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Europa e omosessualità
Fabio de Fina
01/11/2004
Rocco Buttiglione
L'Europa dei commissari, anziane persone, spesso dalle foltissime criniere e dall'aspetto bizzarro, non elette da nessuno se non da oscuri "poteri forti", che tanto oscuri non sono (vedi giudaismo post-biblico talmudico-cabalistico e massonerie di varie denominazioni) coinvolte in scandali di pedofilia e di droga, certo accomunate da un odio satanico verso la vera religione, il cattolicesimo romano, hanno discriminato l'onorevole Buttiglione perchè cattolico e in qualche modo ostile all'omosessualità.
Ma Buttiglione non è un paladino della verità perché la sua dichiarazione, riportata da Il Corriere della Sera del 1/11/2004, è il paradigma del democratismo, ovvero di una ideologia che non ha niente da spartire col cattolicesimo, anzi sta concorrendo in misura rilevante a distruggerlo; dice Buttiglione: "come cattolico considero l'omosessualità un peccato, ma non un crimine. La mia è una posizione morale che non incide sui diritti che devono essere riconosciuti da tutti".
Buttiglione, pur uomo di grande spessore culturale, e forse morale, ma purtroppo intriso di modernismo e condizionato dalle demenze maritainiane e dossettiane, implicitamente afferma che la realtà creata da Dio, le sue leggi, i fini della sua creazione, rivelateci e conservateci come deposito di verità dalla Chiesa cattolica, nonostante i tempi tragicamente oscuri che essa attraversa [e non trionfanti come vogliono farci credere cantori beoti o prezzolati] possano essere oggetto di mediazione con l'errore, con il male.
E' stato scritto da Pio XII: "dalla forma data alla società dipende la salvezza delle anime".
E' pertanto compito di governanti e di Stati, che si defiscono cristiani, ostacolare con la forza, fin dove è possibile, il male [e a proposito dell'omosessualità qui si intende certo compassione, aiuto, per chi è malato nello spirito, nella mente, nel corpo, ma rifiuto di considerare "normale" quello che e' anormale] e promuovere, favorire il più possibile la verità, il bene.

L'evidenza dell'antinaturalità dell'omosessualità è palese: quando un comportamento è contro natura? Quando, se fosse seguito dall'intera società, ne comporterebbe l'estinzione.
Gli omosessuali hanno bisogno dell'unione secondo natura di un uomo e di una donna, che generera' un nuovo essere umano; questa nuova creatura potra' poi eventualmente essere vittima dei loro turpi tentativi di corruzione; gli stessi omosessuali, se non avessero avuto un padre ed una madre normali, non potrebbero esercitare i loro penosi connubi.
D'altro canto la posizione della Chiesa cattolica, nonostante l'odierno conciliante ed oscuro linguaggio dei documenti e qualche posizione individuale di pervertiti all'interno di essa, e' sul tema dell'omosessualita' immutabile.
Il Vecchio Testamento e' a riguardo durissimo: "Se un maschio giace con un altro maschio come si fa con la donna, entrambi hanno commesso un abominio: vengano messi a morte, e il loro sangue ricada su di loro" (Lev., 20,13).
Il NuovoTestamento conferma la condanna: "Percio' Dio li ha abbandonati all'impurita' secondo i desideri del loro cuore, fino al punto di disonorarsi a vicenda i corpi, poiche' essi hanno cambiato la verita' di Dio con la menzogna...Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami..." (San Paolo, Rom.,1,24-32).
E dalle origini della Chiesa fino ad oggi i giudizi sono univoci: "I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre..." (Sant'Agostino, Confessioni,c.III, p.8).
"... La peggiore fra tutte le passioni e' la bramosia tra maschi. Non si puo' nemmeno affermare che i peccati contro natura procurino piacere, perche' il vero piacere e' solo quello che si accorda con la natura. Ma quando Dio ha abbandonato qualcuno, tutto e' invertito! Percio' non solo le loro passioni sono sataniche, ma le loro vite sono diaboliche. (...) Percio' io ti dico che costoro sono anche peggiori degli omicidi, e che sarebbe meglio morire che vivere disonorati in questo modo". (San Giovanni Crisostomo, Homilia IV in Epistula Pauli ad Romanos).
"...Coloro che contro la legge di natura e contro l'umana ragione, consegnano ai demoni la loro carne per godere di rapporti cosi' schifosi, condividono con i demoni la cella della loro preghiera". (San Pier Damiani, Liber Gomorrhanus).
"... I vizi che violano la regola dell'umana natura sono ancor piu' riprovevoli. Essi vanno ricondotti a quel tipo di intemperanza che ne costituisce in un certo modo l'eccesso: e' questo il caso di coloro che godono nel cibarsi di carne umana, o nell'accoppiamento con bestie, o in quello sodomitico" (San Tommaso d'Aquino O.P.,Summa Theologica,II-II.q.142,a.4.).
"Se qualcuno compira' quel nefando crimine contro natura, per colpa del quale l'ira divina piombo' sui figli dell'iniquita', verra' consegnato per punizione al braccio secolare..." (Papa San Pio V,Costituzione Cum primum, 1556).

Per arrivare ai giorni nostri la condanna delle unioni omosessuali e' stata ribadita dal nuovo Catechismo della Chiesa cattolica, promulgato nel 1992 da Giovanni Paolo II: "Basandosi sulla sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualita' sono intrinsecamente disordinati. Sono infatti contrari alla legge naturale, precludono all'atto sessuale il dono della vita, e non sono frutto di una vera complementarieta' affettiva e sessuale. Non possono essere approvati in nessun caso".

Fabio de Fina


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