Nella rubrica “L'opinione dei lettori” pubblichiamo, in un apposito spazio, i contributi del lettore,
se lo stesso è d’accordo, firmati o non firmati e se sono da noi ritenuti di interesse generale.
I contributi possono anche ricevere la risposta del direttore Maurizio Blondet.
30/11/2007 21.00 Il vigile-modello: inabile per cena
Il degrado morale che impera nella nostra italietta...persino i comandanti della polizia municipali si sentono parte integrante della casta, e ne assumono tutti i privilegi...
che vergogna:
La serata trasgressiva in via della Croce
di Davide Desario
ROMA (25 novembre) - Cosa non si fa per una cenetta in Centro. Si arriva anche a parcheggiare la macchina in divieto di sosta. Anzi, in divieto di sosta con rimozione forzata. E per essere certi che nessun carro attrezzi porti via l’auto si espone sul cruscotto il permesso da disabile. Perché, si sa, nessun vigile urbano rimuoverebbe mai l’auto di un invalido. E Giovanni Catanzaro, comandante generale del corpo della Polizia municipale del Comune di Roma, lo sa, e lo fa, meglio di tutti. Come venerdì sera.
Sono circa le 20 quando il rombo di una fiammante Alfa Romeo Brera di colore rosso arriva in via della Croce, una traversa di piazza di Spagna. L’auto percorre pochi metri e si accosta davanti alla vetrina di un negozio. Una sosta momentanea? Macché. Nonostante l’evidente cartello di divieto di sosta e di rimozione forzata all’ingresso della strada, il motore dell’Alfa si spegne. Poi si spengono anche i fari. Ancora qualche istante e scendono due persone: una donna e un uomo.
Lui è Giovanni Catanzaro, da più di un anno comandante dei vigili urbani della Capitale. Occhi azzurri, baffi e capelli bianchi, un cappotto blu e l’immancabile cravatta. Catanzaro si incammina ed entra in un ristorante poco distante.
L’Alfa Brera (targata DA912..) resta lì. E nessuno, anche volendo, può rimuoverla. Sul cruscotto, infatti, è esposto in bella mostra il classico contrassegno arancione. E’ un permesso da disabile rilasciato dal Comune di Roma (numero 69221R). E nessuno rimuoverebbe mai una macchina di un disabile.
Insomma, un modo per mangiare tranquilli. Alle 21,45 Catanzaro esce dal ristorante e torna alla macchina. Sistema qualcosa nel portabagagli, poi apre la portiera e si siede alla guida. Pochi istanti e il motore dell’Alfa Brera torna a romnzaro, tra i circa 6.500 agenti, è forse il più conosciuto. E’ entrato nel Corpo della Municipale nel lontano 1975 e da allora, non senza polemiche, di strada ne ha fatta. E’ stato comandante del XII, XIII e XIV gruppo (ora Fiumicino), del Git (Gruppo Intervento traffico) e per oltre vent’anni ha “guidato” il centro storico. Per quattro anni è stato anche vicecomandante con delega ai Grandi eventi.
Ma c’è di più. Il permesso da disabile numero 69221R esposto su quell’Alfa Brera non sarebbe valido. Qualcuno, come confermano in Comune, «ne ha denunciato lo smarrimento e per questa ragione è stato annullato e all’intestataria, una donna di 86 anni, ne è stato rilasciato un altro con tutt’altro numero». E ancora: «Nè al primo permesso nè al secondo risulta associata la targa DA912... (quella dell’Alfa Brera ndr)».
Insomma, il comandante dei vigili urbani di Roma in un colpo solo è riuscito a parcheggiare in zona rimozione esponendo un permesso da disabile “non valido” e che, comunque, non prevedeva la targa di quella macchina.
E pensare che a maggio del 2007 la Giunta del Comune, dopo aver riscritto le norme che regolano il rilascio e l’utilizzo dei pass per le auto degli invalidi, scrisse proprio al comandante Catanzaro per chiedere «un efficace sistema di controllo».
Vigile veltroniano.
Un grande evento, finalmente.
A quando la rivoluzione?
Maurizio Blondet
30/11/2007 20.00 Genio ebraico
Gentile Direttore,
le scrivo per segnalarLe un articolo apparso nel sito www.loccidentale.it a firma di
Daniela Coli, intitolato "Ecco perché è realistico parlare della superiorità del genio
ebraico".
Vi si trovano degli spunti, anche relativi ad un libro di Juri Slezkin e di conseguenza
agli statunitensi, che meritano a mia avviso la Sua attenzione e un suo commento, del
quale Le sarei grato.
Con stima.
Alex B.
Roma
RISPOSTA
Non credo alla superiorità genetica del genio ebraico, come non credo alla superiorità genetica del genio ariano.
E anzi, il discorso mi sembra alquanto razzista-biologico, diciamo "Quarto Reich".
Come mai per il Terzo Reich questa ideologia viene condannata, e per questi altri no, anzi è "realistica"?
Inoltre, conoscono un sacco di ebrei stupidi, o peggio istupiditi dall’educazione ricevuta.
Maurizio Blondet
30/11/2007 19.00 Voglio diventare Rom!
Egr. Dott. Blondet,
le invio solo uno stralcio di un articolo apparso su un giornaletto locale (Giornale di Brescia) di Domenica 24 novembre, pagina 17, della mia città nel quale si sosteneva rispettavamente:
Che i rom a brescia sono 23!
Che vantano la cittadinanza dal 1420. Il mio personale albero genealogico si ferma purtroppo al 1789.
Potrei pertanto non essere ritenuto originario del luogo.
Che, dopo aver avuto un alloggio dal comune, non solo hanno saldato i loro debiti. ma hanno un saldo a loro favore!
Se un giorno Le capita di venire a Brescia (sarei contento di venirLa a sentire) dia un’occhiata all’uscita autostradale di Brescia centro e provi a vedere se conta 23 rom!
Chi arriva, infatti, è subito accolto da un campo rom.
E’ scandaloso vedere come la stampa stia mistificando la realtà più palese.
La saluto cordialmente
P. L.
Bescia
RISPOSTA
Anch’io voglio diventare Rom.
Come si fa?
Sono aperte le iscrizioni, o bisogna dimostrare una discendenza plurisecolare, come per entrare nell’almanacco di Gotha?
E per giunta vorrei diventare inabile, con diritto al parcheggio, come il comandante dei vigili di Roma.
Chi può aiutarmi?
Maurizio Blondet
30/11/2007 18.00 Su Galloni
Gent.mo M. Blondet,
quanto asserito da Nino Galloni ("Quando vi accordano il mutuo da
100 mila euro, le banche mica sborsano niente: «creano» questo capitale dal nulla, e
poi lo riprendono realmente facendo pagare a voi ratei con interessi") attiene alla
sfera della criminalità e non a quella dell’economia.
La creazione del denaro con quella modalità o è una bufala o è un atto illegale.
Non credo che sia questo il modo di risolvere il problemi.
Concordo con Lei anche le virgole di questo intervento:
Sulla «destra sociale» ma, pur apprezzando il Galloni
dell’allegato, contesto radicalmente la spaventosa confusione del libro pubblicato da
Editori Riuniti con l’introduzione di Marco Della Luna, autore di quell’accozzaglia di
gratuità di euroschiavi.
A che gioco sta giocando Editori Riuniti?
A chi giova aumentare la confusione?
Perchè Galloni si presta a fare il David Icke della finanza?
Il vero Giubileo è la sana creazione di moneta, attraverso la quale si potrebbero
risolvere istantaneamente tutti i problemi, sbarazzandoci nel contempo dello strapotere
dei banchieri.
La "soluzione" proposta da Galloni è inutile e risibile.
Infatti
manterrebbe inalterato l’attuale assetto del potere: Panem et circenses.
Una vera e propria azione da gattopardo.
Cordiali saluti
Lino R.
RISPOSTA
Enciclopedia Britannica: "La banca lucra gli interessi dal denaro che crea dal nulla".
Ma il lettore Lino R. lo nega, e ci scrive ripetutamente su questo.
Sicchè Galloni è David Icke della finanza, ed Editori Riuniti fanno un gioco sporco.
Nulla lo convincerà del contrario: anche la notazione che ovviamente la banca si è fatta dare i mezzi legali per far passare il trucco come legittimo.
Sarà inutile, credo, suggerirgli di leggere il libro di Griffin, "The Creature of Jekyll Island".
Da quel che scrive la stessa Zertal, proprio la dirigenza israelita, ed in
particolare Ben Gurion, se ne sono stati zitti sulla persecuzione dei
confratelli/compatrioti perchè faceva comodo per i futuri progetti politici.
E questo per la Zertal è appena appena ’vagamente cinico’.
Poi dice esplicitamente che è stata elaborata ’una pedagogia nazionale
fondata sulla tragedia’ e sul timore della ’seconda Shoah’ a giustificazione
della politica espansionistica ed anti-araba.
Vengo da una famiglia che, proprio in quanto cattolica, ha ospitato uno
sfollato ebreo in tempo di guerra e, per questo, ha rischiato.
Mi domando: se questo signore avesse bussato alla porta dei suoi leader
avrebbero aperto?
Però Pio XII è il Papa di Hitler... ed i cattolici i complici del silenzio.
Penso proprio che abbia ragione ragione Sergio Luzzatto: questo libro merita
di essere letto.
Lo prenderò.
Fabio B.
30/11/2007 16.00 Bloomberg su Ron Paul
Gentile Direttore,
le segnalo che sul sito di Bloomberg e’ stato posto un articolo in parziale evidenza su
Ron Paul e sul suo straordinario successo nella raccolta dei fondi dai cittadini
comuni. Ecco il link in lingua inglese: www.bloomberg.com/Ron_Paul
Come sapra’ bene Bloomberg e’ una delle autorita’, o presunte tali, nel settore
informativo finanziario ...
Sperando possa esserLe utile, La saluto cordialmente,
Andrea D. S.
30/11/2007 15.00 Mohammed al Durah
Per sua informazione, le segnalo questo filmato che,
a ben guardarlo, non sembra essere a tenuta stagna...
Come dicono gli inglesi: two wrongs don’t make one right.
PIUTTOSTO, ricapitolando tempi & metodi dell’evento mediatico:
1) "vittime" Mohammed al Duah, ragazzo col padre
2) Operatore Talal Abu Rahmeh
3) Servizio per France2
4) PARTICOLARE apparentemente sinora passato INOSSERVATO:
Supervising Editor di Talal è "CHARLES ENDERLIN, both a French-ISRAELI citizen
Middle-East Correspondent for F2, highly respected journalist..... "
Dubbio: dato il punto (4),
non è che l’evento sia stato creato considerandone gli effetti di lungo periodo:
a) nel breve clamore controproducente ma
b) (30/9/2000) combustibile x intifada comunque utile:
c) NB evento segue di 2 gg la famigerata passeggiata di Sharon (28/9)
b) come cambiale con incasso ad hoc come "sbugiardamento"?
G. M.
RISPOSTA
Mohamed Al Dura è il bambino che fu apparentemente ucciso col padre nella sparatoria contro i palestinesi.
Maurizio Blondet
30/11/2007 13.30 Appello per Ron Paul
Cari Blondet e de Fina,
non mi sono mai occupato di politica in passato, un po’ per pigrizia un po’ per sfiducia nelle istituzioni e nella reale possibilità di cambiare qualcosa.
Da buon veneto mi sono occupato molto di più dei miei affari personali, mal sopportando le varie imposizioni fiscali e pensando che la politica attiva fosse un qualcosa destinato a chi non sa fare di meglio nella vita.
Oggi però la penso diversamente.
Cosa è cambiato?
Internet.
In moltissimi ambiti della nostra vita quotidiana questo ha cambiato un sacco di cose; ma anche dal punto di vista della partecipazione attiva, la disponibilità di informazioni in tempo reale, non filtrate (e difficilmente filtrabili), e la possibilità di interagire e di non essere soltanto recettori passivi fanno sì che esista veramente un nuovo modo di partecipare.
Grillo l’ha fatto vedere per primo: il virtuale diventa reale, le persone davanti ad uno schermo si materializzano nelle piazze, non solo vuoti numeri che si squagliano come neve al sole appena se ne presenta l’occasione.
Qualche anno fa non era possibile: se gli unici mezzi di comunicazione di massa erano TV e giornali, bastava controllare questi (facile per qualcuno) e cancellare sul nascere qualsiasi iniziativa, cancellare qualsiasi candidato non allineato con i poteri forti.
Guardate qua: http://www.brasschecktv.com/page/210.html
Oggi invece cosa sta succedendo negli Stati Uniti?
Un candidato alle elezioni presidenziali sta ottenendo un grandissimo successo nonostante sia chiaramente osteggiato dai “main stream media”.
In un solo giorno ha raccolto oltre 4 milioni di dollari di donazioni, il suo canale su Youtube spopola, sta unendo giovani e anziani, democratici e repubblicani, dal profondo sud al nord degli Stati Uniti (anche di questo ringrazio EFFEDIEFFE: di avermelo fatto conoscere).
Oltretutto il consenso che sta raccogliendo non è limitato ai soli Stati Uniti: siti come “italians4ronpaul” e “europeans4rounpaul” lo stanno a dimostrare, e perchè?
Perchè le follie che certa cricca politica sta portando avanti in USA hanno conseguenze devastanti in tutto il resto del mondo.
Proprio da queste pagine abbiamo visto il link all’articolo sulle conseguenze dell’uranio impoverito: se qualcuno continua ancora a pensare che l’inferno non esiste dopo quelle foto deve ricredersi: non solo esiste, ma è già su questa terra.
Dopo aver provato – inutilmente - a contribuire economicamente alla campagna del dottor Paul (solo i cittadini americani possono contribuire con donazioni ai candidati) ho scoperto un’altra maniera che mi permetto di suggerire ai lettori di questo sito: scrivere lettere agli elettori per le primarie.
A partire dal 3 gennaio 2008, in Iowa, e poi via via negli altri Stati, gli elettori repubblicani e democratici saranno chiamati ad esprimersi sul candidato del partito da mandare avanti per le elezioni (nominations).
Purtroppo la copertura pubblicitaria e mediatica, come anche le donazioni dalle grandi corporation, stanno esplicitamente escludendo il candidato Paul che, con il suo programma, impedirebbe di continuare a lucrare sull’economia di guerra.
Cosa sto facendo concretamente?
Scrivendo lettere!
A mano!
A elettori dello IOWA invitandoli a registrarsi come repubblicani e andare ad esprimere, il 3 Gennaio, la loro preferenza per la nomination a Paul.
Perchè Iowa?
Perchè essendo il primo Stato dove si terranno le primarie, avrà una grande risonanza su tutte le primarie successive, e una vittoria o un buon piazzamento di Paul avrà l’effetto di cancellare mesi e mesi di tentativi di ignorarlo.
Perchè scritte a mano?
Perchè gli elettori di questo Stato sono, in questo momento, bombardati da mailing promozionali e pubblicitari per questo o quel candidato, e una lettera scritta a mano si farà sicuramente notare.
Perchè chiedo ai lettori di EFFEDIEFFE di partecipare?
Andate a vedere le posizioni del dottor Paul sul suo sito www.ronpaul2008.com, in sintesi possiamo dire che:
- è per un ritiro immediato da Iraq e Afghanistan, aveva votato contro la guerra;
- è per uno Stato “snello”, meno tasse, meno interventismo, maggiori libertà, non metterà mai delle limitazioni ad internet; il principio è che, meno soldi si raccolgono centralmente, meno tentazioni ci saranno per fregarsi la torta;
- è contro l’aborto: essendo stato un ginecologo per 40 anni, ha dichiarato di non aver mai visto un solo caso in cui si rendesse necessario un aborto, per nessun motivo (Hilary e Giuliani cosa dicono?);
- sposato da 50 anni con la stessa donna, ha 5 figli, attivi con lui nella sua campagna (vedi gli altri candidati...);
- sui problemi del Medio Oriente e di Israele in particolare, è contrario all’interventismo americano (qui è davvero unico: gli altri hanno paura - Clinton compresa - di perdere il supporto della nota lobby);
- sul 9/11 non ha preso posizione particolarmente “forte” (e questo dispiace al nostro amico Tarpley), dicendo sostanzialmente che il governo USA ha soltanto “approfittato” della situazione; Tarpley avrebbe dovuto dire che i neocon hanno organizzato il tutto, ma molto pragmaticamente, intervistato da una TV, lui ha dichiarato: “lei pensa - rivolto all’intervistatore - che se dichiarassi che il 9/11 è stato organizzato dal governo USA la sua televisione mi inviterebbe qui a parlare?”.
Cari co-lettori di EFFEDIEFFE, se pensate che sia giunto il momento di tradurre le idee in azione, che non si può soltanto assistere passivamente a quello che ci capita intorno ma ogni tanto – almeno - bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare a darsi da fare, forse questa è un’occasione unica; magari non unica, ma sicuramente irripetibile fino al 2012: aderite all’iniziativa e cominciate a scrivere!
30/11/2007 12.30 Risposta a non si faccia insultare
“Sapesse quante lettere alla F. C. ricevo!
Per fortuna ne ricevo anche di gentili come le sue”.
Ho letto questo commento e non riesco a fare a meno di mandarLe una mail, come
sempre....(scusi se le faccio perdere tempo..).
Voglio solo dire:e non e’ bene?
Intendo ricevere tante mail d’insulto?!
Vuol dire che e’ sulla buona strada e che dice cose vere...
e agli idioti, questo, da’ propri fastidio...ehehe!!
e quanti ce ne sono di idioti in Italia...mamma mia...
Buona domenica e buon lavoro!
Carlo
Padova
30/11/2007 11.30 Restrizioni ai cattolici in Terrasanta
L’amico Luigi ci inoltra questa lettera di un sacerdote italiano in Israele.
RESTRIZIONI DI ISRAELE AI CRISTIANI
MINACCIANO IL FUTURO DELLA CHIESA
dichiarazione dei sacerdoti di Terra Santa, inviataci da don Mario Cornioli
Ciao a tutti.
Forse vi sarà arrivato l’eco di quello che sta succedendo in questi giorni in TerraSanta.
Avrete letto quello che Mons. Sambi, già nunzio a Gerusalemme ora nunzio negli Stati Uniti d’America, ha detto (mi domando : è così grave la sua dichiarazione???
Non dice nulla più che la verità...) di come l’ambasciatore in vaticano Ben Hur si sia scaldato chiedendo urgenti chiarimenti (ma mi domando: forse non li dovevamo e li dobbiamo chiedere noi i chiarimenti e con urgenza dato che siamo bloccati dal 1993???) di come Padre Lombardi abbia subito risposto (mi domando : poteva essere più coraggioso e meno pauroso???
Non è forse arrivato il momento di essere più decisi e chiari e meno intimiditi???).
Per chi non ha seguito la vicenda vi allego la situazione dei nostri preti della TerraSanta...bastano pochi minuti per leggerle!!!
Dopo averle lette una domanda anche per voi:
MA NON VI SEMBRA CHE CI SIA UNO SCOPO CHIARO DIETRO TUTTO QUELLO CHE STA SUCCEDENDO??????
O SEMBRA SOLO A ME????
Vi chiedo un gesto di carità...aiutatemi a capire meglio la storia, quello che sta succedendo perché a me sembra molto poco chiaro....e la nostra gerarchia "locale" ( quella di TerraSanta ha fatto questo documento...) non ha forse il dovere di darci qualche risposta in più....di dirci se è evangelico o meno questo silenzio intorno a quella che sta diventando una delle più grandi ingiustizie viventi???
Gesù cosa avrebbe fatto?????????
Scrivetemi qualcosa vi prego!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E preghiamoci sopra ma proviamo però anche ad uscire da questo imbarazzante silenzio...
con affetto un povero prete che si sente solo come i suoi confratelli della chiesa madre di Gerusalemme che diversi di voi hanno conosciuto e che ogni giorno sono umiliati e impediti nello svolgimento normale della propria missione e che rischiano di essere sbattuti fuori dalle proprie parrocchie senza motivo.
Il Ministero degli Interni Israeliano ha deciso di limitare l’entrata dei possessori di visti validi per "una sola entrata" oppure "nessuna entrata".
Inizialmente questo provvedimento era intenzionato a proibire l’ingresso a coloro che provenivano da "paesi nemici".
Malgrado ciò adesso comprende anche GIORDANI ed EGIZIANI , gli unici due Paesi Arabi che avevano firmato il trattato di pace con Israele; tra i possessori di "visto" che hanno queste restrizioni sono sacerdoti,uomini e donne religiosi, seminaristi ed altre persone della Chiesa.
QUELLO CHE PUO’ SEMBRARE UNA RESTRIZIONE NORMALE IMPONE INVECE DELLE GRAVI CONSEGUENZE.
Il Patriarcato di Gerusalemme, che include PALESTINA,ISRAELE e GIORDANIA, sarà diviso in quanto ai sacerdoti Giordani e al personale delle Chiese non sarà permesso loro di spostarsi fra GIORDANIA,ISRAELE e PALESTINA.Le stesse restrizioni saranno applicate alla CUSTODIA DELLA TERRASANTA , la CHIESA MELCHITA e LE CONGREGAZIONI RELIGIOSE.
Ai SEMINARISTI del Seminario del Patriarcato Latino in BEIT JALA, la maggior parte dei quali sono Giordani, non sarà permesso loro di visitare le loro famiglie a Natale, Pasqua oppure altre occasioni, comprese eventuali emergenze che si possano verificare: queste visite comportereb-
bero la perdita del "visto di residenza".
Le richieste di un nuovo "visto" mentre sono fuori del Paese, in base alle nuove regolamentazioni Israeliane,può richiedere 3-4 mesi.
I Giordani possano lasciare il Paese (Israele, Palestina) ma il re-ingresso non è garantito.
Giordani ed altri Sacerdoti arabi devono rimanere nel paese (Israele,Palestina) senza uscirne e quando il "visto di residenza" scade, devono lasciare il Paese, richiedere un nuovo visto prima che possano ritornare alle loro parrocchie e ministeri;il periodo di attesa può essere 3-4 mesi senza garanzie di poterlo avere.
Tutto l’operato della Chiesa sarà messo a repentaglio da questa procedura.
Se ISRAELE continua con le nuove regolamentazioni, le conseguenze saranno pessime:
1 - entro giugno 2008 la CHIESA CATTOLICA perderà molto del suo Clero in prevalenza
della GIORDANIA
2 - il SEMINARIO, fondato nel 1852 e che ha formato e forma tutto il Clero e i Vescovi del PATRIARCATO LATINO (256 vescovi dal 1852) sarà CHIUSO.
3 - tante Parrocchie saranno lasciate senza Preti..
QUESTE NUOVE RESTRIZIONI SONO AGGIUNTE A QUELLE GIA’ ESISTENTI.
Assistiamo a innumerevoli ritardi e complicate procedure burocratiche per ottenere i "visti" per il personale di cui la Chiesa ha bisogno per il Suo lavoro; il rifiuto di emettere o rinnovare visti senza nessuna spiegazione.
La libertà della Chiesa nella gestione ordinaria è dichiarata nell’ ACCORDO FONDAMENTALE fra la SANTA SEDE e lo STATO DI ISRAELE NEL 1993 ma MAI RATIFICATO dal Parlamento Israeliano (La Knesset).
A) Ai preti palestinesi non è permesso di entrare in ISRAELE o GERUSALEMME.
possono avere il rilascio dei "permessi"dalle autorità militari Israeliane,limitando i punti di entrata, la durata del soggiorno, restrizione degli orari , vietato l’uso delle auto, dovendosi sottoporre a controlli umilianti ai checkpoint e annullando i permessi in qualsiasi momento o ancora di più con la frequente chiusura "dei Territori".
Queste restrizioni non permettono qualsiasi tipo di normale lavoro pastorale o qualsiasi partecipazione alle cerimonie religiose nella Terra Santa o gli incontri mensili-ritiri al Patriarcato Latino.
B) Ai CRISTIANI PALESTINESI oppure come è nel caso di tutti i PALESTINESI non è permesso di andare a GERUSALEMME e/o visitare i Luoghi Santi.
Con l’applicazione delle nuove restrizioni imposte ai pastori, seminaristi e personale della Chiesa, la vita stessa della Chiesa sarà gravemente toccata.
CIO’ CHE E’ RICHIESTO ADESSO AD ISRAELE:
- rispettare la libertà religiosa;
- rispettare la realtà che la Terra Santa è il centro della vita della Chiesa;
- rispettare la libertà della Chiesa per esercitare il suo lavoro pastorale;
- rispettare l’accordo preso nel "TRATTATO FONDAMENTALE" con la SANTA SEDE;
- consentire al personale della Chiesa di spostarsi liberamente, semplicemente dando l’opzione "INGRESSI-MULTIPLI" e i loro visti di residenza.
SE LE RESTRIZIONI CONTINUANO, IL FUTURO DELLA CHIESA IN TERRA SANTA SARA’ GRAVEMENTE MINACCIATO.
E inoltre: Coloni israeliani invadono Spianata delle Moschee
15-11-2007 Gerusalemme
In concomitanza con l’apertura del Forum Internazionale su Gerusalemme che si sta svolgendo a Istanbul, coloni israeliani hanno invaso la Spianata delle Moschee, a Gerusalemme, occupando il terzo luogo sacro dell’Islam.
Alla Conferenza Internazionale ospitata dalla Turchia partecipano importanti esponenti dell’Islam e del Cristianesimo giunti sia dalla Palestina sia da altri paesi arabi.
Il primo dei fratelli maggiori biblici, se non sbaglio, si chiamava Caino.
Maurizio Blondet
30/11/2007 10.30 Perchè l’italia ancora non è fallita
Ogni giorno ci si domanda come mai, nonostante tutto, l’italia non fallisca.
Lo scenario economico sempre più depresso, il petrolio che sfiora i 100 $, l’inflazione che secondo calcoli medi non può essere inferiore ad un 10% reale (a questo riguardo ho inviato un mio pezzo), impoverimento progressivo delle famiglie che ricorrono sempre più, nonostante la stretta creditizia, ad indebitarsi pur sapendo che la possibilità di rimettere i propri debiti sarà improbabile.
Eppure...si tira avanti.
Cos’è che fa realizzare questo miracolo?
Facciamo qualche considerazione.
L’Italia è rimasta una nazione sostanzialmente agricola.
Basta allontanarsi da quelle città che stanno sull’asse venezia-milano-bologna per rendersi conto che il tessuto industriale scompare.
L’economia agricola diventa la sola che sfama ancora moltissima gente, quasi tutti hanno un orto o un piccolo campo in cui coltivare il necessario per la famiglia.
Molti hanno animali ed ottengono dalla legna il combustibile per scaldarsi nei periodi più rigidi dell’anno.
Diversi paesi sono per lo più abitati da anziani i cui bisogni sono ristretti e la pensione data in tempi di vacche grasse consente anche di mantenere o integrare in modo robusto il reddito di figli o nipoti. Oltre il passo della Futa questo scenario è evidentissimo.
Paesini abbarbicati su colline o monti con un’economia chiusa che permette la sopravvivenza. L’artigianato locale inoltre favorisce il commercio tra questi paesini fornendo di fatto una rete economica di solidarietà.
Il turismo inoltre spesso è un volano fondamentale per completare il sostentamento di molte famiglie.
Non dimentichiamo inoltre che il sud è un serbatoio di voti tenuto in ostaggio dietro la promessa di un lavoro pubblico. Anche in questo caso l’economia è comunque agricola e poco esposta alle volatilità economiche internazionali.
Diverso è il caso dei paesi del nord Italia che stanno nelle zone più industrializzate.
In questo caso la crisi morde maggiormente in quanto la famiglia media ha bisogno di tutto.
E’ esposta totalmente alla globalizzazione e a tutto quello che ne consegue.
Il tessuto industriale italiano riesce, a stento, a resistere in quanto i distretti economici formatisi negli anni ’60-’70 permettono di avere le tecnologie di trasformazione, a distanze brevi e spesso gli accordi di pagamento solo dilazionati e fatti su un reciproco scambio di "solidarietà" lavorativa.
Il personale è quasi tutto straniero, assunto tramite agenzie interinali, dunque flessibile in funzione delle reali esigenze lavorative, gli investimenti tecnologici bloccati e sfruttati fino alla consunzione tecnica.
Chi ha un lavoro più specializzato o conoscenze maggiori si deve accontentare ed accettare di lavorare sei giorni la settimana per 10/11 ore al giorno. Chi, tra le nuove generazioni, ha delle capacità non resta più in Italia.
Cerca di emigrare e farsi una vita altrove dove sa che la meritrocrazia e non la mestellocrazia conta ancora.
I problemi veri per questa nazione varranno:
1. Quando i vecchi che hanno ancora quelle pensioni date anni fa moriranno
2. Quando le nuove generazioni si troveranno analfabete perchè i programmi scolastici sono stati adeguati alle esigenze dei rom e degli stranieri in genere
3. Quando i fondatori delle aziende non vedendo più un futuro sia generazionale sia economico chiuderanno progressivamente le loro aziende, le venderanno o le delocalizzeranno sempre più.
Nel momento in cui si verificheranno queste componenti allora per l’Italia sarà finita.
P. L.
Brescia
30/11/2007 09.30 Finanziaria: il Forum Famiglie escluso, entra l’Arcigay
Di Rassegna Stampa (del 14/11/2007)
Finanziaria: il Forum Famiglie escluso dalle consultazioni.
Il Forum
Famiglie organizza una raccolta di firme a sostegno di una proposta fiscale
che premia i contribuenti che hanno un figlio a carico... E protesta per
essere stata esclusa dalle parti sociali consultate (tra le quali è invece
inclusa l’Arcigay) su Dpef e Finanziaria.
E’ la prima volta che dopo sette anni il Forum non viene interpellato:
speriamo che il Forum impari la lezione e si apra alle realtà che fanno
davvero lobbying etico. Il Popolo del Family Day torna a mobilitarsi.
Lo fa
per chiedere un fisco giusto, a misura di famiglia.
Lo fa per protestare
contro questa finanziaria 2008, talmente chiusa nei confronti della famiglia
che è stato difficile anche trovare appigli per fare emendamenti.
Lo fa per
protestare contro il Governo Prodi che per la prima volta dopo sette anni ha
depennato il Forum Famiglie dalle parti sociali interpellate nella stesura
del Dpef e della Finanziaria, ricevendo invece l’Arcigay. Perchè l’Arcigay
sì e il Forum Famiglie no?
Perché Padoa Schioppa ha ricevuto il Forum solo
una volta, per il Dpef dell’estate 2006, per poi chiudere tutte le porte
dopo il Family Day? [Il perchè è ovvio: nonostante gli ingenui tentativi del
Forum di presentare il Family Day come aconfessionale e apartitico, sul
piano culturale esso è l’esatto contrario del progressismo, NdR]
Le famiglie non ci stanno più e hanno deciso di gridarlo