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Il Complotto dell’ONU contro la vita
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Gentili lettori, approfitto dell’articolo/presentazione del direttore Blondet al nuovo libro EFFEDIEFFE per fare un piccolo punto della situazione, alla volta di settembre 2013. Dopo la prematura scomparsa del fondatore di questa casa editrice, avvenuta il 13 febbraio, era necessario portare avanti senza interruzioni né deficienze la sua meritevole opera editoriale, anche se ormai orfana dell’apporto quotidiano e fondamentale del suo primo ispiratore. Decisi di assumermi questo compito, evidentemente riservato a me. In principio, vi ammetto che il peso di un tale responsabilità – che sentivo fortemente – mi spaventava molto. La preghiera quotidiana e i sacramenti mi hanno dato la forza necessaria ad intraprendere questo nuovo corso, forte anche della passione che in quasi dieci anni di collaborazione quotidiana de Fina mi aveva trasmesso per la sana cultura e l’amore per l’editoria.

Data anche la mia giovane età, era necessario proseguire con rigore e umiltà; pertanto, prima di lanciare la casa editrice in terreni ancora inesplorati attraverso la stampa di nuovi libri, mi è sembrato doveroso colmare quelle lacune nel nostro catalogo che si erano via via andate a creare in anni di diffusione libraria, anche dopo aver trovato, tra gli appunti sparsi di de Fina, un elenco dei libri esauriti che aveva già in programma di voler ristampare; una sorta di testamento culturale di cui avevamo già discusso anche poco prima che morisse. Per me era dunque un dovere ed un onore potermi occupare di questi testi. Così, in questi mesi, insieme alla gestione del giornale, ho lavorato assiduamente per colmare tale lacuna editoriale, trasportando in formato digitale e in una nuova veste grafica titoli come “Il Vangelo nelle Americhe”, “La Vandea italiana”, “Schiavi delle banche” e “Agricoltura e mondialismo”, senza contare la nuova edizione dell’intramontabile “Adelphi della dissoluzione” che Blondet, con grande generosità, ha voluto affidare a me e a questa casa editrice nel marzo 2013. All’appello, in questo momento, manca solamente la ristampa del fondamentale “I falsi miti della rivoluzione francese” di Jean Dumont – il primo libro edito da de Fina – che ho dovuto forzatamente posticipare a causa della complessità editoriale dell’opera (contiene quasi 30 stampe a colori dell’epoca); se tutto andrà bene, conto di poterlo rieditare nei prossimi mesi.

Arriviamo ad oggi. Poggiando saldamente sulle basi su cui è fondata la EFFEDIEFFE e con l’aiuto della Provvidenza – senza la quale non possiamo fare nulla – mi sono reso conto che era possibile – anche grazie al vostro straordinario supporto di lettori – far proseguire l’eredità culturale trasmessami da Fabio de Fina ed intraprendere nuove avventure editoriali. Il presente libro – che a breve andremo a conoscere meglio grazie all’invito alla lettura firmato dal nostro Blondet – incarna la prima di queste nuove intraprese arrivando secondo noi in un momento decisivo per la nostra storia e la nostra società.

In esso, l’autore – Michel Schooyans, stimato professore universitario – affronta lucidamente – e senza risparmiare chiarissimi rimandi alla radici massoniche e dunque sataniche di questa guerra contro l’uomo – tematiche quali l’omosessualità e l’influenza della lobby gay in seno all’ONU ed alle nazioni; i trucchi di una massiccia propaganda utilizzata dittatorialmente per imporre al mondo i nuovi costumi sessuali, in una guerra in cui la maggioranza dei cristiani è drammaticamente malinformata; l’attacco contro la vita in ogni sua forma – dall’aborto all’eutanasia (un problema che in Belgio, dove l’autore è nato e lavora, si vive oggi in maniera drammatica); la guerra mossa contro l’istituzione famigliare e l’infanzia, con tutto quello che comporta; senza tralasciare temi quali il controllo della popolazione mondiale e le tecniche biomediche, spintesi ormai in una direzione innaturale, fino ad un punto di non ritorno. Ovviamente, soggetto principale di questo lavoro sarà il tema dei “nuovi diritti” che Schooyans, con straordinaria attualità, ci spiega essere scaturiti da un pervertimento del sistema normativo e giuridico delle Nazioni Unite e, in definitiva, da un disconoscimento della verità e del fine ultimo dell’uomo, ovvero l’amore per Dio. Non a caso, Schooyans, trattando questi molteplici argomenti, tratteggia quella che, in definitiva, sembra senza dubbio essere una guerra contro Dio e la sua Creazione: “una guerra insensata, in cui la morte di Dio sarebbe ottenuta al prezzo della morte delluomo”. E, come ricordava Blondet in un recente articolo, “una umanità che non adempie più a questo scopo, finisce”. L’autore non mancherà però di tracciare linee di condotta pratiche per “tutti gli uomini di buona volontà” ed in particolare per i cristiani, specialmente appellandosi ai laici, che urgentemente devono rendersi conto di trovarsi nel bel mezzo di una battaglia ideologica complessa (spesso senza saperlo), e dunque hanno il compito di formarsi ed informarsi per poter controbattere a questo assalto, argomentando ed istruendo le nuove generazioni. Un compito, in definitiva, di portata storica, da tempi ultimi.

Prima di lasciarvi alla presentazione di Blondet, approfitto ancora per invitare tutti i lettori a voler acquistare questo nuovo libro – e gli altri presenti nel nostro shop – anche per poterci sostenere nelle nostre future iniziative editoriali. Alcuni nuovi titoli (specialmente di autori stranieri) sono già in fase di lavorazione e verranno presentati via via nel corso dei mesi. Più libri verranno acquistati e maggiori possibilità avremo di rafforzare ulteriormente questa casa editrice ed il suo catalogo.

Da ultimo, un accenno al presente giornale ovviamente, su cui tutti – anche voi lettori – abbiamo lavorato quotidianamente e con spirito di abnegazione giorno dopo giorno in questi mesi; ne approfitto qui per ringraziare tutti i collaboratori (non faccio i nomi, tanto li conosciamo benissimo) e su tutti il direttore Blondet, che tramite l’invio dei suoi articoli a questa piccola redazione la fa diventare grandissima! Il giornale, fiore all’occhiello di questa casa editrice, proseguirà fin che le forze sosterranno la sua opera quotidiana. Anche in vista del nuovo sito EFFEDIEFFE, che si renderà presto necessario per l’obsolescenza inevitabile a cui è giunta l’attuale versione, vi domandiamo di voler continuare a supportare la nostra informazione, attraverso i quanto mai provvidenziali abbonamenti. Qualunque sia il merito e la necessità delle iniziative individuali, solo attraverso azioni coordinate si potrà realizzare un vero cambiamento. Vi domandiamo dunque di voler continuare a far parte, come lettori, di questa realtà, che conta su di voi per poter andare avanti, perlomeno finché Dio lo vorrà.

Vi ringrazio per la pazienza e vi lascio ora alla succosa presentazione di Blondet che ricordo troverete completa all’interno del nuovo libro; confidiamo vorrete acquistarlo numerosi, anche come regalo per parenti ed amici! In questo modo contribuirete a spargere un seme che un giorno potrà far sbocciare germogli sani e robusti. Buona lettura e buon proseguimento sulle nostre pagine.

Lorenzo de Vita
Editore EFFEDIEFFE



Il mistero Ratzinger

(Invito alla lettura di Maurizio Blondet)

Chiunque ha potuto constatare questo strano fenomeno: tutti gli ambienti politici occidentali, all’unisono, nello stesso momento (tra marzo e maggio del 2013) hanno preso a legiferare per le «nozze omosessuali». Come fosse il problema più grande ed urgente, da risolvere subito. E ciò, proprio mentre la recessione mondiale ne poneva di ben più pressanti e giganteschi: dallo strapotere della finanza speculativa senza freni alla disoccupazione di massa nell’Europa periferica, dall’iniquità sociale assurdamente crescente ai debiti pubblici astronomicamente crescenti per il fatto che il «salvataggio» del sistema bancario era stato accollato ai contribuenti, fino allo smantellamento dello Stato sociale che aveva garantito per oltre un secolo dignità, sicurezza e una relativa uguaglianza alle cittadinanze d’Europa. No, tutto questo passava in seconda linea davanti al Problema: la «discriminazione contro i gay», la loro «parificazione» alle coppie normali, compreso il matrimonio e il «diritto di adottare» bambini altrui. Proteste e persino manifestazioni di piazza, indicanti una vasta opposizione a questo progetto da parte della popolazione, sono state rigettate con spregio. Chi si oppone al «matrimonio gay» con seri argomenti politico-sociali, è bollato come «omofobo», ossia come un odiatore irrazionale degli invertiti in quanto persone, dunque da nemmeno ascoltare, ma anzi da escludere dal discorso pubblico (1); e ben presto anche da incarcerare, quando il reato di «omofobia» diverrà norma di legge.

Per chi è appena informato di ciò che si decide dietro le quinte, è apparso evidente che i poteri governativi obbedivano ad un ordine dato. Da quali centrali è partito quest’ordine?

Il presente libro di Michel Schhoyans comincia a rispondere alla domanda. Schooyans, docente di filosofia politica in varie università americane e da ultimo all’università Cattolica di Lovanio (di cui è emerito) da decenni analizza le strategie emanate dalle Nazioni Unite come «fabbrica» della nuova etica «invertita» (è il caso di dirlo): e ciò allo scopo di creare un «nuovo uomo», non più cittadino politicamente responsabile, libero e detentore di sovranità democratica, ma un essere di «genere» indeterminato, volto ai suoi piaceri privatissimi che reclama come «diritti». Diritti che i poteri forti transnazionali son ben disposti a dargli visto che non costano nulla, mentre lo spogliano della sovranità politica che è quella che conta per loro. Difatti, l’imposizione della nuova etica non è che una fase per l’imposizione del Nuovo Ordine Mondiale: un governo globale tecnocratico, governato da «tecnici» e non più da politici votati, tecnici poi selezionati dal sistema finanziario transnazionale.

Si sta dunque avverando, con velocità impressionante, la tesi che Schooyan enuncia in questo libro, indicando le Nazioni Unite come la fabbrica della nuova etica e impositrice dei «nuovi diritti», con lo scopo essenziale di delegittimare gli Stati nazionali intaccandone il loro sistema giuridico, e di completare una inaudita trasformazione dell’uomo in essere zoologico. Nel capitoletto dal titolo assai significativo, «Le passioni come valori», Schooyans ha scritto:

«Stiamo vivendo una rivoluzione antropologica: l’uomo non è più una persona, un essere aperto agli altri e alla trascendenza; è un individuo, votato a scegliersi la sua verità, ad adottare una sua etica; è un nucleo di forza d’interesse e di piacere. (...) Non ci può più essere posto per norme morali obiettive e comuni a tutti. Non ci si inchina più alla dignità di ogni uomo, chiunque egli sia. Oggi i nuovi valori, che G.F. Dumont chiama “valori invertiti”, sono il risultato di calcoli utilitaristici regolati dal consenso: si esprimono nella frequenza delle scelte osservate e si riducono in definitiva a ciò che agli individui fa piacere».

«Con questa concezione dell’uomo e del valore, i diritti umani finiscono per essere ridotti ad un catalogo variabile di rivendicazioni specifiche di singoli individui, acquisiti per consensi successivi, e specchi di puro calcolo di interessi. Poiché non esistono più valori obiettivi (...) il valore nella sua concezione invertita, rappresenta in fin dei conti ciò che soddisfa le passioni umane. Insomma, il diritto fondamentale dell’uomo diventa quello di soddisfare le sue passioni, e a ciò dovrebbe provvedere il diritto positivo».

«(…) Ne deriva che il consenso è investito di una “santità civile”; chi non lo rispetta è colpevole di empietà civile e va punito per disubbidienza. Ogni volta che si lasciano passare “nuovi diritti” del singolo individuo e non più della persona – diritto all’omosessualità, all’aborto, all’incesto, alla prostituzione, alla pedofilia, alla soppressione della tutela parentale sui minori – si fa un nuovo passo avanti in direzione della consacrazione civile della violenza. (...) Al termine di questo percorso il “diritto” alla violenza dovrà essere garantito dalla “violenza delle istituzioni”. Violenza duplice: sui corpi divenuti “disponibili”, ma soprattutto sulla personalità degli individui. Perché il miglior modo di soffocare la contestazione e il dissenso è di prevenirli imponendo alla totalità degli uomini questa “nuova etica” affidata a convenzioni aventi forza di leggi. Per sua stessa natura la nuova etica sarà pertanto intollerante, altrimenti non potrebbe garantire né uniformità sociale né unidimensionalità degli individui, e dunque dovrà avvalersi di un’Inquisizione civile».

È possibile intravvedere un prossimo futuro in cui i nostri politicanti, varando la legge che il «gay a 17 anni» richiede per potere esistere, il suddetto gay potrà esigere da voi, se gli piacete, di lasciarvi da lui sodomizzare; e se vi rifiutate, trascinarvi in giudizio per omofobia. A questo porta il «Diritto al Piacere» come unico criterio giuridico.

Perciò Schoooyans conclude: «Una siffatta idea del valore è distruttiva non solo del tessuto sociale, ma crea le premesse per una nuova barbarie». Una inaudita barbarie, infinitamente peggiore anche dei totalitarismi passati, comunisti: quelli non riuscivano a sodomizzare le anime.

«A questa avanzata – dice Schooyans – contribuiscono non solo i decisori politici, e i mezzi di comunicazione, ma anche quei cristiani troppo zelanti nello stringere la mano che, oggi ancora, tende loro l’angelo delle tenebre».

La «violenza delle istituzioni»: è proprio quella che ci sta opprimendo in questo tempo storico, e ciò proprio mentre ci dichiara «liberi»: liberi di ogni trasgressione, ma guai a chi si oppone alla trasgressività legalizzata: è «omofobo», e cade sotto le punizioni dell’intolleranza conformista del nuovo tipo. L’Inquisizione civile, creata apposta per controllare i dissidenti, è onnipresente: il poliziotto psichico non solo ha dalla sua le alte istituzioni dello Stato, ma anche l’«opinione pubblica», formata continuamente dalla propaganda-pubblicità onnipresente.

L’allora cardinale Joseph Ratzinger capiva benissimo che la posta in gioco era il Governo Globale dei Banchieri, quando nel 1999 scrisse la prefazione italiana ad un altro saggio di Schooyans, «Nuovo Disordine Mondiale»:

«Le tesi portate avanti da Schooyans – scriveva – oltre ad essere un autentico pugno nello stomaco, esprimono una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo ad un problema, quale quello della “vita” e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come un tentativo di “dittatura mondiale” perseguita dai Paesi più ricchi, e che si avvale di importantissimi strumenti politici quali l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’ONU, le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni a esse collegate. Secondo l’Autore, il Nuovo Ordine Mondiale non è altro che il tentativo di imporre la “filosofia dell’egoismo” dei Paesi ricchi ai Paesi poveri o in via di sviluppo, e il dominio di pochi su tutti gli altri».

Non si potrebbe trovare una più precisa definizione degli scopi finali del Governo Globale da secoli preconizzato e promosso, dapprima in circoli ristretti e segreti del potere, ed oggi ormai apertamente proposto come unica soluzione ai problemi creati da quegli stessi circoli («Non c’è alternativa», There is not alternative). La prefazione di Ratzinger continuava denunciando «la confìgurazione sempre più definita che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale», e la «nuova antropologia che dovrebbe essere la base del Nuovo Ordine Mondiale», quella sulla «gender equity ed equality» (allora ancora di là da venir legalizzata): progetto anti-umano verso cui Ratzinger invitò i cristiani a resistere. «A questo riguardo, la voce dei cristiani si è fatta negli ultimi decenni troppo debole e troppo timida».

Sicuramente, e Ratzinger non faceva altro che confermare una linea secolare della Chiesa, ben conscia che il progetto del Nuovo Ordine Mondiale emana dagli ambienti più ferocemente anticattolici, protestanti radicali, ebraismo deviato, Massoneria, che si possono definire rigorosamente anti-cristici.

Dunque è stata una amara sorpresa per i cattolici consapevoli ascoltare Joseph Ratzinger, divenuto pontefice Benedetto XVI, nel Natale del 2005, alla sua prima benedizione Urbi et Orbi, pronunciare queste parole:

«Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà, lasciati prendere per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della Sua luce ti incoraggia a impegnarti nell’edificazione del Nuovo Ordine Mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici. (...) L’umanità unita può affrontare i tanti e preoccupanti problemi del presente: dalla minaccia terroristica alle condizioni di umiliante povertà in cui vivono milioni di esseri umani; dalla proliferazione delle armi alle pandemie e al degrado ambientale, che pone a rischio il futuro del Pianeta».

Qui il nuovo Papa non solo aderiva al mondialismo, ma faceva suoi i più vieti e discutibili motivi per cui la propaganda mondialista sostiene che «non c’è alternativa» al Governo Unico Globale: dal falso umanitarismo della «fame nel mondo» (per alleviare la quale le multinazionali delle sementi non fanno che propagare i semi geneticamente modificati, brevettati da loro e quindi da pagare a loro) al falso pacifismo (non-proliferazione: un cavallo di battaglia dell’ideologia ONU, che serve a disarmare i deboli). Quasi intollerabile poi sentir evocare il «terrorismo globale», invenzione propagandistica con cui l’amministrazione Bush jr. ha invaso due Paesi, Afghanistan ed Iraq; e le «pandemie», il cui timore veniva sapientemente diffuso proprio allora dall’Organizzazione Mondiale della Sanità senza altro fondamento che far vendere centinaia di milioni di dosi di vaccini inutili con enormi profitti delle Case farmaceutiche globali; «pandemie» qualche volta evocate da ben identificati ambienti globalisti come strumento per alleggerire l’umanità di alcuni miliardi di individui, onde ridurla a un numero «sostenibile» per il Pianeta. Impressionante poi il voler mettere il progetto mondialista quasi sotto il patronato di Gesù Bambino…

Peggio. Nel 2011, il Pontificio Consiglio Justitia et Pax, un organo ufficiale vaticano, ha emanato un documento – «Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale» – dove si afferma, é più né meno, la necessità di un Governo Unico Mondiale come soluzione all’attuale crisi economica. Lungi dal denunciare il sistema bancario globale, il documento attribuisce la crisi all’assenza di un potere super-sovrano, che sia in grado di «unificare la famiglia umana»; e si auspica che questo governo unificato globale possa essere costituto dalle organizzazioni transnazionali oggi esistenti: ONU, Fondo Monetario, Banca Mondiale – insomma proprio gli organismi che Ratzinger vigorosamente denunciava nella sua prefazione al saggio di Schooyans. In particolare quell’ONU che, come il Vaticano sa benissimo, promuove la «nuova etica», l’aborto, la denatalità, la sterilizzazione delle donne del terzo mondo.

«Un lungo cammino resta da fare – constata il documento – prima di arrivare alla costituzione di tale Autorità pubblica di competenza universale. Logica vorrebbe che il processo di riforma si sviluppasse avendo come punto di riferimento l’Organizzazione delle Nazioni Unite, in ragione dell’ampiezza mondiale delle sue responsabilità, della sua capacità di riunire le nazioni della Terra e di quelli delle sue Agenzie specializzate [...] Ad un governo mondiale non si può pervenire, se non dando espressione politica a preesistenti interdipendenze e cooperazioni».

Come mai Benedetto XVI manifestava una posizione del tutto opposta a quella che sembrava nutrire quando era il cardinal Ratzinger?

(troverete la recensione completa all’interno del libro)



IL COMPLOTTO DELL’ONU CONTRO LA VITA
CON INTRODUZIONE DI MAURIZIO BLONDET
 

(320 pagine, 16,90 euro)
  
 
 

 





 

 
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