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A Mosca diventa trendy andare in piazza contro Putin
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Nuova manifestazione con oligarchi, star e politici. Chi è contro Putin: oligarchi nemici, modaioli, e divi radical chic

“Ci vai? Io ci sarò, certo”. Nella Mosca in preda alla febbre dello shopping e degli ingorghi prenatalizi, la domanda non riguarda però le feste, ma un appuntamento di cui tutti parlano: la manifestazione dell’opposizione, il bis, due settimane dopo, dell’evento che ha portato in piazza decine di migliaia di russi che volevano chiedere elezioni oneste e protestare contro il governo di Putin. Almeno 50 mila persone hanno confermato su Facebook la loro partecipazione al raduno sulla prospettiva Sakharov (coincidenza simbolica), e la colletta online per raccogliere 3 milioni di rubli (circa 75 mila euro) è stata completata in poche ore.

Ma soprattutto andare alla manifestazione fa trendy. Niente cinema, discoteca o ristorante, sabato si va in piazza. Se ne parla nei salotti degli oligarchi e ai party delle star del cinema e del pop, testimonia Bozhena Rynska, cronista mondana e pasionaria della protesta. Ci saranno tutti, e la guerra è già per chi riuscirà a parlare anche dal palco (annunciata e discussa la presenza dell’oligarca candidato alla presidenza Mikhail Prokhorov, del blogger Alexey Navalny, che dopo 15 giorni di prigione per le proteste contro i brogli è visto come il miglior candidato anti-Putin, e di Mikhail Gorbaciov, che a 80 anni sperimenterebbe per la prima volta il brivido di manifestare in piazza). Signore griffate chiedono cosa mettersi per resistere alle ore al freddo, e tirano fuori i piumini di marca che avevano intenzione di sfoggiare a Saint Moritz nella settimana bianca. “Lasciate a casa la pelliccia”, consiglia Bozhena.



E’ la “rivoluzione dei fighetti”, e uno dei filmati lanciati in rete per promuovere la manifestazione ricorda alle ragazze che la maggior parte dei manifestanti sono maschi, giovani, con un reddito e un’istruzione ben sopra la media, e single: “Nessun sito di appuntamenti ha una scelta così”. Si manifesterà in decine di città russe, ma quello di Mosca più che un corteo sembra  un happening. A scendere in piazza sarà la giovane borghesia russa,  manager, imprenditori, geni del computer, creativi pubblicitari, giornalisti,  ristoratori chic  e specialisti di marketing, e la fantasia di questi nuovi rivoluzionari è scatenata e raffinata. Si va dai palloncini bianchi (il colore simbolo della protesta, che unisce in un’organizzazione molto atomizzata liberali, nazionalisti, ex putiniani, comunisti e soprattutto qualunquisti, almeno fino a qualche giorno fa) con la scritta “Siamo stati gonfiati”, allusione ai voti “aggiunti” a Russia Unita alle elezioni alla Duma del 4 dicembre scorso, fino a cartelli con ironie sui brogli, tra i quali spicca il diagramma dell’andamento dei voti per il partito di Putin che sfida tutte le leggi della matematica, e l’invocazione a Gauss, l’inventore della distribuzione normale, a confermare il mito che i russi sono tutti geni matematici.

Centinaia di attori, registi, DJ, scrittori, rapper, cantanti si sono alternati sul canale YouTube “Persone oneste per elezioni oneste”. Tra i reclutati illustri anche Ceburashka, 
il tenero animaletto protagonista di  cartoni animati amati da ogni russo sotto i 50 anni: il suo creatore Eduard Uspensky ha acconsentito a mettergli il nastrino bianco degli oppositori, proprio quello che Vladimir Putin aveva sprezzantemente paragonato a un “preservativo”. Ma una settimana dopo questo insulto è il vice capo dell’amministrazione del Cremlino (e ideologo putiniano) Vladislav Surkov a cercare, dalle pagine di Izvestia, il consenso della piazza: “Sì, sono una minoranza, ma che minoranza!”.

Fonte >  Stampa.it


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