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KISSINGER CONTRO I NEOCONS?
Maurizio Blondet
15/12/2004
La notizia è grossa, ma bisognosa di interpretazione: il Council on Foreign Relations ha preso possesso delle due principali scuole rabbiniche di New York, la Yeshiva University e il Jewish Theological Seminary.

Il Council on Foreign Relations (CFR) è la storica “fondazione culturale” dei Rockefeller, che dal 1918 ad oggi ha guidato la politica mondiale degli Stati Uniti. Da lì sono usciti i segretari di Stato e consiglieri presidenziali più influenti, da Kissinger a Brzezinski. Nei suoi uffici uno dei più antichi soci del CFR, Samuel Huntington, ha teorizzato lo “scontro di civiltà” con l’Islam come nuovo Nemico Assoluto. Non è mai accaduto che il CFR si sia occupato (almeno apertamente) di Talmud.

Invece, ai primi di dicembre 2004 Richard Haas, presidente del CFR (1), ha annunciato l’apertura di un Institute for Middle East Affairs – pagato e fornito di docenti dal Council – all’interno della Yeshiva University. L’annuncio è stato fatto nella sinagoga più chic di New York, quella della 5a Avenue a Manhattan, i cui frequentatori non dispongono ciascuno di meno di un miliardo di dollari. A fianco di Haas era il nuovo presidente della Yeshiva, Richard Joel, evidentemente messo a quel posto dal CFR. Infatti Joel ha subito cambiato il vecchio simbolo dell’Università – la stella di David – con uno nuovo: una torcia, simbolo illuminato e illuminista. Joel ha anche promesso di cambiare il nome dell’istituzione: non più “Yeshiva” (che significa “scuola di Talmud”) ma American Jewish University. Un nome molto più laico, volto alla formazione di studiosi realistici, e non – non più - di fondamentalisti religiosi ebraici.

La conferma è venuta dal discorso di Haass. L’istituto pagato dal CFR, ha detto, sarà “un centro interdisciplinare che radunerà studenti e studiosi provenienti da ambienti intellettuali diversi per discutere e studiare i temi attuali più scottanti. Il momento non potrebbe essere meglio scelto. Viviamo in un’ora che offre insieme grandi promesse e grandi pericoli per l’America e gli americani, per cui ci occorre una nuova generazione che capisca e sappia affrontare i problemi di questo nostro mondo globale […]. Io sono convinto che sia nell’interesse di tutti, in particolare, l’avvento di un vivibile Stato palestinese accanto ad Israele…E questa direzione non può essere in contrasto con la road map, che fa appello ad uno stato palestinese con frontiere provvisorie”.

E’ un discorso di cui quasi ogni parola appare destinata a colpire al volto i neo-conservatori, ossia gli ebrei fondamentalisti annidati nel Pentagono (Wolfowitz, Feith e Richard Perle) e, ovviamente, Sharon. Gli studiosi che il CFR pagherà vengono da ambienti “diversi” (ossia non solo dal rabbinato fanatico e d’estrema destra), la “nuova generazione deve saper capire” il mondo in cui vive, ossia non cedere a visioni messianiche e apocalittiche. Infine, il bruciante appoggio ad uno Stato palestinese: l’idea che Sharon vuole liquidare per sempre.

Insomma, il CFR è partito all’attacco della cricca che manipola il povero debole mentale George Bush. Secondo i meglio informati, questo attacco è guidato da Henry Kissinger: artefice delle politiche imperialistiche Usa, ma anche cinico razionale e realista, Kissinger vedrebbe con allarme l’avanzata del messianismo giudaico fondamentalista – ossia dell’irazionalismo - alla guida della politica mondiale americana. E avrebbe ben compreso dove si trova la testa del serpente: nelle scuole rabbiniche statunitensi, nidi di fondamentalisti fanatici. E sta schiacciando quella testa.

In questo senso, ancor più interessante è che il CFR abbia organizzato e finanziato presso un’altra istituzione rabbinica, il Jewish Theological Seminary, un “vertice per il rispetto tra le fedi”: dove talmudisti sono stati costretti a discutere con “teologi musulmani e cristiani” le diverse relative versioni della storia della “eredità” di Abramo. A guidare la discussione, con il dichiarato scopo di “lanciare un ponte fra l’Islam e l’Occidente”, erano due rabbini relativamente moderati, rabbi David Berger (esponente del cosiddetto ebraismo ortodosso) e rabbi Reuben Firestone, un medievista, esponente dell’ebraismo cosiddetto riformato. A pagare e organizzare tutto è stato Stephen Cohen: membro del CFR, presidente a Washington di un Istituto per la Pace e lo Sviluppo in Medio Oriente, nonché brasseur d’affaires per il defunto Arafat (ha aperto per suo conto varie “operazioni economiche” in Europa, per riciclare i fiumi di denaro di Arafat in cambio di grosse tangenti per sé). A dicembre il circo volante ecumenico del “Rispetto tra le fedi” pagato dal CFR si è esibito anche a Gerusalemme. “Le tensioni che percorrono le nazioni e le comunità religiose in questi mesi”, ha detto Cohen, “esigono un dibattito al più alto livello per favorire la mutua comprensione inter-religiosa”. Tutta l’operazione dovrebbe sboccare in un “istituto inter-religioso” per la formazione di clerici islamici, ebraici e cristiani “moderati”.

I rabbini fanatici stanno già gridando allo scandalo: la vera fede, e la destra talmudica, sono insidiate da dentro. Forse vedremo presto Kissinger bollato come “antisemita”. D’altra parte, un “ecumenismo metternichiano” promosso dal CFR potrebbe aver più successo delle aperture ecumeniche post-conciliari di Giovanni Paolo II, tutte fallite (2).


Fanno evidentemente parte della strategia di Kissinger altre iniziative prese dal Council on Foreign Relations, tutte volte a controllare centri d’opinione ebraici. Un suo socio, Ronald Lauder, ha acquisito il quotidiano ebraico Makor Rishon e la tv talmudica Techelet, tentando anche di impossessarsi della rivista rabbinica HaTzofeh. Non è escluso che faccia parte dell’operazione del CFR anche l’inchiesta per spionaggio a favore di Israele, che l’Fbi sta conducendo e che coinvolge l’AIPAC (American Israeli Public Affairs Committee), ossia l’organo della lobby ebraica che “controlla” e intimidisce senatori e deputati Usa. E può darsi che c’entri qualcosa con questa offensiva la misteriosa morte di un certo Jason Korsover: atletico, 29 anni, studente di yeshiva (scuola rabbinica) Jason è stato trovato morto nel suo letto a Washington a fine novembre (3). Ciò che rende sospetta la sua morte “naturale” è il fatto che Korsover, che aveva ricevuto addestramento nello spionaggio dall’esercito israeliano, lavorava per un’agenzia di stampa, la Jewish Telegraphic Agency, che è considerata una facciata del Mossad in Usa: la sua attività consisteva nel passare ai media americani notizie a volte false che mettono nella più orribile luce i palestinesi e gli arabi in generale. La stessa Jewish Telegraphic Agency ha ammesso che Korsover “lavorava per un centro di ricerca sul terrorismo” islamico, ossia di un apparato di schedatura di musulmani abitanti in Usa.
Indagini sono in corso da parte dell’Fbi.


Certo è che il Congresso Usa, come di colpo incoraggiato, sta prendendo qualche iniziativa di contrasto all’Amministrazione Bush. Il senatore Jay Rockefeller – fatto significativo: membro della famiglia che ha fondato e finanzia il CFR – ha bocciato con durezza un apparato di spionaggio ultra-segreto per il quale Bush aveva chiesto fondi miliardari (4). Cosa sia questo apparato, lo sanno con precisione solo i membri della Commissione d’Intelligence del Senato, di cui Jay Rockefeller è il membro democratico più influente. Solo dalle sue parole di critica si può indovinare che si tratta di un sistema di satelliti-spia, forse armati per distruggere potenziali attacchi, o forse di un sistema d’arma da lanciare in orbita per minacciare il pianeta dallo spazio. Rockefeller infatti ha giudicato il progetto “totalmente ingiustificato, un enorme spreco e un pericolo per la sicurezza nazionale”. Solo delle armi satellitari possono essere tanto costose e “pericolose per la sicurezza nazionale”: perché darebbero il via a una corsa agli armamenti nello spazio, perché sono illegali e, come ha detto una commissione che ha studiato il problema nel 2001, “sarebbero l’obbiettivo tentatore per una Pearl Harbour spaziale”. La tecnologia per colpire satelliti è infatti largamente alla portata di vari Paesi nel mondo, Russia e Cina compresi. I satelliti-spia sono vulnerabili, e se armati sono una minaccia intollerabile per chiunque. Resta il fatto che un Rockefeller per la prima volta prende apertamente le distanze dalla Casa Bianca.


di Maurizio Blondet



NOTE

1) Richard Haas ha anche ricoperto l’incarico di “policy planner” al Dipartimento di Stato sotto Colin Powell: o piuttosto “sopra” di lui, come controllore bianco del CFR del generale di colore.
2)Barry Chamish, “CFR takes over 2 NY rabbinical colleges”, sul sito “Solomons’ Temple”, 8 dicembre 2004. Barry Chamish ha scritto un libro inchiesta in cui dimostra che il premier israeliano Rabin è stato ucciso da un complotto del Mossad.
3)“Israeli agent found dead in Washington”, LibertyForum, 8 dicembre 2004.
4)“Rockefeller calls spy project a threat”, Associated Press, 9 dicembre 2004.




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