ai distributori (es. Carrefour). Ora si scagliano contro il governo, perche' e' il piu' facile da piegare: si crea l'emergenza (supermercati vuoti) e viene messo alle strette.
Ma non e' questa la via da seguire. secondo me i trasportatori devono chiedere piu' soldi a chi gli chiede di portare merce! Chiedere piu' soldi a Carrefour e alla Barilla (tanto per fare un esempio). Le merci che vengono da lontano devono costare di piu' di quelle locali.
Noi VOGLIAMO che i prodotti che vengono da lontano costino di piu', perche' NON DEVONO ESSERE COMPRATI!! Ce li abbiamo anche vicino casa!
3. Abbassare le accise e quindi il prezzo del gasolio (che comunque tornera' a questi livelli tra tre mesi, se non si cambia il meccanismo di circolazione delle merci) significa sovvenzionare con i soldi pubblici, dei contribuenti, il trasporto a lunga distanza.
Ma il trasporto a lunga distanza e' quello che distrugge piu' in fretta le risorse, e' quello che frega il piccoli produttori locali, e' quello che arricchisce i grossi centri commerciali e le grosse industrie che vendono prodotti solo grazie al marketing, e' quello che ci porta le mele della nuova zelanda (= 6000km di nafta!) in tavola quando il trentino ne e' pieno!
Il consumo locale fa mangiare i nostri vicini, i produttori locali, l'economia regionale.
4. Inoltre se si abbassano le tasse sulla benzina, cosa succede:
- che il governo avra' meno entrate e dunque potra' offrirci meno servizi. Un'ipotesi assurda! Rinunciare a un buon sistema scolastico, alla sanita' pubblica ecc... per permettere alle merci di girare su e giu per l'italia??
- che il governo prendera' i soldi persi dalla benzina attraverso altre tasse. Quindi quei costi, invece che pagarli i trasportatori li pagheranno tutti i cittadini.
A me non sembra giusto. Macchine e tir consumano l'asfalto, e fanno incidenti, provocando feriti che devono essere curati e via dicendo.
Sono tutti costi economici di cui risponde lo stato. Gli automezzi sono un costo per lo stato, quindi e' giusto che siano loro a pagare questi costi.
E' giusto che la benzina includa questi costi. Cosi' magari chi ha un auto cerchera' di usarla solo quando e' necessario (riducendo le varei esternalita' negative dei trasporti) . Inoltre, i prodotti che vengono da lontano costeranno di piu'. Chi vuole prodotti lontani che li paghi di piu' lui.
Altrimenti li stiamo pagando tutti!
5. E poi basta menarla con questi stipendi dei politici! falciamoli pure, licenziamoli se non fanno bene il loro lavoro! ma anche cosi' facendo i soldi "recuperati" sarebbero spiccioli rispetto ai problemi piu' grossi!
avete mai sentito parlare di *quantita'*? 600 parlamentari x 15000 euro al mese (ma poi siamo sicuri che guadagnino cosi' tanto?!) fanno 9milioni di euro al mese, 108mln di euro annui, pari a un 10000esimo di pil annuo.. anche se i parlamentari iniziassero a lavorare gratis i soldi racimolati sarebbero un po' pochini per salvare i problemi del paese..
6. Tutta questa faccenda rischia di spostare il problema (modello di produzione/consumo, bilanci statali, costi di trasporto, esigenze dei trasportatori, prezzi al consumo) su un altro piano: quello della prova di forza. In questo gioco fatto di picchetti da una parte e necessita' dall'altra, dov'e' la giustizia? vincera' chi avra' avuto piu' pazienza, o piu' forza, o il coltello dalla parte del manico.. ma non e' detto che questo ci porti alla soluzione migliore.
Dobbiamo (il governo, i sindacati dei trasportatori, i trasportatori, i cittadini, i media..) riflettere sul sistema e sulle scelte che si possono fare per risolvere il problema che lo sciopero ha portato all'evidenza.
Saluti
Andrea F.
RISPOSTA
Mi limito a rispondere al punto 5.
Gli stipendi troppo alti dei politici, e in genere dei dipendenti pubblici privilegiati, sono in sé corruttori: nessun privato guadagna tanto con così poche responsabilità, anzi esercitando l'irresponsabilità più totale.
Questi stipendi altissimi separano la Casta dal resto degli italiani, la rendono estranea e insensibile ai problemi della gente comune, separata dal destino comune.
Non serviranno a colmare i deficit, ma sono "il" problema morale principale.
Questo vale ancor più per i dipendenti pubblici: il loro assenteismo ci costa un punto del Pil, altro che!
Soprattutto, ci costa la loro irresponsabilità: abbiamo appena appreso che la Thyssen Krupp era informata delle visite degli ispettori della sicurezza due giorni prima…da chi, se non dagli stessi ispettori?
Lavoratori pubblici col posto troppo sicuro, troppo ben pagati, si comportano come nemici invece che come "servitori civici".
Naturalmente ci sono dipendenti pubblici che servono: le polizie, anzitutto, a 1200 euro al mese e con auto che hanno sul gobbo 300 mila chilometri.
Ma la corruzione del sistema, dipende da quelle paghe altissime, scandalose, e dai privilegi noti ed occulti connessi: è un incitamento alla corruzione della società stessa e ne è la causa.
Inoltre, gente come il senatore cocainomane a vita, e Mastella, non hanno l'autorità morale per imporre un diverso modello di consumo; danno ogni giorno l'esempio contrario.
Maurizio Blondet
17/12/2007 20.00 La sicurezza nelle aziende -i principi normativi-
Egr. Dott. Blondet,
Vorrei, se me lo permette, dare ai lettori del sito qualche nozione tecnica sulla gestione della sicurezza nelle aziende.
Ritengo questa puntualizzazione interessante anche per chiarire come e perchè possano succedere eventi come quello accaduto alla Tyssen Group.
Penso di parlare con cognizione di causa in quanto, lavorando da molti anni nelle aziende private, ho ricoperto diversi ruoli tra cui quello di responsabile della sicurezza (RSPP).
La legge di riferimento spesso citata ed invocata è la 626/94 e successive modifiche. Diciamo subito che non è la sola legge (1) ma recepisce ed integra tutta una legislazione che parte dal tempo del periodo fascista. Infatti le prime leggi a favore dei lavoratori furono introdotte nel ventennio fascista. Cito come sempio la legge di tulela per le donne gravide, la tutela dell'apprendistato, la regolamentazione dell'orario di lavoro, la tutela dei minori, leggi sulla tutela dei minatori ecc.
Tale decreto legislativo ( è per la precisione il Dlgs 626/94) prevede essenzialmente tre figure:
- Il datore di lavoro;
- Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) chiamato anche responsabile della sicurezza, che viene nominato dal datore di lavoro e non ha responsabilità penali in quanto il suo ruolo è solo "consulenziale";
- Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) nominato all'interno delle RSU (rappresentanze sindacali unitarie). Il datore di lavoro deve fargli effettuare un corso formativo ( che io chiamo "corso farsa")
La legge prevede inoltre alcune cose importanti:
- La redazione di un documento in cui il datore di lavoro, tramite le competenze dell'RSPP, valuta tutti i rischi aziendali e attua gli opportuni piani di prevenzione affinchè i rischi residui siano vicini allo zero, usando tutti gli accorgimenti tecnologici che si possono mettere in atto.
Il datore di lavoro si può spogliare della responsabilità di primo attore della sicurezza nel caso in cui dimostri di aver dato delega scritta ( accettata dalla controparte) ad una persona interna all'azienda che oltre ad avere competenze tecniche ha anche risorse economiche adeguate per scongiurare un evento infortunistico. Normalmente si identificano i dirigenti aziendali.
Vediamo come funzione invece praticamente la gestione della sicurezza.
1) Il documento di valutazione dei rischi una volta redatto non viene più aggiornato e normalmente marcisce in qualche scaffale;
2) Le risorse economiche destinate alla sicurezza sono le prime ad essere tagliate in quanto spese vive senza ritorno sull'investimento ( i dirigenti spesso nei loro budgets tagliano per prime le spese di manutenzione e sicurezza);
3) I sindacati usano la gestione della sicurezza per ottenere altri vantaggi.
E questo punto è il più grave perchè l'RLS viene scelto non in funzione della sua esperienza o professionalità ma in funzione della fedeltà alla CGIL (quasi tutti gli RLS sono di questa area) e normalmente è il portavoce di quelle persone che si vedono solo in occasione dei picchettaggi o quando c'è da "vendere" un pò di lavoratori in occasione delle restrutturazioni aziendali.
Questa è la verità. Tra i mandanti dell'incidente di quei giovani ragazzi ci sono proprio quelli che con gli stendardi della triade sono presenti ai funerali e che saranno i primi a stringere le mani ai famigliari delle vittime.
1) Per i cantieri si applica la legge 494/96, per le aziende chimiche la "direttiva seveso" ecc.
Cordialmente
P.L.
Brescia
17/12/2007 19.00 Sciopero TIR visto dagli Usa
Magari e' questo quello che hanno in programma per risolvere le cose in
Europa.
Una bella rivoluzioncina francese con, diciamo per mancanza di una
parola migliore, Beppe Grillo come Danton.
Certo che la mafia di Berlusconi
ha preparato tutto questo senza neanche rendersene conto, il pescecane
vorace e ridente.
Tu sai che qui, in USA, c'e' un vento simile.
L'inflazione da dollaro sta
crescendo ma crescerà ancora di più, alle stelle, con la moneta così in
ribasso e con molti paesi (petroliferi e no) che sono costretti ad
abbandonare il dollaro e andare sul paniere di monete.
Hai visto il tono
meno diplomatico della Russia, della Cina, di tanti paesi produttori di
petrolio ecc?
Qui tutto sembra (almeno nella zona Washington e poche altre) normale, ma la
paura serpeggia. Le zone depresse si allargano, da pelle di leopardo a tinta
unica.
Hai visto che le banche cominciano ad ammettere che c'e' la
"recessione".
Il veleno del sub prime mortgage continua a fare il suo
effetto ad ondate tsunamiche.
La politica estera rifletterà questa realtà sempre di più.
Adesso ci sara',
penso, un tentativo di buonismo diplomatico con la Condoleeza che loda la
"nuova" Russia del dopo Putin (patetica), con tanti imbecilli della CFR che
scoprono che l'Iran non e' pericolosa ma che potrebbe essere un alleato per
rifare il Medio Oriente.
Francis Fukuyama, sulla rivista del Council on Foreign Relations, Foreign
Affaire (sala di discussione per la vera elite), fa persino il mea culpa
per le reponsabilita’ statunitensi nella brutta situazione dell'America
Latina.
forse l'avrà già letto ma voglio ugualmente consigliare a Lei ed agli altri
lettori un articolo di Benetazzo che ben si coniuga con il Suo "Vendesi
Occidente stupido".
Parla del
settore orafo vicentino, messo in crisi dalla concorrenza indiana.
Un altro gioiello della nostra tradizione industriale/artigiana che va a
farsi benedire, insomma.
Tuttavia, ad onor del vero, devo dire che registro negli umori degli
italiani una crescente avversione alla religione del NWO, ed un rigetto dei
suoi dogmi sempre crescente, seppure a livelli ancora largamente
insufficienti.
Un'impennata di orgoglio si è avuta con il (temporaneo) rigetto
all'imposizione degli OGM (da parte degli agricoltori, non certo dei nostri
"governanti" che anzi si adoperano in senso opposto); ma sono ancora troppo
poche le voci fuori dal coro, e soprattutto sono impotenti, perché la
religione globalista del NWO è perfettamente radicata nelle istituzioni
della UE, non-democratiche e delle quali siamo tuttavia sudditi gioiosi.
Perderemo la battaglia contro il NWO, se non recuperiamo un minimo di
orgoglio, e soprattutto se non cominciamo a considerare che un primo passo
verso l'autonomia dalle banche sioniste e dalle multinazionali globaliste
consiste nel cacciare a pedate nel culo i lacché di questi poteri, a
cominciare da Prodi e Draghi.
Un moto di orgoglio come quello dei russi, insomma, ma si può solo sognarlo:
gli italiani non hanno così tanto midollo...
Luca L.
17/12/2007 16.30 Corsi di rieducazione sulla Shoah
Caro direttore,
guardi qui.
Per la percezione che ho della realtà mi pare qualcosa di aberrante.
Mi rendo però conto di essere un outsider; ovvero di vivere nelle maglie di una matrice diabolica.
Tristemente
Giorgio F.
Roma
------------------------
Da: Professor Meghnagi David
Oggetto: I: Bando Master in didattica della shoah
Egregio collega,
a nome del professor Meghnagi abbiamo il piacere di trasmetterLe il bando relativo al master
internazionale in didattica della Shoah, istituito presso il nostro Ateneo.
Le saremmo grati se volesse far circolare l’informazione presso i suoi studenti.
Cordiali saluti
La segreteria del master
VISTO
l’articolo 2 del Regolamento Didattico di Ateneo;
VISTA
la delibera del Senato Accademico del 12/06/2007;
VISTA
la delibera del Consiglio di Amministrazione del 3/7/2007;
SENTITO
il Direttore Amministrativo
DECRETA
Articolo 1 Attivazione Master, contenuti ed obiettivi formativi
Presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre è
attivato per l’anno accademico 2007/08 il Master di II livello in presenza in Didattica della Shoah
(storia, memoria e ricordo, filosofia, letteratura e arte, religione, psicologia del profondo e scienze sociali).
Referente del corso professor Davide Meghnagi.
Alla realizzazione del Master possono concorrere il Centro di documentazione ebraica di
Milano (CDEC), il Comune di Roma, il Museo della Resistenza di Via Tasso, l’Università
Cattolica del Sacro Cuore, la delegazione italiana della Task Force for international
cooperation on Holocaust Education, Remebrance and Research, la Facoltà di Lettere
dell’Università di Bologna, l’Università della Calabria, Il Dipartimento di Scienze
dell’Educazione dell’Università Roma I, The Ghetto Fighter’s House Museum del Kibbutz
Lohame’ Haghettaoth di Israele, l’Associazione nazionale partigiani (ANPI),
l’Associazione nazionale ex deportati (ANED), la Direzione scolastica regionale del
Lazio, l’associazione accademica “Europa Ricerca” onlus, la Casa della memoria, in regime
di convenzione all’uopo stipulata con l’Ateneo Roma Tre.
Il Master nasce col patrocinio del MIUR, della CRUI, del Ministero della Pubblica Istruzione e del Comune di Roma e dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (UCEI).
Il Master si propone di offrire una specifica occasione di approfondimento
interdisciplinare della tragedia della Shoah e della sua trasmissione con particolare
attenzione alla dimensione didattica ed educativa.
L’iniziativa è particolarmente adatta per docenti, filosofi, storici, educatori, formatori, psicologi, giornalisti, animatori, studiosi di letteratura, sociologi, possessori di titoli di studio in scienze della
religione, direttori di comunità, pedagogisti, operatori professionali a vario livello, addetti ai centri culturali e di culto, operatori politico amministrativi, operatori a vario titolo nel campo della cultura e della formazione, addetti ai musei, operatori editoriali, gestori di politiche culturali, etc.
Articolo 2 Titoli di ammissione al Master
Il Master è riservato a laureati in possesso di una laurea di vecchio ordinamento (ivi compresi coloro che sono in possesso del “Magistero in Scienze religiose”, riconosciuto dallo Stato italiano nel 1985, o di titolo di studio conseguito presso Università straniere che sia equipollente, ai sensi dell’articolo 332 del Testo Unico 31/8/1933 numero 1592, a quelli dianzi indicati), o in una laurea specialistica di nuovo ordinamento.
Articolo 3 Numero massimo degli ammessi
Il numero massimo degli ammessi è fissato in 15.
Qualora il numero delle domande di ammissione risulti superiore al contingente dei posti stabilito, l'ammissione al Master sarà subordinata ad una graduatoria per titoli, effettuata dal Coordinatore e da due docenti del Consiglio del Corso.
La graduatoria sarà esposta nella sede del Master e ove possibile sarà pubblicata sul sito web di Ateneo o sul sito del Corso del Master.
Articolo 4 Durata del Corso ed acquisizione crediti formativi
1. Il Corso di Master è comprensivo di attività didattica frontale e di altre forme di addestramento, di studio guidato e di didattica interattiva, di livello adeguato al grado di perfezionamento e di formazione che si intende perseguire, per un numero di ore complessive pari a 1.500 ore di apprendimento comprensive di un eventuale periodo di tirocinio funzionale, per durata e per modalità di svolgimento, ai medesimi obbiettivi.
2. All’ insieme delle attività suddette, integrate con l’impegno da riservare allo studio e alla preparazione individuale, corrisponde l?acquisizione da parte degli iscritti di 60 crediti complessivi.
3. Il Master ha una durata di mesi 12.
4. Il Master prevede periodi di stage presso Aziende, Enti pubblici e privati, Imprese in
regime di convenzione con l'Ateneo.
5. Possono essere riconosciuti come crediti acquisiti ai fini del completamento del Corso per Master, con corrispondente riduzione del carico formativo dovuto, le attività eventualmente svolte in Corsi di perfezionamento o Master organizzati su analoghe tematiche in ambito universitario, o eventualmente acquisiti con la frequenza di altre attività formative (seminari, stage, convegni, corsi di formazione) attivati anche presso Istituzioni esterne.
Spetta al Consiglio del Master il compito di verificare la congruità e determinare la misura dei crediti riconoscibili.
6. Il conseguimento dei crediti corrispondenti all’articolazione delle varie attività di perfezionamento e di tirocinio può essere subordinato a verifiche periodiche di accertamento delle competenze acquisite in relazione agli ambiti seguiti.
Il conseguimento del Master universitario è subordinato al superamento di una o più prove finali di accertamento delle competenze complessivamente acquisite, tenuto anche conto delle eventuali attività di tirocinio.
Le verifiche periodiche e la prova o le prove finali non danno luogo a votazioni.
Articolo 5
Sedi svolgimento attività Master
Per lo svolgimento delle attività del Master sono utilizzate le strutture e le aule messe a disposizione dalla Facoltà e la sede del Centro bibliografico dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane e la sede del Museo Nazionale di Via Tasso.
Professor David Meghnagi
Master in Didattica della Shoah c/o Dipartimento di Scienze dell’Educazione
Via Manin 53 00185 Roma
Articolo 9 Tassa di iscrizione
La tassa d’iscrizione è stabilita in 1.600,00 Euro da versare in due rate.
La prima rata di 800 Euro entro il 15 febbraio 2008; la seconda rata di 800 Euro entro il 1 luglio 2008.
Ai detti importi vanno aggiunti la tassa Diploma di euro 25,00 ed il pagamento del bollo
virtuale di euro 14,62.
Il versamento non sarà rimborsabile per alcun motivo, tranne nel caso in cui il Master non venga attivato.
Non sono ammessi bonifici bancari se non per studenti residenti all’estero.
Articolo 10 Divieto di contemporanea iscrizione
E’ vietata l’iscrizione contemporanea a diverse Università e a diversi Istituti d’Istruzione superiore, a diverse Facoltà o Scuole della stessa Università o dello stesso Istituto e a diversi Corsi di studio compresi tra questi i Corsi di Perfezionamento, i Corsi di Master ed i Corsi di specializzazione della stessa Facoltà o Scuola.
Articolo 11 Rilascio del titolo di Master
A conclusione del Master, ai corsisti che avranno adempiuto a tutti gli obblighi previsti dal Corso di Master, verrà rilasciato un Diploma di Master Universitario nel quale verranno riportati i crediti formativi universitari acquisiti.
Roma 17/07/2007
Il Rettore
Professor Guido Fagiani
RISPOSTA
Propaganda israeliana pura, con spese a carico del destinatario.
Il professor Meghnagi vuole 1.600 euro dagli studenti.
Ma mi sento di consigliare il corso, sono soldi spesi bene: con quel “credito formativo”, si può diventare un Magdi Allam.
Maurizio Blondet
17/12/2007 15.40
La CGIL contro i camionisti
Egregio Maurizio Blondet,
le trasmetto un articoletto apparso su La Sicilia on line a seguito degli scioperi.
No comment:
"La Cgil siciliana si costituirà parte civile nei processi che si apriranno nell'ambito dello sciopero degli autotrasportatori". Lo annuncia il segretario generale, Italo Tripi, che definisce "incivile la protesta attuata in questi giorni, con blocchi - sottolinea - che stanno determinando danni ai cittadini e ai lavoratori".
"Il fermo della Fiat - rileva Tripi - e le difficoltà create alle aziende agroalimentari sono gli esempi più eclatanti: è di questo e di altri danni simili che intendiamo chiedere conto". Il segretario della Cgil siciliana aggiunge che "gli autotrasportatori dovrebbero prendere esempio dai sindacati confederali che nelle loro proteste adottano codici precisi per contenere il danno alla collettività. Con i tir - conclude - ci troviamo invece di fronte al più becero esercizio della prepotenza".
AS
RISPOSTA
E pensare che una volta erano rivoluzionari...
Guardate ora come sono legalisti.
Maurizio Blondet
17/12/2007 14.30 Autotrasportatori
Gentile direttore,
gradirei leggere il suo punto di vista sulla serrata attuata dagli autotrasportatori e sul goffo tentativo di arginare la cosa con metodi dirigisti da parte del ministro dei trasporti.
Un sistema che a mio avviso fa trasparire ancora una volta la convinzione di questi signori di poter disporre della vita dei cittadini a loro piacimento.
Che la rivoluzione passi attraverso questo tipo di proteste?
Dott. Christian N.
RISPOSTA
Fatto. "La Casta ci precetta" è in... edicola.
Maurizio Blondet
17/12/2007 13.00 Domenico Savino
Caro Blondet,
vorrei tanto che l'articolo di Domenico Savino - "Cronache
(filmate) dal Quarto Reich" - divenisse un "manifesto" di questa fine
d'anno e, nel caso, vorrei subito apporre la mia firma.
Che ci lapidino
pure!
Sarà stato per una buona causa !
Andrea V.
Bologna
RISPOSTA
Sì, Savino è molto bravo.
Ci incita al coraggio.
Maurizio Blondet
17/12/2007 12.00 Finalmente!!!
Mi ripeto.
Finalmente!!!
Uno sciopero come si deve.
E un po' di brio, una mossa in questo immobile
Paese un tempo di Santi, poeti e navigatori.
Una bella spallata assestata al nostro
quieto vivere; colpiteci forte e duro così forse ci risvegliamo.
Tutta la mia
riconoscenza agli autotrasportatori che bivaccano sulle nostre strade.
Qualcuno con le
palle c'è ancora.
E se qualche disagio mi comporta la loro astensione dal lavoro, vabbé
posso sopportarlo, non tutto mi è dovuto sempre e comunque.
Anche se non so per cosa
protestano, e a dire il vero, non m'interessa, mi rallegra questa novità, qualcuno allora
vive, si agita, combatte.
L'aria si sconquassa, tormenta si alza, purificatrice e
salutare. 10, 100, mille astensioni.
Chander
17/12/2007 11.00 Proposta per camionisti
Ho letto le rimostranze dei camionisti che stanno scioperando in questi giorni. Eccole in sintesi:
-costo del gasolio troppo elevato
-pedaggi autostradali troppo cari
-polverizzazione del settore
-tasso di abusivismo molto alto, invasione di camionisti stranieri (molti romeni) con paghe ridicole
-guadagni sempre più bassi
Mi sembra uno dei tanti indici di impoverimento di questo paese che si chiama italia.
Ho una proposta per i camionisti: in occasione di qualche seduta parlamentare per la fiducia perchè non vi scagliate con i vostri camion contro il parlamento?
Lascio a voi l'opzione di eventuali botti di fine anno...
Cordialità
P. L.
Brescia
RISPOSTA
Se facessero quello che consiglia, i camionisti sarebbero acclamati governanti a furor di popolo, fra applausi e lacrime.
Non si sentono ancora pronti per il potere...
Maurizio Blondet
17/12/2007 09.30 morti sul lavoro!
Egregio Direttore,
non si deve preoccupare delle reazioni alle sue, purtroppo veritiere, esternazioni.
Quelli che reagiscono attaccandoLa, "compagni" (di se stessi e del potere) in testa, bulgari del nuovo millennio, capeggiati dal Venerabile Maestro (quello che aveva applaudito l'invasione sovietica dell'Ungheria, dalle prediche facili, indirizzate agli altri ma non a se stesso e ai suoi simili) e da Baffino-Skipper, entrambi oggi alla Corte di Bush, sono già stati pubblicamente processati 1, 10, 100, volte e sempre giudicati fraudolentemente colpevoli, senza mai mostrare segni di ripensamento.
D'ora in avanti, vedano di non presentarsi senza scorta nei luoghi pubblici, alla portata della gente comune, che non è più disposta a tollerare.
Silvano P.
17/12/2007 09.00 Nerone e l'Apocalisse
"Ma qui, si affrettano a dire i teologi e gli ecclesiastici,
l'Apocalisse parla di Nerone"
La loro banalità è tanto avvilente quanto incomprensibile.
Un lettore
16/12/2007 21.00 Gesù discende da Davide
Salve,
leggo da poco il suo sito ma è molto interessante.
Forse ho capito male... ma chi è che afferma che Gesu è figlio
di re Davide? e che se non è esistito Davide neanche Gesu?
Non credo, spero per l'anima loro, esistano cattolici che vedono in Gesu il figlio di Davide-
Gesu è figlio di Dio-Gesu è Dio-
esiste ancora un ordine dei cavalieri del santo sepolcro di Gerusalemme?
Saluti
Lettera Firmata
RISPOSTA
No, guardi, Gesù discende da Davide "secondo la carne".
E la cosa è importante: significa che Gesù non è sceso dal cielo, ma nato da una donna, in una concreta famiglia, e in una precisa epoca storica.
Insomma è Uomo.
Inoltre, la sua discendenza davidica (comunque regale) conferma le profezie ebraiche sul Messia.
Non si può fare a meno di questo lato genetico-carnale, altrimenti la fede cristiana, nella sua specificità, svapora.
Maurizio Blondet
16/12/2007 19.00 Aborto in Spagna
Caro Direttore,
questo è quello che accade nella civilissima e politicamente corretta Spagna, patria della nuove libertà e tendenze cool dell'Europa e del mondo, la patria del trendy, e dell'avanguardia intellettuale.
Questo filmato è agghiacciante. "Mio Signore, chi pagherà per questo?"
L'indirizzo di cui sopra è Queer Way, il sito dei diversamente fornicanti: che esulta per il trucchetto di Prodi: "Negare il matrimonio gay è discriminazione e se tre stati UE lo riconoscono non si può più negare!".
Nel pacchetto-sicurezza, avevano nascosto la sicurezza degli omosessuali. Inqualificabile "legalità".
Meno male che la Binetti ha preferito la sua coscienza alla disciplina di partito.
E per questo ora viene perseguitata: a dimostrare che, per lorsignori, la libertà di coscienza è un delitto.
Maurizio Blondet
16/12/2007 16.00 La casta ci scioglie
Caro Blondet,
in relazione al suo articolo in oggetto, solo una laconica frase di Bertold Brecht:
"Il governo, insoddisfatto del popolo, ha sciolto il popolo"
Complimenti come sempre per il suo lavoro.
Cordialmente
Alessandro
RISPOSTA
Proprio a quello pensavo...
Maurizio Blondet
16/12/2007 15.00 Anticristo? Non sarà peggio della TV
Caro Blondet,
Ma anche volendo, quanto può durare un regno anticristico prima che si auto-disintegri?
50 anni? 100 anni? 1000?
Io noto un imbarbarimento inaudito anche solo tra la mia generazione e quelle nate 10 anni dopo.
Ho appena ricevuto una email di un vecchio amico d’infanzia che chiede consiglio su come meglio
tradire la moglie lamentandosi poi che sente ahimè una sorta di “malessere spirituale” nel
farlo.
Gli ho cristianamente risposto di perdonare e di riconciliarsi con la moglie e i due figli.
Immagino domani mi risponda ridacchiando con grugniti telematici come se essere sposati con due figli fosse un dettaglio e non un impegno per la vita.
Perchà dopotutto oggigiorno ormai dei figli chi se ne fotte?
Questi sono i miei coetanei.
Un tizio di recente si è vantato con me che ha conosciuto sua moglie a un concerto dove lei gli ha vomitato addosso e da lì è nato l’amore.
Veda lei.
Lei si interroga giustamente se era meglio Ratzinger o Martini o altri.
Nel frattempo la società va a puttane, o meglio ci è sempre andata ma almeno prima c’erano dei freni sociali mentre ora è quasi un vanto scrivere email dove si parla di amanti e di scopate con cocaina, quasi che a non fare queste cose non si fosse uomini abbastanza.
Crisi della Chiesa, sicuramente, ma in primis crisi di quelli che in chiesa non ci vanno più da vent’anni e sono tanti, siamo in tanti.
L’anticristo è già in terra, e lei giustamente lo sottolinea quotidianamente nei suoi articoli
e nei suoi libri.
A leggere le cronache italiane sembra di leggere un bollettino di guerra.
Un perpetuo stato di emergenza, alternato da tette, culi, cocaina, musica “dance”, dj, nani, e ballerine, perfettamente rappresentato dalle home page del Corriere e di Republlica: notizie a sinistra, baldracche, culi e cocaina nella sezione di destra, quella dove evidentemente
clickano di più i lettori.
Finchè col tempo si arriverà a pubblicare solo shock-news, shock photos, pornografia, e infine pedofilia: questa è la logica mercantile, così detta “il mercato”.
E d’altronde da quello che un lettore può evincere, è una sorta di atmosfera da vitello d’oro con puttanone romane, contesse che sniffano nei cessi, mignotte di borgata, troie di periferia, froci,
veline, e cubiste dodicenni.
Di bulli che a scuola si scopano l’insegnante filmata ai cellulari, di tredicenni che fanno pompini nei cessi ai loro compagni di classe, di madri che partoriscono a 42 anni dopo costosi e dolorose terapie
ormonali.
E se è vero che “talis mater, talis filiis” viene da chiedersi Direttore, è davvero QUESTA quel che rimane della società occidentale?
MS
16/12/2007 13.30 Rivoluzioni da finanziare
A parte la rivoluzione iraniana del 1979, quelle europee riuscite furono appoggiate dai poteri occulti, le altre, come in Vandea, furono represse.
Vito P.
RISPOSTA
Eh sì, è la dura legge della storia.
Cercansi finanziatori.
Maurizio Blondet
16/12/2007 12.00 I negri, questi colorati...
E chiamarli “iperfotoassorbenti”?
Oppure “mavrodermi”, o ancora “ebanotinti”?
Ma poveri negri...
Alessandro V.
RISPOSTA
“Iperfotoassorbenti” è bellissimo e politicamente correttissimo, ma resta il rischio di confusione con i pannelli solari, speranza dell’ecologismo. “Mavrodermi” non dovrebbe suscitare obiezioni in quell’ambiente.
Proviamo.
Maurizio Blondet
16/12/2007 11.00 Aborto
L’aborto comunque lo si veda è un omicidio.
E’ una ferita che col passare del tempo porterà non poche ripercussioni all’interno della nostra società.
Solo quest’anno infatti, stando ad alcuni dati da parte di istituti ospedalieri diramati al ministero della Salute, le vite soppresse nel sangue sarebbero state oltre 120 mila.
Delle vite sono state brutalmente massacrate all’interno del ventre materno, poiché la vita non inizia al momento del parto, ma direttamente dal suo concepimento.
Infatti quando il bambino al momento del parto esce dal grembo materno, il bambino è vivo dai 9 mesi in cui era stato concepito.
E’ da segnalare anche il fatto che a dimostrazione di ciò che affermo, i più recenti studi scientifici dimostrano come il bambino dentro l’utero sia in grado di provare dolore e stress e che questo sia corrisposto dal suo movimento e da una produzione di enzimi che anche negli adulti sono direttamente legati a queste sensazioni.
Tutto questo è una delle più gravi tragedie dal dopoguerra ad oggi, specialmente in un momento in cui il calo di nascite da parte nostra è notevolmente inferiore quelle nel nostro Paese da parte di extracomunitari.
L’aborto però oltre che causare l’uccisione del bambino provoca dei gravissimi danni anche al corpo delle donne che decidono non sempre in piena avvertenza di portarlo a compimento.
Il corpo femminile è infatti programmato per dare al piccolo subito dopo la sua evoluzione da embrione tutte le sostanze necessarie che servono alla sua crescita fino a diventare feto per poi formarsi come bebè.
Un’ interruzione di gravidanza invece porta uno squilibrio su tutto l’organismo e anche a livello psicologico con un rischio maggiore di depressione, ansia e stando a delle statistiche anche un incremento significativo di suicidi nelle degenze psichiatriche femminili.
In ogni caso l’aborto non è utile alla cura di alcuna malattia poiché non ha nessuna utilità dal punto di vista clinico e anzi lo shock causato da questo potrebbe portare ad un aggravamento delle condizioni della malattia.
La causa di questi omicidi credo però che stiano nella rottura del vincolo del matrimonio che oggi più che mai è messo sotto attacco da alcune frange della sinistra che ci governano e vorrebbero imporci nuovi modelli di famiglia.
E questo si evince anche dal fatto che la Chiesa cattolica sia imbavagliata da essi perché in nome della libertà di coscienza essa non può esprimersi.
Il fatto più grave, per me che sono cattolico, è che si sovvertono le norme costituite dal nostro Creatore cioè quello dell’“andate e moltiplicatevi” come sta scritto nella Genesi al capitolo 9 nel versetto 1 di e si trasgredisca al quinto comandamento che è quello di non uccidere.
Pietro S. S.
16/12/2007 10.00 Luttazzi & Co.
Gentile Direttore,
apprendo dalla trasmissione “Chi l’ha visto” che è stato identificato l’assassino di una giovane barista a Roma.
Il fatto risale al dicembre del 2000 e scopro, con sgomento, ma affatto sorpreso, che il criminale
in questione era in libertà grazie ad un certificato medico che ne attestava l’incompatibilità con il carcere.
Dopodiché leggo, sul sito di Repubblica, le lamentele di Luttazzi, il quale sostiene di essere stato
allontanato da “La 7” per “aver criticato l’enciclica Spe Salvi”.
Testualmente: “...Contestavo la visione dolorifica del mondo contenuta nell’enciclica e il plagio di massa delle religioni...”.
Domanda (mia): perché questi co...ni di comici tipo Luttazzi, Littizzetto, ecc. non fanno satira, ad esempio, sul sistema giudiziario che non funziona - vedi sopra - oppure sui politici che pensano alle leggi “antidiscriminazione gay” e non alla sicurezza dei lavoratori?
Ebbene, co...ni loro e chi li ascolta!
Distinti Saluti
Luca G.
16/12/2007 09.00 Papa "giusto"
Carissimo Direttore,
Come noto, per Solo'vev (e per Biffi) l'anticristo sarà «pacifista, ecologista,
ecumenico.
Io in questo trinomio imprescindibile sostituirei "ecumenico"
con "femminista".
Davvero un ottimo articolo il suo, complimenti. Sul Card.
Martini e sugli "atei devoti" stendiamo un velo pietoso.
Lo sa l'anno scorso
circa, cosa disse il Tedesco Card. Karl Lehmann, Vescovo di Mainz (Magonza)?
Che lui non crede nella Chiesa!
Ma si rende conto di quello che il porporato
ha detto? Ringraziamo il Signore per averci donato Papa Benedetto XVI, che
si adopera molto per il trionfo della Fede e della Verità.
L'altra Domenica
ha condannato i media che propongono una vita "subdola" e culturalmente incompatibile
col Cristianesimo e che sta distruggendo letteralmente il nostro popolo e
"ipnotizza" i bambini e i pre-adolescenti.
A volte penso cosa sarebbe accaduto
se avessimo avuto come Papa il Gesuita Martini, ma poi penso allo Spirito
Santo e ai suoi progetti.
Un caro saluto e tanti auguri di buon Natale,
Emanuele
15/12/2007 21.15 Strani virus in circolazione
Egregio Sig. Blondet,
con riferimento alla questione delle scie chimiche che in questi ultimi 15-20 gg. hanno riempito il cielo della brianza
di strisce che andavano in tutte le direzioni, da est a ovest e viceversa da nord a sud e viceversa e puntualmente il giorno
dopo ha piovuto.
La cosa strana e` che nei giorni seguenti sono apparsi strani virus che provoca ad alcuni dissenteria e
febbre, mentre ad altri nausea febbre e vomito ; oppure una settimana vomito e febbre, una settimana piu` tardi diarrea
e febbre.
Abbiamo il forte sospetto che questi miracolosi virus siano strettamenti connessi alle gigantesche scie viste nei giorni scorsi.
Nel frattempo all'asilo dei nostri figli c'e` un'ecatombe di bambini malati che guariscono e poi si riammalano e cosi anche a scuola.
Alcuni bambini per le forti convulsioni sono stati ricoverati all'ospedale, dove attendevano decine di altri bambini colpiti da diversi strani virus, dei quali l'ospedale non aveva nessun tipo di spiegazione, a parte le solite stronzate relative al cambio di stagione caldo freddo che non vedo cosa centri con i virus.
Stiamo facendo analizzare l'acqua piovana, dato che in quella di San Remo e` stato trovato un virus presente nei porcili e che in teoria in Liguria e per di piu` nell'acqua piovana non si dovrebbe trovare.
Magari c'e` qualche porcile volante !
La situazione e` grave perche` siamo bombardati da quelle schifezze per obbligarci ad assumere medicinali (antibiotici)
e per vaccinare i bambini contro queste improvvise influenze.
Faremo il possibile per informare piu` persone possibile !
Distinti saluti
Enrico V.
dalla futura provincia di Monza
RISPOSTA
Anche la futura provincia però è un virus.
Le provincie bisogna accorparle, o abolirle.
Occorre ricentralizzare, perché il frazionamento campanilistico è ormai una delle maggiori piaghe.
Maurizio Blondet
15/12/2007 20.00 Il Papa serio
Caro Blondet,
ogni tanto, anzi spesso, le mie opinioni divergono dalle Sue;
ciononostante, la leggo sempre molto volentieri perché lei stimola in me una voce critica,
mi stuzzica, fa arrabbiare, sconsolare, riflettere e approfondire.
Per esempio, io, scettico sin dall'inizio su quello che sarebbe stato il pensiero di Benedetto XVI,
ultimamente mi sto ricredendo; secondo me questo Papa, molto "poco" mediatico,
quando parla va davvero al centro delle questioni, proferendo discorsi non banali,
con richiami forti per un mondo più giusto..non dominato dall'effimero!
Eppure, malgrado ciò, molti di sinistra, come me, ma anche quelli di destra,
sembrano fare le orecchie da mercanti, fingendo di non sentire ciò che dice,
male interpretando le Sue parole, e comunque, non riflettendo affatto sul
vero messaggio che il Papa manda, o cerca di mandare, a noi cattolici.
Eppure, le Sue sono parole forti, talvolta coraggiose, degne di accettazione e
soprattutto, di profonda analisi, perché pungono nel cuore dei problemi di oggi..
e cercano di trovarvi rimedio, non con l'economia e i suoi derivati,
ma con la compassione, la fede, insomma, con l'amore verso il prossimo.
Mmma, rimango sbalordito da tanta ignoranza: si critica prima ancora di sapere!
Salutiandola, le faccio i miei più cari auguri di Buone feste.
Marcello
15/12/2007 19.10 Punto di vista interessante
Egregio Direttore,
seguo con interesse il lavoro Suo e dei Suoi collaboratori da alcuni anni e credo di poter dire che il sito, col suo equilibrato spirito cristiano, ma non bigotto, abbia colmato una lacuna del panorama dell'informazione, sia stampata sia radiotelevisiva (e, per alcuni versi, anche internettiana).
Ritengo inoltre che gli strali infamanti (fascista, fondamentalista cattolico, revisionista, nazista, negazionista e facezie varie) siano solo un indicatore di come stiate cogliendo nel segno; infatti, uno dei siti più inferociti, Informazione Corretta, mi sembra una vera miniera: ogni link che vorrebbe denigrare fornisce una messe di informazioni alternative alla "vulgata corrente".
Le segnalo un articolo di Vittorio Messori che, pur non recente, inquadra un aspetto attualissimo dell'etica protestante in generale (e statunitense in particolare) cioè il disprezzo per "l'altro", accompagnato dalle conseguenti atrocità e dal ribaltamento, su altri ancora (che con quell'aberrante logica nulla hanno a che fare), delle proprie malefatte.
Cordiali saluti
Alessandro D.
Credente, di buona famiglia, ingegnere
RISPOSTA
Sì, ha ragione "Informazione Corretta", affannandosi a schedare, finisce per dare consigli di lettura.
Forse dovrebbe chiudere.
Quanto al nostro sito, posso dire che ho molti più lettori oggi che quando scrivevo su "Avvenire": una piccola ma gustosa rivincita, se vuole.
Credevano di avermi silenziato licenziandomi.
Il pezzo di Messori è "Se la Spagna fosse stata protestante" e mostra come, in quel caso, gli indios sarebbero stati sterminati come i pellerossa in Nord America.
Maurizio Blondet
15/12/2007 17.30 Legga, prima di fare osservazioni oziose
Gentile direttore,
leggendo l'articolo del 11/12/2007 "Niente panico su David", apprendo della scoperta archeologica denominata 7Q5 ossia un frammento del vangelo di Marco risalente al 50 d.c.
Mi permetto di farle due precisazioni: 1 - Il fatto che sia stata trovata una copia del Vangelo di Marco risalente all'anno 50 non porta alla conclusione che "Gesù è davvero esistito, che ha vissuto nel tempo di Pilato, e che quel che raccontano Vangeli, Atti ed Epistole corrisponde a realtà".
Sarebbe più corretto affermare che ci sono meno dubbi sulla effettiva storicità di Gesù, ma tutto quello che lo riguarda resta materia di fede e di nient'altro.
Non di scienza, non di storia.
Dico scienza perchè credo che quei frammenti siano stati datati scientificamente coi metodi comunemente utilizzati per datare reperti archeologici.
Il che mi porta al punto 2. 2 - Mi chiedo come mai i suddetti metodi di datazione diventino verità assolute quando servono per dimostrare l'esistenza scientifica di Gesù e invece siano aspramente criticati quando invece vengono utilizzati per datare altri reperti scomodi, come ad esempio i fossili.
La datazione dei fossili smentisce apertamente quanto da voi affermato in vari articoli riguardo la teoria del "creazionismo", direttamente mette in dubbio quanto contenuto nella Bibbia sulla creazione del mondo, e viene dal suo giornale apertamente criticata.
Ho letto con sgomento più d'un articolo su effedieffe riguardo il creazionismo.
Invece la datazione del vangelo di Marco, fatta con gli stessi metodi diventa magicamente "dogma" e la porta a concludere che ogni singola parola dei Vangeli, Atti ed Epistole abbiano non solo una verità assoluta di fede, ma anche storica e scientifica.
Perchè è questo che Lei ha affermato nell'articolo scrivendo che i Vangeli corrispondono a "realtà".
La realtà è appunto la materia di cui si occupa la scienza.
Nel momento in cui una cosa diventa reale è passibile di indagini scientifiche.
Le cose son due: o non ho capito bene, in questo caso Le sarei grato se Lei pubblicasse delle prescisazioni, oppure c'è da parte Vostra poca onestà intellettuale.
Distinti Saluti
Simone
RISPOSTA
Il lato disperante di Internet è questo: si parla a gente come in un parco pubblico, e molti sono attenti, ascoltano e capiscono.
Ma passa sempre qualcuno che non ha seguito il discorso, e non avendo altro da fare, pone domande oziose a cui s'è già dato risposta; altri ancora passano e deridono quel che si dice, avendo capito nulla.
Lei è un passante del primo tipo. 1) La datazione del frammento di Marco non ha nulla a che vedere con la datazione dei fossili: il primo è stato datato in base alla grafia dei caratteri con cui è stato scritto, non col Carbonio 14 come pare credere lei perché non s'è dato cura di informarsi.
Come potrà constatare se, anziché interloquire oziosamente, si prende la briga di leggere tutto il libro di Marta Sordi che ho consigliato. 2) Sul "creazionismo" (che in realtà si chiama Intelligent Design) ho scritto un libro, forse il primo in Italia, "L'Uccellosauro e gli altri animali", dove critico, fra l'altro, i metodi di datazione dei fossili.
Ma a questo punto evito di consigliargliene la lettura: lei non ha le cognizioni elementari per capire la differenza tra archeologia e paleontologia, ossia fra la storia antica degli uomini e i reperti fossili.
Glielo spiego in modo più semplice: l'archeologia è una scienza "umana", come la storia, mentre lo studio sui fossili è una scienza "naturale", come la zoologia e la botanica.
E ovviamente una cosa è datare un documento scritto di 2 mila anni fa, e un'altra datare un osso pietrificato di 20 milioni di anni.
La critica alle datazioni paleontologiche – inficiate dal presupposto evoluzionista, che non è dimostrato – non comporta la critica a "tutte" le altre scienze, che possono dar ragione dei loro metodi.
Infine, la frase "tutto quello che lo riguarda (Gesù) resta materia di fede e di nient'altro" è una pura e semplice eresia, chiamata "fideismo", contraria alla dottrina cattolica.
Gesù è materia di storia; la "fede" che ci viene richiesta come cristiani è la fiducia nella testimonianza di coloro che lo videro risorto, gli apostoli, come persone storiche, oneste e credibili. Come dice Paolo, se Gesù non è risorto, siamo i più disgraziati degli uomini: vuol dire, se Gesù non è storico.
E il giudizio di "poca onestà intellettuale" se lo tenga per lei, ignorante com'è.
Ho appena chiamato la Camera di Commercio di Pechino.
Dopo 4-5 tentativi mi risponde una ragazza cinese
che mi chiede se parlo mandarino o inglese.
Per pura curiosita' esigo di parlare con qualcuno
in italiano.
Cade la linea.
Richiamo invano per altre 3 volte.
Mi risponde ancora la cinese, domando "i wanna speak
italian please".
Mi passa infine un certo Di L**** dall'accento calabrese
direi che mi illustra finalmente la bonta' del servizio
italiota : per qualunque problema mi da' il numero di cellulare
di un non ben chiaro "consultant" che a suo dire e' "cheap".
Con stile mafioso aggiunge, "Se a suo dire ci sono ancora ci sono
ancora scazzi non si preoccupi, facciamo tutto noi".
Espongo il mio problema.
Conclude : nel mio caso meglio andare a Hong Kong, e'
"cheaper", ci e' stato l'altro ieri, e aggiunge che rompono
meno i coglioni.
Chiamo la Cam. Commercio Italiana di HongKong.
Dopo 6 tentativi mi risponde una cinese.
English or Cantonese, chiede.
Italiano, rispondo.
Ovviamente lingua NON supportata.
Rispondo in inglese e chiaccheriamo in inglese,
non che abbia problemi ma...
Conclude : la sua posizione e' piu' che benvenuta a HongKong,
venga a trovarci o ci contatti via web per tutti i dettagli !
(notare qui ormai fanno tutto via web, il telefono e' roba
da trogloditi)
Questi sono i servizi pagati dai contribuenti per
avere servizi in giro per il mondo : cinesi che sanno
dire a malapena "Ciao", linee che cadono, siti web fatiscenti,
servizi da quarto mondo.
(se li ho chiamati per telefono e' proprio perche' tramite
il sito web non funzionava un katz...)
MS
15/12/2007 15.00 Ancora l'Anticristo
Caro Direttore,
secondo Lei la frase "... fino a sedersi egli stesso nel Tempio di Dio" potrebbe essere un riferimento a Gerusalemme/Israele?
Sono importanti anche le parole "egli stesso".
Se fosse così sarebbe un ulteriore indizio sull'Anticristo...
S. F.
RISPOSTA
Se le parole hanno un senso, è quello che lei indovina.
Il Tempio non può essere che quello di Gerusalemme.
Maurizio Blondet
15/12/2007 14.00 Sull'anticristo
Salve direttore,
ai passi da lei citati sull'anticristo, bisognerebbe
però aggiungere quelli in cui si dice: "vi saranno guerre e rumori di
guerre, ma non sarà ancora la fine" prima della Tribolazione.
Prima
della comparsa dell'uomo iniquo.
E' molto probabile che noi siamo
nella fase delle guerre e dei rumori di guerre, che anticipano i
tempi dell'anticristo. Egli è chiamato anche Principe della Pace.
Il
Cardinale Biffi è un attento conoscitore e studioso delle Scritture
sull'anticristo.
Egli ha capito bene che per imporsi al mondo l'uomo
iniquo deve prima mascherarsi come un finto agnello per avere potere
non solo su ebrei e cristiani, ma anche su musulmani, indù,
shintoisti ed atei.
Ecco perchè sarà in grado di compiere "miracoli"
da tutti visibili.
Ecco perchè lo chiameranno Principe della Pace.
Solo dopo potrà mostrare il suo vero volto.
La scimmiottatura dei
valori cristiani, in quanto egli sarà scimmia di Dio, sarà il mezzo
per presentarsi al mondo in caos come novello salvatore.
Saluti
Un lettore
P.S. Tempo fa le inviai uno scritto su questo tema tratto dal segreto
di La Salette scoperto ed autenticato negli archivi vaticani. E' un
fatto importante perchè è la prima volta che si ha un ritrovamento
del genere. Lì c'è scritto tutto, o quasi....
RISPOSTA
Evidentemente basta accennare all'anticristo per ricevere molte lettere come questa.
Come regola generale: io mi attengo ai testi canonici, ed escludo le "rivelazioni private", di cui non mi fido e che non sono obbligato a credere; su questo tema, troppe di tali rivelazioni sono fantasticherie o peggio.
E né Paolo né l'Apocalisse dicono che l'uomo di iniquità sarà chiamato "Principe della Pace".
Maurizio Blondet
15/12/2007 12.30 Fotoluminescenza
Salve Egregio Dott. Blondet,
ho letto con interesse la mail inviataLe il 10/12 alle 16:00 sulla fusione fredda con
ultrasuoni.
Vorrei aggiungere che questo processo, per quanto anomalo detto di trasmutazione dei
metalli, era stato scoperto ed ingegnerizzato sin dagli anni trenta, con raggi infrarossi
coerenti piuttosto che con ultrasuoni ad alta intensità, da scienziati tedeschi guidati
da Walter Gerlach, il padre degli studi sulla Gravitazione e sullo spin dell'atomo.
Durante la guerra, questo team di scienziati tedeschi, integrati da un nutrito gruppo di
teorici e sperimentali, fini per lavorare ad una arma segreta, o "Wunderwaffe" arma
delle meraviglie, considerata più devastante di una bomba termonucleare e decisiva per la
vittoria.
Tanto è vero che questo team era alle dirette dipendenze di un dipartimento
speciale delle SS soprannominato "Schwarze Sonne" sole nero, con ovvi legami esoterici.
Uno tra i vari risultati apportati da questo Team consisteva nello sfruttamento del
fenomeno fisico chiamato "fotoluminescenza". Quasi sicuramente è stato il metodo
utilizzato per arricchire l'uranio, e successivamente anche il plutonio, negli
stabilimenti di Auschwitz della IG Farben con elevati livelli di purezza (oltre il 99,9%)
e consentire alla Germania di arrivare prima nella realizzazione della Bomba Atomica
Tedesca del Terzo Reich con risorse decisamente inferiori rispetto agli americani (anche
se la bomba non fu utilizzata per mancanza di un vettore in grado di portarla
sull'obiettivo).
A corroborare questa tesi ci sono diverse fonti: da quelle desecretate dell'intelligence
britannico ed americano ( anche se su quest'ultinmo fronte rimangono molte informazioni
ancora coperte da segreto di stato dopo quasi 60 anni), dai livelli di radiotttività 5
volte superiore al normale sui siti di test individuati in Germania, agli archivi della
Stasi di Berlino, a quelli del KGB di Mosca, nonchè dalle documentazioni che sono emerse
nel corso degli ultimi anni, sopratutto dopo il crollo del Muro, dai diversi servizi di
intelligence dei regimi ex-comunisti (interrogatori di personale tecnico sopravvissuto,
ufficiali SS etc.).
Del resto anche molti libri iniziano a parlare sempre più
intensamente di una storia ben diversa della corsa all'arma atomica e del modo in cui
finì la seconda guerra mondiale.
Tutte queste informazioni ci fanno capire come la Vera storia sia stata manipolata dai
vincitori e che le tecnica e la scienza che oggi conosciamo è assolutamente parziale e
priva di quelle scoperte e di quelle realizzazioni che ci consentirebbero di viverre
decisamente meglio in un mondo rovinato dal profitto fine a se stesso e dall 'interesse
di poche oligarchie.
Con stima per il lavoro da Lei fatto,
le porgo i miei più cordiali saluti.
Giorgio P.
P.S. Se necessita di altre informazioni sugli sforzi tedeschi sotto il Nazismo su quel
periodo e delle scoperte che sembra abbiano superato la teoria Relatività sarò felice di
fornigliele.
15/12/2007 11.30 Anticristo di Kant
Molto bello l'articolo "l'Anticristo di Kant"; vorrei al proposito citare questa frase di
S.Efrem:
"L'Anticristo
colmerà di favori in modo speciale la nazione giudaica. Ma pur di onori
straordinari la Nazione deicida lo coprirà e applaudirà al suo regno".
(Ephr., Serm. de Antichr.)
Cordiali saluti
Giulio De V.
RISPOSTA
Ecco un'altra lettura dimenticata dai cardinali, i padri della Chiesa.
Maurizio Blondet
15/12/2007 10.00 Luttazzi, la vittima
Ufficialmente Daniele Luttazzi è stato licenziato da LA7 per aver offeso Giuliano Ferrara, ufficiosamente per le critiche blasfeme mosse all'enciclica di papa Ratzinger.
Questi laicissimi guitti da palcoscenico, "affetti" in massa (la lista è lunghissima) da "grillite acuta" ("patologia" il cui virus primordiale scaturì dal saltimbanco Beppe Grillo), ci dovrebbero spiegare perché quando devono scegliere un soggetto da immolare sull'altare del loro ego, guarda caso, parano sempre contro la Chiesa Cattolica.
Eppure se facessero una ricognizione in casa loro, di personaggi e istituzioni da sbeffeggiare ne troverebbero a iosa!
Ad esempio, perché non cominciano a canzonare le magnifiche sorti e progressive dell'illuminismo, i cui ideatori e continuatori (i laici del nostro tempo) dopo aver rimosso Dio dall'orizzonte umano si sono ridotti a credere agli oroscopi, ai maghi, agli spiriti guida e agli asini che volano?
Oppure perché non ironizzano sui padri "nobili" del comunismo e del nazismo (ideologica a stretta parentela atea) che prima di prendere importanti decisioni praticavano riti esoterici?
E perché non mettono alla berlina gli effetti "democratici" del comunismo che dopo aver proclamato l'eguaglianza e la giustizia sociale sterminò intere nazioni e portò fame, miseria e dittature in mezzo mondo?
Ma le ridicolaggini dell'universo a cui appartengono, potrebbero continuare a lungo se si inoltrassero nel meandri della politica contemporanea.
Una solo cosa è innegabile: la Chiesa Cattolica è l'unica istituzione che dona "gratis"uomini al mondo, mentre tutte le altre, perseguono esclusivamente i propri meschini interessi personali!
Gianni T.
Verona
RISPOSTA
Luttazzi è lo stesso che "Luzzatti" o "Luzzatto".
Daniel Luzzatto, comico: solo in Italia può diventare un caso.
“Allarma fortemente che in questi giorni, nel Palazzo della politica, si tenti di soppiatto - con la connivenza di alcuni cattolici - di reintrodurre un "reato di opinione riferito alla tendenza sessuale" (come lo definisce "Avvenire") che apre la strada alla "demoralizzazione" del Paese e domani potrebbe fortemente minacciare la stessa libertà della Chiesa di insegnare la sua morale”.
Forse tali "allarmi" potevano scattare prima, per intenderci in risposta ai tentativi di "sacralizzare" fatti storici che sarebbe meglio restassero tali e come tali... potessero essere liberamente discussi...
Non aggiungo altro, visto che siamo tutti in libertà vigilata, quanto alla "libertà di opinione" italiota... come lei ci insegna !
Saluti carissimi
Marco S.
14/12/2007 21.40 Colpe del Sindacato
Buonasera Direttore,
in merito alla Sicurezza sul lavoro e alle tante baggianate che circolano sono dell’avviso di ritornare all’antico.
Mi spiego per quelli che come Lei e me non hanno più i denti da latte.
Con lo Statuto dei Lavoratori del 1970 e dopo qualche anno, in funzione degli accordi sindacali e la contrattazione collettiva fu abolita la figura del Lavoratore con compiti di controllo esercitata nelle Commissioni Interne.
Nel tempo le Commissioni Interne furono sostituite dalle Rappresentanze Sindacali Aziendali e attualmente dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie (fuori legge).
Le Commissioni Interne godevano dei Diritti Parlamentari e cioè fungevano e si muovevano in fabbrica come se all’interno della stessa ci fosse un Parlamentare, con gli stessi diritti di immunità parlamentare ecc.
Questi diritti parlamentari furono barattati con altri diritti che ne hanno attenuato e allontanato il rapporto di lavoro dal Parlamento e chiuso il circuito nell’ambito di una contrattazione collettiva extra-parlamento.
Le conseguenze sono del tutto evidenti.
Sicurezza, risparmio contrattuale, reddito da lavoro ecc. sono diventati sempre più strumenti di potere contrattuale al servizio del profitto.
L’invasione del sistema bancario nell’azionariato produttivo ha fatto il resto.
E su questo resto le sue impeccabili analisi ne sanno più di me.
Ne cito solo uno.
Il risparmio forzoso perché contrattuale a fini pensionistici e la famelicità delle banche e delle assicurazioni.
Un discorso non a parte ma sinergico con questo potere è l’establishment sindacale.
Non aggiungo altro per non alimentare le verità scottanti non solo di questo Paese ma di tutto l’occidente capitalistico.
Un sindacato funzionale a questo potere democratico non è un sindacato.
Anzi il Sindacato non ha ancora uno statuto a base democratica secondo la Costituzione, come i Partiti.
Ma non apriamo altre piaghe.
La connivenza tra patronato e sindacato come può essere sindacata?
La mia proposta è quella di ridare ai Delegati alla Sicurezza i Diritti Parlamentari, e durante il
mandato non siano iscritti a nessun sindacato.
Cordialmente,
Giuseppe S.
RISPOSTA
D’accordissimo con lei.
Maurizio Blondet
14/12/2007 20.00 E la rabbia cresce ...
Caro Direttore,
Ogni giorno che passa è un altro boccone avvelenato da mandare giù.
I politicanti di professione continuano il loro teatrino avulso dalla realtà, perpetuando la loro vita da parassiti privilegiati;
La televisione ci distrugge il cervello con le banalità e celebra personaggi orrendi, con mosconi da merda come Vespa che si cibano di cadaveri;
La società fa schifo: si calpestano le tradizioni e le cose genuine e si fanno pazzie per qualunque stronzata di moda;
Il potere d'acquisto è sotto ai piedi: la gente onesta si ammazza di lavoro e se va bene riesce a pagare i debiti ma non ha più tempo e soldi per sé.
Tutto questo mentre fiumi di denaro, che ci viene esatto fino all'ultimo centesimo, vanno ai banchieri, alla mafia, ai politici parassiti.
Ma ci dicono che non ci sono i soldi per la sanità, per i servizi sociali, per le pensioni.
Le confesso che ho voglia di ribellarmi.
Vorrei deturpare tutti i manifesti pubblicitari come quelli di Prada e Dolce e Gabbana, simbolo del mondo di parassiti che ci succhia il sangue.
Vorrei spaccare tutti i video che nelle stazioni ferroviarie ci incitano a buttare i soldi.
Vorrei che lo facessero tutti. Vorrei che tutti gridassimo un gigantesco
BASTA !
Stefano A.
Alba (CN)
RISPOSTA
Sì, dobbiamo farlo.
A cominciare da Dolce e Gabbana, i neo-protetti dal regime.
Maurizio Blondet
14/12/2007 19.30 Gardasil de noantri
Piccola testimonianza a conferma del potere delle aziende farmaceutiche.
Lo scorso mese di giugno mia moglie ha partorito al Policlinico Gemelli di Roma.
In tutte le stanze del reparto maternità erano disponibili gratuitamente depliant della Merck che promuovevano l'uso del gardasil.
Guarda caso, in bella mostra nella libreria presente all'interno dell'ospedale, un libro "scientifico" sul papilloma virus promosso sempre dalla Merck i cui contenuti sono facilmente immaginabili.
Per curiosità chiesi ad uno dei ginecologi cosa pensasse del prodotto della Merck e se non trovasse fuori luogo quel tipo di promozione; la risposta lapidaria fu che, se il medicinale era approvato dalla FDA americana, era sicuro. Nando Moriconi, "l'americano a Roma" di Sordi, sarebbe stato certamente daccordo.
Meno male che ci sono gli americani...
Cordiali saluti.
P. T.
14/12/2007 19.00 Marmellata kasher
Buonasera Direttore,
rileggendo l'articolo del 23/11 "Erbe amare", mi è venuto in mente che un paio di mesi fa acquistai in un supermercato un vasetto di marmellata, e curiosando nelle scritte dell'etichetta notai una lunga dicitura che in sintesi diceva così: "questo alimento è stato approvato dal rabbino X Y, in quanto cibo kasher".
Leggendo della tangente incassata dai vari rabbini sulla certificazione degli alimenti, è certo che d'ora in poi, prima di acquistare qualcosa, mi accerterò che non ci siano diciture di questo genere: non vedo perchè dovrei contribuire ad arricchire gente che considera noi cristiani come feccia.
Inoltre mi adopererò per divulgare questi articoli riguardo al libro di Ariel Levi, che acquisterò.
E' il minimo che si possa fare se si è dei buoni cristiani.
Roberta
14/12/2007 18.00 Curiosità "cattoliche"
Direttore,
"Si sa da tempi remoti quanto ci sia stata utile la favola di gesù cristo".
Lettera di papa Leone X al Cardinal Bembo. - Archivi vaticani - Corr. LeoneX
- vol. 3° - volume cartonato grigio con cordame di collatura - scaffale 41 -
2° piano inf. - Microfilm disponibile.
Papa Pio II (1405-1464): "Per noi e per i nostri, la favola di Gesù è
divenuta una benedizione".
Ho trovato più volte queste frasi, estrapolate evidentemente da un contesto
che non ho a disposizione e che non viene riportato mai.
Messe lì così, la prima oltre tutto con il nome di Gesù in minuscolo e
tenendo conto che il maiuscolo non si nega nemmeno ad Adolf Hitler,
suonerebbe come una secca smentita dell'esistenza storica di Gesù
addirittura da parte di almeno 2 papi.
Su internet, insieme a cose buone si trova anche spazzatura ma io sono
comunque curioso, non so se siano vere ed a quale contesto eventuale
appartengano.
Lei è in grado di chiarirlo?
Grazie in anticipo anche in caso di risposta negativa o di non risposta.
Aldo M.
RISPOSTA
Abbia pazienza... lei stesso dice che quelle frasi vengono citate senza dirne il contesto.
Persino se fossero state pronunciate, non sarebbero "secca smentita dell'esistenza storica di Gesù", come lei scrive, ma della incredulità di due Papi, magari giudaizzanti: cosa le assicuro non stupefacente, ancorchè tenda a non credere che Leone X sia stato di questi.
Questo modo di "ragionare" da parte di gente europea del 21mo secolo mi pare disperante, un segno di vacuità e imprecisione mentale davvero allarmante.
Come ho già detto, l'esistenza storica di Gesù Cristo viene comprovata da fonti estranee al cristianesimo e ai Papi, alcune delle quali scoperte di recente, come il frammento del Vangelo di Marco del 50 d. C., e il fatto che Tiberio, già nel 35, volle dare alla nuova fede lo status di religione riconosciuta (religio licita) e trovò l'opposizione del Senato...
Ma quante volte devo ripetere le stesse cose?
Consiglio di mantenere il rigore mentale leggendo qualche libro in più.
Maurizio Blondet
14/12/2007 17.00 Bibbia
Caro Blondet,
leggo che lei dubita dell'autenticità dell'Antico Testamento in contrasto
con l'insegnamento della Chiesa Cattolica.
Sull'interpretazione dei sacri
libri canonici ci può essere molto da dire, ma non sulla loro autenticità.
Può sembrare paradossale che la Chiesa riconosca sette libri in più della
Bibbia ebraica, i deuterocanonici.
Ma essi furono esclusi dai Farisei solo
dopo il 70 d. C., con la rovina del Tempio.
Come spiega Mons. F. Spadafora,
la Bibbia Greca o Alessandina, completa dei deuterocanonici, è quella
adoperata dagli Apostoli e perciò dalla perseguitata Chiesa primitiva.
Il problema non stava nella lingua, ma nella conformità alla Legge divina
che i Vangeli ribadiscono e completano nella sua universalità, correggendo
la sua lettura nazionalista deviata sul Popolo eletto a ricevere il Messia.
RipudiandoLo, ripudiarono tale elezione.
Certo, l'interesse del cattolico che legge il Levitico non va a tutti quei
particolari riguardo al sacrificio, ma al fatto che tutto nella Sacra
Liturgia dev'essere secondo il dettame divino e non frutto di idee, studi o
lavori dell'uomo.
Così per la comprensione dei Libri ispirati.
Del resto, sull'origine egizia del nome di Mosè è la stessa Bibbia a
spiegarlo: "La figlia del faraone vide il bambino che piangeva. Ne ebbe
compassione e disse: «Costui è un bambino ebreo»...
Fu per lei come un
figlio, e lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l'ho tirato fuori dall'acqua»”
(Esodo).
Auguri per un lavoro più canonico.
Daniele A.
RISPOSTA
Spero che lei abbia scritto questa mail prima di aver letto "Niente panico per David".
Altrimenti dovrei disperare della sua intelligenza.
Certo "l'interesse del cattolico che legge il Levitico non va a tutti quei particolari riguardanti il sacrificio", ma nel Levitico ci sono.
Testo ispirato direttamente da Dio?
Gesù non la pensava esattamente così.
Maurizio Blondet
14/12/2007 16.10 Ebrei e Cristiani
Salve Direttore,
cercavo sul sito qualche articolo specifico riguardo il rapporto teologico tra Ebrei e Cristiani.
Nel senso di un analisi teologica approfondita, facente riferimento alla tradizione cattolica, circa il "giusto rapporto" tra Ebrei e Cristiani.
Mi riferisco in particolare alla teoria della sostituzione tra Vecchio e Nuovo Israele.
Ci sono molti riferimenti in alcuni articoli ma il tema non è approfondito in nessun articolo specifico (almeno dalle mie ricerche): sarebbe ottimo se Stefano Maria Chiari, con le sue competenze, potesse scrivere un articolo al riguardo.
Le sarei infinitamente grato, c'è sempre tanta e troppa confusione al riguardo anche nella nostra Santa Chiesa Romana.
Un abbraccio, con immutata stima
Stefano A.
RISPOSTA
Ma non ha letto "Il minculpop di Giuda" di Domenico Savino, 5 dicembre 2007?
Non le basta?
Allora affronti il massiccio volume di Redaelli, "Il mistero della sinagoga bendata", EFFEDIEFFE.
E il mio "I Fanatici dell'Apocalisse".
Maurizio Blondet
14/12/2007 15.00 Convegno neocon a Roma
Non ho trovato nessun commento di Maurizio Blondet sul convegno che si è svolto in questi giorni a Roma, organizzato e coordinato dai peggiori esponenti dell’intellighentia neocon italiani e non. Forse vi è sfuggita la notizia?!
Vi lascio il link dell'evento: http://www.ffdiw.org/program_i.html credo meriti una dura presa di posizione.
Saluti.
Gianguido S.
RISPOSTA
Non posso arrivare a tutto.
Convegni come questo ne stanno facendo a dozzine in tutta Europa: è la solita propaganda, accelerata come “controllo del danno” inferto ai neocon dal NIE, il rapporto che nega che l’Iran si stia facendo l’atomica.
C’è un pezzo di Uri Avneri su Counterpunch, molto divertente, sul delirio che in Israele ha provocato il rapporto NIE.
Sono disperati perché l’Iran l'atomica non ce l’ha... ma non dovrebbero essere contenti?
Maurizio Blondet
14/12/2007 14.00 La Bibbia ebraica e il Salmo 22
Caro Direttore,
volevo chiederLe se Lei o uno dei Suoi collaborati potesse chiarire la disputa sul Salmo
22 "Sofferenze e speranze del giusto", il salmo iniziato da Gesù Cristo sulla croce:
"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".
Leggendolo sono rimasto sconvolto dalla profeticità del testo, soprattutto per i versetti:
15 Come acqua sono versato, sono slogate tutte le mie ossa. Il mio cuore è come cera, si
fonde in mezzo alle mie viscere.
16 E' arido come un coccio il mio palato, la mia lingua si è incollata alla gola, su
polvere di morte mi hai deposto.
17 Un branco di cani mi circonda, mi assedia una banda di malvagi; hanno forato le mie
mani e i miei piedi.
18 posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano, mi osservano
19 si dividono le mie vesti, sul mio vestito gettano la sorte.
Parlano in modo abbastanza esplicito di crocifissione e della veste di Gesù giocata ai
dadi.
Ho letto che la disputa è sul versetto 17, sulla frase "hanno forato le mie mani e i miei
piedi".
Da ricerche in internet mi risulta che la traduzione in greco (LXX) è stata completata
intorno al 185 a.C. e le versioni pre-cristiane contengano effettivamente quel versetto.
La masoterica/ebraica invece riporta un versetto 17 diverso:
"Un branco di cani mi circonda, mi assedia una banda di malvagi; come il leone", dal
significato poco coerente col testo e che anche gli studiosi ebrei convengono che deve
essere un errore (pare che in ebraico le frasi di LXX ed ebraica siano simili).
Avendo raccolto tali informazioni da fonti gratuite in rete e non sapendo se fidarmi o
meno, volevo chiedere se in redazione avete informazioni più complete e precise.
Cordialmente,
Giulio G.
RISPOSTA
Quello che l'ha sorpresa è appunto uno dei motivi per cui i "fratelli maggiori" vanno chiamati "fratelli minori".
La Bibbia oggi usata dagli ebrei fu "messa a punto" da rabbini detti "masoreti" (da cui il nome: testi masoretici) a cominciare dal 300 dopo Cristo, appunto allo scopo di attenuare i passi che sembrano confermare e profetizzare "troppo" il Messia crocifisso.
Questo lavorìo continuò fino al 900 dopo Cristo.
Prima di Cristo, anche gli ebrei usavano senza problemi la Bibbia dei 70, tradotta in greco da settanta savii di Sion ad Alessandria, dato che la maggior parte degli ebrei non capiva più l'ebraico e l'aramaico.
La bibbia ebraica è dunque più "nuova" di quella cristiana, ed è rielaborata in funzione anti-cristiana, oltrechè mancante di molti libri profetici: solo i cristiani leggono ancora l'Antico Testamento in versione integrale.
Ovviamente, la Chiesa degli ultimi anni ha ovinamente preso lezioni dai fratelli minori, più che ha potuto.
Il versetto che lei cita dai Settanta ("Hanno forato le mie mani e i miei piedi") diventa, per la Conferenza Episcopale Italiana, "hanno scavato le mie mani e i miei piedi".
Tanto per far intendere che il poveretto di cui il Salmo parla era molto dimagrito.
Maurizio Blondet
14/12/2007 12.30 Sturzo
Gentile Direttore,
confesso che sono fermo ancora al suo insuperabile (e, credo, ancora insuperato) "Gli
adelphi della dissoluzione" e pertanto tranne i suoi editoriali su avvenire e gli
articoli su studi cattolici, l'avevo perso.
La ritrovo con piacere qui e subito le faccio una domanda:
la casta, i costi, gli sperperi....... tutto vero, tutto vero.
E dunque le chiedo: che idea ha di sturzo, che queste cose le aveva paventate e gridate
con forza alla dicci di allora?
Naturalmente gli sventurati non risposero ed anzi detestavano i suoi consigli.
Mi sbaglio?
Cosimo de M.
Brindisi
RISPOSTA
Non c'è politico e pensatore più censurato di Sturzo.
Maurizio Blondet
14/12/2007 11.30 Pubblicazione lettere private
Caro Maurizio,
si deve notare che la riservatezza della corrispondenza non si può rispettare se si tratta di notizia di reato.
Infatti Filippo comunicava che Bertinotti non solo non era intervenuto per reprimere l'illecito che gli veniva comunicato circa le inadempienze della sicurezza del cantiere di Montecitorio, ma scoraggiava di fatto dal proseguire nella contestazione del reato.
Le Iene sarebbero dovute andare a fare la contestazione al capocantiere e poi, se questi non avesse provveduto al rispetto delle norme di sicurezza, avrebbero dovuto sporgere denuncia alla magistratura.
Quindi tutti sono stati inadempienti ed era tuo dovere in ogni casi rendere nota quella che era una notizia criminis (credo che si dica così) anche se era contenuta in una lettera privata della quale casualmente eri giunto a conoscenza.
Quindi altro che chiedere scusa!
Saluti
Raffaele
RISPOSTA
Grazie, Raffaele.
Però hai visto la sentenza che dichiara "lettere private" le mail di una mailing-list: gli offesi erano magistrati democratici, e l'offensore il Giornale di Belpietro.
Evidentemente, la magistratura si dà sempre ragione, e in Italia le legggi per gli amici si interpretano, mentre ai nemici si applicano.
Non credo di essere considerato un amico, e preferisco non rischiare.
Non ho 200 mila euro da sbettere sul tavolo della sfida.
Maurizio Blondet
14/12/2007 10.30 Sindaci lombardo-veneti
Egregio direttore,
alla recente trasmissione di Gad Lerner sono stati invitati a partecipare quei sindaci del nord-est, i quali sono criticati perché hanno messo dei "paletti" alla indiscriminata iscrizione di immigrati nei registri anagrafici dei loro comuni.
Ovviamente si è accesa una animata discussione in cui non poteva non entrare lo stesso conduttore il quale, ad un certo momento, ha perfino tirato in ballo se stesso, come cittadino italiano per quanto, ovviamente, di etnia diversa.
Nessun dei sindaci intervenuti, che cercavano di motivare i provvedimenti adottati, sembrava conoscere, e comunque non ha ricordato, il modo in cui la giornalista e scrittrice Hannah Arendt, osservatrice al processo contro Eichmann, nel 1961 a Gerusalemme, come corrispondente del The New Yorker, ha commentato a modo suo una dichiarazione dell'imputato. Ne riporto l'intero periodo: "A Gerusalemme, Eichmann, ancora influenzato da quelle generalizzazioni, sostenne più e più volte che nessun paese si era dimostrato disposto ad accogliere ebrei, e questo, soltanto questo, aveva provocato la grande catastrofe: senza pensare però che gli Stati europei si sarebbero certamente comportati allo stesso modo di fronte a qualsiasi altra "calata" di persone - anche se non ebrei - , se queste fossero arrivate improvvisamente senza un soldo, senza un passaporto, senza conoscere neppure la lingua del paese! ". (H. Arendt, La banalità del male - Heichmann in Jerusalem, - decima ed. - G. G. Feltrinelli editore, Milano, novembre 2005 - pag. 163).
La candida Harendt non ha neppure preso in considerazione che una "calata" di persone, senza un soldo, senza un passaporto, senza conoscere neppure la lingua del paese, possa comprendere anche delinquenti.
Saluti.
Benedetto B.S
Pisa
RISPOSTA
Illuminante il passo della Arendt.
Ma sull'immigrazione, sono in grado di dare una buona notizia: siccome i salari sono troppo bassi, molti bravi lavoratori romeni che conosco – preziosi per noi, che non vogliamo certi lavori – stanno meditando di tornare al loro paese, che è in sviluppo grazie alla delocalizzazioni.
Uno, elettrauto, mi ha detto quel che diciamo tutti noi italiani: "Come posso vivere con mille euro al mese?".
Quindi, il problema sta per risolversi da sé, grazie a Visco, Padoa e alla loro deliberata politica di impoverimento dei lavoratori.
Andranno via le infermiere polacche, i bravissimi siderurgici senegalesi, le badanti ucraine, i raccoglitori di pomodori maghrebini.
Solo resteranno i delinquenti: per la loro specializzazione professionale, l'Italia resta il paradiso in terra.
Maurizio Blondet
14/12/2007 10.00 Il CNR ammette l'esistenza di scie chimiche
Il C.N.R. ammette l'esistenza delle scie chimico-biologiche!!!
ho letto il suo articolo sulla banca dei semi e lei si chiede perche.
Forse la posso dare io una risposta , anche se sembrera' veramente strana.
Tutti sanno che il governo americano ha fatto e sta tentando di fare altre cose per il
dominio delle fonti di petrolio , per governo intendo la cricca che sta al potere con
ogni mezzo.
Perche' tanto accanimento sul controllo della principale fonte di energia dispobibile
oggi?
Non certo per sete di ricchezza , ce l'hanno gia' , non per sete di potere ce l'
hanno gia'.
Ci sono dei collegamenti segreti ,ma oggi non piu' tanto , con altri esseri che sono
venuti sulla terra e che hanno fatto un patto con questi signori di assistenza reciproca.
Non voglio approfondire questa questione , potra' essere oggetto di eventuali scritti
futuri.
Il punto e' che questi signori , che son qui da oltre mezzo secolo , hanno avvisato i
loro corrispondenti terrestri che la terra in un tempo imprecisato dopo l'anno 2000
subira' un enorme sconvolgimento ad opera dell'avvicinarsi del pianeta errante Nibiru.
Ci sono su questo argomento accese discussioni tra chi e' convinto che ci sia e sia gia'
qui nel sistema solare e chi invece ritiene che sia un mito.
Loro , la cricca al potere in America, ci credono , quando Bush diceva che dovevano
andare in Iraq preseto perche' non c'era piu' tempo ,lo diceva perche' erano convinti che
il fatto sarebbe accaduto nel 2003.
Poi non e' successo , e da qui e' nato il disastro che hanno fatto e stanno continuando a
fare in Iraq.
Si sono accorti dopo che il tempo non era quello.
Ma torniamo alla banca dei semi.
Dopo o forse prima della energia cos'e' piu' prezioso dopo un eventuale disastro
planetario, delle fonti di cibo ?
Il loro piano non e' certo umanitario . Hanno preparato un rifugio che possono tenere a
chiusura stagna e non subire danni durante le gigantesche maree previste in quel disastro
e che poi al ritorno della calma possono difendere con pochi soldati , essendo in un
luogo difficile da raggiungere ed isolato.
E perche' proprio in Norvegia' ?
Quella zona e' tra le piu' sicure del pianeta ,secondo i
geologi , in caso di giganteschi terremoti ; gli esperti geologi fautori del disastro
parlano anche di grado 15 scala Richter , cioe' intere montagne che si formano o
spariscono.
Quindi questi personaggi dai Rockefeller in giu' sino all'ultimo imbarcato Bill Gates si
sono messi d'accordo coi reali Norvegesi, ed e' piu' facile che con , ad esempio , col
governo svedeso , e si sono fatti la' i rifugi per scampare al disastro che credono
imminente .
In modo da essere ,tornata la normalita', i dominatori del mondo.
Loro hanno i semi , tutte le altre banche del seme andranno distrutte o per le
gigantesche inondazioni o per i terremoti o sempilcemente perche' manchera' l'energia
elettrica a lungo.
E loro hanno il petrolio.
O almeno lo credono .
Vedremo nel giro di pochi anni se hanno ragione o no, nel
frattempo aspettiamoci che il costo dell' energia diventera' proibitivo e che tuuti noi
vedremo ridurre di molto il nostro tenore di vita, per colpa delle loro manovovre di
accaparramento delle risorse.
E sta gia' accadendo .
Che sia vero o no che ci sara' il disastro questa gente invece , se
hanno davvero delle informazioni certe , come potrebbe avere la NASA, di tentare in
qualche modo di organizzare un minimo di protezioni , pensano solo a garantirsi il
dominio del mondo e fanno di tutto per togliere alle popolazioni ogni possibilia' di
fronteggiare il futuro.
Mi auguro di avere fornito degli spunti interessanti , ho un ampia documentazione su
questi argomenti , che metto velentieri a disposizione , In fede Ben Boux.
Un lettore
RISPOSTA
Sarà.
Io mi attengo alle informazioni che posso raggiungere come giornalista in pensione: e fra queste non c'è nulla sul pianeta Nibiru e sugli alieni che ci controllano.
Ma la ringrazio della sua lettera, la mostrerò quando mi accusano di "complottismo".
Potrò dire che io sono un complottista moderato.
Maurizio Blondet
13/12/2007 21.00 Video interessanti sull'11 settembre
Caro direttore,
mi permetto di segnalare alcuni video di grande interesse sull'11 settembre
(getti di metallo fuso attribuibili alla termite)
(raccolte di testimonianze sulle esplosioni avvenute ne WTC)
Se posso permettermi di dare un consiglio, si potrebbe aggiungere al sito una sezione video.
Per chi non è "vaccinato" e difficile credere a un suo articolo, vedere con i propri occhi è diverso.
Cosimo P.
RISPOSTA
Sì, ha ragione: sull'11 settembre vedere è essenziale.
Stiamo lavorando all'apertura video.
Speriamo...
Maurizio Blondet
13/12/2007 20.00 Il Papa e il Dalai Lama
Nei giorni scorsi il capo dei monaci buddisti tibetani Tenzin Gyazo ha visitato in nostro paese, ma lo stato italiano e il Vaticano non hanno voluto
incontrarlo.
Mentre è "comprensibile" l'atteggiamento del governo italiano che per motivi di real politic (timore di perdere scambi commerciali) si è arreso al diktat del
regime cinese che ne aveva "sconsigliato" l'accoglienza, il diniego di Benedetto XVI è stato più legittimo che mai.
Se papa Ratzinger avesse incontrato la quattordicesima reincarnazione del Dalai Lama, avrebbe trasmesso all'opinione pubblica la convinzione che la teoria
della metempsicosi o trasmigrazione della anime, sia autentica.
Gli italiani, si sa, hanno le idee poco chiare in fatto di religione, basti pensare che il 30% dei cattolici e una percentuale ancora più alta di atei e
agnostici credono nelle reincarnazione.
Il pontefice ha dunque fatto benissimo a mettere il bastone tra le ruote a quella sottile "eresia" che serpeggia in Europa.
La quale vorrebbe attribuire medesima dignità veritativa a tutte le religioni con il chiaro intento di negare la divinità di Gesù Cristo, unico Salvatore del
mondo.
Gianni T.
Verona
RISPOSTA
Ovviamente il Vaticano ha a cuore la condizione dei cattolici cinesi, sotto il tallone di ferro di un regime a dir poco irritabile e suscettibile.
Ricevere il Dalai Lama significava provocare ritorsioni su quella povera Chiesa.
Maurizio Blondet
13/12/2007 19.00 Giulietto Chiesa
Brutta notizia.
Guardate.
Eccolo di nuovo li'!
Ce l'ha fatta la serpe!
E' presentato come esperto di Russia
nella rubrica finanziata dalla agenzia federale per la stampa e i mezzi di
comunicazione di massa del governo russo. "Ponete le vostre domandde al giornalista e
politologo".
Dove e' nato, dove scrive, cosa scrive e tutto il resto.
Elenco di libri e articoli.
Avro' il mal di stomaco per tutta la giornata, come minimo.
L'amico fedele di Gorby, lo zombi che ha portato il mondo in questo stato.
Ma
come si fa a farlo stare zitto per 20 anni?
Saluti.
CG
RISPOSTA
Abbia pazienza.
Bisogna essere pazienti con Giulietto K.
E' membro della Fondazione Gorbaciov, dopotutto.
Maurizio Blondet
13/12/2007 18.00 Cossiga o'pazzo
Egregio direttore,
ho scritto spesso a questo indirizzo ma non so se
avete ricevuto, forse la posta è tanta e non avete il tempo.
Volevo segnalare una cosa circa il voto al senato dove l’apporto di Cossiga è
stato determinante.
L’On. Calderoli ha contestato la validità del voto
di Cossiga dicendo anche che le modalità di svolgimento del medesimo
non erano valide, pare che Cossiga non potesse camminare e addirittura
che barcollava.
Infine Cossiga ha dichiarato di aver voluto salvare il
governo per aiutare D'Alema che è suo carissimo amico e che adesso,
come ministro degli esteri di questo governo, è molto impegnato con l’
indipendenza del Kossovo.
Gli Americani fecero la guerra da quelle
parti, non se ne capiva bene il motivo allora, usarono l’Italia come
base militare comodissima per andare, bombardare e tornare in tempo per
la partita a biliardo nel bar della base.
Allora comandava D’Alema in
Italia e Clinton in America.
Con ciò, voglio dire, anche se Cossiga
dice una cosa e poi ne fa un’altra , è tipo bizzarro e persino
divertente, non ci dimentichiamo che sotto ci sono in essere anche
affari più grossi di quello che è la durata del governo Prodi.
Distinti saluti
Mauro da Roma
13/12/2007 17.00 Il Paradiso del Sig. Blondet
Io vorrei solo sapere come questo per lo più insulso giornalaio di Maurizio Blondet qualsiasi nefandezza accada in questo paese la addebiti all'anno e mezzo di governo Prodi.
Eppure sotto quella fronte ci sarà pure un piccola mente che ogni tanto si dovrà chiedere ma quali cazzate vado scrivendo.
A parte tutto Lei signor Blondet con tutte quelle scopiazzature e traduzioni dal francese o dall'inglese, si calmi perché non va da nessuna parte Ogni tanto rifletta ma in quale paradiso ci vuol condurre, forse in un museo delle cere così credente com'é nella chiesa più retrograda del mondo e che vorrebbe ancor più arretrata.
Insomma se esistesse un aldilà so solo che non vorrei finire nel suo.
Avrei centinaia di cose da dirLe ma il mio tempo é prezioso.
RISPOSTA
In verità non rispondo a un lettore che per difendere Prodi bestemmia Dio con la bava alla bocca.
Dico solo che se il governo Prodi è al potere da un anno e mezzo (sembrano dieci), i sindacati hanno abbandonato i lavoratori da vent'anni, e la "sinistra" cosiddetta si scatena per i "diritti dei gay" più che per gli operai.
Dicono che per la sicurezza sul lavoro "le leggi ci sono" e si tratta di "farle rispettare": gli ispettori delle ASL che dovrebbero farle rispettare sono pochi e stanno negli uffici.
I sindacati ci costano duemila miliardi di lire annui, hanno centinaia di funzionari, che godono di accesso e immunità sindacale in ogni fabbrica: perché non vanno loro a controllare e denunciare?
Ecco una delle tante burocrazie inadempienti: che non fanno il lavoro per cui sono pagate troppo.
Maurizio Blondet
13/12/2007 16.00 Steineriano sugli scritti di Giancarlo Infante
Egr.Dott Infante,
capisco tutto, capisco l'ansia di voler ad ogni costo dimostrare che al di fuori della tradizione cattolica c'è solo satana, ma c'è un limite a quello che si può "sparare" sul web…
Lei scrive: "Tuttavia, poiché sulla linea di san Giovanni, chi non segue Cristo, segue l’anticristo, è difficile credere che ci siano degli esoteristi che non siano nel contempo servitori, più o meno consapevoli, di satana...".
Bene , io Le faccio tre nomi di esoteristi cristiani vissuti fra il XIX ed il XX Secolo: Rudolf Steiner, Peter "Beinsa Dueno" Duenov e Anthelame Niziere di Lione detto "Maitre Philippe ".
Mi vuole per cortesia dimostrare, magari con qualche seria pezza d'appoggio, dove questi signori sono stati "servitori di Satana"?
Si prega di rispondere.
Andrea F.
RISPOSTA
Cortese Lettore, è inutile cercare di riempire un bicchiere già pieno.
Pertanto, si risponda da solo.
Gianvarlo Infante
13/12/2007 15.00 Una classe politica odia il proprio paese
di come il ministero degli esteri italiota assieme al codazzo di imprenditori di sinistra stia convincendo cervelli indiani a venire nel nostro paese.
Mi domando come una classe politica odi fino a questo punto il proprio paese.
E come la gente sia così idiota da non fare nulla per mandarli a casa a pedate nel culo.
Lascia andare alla malora le proprie università, impoverisce culturalmente ed economicamente i propri giovani per poi offrire ponti d’oro a quelli stranieri.
Pensi che che giorgio prodi, figlio di romano prodi, è nel comitato scientifico di osservatorio asia ( www.osservatorioasia.com), organizzazione che come obiettivo ha quello di aiutare le aziende italiane ad andarsene in Cina.
Lui, ovviamente, quarantenne, fa il parassita essendo docente di economia presso l’università di Ferrara.
Cordialmente
P. L.
Brescia
RISPOSTA
Non sono del tutto d’accordo, noi importiamo solo badanti e manovali, all’estero si accaparrano i cervelli.
Solo, compiango quegli indiani incauti che accetteranno di venire da noi: poveretti, dovranno vedersela coi baroni più ignoranti e meglio ammanicati della Terra.
Maurizio Blondet
13/12/2007 14.10 La “cosa rossa”
Egregio direttore,
ci piace citare, in apertura del presente intervento, la famosa frase d’inizio de "Il Manifesto del Partito Comunista" (Das Manifest der Kommunistischen Partei) del 1948, di Marx e Engels: «Uno spettro si aggira per l’Europa - lo spettro del comunismo. [..] È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso».
Cosa rimane oggi, nell’Italia del crepuscolo e del degrado, di tutto questo?
Cosa rimane dei celebri dieci punti che tale manifesto politico proponeva alle masse?
Cito, a braccio, la necessità di un’imposizione fiscale fortemente progressiva, l’eguale obbligo di lavoro per tutti, i piani collettivi per la produzione e la gestione dei servizi, l’accentramento del credito nelle mani dello stato, etc.
Ben lungi dal comportamento di chi, di fatto, avvalla la diffusione dei contratti di lavoro atipici, le privatizzazioni anti-sociali, che aggravano i costi per la collettività, la progressiva distruzione del sistema di welfare, e via di questo passo.
Ci piace egualmente ricordare - in questo crepuscolo di novella barbarie, di decadenza economica e sociale, di generale disorientamento - la chiosa della prefazione all’edizione italiana del 1893 a tale storico documento: «Il Manifesto rende piena giustizia all’azione rivoluzionaria che il capitalismo ebbe nel passato. La prima nazione capitalista è stata l’Italia. Il chiudersi del medioevo feudale, l’aprirsi dell’èra capitalista moderna sono contrassegnati da una figura colossale; è quella di un italiano, il Dante, al tempo stesso l’ultimo poeta del medioevo e il primo poeta moderno. Oggidì, come nel 1300, una nuova èra storica si affaccia. L’Italia ci darà essa il nuovo Dante, che segni l’ora della nascita di questa nuova èra proletaria?».
Ebbene, chi è oggi il nuovo Dante, il bianco guelfo redivivo, esule e visionario, che canterà l’ora della nascita di una nuova era di giustizia sociale e di affermazione dei nostri veri diritti?
Tutto ciò che l’opaca storia presente ci regala, nel solco dell’ormai pluri-decennale tradizione "democratica" e parlamentare, è un misero accordo elettorale fra nani della politica, burocrati di partito, e leader senza qualità, nelle persone di Diliberto, Pecoraro Scanio, Mussi e Giordano.
La federazione testé nata, dopo un congresso dai vaghi toni di sagra di partito del sottogoverno, con invasioni di palco folcloristiche e proteste, in merito - non ai contenuti politici, si badi - ma ai simboli da adottare, agli idoli e ai feticci, rappresenta la miglior prova che l’unica cosa che conta è la sopravvivenza dei piccoli potentati della burocrazia politica, che si nutrono delle sempre più magre risorse di questo sfortunato paese.
Ciò che conta è che gli onusti totem, adorati dell’incartapecorito Ingrao - "padre" del congresso costitutivo della così detta "cosa rossa" - e adorati dal Bertinotti "carica ufficiale dello stato", rimangano in piedi a qualsiasi costo, ritti sul panorama desolato del presente, ma privi, ormai, di qualsivoglia significato.
Si ignorano forse volutamente - o forse perché non si hanno proposte da fare e non si hanno idee innovative - la vera sostanza e le insidie di una nuova realtà sociale ed economica, che neppure si comprende, nella quale i sempre più gravi problemi, che investono con l’onda d’urto di una crisi complessiva i due terzi almeno della popolazione italica, inevitabilmente ci spingeranno sulla strada di un cambiamento radicale, anti-democratico e forse violento.
Ecco, dunque, i nani d’inizio millennio, le ombre del crepuscolo della politica e della società italiane, danzare intorno a vecchi totem, ai magici simboli della loro affermazione burocratico-politica, pronunciando parole d’ordine di cui si è smarrito irrimediabilmente il vero significato.
Il socialismo scientifico si è trasformato in parola vuota e idolatra, dai contorni vagamente mistici; mero esorcismo di una realtà in perniciosa evoluzione che i fautori della "cosa rossa" mostrano di non capire, o la quale vogliono ignorare fino all’ultimo, salmodiando oscuri inni, tratti da un breviario ereditato dalle ben più grandi personalità del comune passato ormai sepolto, quali Antonio Labriola, nel suo difficile percorso esistenziale e intellettuale dall’idealismo hegeliano al marxismo, e lo stesso Antonio Gramsci, splendido esempio di coerenza ideale e politica, anche se visto da destra: «non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione [...] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini» (Lettere alla madre).
Un Alfonso Pecoraro Scanio - ministro con il codazzo di scorte e titolare di privilegi da senatore romano, invertito da salotto, falso ecologista e capo di un inutile partitello ricattatore in grado di bloccare nuovi e utili piani energetici, in questo sfortunato paese - farebbe altrettanto, alla bisogna, per preservare la sua dignità di uomo?
Un Fausto Bertinotti - "sindacalista" in pectore, benché fallito, presidente e gran cerimoniere della camera bassa, in piena età crepuscolar-prodiana, nonché squisito conversatore nei salotti buoni della politica ufficiale - avrebbe il coraggio di seguire la strada di Antonio Gramsci, della cui memoria anche lui, assieme ad altri moderni "rossi", talvolta abusa?
Ecco i "sinistri" pilastri, le fragili colonne di un governo - il governo Prodi - che avvalla apertamente l’ingiustizia sociale e aggrava consapevolmente le condizioni di vita degli strati più deboli della popolazione, contribuendo a diffondere instabilità sociale, precarietà del lavoro e delle condizioni di vita, impoverimento di massa e perdita di qualsiasi senso del collettivo e dello stato.
Ecco le sponde di politiche, da un lato soggette ai potentati ultra-liberisti e mondialisti, dall’altro volte a proteggere gli interessi parassitari di un’estesa burocrazia pubblica e "partitica", della quale fanno parte - a pieno titolo - gli stessi Diliberto, Pecoraro Scanio, Mussi e Giordano, nonché il loro "padre spirituale" Ingrao e il "gran cerimoniere" Bertinotti.
Ci piace chiudere il breve intervento, giunti a tal punto, con i versi del Sommo Dante Alighieri, cantore, nel suo secolo, di una nuova epoca e di un simbolico Paradiso (Canto XXXIII):
O somma luce, che tanto ti levi
da’ concetti mortali, a la mia mente
ripresta un poco di quel che parevi,
e fa lingua tanto possente,
ch’una favilla sol de la tua gloria
possa lasciare a la futura gente
In fede
Eugenio O.
P.S. I toni vagamente apocalittici e il linguaggio dalle sfumature arcaiche da noi utilizzati nella presente mail sono ovviamente voluti, e non privi di un certo esercizio d’ironia.
13/12/2007 13.10 Origine egizia?
Caro Maurizio Blondet,
ho letto il suo articolo, di risposta ad un lettore, intitolato: L’ORIGINE DEGLI EBREI.
L’ipotesi e’ suggestiva, anche se lei e’ cauto, giustamente. A questo proposito, anni fa e’ uscito ed e’ anche tradotto in italiano, un libro scritto da un autore inglese che sostiene la stessa tesi del libro «La cospirazione di Tutankhamon», di Andrew Collins e Chris Ogilvie-Herard. Si tratta del libro "The copper scroll", di Robert Feather, tradotto in italiano come "L’ultimo mistero di Qumran",448 pagine, ed. PIEMME, ormai fuori catalogo.
La cosa interessante e’ che Robert Feather non e’ un archeologo, ma un ingegnere metallurgista (in effetti e’ stato il fondatore della rivista internazionale di metallurgia). Egli affronta il "mistero" del rotolo di rame da quel punto di vista.
E conclude che il misterioso tesoro che in esso vi e’ descritto, inutilmente cercato, non e’ come si pensa quello del Tempio di Gerusalemme, ma, appunto quello del tempio di Akhenaton dedicato al Dio Aton.
La sua analisi si basa su dati oggettivi: chi possedeva la tecnologia per incidere sul rame? Che precedenti vi sono di tale uso? Chi possedeva il rame e lo sapeva lavorare in lamine?
Chi saldare le lamine le une alle altre?
Gli eremiti esseni pare del tutto improbabile.
E che ci faceva a Qumran, diverso da tutti gli altri, un rotolo di rame che contiene un elenco di ricchezze, quando quegli eremiti erano noti per la pratica di poverta’, semplicità ed ascesi?
Un libro molto interessante e onesto, a quel che ho potuto apprezzare.
Lo ha letto? Che ne pensa?
Cordialmente,
Vincenzo L.
P.S. Ho avuto un contatto con Faether via e.mail tempo fa, in cui mi ha mandato la figura che allego in attach in cui lui crede di poter intravedere dei caratteri geroglifici, che, dice, se vero, avvalorerebbero la sua tesi.
Ma di quel dipinto non è riuscito a trovare l’originale e nemmeno altre foto, solo quella foto in un vecchio libro.
Il dipinto rappresenta un tavola lignea a crocifisso dell’11 secolo, che, come era uso, conteneva dipinti vari episodi della vita di Cristo. L’episodio in questione e’ "il tradimento", e la figura e’ riportata nel libro "The life of Christ", edito da Edward Hutton, pubblicato da Chatto & Windus nel 1935.
La parte da esaminare e’ l’interno del logo rettangolare che si trova subito sopra l’aureola che circonda il capo di Cristo: secondo Faether, che non e’ sicuro data la qualita’ dell’immagine, il contenuto appare simile a quello di una tavola egizia che si trova sopra la testa di Akhenaton in una delle tombe in Amarna.
Non mi e’ riuscito di trovare il dipinto: distrutto nella alluvione di Firenze?
Lo stesso autore ha recentemente scritto un nuovo libro, che non ho letto, attualmente solo disponibile in inglese: "Secret Initiation Of Jesus At Qumran".
RISPOSTA
Abbia pazienza: Qumram è da decenni l’oggetto di ogni genere di mistificazioni e fantasticherie, più o meno alla Dan Brown.
Per questo mi attengo ad un archeologo accademico, di fama internazionale indiscussa, come Israel Finkelstein.
Sulla biblioteca degli esseni, che conteneva testi della più varia provenienza (anche cristiani), può cercare i libri di Andrè Paul, se si trovano in italiano.
Cerchiamo di mantenerci razionali.
Maurizio Blondet
13/12/2007 12.30 Lettera dalla Terra Santa
GAZA - Chi può spendere qualche soldo fa scorte alimentari, compra quel poco che c’è sul mercato: qualche sacchetto di farina, dei ceci, un po’ di riso, se è fortunato della carne e pesce secchi, gallette, riempie canestri e bottiglie d’acqua.
E aspetta la devastazione imminente, dichiarata, promessa.
Chi non può, perchè oramai non gli sono rimasti più neppure gli occhi per piangere, aspetta e basta, sperando nella carità dei vicini e dei parenti, confidando nella misericordia divina.
Un po’ di scorte vengono distribuite dagli enti benefici privati che operano a Gaza Strip, dalla Mezza Luna Rossa, Ong e Onlus, da enti governativi.
Quel poco che c’è, perchè le frontiere sono sotto chiave.
È sempre poco.
Troppo poco per una popolazione oramai denutrita e allo stremo delle forze. Ma che non si vuole arrendere e non vuol cedere la propria terra che a caro prezzo. Perchè quella è la loro terra. Terra dei filistei. Terra di Palestina.
Come facciano i nostri giornalisti di spicco, l’intellighèntia che è sempre pronta a farsi gettonare per presenze televisive, dove si affrontano con passione, al limite della rissa, questioni marginali e mondane, a far passare come se niente fosse un’aggressione dichiarata, fotografata nei suoi preparativi, programmata nelle date, misurata nei calcoli balistici, è cosa a dir poco incredibile.
Perchè si sa che a farne le spese e a pagare il prezzo più alto sono sempre i più indifesi, la popolazione che non ha altro luogo dove vivere che quello.
E se anche per ipotesi volesse andarsene a vivere da qualche altra parte, non potrebbe farlo, perchè glielo si impedisce.
Le frontiere, in totale mano sionista, sono sigillate in entrata come in uscita.
E gli abitanti di Cisgiordania e Gaza vivono come topi in gabbia, a completa disposizione degli esperimenti bellici israeliani.
Ed infatti i presidi medici palestinesi ci informano che molti, di coloro che vengono lì portati per le cure, presentano chiari segni di ferite riportate da armi non convenzionali. Ferite mai viste così.
Prodotti chimici che, anche al solo leggero contatto con la pelle, scavano e mangiano la carne sino all’osso. Giovani e bambini, a grappoli, resi storpi.
Chi non riescono ad uccidere viene mutilato per sempre.
Si, lo sappiamo.
Ci saranno bombardamenti per colpire le postazioni dei miliziani palestinesi votati agli estremi gesti per difendere la propria terra e le proprie famiglie. Una milizia che non possiede nè artiglieria pesante, nè carri armati, nè aerei, nè elicotteri, nè navi da guerra.
Un esercito armato di missili simili a grossi petardi, armi leggere, tanta fame e nulla da perdere se non che poche zolle di terra ancora.
Vergognoso è il silenzio dei politicanti italiani ed europei di fronte alla campagna coloniale militarizzata più imponente e impudente che la storia recente possa aver registrato.
Il VicePremier Rutelli, riciclato da radical-rosso/verde a quasi democristiano doroteo, è anche andato in trasferta, con i più fidi collaboratori, Vernetti in testa, in Terra Santa.
Grandi intese con il Presidente dello Stato d’Israele Shimon Peres e il Primo Ministro Ehud Olmert, inaugurando all’Eretz Israel Museum di Tel Aviv la mostra "Italia Ebraica", alla presenza del Ministro della Diaspora Itzak Herzog.
Sono pure passati in visita dal Padre Custode di Terra Santa. Bisognava salvare le apparenze con gli elettori "cattolici-adulti".
I rotoli di Qumran erano in pericolo e urgeva la collaborazione del ministero dei Beni Culturali.
(Per chi non si sia mai trovato al fianco di Vernetti, sempre appiccicato a chi conviene, è dificile immaginare quanto un essere umano possa sbavare.
Nel vero senso del termine. Chi lo conosce sa che è così).
Saranno utilizzati anche ingenti capitali per tale delicata operazione.
E tutti saranno gratificati per la bella azione compiuta.
Autorità italiane ed israeliane.
Bisogna salvaguardare la cultura.
Ma di togliere l’embargo a Gaza, a poche miglia da lì, e permettere che tante bocche si possano sfamare e curare con dignità, neppure un cenno.
Nessun cenno neppure alla distruzione della cultura e tradizione espressi dal popolo indigeno palestinese nelle centinaia e centinaia di villaggi rasi al suolo con tutte le loro chiese e moschee dalle armate terroriste sioniste.
Villaggi nei quali è possibile tornare solo da morti.
Solo così è permesso, in una bara, per essere lì seppelliti.
Edifici di importanza artistica e culturale per i quali nessun ministro si sporcherà le mani. Non rende in consensi elettorali.
Forse non sarebbe male aspicare che certi politici, che stringono con troppa disinvoltura mani grondanti di sangue innocente, possano trascorrere parte della loro vita in qualche enclave palestinese, racchiusa da muri e filo spinato, con militari e coloni a rendere ancora più impossibile una vita già precaria e vissuta nella disperazione.
Forse si toglierebbero dalla faccia quel sorrisino da furbetti, di quelli che sanno di essere troppo bravi a fregare tutti.
Franco F. Pilato
Notizie dala Terra Santa
13/12/2007 12.00 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza?
Gentile direttoe,
sulla terribile tragedia all’acciaieria Thissen di Torino vorrei osservare che la legge
626 del 1994 (sicurezza sui luoghi di lavoro) prevede la figura del "Rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza": mi piacerebbe sapere il suo nome e che cosa ha da
dichiarare.
Cordialmente.
Alfonso M.
13/12/2007 11.30 Benigni Teologo, parola di cardinale
Il cardinal Bertone hai sancito che la teologia la sanno insegnare meglio i guitti dei preti.
La mia proposta: Dario Fo papa subito.
Ciao
Mario
13/12/2007 11.00 Fini e legge elettorale
Negli anni fini mi è piaciuto sempre meno..corano insegnato nelle scuole pubbliche, voto agli immigrati, posizione sui referendum ma sul vassallum forse non ha tutti i torti.
Come la pensa lei, direttore?
Non è meglio il referendum?
Marco M.
RISPOSTA
Meglio il referendum, naturalmente.
Maurizio Blondet
12/12/2007 21.30 Nexus
Nell’ultimo numero di Nexus c’è un articolo sul cristianesimo che mi ha
lasciato sconcertato.
Secondo questo articolo il cristianesimo sarebbe
un ’invenzione di Costantino.
Una somma di religioni mitraiche e celtiche!
Che ne pensa?
So che anche lei legge Nexus.
Cordialità
Mauro G.
RISPOSTA
Vecchie polemiche e falsificazioni d’ambiente massonico-anglosassone, in un periodico dove c’è un po’ di tutto, e di valore perlomeno diseguale.
La ricerca storica ha fatto passi da gigante, trovando varie conferme alla realtà storica di Cristo.
Legga Marta Sordi, "I cristiani e l’impero romano".
Maurizio Blondet
12/12/2007 20.30 Psicotico!!
Signor Blondet,
non ha ancora metabolizzato che l’ideologia nazista è stata sconfitta sul piano militare, ma, soprattutto, su quello etico/umano
La smetta di fomentare odio contro la popolazione ebrea, facendo dello stupido revisionismo storico!
La sua viscerale avversione verso questo gruppo etnico le fanno elaborare congetture assolutamente infondate e idiote: è puerile ipotizzare che ogni accadimento internazionale sia voluto e coordinato da "Giudei", perché, secondo la sua rattrappita ed involuta psicologia sociale, sono per definizione genetica il "male"!
E’ un caso psichiatrico!
Non condivido tanti comportamenti di Israele e anche di tanti suoi cittadini, ma non socializzo mai il mio giudizio!
Questa mia modalità valutativa deriva sia dalla mia maturità e sensibilità umana, che trova un supporto nella cultura giuridica europea, la quale definisce la responsabilità sempre come personale( art. 27 cost.).
La smetta di inseguire i fantasmi della sua fetida nostalgia: il nazifascismo è stato spazzato via, anche grazie all’esercito USA!
Altra cosa è rivendicare la nostra piena libertà politica, quindi, via dal suolo europeo ogni soldato!
Emilio d’A.
RISPOSTA
Non so dove costui abbia letto un mio qualunque studio revisionista, o una mia nostalgia per il "nazifascismo".
Al contrario, tendo ad accusare lo stato d’Israele di essere razzista e tendere – come ha riconosciuto persino Olmert – a un regime di apartheid.
C’è gente che riesce a leggere solo le sue allucinazioni.
Maurizio Blondet
12/12/2007 19.30 Ancora Cossiga!
Sono all’ estero e con scarse possibilita di approfondimento:
sembrerebbe vi sia stato un "outing" di Cossiga sul 911 quale inside job senza riscontro
di ampia eco di cronaca...
Valuti se il tema meriti approfondimento.
Cordialmente,
Giancarlo M.
RISPOSTA
Ne ho già parlato, invitando anche a non considerare Cossiga uno scettico sulla verità uffficiale dell’11 settembre: voleva fare dello spirito sui "complottisti", e non gli è riuscito bene... ad una cert'ora, non è più lui.
Barcolla quando deve alzarsi per votare Prodi.
Maurizio Blondet
12/12/2007 19.00 Forbice schiumante di rabbia
Egr. Dr. Blondet,
fra i ’’Neocon schiumanti di rabbia’’ al di qua dell’oceano c’e’ pure
Aldo Forbice che nel suo editoriale di venerdi’ su Epolis diceva che se
il Nie afferma certe cose, secondo lui false, è perché c’è qualcosa
sotto (alla faccia dei complottisti), mentre sono piu’ affidabili i
servizi segreti israeliani dei quali ’’tutto si può dire ma non che
siano inefficenti’’.
Fra quel ’’tutto’’ che si puo’ dire, c’è forse
anche il fatto che non siano esattamente disinteressati?
Questo Forbice
non lo scrive né sembra chiederselo.
Insomma, se l’atto di fede da
compiere sta fra Forbice e servizi israeliani da una parte e Aiea e Nie
dall’altra, non credo che nessuno (purché non sia ingenuo o in malafede
o disinformato) possa avere dubbi.
Come vede non solo Bolton, Podhoretz, Leeden, ma anche Forbice (troppo
spesso oscurato dai piu’ rumorosi Allam, Ferrara e la Nierenstein)
quando torna loro comodo non credono alle versioni ufficiali.
Saluti
Paolo M.
12/12/2007 18.00 Buon Natale
Caro Maurizio,
Volevo ringraziarti per quello che scrivi per tutto il lavoro che fai ogni giorno con
scrupolo.
Ti chiamo per nome perché nutro affetto nei tuoi confronti.
Ormai in me è
nato un legame con il tuo sito e i tuoi post.
Televisione, giornali, e quant’altro per
me non hanno più importanza se non come conferma di quanto scrivi.
Grazie a te, ho
iniziato a conoscere i veri valori della vita e mi fanno da guida reagendo a questo
mondo che io non conosco più.
Per favore, fino a quando ne avrai la forza, continua a scolpire la Tua opera d’arte e
mettila in luce in modo che tutti possono ammirarla.
A Te, al tuo staff, voglio augurare un Buon Natale.
L’augurio è quello di accendere
una luce nel cuore dei tristi e di colorare la vita delle persone grigie, magari
regalando un sorriso sincero agli amici e donando un abbraccio caloroso a chi vogliamo
bene.
Cristo definisce la sua missione di Salvatore come un servizio, la cui
manifestazione più alta consisterà nel sacrificio della vita a favore degli uomini: "Il
Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in
riscatto per molti".
Buon Natale.
Matteo da Udine
RISPOSTA
Buon Natale di cuore anche a te da tutta la redazione.
Ma non meritiamo tanti elogi.
Maurizio Blondet
12/12/2007 17.30 Censure
Pace e bene.
Reinventiamo il samizdat.
Non se ne può più: "Erbe amare", "Pasque di sangue", film di Amos Gitai, film di Enzo Martinelli...
C’e, mi gioco i santissimi, la longa manus del solito Vaticano.
Se il Vaticano continua così reinventiamo i sultanici giannizzeri.
Allora le guardie svizzere riceveranno una lezionaccia!
Ciao.
Don Ivan G.
12/12/2007 17.00 Origine degli ebrei
Stimato Direttore,
il suo recente articolo "Origine degli ebrei" ha suscitato in me una curiosità nei suoi
confronti.
Cosa pensa del lavoro di Fernand Crombette, questo scienziato misconosciuto e relegato
nell’oblio dalla scienza ufficiale?
Ho avuto l’opportunità di leggere qualcosa della sua opera immensa, disponibile
gratuitamente on line, anche tradotta in italiano.
Sono rimasto sorpreso dal lavoro di questo gigante , dalle sue formidabili intuizioni
sulla rilettura delle lingue antiche e dalla luce aperta sulla storia antica.
Troppo dimenticato perchè troppo scomodo?
Oppure anch’egli ha percorso un cammino pieno
di abbagli?
Vivissimi saluti e la mia piena solidarietà.
Renato S.
RISPOSTA
Sono troppo vecchio e non ho abbastanza tempo, ormai, per occuparmi di Crombette.
Magari vuole scriverne lei?
Maurizio Blondet
12/12/2007 16.00 Falascià
Egregio Direttore,
ho letto con curiosita’ questo suo articolo che propone una tesi se non altro originale.
Per quanto di mia piu’ specifica conoscenza, mi permetta di coglierla parzialmente in
fallo sull’ultimo paragrafo dove parla dei falascia.
I falascia non sono mai stati un
gruppo cristiano, ed, a dire il vero, neanche ebreo in senso stretto.
I loro riti erano
molto simili a quelli - molto antichi - ebraici prima dell’esodo.
Ci sono numerose
evidenze storiche che lo comprovano.
Quello che e’ certo e’ che non sono un gruppo
cristiano (copto), come invece lei scrive.
Per eventuali approfondimenti, esistono
numerosi studi (molto specialistici!) su questa popolazione etiopica; studi compiuti
prevalentemente in epoca coloniale (italiana!).
Quello che si dovrebbe dire, e soprattutto scrivere, e’ a proposito della operazione di
"cleansing" (ovvero pulizia etnica)condotta a danno di questa antico gruppo etnico;
operazione architettata col consenso di Menghistu ("do ut des"...) e portata a termine dal
Governo israeliano (operazione chiamata "Mose", se non erro, e vede che ci riallacciamo
all’esodo...).
Cordiali saluti,
Barbara M.
RISPOSTA
Essendo lontano dalla mia biblioteca, non ho sottomano il testo sull’origine copta dei falascià.
Chiederò lumi ad Agostino Sanfratello, a cui devo la notizia che ho citato a memoria.
Maurizio Blondet
12/12/2007 15.00 Elogio breve a Giancarlo Infante
Gentile Dottor Infante,
sono un assiduo lettore di questo sito, ma per mia ignoranza mi astengo dal leggere “pezzi” che non stimo ad occhio essere alla mia portata.
Su questo giornale c’è tanta di quell’informazione e cultura da mettermi soggezione, così mi limito a leggere gli articoli che ritengo in qualche modo più abbordabili.
Avendo però nei giorni scorsi dimenticato il solito libro che accompagna quasi ogni pendolare, ho pensato di stampare i Suoi articoli e portarmeli in treno.
LeggerLa è stata una gradevolissima sorpresa.
Ho avuto, innanzitutto, la conferma – se mai ce ne fosse bisogno – che chi scrive su questo giornale è chiarissimo, assolutamente non contorto.
La mia riflessione è stata: “Deve essere gente abituata a dire il vero.
Ossia non deve arrampicarsi sugli specchi per conformare la realtà alle idee”.
E questa riflessione ne ha messa in moto delle altre fino a farmi ricordare che proprio su un libro che ho comprato presso EFFEDIEFFE e che non ho ancora finito di leggere, il concetto fondamentale espresso dall’autore ("L’intelligenza in pericolo di morte" – Marcel de Corte) era proprio quello che gli intellettuali degli ultimi 2 o 3 secoli, nello sforzo di assoggettare la realtà alla loro ideologia, hanno addirittura stampato l’Enciclopedia dalla quale tutti noi abbiamo attinto le “informazioni” con le quali abbiamo a nostra volta contribuito a modificare il Reale.
Non vorrei allontanarmi troppo dal nocciolo della questione, né annoiarLa, ma mi sento di accostare i Suoi scritti alla riflessione che ho indicato.
Ho pensato che l’evento che per molti di noi ha squarciato il sipario (l’11 settembre) mostrandoci la Realtà, Lei lo abbia avuto con l’apparizione della Madonna di Fatima, o per meglio dire, con la danza del sole.
Quelle settantamila persone, testimoni dell’evento, è come se non fossero mai esistite, perché oscurate dalla “scienza”.
La stessa “scienza” che spiega l’abbattimento delle torri gemelle.
La TV, nostra Enciclopedia di oggi, legalizza l’informazione.
Perché di questo si tratta, legalizzare.
Mentre la Realtà è tutta un’altra cosa.
Allora, timidamente, ho proposto all’attenzione dei miei amici coi quali condivido la pausa di mezzogiorno, la tesi che Lei sostiene.
Loro che di Fisica ne sanno più di me, nel senso che io sono veramente ignorante, mi hanno coperto di formule, tecnicismi e via dicendo che non saprei ripeterLe.
Inutile cercare di spiegare un punto di vista che va ben oltre la competenza tecnica, se così vogliamo chiamarla, di un mostro sacro della conoscenza qual'è considerato Einstein.
Ho accusato il colpo, lo ammetto, e mi sono morso la lingua pensando che forse avrei fatto bene a non leggere per niente quegli articoli, perché comunque non avrei capito niente.
Avrei voluto che leggessero loro stessi ma poi d’un tratto mi sono ricordato di quell’altra cosa che suscitò la mia attenzione vale a dire la - mancata contemporaneità degli eventi distanti a causa della finitezza della velocità della luce – una costante, che anche per gli ignoranti come me è sempre stata considerata la pietra angolare su cui è basata la Fisica.
Per fortuna ci hanno servito il caffè, così ognuno è rientrato alle proprie occupazioni.
Così non ho avuto l’occasione di aggiungere che Einstein idealizzando la luce, per comodità di calcolo o per calcolo pre-meditato, ha legalizzato la realtà.
E questo proprio non mi va giù.
Concludo con i miei complimenti alle Sue capacità didattiche perché leggendoLa mi sono sentito un po’ meno ignorante.
O forse è merito della Verità?
Cordiali saluti
Giuseppe C.
RISPOSTA
Gentile Giuseppe C. grazie per la Sua lettera.
Lei descrive benissimo la difficoltà che si incontra quando si cerca di indicare ad altri direzioni alternative, rigettate con ostinazione.
Non è tuttavia la ragione umana che può convincere chi si soddisfa di questa stessa ragione.
Il beato don Giacomo Alberione dice non solo che l’uomo ha urgente bisogno della carità della Verità, ma anche che se san Paolo vivesse ai nostri giorni, farebbe il giornalista.
Aggiungo che il buon giornalista a sua volta ha bisogno di un buon editore.
Giornalista alla Blondet ed editore alla Fabio de Fina, per intenderci.
Affinché lettori di buona volontà, come Lei, accolgano il “Signore delle luci”, come scrive san Bonaventura.
Giancarlo Infante
12/12/2007 14.40 L'origine degli ebrei
Egregio Direttore,
seguo sempre con molto interesse ogni suo articolo.
Ma l'ultimo che ho letto: "L'origine degli ebrei", mi ha sconvolto, perché, dando credibilità alle tesi del prof. Finkelstein, che negano la storicità di avvenimenti come l'esodo dall'Egitto, il regno di Davide e di Salomone, finisce per demolire la stessa base su cui si fonda la religione cristiana.
Com'è possibile, infatti, credere ancora in Gesù, figlio di Davide, se questi non è mai esistito?
Con stima.
Mario F.
12/12/2007 14.00 Studentessa ebrea ammette di aver messo svastica sulla sua porta
Segnalo questa interessante notizia:
"Una studentessa ebrea della George Washington University che si lamentava delle svastiche che spesso apparivano nella sua porta, ha ammesso che era lei stessa a metterle..."
La polizia ha scoperto il fatto dopo aver messo una telecamera nascosta per vedere chi metteva le svastiche... chissà che ne pensa Fiamma Nirenstein, o Giuliano Ferrara, di questi piccoli episodi di antisemitismo "false flag" di cui gli ebrei sembrano essere diventati grandi esperti.
Cordiali Saluti
M. T.
12/12/2007 12.30 Massoneria e poteri infra-legali
Calabria: Politica, Affari e Massonerie (di ieri e di oggi)
Aveva ragione il Procuratore Generale della Cassazione Delli Priscoli a distanza di 24 ore dall’avvio del provvedimento disciplinare del 27 novembre per il GIP Clementina Forleo a riformulare i contenuti delle “abnormità” di cui si sarebbe reso responsabile Luigi De Magistris.
Il PM di Catanzaro è indubbiamente un soggetto a cui va dedicata maggiore attenzione rispetto alla collega di Milano.
La sua inchiesta stava imboccando la strada della presidenza del Consiglio mettendo nel mazzo P2isti plurindagati tipo Bisignani e già strettissimi collaboratori del presidente del Consiglio Prodi come Bosi, funzionario, il primo, dell’Unione Europea e assistente, il secondo, del professor Nomisma, alla Segreteria Generale dell’Euro Commercio, per arrivare al terminale della Loggia di San Marino.
Oggetto dell’indagine un “presunto” Comitato d’Affari operante tra la Repubblica del Monte Titano e Bruxelles destinato ad uscire di scena, indenne, con l’avocazione a Gianni De Magistris di
“Why Not” da parte del Procuratore di Catanzaro e l’apertura di un procedimento disciplinare
nei suoi confronti davanti alla Commissione Giudicante del CSM dove i “laici”, insomma i rappresentanti della Casta e dei Palazzi del Potere come Letizia Vacca si sono dati già un gran daffare per nel dipingere a pennellate al vetriolo, e con evidenti intenti di “mirata delegittimazione”
Clementina Forleo.
Nelle carte di De Magistris si parlava di associazione a delinquere, truffa aggravata ai danno della UE e violazione della legge sullo Società Segrete.
Dopo una prima raffica di provvedimenti giudiziari che colpirà anche il segretario nazionale
dell’UDC Cesa erano finiti nella rete degli inquirenti altri 22 indagati tutti accusati a vario titolo per reati che vanno dalla truffa al finanziamento illecito ai Partiti.
Gli iscritti nel registro degli indagati saranno Nicola Adamo del PD, Vicepresidente della Giunta Regionale, Domenico Galati collaboratore del senatore di Forza Italia Pittelli, Piero Scalpellini, imprenditore, collaboratore di Prodi, padre di Alessandro portaborse del presidente del Consiglio, Paolo Poletti, generale della GdF e vice capo di Stato Maggiore, Brunella Bruno del CESIS, l’organo di Coordinamento dei Servizi di Informazione, Valerio Carducci in rapporti con Antonio Saladino della Compagnia delle Opere, Francesco Luzzo ragioniere, Mario Pirillo, Massimo Stellato, già ufficiale della GdF e Capocentro del Sismi a Padova, il fratello Mario Stellato, Gerardo Carnevale, Vincenzo Acri, Armando Zuliani e Francesco Indiedri.
Tutti personaggi, vario titolo, al caldo nei palazzi della Casta, degli affari, delle organizzazioni di beneficienza e delle associazioni industriali.
Insomma dove gira una montagna di danaro e dove lo si accumula a cataste.
Al PM di Catanzaro, il ministro Mastella, i suoi ispettori del ministero e il procuratore della repubblica di Catanzaro non daranno il tempo di inoltrare alla Camera dei deputati la richiesta per l’acquisizione del traffico telefonico del presidente del Consiglio in carica con le telefonate
effettuate dal numero di cellulare 320 740044 riferimento SIM 8939880321 (…) dal 21 Aprile 2006 data in cui viene eletto alla Camera dei Deputati per la XV° Legislatura.
Dall’ Ottobre 2004 risulterà attivato su questa utenza un traffico di 36.000 tra chiamate e risposte per tempi di conversazione in arrivo e in partenza non quantificati ma certo ingenti.
E’ quello che scrive e documenta il consulente “esterno” Gioacchino Genchi nella sua relazione a pagina 23 dove risultano acquisiti e documentati i contatti di Prodi con Bonferroni, Antonio Saladino, Francesco De Grano, Piero Scarpellini e Sandro Gozi ed altri interlocutori.
L’esperto in trasmissioni e computer si concentrerà in particolare sull’intensa attività telefonica di Prodi con l’ex sottosegretario UDC alle Attività Produttive, nel Governo Berlusconi, Francesco Bonferroni, oggi alto funzionario di Finmeccanica, considerato l’uomo cerniera del comitato
lobbista con le Banche.
Anche se il Presidente del Consiglio non replicherà alle “fughe di notizie” e Sircana non avrà nulla da dichiarare ai giornali, la consulenza di Ghenchi parla chiarissimo: quel numero è del Professore di Bologna.
Siamo andati a ripescare fatti lontani, ormai dimenticati risalenti al 24 febbraio del 2001.
E’ la data di archiviazione (allora nello “Stato di Diritto” di quegli anni non si era ancora arrivati alle sfrontatezze dell’invio degli ispettori e ai vergognosi “conflitti di interesse del boss di Ceppaloni”) della maxi-inchiesta sulle logge massoniche avviata dall’allora procuratore di Palmi Agostino Cordova approdata a Roma e atta sparire dalla cronaca giudiziaria ad opera del GIP Augusta Tannini che allora dichiarò il “non luogo a procedere nell’azione penale per 64 indagati
ritenuti appartenenti alla Massoneria di Palazzo Giustiniani”.
Anche allora un magistrato in sintonia con i PM di Roma che ereditarono i voluminosi fascicoli, ci viene a mente a questo punto il rilievo a De Magistris di aver raccolto una documentazione
“abnorme”, puntarono il dito contro il collega Agostino Cordova che ricordiamo con i capelli a spazzola, una faccia da mastino e i denti anneriti dal fumo dei sigari che teneva immancabilmente stretti tra le labbra.
La Procura di Palmi è a un tiro di scoppio da quella di Catanzaro.
Una città della Calabria assassinata, al pari di Cosenza e Reggio Calabria dalla ‘ndrangheta e dalla criminalità dei colletti bianchi di tutti i poteri infralegali che sono Stato nello Stato.
Le analogie con l’inchiesta “ Why Not” cominciano a questo punto a prendere spessore.
Dall’inchiesta di Cordova uscirono 800 faldoni e centinaia di scatoloni di materiale sequestrato.
Il GIP Agusta Tannini avanzò dubbi di legittimità sull’operato di Cordova che fini per essere trasferito dal CSM alla Procura di Napoli e successivamente rimosso dall’Ordine Giudiziario.
Secondo il giudice della Procura della Repubblica di Roma l’acquisizione di una anche quella volta “abnorme” di documenti non servirà ad acquisire elementi certi di reato per gli indagati di appartenenza ad associazione segreta.
Sara bene a questo punto scrivere cosa sostenne nell’ordinanza il GIP Augusta Giannini accogliendo la richiesta di archiviazione sollecitata dai PM di Roma Lina Cusano e Nello Rossi dopo aver negato valore di prova a documentazione bancaria, ad elenchi a intercettazioni telefoniche e ad altri documenti di prova raccolti nel corso di decine di perquisizioni
disposte da Cordova sull’intero territorio nazionale.
Cos’è cambiato dal 2001 ad oggi?
Tutto, in peggio.
La delinquenza di allora era uno scherzo.
Il Presidente della Regione Loiero era e resta un “Uomo delle Istituzioni” di importanza decisiva per Palazzo Chigi.
Il Partito Democratico nasce da una costola della Calabria assassinata da una criminalità ad ampio spettro che opera, e si nasconde, sul territorio, invasiva, nei Palazzi del Potere Regionale, Provinciale e Comunale.
Il PM di Catanzaro aveva accumulato tabulati, una montagna di tabulati telefonici come Cordova metteva ordinatamente in fila negli scaffali centinaia di faldoni.
A quanto ne sappiamo il Procuratore Generale della Cassazione Delli Priscoli ha contestato a Luigi De Magistris anche questa “abnormità”.
La storia dell’ “uscita dal consentito” ha lavorato alla grande contro la Forleo e De Magistris, come nel 2001 mise con il culo per terra Agostino Cordova mandando all’aria la sua colossale e mirata inchiesta contro la Massoneria.
Politica, Affari, Squadre e Compassi, dunque, ieri ed oggi.
C’è ancora molto da raccontare.
A partire dai proprietari del telefonino entrato successivamente nella disponibilità del presidente del Consiglio.
Ma questa è un altra storia.
Lettera firmata
12/12/2007 11.30 Statale offeso
Blondet, sta esagerando.
Leggo quotidianamente il suo sito, compresi i suoi perduranti insulti all’indirizzo di noi dipendenti pubblici.
Ora basta!
Si occupi e si esprima, come normalmente fa, per ciò che ben conosce.
Se no, indaghi com’è suo dovere.
Mi parli della casta dei giornalisti-servi, suoi colleghi, dei loro stipendi miliardari, dei benefit
Mi parli di questo!
M’interessa.
Certamente la conosce bene.
O ha paura che la radino dal suo amato Albo?
Per intanto smetta di offenderci!
Non si affidi a statistiche ad hoc di Montezemolo, che con tutti i soldi che lo Stato ha dato alla Fiat è un chiaro esempio di dipendente pubblico ben pagato e poco produttivo.
Bene fa Berlusconi a girare in mercedes!
Pure lei scrisse che possiede una Golf e non una Punto...
Mi spieghi i 5 sabati lavorativi Fiat cui seguiva regolarmente una settimana di cassa integrazione pagata coi soldi delle nostre pensioni.
Non sta a me, e comunque non intendo, difendere il pubblico impiego.
Posso però garantirle che ci sono tante, tantissime-issime persone in gamba e capaci, che lavorano con serietà e dedizione, nella scuola e nella sanità, nei ministeri e negli enti locali, nelle forze armate e nella sicurezza.
Tante, tante. Più che in un’azienda privata (settore che ben conosco).
Non tutte, certo.
Ogni azienda "normale" analizza in primis l’efficienza del prodotto (da realizzarsi col minimo dei pezzi) e i cicli produttivi (meno passaggi, più efficienza).
Il nostro prodotto non deriva da un progetto ingegneristico, ma da una legge.
Spesso confusa, incomprensibile, frutto di compromessi di bottega e giocata sul filo di regolamenti parlamentari, scritta e votata da puttane ladri e drogati che i nostri ipocriti concittadini si ostinano a votare, pronti a scandalizzarsi il giorno dopo.
Intanto se ne viene a capo dopo anni di sentenze e ricorsi.
Ciò premesso, di cosa si illude??
Che se i dipendenti pubblici lavorassero il quadruplo e avessero 3 lauree il prodotto migliorerebbe?
Si incrementerebbe?
Con queste basi ovvio che no.
Pia illusione...
Che qualcuno mai darà promozioni meritocratiche?
Aha aha aha
Lucaluca è una volpe di tre cotte!
Pretende produttività, ma sponsorizza CdA composti da gente con la terza media presa con le 150 ore, quando ad un impiegatucolo si chiede ormai la laurea.
E’ questo che voi populisti demagoghi non capite (o fate finta)!
Vi basta individuare il nemico per placare le vostre frustrazioni!
Cosa pensa?
Che quei tantissimi bravi lavoratori che si devono fare il mazzo pure per i fancazzisti (perchè tanto la barca deve andare avanti) incitati da lei domani lavoreranno di più?
O si sentiranno doppiamente offesi e frustrati.
O si sentiranno ancor più cretini perchè hanno appena perso una promozione grazie al’intervento del politichello o dal pretino di turno, magari amico suo?
O forse che il vigile urbano che domani la multerà di un’infrazione stupida per far quadrare il bilancio sballato e clientelare del suo sindaco, si senta gratificato dagli insulti che riceve?
O che l’impiegata che le dirà di apettare 2 anni per un’ecografia sia felice?
No, signor mio!
Troppo facile prendersela con costoro!
Vada a Roma e insulti qualche politichelo, se ha il coraggio.
Ma noooo..........
Di fronte al potente tutti si scappellano, altro che voce grossa.
Si ricordi che usciti dai nostri uffici, pure noi subiamo i disservizi come tutti i cittadini.
E quindi non siamo scemi, le cose le capiamo.
Pensi prima di scrivere!
Si informi.
Si sciacqui bocca e penna!
La sua rabbia è la mia.
Ma io non starnazzo!
Faccio come posso, anche a mio rischio, per migliorare il nostro Paese anche di un solo centimetro. Tanti centimetri fanno i chilometri.
Mi parli anche di quell’Ente pubblico che è la Fiat, di Avvenire, dei miliardi che stupidi giornali succhiano alle pensioni o alla sanità.
Mi critichi anche, se necessario, e su basi concrete, ben venga.
Ma non mi offenda!
E non abbocchi all’amo dell’astuta Confindustria.... ehm volevo dire: di Agnelli e C.
Non è da lei!
I 70 giorni sono una statistica fasulla. La percentuale di donne nel pubblico impiego è più alta che alla Fiat? Di queste, quante puerpere?
Basta dire che i dati peggiori si riferiscono a Bolzano......
Ach so!
E comunque, ammesso fosse vera, si lavora sempre più che in parlamento!
Saluti
Fabio
RISPOSTA
Spero che si rilegga.
Lei dice: non occupatevi di noi, occupatevi della Fiat, dei giornalisti-servi, dei politici...
Le pare che non io lo faccia?
Ma pretende di toglierci il diritto di giudicare gli statali: un diritto che rivendichiamo come contribuenti.
Il suo è un "ragionamento" tipico da Casta.
Siamo noi che vi paghiamo: noi senza lavoro fisso, senza benefit che gli statali ricevono, con pensioni immobili e salari in declino perché c’è da pagare gli statali, la "spesa pubblica".
Gli stipendi statali sono i soli ad aumentare.
E anche lei ammette che l’impiego pubblico è pieno di fancazzisti, cosa che proprio gli statali sanno benissimo: e invece di chiedere che siano sbattuti fuori, lei difende loro credendo di difendere se stesso.
E’ proprio questa la mentalità da Casta.
Siete voi che sostenete un governo il quale "riforma" i taxisti, e i privati in genere, invece che l’impiego pubblico e i suoi assenteisti.
Una curiosità: dove ha i dati per smentire l’accusa di Montezemolo?
Me li faccia vedere.
Maurizio Blondet
12/12/2007 10.00 Cossiga
Buongiorno,
cosa ne pensa dell'articolo del corriere on-line del 30 novembre che si
riallaccia bene al discorso sul "rumore di fondo" che
l'intellighenzia continua a produrre per insabbiare le
reali notizie importanti e che darebbero fastidio al
regime usraeliano?
Si tratta di dichiarazioni di Cossiga in merito agli
ultimi proclami di Laden su Berlusconi.
Tuttavia da
queste dichiarazioni lo stesso "picconatore" afferma
pacifico che nell'intelligence internazionale l'11
settembre sia stato un inside-job di CIA e Mossad.
Quante volte dobbiamo parlare di questo Cossiga e del suo ammiccamento alla falsità del messaggio di Bin Laden?
La sua è una battuta di spirito sul filo del rasoio, come ne fa sempre: mezza verità, che lui stesso scredita.
Come referente o servo della massoneria britannica, Cossiga sa benissimo com'è andata l'11 settembre.
Maurizio Blondet
12/12/2007 09.00 ABOMINIO SUL LUOGO SACRO
Caro direttore,
condivido la sua analisi fino ad un certo punto.
L'abominio NON sarà a Gerusalemme, l'abominio della desolazione avverrà in Vaticano, San Pietro..e precisamente quando un faso papa (dopo uno scisma?) imporrà la falsa dottrina eliminando il Sacrificio perpetuo dall'eucarestia (tutto ciò durerà tre anni e mezzo) = sarà una falsa chiesa vicina ai protestanti ed, appunto, agli ebrei..La maggioranza seguirà il falso papa, solo un piccolo resto resterà fedele.
Gesù ha istituito la Chiesa (corpo mistico), l'attacco sarà (già si vede) alla Chiesa. Come Gesù subì il calvario così dovrà subirlo la Sua Chiesa ma nessuna forza potrà mai vincere ciò che viene da Dio.
Non sono un teologo quindi ci possono essere delle inesattezze in quanto esposto ma ricordi che il nostro Dio ha sempre avvertito il Suo popolo dei pericoli.
Credo che la giusta lettura dell' Apocalisse porti a queste conclusioni.
Un lettore
RISPOSTA
Per Gesù e i suoi ascoltatori, il luogo sacro era uno solo, il Tempio, dov'era la presenza reale del Padre.
Il Vaticano non è il luogo sacro del cattolicesimo: il luogo sacro è l'Eucarestia.
Con ciò, non si nega che stia avvenendo la grande apostasia negli ambienti clericali, con una rivolta in corso contro papa Ratzinger.
Mi parlano di insulti, bestemmie, parole d'odio contro di lui, da parte di prelati e loro baciapile progressisti.
Maurizio Blondet
11/12/2007 21.15 Benigni
Persino sui giornali asiatici di tanto in tanto
salta fuori l'ennesimo articolo su Benigni, magari
perfino di Benigni che parla di religione e del Papa....
Vorrei quindi consigliare agli amanti del toscanaccio
in questione la visione della sua prima opera,
"Berlinguer ti voglio bene", dove il nostro prode
bestemmia in continuazione e raggiunge un livello di volgarita'
inaudito perfino per le pellicole dell'epoca.
A un certo punto parla perfino di "farsi una sega" mentre
si rivolge a Dio e al Diavolo sotto un cavalcavia,
dopodiche' in altre scene va' a puttane e infine
vende "una scopata con sua madre" a un collega di
lavoro comunista che dopo essersela chiavata diventa come per magia
un cristiano devoto ! (altro messaggio subliminale...)
Questo e' il VERO Benigni.
con buona pace di chi lo invita nei salotti o addirittura
nelle chiese.
Il film e' ovviamente introvabile.
M. S.
RISPOSTA
Non si potrebbe vendere Benigni a qualche paese asiatico?
Magari è una merce competitiva.
Maurizio Blondet
11/12/2007 20.00 Sempre più incazzato nero e avvelenato dalla rabbia!
Mentre a Milano: Letta, Confalonieri, Moratti, il ... vespone, il “nostro” (?) presidente
ed accoliti ... bardati, profumati ed ingioiellati, si dilettano alla Scala (o era il Bolscioi?) con Tristano e Isotta mentre a Roma: i nostri dipendenti si dilettano a far finta di litigare e giocare con
le ... cose colorate, Donatella Dini viene candeggiata dall'indulto, a Vibo Valentia (Calabria) MUORE AMMAZZATA un’ALTRA 16ENNE, a Collegno (Torino, Piemonte ... col volante tutti a sx): gli OPERAI MUOIONO BRUCIATI VIVI per mantenere questi bastardi gran ... figli di puttana!
E la “triplice” dov’era?
E i presidenti di Camera e Senato, ex-sindacalisti, dov’erano?
Ma mortadella rancida non è “per niente preoccupato”.
The show must go on ...
Certo!
Ormai i gatti Forleo e De Magistris non ci sono più, sono stati castigati, ed i topi ballano.
Si fa peccato a stramaledirli, TUTTI, per 7 generazioni lui e i suoi tecnici?
Mi scusi lo sfogo dottor Blondet!
Ma se non avessi due figli a cui provvedere farei il terrorista!
Come farlo sapere a quei figli di puttana?
Nicola D.
11/12/2007 19.00 Censis conferma: selvaggi con telefonino
Dalla home page di Tiscali del 7.12.2007
Rapporto Censis: la societa' italiana e' "poltiglia"
ROMA - Disillusa dalla politica e dalle istituzioni, la societa' italiana continua a perdere l'identita' collettiva.
Si frammenta sempre piu' e, mossa da pulsioni ed emozioni individuali, si ritrova ad essere una ''poltiglia di massa'', inconcludente e senza sguardo al futuro. L'Italia poi sta diventando il paese dei telefonini: il loro numero, infatti, sta superando quello dei televisori.
L'analisi del Censis, nel 41/o rapporto sullo stato sociale del paese, presentato oggi, descrive un'Italia a due velocita': da una parte lo sviluppo economico che si conferma positivo, dall'altra una societa' che non rispecchia lo stesso trend ma anzi se ne distacca. Lo sviluppo economico si muove, infatti, su dinamiche di minoranza (come quella industriale che ''non sprigiona le energie necessarie per uscire dallo stallo'') che non filtrano fra la gente, non si traducono in processo sociale.
Italia trasgressiva e litigiosa. E' la 'degenerazione antropologica', la modalita' espressiva quotidiana degli italiani. Ne sono teatro gli stadi e le famiglie. In casa aumentano violenze e separazioni.
E' cellulare mania - Il numero dei telefonini continua a crescere.
Li possiede l'86,4% della popolazione contro il 92,1% delle tv. Il telefonino e' utilizzato dal 76,9% degli uomini e dal 75% delle donne con punte di oltre il 96% fra i giovani di eta' di 14-29 anni. Al centro e' record di telefonini dove si registra un indice di penetrazione dell'84,5%.
[...]
Stanco di avere sempre ragione in anticipo, Direttore..?
Federica
RISPOSTA
Un po' stanco di essere sputacchiato per aver avuto ragione troppo presto.
E senza i miliardi che De Rita riceve per queste "diagnosi" visibili ad occhio nudo.
Maurizio Blondet
11/12/2007 17.30 La più grande vaccinazione di massa
“Il primo bond emesso dal governo britannico per aiutare i paesi più poveri è stato acquistato da Benedetto XVI. Si tratta della grande iniziativa promossa dal governo inglese (i nostri governi sono troppo presi, in genere, dalle leggi sui limiti autostradali o sul ponte di messina), che permetterà la più grande vaccinazione di massa di bambini, in Africa, e nel Terzo mondo”.
Oh sancta ingenuitas sancti pontificis!
Candido come colomba, speriamo anche vigile come serpente.
Maurizio Blondet
11/12/2007 16.00 La valle di Elah
Egregio Direttore,
le volevo segnalare un film bellissimo e coraggioso assolutamente da non perdere: "La valle di Elah".
E' una denuncia della profonda malattia che pervade la società americana, dell'abisso morale nichilista in cui è sprofondata la super-potenza che vuol esportare la democrazia nel mondo.
Sullo sfondo l'assurdità della guerra in Iraq e lo scandalo delle misere condizioni morali e spirituali delle forze armate statunitensi. Di questi tempi, una vera boccata d'ossigeno.
Cordiali saluti,
Roberto C.
11/12/2007 15.00 Crisi sistemica
Gentile direttore,
seguo con interesse da Settembre il suo giornale on-line.
L'escalation dei fatti da lei riportati prospetta la crisi sistemica dovuta
all'indebitamento USA contratto con la consapevolezza di un crollo economico dei
creditori che non gli permetterà di esigerne il rimborso (Gli USA ...non hanno un futuro.
E non permetteranno a noi di averne uno. Tratto da "I tempi precipitano").
Naturalmente
fra i fattori scatenanti la crisi sistemica ha un ruolo fondamentale il raggiungimento
del Picco di Hubbert e la conseguente fine dell'energia (petrolio) a buon mercato.
La contrazione della disponibilità energetica e il crollo del mercato borsistico globale
causeranno una carenza di risorse e a sua volta una contrazione demografica globale.
La contrazione demografica globale è la ovvia e necessaria conseguenza della crisi
sistemica così come è una necessità ovvia per l'ecosistema pianeta terra.
Potrà essere graduale o improvvisa.
Se avverrà nel lungo periodo questo si potrà verificare non traumaticamente attraverso la
morte per mancanza dei mezzi di sussistenza (FAME), sorte che i più ricchi sapranno
abilmente destinare alle popolazioni più povere (es. Africa).
Se la necessaria riduzione demografica globale dovesse affiancarsi a una improvvisa e
totale carenza di risorse si paventa il rischio di GUERRA per l'accaparramento delle
risorse, come da lei previsto nell'articolo"i tempi precipitano".
In questo scenario, non ritiene che il virus H5N1, potenziale fattore scatenante di una
pandemia globale (wikipedia), causa naturale e innocente (come l'agnello), non
attribuibile ad alcuno, già isolato nella vicina Gran Bretagna, possa giocare
l'essenziale ruolo di causa della contrazione demografica mondiale riportando
provvidenzialmente all'equilibrio planetario in termini energetici, di risorse e di
sostenibilità ambientale?
Rodolfo P.
RISPOSTA
Sì, ritengo, ritengo.
Maurizio Blondet
11/12/2007 14.00 La lobby del farmaco assassini
Buongiorno,
riguardo al suo ottimo articolo sulla multinazionale farmaceutica
Merck (Barclays, Cirigroup, Rockefeller..) vorrei se possibile,
aggiungere qualche considerazione in merito al vaccino Gardasil ed alla
classe di farmaci antinfiammatori COX2, alla quale appartiene il noto
Vioxx (lei lo indica come un farmaco cardiaco forse pensando ai suoi
effetti collaterali?) ritirato dal mercato nel settembre 2004.
Il fatto che la Merck abbia esercitato una attività di lobby
accellerando l' immissione in commercio del Vioxx non stupisce perchè
questa è una caratteristica di tutte le multinazionali del farmaco non
solo della Merck.
Deve stupire che l'FDA non ha richiesto una revoca
del Vioxx, tale prodotto è stato volontariamente ritirato dalla Merck.
Le multinazionali sfruttano il fatto che negli USA molti principi
attivi vengono analizzati con procedura prioritaria in 6 mesi in
quanto alcuni hanno potenzialmente un significativo vantaggio
terapeutico.
Il guaio di questa procedura frettolosamente commerciale è
facilmente intuibile: studi di sicurezza poco attendibili, non
rappresentativi, mancanza di dati adeguati...
In poche parole, nel caso
del Vioxx con la giustificazione di risparmiare qualche ulcera gastrica
potrebbero aver causato piu' di 25000 infarti miocardici.
Tutto questo
era gia' emerso nel 2000 (studio VIGOR).
I dati dello studio VIGOR,
presentati nel 2000, erano eloquenti: l'assunzione del Vioxx era
associata ad un aumento significativo del rischio di infarto
miocardico.
Tenga presente che probabilmente non è solo il Vioxx ma tutta la
categoria dei COX2 che presenta rischi cardiovascolari, come il
Celebrexil o il Bextra della Pfizer ancora in commercio e per il quale
l'FDA, per la mancanza di dati adeguati sulla sicurezza
cardiovascolare, ha chiesto alla Pfizer di ritirare volontariamente il
prodotto dal commercio.
Potrei continuare ancora ma non la voglio
annoiare. Vorrei aggiungere qualcosa anche sul Gardasil, vaccino per
la prevenzione del carcinoma del collo dell'utero dovuto all'infezione
da papillomavirus umani.
Questo vaccino è diretto contro 4 ceppi del
virus e non è efficace nella prevenzione della displasia causata da
altri genotipi del virus potenzialmente più carcinogenici o in donne
con una precedente infezione.
Per quanto riguarda l'Europa c'è un PGR ,
acronimo di Piano Gestione Rischio per la realizzazione di uno studio
osservazionale sulla sicurezza negli USA, che seguirà 44.000 soggetti
fino a 6 mesi dopo la vaccinazione allo scopo di monitorare e valutare
gli effetti avversi a breve termine, anche nelle donne gravide.
2) uno
studio osservazionale realizzato in Norvegia (ancora la Norvegia) che
permetterà di quantificare l'impatto della vaccinazione e di descrivere
e valutare il profilo di tollerabilità in caso di esposizione durante
la gravidanza.
Ha letto bene direttore, durante la gravidanza!
Per
finire, il rischio che diventi obbligatorio c'è anche se molte
organizzazioni di consumatori e gruppi religiosi per ora si sono
opposti.
Mi piacerebbe scrivere di piu' e con piu' calma ma so che lei non ha molto tempo per leggere lettere.
Un saluto affettuoso
Maurizio L.
Farmacista Spec. Farmacologo
11/12/2007 13.00 ISRAELE, OLOCAUSTO ATOMICO?
Anna Momigliano, giornalista molto vicina alle posizioni sioniste Israeliane, ha scritto sul Riformista del 6 Dicembre 2007, un articolo in cui si ipotizza che Israele, ora che Bush non può più appoggiare un attacco "preventivo" contro l'Iran a causa del rapporto delle agenzie di intelligence Americane che hanno letteralmente smontato la balla sull'armamento nucleare di Teheran, potrebbe attaccare da solo e, dato che non ha forze aeree sufficienti per portare a termine l'operazione in un solo colpo, come estrema ratio, potrebbe usare la bomba atomica in un "Muoia Sansone con tutti i Filistei"..!
A questo punto è chiaro perché, in medio oriente solo Israele può possedere l'atomica e gli altri stati no .!
Ma vi rendete conto di quanto cinismo e di quanto disprezzo per la vita di chi non è ebreo ci sia in questa ipotesi e come si riproponga la tesi totalmente razzista della bibbia che suddivide l'umanità in "Popolo eletto" e "Goym", in una oscena e stupida bestemmia contro Dio stesso che, se c'è, è creatore e padre di tutti gli uomini?
In un mondo dove oramai la pietas raggiunge giustamente anche la vita ed il trattamento degli animali che non sono più visti solamente come oggetti da usare e da maltrattare, in un mondo dove è diventato reato abbandonare un cane per la strada, c'è chi ritiene di avere l'avallo di un Dio sadico e razzista per considerare se stesso come "prediletto ed eletto" e tutti gli altri come oggetti ed animali ( leggete il talmud, leggetelo e vedrete..!) cui si può mentire, truffare, opprimere ed uccidere per potere far prevalere il proprio popolo..!
Se non fosse tragico sarebbe ridicolo ed idiota e qui ci sovviene che Mosè stesso chiamava la sua gente "..popolo dalla dura cervice..!"
Loro che piangono e sfruttano l'olocausto e le persecuzioni come la più grande delle tragedie umane, sarebbero ora disposti all'olocausto atomico dell'Iran pur di affermare il loro predominio e difendere la loro politica imperialistica di espansione territoriale e di annichilimento del popolo Palestinese cui hanno rubato terre, case, libertà e vita!
Vergogna!
Se un Dio esiste dovrebbe dar loro una lezione facendo in modo che siano ripagati con la stessa moneta che essi hanno usato ed usano contro il popolo Palestinese!
Se il capitalismo mondiale dovesse, in tempi medi, implodere così come è imploso il comunismo bolscevico ( e l'ipotesi non è affatto così peregrina..) molto probabilmente essi perderebbero il loro potere di controllo sulla politica USA e dovrebbero fare i conti, da soli, contro i tanti nemici che si sono fatti in questi anni ed allora si vedrebbero ricadere addosso tutto l'odio che hanno seminato e sarebbe la loro fine perlomeno come nazione..!
Come dice il proverbio: " Dio non paga al sabato..!"
Alessandro M.
RISPOSTA
Anche Van Creveld (storico militare israeliano) aveva accennato a questo piano.
E aveva aggiunto che i missili israeliani a testata nucleare sono già "agganciati" su Roma, Parigi, Berlino...
La cosa più ripugnante è che Il Riformista pubblichi questa dichiarazione d'odio per l'umanità come fosse "normale".
Maurizio Blondet
11/12/2007 11.30 Marini è indispensabile?
Ho avuto l’impressione che l’articolo sulla volontà popolare intendesse che Marini non sia indispensabile, che anche senza di lui il mondo andrebbe avanti comunque; o sbaglio?
V. P.
RISPOSTA
Ha capito bene.
Quelli, tutti loro, sono indispensabili solo a se stessi e ai loro lussi.
Maurizio Blondet
11/12/2007 10.20 Biotecnologie tradimento del disegno di Dio
Buongiorno Direttore,
scusi la pervicàcia con cui mi sono messo a scriverLe.
Sono Claudio G., un catechista cattolico della Diocesi di Pesaro.
Il suo ultimo articolo sulle biotecnologie è avvincente ed agghiacciante insieme.
Claudio
RISPOSTA
Sì, la distorsione della natura con l’ingegneria genetica a fini mercantili è uno dei segni certi del regno dell’Anticristo.
Sono quelli che l’Apocalisse prevede: “prodigi tali da sedurre, se possibile, perfino gli eletti”.
Maurizio Blondet
11/12/2007 09.00 Sementi modificate
Egregio dottor Blondet,
mi ha molto colpito il Suo articolo “Rockefeller si fa l’Arca di Noè. Cosa ci nasconde?” in quanto mi ha fatto venire in mente un dialogo che ho avuto con un contadino emilano quest’estate.
Mi ha fatto vedere come le multinazionali stiano comperando interi appezzamenti di terra per la coltivazione con questi sementi (1).
Infatti era da tempo che passando in Emila Romagna vedevo cartellini rossi con scritto “Pioneer” secondo delle file ordinate nei campi dedicati alle colture intensive.
Non solo questo agricoltore era rimasto uno dei pochi accerchiato da questi appezzamenti a coltivare con sementi “genuini” e mi ha detto che i prodotti che lui raccoglieva venivano usati dalle multinazionali per “tagliare” i loro raccolti privi di potere nutritivo.
In altre parole erano bei prodotti da vedere ma quando li aprivi o li trattavi per l’alimentazione esplodevano.
Naturalmente aspettavano, codesti signori, che l’agricoltore avesse bisogno di liquidità per portar via la sua merce a prezzi irrisori.
Mi ha detto che stava pensando molto seriamente di vendere il suo appezzamento (qualche decina di ettari) in quanto se prima riusciva a tirare avanti ora era stato messo nelle condizioni di ricavare annualmente, contributi europei compresi (la loro distribuzione mi ha detto era una mafia unica...) circa 12.000 euro netti/anno.
Insomma si spaccava la schiena per 1.000 euro al mese.
Le rinnovo i complimenti per le Sue acute osservazioni che anche io verifico di persona.
P. L.
Brescia
1) Pensi che alcuni appezzamenti in riva al Po vengono dedicati da queste multinazionali attraverso “imprenditori” locali all’estrazione di sabbia rendendo il terreno voraginoso e non permettendo una irrigazione uniforme in profondità e rendendo di conseguenza i prodotti più scadenti.
La sabbia poi, che è di ottima qualità, viene usata per ottenere gli abrasivi.
10/12/2007 20.00 Negro o nero?
Perché dire “nero”?
Io continuo a dire “negro” e non mi sento razzista.
Giuseppe L.
RISPOSTA
Ma lei non sa quante mail ricevo che mi invitano a smettere di dire “negro”!
Alcune anche simpatizzanti: ma che ti costa, in fondo?
Dai un contentino ai politicamente corretti di sinistra.
D'accordo, allora diciamo "”nero”.
Mi resta un dubbio: anche “nero”, per il negro, è un chiaro accenno al colore della sua pelle.
Per lui è razzista come “negro”.
Come chiamarlo allora?
“Bianco” non si può, sarebbe fargli pesare la differenza.
“Incolore”?
Ma è sempre un'allusione al colore.
“Africano”? Mica tutti lo sono.
“Afro-americano” vale solo per i negri-USA.
Forse “Diversamente tinto”?
“Non-biancheggiante”?
“Superiormente abbronzato”?
In ogni caso, è l’accento posto sul colore...
La filosofia del politicamente corretto è piena di ostacoli.
Maurizio Blondet
10/12/2007 19.00 Quattro novembre
La ricorrenza del 4 novembre si è ultimamente un po’ sbiadita.
Quando andavo a scuola si parlava ancora molto della Grande Guerra ed il tono era lo stesso con cui si glorificavano le guerre risorgimentali.
Ovvio, la Grande Guerra era essa stessa parte della storia gloriosa del Risorgimento.
Ed era pure lo stesso tono con cui si incensavano quei loschi figuri di Cavour, Mazzini e
Garibaldi...
Come le altre guerre risorgimentali (e del resto come le “gloriose” guerre dei giorni nostri) la Grande Guerra fu costruita (anche da parte savoiarda) sulla base di inganni e sotterfugi: l’Italia ruppe un trattato di non-aggressione con l’Austria-Ungheria, la quale comunque era disposta a cedere il Trentino senza combattere...
Alla fine, dopo la firma del trattato di pace gli ufficiali italiani mantennero segreta la resa del nemico, per poter ritardare di alcuni giorni l’ordine operativo di cessate il fuoco alle truppe, onde poter approfittare dello sbando dell’esercito austro-ungarico e sottrarre loro ulteriori porzioni di territorio (Sud-Tirolo).
L’inganno fu irresponsabilmente perpetrato anche ai danni di tanti poveri italiani mandati a morire in quello che Benedetto XV invano definì l’inutile strage.
No, davvero abbiamo pochi motivi per essere orgogliosi di questa “bravata”, così come abbiamo pochi motivi per essere orgogliosi del sostegno alla cosiddetta “guerra al terrore” dei nostri giorni.
Non si tratta di denigrare le vittime (anche i soldati furono vittime) della Grande Guerra, però sarebbe opportuno cha la storia venisse raccontata in maniera completa ai giovani.
E’ bene che si sappia che il tricolore è stato usato (e viene ancora usato) per coprire atti ignominiosi, e che noi italiani abbiamo sì subito dei torti, ma ne abbiamo anche commessi...
Se non siamo disposti a dirci tutta la verità, allora a mio avviso è meglio metterci una pietra sopra.
Cordiali saluti
Lauro L.
10/12/2007 17.10 Conferma su Airbus
Airbus: Gallois, bisogna delocalizzare in zona dollaro
(ANSA) - Parigi
Airbus deve delocalizzare una parte della sua produzione in zona dollaro “perchè è il solo modo per preparare l’azienda a un dollaro che nessuno controlla più”.
Lo ha dichiarato Louis Gallois, il presidente esecutivo della casa madre di Airbus, Eads, sottolineando come il dollaro sia “il principale problema” per il suo gruppo. “Purtroppo credo che non si possa più impiegare il condizionale: non bisogna dire che bisognerebbe ma che bisognerà delocalizzare in quanto non abbiamo altra scelta”
ha detto Gallois stamani alla radio.
Come sempre cordiali saluti
Maurizio B.
10/12/2007 16.00 Fusione fredda con ultrasuoni
Sono un assiduo lettore delle vostre rubriche e ultimamente ho notato nella rubrica riguardante le scienze la vostra attenzione per il tema dell’energia.
Su Libero qualche settimana fa ho notato un articolo di Socci (in prima pagina difficile non notarlo) su un lavoro di due universitari italiani, tali Cardone e Magnani, che sostengono di poter ridurre di 10.000 volte il tempo di dimezzamento delle scorie radioattive e di poter produrre energia da semplici soluzioni di sali di ferro.
Il tutto con l’utilizzo di ultrasuoni ad alta intensità.
Ho controllato, i suddetti signori non sono dei pinco qualsiasi, hanno lavorato al Cern e all’Università di Roma ed i loro brevetti sono ora di proprietà del CNR italiano.
Inoltre cercando su internet ho trovato molte conferme da parte di laboratori che attestavano vari fenomeni causati da ultrasuoni fra cui la fono luminescenza nell’acqua, e la produzione di neutroni. Contro questo due signori ho trovato anche una causa pendente per plagio da parte di un famoso scienziato trapiantato in America, un certo Santilli o qualcosa di simile.
Insomma ci riportano una scoperta che cambierebbe il modo di fare energia, ridurrebbe a zero il problema delle scorie ma sopratutto permetterebbe a qualsiasi Paese di produrre energia pulita.
Ma nessuno ne parla, nessuno rilancia la notizia.
Prendo Il Sole 24 Ore con l’inserto speciale sulle nuove energie, e si parla di tutto, ma non di questo.
Si parla di Rubbia, persona simpatica e forse intelligente, che produrrà in Spagna energia solare con un metodo innovativo: concentrazione solare e macchina termica, sali fusi: la fotocopia dell’impianto realizzato agli inizi degli anni novanta dagli americani nel deserto dell’Arizona. Interessante, ma di innovativo non c’è proprio nulla.
Di questo, degli ultrasuoni non ne parlano.
E vero è una bufala?
Vorremo saperlo.
Se penso ad una storia accaduta qui a Verona penso male.
In una scuola di Verona un chimico che insegnava in un I.T.I.S., un certo Omero Speri negli anni ‘80 aveva realizzato la fusione fredda per primo al mondo.
Brevettata e misurata con tanto di modello scientifico e motore funzionante.
Ha dovuto cambiare tipo di studi per l’ostracismo di tutti gli ambienti universitari e soprattutto per non rischiare la pelle.
Ora il distinto signore è morto ma tutti ricordano la sua sparizione e il successivo cambio di obiettivi.
Dallo studio della fusione fredda passò al campo alimentare.
A testimone della sua genialità ci sono i suoi numerosi brevetti in campo alimentare realizzati e grazie ai quali Verona è leader in Italia nel settore.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa e cosa ne sa il nostro Blondet, sempre così abile e competente nell’evidenziare le storture gli affossamenti e le bufale di questo strano mondo scientifico.
Ingegner Umberto G.
RISPOSTA
Non so, e vorrei sapere di più su Omero Speri.
Maurizio Blondet
10/12/2007 15.00 Medici e chemio
Carissimo dottor Blondet,
sono un Suo assiduo lettore e ci siamo conosciuti di persona in occasione di una sua conferenza a Milano.
Premetto che sono un medico ed ho letto con molto interesse il suo articolo sulla chemioterapia.
L’ho girato ad un giovane e brillante collega chirurgo, ed ecco la risposta.
Le porgo i miei più distinti saluti ed abbia la mia stima
Grazie
Dottor Ricciotti V.
Inizio messaggio inoltrato:
Caro Riccio,
il discorso è molto semplice ma si sfiocca in mille rivoli.
Il cancro rimane la seconda causa di morte in Italia, i pazienti si ammalano (numerosissimi) e lentamente peggiorano, i medici cercano di combattere per curarli; c’è una fortissima richiesta di una cura efficace, la ricerca raccoglie fondi facilmente per questo tema morale, c’è una grande pressione.
Si introducono ogni giorno nuovi farmaci tutti spinti dalle migliori speranze: il ricercatore sogna la gloria, il farmaceutico sogna il profitto il paziente sogna la vita eterna.
Se il farmaco B (più nuovo rispetto al tradizionale A) dà un 1% in più di speranze tutti lo prescrivono e lo assumono nella speranza di essere in quell’1% di salvati.
Morale per alcune patologie la chemioterapia è molto efficace e si può dimostrare facilmente che la sua somministrazione porta grandi benefici in termini di sopravvivenza ma, per la maggioranza delle patologie, è difficile (se non impossibile) dimostrare l’efficacia.
In mancanza di meglio il paziente la chiede, il medico si sente in dovere di prescriverla, il
farmaceutico è felice di venderla.
Moltissime sono le patologie e le stadiazioni per le quali l’utilità della chemioterapia è facilmente discutibile.
Ma ripeto che i pazienti la vogliono.
Quando sarà il mio turno io mi informerò accuratamente e se mi dovesse toccare un seminoma o un linfoma chiederò a gran voce la chemio, se fosse il pancreas rifiuterò sia la chirurgia che il farmaco.
Quando non esiste prova statistica definitiva dell’utilità della chemioterapia inizia una schifosa ipocrisia: il paziente la desidera e si incazza con il medico che non la prescrive, il medico ha paura di negare un’opportunità terapeutica e ha paura dell’avvocato del paziente, il farmacologo è ben contento di guadagnarci un po’.
Io ho provato a negare a pazienti oncologici più o meno gravi trattamenti inutili come ad esempio interventi chirurgici inutili (cancro gastrico metastatico), esami inutili (follow up postoperatorio nel cancro del pancreas che se recidivo è sempre comunque inesorabilmente mortale per cui perché farsi annunciare la condanna in anticipo), chemioterapie inutili (chemioterapia dopo chirurgia radicale con istologia negativa per metastasi linfonodali): il paziente si alza e se ne va da un altro medico compiacente.
Poi c’è il problema delle complicanze: i testi chirurgici riportano le casistiche dei migliori con pochissime complicanze per cui è lecito operare tutto, opero 200 stenosi carotidee per evitare 10 ictus, peccato che se il tasso di complicanze supera un improbabilissimo 5% è tutto uno sforzo
inutile; e peccato che sono pochi quelli che hanno meno di 5 complicanze su cento e sono pochissimi quelli che operano 100 carotidi all’anno contando anche i cipressi.
Nel conteggio delle complicanze i medici sono peggio dei chirurghi; se un paziente oncologico schiatta è colpa del cancro, mai del farmaco, come fai a dimostrare che la piastrinopenia è chemioindotta oppure dovuta dalle fantomatiche metastasi midollari?
Quanti cristiani ha accoppato il warfarin?
Il mio pensiero è che la maggioranza degli studi scientifici per dimostrare l’utilità della chemioterapia sono MERDA, le leggi poi peggiori perché in Italia il farmaco nuovo (e costoso) è dispensabile SSN se viene dimostrato che “non è inferiore” al farmaco tradizionale (ed economico).
Morale i matematici mi dicono che per dimostrare una sopravvivenza maggiore del 5% a 5 anni devo seguire rigorosamente 4.500 pazienti omogenei per età, storia stadio e diagnosi per 10 anni. Per dimostrare in modo “legalmente” adeguato la “non inferiorità” basta uno studio merdoso con 21 pazienti per parte, se poi hai un po’ di culo (selezioni bene i casi) non hai neanche complicanze nel braccio sperimentale...
Gli orrori più vomitevoli sono quelli della radioterapia, se oncologo o chirurgo sbagliano accoppano il paziente, le complicanze del radioterapista sono piaghe ed ustioni incurabili.... una vera tortura.
Ripeto quando sarà il mio turno spero di poter accedere alla letteratura ed essere in grado di leggerla in modo critico (basta guardare il criterio di selezione dei pazienti e la numerosità del campione) per comprendere se le decisioni prese dal mio oncologo siano basate sul marketing o sulla Medicina.
Ah dimenticavo, qualche genio appartenente alla classe degli epistemologi (peggio dei comunisti) ha introdotto regole ferree per garantire la qualità scientifica degli studi, morale: oggi ottenere onestamente una prova scientifica dell’efficacia di una cura è ancora più difficile, si resta
impantanati in una serie di burocrazie assurde che vanno dal consenso informato al comitato etico all’assicurazione, oggi la ricerca (grazie agli epistemologi, bioetici ed avvocati) è diventata ancora più costosa e impossibile da fare.
Per cui le decisioni vengono prese ancora sulla scorta di prove scientifiche vaghe e labili.
Quando è stato il turno di mia madre ho accettato e sollecitato ogni cura possibile, ovviamente non esisteva letteratura sul microcitoma dell’esofago, ovviamente la mamma ha patito tutte le pene possibili legate alle complicanze da terapia e ovviamente è morta, con il senno di poi avrei fatto
solo il primo ciclo di chemio (che fu veramente miracoloso).
Però se avessi sospeso le cure dopo il primo ciclo lei sarebbe morta comunque e io avrei avuto i sensi di colpa.
Conclusione: prescrivendo cure inutili ho torturato e ucciso mia madre, ma almeno io non mi sento in colpa.
Sembra un paradosso ma si risolve bene: quando prendo una decisione terapeutica lo faccio per il bene del paziente o per altri scopi (paura del senso di colpa, paura dell’avvocato, parcella, comparaggio, orgoglio...?).
Io credo di avere una visione chiara ciononostante non è umanamente possibile restare integri, il peggior nemico è il sistema legale.
10/12/2007 14.00 Sull'oscurantismo ecclesiastico
Gentile dott. Infante,
senza alcuna pretesa di modificare le Sue opinioni in merito
all'esoterismo, Le giro la risposta data ad una lettrice del mio povero
blog, la quale deprecava l'oscurantismo ecclesiastico in materia
eliocentrica.
________________________
Ci sarebbe tanto da dire su Galileo e la Chiesa
Sul tema ha detto cose notevoli G. Infante, in "Il «segreto» di Galileo
Galilei", presso EFFEDIEFFE.com.
Te ne trascrivo il passo seguente:
"Consideriamo che prima delle prese di posizioni di Galilei, la Chiesa
cattolica era stata favorevole all'ipotesi copernicana.
Addirittura, il «De revolutionibus» di Copernico si dimostrò lo strumento
efficace per sostenere la riforma del calendario, realizzata da Gregorio
XIII, contro le resistenze messe in atto dalle chiese protestanti.
[...] Il «dietro front» della Chiesa è stato senz'altro favorito da una
certa mancanza di umiltà dello scienziato, che caldeggiava con eccessiva
enfasi argomenti tendenzialmente eretici.
D'altronde, l'eliocentrismo è una verità esoterica plurimillenaria.
Non è
pensabile che la Chiesa lo ignorasse. Piuttosto, in quanto verità
esoterica, veniva giustamente ritenuta non divulgabile.
Lo stesso Ipparco,
che ne parlava nel II secolo, era un esoterista da strapazzo.
Non divulgabile, dicevo, intanto perché inutile (che m'importa di sapere
che il sole sta fermo e la terra gira?) e poi perché controproducente (se
i miei stessi sensi mi ingannano, a chi presterò fede?).
È questo che ti
fa capire perché sbaglia chi definisce "esoterica" la sovversione in atto.
In realtà è solo diabolica: è Satana che si serve dell'esoterismo (meglio,
di quanto rimane dell'esoterismo) per smantellare tutte le certezze
tradizionali. Altrimenti, come faranno i nostri posteri a credere nelle
panzane che racconterà l'Anticristo?",
Dove G. Infante si sbaglia, ma l'errore è comprensibile, è nel confondere
la presenza di simboli esoterici (che effettivamente abbondano nella
cosiddetta «scienza» contemporanea) con l'esoterismo. Un vero esoterista
non può avere mire mondane. L'esoterismo è letteralmente metafisica
("oltre il mondo fisico").
Dovrebbe esser chiaro che chiunque abbia
ambizioni mondane (massone, gnostico, cabalista o come diavolo si
definisca) è tutto, fuorché esoterista. E dovrebbe esser altrettanto
chiaro che chiunque abbia ambizioni mondane e nel contempo si serva di
simboli esoterici, è un servo di Satana.
______________________
Ovviamente, qualora Ella abbia interesse ad approfondire la questione,
sarò ben lieto di essere meno sbrigativo.
Cordiali saluti.
Oscar R
P.S. Se mi è consentita una nota "umoristica" le dirò che, essendo il
delfino universalmente associato alla matrice femminile (il che, come Lei
ben sa, per noi occidentali è provato dall'etimo greco "delphos = utero"),
il 6 gli è attribuito necessariamente.
Tale cifra conserva infatti il suo
significato simbolico nella tombola napoletana, nella quale il 6 è "chella
ca guarda 'n terra".
Ma è così anche altrove, visto che i cinesi chiamano il delfino, poco
poeticamente, "porco di mare" (il che, del resto, è il nostro mar-suino).
RISPOSTA
La ringrazio per le Sue interessanti osservazioni.
Mi consenta tuttavia un chiarimento.
Il “vero” eliocentrismo non veniva divulgato anche perché era una tesi ridicola.
Ed i pitagorici avevano timore di essere derisi dal volgo.
Peraltro, nutro il sospetto che le informazioni filtrate all’esterno di quella setta, votata al segreto inviolabile, non corrispondano alla dottrina ed alle concezioni cosmologiche effettivamente professate all’interno.
Potrebbe anche essere che il modello che noi definiamo “eliocentrico”, corrisponda ad un “falso” lasciato filtrare all’esterno della setta ad hoc, per depistare e confondere la vera immagine del mondo, che loro sfruttavano, e forse sfruttano ancora, per fini magici.
Il “Corpus Hermeticum” lascia intendere che l’eliocentrismo sia intimamente collegato al culto degli spiriti.
Pertanto, celebrando il fuoco centrale si celebra lucifero e la sua corte.
Ma poiché lucifero è il principe di questo mondo, altro non può offrire, se non “premi” mondani e temporanei.
D’altra parte, se il menzognero si serve dell’esoterismo per realizzare i suoi fini nefasti, significa che la rivoluzione esoterica è anche, come giustamente Lei puntualizza, rivoluzione diabolica.
L’equazione è semplice.
Per quanto riguarda la distinzione fra simbolo esoterico ed esoterismo, sappiamo che il linguaggio utilizzato dalla tradizione esoterica è quello simbolico.
La stessa massoneria è anche detta l’arca dei simboli.
In questo senso, ho considerato come equivalente il “mezzo” ed il “fine”.
Tuttavia, poiché sulla linea di san Giovanni, chi non segue Cristo, segue l’anticristo, è difficile credere che ci siano degli esoteristi che non siano nel contempo servitori, più o meno consapevoli, di satana.
Spassoso il Suo riferimento alla “cabala” napoletana.
Ancora grazie, dunque, e complimenti per le Sue puntualizzazioni.
Giancarlo Infante
10/12/2007 13.00 Betancourt
Non trova che la bellissima foto della Betancourt richiami le Madonne di Neroccio alla Pinacoteca di Siena?
Maurizio D.
RISPOSTA
Preferirei non vedere certi “quadri”, nel mondo reale.
E vedere invece impiccati i criminali delle FARC, terroristi comunisti riciclatisi nella protezione della coca e nei sequestri per estorsione.
Maurizio Blondet
10/12/2007 11.40 Scioperi
Se al posto di Veltroni ci fosse stato Berlusconi tutti avrerbbero gridato “Fascista”.
Stefano Z.
Come annunciato da diverse TV, quotidiani e agenzie stampa, il PM Maria Cordova ha chiesto il rinvio a giudizio per “incitamento all’odio razziale” per Muhammad Nour Dachan (presidente UCOII), Hamza Roberto Piccardo (segretario UCOII), Hosseyn Marco Morelli (portavoce Associazione Islamica “Imam Mahdi”) e Abbas Damiano Di Palma (presidente Associazione Islamica “Imam Mahdi”).
Su www.islamshia.org/comunicati/comunicato_5.php è possibile leggere il comunicato per il quale sono indagati ed è stato richiesto il processo il presidente ed il portavoce dell’Associazione Islamica “Imam Mahdi” (AJ).
ISLAM: PICCARDO (UCOII) SU RINVIO A GIUDIZIO, MIA CRITICA A ISRAELE E NON A EBREI NON HO MAI ISTIGATO ALL’ODIO RAZZIALE
Milano, 30 novembre - (Adnkronos/Aki) “Non sapevo nulla di questa richiesta di rinvio a giudizio fatta dal procuratore di Roma nei miei confronti, ma non credo che il giudice la accoglierà, non ho mai istigato all’odio razziale”.
E’ con queste parole che Hamza Piccardo, ex segretario dell’Unione delle Comunità islamiche in Italia (Ucoii) e direttore del sito islam-online. it, ha commentato la notizia del rinvio a giudizio chiesto per lui e per altri tre esponenti musulmani italiani. “Non credo che il giudice la accoglierà, ma se così fosse ci divertiremo in tribunale - spiega ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL - perchè nei miei articoli io non ho mai parlato di ebrei e quindi non capisco come possano provare a dire che ho istigato all’odio contro una razza”.
Piccardo sostiene infatti di aver solo criticato la politica del governo israeliano. “Io ho sempre parlato dello Stato di Israele - conclude - uno Stato non può non accettare un giudizio critico nei confronti dei suoi comportamenti”.
Una richiesta di rinvio a giudizio per istigazione all’odio razziale è stata presentata oggi dal procuratore aggiunto di Roma Maria Cordova per due esponenti dell’Ucoii e due dirigenti dell’associazione sciita “Imam Mahdi”.
Si tratta di Mohamed Nour Dachan, presidente dell’Ucoii, Roberto Hamza Piccardo, portavoce dell’associazione e editore di “Al Hikma”, Marco Morelli, portavoce di “Iman Mahdi”, e Damiano Palma, presidente di quest’ultimo sodalizio.
Le accuse a Dachan riguardano un’inserzione a pagamento pubblicata sui alcuni quotidiani in cui si paragonava il nazismo a Israele.
Quelle che hanno colpito gli altri tre sono invece relative ad articoli di cui sono autori.
(Il Giornale venerdì 30 novembre 2007)
RISPOSTA
La libertà d’opinione non esiste in Italia.
Al massimo, è depenalizzata.
Droga per uso personale.
Modica quantità.
Maurizio Blondet
10/12/2007 10.30 Fini fa la spia ad Israele
Guardi questo “filo diretto”
A. V.
“No, questa me la pagherà”.
E’ un Gianfranco Fini insolitamente poco freddo.
Schiuma rabbia il leader di AN.
Rabbia rivolta contro Silvio Berlusconi.
Rabbia vera al punto che tra i due i rapporti hanno toccato in questi giorni il livello più basso.
Tanto per avere un’idea, da via della Scrofa, dalla sede del partito di Fini, è partita una telefonata diretta all’ambasciatore d’Israele.
Oggetto della chiamata: far notare al diplomatico alcune frasi pronunciate da Francesco Storace (“Nessuno ci potrà mai chiedere di andare a Gerusalemme per parlar male del fascismo”)
e soprattutto rilevare che Berlusconi in quel momento era in prima fila.
All’ambasciatore è stato detto anche che stava applaudendo, seppur non vero.
Ma il clima è quello, dal partito dell’ex ministro degli Esteri e vicepremier si accusa l’ex premier con il rappresentante di un Paese estero.
(Tratto da IL TEMPO.)
10/12/2007 09.00 Trichet ha condannato l’Europa? Sbagliato
Caro Blondet,
anche Goldman Sachs, come lei, vuole che vengano abbassati i tassi.
Con lettera aperta al presidente della BCE, giovedì scorso si è aggiunta al coro di governanti preoccupati di non poter spendere dissennatamente il denaro dei contribuenti.
Il rallentamento economico è l’unica via per disintossicare l’economia mondiale, e i bassi tassi non sono la cura bensì l’origine del male, come avrà (o avrebbe?) potuto capire leggendo i miei precedenti interventi.
Tanto prima tanto meglio.
Ogni rinvio, tanto peggio.
Continuare a drogare il malato con ulteriori iniezioni di liquidità significa prolungare l’agonia, evitare che venga spurgato il malinvestimento, e rischiare uno shock da overdose di liquidità tanto più grave quanto più si rimanda la resa dei conti.
La differenza di politica monetaria tra FED e BCE è tutta nella scadenza elettorale del 2008.
Come scrive Riolfi sabato sul Sole24Ore a proposito della lettera di Goldman: “Chiedono semplicemente un netto taglio dei tassi. E siccome non lo potrebbero pretendere giustificandolo soltanto con le proprie difficoltà, adducono i problemi dell’economia che sarebbe a rischio recessione. Può darsi che abbiano ragione le banche. Tuttavia è paradossale che le istituzioni finanziarie che più hanno contribuito all’attuale crisi del credito, prestando denaro senza
garanzie, costruendo su quelle operazioni i prodotti più fantasiosi e avendoli poi venduti a mezzo mondo con gran lucro, invochino adesso le medesime condizioni di bassi tassi d’interesse che avevano permesso loro di fare quel che si voleva fino al recente passato”.
Allora lei da che parte sta?
Trichet è meglio di niente.
Volcker ci vorrebbe...
Cordialissimi saluti
Ingegner D. F.
09/12/2007 20.00 La nota lobby
Non ho il tempo di tradurre ma vi sottopongo la denuncia di Gilad Azmon (ex ebreo, anti-sionista e anti-imperialista britannico) riguardo al peso del denaro ebraico nel finanziamento della politica.
In breve, dopo un certo lord Levy, fatto lord da Blair, per i suoi finanziamenti illegali al partito laburista, ecco due altri ebrei, amici di Israele, che sono coinvolti in un nuovo scandalo di finanziamento illegale ai laburisti.
Il responsabile del finanziamento del partito, un certo Jon Mendelson, ha dovuto ammettere di aver accettato denaro non dichiarato (fuori legge) da un certo Abrahams David (dirigente di un'organizzazione denominata "Jewish Labour Movement".
Levy, Mendelson e Abrahams sono ebrei sionisti (jewish zionists), da 'Zionist' ricavo 'Zio' e chiamo i tre porcellini in questione Zio Levy, Zio Mendelson e Zio Abrahams.
Che male c'è - dirà qualcuno - prendere un po' di danaro dagli Zii soprattutto se i genitori sono tirati?
Ah dimenticavo Zio Mendelson è l'ex presidente di un'organizzazione denominata "Labour Friends of Israel".
Allora 'sto benedetto denaro ebraico la finanzia o no la politica in Inghilterra e negli USA? Già sappiamo cosa fa l'AIPAC al Congresso USA adesso una cosa del genere succede anche in Inghilterra!!! Siamo antisemiti se diciamo che i sionisti finanziano la politica nei paesi che (non a caso) sono i migliori sostenitori di Israele e i promotori della guerra all'Iraq?
Allora aveva ragione la Baronessa Tonge quando ha detto che gli ebrei controllano la politica in Gran Bretagna?
Anche lei una feroce 'antisemita' evidentemente.
Mauro M.
09/12/2007 18.30 Putin cattivo
Stimato direttore,
leggo da ormai tanto tempo come tutti i cosiddetti organi ufficiali di stampa siano volti a porre in una cattivissima luce il presidente della federazione russa Vladimir Putin.
In coincidenza di una scadenza elettorale nel Paese russo: non mancano mai infatti continui sospetti e diffidenze sulla regolarità delle operazioni di voto.
Insomma più volte mi è capitato di leggere l’accostamento Putin/Stalin.
Ricordo invece che i tempi del governo Eltsin erano salutati con grande entusiasmo ed ammirazione da tutta la stampa occidentale.
Risultato allora, Eltsin batte Putin 10 a 0 per democrazia libertà e tutti gli altri bei concetti sviluppati dalla nostra bella stampa?
Buon lavoro
Fabio
09/12/2007 17.20 Grazie ai Verdi???
... Ma i fanatici dl nucleare, come il “lettore” che si lamenta perchè non si costruisce una centrale nucleare al giorno, perchè non fanno una capatina a Chernobyl e dintorni, ospedali compresi, e magari, non ci restano ad abitare ???
“Un altro lettore”
RISPOSTA
A Chernobyl ci sono stato per servizio: fu un caso mostruoso, una centrale costruita e tenuta in condizioni impensabili per gli standard occidentali in cui si fece un esperimento irresponsabile.
Maurizio Blondet
09/12/2007 15.40 Televisione
Gentilissimo direttore Blondet,
lo sa cosa sono venuto a sapere? Che una persona andò da Padre Pio e gli chiese:
"Padre, cosa ne pensa della televisione?"
Il Santo iniziò a piangere e rispose:
"Una fantastica invenzione, ma quanta corruzione porterà!"
Che San Pio non
abbia profetizzato i nostri tempi?
Saluti,
Emanuele
RISPOSTA
Ah, avessimo più Padri Pii e meno cardinali Martini...!